Sommario. Scopi e ambito di questo corso 1.3. Schema generale delle competenze e delle funzioni in materia di Pubblica Sicurezza 1.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Sommario. Scopi e ambito di questo corso 1.3. Schema generale delle competenze e delle funzioni in materia di Pubblica Sicurezza 1."

Transcript

1 Sommario Sez 01 Scopi e ambito di questo corso 1.3 Schema generale delle competenze e delle funzioni in materia di Pubblica Sicurezza 1.5 Impostazione Generale ed Evoluzione del Tulps 1.17 Struttura del Tulps e del Regolamento 1.18 La Sorvegliabilità dei Locali 1.23 Definizioni 1.24 Le Procedure 1.26 I Requisiti Morali 1.30 Generalità Il Regolamento di Semplificazione del TULPS 1.32 Licenze di PS in Ordine Alfabetico 1.36 Provvedimenti P.S. in Ordine di Articoli Tulps 1.42 I Principi Generali: la Sussidiarietà 1.47 I Trasferimenti del DPR Gli Effetti Pratici 1.52 L applicazione in Lombardia: la L.R. 1/ Le Licenze di Pubblica Sicurezza - 12/08

2 Generalità p prassicoo formazione

3 Scopi e ambito di questo corso 1.3 Nella tabella che segue sono in linea generale riportati gli ambiti di operatività dei servizi Parssicoop formazione. All interno di questa gamma generale, che copre in linea di massima il nostro programma di lavoro di un anno, abbiamo evidenziato con un fondino gli argomenti specifici del presente corso. NORME COMMERCIALI NORME DI PUBBLICA SICUREZZA NORME EDILIZIE / URBANISTICHE NORME SANITARIE COMMERCIO ALL INGROSSO COMMERCIO DETTAGLIO FISSO COMMERCIO AREE PUBBLICHE FORME SPECIALI DI VENDITA SOMMINISTRAZIONE ALIMENTI E BEVANDE ALTRI PUBBLICI ESERCIZI PARRUCCHIERI ED ESTETISTI TRASPORTI PUBBLICI NON DI LINEA ATTIVITÀ TURISTICO RICETTIVE ATTIVITÀ DI INTRATTENIMENTO E SVAGO, GIOCHI, ECC. AGENZIE ATTIVITÀ PRODUTTIVE ALTRE ATTIVITÀ ECONOMICHE SOGGETTE AD AUTORIZZAZIONE In particolare, questo corso si rivolge a coloro che, all interno degli enti locali e delle aziende commerciali, si occupa direttamente del rilascio o della richiesta delle autorizzazioni e licenze di Polizia Amministrativa e di PS.. L impostazione è eminentemente pratica e non da per scontata la presenza di una serie di conoscenze, e per tale motivo è stato classificato come CORSO BASE. Le Licenze di Pubblica Sicurezza - 12/08

4 1.4 Questa impostazione è stata scelta su espressa richiesta di diversi enti, che hanno ritenuto necessario fornire al personale che da poco tempo affronta le problematiche del la Polizia Amministrativa un supporto di tipo operativo ed una serie di conoscenze di base. Questo non significa che il corso non possa essere di utilità a chi già da tempo affronta le problematiche del commercio, proprio perché l abitudine porta a dare per scontate cose che, vistoli continuo evolversi della normativa, scontate non sono. Agli utenti più esperti, quindi, il corso potrà servire da riepilogo e ripasso. Evidentemente il corso è rivolto anche al personale della Polizia Municipale, ed in generale a tutti coloro su cui ricade la responsabilità sui controlli della rispondenza delle attività alle norme di legge. L impostazione è quella di mirare al controllo dei problemi sostanziali, pur non dimenticando l importanza che in Diritto Amministrativo hanno gli aspetti di regolarità formale. La logica è comunque quella di vedere nel personale della Polizia Municipale on organo di supporto e di prevenzione più che una funzione repressiva. Trattandosi di un corso di una sola giornata per un argomento tanto vasto, si è preferito concentrarsi sugli argomenti che hanno visto la maggiore quantità di modifiche negli ultimi tempi,,nonché su quelli rimasti di competenza comunale. Generalità

5 Schema generale delle competenze e delle funzioni in materia di Pubblica Sicurezza 1.5 Autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza La qualifica di autorità nazionale di PS, a norma della Legge 121/81, viene attribuita al Ministero dell interno. Il Ministro, per svolgere i propri compiti in materia di tutela dell ordine e della sicurezza pubblica, si avvale dell Amministrazione della Pubblica Sicurezza e a tal fine dirama direttiva e ordini al Dipartimento della Pubblica Sicurezza. L Autorità di PS ha il compito della direttiva dei servizi di Polizia di Sicurezza e può emanare provvedimenti di Polizia (ordinanza, ordini, decreti) (artt.2 e 4 TU di PS) o rilasciare autorizzazioni e licenze. Amministrazione Della Pubblica Sicurezza L Amministrazione della Pubblica Sicurezza è una amministrazione civile costituita da organi e uffici centrali (Dipartimento della PS.) e periferici (Prefetture, Questure, Commissariati distaccati). L Amministrazione di PS, esercita le proprie funzioni anche attraverso Autorità locali di PS non appartenenti all Amministrazione della PS (Sindaci) e si avvale di Ufficiali e Agenti di PS anche dipendenti da altre amministrazioni (Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia Municipale). Dipartimento della Pubblica Sicurezza Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, cui è preposto il Capo della Polizia, Direttore Generale della PS, è una struttura del Ministero dell Interno, di livello superiore alle direzioni generali. Essendo istituito nell ambito dell amministrazione della Pubblica Sicurezza rappresenta una struttura diversa dall amministrazione, un organo della stessa. Per esercitare queste funzioni, al Dipartimento è assegnato personale della Polizia di Stato, personale dei ruoli dell amministrazione civile dell interno, nonché personale delle altre forze di polizia e delle altre amministrazioni dello Stato. Il Comitato Nazionale dell Ordine e della Sicurezza Pubblica I Comitati per l ordine e la sicurezza pubblica sono organi ausiliari di consulenza per le Autorità preposte al coordinamento delle diverse forze di Polizia. Il Comitato Nazionale, istituito presso il Ministero dell Interno è un organo di consulenza dei Ministro che lo presiede. Al Comitato è sottoposta ogni questione di carattere generale relativa alla tutela dell ordine e della sicurezza pubblica. Le Licenze di Pubblica Sicurezza - 12/08

6 1.6 Il Comitato Provinciale per l Ordine e la Sicurezza Pubblica Il Prefetto predispone, in attuazione delle direttive ministeriali, piani coordinati di controllo del territorio, che i responsabili delle forze di polizia devono attuare. Nella formulazione di questi, come più in generale nell attuazione dell attività di coordinamento, il Prefetto si avvale del Comitato Provinciale per l Ordine e la Sicurezza Pubblica, organo consultivo del quale fanno parte il Questore, il Comandante Provinciale dei Carabinieri ed il Comandante il Gruppo Guardia di Finanza, la cui composizione, allargabile anche a soggetti esterni all Amministrazione della pubblica sicurezza, contribuisce a rendere trasparente la natura della funzione prefettizia. La Conferenza Permanente La Conferenza Permanente è istituita, presso ogni Prefettura, con il compito di assicurare il buon andamento, l imparzialità e l efficienza dell azione amministrativa affidata agli organi decentrati dello Stato e agli enti pubblici. Il Comitato è organo di coordinamento delle attività statali in ambito provinciale, nonché di informazione e di consulenza del Prefetto per all esercizio delle attribuzioni ad esso affidate dalla legge, in particolare sulle seguenti questioni: stato di applicazione della legge n.241/90 e del decreto legislativo n.29/93, in ordine a: individuazione del termine del procedimento; - comunicazione del termine del procedimento; - autocertificazione; - accesso agli atti; - conferenza dei servizi; - ufficio per le relazioni con il pubblico; - orario di servizio; - stato di applicazione del decreto legislativo n.626/94 in materia di sicu rezza nei luoghi di lavoro; - legge n.127/97 sullo snellimento dell attività amministrativa e dei procedi menti di decisione e di controllo; - decreto legislativo n.196/03 in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali; - trasferimento di funzioni dello Stato alle Regioni di cui ai decreti legislativi nn.80/98 e 112/98. Gli Uffici Territoriali del Governo (ex Prefetture) Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.164 del 17 luglio il decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 2001, n.287 recante Disposizioni in materia di ordinamento degli uffici territoriali del Governo, ai sensi dell articolo 11 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.300. Quelle che erano comunemente conosciute con il nome di Prefetture - organi periferici del Ministero dell Interno e sedi di rappresentanza del Governo in ogni provincia - si chiamano oggi Uffici Territoriali del Governo (UTG). Il titolare dell Ufficio Territoriale del Governo del capoluogo della regione esercita le funzioni di Commissario di governo. Generalità

7 Agli UTG sono demandate tutte le funzioni esercitate a livello periferico dallo Stato, escluse quelle relative ad alcune Amministrazioni (Affari Esteri, Giustizia, Tesoro, Finanze, Pubblica istruzione, Beni e attività culturali). In ambito provinciale, i nuovi Uffici svolgono un azione propulsiva, di indirizzo, di mediazione e di intervento, di consulenza e di collaborazione, anche rispetto agli enti locali, in tutti i campi del fare amministrazione, in esecuzione di norme o al di fuori di procedure codificate, promuovendo il processo di semplificazione delle stesse procedure amministrative. I prefetti, titolari degli UTG, sono coadiuvati nelle nuove complesse funzioni da una Conferenza permanente, presieduta dai medesimi e composta dai responsabili delle strutture periferiche dello Stato. Attualmente le Prefetture sono 103, con tre situazioni particolari rappresentate dalla Valle d Aosta dove le competenze prefettizie sono attribuite al Presidente della Regione (ai sensi del decreto luogotenenziale 7/9/1945 n. 545 e dello Statuto Speciale di Autonomia, approvato con legge costituzionale 26/2/1948 n. 4) e dove opera la Commissione di Coordinamento per la Regione Valle d Aosta, presieduta da un prefetto, e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano in cui le funzioni prefettizie sono demandate ai rispettivi Commissari del Governo ed ai Presidenti delle province stesse per talune materie. Nel 1992 sono state istituite otto nuove Prefetture: Biella, Crotone, Lecco, Lodi, Prato, Rimini, Verbano Cusio-Ossola e Vibo Valentia, che sono state attivate nel Autorità Provinciale Di Pubblica Sicurezza L Autorità di Pubblica Sicurezza è provinciale e locale. Le attribuzioni dell autorità provinciale sono esercitate dal Prefetto e dal Questore. Prefetto Il Prefetto è un organo a competenza generale che rappresenta, in ambito provinciale, il Governo nella sua unità; in quanto tale, è titolare dell Ufficio Territoriale del Governo (U.T.G.), struttura cui sono state attribuite tutte le funzioni esercitate a livello periferico dallo Stato, fatta esclusione per quelle relative ad alcune Amministrazioni espressamente individuate dal d.lgvo 300/99 (Affari Esteri, Giustizia, Tesoro, Finanze, Pubblica Istruzione, Beni e Attività Culturali). Il ruolo di rappresentanza generale del Governo, riconosciuto al Prefetto, trova ulteriore conferma e supporto nell istituzione della Conferenza permanente da lui presieduta e composta dai responsabili delle strutture periferiche dello Stato (art. 4 del DPR. 287 del 17 maggio 2001). Si tratta di un organismo che coadiuva il titolare dell Ufficio Territoriale del Governo, nel coordinamento delle Pubbliche Amministrazioni statali sul territorio che sostituisce i Comitati provinciali e metropolitani della Pubblica Amministrazione. Quale autorità provinciale di pubblica sicurezza, il Prefetto ha la responsabilità dell ordine e della sicurezza pubblica e presiede il Comitato provinciale per l ordine e la sicurezza pubblica. Nell ambito della protezione civile, il Prefetto sovrintende al coordinamento degli interventi di immediato soccorso per fronteggiare le situazioni di emergenza. Nei rapporti tra lo Stato e le autonomie locali il Prefetto riveste il ruolo di garante della continuità gestionale delle Amministrazioni locali ogni qualvolta vengano meno i candidati eletti dai cittadini, nonchè quello di vigilanza delle funzioni svolte in relazione ai servizi di competenza statale (anagrafe, stato civile, servizi elettorali). Le Licenze di Pubblica Sicurezza - 12/08

