VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA Radiazioni Ottiche Artificiali



Похожие документы
D. Lgs 81/08 titolo VIII AGENTI FISICI. A cura di Norberto Canciani

Classificazione dei laser

Riccardo Di Liberto Struttura Complessa di Fisica Sanitaria Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo -Pavia

La valutazione del rischio chimico

Valutazione e protezione dei rischi delle Radiazioni Ottiche Artificiali. Rischio laser in ambito medicale

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PAVIA. Le radiazioni laser e il d.lgs. 81/08

CAPO IV - PROTEZIONE DEI LAVORATORI DAI RISCHI DI ESPOSIZIONE A CAMPI ELETTROMAGNETICI

VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA Radiazioni Ottiche Artificiali COERENTI

Convegno ISPESL. La sicurezza nelle macchine tra nuova Direttiva Macchine e Testo Unico. 23 ottobre 2009

LA FORMAZIONE DEGLI ADDETTI AI LAVORI ELETTRICI E LA NORMA CEI (III EDIZIONE): APPROFONDIMENTI

D.LGS.81/08 TITOLO VIII CAPO V RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI (ROA)

Organizzazione della radioprotezione Dott.ssa Alessandra Bernardini

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI di concerto con IL MINISTRO DELLA SALUTE

LA NUOVA GUIDA CEI 0-10 PER LA MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI

Prevenzione e protezione incendi nelle attività industriali

La manutenzione come elemento di garanzia della sicurezza di macchine e impianti

Interpretazione Normativa. Lavori elettrici sotto tensione - requisiti imprese autorizzate

19 - INDICE DELLA MATERIA SICUREZZA ELETTRICA ED ELETTROTECNICA

PO 01 Rev. 0. Azienda S.p.A.

ELENCO ED ISTRUZIONI OPERATIVE PER L UTILIZZO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI)

D.Lgs. 81/08. Dispositivi di Protezione Individuale DPI. Tecnico della Prevenzione Dott. Sergio Biagini

Dipartimento di Prevenzione U.O.C. SPISAL - Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza in Ambienti di Lavoro

Servizio di Fisica Sanitaria e Radioprotezione

GESTIONE DEL RISCHIO NEI DISPOSITIVI MEDICI: DALLA CLASSIFICAZIONE ALLA COMMERCIALIZZAZIONE

LA NUOVA EDIZIONE DELLA NORMA CEI

Procedure di lavoro in ambienti confinati Livello specialistico

GUIDA ALL INSTALLAZIONE DI UN SISTEMA FISSO AUTOMATICO DI RIVELAZIONE E ALLARME D INCENDIO

Sicurezza nei lavori in presenza di rischi elettrici

Impianti d illuminazione di sicurezza. Procedure per la verifica e la manutenzione periodica.

Progetto Labor - Linea 4 Emersì Sicurezza nei luoghi di lavoro ed Emersione del lavoro irregolare

GUIDA ALLA MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI

ANALISI DI RISCHIO SEMIQUANTITATIVA IN SUPPORTO ALLE VALUTAZIONI IN PRESENZA DI ATMOSFERE ESPLOSIVE (ATEX)

b) Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi;

I lavori elettrici dal D.Lgs 81/2008 alle Norme Tecniche

Valutazione dei Rischi. Normativa e documenti di riferimento. Definizioni (UNI EN ISO 12100)

CONDIZIONI GENERALI DI LAVORO PRESSO GLI STABILIMENTI AGUSTAWESTLAND ITALIA

RSPP - CARATTERISTICHE

D.Lgs. 81/08 Titolo III Capo III

Autore: Flavio Banfi Organizzazione: ITALCERT S.r.l. Intervento: Valutatori per la Certificazione CE di prodotto 2

Casi pratici di calcolo dei DPI. Vincenzo Salamone A.O.U. Policlinico-V. Emanuele Catania

REGOLAMENTO PER L ORGANIZZAZIONE E LA GESTIONE DELLE EMERGENZE ALL INTERNO DEGLI EDIFICI DELL UNIVERSITA

ISTITUTO ATERNO-MANTHONE'

ROA: effetti sulla salute e protezione dei lavoratori

Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro

TAU S.r.l. Linee guida per le automazioni, secondo le nuove norme europee EN , EN ed EN 12453

7.2 Controlli e prove

LA VALUTAZIONE DEL E IL RUOLO DEL TECNICO SICUREZZA LASER

Compiti in materia di sicurezza (SAFETY)

IMPIANTI ELETTRICI & Valutazione del RISCHIO ELETTRICO. Il RISCHIO ELETTRICO. Dal punto di consegna... D.Lgs 81 R.el. - Pagani 1

Controlli e verifiche periodiche della illuminazione di emergenza

Pericoli e danni connessi alla presenza di luce blu

L importanza della conoscenza dell evoluzione normativa e della formazione continua nell ambito della sicurezza

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6

I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO: OHSAS AV2/07/11 ARTEMIDE.

