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1 ON LU S R i v i s t a t r i m e s t r a l e a n n o 19 n. 99/100 un mondo migliore è possibile Speciale Africa Camerun Approfondimento Un nuovo modo di fare fund raising Emergenza HONDURAS un Progetto per migliorare la vita in carcere Progetti 00 pe r 1 gli u 7 lt im 7 i 5 0 dell at 5 8 er ra la tu C. af Fis ir c. 9 ma 5x poste italiane spa spedizione in abb.postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 2 DRCB Roma n. 97/98 IV 2011 Servizio sulle attività di Procrecer e del centro IDEAL in Perù

2 in questo numero A SSOCIAZIONE VOLONTARI ONG ONLUS Autorizzazione: Tribunale di Roma n del codice fiscale: Direttore Responsabile: Salvatore Sfrecola Presidente: Pietro Nicolai Direzione e Amministrazione: Vicolo del Conte, Roma Tel fax website: C. Postale IBAN: IT 69S Banca Prossima IBAN: IT 36Q Segreteria di Redazione: Mario Grieco, Ilaria Nizzo, Saverio Clementi Hanno collaborato al numero: Claudia Babini, Saverio Clementi, Mario Grieco, Ilaria Nizzo, Damiano Mozzetta, Elide Maltese, Davide Bonechi, Massimo Coen Cagli Progetto grafico: Davide Moretti Editing e impaginazione: Art&Design - Roma Stampa: Tipolitografia Ugo Quintily SpA Foto: copertina, Giuseppe Costa pagine interne, archivio Dokita Editoriale Lettera dal nuovo Presidente News Speciale Africa Camerun à Intervista a padre Sergio Ianeselli «È arrivato il momento di passare il testimone» a cura di Cecilia Calò e Saverio Clementi à Intervista a disabili del centro Arc-En-Ciel, Kribi a cura di Cecilia Calò e Saverio Clementi Dokita Saronno L esperienza di Aldo Fumagalli di Saverio Clementi Emergenza Honduras Un Progetto per migliorare la vita in carcere di Elide Maltese Dossier Sostegno a Distanza: quando l aiuto è a Km 0 di Ilaria M. Nizzo e Damiano Mozzetta Approfondimento Un nuovo modo di fare fund raising di Massimo Coen Cagli Volontari La solidarietà è contagiosa! di Elide Maltese Progetti à Perù con Procrecer, sono ricominciate le attività che aiutano a crescere, di Claudia Babini à Centro IDEAL: congratulazioni ai diplomati 2011 e nuovi Corsi estivi con 40 alunni, di Claudia Babini Dal Direttore La crisi e il cambiamento di Mario Grieco Dokita si è costituita Associazione, senza fini di lucro, con atto notarile in data , allo scopo di sensibilizzare ed educare l opinione pubblica ai problemi delle persone più svantaggiate ed emarginate e di operare concretamente nel campo della solidarietà e cooperazione internazionale. È Organizzazione non Governativa (ONG) riconosciuta idonea dal Ministero degli Affari Esteri (con decreto N 1991/128/001024/6 del e decreto N 2005/337/005519/3 del ). È Associazione di Volontariato iscritta nel Registro delle Organizzazioni di Volontariato del Lazio con decreto n. 1482/95 del Per effetto del decreto legislativo n. 460 del , è ONLUS di diritto. Il 6 aprile 2002 viene iscritta ai sensi del D.P.R. 361/2000 nel registro delle persone giuridiche presso l U.T.G. di Roma al n. 102/2002. Per non ricevere la rivista Dokita potete inviare una mail a

3 editoriale Carissimi lettori come qualcuno di voi saprà la parola Dokita nella lingua africana bulu indica il medico, il dottore o più semplicemente il guaritore ed è anche il soprannome che le popolazioni del Camerun assegnarono a Fr. Clemente Maino, infermiere e missionario della Congregazione dei Figli dell Immacolata Concezione. In tutti questi anni, quasi quaranta, la nostra associazione ha continuato la sua attività con lo stesso spirito, la stessa volontà e gli stessi principi del suo fondatore per offrire gratuitamente cure mediche, un istruzione scolastica adeguata, cibo e sostegno agli uomini, alle donne e ai bambini poveri nei Paesi dove opera. Come nuovo Presidente desidero farmi carico di questa eredità per far prosperare, con la mia esperienza e professionalità, l Associazione che da pochi mesi sono stato chiamato a dirigere. Un impegno che è oggi, ancora più necessario, perché la grave crisi economica ha aumentato le disparità e le ingiustizie colpendo soprattutto le persone più deboli, indifese e discriminate. L effetto della crisi sta avendo forti ricadute anche sulla lotta alla povertà e i paesi europei stanno contraendo le risorse destinate agli aiuti ancora più drasticamente di quanto impongano le difficoltà economiche, lasciando indietro oltre tre miliardi di persone che vivono con due dollari e mezzo al giorno. Oggi, più che mai, il sostegno dei nostri donatori è diventato fondamentale per portare cambiamenti concreti nelle comunità povere dove i bisogni sono maggiori, per intervenire e rendere l assistenza sanitaria accessibile a tutti, per promuovere corsi di formazione professionale e per favorire l integrazione sociale e lavorativa delle persone svantaggiate. Attualmente siamo presenti in Camerun, Congo RD, Costa d Avorio, Nigeria, Argentina, Brasile, Bolivia, Perù, Filippine, India e Albania e con il vostro aiuto possiamo fare ancora di più in molti altri paesi del Sud del mondo per sconfiggere povertà ed ingiustizie. Per festeggiare i primi cento numeri della nostra rivista, insieme a tutto lo staff, abbiamo pensato di fare arrivare nelle case dei lettori del periodico Vita con della Congregazione dei Figli dell Immacolata Concezione, le cui missioni Dokita sostiene, anche una copia della nostra pubblicazione Dokita. Una celebrazione per tutti noi molto importante e che desideravamo condividere con le persone vicine al carisma montiano. Nei mesi che seguiranno il mio compito sarà quello di portare avanti l opera iniziata nel 1970 da Fr. Clemente Maino, e con il mio impegno cercherò di portare sempre maggiore efficienza nei progetti ed efficacia nei risultati, nel rispetto dei valori che uniscono e caratterizzano l associazione. Presidente Dokita onlus Pietro Nicolai Dokita 1

