PROGETTO DI SVILUPPO DEL CALCIO FEMMINILE

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1 PROGETTO DI SVILUPPO DEL CALCIO FEMMINILE I campioni non si fanno nelle palestre. I campioni si fanno con qualcosa che hanno nel loro profondo: un desiderio, un sogno. All rights reserved

2 CALCIO FEMMINILE NEL MONDO Dopo l impresa del Giappone, che ha battuto in finale di Coppa del Mondo (Luglio 2011) i più quotati Stati Uniti e le Olimpiadi di Londra 2012, il calcio femminile conferma la sua vocazione di sport globale, capace di attrarre milioni di spettatori davanti alla televisione e centinaia di migliaia negli stadi. Il social network Twitter, durante i 90 minuti della finale dei Mondiali, ha contato circa 7mila nuovi messaggi al secondo, con aggiornamenti sul risultato, commenti e considerazioni degli appassionati. La partita ha avuto un eco ben superiore alla finale dei Mondiali in Sud Africa del 2010 (3200 post al secondo). In totale ben spettatori hanno assistito alle 32 partite. L Olympiastadion di Berlino ha ospitato la partita inaugurale ( spettatori), nello stadio di Francoforte si è disputata la finale ( spettatori).

3 NUMERI DEL CALCIO FEMMINILE 18 milioni praticanti negli Stati Uniti 350mila praticanti in Canada 1 milione praticanti in Germania 90mila praticanti in Inghilterra 60 mila praticanti in Francia 22mila praticanti in Italia

4 LO SVILUPPO IN EUROPA Come dimostrano i recenti sviluppi nella promozione e nei finanziamenti da parte della UEFA, è momento fondamentale per il calcio femminile europeo. Ad una recente conferenza sul calcio femminile a Londra, l'organo di governo del calcio europeo ha evidenziato l'intensificarsi dei suoi lavori per rafforzare e sviluppare uno sport in rapida crescita. Alla fine del 2011, il Comitato Esecutivo UEFA ha deciso per la prima volta di concedere fondi nell'ambito del programma di solidarietà HatTrick per finanziare specificamente la crescita del calcio femminile nelle 53 federazioni affiliate. Complessivamente parliamo di circa 23,6 milioni di euro, da distribuire alle federazioni dal 2012 al 2016.

5 OBIETTIVI Il calcio femminile punta alla crescita Attraverso il suo programma di sviluppo per il calcio femminile (WFDP), la UEFA punta ad allargare ulteriormente le basi del movimento nel 2013, insieme alle sue federazioni affiliate. La UEFA e le federazioni affiliate, insieme ai grandi club europei che hanno acquisito esperienza nelle competizioni continentali e in quelle nazionali, hanno intrapreso un cammino che punta a: Far crescere le infrastrutture dedicate al calcio femminile; Coinvolgere un maggior numero di donne, siano esse giocatrici, allenatrici, arbitri, asistenti o anche solo spettatrici. Nel febbraio 2011 oltre 50 federazioni nazionali aderenti alla UEFA hanno partecipato ad uno workshop per lo sviluppo del calcio femminile svoltosi sotto l'egida dello UEFA Knowledge & Information Sharing Scenario (KISS), ponendo alla ribalta numerose tematiche legate al movimento. Si è trattato del primo appuntamento UEFA esclusivamente dedicato al calcio femminile. In seguito a quello storico evento, a novembre 2011 si è svolta presso la sede della UEFA la settimana del calcio femminile.

