RIASSUNTO e RILANCIO Abbiamo notato che la ricerca dell arché, cioè di qualcosa che possa fornire una spiegazione razionale del mondo e delle cose che lo compongono, procede lungo un percorso che conduce dal CONCRETO all ASTRATTO. A riguardo pensate a Talete che individua il suo arché nell acqua, qualcosa di assolutamente concreto fino a Parmenide il quale ci parla di qualcosa, l Essere, che per noi oggi è un classico esempio di idea astratta.
RIASSUNTO e RILANCIO Attenzione: con Parmenide il passaggio dal concreto all astratto non è ancora del tutto compiuto! Il modo in cui lui descrive l Essere, infatti, contempla la presenza di elementi concreti (per esempio, il paragone dell Essere a una sfera perfettamente rotonda ) in un ambito per lo più concettuale. Parmenide non riesce ancora a distinguere in modo completo il concreto c o dall astratto: as a questo gli impedisce di collegare e efficacemente e e questi due mondi (dunque li immagina come del tutto separati!). Se ci chiedessimo in che modo noi, oggi, proviamo a spiegare il mondo, potremmo rispondere così: gli scienziati descrivono e spiegano il mondo della natura che è materiale, concreto attraverso la creazione e l utilizzo di complesse teorie matematiche (che sono concettuali, astratte). Le nostre spiegazioni, dunque, richiedono o il collegamento e fra qualcosa di concreto e qualcosa di astratto.
RIASSUNTO e RILANCIO I primi filosofi, quelli di cui abbiamo parlato sino ad ora, compirono buona parte del primo passaggio. Parmenide completa questo passaggio, ma, potremmo dire dal nostro punto di vista, si perde nell astrazione. Altri autori elaboreranno il secondo passo: ilcollegamento fra il mondo concreto, fisico, e la realtà delle idee astratte. Ma per giungere sino a questo punto, occorre risolvere un grave problema che si presenta per la prima volta proprio con Parmenide e che, come abbiamo visto, si definisce in modo più chiaro con Zenone e Melisso.
RIASSUNTO e RILANCIO Melisso, come abbiamo visto, afferma che se il molteplice esistesse, ogni singola cosa dovrebbe avere le caratteristiche dell Essere. Ogni cosa, innanzitutto, dovrebbe essere ingenerata e incorruttibile pena il ricadere nella contraddizione (passaggio dall Essere al non essere, e viceversa), cosa che noi possiamo enunciare, in termini più moderni, tramite il principio di conservazione della massa. Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tuttott si trasforma I cosiddetti prendono in parola Melisso I cosiddetti prendono in parola Melisso, ammettendo la molteplicità dell Essere.
Empedocle ed Anassagora Essi ritengono che un solo e unico principio non sia sufficiente per spiegare la realtà in tutte le sue manifestazioni (da qui il termine pluralisti ). I fisici pluralisti, ben consapevoli della riflessione di Parmenide, accettano il principio dell Essere, accettano dunque il principio di non contraddizione, ma rifiutano l idea di ridurre il mondo sensibile ad una pura opinione distaccata e contrapposta alla Verità. 1 Non è accettabile che la realtà dei fenomeni, quella che appare ai sensi, sia illusoria e non vera. 2 Occorre però far vedere in che modo la realtà dei fenomeni sensibili derivi i dal principio i i dell Essere.
Empedocle ed Anassagora Ecco che, pur accettando l Essere parmenideo, i pluralisti lo privano della caratteristica dell unicità! Per questo affermano che l Essere Vero è, per sua stessa natura, molteplice. Per i fisici pluralisti, i fenomeni naturali non sono più una sorta di illusione, confusione fra essere e non essere, ma sono la manifestazione sensibile della nascosta e molteplice realtà dell essere, realtà che in nessun modo si distanzia dai fenomeni sensibili né si oppone ad essi.
Empedocle ed Anassagora Ma in che senso la realtà dell Essere molteplice è nascosta? Molte cose appaiono ai nostri sensi come nascita e morte, creazione e distruzione. Parmenide riteneva che tutto ciò fosse illusione: un impossibile passaggio dall Essere a non essere e viceversa! Ecco la soluzione dei pluralisti: I fenomeni sensibili, con tutte le loro trasformazioni, non violano affatto il principio dell Essere Essere, perché ciò che appare come nascita e morte, creazione e distruzione è in realtà la nascosta composizione e disgregazione di invisibili particelle.
Empedocle ed Anassagora Il corpo di un animale che si decompone, per esempio, non costituisce affatto un impossibile passaggio dall Essere al non essere. Invece accade che le particelle che componevano il corpo dell animale si dividono, si separano, pur continuando ad esistere! Noi chiamiamo questo processo creazione o distruzione solo perché queste particelle di Essere sono troppo piccole perché i nostri sensi le colgano.
Ecco le parole di Empedocle, il primo fisico pluralista: Ma ti dirò un altra cosa; non esiste generazione di nessuno fra tutti i mortali, né termine alcuno di morte funesta, ma solo esiste mistione, e separazione di quanto è mescolato; ma queste cose dagli uomini sono chiamate generazione. Empedocle chiama radici tali particelle. L intera vicenda delle trasformazioni fisiche altro non è che il Lintera vicenda delle trasformazioni fisiche altro non è che il susseguirsi di differenti aggregazioni e disgregazioni di radici.
Empedocle ed Anassagora Il secondo fisico pluralista si chiama Anassagora e con lui la filosofia, per la prima volta, entra nella città di Atene. Ecco le sue parole: Ma il nascere e il morire non considerano correttamente i greci; nessuna cosa infatti nasce e muore, ma a partire dalle cose che sono si produce un processo di composizione e di divisione; così dunque dovrebbero correttamente chiamare il nascere comporsi e il morire dividersi. Empedocle chiama semi le sue particelle. Non diciamo altro di questi due filosofi: ci soffermiamo invece sul più Non diciamo altro di questi due filosofi: ci soffermiamo invece sul più importante fisico pluralista: Democrito da Abdera.