2/2006 ANNO CENTENARIO

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1 2/2006 ANNO CENTENARIO

2 ORARIO SACRE FUNZIONI mese di settembre 8 settembre Natività della Beata Vergine Maria, titolare della chiesa di S. Maria in Via 5-7 Preparazione alla festa. Ogni giorno: 17 settembre Solennità della B.V. Addolorata Patrona principale dell Ordine dei Servi di Maria ore : Corona dell Addolorata 18 S. Messe ore ore : S. Messa parrocchiale ore : S. Messa concelebrata, con la partecipazione della Cappella musicale di S. Maria in Via 27 settembre 750 anniversario del miracolo della Madonna del Pozzo e inizio delle celebrazioni centenarie 1. Preparazione Sabato 23 settembre: Giornata dei malati, con la partecipazione dell Unitalsi. Domenica 24 settembre: Giornata della Famiglia dei Servi di Maria, con la partecipazione di frati, suore e membri dell Ordine Secolare dei Servi di Maria di Roma. Lunedì 25 settembre: Giornata dei bambini. Martedì 26 settembre: Giornata della famiglie della parrocchia. La sera del 26 settembre, ore 21-24: veglia di preghiera con celebrazione dell Eucaristia. 2. Festa della Madonna del Pozzo Mercoledì 27 settembre: SS. Messe ore: 07.30, 08.30, 10.00, 11.00, 12.00, ore 18.30: Recita del Rosario ore 19.00: Solenne concelebrazione eucaristica ore 20.00: Processione per le vie della parrocchia Giovedì 28 settembre: ore 18.30: Incontro Associazioni e gruppi Venerdì 29 settembre: ore 12.30: Pranzo per i poveri della parrocchia Parrocchia S. Maria in Via Via del Mortaro 24, Roma Tel /2/3 Fax Spedizione in Abbonamento postale. Art. 2, comma 20/c legge 662/96 Filiale di Roma

3 Sommario 3 Editoriale 5 Pagina di riflessione mariana 11 Frati dei Servi a S. Maria in Via: p. Lorenzo M. Ferri 15 Vita del santuario Iniziative centenarie: - La Sacra rappresentazione 16 - Inaugurazione dei restauri 18 - Il Concerto mariano 19 Vita della parrocchia - La lectio divina - L incontro con le famiglie 20 - Il catechismo 21 Invito ai devoti della Madonna 22 Omaggio alla Madonna 23 Grazie e favori 24 Settembre: sacre funzioni La Madonna del Pozzo Pubblicazione quadrimestrale del Santuario di S. Maria in Via, Via del Mortaro 24, Roma Anno XLIV, n 2 Maggio-Agosto 2006 Spedizione in Abbonamento postale Art. 2, comma 20/c, legge 662/96 Direttore responsabile Benito Corradini Le offerte si possono far pervenire al Santuario tramite versamento su c/c postale n Autorizzazione del Tribunale di Roma n del Con approvazione ecclesiastica CHIESA DI S. MARIA IN VIA Notizie storiche Nel 995 è menzionata in una bolla di Agapito II. Nel 1063 dà il nome alla regione circostante. Nel 1256, nella notte del 26 settembre, le acque del pozzo nelle stalle del card. Pietro Capocci rigurgitano improvvisamente ed una immagine di Maria vi galleggia sopra. Informato del prodigio, Alessandro IV la fa esporre, partecipando alla processione che la trasporta; il porporato le erige una cappella. Nel 1491 viene restaurata; molti altri restauri saranno eseguiti nel 1716, 1723, 1730, 1758, 1773, 1857, 1899, 1933, Nel 1494 è già menzionata come parrocchia. Nel 1513 Leone X la concede ai Servi di Maria residenti allora a S. Nicola in Arcione. Nel 1541 eredita altare maggiore, campane e lapidi gentilizie della demolita chiesa di S. Andrea ad columnas. Nel 1551 Giulio III l erige in titolo cardinalizio. Nel 1646 il Capitolo vaticano incorona la Madonna del Pozzo. Nel 1729 Benedetto XIII riconsacra il tempio. Il 20 febbraio 1994, Giovanni Paolo II ha fatto visita alla nostra parrocchia. 3

