P.A.T. Comune di Loreggia. Relazione Geologica. Scala. Elaborato A 11 4

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1 Comune di Loreggia P.A.T. Piano di Assetto del Territorio Accordo pianificazione ai sensi art. 15 L.R. 11/04 con Regione Veneto e Provincia di Padova Relazione Geologica Elaborato A 11 4 Scala GRUPPO DI LAVORO Castelfranco Veneto Progettista e coordinatore: Arch. Roberto Cavallin Agronomia, paesaggio, biodiversità: Dott. agr. Giacomo Gazzin Geologia: Dott. Geol. Jacopo De Rossi Resana Piombino Dese Rischio idraulico e difesa del suolo: Ing. Giuliano Zen Valutazione Ambientale Strategica e Valutazione di Incidenza Ambientale: Dott. Agr. MAurizio Leoni LOREGGIA S. Giustina in Colle Trebaseleghe Camposampiero Massanzago REDAZIONE ELABORATO Studio Associato Geodelta Limena (PD) NOME FILE: Relazione Geologica DISEGN VERIF. APPROV. BASE CARTOGRAFICA REV: 00 DATA:

2 INDICE 1. Caratteri generali del territorio Assetto geomorfologico Assetto geolitologico Assetto idrogeologico Cartografia di analisi prodotta per il P.A.T Carte di analisi Carta geomorfologica Carta geolitologica Carta idrogeologica Carta di progetto Carta delle Fragilità...19 ALLEGATO Stratigrafie delle prove geognostiche...24

3 1. Caratteri generali del territorio Il territorio comunale di Loreggia presenta forma allungata da nord-ovest verso sud-est; esso si estende dal punto più a nord a quello più a sud per circa otto chilometri (vedi fig.1). Esso si pone in zona di transizione tra la cosiddetta Media e Bassa Pianura Veneta in quanto il territorio, all altezza della località Loreggiola è attraversato dal limite inferiore della zona di persistenza dei fontanili. Il territorio comunale risulta pianeggiante con quote altimetriche decrescenti da nordovest verso sud-est, comprese quindi tra 34 e 23 metri s.l.m.m. e con una pendenza media del 1 %o. Rispetto alla classificazione sismica nazionale derivante dalla O.P.C.M del 20 marzo 2003, il territorio comunale viene indicato in classe III delle quattro previste, ovverosia in zona a medio-bassa sismicità. 1

4 Figura 1: Corografia del territorio comunale riduzione da originale: Tavolette IGM 1:

5 1.1 Assetto geomorfologico A scala regionale, il territorio comunale viene ascritto a due unità geomorfologiche. La zona di pianura più antica non interessata dall azione modellatrice dell alveo recente ed attuale del Brenta viene definita come appartenente ai Depositi fluvio-glaciali e alluvionali antichi e recenti e copre la maggior parte del territorio comunale: Accanto ad essa sono presenti le cosiddette Fasce di divagazione delle aste fluviali attuali e recenti (paleoalvei) del fiume Brenta (vedi Fig. 2). Il fattore morfologico prevalente è rappresentato dalla rete idraulica, in particolare dal Muson dei Sassi che attraversa da nord a sud il territorio comunale. Risulta evidente la modificazione del territorio indotta da forme antropiche; esse sono in parte collegate alla presenza delle arginature del Muson dei Sassi, dalle rogge e dai canali e in parte connessa alla presenza di alcuni tratti in rilevato della nuova SR 308 e alla presenza di due fosse di cava. 3

6 Figura 2: Carta delle Unità Geomorfologiche Estratto da: Regione del Veneto- Carta delle Unità Geomorfologiche alla scala 1:

