ELEMENTI DI TEORIA MUSICALE

Documenti analoghi
La soluzione esatta è sempre la prima delle tre opzioni

STUDIAMO INSIEME LA MUSICA

2 Capitolo La scrittura della musica 2 Capitolo La scrittura della musica pdf 12 pdf Capitolo La scrittura della musica pdf 13 2 Capitolo

TEORIA, RITMICA E PERCEZIONE MUSICALE 1

segni musicali Le dimensioni del suono Pulsazione e velocità

TEORIA, RITMICA E PERCEZIONE MUSICALE 1

MUSICAFACILE. Teoria Musicale (indispensabile)

LICEO MUSICALE - c/o LICEO SCIENTIFICO STATALE "G. B. GRASSI" - LECCO

ISTITUTO MUSICALE PAREGGIATO DELLA VALLE D AOSTA PROGRAMMA DI STUDIO E D ESAME DELLA CLASSE DI TEORIA, SOLFEGGIO E DETTATO MUSICALE A.A.

IL SUONO. è un onda di pressione. Un onda è una perturbazione che trasporta energia ma non materia. Si può visualizzare utilizzando una molla

Insegnamento: TEORIA E SOLFEGGIO (settore disciplinare:teoria ed analisi)

CURRICOLO DELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO DISCIPLINA: MUSICA CLASSI 1^-2^-3^

CURRICOLO DI MUSICA Scuola Primaria CLASSE 1 ^ (MONOENNIO) COMPETENZE CONOSCENZE ABILITÀ

CENNI DI "TEORIA MUSICALE"

INDICE SUONARE LI ACCORDI (I GIRI ARMONICI)

Rhythmic Music Theory

SOFTWARE DI NOTAZIONE MUSICALE

APPUNTI DI TEORIA MUSICALE

Si possono indirizzare osservazioni o domande a Massimo Gentili-Tedeschi o a Klaus Keil.

SAPER ASCOLTARE CON ATTENZIONE SAPER ANALIZZARE/CONFRONTARE I SUONI IN RELAZIONE AI PRINCIPALI PARAMETRI

Corso giocoso di teoria della musica.

PILLOLE DI TEORIA MUSICALE GENERALE

ESERCIZI RITMICI FONDAMENTALI

CURRICOLO DI MUSICA della scuola primaria

CLASSE PRIMA MUSICA COMPETENZA CHIAVE (Racc. UE 18/12/2006) CONSAPEVOLEZZA ED ESPRESSIONE CULTURALE- ESPRESSIONE MUSICALE

ISTITUTO COMPRENSIVO DI VIA MONGINEVRO ARCORE

Per ulteriori approfondimenti visitate il sito: SUONARE LE SCALE AL PIANOFORTE

- " 8 Terzine in uno e due tempi con figure differenti. - " 10 Terzine in quattro tempi con figure differenti

I.C. MONTE SAN PIETRO PROGRAMMAZIONI ISTITUTO MUSICA

UNITA D APPRENDIMENTO

PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE di: Teoria e Lettura della Musica

CURRICOLO STRUMENTO MUSICALE Istituto Comprensivo Nievo San Donà AS Classe prima

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Alta Formazione Artistica e Musicale. Conservatorio di Musica Girolamo Frescobaldi Ferrara

Fabio Avolio. Piccolo trattato di teoria musicale

INDICE. Il Tempo Composto... pag. 5 Cellule ritmiche... pag. 6 Solfeggio ritmico... pag. 7 Solfeggiamo... pag. 9 Solfeggiamo cantando... pag.

L estensione per entrambe le mani è completa e riguarda le note: Sol, La, Si, Do, Re. Gli stessi consigli del n. 32, anche qui disponi di 3 filmati.

SCHEDA PROGETTO CLASSE/I 3^L - M N 35 ALUNNI CLASSE/I N ALUNNI CLASSE/I 4^L - M N 35 ALUNNI CLASSE/I N ALUNNI

1. LA VELOCITA. Si chiama traiettoria la linea che unisce le posizioni successive occupate da un punto materiale in movimento.

