Macchine rotanti. Premessa



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Macchine rotanti Premessa Sincrono, asincrono, a corrente continua, brushless sono parecchi i tipi di motori elettrici. Per ognuno teoria e formule diverse. Eppure la loro matrice fisica è comune. Unificare è un esigenza addirittura preminente nella fisica teorica. Einstein cercò per vent anni, senza riuscirci, l unificazione di forza gravitazionale ed elettromagnetica. Ma la "La teoria del tutto", che è anche il titolo di un libro di Stephen Hawking, resta uno stimolante campo di ricerca. Con finalità meno grandiose certamente, si è sviluppata la teoria unificata delle macchine rotanti. Il modello che ne è conseguito e gli strumenti matematici necessari hanno consentito potenti algoritmi per il controllo dinamico dei motori. Questa lezione, in modo molto limitato ovviamente, si pone nella prospettiva dell unificazione, ricorrendo a concetti e formule tradizionali. E indicata un espressione della coppia elettromagnetica, nonché della tensione indotta associata alla trasformazione elettromeccanica dell energia, che può indirizzare i ragionamenti su ogni tipo di macchina. Le considerazioni svolte possono essere un valido aiuto per la comprensione del funzionamento delle macchine a regime e risultare utili anche nella valutazione del loro comportamento dinamico. Il principio di funzionamento Il principio della trasformazione elettromeccanica dell energia è costituito dalle interazioni tra corpi magnetizzati e circuiti elettrici. I circuiti elettrici altro non sono che sorgenti magnetiche ed il campo magnetico è, come dire, l organo di tramissione dell energia. Svolge lo stesso ruolo meccanico dell energia cinetica, la cui variazione produce lavoro. Nei campi magnetici si distinguono due zone: poli Nord e Sud. Due sorgenti di campi magnetici interagiscono in modo che i poli Nord dell uno attraggono i poli Sud dell altro, mentre i poli omonimi si respingono. E naturale pensare ad una relazione quantitativa generale per la valutazione delle forze magnetiche e della coppia relativa alla rotazione prodotta. Ogni macchina rotante si compone di una parte fissa, lo statore, e di una parte mobile, il rotore. Statore e rotore diventano, durante il funzionamento, due magneti che, interagendo tra loro, determinano il movimento della parte mobile. La figura 1 schematizza una macchina elementare con un avvolgimento sullo statore ed uno sul rotore percorsi da corrente (rosse: uscenti, blù: entranti)

Figura 1 Statore e rotore sono dunque magneti, permanenti od elettromagneti. La corrente elettrica è la sorgente del magnetismo. La forza magnetomotrice (fmm) dipende anche dal numero di spire; le spire non sono un entità fisica, ma determinano un amplificazione dell effetto magnetico della corrente elettrica. Se la corrente in una spira è un piccolo magnete, N spire percorse dalla stessa corrente, sono N magneti che uniscono la loro azione. La fmm è un espressione del tipo A=k*N*I dove k è una costante che tien conto della distribuzione spaziale delle spire, che può essere chiamato coefficiente di avvolgimento, ed I l'intensità della corrente che le percorre. I magneti prodotti dalle correnti di statore e di rotore, danno luogo ad un alternarsi di poli magnetici lungo il traferro, lo spessore d aria che separa statore da rotore. La fmm per unità di lunghezza di una linea di forza magnetica è il campo magnetico H (A/m). Le linee magnetiche sono linee chiuse, ed attraversano il traferro, in modo che, in prima approssimazione, possiamo considerare perpendicolare alla superficie polare. Ogni linea si concatena con la corrente di conduttori, di statore e/o di rotore, che la producono. Il numero dei conduttori concatenati e la corrente in essi varia a seconda dellinea considerata. Varia cioè la fmm che produce quella linea, quindi variano in intensità e verso i campi magnetici di statore e di rotore lungo il traferro. Entrambi possono essere rappresentati con una sinusoide le cui semionde sono i poli Nord e Sud. Il Nord corrisponde alla zona, di rotore o di statore, da cui le linee magnetiche escono. La stessa rappresentazione vale per la tensione magnetica al traferro F definita dal prodotto del campo, H, per lo spessore, d, del traferro: F=H*d. La tensione magnetica al traferro coincide, in pratica, con la totale forza magnetomotrice, A, agente lungo l intera linea di forza chiusa, se il ferro non è saturo, con una porzione di essa quando il ferro è saturo. Il ferro entra in saturazione quando la sua funzione di amplificazione dell effetto magnetico si indebolisce progressivamente. L effetto magnetico è misurato dall induzione magnetica B, da cui dipendono più strettamente le forze magnetiche e le tensioni indotte. Il legame