7 1.2 Assetto geolitologico Come già detto il territorio comunale appartiene all unità geologica della Medio-Bassa Pianura Veneta. La costituzione geologico-stratigrafica della Pianura Padano-Veneta, al di là del suo aspetto morfologico uniforme ed apparentemente monotono, non è certamente omogenea; nel dettaglio essa risulta molto varia e spesso assai complessa. Ciò deriva da diverse cause: il numero elevato di vallate che sfociavano nell'antica depressione tettonica adriatica attraverso le quali si depositarono fino a colmarla con enormi accumuli di depositi fluvio-glaciali e fluviali; le frequenti variazioni spaziali del corso di questi fiumi che divagarono per la pianura depositando le loro alluvioni su aree diverse, le frequenti ingressioni e regressioni del mare Adriatico che hanno interessato ripetutamente la Bassa e la Media Pianura; tutti questi fattori hanno generato un assetto stratigrafico assai articolato anche se schematizzabile come già detto nella classica suddivisione nelle tre fasce di Alta, Media e Bassa Pianura. Ovviamente la differenziazione nelle tre zone deriva da una drastica semplificazione e schematizzazione essendo le stesse geneticamente e strutturalmente collegate. L'elemento strutturale principale dell'alta e Media Pianura è rappresentato dalle grandi conoidi alluvionali ghiaiose, depositate dai corsi d'acqua (Piave, Brenta, Astico, Leogra) quando il loro regime era nettamente diverso da quello attuale e caratterizzato soprattutto da portate molto elevate (per lo scioglimento dei ghiacciai) e da un trasporto solido imponente (per lo smantellamento degli apparati morenici che intasavano le valli prealpine). Lungo la fascia pedemontana si riconoscono varie conoidi sovrapposte dello stesso fiume, compenetrate sui fianchi con le conoidi dei fiumi vicini; si riconoscono anche conoidi dello stesso fiume depositate su aree diverse. Ne risulta così un sottosuolo interamente ghiaioso per tutto lo spessore del materasso alluvionale (zona di Alta Pianura). Le conoidi ghiaiose dei vari corsi d'acqua si spinsero a valle per distanze differenti, in funzione dei diversi caratteri idraulici di ciascun corso d'acqua nelle diverse fasi climatiche: le conoidi più antiche, e quindi più profonde, si sono spinte quasi sempre in aree più lontane rispetto a quelle più recenti. Scendendo verso valle, o meglio verso l attuale fascia costiera, lo spessore complessivo delle ghiaie diminuisce progressivamente: al semplice ed omogeneo accumulo di materiali grossolani dell Alta Pianura si sostituisce un sistema multistrato in cui i singoli letti ghiaiosi 5

8 si assottigliano sempre più fino ad esaurirsi penetrando entro depositi sempre più potenti di materiali fini limoso-argillosi (zona di Media Pianura). Allontanandosi ulteriormente dallo sbocco delle vallate prealpine, i sedimenti che costituiscono il sottosuolo sono rappresentati principalmente da orizzonti limoso-argillosi alternati a più o meno spessi ed estesi livelli sabbiosi in quanto le ultime propaggini delle grandi conoidi alluvionali ghiaiose prealpine sono molto rare e comunque presenti esclusivamente a grandi profondità. Il territorio comunale appartiene alla zona di transizione tra media e bassa pianura, ne deriva una struttura litostratigrafica che presenta i caratteri dell una o dell altra a seconda delle diverse aree. Il territorio comunale viene identificato, a scala geologica regionale (figura 3), come appartenente alla zona dei Depositi alluvionali e fluvioglaciali distinti sino a 30 metri di profondità con alternanze di ghiaie e sabbie con limi e argille da nord fino al centro abitato di Loreggia, mentre il territorio meridionale appartiene alla zona dei Depositi alluvionali e fluvioglaciali distinti sino a 30 metri di profondità con limi e argille prevalenti. La suddetta situazione geologica condiziona evidentemente la geologia locale già a partire dal livello superficiale del deposito alluvionale (suolo). Tutti i suoli presenti nel territorio di Loreggia appartengono al sistema deposizionale della pianura alluvionale del Brenta come si può vedere in figura 4. La Carta dei suoli della Regione Veneto (figura 5) identifica i suoli nell area di Loreggia come appartenenti ai Suoli della bassa pianura antica, calcarea, con modello deposizionale a dossi sabbiosi e piane e depressioni a depositi fini di età Pleistocenica (sigla BA di figura 5) ed età Olocenica (BR di figura 5). Si tratta in generale di suoli costituiti da superfici pleistoceniche di origine fluvioglaciale formate in zona dalle alluvioni del Brenta, con diverse morfologie: suoli della pianura indifferenziata di origine fluvioglaciale formatisi da limi fortemente calcarei (sigla BA2.1 e BA1.3 in figura 5) e suoli formatisi da limi da molto ad estremamente calcarei (sigla BR6.8 in figura 5). 6

9 Figura 3: Inquadramento geologico dell area Estratto da Regione del Veneto: Carta Geologica scala 1:

10 Figura 4: suddivisione dei diversi ambiti di azione di sistemi deposizionali (estratto da ARPAV Carta dei suoli del Veneto anno 2005) 8

