Dirigenti Scolastici ******************************

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1 Dirigenti Scolastici N. 20 / MARZO 2010 E on line il sito web della FLC CGIL Lombardia, all indirizzo Nel sito un ampia sezione dedicata ai DIRIGENTI SCOLASTICI, con una raccolta normativa, spazio FAQ, notizie ed informazioni utili per tutti i colleghi Notizie regionali 01. FLC CGIL Lombardia: il Congresso Regionale il 4 e 5 Marzo : confermato il segretario regionale. 02. Resoconto incontro USR 10/03/10. La FLC CGIL Lombardia chiede chiarezza e risposte su organici, "nuova secondaria" e anagrafe iscrizioni. 03. USR Lombardia:richiesta d incontro urgente su confluenze automatiche fra nuovi indirizzi e articolazioni attualmente attive. 04. Iscrizioni agli istituti professionali in Lombardia: una vera canalizzazione precoce e un federalismo in salsa Ambrosiana. Notizie nazionali 05. Fisco, lavoro, cittadinanza e conoscenza. Le ragioni dello sciopero del 12 marzo 06. Trattativa per il rinnovo del contratto dell'area V dei Dirigenti Scolastici: lunedì al MIUR incontro risolutivo. 07. Equiparazione retributiva dei Dirigenti Scolastici: il MIUR non si presenta alle conciliazioni e la FLC CGIL e la CISL Scuola chiedono l intervento del giudice del lavoro 08. Estero, Dirigenti scolastici: disponibilità di posti per l'a.s. 2010/ Finanziamenti alle scuole, sindacati impegnati per ottenere la copertura di tutte le spese non finanziate 10. Finanziamenti anno Spesa per supplenze brevi: nota MIUR 11. Programma annuale Accertamento di un nuovo finanziamento per il pagamento del personale supplente temporaneo. 12. Si abbassa l'obbligo scolastico a 15 anni. L'apprendistato diventa scuola 13. Non è riforma. Comunque (Prima Parte) - di Antonio Valentino 14. Non è riforma. Comunque (Parte seconda) - di Antonio Valentino IN ALLEGATO SUL SITO FLC REGIONALE Scheda sciopero dirigenti Scheda sciopero personale docente ed ATA ******************************

2 Notizie regionali 01. FLC CGIL Lombardia: il Congresso Regionale il 4 e 5 Marzo : confermato il segretario regionale. Confermato Segretario generale Regionale FLC CGIL Lombardia Corrado Ezio Barachetti 02. Resoconto incontro USR 10/03/10. La FLC CGIL Lombardia chiede chiarezza e risposte su organici, "nuova secondaria" e anagrafe iscrizioni. Nella riunione di ieri presso la USR, presenti il Direttore Colosio e i dott. L. Volontè e V. Innelli sono stati affrontati, così come previsto dall odg i temi: informativa sulla mobilità del personale docente, educativo e A.T.A. per l anno scolastico 2010/ Contratto Collettivo Nazionale Integrativo sottoscritto il 16 febbraio 2010; Indizione e svolgimento dei concorsi per soli titoli relativi al personale ATA, ai sensi dell art del D. L.vo 16/04/1994, n Relativamente al primo tema si è convenuto che in materia di graduatorie interne d istituto e in particolare per quanto attiene all interpretazione dell art. 7 comma 1 punto 5 della OM, ciò valga solo per i neo immessi in ruolo. Sulla seconda questione si è deciso per i tempi di presentazione delle domande, ovvero dal 22 Marzo al 21 Aprile, vedi notizia: L occasione dell incontro ha rappresentato anche l opportunità di poter depositare una richiesta unitaria e urgente per un incontro con la USR relativamente alla questione della canalizzazione prevista per la nuova secondaria superiore a seguito dell avvio della contro-riforma Gelmini. Nel corso del dibattito su tale tema FLC CGIL Lombardia ha messo in evidenza altre tre urgenti questioni. La prima è quella riferita agli ordinamenti dei futuri Istituti Professionali Lombardi e per la quale rimandiamo alla specifica notizia. In proposito abbiamo sostenuto che l entrata in funzione dell intesa dello scorso 16 Marzo, a firma Gelmini Formigoni, che prevede l accantonamento di una quota dell organico a disposizione della USR Lombardia, tale quota non deve essere sottratta all organico regionale ma bensì deve essere considerata aggiuntiva! La seconda afferisce agli effetti della canalizzazione per i nuovi indirizzi della superiore e che prevede che le attuali articolazioni vengano assorbite dentro le nuove organizzazioni curriculari e disciplinari. In particolare ci siamo riferiti ai criteri con i quali si andranno a decidere le classi di concorso alle quali assegnare le nuove discipline come ad esempio, per gli ex licei tecnologici e oggi conosciuti come licei delle scienze applicate, dove è irrisolto il problema del a chi assegnare l insegnamento dell informatica. Ma ancora, abbiamo sollevato l assenza di governo sia da parte di Regione Lombardia che di USR Lombardia per la distribuzione dei nuovi indirizzi, vedi ad esempio i licei musicali e coreutici, per i quali, visto quanto definito dal MIUR, questi sono stati collocati sul territorio regionale prescindendo dalle attuali sperimentazioni in atto. Ma non solo, siamo anche a registrare l assegnazione ad alcuni istituti d indirizzi non richiesti, e anche e viceversa, il non accoglimento delle richieste d indirizzo per istituti che oggi hanno in essere articolazioni assolutamente omogenei ai i nuovi percorsi.

