PROMUOVERE LA TEORIA DELLA MENTE A SCUOLA Serena Lecce slecce@unipv.it Università degli Studi di Pavia https://it-it.facebook.com/laboratoriolasc/
Che cos è la TEORIA DELLA MENTE?
Un insieme di idee (teoria) sulla mente, sul suo funzionamento e sui suoi contenuti STATI MENTALI (soggettivi) Emozioni Desideri Pensieri Credenze
La Teoria della mente (ToM) è la capacità degli individui di LEGGERE LA MENTE degli altri di attribuire ad altri stati mentali come credenze, desideri, emozioni ed intenzioni di interpretare e prevedere i comportamenti degli altri sulla base di tali attribuzioni
ToM Capacità di collegare azioni e stati mentali Nozioni teoriche sul funzionamento della mente Ripercussioni sociali (accettazione, competenza sociale) APPRENDIMENTO Ripercussioni cognitive (metacognizione, comprensione delle critiche, rendimento scolastico)
COME SI MANIFESTA LA TEORIA DELLA MENTE IN ETÀ SCOLARE Comprendere situazioni sociali complesse come le gaffe sociali, fraintendimenti, risolvere conflitti, cercare una mediazione, etc.
Nicola ha disegnato un razzo per una mostra in classe. Pietro, un amico di Nicola, è in un altra classe, ma va a vedere la mostra alla fine delle lezioni. Pietro indica il disegno di Nicola e dice: "Gli altri disegni sono abbastanza belli, ma questo disegno del razzo è orrendo, vero?", Nicola dice: "Oh, ora devo andare a casa.
INSEGNARE LA TOM! NARRAZIONI! CONVERSAZIONI Conformi alle condizioni di lavoro sia scolastiche che cliniche
COME DEVONO ESSERE QUESTE CONVERSAZIONI? LESSICO PSICOLOGICO: usare le parole della mente (desideri emozioni, credenze (Ornaghi et al., 2011) FEEDBACK (Melot & Angeard, 2003) SPIEGAZIONI (Clements et al., 2000)
QUANDO I PROGRAMMI FUNZIONANO?! Condotti da personale scolastico! Si focalizzano su tutti gli studenti e non solo su alcuni! Sostenuti dall intera struttura scolastica (no problemi di implementazione)
LAVORARE CON I B.NI IN ETA SCOLARE: - Coinvolgimento del singolo + lavoro di gruppo - Attività compatibile con quelle scolastiche (narrazioni + lessico) - Ausilio di materiale scritto - Discussioni in classe - Lavoro focalizzato su situazioni sociale complesse che implicano stati mentali e prospettive diverse: - Fraintendimento - Persuasione - Doppio Bluff - Faux Pas - Ironia / Sarcasmo
IL PROGRAMMA 13 «METTITI NEI MIEI PANNI»
«METTITI NEI MIEI PANNI»: SCHEMA GUIDA 14 1) STORIA: lettura a voce alta dall insegnante. Anche le domande 2) I bambini rispondono in forma scritta individualmente 3) DOMANDE FEEDBACK 4) DISCUSSIONE FINALE TOT: 20 minuti circa per storia
STORIA 1 - FRAINTENDIMENTO È sera, e Roberto sta andando a buttare la spazzatura nel bidone vicino a casa. Improvvisamente vede il gatto della sua anziana vicina correre via, e pensa di rincorrerlo con l obiettivo di prenderlo e riportarlo alla vicina. Fortunatamente riesce quasi subito nell intento. Proprio in quel momento la sua vicina apre la porta di casa ed intravede il suo gatto agitarsi tra le braccia di un ragazzo. La signora ha lasciato i suoi occhiali in casa, quindi non riesce a vedere bene. Allora inizia a gridare: Al ladro! Al ladro! Fermate il ladro di gatti! DOMANDE - Quali sono le intenzioni di Roberto? - Come mai l anziana vicina inizia ad urlare : Al ladro! Al ladro! Fermate il ladro di gatti!? - Cosa pensa Roberto del comportamento della vicina? - Roberto potrebbe fare o dire qualcosa per fermare le urla della vicina? Che cosa? Perché, facendo così, la vicina potrebbe smettere di urlare?