tra B ed H è B= *H dove è la permeabilità assoluta del mezzo. Per l aria, quindi per il traferro la permeabilità, costante, vale 0 =1,256*10-6 H/m. L amplificazione magnetica del ferro è misurata dalla permeabilità relativa, il rapporto tra la permeabilità assoluta e quella dell aria. La saturazione inizia, si può dire per valori di induzione B superiori ad 1 tesla. L espressione della coppia elettromagnetica La coppia nasce dalla tendenza ad allinearsi dei due campi magnetici. I poli Nord del rotore tendono cioè a portarsi esattamente sotto i poli Sud dello statore. Nella figura 2, con è indicato l angolo elettrico corrispondente all angolo meccanico formato tra gli assi dei Nord di rotore e Sud di statore. Se p è il numero di coppie polari, si ha =p* Inoltre A S : valore massimo della fmm di statore; A R : valore massimo della fmm di rotore; A tot : valore massimo della fmm totale, che si ottiene sommando vettorialmente le due precedenti; : flusso polare prodotto da A tot. E' dato =B m *S dove B m =(2/ )*B max =(2/ )* 0 *A tot /d è il valore medio dell induzione magnetica, ed S= r*l/p la superficie di un polo, avendo indicato con L, r, rispettivamente, lunghezza e raggio di rotore. E naturale supporre che i due campi tendano ad allinearsi, quindi a ridurre l angolo, con una forza, che dà origine alla coppia, proporzionale sia ad A R che ad A S. Si intuisce anche che essa è tanto maggiore quanto maggiore è il disallineamento dei campi e che il massimo disallineamento si ha per = 90 /p gradi fisici cioè 90 elettrici. L allineamento dei campi corrisponde ad una situazione di equilibrio spontaneo, come lo stato di una molla a riposo, e lo scostamento dall equilibrio, come nel caso della molla, determina forze tendenti a ripristinarlo. Un modo significativo per ricavare l'espressione fa ricorso al concetto di energia immagazzinata nel campo magnetico ed alla sua variazione. L'energia magnetica è praticamente racchiusa nel traferro. Può dunque essere trovata moltiplicandone il volume V t =2 rld per l energia specifica media w m =0,5 0 (H 2 ) medio. Poiché (H 2 ) medio =0,5H 2 max ed H max =A tot /d, si ha: W=w m V tot =(0,25 0 (A 2 tot /d 2 ))2 rld=( 0 2 rl A 2 tot )/(4d). Il teorema di Carnot fornisce per A 2 tot l espressione

