con la collaborazione di La sicurezza per gli operatori degli impianti di depurazione delle acque reflue civili

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "con la collaborazione di La sicurezza per gli operatori degli impianti di depurazione delle acque reflue civili"

Transcript

1 con la collaborazione di La sicurezza per gli operatori degli impianti di depurazione delle acque reflue civili Edizione 2009

2 La nuova edizione di questa pubblicazione è stata realizzata da: per la Contarp Centrale: P. FIORETTI, L. FRUSTERI, R. GIOVINAZZO, A. GUERCIO, N. TODARO, G. PETROZZI per la Contarp Lombardia: B. PRINCIPE, P. SANTUCCIU per la Contarp Sicilia: G. GIAQUINTA per il Servizio Pre.S.A.L. della ASL RMC D. DE GRANDIS, F. D ORSI, R. NARDA, A. NORELLI, E. PIETRANTONIO, F. SCARLINI per la ASL RMC - Direzione Generale - UOC - Servizio Prevenzione e Protezione P. S. SOLDATI Fotografie: P. Fioretti Disegni: N. Todaro Supporto per la comunicazione: A. Schneider Graziosi, D. Velardi Per informazioni: Direzione Generale - CONTARP Roma - Via Roberto Ferruzzi, 40 Tel. 06/ Fax 06/ Direzione Regionale Lombardia - CONTARP Milano - Corso di Porta Nuova, 19 Tel. 02/ Fax 02/ Direzione Regionale Sicilia - CONTARP c/o Sede di Catania Palermo - Viale del Fante, 78/D 091/ Fax 091/ / Fax 095/ L edizione è aggiornata al mese di maggio 2009 ISBN Stampato dalla Tipolitografia INAIL - Milano - maggio 2009

3 Questo opuscolo è frutto di uno studio condotto dalla CONTARP dell INAIL che si è avvalsa della fruttuosa collaborazione del Servizio Pre.S.A.L. e della Direzione Generale - Servizio di Prevenzione e Protezione della ASL RMC, estrinsecata non solo nella crescita della ricerca, ma anche nella trattazione dei principali adempimenti normativi in materia di igiene e sicurezza sul lavoro. Tale studio, compreso in un attività più ampia della CONTARP dedicata agli aspetti di salute e sicurezza sul lavoro negli impianti di gestione di rifiuti e di acque reflue, negli anni si è sviluppato attraverso numerosi sopralluoghi in molteplici realtà produttive e in campagne di monitoraggio dei diversi agenti di rischio presenti. Il presente opuscolo è a disposizione di quanti operano in impianti di: - Depurazione di Acque Reflue Civili, o acque di scarico, nei quali sono condotte operazioni di separazione di materiali in sospensione e di biodegradazione degli inquinanti organici in soluzione; - Trattamento dei fanghi derivanti dai processi precedenti per lo smaltimento definitivo in discarica. L obiettivo della pubblicazione, dopo un attenta valutazione dei rischi lavorativi, è illustrare gli opportuni sistemi di prevenzione e protezione, sia collettivi sia individuali, di tipo gestionale, organizzativo e tecnologico-progettuale, indicando gli interventi per migliorare i luoghi e le condizioni di lavoro. Giuseppe Spada Coordinatore Generale CONTARP

4

5 Indice 1 Metodologia di valutazione del rischio 7 Pag. 2 Impianti e processi analizzati Impianti presidiati Processi di trattamento liquami Processi di trattamento fanghi Trattamento di rifiuti liquidi speciali Impianti non presidiati (microimpianti) Coordinamento con ditte esterne Mansioni 14 3 I rischi professionali Rischi per la sicurezza Rischi da carenze strutturali dell ambiente di lavoro Rischi da carenze di sicurezza su macchine e apparecchiature Rischi da carenza di sicurezza elettrica Rischi da incendio e/o esplosione Rischi per la salute o igienico-ambientali Agenti chimici Agenti fisici Agenti biologici Rischi trasversali-organizzativi 28 4 Sistemi di prevenzione e protezione Sistemi di prevenzione Qualità dell aria Ambienti di lavoro Sicurezza degli impianti Macchine Manutenzione Organizzazione del lavoro Sistemi di protezione 42 5 Per ricordare meglio: le schede di rischio e dei sistemi di prevenzione e protezione 45 5

6 APPENDICE 1: Adempimenti normativi 64 A1.1 Rischio infortunistico 64 A1.2 Rischio chimico 67 A1.3 Rischio rumore 72 A1.4 Clima e microclima 77 A1.5 Rischio da agenti biologici 80 A1.6 Prevenzione incendi e lotta antincendio 84 APPENDICE 3: Sorveglianza sanitaria 88 A2.1 Sorveglianza sanitaria relativa al rischio da agenti biologici 88 A2.2 Sorveglianza sanitaria relativa ad altri rischi 92 APPENDICE 3 - Metodologia e modalità di analisi 95 A3.1 Agenti biologici 95 A3.2 Agenti fisici 95 Acronimi 97 Glossario 98 Approfondimenti 100 6

7 1 - Metodologia di valutazione del rischio La valutazione del rischio è stata effettuata suddividendo l intero processo in varie fasi ed individuando, per ciascuna di esse, le fonti di pericolo in funzione delle possibili interazioni tra uomo e macchina/impianto/attrezzatura, delle operazioni eseguite, tramite e su di esse, e degli ambienti di lavoro in cui queste ultime si eseguono, al fine di evidenziare eventuali anomalie nella gestione della sicurezza dal punto di vista tecnico, organizzativo e procedurale. Successivamente, si è valutato il livello di rischio professionale, in base ai limiti d esposizione stabiliti dalla normativa vigente, se esistenti, definendo priorità di intervento per l adozione di: misure preventive finalizzate alla riduzione dell esposizione al rischio; misure protettive, sia collettive sia individuali, finalizzate alla riduzione del danno. Le modalità di campionamento e di valutazione dell esposizione ai diversi agenti di rischio sono riportate in Appendice. 7

8 2 - Impianti e processi analizzati Gli impianti di depurazione di acque reflue civili hanno un layout che segue ben precise linee di processo. La dimensione del singolo impianto, valutabile nel numero di abitanti equivalenti 1, può determinare esigenze di trattamento diverse al fine di ottenere acque in uscita verso il bacino recettore rientranti nei parametri di legge (D.Lgs. del 3 aprile 2006, n 152, art. 74, c. 1, lett. a). Si possono distinguere impianti medio-grandi, che necessitano di un presidio costante per l esercizio, la conduzione e la manutenzione, ed impianti piccoli (microimpianti) in cui è sufficiente il controllo dei parametri di processo e la manutenzione secondo una periodicità in funzione dell esercizio e della parcellizzazione della rete di depurazione. In quest ultimo caso, il gestore dispone di una o più squadre di operatori che agiscono sul territorio in diversi impianti. A sua volta, a seconda della gestione aziendale, possono esistere squadre di operatori che agiscono esclusivamente sugli impianti di depurazione e squadre che, al contrario, conducono sia depuratori sia l intero sistema dei servizi idrici integrati (captazione, sollevamento, conduzione, adduzione, raccolta, distribuzione). 1 Abitante equivalente: parametro di equivalenza del carico inquinante prodotto per abitante, pari convenzionalmente ad un BOD di 60 gr. di ossigeno al giorno. È un concetto utile per esprimere il carico di una particolare utenza civile o industriale dell impianto di depurazione, in termini omogenei e confrontabili con le utenze civili. L equivalenza si può riferire o al carico idraulico, o al carico in solidi sospesi, o infine, (ed è questo il caso più frequente), al carico organico espresso come BOD5. Si assume il valore di 54 g/giorno come quantità di ossigeno necessaria per degradare la materia organica contenuta nello scarico giornaliero prodotto da un abitante civile. 8

9 2.1 - Impianti presidiati Processi di trattamento liquami Processo Sale comandi ed uffici Controlli analitici Ricezione di rifiuti liquidi Compensazione e sollevamento Grigliatura Microstacciatura Dissabbiatura e disoleatura Sedimentazione I Equalizzazione Ossidazione Biologica (O.B.) a fanghi attivi convenzionale Denitrificazione (pre/post) O.B. a letto percolatore Attività - supervisione e controllo - attività amministrativa - registrazione automezzi in ingresso - ricevimento rifiuti liquidi e controllo documentazione - prelievo campioni di rifiuti liquidi su autocisterne - prelievo campioni per i parametri di processo - supervisione e controllo dello scarico dei rifiuti liquidi nelle vasche di raccolta - manovra delle paratoie di intercettazione - sollevamento dei liquami in ingresso con pompe sommerse o coclee - rimozione automatica o manuale di detriti - asportazione, movimentazione e raccolta di detriti - sedimentazione di sabbie e flottazione di oli e grassi - schiumatura e aspirazione del materiale separato e raccolta in recipienti per lo smaltimento - sedimentazione di particelle fini in sospensione - stoccaggio in vasche e/o in serbatoi di liquami - ossigenazione primaria con insufflazione di aria - aggiustamento del ph con additivazione di acidi o basi a mezzo di pompe dosatrici - ossidazione del substrato da parte di microrganismi aerobici in vasche, canali o serbatoi con insufflazione di aria - ossidazione del substrato da parte di microrganismi aerobici facoltativi, in vasche anossiche - ossidazione del substrato da parte di microrganismi aerobici, aderenti a materiali di riempimento in vasche circolari aperte 9

