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CROCE AZZURRA COMO PROTOCOLLI TRAUMA I

Metodica di applicazione del collare cervicale (tipo Nec-loc)

Indicazioni: Il collare cervicale è un dispositivo semirigido in grado di ridurre notevolmente i movimenti di flessione estensione e lateralizzazione del tratto cervicale della colonna vertebrale e deve essere applicato ad ogni paziente vittima di evento traumatico significativo per un danno (evidente o dubbio) a carico della colonna vertebrale. Controindicazioni: Impossibilità a posizionare il capo in posizione neutra. Corpo conficcato oggetto penetrante Emorragia non controllabile Importante rigonfiamento a carico dei tessuti molli del collo. In tutti questi casi l immobilizzazione della testa e conseguentemente del rachide cervicale dovrà essere garantita esclusivamente con tecniche manuali o metodiche alternative(ausilio di teli, cerotti, ecc.)

Immobilizzazione del capo Paziente supino: i pollici nelle fossette zigomatiche e il 2 dito dietro l angolo della mandibola,le restanti a ventaglio verso la zona occipitale. Paziente seduto: i pollici dietro la nuca, lealtreditadi latoal capoapertea ventaglio tra la zona temporale (indice), lo zigomo (medio) e l arcata mandibolare(anulare)

Posizione neutra del capo: Definizione: posizione che consente di ottenere il massimo spazio per il midollo all interno del canale vertebrale. Va quindi ricercata una posizione che permetta alla colonna cervicale di non essere né flessa, né estesa, né ruotata e né posizionata lateralmente. Controindicazioni: Presenza di corpo conficcato. Aumento o insorgenza di dolore. Comparsa o peggioramento di deficit neurologici (paralisi, formicolii, parestesie). Contrattura o spasmo della muscolatura del collo. Resistenza alla mobilizzazione. Comparsa di compromissione delle vie aeree o dell attività respiratoria. IN QUESTI CASI INTERROMPERE IMMEDIATAMENTE LA MANOVRA E MANTENERE LA STABILITA DEL RACHIDE MANUALMENTE

Come ottenere la posizione neutra Per ottenere la posizione neutra si possono impiegare i seguenti punti di riferimento: Lo sguardo dell infortunato relativamente alla posizione del capo deve essere rivolto in avanti. Il meato uditivo esterno deve essere allineato con il punto della spalla denominato acromion. La linea immaginaria dello sguardo deve essere perpendicolare alla linea immaginaria che parte dalla testa al torace lungo la colonna vertebrale

Procedimento: Il primo soccorritore immobilizza manualmente il capo in posizione neutra. Il secondo soccorritore si posiziona lateralmente,toglie gli indumenti ed eventuali collane e orecchini e ispeziona velocemente la regione del collo.

Prendere la misura del collare misurando con le dita la distanza tra il ramo orizzontale della mandibola ed il margine superiore del muscolo trapezio. Riportare la misura presa sul paziente sulla valva anteriore del collare dalla parte superiore del velcro al margine inferiore del collare stesso.

Afferrare la parte anteriore del collare piegandola leggermente su se stessa. Appoggiare il bordo inferiore della parte sul torace del paziente e farla scivolare versoil collofinoad inserirlatralaparte inferiore della mandibola ed il torace

Mantenere la posizione raggiunta e con l altra mano far passare il laccio con il velcro dietro il collo del paziente e fissarlo senza che lo stesso superi il bordo del punto di aggancio sul lato opposto. Posizionare ora la parte posteriore facendola passare dietro la nuca e fissarla alla parte anteriore in maniera simmetrica senza strattoni usando i due lacci velcratie aiutandosi appoggiando i pollici sui lati della fessura anteriore.

Verificare che il paziente tolleri il collare e che non vi sia compromissione dell attività respiratoria e dell apertura della bocca facendo passare due dita sotto la spugna della valva anteriore. Il primo soccorritore mantiene l immobilizzazione manuale fino alla stabilizzazione definitiva su tavola spinale con fermacapo e lacci o con materassino mettendo se necessario uno spessore sotto la nuca per il mantenimento della posizione neutra del capo.

