CAPITOLO 1 Nozioni di trading Questo libro vuole essere una guida al day trading sia per le persone già esperte, sia per coloro che si avvicinano per la prima volta al trading. I primi due capitoli servono a dare un infarinatura a tutti i neofiti di questa disciplina. Sono l abc del trading e dell analisi tecnica. Di certo non daranno una preparazione completa, serviranno per capire bene, però, alcuni concetti espressi nel proseguimento di questo testo. Capisco che possono risultare noiosi a tutti coloro che già conoscono la materia, però, come mi hanno sempre insegnato a scuola, un ripasso non fa mai male. Cominciamo con il dire che esistono diverse rappresentazioni grafiche dell andamento del prezzo di un titolo azionario. Probabilmente quello più utilizzato è la barra di prezzo. Una tipica barra di prezzo è rappresentata in figura 1. Figura 1 - Barra di prezzo Presumendo che si tratti di una barra giornaliera, che cioè rappresenti l andamento del prezzo di un determinato titolo azionario nell arco di una seduta borsistica, si possono distinguere il prezzo di apertura (O = Open) e quello di chiusura (C = Close), il massimo (H = High) e il minimo (L = Low) toccati nella giornata. Queste informazioni rivestono una notevole importanza e lo vedrete meglio quando studieremo i grafici e il loro evolversi durante l intera seduta. Naturalmente non siamo in grado di fare trading su un unica barra ma abbiamo bisogno di più barre, il cui susseguirsi forma un grafico (grafico a barre). Un esempio di grafico a barre è riprodotto in figura 2 con il titolo Unicredit.
Figura 2 - Grafico a barre del titolo Unicredit Abbiamo fin qui visto la barra di prezzo, quali informazioni ne ricaviamo e il grafico a barre. Vediamo adesso come interpretare un grafico e come questo influenza le nostre scelte nel trading. Il susseguirsi delle barre esegue un movimento, questo può essere al rialzo o al ribasso (le barre salgono o scendono) oppure laterale (sostanzialmente le barre si muovono in orizzontale). In un qualsiasi momento temporale un mercato si trova sempre in una di queste due fasi. Cerchiamo di capirne meglio la formazione. Il trend rappresenta la direzione in cui si muove il prezzo di un mercato. Si dice che un mercato si trova in un trend rialzista quando si ha un susseguirsi di barre di prezzo con massimi e minimi crescenti (figura 3). Figura 3 - Trend rialzista
Quando, invece, si ha un susseguirsi di barre di prezzo con massimi e minimi decrescenti si dice che il mercato si trova in un trend ribassista (figura 4). Figura 4 - Trend ribassista Un mercato in trend offre ottime opportunità di fare trading, vedremo questo in modo più approfondito nei prossimi capitoli. Intanto, per cominciare a familiarizzare con la lettura dei grafici, continuiamo a osservare quello di Unicredit riprodotto in figura 5. Figura 5 - Grafico Unicredit con evidenziati due trend Per prima cosa si possono notare due trend: il primo ribassista e il secondo rialzista. All interno di ogni trend potete osservare successioni di barre con massimi e
minimi decrescenti, in quello ribassista, crescenti, in quello rialzista. Notate, anche, che durante il primo trend (quello ribassista), abbiamo sempre dei minimi decrescenti, mentre nel secondo trend (quello rialzista) ogni tanto si hanno dei piccoli ritracciamenti, cioè ci sono alcune barre che vanno in direzione opposta a quella del trend stesso (con massimo e minimo decrescenti). Si dice che il mercato riprende fiato. Per fare una similitudine, come un giocatore di basket va a rifiatare qualche minuto in panchina per poi tornare in campo meno affaticato di prima, anche il prezzo di quel determinato mercato si prende una sosta per poi tornare a correre in direzione del trend. Questi ritracciamenti sono evidenziati con delle frecce in figura 6. Figura 6 - Grafico Unicredit con evidenziati i ritracciamenti nei due trend Abbiamo dunque visto che un titolo azionario può trovarsi in una fase di trend, cioè può salire o scendere. Non è detto, però, che questo accada sempre. Un mercato può anche muoversi lateralmente. Si dice che un mercato si trova all interno di una congestione quando il mercato non ha direzione e i prezzi si muovono nel grafico in orizzontale, oscillando tra un massimo e un minimo. Il massimo prende il nome di
resistenza mentre il minimo di supporto. Guardiamo subito un esempio con l ausilio del grafico di Fiat riprodotto in figura 7. Si può immediatamente notare che il prezzo da diversi giorni si trova intrappolato tra due lines (linee). La prima, quella in alto, a quota 4,92 è la resistenza. Così chiamata poiché resiste ai tentativi del prezzo di sfondarla. La seconda, quella in basso, a quota 4,40 è il supporto perché fa da base alla discesa del prezzo. Figura 7 - Grafico Fiat con evidenziata una congestione Quella appena vista si può definire come una classica congestione rettangolare, il prezzo si muove, sostanzialmente, in orizzontale. Vi sono altri tipi di congestioni come ad esempio le figure triangolari. Un esempio di figura triangolare la potete vedere nel grafico in figura 8. Su Eni, infatti, al momento della stesura di questo mio lavoro, si è formato un Triangolo simmetrico. Significa che il prezzo si muove all interno di due trendlines (tradotto significa due linee che seguono il trend); una ribassista (resistenza) che tocca i massimi e una rialzista (supporto) che tocca i minimi.
