PNEUMOLOGIA FAQ. Che cos'è la BPCO?



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PNEUMOLOGIA FAQ Che cos'è la BPCO? La BPCO (Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva) è una ostruzione al flusso dell aria nelle vie aeree, progressiva nel tempo ed associata ad infiammazione dei bronchi, conseguente alla inalazione di fumo di sigaretta e alla esposizione a contaminanti particolati o gassosi". La BPCO rappresenta una delle principali cause di malattia cronica e mortalità nel mondo. In Italia è la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e i tumori, con un andamento in continuo aumento. Quali sono i controlli più frequenti per monitorare la malattia? L'esame fondamentale è la spirometria, un esame facile da eseguire e completamente indolore. Essa rappresenta la prima tappa della diagnostica funzionale polmonare in quanto consente la misura dei volumi e dei flussi aerei registrati durante manovre respiratorie lente o forzate. La spirometria è fondamentale anche nel seguire il decorso della malattia, permettendo al medico di valutare la velocità di progressione della malattia. Che cos'è la bronchite cronica? La bronchite è un'infiammazione dei bronchi, che sono le vie di passaggio dell'aria dalla trachea fino agli alveoli polmonari, dove viene trasferito l'ossigeno nel sangue ed eliminata l'anidride carbonica prodotta dall'organismo. L'infiammazione della mucosa causa ispessimento della parete bronchiale con ingrossamento delle sue ghiandole e con accumulo di secrezioni (catarro) nelle vie aeree. Dapprima colpisce la parte più alta dell'albero respiratorio, ma progressivamente può coinvolgere anche i bronchi più piccoli e profondi, portando a una riduzione significativa della funzionalità polmonare, anche per l'aumento della resistenza che il flusso di gas incontra ad ogni atto espiratorio. Pagina 1 di 8

La bronchite si definisce "cronica" quando si manifesta con tosse ed espettorazione quasi quotidiane per almeno tre mesi e per due anni consecutivi; diventa "ostruttiva" quando, in presenza o meno di tosse ed espettorazione, la spirometria registra una riduzione dei flussi aerei espiratori forzati non dovuta ad altre cause. Che cosa è l'enfisema polmonare? E' un processo degenerativo a carico delle fibre elastiche del polmone e delle strutture di sostegno dei bronchioli respiratori. Molto spesso bronchite cronica ed enfisema coesistono nel paziente affetto da BPCO e non sempre il medico può stabilire se una delle condizioni sia preponderante rispetto l'altra. E possibile prevenire la BPCO? Certamente : bisogna eliminare i fattori di rischio e fra questi soprattutto l'esposizione a fumo di sigaretta, in quanto la cessazione del fumo è indispensabile non solo per la prevenzione della BPCO, ma di molte malattie polmonari, cardiovascolari e del cancro del polmone. Altri importanti fattori di rischio comprendono l'esposizione professionale a sostanze inquinanti e polveri, ed è quindi fondamentale il controllo della conformità degli ambienti di lavoro alle normative vigenti. Come viene classificata l'asma e come si cura? Secondo il documento delle Linee Guida GINA 2007, in base a precise e semplici valutazioni cliniche e strumentali, l'asma viene suddivisa schematicamente in cinque stadi (stadio 1 il meno grave, stadio 5 il più grave) ai quali corrispondono diverse terapie farmacologiche. Accanto all uso dei farmaci vengono raccomandati anche un programma educazionale sull'asma e una adeguata informazione di prevenzione ambientale e immunoterapia, quando indicata. Quali sono i controlli più frequenti per monitorare l asma? Tra i rilievi strumentali che permettono di integrare le informazioni cliniche citiamo la spirometria e la misurazione periodica del picco di flusso espiratorio (familiarmente PEF) con l'obiettivo di porre e mantenere l'asma sottocontrollo. Pagina 2 di 8

