Globalizzazione economica Docente: Antonio Forte Lezione 5 La crisi delle Savings & Loans (cap. 2 libro) La crisi dei Paesi scandinavi (cap. 2 libro)
La crisi delle Savings & Loans - 1 Enti specializzati nel fornire credito all edilizia utilizzando depositi vincolati a lungo termine. Nel corso della Grande Depressione subiscono in misura meno evidente gli effetti negativi Nel corso degli anni 30 viene inasprita la regolamentazione: vengono sottoposte ai controlli del Federal Home Loan Bank Board e assicurate preso la Federal Savings and Loans Insurance Corporation La crisi delle Savings & Loans - 2 La loro quota di mercato cresce a partire dal dopoguerra e nel 1970 arrivano a rappresentare il 13% di tutti gli attivi bancari. I primi problemi sorgono con il credit crunch di fine anni 60. La Fed alza i tassi, ma le S&L non possono incrementare i tassi sui depositi a causa della regolamentazione restrittiva>fuga di depositi
La crisi delle Savings & Loans - 3 Per limitare i problemi viene consentito alle S&L di incrementare i tassi sui depositi anche oltre il livello stabilito per le banche commerciali. Permane però un problema: i mutui erogati dalle S&L sono a tasso fisso. Di conseguenza, si registra un incremento del costo della raccolta (i tassi sui depositi), senza poter scaricare questo costo sui prestiti già emessi (che conservano il tasso di interesse di emissione, poiché sono a tasso fisso) La crisi delle Savings & Loans - 4 Il Federal Home Loan Bank Board prova ad introdurre mutui a tasso variabile, ma la proposta viene bocciata per tutelare i consumatori. Le S&L resistono fino a fine anni 70. Lo shock petrolifero induce la Fed ad incrementare i tassi di interesse per fermare l inflazione. I tassi a breve termine raddoppiano. I fondi del mercato monetario incrementano la loro presenza sul mercato rubando depositi alle S&L
La crisi delle Savings & Loans - 5 Viene concesso alle S&L la possibilità di emettere certificati di deposito a tassi in linea con quelli di mercato. Ciò frena il drenaggio della raccolta, ma ne fa aumentare il costo, mentre l attivo (i mutui) rimangono a tassi fissi. Data questa situazione nel 1981-82 le S&L registrano perdite in bilancio. L impossibilità di trasferire sui prestiti erogati ai clienti gli aumenti dei tassi di interesse, dovuta alla regolamentazione dell epoca, mette in crisi le S&L. La crisi delle Savings & Loans - 6 La risposta a questa prima fase di crisi è di stampo liberista (Reagan) Alle S&L viene permesso di: Emettere carte di credito Offrire credito al consumo Emettere mutui a tasso variabile Gestire derivati Sottoscrivere obbligazioni di bassa qualità Remunerare i conti correnti Abbandonare la natura cooperativa (ampliare l operatività) Ridotto il coefficiente di ricchezza netta
La crisi delle Savings & Loans - 7 Alle S&L viene permesso di: Modificati i criteri contabili, che permettono di incrementare i valori degli attivi in bilancio. Viene aumentata la garanzia sui depositi fino a 100.000 dollari nel 1980. La congiuntura economica aiuta e nasconde i problemi: I tassi scendono Crescono le attività delle S&L I prezzi delle case salgono L attività economica cresce, cresce prezzo petrolio La crisi delle Savings & Loans - 8 L inversione nel prezzo del petrolio e nelle quotazioni immobiliari scatena la seconda crisi. L economia si ferma, crescono le sofferenze Le garanzie dei clienti perdono di valore 5 nuove regole: Limiti alla crescita dell attivo Vincoli su scadenze e più capitale Limiti al possesso di azioni Criteri contabili più attendibili Aumento risorse per organi di vigilanza
La crisi delle Savings & Loans - 9 Le S&L vengono limitate nell attività, ma ciò non basta. Nel 1987 registrano perdite e nel 1988 emerge la crisi: Si registrano perdite ingenti 205 S&L vengono liquidate e/o fuse La Financing Corporation,nata nel 1987 per ricapitalizzare le S&L, fallisce La seconda fase della crisi è stata determinata dalla riduzione del capitale, da attività più speculative e dalla assicurazione dei depositi non correlata al rischio (più azzardo morale) La crisi delle Savings & Loans - 10 Nel 1989 inizia a cambiare lo scenario: Liquidate FSLIC e FHLBB. S&L sottoposte a nuova vigilanza Incrementato il capitale minimo Istituita la Resolution Trust Corporation con il compito di gestire le crisi delle S&L S&L solo quelle che hanno +70% attività nel comparto immobiliare (le S&L fallite erano in maggioranza quelle che più si erano allontanate dal business tradizionale)
La crisi delle Savings & Loans - 11 Gli effetti della crisi: Le S&L si riducono del 50% tra 1980 1991 Il peso delle S&L (rispetto a S&L e banche commerciali) scende dal 30 al 20% tra 1984 e 1994. La quota di mutui erogati dalle S&L scende dal 54% del 1980 al 23% nel 1994. Le S&L negli anni 80 cominciano a cartolarizzare i mutui. Si crea, grazie ai provvedimenti del Governo USA, il mercato secondario dei mutui con le banche che cedono il rischio ad altri operatori. Qui c è un seme della crisi del 2008. (ritorneremo sulle cartolarizzaioni) La crisi delle Savings & Loans Schoenbaum, 1986
La crisi dei Paesi Scandinavi - 1 Svezia, Finlandia e Norvegia sono i primi Paesi industrializzati ad essere colpiti da una grave crisi dopo quella del 1929. Si analizza la crisi Svedese come esempio delle tre crisi, data la loro somiglianza. La crisi dei Paesi Scandinavi - 2 Fino agli anni 80 sistema bancario svedese rigidamente regolato: 50% impieghi delle banche deve essere utilizzato per sottoscrivere titoli pubblici I tassi di interesse applicati dalle banche non possono superare una certa soglia Nel 1985 comincia la deregolamentazione, e si modificano sia le restrizioni sulla destinazione degli impieghi sia i limiti imposti alla libertà di fissazione dei tassi di interesse.