11 Figura 5: Carta dei suoli del Veneto Estratto da ARPAV Carta dei suoli del Veneto anno 2005) 9

12 1.3 Assetto idrogeologico La descritta situazione litostratigrafia condiziona evidentemente l assetto idrogeologico del territorio. In termini generali, il materasso ghiaioso dell Alta Pianura contiene il cosiddetto acquifero freatico indifferenziato, mentre la successione in profondità tra livelli limoso-argillosi e ghiaioso-sabbiosi sovrapposti, tipica della Media Pianura, ospita il sistema delle falde artesiane, sistema che si riduce via via per estensione ed importanza passando verso la zona di bassa pianura. Il materasso alluvionale ghiaioso di alta pianura ospita un unica falda a superficie libera (freatica), che alimenta e regola dal punto di vista idraulico tutto il sistema multifalde in pressione presente più a sud essendo ad esso idraulicamente, anche se in modo indiretto, collegato. I fattori di alimentazione del sistema idrogeologico complessivo sono essenzialmente tre: la dispersione in alveo dei corsi d'acqua nei tratti disperdenti; l'infiltrazione degli afflussi meteorici diretti e l'infiltrazione delle acque irrigue nelle zone di alta pianura ad elevata permeabilità dei suoli. Allo stato attuale delle conoscenze risultano di grandezza assai meno significativa le immissioni profonde derivanti da sorgenti in roccia sepolte sotto i sedimenti delle conoidi alluvionali. Le direzioni del deflusso sotterraneo a valle della zona di persistenza della falda freatica di Alta Pianura (e quindi a valle del limite superiore della fascia delle risorgive) possono essere definite in modo meno dettagliato di quella dell alta pianura a causa della maggiore complessità dei sistemi, a meno di non eseguire rilievi di dettaglio. A grandi linee viene comunque riconosciuto un andamento del deflusso coerente con quello del deflusso sotterraneo nelle zone di alta pianura laddove, a valle della fascia delle risorgive, la denominazione di falda freatica meglio viene definita dal termine falda acquifera superficiale. A valle della fascia di transizione tra acquifero freatico e sistema delle falde in pressione, infatti, a partire dalla fascia delle risorgive e più a valle passando alla bassa pianura, risulta improprio riferirsi al termine falda freatica in quanto tale termine implica una buona omogeneità dei materiali costituenti l acquifero con conseguente unitarietà in senso idraulico della falda stessa. Al contrario nelle zone di Media e soprattutto Bassa Pianura risulta presente una falda acquifera superficiale che in realtà è costituita da diverse falde acquifere locali ospitate in livelli a permeabilità variabile (ma comunque generalmente piuttosto bassa) variamente interconnesse tra loro e spesso in rapporto idraulico con i corpi idrici superficiali. Tale 10

13 rapporto di connessione con gli alvei di fiumi e canali di scolo (che risulta peraltro agente anche con maggiore importanza nella zona di Alta Pianura per quanto riguarda la ricarica della falda freatica operata dalle dispersioni in alveo dei fiumi) condiziona fortemente le direzioni di deflusso, le profondità di livello ed i gradienti del sistema della falda acquifera superficiale. Per quanto riguarda la profondità del livello di falda rispetto al p.c., la stessa risulta assai variabile nelle zone di Alta Pianura anche a causa delle sensibili ondulazioni del piano campagna, decrescendo tuttavia con regolarità, ed abbastanza velocemente nelle zone di conoide, dal piede dei rilievi montuosi (dove si riscontrano i valori maggiori, pari a varie decine di metri) verso la fascia delle risorgive dove la falda affiora a giorno nei punti più depressi. Nelle zone di Media e Bassa Pianura la profondità della falda acquifera superficiale risulta sempre assai limitata (generalmente inferiori ai 2 metri) eccezion fatta per le zone adiacenti agli alvei fluviali che drenando l acquifero deprimono il livello di falda. Le oscillazioni del livello di falda risultano peraltro assai maggiori nella falda freatica unitaria di Alta Pianura che nelle falde libere superficiali presenti in Media e Bassa Pianura: mentre le prime possono raggiungere oscillazioni di diversi metri durante l anno, le seconde generalmente limitano la loro variabilità di livello a qualche decimetro. Secondo la suddetta schematizzazione idrogeologica il territorio comunale appartiene al settore idrogeologico di transizione tra Media e Bassa pianura, anche se in buona parte appartenente a pieno titolo a quello della Bassa Pianura. Per quanto riguarda la permeabilità dei terrreni, la Provincia di Padova nel 2001 ha elaborato una carta di permeabilità dei suoli per rispondere alle esigenze di pianificazione territoriale. Secondo tale fonte il territorio provinciale risulta suddiviso in tre classi a differenti intervalli di permeabilità: - Classe 1 terreni molto permeabili (k > 10E-05 m/s) - Classe 2 terreni di media permeabilità (k = 10E-08 10E-05 m/s) - Classe 3 terreni poco permeabili (k < 10E-08 m/s) Il territorio del comune di Loreggia rientra essenzialmente nei terreni a permeabilità media legati alla presenza nel sottosuolo sia di sabbia sia di alternanze limoso - argillose talvolta sabbiose (vedi figura 6) anche se ci sono alcune zone caratterizzate da permeabilità leggermente maggiore pur non essendo connesse a particolari caratteristiche geologiche e geotecniche. 11