8 1.8 Il Prefetto assicura il corretto svolgimento del procedimento elettorale e cura le procedure di scioglimento e sospensione dei consigli comunali, o di rimozione o sospensione degli amministratori. Nei confronti delle Amministrazioni locali svolge inoltre funzioni di raccordo e di collaborazione. In quanto rappresentante generale del Governo, il Prefetto presiede la Conferenza Permanente, organo che l aiuta nell esercizio delle sue funzioni di coordinamento generale e di raccordo degli uffici periferici dello Stato; presiede, inoltre, il Comitato provinciale per l Euro per l introduzione della moneta unica sul territorio nazionale. Tra le funzioni ricomprese nell area dell amministrazione generale vi sono le attività relative alla mediazione nelle vertenze di lavoro ed alla garanzia dei servizi pubblici essenziali, al riconoscimento delle persone giuridiche, alla concessione dello status di cittadino italiano, all irrogazioni di sanzioni amministrative per infrazioni depenalizzate ed in materia di circolazione stradale. Funzioni Del Prefetto Rappresentante del Governo Il Prefetto è l organo che ha la rappresentanza generale del Governo in Provincia. Tale funzione, attribuitagli dall art. 19 del T.U.L.C.P. e rimasta invariata anche dopo la riforma delle autonomie locali operata dalla legge 142 del 1990, si esplica innanzitutto in un attività di coordinamento delle Pubbliche Amministrazioni e trova la propria sede naturale nella Conferenza Permanente. E questo un organo collegiale, presieduto dal Prefetto e composto dai rappresentanti delle diverse Pubbliche Amministrazioni,che ha il compito di fornire direttive per il coordinamento intersettoriale e per l esercizio del potere di vigilanza sugli uffici pubblici. In esso possono essere coinvolti i rappresentanti del governo locale ed essere attuati ed intese finalizzati a rendere più efficace l azione coordinata degli uffici interessati. Il potere di vigilanza assegnato al Prefetto, da correlare con le attribuzioni del Comitato della Pubblica Amministrazione, si esplica nell adottare, in caso di urgenza, provvedimenti indispensabili nel pubblico interesse nei diversi rami del servizio: il più rilevante ed incisivo tra questi è la possibilità di adottare l ordinanza di precettazione, in caso di sciopero, del personale addetto ai servizi pubblici essenziali al fine di assicurarne il corretto funzionamento. Il carattere generale della rappresentanza del Prefetto emerge anche da un breve elenco del complesso dei poteri che, essendo riferiti a materie rientranti nell ambito delle competenze di diversi Ministeri, creano rapporti di dipendenza funzionale con ciascuno di questi e, talvolta, con la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Le più rilevanti tra tali materie sono le espropriazioni, il riconoscimento delle persone giuridiche, la statistica e l istruttoria finalizzata alla concessione di onorificenze. Il Prefetto è titolare di una serie di competenze che ne rappresentano l attività quantitativamente più rilevante: le principali di queste sono l istruttoria delle pratiche di cittadinanza, la tutela delle categorie protette (che si attua soprattutto mediante la concessione di provvidenze economiche ad invalidi civili), la trattazione degli affari di culto e quella delle violazioni di carattere amministrativo. Responsabile dell ordine e della sicurezza pubblica La legge , n. 121 ha attribuito la responsabilità della tutela dell ordine e della sicurezza pubblica al Ministro dell Interno, al quale è stata altresì riconosciuta la qualifica di responsabile nazionale di pubblica sicurezza. Alle sue dipendenze è collocato il complesso di uffici definito come Amministrazione Generalità

9 della Pubblica Sicurezza: ne fanno parte a livello centrale il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ed a livello provinciale e locale le autorità di Pubblica Sicurezza ed il personale che da queste dipende. A livello provinciale la figura del Prefetto è caratterizzata da un duplice ruolo: egli, infatti, è preposto all attuazione delle direttive ministeriali ed al coordinamento delle forze di polizia. ed è anche responsabile provinciale dell ordine e della sicurezza pubblica. In particolare, il Prefetto è all esterno della struttura gerarchica che fa capo al Capo della Polizia (e di cui fa parte il Questore) ed è, invece, vincolato gerarchicamente al Ministro. Il Prefetto predispone, in attuazione delle direttive ministeriali, piani coordinati di controllo del territorio, che i responsabili delle forze di polizia devono attuare. 1.9 Nella formulazione di questi, come più in generale nell attuazione dell attività di coordinamento, il Prefetto si avvale del Comitato Provinciale per l Ordine e la Sicurezza Pubblica, organo consultivo del quale fanno parte il Questore, il Comandante Provinciale dei Carabinieri ed il Comandante il Gruppo Guardia di Finanza, la cui composizione, allargabile anche a soggetti esterni all Amministrazione della pubblica sicurezza, contribuisce a rendere trasparente la natura della funzione prefettizia. La salvaguardia dell ordine pubblico va oltre un attività di tipo repressivo per estendersi fino a ricomprendere ogni determinazione capace di evitare l insorgere di conflitti ed il loro degenerare in episodi di turbativa. In tal modo tutelare l ordine pubblico significa soprattutto prevenire le cause che potrebbero incrinarlo. In questo scenario si colloca il ruolo fondamentale del Prefetto al servizio delle istituzioni e del cittadino. Tutela dell ordine pubblico, quindi, come prevenzione degli atti collettivi di violenza e di arbitrio, ma anche come garanzia dell ordine sociale, dell armonico sviluppo dei rapporti nel mondo del lavoro, dell impresa e della scuola, come quieto svolgimento della vita comunitaria in tutte le sue manifestazioni d ordine economico, culturale, volontaristico etc. In estrema sintesi il compito fondamentale dell autorità di pubblica sicurezza è di garantire le condizioni di pace sociale, impedendo il concretizzarsi dei fattori che potenzialmente la minacciano, prima ancora che eliminando gli stati di turbativa già in atto. Ciò comporta la necessità per il Prefetto di un continuo contatto con tutti i livelli istituzionali e sociali, un lavoro paziente di tessitura di rapporti e di intese equilibrato e lungimirante, una attenzione costante ad emergenti tensioni sociali e conflitti, mirato ad attivare, ove necessario, interventi ed iniziative idonee a garantire il normale svolgimento della vita di relazione e la libera operatività delle istituzioni. Tra i principali provvedimenti di competenza del Prefetto come autorità provinciale di Pubblica Sicurezza la attribuzione della qualifica di Agente di Pubblica Sicurezza agli appartenenti alle Forze di Polizia Municipale, il rilascio dei porti d arma corta per difesa personale, l autorizzazione a gestire Istituti di Vigilanza (e ad approvarne la nomina delle Guardie Giurate) ed Agenzie Investigative e varie autorizzazioni in materia di impiego di esplosivi, l istruttoria su istanze di contribuzione statale in favore di comuni a sostegno di attività verso i minori soggetti a rischio di coinvolgimento in attività criminose, la potestà di espulsione degli stranieri. Nell ambito della tutela dell ordine e della sicurezza pubblica si inquadrano anche le competenze del Prefetto in materia di lotta alla droga, che si estrinseca in un attività di recupero del tossicodipendente. Le Licenze di Pubblica Sicurezza - 12/08

10 1.10 In termini operativi, per quanto ci interessa più direttamente: A - PER DELEGA DEL MINISTRO DELL INTERNO: Ai sensi dell art. 14 del DPR 30 giugno 1972 n. 748 (Circ. Min. Int. n (40) 6 del 2 febbraio 1983), ha competenze riguardo alla: - detenzione e raccolta di: a) armi da guerra e tipo guerra, nazionali o straniere, loro parti e munizioni limitatamente ai casi previsti dall art.10 della L. 18 aprile 1975 n. 110 ; b) uniformi militari ed altri oggetti destinati all armamento ed all equipaggiamento di Forze armate nazionale o straniere; - fabbricazione, importazione ed esportazione di uniformi militari; - trasporto nell interno dello Stato degli esplosivi anzidetti; - vendita nei depositi, dei ripetuti esplosivi di 2 e 3 cat. Il Ministero comunque, si è riservato, altresì, di delegare ai Prefetti di volta in volta con apposito specifico atto, ogni altra propria attribuzione in materia di armi e di esplosivi. B - PER ATTRIBUZIONE ORIGINARIA: a) In materia di Guardie Giurate ed Agenti di P.S.: - autorizzazione per la consociazione di enti e privati per la vigilanza e custodia dei loro beni (art.133 del T.U.L.P.S.); - licenza per Istituti di vigilanza privata e di investigazioni per conto di privati art.134 del TULPS); - decreto per la devoluzione all erario della cauzione per gli istituti di vigilanza e di investigazione l art.137 del TULPS); - decreto di approvazione della nomina a guardia particolare giurata (art.138 del TULPS) modificato dall Art. 10 della L. 246/05; - decreto di riconoscimento di guardia giurata agli agenti venatori dipendenti dagli enti delegati dalle Regioni ed alle guardie volontarie delle Associazioni venatorie, agricole e di protezione ambientale riconosciute (art.27 della legge 11 febbraio 1992 n. 157); - decreto di riconoscimento della nomina di agenti giurati addetti alla sorveglianza sulla pesca nella acque interne (art.31 dei RD 8 ottobre 1931 n. 1604) e marittime (art. 22 della legge 14 luglio 1965 n. 963); - approvazione delle divise e delle uniformi per guardie particolari giurate, bande musicali, orchestre (art.230 Regolamento per l esecuzione del TULPS); - decreto di riconoscimento come agente di P.S. delle guardie campestri, daziarie, boschive ed altre dei Comuni (art.18 R.D. 31 agosto 1907 n. 690, art.126 del Regolamento per l esecuzione della legge comunale e provinciale; art.18 della L. 12 febbraio 1911 n. 297); decreto di attribuzione della qualifica di agente di P.S. ai custodi delle carceri mandamentali (R.D. 29 novembre 1941 n. 1405). b)in materia di esplosivi: - licenza di fabbrica e deposito di fabbrica di esplosivi di I, IV e V categoria e prodotti affini o di materia e sostanze atte alla composizione o fabbricazione di prodotti esplodenti (art.47 del TULPS); - licenza di deposito di vendita, deposito di consumo permanente di esplosivi di I, IV categoria, compresi i fuochi artificiali, e V categoria e prodotti affini o di materia e sostanze atte alla composizione o fabbricazione di prodotti esplodenti nonché di polveri senza fumo a base di nitrocellulosa o nitroglicerina (art.47 del TULPS); - licenza di vendita esercitata nel deposito di esplosivi di 1, IV categoria, compresi i fuochi artificiali e V categoria e prodotti affini o dì materie e sostanze atte alla Generalità