La crisi dei Paesi Scandinavi - 3 La deregolamentazione spinge l indebitamento privato (+prestiti e tassi più bassi) fino al 135% del Pil. Debiti in valuta estera, c è un cambio fisso. Molti prestiti diretti al mercato immobiliare e azionario e i prezzi cominciano a salire. Le garanzie aumentano di valore favorendo ulteriori prestiti. La crisi dei Paesi Scandinavi - 4 Il sistema bancario e le autorità di vigilanza erano però impreparate a fronteggiare questo scenario. Difficoltà nel valutare i clienti, i progetti e le garanzie. Si creano 2 bolle speculative (case e borsa), debito privato cresce esponenzialmente, credito eccessivo rispetto al Pil
La crisi dei Paesi Scandinavi - 5 I consumi crescono grazie ai prestiti Il tasso di risparmio si riduce Disoccupazione bassa, anche grazie al mercato immobiliare e al suo indotto Più inflazione>meno export Più consumi>più import Deficit current account La crisi dei Paesi Scandinavi - 6 Nel 1989 il meccanismo si inceppa quando la Banca centrale aumenta i tassi di interesse per frenare l inflazione. Prezzi delle case cadono, consumi si arrestano, per ottenere liquidità si vendono gli assets, ulteriore crollo dei prezzi. Il valore delle attività crolla, il peso dei debiti aumenta. Prezzi case e corsi azionari fanno sboom.
La crisi dei Paesi Scandinavi - 7 Le imprese entrano in crisi e non riescono a ripagare i prestiti a breve. Chiedono aiuto alle banche, ma anche queste hanno visto calare il valore delle attività. Crisi di liquidità molto grave diventa crisi di insolvenza. 3 banche entrano in crisi e nonostante l intervento statale (che fornisce capitali) la crisi si avvita. La crisi dei Paesi Scandinavi - 8 Lo stato nazionalizza banche in difficoltà Garantisce tutti i depositi, non vi era assicurazione Crea bad banks, che gestiscono crediti deteriorati Crea apposita autorità per sostenere il settore bancario Però la crisi reale è ormai avviata: i consumi si riducono e il tasso di disoccupazione cresce dal 2 all 8%.
La crisi dei Paesi Scandinavi - 9 Banca centrale svedese a un bivio: Crisi economica: ridurre tassi di interesse Difendere cambio: alzare tassi int. (elevato debito in valuta estera peggiora il quadro) BCS inizialmente decide di difendere il cambio: tasso a 1 giorno (overnight) arriva al 500%. Non riuscendo a rispondere agli attacchi speculativi e osservando il peggioramento dell economia, la BCS abbandona il cambio fisso. La Corona si deprezza del 30% e l export rifiata. La crisi dei Paesi Scandinavi - 10 Crisi svedese importante per la gestione oculata della crisi bancaria: Creata autorità di supporto al sist. bancario Adozione di stress test e catalogazione delle banche in base ai risultati A: Banche solide, con capitale > 8% attivo B: Banche in difficoltà, con cap<8% attivo C: Banche fallite Nazionalizzazione banche C con creazione di una bad bank per ogni banca Gli azionisti vedono azzerati i loro diritti se non ricapitalizzano le banche
La crisi dei Paesi Scandinavi - 11 Stato stanzia 88 miliardi di Corone (5% pil) per risolvere crisi bancaria La crisi, ben gestita, si rivela meno costosa del previsto (65 miliardi) e il recupero dei crediti in sofferenza risulta buono data la situazione economica. Prestiti omogenei e facili da valutare Vendita garanzie fatta in modo scaglionato Valutazione crediti e garanzie fatta da autorità indipendente La svalutazione ha avviato la ripresa economica migliorando la situazione dei debitori La crisi dei Paesi Scandinavi La soluzione delle crisi bancarie svedesi diventa un esempio per i manifestanti del 2011 Occupy Oakland nel 2011