4 Grazie e favori Molti devoti della Madonna del Pozzo ci scrivono per chiedere una preghiera, per ringraziare di un favore ricevuto, per renderci partecipi della loro sofferenza e speranza, per sostenere il nostro bollettino. Ogni sera, al termine della Santa Messa, ci rechiamo processionalmente davanti all immagine della Madonna cantando la Salve Regina, e affidiamo alla materna protezione di Maria gli amici, i benefattori, tutti i sofferenti nell anima e nel corpo che si sono rivolti alla Sua potente intercessione presso Dio. In questi ultimi mesi ci hanno dimostrato la loro gratitudine: Aglianò Alfonso, Siracusa; Alati Mazzacuva Maria, Roma; Asciolla Marco e Massimo, Roma; Attinà Salvatore, Messina; Barbini Anna, Filottrano, Ancona; Bernardi Maria, Genzano, Roma; Bodoni Rinaldo, Milano; Bovini Adina, Collemarino, Ancona; Caltavituro-Santulli Salvatore, Roma; Casaburi Marisa, Napoli; Casadei, Forlì; Cecchini Gabriella, Roma; Certo Giovanni Maria, Termine Cassola, Vicenza; Codiglione Ina, Palermo; Colella Prof. Pasquale, Napoli; De Cecco Maria, Bicinicco, Udine; Di Bello Lidia, Roma; Dieni Giuseppe e Sardella Filippa, Colleferro, Roma; Duma De Giosa Maria, Roma; Egidi Rosa Maria, Montefiore dell Aso, Ascoli Piceno; Filizzola Giuseppe, Morano Calabro, Cosenza; Fortunati Bernardino, Roma; Gaffi Armando, Roma; Gallegati Peroni Anna, Cotignola, Ravenna; Generali Silvia, Roma; Giardini Gianfranco, Vigevano, Pavia; Giovagnoli Roberta, Roma; Grifoni Patrizio, Roma; Guidi Mario, Rovigo; Lancioni Marco, Bologna; Lar Nova Esperança, Matola, Mozambico; La Rosa Giorgio, Roma; Latini Annalisa, Villa S. Giovanni in Tuscia, Viterbo; Loss Ierta, Roma; Malfatti Eugenia, Roma; Masala Maria Grazia, Bonnanaro, Sassari; Mazzerioli Coriolano, Roma; Mulone Antonio, Pisa; Murino Baldassarre, Roma; Oliva Carmela, Ancona; Pancheri Enrico, Trento; Panzacchi Gabriella e Guido, Bologna; Pedrini Maria Pia, Bologna; Petrocelli Stella, Taranto; Pianciamore Andrea, Roma; Pioppi Arrigo, Bologna; Pioppi Guido e Gabriella, Bologna; Pioppi Roberto, Bologna; Porpora Giuseppe, Roma; Principe Rosario, Napoli; Rinaldi Francesca, Roma; Ruolo Graziella, Barcellona, Messina; Russello Micale Melina, Palermo; Russello Sparacino Rosalia, Palermo; Santini Dr. Rinaldo, Roma; Scaccia Giovanni, Foligno, Perugia; Sorrentino Vincenzo, Santo Stefano del Sole, Avellino; Tassinari Gerardo, Cento, Ferrara; Terafina Pasqua, Tuscania, Viterbo; Terzi Dario, Cosenza; Todesco Scarso Clelia, Cresole di Caldogno, Vicenza; Urzi Rosa, Tremestieri Etneo, Catania; Vani Massimo, Roma; Vincolato Giuseppe, Chieti; Viola Franchino, Luzzano, Benevento; Zuccalà Claudio e Nella, Avola, Siracusa. 23

5 - il restauro della grande tela che raffigura il primo miracolo (già iniziato); - restauro mense altare; - cancellata; - pavimento; - balaustre; - lampade votive; - voliere ex-voto; - restauro delle vetrate istoriate e del battistero. Per ogni intervento già abbiamo un preventivo di spesa. Tutti possiamo partecipare con la nostra piccola o grande offerta. Chi ha la possibilità e lo desidera potrà finanziare un singolo intervento, anche in ricordo dei propri defunti. Sulla forma con cui partecipare, ci si potrà rivolgere al parroco o versare la propria offerta sul conto corrente postale n , intestato a Madonna del Pozzo Parrocchia S. Maria in Via. Sono sicuro che ogni devoto della Madonna del Pozzo come ogni fedele della parrocchia sentirà la gioia e l impegno di contribuire a rendere decorosa e accogliente la cappella dove ci rechiamo fiduciosi per pregare, per chiedere, per ringraziare la Madonna Nel mese di settembre 2006, una speciale pubblicazione sulla Madonna del Pozzo riporterà i nomi di tutti gli offerenti. Per tutti i benefattori, vivi e defunti, durante l intero anno 2006, sarà celebrata ogni sabato una S. Messa nella cappella della Madonna alle ora 7.30 a.m e alle ore a.m. A tutti il nostro grazie anticipato il parroco