6 Le federazioni nazionali in possesso di infrastrutture dedicate al calcio femminile le hanno presentate in occasioni di eventi UEFA ad hoc, con lo scopo di fungere da punto di riferimento per altre associazioni nazionali europee. Attraverso lo Schema UEFA Gruppi di Studio le 53 federazioni affiliate alla UEFA hanno la possibilità di condividere informazioni di carattere tecnico grazie a una serie di seminari organizzati a turno da una di esse. Le federazioni hanno proposto le loro idee per favorire la crescita del calcio femminile anche attraverso il WFDP. La UEFA ha ricevuto 40 richieste di finanziamento per progetti dedicati - dai tornei di calcio di base in Georgia e Croazia, fino alle campagne di reclutamento portieri e ai corsi di formazione tecnica di Inghilterra e Norvegia. La Repubblica d'irlanda è l'ultimo fra i paesi europei ad aver dato vita a un campionato nazionale femminile grazie al supporto finanziario della UEFA.

7 LO SVILUPPO IN ITALIA OBIETTIVI : 1. Incremento del numero delle praticanti attraverso: a. Attivazione di un gruppo di studio delle realtà straniere, per un confronto da cui attingere indicazioni. b. Attività di promozione nelle scuole, gestita da un progetto nazionale di concerto con il Ministero della Pubblica Istruzione, che porti nelle scuole il calcio femminile attraverso le calciatrici delle società del territorio. c. Rapporto tra Ministero della Pubblica Istruzione e Figc, per cooperare con le scuole, per far conoscere il calcio femminile e diffondere l idea della possibilità di realizzazione sociale attraverso lo sport, nonché, consentire alle calciatrici di conciliare il doppio impegno scuola-calcio. d. Creazione di borse di studio offerte da società sportive, enti pubblici, fondazioni e aziende per consentire alle ragazze di frequentare corsi universitari.

8 f. Controllo dell attività dal vertice alla base in cui l organo direttivo del Dipartimento Calcio Femminile possa nominare direttamente i relativi Delegati Regionali e Provinciali la cui funzione organizzativa e di monitoraggio locale dovrà riferirsi anche a livello giovanile, ricoprendo il duplice ruolo di referente periferico (LND SGS). Meglio se queste persone sono ex atlete o personale che da tempo opera nel calcio femminile. g. Incentivi (punteggio) alle società dilettantistiche maschili per aprire al settore femminile (scuole calcio qualificate). Avere almeno: -14 bambine tesserate dalla stagione 2014/15 -Una squadra giovanile che partecipi ai campionati giovanili dal 2015/16 h. Per partecipare ai Campionati Regionali Allievi e Giovanissimi, equiparare il punteggio esistente alla voce: Partecipazione ai campionati giovanili di calcio con squadre esclusivamente femminili attualmente di 5 al punteggio della vittoria del campionato, attualmente 20.

9 j. Le squadre femminili devono investire maggiormente sui propri settori giovanili, pertanto: -Le squadre di serie A dalla stagione 2015/2016 devono avere almeno una squadra in tutte le categorie dell attività di base (Piccoli Amici,Pulci,Esordienti) e dell attività agonistica (Giovanissime, Allieve e Primavera) -Le squadre di serie B dalla stagione 2013/2014 devono avere la squadra Primavera, e dalla stagione 2015/2016 tutte le categorie dell attività di base (Piccoli Amici, Pulcine,Esordienti) -Le squadre di serie C e D dalla stagione 2015/2016 una squadra a scelta nell attività di base (Piccoli Amici, Pulcine,Esordienti) k. I campionati Giovanissime e Allieve secondo le realtà territoriali potranno essere a 7/9/11 giocatrici. In questo momento serve elasticità per ampliare l offerta l. Innalzamento dell età minima per giocare in prima squadra: -In serie A e B compimento del 16 anno di età a partire dalla stagione 2014/15 -In serie C e D compimento del 16 anno di età a partire dalla stagione 2015/16

10 OBIETTIVI : 2. Coinvolgimento delle squadre maschili: a. Creazione squadre di calcio femminile che siano la sezione diretta di una società di calcio professionistico maschile partendo dall attività giovanile (da inserire nelle licenze nazionali): -squadra Giovanissime che partecipa ad attività ufficiale a partire dalla stagione 2014/15 -squadra Allieve che partecipa a attività ufficiale a partire dalla stagione 2015/16 -squadra Primavera/prima squadra che partecipa a attività ufficiale a partire dalla stagione 2016/17 b. Espansione del brand della società maschile presso un pubblico femminile e ricerca di sponsorizzazioni ad hoc per il settore femminile c. Attraverso il progetto per la realizzazione di nuovi stadi individuare anche aree e impianti sportivi ad hoc da dedicare al calcio femminile.