Traguardi di competenza e obiettivi di apprendimento

MUSICA CLASSE PRIMA ANNO SCOLASTICO 2013/2014 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

CURRICOLO DISCIPLINARE di MUSICA CLASSE PRIMA

ISTITUTO COMPRENSIVO MEZZOLOMBARDO PIANI DI STUDIO D ISTITUTO MUSICA

Periodo unico (3 anni)

MUSICA. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO (dalle Indicazioni Nazionali) AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA

Bruno Tescione. Le Triadi. Un Approccio Razionale per lo Studio delle Triadi sulla Chitarra

MUSICA DELLA SEZIONE A INDIRIZZO MUSICALE F. A. BONPORTI

CLASSE PRIMA SCUOLA SEC. DI I GRADO CLASSE SECONDA SEC. DI I GRADO CLASSE TERZA SEC. DI I GRADO

OBIETTIVI FORMATIVI CLASSE PRIMA

EDUCAZIONE AL SUONO E ALLA MUSICA

MUSICA Curricolo verticale Scuola Secondaria di I grado Istituto Comprensivo Statale di Mestrino (PD) MUSICA - CLASSE PRIMA

Il suono. Alcuni suoni armonici di Do:

Intervalli musicali in ordine di consonanza

IC DANTE-GALIANI Via Dante, San Giovanni Rotondo (FG) MUSICA CLASSE PRIMA- SCUOLA PRIMARIA

Solfeggio Esercizi di lettura necessari per lo studio della musica n. 01 Solfeggio questa strana parola musicale Premessa Riprendiamo

ISTITUTO COMPRENSIVO DI CHIONS

Bono Marco Spirali triangolari e quadrate 1. Spirali triangolari e quadrate

FEDERAZIONE ITALIANA HOCKEY E PATTINAGGIO

Il flauto dolce. Unità didattica di Educazione Musicale. Classe prima. Corpo

Prefazione. Luigi Pistore

M U S I C A CLASSE PRIMA COMPETENZE GENERALI CONOSCENZE ABILITA. NUCLEI ESSENZIALI PAESAGGIO SONORO (percepire)

Corpo Musicale di Brenno Useria

Nozioni teoriche fondamentali

Area linguistico artistico - espressiva TRAGUARDI DI COMPETENZA OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO CONTENUTI - ATTIVITÀ

Le note sono disposte sulle linee o negli spazi tra le righe orizzontali parallele di un pentagramma o rigo musicale:

Programmazione educativo-didattica anno scolastico MUSICA CLASSE PRIMA PRIMARIA

La scala musicale e le alterazioni

Analisi musicale, composizione e formazione auditiva

Teoria musicale: scale e intervalli

Conservatorio D. Cimarosa di Avellino INFORMATICA MUSICALE

Insegnare Musica nella scuola primaria per : un apprendimento pratico della Musica. attraverso laboratori di pratica vocale,

Musica, strumenti e voci. Relazione di educazione musicale

Regole della Briscola

LE REGOLE DEL CONTRAPPUNTO DI DUBOIS

PARTE I. Accordi e note

Programma Chitarra Elettrica Gradi

Graficazione qualitativa del luogo delle radici

Giuliani. Metodo progressivo per Corno. Edizioni Eufonia 09794D - Via Trento, Pisogne (BS) Tel

ESAME DI AMMISSIONE AI NUOVI TRIENNI. Programma

Dispense del Progetto Crescendo in Musica Gli Accordi

Il Codice Braille. I caratteri Braille sono basati su una cella formata da sei punti disposti in due colonne e tre righe.

CURRICOLO DEL PRIMO CICLO

Matematica e-learning - Corso Zero di Matematica. Gli Insiemi. Prof. Erasmo Modica A.A.

My One and Only Love (G.Wood & R. Mellin)

CURRICOLO DI COMPETENZE DI MUSICA

ELEMENTI DI ACUSTICA 04

PERIODO: I. DISCIPLINA: Violoncello. Competenze: conoscenze e abilità da conseguire. Esame di verifica delle competenze acquisite

DAL SUONO AL SEGNO GRAFICO

Università degli studi di MACERATA Facoltà di SCIENZE POLITICHE ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA A.A. 2010/2011 TECNOLOGIA.

TECNICHE DI MONTAGGIO

Elementi costruttivi: le scale

Quello che regola la successione è la distanza che c'è tra una nota e l'altra.

INDICE. Il Suono, il Rumore e le loro caratteristiche... Scriviamo i suoni... Facciamo Pratica...