6 Editoriale Lo spirito delle celebrazioni centenarie Non è infrequente che sfogliando il giornale o ascoltando radio e telegiornale ci si imbatta nella celebrazione di anniversari, quinquennali, decennali, cinquantenari, centenari e persino millenari. Si celebrano per ricordare o, come si preferisce dire oggi, per fare memoria di eventi, che i testimoni superstiti amano rivivere o proporre ai più giovani affinché, a loro volta, non tralascino di tramandare il ricordo. Questo, in generale, è il senso della celebrazione di un anniversario. Nel nostro caso, tuttavia, vorremmo spendere due parole non soltanto sul senso, ma anche sullo spirito che deve caratterizzare la celebrazione del 750 anniversario del miracolo della Madonna del Pozzo. Dicendo spirito, intendiamo riferirci all atteggiamento interiore. Abbiamo più volte ricordato che il pellegrinaggio di devoti che sostano nella cappella della Madonna del Pozzo ebbe inizio nel settembre del 1256 e, da allora, non si è mai interrotto. Non lo hanno fermato le guerre, le epidemie, le carestie, gli anni delle invasioni di Roma da parte di eserciti stranieri. Anzi, nei momenti più drammatici della storia di Roma, questo pellegrinaggio si è fatto più numeroso e implorante. Perché tutto questo? Senza dubbio lo spirito delle celebrazioni centenarie può avere molti volti, ma uno sembra prevalere e attraversare i 750 anni di vita di questo santuario. Chi è venuto a visitare la Madonna del Pozzo, chi si è inginocchiato davanti alla Sua immagine, chi ha pregato ed ha bevuto l acqua del ai nostri abbonati e lettori, ai devoti della Madonna del Pozzo alle loro famiglie e a tutti i loro cari l augurio di un sereno periodo di vacanze estive 3

7 Pozzo, era spinto da una certezza: la certezza di non andare deluso, la certezza di trovare un approdo di speranza, la certezza di poter contare su di una assistenza sicura. Questo spirito, questo interiore atteggiamento, è anche l eredità tramandata dalla teoria interminabile di pellegrini che, oggi, sembrano darci un appuntamento celebrativo nella cappella della Madonna del Pozzo. Non si tratta di una lettura allegorica della storia di questo santuario; si tratta della sua cronaca, del suo diario spirituale. La folla di pellegrini che ci ha preceduto, quest anno prega con noi e noi preghiamo con loro, continuando a formare un catena orante e implorante. Nessuno tra i tantissimi che hanno sostato nella Cappella della Madonna del Pozzo ha usato le stesse parole, ma tutti sono stati animati da un medesimo sentimento di fiducia e di abbandono. Le preghiere recitate in questo santuario, se riunite, potrebbero formare una smisurata antologia di invocazioni nelle quali, meglio che in ogni altra rievocazione, si rispecchia la condizione umana e, soprattutto, la storia del dolore umano. Certamente si rimane colpiti dalle grazie straordinarie attribuite all intercessione della Madonna del Pozzo. Queste grazie, però, non sono soltanto la guarigione da una malattia, ma anche la fiducia ritrovata, il dono ottenuto di accettare la propria situazione anche la più dolorosa, la forza ricevuta di convertirsi al bene e alla verità, la gioia riscoperta della serenità familiare. Le nostre invocazioni sono come la eco di quelle che per 750 anni si sono elevate alla Madonna in questo santuario, dal quale nessuno che vi entri con spirito di sincera devozione può uscirne deluso. Qui davvero suonano di straordinaria attualità le parole di una delle più antiche, forse addirittura la più antica preghiera mariana: Sub tuum praesidium confugimus, Sancta Dei Genitrix; nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus, sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo gloriosa et benedicta (Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio; non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o sempre Vergine gloriosa e benedetta). Racconta l'evangelista Giovanni che Libro dei miracoli. In occasione delle celebrazioni centenarie, stiamo preparando un libro che riporta le grazie, le guarigioni miracolose, i favori ottenuti per intercessione della Madonna del Pozzo in questi ultimi 50 anni ( ). Alcuni di questi fatti prodigiosi sono già stati pubblicati nel Bollettino La Madonna del Pozzo. Invitiamo tutti gli altri devoti della Madonna del Pozzo che hanno vissuto queste straordinarie sperienze di scriverle e farle pervenire in Parrocchia. Nella narrazione non è necessario mettere il proprio nome, se uno non lo desidera. La vostra comunicazione dovrà pervenire entro il 31 luglio Vogliamo tener viva la memoria della singolare presenza accanto a noi della Madonna del Pozzo. 4

