WORKFLOW ISTITUTO PAVONIANO ARTIGIANELLI GRAFICHE FUTURA File PDF dal Server File PDF dalle periferiche Prova Colore Controllo file PDF Server «Jobdata» File JDF Cianografica Controllo file JDF cartaceo CTP Incisione forme da stampa File VPS (Virtual Printing Software) Controllo file tiff Profilo di regolazione dei calamai da file VPS Sviluppatrice Lastre piccolo formato Macchine da stampa Processo Offset 6
PROCEDURA «WORKFLOW SYSTEM» ANALISI DEL FILE PDF Nella fase di imposizione risulta essere primaria la ricerca dei dati relativi al file PDF, input della fase produttiva, tramite l utilizzo del software Adobe Acrobat. I parametri che l operatore deve ricercare sono i seguenti: 1. Formato del documento. 2. Numero e tipologia dei colori di quadricromia e presenza di eventuali pantoni; per valutare questo parametro è indispensabile aprire la finestra «Anteprima Output» dal menù «Avanzate» > «Produzione di stampe». 3. Numero di pagine. 4. Presenza o meno di immagini al vivo; in questa fase risulta utile attivare nelle preferenze generali di Acrobat la visualizzazione di ArtBox, TrimBox e BleedBox. In particolare TrimBox (linea rossa) indica il formato finito rifilato della pagina, mentre BleedBox (linea blu) indica l area comprensiva di abbondanze (immagini al vivo). 1 2 3 4 Una volta effettuata la lettura dei parametri, il prodotto in realizzazione viene incrociato con i vincoli imposti dalle attrezzature, principalmente la macchina da stampa e la piegatrice. 7
INSERIMENTO DEL PDF NEL FLUSSO Per poter far veicolare il file PDF all interno del flusso di lavoro Prinergy Evo, questo dev essere inserito in una cartella opportuna del server chiamata «HW10865». Si accede al flusso attraverso il nome utente administrator e la password creo. Il file PDF dev essere inserito in una sottocartella creata adhoc nella cartella di «Jobdata» > «Lavori». Da questo momento in poi la sottocartella creata conterrà tutti i file generati attraverso il flusso di lavoro. Il software utilizzato nell Istituto per la gestione del flusso di lavoro è Prinergy Evo della Kodak. Questo programma deve essere avviato dal computer RIP del flusso di lavoro. Successivamente la procedura può essere eseguita interamente su questo computer, oppure da un qualsiasi terminale dell Istituto che abbia installato i software necessari per la gestione del flusso di lavoro. Più utenti possono lavorare contemporaneamente da questi computer, i quali comunicano direttamente con il RIP che esegue le operazioni di ogni utente. 1. «Process Viewer», che visualizza la coda di stampa di tutti i processi eseguiti dal programma; 2. «Browser template», la quale permette di avviare tutte le operazioni del flusso di lavoro. In particolare, la finestra «Browser template» è divisa in 4 parti, ognuna delle quali gestisce una rispettiva fase del flusso dell Istituto in ordine di lavorazione: 1. «Raffinazione», permette di controllare e perfezionare il file PDF; 2. «Impo EVO», forma di automatismo del programma utilizzato per gestire lavori che mantengono le stesse caratteristiche: viene generato il file JDF direttamente del file PDF raffinato; 3. «Controlli», composto da varie operazioni che permettono di controllare i file JDF e PDF prima di realizzare le forme da stampa; 4. «Output», ultima fase che permette di inviare il file JDF al CTP per la realizzazione delle lastre. «Process Viewer» e «Browser template» Per iniziare la lavorazione, una volta avviato «Prinergy Evo», si devono aprire le due seguenti finestre: 8
RAFFINAZIONE La prima lavorazione alla quale è soggetto il PDF è la raffinazione. Viene eseguito un controllo/perfezionamento del file, sulla base di processi precedentemente creati in funzione dell azienda e delle lavorazioni che maggiormente la stessa si trova ad eseguire. Il flusso permette di creare altri processi di raffinazione in base alle esigenze dell azienda. Questo processo viene operativamente eseguito trascinando il file PDF presente nella cartella del server «HW10865» sull icona del processo di raffinazione idoneo alla cromia del PDF in esame, presente nella finestra «Browser template». Nello specifico, per il flusso di lavoro installato presso l Istituto, sono presenti i seguenti processi di raffinazione: Base: opportuno eseguirlo come pre-raffinazione. Grigio: processo che consente la conversione del file PDF in una monocromia. CMYK: processo da eseguire nel caso di