4 NEWS Honduras, Febbraio 2012 Conclusi i lavori di ristrutturazione della scuola di Tegucigalpa in Honduras A circa quattro mesi dall inizio del progetto di miglioramento delle capacità di prevenzione e risposta ad eventi climatici sfavorevoli nelle comunità marginali di Fuerzas Unidas, Cataluña e Emanuel a Tegucigalpa, finanziato dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo, sono già state concluse alcune attività. All apertura dell anno scolastico gli alunni della scuola di Cataluña hanno svolto la loro prima lezione nelle nuove 3 aule costruite nel quadro del progetto, cosi come gli alunni di Fuerzas Unidas hanno visto la loro scuola rivoluzionata con una nuova strada d ingresso, nuovi bagni, una protezione per il pozzo ed un aula danneggiata dalla pioggia riabilitata e messa in sicurezza. Tutti i lavori sono stati realizzati durante la chiusura festiva delle scuole per non disturbare il regolare svolgimento dell attività scolastica. Inoltre, si trova nella sua fase conclusiva, la costruzione di un opera idrogeologica nella colonia di Fuerzas Unidas. Tale opera permetterà di controllare il flusso dell acqua piovana ed, essendo strutturato a ponte, favorirà il collegamento viario tra due zone della comunità precedentemente prive di comunicazione in caso di piogge. Infine, sono stati formati due comitati ambientali, uno per ciascuna comunità che riceveranno una formazione specifica sul tema ambientale e su quello della raccolta differenziata dei rifiuti per poi riproporre quanto appreso al resto della comunità e organizzare delle giornate di pulizia comunitaria. Sara Ferretti, Capo Progetto Roma, 5 Maggio 2012 Si è svolta la FESTA del SOSTEGNO A DISTANZA presso Explora, il Museo dei Bambini di Via Flaminia a Roma. In un pomeriggio primaverile le associazioni di sostegno a distanza si sono raccolte tutte insieme per difendere i diritti dei bambini. I giardini del Museo si sono animati di punti informativi, spettacoli artistici, laboratori per bambini, mostre/mercato di artigianato. Anche l Associazione Dokita ha partecipato all evento con un suo punto informativo, per fare conoscere i progetti SaD che gestisce nei paesi del Sud del mondo e con attività di animazione, per far divertire i bambini presenti. Roma, Aprile-Maggio 2012, Rassegna di Jazz Solidale Dokita con Ricerca e Cooperazione, in collaborazione con la scuola di musica Saint Louis College of Music, hanno promosso tre giornate dedicate al jazz, alla cucina romana e alla solidarietà presso il locale Aleph a Roma. Sono stati organizzati due pranzi il mese di aprile e una cena il mese di maggio, accompagnate dalla suggestiva musica jazz, per raccogliere fondi a favore delle popolazioni del Sud del mondo. La partecipazione è stata numerosa e il ricavato degli eventi è stato destinato ai progetti di cooperazione internazionale sostenuti dalle due associazioni. 2 Dokita

5 Speciale Africa Camerun padre Sergio Ianeselli «È arrivato il momento di passare il testimone» intervista a padre Sergio Ianeselli a cura di Cecila Calò e Saverio Clementi Dopo 40 anni di intenso lavoro con i bambini e i giovani disabili, il missionario s interroga sul futuro delle importanti strutture che fanno capo alla CFIC. I problemi non mancano, ma c è fiducia nei laici e nei religiosi africani. Ci troviamo nel centro Promohandicap di Yaoundè, la capitale del Camerun, con padre Sergio Ianeselli, uno dei missionari storici della Congregazione dei Figli dell Immacolata Concezione. Cominciamo col chiedergli di presentare brevemente se stesso. «Sono nato nel Fin da piccolo avevo la vocazione per le avventure e quindi mi sono messo su questa strada. Il Signore mi ha accontentato mandandomi in Camerun e adesso sono qui da quasi 40 anni. All inizio ho imparato la lingua del posto e molte altre cose prima di darmi all azione. È solo dal 1991 che ho iniziato a mostrare ciò che sapevo fare costruendo cinque foyer per bambini e giovani disabili, e poi scuole, case...». Quindi le attività principali di cui si è occupato sono state tutte a favore dei disabili? «Sì, prima ho cominciato coi lebbrosi. Sono stato in Belgio e in Spagna per imparare a trattare questa particolare categoria di malati. Poi mi sono occupato anche dei bambini poliomielitici perché quando andavo a trovare i lebbrosi vedevo dei piccoli che ruzzolavano per terra e non capivo il perché, ho compreso dopo che era a causa di questa malattia, così ho lasciato i lebbrosi per costruire i foyer per i disabili». Le attività che ha svolto durante questi lunghi anni di missione pensa che abbiano in qualche modo influenzato l opinione pubblica del Camerun verso la disabilità in generale? «Quando ho cominciato con i poliomielitici non perdevo occasione di dire alle autorità locali che bisognava fare le vaccinazioni perché è solo così che si vince la malattia. Non mi hanno ascoltato subito, ma un po alla volta hanno intrapreso questa strada e adesso si può dire che la vaccinazione contro la poliomelite e altre malattie è obbligatoria. Il risultato è che abbiamo visto sparire la malattia, ma adesso ce ne sono altre. Anche la lebbra è scomparsa, restano solo alcuni anziani e qualche altro raro caso». Com è visto il disabile in Camerun? «È visto in un modo un po preoccupante: pensano subito che alla base ci sia qualche disgrazia nella sua famiglia, oppure che abbia commesso qualche peccato. Lo lasciano in casa, a volte gli danno da mangiare, ma in genere vengono abbandonati. In questi ultimi tempi cominciano a capire che anche un disabile può andare a scuola e può vivere una vita normale. Non lo tengono più relegato per terra in cucina, ma lo fanno uscire, lo mandano a scuola. Quando io costruivo i foyer, lo facevo in modo che fossero vicini alla scuola in modo che i malati potessero subito frequentare le lezioni. Hanno visto che alcuni handicappati sono più bravi dei cosiddetti normali. In questo modo hanno potuto vedere che anche gli handicappati possono condurre una vita normale e anche di più». Dokita 3

