Provincia Autonoma TRENTO 1
INDICE :::::::::::::: 1. Introduzione a. processo di ascolto 2. Principali temi emersi 3. Le buone pratiche regionali 2
Introduzione 1La Provincia Autonoma di Trento ha attivato un processo di condivisione allargato con i diversi interlocutori sul tema della buona scuola cercando di dare massima visibilità al dibattito attivato dal Ministero. Il processo è stato coordinato dal Dipartimento della Conoscenza responsabile all interno della Provincia Autonoma di Trento dell intero sistema scolastico e formativo (dalla scuola della prima infanzia, all università e alla formazione terziaria non accademica). Sul sito dedicato alla scuola della Provincia Autonoma di Trento www.vivoscuola.it è stata attivata un apposita sezione (rimasta in evidenza sulla home page per tutto il tempo della consultazione) che rimandava al dibattito nazionale. È stato inoltre emanato un comunicato stampa da parte dell Ufficio Stampa della Provincia Autonoma di Trento che invitava tutti i cittadini e gli addetti del settore alla partecipazione al dibattito. Tale comunicato è stato ripreso anche dai mezzi di stampa. Il Dipartimento ha inoltre invitato le singole istituzioni scolastiche ad attivare dibattiti interni. In vista dell incontro con il Miur sulla buona scuola a Trento del 10 novembre sono state contattate le diverse associazioni degli studenti, il Consiglio delle autonomie scolastiche e formative, le associazioni di categoria e le confederazioni sindacali del territorio, invitandole alla lettura del documento la buona scuola, nonché a preparare un loro intervento specifico sulle tematiche di interesse (intervento di 3 minuti accompagnato eventualmente da un documento scritto). Al fine di assicurare l effettiva partecipazione dei diversi interlocutori si è lavorato molto cercando di stimolare colloqui individuali, preventivi alla riunione, tra i diversi rappresentanti e il Dipartimento della Conoscenza. 3
Alla riunione con il Ministero erano presenti 160 persone così articolate: 160 n CATEGORIA 12 studenti 31 docenti 68 dirigenti 12 Rappresentanti Associazioni imprenditoriali 8 Docenti 24 Dipartimento 1 Università 4 Rappresentanti sindacati confederali I numeri, in un sistema in cui vi sono circa 120 istituzioni scolastiche sul territorio e un numero di studenti pari a circa 86Mila, evidenziano una partecipazione al dibattito buona. In genere si può dire che i diversi interlocutori hanno apprezzato e condiviso sia l individuazione dei nodi critici sia le ipotesi di soluzione e le modalità di intervento proposte. In occasione dell incontro a Trento della Ministra per la conferenza on The Empowerment of the Next Generation of Researchers Promoting talents, spreading excellence del 17-18 novembre 2011, la Ministra e il Presidente della Provincia Autonoma di Trento Rossi hanno sottoscritto un protocollo di Intesa sullo sviluppo delle competenze linguistiche nella scuola. Il protocollo e i suoi contenuti che riprendevano espressamente quelli del documento la buona scuola nazionale sul tema delle lingue sono stati ampiamente ripresi dalla stampa nazionale e locale. 4
Principali temi emersi Una sintesi dei temi principali emersi dal processo di ascolto e discussione più eventuali conclusioni desumibili, fermo restando che il documento ha lo scopo principale di rappresentare un rendiconto dell andamento del processo di partecipazione, non la posizione dell Ufficio Scolastico Regionale. Nel dibattito trentino particolare attenzione è stata data ai temi di: transizione scuola lavoro La rilevanza del rapporto scuola-lavoro è stata evidenziata rispetto a più aspetti: necessità della definizione dei percorsi sulla base del fabbisogno di competenze delle imprese, necessità di inserire i ragazzi durante i percorsi scolastici in attività in azienda al fine dello sviluppo di competenze trasversali, sviluppo di una logica di filiera che integri istruzione tecnica, istruzione professionale, università, ricerca e mondo delle imprese. È stato sottolineato come sia importante creare nella scuola situazioni formative in cui si possa coltivare l imprenditività ovvero la capacità di mettersi in gioco, decidere, comprendere dinamiche economiche e finanziarie assumendo conseguentemente scelte opportune, valorizzare le risorse disponibili - economiche, umane, materiali - ed organizzarsi per ottenere quelle mancanti, analizzare costi e benefici di una scelta, trovare soluzioni creative. Particolare attenzione è stata posta allo sviluppo di laboratori didattici in azienda, in tal senso le categorie produttive hanno chiesto che si inizi a pensare a sistemi incentivanti, anche di tipo economico, come ad esempio la riduzione del costo del lavoro per le aziende che si impegnano nel ruolo di "impresa formativa". Particolarmente stressata è stata l importanza dell'insegnamento dell'economia, della cultura d'impresa e delle nuove tecnologie. Un altro strumento menzionato è stato quello delle cooperative scolastiche. 5