Come funziona l'autogestione della malattia? Consiste nel comportamento che il paziente deve attuare in caso di crisi d'asma. Il paziente viene istruito ad attuare le cure farmacologiche in suo possesso (broncodilatatori a rapida azione) prima di ricorrere al medico: spesso tali misure sono in grado di arrestare la crisi sul nascere, o comunque di ricorrere alle cure mediche non in condizioni di emergenza, che renderebbe più problematica la gestione della crisi. Infine, il paziente (ed i suoi familiari) deve imparare a distinguere una crisi grave: in tale evenienza bisogna fare ricorso, entro il più breve tempo possibile, alle cure del più vicino Pronto Soccorso. Si può guarire dall'asma e come? In seguito alla corretta impostazione della terapia, un paziente può migliorare al punto che la sua asma passi ad uno stadio inferiore, fino a diventare asintomatico. L'opinione corrente è di protrarre la terapia per un periodo lungo. La durata della terapia dovrebbe essere direttamente proporzionale alla durata della malattia asmatica (ad esempio: un'asma insorta da poco tempo andrebbe curata per un breve periodo). Che cos'è la sindrome delle apnee durante il sonno? La sindrome delle apnee durante il sonno è una malattia molto seria descritta per la prima volta nel 1965 come una alterazione patologica caratterizzata da "pause" o interruzioni del normale respiro (appunto le apnee) durante il sonno. Il termine "apnea" identifica una pausa della respirazione: quando la pausa si verifica durante il sonno e si prolunga per 10 secondi o più, il fenomeno diventa anormale, e se si ripete per molte volte nel corso della notte di sonno, può comportare rischi importanti per la salute visibili anche durante la veglia. Quanti tipi di apnee esistono? Ci sono due tipi di apnee durante il sonno: centrali ed ostruttive. Le prime, molto meno comuni, si manifestano quando i centri cerebrali responsabili dell'attività respiratoria non riescono ad inviare i segnali appropriati ai muscoli respiratori, e questo causa l'impossibilità della gabbia toracica ad espandersi. Pagina 3 di 8

Le seconde, molto più diffuse, dipendono da un ostacolo alla respirazione a livello soprattutto della parte posteriore della bocca (la faringe). In questi casi gli sforzi per respirare sono comunque presenti, anche se inefficaci a promuovere il passaggio dell'aria dalla bocca (o dal naso) fino ai polmoni. Non essendo l'ostacolo di tipo fisso (per lo più caratterizzato dal parziale collasso delle pareti della faringe) viene superato da una inspirazione più potente (e rumorosa!). Questa inspirazione più potente è ugualmente comandata dai centri respiratori con un movimento più energico della gabbia toracica e uno stimolo nervoso più vigoroso: pertanto, anche se il soggetto sta dormendo, si verifica (anche se per pochissimi secondi) un micro-risveglio spesso inavvertito a livello della coscienza. Quando i micro-risvegli (anche se inavvertiti) sono frequenti, la qualità del sonno peggiora e il soggetto può svegliarsi al mattino "più stanco di prima". In una notte il numero di queste apnee può arrivare a superare le 20 o 30 per ogni ora. Nei momenti fra una apnea e la successiva quasi sempre si possono sentire rumori da russamento (quasi sempre decisamente fragorosi), e spesso il paziente può avvertire momenti di reale soffocamento. Chi può essere più facilmente affetto da tale sindrome? Essa si manifesta in tutte le età ed è più comune nel sesso maschile. Il 4 % di uomini e il 2 % di donne nella popolazione generale presentano un alto numero di apnee per notte e lamentano eccessiva sonnolenza durante il giorno: quindi è stato calcolato che circa due milioni di Italiani possano soffrire di questa malattia. Le persone più a rischio sono coloro che presentano forte russamento notturno, che sono sovrappeso, che hanno la pressione del sangue alta e che presentano anormalità fisiche a livello del naso o della gola. Inoltre la sindrome delle apnee durante il sonno sembra ricorrere con maggiore frequenza negli stessi gruppi familiari, suggerendo una possibile predisposizione su base ereditaria. Da che cosa è causata la sindrome? La faringe è priva di un supporto rigido come, ad esempio, la trachea ed i bronchi che sono dotati di uno "scheletro" cartilagineo che ne impedisce la chiusura. Ciononostante, anche in questo tratto del collo (che è comune sia alle vie aeree che digestive) il passaggio dell'aria è sempre assicurato da muscoli "dilatatori" che sono comandati dal sistema nervoso autonomo e non richiedono, pertanto, un controllo volontario. Pagina 4 di 8

