TUTTI I DIRITTI RISERVATI

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2 TUTTI I DIRITTI RISERVATI La riproduzione in fotocopie è ammessa solo per uso personale e didattico Tutti i diritti di sfruttamento economico dell opera appartengono alla Simone S.p.A. (art. 64, D.Lgs , n. 30) Finito di stampare nel mese di dicembre 2011 da «Pittogramma s.r.l.» - Via Santa Lucia, 34 - Napoli per conto della SIMONE S.p.A. - Via F. Russo, 33/D Napoli Il catalogo aggiornato è consultabile sul sito Internet: Grafica di copertina a cura di Giuseppe Ragno

3 Premessa Caro Praticante anche quest anno la «Simone» ha dato alle stampe, a pochi giorni dall esame, questa appendice di aggiornamento ai «codici civile e penale annotati con la giurisprudenza» per fornirti una recentissima selezione di massime giurisprudenziali a integrazione e aggiornamento del tuo codice commentato. Nella scelta abbiamo tenuto conto delle pronunce più recenti e significative con i tradizionali percorsi di lettura in grassetto per consentirti (qualora la commissione basi il parere su una sentenza inedita o dell ultimissima ora) di non rimanere «spiazzato» e privo di supporto giurisprudenziale sul quale costruire il tuo parere. Con l occasione abbiamo inserito anche le recentissime modifiche intervenute nei codici civile e penale per rendere sempre più attuale la consultazione dei nostri volumi. Nell augurarti il fatidico «in bocca al lupo» ci congratuliamo per la fedeltà dimostrata alla ns. Casa Editrice che ancora una volta dimostra, attraverso questo omaggio, di tenere a cuore le esigenze dei suoi più affezionati clienti. L Editore

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5 Aggiornamento Normativo

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7 Codice Civile Libro Primo Delle persone e della famiglia 245 Sospensione del termine. (1) (2) Se la parte interessata a promuovere l azione di disconoscimento della paternità si trova in stato di interdizione per infermità di mente [414], la decorrenza del termine indicato nell articolo precedente è sospesa [2964], nei suoi confronti, sino a che dura lo stato di interdizione [2941]. L azione può tuttavia essere promossa dal tutore. Aggiornamento normativo Codice civile (1) Art. così sostituito ex l , n. 151 (art. 96) (Riforma del diritto di famiglia). (2) La Corte cost., con sent , n. 322, ha dichiarato l illegittimità costituzionale del presente articolo, nella parte in cui non prevede che la decorrenza del termine indicato nell art. 244 cod. civ. è sospesa anche nei confronti del soggetto che, sebbene non interdetto, versi in condizione di abituale grave infermità di mente, che lo renda incapace di provvedere ai propri interessi, sino a che duri tale stato di incapacità naturale. Libro quinto Del Lavoro 2397 Composizione del collegio. Il collegio sindacale si compone di tre o cinque membri effettivi, soci o non soci. Devono inoltre essere nominati due sindaci supplenti. Almeno un membro effettivo ed uno supplente devono essere scelti tra i revisori legali iscritti nell apposito registro (1). I restanti membri, se non iscritti in tale registro, devono essere scelti fra gli iscritti negli albi professionali individuati con decreto del Ministro della giustizia (2), o fra i professori universitari di ruolo, in materie economiche o giuridiche [2399, 2401, 2477, 2521 nn. 11 e 12, 2543]. Per le società aventi ricavi o patrimonio netto inferiori a 1 milione di euro lo statuto può prevedere che l organo di controllo sia composto da un sindaco unico, scelto tra i revisori legali iscritti nell apposito registro (3). (1) Le parole «tra i revisori legali iscritti nell apposito registro» così sostituiscono le precedenti «tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili istituito presso il Ministero della giustizia» ex art. 37, c. 5, d.lgs , n. 39 (Riforma della revisione legale). (2) Cfr. art. 1, d.m , n. 320 (G.U , n. 13), che così dispone: «I membri del collegio sindacale possono essere scelti tra gli iscritti negli albi professionali tenuti dai seguenti ordini e collegi: a) Avvocati; b) Dottori commercialisti; c) Ragionieri e periti commerciali; d) Consulenti del lavoro». (3) Comma aggiunto ex art. 14, c. 14, l , n. 183 (legge di stabilità 2012) in vigore dall Sindaco e revisione legale dei conti. (1) L atto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e poteri, la nomina di un sindaco o di un revisore. La nomina del sindaco è obbligatoria se il capitale sociale non è inferiore a quello minimo stabilito per le società per azioni. La nomina del sindaco è altresì obbligatoria se la società: a) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato; b) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti; c) per due esercizi consecutivi ha superato due dei limiti indicati dal primo comma dell articolo 2435bis.

8 8 Aggiornamento normativo L obbligo di nomina del sindaco di cui alla lettera c) del terzo comma cessa se, per due esercizi consecutivi, i predetti limiti non vengono superati. Nei casi previsti dal secondo e terzo comma si applicano le disposizioni in tema di società per azioni; se l atto costitutivo non dispone diversamente, la revisione legale dei conti è esercitata dal sindaco. L assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i limiti indicati al secondo e terzo comma deve provvedere, entro trenta giorni, alla nomina del sindaco. Se l assemblea non provvede, alla nomina provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato. (1) Art. così sostituito ex l , n. 183 (legge di stabilità 2012) (art. 14, c. 13) in vigore dall Omessa esecuzione di denunce, comunicazioni e depositi. (1) Chiunque, essendovi tenuto per legge a causa delle funzioni rivestite in una società o in un consorzio, omette di eseguire, nei termini prescritti, denunce, comunicazioni o depositi presso il registro delle imprese, ovvero omette di fornire negli atti, nella corrispondenza e nella rete telematica le informazioni prescritte dall articolo 2250, primo, secondo, terzo e quarto comma, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 103 euro a euro. Se la denuncia, la comunicazione o il deposito avvengono nei trenta giorni successivi alla scadenza dei termini prescritti, la sanzione amministrativa pecuniaria è ridotta ad un terzo. Se si tratta di omesso deposito dei bilanci, la sanzione amministrativa pecuniaria è aumentata di un terzo. (1) Art. così sostituito ex l , n. 180 (Statuto delle imprese) (art. 9, c. 5) entrata in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione in G.U , n. 265.