Accertamenti finali Per maggiore sicurezza che il collare sia posizionato correttamente il soccorritore dovrà accertarsi che esso non modifichi la posizione neutra del capo ottenuta manualmente e che non crei compressione dei tronchi vascolari del collo e delle vie aeree permettendo l apertura della bocca. A manovra ultimata controllare che: La parte anteriore sia a contatto: Inferiormente con il manubrio sternale. Superiormente con la parte inferiore della mandibola. Lateralmente sia in rapporto inferiormente con la clavicola e superiormente con la porzione inferiore del ramo orizzontale della mandibola. La parte posteriore sia a contatto: Inferiormente con la porzione di dorso compresa tra le ali scapolari. Superiormente con la zona occipitale del capo. I due lacci in velcro di fissaggio della parte posteriore devono essere in corrispondenza del proprio punto di fissaggio sulla parte anteriore.

Valutazione e trattamento.

Indicazioni: In linea generale gli arti traumatizzati devono essere allineati e immobilizzati in posizione anatomica per evitare la pericolosa insorgenza di complicanze a livello vascolare e nervoso. Nello specifico quando si presenta il dubbio di una sospetta frattura il soccorritore dovrà: Immobilizzare manualmente l arto. Trattare eventuali emorragie. Proteggere da agenti esterni l eventuale ferita con medicazione sterile. Valutare presenza di circolo sensibilità e motilità nelle porzioni distali alla lesione prima e dopo ogni manovra di mobilizzazione e immobilizzazione. Per una corretta immobilizzazione è necessario allineare l arto leso. L allineamento in posizione fisiologica favorisce la perfusione delle parti distali dell arto e riduce le complicanze legate a lesioni del fascio vascolo-nervoso, ma deve essere eseguita con cautela esercitando, solo se necessario, una lieve trazione. Non deve essere tentata assolutamente la riduzione delle frattura, una frattura che non può essere allineata deve essere comunque immobilizzata nella posizione in cui si trova al fine di garantire stabilità durante il soccorso e durante il trasporto.

Consigli: Se il polso distale è valido e la posizione dell arto lo permette è proponibile immobilizzare l arto nella posizione in cui si trova. Se il polso distale è valido ma la posizione dell arto non rende possibile un adeguata immobilizzazione dello stesso o del paziente o non rende possibile il controllo delle emorragie è indicato mobilizzare l arto fino ad ottenere una posizione che permetta un adeguato trattamento dell arto o del paziente stesso. Se il polso distale non è presente o se vi sono segni di sofferenza nei distretti distali è indicato allineare l arto alla ricerca di una posizione più vicino possibile a quella anatomica con l obbiettivo di ristabilire un buon flusso ematico. Attenzione: Sospendere tutte le manovre di allineamento se compare: Importante resistenza alla mobilizzazione. Importante contrattura muscolare. Dolore intenso Alterazione o perdita della sensibilità. Controindicazioni al riallineamento: Lesioni articolari delle grosse articolazioni (gomito, spalla, ginocchio e anca). Corpo conficcato.

Prima e dopo ogni manovra di riallineamento e immobilizzazione bisogna controllare: Sensibilità e motilità distali alla lesione Colore e temperatura cutanea distale alla lesione. Polso arterioso distale alla lesione. Materiali di trattamento: Dispositivi per l immobilizzazione di fratture, distorsioni o lussazioni che con il loro utilizzo diminuiscono il dolore e riducono i rischi di lesioni vascolari o nervose. Steccobende a depressione modellabili: radiotrasparenti e permettono il bloccaggio dell arto in qualsiasi posizione grazie alle sfere al loro interno che induriscono il presidio quando si aspira aria. Stecche rigide non modellabili: radiotrasparenti con anima rigida per bloccaggio arti in posizione anatomica. In caso di frattura esposta è opportuno proteggere la ferita e il moncone osseo esposto con una medicazione sterile. In questo caso bisogna cercare di allineare l arto in posizione anatomica senza far rientrare il moncone osseo al di sotto al piano cutaneo. Attenzione: I monconi ossei sono molto taglienti e affilati,non toccarli assolutamente ed eseguire la medicazione con la massima cura.

Procedura di immobilizzazione Valutare il paziente ed individuare la sospetta frattura procedendo all esposizione dell arto in questione tagliando i vestiti. Valutare sensibilità, motilità interrogando il paziente, colore della cute e individuare il polso periferico. Medicare eventuali ferite.

Allineare l arto, se possibile, muovendo un articolazione alla volta bloccando le articolazioni a monte e a valle della frattura. Alzare leggermente l arto esercitando una leggera trazione e far infilare sotto l arto la steccobenda dal secondo soccorritore(valvola all esterno).

Chiudere il presidio intorno all arto stando attento a lasciare in vista ferite e monconi ossei tenendo sempre ben saldo l arto fratturato. Indurire leggermente il presidio e chiudere bene la steccobenda con i lacci. Il primo soccorritore può lasciare l arto e immobilizzarlo dall esterno.