6 SPECIALE AFRICA È attraverso questi foyer, questi centri per ragazzi disabili e questo grande centro della Promohandicap di cui lei è presidente, che ha visto cambiare in meglio e svilupparsi un diverso approccio al problema, aiutando così questi ragazzi ad affrontare la vita in maniera più attiva, più da protagonisti? «Purtroppo lo Stato non fa quasi niente; tutti i bambini handicappati sono in mano ai missionari o ai laici. Lo Stato ha solo un centro fondato dai canadesi che funziona più o meno bene. È un problema di cui bisognerà discutere prima o poi: chi deve prendersi cura di queste persone? Chiaramente dovrebbe essere lo Stato. Adesso loro hanno almeno una speranza. Io porto sempre l esempio di una famiglia, cinque figli in tutto: tre sono ciechi dalla nascita e due no. Dei non vedenti, uno è il presidente di tutti i ciechi del Camerun. Ha una casa e la macchina. Vive bene. La seconda si è trasferita in Francia, si è sposata e canta. Il terzo è un professore che conosciamo bene anche qui perchè è venuto a tenere delle lezioni. È un docente universitario e quindi gira anche lui in macchina. Gli altri due sono dei contadini miserabili, che fanno una vita normale, ma non hanno avuto un gran successo nella vita. Quindi in tre hanno avuto successo, mentre gli altri due sono rimasti a casa a lavorare i campi. Con questo voglio dire che c è una possibilità per i ciechi e per tutti gli handicappati fisici. Qui abbiamo 40 operai, più di 20 sono handicappati e riescono a mandare avanti le cose. Abbiamo dato una speranza al Camerun facendo capire a tutti che anche chi è portatore di un handicap può realizzarsi nella vita». Può descrivere le attività che vengono fatte nel centro Promohandicap? «Qui si assistono un po tutti gli handicap. Abbiamo una scuola per ciechi fondata da Daniel De Rossignac, una persona che dopo aver buttato un bel po di bombe dall aereo si è pentito ed è stato più di vent anni in Camerun ad aiutare i non vedenti. Adesso la scuola è integrata, ci sono anche bambini del quartiere che vengono a seguire lo stesso programma previsto per i ciechi. Poi abbiamo una falegnameria per sordomuti. Non ha un gran successo, in quanto i ragazzi quando escono dalla nostra scuola non trovano lavoro e quindi o devono mantenersi facendo qualche lavoretto con gli attrezzi che forniamo noi, oppure sono destinati a non fare niente. Poi abbiamo un officina meccanica dove ripariamo e costruiamo gli apparecchi elettronici ortopedici. Hanno avuto invece un discreto successo cinque aule frequentate da bambini più grandi affetti da handicap mentali. Questa è una novità perché prima prevalevano nettamente i portatori di handicap fisici. Adesso le cinque aule sono frequentate da persone di diverse gravità e questo ci dà un grande lavoro. È evidente che ci vorrebbe del personale specializzato, che putroppo attualmente non possiamo permetterci a causa dei costi. Andiamo avanti ugualmente così, con ciò che abbiamo, sperando in un avvenire migliore». Quali sono le sfide che lei vede per il futuro? «La prima grande sfida che abbiamo davanti come Concezionisti è la capacità di dare un futuro a tutte queste iniziative anche quando non ci saremo più noi, cioè quando tutto passerà nelle mani della gente del posto. Le realtà che operano a favore dei portatori di handicap non sono autosufficienti; come tutte le istituzioni di questo tipo per vivere hanno bisogno di sovvenzioni, che attualmente arrivano da un grande organismo tedesco, Seben, che però non offre nemmeno la metà di ciò che servirebbe. Noi cerchiamo di arrangiarci, scrivendo progetti, ma alla fine c è sempre bisogno di qualche milione di Franchi CFA (la moneta locale, ndr) per dare una continuità ad essi. Saremo capaci? Qui abbiamo investito molti milioni. È stata quasi la sede della nostra delegazione, al punto che vengono ancora qui a fare le riunioni perché è situata in una zona centrale. Andarcene sarebbe una tragedia perché abbiamo sempre avuto una grande libertà di azione. Possiamo fare quello che vogliamo. Se perdiamo questo 4 Dokita

7 Speciale Africa Studenti non vedenti La parola ad alcuni operatori centro perdiamo molto. Da qui sono nate tutte le altre iniziative dopo Sangmelima. È da qui che sono nati gli altri centri, quindi io spero che ci sarà qualcuno che garantisca una continuità. Ho qualche dubbio, ma bisognerà sforzarsi di farlo, per esempio attraverso i collegi». Qual è l augurio che si fa per l anno in corso? «Bisognerà costruire rapidamente delle solide basi. Da poco abbiamo un nuovo delegato provinciale, padre Toussaint, che dovrà prendere delle decisioni importanti in previsione del venir meno dei religiosi italiani. Noi bianchi abbiamo esaurito la nostra funzione e quindi si rende necessario trovare delle alternative per conservare queste realtà. Se sarà il caso arriveremo a chiuderne qualcuna. Se non ci sono i mezzi non si può continuare ad Disabile al lavoro in officina meccanica esercitare la carità, a meno che non avvenga un miracolo». Quale appello vuole lanciare ai nostri lettori? «Di aiutarci a comprendere prima di tutto, di venire a vedere di che cosa si tratta e come viviamo, di immedesimarsi nella loro cultura, che è una buona cultura, in grado di insegnare molto a noi che siamo diventati troppo consumistici, legati alle apparenze. Un altro intervento importante sono le adozioni a distanza. È possibile inoltre aiutarci sostenendo qualche progetto compreso nella Campagna Africa Speriamo che continui e che porti molti frutti». Per la Campagna Africa 2012 visita il sito Siamo a Kribi, al Centre Arc-en- Ciel, una struttura per disabili. Qui abbiamo alcuni operatori di Dokita che lavorano per la nostra ONG. Abbiamo chiesto loro di raccontarci il loro lavoro. A cura di Cecilia Calò Pascal «Il lavoro che faccio con Dokita è quello del facilitatore di gruppo. Pantaleo Rizzo, il capo progetto, ci ha insegnato che ci si può aiutare reciprocamente senza necessariamente fare ricorso ai soldi. Da quando portiamo avanti questa esperienza stiamo avendo molti vantaggi. Per esempio, tutti quei lavori che prima richiedevano soldi ora li facciamo gratuitamente, senza usare i franchi CFA. Avviene tutto fra i membri del gruppo ed è un grosso vantaggio. Il mio ruolo è di tenere il gruppo, di segnare tutti gli scambi di beni, lavori o servizi che si realizzano. Vengono contabilizzati in entrata doppia utilizzando una valuta equivalente ai FCFA, ma senza effettuare scambi di soldi in modo da registrare quanto una persona riceve e quanto dà al gruppo e mantenere così un controllo e un equilibrio fra i membri. Prima di incontrare Dokita mi occupavo delle mie cose. Facevo un po di tutto. Ma da quando è venuta Dokita la mia vita è molto cambiata. Quello che non potevo immaginare potesse mai succedere è successo, senza bisogno di andare in ansia perché qualcuno non ti ha pagato o perché non hai pagato qualcuno. Questo cambia tutto». Mathieu «Lavoro con Dokita e non è sempre tutto facile, anche se con il tempo i problemi si superano. Cosa dire di Dokita? Mi ha dato molto. Sicuramente il mio stato fisico non mi permetteva di fare molte cose Dokita 5