file in quadricromia. Pantone: processo da eseguire nel caso di presenza nel file di colori pantone. Per questi ultimi due processi sono presenti due ulteriori sottoprocessi: con trapping (di prestampa, gestisce la sovrapposizione degli elementi grafici) e senza trapping. La fase di raffinazione genera nella sottocartella di partenza un ulteriore nuovo file PDF che viene inserito in una cartella «Raffinati» creata automaticamente dal flusso. Il processo di raffinazione, così come tutti i processi avviati all interno del flusso di lavoro vengono visualizzati nella finestra «Process Viewer», e in caso di problematiche l operatore le può controllare e valutare. Il simbolo che indica lo stato del processo può essere di tre tipi: 1. un cerchio verde: significa che il processo è stato completato correttamente; 2. un triangolo giallo: il processo è stato completato ma sono presenti degli avvisi per l utente; 3. un cerchio rosso: il processo non è stato completato a causa di uno o più errori. 9
IMPOSITION Dopo aver raffinato il file PDF (e ottenuto da tale processo esito positivo o avvertenza), si passa alla fase di Imposition. Per questa seconda fase viene utilizzato il software Preps, unico programma esterno al flusso di lavoro. Creazione nuovo modello In Preps, l operatore deve inizialmente generare un nuovo modello dal menù «File» > «Nuovo modello», che rappresenta il formato carta sul quale il lavoro verrà stampato. Inoltre in questa fase è necessario che vengano indicate la modalità di allestimento e il tipo di imposition. Nello specifico l operatore potrà scegliere tra cinque differenti modalità di allestimento dalle opzioni «Stile rilegatura»: 1. Lavoro piatto: per un prodotto che dovrà essere tagliato ed eventualmente piegato (ad esempio un depliant a tre ante); 2. Rilegatura a colla: prodotto da brossurare; 3. Punto metallico: per cucitura di segnature accavallate; 4. Come n go: per imposizioni vai e vieni ; 5. Taglia e fascicola. Impostazione della nuova segnatura Successivamente l operatore deve aggiungere una nuova segnatura all interno del modello precedentemente creato tramite la finestra «Aggiungi segnatura». Anche in questo caso le imposizioni consentite nelle opzioni «Stile di lavoro» sono cinque: 1. Imposizione a foglio: bianca e volta separate, volta in 16; 2. Rovesciamento laterale del foglio: bianca e volta assieme, volta in 16; 3. Ribaltamento del foglio: bianca e volta assieme, volta in 12; 4. Solo fronte: solo bianca; 5. Perfector: bianca e volta separate, volta in 12 (necessario per la voltura del foglio direttamente in macchina da stampa). Le opzioni «Larghezza» e «Altezza» sono riferite alle dimensioni della forma di stampa. 10
Creazione dell imposizione Una volta creato il modello l operatore passa a determinare l imposizione, tramite la finestra Crea imposizione» dal menù «Modello». In questo passaggio è necessario inserire il formato del file PDF nel campo «Formato pagina finita» (così come letto ad apertura PDF in Acrobat), il numero di pagine/copie che si riesce a disporre nella bianca in orizzontale e in verticale, l orientamento della pagina posizionata nell angolo in basso a sinistra nel foglio e la disposizione delle altre pagine in relazione alla pagina in basso a sinistra. Inoltre la specifica palette richiede di indicare le marginature sia sull asse orizzontale (conveniente effettuare la centratura) e sull asse verticale (se lo stampato dispone di immagini al vivo specificare il margine sul lato pinza inserendo 13 mm, altrimenti sono sufficienti 10 mm). Nel foglio si viene così a creare la prima bozza dell imposizione. Il passaggio successivo consiste nella determinazione del valore dei doppi tagli eventualmente presenti nel foglio di stampa, effettuabile selezionando direttamente con il tasto destro del mouse il margine e indicando la partizione sinistra e destra. Inoltre, se il lavoro in oggetto prevede la presenza di più pagine, a questo punto si deve 11