11 composizione e fabbricazione dì prodotti esplodenti nonché di polveri senza fumo a base di nitrocellulosa e nitroglicerina (art.47 TULPS); - licenza di deposito di consumo diretto fino a Kg. 200 di esplosivi di I, II categoria e 2000 detonatori (art.50 del TULPS e cap. IV n. 5 dell ALL. B al regolamento per l esecuzione del TULPS); - licenza di deposito giornaliero di esplosivi per lavori urgenti e di breve durata (art.50 del TULPS, 100 dei regolamento per l esecuzione del TULPS e cap. IV n. 11 dell allegato B allo stesso regolamento); licenza di transito di esplosivi per il territorio dello Stato (art.54 del TULPS); - licenza di trasporto di esplosivi di I, IV, V categoria nonché di II e III categoria fino a Kg. 5 per la seconda e fino a 50 detonatori (art.47 dei TULPS e art.97 del regolamento per l esecuzione dei TULPS); - permesso speciale per lo sparo di mine che possano produrre varate (cap. V n. 5 dell allegato B al regolamento per l esecuzione del TULPS); - licenza di esportazione di esplosivi di I, IV e V categoria (art.93 del regolamento per l esecuzione dei TULPS). c) In materia di armi: -licenza di porto d armi corte per dimostrato bisogno (art.42 del TULPS) e relativi libretti personali; -licenza di porto d armi corte a tassa ridotta per guardie particolari giurate (art.42 del TULPS); - licenza per l importazione di oltre tre armi comuni da sparo nell anno solare ad opera di soggetti non autorizzati alla fabbricazione ed al commercio di armi (art.12 della legge 18 aprile 1975 n. 110); - nulla osta alle persone residenti nello Stato (esclusi i commercianti e gli industriali dei settore) per la compravendita di armi comuni da sparo per corrispondenza (art.17 della legge 18 aprile 1975 n. 110); - divieto di detenzione di armi, munizioni e materie esplodenti già denunciate (art.39 dei TULPS); - autorizzazione per il trasporto di armi da guerra e tipo guerra e relative parti in ambito nazione (art. 28 M comma dei TULPS e art.19 legge ); d) Per altre materie: - ricezione denuncia apertura e chiusura delle fabbriche da parte dei fabbricanti ed esportatori di essenze per la confezione di bevande alcooliche e chiusura fabbriche in caso di trasgressione (art.107 dei TULPS); - decreto di devoluzione della cauzione all erario dello Stato per le agenzie pubbliche rimaste di competenza della Questura (art.116 del TULPS); - ricezione della comunicazione di svolgimento di manifestazioni di sorte locali ai sensi del DPR 16/10/2001 n Questore Ai sensi della L. 121/81, art. 14,...il Questore è autorità provinciale di pubblica sicurezza. Ha la direzione, la responsabilità ed il coordinamento, a livello tecnico operativo, dei servizi di ordine e di sicurezza pubblica e dell impiego a tal fine della forza pubblica e delle altre forze eventualmente poste a sua disposizione. A tale scopo viene tempestivamente informato dai comandanti locali dell Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza su quanto comunque abbia attinenza con l ordine e la sicurezza pubblica. E il vertice dell Amministrazione della Pubblica Sicurezza in ogni provincia. Esercita anche tutte le attività proprie della polizia di sicurezza e della polizia amministrativa, che si concretizzano in un ampia tipologia di atti quali Le Licenze di Pubblica Sicurezza - 12/08

12 1.12 ordinanze, diffide, permessi, licenze ed autorizzazioni. Dirige e coordina l attività della Questura e delle relative articolazioni in ambito provinciale. La sua sfera di azione concerne: - la prevenzione dei reati, prestando aiuto immediato a tutti coloro che si trovano in difficoltà, attraverso unità mobili operanti in ambito urbano ed extra urbano; la repressione dei reati,- di cui si è venuti a conoscenza anche a seguito denunce, mediante attività investigativa volta ad assicurare alla giustizia i responsabili; - la garanzia dell ordine democratico, contrastando i fenomeni eversivi e terroristici;- la tutela dei diritti dei minori, attraverso unità composte da personale specializzato; - il sostegno delle fasce più deboli della popolazione vittime dei reati, attraverso la ricezione delle denunce a domicilio a favore dei disabili e delle categorie protette in genere;- la prestazione del soccorso in caso di pubblici o privati infortuni. Spetta al Prefetto determinare l indirizzo generale, il disegno complessivo e gli obiettivi delle attività per la tutela della sicurezza pubblica mentre il Questore deve stabilire le modalità tecnico-operative per raggiungere gli obiettivi ed attuare il programma; cioè a dire il Prefetto (con l ausilio del Comitato Provinciale per l ordine e la sicurezza pubblica, che è un organo consultivo) deve individuare gli obiettivi. Mentre il Questore deve determinare il modo di raggiungerli. Il Questore ha una duplice qualifica: è Autorità provinciale di P.S. nel territorio della provincia, ed è autorità locale di P.S. nel Comune capoluogo. Le funzioni del Questore e l attività della Questura Il Questore, avvalendosi dell attività della Questura: Dispone, con ordinanza, l attuazione dei servizi di ordine e sicurezza pubblica. Adotta e propone misure di prevenzione personali e patrimoniali volte a contenere e contrastare comportamenti antisociali. Rilascia permessi di soggiorno ai cittadini stranieri non comunitari, che abbiano fatto regolare ingresso in Italia. Cura l istruttoria relativa all esame delle richieste di asilo politico. Rilascia speciale permesso di soggiorno per consentire allo straniero che abbia collaborato con la giustizia italiana, di sottrarsi alla violenza ed ai condizionamenti delle organizzazioni criminali di cui è stato vittima. Provvede al respingimento degli stranieri nell immediatezza del loro ingresso nel territorio nazionale, avvenuto in forma clandestina. Dispone, con proprio provvedimento sottoposto alla convalida dell Autorità Giudiziaria, l accompagnamento degli stranieri clandestini nei Centri di accoglienza temporanea. Convalida il certificato di espatrio per i minori di anni 15 rilasciato dal Comune. Rilascia permessi di soggiorno ai minori stranieri in stato di abbandono, in attesa che per gli stessi venga nominato un tutore da parte dell Autorità Giudiziaria, provvedendo contestualmente ad attivare i competenti servizi assistenziali. Riceve le comunicazioni giornaliere del movimento alloggiati (ai sensi dell art. 109 T.U.L.P.S.), nonché quelle provenienti da chi da alloggio, od ospita uno straniero o un apolide, o lo assume alle proprie dipendenze (ai sensi dell art. 147 T.U.L.P.S.). Rilascia, rinnova o ritira per delega del Ministro degli Affari Esteri, il passaporto individuale o collettivo. Rilascia la licenza per il porto d arma lunga da fuoco. Generalità

13 Rilascia il nulla osta all acquisto di materie esplodenti. Rilascia la licenza per il porto d arma da fuoco di uso sportivo dal domicilio al campo di tiro. Rilascia la Carta Europea per arma da fuoco. Rilascia la licenza di collezione di armi comuni da sparo. Rilascia la licenza per ogni tipo di accensione pericolosa. Rilascia il nulla osta all acquisto di armi. Rilascia la licenza per l importazione, la riparazione, l esportazione ed il commercio di armi non da guerra e per la collezione di armi antiche, artistiche e rare. Rilascia la licenza per l esercizio di attività di esercizi pubblici di telefonia e internet (Art. 7 DL 144/05, convertito in legge 155/05) Riceve la denuncia di detenzione di armi, munizioni e materie esplodenti di qualsiasi genere ed attività Ha facoltà di accedere ed effettuare controlli su tutti gli esercizi pubblici, ai fini della tutela dell ordine e della sicurezza pubblica, sospendendo la licenza in caso di grave turbativa. Vigila sulle riunioni preavvisate, o impedisce che abbiano luogo, o dispone per il loro scioglimento qualora possano mettere in pericolo l ordine e la sicurezza pubblica. Riceve la denuncia di cessione di immobili. Espleta attività di controllo sugli istituti di vigilanza privata e sulle guardie particolari giurate, esercitando su di esse un potere regolamentare e disciplinare. Autorizza il trasporto dei gas tossici ed il relativo uso in luogo abitato o in aperta campagna. Riceve le denunce di possesso di apparato ricetrasmittente. Riceve dai datori di lavoro le denunce di infortuni sul lavoro con prognosi superiore ai tre giorni. Concede il nulla osta al rilascio dell autorizzazione di avio-superfici permanenti. Riceve denuncia di inizio attività su fabbrica e commercio di oggetti preziosi. Riceve denuncia di inizio attività per agenzie pubbliche di affari, di recupero crediti, pubblici incanti, pubbliche relazioni e per intermediazioni matrimoniali. Competenze Delegabili ai Dirigenti dei Commissariati di PS I Questori sono stati autorizzati inoltre a delegare ai dirigenti dei Commissariati di PS del capoluogo di provincia anche tutti gli altri atti che dalle norme vigenti sono demandati alla competenza del Questore quale autorità di PS nel capoluogo. Autorità Locale di Pubblica Sicurezza Sono, a seconda dei casi, autorità locali di PS: - il Questore; - il Commissariato di PS; - la Stazione di Carabinieri; - il Sindaco; Nei Comuni capoluoghi di provincia, il Questore è anche autorità locale di PS. Negli altri Comuni sono autorità di PS i funzionari preposti ai Commissariati di Pubblica Sicurezza. Ove non sono istituiti Commissariati, le attribuzioni di autorità locale di Pubblica Sicu- Le Licenze di Pubblica Sicurezza - 12/08

14 1.14 rezza sono esercitate dal Sindaco nella sua qualità di Ufficiale del Governo. Il Sindaco, quale autorità locale di PS, è inquadrato in una posizione di subordinazione funzionale nei riguardi del Prefetto e del Questore, dai quali può essere chiamato a collaborare negli ambiti di competenza dell ente locale per il migliore espletamento della funzione di pubblica sicurezza. L Autorità locale di Pubblica Sicurezza esercita, nell ambito della circoscrizione del comune, le attribuzioni che le leggi deferiscono alla sua competenza (art. 4 del Reg. di TULPS). Tra le competenze dell Autorità locale di Pubblica Sicurezza, di nostro interesse possiamo individuare: l ordine pubblico, la sicurezza dei cittadini, la loro incolumità; prestare soccorso nel caso di pubblici o privati infortuni; provvedere, a richiesta delle parti, per mezzo degli ufficiali di PS alla bonaria composizione dei dissidi privati; ordinare i rilievi segnaletici (escluse le ispezioni corporali), alle persone pericolose o sospette; invitare a comparire una persona davanti a se, ed eventualmente ordinare l accompagnamento coattivo di chi non si sia presentato; ordinare la distruzione o la rimozione di esplosivi, quando costituiscano pericolo; rilasciare la licenza per accendere fuochi di artificio, lanciare razzi, innalzare aerostati; prescrivere, d accordo con l autorità comunale che nelle ore notturne non si lasci aperto nelle case, più di un uscio sulla pubblica via; sospendere la rappresentazione di qualunque produzione (spettacolo), che per locali circostanze dia luogo a disordini; vigilare sulle riunioni non preavvisate o impedire che abbiano luogo, riferendone al Questore per gli ulteriori provvedimenti; ricevere le comunicazioni giornaliere del movimento alloggiati; ricevere la comunicazione da parte di chi da alloggio ovvero ospita uno straniero o apolide, o lo assume alle proprie dipendenze (art. 2 D.L n. 50); ricevere la denuncia di cessione di immobili prevista dall art. 12 del D.L n. 59 ricevere le comunicazioni delle autorimesse circa il movimento degli autoveicoli lasciati in custodia; rilasciare la licenza per la costruzione di impianti provvisori elettrici, in occasione di festività civili e religiose; autorizzare l uso della maschera, in particolari epoche e mediante avviso con apposito manifesto (art. 85 TU di PS) apporre il visto sul registro delle programmazioni delle sale cinematografiche (art. 40 legge n. 1213); ricevere le denunce del datore di lavoro, relativamente ad ogni infortunio sul lavoro che abbia per conseguenza la morte o l inabilita per più dì tre giorni (DPR n. 1124); ricevere le denunce di possesso di apparato ricetrasmittente (art. 403 DPR 156/78); emettere ordinanza a richiesta del Ministro del turismo e spettacolo (ora Regione) di sospensione dei lavori di costruzioni, trasformazione, adattamento di sale cinematografiche (art. 1 DM n. 184). Generalità