9 Codice Penale Libro secondo Dei delitti in particolare 603bis Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. (1) Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque svolga un attività organizzata di intermediazione, reclutando manodopera o organizzandone l attività lavorativa caratterizzata da sfruttamento, mediante violenza, minaccia, o intimidazione, approfittando dello stato di bisogno o di necessità dei lavoratori, è punito con la reclusione da cinque a otto anni e con la multa da a euro per ciascun lavoratore reclutato. Ai fini del primo comma, costituisce indice di sfruttamento la sussistenza di una o più delle seguenti circostanze: 1) la sistematica retribuzione dei lavoratori in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o comunque sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato; 2) la sistematica violazione della normativa relativa all orario di lavoro, al riposo settimanale, all aspettativa obbligatoria, alle ferie; 3) la sussistenza di violazioni della normativa in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, tale da esporre il lavoratore a pericolo per la salute, la sicurezza o l incolumità personale; 4) la sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, metodi di sorveglianza, o a situazioni alloggiative particolarmente degradanti. Costituiscono aggravante specifica e comportano l aumento della pena da un terzo alla metà: 1) il fatto che il numero di lavoratori reclutati sia superiore a tre; 2) il fatto che uno o più dei soggetti reclutati siano minori in età non lavorativa; 3) l aver commesso il fatto esponendo i lavoratori intermediati a situazioni di grave pericolo, avuto riguardo alle caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro. Aggiornamento normativo Codice penale (1) Art. inserito ex d.l , n. 138, conv., con modif., in l , n. 148 (art. 12). 603ter Pene accessorie. (1) La condanna per i delitti di cui agli articoli 600, limitatamente ai casi in cui lo sfruttamento ha ad oggetto prestazioni lavorative, e 603bis, importa l interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche o delle imprese, nonché il divieto di concludere contratti di appalto, di cottimo fiduciario, di fornitura di opere, beni o servizi riguardanti la pubblica amministrazione, e relativi subcontratti. La condanna per i delitti di cui al primo comma importa altresì l esclusione per un periodo di due anni da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi da parte dello Stato o di altri enti pubblici, nonché dell Unione europea, relativi al settore di attività in cui ha avuto luogo lo sfruttamento. L esclusione di cui al secondo comma è aumentata a cinque anni quando il fatto è commesso da soggetto al quale sia stata applicata la recidiva ai sensi dell articolo 99, secondo comma, numeri 1) e 3). (1) Art. inserito ex d.l , n. 138, conv., con modif., in l , n. 148 (art. 12).

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11 Aggiornamento Giurisprudenziale

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13 36 Ordinamento e amministrazione delle associazioni non riconosciute Le deliberazioni assunte dall organo di amministrazione di un associazione non riconosciuta non sono impugnabili per violazione di legge o dello statuto da parte dell associato, che non sia componente del medesimo organo amministrativo, salvo che ne risulti direttamente leso un suo diritto, in quanto la regola dettata in materia di società per azioni dall art cod. civ. costituisce un principio generale dell ordinamento. Cass , n , rv Matrimonio celebrato davanti a ministri del culto cattolico La delibazione della sentenza ecclesiastica dichiarativa della nullità del matrimonio concordatario per l apposizione di una condizione al vincolo matrimoniale (nella specie condicio de futuro relativa alla residenza familiare) viziante il relativo consenso negoziale di uno dei coniugi, trova ostacolo nel principio di ordine pubblico, costituito dalla ineludibile tutela dell affidamento incolpevole dell altro coniuge, allorché l apposizione della condizione sia rimasta nella sfera psichica di uno dei nubendi, senza manifestarsi (né comunque essere conosciuta o conoscibile) all altro coniuge. L accertamento della conoscenza o conoscibilità, da parte di quest ultimo, di detta condizione deve essere compiuto dal giudice della delibazione con piena autonomia rispetto al giudice ecclesiastico e con particolare rigore, giacché detto accertamento, pur tenendo conto del favore particolare al riconoscimento che lo Stato italiano si è imposto con il protocollo addizionale del 18 febbraio 1984 modificativo del Concordato, attiene al rispetto di un principio di ordine pubblico di speciale valenza e alla tutela di interessi della persona riguardanti la costituzione di un rapporto, quello matrimoniale, oggetto di rilievo e tutela costituzionali. Cass , n , rv Doveri verso i figli Il raggiungimento della maggiore età del figlio minore non può determinare, nel coniuge separato o divorziato, tenuto a contribuire al suo mantenimento, il diritto Codice Civile Libro Primo Delle persone e della famiglia a procedere unilateralmente alla riduzione od eliminazione del contributo o a far valere tale condizione in sede di opposizione all esecuzione, essendo necessario, a tal fine, procedere all instaurazione di un giudizio volto alla modifica delle condizioni di separazione o divorzio. Cass , n , rv Separazione giudiziale In tema di separazione tra coniugi, la reiterata inosservanza da parte di entrambi dell obbligo di reciproca fedeltà non costituisce circostanza sufficiente a giustificare l addebito della separazione in capo all uno o all altro o ad entrambi, quando sia sopravvenuta in un contesto di disgregazione della comunione spirituale e materiale quale rispondente al dettato normativo e al comune sentire, in una situazione stabilizzata di reciproca sostanziale autonomia di vita, non caratterizzata da affectio coniugalis. Cass , n. 9074, rv In tema di addebitabilità della separazione personale, ove i fatti accertati a carico di un coniuge costituiscano violazione di norme di condotta imperative ed inderogabili traducendosi nell aggressione a beni e diritti fondamentali della persona, quali l incolumità e l integrità fisica, morale e sociale dell altro coniuge, ed oltrepassando quella soglia minima di solidarietà e di rispetto comunque necessaria e doverosa per la personalità del partner essi sono insuscettibili di essere giustificati come ritorsione e reazione al comportamento di quest ultimo e si sottraggono anche alla comparazione con tale comportamento, la quale non può costituire un mezzo per escludere l addebitabilità nei confronti del coniuge che quei fatti ha posto in essere. Cass , n. 8548, rv Provvedimenti riguardo ai figli Il raggiungimento della maggiore età del figlio minore non può determinare, nel coniuge separato o divorziato, tenuto a contribuire al suo mantenimento, il diritto a procedere unilateralmente alla riduzione od eliminazione del contributo o a far valere tale condizione in sede di opposizione all esecuzione, essendo necessario, a tal fine, procedere all instaurazione di un giudizio volto alla modifica delle condizioni di separazione o divorzio. Cass , n , rv Il provvedimento con il quale, in sede di separazione, si stabilisce che il genitore non affidatario paghi, sia pure Codice civile

