Comune di Ferentillo

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Comune di Ferentillo VARIANTE P.R.G. Comune di Ferentillo STUDIO GEOLOGICO RELAZIONE GEOLOGICA Soggetto realizzatore Data Dott. Geol. Luca Latella MARZO 2014 1

PREMESSA Su commissione del Comune di Ferentillo è stata redatta la seguente relazione geologica finalizzata allo studio di variante del P.R.G. comunale del Marzo 2014. In base alla relazione illustrativa generale tale studio è stato condotto sulle aree interessate da variante: Trasformazione o modifica della destinazione urbanistica di zone residenziali (zone B di completamento e zone C di espansione) in zone agricole E o di verde privato FP all'interno delle macroarea delle frazioni di Ferentillo, Precetto e Cantoniera; Eliminazione di alcune previsioni di viabilità ormai incongrue rispetto allo stato di fatto con trasformazione delle aree stesse in verde privato FP; Individuazione di un nuovo comparto all'interno di aree destinate a zone di interesse generale F8) proposto dall'ufficio lavori pubblici del comune di Ferentillo; Modifica parziale della destinazione urbanistica di un'area produttive (zone D industriali corrispondenti a macrozone D produttive di nuova previsione nella parte strutturale) in viabilità e da fascia di rispetto in zona D con re-individuazione dei comparti; Modifica di alcuni articoli delle NTA del PRG parte operativa in conseguenza delle varianti di cui sopra. Le modifiche sono state riassunte da un punto di vista geologico ambientale in n 3 Tav. di seguito elencate: Carte di zonizzazione Geologico Ambientali a) TAV. N 1 FERENTILLO SCALA 1:5000 b) TAV. N 2 PRECETTO SCALA 1:5000 c) TAV. N 3 CANTONIERA SCALA 1:5000 2

IDONEITA GEOLOGICO-AMBIENTALI Le modifiche apportate al piano regolatore, secondo quanto riportato nella relazione illustrativa generale del progetto variante Marzo 2014, non sono superiori al dieci per cento in più o in meno delle superfici e delle quantità edificatorie dimensionali attribuite dal PRG agli ambiti, macroaree, insediamenti esistenti e di nuova previsione, e NON sono incrementative rispetto alle previsioni complessive dello stesso PRG, pertanto NON determinano incrementi rispetto agli standard (dotazioni territoriali R.R. n. 7/2012). TAV. 1 - FERENTILLO Per quanto attiene gli aspetti geologico-ambientali è da tener presente che tali modifiche sono migliorative delle condizioni di rischio, come in località Mattarella dove si ha una diminuzione significativa delle superfici delle aree contrassegnate come C1b proprio in prossimità di aree a rischio frana del PAI di tipo R3 e in prossimità di un evento franoso attivo censito dalle cartografie P.A.I. ed I.F.F.I.. Per quanto riguarda l area posta più ad EST, in aggiunta rispetto al vecchio P.R.G., essa si trova all interno di una zona classificata a rischio R3 secondo le norme del PAI vigenti, pertanto valgono tutte le prescrizioni previste dalla normativa di riferimento CLASSE B: zone ad edificabilità condizionata. TAV. 2 PRECETTO Nella tavola 2 la maggior parte delle modifiche riguardano suddivisioni interne ad aree già esistenti nel vecchio P.R.G. e variazioni della destinazione d uso di alcune zone. In questi casi valgono le prescrizioni già adottate nel precedente studio e riportate nel paragrafo successivo. TAV. 3 CANTONIERA Nella tavola 3 le modifiche al P.R.G. esistente riguardano l introduzione di una nuova area produttiva che non rientra all interno delle fasce di esondabilità del Fiume Nera (Fascia A, Fascia B, Fascia C). Per le restanti aree si tratta solo di modifiche che riducono la superficie rispetto al vecchio P.R.G. e suddivisioni interne che quindi non comportano problematiche di ordine geologico geomorfologico ed idraulico. Si ricorda che le aree individuate nel lato Ovest della strada statale rientrano all interno delle fasce di esondabilità A e B del nuovo studio idraulico del Prof. Manciola (Università di Perugia). 3