Fattori di rischio fisico le novità

OCCHIALI OCCHIALI SU MISURA CHE COSA C È SULL ETICHETTA

INFORMAZIONE AI LAVORATORI/ UTENTI DEL COLLEGIO. PROCEDURE DI SICUREZZA: RISCHIO CHIMICO dovuto all uso di stampanti e toner

Norme di sicurezza e comportamentali del personale autorizzato a lavorare nei locali adibiti a Camera Pulita

CORSO DI FORMAZIONE PER ADDETTI AI LAVORI ELETTRICI SECONDO NORMA CEI 11-27

APPALTI: da un sistema complesso / a un sistema esperto? ( funziona se c è una integrazione di piani )

rischi in negozio CULTURA DELLA SICUREZZA SUL LAVORO NEL TERZIARIO E NEI SERVIZI

Decreto Interministeriale del Attuazione di quanto previsto dall art. 29 comma 5 del D.L.vo 81/08

Esposizione ad agenti biologici

Misure gestionali per la prevenzione e la protezione contro le esplosioni da polveri

UTILIZZATORI A VALLE: COME RENDERE NOTI GLI USI AI FORNITORI

PIANO DI INFORMAZIONE E FORMAZIONE D.Lgs. 81/08, Artt. 36, 37

Il rischio cancerogeno e mutageno

CONTROLLO INIZIALE E MANUTENZIONE DEI SISTEMI DI RIVELAZIONE INCENDI

AGENTI CHIMICI. MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE NELLE ATTIVITA SALDATURA A cura di : Mariacristina Mazzari e Claudio Arcari

La formazione degli addetti alle attività che comportano esposizione ad amianto

APPUNTI SULLE RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI (R.O.A.)

LA REALTA PIEMONTESE

Corso di formazione Modulo aggiuntivo per Preposti

La sicurezza sul lavoro. Concetti di base e accenni alla normativa vigente

DECRETO LEGISLATIVO 81/2008 NOZIONI DI BASE

Data inizio : Prezzo per partecipante : 400 EUR Località : Da definire

VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI ESPOSIZIONE AD AGENTI CHIMICI

«Gestione dei documenti e delle registrazioni» 1 SCOPO CAMPO DI APPLICAZIONE E GENERALITA RESPONSABILITA DEFINIZIONI...

Seminario su D.Lgs.81/08

La valutazione dei rischi: requisito comune di BS 18001:2007 e D.Lgs. 81/2008

La Qualità il Controllo ed il Collaudo della macchina utensile. Dr. Giacomo Gelmi

MODELLO ORGANIZZATIVO REGIONALE PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO.

Concetti generali in tema di PREVENZIONE e SICUREZZA del lavoro

LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO LUOGHI DI LAVORO RISCHI SPECIFICI AREE ESTERNE. ASPP Università degli Studi di Catania

Il decreto legislativo 494/96. Geom. Stefano Fiori

Azione su un prodotto-servizio NC, per renderlo conforme ai requisiti

Formazione Particolare Aggiuntiva Preposti Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011

COME GARANTIRE UN BUON LIVELLO DI RADIOPROTEZIONE NEL LAVORO?

ƒ Gli standard e la gestione documentale

OGGETTO: Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali

b) attività divulgativa delle politiche di qualità dell ateneo nei confronti degli studenti;

Gli attori della sicurezza

I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA

D.Lgs 81/08 art. 96 c.1. Contenuti minimi del POS in presenza di rischi elettrici

TITOLO III USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE N 3 CAPI - N 19 articoli (da art. 69 a art.

