SATANA E IL MYSTERIUM INIQUITATIS

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1 Renza Giacobbi SATANA E IL MYSTERIUM INIQUITATIS L IDENTITA DI SATANA PARTENDO DALLA GENESI RIVELATA A DON GUIDO 1

2 PREMESSA È importante che il lettore di queste pagine abbia già letto il libro GENESI BIBLICA di don Guido Bortoluzzi, altrimenti tutti i riferimenti gli saranno incomprensibili. Il libro GENESI BIBLICA può essere scaricato gratuitamente dal sito genesis.org o richiesto in versione cartacea all indirizzo di posta elettronica o al numero telefonico Tutte le citazioni riguardanti la Genesi sono prese dalla Bibbia tradotta dall Arcivescovo di Firenze Mons. Antonio Martini vissuto a metà del sec. XVIII, commentata da padre Marco Sales ed edita nel 1938, perché questa è la Bibbia scelta dal Signore stesso durante la rivelazione. La finalità di questo lavoro di ricerca è volta a suscitare in persone più qualificate e più istruite di me una ricerca approfondita su questi temi. Questo lavoro resta solo una proposta, un ipotesi che attende umilmente di essere verificata dalla Chiesa. ALCUNE NOZIONI PROPEDEUTICHE PARTENDO DALLA GENESI 1 Perché possiamo credere che la rivelazione avuta da don Guido Bortoluzzi è verità Ciascuno di noi di fronte ad una rivelazione si pone il problema della sua autenticità. Per capire se una rivelazione viene dal Cielo o è frutto di autosuggestione o, peggio, di cattiva ispirazione, possiamo usare vari criteri. Nel nostro caso abbiamo la certezza assoluta che questa rivelazione è degna di fede per i seguenti motivi: perché è stata predetta molto tempo prima da più fonti autorevoli e poi si è realizzata, perché i contenuti della rivelazione sono al di sopra della capacità e della volontà umane, perché questi contenuti non contraddicono ma spiegano e integrano le Scritture e perché questi si stanno dimostrando veri anche in campo scientifico. Quando Dio vuole testimoniare un evento eccezionale come opera Sua, lo fa attraverso una o più predizioni. Ha fatto così quando ha annunciato la venuta di Gesù. Anche le apparizioni di Mejugorie sono state preannunciate nel 1980 da Gesù al veggente monfortano padre Luka Cirimotic, fondatore del Movimento Consecratio Mundi. Gesù, in quel caso, lo ha invitato a recarsi dal vescovo di Mostar per dirgli che Sua Madre, la SS. Vergine Maria, sarebbe apparsa entro un anno in quella diocesi. E, dopo quattro mesi apparve realmente. La stessa cosa è avvenuta per le rivelazioni ricevute da don Guido fra gli anni 1968 e 74 che gli furono preannunciate quasi mezzo secolo prima da questi autorevoli veggenti: nel 1922 da San Giovanni Calabria alla presenza del Rettore del seminario di Feltre, nel 1930 dal beato padre Matteo Crawley alla presenza del Rettore del seminario di Belluno, nel 1932, alla vigilia della sua ordinazione, dal suo padre spirituale mons. Gaetano Masi e, 2

3 qualche anno più tardi, dalla beata Teresa Neumann quando don Guido era già sacerdote. Come se ciò non bastasse, per tranquillizzare e confermare don Guido stesso dell origine soprannaturale delle sue visoni, il Signore gli diede due prove significative: la prima a soli dieci anni, quando assistette in spirito all apparizione della Madonna ai tre fanciulli a Fatima e al fenomeno del sole il 13 ottobre 1917; la seconda a 38 anni, quando nel 1945 ebbe la visione nei minimi particolari della catastrofe del Vajont, catastrofe che poi si sarebbe realmente verificata 18 anni più tardi, il 9 ottobre del A questi fatti possiamo aggiungere la testimonianza di Papa Albino Luciani che, nel suo primo discorso pubblico da Papa, affermò che per l uomo Dio è padre e madre. Questa frase biblica don Guido l aveva riferita a Mons. Albino, Patriarca di Venezia, poco tempo prima che questi fosse eletto Papa, come resoconto della rivelazione che egli aveva ricevuto. Don Guido intendeva metterla in relazione alla creazione dell Uomo, perché Dio aveva formato lo zigote con la creazione dei necessari gameti maschile e femminile. Ma il novello Papa la citò con significato più esteso che abbracciava anche la sfera affettiva e spirituale dell uomo stesso. Questa frase aveva un intento d intesa per entrambi: Papa Luciani voleva dimostrare a don Guido di aver creduto alla rivelazione che egli aveva ricevuta poiché lui stesso aveva avuto conferma della veridicità della predizione di padre Matteo Crawley che si era attuata con la sua recente elezione a Papa. Infatti, condiscepoli nel seminario di Belluno, Giovanni Paolo I e don Guido avevano avuto una forte esperienza comune che li legava: quella di quando, studenti nel lontano 1930, padre Matteo Crawley predisse ad entrambi il progetto di Dio su di loro: al chierico Guido disse che da anziano avrebbe avuto delle rivelazioni sui passi oscuri della Genesi, e al seminarista Albino che sarebbe salito ai più alti gradi della scala ecclesiastica: predizione che in quel momento per Mons. Albino Luciani si era avverata. Motivo ancor più chiaro per credere che quanto don Guido ci ha riferito non è frutto di autosuggestione ma di autentica rivelazione è che questa rivelazione era stata annunciata addirittura da S. Paolo nella Lettera ai Romani (8, 19-21) dove scrive che La creazione intera attende con impazienza la rivelazione dei Figli di Dio. La Bibbia la chiama manifestazione, ma preferirei definirla rivelazione perché non si tratta di una apparizione, bensì di una rivelazione che ha per tema principale la conoscenza dei Figli di Dio. Anche per questa autorevole predizione la Genesi scritta da don Guido può essere considerata degna di fede. 2 Una nuova rivelazione per spiegare i punti oscuri della Genesi 3 Se il Signore ha ritenuto opportuno ridare dopo oltre tremila anni una nuova rivelazione sugli stessi temi della creazione dell universo e dell origine dell uomo già dati a Mosè (infatti la Madonna al 48 ha detto: È UNA RIVELAZIONE COME A MOSÈ ), è perché qualcosa di sostanziale della Genesi era andato perduto nei secoli e il senso profondo era stato perso. Infatti il Signore si è espresso così: QUESTA È UNA RIVELAZIONE REALISTICA DELLE COSE, RACCONTATE E NON, NEL LIBRO CHE TIENI IN MANO (la Bibbia) ( 49). Non più metafore e allegorie, dunque, ma il racconto di fatti concreti. Noi sappiamo che a causa di ovvie mutilazioni avvenute nel tempo e di allegorie difficili da interpretare, nella Genesi mosaica vi sono molte espressioni criptate che lasciano il lettore nello sconcerto e nella più profonda incomprensione. Prendiamo ad esempio il sesto Capitolo in cui si parla dei Figli di Dio come se l Autore si rivolgesse a chi già conosce la loro identità. Nulla nella Bibbia, invece, ci viene in aiuto sulla comprensione della loro origine. Non parliamo, poi, di tutto il simbolismo del terzo Capitolo in cui si parla del serpente, dell Albero della Vita Questo capitolo è veramente un rebus, anzi, direi impossibile da interpretare per chi non conosca già la Genesi rivelata a don Guido.