3 In tutto ciò, oltre che esserci molta confusione, quel che più preoccupa è appunto l assenza di politiche sia di confronto che di governo. La terza, si riferisce al tema dell anagrafe e delle iscrizioni trasmesse dalle scuole medie di I grado alle scuole secondarie. Stiamo registrando in tal senso di tutto e di più e nonostante in proposito sia stato deliberato, dalla USR Lombardia e dalla Regione Lombardia, un sistema di gestione per il trasferimento dei dati. Registriamo, infatti, che non esiste un modello omogeneo in utilizzo alle scuole secondarie tramite il quale presentare domanda; che le domande, presentate e eventualmente in esubero rispetto alla disponibilità della scuola che accoglie, vengono rimandate alla scuola media di I grado di provenienza alla quale compete la responsabilità di un ri-orientamento e senza che per questa operazione siano state definite modalità e procedure. Non sfuggirà a nessuno in proposito il grave rischio di lesione del diritto di scelta da parte dell utenza! Al termine della questione e su quanto da noi sollevato e a seguito della richiesta unitaria depositata, l USR si è impegnata a convocare per il giorno 29 Marzo uno specifico incontro verificando anche la possibilità di una partecipazione all'incontro di Regione Lombardia. 03. USR Lombardia:richiesta d incontro urgente su confluenze automatiche fra nuovi indirizzi e articolazioni attualmente attive. Il 10 Marzo le OO.SS regionali hanno inviato unitariamente al Dott. Colosio una richiesta urgente d'incontro (che alleghiamo) per affrontare, nello specifico, il tema delle confluenze automatiche fra gli indirizzi e le articolazioni attualmente presenti nelle scuole secondarie e quelli previsti dai nuovi regolamenti. La richiesta è motivata dal fatto che stanno emergendo, anche nella nostra regione, situazioni di forte incongruenza tra l applicazione delle confluenze sul futuro prossimo primo anno e l esistente attualmente in vigore. Infatti in sede tecnica MIUR e Regioni hanno pattuito sull'argomento alcuni criteri così sintetizzabili: Il Miur esplicita le confluenze automatiche, che quindi devono avere un rapporto con ciò che esiste ora nelle singole istituzioni scolastiche e non possono introdurre nuovi indirizzi ed articolazioni. Le Regioni confermano l esistente programmazione territoriale, non potendo dare vita ad una nuova, essendo scaduti i tempi; anche su questo versante, quindi, nessun avvio di nuovi indirizzi, articolazioni può essere dato. Da qui la necessità di verificare il rispetto dei due criteri sopra indicati. Alcune domande nel frattempo nascono "spontanee". Qualche Assessore provinciale ha già segnalato qualche caso in tal senso all'usr e/o agli USP e contemporaneamente alla Regione per correggere eventuali distorsioni? Sono, comunque, arrivate segnalazioni "non istituzionali"all'usr che è il garante, a livello territoriale, del rispetto dell'accordo MIUR-Regioni? La richiesta urgente d'incontro con Colosio, quindi, appare assolutamente motivata, anche perchè l'usr, sino al 14 marzo, avrà a tal proposito una specifica funzione aperta. Ciò significa che è il Dott. Colosio che, prima dell'inizio del percorso della definizione degli organici, dovrà governare su tale partita. Vi terremo informati sugli esiti dell'incontro se questo si verificherà

4 Milano 10 marzo 10 SEGRETERIE REGIONALI LOMBARDIA Al Direttore Generale USR Lombardia Dott. Giuseppe Colosio Oggetto: richiesta d incontro urgente su Confluenze automatiche fra nuovi indirizzi e articolazioni attualmente attive. Le scriventi OO. SS. richiedono un incontro urgente per affrontare nello specifico il tema delle confluenze automatiche fra gli indirizzi e le articolazioni attualmente presenti nelle scuole secondarie e quelli previsti dai nuovi regolamenti. Sia per quanto si è riusciti a conoscere a seguito di quanto pubblicato sul sito del MIUR, sia per quanto c è stato segnalato dalle nostre strutture territoriali, emergono situazioni di forte incongruenza tra l applicazione delle confluenze sul futuro prossimo primo anno e l esistente attualmente in vigore. Ricordiamo che in sede tecnica MIUR e Regioni hanno pattuito alcuni criteri riconducibili a: Il Miur esplicita le confluenze automatiche, che quindi devono avere un rapporto con ciò che esiste ora nelle singole istituzioni scolastiche e non possono introdurre nuovi indirizzi ed articolazioni, Le Regioni confermano l esistente programmazione territoriale, non potendo dare vita ad una nuova, essendo scaduti i tempi. Risulta inoltre che dal 04 marzo scorso e fino al prossimo 14 marzo, ogni USR avrà a tal proposito una specifica funzione aperta per il territorio di propria competenza per poter istruire, a risultati acquisiti, la composizione dei futuri organici regionali. In considerazione che il MIUR ha trasferito alle singole USR la responsabilità delle decisioni finali e ritenendo che tale questione materia debba essere considerata oggetto d informativa alle OO.SS., così come previsto dalla CIR vigente e visto i tempi ristretti, sollecitiamo l urgenza di tale incontro. Segretario Generale FLC CGIL Corrado Ezio BARACHETTI Segretario Generale CISL SCUOLA Silvio COLOMBINI Segretario Generale UIL SCUOLA Carlo GIUFFRE 04. Iscrizioni agli istituti professionali in Lombardia: una vera canalizzazione precoce e un federalismo in salsa Ambrosiana.

5 In merito alle iscrizioni agli istituti professionali statali occorre stigmatizzare ancora una volta che nella ridda di intese governo-regioni ed all interno della declinazione delle competenze regionali e statali, in Regione Lombardia più che valorizzare l esperienza lombarda permangono e si aggravano tutti i problemi sul terreno del federalismo e del rapporto tra federalismo, squilibri territoriali ed equità, ovvero, offerta formativa omogenea a livello nazionale. Infatti: registriamo da un lato la canalizzazione precoce, come da nota dell USR Lombardia impone l'iscrizione con tre anni di anticipo alla qualifica regionale la nota Prot. MIURAOODRLO R.U esplicita che per le iscrizioni per i percorsi di istruzione e formazione professionale si dovrà indicare la qualifica o il profilo professionale in relazione alla specifica offerta formativa proposta dalle diverse istituzioni scolastiche e formative. dall altro lato abbiamo che la Lombardia è l'unica tra le Regioni del paese dove ai ragazzi che si iscrivono agli Istituti professionali privi di qualifica triennale IFP è sicuramente preclusa la possibilità della qualifica, infatti la nota Prot. MIURAOODRLO R.U esplicita che al fine di consentire di fornire una corretta informazione agli studenti ed alle famiglie, si precisa fin d ora che la determinazione dell Assessorato regionale all Istruzione, formazione e lavoro, è di non prevedere il rilascio di una qualifica professionale a conclusione del terzo anno, se non a seguito di percorsi di istruzione e formazione professionale. Pertanto, a chiarimento di quanto previsto al punto 2 della C.M. del 18 febbraio 2010, n. 17, si rende noto che per gli studenti che si iscrivono alla classe prima dei percorsi quinquennali di istruzione professionale non sarà ammessa la contestuale richiesta di conseguire una qualifica professionale sulla base del previgente ordinamento". Tutto ciò avviene quando nel resto d Italia invece, tenuto conto anche del diverso grado di presenza di formazione professionale regionale, la possibilità della qualifica resta immutata, se pur con richieste accolte con riserva in attesa delle determinazioni delle Regioni. Infatti la C.M. 17 del 18 febbraio 2010 prevede che gli studenti che chiedono di iscriversi alla prima classe degli indirizzi degli istituti professionali di cui all allegato 1 possono contestualmente chiedere anche di poter conseguire una qualifica professionale a conclusione del terzo anno. A tal fine, gli istituti professionali propongono agli studenti e alle loro famiglie i diplomi di qualifica relativi ai percorsi realizzati sino al corrente anno scolastico. Notizie nazionali 05. Fisco, lavoro, cittadinanza e conoscenza. Le ragioni dello sciopero del 12 marzo La scuola e l'afam aderiscono per l'intera giornata, l'università, la ricerca e tutti i comparti privati con quattro ore (come deciso dalla CGIL) a fine turno. La CGIL ha proclamato per il 12 marzo uno sciopero generale che metterà al centro della mobilitazione le proposte per affrontare i problemi più immediati e pressanti per uscire dalla crisi e per l'equità sociale: un fisco giusto, attenzione al lavoro, diritti di cittadinanza. La scuola e l'afam aderiscono per l'intera giornata, l'università, la ricerca e tutti i comparti privati con quattro ore (come deciso dalla CGIL) a fine turno. Articolazioni diverse, possono essere state decise localmente. Sono previste manifestazioni territoriali. Le iniziative dei giovani della CGIL. Le ragioni dello sciopero ci coinvolgono direttamente, sono tante e tutte ugualmente importanti. Prima fra tutte una riforma del fisco che restituisca a lavoratori dipendenti e pensionati una quota del reddito che viene costantemente eroso, in modo crescente e iniquo, dalla progressività delle imposte: la FLC si batte per stipulare contratti di lavoro adeguati alla difesa e crescita del potere d'acquisto delle retribuzioni, ma questo impegno rischia di essere poi vanificato da un prelievo fiscale sempre crescente.