14 Legenda classi di permeabilità Aree non classificate (rilievi Euganei, aree di cava) Acqua Classe 1 terreni molto permeabili: k > 10E-05 m/s Classe 2 terreni di media permeabilità: k > 10E-08-10E-05 m/s Classe 3 terreni poco permeabili: k > 10E-12-10E-08 m/s Figura 6: Estratto dalla Carta della permeabilità dei suoli ai fini urbanistici Provincia di Padova Carta della permeabilità dei suoli della provincia di Padova,

15 2. Cartografia di analisi prodotta per il P.A.T. Nell ambito dell incarico connesso alla stesura del PAT Comunale sono state prodotte le tre carte di analisi a valenza geologica ed idrogeologica relative al quadro conoscitivo : Carta Litologica, Carta Geomorfologica, Carta idrogeologica. Secondo quanto previsto le tre tavole relative al quadro conoscitivo derivano di base dallo studio redatto nel 1988 per la stesura del P.R.G. Comunale e sono state integrate con dati stratigrafici ed idrogeologici raccolti presso: Comune di Loreggia, Consorzio Acque Risorgive di Venezia, Genio Civile di Padova, Provincia di Padova, Regione del Veneto, PAI del Bacino idrografico del Brenta-Bacchiglione. Le analisi in questo modo ottenute, sono state confrontate con le analoghe cartografie del PATI Camposampierese (anno 2008). Le elaborazioni così ottenute sono state infine confrontate e, per quanto possibile rese coerenti, con quelli relativi alle analoghe carte dei PRG-PAT-PATI dei comuni limitrofi. Per l informatizzazione dei dati si è fatto uso del programma ArcGIS 9.2. La simbologia e le codifiche riportate nelle legende delle Tavole derivano dalla Proposta di modifica della lettera A e F (aggiornamento di gennaio 2010) dell art. 50 della L.R. 11/04 Norme per il governo del territorio e dal conseguente DGRV 615/96 Grafie quadro conoscitivo PAT aggiornato a maggio

16 2.1 Carte di analisi Carta geomorfologica Nella Carta geomorfologica, sono individuate le principali forme morfologiche riconoscibili che interessano il territorio comunale, esse sono rappresentate da: Forme fluviali Forme artificiali Forme strutturali (altimetria). Forme fluviali L unico elemento morfologico di natura fluviale è rappresentato da pochi paleoalvei senza evidenti rilievi morfologici. Forme artificiali Per quanto concerne le forme morfologiche cartografabili secondo le grafie della Regione del Veneto, le forme di origine antropica degne di rilievo sono costituite da: gli argini principali del Muson dei Sassi e del Muson Vecchio. dagli specchi d acqua derivanti rispettivamente da attività estrattiva dismessa e da un vecchio allevamento ittico da due cave ricolmante e ripristinate ad uso agricolo, una delle quali sviluppata essenzialmente nel Comune di Resana. Altra forma antropica di rilievo è costituita dai rilevati connessi alle vie di comunicazione: in particolare il rilevato stradale presente in alcuni tratti della SR 308 (Nuova Statale del Santo), il rilevato ferroviario della tratta Padova-Bassano, che attraversa il territorio comunale da nord a sud, e la vecchia massicciata della Ferrovia Ostiglia che attraversa la parte meridionale del territorio comunale. Forme strutturali Elaborando i dati delle quote altimetriche (espresse in m s.l.m.) delle CTR con l uso del programma Surfer 8, è stato possibile digitalizzare il microrilievo del territorio comunale. L altimetria del territorio comunale risulta decrescente dall estremo settore di NW verso SE, secondo l orientazione della pendenza della conoide del Brenta, digradando dai 34 ai 23 m s.l.m.m.. 14