14 14 pro quota, le spese mediche e scolastiche ordinarie relative ai figli costituisce idoneo titolo esecutivo e non richiede un ulteriore intervento del giudice in sede di cognizione, qualora il genitore creditore possa allegare e documentare l effettiva sopravvenienza degli esborsi indicati nel titolo e la relativa entità, salvo il diritto dell altro coniuge di contestare l esistenza del credito per la non riconducibilità degli esborsi a spese necessarie o per violazione delle modalità d individuazione dei bisogni del minore. Cass , n , rv In sede di modifica delle condizioni di separazione personale dei coniugi, rientra nei poteri ufficiosi del giudice rimodulare i periodi in cui il genitore può tenere presso di sé il figlio di cui è disposto l affidamento condiviso, in relazione alla nuova situazione determinatasi. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto non viziato da extrapetizione il provvedimento della corte di merito che, in sede di reclamo avverso il provvedimento di modifica delle condizioni della separazione, aveva confermato l affido condiviso della figlia minore e che, tenuto conto dell intervenuto trasferimento per motivi di lavoro della madre, aveva disposto il collocamento presso quest ultima, nella sua nuova residenza, della predetta, rimodulando, in relazione alla nuova situazione determinatasi, il regime di incontri della minore con il padre, congruamente motivando al riguardo). Cass , n. 6339, rv quater Assegnazione della casa familiare e prescrizioni in tema di residenza L assegnazione della casa familiare prevista dall art. 155quater cod. civ., rispondendo all esigenza di conservare l habitat domestico, inteso come il centro degli affetti, degli interessi e delle consuetudini in cui si esprime e si articola la vita familiare, è consentita unicamente con riguardo a quell immobile che abbia costituito il centro di aggregazione della famiglia durante la convivenza, con esclusione di ogni altro immobile di cui i coniugi avessero la disponibilità e che comunque usassero in via temporanea o saltuaria. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, ha rigettato la domanda di assegnazione della «casa familiare», relativa ad immobile acquistato allo stato di rustico, oggetto di lavori di completamento ed occasionalmente utilizzato dalla famiglia, durante il matrimonio, nel solo periodo estivo). Cass , n , rv Effetti della separazione sui rapporti patrimoniali tra i coniugi In tema di separazione personale dei coniugi, l art. 156, sesto comma, cod. civ., nell attribuire al giudice, in caso d inadempimento dell obbligo di corrispondere l assegno di mantenimento, il potere di ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di denaro al coniuge obbligato, che una parte di esse venga versata direttamente agli aventi diritto, postula una valutazione di opportunità che implica esclusivamente un apprezzamento in ordine all idoneità del comportamento dell obbligato a suscitare dubbi circa l esattezza e la regolarità del futuro adempimento e, quindi, a frustrare le finalità proprie dell assegno di mantenimento. La relativa valutazione resta affidata in via esclusiva al giudice di merito e, se adeguatamente motivata, non è sindacabile in sede di legittimità. Cass , n , rv Oggetto della comunione Per la famiglia già costituita alla data di entrata in vigore della legge 19 maggio 1975, n. 151, la comunione legale, in assenza della dichiarazione di dissenso di cui all art. 228, primo comma, della legge, decorre dal 16 gennaio 1978 ed interessa i beni acquistati dai coniugi separatamente nel primo biennio di applicazione della legge stessa solo se ancora esistenti nel patrimonio del coniuge che li ha acquistati; conseguentemente, il titolare del diritto di prelazione agraria che, dopo avere esercitato il riscatto del fondo venduto senza la prescritta denuntiatio, intenda chiedere l accertamento giudiziale del suo diritto, non deve agire anche contro il coniuge dell acquirente del fondo qualora la vendita sia stata stipulata in detto biennio successivo alla data di entrata in vigore della legge n. 151 del 1975 e la dichiarazione di riscatto sia stata comunicata nello stesso periodo, atteso che, in tale ipotesi, il fondo non è mai entrato in comunione dei coniugi. Cass , n , rv Dichiarazione giudiziale di paternità e maternità In tema di dichiarazione giudiziale di paternità, l art. 269, quarto comma, cod. civ. secondo il quale la sola dichiarazione della madre e la sola esistenza di rapporti tra questa ed il preteso padre all epoca del concepimento non costituiscono prova della paternità naturale non esclude che tali circostanze, nel concorso di altri elementi, anche presuntivi, possano essere utilizzate a sostegno del proprio convincimento dal giudice del merito. Cass , n , rv bis Esercizio della potestà L attrazione al giudizio del Tribunale per i minorenni della domanda di corresponsione di un contributo per il mantenimento del figlio minore può giustificarsi esclusivamente in caso di contestualità fra la stessa e la domanda principale, proposta ai sensi dell art. 155 cod. civ., riguardante l affidamento dei figli e l esercizio della potestà genitoriale. Cass , n , rv