8 La parola ad alcuni operatori da solo, era una pena continua il lavorare, anche il semplice portare un secchio d acqua in bagno e tutto il resto. Adesso le persone hanno imparato ad aiutarsi reciprocamente. Uno può venire a casa tua e farti un lavoro che non è gratuito, ma è un intervento che annotiamo su un quaderno. Siccome siamo all interno di un gruppo, se quella stessa persona avrà a sua volta bisogno di un servizio dopo qualche tempo, può sperare che un altro del gruppo andrà a casa sua per rendergli quel servizio. Io sono elettricista, mi occupo di elettronica e riparo televisioni, lettori DVD... aggiusto ogni genere di apparecchiature. Faccio un esempio. Un membro del gruppo viene con il suo apparecchio perchè è guasto. Il mio lavoro si trasforma in Océan. Così abbiamo chiamato la moneta di scambio perchè Kribi si trova nel Dipartimento dell Océan. Non mi dà delle banconote, mi dà Océan. È un po come un assegno. Io rendo i servizi nell ambito dell elettronica». Gideon «Io lavoro come fisioterapista. Mi occupo di rieducazione e riabilitazione delle persone disabili. Tutti coloro che hanno un handicap li trattiamo qui, dove c è il lettino per i massaggi. Facciamo anche la conduzione del piede varo e a quelli che non camminano più, perché hanno riportato delle fratture, insegniamo la deambulazione. Poi facciamo anche la formazione. Ci sono alcune persone con disabilità che possono fare i massaggi, che possono fare riabilitazione a base comunitaria, con gli altri. Sono sei mesi che lavoro con Dokita. C è poi la sala di fisioterapia con cyclette per la riabilitazione e le parallele per imparare a deambulare. Poi c è il lettino per i massaggi. Siamo in tre a lavorare in questo ambiente. Io sono fisioterapista, gli altri sono stagisti». DOKITA SARONNO: l esperienza di Aldo Fumagalli Tra business e buon cuore Da oltre vent anni è il referente per tutti gli interventi promossi dai gruppi del Nord Italia. Un cammino iniziato in Albania. Imprese sociali per autofinanziare le iniziative missionarie. di Saverio Clementi Dokita, a Saronno, ha il volto e il nome di Aldo Fumagalli. Comasco di nascita, ma residente nel vicino Canton Ticino, è da oltre vent anni il punto di riferimento per tutti i gruppi che operano nell Italia Settentrionale. Il suo cammino di avvicinamento alla ONG inizia nel 1984 quando arriva a Erba come insegnante nei corsi di formazione professionale gestiti dalla Congregazione dei Figli dell Immacolata Concezione. Ha in tasca una laurea in geologia. Qui assume via via responsabilità crescenti fino a quando avviene il passo decisivo: parte per l Albania con padre Mariano Passerini. Siamo nel 1997 e i Balcani stanno vivendo uno dei periodi più tragici della loro storia. Il dissolvimento della Jugoslavia di Tito ha innescato una feroce guerra tra le diverse componenti culturali e religiose della regione. I Concezionisti non stanno a guardare e organizzano un campo per accogliere i profughi che fuggono dal vicino Kossovo in fiamme. Un fiume in piena. È da allora che Dokita, per Aldo Fumagalli, diventa una ragione di vita. Dallo Tsunami al Congo «Attualmente spiega il mio ruolo potrebbe essere definito come quello di un suggeritore trasversale di supporto a tutti i gruppi di volontari legati all associazione Amici di Padre Monti e alle realtà di Dokita che operano nel Nord Italia. La mia sede di lavoro è Saronno, quando non sono in giro per il mondo». Un altro intervento curato da Aldo risale al devastante Tsunami del 26 dicembre In stretto contatto con le realtà Montiane presenti in India, coordinò la costruzione di un centro di riabilitazione psico-fisico per minori disabili. Un opera maturata a Saronno grazie anche al fattivo coinvolgimento dei volontari locali, dell amministrazione civica e della città francese di Challant gemellata con il comune del basso varesotto. Da quando la casa madre di Saronno è diventata luogo di incontro multiculturale del variegato mondo che ruota attorno alla CFIC, il ruolo di Aldo si è ampliato ulteriormente. Grazie al coinvolgimenti di frati provenienti dall Africa, sono stati organizzati campi di lavoro nel Repubblica Democratica del Congo, nella capitale Kinshasa, che ha portato alla costruzione di un centro ospedaliero che oggi può vantare reparti di maternità, chirurgia, oftalmologia e fisiatria. Imprese sociali A Yaoundè, la capitale del Camerun, nell ambito del progetto SOA, è stata finanziata la costruzione di alloggi per studenti universitari. Iniziativa che ha visto la partecipazione di molte realtà saronesi. Un 6 Dokita

9 discorso analogo vale per i viaggi di turismo missionario in diverse realtà della CFIC attuato con le scuole dell Istituto Padre Monti. «In questi anni confessa ho maturato alcune convinzioni. Fino ad oggi abbiamo realizzato progetti coincidenti con il carisma montiano. È arrivato il momento di ripensare il concetto di autosostenibilità perchè non è più possibile basarsi solo sul buon cuore delle persone. La continuità non è più garantita, complice anche il difficile momento economico che stiamo vivendo. È urgente dare vita a imprese sociali nei Paesi che vogliamo sostenere. Occorre cioè sviluppare forme di business puro, i cui utili vengano impegnati in iniziative sociali». Una strada obbligata Iniziative in tal senso sono già state avviate? «Due esperienze stanno dando risultati positivi. La prima è quella delle gelaterie aperte in India: tre punti vendita con una redditività di circa 1500 euro al mese. Non è poco, se pensiamo poi che la loro capacità produttiva è attualmente sfruttata solo al 30%. La seconda è stata realizzata in Congo. Si tratta di una fattoria di circa 35 ettari dove si producono mais, magnoca e si pratica l allevamento. C è una redditività netta significativa. Soldi che vengono utilizzati per sostenere due orfanotrofi della Congregazione. Anche qui ci sono margini di espansione interessanti se consideriamo che la fattoria ha a disposizione ancora più di 100 ettari non coltivati. Sempre in Congo stiamo lavorando a un progetto di cooperativa etica che riesca a coordinare l intera filiera della produzione agro-alimentare. In prospettiva si vuole poi costituire un Gruppo di acquisto solidale». Un percorso obbligato, sembra di capire, se si vuole dare continuità a tante opere missionarie? «Direi proprio di sì. Oggi tutte le attività sociali ecosostenibili hanno di fronte due modelli: quello che potremmo definire gesuitico, cioè fruibile a pagamento e quindi solo dalle élites del posto, oppure si costituisce un attività di business per autofinanziarsi. Tutto il resto è destinato a diventare precario in quanto legate alla buona volontà dei benefattori». Dokita 7

10 Progetti Emergenza Honduras: un progetto per migliorare la vita in carcere a cura di Elide Maltese e Davide Bonechi Mentre nelle prigioni italiane la situazione è diventata insostenibile e le forze politiche discutono alla ricerca di soluzioni per uscire dall emergenza, fuori dai nostri confini l Associazione Dokita, con il sostegno economico dell Unione Europea, è riuscita ad intervenire per migliorare la dignità delle detenute e del personale nel Penitenziario Nazionale Femminile di Adattamento Sociale a Tegucigalpa. Per tutto il 2012 nel Penitenziario Nazionale Femminile di Adattamento Sociale (PNFAS) di Tegucigalpa in Honduras, che raccoglie una popolazione femminile di età media tra i anni, Dokita svilupperà una serie di attività per favorire il rientro nel mondo lavorativo e l inserimento sociale delle detenute, con un attenzione particolare alle madri con figli. L Honduras attualmente è fra i tre paesi più poveri dell America Latina con oltre il 65% della popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà. La tendenza demografica, caratterizzata da una piramide molto giovane e in continua espansione, rappresenta un altro fattore che contribuisce a peggiorare lo stato attuale del paese. I tassi di crescita degli ultimi anni hanno infatti registrato picchi annuali del 2,9% (fra i più alti del continente) con una percentuale di popolazione di età inferiore ai 15 anni pari al 40%. La dicotomia fra crescita demografica e caduta del PIL, oltre a causare un aumento della disoccupazione che rende il paese inerte ed incapace di elaborare riforme atte a contrastare la crisi economica internazionale, è causa di forti instabilità sociali. Infatti si è registrato negli ultimi anni un forte aumento del numero dei reati e dunque di detenuti all interno delle carceri nazionali, con un aumento del numero di donne recluse. Questo fattore viene considerato molto preoccupante dal momento che, in molte famiglie a rischio sociale e con scarse risorse economiche, le donne sono le uniche a occuparsi del sostentamento e dell educazione dei figli. Ciò genera fenomeni sociali negativi, soprattutto nelle aree urbane del paese, che interessano i giovani e gli adolescenti i quali convergono in bande criminali compiendo atti di microcriminalità. Le principali leggi che regolano il sistema nazionale nel campo della riabilitazione dei delinquenti e delle maras (bande criminali) non viene garantito a causa della mancanza di risorse finanziarie da parte dello Stato. Le carceri si trovano, pertanto, impossibilitate a implementare le attività di reinserimento e, così facendo, aumentano le possibilità che il detenuto, una volta scontata la pena e uscito dal carcere, incontri serie difficoltà nel reinserimento all interno della società. Tale situazione, da un lato, non permette il rientro nel mondo lavorativo e sociale dell ex detenuto e, dall altro, crea una per- 8 Dokita