Artt e Allegato VIII Decreto Legislativo N.81/2008

RACCOMANDAZIONE SULLA PROTEZIONE DEI LAVORATORI CONTRO LE RADIAZIONI IONIZZANTI 1

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI Coordinamento Servizi Bibliotecari

Produzione edilizia e sicurezza a.a Lo schema. TITOLO II Luoghi di lavoro

Транскрипт:

VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA Radiazioni Ottiche Artificiali Dr. Riccardo Di Liberto Struttura Complessa di Fisica Sanitaria Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo - Pavia 1

E possibile definire i passi necessari per una corretta valutazione e gestione del rischio da sorgenti ROA. 2

Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA) I soggetti esposti e la valutazione dei rischi Nell ambito della valutazione dei rischi da agenti fisici (art. 181), il DDL valuta e quando necessario, misura e/o calcola i livelli delle radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori. La metodologia da seguire deve rispettare le norme IEC per i laser e le norme CEN e le raccomandazioni della CIE per le radiazioni incoerenti. 3

I soggetti esposti e la valutazione dei rischi Il DDL deve valutare i rischi tenendo conto di: a) Livello, gamma di lunghezze d onda, durata dell esposizione b) Valori limite di esposizione c) Qualsiasi effetto sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultante dalle interazioni sul posto di lavoro tra le radiazioni ottiche e le sostanze chimiche fotosensibilizzanti d) Qualsiasi effetto indiretto come l accecamento temporaneo, le esplosioni o il fuoco 4

I soggetti esposti e la valutazione dei rischi Il DDL deve valutare i rischi tenendo conto di: f) Esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione g) Disponibilità di azioni di risanamento volte a minimizzare i livelli di esposizione h) Informazioni adeguate raccolte nel corso della sorveglianza sanitaria, comprese le informazioni pubblicate i) Sorgenti multiple di esposizione 5

I soggetti esposti e la valutazione dei rischi Il DDL deve valutare i rischi tenendo conto di: i) Una classificazione dei laser secondo la norma IEC pertinente e, in relazione a tutte le sorgenti artificiali che possono arrecare danni simili a quelli di un laser della classe 3B o 4, tutte le classificazioni analoghe. j) Le informazioni fornite dai fabbricanti delle sorgenti di radiazioni ottiche e delle relative attrezzature di lavoro in conformità delle pertinenti direttive comunitarie. 6

Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA) Le misure di prevenzione e protezione Se la valutazione dei rischi evidenzia il possibile superamento dei valori limite di esposizione, il DDL deve mettere in atto un programma di azioni che comprenda misure tecniche e organizzative destinate ad evitare esposizioni superiori ai limiti consentiti. 7

Cosa fare? 8

Mappatura delle attività,delle sorgenti e dei luoghi dove sono impiegate le ROA Valutazione dei livelli di esposizione Confronto con i limiti di Legge Eventuali azioni correttive 9

Mappatura delle attività,delle sorgenti e dei luoghi dove sono impiegate le ROA Valutazione dei livelli di esposizione Confronto con i limiti di Legge Eventuali azioni correttive 10

Mappatura delle attività, delle sorgenti e dei luoghi dove sono impiegate le ROA Mappatura delle attività/processi produttivi: vanno analizzate le singole attività con uso di sorgenti ROA per potere valutare la tipologia di lavoratori coinvolti e la loro effettiva esposizione. E importante acquisire anche i tempi, le distanze e le modalità di esposizione per le sorgenti non coerenti, mentre per quelle coerenti è importante verificare le condizioni ambientali (ad es. riflessioni, etc.) oltre alla CLASSE di pericolosità se sorgenti laser. 11

Mappatura delle attività, delle sorgenti e dei luoghi dove sono impiegate le ROA Mappatura delle sorgenti ROA: vanno individuate le tipologie di sorgenti, le modalità di impiego ed i luoghi in cui sono operanti. E utile acquisire i layout o le planimetrie su cui possono essere indicate. 12

Allo scopo può essere utile rilevare i seguenti dati: Organizzativi 1. Ubicazione della installazione 2. Responsabile della struttura 3. Responsabile locale della sicurezza 4. Nominativo e qualifica del personale addetto 5. Turni di lavoro Tecnici 5. Tipo di impiego 6. Dati di targa della sorgente 7. Lunghezza/e d onda 8. Caratteristiche di emissione 9. Indicazioni del costruttore 10. Conformità a standard tecnici 13

I luoghi di lavoro in cui esiste il rischio di esposizione a ROA ROA Le aree in cui è possibile il superamento dei limiti di esposizione vanno segnalate e, ove possibile, delimitate. Mentre per le sorgenti LASER esiste una segnaletica ambientale specifica, per quelle non coerenti esiste soltanto in caso di radiazioni ultraviolette generate nei processi di saldatura. 14