4 Per tutti questi motivi il Signore ha voluto riportare alla luce la semplicità dei fatti e, per spiegare i suoi punti oscuri, ha dovuto attendere più di tremila anni perché l umanità fosse in grado di comprenderne anche i risvolti scientifici, primo fra tutti quello genetico che è strettamente legato a quello teologico. C è anche da precisare che tutta la Scrittura dell Antico Testamento tratta unicamente la storia dei figli degli uomini. Sebbene nomini i Figli di Dio nel 6 capitolo, ignora quasi totalmente la loro esistenza e la loro storia. Anzi, sebbene si elenchino le due genealogie derivate da Adamo, quella di Caino, capostipite dei figli degli uomini al capitolo 4, e quella di Seth, capostipite di quella dei Figli di Dio al capitolo 5, non vi è alcun chiarimento sulla loro diversità. Anzi, solo alcuni commentatori più intuitivi, come padre Marco Sales, hanno messo in relazione i Figli di Dio con i discendenti di Set e i figli degli uomini con i discendenti di Caino. Tuttavia le due distinte dinastie vennero, erroneamente, messe sullo stesso piano. Perciò, sta a noi ora far luce alla Genesi mosaica attraverso ciò che ci è giunto da questa rivelazione. Scopriremo, infatti, non solo che la differenza fra le due discendenze di Adamo è radicale, ma anche che le due rivelazioni, quella mosaica e quella ricevuta da don Guido, si integrano e si completano a vicenda. 3 Da sempre Dio guida il Suo popolo alla comprensione della Scrittura 4 Dio è un Padre amoroso verso i Suoi figli. Durante il lungo cammino di conoscenza, Egli si è sempre chinato sul Suo popolo per istruirlo e guidarlo attraverso i Suoi profeti. Sarebbe incomprensibile che dopo l Antico e Nuovo Testamento Egli avesse mantenuto un ruolo di silenzioso spettatore. I carismatici che hanno ricevuto in tutte le epoche e in tutte le nazioni la Sua Parola, e che la ricevono tuttora, sono numerosissimi, solo che non vi poniamo attenzione. Sono semplicemente ignorati. Ma Dio parla da sempre all uomo. Il fedele che voglia arricchire la sua conoscenza ha solo da dedicarvisi. Perciò tratterò questi temi raccogliendo alcune di queste testimonianze che sono preziosissime alla comprensione della Sacra Scrittura. I Libri Sacri della Bibbia sono come le fondamenta di una casa. Segnano le basi della conoscenza e della verità. Su queste fondamenta Dio costruisce la casa, alzando le strutture e riempiendo i vuoti. Tutto è in armonia secondo il Suo Progetto. Non tutto poteva essere spiegato fin dall inizio se Gesù nel Vangelo di Giovanni afferma: Avrei ancora molte cose da dirvi, ma per ora non siete in grado di portarne il peso (Gv 16,12). Segno che ne sarebbero seguite delle altre. Quando Dio si china su un Suo profeta, si adegua, da perfetto Maestro, al suo livello di comprensione, al suo desiderio di conoscenza, alla cultura del suo contesto sociale. Gesù ha detto che per Lui non esistono differenze fra rivelazioni private e pubbliche. Tutte sono rivolte a tutti, anche quando rispondono a questioni personali. Il compito di un fedele è di ricercare tutte le rivelazioni e controllare se sono in armonia con le Sacre Scritture. Se non le contraddicono, ma le completano o le illuminano, vanno accolte. Mettere in relazione le une alle altre è compito della Chiesa e di ciascun fedele. Questo è quello che io ho cercato di fare nei limiti delle mie capacità. Riguardo a questa ricerca, mi sono concentrata solo su quelle rivelazioni che sono maggiormente conosciute e che non pongono problemi di credibilità e autenticità, come ad esempio quelle donate a Maria Valtorta. Per cui mi sono attenuta a questo principio: tutto quello che non collima con le Sacre Scritture o con la rivelazione data a don Guido o alla Valtorta, lo trascuro. Ma ce ne sono altre di validissime che potrebbero essere citate. Per questo, nel mio lavoro di ricerca, citerò solo queste tre fonti. È chiaro che ovunque esse diano luce ad un passo qualsiasi della Bibbia, poiché sono spiegazioni del Signore stesso, prenderò queste come arricchimento.

5 La rivelazione data a don Guido è la chiave di lettura non solo della Genesi, ma di tutta la Bibbia. Essa ha la capacità e il merito di rendere comprensibili brani che prima erano considerati oscuri. Apre le porte a moltissimi temi che, per la loro difficoltà d essere compresi, non venivano accettati. In particolare possiamo citare la creazione delle specie che, ignorandola, lascia campo aperto all evoluzionismo e quindi all eresia. Riguardo al peccato originale, un problema serio che mi ha dato non poco turbamento in passato è stato l aver letto ne L Evangelo come mi è stato rivelato di M. Valtorta come Gesù avesse responsabilizzato Adamo ed Eva allo stesso modo. Superai questo scoglio quando compresi che Gesù non avrebbe potuto dire alla Valtorta quello che disse a don Guido qualche decennio dopo perché il contesto culturale non era lo stesso. Infatti, mentre la Valtorta aveva il compito di riportare la sana dottrina sul tema delle origini (la monogenesi della specie umana creata nella sua massima perfezione) in vista del Concilio Vaticano II, e quindi doveva attenersi a ciò che era conosciuto senza anticipare delle affermazioni senza una spiegazione adeguata, al tempo della rivelazione di don Guido la scienza era già arrivata alla conoscenza del DNA. Perciò solo con don Guido il tema del peccato originale poteva essere affrontato in modo adeguato. È la prova che l insegnamento di Gesù si sviluppa per gradi. Quindi, in questa ricerca mi avvarrò solo dell Antico e Nuovo Testamento e di quei brani della Valtorta che confermano la rivelazione data a don Guido. 4 La creazione mediata Un tema importantissimo di questa rivelazione spiega in modo dettagliato come Dio abbia creato ogni specie, compresa quella umana perfetta detta dei Figli di Dio. In sintesi, per ogni specie Dio creò entrambi i capostipiti, prima la femmina e poi il maschio, allo stato di prima cellula o zigote. In particolare, per la specie umana, Dio creò invece prima l Uomo, poi la Donna perché l Uomo doveva essere il capostipite della sua discendenza e perché la Donna fosse protetta durante l infanzia. E, per farli crescere durante la gestazione fino alla nascita e nutrirli successivamente nei loro primi anni, Dio usò, come incubatrice, l utero di una femmina di una specie già esistente, quella degli ancestri: una specie di scimmie più evolute e a stazione eretta. Questa femmina, creata appositamente da Dio a metà strada fra la specie ancestre (con 48 cromosomi) e quella umana (con 46 cromosomi), come ci ha spiegato questa nuova rivelazione che invito ad andare a rivedere al sito genesis.org, era cromosomicamente idonea al suo ruolo (con 47 cromosomi) e geneticamente compatibile con i Figli di Dio. Callidior erat (Gn 3,1), cioè la più astuta perché psichicamente più evoluta fra tutti gli animali della sua famiglia e fra tutti gli animali in genere. Non aveva però l uso della parola. Dio usò questa femmina come supporto alla Sua creazione creando nel suo utero i gameti per il concepimento dei primi due Figli di Dio. Ma, ricordiamolo, nessun gene passò da questa femmina all Uomo e alla Donna: solo il nutrimento. Quindi i Figli di Dio derivarono, ma non discesero da questa femmina. Questa rivelazione ci rivela, inoltre, la natura dei Figli di Dio, ossia dei discendenti legittimi e geneticamente puri di Adamo e della Donna come Abele e Set, creati con somma perfezione e allo stato definitivo, ovvero non in evoluzione. 5 Il peccato originale fu un peccato di ibridazione della specie umana 5 Ma il Progetto di Dio venne alterato quando l Uomo, divenuto adulto e conscio delle sue facoltà riproduttive, infranse l unico comandamento datogli da Dio che diceva: Ogni specie

6 6 si moltiplichi secondo la propria specie. Egli, con superba autosufficienza, volle conoscere, nel senso biblico di avere rapporti generativi, quella stessa femmina preumana dalla quale erano nati lui stesso e, dopo 16 anni, la prima Donna. Vedendo che aveva dato due bei frutti, lui e la Donna, Adamo si illuse che essa fosse una buona fattrice. Il piano per rendersi indipendente da Dio e generare una sua personale discendenza passava dunque attraverso di lei. Ma fu un calcolo sbagliato perché non conosceva le leggi dell ibridazione studiate da Mendel. Da quel rapporto, avvenuto questa volta senza il concorso creatore di Dio, nacque il figlio della disobbedienza: Caino, un ibrido. Fu così che un ramo dell umanità si corruppe biologicamente e spiritualmente e i loro discendenti ibridi vennero chiamati figli dell Uomo (cioè figli di Adamo) e non più Figli di Dio. E poiché la Bibbia chiama Eva colei che fu la partner di Adamo nel peccato originale, anche don Guido chiama Eva la partner di questo peccato. Ma poiché questa partner non apparteneva al genere umano, va da sé che la prima vera Donna ne risulta innocente. La femmina che tentò Adamo a commettere il peccato originale non fu, dunque, la prima Donna, ma quella femmina ancestre che la Bibbia chiama Eva. Evidentemente nella Genesi mosaica c è stata fin dagli inizi una sovrapposizione di queste due identità femminili e questo ha generato confusione. Eva, infatti, è quella femmina che illuse effettivamente Adamo di farsi una propria discendenza al di fuori del Progetto di Dio! È quella che, in quanto animale e spinta dal suo estro naturale, lo tentò e lo portò a commettere questo peccato, che non fu tanto di lussuria, ma un peccato ben più grave: quello di voler imitare Dio per crearsi un umanità propria dalla quale Dio fosse estromesso. Adamo volle competere con Dio. Eva è anche quella che la Bibbia chiama la madre di tutti i viventi perché è stata sia la madre-in-affitto dei primi due Figli di Dio, sia la madre biologica della discendenza ibrida di Adamo, detta dei figli degli Uomini. E poiché i Figli di Dio col passare del tempo si sono estinti sulla Terra, Eva è diventata la madre naturale di tutta l odierna umanità, ossia di tutti gli uomini. Eva, dunque, è un epiteto, un soprannome che significa madre di tutti gli uomini o madre di tutti i viventi. Non è un nome proprio, anche se noi siamo abituati a usarlo come tale. Eva è la femmina che la Tradizione ebraica chiama Lilith e che il capitolo 3 della Genesi chiama eufemisticamente serpente. Serpente è un altro soprannome di Eva. Eva fu, in senso temporale, la prima moglie, per così dire, di Adamo. O meglio, fu la sua partner per una sola volta, quella in cui Adamo commise il peccato originale. Perciò, compresa l identità e il ruolo delle due figure femminili, Eva e la prima Donna, esse sono le capostipiti femminili delle loro discendenze che fanno entrambe capo ad Adamo. A questo punto il versetto 6,1 diventa chiaro. Esso recita: Avendo gli uomini (i discendenti di Eva) cominciato a moltiplicarsi sopra la terra e avendo avuto delle figlie, i Figli di Dio (i discendenti della Donna), vedendo che (alcune) delle figlie degli uomini erano belle, presero per loro mogli quelle che fra tutte a loro piacquero. Diventa così chiarissimo anche il versetto 3, 15 che dice: Porrò inimicizia fra te (Eva) e la Donna, fra il tuo seme (la discendenza di Eva) e il seme (la discendenza) di lei (della Donna, discendenza riferita a Gesù). Tu (Eva) le insidierai il calcagno ed Ella (la Donna) ti schiaccerà la testa. Con esso si comprende con più ampiezza tutta l economia redentiva attraverso il riscatto compiuto da Gesù Salvatore, Figlio di Dio, della discendenza ibrida di Adamo e di Eva, quella detta dei figli (naturali) dell Uomo, e poi rinominata dei figli degli Uomini a seguito dei successivi connubi promiscui dei Figli di Dio con le figlie degli uomini. Di contro, i discendenti legittimi dell Uomo e della Donna, la vera Donna che Dio aveva messo accanto all Uomo come legittima sposa, vennero chiamati nella Bibbia i Figli di Dio perché voluti da Dio il Quale donava a ciascuno di loro, fin dal loro concepimento, il Suo Spirito.

