RISCHIO SISMICO e centri storici

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Perimetrazione comparti a vulnerabilità omogenea nel territorio urbano Palazzi e schiere storici (mur) Edificato in aggregato (mur) Edilizia anni 50-60 (mur) Edilizia anni 60-80 (c.a) Edilizia post 1983 (c.a.) Edilizia a norma - NTC 2008 (c.a.)

Carta della esposizione urbana: analisi delle densità Centro storico = 9.000 ab/kmq Zona urbana = 2.500 ab/kmq Zona agricola = 70 ab/kmq

SOTTOSUOLO EDIFICI PERICOLOSITÀ VULNERABILITÀ POPOLAZIONE ESPOSIZIONE La carta del rischio sismico Obiettivo: La città suddivisa in zone a rischio omogeneo per leggere al meglio la città esistente.

Scenari di danno a scala urbana: Una prima sintesi per condividere le strategie Aree con bassa concentrazione di edifici danneggiati Aree con media concentrazione di edifici danneggiati Terremoto con tempo di ritorno 475 anni Aree con massima concentrazione di edifici danneggiati Altri scenari: Inagibili, crolli, senza tetto, persone coinvolte nei crolli. Dal verde più chiaro al verde più scuro il numero di edifici con danni medio lievi aumenta

Vulnerabilità e resistenze negli aggregati del Centro Storico a cura dell Arch. Caterina Carocci

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Condizione limite obiettivo da assicurare per l emergenza Condizione Limite di Emergenza (C.L.E.)

La sicurezza alla scala intercomunale Un Piano di Protezione Civile di valenza intercomunale deve assumere come elementi di valutazione: - La carta degli scenari previsionali di danno dei centri urbani - Lo studio di vulnerabilità dei centri storici - La condizione limite per l emergenza (C.L.E.) - Le previsioni urbanistiche territoriali - Elementi identitari da salvaguardare Deve individuare elementi la cui funzionalità deve essere garantita: - Infrastrutture principali (intercomunali di connessione e accessibilità); - Elementi strategici territoriali (aree ed edifici) L obiettivo è quello di una diffusione plurima: scuole, sito internet, istituzioni, mediante simulazioni VIRTUALI in relazione alle varie scale di SISMA Obiettivo: il piano di emergenza associato

Obiettivo: introdurre la sicurezza nei piani Le norme urbanistiche FAENZA Per interventi in centro storico soggetti a titolo abilitativo è fatto obbligo di integrare la relazione tecnica descrittiva con l inquadramento dell intervento ai fini sismici. Per interventi di densificazione periferica conoscenza del rischio sismico nelle aree e negli edifici prossimi a quelli di progetto. ATRI In tutto il territorio Comunale le possibilità di trasformazione, anche puntuale, sono subordinate alla preventiva valutazione di sicurezza (microzonazione sismica, vulnerabilità, regimazione delle acque, fenomeni di smottamento) a cura della proprietà, senza la quale gli indici sono azzerati. Nel centro storico, già oggetto dello studio di vulnerabilità sismica, per interventi eccedenti la straordinaria manutenzione l approfondimento scende di scala fino ad interessare il singolo aggregato e la sua interazione con la Struttura Urbana Minima (CLE).

Obiettivo: incentivare la sicurezza nei piani Azioni Strategiche Sicurezza sismica in centro storico Azioni puntuali Obiettivo: redazione della Valutazione della sicurezza ai sensi delle vigenti norme tecniche per le costruzioni, con riferimento agli Stati Limite Ultimi: - ogni 100 m2 di superficie analizzata = 1 m2 di SUL Per edifici appartenenti ad aggregati strutturali interferenti con la CLE la Sul è elevata a 3,5 m2. Obiettivo: realizzazione di interventi puntuali di miglioramento in edifici di proprietà comunale: -1 m2 di SUL = intervento del valore pari ad almeno il 60% del valore di monetizzazione delle aree in centro storico.

Il progetto urbanistico AGIRE SULLA CONSAPEVOLEZZA Carta sintetica del rischio e scenari di danno Simulazioni preventive AGIRE SULLA PREVENZIONE AGIRE SULL EMERGENZA Carta della vulnerabilità sismica del centro storico Carta della CLE e piano di emergenza associato Norme e incentivi Pianifica il dopo terremoto