15 Sindaco Il Sindaco, nelle sue funzioni peculiari, ha doppia figura e cioè assume sia la carica di capo dell amministrazione comunale che di ufficiale del governo. In questa ultima qualità svolge, nei comuni ove non vi sia ufficio di PS le funzioni di autorità locale di PS Al riguardo possono verificarsi le seguenti situazioni: 1)nei Comuni sede di Commissariato di PS: il sindaco esplica le sole funzioni di ufficiale del governo; 2)nei comuni senza Commissariato, ma con un Comando Compagnia o un comando Tenenza dei Carabinieri: il Sindaco esercita le funzioni di ufficiale del governo oltre a quelle di Autorità locale di PS, mentre l Ufficiale dell Arma assolve alle funzioni di Ufficiale di PS (art. 51 del R.D. 1169/34); 3)nei Comuni senza Commissariato di PS e senza un Comando di Compagnia o Tenenza dei Carabinieri: il Sindaco e Autorità locale di PS ed esercita le funzioni di ufficiale del governo nonché di Ufficiale di PS ai sensi dell art. 6 del RD 690/1907. Il Sindaco conserva la qualifica di Ufficiale di PS anche nei comuni ove esista una stazione dei Carabinieri poiché i sottufficiali ed i militari dell Arma sono Agenti di PS Altre Autorità con Compiti di PS La legge può attribuire compiti di Polizia di Sicurezza anche ad altre Autorità. Ad esempio l Autorità Marittima, in caso di urgenza qualora l Autorità di PS non possa intervenire tempestivamente ristabilisce l ordine nell ambito del demanio marittimo o sulle navi che si trovano nel mare territoriale, richiedendo se necessario l intervento della Forza Pubblica. Autorità di Pubblica Sicurezza nelle Regioni a Statuto Speciale Gli statuti speciali delle Regioni cui sono attribuite forme particolari di autonomia, sono adottati con leggi costituzionali (art.116 Cost.) e sono perciò fonti gerarchicamente superiori alle leggi ordinarie dello Stato. In alcuni casi, gli statuti attribuiscono ad Autorità non statali determinate competenze in materia di pubblica Sicurezza: - nella Valle d Aosta manca il Prefetto e alla Polizia di Sicurezza sovrintende il Presidente della Regione, salvo la facoltà dei Governo di assumere direttamente la tutela dell ordine pubblico per ragioni di sicurezza dello Stato; - nel Trentino-Alto Adige la Polizia di Sicurezza compete al Commissariato del Governo; in Sardegna il Governo deve delegare alla Regione i relativi poteri; - in Sicilia lo Statuto stabilisce che le funzioni di Pubblica Sicurezza sono attribuite al Presidente della Regione; - nessuna competenza in materia di PS e attribuite ad organi regionali del Friuli Venezia Giulia. Ufficiali di Pubblica Sicurezza, Agenti di Pubblica Sicurezza Gli Ufficiali di PS, non essendo autorità di PS, non hanno il potere di emettere atti amministrativi, devono però dirigere i servizi di ordine pubblico ed eseguono gli ordini dell Autorità di PS Gli Agenti di PS hanno compiti esecutivi alle dipendenze degli Ufficiali di PS Sono Ufficiali di PS: Le Licenze di Pubblica Sicurezza - 12/08

16 1.16 -gli appartenenti al ruolo dei Dirigenti e dei Commissari della Polizia di Stato; -gli Ufficiali dell Arma dei Carabinieri. Sono Agenti di PS: - gli Ufficiali della Guardia di Finanza; -gli Ispettori, Sovraintendenti, Assistenti e Agenti della Polizia di Stato; -i Sottufficiali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza; -i Carabinieri, le Guardie di Finanza, i Vigili del Fuoco e gli Agenti dei Corpo di Polizia Penitenziaria; -i Vigili Urbani cui la qualifica sia stata conferita dal Prefetto, ai sensi dell art. 5 della legge n le Guardie campestri, boschive e le altre dei Comuni, costituiti in forza di regolamenti e deliberati ed approvati nelle forme di legge e riconosciuti dal Prefetto; - le Guardie telegrafiche e di strade ferrate ed i Cantonieri, purché posseggano i requisiti determinati dal regolamento e prestino giuramento innanzi al Pretore; - altri Agenti destinati dal Governo alla esecuzione ed all osservanza di speciali Leggi e regolamenti dello Stato (art. 18 R.D n. 690); - gli appartenenti ad alcune categorie di personale dei Ministero della Difesa (su specifica nomina). Generalità

17 Impostazione Generale ed Evoluzione del Tulps 1.17 Il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, emanato con il R.D. 18 giugno 1931, n. 773 T.U.L.P.S. - Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza Approvazione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza costituisce tuttora, dopo infinite modifiche, tra cui l ultima contenuta nella c. d. Legge di semplificazione 2005 (L.246/05, che sarà in vigore dal 16/12/2005) insieme al relativo regolamento di attuazione Regio Decreto , N. 635 Approvazione del Regolamento per L esecuzione del Testo Unico , N. 773 delle Leggi di Pubblica Sicurezza il cardine della legislazione in materia di pubblica sicurezza, in particolare per quanto riguarda tutte le attività il cui svolgimento richiede (o almeno richiedeva inizialmente) il rilascio di un autorizzazione da parte dell autorità di pubblica sicurezza. L impostazione originaria, tipica dei tempi e del regime politico, era basata sull esigenza di controllare lo svolgimento delle attività primariamente sotto il profilo della pericolosità per l ordine pubblico, e solo in via del tutto marginale dal punto di vista delle loro caratteristiche organizzative ed economiche. Corollario di ciò era l estrema genericità delle definizioni, che consentiva una gestioone estremamente discrezionale, quando non del tutto arbitraria, dei procedimenti autorizzativi. A partire dal dopoguerra, con l avvento della democrazia, molte cose sono cambiate, e si è fatta strada l idea della prevalenza dell aspetto economico sociale su quello della pubblica sicurezza, considerato estremamente importante ma rispetto ad un numero più limitato di provvedimenti, e soprattutto come valutazione di tipo ostativo da fare intervenire per evitare problemi di sicurezza, ma non per limitare l accesso al mercato o per riservare l esercizio delle attività ai soggetti politicamente graditi. Si sono quindi attivate nel tempo, a partire dalla legge 524/74 una serie di disposizioni che si sono mosse in tre direzioni: Trasferimento di molte delle competenze agli enti locali, in particolare ai comuni; Riduzione dei casi di assoggettamento alla licenza di pubblica sicurezza Semplificazione delle procedure. Contemporaneamente sono venute in essere disposizioni specifiche per molte attività (es: facchini, autonoleggio, ecc.), precedentemente assoggettate in maniera generica al TULPS, con il risultato di sottrarre al TULPS la competenza sui nuovi settori economici autonomamente regolamentati. Tutto ciò ha dato luogo ad una serie notevolissima di modifiche al TULPS, culminate nel DPR 311/01, che pur intitolato come regolamento di semplificazione del testo unico, ha in realtà introdotto, in parte andando in controtendenza rispetto ai provvedimenti precedenti, una fattispecie nuova, cioè quella delle autorizzazioni da concedersi in base a specifiche considerazioni economiche o verifiche di competenze professionali, che però tengono luogo anche della licenza di PS, stabilendo una specie di doppio regime valutativo, rispetto alle esigenze economico-professionali ed a quelle più propriamente di pubblica sicurezza. Le Licenze di Pubblica Sicurezza - 12/08

18 1.18 Struttura del Tulps e del Regolamento T.U.L.P.S. REGOLAMENTO TITOLO I. DEI PROVVEDIMENTI DI POLIZIA E DELLA LORO ESECUZIONE Titolo I. DEI PROVVEDIMENTI DI POLIZIA E DELLA LORO ESECUZIONE. Capo I. Delle attribuzioni dell autorità di pubblica sicurezza e dei prov-vedimenti d urgenza o per grave necessità pubblica Artt Delle autorità di pubblica sicurezza e delle loro attribuzioni Artt Della composizione dei privati dissidi Artt Dei rilievi segnaletici. Art.7 28 Della carta di identità Artt Capo II. Della esecuzione dei provvedimenti di polizia Artt Dell esecuzione dei provvedimenti di polizia. Artt.8-10 Capo III. Delle autorizzazioni di polizia Artt Delle autorizzazioni di polizia Artt Capo IV.Dell osservanza degli ordini delle autorità di pubblica sicurezza e delle contravvenzioni Artt TITOLO II DISPOSIZIONI RELATIVE ALL ORDINE PUBBLICO E ALLA INCOLUMITA PUBBLICA TITOLO II DISPOSIZIONI RELATIVE ALL ORDINE PUBBLICO E ALLA INCOLUMITA PUBBLICA Capo I- Delle riunioni pubbliche e degli assembramenti in luoghi pubblici Artt Delle riunioni pubbliche e degli assembramenti in luoghi pubblici Artt Capo II- Delle cerimonie religiose fuori dei templi e delle processioni ecclesiastiche o civili Artt Delle cerimonie religiose fuori dei templi e delle processioni ecclesiastiche o civili Artt Generalità

19 T.U.L.P.S. REGOLAMENTO 1.19 Capo III Della raccolta delle armi e delle passeggiate in forma militare Artt Delle armi e delle munizioni da guerra Artt Delle passeggiate in forma militare Artt Capo IV Delle armi Artt Delle armi e delle munizioni da guerra Artt Delle armi comuni e degli strumenti atti ad offendere Artt Capo V Della prevenzione di infortuni e disastri Artt Della prevenzione di infortuni e disastri (l art.62 è abrogato) Artt Dei portieri e dei custodi Artt Capo VI Delle industrie pericolose e dei mestieri rumorosi e incomodi Artt Delle industrie insalubri e pericolose e dei mestieri rumorosi e incomodi Art.115 TITOLO III DISPOSIZIONI RELATIVE AGLI SPETTACOLI, ESERCIZI PUBBLICI, AGENZIE, TIPOGRAFIE, AFFISSIONI, MESTIERI GIROVAGHI, OPERAI E DOMESTICI Titolo III DISPOSIZIONI RELATIVE AGLI SPETTACOLI, ESERCIZI PUBBLICI, AGENZIE, TIPOGRAFIE, AFFISSIONI, MESTIERI GIROVAGHI, OPERAI E DOMESTICI Capo I Degli spettacoli e trattenimenti pubblici Artt Degli spettacoli e trattenimenti pubblici. Artt Capo II Degli esercizi pubblici Artt.86(1) Degli esercizi pubblici Artt (2) (3) Capo III Delle tipografie e arti affini e delle esposizioni di manifesti e avvisi al pubblico Art Delle tipografie e delle arti affini, e della esposizione di manifesti e avvisi al pubblico Artt Le Licenze di Pubblica Sicurezza - 12/08