7 6 La Genesi non è un mito Nella rivelazione ricevuta da don Guido Bortoluzzi gli eventi sono chiari, inconfutabili: in essa sono superati gli equivoci e i giochi di parole dello stile allegorico. La storia delle origini, ora semplice e logica, non ha più nulla di mitico, come alcuni studiosi degli scritti mosaici avevano sostenuto, ma è un racconto reale, e potremmo dire in certo modo storico, perché ci fa prendere conoscenza dell era in cui fu creato l Uomo e del luogo, l odierna Mossul, ove ciò avvenne. Questa rivelazione è indispensabile per comprendere chi siamo noi, figli degli uomini, e da dove siamo venuti. Risponde a tutti i nostri interrogativi esistenziali. Ma per capire a fondo la nostra realtà, dobbiamo prima passare attraverso la conoscenza dei Figli di Dio. La conoscenza che ne deriva è fonte di seria meditazione per il lettore e, in molti casi, motivo di conversione quando comprende che la sua natura ha inevitabilmente tendenze animali derivate da Eva, mentre il fine della vita è un tendere continuo verso l originaria perfezione. Molti sono infatti coloro che dopo questa lettura hanno aperto la loro mente e il loro cuore alla contemplazione della Misericordia di Dio e hanno dato un senso alla loro esistenza. Queste novelle conversioni affermano che questa conoscenza ha cambiato la loro vita perché l ha motivata. Sostengono di averne tratto grande beneficio, specialmente nella preghiera, nella frequentazione dei Sacramenti e nelle proprie relazioni con il prossimo. Don Guido è riuscito a trasmettere al lettore la sua tolleranza, in quanto l uomo non è spesso colpevole del suo stato e anche della sua poca fede. Sebbene questa rivelazione non sia ancora approvata ufficialmente dalla Chiesa, non vi è motivo per non riconoscerla valida e degna di approfondimento. Sono certa che il suo riconoscimento avverrà e nemmeno in tempi molto lontani. Dalla consapevolezza della nostra doppia natura, originata dall incrocio di due specie pure, nascono molte nuove considerazioni che interessano tutte le scienze umane: antropologiche, biologiche, mediche, etiche, morali e teologiche. 7 I Figli di Dio 7 La Bibbia dice che dopo l Uomo e la Donna Dio non creò nuove specie. Tuttavia abbiamo visto nella Bibbia che spesso Dio è intervenuto successivamente con la creazione di nuovi gameti in donne sterili. In ciò non vi è alcuna contraddizione perché altro è creare una nuova specie, altro è immettere gameti nuovi della specie precedentemente creata in donne sterili. Anche quando guarisce Dio crea cellule integre che vanno a sostituire quelle malate. Non trasforma quelle malate, ma le elimina e le sostituisce con una nuova creazione. Questa affermazione sembra provocatoria o quantomeno arbitraria. Invece è la constatazione di un miracolo al quale ho avuto la grazia di assistere in prima persona. Una mia amica, durante una S.Messa di guarigione celebrata da padre Tardif in un convegno del Rinnovamento dello Spirito a Rimini nell 87, ha avuto l annuncio della guarigione di un tumore epiteliale all ultimo stadio. Nelle successive 24 ore la poveretta ha eliminato con una sudorazione impressionante tutte le cellule malate, con febbre e forti dolori alla schiena e ha bevuto quantità impressionanti di acqua. All improvviso, completato questo processo di rinnovamento, si è sentita benissimo: era guarita! I referti medici hanno dichiarato, malgrado l incredulità dei medici stessi, la completa guarigione. Perciò constatai che la guarigione era avvenuta lentamente e con l eliminazione delle cellule malate e con la sostituzione di nuove. Ma la guarigione può avvenire anche con un atto istantaneo. Questo è accaduto a me durante una S. Messa di Guarigione a Trento celebrata da padre Pat Collins nel Da un ventennio soffrivo di forti dolori alla schiena per una caduta che mi aveva procurato uno

8 spostamento vertebrale. All improvviso, durante la sua preghiera d intercessione, il dolore mi è completamente passato e da quel momento ho potuto camminare diritta. Ho dedotto, perciò, che le modalità usate da Dio sono infinite: una diversa per ciascun caso. Ritorniamo alla Genesi. Dio aveva creato l Uomo e la Donna perfetti. E la Bibbia dice che fu l ultima creazione: nel così detto il sesto giorno. Tuttavia il Signore stesso definì la specie umana ibrida UNA NUOVA SPECIE, e definì l uomo ibrido QUESTO ANIMALE DELLA NUOVA SPECIE ( 245). Parrebbe quasi una contraddizione, poiché l ultima creazione di Dio era stata la specie umana perfetta, ma non è così perché questa nuova specie non è stata creata da Dio, ma fu opera dell Uomo. L aver definito l uomo ibrido un animale, sia pure, entro certi limiti, intelligente, è la sintesi del salto deteriorativo determinato dalla caduta causata dal peccato originale. Su questo punto c è molto da riflettere. È bene allora chiarire quali sono le prerogative e le differenze fra le due specie, quella dei Figli di Dio e l altra, quella ibrida, o animale, dei figli dell Uomo(-Adamo), detta anche dei figli degli Uomini. Gli Uomini scritti con la U maiuscola sono quei Figli di Dio che, come dice il cap. 6 della Genesi mosaica, presero per moglie delle discendenti di Caino generando a loro volta dei figli ibridi (scritto con la f minuscola) nati da questo secondo peccato simile al peccato originale. Per poter avere una completa comprensione dell identità dei figli degli Uomini (ossia di noi stessi in quanto loro discendenti), dobbiamo anzitutto chiarire che cosa ci distingue dai Figli di Dio. I Figli di Dio erano gli Uomini creati da Dio perfetti in ogni loro dimensione: fisica, intellettiva e spirituale. Essi discendevano da Adamo e dalla prima Donna. Appartenevano al ramo legittimo di Adamo. Sopravvissero nei secoli se, all inizio del 6 capitolo della Genesi mosaica, si parla di loro al plurale. Sappiamo anche, dal capitolo 5 della Genesi e dalle rivelazioni di Gesù alla Valtorta, che l ultimo Figlio di Dio fu Noè e che con lui la stirpe perfetta di Seth si estinse sulla Terra. I Figli di Dio nulla avevano a che fare con gli uomini attuali, decaduti, sviliti, limitati a causa del peccato originale. Nemmeno i redenti, che in virtù dell adozione a figli adottivi di Dio possono partecipare alla Vita dello Spirito, possono paragonarsi a loro. Abbiamo visto nella rivelazione data a don Guido che la loro persona era assai diversa dalla nostra. Al di là di una statura imponente (250 cm), armoniosa, atletica, bellissima, essi avevano una mente assai più aperta, pronta e intelligente della nostra. Non solo: essi erano dotati per loro natura dei dono preternaturali e soprannaturali e, in primo luogo, dello Spirito di Dio in quanto Figli legittimi di Dio. Sempre dalla rivelazione data a don Guido, abbiamo appreso che Adamo aveva come simbolo un grande Omega d oro ( 155-6) a mo di sigillo incastonato su una virtuale striscia nera che gli passava davanti ai genitali. Perché è da lì che si attuò il peccato originale. 8 L Omega 8 Cosa significasse questo simbolo d oro lo capiamo se lo contrapponiamo all Alfa ( 66 e seguenti). DISTINGUI I DUE CONCETTI (l Alfa e l Omega) aveva detto il Signore. Merita che qui riportiamo in sintesi la riflessione di don Guido: Quell Omega era in contrapposizione all Alfa : l Alfa era il Creatore, pronunciato (dal Signore) e scritto (nella visione) come al neon al principio della creazione. L Alfa : lo Spirito Puro, l Assoluto, la Forza Creatrice Prima, che è Dio; l Omega : il primo Uomo e la prima Donna e i loro discendenti puri, dotati pur essi di Spirito, quello Spirito che è della stessa Sostanza del Padre, perché l Uomo e la Donna sono Figli legittimi di Dio. Perciò spiritualmente simili a Lui.