Valutazione dei livelli di esposizione Per eseguire la valutazione dei livelli di esposizione dei lavoratori nei luoghi di lavoro si possono usare 3 modi. 15

Valutazione dei livelli di esposizione MODO 1 Utilizzare i dati del fabbricante, ove disponibili. Il fabbricante può dichiarare la conformità della sorgente a specifici standard che in alcuni casi possono consentire la giustificazione di non dovere approfondire la valutazione in quanto non vengono superati i limiti di Legge nelle normali condizioni di impiego della sorgente ROA. 16

Valutazione dei livelli di esposizione MODO 2 Utilizzare dati di letteratura sulla sorgente analizzata o su sorgenti analoghe E possibile, cioè, rifarsi a risultati o valutazioni contenute in linee guida, report qualificati, o pubblicati su articoli accreditati da società di riconosciuta valenza. 17

Valutazione dei livelli di esposizione MODO 3 Eseguire valutazioni strumentali dirette sulle sorgenti ROA Considerando la complessità dell esecuzione, le elevate competenze necessarie ed i costi, tale modo è da impiegare nei casi in cui non è possibile reperire alcuna informazione utile sulle emissioni delle sorgenti analizzate. Se eseguite da persone competenti le misure strumentali sono il modo più accurato di eseguire la 18 valutazione.

Confronto con i limiti di Legge I risultati delle valutazioni ottenuti sia dai dati dei fabbricanti, che da dati di letteratura o da valutazioni strumentali, devono essere confrontati con i limiti di Legge. 19

Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA) I valori limite di esposizione (non ci sono valori di azione!) Sono definiti soltanto i valori limite di esposizione per gli occhi e la cute. I limiti di esposizione sono riportati nell allegato XXXVII: parte I per le radiazioni incoerenti parte II per le radiazioni coerenti (LASER) 20

Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA) I valori limite di esposizione Il rispetto dei limiti di esposizione garantisce i lavoratori esposti a ROA dagli effetti nocivi sugli occhi e sulla cute. I limiti sono definiti per: Irradianza (W/m 2 ) Esposizione radiante (J/m 2 ) Radianza (W/m 2 sr) 21

Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA) I valori limite di esposizione La valutazione di queste grandezze richiede una complessa e articolata elaborazione partendo dai dati di misura. 22

Eventuali azioni correttive Nel caso tutti i lavoratori si mantengano al di sotto dei limiti di esposizione in condizioni normali di attività, è comunque necessario eseguire le valutazioni in condizioni di malfunzionamento o in situazioni in cui potrebbe essere superato il limite di esposizione per attività fuori routine (ad es. manutenzioni, etc.) in cui può essere necessario lavorare molto vicini alla sorgente. Nei casi in cui si possano verificare dei superamenti bisogna immediatamente intervenire per la riduzione a conformità. 23

Eventuali azioni correttive Va valutato attentamente l uso di D.P.I. idonei e solo nei casi in cui non si possa schermare prima la sorgente o si possano impiegare misure di sicurezza equivalenti. La formazione degli operatori è necessaria per quelli a rischio di superamento dei livelli di esposizione definiti dalla Legge ma anche per quei lavoratori che si trovano in presenza di sorgenti non giustificabili pur non superando i limiti di esposizione. 24

Radiazione Ottiche Artificiali (ROA) Valutazione dei rischi LASER di classe 3B o 4? NO SI STOP Nessun ovvedimento NO Possibile superamento limiti di esposizione? Nomina Tecnico/Addetto Sicurezza Laser SI Segnaletica Adozione programma correttivo Sorveglianza sanitaria 25

MISURE DI CONTROLLO DEL RISCHIO 26

Dove esiste la possibilità di superare un valore limite di esposizione, il rischio dovrebbe essere gestito applicando una combinazione di misure di controllo. 27

eliminazione del rischio Domanda: la sorgente di radiazioni ottiche pericolosa è realmente necessaria per il lavoro che sto svolgendo? 28

sostituzione dei processi o apparati a rischio Domande: Il livello di emissione (e quindi di rischio) generato dalla sorgente ROA è essenziale o posso impiegare una sorgente meno intensa? Il tempo di permanenza vicino alla sorgente ROA è realmente indispensabile? 29

attuazione di misure tecniche di riduzione e controllo del rischio Domanda: la sorgente ROA è dotata di limitazione dell accesso alla zona a rischio e di sicurezze attive e passive? 30