A 2 tot =A 2 S +A 2 R +A S A R cos Si ha allora W=( 0 2 rl /(4d)( A 2 S +A 2 R +A S A R cos (p )). Occorre ricordare in proposito che i movimenti spontanei avvengono con diminuzione dell'energia del campo se i flussi si mantengono costanti, con un aumento della stessa se sono mantenute costanti le fmm, cioè le correnti. In quest'ultimo caso, che è quello qui considereremo, il generatore che alimenta l'avvolgimento fornisce sia l'energia accumulata nel campo, sia l'energia che produce lo spostamento, oltre ovviamente a quella dissipata per effetto joule.la coppia può allora essere ottenuta calcolando la derivata dell espressione dell energia rispetto a supponendo costanti le fmm. C = dw/d m = - p( 0 2 rl /(4d)A S A R sin (p )) da cui, ponendo k= p( 0 2 rl /(4d) si ottiene: C = - k*a S *A R * sin mu. 1 Il segno che nelle considerazioni successive sarà omesso, indica che la coppia agisce in senso opposto all aumento dell angolo; i campi di statore e di rotore tendono perciò a ridurre l angolo, cioè ad allinearsi. La mu.1 può essere così letta: La coppia è proporzionale ai campi magnetici di statore e di rotore ed al seno dell angolo elettrico corrispondente al loro sfasamento spaziale o, ciò che è lo stesso, al prodotto di un campo magnetico per la componente dell altro in quadratura. Dalla mu.1 possono essere derivate altre formule mediante trasformazioni matematiche, come quelle indicate in figura 2. Un' ulteriore utile elaborazione, considera il flusso polare totale, prodotto dalla fmm A tot, la fmm di rotore e l angolo R, di sfasamento tra la fmm A tot e la fmm A R. Cioè: C = k 1.. R. sin R mu. 2 Con k 1 costante che risulta proporzionale al quadrato delle coppie polari. Ad essa si arriva con le considerando che il flusso polare è dato dall induzione media sul

polo B m =(2/ Dunque: B M con B M = 0 (A tot /d) moltiplicata per la superficie polare S p = rl/p. =(2/ 0(A tot /d)( rl/p) da cui si ricava A tot = (dp/(2rl 0 ) e poiché, come illustrato in figura 2, è A tot *sin R =A S sin si ha C=-kA R A tot sin R =-ka R (dp/(2rl 0 )sin R da cu,i ponendo k 1 = k(dp/(2rl 0 ), si ricava la mu.2 Quanto finora esposto vale sia per configurazioni fisse delle forze magnetomotrici rispetto allo statore, sia per configurazioni in moto. L importante, per l esistenza della coppia, è il mantenimento di un angolo di sfasamento ; ciò significa che le due sinusoidi devono spostarsi lungo il traferro alla stessa velocità. E quanto succede sia nelle macchine sincrone che in quelle asincrone, mentre nelle macchine a corrente continua i due campi sono fissi e permanentemente in quadratura.

Figura 2

L espressione della tensione indotta Alla coppia meccanica che agisce sull albero della macchina, motrice per i motori, frenante per i generatori, fa riscontro negli avvolgimenti una forza controelettromotrice (motori) od elettromotrice (generatori). Se si indica con m la velocità angolare meccanica o pulsazione meccanica, alla potenza meccanica P m =C. m deve corrispondere una identica potenza elettrica, per il principio di conservazione dell energia, in base a cui la fem può essere ricavata. La fem è prodotta dalla variazione del flusso totale concatenato con l avvolgimento considerato, per la legge di Faraday-Lenz. La variazione si ha per la velocità relativa del campo di forma sinusoidale ed ampiezza costante, cui corrisponde una fem detta mozionale, ma anche per l eventuale variazione dell ampiezza, cui corrisponde una fem di tipo trasformatorico. Nel funzionamento a regime l ampiezza generalmente si mantiene costante e si ha pertanto una fem del primo tipo che ha pulsazione valore efficace pari a E=4,44. f. k a. N. mu. 3 con =p* m, e flusso polare, N il numero di spire in serie nell avvolgimento e k a il fattore di avvolgimento che tien conto della loro distribuzione spaziale, quindi del fatto che non sono contemporaneamente interessate dallo stesso flusso, mentre f= /2 è la frequenza. Analisi di coppia e tensione indotta nei diversi tipi di macchine Macchine sincrone Il campo di rotore è prodotto da correnti continue, o magneti permanenti, ed è posto in rotazione meccanicamente dal rotore. Il campo di statore invece è un campo rotante dovuto alla distribuzione spaziale degli avvolgimenti, che hanno assi magnetici distinti, ed alla loro alimentazione con correnti sfasate nel tempo. Il rotore, per l esistenza della coppia, deve ruotare alla stessa velocità del campo di statore, determinato dalla frequenza delle correnti e dal numero di poli di ogni avvolgimento secondo la relazione m = 2 f/p dove è la velocità angolare (rad/s) del campo. Il motore sincrono non è autoavviante ed il rotore deve essere portato alla velocità di sincronismo con altri mezzi. Quando la velocità di sincronismo è raggiunta il rotore "si aggancia" al campo di statore. Se si alimenta con tensione costante e si mantiene costante l eccitazione, sono costanti rispettivamente, nell espressione della coppia, il flusso totale e la forza magnetomotrice di rotore A R. Il primo perché la tensione applicata, se si trascurano le piccole differenze dovute alla caduta di tensione sulla resistenza e sulla reattanza di dispersione degli