10 Processo O.B. a biofiltro O.B. a fanghi attivi a carico progressivo (Reattore Batch) Sedimentazione II (chiarificazione) Filtrazione Sterilizzazione In tutto l impianto Attività - ossidazione del substrato da parte di microrganismi aerobici, aderenti a sferule in materiale plastico in condizioni di letto fluido in vasche, con insufflazione d aria od ossigeno - operazioni di ossidazione a fanghi attivi, denitrificazione, sedimentazione secondaria eseguite in sequenza nel medesimo serbatoio - separazione dei fiocchi di fanghi attivi e di altro materiale solido particellare presente negli effluenti dalla Ossidazione Biologica - estrazione, ricircolo e pompaggio del materiale sedimentato ad ulteriori trattamenti - rimozione del materiale particolato più fine su opportuni substrati: sabbie selezionate, antracite e/o carbone attivo, in serbatoi o vasche - abbattimento della carica batterica residua dal trattamento biologico tramite dosaggio di cloro, sodio ipoclorito, ozono o altro idoneo agente ossidante; operazione condotta in vasche, anche chiuse, o attraverso iniettori - travaso, pompaggio di soluzioni ossidanti; travaso, stoccaggio, vaporizzazione di ossigeno liquido per successiva produzione di ozono su arco elettrico; decomposizione dell ozono residuo effluente dalle vasche di contatto; movimentazione di bombole di cloro liquido, dosaggio con eiettore - manovra, controllo, pulizia e manutenzione di vasche, di sistemi di produzione e dosaggio di agenti fortemente ossidanti, tossici e corrosivi, talvolta in condizioni criogeniche e/o in ambienti parzialmente chiusi - supervisione e controllo - manutenzione e pulizia automatica o manuale di: apparecchiature e ambienti soffianti e condotte per aria compressa; vasche, turbine di aerazione o sistemi di insufflazione d aria, agitatori meccanici; condotte girevoli per la distribuzione del liquame; carriponte, raschiatori, stramazzi; sistemi statici di distribuzione di liquame, acqua e aria di controlavaggio; soffianti e condotte per aria compressa aree verdi e pavimentate interne alla proprietà strade interne pulizia e disinfezione dei locali di laboratorio locali spogliatoio, sale comandi ed uffici 10

11 Processi di trattamento fanghi Operazione Ispessimento Digestione aerobica Digestione anaerobica Disidratazione: nastropressatura centrifugazione filtropressatura Disidratazione: letti di essiccamento Sistema di collettamento e recupero energetico del biogas In tutto l impianto Attività - ulteriore eliminazione di acqua da fanghi in uscita dai trattamenti primari e dal biologico, fino a tenori di secco idonei ai successivi trattamenti - ossidazione biologica dei fanghi attivi di supero, condotta in vasca aperta con insufflazione di aria - decomposizione anaerobica dei fanghi attivi di supero, condotta in reattore chiuso, miscelato e termostatato per la produzione di biogas ad alto tenore di metano - verifica, regolazione, controllo di macchine, sistemi di distribuzione, raccolta e stoccaggio di fanghi disidratati e liquidi separati, sistemi di caricamento su mezzi adibiti allo smaltimento - movimentazione, manipolazione di additivi (polielettroliti) in polvere o emulsione oleosa, da sacchi, sili o serbatoi e di agenti chimici inorganici, in soluzione acquosa o polvere, fortemente corrosivi - additivazione di calce - verifica, regolazione, controllo di sistemi di spandimento dei fanghi su vasche di disidratazione, sistemi di asportazione, raccolta e stoccaggio di fanghi disidratati e liquidi separati, sistemi di caricamento su mezzi adibiti allo smaltimento - verifica, regolazione, controllo di impianto di captazione biogas e recupero energetico - scarico condense da tubi di captazione biogas - deumidificazione, filtrazione ed invio alla combustione del biogas (motore a combustione interna; generatori di vapore; torcia di emergenza) - supervisione e controllo - manutenzione e pulizia automatica o manuale di: soffianti e condotte per aria; vasche; ponti girevoli; stramazzi; elementi filtranti (disidratazione); sistemi di spandimento dei fanghi; sistemi di asportazione, raccolta e stoccaggio di fanghi disidratati e liquidi separati; sistemi di caricamento su mezzi adibiti allo smaltimento; impianto di captazione biogas e recupero energetico; gruppo elettrogeno e impianto elettrico; scambiatori di calore 11

12 Trattamento di rifiuti liquidi Un ulteriore tipologia di trattamento riguarda i rifiuti liquidi. Per rifiuto liquido si intende un acqua che dopo essere stata utilizzata in diversi processi e/o attività (industriali, civili, agricole, ecc.) ha perduto le caratteristiche qualitative originarie divenendo inidonea ad un utilizzo diretto; il trattamento di rifiuti quali reflui agro-alimentari, acque di lavaggio cassonetti, condense di impianti, spurghi di fosse settiche e percolato di discarica, è disciplinato dal D.Lgs. 152/06 che esclude dal proprio campo di applicazione le acque di scarico. Gli impianti di depurazione delle acque di scarico 2 possono gestire anche i rifiuti liquidi poiché la giurisprudenza ammette la coincidenza parziale tra queste e i rifiuti liquidi, definendo quale unico criterio discriminante l immissione diretta o meno nel corpo recettore. Di conseguenza, un impianto che tratti anche rifiuti liquidi deve essere preventivamente autorizzato sia ai sensi della disciplina sulle acque, sia ai sensi della disciplina sui rifiuti, assumendo anche la fisionomia giuridica di impianto di trattamento rifiuti liquidi per conto terzi. Gli stabilimenti autorizzati al trattamento di rifiuti liquidi hanno una sezione di impianto dedicata; essa è dotata di specifici processi, ma il suo utilizzo è strettamente legato al corretto funzionamento della sezione biologica. L adduzione del rifiuto liquido in impianto avviene tramite il conferimento con trasporto su gomma da parte di ditte esterne previo, in fase di accettazione, il controllo di formulari e l analisi di campioni di rifiuto liquido per confermarne la corrispondenza e l accettabilità in impianto; successivamente i liquami sono avviati alla piattaforma di ricezione ed alla misurazione di portata per il controllo delle quantità. Agli Enti Locali è demandata la definizione di limiti quantitativi di rifiuto liquido trattabile (m 3 /annui e giornalieri) in funzione della capacità dell impianto di restituire al corpo recettore acque secondo i parametri di legge. 2 Il D.Lgs. del 3 aprile 2006, n. 152, art. 74, c. 1, lett. gg definisce lo scarico come qualsiasi immissione di acque reflue in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. Sono esclusi i rilasci di acque previsti all art

13 2.2 - Impianti non presidiati (microimpianti) Il controllo sugli impianti minori non presidiati è effettuato da squadre esterne che si spostano a bordo di automezzi aziendali. Queste squadre operano solitamente su turno giornaliero, svolgendo le seguenti operazioni finalizzate alla conduzione ed all esercizio, al controllo, e alla manutenzione prevalentemente ordinaria: prove di funzionamento del gruppo elettrogeno ispezione delle aree soffianti e delle pompe di sollevamento campionamento di reflui per la verifica dei parametri di processo trasferimenti con automezzi aziendali Coordinamento con organizzazioni esterne La funzionalità, la manutenzione, l adeguamento degli impianti richiedono la continua presenza di organizzazioni esterne, con le quali deve essere prevista un azione di coordinamento per lo scambio delle informazioni relative alla salute e sicurezza dei lavoratori. La Legge 123/07 e il Decreto Legislativo 81/2008 hanno modificato l impianto normativo preesistente, introducendo nuovi obblighi a carico del Datore di Lavoro (Committente) in ordine all azione di coordinamento e scambio di informazioni (art. 26 D.Lgs. 81/08 Comma 3). In particolare, è richiesta a suo carico l elaborazione del Documento Unico di Valutazione dei Rischi da interferenza 3, il cui scopo è indicare, a ognuno dei Datori di Lavoro, i rischi, e i provvedimenti necessari alla loro limitazioni, dovuti al coesistere nel medesimo sito di attività lavorative gestite da imprese diverse. Tali informazioni devono essere eventualmente integrate in funzione delle particolari esigenze della singola commessa in un ambiente di lavoro a rischio, quale è quello dei depuratori di acque reflue. Non è possibile, in questa sede, esaminare nel dettaglio le problematiche legate a tutti gli interventi; è comunque opportuno elencare le tipologie delle organizzazioni presenti negli impianti: enti di controllo e verifica 3 interferenza: effetto che scaturisce dalla contemporaneità di attività lavorative svolte nel medesimo ambiente da diversi lavoratori che rispondono a datori di lavoro diversi 13

