Controlli magnetoscopici

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Transcript:

Controlli magnetoscopici

DESCRIZIONE GENERALE Questa tecnica si basa sull analisi delle variazioni nel campo magnetico che si verificano in presenza di difetti superficiali o sub-superficiali Può essere applicato solo su materiali ferromagnetici (es. ferro, nichel, cobalto ed alcune delle loro leghe) È un tipo di controllo molto diffuso nell industria petrolchimica, automobilistica ed aerospaziale Principio fisico di base MAGNETISMO

MAGNETISMO È definito come la proprietà della materia di attrarre a sé altra materia, scoperta dai Greci. Gli oggetti che possiedono tale proprietà si definiscono magnetici o magnetizzati. In base al loro rapporto col magnetismo possiamo distinguere: 1) Materiali diamagnetici: non possono essere magnetizzati; sono debolmente respinti dal magnetismo (es. rame, argento, oro, mercurio, ecc.) 2) Materiali paramagnetici: possono essere magnetizzati; sono influenzati dai campi magnetici (es. magnesio, platino, molibdeno, alluminio, ecc.) 3) Materiali ferromagnetici: è una sottoclasse dei paramagnetici; vengono fortemente attratti dai campi magnetici (es. ferro, nichel, cobalto, ecc.)

PROCEDURA 1) Preparazione della superficie 2) Magnetizzazione del pezzo 3) Applicazione della polvere magnetica 4) Illuminazione e ispezione della superficie 5) Demagnetizzazione del pezzo (opzionale) La presenza di cricche o altri difetti provoca una rottura del campo magnetico naturale del pezzo, e le particelle di metallo magnetizzato si raggruppano in corrispondenza della discontinuità mettendo in evidenza il difetto

1) PREPARAZIONE DELLA SUPERFICIE In questa fase preliminare occorre verificare che la superficie del pezzo da testare sia esente da grasso e polvere La presenza di contaminanti può ostacolare il movimento delle particelle magnetiche sotto l azione del campo esterno, rendendo difficoltosa la visualizzazione dei difetti Olio e grasso attenuano l attrazione delle particelle da parte del campo esterno e alterano il loro accumulo producendo false indicazioni

2) MAGNETIZZAZIONE DEL PEZZO In questa fase si procede all applicazione del campo magnetico sul pezzo da testare SISTEMA ELETTRICO Si ottiene un campo magnetico circolare sul pezzo mediante il passaggio di una corrente elettrica SISTEMA MAGNETICO Si ottiene un campo magnetico longitudinale mediante l introduzione del pezzo in una bobina percorsa da corrente elettrica Il tipo di campo magnetico da generare per il controllo dipende dal presunto orientamento dei difetti che ci si aspetta di riscontrare e dalla geometria del pezzo

2) MAGNETIZZAZIONE DEL PEZZO La direzione del campo magnetico è particolarmente critica; infatti, affinché esso venga alterato in modo significativo, è necessario che la discontinuità sia il più possibile perpendicolare alle linee di induzione Se la discontinuità giace su un piano parallelo alle linee di induzione non si produce alcun accumulo di particelle Solo i difetti che presentano un orientamento tra i 45 e i 90 gradi (condizione di massima visibilità) rispetto alla direzione delle linee di induzione possono essere rilevati

3) APPLICAZIONE DELLA POLVERE MAGNETICA La prova con polveri magnetiche può essere eseguita con due modalità: METODO CONTINUO L applicazione del rivelatore avviene assieme alla magnetizzazione del pezzo (o immediatamente prima) METODO RESIDUO Il rivelatore viene applicato dopo che è cessata l operazione di magnetizzazione, sfruttando il magnetismo residuo del pezzo

4) ILLUMINAZIONE ED ISPEZIONE DELLA SUPERFICIE Occorre disporre di un buon livello di illuminazione (almeno 1000 lux) per particelle colorate, e di una lampada ultravioletta (luce di Wood) nel caso si utilizzino polveri fluorescenti I difetti superficiali tendono a fornire indicazioni nitide, strette e ben delimitate I difetti sub-superficiali forniscono indicazioni più larghe e sfocate Possono apparire delle indicazioni non rilevanti, che non rappresentano quindi dei difetti, nel caso di spigoli, punti di unione tra differenti materiali, lavorazioni meccaniche

5) DEMAGNETIZZAZIONE DEL PEZZO È una fase opzionale del controllo, e si ottiene applicando un campo magnetico di polarità inversa al precedente e di intensità gradualmente decrescente Possibili ragioni per cui è necessaria la demagnetizzazione: Il campo magnetico residuo potrebbe interferire con i successivi processi tecnologici (saldatura, lavorazioni meccaniche ecc.) Le particelle metalliche abrasive possono essere attratte dal componente ed essere causa di danneggiamento superficiale Possibile interferenza con strumenti di misura posizionati in prossimità del componente