È chiaramente emerso il tema dell apprendimento duale sia per l assolvimento dell obblligo scolastico, sia per la formazione post-obbligo,nonché alle diverse forme di alternanza (formazione professionale, istruzione tecnica). importanza dell orientamento, quale forma di scelta consapevole per i ragazzi e le famiglie e anche dei datori di lavoro, nei vari momenti di transizione scuolascuola, scuola-lavoro e lavoro-lavoro. apprendimento delle lingue quale strumento attraverso cui i giovani portano l economia locale in una prospettiva internazionale. Rispetto alle lingue si è parlato dell opportunità di sviluppare dei curricula verticali che inizino già nella scuola dell infanzia o anche della prima infanzia. formazione e carriera dei docenti quali forme per premiare il merito e far crescere il sistema scolastico. Soprattutto dai dirigenti arriva la richiesta di una maggiore autonomia delle istituzioni scolastiche nei processi di selezione e valutazione. In tal senso è stato anche proposto di ripensare l orario e le modalità del servizio dei docenti, perché possa essere coerente con le esigenze di flessibilità di una didattica davvero pensata in relazione al mondo delle professioni e del lavoro, modulare e capace di modificare i propri tempi in relazione ai bisogni dell utenza. semplificazione: sia per quanto riguarda gli organi della scuola, sia per quanto riguarda le norme e le regole che in questi anni hanno appesantito il lavoro a scuola (privacy, trasparenza, sicurezza, ). 6
Principali temi emersi Una sintesi delle buone pratiche regionali (protocolli, progetti, reti, esperienze e sperimentazioni) che costituiscono un pezzo di Buona Scuola già esistente, possibilmente associate ad una sommaria spiegazione del processo di raccolta o emersione. Nel corso degli anni, grazie alla valorizzazione della nostra Autonomia, si è affermato un modello trentino, che, secondo noi, ha superato alcune criticità dell impianto nazionale. Sul piano nazionale e internazionale il nostro sistema di istruzione e formazione si rivela di 'sana e robusta costituzione', lo dimostrano i dati OCSE-PISA e i dati INVALSI. Questo è il punto di partenza che è necessario richiamare per guardare in avanti. Il Trentino può quindi essere un laboratorio del modello nazionale, può contribuire sia a sperimentare che a introdurre localmente norme che possono poi essere estese anche nel contesto nazionale Abbiamo già citato il protocollo siglato con il Ministero sull apprendimento delle lingue, cui è seguito il Piano per un Trentino Trilingue approvato dalla Giuta provinciale con delibera n. 2055 del 29/11/2014 e la cui documentazione è consultabile sul sito http://www.vivoscuola.it/trentinotrilingue. Già dallo scorso anno è stato istituito di uno specifico organico per i docenti di lingue nella scuola primaria e nella scuola dell infanzia rispetto cui a breve saranno avviate procedure concorsuali specifiche. Rispetto alla transizione scuola lavoro in Trentino sono praticate diverse forme di alternanza scuola lavoro/tirocini curriculari, sia nella formazione professionale che nell istruzione tecnica(stage, tirocini, 7
alternanza, apprendistato). È in fase di avvio un sistema duale di formazione professionale. Si attua il confronto con le associazioni di categoria per la definizione del piano dell offerta formativa, i contenuti del V anno della formazione professionale, la distribuzione sul territorio dei IV anni della formazione professionale e dell Alta Formazione Nell ultimo anno sono stati investiti i fondi della garanzia giovani sia per sostenere l apprendistato di base nella formazione professionale, sia per definire percorsi di inserimento nel mondo del lavoro successivi ai percorsi scolastici. Nel corso dell ultimo anno si è lavorato per una maggiore stabilizzazione dei precari attraverso la costituzione di una dotazione organica speciale su organico di fatto. L operazione è stata resa sostenibile dalla messa a disposizione da parte dei docenti in servizio di maggiore tempo per le sostituzioni brevi e per la realizzazione del progetto di istituto. Nel contratto dei docenti in Trentino è prevista ancora la formazione obbligatoria e questa viene erogata da IPRASE del Trentino che oltre alla formazione si occupa di ricerca-azione. Importanti in questi anni sono stati i progetti e le iniziative per l inclusione degli studenti BES docenti, assistenti educatori, progetti Campus per il disagio, classi aperte. 8
Rispetto all autonomia e alla semplificazione in Trentino in questi anni sono state fatte cose importanti: Modello di valutazione della scuola e dei dirigenti fondato su logiche analoghe a quelle proposte nel documento la buona scuola Gestione della selezione dei dirigenti per corso-concorso Si stanno monitorando e incentivando le aperture serali delle scuole I dati delle scuole sono aperti e accessibili, è stato sviluppato un sistema di datawarehouse centralizzato, ma a disposizione delle singole istituzioni scolastiche Qualche primo intervento è stato tentato sulla governance delle scuole autonomia gestionale del dirigente, rispetto cui ancora molto si potrebbe fare. 9