14 rappresentanti di enti locali imprese di costruzione imprese di installazione di impianti, apparecchiature, strumenti imprese di manutenzione straordinaria e specialistica ditte conferitrici di rifiuti liquidi ditte di trasporto fanghi in discarica ditte fornitrici di materiali (ipoclorito di sodio, latte di calce, polielettroliti, acidi, basi, materiale da officina, materiale per la sistemazione del verde, materiali edili, etc..) consulenti Mansioni Le diverse figure lavorative presenti e le relative attività svolte sono di seguito descritte. Responsabile della conduzione e responsabile della manutenzione Attività tecnico-amministrativa, coordinamento e verifica delle attività di conduzione/manutenzione dell impianto, coordinamento e verifica delle attività delle ditte esterne, sopralluoghi presso gli impianti. Personale di ufficio Attività amministrativa e documentale per la gestione del ciclo produttivo, con l ausilio di videoterminali ed attrezzatura informatica. Saltuariamente e occasionalmente controlli, sopralluoghi o visite nei vari comparti dell impianto. Addetti alla conduzione dell impianto di depurazione Attività di sorveglianza e conduzione dei vari comparti e delle varie macchine per la corretta gestione dei parametri di processo del ciclo produttivo, condotta presso la sala di controllo ed in campo (sorveglianza visiva e tramite strumentazione per la gestione dei parametri idrici, biologici e chimici del processo). Interventi manuali su valvole e paratoie. Addetti squadra manutenzione dell impianto di depurazione Attività di manutenzione ordinaria e straordinaria dei macchinari e delle strutture degli impianti. Sorveglianza delle operazioni di scaricamento di prodotti chimici e caricamento di fanghi per lo smaltimento. 14

15 Addetti al laboratorio Analisi di acque e fanghi necessarie alla gestione del ciclo produttivo e al controllo dei parametri di processo, anche attraverso la raccolta di campioni di refluo nei vari comparti dell impianto. Assistenti alle ditte esterne Sorveglianza ed assistenza alle ditte esterne. Tale assistenza non comporta lo svolgimento di attività di competenza delle ditte esterne, ma riguarda esclusivamente la gestione delle ditte di manutenzione e di quelle impiegate nelle normali lavorazioni. Addetti ai processi di supporto I lavoratori addetti ai processi di supporto effettuano le seguenti operazioni: manutenzione edile manutenzione di impianti termici manutenzione di impianti elettrici manutenzione a verde prova, calibrazione e manutenzione di strumenti di controllo, di indicazione e di allarme. Essi operano presso le seguenti strutture: magazzini autolavaggio autofficina carpenteria metallica e saldatura distribuzione carburanti officina elettromeccanica. 15

16 3 - I rischi professionali In questo capitolo saranno descritte alcune situazioni potenzialmente dannose per la salute e la sicurezza degli addetti e causate dalla presenza di: rischi da carenze strutturali, organizzative e trasversali rischi da interferenze rischi da carenze di sicurezza di macchine ed apparecchiature rischi da carenze di sicurezza elettrica rischio chimico e fisico rischio da agenti biologici rischi dovuti all accesso in ambienti confinati stress termico, fatica o movimentazione di carichi rischio incendi ed esplosioni. Quanto segue testimonia l attuale mancanza della cultura di base in tema di salute e sicurezza sul lavoro. Le situazioni di rischio individuate sono associate alle scelte tecnologiche e di processo, alle condizioni di esercizio, alla programmazione della manutenzione e alla gestione di questa. I rischi professionali aumentano a fronte del verificarsi di situazioni non previste in fase progettuale che hanno come conseguenza la necessità di interventi manuali degli operatori degli impianti. In particolare, la tipologia delle acque reflue in ingresso, la gestione non ottimale della ricezione, l ingresso di materiale non idoneo al processo di depurazione dovuto ad una scarsa informazione all utenza, possono comportare imprevisti anche di notevole gravità. 16

17 3.1 - Rischi per la sicurezza Rischi da carenze strutturali dell ambiente di lavoro - Altezza dell ambiente Gli impianti di depurazione sono costituiti da unità di processo spesso articolate e intersecanti dove, a causa delle quote obbligate di vasche e/o tubazioni con deflusso a gravità, sono parimenti obbligate posizioni e quote di ingombro pericolose per le persone in fase di stazionamento, di transito o, peggio ancora, durante lo svolgimento delle operazioni. Gli operatori, inoltre, sono spesso costretti a raggiungere punti in elevazione. - Pavimentazioni La specificità dei processi presenti in un impianto influisce significativamente sull integrità delle superfici e delle zone di transito (pavimenti, scale e passerelle). Le condizioni di queste ultime sono spesso compromesse da condizioni di forte umidità, dagli sbalzi termici, dalla formazione di ghiaccio, dalla presenza di sostanze corrosive o viscide per sversamento accidentale o per gocciolamento, dalla proliferazione biologica di microrganismi e vegetali infestanti. Tali fattori, che spesso si alternano e si sovrappongono senza soluzione di continuità, rendono pericoloso il transito degli operatori. 17

18 - Solai Nelle unità di processo sono spesso presenti vani tecnici coperti da solai non calpestabili o realizzati al di sotto di ampie vasche o bacini. Tali locali dovrebbero essere concepiti e realizzati per resistere sia agli agenti atmosferici sia ai rigori di un ambiente corrosivo e a condizioni microclimatiche spesso estreme. In realtà, essi rappresentano fonti di pericolo derivanti dalle modalità realizzative (errata o non completa impermeabilizzazione o trattamento anticorrosione inadeguato o assente), dai materiali impiegati, dalle condizioni di manutenzione e dalla loro evoluzione nel tempo. - Rischi per la sicurezza legati alla scelta del sito ed alla progettazione Gli impianti sono realizzati in posizioni spesso condizionate da esigenze idrauliche: i collettori, almeno quelli principali, devono essere realizzati in pendenza, verso l impianto, prevedendo il minimo numero di sollevamenti intermedi. In generale, gli impianti sono collocati in aree che presentano problematiche di tipo geomorfologico (aree golenali di fiumi, in prossimità della costa o di torrenti, su terreni in pendenza; sono stati rilevati casi di localizzazione su terreni instabili). I rischi per la sicurezza degli operatori sono solo parzialmente mitigabili con soluzioni impiantistiche; sarebbero infatti necessarie opere di sistemazione idrogeologica a monte per evitare il pericolo di inondazione. La presenza di strutture che comportano gravi carichi sulle fondazioni e sui terreni inadeguati può comportare cedimenti e 18

19 fessurazioni, in alcuni casi di entità tali da costringere alla demolizione dei manufatti interessati. Il manifestarsi dei fenomeni precursori dell evento distruttivo, se non adeguatamente considerato, può coinvolgere il personale presente. - Illuminazione La generalità delle installazioni è situata all aperto; gli impianti di depurazione sono perciò caratterizzati da una notevole variabilità di illuminazione, soprattutto in funzione dell irraggiamento solare e dell alternanza di ambienti esterni, fortemente illuminati, e ambienti coperti o al chiuso. Gli interventi in condizioni di limitata visibilità sono sporadici, ad eccezione delle operazioni effettuate durante il lavoro notturno che, di solito, è limitato al controllo remoto del processo. Tuttavia, alcuni interventi tecnici o alcune zone richiedono illuminazione artificiale o di emergenza anche di giorno. Le diverse tipologie di attività (dal semplice trasferimento all ispezione o alla manutenzione di apparecchiature) richiedono livelli di illuminamento diversi e che spesso è difficile assicurare uniformemente, sia per l ampiezza delle superfici (estensioni fino a centinaia di ettari negli impianti più grandi), sia per la difficoltà di evitare fenomeni di abbagliamento. Nel suo giro di ispezione, l operatore-tipo passa da livelli di forte illuminamento (oltre 9000 lux, pieno sole) a condizioni di penombra, semplicemente entrando nei locali dove sono ospitati gli impianti utilizzati per questo esempio (vasca di sollevamento, 7 lux). Le aree all aperto richiedono impiantistiche impegnative, sia come costi, sia come affidabilità (per eventuali emergenze notturne). 19

20 Rischi da carenze di sicurezza su macchine e apparecchiature Gli operatori, durante le operazioni di manutenzione e ispezione su macchine di notevoli dimensioni e potenza, sono esposti al pericolo di schiacciamento degli arti o di trascinamento all interno della macchina, per la presenza di organi meccanici in movimento. Sono presenti: macchine operatrici: pompe, compressori, soffianti, coclee; sistemi di grigliatura e filtrazione a pulizia manuale o automatizzata; nastri trasportatori, centrifughe, nastropresse, filtropresse raschiatori/schiumatori, agitatori, areatori a turbina sommersa o orizzontale apparecchi di sollevamento: carroponte, argani, carrelli elevatori a forca apparecchiature in pressione: sili, gazometri, serbatoi, tubazioni di liquidi, gas, aria compressa e fanghi; filtropresse; sistemi di sterilizzazione con ozono (serbatoi per ossigeno liquido, generatore d ozono) vasche con accesso difficile, profonde, in superficie o coperte o sotterrane (sedimentatori, flottatori, dissabbiatori, disoleatori, chiarificatori, vasche a fanghi attivi, ispessitori, vasche di sterilizzazione; vasche chiuse per ozonizzazione); pozzetti sotterranei di sollevamento, ispezione, manutenzione. Soffianti volumetriche rotative 20

21 Vista Digestori Fanghi/Gazometri Coclea di sollevamento liquami Letto Percolatore Bacino di ossidazione con diffusori sommersi Pozzetto di campionamento (notare la copertura fatiscente) 21