Durante il sonno, l'attività di alcuni muscoli del collo si riduce fisiologicamente e questo fenomeno acquista una maggiore importanza nei soggetti che hanno una ridotta pervietà nasale, un ingrossamento di adenoidi e tonsille o una qualunque malattia che restringa il calibro delle stesse vie aeree. Inoltre nei soggetti obesi, e particolarmente in quelli che presentano un accumulo di grasso nel collo, la pervietà delle vie aeree superiori nel sonno tende ad essere ridotta. La prima conseguenza durante il sonno è, quindi, il russamento, un fenomeno dovuto alla vibrazione delle strutture molli faringee. In questi casi estremi le vie aeree superiori, per la riduzione dell'attività dei muscoli faringei, si restringono a tal punto da collassarsi: compare così l'apnea ostruttiva che consiste nella successione di sforzi inspiratori inefficaci per poter respirare. Durante una apnea ostruttiva gli sforzi respiratori divengono progressivamente più intensi, senza che però le vie aeree riescano a riaprirsi, fino a quando il sommarsi degli stimoli derivanti dalla mancanza di ossigeno, e dall'incremento della concentrazione di anidride carbonica nel sangue, determina la comparsa di un "micro-risveglio" del soggetto, per lo più avvertito da chi gli dorme affianco come un rumoroso sobbalzo del respiro. In molti casi, il consumo di bevande alcooliche (o di farmaci "tranquillanti") prima di dormire, aumentano lo stato di flaccidità muscolare che, rendendo più difficili i "micro-risvegli" che interrompono le apnee, può peggiorare sensibilmente il quadro clinico e portare ad un notevole incremento sia del numero delle apnee che della loro durata. Quali sono gli effetti dannosi? Le conseguenze della sindrome delle apnee ostruttive vanno dai disturbi dell'umore al pericolo di vita. Durante le apnee l'ossigenazione del sangue viene ad essere temporaneamente compromessa spesso in modo serio, e poiché il fenomeno può ripetersi decine (se non centinaia!) di volte ogni notte, questo si traduce in uno stato di "stress" ripetuto per gli organi più sensibili allo stato di ossigenazione: cuore e cervello. Pagina 5 di 8

Pertanto durante il giorno si possono rilevare alterazioni della pressione sanguigna (ipertensione) e del battito cardiaco (aritmie), con un rischio maggiore di infarto cardiaco o di ictus cerebrale; a causa della eccessiva sonnolenza diurna, inoltre, si può incorrere in un elevatissimo rischio di incidenti automobilistici. Come si riconosce la sindrome delle apnee durante il sonno? I sintomi clinici che aiutano nella diagnosi della sindrome delle apnee durante sonno, sono dovuti alla povera qualità del sonno: sonnolenza continua durante il giorno, con difficoltà a rimanere svegli durante la lettura del giornale o la visione di un film alla TV estrema affaticabilità e perdita di ogni energia depressione o irritabilità difficoltà alla concentrazione mal di testa mattutino difficoltà nella potenza sessuale riferimento di precedenti incidenti automobilistici Dal punto di vista fisico si tratta spesso, ma non sempre, di persone sovrappeso, quando non francamente obese, con collo grosso e tozzo o problemi di anomalie anatomiche a livello di naso e gola. Quasi sempre si tratta di formidabili russatori, che rendono molto difficile la vita di chi dorme con loro!. Come si può fare la diagnosi? Sulla base di quanto riferito dal paziente, nonché dei segni clinici fisici, il medico è solitamente in grado di porre sospetto di sindrome delle apnee durante sonno. La certezza della diagnosi, e soprattutto la valutazione della gravità del quadro patologico, necessitano tuttavia dell esame specialistico denominato polisonnografia. Pagina 6 di 8