11 Progetti In Honduras, DOKITA é presente con una sede operativa nella capitale Tegucigalpa dalla fine del In accordo con le Linee Programmatiche della Cooperazione Italiana e con la strategia Paese dell Unione Europea (Country Strategy Paper Honduras, ), i principali settori d intervento di DOKITA nel paese riguardano: la formazione comunitaria, l esclusione sociale, minori, disabilità e gestione del rischio. Detenute nel PNFAS di Tegucigalpa cezione di crescente insicurezza tra i cittadini. Il Penitenziario Nazionale Femminile di Adattamento Sociale (PNFAS) è l unico centro abilitato esclusivamente per le donne e dispone di installazioni basiche per la realizzazione di attività di educazione formale e occupazionale. Con il suo progetto Dokita vuole intervenire sulle maggiori problematiche del settore quali le inadeguate infrastrutture carcerarie, le scarse condizioni igieniche, la bassa qualità dell assistenza medica e dei servizi e l intensificazione di azioni violente all interno dei penitenziari. Dokita tramite il suo ufficio logistico - amministrativo il cui responsabile è Davide Bonechi, esperto in cooperazione allo sviluppo, che opera in Honduras dal 2008 nella gestione di progetti di educazione di base, di formazione professionale e di gestione del rischio, vuole contribuire alla riabilitazione delle donne private di libertà del Penitenziario Nazionale Femminile di Adattamento Sociale (PNFAS) di Tegucigalpa rafforzando le attività di educazione formale e di formazione professionale del carcere. A tal fine il progetto nominato Dignità per le detenute: miglioramento della condizione carceraria delle donne recluse del Penitenziario Nazionale Femminile di Tegucigalpa in Honduras prevede di migliorare il livello qualitativo dell educazione primaria e secondaria e dei corsi tecnici di educazione informale. Le attività previste sono orientate da un lato al miglioramento dell organizzazione generale dei programmi di educazione delle detenute in modo tale da raggiungere uno standard adeguato, dall altro a formare il personale penitenziario. Saranno così ripristinate ed attrezzate alcune sale destinate all insegnamento di corsi scolastici e tecnici. Inoltre, saranno realizzati corsi di pedagogia e psicologia per il personale dedicato all insegnamento e alla cura delle detenute. Di particolare importanza è la ristrutturazione e la fornitura di attrezzature e materiali per l asilo nido interno alla struttura. Si prevede di dipingere le pareti, riparare le finestre e fornire attrezzature e materiali per l asilo: giocattoli e materiale educativo e didattico, sedie e tavolini da lavoro, tende, letti, culle e altro materiale specifico. Obiettivo è quello di garantire il diritto all infanzia riconosciuto a livello internazionale, il diritto di vivere in un ambiente adeguato all età e di dare l opportunità alle detenutemadri di frequentare la scuola e le attività di formazione professionale. A beneficiare del progetto sono 172 donne detenute nel Penitenziario Nazionale Femminile di Adattamento Sociale (PNFAS) di Tegucigalpa, le 96 persone del personale del penitenziario, insieme alle famiglie delle detenute e di conseguenza dell intera società honduregna. Bambini costretti a vivere in carcere Per migliorare la dignità delle donne recluse: à con 30 euro puoi contribuire ad acquistare il materiale scolastico e garantire una formazione professionale alle donne detenute; à con 50 euro contribuisci a migliorare la condizione abitativa delle guardie carcerarie; à con 100 euro permetti a una detenuta-madre di ricevere un educazione scolastica e professionale per uscire dalla spirale della povertà e della criminalità; à con 150 euro puoi partecipare alla ristrutturazione dell asilo nido; Causale: Progetto Carceri in Honduras Dokita 9

12 Sostegno a Distanza Quando l aiuto è a Km 0 Dokita è stata tra le prime associazioni italiane ad adottare questa forma di intervento. Una speranza per migliaia di minori di avere un futuro migliore nel loro Paese d origine. di Ilaria M. Nizzo e Damiano Mozzetta Dokita è stata tra le prime associazioni in Italia ad utilizzare il Sostegno a Distanza come forma di aiuto concreto rivolgendosi con i suoi progetti, agli orfani, ai portatori di handicap fisici o mentali di qualsiasi età, ai ragazzi provenienti da famiglie con grande disagio sociale. Adulti e bambini che spesso non riescono a nutrirsi adeguatamente e soffrono di gravi carenze alimentari, faticano ad accedere all acqua potabile, all assistenza sanitaria e a ricevere un educazione di base. Ci sono molte persone, in particolare minori che, a causa della loro disabilità vivono isolati, sono considerati inutili dalle loro famiglie e rimangono spesso analfabeti perché gli viene negata l istruzione. Nei paesi poveri vivono bambini che diventano ciechi perché non ricevono assistenza, minori ed adulti con disabilità fisico-motorie che non possono camminare verso i quali Dokita pone da oltre quarant anni un attenzione particolare. A tutti loro vengono offerti interventi chirurgici, visite mediche di base, fisioterapia perché nei Paesi del Sud del mondo il 50% delle disabilità deriva da infezioni, malnutrizione, mancanza di vaccinazioni, fratture non curate causate da incidenti domestici o stradali. Con i progetti di Sostegno a Distanza i ragazzi di strada, i bambini abbandonati e i disabili, vengono accolti in strutture attrezzate dove, oltre agli aiuti materiali, viene assicurata la presenza di personale qualificato e di volontari motivati che si occupano di loro e li seguono durante tutto il percorso educativo. Quando è possibile si cerca di coinvolgere anche i genitori e i famigliari facendoli partecipare alle attività e dandogli l opportunità di vivere tutti insieme. Grazie alla generosità delle persone che attivano un Sostegno a Distanza è possibile accompagnare i minori nella crescita e aiutare i disabili. Questo tipo di supporto rappresenta spesso la loro unica opportunità di avere al proprio fianco qualcuno che gli doni la speranza e non li faccia sentire soli ed emarginati. Bambini del Centro Ospeor in Congo Come sono utilizzati i contributi? Le offerte si trasformano in un aiuto diretto e concreto non solo ad uno specifico bambino ma a tutta la sua comunità! Il contributo del Sostegno a Distanza non viene dato direttamente al bambino o alla sua famiglia ma viene utilizzato per realizzare servizi a loro favore come l assistenza sanitaria, l educazione scolastica, i recuperi nutrizionali per sopperire 10 Dokita