Domande: adozione di misure organizzative Le zone a rischio sono individuate e segnalate? Esistono delle norme di sicurezza per l impiego della sorgente ROA? I lavoratori sono stati adeguatamenete informati e formati sui rischi specifici, sul corretto impiego della sorgente e dei dispositivi di sicurezza e protezione? La manutenzione è eseguita periodicamente da personale specializzato? Esiste tracciabilità di quanto verificato/effettuato? 31

fornitura di dispositivi di protezione individuale I D.P.I. dovrebbero essere forniti solo quando le misure di controllo tecniche e organizzative non sono praticabili o sono incomplete! 32

Fattori di rischio organizzativi Limitata percezione dei rischi da parte dei lavoratori Parziali conoscenze delle problematiche specifiche di sicurezza da parte dei Servizi di Prevenzione e Protezione in genere con risorse e professionalità limitate Limitata conoscenza della normativa tecnica vasta e articolata Procedure di sicurezza assenti o scarsamente condivise e applicate dai lavoratori Mancanza di formazione specifica dei lavoratori 33

Fattori di rischio tecnici o Assenza di segnaletica di avvertimento o Inadeguatezza dei locali in cui si utilizzano sorgenti ROA o Utilizzo di D.P.I./ indumenti non idonei o Controlli sulle sorgenti/apparecchiature assenti o saltuari o Sistemi di sicurezza non adeguati o mancanti 34

Misure di controllo del rischio (organizzative) Definire adeguate istruzioni operative di preutilizzo e utilizzo delle sorgenti ROA nonché per il corretto impiego dei D.P.I. Definire adeguate istruzioni operative per i casi di esposizione indebita Informare e formare adeguatamente gli addetti e i lavoratori che comunque possono essere coinvolti nella esposizione a ROA. Informare e formare altri UTILIZZATORI (tirocinanti, apprendisti, studenti) Registrare l avvenuta formazione 35

Misure di controllo del rischio (tecniche) Valutare l idoneità degli ambienti di utilizzo (riflessioni, finestre, porte, vetrate di osservazione, etc,) Posizionare adeguatamente la segnaletica di avvertimento fissa e luminosa per delimitare le zone in cui è possibile un superamento dei limiti di esposizione Effettuare un controllo periodico sul buon funzionamento delle sorgenti, dei dispositivi di protezione e di sicurezza Registrare l esito dei controlli 36

Misure di controllo del rischio (tecniche) Effettuare la manutenzione periodica delle apparecchiature con personale specializzato Specificare il vestiario appropriato per ciascuna applicazione ( ove necessario) Dimensionare adeguatamente gli occhiali o le maschere facciali di protezione, ove necessari 37

Misure di controllo del rischio Per i LASER di classe 3B e 4 è obbligatorio nominare il Tecnico Sicurezza Laser (TSL: ambito industriale e ricerca) o l Addetto Sicurezza Laser (ASL: ambito sanitario) 38

I D.P.I. I Dispositivi di Protezione Individuale per le radiazioni ottiche artificiali in alcuni casi possono essere necessari per gli occhi e la pelle (organi a rischio) 39

I D.P.I. per radiazioni incoerenti I D.P.I. per radiazioni incoerenti Per gli occhi devono essere impiegati, se previsti, degli occhiali con caratteristiche idonee a filtrare le lunghezze d onda delle radiazioni ottiche emesse dalla sorgente. Devono essere conformi alla norme UNI EN 169, 170, 171, 172 a seconda delle lunghezze d onda e attività lavorative e marcati sia sulla montatura che sulle lenti 40

I D.P.I. per radiazioni coerenti Per gli occhi devono essere impiegati, se previsti, degli occhiali con caratteristiche idonee a filtrare le lunghezze d onda delle radiazioni ottiche emesse dalla sorgente e a resistere in caso siano colpiti dal fascio LASER o da sue riflessioni. 41

I D.P.I. per radiazioni coerenti Devono essere conformi alle norme UNI EN 207 o UNI EN 208 a seconda attività lavorative e marcati sia sulla montatura che sulle lenti Come devono essere gli occhiali protettivi 42

Precauzioni per gli occhi Come NON devono essere gli occhiali protettivi 43

I D.P.I. Per la pelle può essere necessario l impiego di indumenti idonei a schermare le radiazioni ottiche. In genere il cotone pesante ha una buona efficacia sulle radiazioni non coerenti. 44