avvolgimenti di statore, è equilibrata praticamente dalla tensione indotta che ha l espressione della mu.3 (la costanza di E implica la costanza di ). La seconda, poiché lo è la corrente che la produce (o perché prodotta da magneti permanenti). Ne consegue che la variazione della coppia si ottiene unicamente per la variazione dell angolo di sfasamento. Quanto più aumenta la coppia resistente applicata all albero, tanto più l angolo R aumenta: in particolare, nel funzionamento come motore, il campo di rotore ritarda rispetto a quello risultante, mentre è in anticipo nel funzionamento come generatore. Per R = /2 si ha la coppia massima. Il rotore modificando semplicemente la sua posizione rispetto al rotante di statore vi rimane agganciato, indipendentemente dal valore della coppia di carico, purché essa non sia superiore a quella massima possibile. Se il carico supera la coppia massima il rotore "perde il passo" e si arresta. Macchina asincrona Il campo rotante di statore induce negli avvolgimenti di rotore una tensione che fa circolare in essi una corrente che genera a sua volta un campo rotante alla stessa velocità di quello di statore 0.=2 f/p. Tra i due campi si manifesta pertanto una coppia che si trasmette al rotore ponendolo in rotazione ad una velocità. La rotazione fa variare la corrente di rotore in quanto varia la forza elettromotrice indotta per la variazione della velocità relativa r = 0 -, che ne determina la frequenza f r = p. r /2 = s. f se s = r / 0 è lo scorrimento. Varia dunque la forza magnetomotrice di rotore, non solo in modulo ma anche in fase per il diverso rapporto tra resistenza e reattanza, quest'ultima dipendente dalla frequenza f r : X=2 f r. L r dove L r indica l'induttanza di dispersione di rotore. Se si alimenta il motore a tensione costante, per le stesse ragioni addotte per la macchina sincrona, il flusso risultante deve rimanere costante. Diverso invece è il comportamento della forza magnetomotrice A R sia in modulo che in fase rispetto al campo di statore. Si può scrivere che la coppia è proporzionale al prodotto della corrente di rotore per il seno dell angolo : C=K*I R *sin. La coppia in particolare è nulla alla velocità di sincronismo poiché I R =0 poiché sono nulle le fem indotte, e presenta un massimo ad una velocità che, in generale, differisce di circa un 10% da quella di sincronismo. In questo intervallo di velocità la corrente è praticamente proporzionale allo scorrimento che è il rapporto tra la velocità relativa e quella di sincronismo, la reattanza dell avvolgimento di rotore è molto bassa poiché piccole sono le frequenze delle forze elettromotrici indotte e l angolo praticamente non varia e si mantiene prossimo ai 90. La coppia dipende in definitiva dalla sola intensità della corrente di rotore. La coppia massima rappresenta il limite della zona di funzionamento stabile. La formula che stiamo considerando per la coppia, giustifica anche il valore della coppia di avviamento, generalmente inferiore alle coppia nominale nonostante la corrente notevolmente maggiore. All avviamento infatti diventa prevalente la reattanza di dispersione rispetto alla resistenza di rotore per la frequenza elevata della tensione indotta