15 Codice Civile Rappresentanza e amministrazione Il genitore, autorizzato dal tribunale ai sensi dell art. 320, quinto comma, cod. civ., alla continuazione dell esercizio dell impresa commerciale del minore, può compiere, senza necessità di specifica autorizzazione del giudice tutelare, anche i singoli atti strettamente collegati a tale esercizio, stante il carattere dinamico dell impresa e la necessità di assumere decisioni pronte e tempestive, le quali sarebbero gravemente ostacolate, o addirittura paralizzate qualora, per ogni singolo atto, occorresse rivolgersi all autorità giudiziaria; pertanto, non necessita di previa autorizzazione la stipula del contratto di apertura di credito bancario, essendo strumento fondamentale e presupposto per l esercizio dell attività imprenditoriale, la quale non potrebbe svolgersi senza i fondi necessari. È, inoltre, manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell art. 320, quinto comma, cod. civ., sollevata con riferimento all art. 3 Cost., per violazione del principio di uguaglianza tra minore esercente e minore non esercente un attività commerciale, dal momento che nel primo caso è prevista dalla legge una duplice autorizzazione (provvisoria da parte del giudice tutelare, definitiva da parte del tribunale in composizione collegiale che, in detta sede, può controllare e valutare l attività svolta dopo la prima autorizzazione) e che, in forza dell art. 334 cod. civ., in ipotesi di cattiva amministrazione del patrimonio del minore, il tribunale per i minorenni può stabilire condizioni e prescrizioni ai genitori e, nei casi più gravi, rimuovere entrambi o uno di essi dall amministrazione, come pure il curatore speciale esercente l impresa. Cass , n , rv Procedimento Nel procedimento relativo alla nomina dell amministratore di sostegno, ed in analogia a quanto avviene nel giudizio d interdizione, la morte dell amministrando determina la cessazione della materia del contendere, venendo meno la necessità della pronuncia; ne deriva che la sopravvenienza di tale evento, mentre è pendente il giudizio per cassazione, e la morte sia attestata, mediante produzione del relativo certificato, comporta la declaratoria d inammissibilità del ricorso per sopraggiunta carenza d interesse. Cass , n , rv Scelta dell amministratore di sostegno È inammissibile il ricorso per cassazione avverso i provvedimenti emessi in sede di reclamo in tema di designazione o nomina di un amministratore di sostegno, trattandosi di provvedimenti distinti, logicamente e tecnicamente, da quelli che dispongono l amministrazione e che vengono emanati in applicazione dell art. 384 cod. civ. (richiamato dal successivo art. 411, primo comma, cod. civ.), dovendo invero limitarsi la facoltà di ricorso, concessa dall art. 720bis, ultimo comma, cod. proc. civ., ai decreti di carattere decisorio, quali quelli che dispongono l apertura o la chiusura dell amministrazione, assimilabili, per loro natura, alle sentenze emesse in materia di interdizione ed inabilitazione, mentre tale facoltà non si estende ai provvedimenti a carattere gestorio. Cass. 6, ord del rv V. Cass , ord , rv sub art Norme applicabili all amministrazione di sostegno È inammissibile il ricorso per cassazione, a norma dell art. 720bis, ultimo comma, cod. proc. civ., avverso i provvedimenti emessi in sede di reclamo in tema di rimozione e sostituzione ad opera del giudice tutelare di un amministratore di sostegno, avendo tali provvedimenti carattere meramente ordinatorio ed amministrativo e dovendo riferirsi tale norma soltanto ai decreti, quali quelli che dispongono l apertura o la chiusura dell amministrazione, di contenuto corrispondente alle sentenze pronunciate in materia di interdizione ed inabilitazione, a norma dei precedenti art. 712 e seguenti, espressamente richiamati dal primo comma dell art. 720bis. Cass , ord , rv Atti compiuti da persona incapace d intendere o di volere Ai fini della sussistenza dell incapacità di intendere e di volere, costituente ai sensi dell art. 428 cod. civ. causa di annullamento del negozio (nella specie, un contratto preliminare di vendita d immobile), non occorre la totale privazione delle facoltà intellettive e volitive, essendo sufficiente la loro menomazione, tale comunque da impedire la formazione di una volontà cosciente, secondo un giudizio che è riservato al giudice del merito ed è incensurabile in sede di legittimità, se adeguatamente motivato. Cass , n , rv Codice civile

16 16 Libro secondo Delle successioni 525 Revoca della rinunzia La revoca della rinuncia all eredità, di cui all art. 525 cod. civ., non costituisce, anche sotto il profilo formale, un atto o negozio giuridico autonomo, bensì l effetto della sopravvenuta accettazione dell eredità medesima da parte del rinunciante, il cui verificarsi, pertanto, va dedotto dal mero riscontro della validità ed operatività di tale successiva accettazione, sia essa espressa o tacita. Cass , n rv Nozione L azione di petizione di eredità non esige l integrale contraddittorio di tutti i coeredi, sicché il possessore dei beni ereditari, convenuto in giudizio da uno solo degli eredi, nulla può opporre al riguardo, essendo sempre tenuto alla restituzione dei beni per intero, in quanto appartenenti all eredità, mentre nei rapporti interni tra i coeredi la rivendicazione vale per la quota spettante a ciascuno di essi; con la conseguenza che, ove uno dei coeredi sia rimasto contumace nel giudizio di primo grado promosso dall altro coerede, gli eredi di entrambi hanno facoltà di intervenire, anche in appello, nel relativo giudizio, chiedendo l estensione degli effetti della domanda originaria, senza che possa configurarsi novità della domanda. Cass , n , rv Legato in sostituzione di legittima Ai fini della configurabilità del legato in sostituzione di legittima, è necessario che risulti l intenzione del testatore di soddisfare il legittimario con l attribuzione di beni determinati senza chiamarlo all eredità. Tale intenzione non richiede formule sacramentali, ma può desumersi dal complessivo contenuto dell atto, in forza di un apprezzamento compiuto dal giudice di merito, insindacabile in sede di legittimità se correttamente motivato. Cass , n , rv Riduzione delle porzioni degli eredi legittimi in concorso con legittimari Nel giudizio di reintegrazione della quota di riserva, non costituiscono domande nuove e sono conseguentemente ammissibili, anche se formulate per la prima volta in appello, le richieste volte all esatta ricostruzione sia del relictum, che del donatum, mediante l inserimento di beni, liberalità o l indicazione di pesi o debiti del de cuius, trattandosi di operazioni connaturali al giudizio medesimo cui il giudice è tenuto d ufficio ed alle quali si può dare corso, nei limiti in cui gli elementi acquisiti le consentono, indipendentemente dalla formale proposizione di domande riconvenzionali in tal senso da parte del convenuto. Cass , n , rv Riduzione delle donazioni V. Cass , n , rv sub art Determinazione della porzione disponibile V. Cass n , rv sub art In materia di successione testamentaria, il legittimario che propone l azione di riduzione ha l onere di indicare entro quali limiti è stata lesa la sua quota di riserva, determinando con esattezza il valore della massa ereditaria nonché il valore della quota di legittima violata dal testatore. A tal fine, ha l onere di allegare e comprovare tutti gli elementi occorrenti per stabilire se, ed in quale misura, sia avvenuta la lesione della sua quota di riserva oltre che proporre, sia pure senza l uso di formule sacramentali, espressa istanza di conseguire la legittima, previa determinazione della medesima mediante il calcolo della disponibilità e la susseguente riduzione delle donazioni compiute in vita dal de cuius. Cass , n , rv Facoltà di domandare la divisione Nel giudizio di divisione di una comunione ereditaria, ove una quota abbia costituito oggetto di cessione, la qualità di litisconsorte necessario spetta ai cessionari della quota e non agli eredi cedenti. Cass , n , rv Resa dei conti In tema di ius novorum vietato in appello, costituisce domanda nuova la richiesta di estendere lo scioglimento della comunione a beni in relazione ai quali in primo grado era stato chiesto che permanesse lo stato di comunione pro indiviso, dal momento che questa richiesta non determina soltanto una diversa modalità di realizzazione della divisione, ma, introducendo nuovi temi d indagine, costituisce una mutatio e non una semplice emendatio libelli. (Nella specie la S.C. ha cassato la pronuncia del giudice di secondo grado che, in controversia per la divisione di un immobile, composto da un fabbricato e da un area ester-