Tali fasce saranno tuttavia oggetto di riclassificazione sempre da parte del Prof. Manciola. Nelle cartografie di dettaglio visibili in allegato alla presente relazione è stata realizzata una sovrapposizione delle aree di azzonamento con i vincoli geologico ambientali. Di seguito si ricordano le prescrizioni ed idoneità Geologico Ambientali: 1.1 CLASSE A Zone edificabili Comprende tutto il territorio non interessato da vincoli geologico-ambientali. Non sono poste particolari limitazioni alle scelte urbanistiche. 1.2 CLASSE B Zone ad edificabilità condizionata Sono poste alcune limitazioni alle scelte urbanistiche, in quanto essendo caratterizzate da vulnerabilità geologico-ambientale medio-alta, si individuano penalità edificatorie: 1.2.1 Rischio frana R3 (P.A.I.) Nelle zone individuate a rischio elevato per fenomeni franosi (P.A.I. R3) si applicano le specifiche Norme tecniche di attuazione del Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico. 1.2.2 Zone caratterizzate dalla presenza di movimenti franosi quiescenti - Sono ammessi solo interventi di completamento negli insediamenti esistenti nonché di nuove edificazioni, subordinati all esecuzioni di interventi di consolidamento da effettuarsi sulla base di specifiche indagini redatte in conformità al D.M. 14 Gennaio 2008, ovvero sulla base di indagini geologiche, geomorfologiche, idrogeologiche e geotecniche comprovanti l insussistenza delle condizioni di dissesto. - Sono raccomandati gli interventi di sistemazione, bonifica e regimentazione delle acque superficiali e sotterranee e dei versanti, di preferenza eseguiti con le tecniche dell ingegneria naturalistica, finalizzati e coerenti con il consolidamento delle aree in dissesto e la salvaguardia dell edificato. Tali interventi devono essere preceduti dalla redazione di studi geo-ambientali che analizzano nel dettaglio gli aspetti geologici, idrologici, idrogeologici, geomorfologici, geotecnici e floristico-vegetazionali. - Per le opere infrastrutturali d interesse pubblico, non altrimenti localizzabili, i progetti devono essere suffragati da specifici studi geologici e geotecnici, redatti in conformità al D.M. 14 Gennaio 2008, con indicazione delle opere di consolidamento e bonifica dei dissesti nonché gli 4

interventi finalizzati a mitigare l impatto dell opera sulle condizioni idrogeologiche e geomorfologiche locali, impiegando preferibilmente tecniche di ingegneria naturalistica, ovvero comprovanti l insussistenza delle condizioni di dissesto. 1.2.3 Zone caratterizzate dalla presenza di movimenti franosi inattivi e presunti - Sono ammessi nuovi insediamenti, purchè preceduti da indagini geologiche, geomorfologiche, idrogeologiche geotecniche, redatte in conformità al D.M. 14 Gennaio 2008, e purchè realizzati con modalità tali da non aumentare le condizioni di rischio dell area. - Sono raccomandati gli interventi di sistemazione, bonifica dei localizzati fenomeni di instabilità, di preferenza eseguiti con le tecniche dell ingegneria naturalistica. Tali interventi sono preceduti dalla redazione di studi geo-ambientali di dettaglio che analizzano gli aspetti geologici, idrologici, idrogeologici, geomorfologici, geotecnici e floristico-vegetazionali. 1.2.4 Pericolosità idraulica fascia B (P.A.I.) Nella fascia B di pericolosità idraulica definita dal P.A.I. si applicano le specifiche Norme tecniche di attuazione del Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico previste per le analoghe fasce di pericolosità, salvo deperimetrazione dell area a seguito di interventi di messa in sicurezza eseguiti sulla base di studi idraulici che dimostrino il raggiungimento delle condizioni di sicurezza. 1.2.5 Pericolosità idraulica fascia C (P.A.I.) Nella fascia C di pericolosità idraulica definita dal P.A.I. si applicano le specifiche Norme tecniche di attuazione del Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico previste per le analoghe fasce di pericolosità, salvo deperimetrazione dell area a seguito di interventi di messa in sicurezza eseguiti sulla base di studi idraulici che dimostrino il raggiungimento delle condizioni di sicurezza. 1.2.6 Pericolosità idraulica fascia B (Studio Idraulico Fiume Nera - Università di Perugia) Nelle zone individuate a rischio di inondazione fascia B si applicano le Norme tecniche di attuazione del Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico per le aree in fascia B, salvo deperimetrazione dell area a seguito di interventi di messa in sicurezza eseguiti sulla base di studi idraulici che dimostrino il raggiungimento delle condizioni di sicurezza. 1.2.7 Pericolosità idraulica fascia C (Studio Idraulico Fiume Nera Università di Perugia) 5