Finire di indurire il presidio, il primo soccorritore lascia l arto e procede alla valutazione dei parametri: motilità sensibilità e polso radiale.

BARELLA CUCCHIAIO Metodologia di impiego della barella a cucchiaio.

Indicazioni: La barella a cucchiaio è utilizzata per sollevare e trasferire l infortunato che si trova in posizione supina, su di un presidio di trasporto definitivo(tavola spinale, materassino) in quanto su di essa non viene garantita in maniera efficace la salvaguardia della colonna vertebrale. Anche se poco utilizzata nel trattamento di pazienti traumatizzati può essere utilizzata là dove raggiungere il paziente risulta difficoltoso a causa di terreno accidentato e impervio. Nel caso di paziente traumatizzato va comunque garantita la stabilità del rachide con le tecniche di bloccaggio manuale e collare cervicale fino al posizionamento di spessori e ragno L immobilizzazione ferma capo sulla manuale barella. del rachide e l applicazione del collare cervicale nei pazienti traumatici precedono la manovra di caricamento sulla barella a cucchiaio. Controindicazioni: La barella cucchiaio è controindicata per lunghi spostamenti del paziente dal luogo di prelievo alla barella dell ambulanza. Se questo dovesse essere l unico presidio utilizzabile è obbligatorio assicurare il paziente alla barella a cucchiaio mediante cinghie seguendo l apposita procedura.

Procedimento 1) Il primo soccorritore immobilizza il capo 2) Il secondo e terzo riallineano gli arti e applicano il collare cervicale. 1) Il secondo e terzo soccorritore appoggiano la barella di fianco al paziente. 2) Allungano la cucchiaio in misura idonea all altezza del paziente.

1) Aprire le due metà della barella tramite gli appositi fermi 2) Appoggiare le due metà ai lati del paziente senza passarle sopra ad esso. 1) Mettersi Ognuno ai lati del paziente. 2) Afferrare con una mano la spalla e con l altra le creste iliache insieme al braccio del paziente. 3) Al via del soccorritore alla testa si alza leggermente e si fa infilare la metà opposta della barella.

Eseguire la manovra prima descritta per l altro lato del paziente. Si procede ora alla chiusura della barella contemporaneamente testa e piedi stando attenti a non incastrare gli eventuali vestiti e non creare traumi.

SEMPRE mantenere il capo manualmente immobilizzato ed in posizione neutra. Sollevare la barella afferrandola dai due lati per limitare i movimenti di flessione al centro e adagiarla sul presidio definitivo da usare (spinale, materassino)

Mentre un soccorritore tiene la testa gli altri aprono insieme la barella e sfilano lateralmente le due metà da sotto il paziente. E si continua a mantenere il capo manualmente anche dopo aver tolto la barella a cucchiaio.

Fissaggio con cinghie Per gli spostamenti più lunghi il paziente va assicurato alla barella con tre cinghie. Mentre il primo soccorritore mantiene in posizione neutra del capo gli altri due soccorritori si posizionano a lato del paziente e iniziano l operazone. Le cinghia toracica e quella addominale vanno fatte passare all andata sotto le braccia e al ritorno sopra. La cinghia femorale invece va fatta passare sopra le gambe sia all andata che al ritorno.

MATERASSINO A DEPRESSIONE Tecnica di utilizzo del materasso a depressione

Indicazioni: Il presidio è utilizzabile per l immobilizzazione e il trasporto del paziente traumatico; è costituito da materiale plastico con al suo interno microsfere di materiale sintetico che per depressione si compattano e rendono il presidio rigido, adeguato per l immobilizzazione in toto del paziente. Per essere efficace il materassino deve essere di dimensioni tali da contenere anche le porzioni laterali del paziente. Controindicazioni: Non vi sono controindicazioni particolari all impiego del presidio,tuttavia bisogna prestare attenzione al suo utilizzo su terreni con presenza di detriti (vetri,sassi etc.) in quanto si rischierebbe di forarlo rendendolo inutilizzabile. Bisogna inoltre prestare molta attenzione al caricamento del paziente sulla barella in quanto, anche se correttamente indurito, non consente una totale rigidità e non consente un ottimale immobilizzazione del capo.

Svantaggi: Difficile accessibilità all infortunato dopo la depressione(arti) Rischi di micro lesioni al presidio in occasione di impiego su terreno accidentato o con presenza di detriti.