Figura 8 - Grafico Eni con evidenziato un Triangolo simmetrico Quasi una costante è la diminuzione dei volumi via via che il range (cioè la distanza tra trendline di supporto e trendline di resistenza) diminuisce. Il segnale d ingresso è la rottura di uno dei due livelli anche se, può capitare, che la prima rottura è solo un falso segnale e di lì a poco il mercato inverta il suo incedere. A titolo di curiosità dato che non sono queste figure l argomento del libro, aggiungo che vi sono tre tipi di figure triangolari. Oltre al già visto Triangolo simmetrico abbiamo il Triangolo ascendente formato da una trendline di supporto rialzista e una linea di resistenza (una resistenza fissa, quindi, e un supporto che aumenta con il variare del tempo). Simile è il Triangolo discendente. Questa volta la trendline è quella di resistenza ribassista mentre la linea è quella di supporto (in questo caso avremo un supporto fisso e una resistenza che diminuisce con il passare del tempo). Nelle due successive figure potete vedere altrettanti grafici con i pattern appena descritti (figg. 9 e 10). Riprenderò in modo più approfondito l argomento sui supporti, le resistenze e le trendline nel capitolo 3.
Figura 9 Grafico Popolare di Milano con evidenziato un Triangolo ascendente Figura 10 Grafico Fiat con evidenziato un Triangolo discendente
Teniamo il grafico di Fiat, potete osservare come vi sono delle volte in cui tra una barra e la successiva c è dello spazio. Questo spazio ha un nome: gap. Un esempio lo vedete evidenziato in figura 11. Figura 11 Grafico Fiat con evidenziato un Gap I gap identificano delle aree del grafico in cui non si è verificata alcuna contrattazione. Sono sintomo di euforia e volatilità. Più precisamente si ha un gap up quando il minimo di una barra è superiore al massimo della barra precedente (figura 12). Figura 12 - Gap up
Si ha un gap down, invece, quando il massimo di una barra è inferiore al minimo della barra la precede (figura 13). Figura 13 - Gap down Sempre a titolo di cronaca (non sarà oggetto di studio nei prossimi capitoli), i gap risultano interessanti se si formano durante un trend ben definito mentre non hanno un grande significato se si formano all interno di una congestione. Si classificano tre tipi di gap: - Gap esplosivo (Breakaway gap): rappresenta la segnalazione dell'inizio di un nuovo trend o la ripresa di un trend precedente. È molto significativo: si realizza dopo la rottura di un supporto/resistenza importante o di un pattern grafico. Si presenta dopo una pausa in un trend robusto. - Gap di continuazione (Runaway gap): di solito si trova a metà strada nella salita (o discesa) dei prezzi. Assume un significato previsionale per la determinazione di possibili obiettivi di prezzo. - Gap di esaurimento (Exhaustion gap): come dice il nome, si presenta di solito alla fine di un trend. Non è di facile identificazione: spesso l'exhaustion gap è seguito da un altro gap, in direzione contraria, che annuncia l'inversione del trend (Breakaway gap del prossimo trend). Tra i due gap si realizzano occasionalmente alcune barre isolate: l Island reversal. Un esempio dei gap sopra descritti lo trovate nella prossima figura con il grafico di Finmeccanica (fig. 14).
Figura 14 - Finmeccanica, i tre tipi di gap Bene, quanto scritto in questo capitolo è la base di quello che dovete sapere per fare day trading. Non avete bisogno di nessun altra informazione per operare sui mercati finanziari a livello intraday. Tutte le informazioni che vi necessitano ve le offrono i grafici. Nel prossimo capitolo vedrete e imparerete a utilizzare un nuovo sistema di rappresentare il prezzo di un titolo: le candele giapponesi. Queste sono molto importanti, poiché ci offrono l opportunità, al formarsi di determinati patterns (cioè figure grafiche), di fare day trading, con ottime percentuali di successo.
CAPITOLO 2 Le Candlestick Esistono diverse rappresentazioni grafiche dell andamento del prezzo di un titolo azionario. Probabilmente quello più utilizzato, come detto, è la barra di prezzo. Io utilizzo un altro sistema: le candlesticks. Le candlesticks o candele giapponesi hanno origine nel XVIII secolo come metodo per prevedere l andamento del prezzo del riso. Il suo inventore, Menehisa Homma, guadagnò una fortuna grazie a questo metodo. Come potete vedere in figura 15 è un sistema che ci offre le stesse informazioni di una barra di prezzo ma molto più immediate a livello visivo. Figura 15 Candele giapponesi o Candlestick L analisi Candlestick può essere tranquillamente affiancata ad altre forme di analisi tecnica, anzi, spesso può risultare utile per cercare di interpretare al meglio l andamento dei prezzi. Nel Candlestick per rappresentare l oscillazione del prezzo nell unità di tempo, che può andare dal singolo minuto fino a un mese, si utilizza una figura chiamata Candle-Line formata da un corpo centrale definito Real-Body, il quale indica l escursione di prezzo tra l apertura e la chiusura, e le Shadows (ombre), singole linee sottili che rappresentano i prezzi massimi e minimi del lasso di tempo prescelto, rispettivamente Upper Shadow e Lower Shadow. Come per il grafico a barre quindi sono necessari i valori di apertura, massimo, minimo e chiusura.