inserire la corretta caduta pagine della segnatura. Per fare questo è necessario selezionare il relativo strumento dalla barra degli strumenti (vedi n 1 figura a lato) e cliccare sulle pagine interessate, dalla prima all ultima, seguendo lo schema adatto per quella segnatura. È sufficiente impostare la corretta caduta pagine della bianca della segnatura, in quanto quella della volta viene realizzata automaticamente. 1 Nel caso di accoppiamenti di più lavori diversi è necessario utilizzare la funzione «Aggiungi pagina indipendente» disponibile sul menù «Modello» di Preps. La finestra che si apre permette all utente di impostare sulla stessa segnatura più pagine con dimensioni e posizioni diverse, impostate dall utente. I segni aggiuntivi A questo punto, con l imposizione disposta correttamente, l operatore passa ad inserire i segni aggiuntivi, chiamati SmartMark. I marks sono presenti nel menù principale nella cartella «Modello» > «Aggiungi SmartMark». I segni solitamente necessari sono: Segni di taglio, di lunghezza compresa tra i 3 e i 5 mm. Segni di piega, normamente più lunghi rispetto a quelli di taglio (6-8 mm). 12
Scala di controllo, utilizzando la funzione «Segno di duplicazione»: una volta scelto il file immagine della scala desiderata si impostano le dimensioni (Altezza 5-7 mm con Larghezza variabile) e la posizione all interno della segnatura. Il software duplica automaticamente la scala di controllo per tutta la lunghezza della segnatura. Crocini di sovrapposizione del colore, utilizzando la funzione «Segno personalizzato»: per questo scopo si seleziona il file di immagine «opencirc.eps» e successivamente si imposta la posizione nel foglio di stampa. Una volta impostato il segno sulla destra è sufficiente utilizzare la funzione «OK e duplica» per inserire quello a sinistra, modificando la posizione. Indicatore lato squadra, utilizzando la funzione «Segno rettangolo»: le dimensioni di questo indicatore sono normalmente di 6x20 mm ed è posizionato sul lato di squadra per 3 mm all interno del foglio e per 3 mm all esterno. Barra di testo, tramite la funzione «Segno di testo». Per quanto riguarda questo SmartMark, l operatore può inserire oltre a dati fissi, cioè uguali per tutte le lastre (es. nome dell azienda) anche dati variabili, che variano in funzione del lavoro e della lastra per favorirne il riconoscimento da parte dell operatore di stampa. Di questi fanno parte ad esempio: colore lastra, numero segnatura, bianca o volta, data e tempo di realizzazione, ecc... 13
La generazione della barra di testo permette all operatore di inserire, nel campo «Testo», tutti i dati fissi senza vincoli, mentre i dati variabili (secondo specifiche diciture create adhoc da kodak) vanno inseriti in parentesi quadrate precedute dal segno $. Un esempio: IST. PAV. ARTIGIANELLI $[signature] $[color] $[date] In questo modo per una quadricromia di un manifesto si andranno a creare quattro differenti barre di testo sulle quattro relative lastre: IST. PAV. ARTIGIANELLI 1 black 20-05-09 IST. PAV. ARTIGIANELLI 1 cyan 20-05-09 IST. PAV. ARTIGIANELLI 1 magenta 20-05-09 IST. PAV. ARTIGIANELLI 1 yellow 20-05-09 Tutti i segni, ad esclusione di quelli di taglio e piega che vengono associati direttamente al formato pagina, devono essere inseriti specificando nelle differenti palette la posizione geometrica; ad esempio, per quanto riguarda la barra di testo, è opportuno posizionarla all interno del margine di pinza del foglio di stampa, separandola di alcuni millimetri dal bordo carta e posizionandola alcuni centimetri all interno rispetto al bordo sinistro del foglio. Nell inserimento dei marks è possibile selezionare se posizionarli solo in bianca, solo in volta o in entrambi i lati. Inoltre è possibile creare delle cartelle nel server dove inserire gruppi di marks per un più veloce e immediato inserimento. Queste ultime operazioni si devono eseguire su tutte le segnature presenti, nel caso in cui il lavoro preveda la presenza di due o più diverse segnature. 14
Salvataggio del modello Conclusa questa fase l operatore salva il modello («File» > «Salva modello»); è preferibile eseguire il salvataggio in una cartella condivisa nel server in modo da poter selezionare il modello creato su tutte le postazioni che dialogano con il server. Associazione del file PDF con il modello Con il modello salvato, si passa all ultima fase relativa all imposizione: l unione del modello con il file PDF precedentemente raffinato, che ha come output il file JDF. Dal menù principale di Preps si seleziona l opzione «File» > «Nuovo job» > «PDF > PDF». Una volta effettuata la selezione si attivano tre differenti palette, di seguito descritte. 15