FEEDBACK SULLE DOMANDE 1) Quali sono le intenzioni di Roberto? Bene! Roberto pensa di rincorrere il gatto della vicina perché vuole riportaglielo a casa. Roberto ha delle buone intenzioni: ha visto il gatto scappare e ha pensato che poteva fare qualcosa di buono, impedendogli di scappare 2) Come mai l anziana vicina inizia ad urlare : Al ladro! Al ladro! Fermate il ladro di gatti!? Esatto. La vicina grida perché non sa che Roberto voleva recuperare il gatto ma pensa che lui voglia rubarglielo perché non sa ciò che era successo prima. Ha capito male, cioè frainteso, la situazione. Infatti aveva dimenticato in casa gli occhiali e pertanto non aveva tutte le informazioni per capire bene cosa stava succedendo.
FEEDBACK SULLE DOMANDE 3) Cosa pensa Roberto del comportamento della vicina? Bravi! Roberto pensa che la vicina non sappia che il suo gatto era scappato e che quindi pensi che lui stia cercando di rubarle il gatto. Roberto può capire che la vicina non l ha riconosciuto. 4) Roberto potrebbe fare o dire qualcosa per fermare le urla della vicina? Che cosa? Perché, facendo così, la vicina potrebbe smettere di urlare? Ben detto. Roberto potrebbe dire che lui voleva solamente riportarle il gatto. In questo modo la vicina smetterebbe di urlare perché capirebbe le buone intenzioni di Roberto. Oppure potrebbe farsi riconoscere. Anche in questo modo la vicina cambierebbe idea e avrebbe ben chiaro in mente cosa in realtà è avvenuto.
DISCUSSIONE Esatto, se Roberto facesse quello che mi avete detto ora, l anziana vicina smetterebbe di urlare perché capirebbe che le vere intenzioni del ragazzo erano di restituirle il gatto e di impedirgli la fuga. Cambierebbe quindi idea. Infatti quello che le persone credono non rimane sempre uguale. Le idee che le persone hanno possono cambiare, ad esempio quando si accorgono che erano sbagliate oppure che non avevano abbastanza informazioni per capire bene. Le altre persone possono fare qualcosa per cambiare le idee sbagliate degli altri, per risolvere situazioni in cui non ci si è capiti. E proprio ciò che succederebbe se Roberto si facesse riconoscere dalla vicina e le spiegasse che voleva riportarle il gatto. Immagina una situazione in cui due persone si sono capite male. Cosa faresti, se ti trovassi in quella situazione, per risolverla?
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I RISULTATI DELLA RICERCA IL PROGETTO T.O.M. IC Leno (Brescia)
PARTECIPANTI 250 bambini Nord Italia GRUPPO SPERIMENTALE GRUPPO CONTROLLO
EFFICACIA del TRAINING
ANCHE QUANDO SVOLTO DA INSEGNANTI 10 8 6 4 Gruppo ToM Gruppo di Controllo 2 0 Pre-test Post-test Follow-up N=72 BAMBINI 8-9 ANNI
DALLA RICERCA ALLA SCUOLA: IL PROGETTO T.O.M. IC Leno (Brescia)
IL PROGETTO FASE 1: FORMAZIONE E LABORATORICON INSEGNANTI E CON PSICOLOGHE FASE 2: VALUTAZIONE DELLA ToM PRIMA DELL INTERVENTO FASE 3: IMPLEMENTAZIONE DELLE ATTIVITA NELLE CLASSI PIU SUPERVISIONE FASE4: VALUTAZIONE DELLA ToM DOPO L INTERVENTO Risultati: - Aumento rilevante ToM - Aumento maggiore rispetto al gruppo di controllo - Aumento sia nei bambini con sviluppo tipico che in bambini con PEI e PDP
CHE COSA PENSANO I BAMBINI DEL PROGETTO «E' un progetto che racconta delle storie per farti capire meglio il linguaggio delle altre persone e ti insegna che ognuno ha una mente diversa e può pensare quello che vuole, ma parlando puoi fargli cambiare idea» Quanto ti sono piaciute le attività?