17 2.1.2 Carta litologica I dati raccolti e confrontati come descritto in precedenza, hanno consentito la stesura della carta di analisi denominata Carta Litologica. Nella carta sono indicate le aree contraddistinte da una diversa Litologia del substrato laddove con tale termine si intende il deposito alluvionale presente nei primi metri di profondità. Nella carta sono inoltre indicati tutti i punti in cui è stata resa disponibile la lettura di dati stratigrafici. Punti di indagine geognostica Per la verifica e migliore definizione delle aree a diversa litologia sono state raccolte ed interpretate le stratigrafie relative a 40 punti di indagine localizzati in modo grossomodo omogeneo in tutta l area comunale (vedi allegato 1). Le prove sono identificate nella Carta Litologica con il simbolo previsto dalle grafie regionali, distinte tra prove penetrometriche statiche e sondaggi. Litologia del substrato Le aree a diversa costituzione litostratigrafia del primo sottosuolo sono state desunte in prima battuta dallo studio relativo al PRG dell anno 1988, verificate ed aggiornate dal confronto con i nuovi dati stratigrafici raccolti e confrontate con le analoghe zonazioni dei comuni confinanti. Il territorio comunale è quasi completamente interessato dalla presenza nel sottosuolo di sedimenti limoso-sabbiosi. Solo verso l estremo settore sud-occidentale compare una stretta fascia caratterizzata da sedimenti più fini (limi e argille). 15

18 2.1.3 Carta idrogeologica Nella Carta idrogeologica sono indicati gli elementi previsti dalla normativa regionale in riferimento a: Acque sotterranee Idrologia di superficie Acque sotterranee Come già descritto nel capitolo relativo alla trattazione generale dell assetto idrogeologico, il territorio comunale si pone sia in zona di bassa pianura al di sotto del limite inferiore della linea delle risorgive (grossomodo a sud della località Loreggiola, e in minor parte nella zona di media pianura al di sopra dello stesso limite. Nella carta sono cartografate le isofreatiche desunte dalla Carta Idrogeologica del PATI Camposampierese non essendo stata resa disponibile la carta idrogeologica del PRG. La quota della falda varia da 29 a 22 m s.l.m. e la direzione del deflusso sotterraneo segue grossomodo una direzione da NO verso SE e quindi in linea con la direzione generale del deflusso a scala regionale. Le profondità di falda desunte dai dati riportati nelle prove geognostiche reperite (tabella 1) confrontate con l andamento altimetrico del territorio comunale e le quote isofreatiche indicate nel PATI Camposampierese, hanno consentito di indicare due fasce di diversa profondità della falda freatica: - una profondità di falda maggiore di 2 metri rispetto il p.c. nella fascia di territorio settentrionale fino all abitato di Loreggiola - una profondità minore a 2 metri rispetto il p.c. nel restante territorio 16

19 Tabella 1: misure del livello di falda numero rilievo freatimetrico profondità di falda (m sotto p.c.) numero rilievo freatimetrico profondità di falda (m sotto p.c.) (2 falda?) Nella carta idrogeologica relativa alle acque sotterranee vengono indicati inoltre i pozzi presenti nel territorio comunale, intendendo con ciò i pozzi denunciati e/o autorizzati presso il Genio Civile Regionale di Padova. Sono presenti sia pozzi superficiali (alimentati dalla falda acquifera superficiale), sia pozzi profondi (da 60 a 300 metri circa e alimentati da falda artesiana in pressione); alcuni dei pozzi artesiani presenti risultano essere utilizzati anche uso privato idropotabile. Sono inoltre presenti nel settore nord-occidentale del territorio, alcuni pozzi ad uso acquedottistico; essi sono stati distinti in carta con l apposita grafia e quindi identificati con la lettera A all interno del simbolo del pozzo e contornati con la fascia di rispetto di 200 metri. Idrologia di superficie Dal punto di vista idrografico il territorio del comune di Loreggia appartiene al Bacino Regionale Scolante in Laguna di Venezia. Il corso d acqua più importante è il Muson dei Sassi che non raccoglie le acque scolanti di Loreggia e che appartiene al bacino del Brenta-Bacchiglione. Esso scorre nella zona centrale da nord a sud; secondariamente troviamo il Fiumicello Muson Vecchio, anch esso con direzione di scorrimento nord-sud e che in parte coincide con il confine comunale occidentale. E presente una rete di canali (indicati in carta) distribuiti grossomodo omogeneamente in tutta l area comunale e gestiti dal Consorzio di Bonifica Acque Risorgive di Venezia: 17

