LA COMUNICAZIONE MEDICO-PAZIENTE: ASPETTI ETICI E PRATICI

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Corso NUOVI ORIZZONTI DELLA BIOETICA XIV Associazione Cultura e Vita LA COMUNICAZIONE MEDICO-PAZIENTE: ASPETTI ETICI E PRATICI Modena, 16.03.2016 Gabriele Greco 1

RELAZIONE E COMUNICAZIONE CON IL PAZIENTE e non soltanto perché è indispensabile una 2

COMUNICAZIONE E COMPRENSIONE Una consolidata e romantica retorica popolare sostiene che già le parole del medico curano il paziente, ma ciò non è vero se le parole non sono completamente. Il MEDICO può dire di COMUNICARE se chi ascolta (paziente o familiare) 3

LA COMUNICAZIONE MEDICA NELL ANTICHITA " Tieni allo scuro il paziente circa ogni evento futuro (Corpus Hippocraticum, 5 secolo a.c.) 4

SOGGETTA A CAMBIAMENTI "...a curare le malattie degli uomini liberi è il medico libero, che segue il decorso della malattia, la inquadra fin dall'inizio, secondo il giusto metodo, mette a parte della diagnosi il malato e i suoi parenti...egli non farà alcuna prescrizione prima di averlo in qualche modo convinto e cercherà di portare a termine la sua missione, che è quella di risanarlo, ogni volta preparandolo con un'opera di convincimento. (Platone, Le leggi IV, 4 secolo a.c.) 5

COMUNICAZIONE COMPRENSIBILE, ESAUSTIVAe PERSONALIZZATA "Il Medico garantisce alla persona assistita o al suo rappresentante legale un INFORMAZIONE COMPRENSIBILE ed ESAUSTIVA sulla prevenzione, sul percorso diagnostico, sulla diagnosi, sulla prognosi, sulla terapia e sulle eventuali alternative diagnostico-terapeutiche, sui prevedibili rischi e complicanze, nonché su comportamenti che il paziente dovrà osservare nel percorso di cura. Il medico ADEGUA LA COMUNICAZIONE ALLA CAPACITA' DI COMPRENSIONE della persona assistita o del suo rappresentante legale, corrispondendo ad ogni richiesta di chiarimento, tenendo conto della SENSIBILITA'eREATTIVITA' EMOTIVAdei medesimi, in particolare in caso di PROGNOSI GRAVI O INFAUSTE, SENZA ESCLUDERE ELEMENTI DI SPERANZA... 6 (Codice di deontologia medica 2014, titolo IV, art. 33)

COMUNICAZIONE E TEMPO DI CURA "...Il medico nella RELAZIONEpersegue l' alleanza di cura fondata sulla reciproca fiducia e sul mutuo rispetto dei valori e dei diritti e su una INFORMAZIONE COMPRENSIBILE E COMPLETA, CONSIDERANDO IL TEMPO DELLA COMUNICAZIONE QUALE TEMPO DI CURA... (Codice di deontologia medica 2014, titolo III, art. 20) 7

COMUNICAZIONE CON IL PAZIENTE anamnesi condivisione del programma diagnostico ( consenso!) comunicazione di diagnosi e prognosi scelte terapeutiche (adesione e consenso!) 8

OSTACOLI inadeguata formazione accademica del Medico tempo disponibile setting ambientale inadatto ruolo dei familiari timore preconcetto della "malasanità Internet confusione fra e 9

COMUNICAZIONE CON IL PAZIENTE com'era com'è come dovrà essere 10

COMUNICAZIONE CON IL PAZIENTE : Medico paternalista-benevoloche, "agendo per il bene del paziente", sentiva di poter prendere decisioni unilaterali, spesso non completamente comprese e condivise, da un paziente docileed osservante. La CULTURA era un lasciapassare a decidere ed orientare l'iter clinico, validata dalla formula "in scienza e coscienza", sul principio della BENEFICITA'. 11

COMUNICAZIONE CON IL PAZIENTE : Medico con un' autorità democraticamente condivisa, che decide consensualmente al paziente, rispettandone i valori e la libertà delle sue scelte, secondo il principio dell AUTONOMIA E' comparso il CONSENSO INFORMATO SCRITTO, espressione di partecipazione, ma possibile deriva verso la MEDICINA DIFENSIVA, ma anche verso il disimpegno colloquiale. Ruolo di INTERNET! 12

COMUNICAZIONE CON IL PAZIENTE : partecipata lenta basata sull' alleanza terapeutica improntata alla medicina basata sulla narrativa (NBM) oltre che alla EBM aperta alla second opinion 13

EVOLUZIONE da... a 14

COMUNICAZIONE CON IL PAZIENTE occorre un per un 15

COMUNICAZIONE CON IL PAZIENTE IL agevola gli incontri personalizza l'informazione sulla tipologia del paziente si esprime in modo chiaro, con termini comprensibili sa ascoltaree dà spazio per interloquire verificache il paziente abbia ben compreso... sceglie l'ambiente più adatto cura il linguaggio non verbale 16