Si tratta di un esame non invasivo, che consiste nella registrazione durante una notte, di tutti i parametri cardiaci, respiratori, dello stato di ossigenazione del sangue e della attività cerebrale al fine di determinare se le apnee ci sono davvero, quali alterazioni eventualmente comportano al livello dell'apparato cardio-respiratorio e sulla qualità del sonno e come, di conseguenza, possano essere curate. Come si cura la sindrome delle apnee notturne? La terapia per questa sindrome è su misura per ogni singolo paziente, basandosi sulla storia cinica, sulla visita medica, e sui risultati dell'esame polisonnografico. I farmaci, per lo più, non sono di alcuna efficacia nel trattamento della sindrome delle apnee del sonno. Le terapie più indicate sono: Terapia con ventilazione meccanica (CPAP) Terapia comportamentale Terapia con apparecchi ortodontici Terapia chirurgica Terapia con ventilazione meccanica (CPAP) La terapia più efficace e maggiormente utilizzata per la cura delle apnee ostruttive durante il sonno viene effettuata sottoponendo il paziente, durante le ore di sonno, a ventilazione meccanica positiva attraverso una speciale maschera nasale che viene applicata attorno alle narici. Con tale metodica, chiamata CPAP (Continuos Positive Airway Pressure), una pressione d'aria costante viene mantenuta di continuo nelle vie aeree superiori tanto da impedire meccanicamente il collasso delle strutture anatomiche della gola (impedendo, quindi, che si verifichino le apnee). I progressi tecnologici hanno portato ad indubbi miglioramenti nel comfort delle mascherine nasali e nella silenziosità degli apparecchi di ventilazione. Pagina 7 di 8

Terapia comportamentale Trattandosi generalmente di soggetti obesi, si imposta un adeguato programma dietetico teso al calo ponderale cospicuo. E' inoltre importante evitare il consumo di bevande alcoliche prima di coricarsi, per non peggiorare la situazione apnoica. Poiché in alcuni casi il decubito laterale (destro o sinistro) possiede un deciso effetto protettivo sulla apnea rispetto al decubito supino diritto, decisi miglioramenti possono essere ottenuti con speciali sistemi che impediscono o riducono di fatto la permanenza a letto in posizione supina diritta. Terapia con apparecchi ortodontici In alcuni casi si utilizzano apparecchi dentali che, in casi selezionati, riposizionano la mascella e spostano in avanti la lingua. Terapia chirurgica Alcuni pazienti possono aver bisogno di un approccio chirurgico: ad oggi però nessuna procedura chirurgica è completamente efficace e priva di rischi e a volte è necessario più di un intervento prima di realizzare pieni benefici. L'approccio chirurgico sicuramente è di prima valutazione nei soggetti di età pediatrica, ove le apnee riconoscono molto spesso, come causa principale, la presenza di tonsille o adenoidi molto voluminose o polipi nasali o comunque alterazioni anatomiche di competenza otorinolaringoiatrica. Fra le procedure chirurgiche bisogna ricordare l'uvulopalatinofaringoplastica (UPPP) che porta a rimuovere l'eccesso di tessuto nella parte posteriore della gola (tonsille, uvula e palato molle). Si tratta di un intervento chirurgico molto complesso ed invasivo, spesso mal tollerato dal soggetto, le cui percentuali di successo variano dal 30 al 50%. Pagina 8 di 8