17 Codice Civile 17 na allo stesso, aveva ritenuto una mera modalità divisionale la domanda prospettata per la prima volta in appello di procedere alla divisione anche dell area esterna adibita a giardino comune al fabbricato). Cass , n. 9472, rv Conguagli in danaro In tema di divisione giudiziale, qualora al condividente sia assegnato un bene di valore superiore alla sua quota (trattandosi di bene non comodamente divisibile, attribuito al titolare della quota maggiore ex art.720 cod. civ.) e, sin dall apertura della successione, il citato assegnatario si trovava nel possesso dell intero bene, avendone percepito i frutti, oltre al diritto al conguaglio dovuto agli altri condividenti (regolato nell ambito del giudizio di divisione), sorge a favore di questi ultimi altresì il diritto alla corresponsione degli interessi, di natura corrispettiva, sul capitale oggetto di gestione pregressa, da determinarsi nel più complesso rapporto di debito e credito relativo ai frutti eventualmente maturati e non percepiti prodotti dai beni costituenti la comunione ereditaria e di cui investire il giudice non già con la citata azione di divisione (che concerne il conguaglio sul capitale a tale titolo attribuito), bensì con autonoma, sia pure contestuale, azione di rendiconto, in considerazione della situazione esclusiva di godimento dei beni in comunione per il periodo precedente di indivisione. Cass , n , rv Norme date dal testatore per la divisione Quando il testatore provvede alla ripartizione in quote tra gli eredi del suo patrimonio immobiliare, individuando i beni destinati a far parte di ciascuna di esse, non si configura l ipotesi della cosiddetta divisione regolata (art. 733 cod. civ.), che ricorre se il de cuius si limita a dettare norme per la formazione delle porzioni nello scioglimento della comunione ereditaria, in previsione del sorgere di tale status per effetto dell apertura della successione, bensì si verte in tema di cosiddetta divisio inter liberos (art. 734 cod. civ.), ossia di divisione fatta dal testatore attraverso la specificazione dei beni destinati a far parte di ciascuna quota, che, avendo effetto attributivo diretto dei beni al momento dell apertura della successione, impedisce il sorgere della comunione ereditaria ed il conseguente compimento di operazioni divisionali. Ne consegue che l erede escluso dall assegnazione del cespite cui si riferisce la controversia nel corso della quale si è verificato il decesso del dante causa versa in una situazione di carenza di legittimazione passiva per estraneità all oggetto del giudizio. Cass , n , rv Divisione fatta dal testatore V. Cass n , rv sub art Revocazione per ingratitudine L ingiuria grave richiesta, ex art. 801 cod. civ., quale presupposto necessario per la revocabilità di una donazione per ingratitudine, pur mutuando dal diritto penale il suo significato intrinseco e l individuazione del bene leso, tuttavia si distacca dalle previsioni degli artt. 594 e 595 cod. pen. e consiste in un comportamento suscettibile di ledere in modo rilevante il patrimonio morale del donante ed espressivo di un reale sentimento di avversione da parte del donatario, tale da ripugnare alla coscienza collettiva. (Nella specie, la S.C., nell enunciare l anzidetto principio di diritto, ha confermato la decisione di merito che aveva escluso la sussistenza degli estremi dell ingratitudine nel comportamento del donatario che, di fronte alla sopravvenuta intollerabilità della convivenza tra i due genitori e nella pendenza del giudizio di separazione personale con addebito instaurato dalla madre, aveva invitato il padre, con una lettera formale, a lasciare l immobile di sua proprietà, destinato a casa familiare, acquistato con il denaro ricevuto dalla liberalità paterna e materna). Cass , n. 7487, rv Codice civile