8 alle 20.00, dal lunedì al venerdì, nelle settimane comprese tra il 6 e il 29 marzo, dando così maggiore possibilità ai sacerdoti della parrocchia di trovare in casa i membri della famiglia. Inoltre, l avviso indicava giorni e vie della parrocchia. Gli incontri con le famiglie sono stati compiuti dal parroco fra Paolo M. Erthler, dai sacerdoti Servi di Maria fra Cesare M. Antonelli e fra Lourdusamy M. Anthonysamy e dal diacono fra Pietro M. Andriotto. Ogni incontro comprendeva un momento comune di preghiera, la benedizione e lo scambio degli auguri di Pasqua. Al termine dell incontro, ad ogni famiglia è stato lasciato in dono l immagine con annessa Preghiera alla Madonna del Pozzo per le nostre famiglie e un opuscolo dal titolo Signore, insegnaci a pregare!, del quale è autore mons. Angelo Comastri. Questo, oltre al testo del rito della Benedizione della famiglia, riunisce utili riflessioni e preghiere. Quando i sacerdoti non trovavano alcun membro della famiglia da incontrare, veniva lasciato un foglio con su scritto: Un cordiale saluto a tutti voi. Sono passato per incontrare la vostra famiglia. Non avendovi trovato, mi permetto di avvertirvi che, se desiderate incontrarmi, sono a vostra disposizione. Il mio telefono è: Il catechismo Il catechismo è stato regolarmente assicurato da seguenti catechisti: Maria Rosaria Santarpino e il seminarista dell Istituto del Preziosissimo Sangue Biagio Serino hanno tenuto il primo anno di preparazione alla Cresima per cinque bambini, mentre il seminarista dell Istituto del Preziosissimo Sangue Salvatore Soreca ha tenuto il secondo anno di preparazione alla Cresima a sette bambini (tre maschi e quattro femmine). Ai parrocchiani di S. Maria in Via e a tutti i devoti della Madonna del Pozzo Stiamo celebrando il 750 del primo miracolo della Madonna del Pozzo (27 settembre ). Insieme alle iniziative spirituali, caritative e culturali, nel corso dell anno centenario vogliamo restaurare la cappella della Madonna, quale segno della nostra gratitudine verso di Lei che, in questo luogo, fa sentire potente la sua protezione ed elargisce grazie abbondanti. Sono stati programmati vari interventi per custodire, ricuperare e restaurare il patrimonio religioso e artistico della cappella: - il restauro della decorazione pittorica della volta (già iniziato); - la pulitura delle pareti marmoree; - l impianto elettrico e di illuminazione; - impianto idrico e vasca in pietra; - il riordino dell arredo (banchi, sedie, candelabri); 21

9 La lectio divina Anche quest anno, la Lectio divina, è stata condotta, il mercoledì sera, da ottobre a tutto il mese di maggio, dal biblista Servo di Maria prof. Dante Andreoli, docente di Sacra Scrittura presso la Pontificia Facoltà Teologica Marianum. Questa importante iniziativa ha cominciato a dare, nella nostra parrocchia, segni di una maggiore, anche se ancora troppo scarsa, partecipazione. Forse l espressione latina Lectio divina può sembrare ad alcuni di difficile accesso. In realtà, essa indica una forma di catechesi e di meditazione molto semplice. Il Padre Dante, dopo una breve introduzione, legge il testo delle tre letture della Messa della Domenica successiva, poi spiega soprattutto una delle letture e il Vangelo. Ciò permette, ascoltando la Messa della Domenica, di meglio comprendere l omelia del sacerdote. La pratica della Lectio divina riprenderà nel prossimo mese di ottobre. L incontro pasquale con le famiglie Preannunciato in tutti i suoi particolari, l incontro pasquale con le famiglie, ha avuto quest anno alcune caratteristiche particolari. Alla porta della chiesa era stato affisso un avviso che comunicava che tale incontro avrebbe avuto luogo dalle ore Angelo (M. Bedini, 1948). Particolare della volta della Cappella della Madonna del Pozzo. 20

