GIORGIO LA PIRA E IL PIGNONE 1
Nasce il Pignone Il Pignone nasce nell anno 1842 ad opera di Pasquale Benini, imprenditore di Lastra a Signa. Egli si occupa di una fabbrica di cappelli di paglia, ma quando inizia a farsi sentire la concorrenza dei Cinesi, decide allora di occuparsi del settore metallurgico, aprendo una fonderia a Firenze nel rione del Pignone. Questa nuova fabbrica si chiamerà appunto Pignone, ma nel corso della sua storia cambierà il nome per tre volte; all inizio appare come Fonderia del Pignone, poi diventa Officine Meccaniche del Pignone e infine Nuovo Pignone. Quest insegna si trovava nel punto in cui vi era presente la fabbrica del Pignone per far capire alla gente che lì era arrivata 2
Piccola storia della fabbrica Vicino alla nuova fabbrica si trova un fiume, dove arrivano delle navi dirette lì dal porto di Livorno. Sei anni dopo la nascita del Pignone, ecco che la Stazione Leopolda fa la sua apparizione. Tutto fila liscio fino al XX secolo quando le guerre ne hanno anche per la fonderia di Benini e si salvano solo alcuni macchinari. Nel 1946 la SNIA compra la fabbrica e fa in modo che diventi un industria tessile, ma gli affari non decollano e nel 1953 avviene la chiusura. Arriva la notizia della chiusura del Pignone 3
Chi è Giorgio La Pira? Giorgio La Pira nasce in Sicilia, a Pozzallo, il 09 01 1904. Quando arriva a Firenze, nel 1951, si candida per il ruolo di primo cittadino e vince. Verrà di nuovo eletto dieci anni dopo. La Pira, nel 1953, riesce a salvare il Pignone dalla chiusura avvenuta nello stesso anno. Il poi soprannominato Sindaco Santo ha un rapporto con la Chiesa di San Marco e vive in una delle cellette dell omonimo convento, tanto che alla sua morte (05 11 1977) la tomba verrà collocata in chiesa con accanto l inginocchiatoio sul quale pregava. La tomba di La Pira è fatta con pietra serena della Cattedrale di Noto, a Siracusa. L inginocchiatoio dove La Pira pregava 4
Il Pignone continua a vivere Al momento della chiusura, verranno licenziati oltre 1700 operai, i quali contribuiranno comunque, assieme a La Pira e ai cittadini, per la fabbrica. Il sindaco ci prova in tutti i modi, tra i quali contattando degli amici appartenenti alla politica; loro gli rispondono negativamente ma è Antonio Mattei, presidente dell ENI, a suggerire a La Pira di comprare l azienda; lui accetta e così il Pignone continua a vivere. Nello stesso anno il Pignone viene occupato, l anno successivo sarà comprato dall ENI. I principali contributi di Giorgio La Pira e Antonio Mattei permettono al Pignone di continuare a vivere 5
Cosa ci viene in mente? Pensando alla chiusura del Pignone, oggi ci viene in mente il fallimento della Richard Ginori, nota azienda di porcellane aperta nel 1735. Anche in questo caso i cittadini si stanno battendo pur di non far morire la fabbrica, anche per il motivo che molta gente si trova in stato precario. Comunque sia, la Gucci, che opera nel campo della pelletteria, la sta comprando. Tutti in piazza per il Pignone 6
Alcune notizie sulla Chiesa di San Marco La Chiesa di San Marco è nata nel 1299, poi Michelozzo si è occupato di ricostruirla nel 1437 ed infine, nel 1580, Giambologna ha apportato delle modifiche e la chiesa è arrivata così fino ad oggi. La struttura è come quella di una chiesa normale: ci sono le panche dove sedersi e pregare; la sacrestia per i sacerdoti; l altare per le preghiere. Sulla sinistra c è una piccola cappella mentre le pareti sono decorate con dipinti; sotto alcuni è presente una piccola lastra con incisioni latine. Inoltre, come già citato in precedenza, si trova la tomba di Giorgio La Pira con di lato l inginocchiatoio sul quale il Sindaco Santo rivolgeva le sue preghiere al cielo. Siamo ancora nella Chiesa di San Marco, e questo e il luogo di sepoltura di Giorgio La Pira 7