13 SaD: i progetti di dokita nel mondo AFRICA Nel Congo R.D, a Kinshasa, l Associazione opera e collabora con OSPEOR, Oeuvres Sociales pour la Protection des Enfants Orphelins et de la Rue, l ente fondato, da Padre Francesco Cavalieri dei Padri Concezionisti, per offrire una risposta concreta al problema dei bambini Sourcier, i minori considerati dalle credenze popolari posseduti e per questo abbandonati, maltrattati o addirittura uccisi. In Camerun Dokita, insieme alla Congregazione Figli dell Immacolata Concezione, aiuta 900 ragazzi garantendo loro l educazione scolastica, l assistenza sociale e quella sanitaria. In Nigeria sostiene la Blessed Luigi Maria Monti Community, la comunità del Beato L.M.Monti, che dal 2003 si occupa dei bambini a rischio di emarginazione sociale nella città di Enugu. INDIA L Associazione Dokita in India sostiene numerosi progetti SaD rivolti ai minori dai 3 ai 18 anni che fuggono dalla miseria e dalla violenza, spesso portatori di handicap fisici e mentali, orfani o ragazzi che provengono da famiglie bisognose. Nelle Filippine la nostra associazione aiuta i ragazzi disabili, fisici e mentali. Bambini del progetto SOS Niños SUD AMERICA In Perù nel 2003 nasce SOS Niños un progetto di Sostegno a Distanza che si rivolge, oggi, a più di 100 minori dislocati in 13 villaggi sulle alture della Valle di S.Eulalia, all estrema periferia di Lima. In Brasile c è il CAIA Centro di Attenzione Integrale all Adolescente, è un progetto SaD che si rivolge a migliaia di minori della favela Vila Morenitas di Foz do Iguaçu offrendogli l opportunità di uscire dalla spirale della povertà, dell ignoranza e della violenza. In Honduras Dokita onlus collabora con la Municipalidad de Tegucigalpa per un progetto finalizzato al recupero dei ragazzi di strada. EUROPA dell EST Nella città di medjugorje Dokita sostiene più di 20 ragazzi che necessitano un supporto e assistenza nella crescita, negli studi e nel loro percorso educativo. alle carenze alimentari e le attività con le famiglie. L Associazione Volontari Dokita onlus trattiene solo il 15% per le spese di gestione, senza le quali non potrebbe coordinare e sostenere i progetti Sad. Chi può fare un SaD? L adozione a distanza può essere fatta da persone singole, famiglie, gruppi di amici, gruppi parrocchiali, aziende, scuole, singole classi e associazioni. Sostenere a distanza un bambino è un gesto di solidarietà, amicizia e unità, è un gesto educativo per i propri figli o in ambito scolastico, può essere anche l occasione di un regalo a persone care in momenti particolari dell anno o della vita, in occasione di compleanni, battesimi, prime comunioni, matrimoni. La durata del SaD Il SaD non ha una durata prestabilita perché è un impegno morale e non giuridico. Il sostenitore può recedere in ogni momento dal suo impegno, in questo caso viene richiesto cortesemente un preavviso di un paio di mesi per trovare un altro sostenitore che si faccia carico del bambino. La filosofia del Sad consiste di norma nell accompagnare nella crescita un minore, un disabile o un gruppo di minori, per un periodo di 3 anni. Cosa succede dopo che ho inviato i soldi? Al momento dell adesione viene inviata una lettera di benvenuto con la foto del bambino adottato insieme a una scheda con i suoi dati anagrafici e con la sua storia personale e famigliare. Il sostenitore, oltre a ricevere tre riviste Dokita, sarà contattato varie volte nell arco dell anno. Prima con una lettera di benvenuto poi con la lettera di ringraziamento della donazione e infine a natale, riceverà una lettera di auguri insieme a quella scritta dal bambino con una sua foto recente. Infine l Associazione potrà organizzare, per chi lo vorrà, Dokita 11

14 La Testimonianza della Comunità di San Giuseppe di Torvaianica, di Elide Maltese Adottare uno, due, tre bambini insieme si può! È l esperienza della Comunità di San Giuseppe Artigiano di Torvaianica vicino Roma che nel 1993 ha iniziato con il sostenere l adozione di un bambino appartenente ai progetti di Dokita e ha continuato adottandone sempre di più. «Oggi abbiamo 21 bambini racconta Anna Falcone, la responsabile delle adozioni per la comunità dei quali teniamo sempre un album di foto, con il nome, l età il paese di origine. I bambini negli anni sono cresciuti e quindi sono anche cambiati, ma noi vogliamo continuare a sostenere chi ha più bisogno. Abbiamo iniziato dieci anni fa, il vecchio parroco mi chiese di fare un sostegno a distanza perché aveva ricevuto una donazione che poteva destinare a chi voleva. Così contattai Dokita tramite Fratel Decimo, un laico dipendente dell Idi, che venne e ci chiese un aiuto per comprare libri, quaderni e tutto il materiale scolastico per dei bimbi in Africa. Dopo aver fatto la prima adozione, il parroco voleva che questa donazione avesse un seguito, una continuità negli anni, e come comunità abbiamo deciso di aprire un fondo destinato alle adozioni, nel quale ognuno di noi poteva mettere quanto voleva e secondo le proprie disponibilità. visite presso la struttura e le opere nel paese di origine del bambino; in tal caso Dokita onlus non potrà farsi carico delle spese di viaggio e di soggiorno che sono a carico del sostenitore. L adozione a distanza è un legame speciale e unico: attraverso la foto, i disegni e i messaggi del bambino o disabile sostenuto, è possibile seguire da vicino i suoi progressi e ricevere periodicamente gli aggiornamenti del lavoro che viene svolto nella sua comunità. Quanto costa il contributo? Tramite un piccolo contributo economico, l equivalente di un caffè al giorno, un bambino in condizioni difficili può ricevere sostegno in alimenti, vestiario, può accedere alla scuola e alle cure mediche di base. Agevolazioni fiscali Per poter usufruire delle agevolazioni fiscali è necessario presentare al proprio commercialista i documenti di versamento, la matrice o fotocopia dell assegno, copia del bonifico o del bollettino postali. Le donazioni in contanti non sono deducibili. Dokita aderisce al ForumSad, il forum permanente per il Sostegno a Distanza, segue le disposizioni governative presenti nella Carta dei Principi e dei Criteri di Qualità del SaD e sottoscrive le Linee Guida per il SaD di minori e giovani emanate dall Agenzia per le Onlus. Dokita opera nel rispetto dei principi indicati nelle Linee Guida, garantendo così trasparenza e qualità nei progetti, offrendo ai sostenitori informazioni chiare e complete sul contributo versato a sostegno dei bambini e delle loro comunità di appartenenza. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito inviare una mail a o telefonare al numero 06/ Le diverse tipologie di Sostegno a Distanza: Puoi scegliere diverse forme di aiuto concreto. à Con 15 euro al mese, 180 euro all anno, offri ad un minore la possibilità di istruirsi, accedere ai servizi educativi di base, utilizzare il materiale scolastico, partecipare alle attività di dopo scuola e contrastare l abbandono scolastico. à Con 20 euro al mese, 240 euro all anno, garantisci ad un bambino un pasto completo, con un supporto nutrizionale adeguato, l istruzione, l assistenza scolastica per terminare gli studi e consentirgli di uscire dalla povertà e dall ignoranza. à Con 25 euro al mese, 300 euro all anno, gli permetti di usufruire dell assistenza sanitaria di base, di ricevere un educazione scolastica e partecipare attivamente alla vita socio economica della comunità. à Con 30 euro al mese, 360 euro all anno, sostieni un bambino o un adulto disabile, assicurandogli gli studi e un pasto quotidiano e gli permetti di accedere ai servizi sanitari essenziali. à Con 40 euro al mese, 480 euro all anno, consenti ad un bambino orfano, abbandonato o di strada di essere accolto presso un Centro o una Casa famiglia che si prenda cura di lui, donandogli un luogo dove dormire, mangiare, usufruire di cure mediche, riuscire a studiare per avere un futuro come tutti gli altri. 12 Dokita