6 Accanto a una forte politica contrattuale è perciò necessario ristabilire una tassazione equa e sostenibile. Un secondo buon motivo ci interessa direttamente, perché riguarda l'intero sistema formativo e di ricerca italiano. I settori della conoscenza tutti sono al centro di un attacco violento da parte del Governo, che taglia l'occupazione, riduce l'offerta formativa e di ricerca, mortifica e marginalizza il ruolo e la funzione delle istituzioni, e, attraverso i tagli al finanziamento, le mette in condizioni di non poter gestire persino l'ordinaria amministrazione. Non è solo in gioco la condizione professionale e retributiva di tutti coloro che operano nei nostri settori, ma la stessa sopravvivenza di un sistema pubblico della conoscenza. Dalla scuola, all'università, all'afam, alla ricerca, alla formazione professionale, il nostro Paese rischia di non avere più un settore pubblico dell'istruzione al servizio di tutti i cittadini. Abbiamo una sfida di fronte, quella di coniugare la difesa delle condizioni di lavoro e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, con una azione generale che riproponga la necessità strategica per il Paese di tornare a investire sulla conoscenza. È per queste ragioni che la FLC chiede a tutti i lavoratori dei settori della conoscenza di aderire allo sciopero generale del12 marzo. Modalità di comunicazione dell'adesione, adempimenti e procedure per aderire allo sciopero. La Scuola statale è inclusa tra i servizi pubblici essenziali. In occasione di ogni sciopero le modalità di adesione, gli adempimenti e le procedure da seguire sono spesso causa di controversie. È per questo motivo che, in occasione dello sciopero riteniamo utile, raccogliere in modo organico tutte le normative riguardanti le modalità di sciopero sia per i Dirigenti scolastici/presidi incaricati che per il personale Docente/Educativo e ATA. IN ALLEGATO SUL SITO FLC REGIONALE Scheda sciopero dirigenti Scheda sciopero personale docente ed ATA 06. Trattativa per il rinnovo del contratto dell'area V dei Dirigenti Scolastici: lunedì al MIUR incontro risolutivo. Qualche giorno fa, per la precisione il giorno 4 marzo, con comunicazione dell ultima ora, quando le Organizzazioni sindacali erano già nel luogo dell incontro, il MIUR rinviava unilateralmente ad oggi 11 marzo la riunione. Continuava così l atteggiamento dilatorio, pretestuoso e poco responsabile del MIUR che ancora una volta non era riuscito ad ottenere dalle Direzioni regionali i dati relativi ai Contratti Integrativi regionali ed alle retribuzioni di posizione parte variabile e risultato dei Dirigenti Scolastici ed era costretto a rinviare l incontro con le Organizzazioni Sindacali dell Area V della dirigenza scolastica. E dal mese di maggio 2009 che il MIUR si è assunto l impegno di effettuare una seria ricognizione e di risolvere il problema dell incapienza dei fondi regionali trovando apposite risorse extracontrattuali, come ha fatto per l Afam. Oggi 2 incontri ed il comunicato unitario

7 Incontro all'aran Comunicato unitario CISL scuola FLC CGIL, SNALS CONFSAL ANP CIDA Le OOSS dell'area V, nell'incontro svoltosi in mattinata presso l'aran hanno affrontato la discussione relativa alla responsabilità disciplinare formulando nel merito dell'articolato una serie di proposte mirate a salvaguardare le peculiarità della Dirigenza dell'area V. L'ARAN si è impegnata a rielaborare il testo esaminato Incontro al MIUR Nel pomeriggio le OOSS dell'area V si sono trasferite al MIUR per riprendere il confronto sulla nota questione dell'incapienza dei fondi regionali. Da parte delle OOSS è stata presentata in maniera ultimativa una proposta di intesa tale da assicurare a tutti i dirigenti in servizio il rigoroso rispetto dei contratti individuali in essere e dei livelli retributivi in essi definiti. L'intesa dovrà di conseguenza nel contempo garantire che le risorse economiche messe a disposizione del rinnovo contrattuale siano interamente destinate ad incrementare i livelli retributivi di tutti i dirigenti. La seduta è stata pertanto aggiornata a lunedì 15 alle ore 16 al fine di consentire la presenza, indispensabile alla sottoscrizione dell'intesa, del Capo Dipartimento. 07. Equiparazione retributiva dei Dirigenti Scolastici: il MIUR non si presenta alle conciliazioni e la FLC CGIL e la CISL Scuola chiedono l intervento del giudice del lavoro Prosegue davanti al giudice del lavoro la vertenza giudiziaria della FLC CGIL e della CISL Scuola per l equiparazione retributiva dei Dirigenti Scolastici agli altri Dirigenti dello Stato Il comunicato dei coordinamenti nazionali dei Dirigenti Scolastici, del 7 aprile 2009, aveva ribadito la ferma volontà di proseguire la battaglia, nelle competenti sedi giudiziarie, per l equiparazione retributiva della Dirigenza Scolastica alle altre Dirigenze dello Stato. Nelle diverse regioni, scelte per l iniziativa pilota, si è ora conclusa la fase dei tentativi obbligatori di conciliazione, che hanno fatto registrare sempre l assenza del MIUR. La FLC CGIL e la CISL Scuola, proseguendo nell iniziativa legale avviata un anno fa, stanno quindi depositando presso i giudici del lavoro un ricorso pilota che richiede di riconoscere ai Dirigenti Scolastici ricorrenti il diritto di ottenere le differenze fra quanto da loro percepito come retribuzione di posizione e di risultato e quanto percepito invece dai dirigenti amministrativi. Insieme all equiparazione il ricorso richiede anche la liquidazione degli arretrati. Continueremo, come abbiamo fatto finora, a tenere informata la categoria dell evoluzione dell iniziativa giudiziaria assunta. 08. Estero, Dirigenti scolastici: disponibilità di posti per l'a.s. 2010/2011