1. Una prima, «Elenco file», permette l aggiunta o la selezione del/i file PDF: tramite l apposito pulsante «Aggiungi file» si seleziona il file PDF precedentemente raffinato dalla cartella contenuta in «Jobdata». Il file scelto viene inserito nella palette e il software riconosce il munero di pagine e la dimensione del documento. 2. Una seconda, «Elenco esecuzioni», nella quale si devono trascinare dalla finestra precedente le pagine del PDF che devono essere unite al modello (tutte o parte di esse). Inoltre, trascinando nell elenco la pagina indicata dall indicazione «Vuoto» si può inserire dove occorre una pagina vuota, anche se non contenuta nel PDF originale. 16
3. Una terza, «Elenco segnature», permette, tramite il pulsante «Segnature», la selezione del modello precedentemente creato e salvato. Il programma associa automaticamente tutte le pagine presenti in «Elenco esecuzioni» alle segnature presenti in «Elenco segnature», rispettando l ordine in cui sono elencate. 17
Creazione del file JDF A verifica della fase in esame, è possibile visionare a video la/e segnatura/e in modo da avere un primo controllo delle fasi fin qui eseguite nell apposita finestra «Anteprima: Elenco segnature». Questa funzione si può aprire selezionando con il muose la miniatura della segnatura nella terza palette «Elenco segnature». Nell angolo in alto a destra di questa finestra è possibile selezionare l anteprima della bianca o della volta delle diverse segnature eventualmente presenti («Segnatura 1 lato A»/«Segnatura 1 lato B»). Il pulsante «Anteprima di nuovo» è utile per visualizzare una nuova anteprima nel caso in cui essa non sia visibile alla prima apertura della finestra. Se questo primo controllo dà esito positivo, l operatore può creare, come file di salvataggio, il file JDF che diventerà poi attore primario sia per le ulteriori verifiche che per la creazione delle forme di stampa. Per creare il file JDF, l operatore deve selezionare «File» > «Stampa» dal menù principale e nella palette specifica indicare la creazione del JDF («Invia a JDF») e impostare Dimensioni foglio di stampa nel campo «Dispositivo» (vedi immagine pagina seguente). 18
Il file JDF dovrà essere salvato nella sottocartella creata adhoc in Jobdata\Lavori per la commessa in lavorazione. Con il salvataggio del JDF nella medesima cartella viene creata automaticamente un ulteriore sottocartella definita «JDFMarksFlats» nella quale vengono inseriti i collegamenti verso i file «marks» inseriti nella segnatura. A questo punto la sottocartella relativa alla commessa in esame conterrà: Uno o più file PDF di partenza (forniti dal cliente); Cartella «Raffinati», contenente tutti i PDF raffinati; Cartella «JDFMarksFlats», contenente tutti i collegamenti ai marks inseriti; File JDF generato nell ultima fase (con estensione.jdf); Eventuale copia del modello creato in preps (con estensione.tpl). 19
CONTROLLI Conclusa anche la fase di imposition, e prima di passare alla realizzazione delle forme di stampa, si vanno ad eseguire tutta una serie di controlli. I controlli possono riguardare il PDF o il JDF. Nello specifico, per quanto riguarda il PDF, l unico controllo importante da eseguire è quello riferito alla prova colore, eseguibile attraverso la stampante MatchPrint Epson 4880. Sarà sufficiente trascinare il file PDF raffinato sulla prova colore che si decide di eseguire (certificata o non) e il file verrà inviato automaticamente al rip della stampante che, dopo averlo processato, andrà ad eseguire la stampa. 2. una Soft Proof, che è una stampa virtuale delle lastre visibile a monitor, tramite la creazione dei file VPS (Virtual Printing Software). Una volta generati, i file VPS vengono inseriti all interno di una cartella «VPS» che il software crea automaticamente all interno della cartella della commessa di lavoro. Questi file, che hanno estensione.vps, sono file di immagine bitmap (a un bit), rappresentano l anteprima della lastra e possono essere visualizzati con un software di gestione delle immagini (es. Photoshop). Viene generato un file VPS per ogni lastra che verrà realizzata. Tra i vari controlli possibili, quelli più importanti sono quelli eseguiti direttamente sul file JDF in quanto essi sono legati direttamente al JDF preparato e pronto per l invio al CTP. Nel dettaglio, quelli utilizzati maggiormente e che andrebbero sempre fatti sono: 1. la Cianografica, una stampa in scala 1:1 della/e segnatura/e di riferimento realizzata con il plotter HP 5500, è utile per un controllo generale dei diversi elementi disposti sulla segnatura (ad esempio per verificare la corretta caduta pagine, le dimensioni, la presenza dei segni aggiuntivi, ecc...); 20