10 Pagina di riflessione mariana Madonna del Pozzo. Origine e senso di un titolo ARISTIDE M. SERRA Nel precedente contributo del prof. Aristide M. Serra si è parlato del pozzo come simbolo della Parola di Dio testimoniata dalle Sacre Scritture del popolo di Israele. In questa seconda riflessione ci accostiamo alla Persona di Gesù come al vero pozzo di acqua viva, in quanto Egli ha rivelato pienamente la Parola Divina che viene dal Padre. II. GESÙ POZZO DI ACQUA VIVA a Sicar, cittadina situata nella regione della Samaria, c'era il pozzo lasciato in eredità dal patriarca Giacobbe a suo figlio Giuseppe (cf. Genesi 33,18-20; 48, 21-22). Un giorno Gesù era in viaggio dalla Giudea alla Galilea. Passando per la Samaria, che sta fra la Giudea e la Galilea, giunge al pozzo di Giacobbe, e lì - stanco del cammino - fa una sosta, seduto sull'orlo del pozzo. Era circa mezzogiorno, quando dalla vicina città di Sicar arriva una donna per attingere acqua. E Gesù si presenta a lei, dicendo: "Dammi da bere" (Giovanni 4,3-7). Stando alle usanze del Gesù e la samaritana al pozzo tempo, non era permesso ad un uomo parlare in pubblico con una donna. Ma Gesù - cercatore insonne di fratelli e sorelle ai quali rivelare il Padre! - rompe le convenzioni e si accosta a questa sorella sul piano della pura umanità, come un viandante assetato, carico di fatica. Da lì ha inizio il dialogo, che prende l'avvio da due elementi materiali, cioè il pozzo e l'acqua che sgorga dalle sue falde. Gesù, tuttavia, passa dalle realtà materiali a quelle spirituali. Così facevano i Rabbini di Israele nel loro insegnamento. E così fa Gesù, "Rabbì... maestro venuto da Dio" (Giovanni 3,2). Nell'intreccio del dialogo con la donna di Samaria lì incontrata, Egli rivela se stesso come il vero pozzo dal quale scaturisce l'acqua viva che disseta per sempre. Ma di quale acqua intendeva parlare Gesù? Diciamolo subito. Partendo dall'ac- 5