8 I posti disponibili sono 17, entro il 2 aprile le domande. Con uno specifico messaggio la DGPCC del Ministero degli Affari Esteri precisa sia i requisiti d'ingresso dei candidati sia le modalità di selezione degli stessi. Con Avviso del 3 marzo 2010 il Ministero degli Affari Esteri individua i posti disponibili nell anno scolastico 2010/2011 riservati ai Dirigenti scolastici per lo svolgimento delle funzioni previste dall art. 45 del CCNL/2006 dell area V della dirigenza nelle sedi estere. I candidati per essere ammessi alla partecipazione al colloquio di selezione dovranno possedere all atto della presentazione della domanda i seguenti requisiti: garantire, all atto di presentazione della domanda ed in caso di prima nomina, per condizioni giuridiche e di servizio, un effettivo periodo all estero di quattro anni; avere un effettivo servizio di almeno 2 anni oltre l anno di prova prestato nel ruolo di appartenenza come dirigente scolastico. L anno scolastico in corso è conteggiabile. Gli interessati dovranno presentare apposita domanda corredata del curriculum vitae redatta secondo lo schema e le modalità previste dall'avviso entro il termine perentorio del 2 aprile La selezione avverrà mediante un apposito colloquio e sulla base della valutazione del curriculum vitae. I Dirigenti selezionati potranno essere destinati sia nel settore dei corsi che in quello delle scuole ovvero, nei 17 posti individuati sia nell emisfero boreale che australe. Area francese: BRUXELLES LOSANNA PARIGI I.C. PARIGI (CORSI) Area inglese: BOSTON IL CAIRO MELBOURNE (dal 1 marzo 2011) NEW YORK PERTH ( dal 1 marzo 2011) SYDNEY (dal 1 marzo 2011) WASHINGTON Area Spagnola: MADRID MAR DEL PLATA (dal 1 marzo 2011) Area tedesca: BASILEA STOCCARDA ZURIGO Area mista (francese-inglese): VANCOUVER N. B.: Il presente allegato comprende i posti già resi noti in data con l integrazione di ulteriori tre sedi. 09. Finanziamenti alle scuole, sindacati impegnati per ottenere la copertura di tutte le spese non finanziate Con un comunicato unitario i sindacati intervengono sulle recenti indicazioni del Miur sul programma annuale delle scuole chiedendo chiarezza e trasparenza sui criteri nell'erogazione dei fondi.

9 Pubblichiamo il comunicato unitario di tutti i sindacati sul programma annuale e sulla situazione finanziaria delle scuole e la richiesta di informativa sui dati riguardanti tutti i finanziamenti alle scuole. FLC CGIL - CISL SCUOLA - UIL SCUOLA - SNALS CONFSAL - GILDA UNAMS Comunicato sui finanziamenti alle scuole La circolare ministeriale del 22 febbraio sul programma annuale 2010 ha ripristinato alcuni punti di chiarezza sui finanziamenti. Il Miur, dopo le pressioni sindacali e le numerose proteste delle scuole, ha scritto nero su bianco i seguenti chiarimenti: le spese per le supplenze sostenute dalla scuola nel rispetto della normativa vigente verranno rimborsate. Per queste c'è l'assicurazione di avere ulteriori finanziamenti con l inserimento dei contratti negli impegni di spesa in tempo reale rispetto all'invio dei flussi. I fondi contrattuali, economie comprese, restano vincolati al pagamento del salario accessorio di docenti e Ata secondo le regole stabilite dal contratto di istituto che, dopo la sua sottoscrizione, rappresenta un vincolo giuridico per la scuola. Di conseguenza non è possibile utilizzarli per la gestione ordinaria della scuola. Queste organizzazioni sindacali, considerata la situazione critica e non ancora risolutiva riguardo alla insufficienza delle risorse per la funzionalità delle scuole, intendono vigilare su un uso improprio dei fondi contrattuali o la messa in discussione dei contratti già firmati, riservandosi ogni conseguente azione. Nel contempo continua il nostro impegno per ripristinare chiarezza e trasparenza sui criteri nell erogazione dei fondi, ma soprattutto per ottenere dal Miur la copertura di tutte le spese non finanziate. I Segretari Generali FLC CGIL - CISL SCUOLA - UIL SCUOLA - SNALS CONFSAL - GILDA UNAMS Roma, 10 marzo 2010 Oggetto: Richieste dati. Dott. Giovanni Biondi Capo Dipartimento Dipartimento per la Programmazione Dott. Marco Filisetti Direttore Generale per la politica finanziaria e di bilancio Ministero dell'istruzione, Università e Ricerca Con riferimento a quanto già richiesto, anche verbalmente durante i precedenti incontri, ed in relazione all art. 5 del CCNL 2007 si chiede l informativa e la documentazione relativa ai seguenti punti: 1.il totale dei finanziamenti assegnati alle scuole con la mail del 14 dicembre; 2.gli stanziamenti del bilancio MIUR 2010 relativi alle voci di competenza delle scuole per le spese di personale e per il funzionamento (supplenze, esami di stato, legge 440/97, mensa scolastica, integrazione disabili, ditte pulizie, formazione, spese per l abilitazione alla libera professione, ex LSU, corsi di recupero, FIS e MOF);

10 3.il numero delle scuole che usufruiscono delle ditte di appalto per il servizio di pulizia; 4.gli esiti dei monitoraggi effettuati da questa Amministrazione per quel che concerne le indennità di funzioni superiori, i residui attivi vantati dalle scuole nei confronti del MIUR e degli USR; 5.le voci di spesa finanziate nel 2008 e nel 2009 con particolare riferimento al FIS e alle ore eccedenti (pratica sportiva e sostituzione colleghi assenti). FLC CGIL - Domenico Pantaleo CISL Scuola - Francesco Scrima UIL Scuola - Massimo Di Menna SNALS Confsal - Marco Paolo Nigi GILDA Unams - Rino Di Meglio 10. Finanziamenti anno Spesa per supplenze brevi: nota MIUR Emessa nuova nota sul finanziamento supplenze brevi Prot. n. AOODGPFB 2641 Roma, 10 marzo 2010 Destinatari: Alle Istituzioni scolastiche Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per la programmazione la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali Direzione Generale per la politica finanziaria e per il bilancio Uffici Sesto e Settimo Oggetto: Finanziamenti anno Spesa per supplenze brevi Si fa seguito alle note del 14 dicembre e del 22 febbraio uu.ss., concernenti rispettivamente Indicazioni riepilogative per il Programma Annuale delle istituzioni scolastiche per l anno 2010 ed Indicazioni operative sulla predisposizione del Programma Annuale per l'esercizio finanziario 2010 per ribadire e precisare ulteriormente quanto già espresso in merito alle richieste di maggior finanziamento per le spese di supplenza breve che le istituzioni scolastiche debbono sostenere per consentire l ordinato svolgimento delle lezioni e, quindi, garantire il diritto all istruzione. In via preliminare si fa presente che la risorsa finanziaria già comunicata il 14 dicembre u.s. comprende la spesa annua presunta per supplenze, determinata con i criteri stabiliti dal D.M. 21/2007. Ciò premesso si conferma che questa Direzione dal corrente mese procederà periodicamente al monitoraggio degli impegni di spesa assunti nell anno per le supplenze brevi, tramite i flussi finanziari che le istituzioni scolastiche debbono trasmettere correntemente al SIDI utilizzando l apposita funzione. Pertanto, la trasmissione dei flussi in questione consente l eventuale integrazione delle risorse finanziarie. Solo per le istituzioni scolastiche strutturalmente impossibilitate all invio dei flussi - convitti, educandati ed istituti speciali - si provvederà a rilevazioni specifiche. Il fabbisogno finanziario evidenziato verrà posto in rapporto alla spesa fissa che si sostiene per il personale in organico di diritto. Tale rapporto determina il tasso di sostituzione. Qualora detto tasso di sostituzione sia particolarmente più elevato rispetto alle altre analoghe scuole, la maggior spesa rappresentata sarà oggetto di apposita verifica prima di essere eventualmente erogata. Con l occasione si rammenta che anche le scuole che utilizzano il sistema SIDI-Scuola debbono provvedere all invio mensile dei flussi-dati relativi alla gestione del Bilancio.