20 1.20 T.U.L.P.S. REGOLAMENTO Capo IV Delle agenzie pubbliche Artt Delle agenzie pubbliche e degli uffici pubblici di affari. Artt Capo V Dei mestieri girovaghi e di alcune classi di rivenditori Artt Dei mestieri girovaghi e di alcune classi di rivenditori. Artt Capo VI Degli operai e domestici e dei direttori di stabilimenti Artt Dei prestatori d opera e dei direttori di stabilimenti. Artt.248- Capo VII Disposizioni finali del titolo III Artt TITOLO IV. DELLE GUARDIE PARTICOLARI E DEGLI ISTITUTI DI VIGILANZA E DI INVESTIGAZIONE PRIVATA Artt TITOLO IV.DELLE GUARDIE PARTICOLARI E DEGLI ISTITUTI DI VIGILANZA E DI INVESTIGAZIONE PRIVATA Delle guardie particolari Artt Degli istituti di vigilanza e di investigazione privata Artt TITOLO V DEGLI STRANIERI TITOLO V DEGLI STRANIERI Capo I Del soggiorno degli stranieri nello stato Artt Del soggiorno degli stranieri nello stato (l art.266 abrogato) Artt Capo II Degli stranieri da espellere e da respingere dallo Stato Artt Degli stranieri da espellere e da respingere dallo Stato Artt TITOLO VI DISPOSIZIONI RELATIVE ALLE PERSONE PERICOLOSE PER LA SOCIETÀ TITOLO VI DISPOSIZIONI RELATIVE ALLE PERSONE PERICOLOSE PER LA SOCIETÀ Capo I Dei malati di mente, degli intossicati e dei mendicanti Artt Dei malati di mente, degli intossicati Artt Generalità

PREFETTURA e QUESTURA

PREFETTURA e QUESTURA PREFETTURA e QUESTURA Presentazione a cura di Donatella Giunti e Loredana Arena Assistente Sociale della Ispettore Capo della Prefettura di Torino Polizia di Stato Area IV Diritti Civili, Cittadinanza,

Dettagli

DISCIPLINA PER IL RILASCIO DEL RICONOSCIMENTO DELLA QUALIFICA DI GUARDIA GIURATA VOLONTARIA

DISCIPLINA PER IL RILASCIO DEL RICONOSCIMENTO DELLA QUALIFICA DI GUARDIA GIURATA VOLONTARIA DISCIPLINA PER IL RILASCIO DEL RICONOSCIMENTO DELLA QUALIFICA DI GUARDIA GIURATA VOLONTARIA VISTO l art. 163 del D. Lgs. 31.03.1998 n 112 sul trasferimento di funzioni e compiti di Polizia Amministrativa

Dettagli

DISPOSIZIONI GENERALI

DISPOSIZIONI GENERALI SOMMARIO Capitolo Primo DISPOSIZIONI GENERALI 1 1.1. L ambito di applicazione della legge 1 1.2. Il quadro generale dei diritti 8 1.3. Diritti espressamente garantiti dalla Costituzione agli stranieri

Dettagli

CITTÀ DI CASTELVETRANO PROVINCIA DI TRAPANI

CITTÀ DI CASTELVETRANO PROVINCIA DI TRAPANI CITTÀ DI CASTELVETRANO PROVINCIA DI TRAPANI REGOLAMENTO COMUNALE CONCERNENTE L ARMAMENTO DEGLI APPARTENENTI ALLA POLIZIA MUNICIPALE CAPO I NORME GENERALI Art. 1 Oggetto del Regolamento Il presente regolamento

Dettagli

La Sicurezza nel Territorio Nazionale. Quadro generale e le pertinenti attività della Polizia di Stato

La Sicurezza nel Territorio Nazionale. Quadro generale e le pertinenti attività della Polizia di Stato La Sicurezza nel Territorio Nazionale Quadro generale e le pertinenti attività della Polizia di Stato 1 2 PREVENZIONE : Attività informativa Enti preposti Attività controllo territorio PCCT; Poliziotto/

Dettagli

R.D. 18 giugno 1931, n. 773

R.D. 18 giugno 1931, n. 773 TULPS Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza R.D. 18 giugno 1931, n. 773 Note introduttive al Testo Unico di Pubblica Sicurezza e leggi complementari Il «diritto di polizia» oggetto del TULPS è

Dettagli

Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria Ufficio III Coordinamento USMAF. LA POLIZIA SANITARIA Dott. Virgilio COSTANZO

Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria Ufficio III Coordinamento USMAF. LA POLIZIA SANITARIA Dott. Virgilio COSTANZO Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria Ufficio III Coordinamento USMAF LA POLIZIA SANITARIA Dott. Virgilio COSTANZO UFFICIALI DI POLIZIA GIUDIZIARIA I Medici e il personale Tecnico addetto ai servizi

Dettagli

ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA

ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni Regione Calabria Legge della Regione Calabria 7 marzo 2011, n. 4, recante Misure per garantire la legalità

Dettagli

DOMANDE SULLE NORME IN MATERIA DI PUBBLICA SICUREZZA, EDILIZIA ED AUTORIZZAZIONI AMMINISTRATIVE

DOMANDE SULLE NORME IN MATERIA DI PUBBLICA SICUREZZA, EDILIZIA ED AUTORIZZAZIONI AMMINISTRATIVE DOMANDE SULLE NORME IN MATERIA DI PUBBLICA SICUREZZA, EDILIZIA ED AUTORIZZAZIONI AMMINISTRATIVE 1. Chiunque ottenga un autorizzazione di polizia deve osservare anche le prescrizioni che l autorità di pubblica

Dettagli

PROVINCIA DI ROMA. Regolamento per il servizio di vigilanza venatoria volontaria

PROVINCIA DI ROMA. Regolamento per il servizio di vigilanza venatoria volontaria PROVINCIA DI ROMA Regolamento per il servizio di vigilanza venatoria volontaria Adottato con deliberazione del Consiglio Provinciale: n. 10 del 22/02/2010 Aggiornato con deliberazione del Consiglio Provinciale

Dettagli

DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA Prot: nr.557/pas.12089.10089d(1)sic(2) Roma, 17 novembre 2010 Oggetto: Quesiti interpretativi concernenti l applicazione del D.M. 6 ottobre 2009, emanato in attuazione dell art.3, comma 9, della legge

Dettagli

CODICI PLUS diretti da Roberto GAROFOLI

CODICI PLUS diretti da Roberto GAROFOLI CODICI PLUS diretti da Roberto GAROFOLI CODICE PENALE aggiornato a - D.L. 31 agosto 2013, n. 101 (cd. Decreto salva precari) - D.L. 14 agosto 2013, n. 93 (in materia di Sicurezza e femminicidio) - D.L.

Dettagli

19 Dei prestatori d opera e dei direttori di stabilimenti TITOLO IV

19 Dei prestatori d opera e dei direttori di stabilimenti TITOLO IV 203 R.D. 6 MAGGIO 1940, N. 635 19 Dei prestatori d opera e dei direttori di stabilimenti [248] (1). (1) Art. abrogato ex d.lgs. 13-7-1994, n. 480 (art. 13). TITOLO IV 248-250 Delle guardie particolari

Dettagli

Legge 7.3.1986, n. 65 Legge quadro sull ordinamento della Polizia Municipale. Art. 1 Servizio di Polizia Municipale

Legge 7.3.1986, n. 65 Legge quadro sull ordinamento della Polizia Municipale. Art. 1 Servizio di Polizia Municipale Legge 7.3.1986, n. 65 Legge quadro sull ordinamento della Polizia Municipale Art. 1 Servizio di Polizia Municipale 1. I comuni svolgono le funzioni di polizia locale. A tal fine, può essere appositamente

Dettagli

COMUNE DI GRADO PROVINCIA DI GORIZIA

COMUNE DI GRADO PROVINCIA DI GORIZIA COMUNE DI GRADO PROVINCIA DI GORIZIA REGOLAMENTO DELL ARMAMENTO DEGLI APPARTENENTI AL CORPO DELLA POLIZIA LOCALE DI GRADO, IN POSSESSO DELLA QUALITA Dl AGENTE Dl PUBBLICA SICUREZZA. Approvato con deliberazione

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DEL CORPO DI POLIZIA PROVINCIALE

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DEL CORPO DI POLIZIA PROVINCIALE REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DEL CORPO DI POLIZIA PROVINCIALE CAPO I ORGANIZZAZIONE DEL CORPO ART. 1 ORGANO DI GOVERNO Il presidente della Provincia, nell esercizio della funzione di indirizzo politico

Dettagli

Tel.0121.541180 Fax. 0121.541548 e-mail: osasco@cert.ruparpiemonte.it REGOLAMENTO SULL'ARMAMENTO DEL SERVIZIO DI POLIZIA LOCALE DI OSASCO

Tel.0121.541180 Fax. 0121.541548 e-mail: osasco@cert.ruparpiemonte.it REGOLAMENTO SULL'ARMAMENTO DEL SERVIZIO DI POLIZIA LOCALE DI OSASCO COMUNE DI OSASCO P R O V I N C I A D I T O R I N O Tel.0121.541180 Fax. 0121.541548 e-mail: osasco@cert.ruparpiemonte.it REGOLAMENTO SULL'ARMAMENTO DEL SERVIZIO DI POLIZIA LOCALE DI OSASCO (Approvato con

Dettagli

DISCIPLINARE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCHI

DISCIPLINARE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCHI DISCIPLINARE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCHI Approvato con deliberazione di G.M. n. 122 dell 1/6/2012 INDICE GENERALE CAPO I DEFINIZIONI E DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Definizioni Art. 2 Ambito

Dettagli

QUESTURA DI BOLOGNA DIVISIONE POLIZIA AMMINISTRATIVA E SOCIALE Ufficio Armi ed Esplosivi (Tel. 051 6401564 - fax 0516401562)

QUESTURA DI BOLOGNA DIVISIONE POLIZIA AMMINISTRATIVA E SOCIALE Ufficio Armi ed Esplosivi (Tel. 051 6401564 - fax 0516401562) QUESTURA DI BOLOGNA DIVISIONE POLIZIA AMMINISTRATIVA E SOCIALE Ufficio Armi ed Esplosivi (Tel. 051 6401564 - fax 0516401562) apertura al pubblico : dal lunedì al venerdì dalle ore 09,00 alle ore 12,00

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCO Approvato con Deliberazione Consiglio Comunale n. 121 del 09.12.

REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCO Approvato con Deliberazione Consiglio Comunale n. 121 del 09.12. REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCO Approvato con Deliberazione Consiglio Comunale n. 121 del 09.12.2008 INDICE TITOLO I - PRINCIPI GENERALI pag. 1 Art. 1 DEFINIZIONI pag. 1

Dettagli

http://www.ti.ch/can/argomenti/legislaz/rleggi/rl/dati_rl/f/s/16.htm

http://www.ti.ch/can/argomenti/legislaz/rleggi/rl/dati_rl/f/s/16.htm Pagina 1 di 5 Legge sulle attività private di investigazione e di sorveglianza (dell 8 novembre 1976) 1.4.3.1 IL GRAN CONSIGLIO DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO visto il messaggio 10 aprile 1974 n. 1958

Dettagli

IL TESTO UNICO IN MATERIA DI TURISMO DELLA REGIONE LOMBARDIA a cura di Riccardo Perini GUIDE ACCOMPAGNATORI E AGENZIE TURISTICHE

IL TESTO UNICO IN MATERIA DI TURISMO DELLA REGIONE LOMBARDIA a cura di Riccardo Perini GUIDE ACCOMPAGNATORI E AGENZIE TURISTICHE IL TESTO UNICO IN MATERIA DI TURISMO DELLA REGIONE LOMBARDIA a cura di Riccardo Perini GUIDE ACCOMPAGNATORI E AGENZIE TURISTICHE Cominciamo con questo numero ad analizzare le disposizioni contenute nel

Dettagli

Prefettura -Ufficio territoriale del Governo di Brescia

Prefettura -Ufficio territoriale del Governo di Brescia PROTOCOLLO D INTESA Mille occhi sulle Città Tra Prefettura di Brescia Ufficio Territoriale del Governo Comune di Brescia e gli Istituti di Vigilanza privata della Provincia di Brescia sotto indicati: -

Dettagli

CITTÀ DI GROTTAGLIE Provincia di Taranto

CITTÀ DI GROTTAGLIE Provincia di Taranto CITTÀ DI GROTTAGLIE Provincia di Taranto REGOLAMENTO COMUNALE PER I PUBBLICI SPETTACOLI E PER IL FUNZIONAMENTO DELLA COMMISSIONE COMUNALE DI VIGILANZA SUGLI SPETTACOLI E I TRATTENIMENTI PUBBLICI ART. 1

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER LE AGENZIE D AFFARI APPROVATO CON ATTO CC. N. 5 DEL 12/12/2008 ALLEGATO A ART. 1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO

REGOLAMENTO COMUNALE PER LE AGENZIE D AFFARI APPROVATO CON ATTO CC. N. 5 DEL 12/12/2008 ALLEGATO A ART. 1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO REGOLAMENTO COMUNALE PER LE AGENZIE D AFFARI APPROVATO CON ATTO CC. N. 5 DEL 12/12/2008 ALLEGATO A ART. 1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO 1) Il presente regolamento disciplina le attività così definite dall articolo

Dettagli

DICHIARA di N O M I N ARE. Cognome Nome C.F. Data di nascita / / Cittadinanza Sesso: M F

DICHIARA di N O M I N ARE. Cognome Nome C.F. Data di nascita / / Cittadinanza Sesso: M F NOLEGGIO di VEICOLI senza CONDUCENTE SEGNALAZIONE CERTIFICATA di INIZIO ATTIVITÀ ai sensi dell'art. 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, modificato dalla legge n. 122/2010 e del D.P.R. 19.12.2001, n.

Dettagli

COMUNE DI OSNAGO PROVINCIA DI LECCO

COMUNE DI OSNAGO PROVINCIA DI LECCO SETTORE 3 Polizia Locale SETTORE 3 POLIZIA LOCALE RESPONSABILE: Galbusera Gabriele CENTRO DI RESPONSABILITA UFFICIO POLIZIA LOCALE La Polizia Locale agisce quotidianamente con attività di prevenzione e

Dettagli

Si procede in dettaglio ad un esame della normativa applicabile in tale settore.

Si procede in dettaglio ad un esame della normativa applicabile in tale settore. Documento della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro sulla problematica Articoli pirotecnici. Impianti di produzione e deposito A seguito degli incidenti mortali verificatisi

Dettagli

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

RELAZIONE ILLUSTRATIVA RELAZIONE ILLUSTRATIVA L articolo 26, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, richiamando espressamente l art. 2, comma 634,

Dettagli

DENUNCIA INIZIO ATTIVITA DI AGENZIA D AFFARI (artt. 115 del T.U.L.P.S. e 163 del D.Lgs del 31 marzo 1998, n 112 art. 19 L.

DENUNCIA INIZIO ATTIVITA DI AGENZIA D AFFARI (artt. 115 del T.U.L.P.S. e 163 del D.Lgs del 31 marzo 1998, n 112 art. 19 L. Spazio per timbro di protocollo AL SIG. SINDACO del Comune di BARBARANO VICENTINO Ufficio Commercio - Polizia Amministrativa DENUNCIA INIZIO ATTIVITA DI AGENZIA D AFFARI (artt. 115 del T.U.L.P.S. e 163

Dettagli

LEGISLAZIONE DI RIFERIMENTO SULLA SICUREZZA APPLICABILE AI VOLONTARI

LEGISLAZIONE DI RIFERIMENTO SULLA SICUREZZA APPLICABILE AI VOLONTARI LEGISLAZIONE DI RIFERIMENTO SULLA SICUREZZA APPLICABILE AI VOLONTARI D.Lgs 81/08 Ambito di applicazione Art. 2 - Definizioni a) «lavoratore»: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale,

Dettagli

Regolamento per il coordinamento delle attivita di vigilanza volontaria venatoria, ittica ed ecologica

Regolamento per il coordinamento delle attivita di vigilanza volontaria venatoria, ittica ed ecologica Regolamento per il coordinamento delle attivita di vigilanza volontaria venatoria, ittica ed ecologica Approvato dal Consiglio Provinciale con delibera n. 88 del 24.10.2005 In vigore dal 22/11/2005 ART.1

Dettagli

AGENZIA D AFFARI ex Art. 115 T.U.L.P.S. Segnalazione Certificata Inizio Attività

AGENZIA D AFFARI ex Art. 115 T.U.L.P.S. Segnalazione Certificata Inizio Attività AGENZIA D AFFARI ex Art. 115 T.U.L.P.S. Al COMUNE DI TORCHIAROLO Segnalazione Certificata Inizio Attività SERVIZIO S.U.A.P. NUOVA APERTURA TRASFERIMENTO DI SEDE (allegare vecchia Autorizzazione o D.I.A.)

Dettagli

CITTA DI CANELLI Provincia di Asti

CITTA DI CANELLI Provincia di Asti CITTA DI CANELLI Provincia di Asti ALLEGATO Si attesta che il presente documento, composto di 13 pagine, è allegato alla deliberazione del Consiglio Comunale numero 13 del 08/04/2002 quale parte integrante.

Dettagli

TABELLA DELLE OPERAZIONI E DELLE TARIFFE

TABELLA DELLE OPERAZIONI E DELLE TARIFFE TABELLA DELLE OPERAZIONI E DELLE TARIFFE Praticate nell Agenzia d Affari denominata P. IVA con sede in allegata alla Segnalazione Certificata di Inizio Attività presentata al Comune di Villorba (TV) in

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI VIGILANZA FAUNISTICO - AMBIENTALE

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI VIGILANZA FAUNISTICO - AMBIENTALE REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI VIGILANZA FAUNISTICO - AMBIENTALE Approvato con deliberazione della Giunta provinciale n. 52 del 02/04/2013 ART. 1 ORGANIZZAZIONE L Ente, nel rispetto dei principi stabiliti

Dettagli

Lettera Circolare Prot. DCPST/A4/RS/ 3600 Roma, 20 dicembre 2005. Ai Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco. e, per conoscenza:

Lettera Circolare Prot. DCPST/A4/RS/ 3600 Roma, 20 dicembre 2005. Ai Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco. e, per conoscenza: Lettera Circolare Prot. DCPST/A4/RS/ 3600 Roma, 20 dicembre 2005 Alle Direzioni Regionali ed Interregionali dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile LORO SEDI Ai Comandi Provinciali

Dettagli

Il Commissario Delegato

Il Commissario Delegato REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEI VILLAGGI ATTREZZATI PER LE COMUNITA NOMADI NELLA REGIONE LAZIO Visto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 21 maggio 2008, recante la dichiarazione

Dettagli

Giunta Regionale della Campania. Interventi a sostegno dei diritti degli immigrati stranieri in campania provenienti da paesi extra comunitari

Giunta Regionale della Campania. Interventi a sostegno dei diritti degli immigrati stranieri in campania provenienti da paesi extra comunitari Legge regionale n. 33 del 3 novembre 1994 Interventi a sostegno dei diritti degli immigrati stranieri in campania provenienti da paesi extra comunitari Il Consiglio Regionale ha approvato. Il Commissario

Dettagli

COMUNE DI QUATTORDIO(AL) UFFICIO TECNICO

COMUNE DI QUATTORDIO(AL) UFFICIO TECNICO COMUNE DI QUATTORDIO(AL) UFFICIO TECNICO SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA (S.C.I.A.) Art. 19 della Legge 7 agosto 1990 n 241 come modificato dall art. 49, comma 4-bis del D.L. 31.05.2010 n 78

Dettagli

C I T T À D I V E R OLI * * * * * REGOLAMENTO PER L ATTIVITA DI SALE GIOCHI E GIOCHI AUTOMATICI IN PUBBLICI ESERCIZI ED IN CIRCOLI PRIVATI

C I T T À D I V E R OLI * * * * * REGOLAMENTO PER L ATTIVITA DI SALE GIOCHI E GIOCHI AUTOMATICI IN PUBBLICI ESERCIZI ED IN CIRCOLI PRIVATI C I T T À D I V E R OLI * * * * * REGOLAMENTO PER L ATTIVITA DI SALE GIOCHI E GIOCHI AUTOMATICI IN PUBBLICI ESERCIZI ED IN CIRCOLI PRIVATI Approvato con delibera di C.C. n. 27 del 28/11/2012 I N D I C

Dettagli

DICHIARAZIONE INIZIO ATTIVITA PERMANENTE AGENZIA DI AFFARI ART. 115 TULPS

DICHIARAZIONE INIZIO ATTIVITA PERMANENTE AGENZIA DI AFFARI ART. 115 TULPS COMUNE DI CASALMAGGIORE Protocollo n Settore Commercio Polizia Amministrativa DICHIARAZIONE INIZIO ATTIVITA PERMANENTE AGENZIA DI AFFARI ART. 115 TULPS la compilazione dei campi contrassegnati con l asterisco

Dettagli

ORDINANZA DELLA CORTE (Terza Sezione)

ORDINANZA DELLA CORTE (Terza Sezione) ORDINANZA DELLA CORTE (Terza Sezione) 21 marzo 2013 (*) «Articolo 99 del regolamento di procedura Spazio di libertà, sicurezza e giustizia Direttiva 2008/115/CE Norme e procedure comuni in materia di rimpatrio

Dettagli

Allegato A. REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLE SALE GIOCHI Approvato con delibera C.C. n 19 del 30/04/2010

Allegato A. REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLE SALE GIOCHI Approvato con delibera C.C. n 19 del 30/04/2010 Allegato A REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLE SALE GIOCHI Approvato con delibera C.C. n 19 del 30/04/2010 Art. 1 Definizioni 1. Ai fini del presente regolamento si intende per: - TULPS: il Testo

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ARMAMENTO DEGLI APPARTENENTI ALLA POLIZIA LOCALE DEL COMUNE DI CASATENOVO

REGOLAMENTO PER L ARMAMENTO DEGLI APPARTENENTI ALLA POLIZIA LOCALE DEL COMUNE DI CASATENOVO Comune di Casatenovo Provincia di Lecco Comando Polizia Locale REGOLAMENTO PER L ARMAMENTO DEGLI APPARTENENTI ALLA POLIZIA LOCALE DEL COMUNE DI CASATENOVO approvato con delibera di C.C. n. 72 del 28.11.2008

Dettagli

PROVINCIA DI AREZZO REGOLAMENTO PER IL RILASCIO DEL RICONOSCIMENTO DELLA QUALIFICA DI GUARDIA VOLONTARIA VENATORIA E ITTICA

PROVINCIA DI AREZZO REGOLAMENTO PER IL RILASCIO DEL RICONOSCIMENTO DELLA QUALIFICA DI GUARDIA VOLONTARIA VENATORIA E ITTICA REGOLAMENTO PER IL RILASCIO DEL RICONOSCIMENTO DELLA QUALIFICA DI GUARDIA VOLONTARIA VENATORIA E ITTICA Approvato con Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 42 del 14.04.2009 Art. 1 Finalità ed ambito

Dettagli

Prot. n. 10027/2011 Area II Prefettura di Varese Varese, 28 marzo 2011 Circolare n. 32 Ai Sigg. Sindaci dei Comuni della provincia LORO SEDI Al Sig. Commissario Straordinario del Comune di MALNATE e, p.c.

Dettagli

Sig. Sindaco del Comune di Valenzano l.go Marconi, 58 70010 Valenzano Tel. 080 4607218 Fax. 080 4607269 E mail: suap@comune.valenzano.ba.