22 Rischi da carenza di sicurezza elettrica La presenza di apparecchiature elettriche in ambienti difficili richiede una selezione ed una manutenzione accurata degli impianti e delle apparecchiature, specie per limitare le dispersioni e i pericoli conseguenti per le persone. I rischi sono legati a fattori quali: idoneità del progetto: oltre ai consueti criteri, essenzialmente basati su corretto dimensionamento, protezione e adeguato isolamento, devono essere considerati fattori quali la corrosione dovuta all esposizione continua all umidità, ad atmosfere aggressive, a condizioni estreme di temperatura (tropicalizzazione), a polveri e aerosol, al ghiaccio idoneità d uso: se poste in siti non facilmente accessibili (gasometri, pozzetti di rilancio), le apparecchiature richiedono ridotti cicli di manutenzione e affidabilità tali da limitare gli interventi manuali impianti a sicurezza intrinseca: atmosfere a rischio di incendio o esplosione sono presenti o possono formarsi sia per ragioni prevedibili dovute al processo (sistemi di trattamento fanghi e produzione biogas), sia per contaminazioni delle alimentazioni (sversamento doloso o colposo di inquinanti pericolosi nella rete fognante) che, oltre a creare i pericoli immediati di cui alla presente trattazione, possono compromettere il normale funzionamento dell impianto nel suo complesso impianti speciali e ridondanza: le emergenze più comuni negli impianti di depurazione sono legate alla mancanza di energia elettrica e agli allagamenti Rischi da incendio e/o esplosione Tali rischi possono verificarsi a causa delle situazioni elencate di seguito: 22

23 - Trattamento, compressione e impiego di materiali infiammabili: il biogas prodotto per digestione anaerobica è sottoposto a trattamento e compressione: fughe da macchine e condutture possono formare miscele infiammabili ed esplosive idrocarburi liquidi possono essere presenti nelle vasche di disoleazione primarie, specie se le vasche sono coperte per ridurre la diffusione di sostanze maleodoranti. - Presenza di depositi di: materiali infiammabili, carburanti, lubrificanti, altri agenti chimici. - Torcia dimensionamento insufficiente della torcia per la combustione del biogas in eccedenza o scarichi di emergenza altezza insufficiente della torcia che può comportare l esposizione a radiazioni termiche di intensità elevata Rischi per la salute o igienico-ambientali I rischi igienico ambientali si possono suddividere in rischi derivanti da agenti chimici, fisici, biologici ma anche organizzativi e psicologici Agenti chimici La presenza degli agenti chimici pericolosi negli impianti di depurazione delle acque reflue è diffusa sia per l impiego di sostanze e preparati sia per la formazione di prodotti di processo. I prodotti impiegati sono in buona parte costituiti da preparati inorganici, spesso in soluzione acquosa. Le modalità di esposizione prevalenti sono di tipo cutaneo (additivanti dei fanghi quali soda caustica e calce utilizzati per regolare il ph) ed inalatorio. Alcune situazioni di potenziale esposizione ad agenti chimici sono: lo scaricamento da mezzi di trasporto, il rifornimento di serbatoi e cisterne e il campionamento di rifiuti liquidi. Se l ingestione è improbabile, l inalazione può assumere aspetti di particolare disagio o pericolo per la presenza sia di composti volatili di natura organica (quali metano, composti solforati, composti organici volatili, peracidi organici) sia di composti inorganici (quali composti clorurati, polielettroliti), ed anche di polveri (solfato di alluminio, flocculanti). 23

FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81

FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81 CARTA SEMPLICE FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81 ALL A.S.L. N. CN2 ALBA BRA DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro Via Vida

Dettagli

Scheda di dati di sicurezza Ai sensi del Regolamento CE 1907/2006 REACH Stampato il 01/06/08 Denominazione commerciale: EFFE 91 ACC-U-SOL ml.

Scheda di dati di sicurezza Ai sensi del Regolamento CE 1907/2006 REACH Stampato il 01/06/08 Denominazione commerciale: EFFE 91 ACC-U-SOL ml. Pagina: 1/ 6 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA /IMPRESA Articolo numero: art.04920 Utilizzazione della Sostanza / del Preparato: Rivelatore fughe gas Produttore/fornitore: FIMI

Dettagli

Trattamenti delle acque di scarico per piccole comunità Pretrattamento di acque reflue domestiche: FOSSE SETTICHE O FOSSE IMHOFF?

Trattamenti delle acque di scarico per piccole comunità Pretrattamento di acque reflue domestiche: FOSSE SETTICHE O FOSSE IMHOFF? Seminario tecnico Monitoraggio degli scarichi civili non in pubblica fognatura: Protocollo di intesa per la realizzazione di trattamenti individuali di depurazione delle acque reflue domestiche Trattamenti

Dettagli

Cos'è e come funziona una discarica.

Cos'è e come funziona una discarica. Cos'è e come funziona una discarica. La discarica di rifiuti è un luogo dove vengono depositati in modo non differenziato i rifiuti solidi urbani e tutti i rifiuti provenienti dalle attività umane. La

Dettagli

5.2. Esempio di procedura per l attività di ufficio

5.2. Esempio di procedura per l attività di ufficio 5.2. Esempio di procedura per l attività di ufficio Pag. 1 di 36 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SALUTE E LA SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO ai sensi degli artt. 17, 28 e 29 del D.lgs 81/08

Dettagli

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI E RELATIVE MISURE ADOTTATE PER L ELIMINAZIONE DELLE INTERFERENZE DERIVANTI DA ATTIVITÀ IN APPALTO E SUBAPPALTO

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI E RELATIVE MISURE ADOTTATE PER L ELIMINAZIONE DELLE INTERFERENZE DERIVANTI DA ATTIVITÀ IN APPALTO E SUBAPPALTO DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI E RELATIVE MISURE ADOTTATE PER L ELIMINAZIONE DELLE INTERFERENZE DERIVANTI DA ATTIVITÀ IN APPALTO E SUBAPPALTO (ai sensi dell articolo 26 del D.Lgs. 81/2008) Allegato

Dettagli

Servizio di Pulizia della sede del Comando di Roma Carabinieri per la tutela della Salute, viale dell Aeronautica n. 122

Servizio di Pulizia della sede del Comando di Roma Carabinieri per la tutela della Salute, viale dell Aeronautica n. 122 MINISTERO DELLA SALUTE UFFICIO GENERALE DELLE RISORSE DELL ORGANIZZAZIONE E DEL BILANCIO UFFICIO VIII EX DGPOB LOTTO 2. AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI PULIZIA DELLA SEDE DEL COMANDO CARABINIERI PER LA TUTELA

Dettagli

Legionella pneumophila: impianti e punti a maggior rischio di colonizzazione e tecniche di prevenzione

Legionella pneumophila: impianti e punti a maggior rischio di colonizzazione e tecniche di prevenzione «Ispezione tecnica: l analisi degli impianti aeraulici» Legionella pneumophila: impianti e punti a maggior rischio di colonizzazione e tecniche di prevenzione Cillichemie Italiana Dott. Marco D Ambrosio

Dettagli

La sicurezza sul lavoro

La sicurezza sul lavoro La sicurezza sul lavoro 1-La storia della sicurezza sul lavoro in Italia 2-I decreti legislativi 626, 81 e i successivi provvedimenti integrativi 3- Il T.U. 81 sostituisce completamente il D. Lgs. 626/94

Dettagli

NOTA INFORMATIVA PER I PIANI DI LAVORO PER LA RIMOZIONE DI MATERIALI EDILIZI IN CEMENTO-AMIANTO E IN VINIL-AMIANTO

NOTA INFORMATIVA PER I PIANI DI LAVORO PER LA RIMOZIONE DI MATERIALI EDILIZI IN CEMENTO-AMIANTO E IN VINIL-AMIANTO NOTA INFORMATIVA PER I PIANI DI LAVORO PER LA RIMOZIONE DI MATERIALI EDILIZI IN CEMENTO-AMIANTO E IN VINIL-AMIANTO In base all art. 256 del D. Lgs. 81/2008, così come modificato dal D. Lgs. 106/2009, i

Dettagli

L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere ossidante.

L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere ossidante. Ozono (O 3 ) Che cos è Danni causati Evoluzione Metodo di misura Che cos è L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere

Dettagli

Impianti di depurazione delle acque reflue: Cicli di trattamento appropriati e criteri di dimensionamento. Dr. Ing. Luigi Petta ENVIS Srl

Impianti di depurazione delle acque reflue: Cicli di trattamento appropriati e criteri di dimensionamento. Dr. Ing. Luigi Petta ENVIS Srl Impianti di depurazione delle acque reflue: Cicli di trattamento appropriati e criteri di dimensionamento Dr. Ing. Luigi Petta ENVIS Srl Via Fanin,, 48 40127 Bologna Tel. 051 4200324 luigi.petta petta@envis.itit

Dettagli

PULIZIA IN-SITU PULIZIA DIFFUSORI MODALITÀ DI FUNZIONAMENTO DEL MODULO KUBOTA ESTRAZIONE PERMEATO PER ASPIRAZIONE ESTRAZIONE PERMEATO PER GRAVITÀ

PULIZIA IN-SITU PULIZIA DIFFUSORI MODALITÀ DI FUNZIONAMENTO DEL MODULO KUBOTA ESTRAZIONE PERMEATO PER ASPIRAZIONE ESTRAZIONE PERMEATO PER GRAVITÀ MODALITÀ DI FUNZIONAMENTO DEL MODULO KUBOTA Il modulo a membrana piana Kubota utilizza la tecnologia di microfiltrazione detta cross flow. Insufflando aria sul fondo del modulo, si crea un flusso ascensionale

Dettagli

Riferimenti Normativi. D. Lgs. 152/06 (Testo Unico) Delib. Int. 04/02/1977 Leggi e Regolamenti locali D.M. 185/03 (riutilizzo acq.