11 qua del pozzo di Giacobbe, Gesù portava il discorso sull'acqua viva che è la sua Parola, resa operante in noi dallo Spirito Santo. Quindi: Parola di Gesù e Spirito Santo in simbiosi; agiscono infatti in stretta collaborazione nella persona di ogni discepolo e discepola del Signore. La Parola e lo Spirito fluiscono da Gesù come da un mistico pozzo, da una sorgente spirituale. I. L ACQUA VIVA È LA PAROLA DI GESÙ Questa equivalenza simbolica si ricava dalla espressione che Gesù rivolge alla donna samaritana: «Se tu conoscessi il dono di Dio e colui che ti dice: Dammi da bere, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva» (Giovanni 4,10). Il Dono di Dio di cui parla Gesù è la sua stessa Persona di Verbo Divino fatto carne. Poco prima l evangelista aveva scritto: «Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo Figlio Unigenito» (Giovanni 3,16). La presenza di Gesù in mezzo a noi, come Dono, è l espressione più alta dell amore di Dio-Padre non solo verso il popolo d Israele, ma per il mondo intero. Gesù è venuto fra noi per manifestare compiutamente il volto del Padre. Perciò la sua parola è sempre rivelatrice. Infatti fa conoscere a noi la vita eterna che arde in seno alla Trinità Santa e che è comunicata al mondo. Il momento stesso in cui Gesù dialoga con la donna di Samaria è un tempo di rivelazione. Lo dimostra l accento che l evangelista pone sulla parola di Gesù: «Colui che ti dice... Sono io che ti parlo» (Giovanni 4,10.26). Conversando con lei, Egli solleva per un istante il velo che avvolge il mistero della sua Persona, e si manifesta come il Messia atteso che «annunzierà ogni cosa» riguardante l era nuova, quella definitiva. Al sorgere di questo Giorno e all avvento di quest Ora, il culto perfetto ha come termine la Trinità Santa: adorare il Padre, accogliendo la Parola di Verità del Figlio Gesù, sotto l impulso dello Spirito Santo (Giovanni 4,23-24). Al tempio di pietra (sia di Gerusalemme in Giudea, sia del monte Garizîm in Samaria) subentra il tempio che è la nostra persona. Entro lo spazio interiore delle nostre coscienze avviene l incontro col Dio Padre-Figlio-Spirito, rivelato da Gesù. Questo sublime insegnamento è «l acqua viva» da Lui donata e riversata nel cuore dei credenti. Già la dottrina biblica del Primo Testamento paragonava all acqua la parola che esce dalla bocca del sapiente. Leggiamo nel libro dei Proverbi: «Le parole della bocca dell uomo sono acqua profonda, la fonte della sapienza è un acqua che straripa» (18,4). Ancora: «Come acque profonde sono i consigli nel cuore dell uomo, l uomo accorto le sa attingere» (20,5). E il Siracide afferma dal canto suo: «La scienza del saggio cresce come una piena, il suo consiglio è come una sorgente di vita» (21,13). In linea con il magistero delle Sacre Scritture, il giudaismo assimilava la dottrina dei maestri d Israele ad uno scroscio d acqua che sgorgava dalla loro bocca, quasi fosse una fontana-sorgente-pozzo di acque vivificanti. Mettersi alla scuola di un Rabbino era lo stesso che «bere alla sua acqua». La voce del Cristo Risorto, attesta il veggente dell Apocalisse, «era simile al fragore di grandi acque» (1,15). Non era forse tale anche la voce di Gesù, quando venne a colloquio con la samaritana? Veramente nella sua parola si nascondeva una forza segreta di attrazione. Lo prova il fatto che la donna, dopo aver incontrato la mistica sorgente che è Gesù, abbandona sul posto la sua brocca (Giovanni 4,28); ossia rinuncia alla propria acqua, poiché in Gesù ha trovato «l acqua viva» che la disseta per sempre. «Signore, dammi di quest acqua...», aveva detto a Gesù (Giovanni 4,15). E Gesù accondiscese alla sua richiesta, rivelando 6

12 Vita della parrocchia Il programma del concerto Il M Luigi Ciuffa ha eseguito il seguente programma: FRANZ LISZT ( ), Fantasia e fuga sopra il corale Ad nos, ad salutarem undam (1850); JULIUS REUBKE ( ), Sonata sopra il 94 Salmo (postuma); RAFFAELE MANARI, Studio da concerto sopra la melodia gregoriana del Salve Regina (1928). Folta la partecipazione del pubblico che ha caldamente applaudita l esecuzione. Il concerto mariano Domenica 28 maggio, alle ore 17.15, nella nostra chiesa, la Cappella Musicale di S. Maria in Via ha eseguito un concerto a tema mariano. Dirigeva il Maestro Luigi Ciuffa, docente titolare di Musica Corale e direzione di Coro presso il Conservatorio di Rovigo, Direttore dell Associazione Corale Lorenzo Perosi di Cave, Direttore della Cappella di S. Maria in Via e organista della nostra chiesa. Il pieghevole distribuito ai presenti, oltre al programma, riportava anche una nota sulla nascita e lo sviluppo della Cappella Musicale S. Maria in Via, fondata nel 1944 dal P. Giovanni M. Catena e una nota sull origine della nostra chiesa e santuario. Questo l applauditissimo programma del concerto: CANTO GREGO- RIANO, Gaudeamus; GIOVANNI PIERLUIGI DA PALESTRINA, Jesu! Rex Admirabilis; O bone Jesu; DOMENICO BARTOLUCCI, Regina Coeli; Tota Pulchra; LORENZO PEROSI, O salutaris ostia, Ave Maria; JEAN-MARIE PLUM OSM, Sub tuum praesidium; DOMENICO BARTOLUCCI, Stabat Mater; LORENZO PEROSI, dalla Secunda Missa pontificalis (Kyrie e Gloria). All organo il M Luigi Pastoressa. Della vita della parrocchia nel periodo pasquale vogliamo ricordare tre momenti o aspetti: la pratica settimanale della Lectio divina, l incontro pasquale con le famiglie, il Catechismo. 19 L opuscolo di preghiere lasciato a ogni famiglia dopo l incontro pasquale.

