LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA

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LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA (Fenomeno, indipendente dal tempo, che si osserva nei corpi conduttori quando le cariche elettriche fluiscono in essi.) Un conduttore metallico è in equilibrio elettrostatico se il campo elettrico E è nullo in tutti i suoi punti interni, ossia se tutti i suoi punti si trovano allo stesso potenziale. Se, invece, fra due punti A e B di un conduttore esiste una differenza di potenziale, esso non può trovarsi in equilibrio elettrico perché E non è più nullo e imprime agli elettroni un moto ordinato verso i punti a potenziale maggiore il conduttore è percorso da una corrente elettrica. In generale, si dice che: un conduttore è percorso da una corrente elettrica, quando al suo interno vi è una migrazione di particelle cariche. La condizione perché possa aver luogo il passaggio della corrente è che ai capi del conduttore vi sia una differenza di potenziale. Si definisce intensità della corrente elettrica i che passa in un conduttore, la quantità di elettricità Q che attraversa una sua sezione (trasversale) nell'intervallo di tempo t, divisa per t, cioè: Q i = t Si tratta di una nuova grandezza fisica (scalare) la cui unità di misura nel Sistema Internazionale è l'ampère (A): ampere = coulomb secondo Amperometro André-Marie Ampère (775-836)

IL VERSO DELLA CORRENTE In un qualunque sistema continuo di conduttori, gli elettroni fluiscono dal punto a potenziale minore verso quello a potenziale più alto. Come verso convenzionale della corrente si adotta invece quello che va dal punto a potenziale più alto al punto a potenziale più basso. V A >V B i Ciò è dovuto al fatto che la scoperta dell'elettrone risale alla fine del XIX sec., mentre quella della conduzione elettrica risale alla fine del XVIII secolo. I fisici del tempo, non conoscendo la struttura elettrica della materia, non sapevano se la conduzione fosse dovuta al moto delle cariche positive o negative e preferirono supporre che fosse dovuto al moto di cariche positive. i Tutte le leggi che vennero in seguito enunciate si fondarono su tale presupposto. Oggi non è possibile impostare lo studio della conduzione in termini elettronici perché ciò comporterebbe la modifica di leggi e regole. CORRENTE CONTINUA Una corrente si dice continua (o stazionaria) quando la sua intensità non cambia nel tempo. In questo caso risulta: Q= i t

3 Quindi: In una corrente continua, la quantità di carica che attraversa una sezione di un filo metallico è direttamente proporzionale al tempo trascorso. Su alimentatori e altri dispositivi la corrente continua è indicata con il simbolo DC. GENERATORE IDEALE DI TENSIONE Un generatore di tensione, è un dispositivo in grado di mantenere una differenza di potenziale costante fra i suoi poli (o morsetti) indipendentemente dall'intensità di corrente e per un tempo indeterminato. Simbolo per le batterie, o pile dove il segmento più lungo indica il punto a potenziale più alto. Preleva le cariche positive dove il potenziale è più basso e le trasporta dove il potenziale è più alto. Le cariche giunte nei punti a potenziale più alto scendono naturalmente lungo il dislivello elettrico creando una corrente elettrica.

4 CIRCUITO ELETTRICO Perché in un conduttore si abbia passaggio di corrente continua, esso deve essere inserito un circuito elettrico. Questo è costituito da una successione ininterrotta di conduttori (componenti del circuito), in cui deve anche essere inserito un generatore di tensione continua. I componenti del circuito possono essere di diversa natura: conduttori solidi (fili o, in generale, pezzi di metallo), recipienti contenenti una soluzione, in cui sono immerse due lamine metalliche (elettrodi), tubi di materiale isolante contenenti un gas e attraverso le cui pareti passano due sbarrette metalliche (elettrodi), tubi elettronici e transistori. Il circuito è chiuso, se la successione dei conduttori che lo costituiscono è priva di interruzioni. È invece aperto, se è interrotto in un punto. Quando si apre un circuito, il passaggio della corrente si interrompe. La corrente continua ha la proprietà fondamentale che la sua intensità i ha lo stesso valore in tutte le sezioni del circuito.

5 SIMBOLI ELETTRICI COLLEGAMENTI TRA I COMPONENTI DI UN CIRCUITO Connessioni in serie Si dice che due o più conduttori sono collegati in serie, quando sono disposti in successione, cioè uno di seguito all'altro. I conduttori in serie sono percorsi dalla stessa corrente. Connessioni in parallelo Si dice che due o più conduttori sono collegati in parallelo (o in derivazione), quando hanno in comune sia il primo che il secondo estremo. Agli estremi di ciascuno dei conduttori collegati in parallelo è applicata la stessa differenza di potenziale.