11 3. Riforma dei campionati: OBIETTIVI a. Creazione di una campionato di serie A nazionale (con play off e play out) composto al massimo da 10 squadre (campionato 2013/2014 a 12, campionato 2014/2015 a 10) che rispettino standard economici, tecnici e organizzativi, impiantistici, medici prefissati dalla FIGC (licenze). b. Campionati di serie B interregionali con play off e play out (con costi molto ridotti rispetto a quelli attuali) per la formazione delle calciatrici sul loro territorio di appartenenza. c. Campionati di serie C e Dregionali. d. Campionati primavera obbligatori per tutte le squadre che partecipano alla serie A e alla serie B. e. Aumento numero delle straniere (4) tesserabili dalle squadre di serie A. f. Riconoscimento di contributi anche economici alle squadre in base ai risultati sportivi raggiunti.

12 4. Requisiti richiesti alle società partecipanti ai campionati di serie A e B: (Le Società dovranno affidare le atlete e la gestione organizzativa ed economica ad uno staff di comprovata competenza) a. ECONOMICI: Stabilità finanziaria (controlli periodici Co.vi. sod. trimestrali per le società di serie A, semestrali per le società di serie B). b. ORGANIZZATIVI: Struttura dirigenziale composta da personale qualificato (possibilità accesso corsi LND). Possibilità di usufruire di impianti sportivi adeguati alla categoria sia per gli allenamenti che per le gare. Obbligo di settori giovanili.

13 c. TECNICI: Allenatori in possesso della licenza Uefa A per le società di serie A obbligatorio dalla stagione 2015/16,Uefa B per le società di serie B e campionati regionali, Uefa B o C per primavera e i settori giovanili. Presenza di un preparatore atletico qualificato in tutte le squadre partecipanti alla serie A e alla serie B. d. MEDICI: Staff medico qualificato (medico + fisioterapisti) per le squadre di serie A e B. Possibilità di accedere a strutture riabilitative convenzionate con la FIGC sparse sul territorio per la prevenzione e cura degli infortuni. e. DIRIGENZIALI: Prevedere l obbligo di partecipazione ai corsi organizzati dalla lnd (collaboratore della stagione sportiva): -Per le squadre di serie A almeno un dirigente formato dalla stagione 2014/15 - Per le squadre di serie B almeno un dirigente formato dalla stagione 2016/17

14 OBIETTIVI 5. Elevazione standard tecnici e atletici: a. Attivazione di un Centro Studi di Ricerca specifica per la donna calciatrice e al suo interno l attivazione di Corsi di formazione e aggiornamento specifici per: L area tecnica, tattica e atletica (Coinvolgimento del settore tecnico federale); L area medica e psicologica (Coinvolgimento di Aziende che si occupano di riabilitazione: Es. Isokinetic, Medisport ecc.); L area organizzativa e gestionale con l individuazione di figure dirigenziali con adeguate competenze professionali.