20 - Fiumicello Rustega - Rio Fossetta - Rio Storto - Roggia Acqualunga - Roggia Pioveghetto - Scolo Fosso Una cava dismessa e non ripristinata ad altro uso, a sud dell abitato di Loreggia, adiacente al confine comunale, presenta al suo interno uno specchio d acqua abbastanza vasto; inoltre un altro specchio d acqua è presente all interno del parco della Villa Wollemborg e in un vecchio allevamento ittico a sud del territorio comunale, a ridosso del confine con Camposampiero. Per quanto concerne le aree definite a dissesto idrogeologico secondo la definizione della normativa regionale, esistono aree soggette a esondazione e ristagno idrico per fenomeni locali in corrispondenza di tratti dei principali canali e rogge legati alla difficoltà di scolo della rete idraulica comunale. Le aree inserite nella carta idrogeologica derivano da informazioni reperite dai tecnici comunali, dal Consorzio di Bonifica Acque Risorgive di Venezia e dal PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) del Brenta-Bacchiglione. 18

21 2.2 Carta di progetto La cartografia di progetto prevista come diretta conseguenza dell analisi dei tematismi geologici ed idrogeologici è costituita dalla Carta della Fragilità Carta delle Fragilità Gli atti di indirizzo della L.R. 11/2004 indicano come nella carta delle fragilità debbano essere riportate le seguenti suddivisioni collegate a grafie apposite previste dalla Regione del Veneto: Compatibilità geologica ai fini urbanistici Aree soggette a dissesto idrogeologico Compatibilità geologica ai fini urbanistici Per quanto attiene alla compatibilità geologica ai fini urbanistici, la Normativa definisce tre zone caratterizzate da diversa idoneità ai fini edificatori: Aree idonee, Aree idonee a condizione ed Aree non idonee. Nel caso del Comune di Loreggia, le aree definite come idonee a condizione derivano da soli fattori penalizzanti di tipo idraulico o idrogeologico in senso lato; infatti dal punto di vista geologico-litostratigrafico non sussistono particolari criticità. Le aree idonee ai fini urbanistici si estendono: a ovest della ferrovia Padova-Bassano ad eccezione delle zone interessate dai fenomeni locali di ristagno idrico o esondazione; in un ampia parte del settore a ovest della S.S Vengono definite come idonee a condizione : le due aree con presenza di cave ripristinate ad uso agricolo in quanto costituite da fosse ricolmate da materiali di cui non sono note le caratteristiche geotecniche; le aree indicate come soggette a dissesto idrogeologico definite da: - aree soggette a rischio di esondazione o ristagno idrico desunte dalle informazioni presenti presso l ufficio tecnico comunale (Figura 7) - aree soggette a rischio di esondazione o ristagno idrico desunte dai dati del Consorzio di Bonifica Acque Risorgive di Venezia (Figura 8) 19

22 - aree soggette a rischio di esondazione o ristagno idrico desunte da dati prodotti dal dipartimento della Difesa del suolo della Regione Veneto (Figura 9) Nella carta della fragilità alle suddette aree sono state aggiunte altre zone definite come aree soggette a rischio di esondazione o ristagno idrico sulla base di valutazioni idrauliche, morfologiche ed idrogeologiche derivanti dal presente studio condotto per il PAT. Figura 7: aree soggette a rischio di esondazione o ristagno idrico desunte dalle informazioni presenti presso l ufficio tecnico comunale 20

23 Figura 8: aree soggette a rischio di esondazione o ristagno idrico desunte dati del Consorzio di Bonifica Acque Risorgive di Venezia Figura 9: aree soggette a rischio di esondazione o ristagno idrico desunte da dati prodotti dal dipartimento della Difesa del Suolo della Regione Veneto 22

24 Vengono definite come aree non idonee quelle in corrispondenza degli specchi d acqua, descritti in precedenza e dall area all interno degli argini del Muson dei Sassi. Aree soggette a dissesto idrogeologico Nell ambito del territorio comunale di Loreggia le aree che possono essere ascritte alla categoria delle aree soggette a dissesto idrogeologico si situano in coincidenza con tutte le aree descritte come idonee a condizione nella compatibilità ai fini urbanistici. Tale situazione viene riportata in carta con la prescritta simbologia. Limena gennaio 2012 Dr. Geol. Jacopo De Rossi 23

25 ALLEGATO 1 Stratigrafie delle prove geognostiche 24

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