Integrazioni al corso di Economia Politica (anno accademico ) Marianna Belloc

ISTITUZIONI DI ECONOMIA corso diurno

Espressioni aritmetiche e ordine delle operazioni

Altroconsumo Label MIGLIOR ACQUISTO

Transcript:

ELEMENTI DI TEORIA MUSICALE DISPENSA INTERNA PER L ESAME DI AMMISSIONE AL LICEO MUSICALE CARDUCCI DANTE DI TRIESTE a cura del docente Roberto Frisano La musica La musica è una forma di espressione che ha accompagnato l uomo nella sua evoluzione e nella sua storia. È un attività con un suo linguaggio proprio, legato allo sviluppo delle culture e delle epoche storiche. Una definizione che ben inquadra la musica, di qualunque tipo essa sia, è la seguente: la musica è l elaborazione dei suoni (come atto intenzionale) da parte dell uomo. Il suono La musica si realizza con i suoni che sono l effetto acustico prodotto dalle vibrazioni di corpi elastici (ad esempio le corde o le membrane degli strumenti musicali). Il suono presenta tre caratteristiche fondamentali: il timbro che è la qualità propria, il colore che ci fa riconoscere uno strumento dall altro, l intensità, che ci fa riconoscere suoni forti o deboli e l altezza che ci permette di riconoscere suoni gravi o acuti. I suoni usati in musica hanno solitamente un altezza determinata cioè un intonazione precisa perché corrisponde a una vibrazione regolare del corpo vibrante, mentre, al contrario, l altezza indeterminata non corrisponde ad un suono preciso e intonato (ma alcuni strumenti largamente usati in musica producono suoni indeterminati come i piatti o le maracas). Se l effetto indeterminato è sgradevole o addirittura fastidioso si definisce rumore. La scala Il linguaggio musicale si sviluppa su un sistema regolato di suoni. Come ogni lingua si basa su un alfabeto così la musica si organizza su una scala, cioè su una successione di suoni, ordinati in base all altezza, in senso ascendente e discendente. Il sistema musicale occidentale (che in generale corrisponde a quello della musica classica e moderna del pop e del rock, ecc.) usa due tipi fondamentali di scale: la scala maggiore e la scala minore che danno un carattere diverso ai brani che su di esse sono costruiti. Le differenze tra le due tipologie di scale risiedono nella disposizione dei toni e dei semitoni (si veda più sotto). La scrittura dei suoni Nella sua storia, l uomo ha formulato diversi modi per scrivere la musica. Quello più usato (e che noi studiamo) è costituito da segni grafici le note che corrispondono ai suoni e che vengono scritti su un sistema di linee detto pentagramma o rigo musicale. Le note si

scrivono sia sulle linee che negli spazi e la scrittura può continuare anche fuori dai limiti del pentagramma per i suoni più acuti o più gravi con i tagli addizionali. Le note si indicano con i nomi Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si. All inizio di un brano musicale si deve collocare sul pentagramma una chiave musicale che permette di definire la corrispondenza fra segni (le note) e i suoni. La chiave più usata è la chiave di violino che è una chiave che indica la nota Sol scritta sulla seconda linea dal basso. Ma pentagramma si può posizionare una chiave che indica il Do come nota sulla prima linea; tutte le altre note andranno lette in relazione e quindi, il pentagramma è un sistema vuoto se non è correlato di una chiave iniziale. Oltre alla chiave di sol o di violino si usano, due chiavi di fa (posizionate sulla terza e quarta linea) e quattro chiavi di do (posizionate sulla prima, seconda, terza e quarta linea). Osservando una tastiera di pianoforte notiamo che la nota Do è posizionata appena prima del gruppo di due tasti neri.