Il corpo della candela può essere nero o bianco: si ha un corpo nero quando la chiusura è inferiore all'apertura e quindi caratterizza una giornata con andamento negativo, mentre un corpo bianco ci indica una giornata al rialzo con un prezzo di chiusura superiore a quello di apertura. In realtà il corpo non è colorato di bianco, ma è semplicemente vuoto, per facilitare il lavoro del computer. Questo è stato uno degli adattamenti a cui si è dovuto ricorrere durante l'esportazione della teoria verso l'occidente, infatti i giapponesi utilizzano il rosso al posto del bianco per le giornate rialziste. Oggi vengono usati oltre ai colori bianco e nero anche il verde (per le giornate rialziste) e il rosso (per le giornate ribassiste). Come detto questo tipo di rappresentazione del prezzo è più d impatto. Il colore del body ci fa immediatamente capire se il titolo dall apertura alla chiusura è salito (colore bianco o verde) oppure è sceso (colore nero o rosso). Figura 16 - Grafico a candele giapponesi di Unicredit Le Candlesticks contano diverse figure tipiche che vi mostrerò di seguito e ben 104 patterns (cioè figure grafiche) che non vi spiegherò in quanto a livello di day
trading la quasi totalità di esse è inutilizzabile in quanto la loro formazione su un grafico a 5, 10 o 15 minuti ha ben poca importanza rispetto ad un grafico giornaliero. Bene cominciamo a vedere un grafico Candlesticks per abituarci subito alla differenza che c è tra grafico a barre di prezzo e grafico Candlesticks. In figura 16 il grafico di Unicredit. Con questo tipo di rappresentazione è subito immediato visivamente l andamento del titolo. Notate le candele consecutive nere quando il titolo scende e quelle bianche quando il titolo sale. Infine, nella parte finale del grafico, c è quasi una perfetta alternanza di candele bianche e nere. Questo è un tipico segnale che il mercato non ha una precisa direzione e si muove in orizzontale. Spesso significa anche che il trend si è concluso e che il mercato, presto, si muoverà in senso inverso da quello finora seguito. Guardando il grafico, noterete anche che le candele hanno forma e lunghezza differente. Parte di esse hanno un nome e una valenza molto importante se inserite all interno di un determinato contesto grafico. Le ritroverete nel proseguimento di questo e-book e quindi di seguito ve le riporterò. Long candle. E una candela che ha un lungo body bianco o nero e le due shadows molto corte (figura 17). Figura 17 - Long candle Short candle. E una candela che ha un corto body bianco o nero e le due shadows molto corte (figura 18). Figura 18 - Short candle
White or black Marubozu. Sono delle lunghe candele con la caratteristica di essere prive delle shadows (figura 19). Figura 19 - White or black Marubozu Spinning Top. E una candela che ha un body molto corto e delle shadows molto pronunciate. Indicano fase di indecisione del mercato, non ha importanza il colore del corpo (figura 20). Figura 20 - Spinning Top Doji. E la più caratteristica delle figure candlesticks. Consiste in una candela con apertura e chiusura allo stesso livello o poco distanti. Vi sono quattro tipi differenti di Doji. Abbiamo una Long Legged Doji o Rickshaw Man (figura 21) quando le ombre (shadows) sono molto estese, sia quella dei massimi (Upper Shadow) sia quella dei minimi (Lower Shadow), segnala forte indecisione del mercato. Figura 21 - Long Legged Doji o Rickshaw Man
La Gravestone Doji (figura 22) quando è presente solo l'ombra superiore ed è molto estesa, deve essere considerata come segnale fortemente negativo soprattutto se identificato in zone di massimo di mercato. Figura 22 - Gravestone Doji Similmente avremo una Dragonfly Doji (figura 23) con un'unica shadow inferiore che lascia sperare in uno spunto rialzista. Figura 23 - Dragonfly Doji Il quarto tipo (fig. 24), infine, nei casi in cui apertura, chiusura, massimo e minimo sono allo stesso livello (anche se ovviamente molto raro, lascerebbe pensare a scambi molto ridotti, quasi nulli). Figura 24 - Doji con apertura, chiusura, massimo e minimo allo stesso livello Quanto detto finora è tutto ciò che vi occorre sapere, al momento, per continuare nella lettura e per capire quanto sarà scritto di seguito. Con il prossimo capitolo
vado ad approfondire un importante argomento già anticipato nel primo capitolo: i supporti e le resistenze.