Caricamento: Il caricamento su materasso a depressione va effettuato tramite barella a cucchiaio. Il primo soccorritore continua a mantenere l immobilizzazione manuale del capo(già con collare cervicale). Il secondo e terzo soccorritore posizionati ai lati procederanno a sagomare il presidio intorno alla testa del paziente facendo prendere la testa dall esterno al primo soccorritore.

Allacceranno poi dall alto verso il basso le cinghie provvedendo a trazionarle leggermente Il secondo soccorritore inizierà ad aspirare interrompendo dopo un po per far stringere bene le cinghie dal proprio collega. Attenzione alla cinghia del torace,in quanto se troppo stretta potrebbe influire negativamente sulla meccanica respiratoria del paziente.

A questo punto il secondo soccorritore finisce la manovra di aspirazione e indurisce il presidio e si può lasciare la testa.

CONCLUSIONI Il materassino a depressione è un presidio di immobilizzazione Il materassino a depressione è un presidio di immobilizzazione equivalente alla tavola spinale, ma è preferibile utilizzarlo per fratture di femore e bacino preferibilmente in ambienti domestici. Questo non esclude il suo utilizzo in qualsiasi altro tipo di trauma.

Immobilizzazione pazienti traumatici

Obiettivi:descrizione metodologia corretta di utilizzo della tavola spinale nel soccorso al paziente traumatizzato Indicazioni: la tavola spinale è un valido sistema per preservare la stabilità di tutta la colonna vertebrale. La tavola spinale consente inoltre di immobilizzare in maniera efficace i quattro arti senza ricorrere a sistemi specifici. Il posizionamento dell infortunato sulla tavola spinale può essere effettuato senza utilizzo di sistemi per il sollevamento da terra della persona o facendo ricorso alla barella cucchiaio. Controindicazioni:lesioni da decubito che si formano durante i lunghi spostamenti e la scarsa tolleranza da parte del paziente a causa della completa impossibilità a muoversi.

Caricamento paziente supino Tecnica di lateralizzazione Una volta fatta bloccare la testa si applica il collare cervicale, si procede all allineamento in asse degli arti e si prepara la spinale a lato del traumatizzato. I due soccorritori si mettono dal lato opposto della spinale, uno vicino all altro e si preparano alla mobilizzazione del paziente.

Il soccorritore vicino alla testa afferra con una mano il bacino sulla cresta iliaca contenendo al suo interno anche il braccio e con l altra afferra la spalla del paziente. L altro soccorritore afferra con una mano la parte laterale del torace (incrociandosi posteriormente con il braccio dell altro soccorritore) e con l altra afferra la gamba sulla coscia poco sopra il ginocchio.

Al comando di chi è alla testa i due soccorritori insieme ruotano verso di loro il paziente fino ad ottenere un angolo di 90 e lo appoggiano sulle proprie gambe per controllare la parte posteriore del paziente. I due soccorritori lasciano la presa con la mano a loro più distale dalla testa del paziente e afferrano la spinale tirandola versodisefacendolaaderirealcorpodel paziente.

Sempre a comando del soccorritore alla testa si adagia il paziente sulla tavola. In questo caso il soccorritore alla spalla e al bacino mantiene il paziente ben saldo mentre l altro con una mano tiene il toraceeconl altralatavola. Una volta adagiato sulla spinale il soccorritore alla testa guida gli altri nel centrare il paziente sul presidio con la tecnica di sollevamento a ponte. Una volta centrato si procede a immobilizzarlo.

Due soccorritori si mettono ai due lati del paziente e adagiano il ragno sopra il paziente con le cinghie a V rivolte alla testa del paziente. Partendo dalle spalle i due iniziano a fissare il paziente facendo passare le cinghie nei buchi a lato del presidio stando attenti a bloccarle sulle parti ossee del paziente. SPALLE PETTORALI BACINO GINOCCHIA CAVIGLIE

Per fissare le cinghie agire uno alla volta mentre uno fissa la cinghia l altro tiene la cinghia principale in modo da tener centrato tutto il ragno. Una volta ricontrollate tutte le cinghie si passa al bloccaggio della testa con gli appositi cuscinetti e lacci ferma- capo.

Posizionare i due ferma - capo uno alla volta permettendo al soccorritore alla testa di spostare le mani e ri -prendere in consegna la testa dall esterno. Al termine delle operazioni si mettono i due lacci ferma capo fissandoli negli appositi anelli stando attenti a bloccare anche il collare cervicale.

Solo ora il soccorritore può lasciare la testa e si può procedere a caricare il paziente sulla barella. Attenzione a sollevare la spinale dai due lati per evitare flessioni nel mezzo.