9 9 È da attribuirsi a Loro, e non a noi, la frase della Bibbia che dice che Dio creò l Uomo a Sua immagine e somiglianza. Noi, eredi del peccato, non siamo né a Sua immagine né a Sua somiglianza perché la nostra psiche è rimasta deteriorata perdendo così l immagine di Dio e abbiamo perduto lo Spirito, la somiglianza con Dio. Infatti, lo Spirito lo assumiamo con il Battesimo. E a immagine non lo siamo neanche dopo il Battesimo poiché le tare del peccato originale rimangono, come gli istinti, le malattie, una limitata forza di volontà e una ridotta capacità di intendere. Quanto alla somiglianza, riceviamo solo il seme dello Spirito che dovrà esser fatto crescere attraverso i Sacramenti e la Grazia. Questo è spiegato assai chiaramente nel libro Lettera di S. Paolo ai Romani della Valtorta. Tuttavia l uomo redento, acquistando lo Spirito, si divinizza parzialmente: tant è vero che nel Vangelo di Giovanni Gesù dice agli Apostoli che erano in procinto di ricevere lo Spirito con la Pentecoste: Ma non sapete che anche voi siete dei? riprendendo un passo di Mosè. Dunque, Gesù introduce un significato nuovo al termine dio che per gli Ebrei aveva riferimento solo a Yawè. Per Gesù il termine si estende a tutti coloro che possiedono lo Spirito di Dio! In tal senso, se già noi che abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio con il Battesimo e il Sacramento della Confermazione diventiamo dei, e la Parola di Dio non può essere cancellata, tanto più i Figli di Dio che lo avevano dal loro concepimento sono divini. Don Guido comprende che Omega significava la fine della creazione stessa, contrapposto all Alfa che ne segnava l origine: l Alfa da cui parte la creazione, l Omega che la conclude. I due estremi, dotati entrambi dello stesso Spirito divino, la comprendono tutta. Ma c è di più: l Omega è il fine stesso della creazione, perché i Figli puri di Dio erano allo stesso tempo destinatari della creazione intera e scopo per cui Dio l aveva posta in essere, con il compito da parte loro di custodirla e di guidarla. I Figli di Dio erano dunque Uomini perfetti elevati da Dio a rango divino fin dal loro concepimento, simboleggiato dall oro di quell Omega: perché di Dio condividevano lo Spirito, la stessa Sostanza. I Figli di Dio avevano dunque una Natura umana in quanto soggetti a tutte le caratteristiche e funzioni fisiche dell uomo, ma al tempo stesso avevano una Natura divina perché formati fin dal loro concepimento con lo Spirito di Dio. In altre parole, erano trinitari perché composti di corpo, anima o psiche e Spirito. Una situazione particolare è la figura di Gesù: vero Dio e vero Uomo, la cui Natura umana era quella dei Figli di Dio. Infatti S. Paolo nella sua Lettera ai Filippesi (2,7) dice che Gesù con l Incarnazione annichilì Se stesso prendendo la condizione di servo. Prese la Natura umana dei Figli di Dio, non dei figli degli uomini! Ridusse solo la Sua altezza per assimilarsi a noi. La condizione di perfezione assoluta dei Figli di Dio li rendeva pienamente responsabili delle loro azioni. E, per il fatto di essere perfetti, godevano della massima libertà, requisito essenziale di Dio. Quindi potevano scegliere di vivere in comunione con Dio o di dissociarsi da Dio. Nel primo caso, in rapporto all intensità della loro comunione con Dio nell intento di fare la Sua Volontà, il loro Spirito era destinato a crescere fino a identificarsi in Dio. Nel secondo caso la loro scelta di autonomia li portava a ridurre il loro Spirito fino a una specie di ibernazione. In questo caso il loro Spirito riduceva quasi a zero il nutrimento spirituale che sgorgava dalla Fonte Prima, Dio. Ma, cosa molto importante da rimarcare, in quanto trinitari per costituzione, non potevano perdere interamente lo Spirito di Dio in quanto lo Spirito faceva parte integrante della loro stessa Natura. Il loro Spirito poteva annichilirsi, ma non estinguersi completamente. Anche nel peccato, rimanevano sempre Figli. Adamo non poteva perdere totalmente lo Spirito perché avrebbe perso la sua identità. Un Figlio puro, per quanto peccatore, restava sempre Figlio legittimo. Nessun padre disconoscerebbe il proprio figlio perché ha sbagliato. Solo che nel caso di Adamo, il suo legame e la sua comunicazione col Padre si sono allentati fino a diventare praticamente quasi nulli. Quindi, i Figli di Dio non potevano spiritualmente morire se per morte intendiamo la perdita dello Spirito. Dalla visione apprendiamo inoltre che l Omega sulla fascia virtuale posta davanti ad Adamo non è in posizione eretta, ma inclinata verso sinistra, segno del suo dissenso. È

10 implicito che era già subentrata in lui la tentazione. Quell Omega aveva anche perduto la sua naturale rotondità perché era diventato stretto come un occhiello, segno che il suo animo si era già chiuso all ascolto di Dio. Ma quell occhiello non era scomparso. Da questi particolari comprendiamo che, se anche il peccato originale si attuerà due anni dopo, le radici della tentazione erano già presenti nel cuore di Adamo pochi istanti dopo esser diventato padre della Donna. 9 Il Progetto di Dio è Sapienza Dio è Sapienza. Fra gli infiniti modi di esprimere la Sua Potenza, Dio sceglie quello che risponde meglio alla Sua Sapienza. In questo modo Dio esprime la Sua Libertà. Anche l Uomo creato da Dio era libero, altrimenti non sarebbe stato simile a Dio. Nell Uomo l obbedienza diventa sapienza quando la sua libertà si accosta alla Sapienza di Dio. Se sceglie un altra forma di libertà, l Uomo perde la sua sapienza e la sua saggezza. Come Adamo. I Figli di Dio avevano, in forma ridotta, gli stessi attributi del Padre perché il loro Spirito era della stessa Sostanza dello Spirito del Padre. Potenza, intelletto, sapienza, ecc. crescevano nella misura con cui essi condividevano con la loro libertà il Progetto del Padre. Lo Spirito dell Uomo perfetto, perciò, poteva dilatarsi assorbendo all infinito lo stesso Spirito di Dio fino, appunto, a identificarsi in Dio. È quello che è accaduto alla prima Donna, umile e obbediente, grazie alla quale Dio ha promesso un Redentore. Ed è anche quello che è accaduto a Gesù, vero Dio e vero Uomo. Ma se l Uomo si dissociava dal Progetto di Dio, il suo Spirito poteva ridursi e autolimitarsi nella misura con cui si allontanava per fare la propria volontà. Ed è quello che è accaduto ad Adamo. Pur perfetto, ha potuto sbagliare perché era nel pieno della sua libertà. La vera ragione del peccato di Adamo non fu né l impulsività, né la debolezza, ma un calcolo freddo e premeditato per sottrarsi alla Volontà di Dio. E perse l amicizia di Dio. Ma non la somiglianza con Dio. Il quesito che ci viene spontaneo farci è: perché Dio, Sapienza infinita, in grado di poter prevedere la ribellione di Adamo, aveva permesso che accadesse il peccato originale con tutte le sue conseguenze? Senza dubbio aveva come fine un bene superiore: probabilmente quello di dare ad Adamo e agli altri suoi seguaci ribelli, la possibilità di pentirsi nel tempo, acquistando sapienza dalla constatazione dei frutti dei loro errori e acquistare la dovuta umiltà per riparare, correggendo la loro volontà. Il Padre, tuttavia, dopo aver esposto ad Adamo e successivamente agli altri Figli di Dio il Suo Progetto e i limiti della loro autonomia (ad es: crescete e moltiplicatevi o ogni specie si moltiplichi secondo la propria specie ), lasciava loro la libertà perché raggiungessero pure loro, autonomamente, la Sapienza. Non era tenuto a spiegarne i motivi. Dovevano capire, individualmente, che l obbedienza era la via più diretta per acquistare la Sapienza. L obbedienza è fiducia. L obbedienza è amore. L obbedienza è intelligenza ed è già sapienza. Se nel Figlio vi era fiducia verso il Padre, l obbedienza veniva come conseguenza logica, come avvenne nel caso della prima Donna; ma se la fiducia del Figlio verso il Padre non c era, come avvenne in Adamo che si sentiva un altro dio in competizione con Dio, ecco che la volontà del Figlio si dissociava e lo Spirito si riduceva. Nel Progetto di Dio, dunque, esisteva già prima della creazione dell Uomo la possibilità che l Uomo sbagliasse. Evidentemente anche lo sbaglio faceva parte del Suo programma educativo e perciò aveva una finalità buona. È vana l obiezione che se Adamo era perfetto non poteva peccare. Dice Gesù alla Valtorta nell Epistola di Paolo ai Romani nel messaggio del 2 giugno del 1950: Ecco. È ancora la volontà libera dell uomo quella che decide la sorte futura ed eterna. Come per Adamo fu il suo volere a farlo decaduto. 10