11 IL DIRETTORE GENERALE Marco Ugo Filisetti Roma, 10 marzo Programma annuale Accertamento di un nuovo finanziamento per il pagamento del personale supplente temporaneo. Una lettera tipo per segnalare tempestivamente il fabbisogno per l anno finanziario 2010 La circolare ministeriale sul programma annuale 2010 assicura la copertura della spesa per le supplenze sulla base dei flussi finanziari. Per dare un supporto al lavoro dei Ds e Dsga pubblichiamo una lettera fac-simile da utilizzare per l accertamento dei finanziamenti aggiuntivi sulla base del dato previsionale della scuola. Questo nell ottica di una reciproca collaborazione tra Miur e scuole, al fine di evitare eventuali interruzioni del servizio e apportare tempestivamente le necessarie variazioni di bilancio. Continua l impegno della FLC affinché la competenza per il pagamento delle supplenze saltuarie venga attribuita al Mef. Lettera fac-simile Intestazione scuola.., 00/00/2010 Prot. n. Dott. Giovanni Biondi Capo Dipartimento Dipartimento per la Programmazione Ministero dell Istruzione, della Università e della Ricerca Viale Trastevere, 76 a Roma Dott. Marco Ugo Filisetti Direttore Generale D.G. per la Politica Finanziaria e per il Bilancio Ministero dell Istruzione, della Università e della Ricerca Viale Trastevere, 76 a Roma e p.c. Al Direttore Generale U.S.R. della.. Dr...- Ai Revisori dei Conti Dr

12 Dr Oggetto: Accertamento di un nuovo finanziamento per le spese da sostenere per il pagamento del personale supplente temporaneo. Si segnala che questa istituzione, in relazione ai finanziamenti assegnati, ha previsto nel programma annuale 2010, nella scheda A03, alla voce per le spese per le supplenze brevi e temporanee, una somma in entrata pari ad Euro..., comprensiva anche di tutti gli oneri riflessi a carico dello Stato e dell'irap. Attualmente, al giorno, risulta già spesa la seguente somma di Euro... Risulta, inoltre, già impegnata una somma relativa alle supplenze lunghe tuttora in atto pari ad Euro... Si dettagliano le supplenze lunghe attualmente in essere :... Considerato che negli ultimi tre anni scolastici, nei mesi di... si è registrata una media di spesa per questa voce di Euro..., si presume che dal mese di... sia esaurita la somma prevista in entrata per coprire le spese relative a questa voce. Non risulta possibile, inoltre, reperire ulteriori risorse da altri voci od aggregati del programma annuale. Si comunica, quindi, che questa direzione necessita dell'assegnazione di un ulteriore finanziamento pari ad Euro... al fine di poter procedere alla stipula dei contratti di supplenza che si renderanno necessari per assicurare il regolare svolgimento delle attività didattiche e di istituto e garantire il diritto allo studio degli alunni fino al 31/08/2010. Al fine di non interrompere il regolare servizio scolastico informo che, in assenza di una diversa, tempestiva e puntuale comunicazione da parte della Vostra Direzione, procederò ad effettuare una variazione al programma annuale 2010 con un accertamento nella scheda A03, aggregato 2, voce 1 dotazione ordinaria, di una somma in entrata pari ad Euro...a copertura dei maggiori impegni di spesa per supplenze brevi e relativi oneri. Questa direzione dichiara, inoltre, di aver svolto un'attenta ricognizione delle spese per le supplenze brevi effettivamente necessarie e aver messo in atto tutte le misure adeguate al contenimento delle stesse. Distinti saluti Firma 12. Si abbassa l'obbligo scolastico a 15 anni. L'apprendistato diventa scuola Il nostro commento alla norma contenuta nel Disegno di legge sul lavoro approvato in via definitiva dal Senato. Con il disegno di legge "collegato lavoro", approvato mercoledì in via definitiva in Senato, il Governo abbassa l'obbligo scolastico nel nostro paese a 15 anni.