18 18 Libro Terzo Della proprietà 825 Diritti demaniali su beni altrui Le servitù di uso pubblico possono essere acquistate mediante il possesso protrattosi per il tempo necessario all usucapione anche se manchino opere visibili e permanenti destinate al loro esercizio, essendo il requisito dell apparenza prescritto dall art cod. civ. soltanto per le servitù prediali. Cass. Sez. Un , n , rv Accesso al fondo A norma dell art. 843 cod. civ., il proprietario deve permettere l accesso e il passaggio nel suo fondo, sempre che ne venga riconosciuta la necessità, al fine di costruire o riparare il muro o altra opera propria del vicino o comune; ove, però, nel relativo giudizio insorgano contestazioni, il giudice è tenuto a verificare l esistenza dei presupposti che legittimano il vicino ad esercitare tale potere di accesso ovvero la liceità dell opera. Cass , n. 7768, rv Immissioni Il limite di tollerabilità delle immissioni rumorose non è mai assoluto, ma relativo alla situazione ambientale, variabile da luogo a luogo, secondo le caratteristiche della zona e le abitudini degli abitanti, e non può prescindere dalla rumorosità di fondo, ossia dalla fascia rumorosa costante, sulla quale vengono ad innestarsi i rumori denunciati come immissioni abnormi (cd. criterio comparativo), sicché la valutazione ex art. 844 cod. civ., diretta a stabilire se i rumori restino compresi o meno nei limiti della norma, deve essere riferita, da un lato, alla sensibilità dell uomo medio e, dall altro, alla situazione locale. Spetta al giudice del merito accertare in concreto gli accorgimenti idonei a ricondurre tali immissioni nell ambito della normale tollerabilità. Cass , n , rv Muro di cinta In tema di distanze legali, il muro di cinta che abbia le caratteristiche previste nell art. 878 cod. civ. non è considerato costruzione di cui tenere conto ai fini del calcolo delle distanze legali tra edifici e delle facoltà concesse al vicino di realizzare il proprio fabbricato in aderenza o in appoggio. Ne consegue che le distanze legali devono essere computate come se il muro non esistesse. Cass , n , rv Distanza per l apertura di vedute laterali od oblique L eliminazione delle vedute abusive, che consentono di affacciarsi e guardare nel fondo altrui, non necessariamente deve essere disposta dal giudice tramite la demolizione di quelle porzioni immobiliari costituenti il corpus della violazione denunciata, ben potendo la violazione medesima essere eliminata per altra via, mediante idonei accorgimenti, i quali, pur contemperando i contrastanti interessi delle parti, rispondano ugualmente al precetto legislativo da applicare al caso oggetto di cognizione. Spetta, poi, al giudice dell esecuzione la determinazione delle concrete modalità dell opera o la scelta tra diverse articolazioni concrete di opere aventi comuni finalità e connotazioni. Cass , n , rv Distanza delle costruzioni dalle vedute L obbligo di costruire a non meno di tre metri dalle vedute dirette aperte nella costruzione esistente sul fondo vicino, di cui all art. 907 cod. civ., ha natura assoluta e va osservato anche quando l erigenda costruzione non sia tale da impedire di fatto l esercizio della veduta, mentre una valutazione circa l idoneità dell opera ad ostacolare il diritto di veduta può venire in rilievo soltanto quando si intenda erigere un manufatto diverso da una costruzione in senso tecnico. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto irrilevante, ai fini dell esonero dal rispetto della distanza minima prescritta dall art. 907 c.c., la circostanza che l erezione di un muro di cinta, da intendersi quale costruzione in senso proprio, non avesse impedito l esercizio del diritto di veduta al proprietario del fondo vicino). Cass , n , rv Azione negatoria La actio negatoria servitutis ha come essenziale presupposto la sussistenza di altrui pretese sul bene immobile, non potendo essere esercitata in presenza di turbative o molestie che non si sostanzino in una pretesa di diritto sulla cosa. Ne consegue che un opera astrattamente idonea a consentire il passaggio da un fondo ad un altro, come l esistenza di un cancello, non può essere posta a fondamento di una servitù di passaggio per usucapione se tale passaggio non venga concretamente esercitato. (Nella specie, la S.C. ha cassato la pronuncia di secondo grado che aveva ritenuto la semplice esistenza di un cancello, non utilizzato, idonea a rappresentare per il futuro una

19 Codice Civile 19 situazione di apparenza necessaria per fondare l acquisto a titolo originario di una servitù di passaggio). Cass , n , rv Azione per apposizione di termini L azione per l apposizione di termini ha natura accessoria e consequenziale a quella di regolamentazione di confini, in quanto presuppone l esistenza di un confine certo e determinato. Ne consegue che, all infondatezza della domanda principale volta a regolare i confini, segue logicamente il rigetto di quella avente ad oggetto l apposizione di termini. Cass , ord. 8100, rv il diritto di attingimento, pur conservando il proprietario del fondo servente la facoltà di chiudere o recintare il proprio fondo, tale recinzione deve essere effettuata in modo che il diritto del proprietario del fondo dominante, come quello del possessore, non ne risulti impedito o limitato, derivandone diversamente spoglio o turbativa del possesso, contro i quali è data la tutela prevista dagli artt e 1170 cod. civ. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, in relazione ad una servitù di attingimento di acqua, aveva ritenuto di dover qualificare come semplice molestia l attività del proprietario del fondo servente che aveva apposto un cancello con lucchetto sul proprio terreno, esigendo in tal modo dal proprietario del fondo dominante il requisito dell annualità del possesso). Cass , n , rv Codice civile 999 Locazioni concluse dall usufruttuario Nel caso di consolidazione dell usufrutto per morte dell usufruttuario, le locazioni da questi concluse non possono protrarsi oltre il quinquennio dalla cessazione dell usufrutto, ai sensi della norma di cui all art. 999 cod. civ., la quale realizza un equo contemperamento tra il diritto del nudo proprietario e quello del conduttore, al quale è così assegnato un congruo termine per reperire altro immobile, e prevale sulla disciplina di cui alla legge 27 luglio 1978, n Cass , n , rv Passaggio coattivo Qualora, a causa della divisione materiale di un fondo operata dal proprietario di esso, la prima parte del fondo sia priva di accesso alla pubblica via, mentre la residua parte ne mantiene il collegamento, non si è in presenza di una situazione d interclusione, suscettibile di dar luogo alla costituzione di una servitù coattiva di passaggio, poiché all interclusione di fatto può porre fine l unico proprietario del fondo, ripristinando il collegamento alla pubblica via in favore della parte interclusa attraverso la porzione che gode di accesso all esterno. Cass , n. 9464, rv Servitù non apparenti Le servitù di uso pubblico possono essere acquistate mediante il possesso protrattosi per il tempo necessario all usucapione anche se manchino opere visibili e permanenti destinate al loro esercizio, essendo il requisito dell apparenza prescritto dall art cod. civ. soltanto per le servitù prediali. Cass. Sez. Un , n , rv Estensione del diritto di servitù Poiché la servitù di presa d acqua comprende la facoltà di accedere al fondo servente al fine di esercitare 1066 Possesso delle servitù Ai fini della tutela del possesso di una servitù oggetto di spoglio, la regola posta dall art cod. civ., secondo la quale occorre avere riguardo alla pratica dell anno antecedente, indica solo i criteri che devono essere seguiti per risolvere le controversie relative alla misura ed alle modalità del possesso della servitù, ma non subordina la tutela possessoria alla durata ultrannuale del potere di fatto corrispondente a quest ultima. Cass , n , rv Divieto di aggravare o di diminuire l esercizio della servitù L aggravamento di una servitù conseguente alla modificazione dello stato dei luoghi o alla sopravvenienza di diverse modalità di esercizio non può ritenersi in re ipsa, ma deve essere valutato caso per caso, in relazione al complesso delle circostanze in concreto esistenti, tenendo conto degli elementi probatori forniti dalle parti, dovendo in tale ipotesi l indagine del giudice di merito essere diretta ad accertare se il maggior godimento per il fondo dominante comporti o meno una intensificazione dell onere gravante sul fondo servente. (Nella specie la S.C. nel confermare la sentenza di secondo grado, ha ritenuto insufficiente ad integrare un aggravamento della servitù la mera circostanza del convogliamento, in una tubazione preesistente, anche degli scarichi provenienti dalla costruzione di un secondo bagno). Cass , n , rv Norme regolatrici Qualora un bene oggetto di proprietà condominiale subisca in base ad apposita delibera assembleare un mutamento di destinazione tale da farne cessare la qualità condominiale, al medesimo non si applicheranno più le norme concernenti la disciplina dei beni comuni del condominio, bensì quelle della comunione ordinaria, in base alle quali ciascun partecipante può cedere ad altri il suo diritto di comproprietà; ne consegue che,