Riferimenti Normativi. D. Lgs. 152/06 (Testo Unico) Delib. Int. 04/02/1977 Leggi e Regolamenti locali D.M. 185/03 (riutilizzo acq. Riferimenti Normativi - D. Lgs. 152/06 (Testo Unico) Delib. Int. 04/02/1977 Leggi e Regolamenti locali D.M. 185/03 (riutilizzo acq. reflue) Acque reflue domestiche: acque reflue provenienti da insediamenti

Dettagli

3.2 B ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE LAVAGGIO

3.2 B ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE LAVAGGIO 3.2 B ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE LAVAGGIO FASE DI LAVORAZIONE : LAVAGGIO COD. INAIL : FATTORE DI RISCHIO : - Rischi per la salute e igienico ambientali: rumore prodotto dal motore delle

Dettagli

Corso di Impianti Tecnici per l'edilizia - E. Moretti. Condizionamento CLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO

Corso di Impianti Tecnici per l'edilizia - E. Moretti. Condizionamento CLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO 1 Impianti di Climatizzazione e Condizionamento CLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO Premessa Gli impianti sono realizzati con lo scopo di mantenere all interno degli ambienti confinati condizioni

Dettagli

IMPIANTI FOTOVOLTAICI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA INSTALLATI SU EDIFICI

IMPIANTI FOTOVOLTAICI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA INSTALLATI SU EDIFICI IMPIANTI FOTOVOLTAICI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA INSTALLATI SU EDIFICI LINEE D INDIRIZZO PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI CORRELATI ALL INSTALLAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOTAICI SU EDIFICI DESTINATI

Dettagli

La digestione anaerobica dei rifiuti organici e di altre biomasse

La digestione anaerobica dei rifiuti organici e di altre biomasse La digestione anaerobica dei rifiuti organici e di altre biomasse Nel corso degli ultimi dieci anni la digestione anaerobica si è diffusa in molti paesi europei, tra cui anche l Italia. Questi impianti

Dettagli

Scheda dei Dati di Sicurezza Secondo le Direttive 91/155/CEE

Scheda dei Dati di Sicurezza Secondo le Direttive 91/155/CEE 1. Identificazione della sostanza/preparato e della societá o ditta 1.1 Identificazione della sostanza o del preparato Denominazione: Mercurio II Solfato soluzione 200 g/lin acido solforico diluito 1.2

Dettagli

Gli impianti di depurazione. I sistemi impermeabilizzanti MasterSeal chimico resistenti

Gli impianti di depurazione. I sistemi impermeabilizzanti MasterSeal chimico resistenti I sistemi impermeabilizzanti MasterSeal chimico resistenti from Master Builders Solutions I sistemi impermeabilizzanti MasterSeal chimico resistenti Indice : schema generale Tipo e grado di aggressione

Dettagli

Gestione delle vasche di prima pioggia: sistemi di pulizia e automazione. Andrea Mariani

Gestione delle vasche di prima pioggia: sistemi di pulizia e automazione. Andrea Mariani Gestione delle vasche di prima pioggia: sistemi di pulizia e automazione Andrea Mariani Pulizia delle vasche volano e di prima pioggia LE ACQUE PIOVANE: Contengono SEDIMENTI - DEPOSITI in vasca; - Riduzione

Dettagli

DESCRIZIONE DEL TERMINALE DI GNL E DELLA SUA GESTIONE

DESCRIZIONE DEL TERMINALE DI GNL E DELLA SUA GESTIONE DESCRIZIONE DEL TERMINALE DI GNL E DELLA SUA GESTIONE 1) PREMESSA...2 2) DESCRIZIONE DEL TERMINALE...2 2.1) RICEZIONE...3 2.2) STOCCAGGIO...3 2.3) RIGASSIFICAZIONE...4 2.4) RECUPERO BOIL-OFF GAS (BOG)...4

Dettagli

ELENCO INDICATIVO E NON ESAUSTIVO DEGLI OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO AI SENSI DEL D.L

ELENCO INDICATIVO E NON ESAUSTIVO DEGLI OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO AI SENSI DEL D.L ELENCO INDICATIVO E NON ESAUSTIVO DEGLI OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO AI SENSI DEL D.L. 81/2008 (PER L ELENCO ESAUSTIVO CONSULTARE SEMPRE LA NORMATIVA) - Nomina Rspp Responsabile servizio prevenzione e

Dettagli

Impianto di compostaggio e di produzione di energia rinnovabile

Impianto di compostaggio e di produzione di energia rinnovabile Impianto di compostaggio e di produzione di energia rinnovabile Come ottenere energia rinnovabile e compost dai rifiuti organici Un percorso di educazione ambientale alla scoperta dell impianto di compostaggio

Dettagli

Effetti dell incendio sull uomo

Effetti dell incendio sull uomo Effetti dell incendio sull uomo ANOSSIA (a causa della riduzione del tasso di ossigeno nell aria) AZIONE TOSSICA DEI FUMI RIDUZIONE DELLA VISIBILITÀ AZIONE TERMICA Essi sono determinati dai prodotti della

Dettagli

«DOVE SI TROVANO I BATTERI?»

«DOVE SI TROVANO I BATTERI?» 1 a STRATEGIA EVITARE LA CONTAMINAZIONE conoscere «DOVE SI TROVANO I BATTERI?» I batteri si trovano ovunque nell ambiente (aria, acqua, suolo ed esseri viventi): Sono presenti sulle materie prime, ad es.

Dettagli

Università di Roma Tor Vergata

Università di Roma Tor Vergata Università di Roma Tor Vergata Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Ingegneria Industriale Corso di: TERMOTECNICA 1 IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE Ing. G. Bovesecchi gianluigi.bovesecchi@gmail.com 06-7259-7127

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA ECO-TRAP DATA DI COMPILAZIONE: MAGGIO 2006 PAGINA: 1 DI 5 IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA /IMPRESA

SCHEDA DI SICUREZZA ECO-TRAP DATA DI COMPILAZIONE: MAGGIO 2006 PAGINA: 1 DI 5 IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA /IMPRESA SCHEDA DI SICUREZZA ECO-TRAP DATA DI COMPILAZIONE: MAGGIO 2006 PAGINA: 1 DI 5 1 Nome commerciale IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA /IMPRESA ECO-TRAP Utilizzazione della sostanza

Dettagli

IMPIANTI DI PRIMA PIOGGIA. Divisione Depurazione E DISSABBIATORI DEGRASSATORI VASCHE BIOLOGICHE TIPO IMHOFF VASCHE SETTICHE FANGHI ATTIVI IMPIANTI A

IMPIANTI DI PRIMA PIOGGIA. Divisione Depurazione E DISSABBIATORI DEGRASSATORI VASCHE BIOLOGICHE TIPO IMHOFF VASCHE SETTICHE FANGHI ATTIVI IMPIANTI A DI PRIMA PIOGGIA Divisione Depurazione 87 1. - TRATT TTAMENTO DELLE ACQUE IN ACCUMULO (DA 500 A 12.000 M 2 ) 2. IPC - TRATT TTAMENTO DELLE ACQUE DI PIOGGIA IN CONTINUO (DA 270 A 7.200 M 2 ) 88 Divisione

Dettagli

SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO SICUREZZA SUL LAVORO In-Formare è già prevenire Questo Mini-Manuale è aggiornato alle più recenti disposizioni 2014 sulla salute, l igiene e la sicurezza sul lavoro: Testo Unico, D.Lgs. 81/2008 e, in particolare,

Dettagli

S.C. Igiene degli alimenti di origine animale. Requisiti igienico-sanitari applicati al settore della pesca

S.C. Igiene degli alimenti di origine animale. Requisiti igienico-sanitari applicati al settore della pesca Requisiti igienico-sanitari applicati al settore della pesca La Spezia 20 ottobre 2009 Requisiti : Strutturali (Strutture ed attrezzature) Funzionali Requisiti strutturali : n Applicabili a tutte le imbarcazioni

Dettagli

Relazione specialistica

Relazione specialistica Relazione specialistica Dipl.-Ing. Hardy Ernst Dipl.-Wirtschaftsing. (FH), Dipl.-Informationswirt (FH) Markus Tuffner, Bosch Industriekessel GmbH Basi di progettazione per una generazione ottimale di vapore

Dettagli

REFRASET SCHEDA DI SICUREZZA. Revisione n 02 del 21/05/2012 Sostituisce 23/05/2002

REFRASET SCHEDA DI SICUREZZA. Revisione n 02 del 21/05/2012 Sostituisce 23/05/2002 Pag. 1 di 5 REFRASET SCHEDA DI SICUREZZA Revisione n 02 del 21/05/2012 Sostituisce 23/05/2002 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO, DEL PRODOTTO E DELLA SOCIETA 1.1 Identificazione della sostanza

Dettagli

AMIANTO PIANO DI LAVORO

AMIANTO PIANO DI LAVORO AMIANTO PIANO DI LAVORO Piano di lavoro [art. 256 D. Lgs. 81/2008] I lavori di demolizione o rimozione dei materiali contenenti amianto possono essere effettuati solo da imprese iscritte all Albo nazionale

Dettagli

Scheda Dati di Sicurezza

Scheda Dati di Sicurezza Scheda Dati di Sicurezza Pagina n. 1 / 5 1. Identificazione della sostanza / del preparato e della Società 1.1 Identificazione della sostanza o del preparato Codice: 190683 Denominazione 1.2 Uso della

Dettagli

Procedure tecniche da seguire nel caso di sollevamento persone con attrezzature non previste a tal fine

Procedure tecniche da seguire nel caso di sollevamento persone con attrezzature non previste a tal fine Procedure tecniche da seguire nel caso di sollevamento persone con attrezzature non previste a tal fine INDICE 1. Premessa 2. Scopo della procedura e campo di applicazione 3. Definizioni 4. indicazioni

Dettagli

DIAMO UNA MANO ALLA NATURA

DIAMO UNA MANO ALLA NATURA DIAMO UNA MANO ALLA NATURA ABBATTITORI A RICIRCOLO DI ACQUA (SCRUBBER A TORRE) I sistemi di abbattimento a scrubber rappresentano un ottima alternativa a sistemi di diversa tecnologia (a secco, per assorbimento,

Dettagli

OGGETTO: Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali

OGGETTO: Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali Lettera Rischi Interferenziali Spett.le Ditta Appaltatrice Ditta Subappaltatrice Luogo, Data 2 OGGETTO: Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali In relazione alla necessità di una possibile

Dettagli

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi?