13 Quella norma nei fatti consente la possibilità d'ingresso nel mondo del lavoro a 15 anni e l'effetto combinato con lo svuotamento dell'art. 18 sarà quello di determinare una concezione ulteriormente regressiva del lavoro, fatta di meno competenze e di diritti inesistenti. Il provvedimento prevede che l'ultimo anno dell'obbligo di istruzione può essere assolto con il contratto di apprendistato che, come è noto, si configura come un vero e proprio rapporto di lavoro. In controtendenza, quindi, con le scelte degli altri paesi e con gli obiettivi del Trattato di Lisbona, che si propone la riduzione e la prevenzione della dispersione scolastica attraverso l'innalzamento del livello scolastico, il Governo Berlusconi, non solo svuota di ogni contenuto culturale e didattico l'obbligo scolastico, ma attribuisce competenze formative e la relativa certificazione alle imprese. Imprese che nel nostro paese non hanno mai avuto particolare propensione alla formazione (come rilevato dal Sole 24 ore, solo il 4,8% delle imprese, quasi tutte di media-grande dimensione, investono in formazione). L'estrema frammentazione del tessuto produttivo, insieme ad una cultura del fare impresa "poco propensa" agli investimenti in formazione, ricerca ed innovazione, hanno determinato una debolezza strutturale delle nostre imprese, ma anche un largo ricorso alla violazione sistematica dei contratti e delle leggi. Il paradosso è quello di affidare la possibilità di assolvere l ultimo anno dell obbligo scolastico ad imprese di piccola e piccolissima dimensione che non credono nella formazione che diventa un inutile dispendio di tempo e risorse perché il loro unico obiettivo è produrre a costi più contenuti possibili! Questa gravissima scelta del Governo avviene mentre si destruttura la scuola media superiore, si penalizza il sistema d'istruzione superiore tecnico e professionale statale e si mortifica il sistema regionale della Formazione Professionale. La FLC CGIL, come previsto dal Programma sulla Conoscenza e ribadita all'unanimità nell'ultimo Direttivo nazionale, individua come obiettivo strategico l'innalzamento dell'obbligo scolastico a 18 anni e nell'immediato il mantenimento a 16 anni che deve realizzarsi all'interno di un biennio scolastico unitario. Posizione che ribadiremo al tavolo delle consultazioni delle parti sociali a cui saremo chiamati prima che Regioni, Ministero del Lavoro e Ministero dell'istruzione raggiungano l'intesa che renderà applicativa la norma appena approvata e che contrasteremo chiamando tutte le forze politiche e sociali, i lavoratori, gli studenti ed i precari alla mobilitazione a cominciare dallo sciopero generale del 12 marzo. Stiamo valutando, infine, attraverso il lavoro congiunto degli uffici legali della FLC e della CGIL nazionali, la possibilità d'impugnare la norma applicativa del Ddl ed è in corso un'attenta verifica sui profili di costituzionalità. 13. Non è riforma. Comunque (Prima Parte) - di Antonio Valentino Le luci e le ombre In un ragionamento complessivo su quella che nella vulgata viene chiamata riforma, tenderei, in primo luogo, a considerare i seguenti aspetti: 1. La riduzione del numero degli indirizzi. E una scelta di cui non va sottovalutata l importanza. Gli indirizzi sono indubbiamente più numerosi di quanto si voglia far credere, ma una sforbiciata consistente c è. Questa operazione ha ricadute positive dirette non tanto sulle scuole (dove pure si essenzializza l offerta formativa in termini di core curriculum e si facilitano i passaggi tra istituti dello stesso tipo),

14 quanto sulla struttura ministeriale (liberando risorse da investire, ad essere speranzosi e ottimisti, sui terreni giusti). In ogni modo, gli accorpamenti e le integrazioni previsti sono stati valutati positivamente dagli esperti di settore. E questo va salutato come un risultato positivo, considerati i livelli di litigiosità che sempre nel nostro paese contrassegnano scelte di una qualche rilevanza. 2. La riduzione del numero di ore Va considerata sotto due aspetti: quello didattico e quello sociale. Sotto il primo profilo la scelta non è negativa in sé, considerando anche il fatto che il tempo scuola (le ore effettive di insegnamento) non diminuisce. Anzi. Non ci saranno probabilmente scombussolamenti particolari per quanto riguarda la distribuzione delle materie sulla giornata e sulla settimana. La segmentazione della giornata scolastica non subisce sostanziali variazioni rispetto all oggi. Un aspetto positivo è che finalmente ci libereremo delle defatiganti discussioni sul recupero dei dieci minuti negli IT e negli IP su cui si sono esercitati, con risultati a volte pesantemente negativi sul clima di istituto, i nostri collegi. Anche il sindacato potrà avvantaggiarsene. Sul versante occupazionale, certamente, le ricadute sono molto pesanti. E negative, in molti casi, anche per le scuole. Probabilmente perderemo, se non si attiveranno politiche virtuose, persone giovani, preparate e disponibili che hanno rappresentato in questi anni risorse importanti per la riqualificazione dei nostri istituti. Ma qui il problema è come si gestiranno i vuoti determinati dai consistenti pensionamenti che si prevedono e quali misure si adotteranno per la selezione, la formazione e il reclutamento del personale e come si renderà appetibile anche ai giovani più preparati e bravi la carriera scolastica. Politiche sociali assennate guarderebbero ad un reinvestimento immediato delle risorse finanziarie che derivano da tali riduzioni per promuovere interventi su questi terreni (ed altri che piangono: pensiamo ai tanti edifici scolastici indegni di un paese civile). La scelta della riduzione oraria (e quindi del personale) potrebbe risultare valida e utile solo in quest ottica. Che però non è l ottica di questa riforma. Una spia molto chiara è la modalità d avvio dell operazione: la riduzione a 32 ore interesserà tutte le classi non terminali dei cicli dei tecnici (dalla prima alla quarta) dove praticamente il riordino dei quadri orario si realizzerà nel giro del prossimo anno scolastico. 3. Gli spazi di flessibilità Sulle altre scelte vistose una valutazione serena deve partire dalle opportunità che si offrono. I consistenti spazi di flessibilità per i corsi dell istruzione tecnica e professionale possono ben rappresentare strumenti per permettere alle scuole autonome di ridefinire la propria offerta guardandosi intorno e interagendo col mondo delle imprese e della ricerca. Questo si può leggere nelle intenzioni ministeriali. Ma ognuno vede bene che con questi ragionamenti ci muoviamo su terreni avveniristici. Qualche caso di interazione virtuosa ci potrà pur essere tra questi mondi e le scuole; ma, appunto, qualche caso. E la classica rondine che da sola non fa primavera. Potrebbero risultare, è vero, un modo per recuperare le esperienze più positive delle sperimentazioni precedenti. Ma qui il rischio è che la frantumazione dell offerta che si è inteso contrastare con la riduzione degli indirizzi, cacciata dalla porta, possa rientrare dalla finestra degli spazi di flessibilità. Si tratta quindi a questo punto di capire quanto contenuto sarà il numero di opzioni che verranno incluse nell apposito elenco nazionale, previsto nei Regolamenti della Tecnica e della Professionale. Più interessante mi sembra l uso che nel prossimo futuro (e in attesa di scelte chiare sull istruzione e formazione professionale, allo stato attuale piuttosto nebulose e disorientanti) se ne potrebbe fare nell Istruzione professionale, dove questi spazi permettono, sulla base dei cambiamenti al riguardo introdotti nel testo definitivo, una curvatura dei piani studio funzionale all acquisizione della qualifica triennale (attraverso spazi di flessibilità in misura del 25%). Però qui si apre il discorso delle competenze regionali e delle intese governo-regioni. Con tutti i problemi che si pongono sul terreno del federalismo e del rapporto tra federalismo, squilibri territoriali ed equità (offerta formativa omogenea a livello nazionale). Si consideri il caso Lombardia, unica tra le regioni del paese dove ai ragazzi che si iscrivono agli Istituti che negli anni scorsi non hanno fatto la scelta dei corsi triennali, è preclusa la possibilità della qualifica: ma questo è discorso che va approfondito a parte.