6 LEGGI FONDAMENTALI DELLA CORRENTE ELETTRICA La prima legge di Ohm Esiste una vasta categoria di conduttori, tra i quali i conduttori metallici, per i quali la relazione caratteristica, che lega l'intensità di corrente i alla differenza di potenziale V applicata, si riduce a una semplice relazione di proporzionalità, cioè: V i= R dove R indica la costante di proporzionalità tra le grandezze i e V e viene denominata resistenza elettrica. Il valore della resistenza elettrica di un elemento di un conduttore dipende dalle sue caratteristiche fisiche e dalla sua forma geometrica. Questa formula ha il nome di prima legge di Ohm : Il rapporto fra la d.d.p. V tra due punti di un conduttore metallico a temperatura costante e l intensità di corrente che fluisce in esso è costante. La prima legge di Ohm di solito è espressa dalla seguente relazione: V = Ri I conduttori che ubbidiscono alla legge di Ohm si chiamano conduttori ohmici. La resistenza R è una grandezza fisica (scalare) la cui unità di misura nel Sistema Internazionale è l'ohm (Ω): volt ohm = ampere

7 La seconda legge di Ohm Maggiore è la resistenza, minore è la corrente che passa nel circuito a cui è applicata una differenza di potenziale costante. Un elemento di un circuito che presenta resistenza elettrica è detto resistore. Nel caso di conduttori filiformi di sezione costante e omogenei è possibile individuare una precisa relazione fra le caratteristiche fisiche del conduttore, la sua forma geometrica e la resistenza elettrica. Da risultati sperimentali si è ottenuto: Nel caso di conduttori filiformi di sezione costante e omogenei è possibile individuare una precisa relazione fra le caratteristiche fisiche del conduttore, la sua forma geometrica e la resistenza elettrica. Da risultati sperimentali si è ottenuto: l R = ρ S in cui l rappresenta la lunghezza del filo conduttore, S la sua sezione e ρ una costante di proporzionalità, detta resistività, dipendente dalle caratteristiche fisiche del materiale di cui è fatto il conduttore. La relazione () prende il nome di seconda legge di Ohm: In un filo conduttore la resistenza R è direttamente proporzionale alla lunghezza del filo ed inversamente proporzionale alla sua sezione. La resistività ρ = R S l l R = ρ S nel S.I. si misura in Ω m. Da esperimenti eseguiti si è constatato che la resistività dei metalli dipende anche dalla temperatura. Si definisce conduttività la grandezza σ = ρ anche in siemens (S = Ω - ) al metro (S m - ). che, nel S.I. si misura in Ω - m - o

8 RESISTORI Si chiama resistore (spesso anche chiamato impropriamente resistenza) un conduttore che segue la prima legge di Ohm. Il simbolo usato per indicare un resistore è: I resistori possono essere collegati in serie o in parallelo. COLLEGAMENTI DI RESISTORI Resistori in serie Nel collegamento in serie i resistori vengono collegati in modo da avere un estremo solo in comune per ogni coppia. I resistori così collegati sono attraversati dalla stessa corrente i.

9 In generale hanno una differenza di potenziale diversa ai loro capi. Si dimostra che un gruppo di resistori in serie presenta una resistenza totale (o equivalente) somma delle resistenze dei singoli resistori. R eq = R +R + +R n Infatti, se due resistori sono connessi in serie, valgono le seguenti proprietà: La d.d.p. ai capi della serie è uguale alla somma delle d.d.p. ai capi di ciascuna resistenza V = V + V La corrente che scorre nei due resistori è la stessa i = i = i Applicando la prima legge di Ohm si ha: V = V + V = i R + i R = i (R + R ) = i Req i i Le due resistenze sono viste ai capi della connessione come una singola resistenza equivalente, di valore pari alla somma delle due: R eq = R + R Esempio: Circuito costituito da tre resistori in serie Circuito equivalente R eq =R +R +R 3

0 Resistori in parallelo Nel collegamento in parallelo la differenza di potenziale ai capi di ciascun resistore è la stessa mentre è diversa la corrente che li attraversa. Si dimostra che In un gruppo di n resistori collegati in parallelo l inverso della resistenza totale (o equivalente) è somma degli inversi delle resistenze dei singoli resistori. = + +...+ R R R R eq Infatti, se due resistenze sono connesse in parallelo, valgono le seguenti proprietà: ai capi delle resistenze vi è la stessa d.d.p. le intensità della corrente che circolano nelle resistenze sono diverse applicando la prima legge di Ohm si ottiene V V i = i + i = + = V + = + R R R R V R R n = + Req = R R R eq RR R + R Nel caso di resistenze in parallelo la resistenza equivalente è minore della più piccola resistenza singola.

ANALOGIE E DIFFERENZE TRA CONDENSATORI E RESISTENZE Collegamenti in serie Collegamenti in parallelo Lo schema proposto rende evidenti le analogie e le differenze tra il caso dei condensatori e quello delle resistenze e, tra l altro, il fatto che la capacità è una caratteristica statica dei conduttori, mentre la resistenza è una caratteristica dinamica. AMPEROMETRO STRUMENTI DI MISURA Strumento per misurare l intensità di corrente elettrica, va inserito nel circuito in serie con il resistore attraverso il quale passa la corrente di cui si deve misurare l intensità. VOLTMETRO Strumento per misurare la d.d.p., va inserito nel circuito in parallelo con il conduttore agli estremi del quale è applicata la d.d.p. da misurare. Il voltmetro possiede una resistenza interna che, per non alterare l intensità di corrente circolante nel circuito e la differenza di potenziale fra i due punti A e B, deve essere grande rispetto a ogni resistenza presente nel circuito.