20 20 ove la vendita di quel bene sia stata stipulata soltanto da uno o più ma non da tutti i comproprietari, si determina non la nullità bensì l inefficacia relativa del negozio, che non può, pertanto, essere rilevata d ufficio dal giudice, ma solo dalla parte acquirente, che è l unica titolare dell interesse a che il bene indiviso sia venduto per l intero e che può anche scegliere di riconoscere validità al contratto di trasferimento di singole quote di proprietà. Cass , n. 8092, rv Quote dei partecipanti L assemblea dei partecipanti alla comunione non ha il potere di determinare in via provvisoria le quote di contribuzione di ciascun comunista alle spese comuni, giacché la misura di tale contribuzione, ove non stabilita dal titolo, è determinata direttamente dall art c.c. in misura paritaria. Cass , n , rv Uso della cosa comune In tema di comunione, il criterio dell uso promiscuo della cosa comune, desumibile dall art cod. civ., richiede che ciascun partecipante abbia il diritto di utilizzare la cosa comune come può e non in qualunque modo voglia, atteso il duplice limite derivante dal rispetto della destinazione della cosa e della pari facoltà di godimento degli altri comunisti. Ne consegue che, ove il godimento pregresso non sia possibile per uno dei partecipanti a causa del mutamento elettivo delle sue condizioni personali, questi non può esigere nei confronti degli altri una diversa utilizzazione della cosa comune, avendo il singolo condomino l onere di conformare ai limiti anche quantitativi del bene le proprie aspettative di utilizzo. (Nella specie, la richiesta di modifica dell utilizzazione di uno spazio comune destinato a parcheggio condominiale era stata dettata esclusivamente dal sopravvenuto aumento di dimensioni dell autovettura del ricorrente). Cass , n , rv In tema di condominio negli edifici, il disposto dell art cod. civ., secondo cui ciascun comproprietario ha diritto di trarre dal bene comune un utilità più intensa o anche semplicemente diversa da quella ricavata eventualmente in concreto dagli altri comproprietari, purché non ne venga alterata la destinazione o compromesso il diritto al pari uso, presuppone però che l utilità, che il condomino intenda ricavare dall uso della parte comune, non sia in contrasto con la specifica destinazione della medesima. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso la liceità della collocazione, da parte di un condomino, di scivoli permanenti sopra un marciapiede per permettere l accesso di autovetture al locale ad uso negozio di sua proprietà, dal medesimo utilizzato come box auto, così immutando la destinazione del marciapiede, avente per sua natura come funzione tipica quella di consentire il sicuro transito dei pedoni). Cass , n , rv Parti comuni dell edificio In tema di condominio negli edifici, deve intendersi oggetto di proprietà comune, ai sensi dell art cod. civ., la porzione di terreno su cui viene a poggiare l intero stabile e, quindi, quella più profonda, esistente sotto il piano cantinato più basso, con la conseguenza che i vani scantinati possono presumersi comuni, in mancanza di un titolo contrario, non già in quanto facenti parte del «suolo su cui sorge l edificio», ma solo se ed in quanto risultino obbiettivamente destinati all uso ed al godimento comune. Cass , n , rv Diritti dei partecipanti sulle cose comuni V. Cass , n , rv sub art Innovazioni Ciascun partecipante al condominio di edifici può agire in giudizio per la tutela del decoro architettonico della proprietà comune, sicché nel relativo giudizio non è necessaria la presenza in causa di tutti i condomini, né del condominio. Cass , n , rv Costituisce innovazione lesiva del decoro architettonico del fabbricato condominiale, come tale vietata, non solo quella che ne alteri le linee architettoniche, ma anche quella che comunque si rifletta negativamente sull aspetto armonico di esso, a prescindere dal pregio estetico che possa avere l edificio. La relativa valutazione spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità, ove non presenti vizi di motivazione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto illegittima l installazione di una canna fumaria che percorreva tutta la facciata dell edificio condominiale, così da pregiudicare l aspetto e l armonia del fabbricato). Cass , n , rv La delibera assembleare di destinazione a parcheggio di un area di giardino condominiale, interessata solo in piccola parte da alberi di alto fusto e di ridotta estensione rispetto alla superficie complessiva, non dà luogo ad una innovazione vietata dall art cod. civ., non comportando tale destinazione alcun apprezzabile deterioramento del decoro architettonico, né alcuna significativa menomazione del godimento e dell uso del bene comune, ed anzi, da essa derivando una valorizzazione economica di ciascuna unità abitativa e una maggiore utilità per i condomini. Cass , ord , rv Ripartizione delle spese In caso di alienazione di un immobile di proprietà esclusiva in condominio, nel quale siano stati deliberati lavori di straordinaria manutenzione per riparare un danno