Sig. Sindaco del Comune di Valenzano l.go Marconi, 58 70010 Valenzano Tel. 080 4607218 Fax. 080 4607269 E mail: suap@comune.valenzano.ba. 00000000000000000000000 Protocollo generale del Comune Al Sig. Sindaco del Comune di Valenzano l.go Marconi, 58 70010 Valenzano Tel. 080 4607218 Fax. 080 4607269 E mail: suap@comune.valenzano.ba.it SEGNALAZIONE

Dettagli

Legge nazionale n.309 del 31 /10 /1990 (modifiche della legge n.45 del 18/02/99)

Legge nazionale n.309 del 31 /10 /1990 (modifiche della legge n.45 del 18/02/99) Legge nazionale n.309 del 31 /10 /1990 (modifiche della legge n.45 del 18/02/99) Titolo/argomento: _T.U. delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura

Dettagli

AL SIG. SINDACO del Comune di CUNEO

AL SIG. SINDACO del Comune di CUNEO Il modulo è da presentare in DUE ORIGINALI, uno dei quali timbrato dall Ufficio competente, dovrà essere tenuto presso l esercizio a disposizione degli Organi di Vigilanza e costituisce titolo per l esercizio

Dettagli

REGOLAMENTO. per la disciplina delle AGENZIE PUBBLICHE DI AFFARI

REGOLAMENTO. per la disciplina delle AGENZIE PUBBLICHE DI AFFARI COMUNE DI UGGIANO LA CHIESA Provincia di LECCE REGOLAMENTO per la disciplina delle AGENZIE PUBBLICHE DI AFFARI (Articoli da 115 a 120 del R. D. 18 giugno 1931, n.773 Testo unico delle leggi di pubblica

Dettagli

del Comune di DENUNCIA INIZIO ATTIVITA DI AGENZIA D AFFARI (artt. 115 del T.U.L.P.S. e 163 del Decreto Legislativo del 31 marzo 1998, n 112)

del Comune di DENUNCIA INIZIO ATTIVITA DI AGENZIA D AFFARI (artt. 115 del T.U.L.P.S. e 163 del Decreto Legislativo del 31 marzo 1998, n 112) AL SIG. SINDACO del Comune di DENUNCIA INIZIO ATTIVITA DI AGENZIA D AFFARI (artt. 115 del T.U.L.P.S. e 163 del Decreto Legislativo del 31 marzo 1998, n 112) Il sottoscritto nato il a (Prov. di ) C.F. n.

Dettagli

REGOLAMENTO. Comune di Follonica. per l'apertura e la gestione di sale giochi. Delibera del Consiglio Comunale n. 79 del 26 novembre 2007

REGOLAMENTO. Comune di Follonica. per l'apertura e la gestione di sale giochi. Delibera del Consiglio Comunale n. 79 del 26 novembre 2007 Comune di Follonica per l'apertura e la gestione di sale giochi Delibera del Consiglio Comunale n. 79 del 26 novembre 2007 REGOLAMENTO INDICE SOMMARIO Articolo 1 Definizioni 1 Articolo 2 Ambito di applicazione

Dettagli

Polizia di Stato Questura di Pordenone. 15 maggio 2014 - Pordenone www.poliziadistato.it

Polizia di Stato Questura di Pordenone. 15 maggio 2014 - Pordenone www.poliziadistato.it 15 maggio 2014 - Pordenone www.poliziadistato.it L ATTIVITA DELLA POLIZIA DI STATO NELLA PROVINCIA DI PORDENONE NELL ANNO 2013 LA POLIZIA DI STATO NEL 2013 Prevenzione e contrasto Chiamate al 113 : 7.248

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DEI VOLONTARI IN SERVIZIO SOSTITUTIVO DI LEVA NELLA POLIZIA MUNICIPALE

REGOLAMENTO PER L ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DEI VOLONTARI IN SERVIZIO SOSTITUTIVO DI LEVA NELLA POLIZIA MUNICIPALE REGOLAMENTO PER L ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DEI VOLONTARI IN SERVIZIO SOSTITUTIVO DI LEVA NELLA POLIZIA MUNICIPALE ( art. 46, Legge 27 Dicembre 1997, n. 449. ) Approvato con delibera del Consiglio Comunale

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 12-12-2003 REGIONE LAZIO

LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 12-12-2003 REGIONE LAZIO LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 12-12-2003 REGIONE LAZIO "Norme in materia di autorizzazione all'apertura ed al funzionamento di strutture che prestano servizi socio-assistenziali" Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE

Dettagli

Pubblicato nella Gazz. Uff. 1 agosto 1994, n. 178.

Pubblicato nella Gazz. Uff. 1 agosto 1994, n. 178. DLgs 30 giugno 1994, n. 479 Attuazione della delega conferita dall art. 1, comma 32, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, in materia di riordino e soppressione di enti pubblici di previdenza e assistenza.

Dettagli

Relazione Osservatorio sulla prostituzione e sui fenomeni delittuosi ad essa connessi. Sintesi e Conclusioni

Relazione Osservatorio sulla prostituzione e sui fenomeni delittuosi ad essa connessi. Sintesi e Conclusioni Relazione Osservatorio sulla prostituzione e sui fenomeni delittuosi ad essa connessi Sintesi e Conclusioni Due le questioni emergenti su cui l Osservatorio si è soffermato: la condizione di sfruttamento

Dettagli

C O M U N E D I C A L O S S O. Provincia di Asti. Regolamento Comunale per le agenzie d affari

C O M U N E D I C A L O S S O. Provincia di Asti. Regolamento Comunale per le agenzie d affari C O M U N E D I C A L O S S O Provincia di Asti Regolamento Comunale per le agenzie d affari Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n. 11 del 26.04.2013 INDICE Articolo 1: Oggetto del Regolamento

Dettagli

INTRODUZIONI DI ARMI, ESPLOSIVI E DI QUALSIASI MEZZO DI DISTRUZIONE E CATTURA DA PARTE DI PRIVATI ALL INTERNO DEL PARCO REGOLAMENTO

INTRODUZIONI DI ARMI, ESPLOSIVI E DI QUALSIASI MEZZO DI DISTRUZIONE E CATTURA DA PARTE DI PRIVATI ALL INTERNO DEL PARCO REGOLAMENTO INTRODUZIONI DI ARMI, ESPLOSIVI E DI QUALSIASI MEZZO DI DISTRUZIONE E CATTURA DA PARTE DI PRIVATI ALL INTERNO DEL PARCO REGOLAMENTO ART. 1) DEFINIZIONE Agli effetti e all applicazione del presente Regolamento

Dettagli

Articolo 4 (Disposizioni in materia di servizi investigativi privati in Italia. Caso EU Pilot 3690/12/MARKT)

Articolo 4 (Disposizioni in materia di servizi investigativi privati in Italia. Caso EU Pilot 3690/12/MARKT) Articolo 4 (Disposizioni in materia di servizi investigativi privati in Italia. Caso EU Pilot 3690/12/MARKT) L articolo 4 prevede che, allo svolgimento in Italia di servizi trasfrontalieri e di quelli

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE COMUNE DI MONTECCHIO MAGGIORE Provincia di Vicenza REGOLAMENTO DEL SERVIZIO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE COMITATO VOLONTARIO PROTEZIONE CIVILE MONTECCHIO MAGGIORE Via del Vigo 336075 Montecchio Maggiore

Dettagli

TREZZANO ROSA REGOLAMENTO COMUNALE VIDEOSORVEGLIANZA

TREZZANO ROSA REGOLAMENTO COMUNALE VIDEOSORVEGLIANZA COMUNE DI TREZZANO ROSA Provincia di Milano REGOLAMENTO COMUNALE VIDEOSORVEGLIANZA APPROVATO CON DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE N 12 DEL 24.03.2011 Pagina 1 di 12 Indice generale SOMMARIO SOMMARIO...2

Dettagli

Piano di Repressione dell Abusivismo Pubblicitario (PRAP)

Piano di Repressione dell Abusivismo Pubblicitario (PRAP) Comune di CALOLZIOCORTE Provincia di Lecco Piano di Repressione dell Abusivismo Pubblicitario (PRAP) Ex Decreto Legislativo 15 novembre 1993, n. 507 Linee guida operative Approvato con Delibera della Giunta

Dettagli

Estratto dal T.U.LP.S. DECRETO LEGISLATIVO DEL 31 MARZO 1998, n 112

Estratto dal T.U.LP.S. DECRETO LEGISLATIVO DEL 31 MARZO 1998, n 112 Estratto dal T.U.LP.S. Art. 8 Le autorizzazioni di polizia sono personali: non possono in alcun modo essere trasmesse né dar luogo a rapporti di rappresentanza, salvi i casi espressamente preveduti dalla

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE POLIZIA AMMINISTRATIVA

REGOLAMENTO COMUNALE POLIZIA AMMINISTRATIVA REGOLAMENTO COMUNALE DI POLIZIA AMMINISTRATIVA Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 101 del 08/05/1978 Modificato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 171 del 23/06/1983 1 INDICE

Dettagli

COMUNE DI ROSIGNANO MARITTIMO Provincia di Livorno REGOLAMENTO COMUNALE TELEFONIA MOBILE

COMUNE DI ROSIGNANO MARITTIMO Provincia di Livorno REGOLAMENTO COMUNALE TELEFONIA MOBILE COMUNE DI ROSIGNANO MARITTIMO Provincia di Livorno REGOLAMENTO COMUNALE PER L INSTALLAZIONE E L ESERCIZIO DEGLI IMPIANTI PER LA TELEFONIA MOBILE Sportello Unico Attività Produttive Polo di Rosignano Marittimo

Dettagli

DICHIARAZIONE DI INIZIO ATTIVITA DI AGENZIA D AFFARI (artt. 115 del T.U.L.P.S. e 163 del Decreto Legislativo del 31 marzo 1998, n 112)

DICHIARAZIONE DI INIZIO ATTIVITA DI AGENZIA D AFFARI (artt. 115 del T.U.L.P.S. e 163 del Decreto Legislativo del 31 marzo 1998, n 112) AL SIG. SINDACO Settore Commercio ed Attività Economiche Ufficio Attività Economiche del Comune di P A D O V A DICHIARAZIONE DI INIZIO ATTIVITA DI AGENZIA D AFFARI (artt. 115 del T.U.L.P.S. e 163 del Decreto

Dettagli

è un marchio di proprietà dell Ente di Formazione Format

è un marchio di proprietà dell Ente di Formazione Format è un marchio di proprietà dell Ente di Formazione Format IL DATORE DI LAVORO LA FIGURA DEL RSPP La figura del Datore di Lavoro quale Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Materiale Didattico

Dettagli

Proposta di disegno di Legge Regionale Ordinamento della Polizia Locale in Puglia Cons. Reg. dott. Antonio BUCCOLIERO

Proposta di disegno di Legge Regionale Ordinamento della Polizia Locale in Puglia Cons. Reg. dott. Antonio BUCCOLIERO CONSIGLIO REGIONALE DELLA PUGLIA Atti Consiglio 286/A VIII Legislatura Proposta di disegno di Legge Regionale Ordinamento della Polizia Locale in Puglia Cons. Reg. dott. Antonio BUCCOLIERO Articolo 1 (Finalità)

Dettagli

COMUNE DI FAENZA Provincia di Ravenna *****

COMUNE DI FAENZA Provincia di Ravenna ***** COMUNE DI FAENZA Provincia di Ravenna ***** SETTORE POLIZIA MUNICIPALE SERVIZIO COORDINAMENTO ORDINANZA SINDACALE n. 11 / 2014 OGGETTO: DISCIPLINA COMUNALE DEGLI ORARI DI APERTURA E DI ESERCIZIO DELLE

Dettagli

REGOLAMENTO DELL'ARMAMENTO DEGLI APPARTENENTI AI CORPO DELLA POLIZIA MUNICIPALE DI ROMA, IN POSSESSO DELLA QUALITA' DI AGENTE DI PUBBLICA SICUREZZA

REGOLAMENTO DELL'ARMAMENTO DEGLI APPARTENENTI AI CORPO DELLA POLIZIA MUNICIPALE DI ROMA, IN POSSESSO DELLA QUALITA' DI AGENTE DI PUBBLICA SICUREZZA REGOLAMENTO DELL'ARMAMENTO DEGLI APPARTENENTI AI CORPO DELLA POLIZIA MUNICIPALE DI ROMA, IN POSSESSO DELLA QUALITA' DI AGENTE DI PUBBLICA SICUREZZA Articolo 1 Oggetto 1. Il presente regolamento disciplina

Dettagli

Il/La sottoscritto/a nato/a a. (Prov. ) il C.F. (Cittadinanza ) residente nel Comune di (Prov. di ) C.A.P.