11 Ed è pure vana l altra obiezione, che, se Adamo ha peccato, Dio non lo ha creato perfetto. È proprio perché perfetto e simile a Dio che Adamo includeva fra i suoi requisiti la libertà. Dice Gesù nel Suo commento alla Lettera ai Romani dettato a Maria Valtorta: Io non ho peccato non perché non potessi peccare, ma perché non ho voluto peccare. Dunque, se perfino Gesù dice che avrebbe potuto peccare, tanto più Adamo. Questi, infatti, ha preferito disobbedire e sperimentare le sue capacità creative per defilarsi da Dio e rendersi indipendente. 10 Il peccato originale e le sue conseguenze L oggetto della disobbedienza, lo conosciamo ancora dalla lettura della rivelazione fatta a don Guido, è stato l atto sessuale proibito, consumato da lui solo, Adamo, con una femmina ancestre, Eva. È bene ricordarlo: Eva non apparteneva alla specie umana, ma a quella preumana precedente a quella umana. Come animale, Eva non era in possesso della libertà, ma era soggetta agli istinti della natura. Questo atto ha portato come conseguenza la contaminazione genetica del ramo illegittimo discendente da Adamo ed Eva, ossia quello di Caino, figlio ibrido di questo rapporto proibito. Tutti noi discendiamo da Caino e da Eva. Con il peccato originale, abbiamo dunque la separazione dei due rami discendenti di Adamo: uno compromesso dall ibridazione che fa capo a Caino e uno rimasto integro, quello legittimo dei Figli di Dio, discendente da Adamo e la Donna, sua legittima sposa e che fa capo a Set, poiché Abele era morto prima di lasciare eredi. La Bibbia non chiarisce la profonda differenza fra le due discendenze e focalizza la sua attenzione solo sul ramo ibrido trascurando di dire almeno le cose essenziali di quello puro. Nomina però i Figli di Dio all inizio del sesto capitolo, contrapponendoli ai figli degli Uomini e in pochi altri passi, come nel Libro di Giobbe. Unica indicazione che abbiamo è la distinzione ai capitoli 4 e 5 delle due discendenze di Adamo: quella che scende da Seth e continua con Enos, Cainan, Malaleel, Jared, Enoch, Mathusala, Lamech, e giù giù fino a Noè; l altra, quella ibrida, che scende da Caino e continua con Henoch, Irad, Maviael, Lamech, colui che prese in moglie Ada e Sella. Da Ada Lamech ebbe Jabel e Jubal e da Sella ebbe Tubalcalin e Noema. 11 Come è potuto accadere che Caino, il quale era ibrido, abbia potuto avere una sì numerosa discendenza? Sappiamo che generalmente gli incroci fra due specie diverse non danno figli e, quand anche nascessero, sono sterili, come i muli e i bardotti. E, ammesso che poi in qualche caso raro questi ultimi siano in grado di procreare, entro la seconda generazione gli ibridi irrimediabilmente si estinguono. Caino, invece, dimostrò di essere fertile. Già la sua nascita sembra un caso incomprensibile per la scienza odierna. Per esempio un accoppiamento fra una tigre e un leopardo non darebbe cuccioli in natura. Solo, pare, con la fecondazione eterologa. Ma nel caso dell accoppiamento fra Adamo e Eva, l incompatibilità non poteva essere assoluta perché Eva, la così detta madre di tutti i viventi (ossia la pseudo madre del primi due Figli di Dio), apparteneva sì ad una specie preumana, ma era eccezionalmente a metà strada fra le due specie pure e necessariamente compatibile con l Uomo se era stata creata appositamente da Dio per portare le gravidanze dei primi due Figli di Dio. E nemmeno i suoi 47 cromosomi erano un ostacolo genetico se uniti a quelli dell Uomo, Adamo prima e Caino dopo, che ne avevano 46. Sta di fatto che lo zigote di Caino poté formarsi e sopravvivere. E se Eva fu feconda nel suo rapporto con Adamo, altrettanto valeva nel suo rapporto con Caino. Quindi Eva era l unica femmina dalla quale Caino potesse avere un figlio. Caino poteva unirsi a tutte le femmine ancestri, che come sappiamo avevano 48 cromosomi, ma solo da un rapporto con Eva poteva generare.

12 11 Alla natura originariamente buona dell Uomo si sovrappose una seconda natura Ora sappiamo che questo peccato, considerato misterioso fino ad ora, oggi non è più un mistero. Non mi dilungo su questo tema perché l ibridazione della specie umana originariamente perfetta, avvenuta per iniziativa del primo Uomo Adamo, è già stata sufficientemente sviscerata nel testo Genesi Biblica di don Guido Bortoluzzi. Dirò solo che la Chiesa Cattolica è già aperta a questa nuova conoscenza perché Benedetto XVI nella sua catechesi del 10 dicembre 2008 affermò che alla natura originariamente buona dell uomo questo peccato sovrappose una seconda natura che lo ha corrotto biologicamente e che, sempre biologicamente, ossia geneticamente, questa corruzione si è trasmessa all umanità intera fino ai giorni nostri. Se, come afferma il Santo Padre, la corruzione è stata di natura biologica perché alla buona natura originaria dell uomo se ne è sovrapposta una diversa, è chiaro che proprio all ibridazione egli intendesse. Perciò non si può più ridurre il peccato originale ad un mero peccato di pensiero, come pensano i modernisti, anche se questo ne è stata la vera causa. 12 Lo Spirito: Dio è Puro Spirito Iniziamo con il definire lo Spirito. Dio è puro Spirito. È Spirito Creatore. Ciò che Dio pensa e vuole sussiste. Dio è Pensiero Creativo. È immateriale. Perciò non è nemmeno energia poiché noi sappiamo, grazie ad Einstein, che l energia è convertibile in materia e viceversa. Lo Spirito non può dunque essere confuso con ciò che è creato, né con la materia, né con l energia. Non è immanente perché non si identifica con la Sua creazione, ma è distinto da essa. Dio abbraccia tutto l universo. È presente ovunque esiste la Sua creazione e anche oltre la Sua creazione. È infinito. È un concetto illimitato che la mente umana non può contenere. Non è un concetto indefinito, perché è un concetto esatto. Però è un concetto così alto che la nostra intelligenza non può raggiungere perché non possiede le coordinate per comprendere. Noi possiamo conoscere solo gli attributi di Dio, ma non Dio. Conosciamo la Sua Onnipotenza, la Sua Bontà, il Suo Amore, la Sua Sapienza, la Sua Giustizia, la Sua Misericordia, ma non conosciamo Dio. Solo i Figli puri di Dio conoscevano Dio, intellettualmente, spiritualmente e praticamente. Ne facevano anche esperienza. Dio comunicava con l Uomo e l Uomo comunicava con Dio. Con il pensiero e con la parola. Se non fosse stato così, Adamo non avrebbe imparato a parlare, segno che Dio gli insegnò, probabilmente con locuzioni interiori, a esprimere verbalmente concetti concreti e astratti. 13 Lo Spirito nei Figli legittimi di Dio e nei figli adottivi di Dio 12 Lo Spirito di cui ci occupiamo proviene da Dio e, come abbiamo visto, è parte di Dio stesso, sebbene, quando viene donato all Uomo sia esso Figlio legittimo di Dio o figlio adottivo di Dio, questa parte si separi virtualmente da Dio per formare, unita all anima, una nuova identità, un entità autonoma, un anima vivente, spiritualmente vivente. Qualcuno potrebbe pensare che se Dio è ovunque, Dio è anche in tutti gli uomini. Questo è vero, come è vero che è in un fiore, nel mio cane, o nella natura tutta. Ma non è la semplice presenza di Dio nell Uomo che rende quell Uomo Figlio di Dio! Lo Spirito che Egli diede ai

13 Suoi Figli legittimi, e che dà anche a noi quando diventiamo Suoi figli adottivi, non è qualcosa che Egli crea fuori di Sé come quando mette in essere la creazione. Lo Spirito di Dio nell Uomo originario e nell uomo redento è parte stessa di Dio che Dio dona ai Suoi figli con tutti quegli attributi che Egli stesso ha: di potenza, di sapienza, di giustizia, di volontà, ecc. Lo Spirito è la Sostanza stessa di Dio immessa nell Uomo la quale diventa in quel Figlio la Fonte prima della Vita soprannaturale che, a sua volta, diventa una sorgente di Vita che irrora a cascata la psiche e il corpo. Questo lo spiega chiaramente Gesù alla Valtorta nel libro Lezioni sull Epistola di Paolo ai Romani. Oppure, potremmo dire, che lo Spirito è come una Luce di Dio che si accende nell Uomo originario e nel redento e questa Luce si diffonde illuminando prima la psiche e da quella, a sua volta, guarisce il corpo. Viene da dentro perché dentro quell io c è Dio stesso che ha dato una Scheggia di Sé a quell Uomo. Ma se l animo di quell Uomo si volge altrove, allentando i legami che lo legano a Dio, la Luce si attenua e tende a spegnersi. In ogni Figlio legittimo di Dio, dunque, era presente lo Spirito del Generante, ossia di Dio come parte costitutiva di quel Figlio. Ciò comporta che lo Spirito, prima di essere infuso nell uomo, era in Dio perché Dio stesso. Pertanto lo Spirito non è solo immortale come l anima, ma è eterno. Ricapitolando, gli Spiriti derivati, quelli dei Suoi Figli, avevano con Lui un denominatore comune: lo Spirito stesso, che restava Unum. Ciò rendeva i Figli simili al Padre (Gn 5,1): li rendeva divini. Per questo ogni Figlio legittimo godeva delle stesse prerogative del Padre, cioè di Dio. Se Dio è Onniscienza, Sapienza, Perfezione, Potenza, Giustizia, Libertà, ecc., anche l Uomo perfetto, in quanto Figlio legittimo, possedendo lo Spirito di Dio, possedeva, in chiave ridotta, gli stessi attributi. Ma queste prerogative erano in fieri, ossia in seme che, se nutrite dalla Grazia, simile ad un flusso di Spirito, questo Spirito faceva crescere spiritualmente quel Figlio. E tale crescita spirituale non era determinata, ma libera. Era lasciata alla volontà stessa del Figlio. Si esprimeva e si realizzava uniformando la propria volontà alla Volontà del Padre. Fra i primi requisiti della somiglianza dei Figli di Dio con il Padre era, dunque, la libertà. Lo Spirito è una cosa viva, che si dilata e si restringe come un polmone a seconda dell amore e delle opere. Non è immutabile. Ma non può corrompersi perché Parte stessa di Dio. Può solo crescere o ridursi. Ma a causa del peccato originale lo Spirito di Dio era stato ritirato da Dio stesso dai discendenti illegittimi di Adamo (Gn 6,3), perché gli ibridi non erano più adeguati templi dello Spirito Santo. In loro sia il corpo che l anima erano stati corrotti. Erano diventati animali. Infatti, anima e animale hanno la stessa radice. E Dio non poteva considerare Suoi figli degli esseri animali. I figli degli Uomini vennero declassati a semplici creature. Nell ultima delle rivelazioni ricevute da don Guido, l ottava, il Signore definisce l uomo corrotto dal peccato originale questo animale della nuova specie ( 245). Non è un espressione spregiativa, ma la constatazione di uno stato di fatto. Senza lo Spirito di Dio l uomo è solo un animale intelligente. Non può più essere figlio di Dio! Per divenire figlio di Dio l uomo decaduto deve essere adottato, attraverso un atto di adozione, a figlio grazie a Gesù Redentore. Se questo avviene, l adottato riceve nuovamente lo Spirito di Dio. L adozione non è un fatto automatico. L uomo deve accogliere Gesù e credere nel Suo Nome, ossia alla Sua divinità (Gv 1,12). Questi allora nasce alla Vita spirituale: non per via di sangue, né per volontà della carne, né per volontà d uomo, ma da Dio viene generato (Gv 1,13). 14 I figli degli Uomini 13 Fra le conseguenze del peccato originale, gli uomini ibridi, discendenti illegittimi di Adamo e di Eva, l ancestre, persero sia le qualità di perfezione psicosomatiche, sia lo Spirito