Anche in questo caso i processi vengono operativamente eseguiti trascinando il file JDF presente nella cartella sul server HW10865 sul processo di controllo che si ritiene opportuno eseguire. Nello specifico, per il flusso di lavoro installato presso l Istituto, sono presenti i seguenti processi di controllo: 1. per il controllo di un file PDF: Epson 4880 certificato e non certificato; HP 5500 a 300 e 600 dpi; VPS a 600, 1200 e 2400 dpi; 2. per il controllo di un file JDF: HP 5500 a 300, 600 e 600 dpi retinato; PDF a bassa, alta e alta traccia (viene generato un file PDF contenente la segnatura per poter essere stampata su una qualsiasi periferica); VPS a 300 e 600 dpi. Lo specifico controllo che si va ad eseguire viene valutato dall operatore, e se l esito (posizionamento degli elementi, cromia, numero lastre, ecc...) sarà positivo, il file JDF è pronto per l invio al CTP. COMPUTER TO PLATE Prima di analizzare come avviene la realizzazione della lastra, è importante indicare alcune note su come accendere e rendere operativo il CTP Magnus 400 II presente nell Istituto. Per prima cosa è necessario attivare la componente elettrica attraverso il quadro posto lungo la parete dietro il CTP. A questo punto si deve premere uno dei due pulsanti gialli posti in prossimità dell uscita lastre e attivare il compressore ruotando la manopola rossa posta in vicinanza del quadro elettrico. Eseguendo queste operazioni si attiva il computer posto sulla scrivania. Come per il server del flusso anche qui nome utente e password sono administrator e creo. Si devono quindi attendere alcuni minuti affinché tutti i processi di apertura (ma soprattutto di preparazione del laser) siano completati. Al termine si può lanciare il software di gestione del CTP «Magnus 400» posto al centro del desktop. A software avviato, l ultima operazione richiesta è quella di attivare il pulsante del «production manager», che si trova in alto a sinistra, vero e proprio gestore della coda di stampa sul CTP. Il CTP e relativi software sono ora pronti per ricevere i file da inviare successivamente alla lastrazione. 21
Invio del file JDF al CTP Successivamente l operatore deve ritornare su una postazione DTP dalla quale ha accesso al flusso Prinergy Evo. Per inviare il lavoro al CTP per l esecuzione delle lastre è sufficiente trascinare il file JDF precedentemente creato sul processo «Tiff_175lpi» presente nella finestra Browser Template. È preferibile utilizzare questo processo generico (non specifico per una delle macchine da stampa della scuola), in quanto la scelta della macchina per la quale realizzare le lastre si effettua in un secondo momento dalla postazione del CTP. Tale processo converte il JDF in tanti file tiff a un bit quante sono le lastre della commessa. Ora, ritornando sul computer del CTP, nella coda di stampa della finestra «Production manager» si possono trovare i file tiff delle lastre inviati in precedenza. Per maggiore sicurezza i file tiff vengono bloccati in coda in attesa che l operatore confermi l invio alla produzione delle lastre. Per fare questo è sufficiente selezionare ogni file e, con il tasto destro del mouse, decidere a quale macchina da stampa destinarli. Viene richiesta un ulteriore conferma («submit»). Esecuzione della lastra Il CTP, partendo dal primo file in coda, esegue le seguenti operazioni: toglie la velina protettiva posizionata tra le lastre; preleva la lastra dal cassetto contenente le lastre destinate alla macchina scelta e la posiziona nella zona di punzonatura; esegue la punzona se richiesto (per le macchine Speedmaster e Shinohara ); blocca la lastra sul lato di pinza; l avvolge sul drum ; la blocca sul lato di retropinza (coda); la incide utilizzando il laser; la rilascia in retropinza e in pinza; la fa scendere lungo lo stacker la posiziona con il lato fotosensibile protetto sul flip (carrello post-uscita). È importante sottolineare il fatto che, mentre una lastra è in fase di scrittura, la successiva viene prelevata e preparata in prossimità del drum. Le lastre in uscita dal CTP vanno poste, al più presto, in zone buie (buste e cassettiera) per evitare che parti di non grafismo si sviluppino; è comunque necessario prevedere di montarle in macchina da stampa per svilupparle entro una settimana dalla loro realizzazione. 22