e la forza magnetomotrice A R risulta quasi in fase con quella di statore. Il altre parole diventa molto piccolo e con ess il seno dell'angolo. Macchine a corrente continua Il campo di statore è fermo essendo prodotto da bobine percorse da corrente continua o da magneti permanenti fissati sullo statore. Lo è anche quello prodotto dall armatura di rotore per l azione congiunta di spazzole e collettore che produce una configurazione spaziale delle correnti che non varia rispetto al piano di simmetria determinato dalla posizione delle spazzole (detto piano di commutazione, poiché nei conduttori d'armatura che l'attraversano la corrente si inverte, "commuta"). L angolo della mu.1 è praticamente costante e pari a 90, poiché l asse di commutazione è fatto coincidere con l asse interpolare. Il valore della fmm di statore è costante se tale è la corrente di eccitazione o se i magneti sono permanenti. La coppia allora dipende esclusivamente dal valore di A R, cioè dalla corrente dell avvolgimento di armatura. La sua espressione è del tipo C=K*I dove K è una costante tipica del motore, fornita tra i dati tecnici dello stesso: la costante di coppia. K è anche la costante di tensione che esprime la diretta proporzionalità tra tensione indotta nell avvolgimento d armatura, E, e velocità di rotazione angolare del rotore m: E=K* m.si può osservare che E è ricavabile dalla mu.3 tenendo presente l azione di collettore e spazzole, che rende unidirezionale la tensione alternata dell avvolgimento di armatura, con una variazione rispetto al valore medio tanto più piccola quanto maggiore è il numero delle lamelle del collettore. Il valore medio è proporzionale al prodotto del flusso per la velocità angolare e la costante di proporzionalità dipende dal numero di coppie polari e dalla struttura dell avvolgimento di armatura. La costante di coppia e/o di tensione dipende anche dal flusso di eccitazione. Quindi essa assumerà valori diversi al variare della corrente di campo per le macchine dove tale variazione è possibile, ad esempio, prevalentemente, per le macchine ad eccitazione indipendente. Motori brushless a.c. Sono in pratica identici a motori sincroni a magneti permanenti. Il rotore è dunque costituito da magneti permanenti e lo statore dispone di tre avvolgimenti trifase collegati a stella. La differenza sta nell alimentazione che è alternata trifase, ottenuta mediante circuito elettronico (inverter) che consente di cambiare valore e frequenza della tensione mentre la fase del campo magnetico rotante prodotto dalle correnti di statore è mantenuta costantemente in quadratura con il campo magnetico di rotore. Sllo statore ci sono appositi sensori che rilevano la posizione del rotore e pilotano il circuito di alimentazione degli avvolgimenti in modo da ottenere la quadratura dei campi. La formula della coppia di più immediata utilizzazione è allora la mu.1 C = k. A.. S A R sin La situazione è tale che A R è costante, come =90 cioè sin =1. La coppia dipende allora esclusivamente da A S

quindi dal valore della corrente di statore. In pratica si ha un espressione del tipo C=K c *I in tutto simile a quella dei motori a corrente continua. Anche in questo caso K c è un dato fornito tra le caratteristiche tecniche del motore. La forza elettromotrice indotta negli avvolgimenti di statore ha l espressione della mu.3 per i brushless sinusoidali, che hanno i poli magnetici del rotore sagomati proprio per ottenere questo. E dunque proporzionale alla velocità angolare del motore. Nelle caratteristiche tecniche la tensione considerata è quella concatenata, che è 1,73 volte la tensione di fase. La costante di tensione è, per tale. motivo, 1,73 volte la costante di coppia. Riassumendo U = K E con K E = 1,73. K c. I brushless sinusoidali stanno ormai soppiantando i brushless trapezoidali, la cui fem era appunto di tal forma. I trapezoidali richiedono sensori meno precisi per l individuazione del campo di rotore, ma la coppia ottenuta è meno costante. Il sensore richiesto da un sinusoidale è generalmente un resolver, molto preciso. E anche possibile, mediante opportuni algoritmi di calcolo, che riescono a stimare la posizione del campo, rinunciare ai sensori: azionamenti sensorless. Occorre conoscere in tal caso bene le reali prestazioni permesse dall algoritmo utilizzato. Bibliografia A.E. Fitzgerald-C. Kingsley Jr-A. Kusko - Macchine Elettriche - Ed. Franco Angeli m