14 di Dio, poiché questo requisito non poteva associarsi alla natura animale che era entrata attraverso Eva nel DNA dell uomo. Infatti, il Signore disse: Il Mio Spirito non rimarrà sempre nell uomo perché egli è carne (Gn 6,3). Con l ibridazione la stirpe di Caino, primo ibrido, si abbrutì fino a diventare simile a quella degli ancestri: animali a stazione eretta, di una specie ora scomparsa, ma che vive ora in noi, una specie che era stata progettata da Dio come ausilio all Uomo. I figli e le figlie degli Uomini, frutto di incrocio di entrambe le specie pure dei Figli di Dio e degli ancestri, erano abbondantemente pelosi, con una statura che variava fra i due estremi: i 250 cm di Adamo e i 110 cm di Caino. Erano brachicefali, con naso ridottissimo o quasi assente, bocca larga e palato piatto, con seri problemi di pronuncia per la conformazione strutturale della laringe e del cavo orale. Tuttavia, quelli che somigliavano più a Caino che a Eva, parlavano o, meglio, farfugliavano. Le orecchie sporgevano dal capo in altezza nei maschi, dai capelli in orizzontale nelle femmine. Avevano bacino stretto e spalle larghe, gli avambracci arrivavano ai polpacci, mentre le gambe erano assai corte tanto che questi uomini sembravano in ginocchio quando erano in piedi. Fronte e mento erano sfuggenti, labbra lunghe e sottili fino quasi alla radice delle orecchie, canini più lunghi degli incisivi. Tutto dava da pensare che non fossero nemmeno uomini (vedi 240/244) se non avessero avuto l uso della parola. Solo questa era il segno distintivo per Caino d essere un uomo ( 192/193). E altrettanto per i suoi discendenti. Quindi per il loro aspetto questi ultimi avrebbero potuto esser scambiati per degli animali. Per questo gli antropologi non li riconobbero come uomini. Ma le alterazioni più profonde erano quelle relative all anima e allo Spirito. 15 Distinzione fra anima e Spirito Qui entriamo in campo teologico perché, se è vero che le conseguenze più appariscenti del peccato originale riguardavano il loro aspetto somatico, quelle più gravi hanno interessato le anomalie dell anima e la privazione dello Spirito di Dio. Dobbiamo perciò definire anzitutto cosa intendiamo in questo contesto per anima e per Spirito. Nell uso di queste espressioni, anima e Spirito, non c è un intendimento univoco. Spesso sono state usate, e sono anche oggi usate, come sinonimi o in modo indefinito creando equivoci. Ogni autore ne ha un proprio concetto. Neanche il Catechismo della Chiesa Cattolica chiarisce a fondo questo distinzione. Se si vuol fare un discorso che abbia chiarezza e delle certezze, benché semplici, bisogna anzitutto dare delle definizioni univoche. La teologia non potrà mai diventare una scienza se non usa i criteri delle scienze esatte che partono dalle definizioni dei termini che si vanno a usare. Perciò cercherò di definire questi termini, validi per questo contesto. Non ho la pretesa che siano le definizioni più corrette, ma saranno quelle che io userò in queste pagine per potermi esprimere. Vediamole allora in particolare. 16 L anima Che cos è lo Spirito lo abbiamo già chiarito. Lo scriviamo maiuscolo perché rispecchia Dio. Cerchiamo ora di definire l anima. Con il passaggio dal Vecchio al Nuovo Testamento, si sposta il baricentro della storia della Salvezza da Gerusalemme a Roma. La cultura ebraica viene innestata nella cultura grecoromana. Ma la cultura greco-romana aveva una visione dualistica dell uomo e lo considerava 14

15 15 composto solo di anima, o psiche, e di corpo. Non conosceva la dimensione soprannaturale. L uomo, secondo questa visione, era costituito solo di anima e di corpo. La conseguenza fu che con i primi secoli dell era cristiana il termine anima prese impropriamente il posto del termine Spirito. Così i requisiti dello Spirito furono attribuiti all anima. Perciò nello studio delle S. Scritture, i popoli di lingua latina, identificando l anima con lo Spirito, commisero un errore di concetto fondamentale. Questo equivoco è giunto fino ai giorni nostri e lo vediamo ancora perpetuarsi in alcune espressioni del CCC, il Catechismo della Chiesa Cattolica uscito nel L anima o psiche è, con un eufemismo, la sede virtuale, dove si raccolgono tutte le qualità immateriali e invisibili dell uomo: intelletto, memoria, volontà, sentimenti, emozioni, carattere, personalità, attitudini, capacità, predisposizioni alle varie facoltà come alla musica, all arte, alle scienze, alle attività pratiche e manuali, l amore. È anche la sede del subconscio e dell inconscio. In altre parole è il complesso di tutte le caratteristiche che descrivono, insieme al corpo, l identità di una persona secondo il linguaggio corrente. Tutte queste qualità immateriali si trasmettono anch esse per via genetica. Se non si trasmettessero per via genetica non sarebbero state corrotte dal peccato originale. Invece è sotto gli occhi di tutti che la psiche è la più labile e cagionevole delle componenti dell uomo. Quindi, a differenza dello Spirito che può essere perso ma non corrotto perché Particella di Dio, l anima ha subito le stesse vicissitudini del corpo a causa del peccato originale. Rimando nuovamente alla lettura del testo Lezioni sull Epistola di Paolo ai Romani dove Gesù spiega alla Valtorta le differenze fra anima e Spirito e quali furono le conseguenze sul corpo e sull anima del peccato d origine. Quindi, non tutte e tre le componenti dell uomo (corpo, anima e Spirito) vennero corrotte, ma solo le prime due: il corpo e l anima, perché, come abbiamo visto, lo Spirito, che è Particella di Dio stesso, è andato perduto. Inoltre, mentre lo Spirito è eterno e perfetto perché Particella di Dio, la nostra anima è immortale. E poiché l anima è imperfetta, a causa della sua imperfezione percepisce lo Spirito in modo distorto e imperfetto. Anche l anima, dunque, gode dell immortalità. Una volta che inizia il suo percorso con il concepimento dura per sempre. Se poi avviene la sua unione con lo Spirito, questo le dà una nuova identità come figlia di Dio. Grazie alla Redenzione, qualora l uomo accolga lo Spirito di Dio, la sua vita che prima decorreva ad un livello naturale si eleva a Vita trascendentale e, dopo la morte fisica e un adeguata purificazione, termina con la sua glorificazione per godere in eterno la Vita alla presenza di Dio. Ricapitolando, l anima o psiche è la dimensione impalpabile e invisibile della natura umana e si trasmette in via orizzontale, insieme al corpo, da genitori a figli con il concepimento e anche con l educazione. Lo Spirito, invece, è una Particella divina che scende da Dio sull uomo in via verticale e che lo rende figlio adottivo di Dio in virtù del Battesimo attraverso la Chiesa. Ma un atto di adozione può avvenire anche in modo diretto da Cristo al di fuori della Chiesa, come nel caso del Battesimo di desiderio o di sangue. È ovvio che se Gesù ha investito la Chiesa di determinati poteri, Egli non se ne è privato e può esercitarli quando vuole. Egli è il Capo della Chiesa. La Chiesa prende Vita da Lui. Perciò anche i fedeli di altri culti, quando sono miti e retti di cuore, possono essere adottati a figli di Dio in Cristo. Per concludere, se tutti gli uomini sono creature di Dio, non tutti sono figli di Dio. Nella pittura a tema religioso vediamo che spesso nelle raffigurazioni dei santi e degli Angeli veneva dipinta un aureola sottile semitrasparente per indicare il loro stato di Grazia, lo Spirito. È un intuizione molto acuta che vuol rendere visivo il concetto che quegli uomini non solo sono santi, ma che hanno un requisito in più, lo Spirito di Dio: espressioni che nella realtà si equivalgono.