15 Il Centro CAIA in Brasile Attiva un Sostegno a Distanza Compila questa scheda e spediscila a: Associazione Volontari Dokita onlus, Vicolo del Conte 2, Roma oppure invia la fotocopia per fax al numero o scrivi all indirizzo Da compilare in stampatello, i campi con il segno* sono obbligatori: Cognome* Nome* Indirizzo* n* Cap* Città* Telefono di casa tel ufficio cellulare * codice fiscale Scegli il tipo di Sostegno: 15 euro al mese 20 euro al mese 25 euro al mese 30 euro al mese 40 euro al mese Puoi scegliere la modalità di donazione: à Bollettino Postale n allegato alla rivista, intestato ad Associazioni Volontari Dokita Onlus à Bonifico Bancario presso la Banca Prossima su c/c IBAN: IT 36 Q à Carta di credito con Paypal accedendo al nostro sito La donazione può essere suddivisa in: annuale trimestrale mensile Autorizzo al trattamento dei miei dati personali nei termini del D.L. 196/2003 e successive modifiche e integrazioni. In qualsiasi momento il sostenitore può rinunciare all impegno preso, chiediamo solo di comunicarcelo almeno due/tre mesi prima, per darci il tempo per poter cercare un altro sostenitore e non abbandonare il bambino. Al momento della tua adesione Dokita ti invierà una foto e una breve storia del bambino e della sua famiglia, se sai già in quale paese vuoi sostenere un bambino la tua preferenza sarà rispettata, indicala di seguito, altrimenti ti verrà affidato un bambino o progetto SaD scelto tra quelli che più hanno bisogno. Brasile Camerun Congo R.D Europa dell Est Filippine Honduras India Perù Nigeria Data firma Dokita 13

16 APPROFONDIMENTO Un nuovo modo di fare fund raising di Massimo Coen Cagli, direttore Scientifico Scuola di Fund Raising, Roma Un accordo tra donatori e organizzazioni con lo scopo di soddisfare le aspettative della comunità per un ritorno alle radici sociali e comunitarie della donazione. Sono sempre di più le organizzazioni che si occupano di aiuto umanitario e cooperazione, così come sono in aumento le attività e le iniziative di raccolta fondi. D altro canto sembrano diminuire i donatori e la loro disponibilità economica sia al livello di individui che a livello di aziende. Le istituzioni non sono in grado di sostenere l investimento necessario a svolgere un ruolo significativo nell ambito della cooperazione allo sviluppo. Siamo alle soglie di un crollo del fund raising? Di fronte ad un crollo, no. Ma ad una grande sfida, certamente sì. La sfida è quella di diventare qualcosa di più grande e più strategico per la nostra società. Oggi più che mai è necessario costruire un nuovo paradigma del fund raising, fondato su un nuovo patto tra donatori e organizzazioni che superi i limiti della ricchezza, della beneficenza e della reputazione. Da questo punto di vista i segnali di un nuovo che avanza ci sono, anche se sono meno visibili delle grandi campagne umanitarie. Gruppi spontanei e organizzati di cittadini si muovono nel terreno della cooperazione con uno spirito comunitario, incentrato sull impegno sociale degli individui e non sulla mera donazione di beni. Altri gruppi provenienti dall esperienza missionaria stanno spostando l attenzione dall aiuto ai poveri al rafforzamento delle capacità dei gruppi umani di portare a termine il loro impegno per l auto sviluppo. Le organizzazioni da intermediarie della carità vengono chiamate a svolgere un ruolo strategico di motore dello sviluppo coinvolgendo aziende, privati, enti locali, servizi pubblici e associazioni impegnate in altri campi a mettere a frutto in modo imprenditoriale i propri talenti per affrontare e risolvere uno dei più grandi problemi mondiali: la disparità nella crescita e nello sviluppo nel mondo. Il donatore in questo contesto più che un generoso e caritatevole filantropo diventa un investitore e un imprenditore sociale verso il quale l organizzazione, oltre a dimostrare di essere buona, deve dimostrare di essere brava spostando l attenzione dalle intenzioni alla capacità di risolvere problemi e soddisfare aspettative sociali. Questo nuovo paradigma, dell investimento sociale appunto, richiede da un lato organizzazioni in grado di coinvolgere i propri interlocutori in una impresa comune che è oggetto di una valutazione e una rendicontazione chiara degli obiettivi raggiunti e non di farli accomodare, quali spettatori, nel teatrino della solidarietà. Noi della Scuola di Roma Fund-raising.it abbiamo chiamato questo processo ritorno al futuro ossia il recupero di radici sociali e comunitarie della donazione, peraltro tipicamente italiane, proiettate in una società moderna e complessa nei suoi nuovi sistemi di comunicazione e relazione, superando la stagione, ormai esaurita, della commercializzazione delle buone cause. Per ulteriori informazioni è possibile consultare Ritorno al futuro all indirizzo web 14 Dokita