COMUNICAZIONE CON IL PAZIENTE IL chiede esplicitamente e programma un incontro ascolta manifesta eventuali non comprensioni sopisce i preconcetti (Internet, sfiducia, modelli ideali o spettacolarizzati) evita stillicidi di interventi parentali moltiplicati non identifica il medico con la malattia 17

COMUNICAZIONE IN OSPEDALE "il CORO" La comunicazione in OSPEDALE è A PIU' VOCI : TUTTIi componenti dell'equipe devono dare RISPOSTE COERENTI Ciò presuppone condivisione verticale e trasversale delle informazioni sul paziente e sintonia di base. 18

IL CONFLITTO IN OSPEDALE le principali cause non appropriatezza o eventi avversi di esami o terapie incertezza o contraddittorietà sui percorsi modalità e tempi di dimissione rifiuto della morte tempi inadeguati di diagnosi e terapia percezione di condizionamento delle risorse sull'erogazione delle prestazioni scarsa abilità nella comunicazione 19

MEDICINA NARRATIVA COS E Metodologia di intervento clinico-assistenzialebasata su una specifica competenza comunicativa 20

MEDICINA NARRATIVA La narrazioneè una MODALITA COMUNICATIVA FLESSIBILE e MIRATA, che va, di volta in volta, adattata al paziente reale e alla situazione reale Più che un metodo è un ATTEGGIAMENTO MENTALE, che permette di considerare NON PIU' SCINDIBILI GLI ASPETTI CLINICI DA QUELLI AUTOBIOGRAFICI E INDIVIDUALI DELLA MALATTIA 21 (A.Virzì, 2011)

MEDICINA NARRATIVA recupero della storia del paziente, che va ben oltre la sua storia clinica (vista come storia della malattia, e non del paziente) strumento di comprensione della relazione del paziente con la malattia stessa, attraverso la NARRAZIONE della patologia al medico, FONDAMENTALE AL PARI DEI SEGNI E DEI SINTOMI CLINICI DELLA MALATTIA (A.Virzì, 2011)

MEDICINA NARRATIVA è concentrata sulla PERSONA malata, caratterizzata da una storia individuale originale e unica, da una rete di relazioni socialie da un contesto di vita ben precisi, da una minore o maggiore capacità di reagire alla sofferenza, alla disabilità, alla possibilità di morire (C.Malvi, 2011)

MEDICINA NARRATIVA Troppo spesso il PAZIENTE viene visto come un insieme di dati oggettivi, e non come individuo unico con bisogni e necessità La MEDICINA NARRATIVA fornisce una visione OLISTICA DEL PAZIENTE; non si contrappone alla EBM, ma è uno strumento di supporto a questa Le CAPACITA' COMUNICATIVE possono non essere innate, ma vanno APPRESE e INTERIORIZZATE. La FORMAZIONE UNIVERSITARIA del MEDICO deve sviluppare l' ABILITA' ALLA COMPRENSIONE RECIPROCA col paziente

LA NBM IN ITALIA E NEL MONDO nata in USA alla Harvard MedicalSchool, è stata ripresa dalla Columbia University in Italia: l Istituto Superiore di Sanitàpromuove varie iniziative è attiva la Società Italiana di Medicina Narrativa

ETICA DEL TEMPO MEDICO DISPONIBILE E' etico arrendersi alla logica dei tempi standard??

COMUNICAZIONE DELLA CATTIVA NOTIZIA DEFINIZIONE DI "CATTIVA NOTIZIA : "Notizia che altera drammaticamente e negativamente le prospettive future del paziente." (Buckman,1984)

COMUNICAZIONE DELLA CATTIVA NOTIZIA Ogni Medico detesta dover dare "cattive notizie. Le sensazioni di INADEGUATEZZA e IMBARAZZO del medico sono legate a: 1) FATTORI SOCIALI 2) FATTORI LEGATI AL PAZIENTE 3)FATTORI LEGATI AL MEDICO (Buckman,2003)

COMUNICAZIONE DELLA CATTIVA NOTIZIA 1) FATTORI SOCIALI Le società occidentali danno grande valore a GIOVINEZZA, BENESSERE, SALUTE, senza le quali si configura una sorta di EMARGINAZIONE, che diventa massima se c'è pericolo di MORTE (Buckman,2003)

COMUNICAZIONE DELLA CATTIVA NOTIZIA 2) FATTORI LEGATI AL PAZIENTE L' IMPATTO DELLA MALATTIA è diverso per i pazienti per CONOSCENZA/CULTURA (es. m.diparkinson..) o per CONTESTO DI VITA (es. artrite per ballerino o calciatore...) (Buckman,2003)

COMUNICAZIONE DELLA CATTIVA NOTIZIA 3) FATTORI LEGATI AL MEDICO paura di INFLIGGERE DOLORE paura di SENTIRSI ACCUSATI (fallimento della Medicina, errore medico, aspetti medico-legali...) paura di "CIO' CHE NON E' STATO INSEGNATO paura delle CONSEGUENZE IMMEDIATE paura di DIRE "NON SO paura di ESPRIMERE EMOZIONI paura della GERARCHIA MEDICA (Buckman, 2003)

GRAZIE PER L ATTENZIONE! 32