16 17 Le capacità dell anima Fra le varie qualità dell anima ci sono le capacità. C è chi ha la capacità di recepire dei concetti di ordine trascendente o soprannaturale e chi invece non li comprende. Non si tratta né di intelligenza, né di istruzione, né di buona volontà. Ci sono delle persone che paiono del tutto refrattarie a questo genere di argomenti e non sanno elevarsi da ciò che è di natura concreta o puramente logica, eppure sono insigni ingegneri, medici, economisti, giornalisti, e perfino teologi. L anima è paragonabile ad un recipiente, mentre lo Spirito è paragonabile a ciò che il Buon Dio vi mette dentro. Non tutti i recipienti, per ereditarietà genetica, sono idonei a contenere il contenuto perché alcuni sono forati. La guarigione dell anima fa sì che si chiudano i buchi e che il recipiente si aggiusti. Questa missione di guarigione sarebbe compito della Chiesa. E poiché lo Spirito di Dio scende su tutti, ma non tutti sono in grado di trattenerlo, dobbiamo pregare perché Dio guarisca le nostre anime e le renda sensibili alla Sua Grazia. 18 Interazione fra anima e Spirito Lo Spirito, abbiamo detto, è una Scheggia di Dio nell uomo ed è anche antenna di ricezione degli impulsi che riceve dallo Spirito Santo, chiamato anche Spirito di santificazione perché santifica, o redime, o eleva allo stadio soprannaturale l uomo. Così lo Spirito Santo continuamente trasmette i Suoi impulsi al nostro Spirito tramite la Grazia che è una corrente spirituale in continuo movimento. A sua volta, lo Spirito che è in noi trasmette i suoi impulsi all anima. Questi impulsi sono tutti i doni dello Spirito: sapienza, fortezza, discernimento, carità, intelletto, potenza spirituale, ecc. Lo Spirito è la Vita stessa dell anima. Solo se l anima è vivificata dallo Spirito, solo allora, diventa anima vivente e trasmette a sua volta al corpo i comandi in sintonia con lo Spirito. Per questo è assai importante essere in uno stato di Grazia! Quando questi impulsi giungono al corpo, portano anche ad esso armonia e guarigione. Abbiamo visto, però, che avviene anche il processo contrario. Un anima devastata dal peccato fa ritirare lo Spirito che si riduce man mano, e può far ammalare il corpo. Nei casi estremi, per noi figli degli uomini, lo Spirito può anche estinguersi. Il peccato lo costringe a ritirarsi. Lo Spirito dunque è vivo: si espande e si ritira continuamente, a seconda che lasciamo entrare la Grazia. Se ostacoliamo la sua entrata a causa del peccato, lo Spirito si ritira, l anima soffoca e si ammala. Similmente, un anima angusta, orgogliosa, ferita, vendicativa, espande il suo malessere al corpo che molto spesso di riflesso si ammala. Quante persone vanno oggi in depressione! E invece di attingere la Vita attraverso la Confessione e l Eucarestia, si affidano ai farmaci. I dolori, le preoccupazioni, le frustrazioni, i disaccordi si sopportano più facilmente con i Sacramenti. Certo, non si passa repentinamente dalla tristezza alla gioia, ma si rafforza quella Fede che dà la motivazione per resistere alla sofferenza senza perdere la fiducia in Dio. A poco a poco la causa della sofferenza si dissolve, anche perché spesso interviene direttamente l aiuto di Dio che rimuove la causa stessa. 19 L uso improprio del termine spirito 16 Qualche autore usa il termine spirito con la esse minuscola per indicare l anima e afferma che lo spirito è presente nell uomo fin dal momento del suo concepimento. Poi lo definisce il

17 luogo dove si fa presente e vive lo Spirito di Dio. Questo è un esempio di uso improprio del termine spirito poiché se c è un luogo, si fa per dire, dove si fa presente lo Spirito di Dio questo luogo è l anima. Usando impropriamente questo termine, si genera confusione. Altro uso improprio è l uso di spirito in luogo dell espressione soffio vitale per dire la vita animale stessa, quella che inizia appunto con il concepimento, quella vita biologica che hanno anche gli animali e che si estingue con la morte fisica. Meglio sarebbe dire semplicemente la vita. Se lo Spirito è parte di Dio e viene da Dio, non può esserci nell uomo ibrido prima ancora che in lui abbia avuto effetto la Redenzione. La vita spirituale dei profeti dell Antico Testamento è un caso a parte: lo vedremo successivamente. Lo Spirito di Dio scende per effusione o per investitura solo quando l uomo diventa figlio adottivo di Dio. Perché figli di Dio non si nasce, ma si diventa, come diceva Tertulliano. L anima, invece, è presente in tutti fin dal concepimento. Solo con il Battesimo (nella sua triplice forma: Battesimo di acqua, di sangue e di desiderio ) lo Spirito che scende da Dio si unisce all anima, vivificandola, rendendola anima vivente. Ricapitolando, quando Dio dà la Vita dello Spirito a un Suo Figlio legittimo o ad un figlio adottivo, Egli dà il Proprio Spirito a quell uomo perché gli trasmette una Parte di Sé, il Suo DNA spirituale e lo genera spiritualmente. Quando invece dà la vita fisiologica a qualunque specie della natura, Egli crea la vita. Questo distinzione è fondamentale per comprendere la Redenzione perché con essa Dio ci rende spiritualmente simili a Lui. Attraverso i Sacramenti Egli può continuare a infonderci il Suo Spirito. 20 I Cainiti: figli dell Uomo, Adamo, e i figli degli Uomini, quelli del cap Vediamo ora gli effetti pratici del peccato originale sull anima e sullo Spirito. Con il peccato di Adamo si viene a creare una specie ibrida che ben poco ha di quella originale. L espressione figli dell Uomo significa che appartengono tutti alla stirpe che fa capo all Uomo-Adamo, ma non a Dio. Sono i discendenti di Adamo ed Eva e, infine, di Eva e di Caino. Dio non è più spiritualmente Padre di quei figli nati da quell orribile incrocio. Caino non è Figlio di Dio. Dio aveva ritirato da lui il Suo Spirito (Gn 6,3) fin dal suo concepimento, malgrado fosse vittima e non responsabile della sua situazione ( 233). Semplicemente era non idoneo a ricevere lo Spirito. Ciò dipendeva da uno stato di fatto. I figli dell Uomo avevano una mente minorata in un corpo animale con istinti animali. Alla corruzione fisica si assommava quella psichica e, a questa, la privazione dello Spirito. La loro psiche fu minata in ogni sua forma: tutte le qualità intellettive ed espressive subirono un decadimento spaventoso. Le capacità stesse di procurarsi il cibo divennero animalesche: raccolta di frutti selvatici, razzie alle scorte dei Figli di Dio e, purtroppo, anche sequestri delle Figlie di Dio. È evidente che Dio non avrebbe potuto donare il Suo Spirito a questa umanità corrotta e depravata. I figli degli Uomini sono invece i discendenti delle unioni promiscue fra i Figli di Dio (Gn 6,3) e le donne ibride. Sono anch essi ibridi. Il loro stato spirituale è analogo a quello dei figli di Caino. Sono quelli che dalla Genesi vennero chiamati i Giganti, uomini potenti (poderosi) famosi ab antico (Gn 6,4). È sufficiente una piccolissima percentuale di sangue ancestrale perché impedisca la purezza genetica assoluta necessaria per essere Figlio di Dio. Dopo l estinzione dei Figli di Dio, solo la S. Vergine Maria, oltre a Gesù, ha questo requisito di purezza genetica: una Natura umana perfetta. Quindi, con l ibridazione, sia Caino che i suoi diretti discendenti rimasero formati solo di anima e di corpo, perché da essi Dio aveva ritirato il Suo Spirito.