15 6. Nazionali: OBIETTIVI a. Nomina di un coordinatore di tutte le Nazionali Femminili che curi i rapporti tra Club Italia e Dipartimento Calcio Femminile e tra Nazionali e squadre di club. b. Aumento numero squadre nazionali (U. 15 e U.21). c. Candidatura dell Italia all organizzazione di un mondiale e/o di un europeo femminile. d. Organizzazione di raduni collegiali in preparazione di Campionati Europei o Mondiali. e. Creazione di Centri Federali dislocati sul territorio ove radunare periodicamente le atlete più promettenti. f. Borse di studio legate al merito sportivo. g. Impiego ex atlete nazionali negli staff delle nazionali, sia in ruoli tecnici che in ruoli dirigenziali. h. Ufficio stampa ad hoc per le nazionali femminili (sempre presente in occasioni delle gare siano esse amichevoli o ufficiali)

16 7. Marketing: OBIETTIVI a. Creazione all interno della FIGC e del Dipartimento di un ufficio marketing ad hoc che costruisca modelli di riferimento utilizzabili sul piano mediatico (radio, televisione, spot pubblicitari, docufiction etc.). b. Negoziazione indipendente dei diritti TV. c. Sviluppo di rapporti con il Ministero delle Pari Opportunità e il Coni per la valorizzazione della donna calciatrice. d. Coinvolgimento di uno sponsor tecnico unico (Es. Nike, Adidas, Puma) per le squadre partecipanti al campionato di serie A; e. Coinvolgimento di uno sponsor per il campionato di serie A (Es. Serie A Plaitex o simili). f. Creazione di un pallone ad hoc per il calcio femminile. g. Realizzazione di un documentario o cartone animato o simili come veicolo promozionale tra le bambine in accordo con il servizio pubblico. All rights reserved

17 8. Promozione ed eventi: OBIETTIVI a. Creazione e negoziazione con i principali broadcaster di trasmissioni, documentari, fiction etc. aventi ad oggetto la valorizzazione del calcio femminile. b. Obbligo per le Società che giocano in casa di effettuare riprese televisive. c. Organizzazione una volta l anno di un importante torneo internazionale. d. Organizzazione di una partita evento tra nazionali di paesi in conflitto tra loro (es. Iran vs Israele). e. Creazione di campagne pubblicitarie con donne di successo (Es. Michelle Obama e le giocatrici della Nazionale USA).

18 9. Istituzione: OBIETTIVI a. Presenza di più donne tra i ruoli di politica Federale (FIGC); b. Il Dipartimento Calcio Femminile avrà: Un presidente eletto dalle società secondo criteri di voto proporzionali alla partecipazione alle diverse categorie. Un direttivo composto anche da rappresentanti delle società e delle componenti tecniche. Autonomia organizzativa ed economica (Applicazione dell Art. 10 dello Statuto Federale). Coinvolgimento di ex atlete nei ruoli del Dipartimento.

19 10. Modifiche normative: OBIETTIVI a. Abolizione del vincolo. b. Applicazione dell art. 10 dello statuto Federale. c. Modifica dell art. 34 dello Statuto Federale, innalzando a 16 anni la possibilità di partecipare alle attività delle Leghe o dei Comitati Regionali. d. Modifiche normative legate alla realizzazione degli obiettivi sopra descritti.

20 CONCLUSIONI Il calcio femminile italiano è in una fase di cambiamento, ma se paragonato alle altre nazioni il margine da colmare è ancora molto ampio, forse è questa l ultima occasione di recuperare il terreno perso sino ad oggi. Il problema principale del movimento italiano è il limitato numero delle tesserate, inferiore sia agli altri paesi europei, sia alle nazioni extraeuropee. I numeri raggiunti nelle altre nazioni sono certamente la conseguenza sia di situazioni culturali favorevoli, sia del recepimento negli anni, da parte di questi paesi, delle indicazioni rivolte alla crescita e allo sviluppo che le istituzioni internazionali che governano il calcio (FIFA, UEFA, CONCACAF, ecc ), hanno indirizzato ai paesi affiliati. Il confronto delle cifre mette in rilievo, da un lato l enorme lavoro, in termini di promozione e sviluppo che l Italia deve ancora porre in essere, e dall altro le potenzialità che ha il calcio femminile sia in termini di raggiungimento di obiettivi sportivi, sia in termini economici. E quindi agevole comprendere quanto questo sport, se adeguatamente presentato, possa rappresentare un prodotto molto appetibile.

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