Per saperne di più: https://it-it.facebook.com/laboratoriolasc/
STORIA 2 Faux pas Giacomo e Riccardo stanno giocando con l aeroplanino giocattolo di Riccardo, quando Giacomo lo rompe senza farlo apposta. Riccardo immagina che l amico sia preoccupato per avergli rotto il gioco. Allora gli dice: Non ti preoccupare! Non mi è mai piaciuto quell aeroplanino. Qualcuno me l aveva regalato al mio compleanno. Giacomo ribatte: Guarda che te l avevo regalato io!. Giacomo Riccardo
STORIA 2 Faux pas 1) Riccardo si ricorda che l aeroplanino era un regalo di Giacomo?. 2) C è qualcuno nella storia che ha detto qualcosa che non avrebbe dovuto dire? Che cosa? 3) Perché Riccardo ha detto: Non ti preoccupare! Non mi è mai piaciuto quell aeroplanino"? Ha fatto apposta a dire a Giacomo qualcosa di poco carino? 4) Riccardo può dire qualcosa per rimediare alla figuraccia? Che cosa? 5) Perché, dicendo così, rimedierebbe alla brutta figura?
1) Riccardo si ricorda che l aeroplanino era un regalo di Giacomo?. Esatto (Se il bambino ha fornito la risposta corretta) / Sbagliato (Se il bambino ha fornito la risposta sbagliata), Riccardo non lo ricorda, ha dimenticato chi era stato a fargli quel regalo. 2) C è qualcuno nella storia che ha detto qualcosa che non avrebbe dovuto dire? Che cosa? Esatto (Se il bambino ha fornito la risposta corretta) / Sbagliato (Se il bambino ha fornito la risposta sbagliata), Riccardo non avrebbe dovuto dire Non ti preoccupare! Non mi è mai piaciuto quell aeroplanino. Dicendo così ha fatto una figuraccia e Giacomo ci è rimasto male perché ha capito che il suo regalo non era piaciuto a Riccardo. 3) Perché Riccardo ha detto: Non ti preoccupare! Non mi è mai piaciuto quell aeroplanino"? Ha fatto apposta a dire a Giacomo qualcosa di poco carino? Esatto (Se il bambino ha fornito la risposta corretta) / Sbagliato (Se il bambino ha fornito la risposta sbagliata), Riccardo lo ha detto perché aveva pensato che in questo modo l amico si sarebbe sentito meglio. Non ha fatto apposta a dire qualcosa di poco carino perché non ricordava chi gli avesse dato il regalo. Riccardo non voleva fare una brutta figura! In realtà lui voleva togliere dall imbarazzo Giacomo.
4) Riccardo può dire qualcosa per rimediare alla figuraccia? Che cosa? Esatto (Se il bambino ha fornito la risposta corretta) / Sbagliato (Se il bambino ha fornito la risposta sbagliata), Riccardo potrebbe dire a Giacomo che non pensava di offenderlo, non ricordava che il regalo fosse di Giacomo e aveva detto Non ti preoccupare! Non mi è mai piaciuto quell aeroplanino" solo per non far preoccupare l amico. 5) Perché, dicendo così, rimedierebbe alla brutta figura? Esatto (Se il bambino ha fornito la risposta corretta) / Sbagliato (Se il bambino ha fornito la risposta sbagliata) se Riccardo dicesse così il suo amico Giacomo potrebbe capire quali erano le vere intenzioni di Riccardo. Giacomo penserebbe che il suo amico non voleva offenderlo, ma voleva solo non farlo preoccupare perché aveva rotto il giocattolo. Riccardo non si ricordava del regalo ricevuto. Giacomo in questo modo potrebbe capire che Riccardo non voleva offenderlo ma solo cercare di non farlo
Come ha fatto Riccardo, le persone a volte dicono qualcosa che non avrebbero dovuto dire, offendendo gli altri senza farlo apposta. Tuttavia, quando se ne accorgono, possono cercare di rimediare alla brutta figura fatta. In questo modo riescono a cambiare ciò che le altre persone pensano su come loro si sono comportati. Infatti, ciò che le persone pensano non rimane sempre uguale, ma può cambiare! Ad esempio, se Riccardo spiegasse che non ricordava che il regalo fosse stato di Giacomo, e che ha detto così perché immaginava che l amico fosse preoccupato di aver rotto il gioco, cambierà quello che Giacomo pensa di lui, e così Giacomo non ci rimarrà male.
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