18 21 L immortalità, la morte fisica e la morte spirituale Leggiamo nella Bibbia che a causa del peccato originale è entrata, insieme alle malattie, anche la morte. Sentiamo cosa dice la Genesi mosaica: Il Signore Iddio disse (all Uomo): non mangiare del frutto dell albero della scienza del bene e del male poiché in qualunque giorno ne mangerai morirai (Gn 2,17). E ancora: Dio ci ordinò di non mangiare affinché non moriamo (Gn 3,3). Come possiamo vedere, la morte è stata la conseguenza diretta della disobbedienza. Ma vediamo di che morte si tratta. Questo passo, incompreso per forza maggiore fino alla rivelazione ricevuta da don Guido, ha fatto supporre ai biblisti che la morte di cui si parla nella Genesi fosse la morte fisica. Pensarono che se non ci fosse stato il peccato originale gli uomini avrebbero dovuto essere immortali e che, con il peccato, la morte fisica fosse entrata nel mondo per tutti gli uomini. Ma in quei versetti della Genesi non si considera affatto la morte fisica di Adamo e dei suoi discendenti, perché chi nasce muore, diceva don Guido, anche se Figli di Dio. Quindi, anche i Figli di Dio morivamo nel senso che uscivano da questa vita umana per passare ad altra dimensione. Nel progetto di Dio erano destinati, alla fine del loro percorso terreno, alla dormizione e al successivo sollevamento se erano vissuti in un buon rapporto con Dio, come Maria. Il peccato di Adamo introdusse la morte violenta anche fra i Figli di Dio come conseguenza delle male azioni di Caino e dei suoi discendenti. Infatti Abele morì. La morte, tuttavia, era transitoria poiché, se subita in grazia di Dio, era anch essa destinata a riprendere il percorso del Cielo. Più verosimilmente il versetto Gn 2,17 intendeva dire che se l Uomo, Adamo, avesse mangiato il frutto dell albero della conoscenza del bene e del male, ossia avesse avuto un rapporto procreativo con Eva, l ancestre, la sua discendenza legittima sarebbe andata incontro alla morte, cioè all estinzione come specie geneticamente pura perché progressivamente inglobata da quella ibrida e, di conseguenza, alla morte spirituale, ossia alla privazione dello Spirito di Dio, poiché Dio avrebbe ritirato il Suo Spirito dagli uomini ibridi. Non è assolutamente vero che nel progetto di Dio i Figli di Dio non dovessero morire. Abbiamo l esempio di Abele e di Gesù che, pur essendo entrambi Figli di Dio santi e immacolati, sono morti. Sappiamo però che Gesù dopo tre giorni risorse e, dopo 40 giorni, salì al cielo sollevandosi da terra. La dormizione, come per la SS. Vergine Maria, era la sorte che era stata prevista per i Figli di Dio. E dopo tre giorni la Madonna fu assunta al cielo in anima e corpo. Potremmo supporre, allora, che solo coloro che terminavano la loro vita in santità avessero il privilegio di salire al cielo nella loro dimensione trinitaria formata da Spirito, anima e corpo, mentre per gli altri era prevista una purificazione, non ben definita, dopo la morte fisica. E poiché è lo Spirito che, unito all anima, determina l identità d un Figlio di Dio, e giacché sia lo Spirito che l anima sono immortali, i Figli di Dio furono effettivamente sotto questo aspetto Uomini immortali. Spiritualmente, s intende, perché non persero mai lo Spirito di Dio. I Figli puri di Dio, pertanto, anche dopo il peccato originale, continuarono a venir al mondo trinitari, ovvero dotati di corpo, anima e Spirito, sempre secondo il principio enunciato da don Guido che del peccato non si ereditano le colpe, ma solo le conseguenze genetiche delle colpe. E queste non intaccarono i Figli puri, ma solo i figli degli Uomini. La teologia non ha potuto risolvere il problema della colpa per gli eredi del peccato originale perché non era a conoscenza della vera essenza di questo peccato. Non ne aveva i presupposti. Ma poiché il Signore ora ci sta istruendo, ecco che sappiamo che la colpa può 18

19 essere solo individuale, mentre le conseguenze della colpa furono estensibili a tutta la discendenza illegittima. Quindi la discendenza legittima non ha riportato alcuna conseguenza della colpa, se non le conseguenze indirette. Perciò Abele e Seth, che nacquero dopo il peccato, non portarono alcuna menomazione a causa del peccato del loro padre né in campo fisico, né psichico, né spirituale! Questo è importante e va ribadito. La morte spirituale, dunque, rimase circoscritta solo alla stirpe naturale e illegittima di Adamo che divenne spiritualmente morta. 22 Il ripristino dello Spirito nei figli degli Uomini Lo Spirito di Dio non è una componente necessaria per l esistenza fisica, ma è essenziale per diventare figli adottivi di Dio in Gesù. E lo Spirito può anche in un secondo tempo andare perduto. In certi casi irreparabilmente. Abbiamo visto che alla nascita tutti noi ibridi siamo spiritualmente morti. Siamo creature di Dio, ma non figli di Dio. Per acquisire la vita dello Spirito abbiamo bisogno di un atto di adozione a figli di Dio. Lo Spirito di Dio può esserci dato con il Battesimo attraverso la Chiesa di cui Gesù è il Capo o, come è stato detto, direttamente da Gesù qualora esistano determinate condizioni e il Sacramento del Battesimo non sia attuabile. Pensiamo ai bambini non nati o nati morti. O a coloro che appartengono ad altre confessioni di fede, e sono persone rette e miti. Questi vengono riscattati direttamente da Gesù, e spesso a loro insaputa. A questi aggiungiamo coloro che con animo retto sono alla ricerca della verità: anch essi, pur non essendo cristiani, diventano figli adottivi di Dio in Gesù in virtù del Battesimo di desiderio. Essi, però, sono meno agevolati perché non hanno il conforto e l aiuto dei Sacramenti dei quali, invece, i Cristiani possono usufruire, come diceva S. Teresina del Bambin Gesù. Gesù nel Discorso della Montagna ci dà un identikit dei figli adottivi di Dio. Diventano automaticamente figli adottivi di Dio perché battezzati direttamente da Gesù, e quindi membri del Corpo Mistico di Cristo ed eredi del Regno dei Cieli, cioè del Regno dello Spirito, tutti coloro che sono o miti, o hanno fame di giustizia e lottano per questa causa e a causa di questa vengono perseguitati, o coloro che piangono nel dolore senza ribellarsi a Dio. Coloro che, pur non conoscendo Gesù, sono tolleranti e misericordiosi con il prossimo, o sono puri di cuore perché in loro non c è inganno né malizia, costoro vengono riscattati da Gesù che provvede Egli stesso al loro Battesimo. Tutte queste persone, sebbene fuori della Chiesa istituzionale perché appartengono ad altre confessioni, ma che sono miti e oneste, sono adottate direttamente da Gesù che, pur avendo dato delega alla Chiesa di rappresentarlo a generare sempre nuovi figli a Dio, ossia a risuscitare quelli che sono spiritualmente i morti nello Spirito, non si è privato delle Sue stesse prerogative. Per fare un esempio, prendiamo il titolare di un conto in banca che dia la delega a un suo parente. Ecco che il delegato può compiere operazioni di cassa e staccare assegni. Non per questo il titolare del conto viene delegittimato dal compiere operazioni bancarie su quel proprio conto. Così è per la Chiesa. 23 La nuova Vita dello Spirito e lo spettro della seconda morte 19 Fintanto, dunque, che l uomo non viene assunto a figlio adottivo di Dio è spiritualmente morto. La morte spirituale, abbiamo visto, fu una conseguenza automatica del peccato originale, e solo per la discendenza ibrida di Adamo. Questa viene chiamata la prima morte. Nel caso, però, che un figlio adottivo commetta dei peccati gravissimi, può perdere lo Spirito facendolo ritornare da figlio di Dio a semplice creatura di Dio. Questi mega-peccati

20 sono due: i peccati contro natura, perché la persona ritornando allo stato animale perde i requisiti di figlio di Dio, e i così detti peccati contro lo Spirito Santo, cioè contro Dio, che sono la ribellione e l odio verso Dio. Le conseguenze di questi peccati portano l uomo ad uscire dalla Famiglia di Dio. Questa è la seconda morte : la rinuncia dell uomo ibrido alla Vita dello Spirito dopo esser già stato adottato quale figlio. Ritorna nello stato di morte spirituale iniziale dopo aver ricevuto per un certo periodo la Vita spirituale in Dio. Se lo Spirito per qualche motivo di indegnità viene ritirato, anche l anima spirituale si spegne: perde la sua natura spirituale e rimane solamente un anima naturale. 24 L uso improprio del termine anima Se prendiamo il Catechismo della Chiesa Cattolica (indicato con la sigla CCC), leggiamo a pagina 106 al punto 363 che Spesso nella Sacra Scrittura il termine anima indica la vita umana, oppure tutta la persona umana. Ma designa anche tutto ciò che nell uomo vi è di più intimo e di maggior valore, ciò per cui più particolarmente egli è immagine di Dio: anima significa il principio spirituale (?) dell uomo. Quest ultima frase non può che generare confusione perché l anima non è affatto il principio spirituale dell uomo. L anima, abbiamo visto, è quel quid naturale sul quale può attecchire, se ci sono le capacità di trattenerlo, lo Spirito effuso da Dio. È, quindi, tutta un altra cosa. Poi, sempre il CCC a pagina 442 al punto 1703 precisa e scrive: (La persona umana) dotata di un anima spirituale ed immortale è la sola creatura destinata alla beatitudine eterna. Qui i due termini anima e spirituale vengono associati. Questo è corretto e ci dà chiarezza perché se l anima non è spirituale, cioè non dotata di Spirito, non è destinata alla beatitudine eterna di comunione con Dio. Comunque l anima, come lo Spirito, è sempre immortale, anche se non è associata allo Spirito. Solo che ha un destino diverso. Il miracolo della Redenzione è questo: il redento parte dal suo stato naturale per passare a quello soprannaturale. L uomo durante tutta la vita deve divinizzare la sua natura umana, l anima o psiche, attraverso la componente divina, lo Spirito che Gesù gli ha dato. Molti autori del passato hanno usato il termine anima con il significato di Spirito. Anche Gesù, con la Sua delicatezza per non creare strappi, usa il termine anima con il significato di anima spirituale quando detta a M. Valtorta L Evangelo come mi è stato rivelato. Ma poi, per i Suoi più attenti lettori, cambia espressione nella Lezioni sull Epistola di Paolo ai Romani e dà al termine anima il significato di mero requisito dell essere pensante che corporalmente vive. Questa è quella che i Greci chiamavano psiche. Psiche e Spirito vanno distinti perché lo Spirito viene direttamente da Dio e diventa la componente divina nell uomo in Grazia dopo il Battesimo. Nell opera omnia della Valtorta, dunque, c è un passaggio graduale dal concetto iniziale a quello finale nel significato del termine anima e Spirito. Solo il lettore intento a voler capire questa distinzione coglie questa progressione. È il modo didattico del Signore di approfondire un concetto per gradi. 20

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