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi? Che cos'è il radon? Il Radon è un gas inodore e incolore presente in natura. Il suo isotopo (atomo di uno stesso elemento chimico con numero di protoni fisso e numero di neutroni variabile) 222Rn è radioattivo

Dettagli

Camera di combustione Struttura chiusa dentro cui un combustibile viene bruciato per riscaldare aria o altro.

Camera di combustione Struttura chiusa dentro cui un combustibile viene bruciato per riscaldare aria o altro. C Caldaia L'unità centrale scambiatore termico-bruciatore destinata a trasmettere all'acqua il calore prodotto dalla combustione. v. Camera di combustione, Centrali termiche, Efficienza di un impianto

Dettagli

Scheda dei Dati di Sicurezza Secondo le Direttive 91/155/CEE

Scheda dei Dati di Sicurezza Secondo le Direttive 91/155/CEE 1. Identificazione della sostanza/preparato e della societá o ditta 1.1 Identificazione della sostanza o del preparato Denominazione: Catalizzatore Kjeldahl(Se) pastiglie 1.2 Nome della societá o ditta:

Dettagli

Scheda di dati di sicurezza

Scheda di dati di sicurezza Pagina: 1/6 SEZIONE 1: Identificazione della sostanza o della miscela e della società/impresa 1.1 Identificatore del prodotto 1.2 Usi pertinenti identificati della sostanza o miscela e usi sconsigliati

Dettagli

Impianti di climatizzazione

Impianti di climatizzazione Corso di IPIANTI TECNICI per l EDILIZIAl Impianti di climatizzazione Prof. Paolo ZAZZINI Dipartimento INGEO Università G. D Annunzio Pescara www.lft.unich.it IPIANTI DI CLIATIZZAZIONE Impianti di climatizzazione

Dettagli

Scheda di sicurezza FULCRON CASA RIMUOVI MUFFA ML500

Scheda di sicurezza FULCRON CASA RIMUOVI MUFFA ML500 Scheda di sicurezza del 4/12/2009, revisione 2 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETÀ/IMPRESA Nome commerciale: Codice commerciale: 2544 Tipo di prodotto ed impiego: Agente antimuffa

Dettagli

Alle nostre latitudini la domanda di

Alle nostre latitudini la domanda di minergie Protezioni solari con lamelle, in parte fisse, e gronde Benessere ter edifici ed effi Nella società contemporanea trascorriamo la maggior parte del nostro tempo in spazi confinati, in particolare

Dettagli

CIMSA SUD CHIMICA INDUSTRIALE MERIDIONALE SRL SCHEDA DI SICUREZZA PROCESS OIL Conforme al regolamento CE n 1907/2006 del 18.12.

CIMSA SUD CHIMICA INDUSTRIALE MERIDIONALE SRL SCHEDA DI SICUREZZA PROCESS OIL Conforme al regolamento CE n 1907/2006 del 18.12. 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/MISCELA E DELL IMPRESA 1.1 Identificazione della sostanza o preparato -Tipologia Reach : Miscela -Nome commerciale : PROCESS OIL 32-46-68 1.2 Utilizzo : Olio per usi generali

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA DEL PRODOTTO In conformità con il D.L.65/03 e i suoi relativi emendamenti.

SCHEDA DI SICUREZZA DEL PRODOTTO In conformità con il D.L.65/03 e i suoi relativi emendamenti. 1. ELEMENTI IDENTIFICATIVI DELLA SOSTANZA O DEL PREPARATO E DELLA SOCIETÀ/IMPRESA PRODUTTRICE Nome commerciale : Società : Dow Corning S.A. rue Jules Bordet - Parc Industriel - Zone C B-7180 Seneffe Belgio

Dettagli

Risanamento delle tubazioni dall interno

Risanamento delle tubazioni dall interno La soluzione di oggi per le tubazioni di ieri: Risanamento delle tubazioni dall interno Costi inferiori fino al 50% niente demolizioni, niente sporco, niente macerie nessuna interruzione nella gestione

Dettagli

Digestato da rifiuti e da matrici agricole

Digestato da rifiuti e da matrici agricole Ravenna 2012 Workshop I CIC Consorzio Italiano Compostatori Ravenna, 27 settembre 2012 Digestato da rifiuti e da matrici agricole Lorella ROSSI C.R.P.A. - Reggio Emilia, Comitato Tecnico CIC DIGESTIONE

Dettagli

DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE RISCHI DA INTERFERENZE (DUVRI)

DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE RISCHI DA INTERFERENZE (DUVRI) DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE RISCHI DA INTERFERENZE (DUVRI) COMPITI DELLE IMPRESE E DOCUMENTAZIONE CONTRATTUALE AI SENSI DI QUANTO PREVISTO DAL D.L.GS 8108 e s.m.i. TIPOLOGIA APPALTO: SERVIZIO DI PULIZIA

Dettagli

Ing. Raffaele Merola Engineering Environmental Technologies - Energy from biomass PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA DA SYNGAS DA BIOMASSA

Ing. Raffaele Merola Engineering Environmental Technologies - Energy from biomass PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA DA SYNGAS DA BIOMASSA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA DA SYNGAS DA BIOMASSA 1 PRESENTAZIONE GENERALE 1. GENERALITÀ La presente relazione è relativa alla realizzazione di un nuovo impianto di produzione di energia elettrica.

Dettagli

RESISTIVITA ELETTRICA DELLE POLVERI: MISURA E SIGNIFICATO PER LA SICUREZZA

RESISTIVITA ELETTRICA DELLE POLVERI: MISURA E SIGNIFICATO PER LA SICUREZZA RESISTIVITA ELETTRICA DELLE POLVERI: MISURA E SIGNIFICATO PER LA SICUREZZA Nicola Mazzei - Antonella Mazzei Stazione sperimentale per i Combustibili - Viale A. De Gasperi, 3-20097 San Donato Milanese Tel.:

Dettagli

GRUPPO. Sicurezza per scelta

GRUPPO. Sicurezza per scelta Ge.Ma. Sicurezza per scelta Ge. Ma. la Qualità e la Sicurezza sono valori che costruiamo insieme a te GE.MA. company profile UN OCCHIO APERTO SUL FUTURO UNA REALTÀ DINAMICA, UN MODELLO EVOLUTO DI CONSULENZA

Dettagli

Requisiti minimi e criteri per il rilascio delle autorizzazioni sanitarie temporanee.

Requisiti minimi e criteri per il rilascio delle autorizzazioni sanitarie temporanee. Requisiti minimi e criteri per il rilascio delle autorizzazioni sanitarie temporanee. Sono definite temporanee tutte quelle manifestazioni quali Sagre, Feste Campestri ecc. aperte al pubblico, in cui,

Dettagli

Scheda n 1. Tecnologie ambientali per le Apea SISTEMI MODULARI DI TRATTAMENTO ACQUE DI PIOGGIA. Aspetti ambientali interessati dalla tecnologia

Scheda n 1. Tecnologie ambientali per le Apea SISTEMI MODULARI DI TRATTAMENTO ACQUE DI PIOGGIA. Aspetti ambientali interessati dalla tecnologia LIFE+ PROJECT ACRONYM ETA-BETA LIFE09 ENV IT 000105 Scheda n 1 Tecnologie ambientali per le Apea SISTEMI MODULARI DI TRATTAMENTO ACQUE DI PIOGGIA Aspetti ambientali interessati dalla tecnologia emissioni

Dettagli

Scheda di dati di sicurezza Ai sensi del Regolamento CE 1907/2006 REACH Stampato il 01/01/09 Denominazione commerciale: SILIFIM ROSSO ALTE TEMPERATURE

Scheda di dati di sicurezza Ai sensi del Regolamento CE 1907/2006 REACH Stampato il 01/01/09 Denominazione commerciale: SILIFIM ROSSO ALTE TEMPERATURE Pagina: 1/ 5 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA /IMPRESA Denominazione commerciale: SILIFIM ALTE TEMPERATURE Articolo numero: art.01004/01004a Utilizzazione della Sostanza / del

Dettagli

COME VINCERE IL CALDO

COME VINCERE IL CALDO Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie ESTATE SICURA COME VINCERE IL CALDO Raccomandazioni per il personale che assiste gli anziani a casa ESTATE SICURA COME VINCERE IL CALDO