17 Volontari La solidarietà è contagiosa Intervista a Marco Checchinato, volontario e sostenitore della sede periferica Dokita a Latina di Elide Maltese Da cosa nasce un gruppo d appoggio di una associazione? Semplice: metti insieme la condivisione degli stessi ideali di solidarietà, l amore per la propria città ed un piccolo legame familiare e il gioco è fatto. A fianco: Mostra dell artista Diego Zeni insieme a Marco Checchinato e sostenitori di Dokita Latina Sotto: Mostra fotografica presso il Circolo cittadino Creata nell ottobre 2011 dall iniziativa dei nipoti di Fratel Clemente Maino, fondatore di Dokita insieme a Padre Cavalieri e da Diego Zeni da sempre attivista di Dokita Trentino Alto Adige, Dokita Latina è diventata in poco tempo una realtà solida e concreta. A raccontarci il loro impegno e le loro attività è Marco Checchinato, fondatore e sostenitore del gruppo di appoggio in provincia di Roma. Da quante persone è formato il gruppo? «Il gruppo Dokita Latina è formato da 30 persone ma i sostenitori che vivono in città e ci permettono di crescere sono molti di più. Tantissime persone che hanno conosciuto personalmente Fratel Clemente Maino, chiamato da tutti noi Pierino. Era famoso a tutti per i suoi scherzi e per l allegria che portava a casa ogni volta che tornava dal lebbrosario fondato a Sangmelina in Camerun». Quali sono le passioni in comune che uniscono i sostenitori di Dokita Latina? «Ci unisce l idea di un mondo solidale nei confronti dei più deboli, degli ultimi. Vogliamo impegnarci per sensibilizzare la società civile su un mondo lontano da noi, fatto di sofferenza estrema, un mondo dove si vive con un dollaro al giorno. Spesso organizziamo mostre, mercatini solidali e doniamo il nostro tempo, nonostante i mille impegni lavorativi, per raccogliere fondi da destinare ai progetti di Dokita. La nostra forza, nonostante il pessimismo che regna intorno a noi, è alimentata dal sorriso di un bambino che prima di incontrare Dokita viveva senza la speranza di camminare ma grazie all assistenza sanitaria le visite e cure mediche offerte dall Associazione, adesso corre. Questa è la nostra maggiore soddisfazione». Quali sono le attività che avete svolto fino a oggi? «Abbiamo iniziato con la mostra dell artista del ferro Diego Zeni, presso La Casa del Combattente a Piazza San Marco a Latina, lo scorso ottobre. Ogni due mesi siamo presenti al mercatino di Occupazione Artistica, promossa dall artista Giuliana Bocconcello che collabora con noi invitandoci alle sue numerose iniziative Dokita 15

18 Volontari Mercatino a Latina Foto sotto: Marco Checchinato e alcuni momenti della Polentata Sociale sociali. Questi mercatini ci permettono di vendere dei piccoli oggetti artigianali fatti a mano, come ad esempio le meravigliose bamboline in stoffa della nostra amica e collaboratrice Laura Cascianelli o come i braccialetti e gli anelli fatti con delle semplici forchette dalle mani del maestro Diego. A dicembre abbiamo organizzato la Polentata Sociale dove ci siamo incontrati con 50 amici e sostenitori e, grazie alla generosità di tutti i presenti, abbiamo raccolto molte donazioni. Per non parlare dei tanti mercatini e della collaborazione con il M.A.D. (Moda Arte e Degustazione) l evento creato da Fabio D Achille nostro amico e sostenitore da sempre. Nel mese di marzo abbiamo realizzato anche una mostra fotografica presso il Circolo Cittadino di Latina, scatti che fissano su carta momenti di vita di bambini abbandonati, orfani, disabili e persone emarginate assistite dall associazione e che, con l aiuto dei sostenitori di Dokita privati e pubblici, possono avere un futuro migliore. Avete altre attività in progetto? «Abbiamo vari progetti in corso, ma la prima cosa di cui abbiamo bisogno è una sede in città. Siamo forniti già di una piccola sede a Latina Scalo che ci ha offerto gratuitamente un nostro sostenitore, ma riteniamo che una sede in centro ci permetterebbe di essere più attivi sul territorio. Un punto di riferimento dove poter intraprendere e organizzare il lavoro, non abbiamo bisogno di chissà quanto spazio ma ci basterebbe una stanza per dare l avvio a molteplici iniziative a favore delle persone bisognose. Diventa Volontario Dokita Chiama il numero , scrivi a o visita il nostro sito Entrerai a fare parte della comunità dei nostri sostenitori e aiuterai anche tu migliaia di bambini e persone bisognose nei paesi più poveri del mondo. 16 Dokita

19 Progetti Perù, con Procrecer, sono ricominciate le attività che aiutano a crescere! di Claudia Babini (Capo Progetto) Nelle zone montagnose del Perù la nostra associazione opera per sostenere ed aiutare un centinaio di bambini ed adolescenti offrendogli cibo, assistenza negli studi e materiale scolastico. Dokita e la Congregazione dei Figli dell Immacolata Concezione (CFIC) stanno sviluppando da molti anni un programma di rafforzamento scolastico e nutrizionale per aiutare i bambini, le bambine e gli adolescenti nelle zone più marginali e povere della provincia di Huarochiri. Le attività si svolgono ogni settimana dopo la scuola e partecipano più di 100 bambini e adolescenti dai 3 ai 16 anni di età. I ragazzi, in base alla loro fascia di età, vengono divisi in gruppi e partecipano alle attività sportive di rafforzamento scolastico e ludico, proposte da un gruppo di volontari che svolgono un lavoro eccellente nello sviluppare e potenziare le loro abilità psico motorie e intellettive attraverso i giochi e l insegnamento. Dokita e la CFIC forniscono a tutti i minori i materiali necessari per lo svolgimento delle attività (libri, quaderni, penne etc), oltre agli alimenti per la preparazione del pranzo che, al termine di ogni incontro, un gruppo di madri volontarie prepara per i bambini e gli adolescenti presenti. Un pasto che molte volte è il loro unico alimento della giornata. I luoghi dove si svolgono queste attività sono estremamente remoti e raggiungerli non è facile né per i nostri volontari né per le mamme con il rischio di limitare e scoraggiare la partecipazione dei bambini presenti in queste aree. Dokita 17

20 Progetti Congratulazioni ai diplomati del 2011 Un quindicina di ragazzi, in prevalenza donne, hanno ricevuto il diploma di formazione in informatica e nella lavorazione dei tessuti. Un opportunità di crescita e di lavoro per partecipare attivamente alla vita socio economica della comunità. Lo scorso dicembre si è celebrata la Festa di Diploma di alcuni alunni del centro IDEAL, il centro di formazione tecnica e professionale, situato nel distretto di Santa Eulalia che Dokita sostiene attraverso un progetto finanziato dal Ministero degli Affari Esteri. Iniziato a marzo del 2011 il progetto mira al potenziamento del Centro Ideal contribuendo a consolidarne le attività sociali, educative e di formazione professionale offrendo opportunità di integrazione sociale e lavorativa per gruppi vulnerabili in particolare ragazze madri, minori con ridotte opportunità e giovani con basso livello educativo residenti nella zona. I corsi di formazione, riconosciuti dal Ministero di Educazione peruviano, durano 2 anni e danno la possibilità a giovani ed adulti delle zone più remote delle montagne della Provincia di Huaorchiri d inserirsi nel mercato del lavoro grazie a un diploma di formazione. Nel mese di dicembre si è realizzata una piccola cerimonia per 15 ragazzi, in prevalenza donne, diplomati nei corsi in Informatica e nella lavorazione dei tessuti. Per questi giovani, donne e adulti, studiare richiede un sacrificio molto grande, non solo a livello economico ma anche di tempo. Studiare significa ridurre il tempo a disposizione per lavorare e di conseguenza la remunerazione economica. La maggior parte delle donne, inoltre, sono giovani madri sole che non sanno dove lasciare i loro bambini e sono costrette a portarli con loro durante le lezioni. Lo sforzo che questi giovani ed adulti, in particolare le donne, fanno per ottenere una formazione professionale e avere un posto migliore nel mondo del lavoro è ammirevole! In alto: Festa di diploma 2011 Centro Ideal. Sotto: Padre Joachin, Parroco e Superiore della CFIC in Perù, durante il suo discorso di congratulazioni. Pagina a fianco: corsi estivi di lavorazione dei tessuti al centro Ideal. 18 Dokita

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