15 Tutto questo per dire che la novità prospettata pone più problemi di quanto ne risolva. Comunque può rappresentare una sfida su cui la politica, per le questioni generali aperte, e il mondo della scuola, per gli aspetti che gli competono, sono chiamati a misurarsi. 4. I nuovi programmi (Le Indicazioni nazionali sui risultati di apprendimento per i vari indirizzi) Altro è il discorso sulla riscrittura dei risultati di apprendimento a seguito della ridefinizione dei piani studio, dei profili di settore e di indirizzo e del Profilo Educativo, Culturale e Professionale. I materiali che circolano in proposito riguardano la sola istruzione Tecnica. Niente si sa ancora sui Licei e sugli Istituti professionali. La declinazione di detti risultati viene espressa, come si sa, in termini di conoscenze, abilità, competenze, sulla base delle Raccomandazioni del Parlamento europeo (relative al Quadro delle qualifiche, 2008). Certamente questa modalità di declinare gli obiettivi specifici rappresenta un buon passo in avanti. Non sappiamo come le scuole la accoglieranno. Molto dipenderà dalla qualità della formazione, dalle iniziative di accompagnamento e dai livelli di coinvolgimento che il Ministero riuscirà a sviluppare. Per ora non si vede ancora niente all orizzonte. E siamo a poco più di 3 mesi dalla conclusione delle attività didattiche e a 5 mesi dall avvio del Riordino. Chissà se anche per questa vera e propria emergenza nazionale si ricorrerà al genio di Bertolaso e del suo entourage. 5. Sui Dipartimenti e i Comitati Tecnico Scientifici Qualche considerazione va svolta a proposito dei Dipartimenti e dei Comitati Tecnico Scientifici contro la cui istituzione obbligatoria si è pronunciato il Consiglio di Stato, in nome dell autonomia delle scuole. In via di principio, le motivazioni del Consiglio di Stato sono certamente accettabili. Mi chiedo, però, se non si potevano trovare altre modalità e percorsi per far passare due principi importanti, quello dell organizzazione delle discipline affini in spazi comuni di ricerca e programmazione, e quello dell apertura al mondo della cultura e del lavoro. Spero che una riflessione si apra in proposito, in primo luogo tra gli addetti ai lavori, per favorire approdi flessibili nelle forme, ma vincolanti nei risultati attesi. 6. Il primo biennio e la questione dell innalzamento dell obbligo Si è voluta oscurare nella normativa del Riordino, almeno per la programmazione pluridisciplinare, la scelta fatta per l innalzamento dell obbligo di Istruzione di riorganizzare le discipline di studio attorno a quattro assi culturali, visti anche come ambiti e strumenti per sviluppare competenze chiave di cittadinanza (sulla base delle Raccomandazioni già citate del Parlamento europeo). Probabilmente l allegato al Regolamento in questione aveva bisogno di un lavoro di affinamento per facilitare una sperimentazione proficua delle indicazioni in esso contenuto. Ma certamente rappresentava (e rappresenta tuttora, come ha ben capito la commissione che sta lavorando ai programmi per l Area Tecnica) una buona base di partenza. Anche questo è un terreno da coltivare se si vogliono introdurre elementi di riforma effettiva nei processi in atto. Si è preferito invece assecondare, almeno per il primo biennio, logiche elitarie (le stesse inique scelte sull apprendistato lo dimostrano), impedendo una equivalenza formativa dei primi bienni (che, come è consapevolezza diffusa, ormai, non significa percorsi uguali, ma semplicemente traguardi comuni in termini di competenze chiave di cittadinanza). Questo spiega il profilo sostanzialmente chiuso del primo biennio dei licei (qualche apertura sulle scienze integrate) con una offerta formativa su 26 ore e con il latino che la fa quasi dovunque da princeps. Va invece espresso apprezzamento per il primo Biennio dei Tecnici (soprattutto del settore Tecnologico) dove si è saputo innovare (anche se in maniera meno coraggiosa di quanto ci si aspettava) nell area di indirizzo con l inserimento di discipline differenziate a carattere propedeutico. Purtroppo anche qui, come nel primo Biennio dei professionali, la logica dei tagli ha sottratto ore di copresenza (da 12 a 8 nei tecnici del Tecnologico, ma riduzioni analoghe e forse anche più pesanti nei Professionali) assolutamente necessarie soprattutto nelle prime. Ma le analisi fatte non possono fermarsi qui. Occorre comunque andare oltre. Condividendo alcune consapevolezze e prevedendo alcuni terreni di intervento. Ed è quello che si cercherà di fare con le riflessioni di un prossimo contributo. Riflessioni che tuttavia non possono prescindere dalla fondamentale consapevolezza che riguarda il peccato d origine che connota tutta l Operazione Riordino Che è non è solo la riduzione di risorse professionali e finanziarie per il mondo della scuola, ma il modo e i tempi di tale riduzione. E soprattutto il fatto che

16 le risorse risparmiate non verranno reinvestite da subito e in misura consistente nell istruzione pubblica, nonostante la gravità della crisi che l attraversa. 14. Non è riforma. Comunque (Parte seconda) - di Antonio Valentino Nella Prima Parte di considerazioni sui nuovi Regolamenti delle Superiori dopo aver evidenziato luci (poche) e ombre (molte) dell operazione Riordino e il suo peccato originale, esprimevo la convinzione che c è comunque un ruolo propositivo da giocare, con intelligenza e fermezza, da parte di quanti ritengono fondamentale in questo momento il rilancio di una scuola pubblica di qualità. Ma preliminarmente va fatta chiarezza sulla portata dei processi che si stanno avviando e contrastare il tentativo del Ministro, e dei mass media che la sua maggioranza controlla, di far passare i nuovi Regolamenti come la Riforma del secondo ciclo. 1. E possibile chiamarla riforma? Con le parole si può anche giocare, ma se si utilizzano in modo improprio generano confusione e non aiutano a capire cosa sta succedendo. Orbene, il nuovo quadro ordinamentale, che pure presenta, come già detto, alcuni elementi positivi, di fatto, però lascia inalterato l impianto organizzativo (la scuola ancora organizzata per classi di età e per materie di studio. Le stesse per tutti gli studenti, a prescindere dalle inclinazioni e dai livelli raggiunti in precedenza); conferma la conclusione degli studi superiori ancora a 19 anni (a 18 anni nella maggior parte dei Paesi europei); frammenta il ciclo della formazione superiore nientemeno che in 5 opzioni (in Lombardia, perché siamo più belli, 6, considerando i corsi triennali presso gli Istituti Statali): Licei / Istruzione Tecnica / Istruzione Professionale + Istruzione e Formazione Professionale + Apprendistato; lascia indeterminata e sostanzialmente opaca l identità dell Istruzione Professionale, non chiarendo il rapporto con l Istruzione Tecnica, da una parte, e con i corsi regionali di Istruzione e formazione (e votandola così all estinzione), dall altra; presenta un anno terminale che non è carne né pesce; mantiene la ripartizione rigida tra Licei, Istituti Tecnici e Istituti Professionali e il loro ordine gerarchico; non riconosce spazi per le attività opzionali (cose diverse dalle opzioni previste dai Regolamenti e dagli insegnamenti facoltativi), che, più di tante altre scelte, potrebbero sviluppare motivazione, coltivare attitudini e promuovere eccellenze; non si preoccupa di prevedere strumenti normativi ad hoc, per la individualizzazione dell offerta formativa e più in generale del servizio, attraverso forme e tempi diversi dell organizzazione scolastica e del tempo scuola; non lascia intravedere un idea diversa di scuola, capace sia di fronteggiare la vera e propria emergenza formativa (non educativa) di questi anni, sia di ripensare la formazione nell era della rivoluzione digitale, soprattutto in termini di competenze chiave di cittadinanza (Non c è bisogno di ricorrere alle rilevazioni internazionali per conoscere i livelli di formazione e preparazione dei nostri studenti - della stragrande maggioranza di essi -, e non solo dei Tecnici e dei Professionali. E il quadro generale che è disastroso); non prevede uscite laterali nei percorsi quinquennali, neanche nell Istruzione Tecnica e Professionale (siamo i soli in Europa); fa fare un passo in avanti e due indietro ad un modello di governance che sia a un tempo articolato e aperto, rispettoso delle prerogative dei vari soggetti in campo e in grado di superare l impianto ancora sostanzialmente burocratico e piramidale del sistema scuola. 2. Dal Riordino alla Riforma. Un percorso da costruire