13 con rimozione della cancellata di ferro, la ricostruzione di lacune sulla facciata principale, la pulitura dei paramenti in pietra e mattone, il rifacimento delle decorazioni in finto marmo sul lato di Via del Tritone. Prima del concerto inaugurale, il parroco fra Paolo M. Erthler ha pubblicamente espresso un vivo ringraziamento alla Direzione Generale Fondo Edifici di Culto del Ministero dell Interno, alla Soprintendenza Beni Ambientali e Archeologici di Roma, all Impresa Carlo Picchetta e alla Società Malkasten. Il restauro dell organo La parte più antica dell organo del 1766 è del tirolese Johann Conrad Werle. Nel 1910 Carlo Vegezzi Bossi ha restaurato tutta la cassa espressiva utilizzando parte dell organo antico. Le due cantorie furono donate nel 1925 dal cardinale Patrizio J. Hayes, arcivescovo di New York e titolare della chiesa. Nel 1930 Giovanni Tamburini di Crema ha aggiunto la tastiera del grand organo e ha riformato il sistema trasmissivo applicando le combinazioni aggiustabili. L organo, di 2 tastiere e 27 registri reali, fu inaugurato il 22 novembre 1930 con un concerto dei due Maestri Armando Antonelli e Raffaele Manari. La stessa Fabbrica d organi Comm. Giovanni Tamburini, ora condotta dal nipote Saverio Anselmi Tamburini, negli anni ha curato il restauro completo dell organo installando un nuovo sistema trasmissivo monocavo per la parte elettrica. Roberto Sugaroni di Acquapendente (Viterbo), nel 2005, ha restaurato tutta la decorazione lignea. Sebbene non di grandi dimensioni, l organo è sviluppato in due corpi posizionati l uno sul lato destro l altro sul lato sinistro del presbiterio. Ha i prospetti ad una sola campata di 27 canne formanti 5 cuspidi. Lo strumento ha le seguenti caratteristiche: consolle (mobile a 2 tastiere, 61 tasti ambito do-do), pedaliera concava radiale con 32 pedali ambito do-sol (registri: bordone 16, contrabasso 16, bordone 8, basso 8). Registri: in una fila orizzontale sopra le tastiere: Prima tastiera: 1) principale 16; 2) principale 8; 3) principale secondo; 4) dulciana; 5) flauto; 6) ottava 4; 7) decima quinta 2; 8) ripieno 6 filre; 9) unda maris 8; 10) trombe 8. Seconda tastiera: 11) bordano 8; 12) salcianale 8; 13) principalino 8; 14) viola dolce 8; 15) voce eterna 4; 16) flauto armonico; 17) nazardo 2.2/3; 18) flautino 2; 19) terza 1.3/5; 20) voce celeste 8; 21) coro viole 8; 22) oboe 8; 23) voce corale 8; 24) tremolo; Unione tastiere: 25) grave I; 26) grave II-I; 27) sopra I, 28) sopra II-I; 29) grave II; 30) sopra II; 31) unione I pedale; 32) unione II pedale; 33) sopra I p.; 34) sopra II p. Somieri elettropneumatici a pistoni, mantici 2 a lanterna e 4 a cuneo aggiunto elettroventilatore, canne interne ed esterne due prospetti di 27 canne formanti 5 cuspidi bocche non allineate canne interne con bocche sopra il crivello accordatura a riccio e a finestra. 18

14 se stesso a lei in quanto Messia che insegna le vie di Dio (Giovanni 4,25-26). II. L ACQUA VIVA È LO SPIRITO SANTO DONATO DA GESÙ Abbiamo, a questo riguardo, due serie di testi: la prima annuncia la promessa fatta da Gesù circa il Dono dello Spirito Santo, quale acqua vivificante; la seconda è relativa al compimento di tale promessa. Vediamo le rispettive citazioni tratte dal quarto vangelo. La promessa Due sono i testi conduttori per il nostro assunto. Si tratta di Giovanni 4,13-14 e 7, *Giovanni 4, Gesù dichiara alla donna di Samaria: «Chiunque beve di quest acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna». In questa battuta del dialogo, Gesù spinge lo sguardo in avanti. Parla al futuro: «Io gli darò...». Quale futuro? Sarà l era inaugurata dalla sua glorificazione, dal suo passaggio da questo mondo al Padre. Si profila già l orizzonte dischiuso dalla Pasqua. Lo vediamo su-bito appresso. *Giovanni 7, Il brano è pervaso da un aura solenne e profetica insieme: «Nell ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in piedi esclamò a gran voce: Chi ha sete venga a me e beva; chi crede in me, come dice la Scrittura, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno. Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non c era ancora lo Spirito, perché Gesù non Moretto da Brescia ( ). La samaritana al pozzo. Bergamo, Accademia Carrara 7