21 Codice Civile 21 già cagionato ad un singolo condomino, eseguiti successivamente alla compravendita, al fine dell identificazione del soggetto obbligato alla contribuzione alle spese condominiali, deve considerarsi che l accertamento stesso dell emergenza conservativa o emendativa di danni a terzi, compiuto dal condominio, determina l insorgenza dell obbligo conservativo in capo a tutti i condomini, e pone l eventuale successiva approvazione delle relative spese in una prospettiva meramente esecutiva ed esterna rispetto alla già compiuta individuazione della persona dell obbligato. Cass , n , rv Nomina e revoca dell amministratore L amministratore di condominio cessato dalla carica conserva una limitata legittimazione passiva a resistere alle pretese fatte valere nei confronti dell ente di gestione, in forza di una prorogatio dei poteri che si esaurisce con la nomina del nuovo amministratore. Pertanto, successivamente a tale evento, l amministratore cessato e sostituito non ha l obbligo né il potere di costituirsi in giudizio per difetto dell interesse a contraddire, permanendo a suo carico solo l obbligo di dare notizia al nuovo amministratore delle pretese azionate in giudizio, mediante comunicazione dell atto notificato, attesa la conservazione di un dovere di diligenza, anche dopo l estinzione del mandato, in relazione ai fatti verificatisi nell epoca di operatività del mandato stesso o comunque ad esso collegabili. Cass , ord , rv È inammissibile il ricorso per cassazione ai sensi dell art. 111 Cost. avverso il decreto con il quale la corte di appello provvede sul reclamo avverso il decreto del tribunale in tema di revoca dell amministratore di condominio ai sensi degli artt cod. civ. e 64 disp. att. cod. civ., trattandosi di provvedimento di volontaria giurisdizione (sostitutivo della volontà assembleare, per l esigenza di assicurare una rapida ed efficace tutela dell interesse alla corretta gestione dell amministrazione condominiale in ipotesi tipiche contemplate dall art cod. civ. di compromissione della stessa) che, pur incidendo sul rapporto di mandato tra condomini e amministratori, non ha carattere decisorio, non precludendo la richiesta di tutela giurisdizionale piena, in un ordinario giudizio contenzioso, del diritto su cui il provvedimento incide. Cass , ord , rv Attribuzioni dell amministratore L amministratore di condominio non ha salvo quanto previsto dagli artt e 1135 cod. civ. in tema di lavori urgenti un generale potere di spesa, in quanto spetta all assemblea condominiale il compito generale non solo di approvare il conto consuntivo, ma anche di valutare l opportunità delle spese sostenute dall amministratore; ne consegue che, in assenza di una deliberazione dell assemblea, l amministratore non può esigere il rimborso delle anticipazioni da lui sostenute, perché, pur essendo il rapporto tra l amministratore ed i condomini inquadrabile nella figura del mandato, il principio dell art cod. civ. secondo cui il mandante è tenuto a rimborsare le spese anticipate dal mandatario deve essere coordinato con quelli in materia di condominio, secondo i quali il credito dell amministratore non può considerarsi liquido né esigibile senza un preventivo controllo da parte dell assemblea. Cass , n , rv Provvedimenti presi dall amministratore Il provvedimento con il quale l amministratore del condominio di edificio, nell esercizio dei suoi poteri di curare l osservanza del regolamento di condominio, ai sensi dell art. 1130, primo comma, n. 1, cod. civ., e di adottare provvedimenti obbligatori per i condomini, ai sensi dell art cod. civ., inviti un condomino (nella specie, mediante lettera raccomandata con determinazione di un termine per l adempimento) al rispetto del divieto regolamentare di collocazione di targhe, senza autorizzazione, sulla facciata dell edificio, non costituisce atto illecito, e non può, quindi, porsi a fondamento di una responsabilità risarcitoria personale dell amministratore stesso. Cass , n , rv Attribuzioni dell assemblea dei condomini L amministratore di condominio non ha salvo quanto previsto dagli artt e 1135 cod. civ. in tema di lavori urgenti un generale potere di spesa, in quanto spetta all assemblea condominiale il compito generale non solo di approvare il conto consuntivo, ma anche di valutare l opportunità delle spese sostenute dall amministratore; ne consegue che, in assenza di una deliberazione dell assemblea, l amministratore non può esigere il rimborso delle anticipazioni da lui sostenute, perché, pur essendo il rapporto tra l amministratore ed i condomini inquadrabile nella figura del mandato, il principio dell art cod. civ. secondo cui il mandante è tenuto a rimborsare le spese anticipate dal mandatario deve essere coordinato con quelli in materia di condominio, secondo i quali il credito dell amministratore non può considerarsi liquido né esigibile senza un preventivo controllo da parte dell assemblea. Cass , n , rv La delibera assembleare di destinazione a parcheggio di un area di giardino condominiale, interessata solo in piccola parte da alberi di alto fusto e di ridotta estensione rispetto alla superficie complessiva, non dà luogo ad una innovazione vietata dall art cod. civ., non comportando tale destinazione alcun apprezzabile deterioramento del decoro architettonico, né alcuna significativa menomazione del godimento e dell uso del bene comune, ed anzi, da essa derivando una valorizzazione economica di ciascuna Codice civile

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