La successione dei suoni della scala prevede distanze fra i suoni che però sono di tipo diverso: la distanza di tono (immaginiamo un gradino) e la distanza di semitono (immaginiamo un gradino più basso). La successione dei suoni delle nostre scale maggiori e minori non è regolare. Notiamo che i tasti neri intermedi non sono posizionati in modo regolare e che a volte mancano. Bene, la scale procedono alternando sia gradini grandi sia gradini più piccoli. La nota successiva della scala è il Re ed è a distanza di un tono dal Do e così il Mi (la terza nota) è a distanza di un tono dal re (ciò si nota bene perché tra i tasti bianchi ci sono i tasti neri che producono appunto i gradini più piccoli dei semitoni). Tra il Mi e il Fa non è presente un tasto nero e dunque la distanza tra queste due note corrispondenti a due tasti bianchi è di un semitono (si dice semitono diatonico o naturale perché già presente nella scala diatonica di Do). Si può continuare a calcolare la distanza tra le note vicine scoprendo se si tratta di toni o semitoni. Notiamo, infine, che l intera scala, partendo dal Do, presenta questa successione: dal do al re tono, dal re al mi tono, dal mi al fa semitono, dal fa al sol tono, dal sol al la tono, dal la al si tono, dal si al do semitono Per ottenere i suoni corrispondenti ai tasti neri o comunque i suoni dei semitoni superiori i inferiori rispetto alle singole note si impiegano le alterazioni, cioè dei segni che indicano l innalzamento (diesis) o l abbassamento (bemolle) di un semitono dell altezza di base di una nota. Il doppio effetto (l innalzamento o l abbassamento di due semitoni) si ottiene con il doppio diesis e con il doppio bemolle. Si usa il segno di bequadro per ripristinare l altezza naturale della nota, eliminando così l effetto temporaneo del diesis o del bemolle usato in precedenza.

Le alterazioni si posizionano direttamente sul pentagramma prima della nota stessa e hanno valore solo per la battuta in cui si trovano. Oppure sono indicate dopo la chiave per definire la tonalità del brano. In questo caso le alterazioni hanno durata per l intero brano. Concetti di ritmo e di metro La musica si organizza anche sulla base di un sistema ritmico, cioè su una successione regolare di pulsazioni, alcune delle quali rese più importanti da un accento: se proviamo a scandire con il battito delle mani delle pulsazioni tutte uguali non percepiremo il senso del ritmo; se invece proviamo a scandire con maggior forza un battito ogni due o ogni tre o ogni quattro avremmo già un senso ritmico definito, proprio perché la regolarità o il ritorno di scansioni più forti soddisfa questa percezione innata nell uomo. In musica, questo ritorno regolare dell accento costituisce il metro. Si distinguono tre metri principali: metro binario quando l accento forte cade ogni due pulsazioni, il metro ternario quando l accento cade ogni tre pulsazioni e il metro quaternario quando l accento cade ogni quattro pulsazioni. > > > > > > > > > > Possiamo definire il ritmo, invece, come successione di eventi sonori di varia durata però regolati da accenti e inseriti in un sistema di pulsazioni regolari che sono quindi l elemento di base del ritmo. Nella scrittura musicale, questa regolarità del ritorno dell accento è risolto con l uso della battuta o misura, cioè di una porzione ritmica del fluire musicale che mette in evidenza il metro di riferimento. Le battute segnano il ritorno dell accento ogni due, tre quattro pulsazioni, come dei tasselli successivi con eguale scansione. All inizio di ogni brano musicale si posiziona dopo la chiave l indicazione di tempo cioè un segno con due numeri sovrapposti che definiscono l eguale quantità di tempi che le battute avranno per tutto il brano. L indicazione 2/4, ad esempio, esprime il tempo di un metro binario (con due pulsazioni per battuta) in cui ci sono, come valore complessivo, due figure da un quarto.

Esistono due tipologie di tempi impiegati nella musica occidentale: i tempi semplici che hanno quale numero superiore dell indicazione di tempo il 2 o il 3 o il 4 e i tempi composti che hanno quale numero superiore il 6, il 9 o il 12. I tempi semplici hanno una suddivisione pari (in due) delle pulsazioni, mentre i tempi composti hanno una suddivisione dispari (in tre) delle pulsazioni. I principali tempi semplici sono indicati con: 2/4, 3/4, 4/4 I principali tempi composti sono indicati con: 6/8, 9/8, 12/8, Figure di durata La durata dei suoni di indica con segni grafici detti figure di durata che hanno valori convenzionali e proporzionali tra loro. Alle figure corrispondono le pause che sono segni che indicano momenti di silenzio.

Segni di prolungamento delle figure La durata delle note può essere modificata con l impiego di alcuni segni: il punto di valore, che è un punto scritto a destra della nota, aumenta la durata di quel suono della sua metà la legatura di valore unisce in un unico suono due note della stessa altezza che vedono così sommate le loro durate. La corona è un segno che indica il prolungamento del suono a piacere dell esecutore. La corona è posta solitamente sull ultima nota di un brano perché il suo prolungamento sottolinea il senso di conclusione del brano stesso.