Il/La sottoscritto/a nato/a a. (Prov. ) il C.F. (Cittadinanza ) residente nel Comune di (Prov. di ) C.A.P. Il modulo è da presentare in DUE ORIGINALI, uno dei quali timbrato dall Ufficio competente, dovrà essere tenuto presso l esercizio a disposizione degli Organi di Vigilanza e costituisce titolo per l esercizio

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI NOLEGGIO AUTOBUS CON CONDUCENTE

REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI NOLEGGIO AUTOBUS CON CONDUCENTE SERVIZIO ANNONA AGRICOLTURA REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI NOLEGGIO AUTOBUS CON CONDUCENTE Approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n.45742/261 del 23 ottobre 1997, controllata senza rilievi

Dettagli

IL DECRETO LEGISLATIVO N. 81/08 LE NOVITA INTRODOTTE COL TESTO UNICO

IL DECRETO LEGISLATIVO N. 81/08 LE NOVITA INTRODOTTE COL TESTO UNICO IL DECRETO LEGISLATIVO N. 81/08 LE NOVITA INTRODOTTE COL TESTO UNICO NOVITÀ INTRODOTTE DAL D.Lgs. 81/08 Prima del D.Lgs 626/94 il lavoratore era visto come un soggetto passivo destinatario delle misure

Dettagli

C O M U N E DI Z O P P O L A PROVINCIA DI PORDENONE (Via A. Romanò n. 14 - C.A.P. 33080 - C.F. 80000950933 - P.I. 00194930939)

C O M U N E DI Z O P P O L A PROVINCIA DI PORDENONE (Via A. Romanò n. 14 - C.A.P. 33080 - C.F. 80000950933 - P.I. 00194930939) C O M U N E DI Z O P P O L A PROVINCIA DI PORDENONE (Via A. Romanò n. 14 - C.A.P. 33080 - C.F. 80000950933 - P.I. 00194930939) REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL ARMAMENTO DEL CORPO DI POLIZIA MUNICIPALE

Dettagli

Copia tratta da: SanzioniAmministrative.it

Copia tratta da: SanzioniAmministrative.it SanzioniAmministrative. it Normativa it D.M. 10 maggio 1994, n. 415 Regolamento per la disciplina delle categorie di documenti sottratti al diritto di accesso ai documenti amministrativi, in attuazione

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCO

REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCO Allegato B a Delibera C.C. n.36 del 27/9/2010 REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCO Approvato con delibera di C.C. n. 36 del 27/09/2010 Pubblicato all albo Pretorio dal 5/10/2010

Dettagli

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Direttiva sulla circolazione stradale in periodo invernale e in caso di emergenza neve Prot. RU \ 1580 16.01.2013 A tutti gli Enti proprietari di strade

Dettagli

COMUNE DI ROMANO CANAVESE

COMUNE DI ROMANO CANAVESE COMUNE DI ROMANO CANAVESE Provincia di Torino Piazza Ruggia n.1 C.A.P. 10090 Tel. 0125-713045- 637717 Fax 0125 714107 Codice fiscale: 84003030016 Partita Iva 02387680016 SCHEMA DI NUOVO REGOLAMENTO PER

Dettagli

ALL APERTURA DEGLI ESERCIZI DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE SI APPLICA ANCORA IL REGIME DELL AUTORIZZAZIONE ESPRESSA O SI APPLICA LA SCIA?

ALL APERTURA DEGLI ESERCIZI DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE SI APPLICA ANCORA IL REGIME DELL AUTORIZZAZIONE ESPRESSA O SI APPLICA LA SCIA? ALL APERTURA DEGLI ESERCIZI DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE SI APPLICA ANCORA IL REGIME DELL AUTORIZZAZIONE ESPRESSA O SI APPLICA LA SCIA? L art. 64, c. 1 del D.LGS. n. 26 marzo 2010 n. 59 di

Dettagli

Sicurezza nell ambiente di lavoro del professionista

Sicurezza nell ambiente di lavoro del professionista Sicurezza nell ambiente di lavoro del professionista (D.lgs. 626/1994) 1 PRINCIPI COSTITUZIONALI Art. 2 Costituzione Principi inviolabili dell uomo Libertà personale - Art. 13 Libertà di domicilio - Art.

Dettagli

MODULO 1. Sicurezza sul lavoro e tutela della salute dei lavoratori nelle farmacie

MODULO 1. Sicurezza sul lavoro e tutela della salute dei lavoratori nelle farmacie Sicurezza sul lavoro e tutela della salute dei lavoratori nelle farmacie Normativa, organizzazione della prevenzione, diritti e doveri dei soggetti aziendali, organi di vigilanza Modulo 1 La vigente normativa

Dettagli

DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI

DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI 1 I Codici italiani vigenti sono: 1) il Codice Civile, istituito con R.D. 16 marzo 1942 n. 262, in vigore dal 21 aprile 1942 2) il Codice di Procedura Civile, istituito con R.D. 28 ottobre 1940 n. 1443,

Dettagli

Le lingue di lavoro nell ambito della cooperazione sono l italiano e il tedesco, o, in alternativa, l inglese (articolo 32).

Le lingue di lavoro nell ambito della cooperazione sono l italiano e il tedesco, o, in alternativa, l inglese (articolo 32). DISEGNO DI LEGGE RECANTE RATIFICA ED ESECUZIONE DELL ACCORDO TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA D AUSTRIA IN MATERIA IN MATERIA DI COOPERAZIONE DI POLIZIA, FATTO A VIENNA

Dettagli

COMUNE DI CARLINO Provincia di Udine

COMUNE DI CARLINO Provincia di Udine COMUNE DI CARLINO Provincia di Udine Regolamento comunale delle procedure e delle competenze per l esercizio delle funzioni di polizia amministrativa Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale

Dettagli

ACCOGLIMENTO ED ESPULSIONE DEI CITTADINI STRANIERI

ACCOGLIMENTO ED ESPULSIONE DEI CITTADINI STRANIERI SOMMARIO Presentazione... XIII PARTE PRIMA ACCOGLIMENTO ED ESPULSIONE DEI CITTADINI STRANIERI CAPITOLO 1 L INGRESSO DELLO STRANIERO NEL TERRITORIO DELLO STATO 1. Stranieri e apolidi... 3 2. Le condizioni

Dettagli

dâxáàâüt w céüwxçéçx Anniversario della Fondazione della Polizia ESSERCI SEMPRE 22 maggio 2015 - Pordenone www.poliziadistato.it Polizia di Stato

dâxáàâüt w céüwxçéçx Anniversario della Fondazione della Polizia ESSERCI SEMPRE 22 maggio 2015 - Pordenone www.poliziadistato.it Polizia di Stato dâxáàâüt w céüwxçéçx Anniversario della Fondazione della Polizia ESSERCI SEMPRE Polizia di Stato 22 maggio 2015 - Pordenone www.poliziadistato.it L ATTIVITA DELLA POLIZIA DI STATO NELLA PROVINCIA DI PORDENONE

Dettagli

Regolamento di Polizia AMMINISTRATIVA

Regolamento di Polizia AMMINISTRATIVA Comune di San Mauro Forte ****************** Regolamento di Polizia AMMINISTRATIVA D.P.R. 24.07.1977, n.616 Approvato con deliberazione di C.C. n.24 del 26.04.1978 CO.RE.CO. Prot.n. Reg. n. del C:\Users\finico.REG-BAS\Desktop\statuto

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA ORGANICA DELLA MAGISTRATURA ONORARIA E ALTRE DISPOSIZIONI SUI GIUDICI DI PACE.

DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA ORGANICA DELLA MAGISTRATURA ONORARIA E ALTRE DISPOSIZIONI SUI GIUDICI DI PACE. DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA ORGANICA DELLA MAGISTRATURA ONORARIA E ALTRE DISPOSIZIONI SUI GIUDICI DI PACE. Art. 1 - (Contenuto della delega) prevedere un unica figura di giudice

Dettagli

Aggiornamento normativo. Legge 9 agosto 2013, n. 98 Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell economia)

Aggiornamento normativo. Legge 9 agosto 2013, n. 98 Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell economia) LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI E DA STRESS OCCUPAZIONALE NEGLI AMBIENTI DI LAVORO 7 dicembre 2013 Via Giberti 11 - Sala Convegni Ordine dei Medici di Verona Aggiornamento normativo Legge

Dettagli

Alcuni articoli del Titolo V della Costituzione italiana Confronto tra il testo del 1948 e quello modificato dalla Legge costituzionale n.

Alcuni articoli del Titolo V della Costituzione italiana Confronto tra il testo del 1948 e quello modificato dalla Legge costituzionale n. Alcuni articoli del Titolo V della Costituzione italiana Confronto tra il testo del 1948 e quello modificato dalla Legge costituzionale n. 3 del 2001 Articoli Prima del 2001 Dopo il 2001 114 La Repubblica

Dettagli

C O M U N E D I P E R U G I A Struttura Organizzativa Sicurezza

C O M U N E D I P E R U G I A Struttura Organizzativa Sicurezza C O M U N E D I P E R U G I A Struttura Organizzativa Sicurezza REGOLAMENTO SPECIALE PER GLI APPARTENENTI AL CORPO DI POLIZIA MUNICIPALE approvato con D.C.C. n. 103 del 21.10.1996 e con Co.Re.Co. n. 2564

Dettagli

Comune di Livorno. Disciplina per l apertura e l esercizio delle sale giochi. Sommario: Art. 1: Oggetto. Art. 2: Licenza per l esercio dell attitività

Comune di Livorno. Disciplina per l apertura e l esercizio delle sale giochi. Sommario: Art. 1: Oggetto. Art. 2: Licenza per l esercio dell attitività Comune di Livorno Disciplina per l apertura e l esercizio delle sale giochi Sommario: Art. 1: Oggetto Art. 2: Licenza per l esercio dell attitività Art. 3: Numero massimo di licenze Art. 4: Superficie

Dettagli

COMUNE DI AGLIANA REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE

COMUNE DI AGLIANA REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE COMUNE DI AGLIANA REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE (approvato con delibera di C.C. 44 del 30 ottobre 2007 ) INDICE CAPO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto

Dettagli

Catania violenta, meno reati nel primo trimestre, ma maggiore allarme sociale

Catania violenta, meno reati nel primo trimestre, ma maggiore allarme sociale Catania violenta, meno reati nel primo trimestre, ma maggiore allarme sociale di Redazione Sicilia Journal - 03, apr, 2015 http://www.siciliajournal.it/catania-violenta-meno-reati-nel-primo-trimestre-ma-maggiore-allarmesociale/

Dettagli