Nelle zone individuate a rischio di inondazione fascia C si applicano le Norme tecniche di attuazione del Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico per le aree in fascia C. 1.2.8 Zone di rispetto opere di captazione ad uso idropotabile Nelle zone di rispetto delle opere di captazione delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano si applica quanto stabilito dall art. 94 del Decreto Legislativo 152/06. 1.3 CLASSE C Zone non edificabili Essendo ascrivibile a classi di vulnerabilità elevate è penalizzata l edificazione pertanto si impone una forte limitazione alle scelte urbanistiche: 12.3.1 Rischio frana R4 (P.A.I.) Nelle zone individuate a rischio molto elevato per fenomeni franosi (P.A.I. - R4) si applicano le specifiche Norme tecniche di attuazione del Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico. 1.3.2 Zone caratterizzate dalla presenza di movimenti franosi attivi Nelle zone caratterizzate dalla presenza di movimenti franosi attivi non è consentito alcun intervento di nuova edificazione. Sono consentite solo trasformazioni che non aumentino il carico antropico e che non determinino un incremento delle condizioni di rischio, quali interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e risanamento conservativo, così come definiti alle lettere a), b), c) dell art. 3 del DPR 380/2001, associate ad opere di consolidamento strutturale e fondale ai fini di salvaguardia della pubblica incolumità. - Sono raccomandati gli interventi di sistemazione, bonifica e regimentazione delle acque superficiali e sotterranee e dei versanti, di preferenza eseguiti con le tecniche dell ingegneria naturalistica, finalizzati e coerenti con il consolidamento delle aree in dissesto e la salvaguardia dell edificato. Tali interventi devono essere preceduti dalla redazione di studi geo-ambientali che analizzano nel dettaglio gli aspetti geologici, idrologici, idrogeologici, geomorfologici, geotecnici e floristico-vegetazionali. - Per le opere infrastrutturali d interesse pubblico, non altrimenti localizzabili, i progetti devono essere suffragati da specifici studi geologici e geotecnici, redatti in conformità al D.M. 14 Gennaio 2008, con indicazione delle opere di consolidamento e bonifica dei dissesti nonché gli interventi finalizzati a mitigare l impatto dell opera sulle condizioni idrogeologiche e geomorfologiche locali, impiegando preferibilmente tecniche di ingegneria naturalistica, ovvero comprovanti l insussistenza delle condizioni di dissesto. 6

1.3.3 Pericolosità idraulica fascia A (P.A.I.) Nella fascia A di pericolosità idraulica definita dal P.A.I. si applicano le specifiche Norme tecniche di attuazione del Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico previste per le analoghe fasce di pericolosità. 1.3.4 Pericolosità idraulica fascia A (Studio Idraulico Fiume Nera - Università di Perugia) Nelle zone individuate a rischio di inondazione fascia A si applicano le Norme tecniche di attuazione del Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico per le aree in fascia A, salvo deperimetrazione dell area a seguito di interventi di messa in sicurezza eseguiti sulla base di studi idraulici che dimostrino il raggiungimento delle condizioni di sicurezza. 1.3.5 Rischio idraulico R4 (P.A.I) Nelle zone individuate a rischio di inondazione R4 si applicano le specifiche Norme tecniche di attuazione del Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico, salvo deperimetrazione dell area a seguito di interventi di messa in sicurezza eseguiti sulla base di studi idraulici che dimostrino il raggiungimento delle condizioni di sicurezza. 1.4. Zone soggette ad ulteriori approfondimenti dal punto di vista del rischio idraulico Nelle aree D3a, D3i, D3c1 e C1b, limitatamente alla porzione ricadente all interno della zone a rischio di inondazione fascia A e B, l attuazione delle previsioni urbanistiche è rimandata ad ulteriori approfondimenti dello studio idraulico che definiscano gli interventi necessari alla messa in sicurezza. 7

CONCLUSIONI A seguito dello studio realizzato con la finalità di individuare possibili problematiche geologiche geomorfologiche ed idrauliche che riguardano le nuove modifiche apportate al vecchio P.R.G., si può affermare che la variante proposta non comporta problematiche di ordine geologico, geomorfologico ed idraulico e risulta perciò idonea. Il Geologo Dott. Luca Latella 8