17 Ciò detto, si tratta però di capire come ci si colloca nei processi in atto. Se accettare passivamente che prevalga la logica dei cambiamenti che cambiano poco o niente o cercare spazi per qualificare questa nostra scuola (alla scuola privata ci pensa il governo con interventi sostanziosi che ormai hanno carattere di continuità), a partire dai nostri Istituti. Da più parti si svolgono ragionamenti che mirano a creare le condizioni per passare da questo Riordino ad una reale Riforma. Riforma che soprattutto nelle scuole (associate), nell associazionismo professionale, nella collaborazione di amministratori locali (e non solo) attenti e disponibili, nelle organizzazioni sindacali soprattutto a vocazione confederale, nelle associazioni imprenditoriali ecc., può trovare l interesse e le competenze giuste. Possibili terreni di impegno comune potrebbero essere: - Rendere operativo il Regolamento per il nuovo obbligo di Istruzione (D.M. 139/2007) e dargli centralità nell organizzazione didattica e disciplinare del primo biennio. E con esso la centralità degli assi culturali e i risultati di apprendimento in termini di competenze chiave di cittadinanza - Prendere sul serio i richiami alle Raccomandazioni del Parlamento europeo relative sia al EQF (Quadro delle Qualifiche, 2008) che alle Competenze Chiave per l apprendimento permanente (2006) - Rivendicare spazi di formazione qualificata, da collocare dentro misure premianti / convenienti, soprattutto volti a ridare valore e dignità al lavoro docente e senso e funzionalità agli apprendimenti (essenziali, mirati, chiave ) degli studenti - Realizzare aggiustamenti mirati dei quadri orario valorizzando la quota dell autonomia (il 20% dell orario complessivo), per recuperare l identità positiva degli istituti. 3. Creare le condizioni Continuo a pensare che il sindacato possa e debba giocare un ruolo importante in questa partita, se vuole recuperare credibilità nel paese e tra i lavoratori: quello di lavorare alle condizioni per veri processi di riforma. In un ipotetico elenco di azioni e terreni di elaborazione e rivendicazione, riferiti ai processi in atto, indicherei prioritariamente i seguenti: - Verificare, sulla base di una preliminare analisi dei dati a disposizione, l entità e le caratteristiche dei docenti in esubero per i tagli e rivendicare forme di organico funzionale (soprattutto con riferimento agli ITP). Nei 3 Regolamenti ci sono aperture laddove si dice che nell ambito delle dotazioni organiche definite annualmente è previsto un contingente di organico da assegnare alle singole scuole e/o disponibile attraverso accordi di rete. L obiettivo esplicitato è quello di concorrere, assieme all utilizzo della quota dell autonomia, a potenziare gli insegnamenti obbligatori, con particolare riferimento alle attività di laboratorio e ad attivare ulteriori insegnamenti. Si vincola tuttavia l attribuzione di tale contingente agli obiettivi finanziari della L. 133 (art. 64) e alla preventiva verifica del MIUR e del MEF. Il messaggio implicito sembra dunque essere: Non fatevi illusioni. Dobbiamo allora verificare fino in fondo che quanto affermato nei Regolamenti non sia uno specchietto per le allodole e richiedere non solo che tale contingente venga definito a prescindere (e ciò alla scopo di dare alle scuole certezze precisando le risorse su cui si può contare), ma che sia adeguatamente funzionale ai bisogni motivati espressi dalle scuole. - Puntare a negoziare gli organici sul triennio, spalmando i tagli in modo più equilibrato, per evitare il massacro del prossimo anno e favorire un approccio meno convulso alle novità previste - Rivendicare che da subito, in proporzione delle risorse sottratte, ci sia un reinvestimento delle stesse, senza aspettare le calende greche, nel mondo della scuola a. per una ristrutturazione delle carriere e per riconoscimenti significativi dell impegno e della qualità professionale (dove è finita la premialità della Gelmini?), con modalità trasparenti e sensate (senza eccessiva paura di sbagliare), b. per interventi adeguati sull edilizia scolastica.

18 Sono richieste impossibili? E difficile costruire su queste o altre analoghe per concretezza e buon senso alleanze e azioni che vadano oltre la mera resistenza, che non penso ci faccia andare molto lontano? 4. E Confindustria? Ancora una annotazione. Confindustria si è molto impegnata per la riforma dell Istruzione Tecnica. E in effetti il Regolamento di questa area di istruzione è quello meglio pensato. Ma può far finta di non vedere i rischi di un operazione che parte, soprattutto per questo settore, col piede sbagliato? Soprattutto per scelte come la riduzione delle ore sulle prime quattro classi, con i contraccolpi che ne seguiranno sul clima interno degli istituti e sul livello di motivazione del personale; la diminuzione per oltre il 30% delle ore di copresenze nel biennio; la mancanza di misure e strumenti per realizzare strategie didattiche laboratori ali di una qualche efficacia? Ci piacerebbe che la Confindustria smettesse i panni, che ha preferito indossare al riguardo, del cantor di peana, teso ad esaltare le magnifiche sorti e progressive di una riforma che non c è. E non si chiamasse fuori rispetto alle garanzie da richiedere per contrastare quanto è di impedimento ad una partenza giusta delle scelte più sensate del nuovo ordinamento. E per dare gambe da subito ai miglioramenti necessari e possibili. Il fattore tempo, in questa circostanza, non va sottovalutato, se non si vuol perdere definitivamente il treno.

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