Dettagli

Gli impianti Schmack Biogas a rifiuti

Gli impianti Schmack Biogas a rifiuti Gli impianti Schmack Biogas a rifiuti Gli impianti biogas a rifiuti 2/3 Gli impianti biogas a rifiuti La tecnologia Schmack Biogas per la digestione anaerobica della FORSU La raccolta differenziata delle

Dettagli

ALLEGATO XV. Contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili 1. DISPOSIZIONI GENERALI

ALLEGATO XV. Contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili 1. DISPOSIZIONI GENERALI ALLEGATO XV Contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili 1.1. - Definizioni e termini di efficacia 1. DISPOSIZIONI GENERALI 1.1.1. Ai fini del presente allegato si intendono

Dettagli

212312 Tween 20 QP 1. Identificazione della sostanza/preparato e della societá o ditta 1.1 Identificazione della sostanza o del preparato

212312 Tween 20 QP 1. Identificazione della sostanza/preparato e della societá o ditta 1.1 Identificazione della sostanza o del preparato 1. Identificazione della sostanza/preparato e della societá o ditta 1.1 Identificazione della sostanza o del preparato Denominazione: Tween 20 1.2 Nome della societá o ditta: PANREAC QUIMICA, S.A. E 08110

Dettagli

COMUNE DI TERRALBA. (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957

COMUNE DI TERRALBA. (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957 COMUNE DI TERRALBA (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957 Ordinanza Sindacale n. 41/2012 Prot. n. 12292 ORDINANZA SINDACALE (Adozione misure

Dettagli

COME E FATTA E COME DEVE ESSERE APPOSTA

COME E FATTA E COME DEVE ESSERE APPOSTA COME E FATTA E COME DEVE ESSERE APPOSTA E composta dalla sigla CE e, nel caso un Organismo Notificato debba intervenire nella fase del controllo della produzione, contiene anche il numero d identificazione

Dettagli

MANUALE DI GESTIONE GOVERNO QUOTIDIANO DEGLI ANIMALI

MANUALE DI GESTIONE GOVERNO QUOTIDIANO DEGLI ANIMALI MANUALE DI GESTIONE Breve descrizione del canile (fabbricati: box, locali accessori). Modalità di approvvigionamento idrico e smaltimento reflui animali. Individuazione responsabile generale (titolare)

Dettagli

COMPRESSORE ROTATIVO A VITE CSM MAXI 7,5-10 - 15-20 HP

COMPRESSORE ROTATIVO A VITE CSM MAXI 7,5-10 - 15-20 HP LABORATORI INDUSTRIA COMPRESSORE ROTATIVO A VITE CSM MAXI HP SERVIZIO CLIENTI CSM Maxi la Gamma MAXI HP Una soluzione per ogni esigenza Versione su Basamento Particolarmente indicato per installazioni

Dettagli

NOVITA! Sono in via di pubblicazione la nuova norma sulle reti idranti UNI 10779 e la specifica tecnica TS sulle reti idranti a secco

NOVITA! Sono in via di pubblicazione la nuova norma sulle reti idranti UNI 10779 e la specifica tecnica TS sulle reti idranti a secco NOVITA! Sono in via di pubblicazione la nuova norma sulle reti idranti UNI 10779 e la specifica tecnica TS sulle reti idranti a secco Ing. Marco Patruno Forum Prevenzione Incendi Milano : 1 ottobre 2014

Dettagli

PROFESSIONALITÀ AFFIDABILITÀ RESPONSABILITÀ

PROFESSIONALITÀ AFFIDABILITÀ RESPONSABILITÀ PROFESSIONALITÀ AFFIDABILITÀ RESPONSABILITÀ LE SOLUZIONI AMBIENTALI INTEGRATE DI UN GRUPPO LEADER SOLYECO GROUP ha reso concreto un obiettivo prezioso: conciliare Sviluppo e Ambiente. Questa è la mission

Dettagli

La gestione dei limi di decantazione del lavaggio degli inerti di cava

La gestione dei limi di decantazione del lavaggio degli inerti di cava La gestione dei limi di decantazione del lavaggio degli inerti di cava Ordine dei Geologi della Toscana Commissione Terre e rocce da scavo Firenze 09/12/2008 ORIGINE impianti di lavaggio degli inerti di

Dettagli

IMPIANTI DI SEPARAZIONE FANGHI E OLI DEV + NEUTRAcom DEV + NEUTRAsed + NEUTRAstar

IMPIANTI DI SEPARAZIONE FANGHI E OLI DEV + NEUTRAcom DEV + NEUTRAsed + NEUTRAstar IMPIANTI DI SEPARAZIONE FANGHI E OLI DEV + NEUTRAcom DEV + NEUTRAsed + NEUTRAstar Pozzoli depurazione s.r.l. via M.Quadrio 11, 23022 Chiavenna SO P.IVA: 01263260133, REA: 61186, Telefono 0343 37475 (3

Dettagli

Il sistema Kompogas. Dalla gestione dei rifiuti a quella delle risorse. Dealer Ufficiale

Il sistema Kompogas. Dalla gestione dei rifiuti a quella delle risorse. Dealer Ufficiale Il sistema Kompogas Dalla gestione dei rifiuti a quella delle risorse Dealer Ufficiale Garanzia di efficienza e flessibilità al servizio dell ambiente: Axpo Kompogas CESARO MAC IMPORT e Axpo Kompogas Partnership

Dettagli

Trattamenti Così il Crpa ne valuta l affidabilità

Trattamenti Così il Crpa ne valuta l affidabilità Le schede di valutazione di merito tecnico dell affidabilità delle tecnologie per il trattamento degli effluenti zootecnici in ambito aziendale e interaziendale Trattamenti Così il Crpa ne valuta l affidabilità

Dettagli

PCB NEI MOLLUSCHI BIVALVI

PCB NEI MOLLUSCHI BIVALVI PCB NEI MOLLUSCHI BIVALVI I. SCARONI, G. CASTELLARI, D. PANNIELLO, A. SANTOLINI, D. FOSCOLI, E. RONCARATI, P. CASALI ARPA EMILIA-ROMAGNA SEZ. RAVENNA Il destino e gli effetti dei PCB nell ambiente sono

Dettagli

La movimentazione dei materiali (material handling)

La movimentazione dei materiali (material handling) La movimentazione dei materiali (material handling) Movimentazione e stoccaggio 1 Obiettivo generale La movimentazione e stoccaggio dei materiali (material handling MH) ha lo scopo di rendere disponibile,

Dettagli

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA)

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Ai progetti sottoposti alla procedura di impatto ambientale ai sensi degli articoli 52 e seguenti, è allegato uno studio di impatto ambientale, redatto

Dettagli

PROCEDURE STANDARDIZZATE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI. ai sensi dell art. 29 D.Lgs. 81/2008

PROCEDURE STANDARDIZZATE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI. ai sensi dell art. 29 D.Lgs. 81/2008 PROCEDURE STANDARDIZZATE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI ai sensi dell art. 29 D.Lgs. 81/2008 1 INDICE I. Procedura standardizzata per la valutazione dei rischi ai sensi dell articolo 6, comma 8, lettera

Dettagli

GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI

GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI Introduzione Le dimensioni delle cabine degli ascensori debbono rispettare valori minimi stabiliti dalle normative vigenti,

Dettagli

ELABORA IL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

ELABORA IL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI IL DATORE DI LAVORO DEVE VALUTARE TUTTI I RISCHI PRESENTI NEL LUOGO DI LAVORO con la collaborazione di: RSPP MEDICO COMPETENTE nei casi in cui c è obbligo di sorveglianza sanitaria PREVIA CONSULTAZIONE

Dettagli

CHIUSINO IN MATERIALE COMPOSITO. kio-polieco.com

CHIUSINO IN MATERIALE COMPOSITO. kio-polieco.com CHIUSINO IN MATERIALE COMPOSITO kio-polieco.com Group ha recentemente brevettato un innovativo processo di produzione industriale per l impiego di uno speciale materiale composito. CHIUSINO KIO EN 124

Dettagli

PYRAMIN DF 1KG. 1. Denominazione della sostanza/preparato e della società. 2. Composizione / Informazioni sugli ingredienti

PYRAMIN DF 1KG. 1. Denominazione della sostanza/preparato e della società. 2. Composizione / Informazioni sugli ingredienti Scheda dei dat Scheda dei dati di Sicurezza Pagina: 1/8 1. Denominazione della sostanza/preparato e della società PYRAMIN DF 1KG Uso: antiparassitario, erbicida Ditta: BASF Italia Spa Divisione Agro Via

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA ESSENZA MIRRA-VANIGLIA PER EMANATORE SANDOKAN

SCHEDA DI SICUREZZA ESSENZA MIRRA-VANIGLIA PER EMANATORE SANDOKAN SCHEDA DI SICUREZZA ESSENZA MIRRA-VANIGLIA PER EMANATORE SANDOKAN 1. Identificazione della sostanza / del preparato e della Società 1.1. Identificazione della sostanza o del preparato Miscela di oli essenziali

Dettagli

Istituto Superiore di Sanità Centro Nazionale Sostanze Chimiche

Istituto Superiore di Sanità Centro Nazionale Sostanze Chimiche REGOLAMENTO (CE) N. 1272/2008 Consigli di prudenza Consigli di prudenza di carattere generale P101 P102 P103 In caso di consultazione di un medico, tenere a disposizione il contenitore o l etichetta del