15 era stato ancora glorificato». Gesù pronunciò queste parole a Gerusalemme, nel tempio, mentre era in corso la festa dei Tabernacoli o delle Capanne. Essa durava sette giorni, mentre l ottavo finì per diventare una festa autonoma, chiamata gioia della Legge. La solennità si celebrava in autunno, a partire dal giorno 15 del settimo mese ebraico chiamato Tishrî (settembre-ottobre). Alla gioia per la fine della vendemmia e della raccolta degli altri frutti della terra, si sovrappose il ricordo delle tende in cui abitarono gli israeliti nel deserto, dopo essere usciti dalla schiavitù subita in terra d Egitto. In memoria di quell esperienza lontana nel tempo, per tutta la durata della festa la gente viveva sotto le tende o in capanne costruite sulle terrazze delle case o nei dintorni della città (Esodo 23,16; Levitico 23, ; Numeri 29,12-38; Deuteronomio 16,13-17). Tra i riti che caratterizzavano la ricorrenza dei Tabernacoli, vi era la libazione delle acque, praticata in ciascuno dei sette/otto giorni. Al mattino, sul far del giorno, un corteo solenne di sacerdoti scendeva alla fontana di Siloe, e qui uno di loro attingeva tre log o misure di acqua in un recipiente d oro, detto tzlochît, che poteva essere un ampolla-brocca-bottiglia-fiasco... Poi si snodava la processione. Dalla fontana di Siloe si ritornava al tempio, passando attraverso la Porta delle acque, ove il corteo era salutato da un triplice suono di tromba. Giunti al tempio, il sacerdote officiante saliva la rampa a sud dell altare degli olocausti e qui, all angolo sud-ovest, versava l acqua assieme al vino. Con questo rito propiziatorio si invocava dal Signore il dono di una pioggia abbondante, così vitale per il tempo della semina ormai imminente. Quel gesto rituale, però, evocava anche attese profonde, connesse alla salvezza definitiva che il Signore avrebbe concesso al suo popolo. L acqua versata in libazione era considerata come un anticipo figurativo delle acque che sarebbero fuoriuscite dal tempio descritto nella celebre visione di Ezechiele (47,1-12). Oltre a questo passo, assai noto, altri testi biblici erano meditati in relazione con la festa dei Tabernacoli. Ciò avvenne per Numeri 21,17 («Sgorga, o pozzo...»), per Gioele 4,18 («In quel giorno... una fonte zampillerà dalla casa del Signore»), per Zaccaria 14,8 («In quel giorno acque vive sgorgheranno da Gerusalemme...») e per Isaia 12,3 («Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza»). E v è di più. L acqua versata dalla brocca-bottiglia in occasione della festa dei Tabernacoli richiamava il pensiero al ritorno delle acque primordiali della creazione, quelle del paradiso delle origini (Genesi 2,10-14). Come dicevamo nell articolo precedente, si credeva che il Messia, a somiglianza di Mosè (Numeri 21,16-18), avrebbe provveduto anche lui un pozzo di acque vive alla sua gente. Quel dono era atteso come la sintesi delle benedizioni che il Signore avrebbe elargito in pienezza a Israele, popolo dell Alleanza. Rimessa nel suo contesto liturgico originario, la proclamazione di Gesù citata sopra, balza viva e attualizzante. Siamo nel giorno conclusivo della festa dei Tabernacoli: un giorno grande! In evidente allusione al rito dell acqua, Gesù ne svela il senso racchiuso. Due tratti descrittivi concorrono a evidenziare l importanza della sua parola. Egli «si leva in piedi»: assume, cioè, una posizione magisteriale, tipica di colui che insegna in maniera autorevole. E poi «grida a gran voce»: ossia rivendica a sé la funzione del profeta che sta per trasmettere una rivelazione importante da parte di Dio (cf.giovanni 7,20). Quale rivelazione? Quando sia giunta l Ora della sua glorificazione, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno, vale a dire dall intimo della sua stessa Persona, per abbeverare i credenti in lui. Questo evento di salvezza è con- 8

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