I D.P.I. Per le radiazioni LASER bisogna tenere conto della possibile infiammabilità dei materiali impiegabili come indumenti protettivi. 45

Gestione della sicurezza Per le sorgenti non coerenti va valutata la distanza di rischio oculare o cutaneo (Ocular/Skin Hazard Distance) cioè la distanza dalla sorgente oltre la quale non sussiste il rischio di superamento del corrispondente valore limite di esposizione per l occhio o la pelle per una dato tempo di esposizione. In genere viene fornita dal fabbricante della sorgente altrimenti deve essere valutata. Deve essere estesa ad un area che tenga conto dell accessibilità della sorgente nell ambiente di lavoro. 46

Gestione della sicurezza 47

Gestione della sicurezza Per le sorgenti coerenti va valutata la distanza nominale di rischio oculare (DNRO) cioè la distanza dalla sorgente oltre la quale non sussiste il rischio di superamento del corrispondente valore limite di esposizione per l occhio o la pelle (Esposizione Massima Permessa = EMP). In genere viene definita dal fabbricante della sorgente. Deve essere estesa ad un area che tenga conto dell accessibilità della sorgente nell ambiente di lavoro. 48

Gestione della sicurezza Per le applicazioni industriali con sorgenti Laser OEM (Original Equipment Manifacturer) è spesso necessario definire la DNRO dopo l installazione definitiva della stessa ed anche la classe secondo la norma IEC 60825-1. 49

Gestione della sicurezza I confini della ZLC devono essere definiti dal Tecnico Sicurezza Laser o Addetto Sicurezza Laser come parte della valutazione del rischio. Normalmente si fa coincidere con l ambiente in cui è utilizzata la sorgente. In altri casi è possibile individuarla con apposita segnaletica. 50

Gestione della sicurezza Zona Laser Controllata 51

Zona Laser Controllata 52

Zona Laser Controllata 53

Taglio e foratura 54

Taglio e foratura 55

Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA) Quindi, nelle installazioni laser industriali, oltre al rischio diretto di emissioni LASER: va valutato il rischio da emissioni ottiche non coerenti (visibile e UV) spesso associate ai processi di lavorazione e anche molto intense; va valutato il rischio relativo alla emissione di fumi e particolato, durante la lavorazione, che possono costituire un agente di rischio chimico; 56

La segnaletica (LASER) 57

La segnaletica La segnaletica (LASER) Possono essere utilizzati segnali luminosi che vengono accesi durante l utilizzo del Laser. In nessun caso tali segnali devono sostituire quelli non luminosi che contrassegnano gli ingressi alla ZLC. 58

La segnaletica La segnaletica (LASER) Possono essere utilizzati segnali luminosi che vengono accesi durante l utilizzo del Laser. In nessun caso tali segnali devono sostituire quelli non luminosi che contrassegnano gli ingressi alla ZLC. 59

Occupazione di persone coinvolte in incidenti % incidenti con sorgenti LASER 25,0 20,0 15,0 10,0 5,0 0,0 da Rockwell Industries Tecnici Ricercatori Pazienti Medici Studenti Spettatori fonte: Rockwell Laser Industries peratori di spettacolo Piloti anutentori 60

Sorgenti LASER più comuni negli incidenti Diodo Altri Vari da Rockwell Industries Rubino He-Ne Dye % sorgenti coinvolte CO2 Argon Nd:YAG Dr. 0R. Di Liberto 10 Servizio 20 di Fisica Sanitaria 30 40 61

Cause principali di incidenti Esposizione oculare improvvisa durante operazioni di allineamento Scarso utilizzo di protezioni oculari anche se disponibili Malfunzionamenti delle apparecchiature che provocano esposizioni indesiderate Interventi tecnici impropri sui generatori di alta tensione (shock elettrico e anche morte) Sistemidiprotezionerelativiairischicollaterali spesso non adeguati Interventi tecnici di riparazione non adeguati Scelta inadatta degli occhiali di protezione o difetti intrinseci degli stessi 62

La segnaletica (non coerenti) 63

La segnaletica (non coerenti) Dal 2009 è quella che i fabbricanti devono apporre sulle sorgenti o macchinari che le contengono. Una possibilità è di impiegarla anche come segnaletica ambientale con delle specifiche circa la sorgente 64

La segnaletica (non coerenti) Esempio di segnaletica ambientale per ROA non coerenti Se necessarie protezioni oculari! 65

Grazie per l attenzione. E-mail: r.diliberto@smatteo.pv.it 66