Dettagli

Il lavoro effettuato dalla pompa di calore non produce calore, ma lo muove

Il lavoro effettuato dalla pompa di calore non produce calore, ma lo muove La pompa di calore Definizioni La pompa di calore è una macchina in grado di trasferire energia da una sorgente a temperatura più bassa ad un utilizzatore a temperatura più alta, tramite la fornitura di

Dettagli

IL TRATTAMENTO DELL ACQUA per il miglioramento dell efficienza energetica negli impianti termici. Cillichemie Italiana Srl Stefano Bonfanti

IL TRATTAMENTO DELL ACQUA per il miglioramento dell efficienza energetica negli impianti termici. Cillichemie Italiana Srl Stefano Bonfanti IL TRATTAMENTO DELL ACQUA per il miglioramento dell efficienza energetica negli impianti termici Cillichemie Italiana Srl Stefano Bonfanti gli utilizzi tecnici dell acqua in un edificio ACQUA FREDDA SANITARIA

Dettagli

Opere di ristrutturazione edilizia e risanamento conservativo - variante essenziale relative all'immobile sito in via Millelire n 10/c - Milano

Opere di ristrutturazione edilizia e risanamento conservativo - variante essenziale relative all'immobile sito in via Millelire n 10/c - Milano Comune di MILANO Provincia di MILANO Regione LOMBARDIA RELAZIONE TECNICA Rispondenza alle prescrizioni in materia di contenimento del consumo energetico Deliberazione Giunta Regionale 22 dicembre 2008

Dettagli

ECO HOT WATER Pompa di calore per acqua calda sanitaria con integrazione solare IT 01. Ecoenergia. I d e e d a i n s t a l l a r e

ECO HOT WATER Pompa di calore per acqua calda sanitaria con integrazione solare IT 01. Ecoenergia. I d e e d a i n s t a l l a r e ECO HOT WATER Pompa di calore per acqua calda sanitaria con integrazione solare IT 01 Ecoenergia I d e e d a i n s t a l l a r e Lo sviluppo sostenibile Per uno sviluppo energetico sostenibile, compatibile

Dettagli

(omissis) ALLEGATO 5 - NORME TECNICHE GENERALI. (omissis)

(omissis) ALLEGATO 5 - NORME TECNICHE GENERALI. (omissis) Deliberazione Comitato per la tutela delle acque dall'inquinamento 04.02.1977 Criteri, metodologie e norme tecniche generali di cui all'art. 2, lettere b), d) ed e), della legge 10 maggio 1976, n. 319,

Dettagli

RISORSE ENERGETICHE AREA 9 FONTI DI ENERGIA DA DOVE PROVIENE L ENERGIA? 10/12/2013 COME SFRUTTIAMO L ENERGIA DEL SOLE?

RISORSE ENERGETICHE AREA 9 FONTI DI ENERGIA DA DOVE PROVIENE L ENERGIA? 10/12/2013 COME SFRUTTIAMO L ENERGIA DEL SOLE? RISORSE ENERGETICHE ENERGIA 2 AREA 9 FONTI DI ENERGIA E INDISPENSABILE ALLA VITA SULLA TERRA ELEMENTO INDISPENSABILE PER SVILUPPO SOCIALE ED ECONOMICO FINO AD ORA: CONTINUO INCREMENTO DI PRODUZIONE E CONSUMO

Dettagli

RIVOLTA TIP TOP INDUSTRIALE S.p.A. Via Rivolta, 2 20060 Pessano con Bornago - Milano (Italia) Tel. 02/95421 1

RIVOLTA TIP TOP INDUSTRIALE S.p.A. Via Rivolta, 2 20060 Pessano con Bornago - Milano (Italia) Tel. 02/95421 1 RIVOLTA TIP TOP INDUSTRIALE S.p.A. Via Rivolta, 2 20060 Pessano con Bornago - Milano (Italia) Tel. 02/95421 1 SCHEDA DATI DI SICUREZZA 1. IDENTIFICAZIONE DEL PREPARATO E DELLA SOCIETA /IMPRESA TIP TOP

Dettagli

3. COMPOSIZIONE E INFORMAZIONE SUGLI INGREDIENTI

3. COMPOSIZIONE E INFORMAZIONE SUGLI INGREDIENTI Pag. 1 di 7 SCHEDA INFORMATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA 1. IDENTIFICAZIONE DEL PREPARATO E DELLA SOCIETA' DENOMINAZIONE COMMERCIALE PRODOTTO: PROCESS OIL NC 100 CODICE PRODOTTO: 4S99 USO O DESCRIZIONE:

Dettagli

CORSO DI SICUREZZA NEI CANTIERI

CORSO DI SICUREZZA NEI CANTIERI Corso di laurea in Ingegneria Edile CORSO DI SICUREZZA NEI CANTIERI Anno Accademico 2011/2012 Definire: Obbiettivi della lezione Rischi Interferenziali - DUVRI e PSC Rischi Propri - POS Conoscere gli aspetti

Dettagli

Prevenzione dell allergia ad inalanti

Prevenzione dell allergia ad inalanti Prevenzione dell allergia ad inalanti La patologia allergica respiratoria è molto frequente nella popolazione generale: la sua prevalenza si aggira in media intorno al 10-15%. Inoltre, negli ultimi 20

Dettagli

Guida all applicazione (spruzzatura ad aria nebulizzata)

Guida all applicazione (spruzzatura ad aria nebulizzata) Guida all applicazione (spruzzatura ad aria nebulizzata) 1 Spruzzo convenzionale (aria nebulizzata) Una pistola a spruzzo convenzionale è uno strumento che utilizza aria compressa per atomizzare ( nebulizzare

Dettagli

Risposta esatta. Quesito

Risposta esatta. Quesito 1 2 Quesito Si definisce gas compresso: A) un gas conservato ad una pressione maggiore della pressione atmosferica; B) un gas liquefatto a temperatura ambiente mediante compressione; C) un gas conservato

Dettagli

Scheda di dati di sicurezza ai sensi del regolamento 1907/2006/CE, Articolo 31

Scheda di dati di sicurezza ai sensi del regolamento 1907/2006/CE, Articolo 31 Pagina: 1/5 1 Identificazione della sostanza o della miscela e della società/impresa Identificatore del prodotto Usi pertinenti identificati della sostanza o miscela e usi sconsigliati Utilizzazione della

Dettagli

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL ALTO

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL ALTO Dipartimento di Prevenzione SERVIZIO SPISAL Via S. Andrea, 8 32100 Belluno Tel. 0437 516927 Fax 0437 516923 e-mail: serv.spisal.bl@ulss.belluno.it Dipartimento di Prevenzione SERVIZIO SPISAL Via Borgo

Dettagli

Città di Spinea Provincia di Venezia

Città di Spinea Provincia di Venezia Città di Spinea Provincia di Venezia APPALTO: servizio di pulizia interna uffici comunali 2013 2014 AFFIDAMENTO: da appaltare REDATTO DA REVISIONE N. DATA APPROVATO DA 1 SOMMARIO 1. SEZIONE DESCRITTIVA...

Dettagli

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta isstock Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta 7 PAA Programma generale di azione dell Unione in materia di ambiente fino al 2020 A partire dalla metà degli anni 70 del secolo scorso, la politica

Dettagli

SILESTONE. Scheda di Dati di Sicurezza 01 IDENTIFICAZIONE DEL ARTICOLI E DELLA SOCIETÀ/IMPRESA

SILESTONE. Scheda di Dati di Sicurezza 01 IDENTIFICAZIONE DEL ARTICOLI E DELLA SOCIETÀ/IMPRESA 9ª Versione, data revisione: Dicembre 2013, sostituisce la versione del por luglio 2010. Aggiornato con A.St.A. Europe (Agglomerated Stones Association of Europe) SILESTONE Scheda di Dati di Sicurezza

Dettagli

CONDIZIONATORI DI PRECISIONE AD ESPANSIONE DIRETTA E ACQUA REFRIGERATA PER CENTRALI TELEFONICHE CON SISTEMA FREE-COOLING

CONDIZIONATORI DI PRECISIONE AD ESPANSIONE DIRETTA E ACQUA REFRIGERATA PER CENTRALI TELEFONICHE CON SISTEMA FREE-COOLING CONDIZIONATORI DI PRECISIONE AD ESPANSIONE DIRETTA E ACQUA REFRIGERATA PER CENTRALI TELEFONICHE CON SISTEMA FREE-COOLING POTENZA FRIGORIFERA DA 4 A 26,8 kw ED.P 161 SF E K 98 FC La gamma di condizionatori

Dettagli

2.1 Classificazione della sostanza o della miscela Il prodotto è classificato come pericoloso ai sensi della direttiva 1999/45/CE

2.1 Classificazione della sostanza o della miscela Il prodotto è classificato come pericoloso ai sensi della direttiva 1999/45/CE (Regolamento n 453/2010/UE) Data emissione: 09-05-2005 Numero revisione: 07.13 Data revisione: 07 giugno 2013 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA O DELLA MISCELA E DELLA SOCIETA /IMPRESA 1.1 Identificazione

Dettagli

- PARTE SPECIALE G- I REATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

- PARTE SPECIALE G- I REATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO - PARTE SPECIALE G- I REATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO G.1. I reati di cui all art. 25 septies del D.Lgs. n. 231/2001 La Legge 3 agosto 2007, n. 123, ha introdotto l art. 25 septies del

Dettagli