Facciamo Luce sulla Materia : Uno spettacolo di Fisica per la scuola primaria

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1 Facciamo Luce sulla Materia : Uno spettacolo di Fisica per la scuola primaria M. Carpineti, G. Cavallini, M. Giliberti, N. Ludwig, C. Mazza, and L. Perini Physics Department of the University of Milano Italy Abstract Abbiamo realizzato uno spettacolo di Fisica per la scuola primaria in cui tre fisici eseguono in scena numerosi esperimenti affascinanti con i tempi e le modalità tipiche di una vera piéce teatrale. Lo Spettacolo tratta della materia e dei suoi stati, della luce e delle sue proprietà e delle meraviglie che si verificano quando luce e materia si incontrano. Temi come transizioni di fase, riflessione, rifrazione, diffusione, ma anche visione infrarossa e polarizzazione della luce sono presentati in un contesto di apprendimento informale. Lo spettacolo è stato realizzato in collaborazione con una compagnia teatrale specializzata nel Teatro Ragazzi e nei suoi primi due anni di vita è stato visto da oltre studenti italiani. Presentiamo i risultati di uno studio sugli effetti dello spettacolo sui bambini, da cui emerge che lo spettacolo lascia un ricordo duraturo, in grado probabilmente di modificare la percezione della fisica e di far conoscere il lavoro del fisico. P.A.C.S E-, eg, ek, My Introduzione La maggior parte delle persone ha un comportamento contraddittorio nei confronti della scienza: da un lato infatti si osserva una mancanza di fiducia verso il lavoro degli scienziati [1], ma dall altro, sempre più si fa affidamento sulla scienza. Questo significa che sebbene in pochi si iscrivano a facoltà scientifiche, da parte della gente comune c è una domanda sempre crescente di conoscenze scientifiche. L open day del 50 anniversario del CERN ha portato a Ginevra più di persone, mentre l edizione del 2006 del Festival della scienza di Genova ha attirato in due settimane un pubblico pagante di persone, per un totale ci visite ai numerosi eventi in programma. Simili assalti di famiglie si possono osservare nella maggior parte di Science Centers europei e americani. Una ricerca italiana realizzata nel 2004 dall IRPA-CNR ha mostrato che Nuove Tecnologie e Scoperte Scientifiche hanno il più alto Livello di Interesse tra i giovani (con l eccezione della Musica che ha uno share del 52.9%) con punteggi del 32.1% e del 24.5% rispettivamente (percentuali non normalizzate) [2] e che circa tutti gli italiani ritengono che la ricerca dovrebbe avere maggiori finanziamenti. Per far fronte, almeno parzialmente, a questa richiesta di informazioni in continua crescita, vengono pubblicate sempre più riviste di divulgazione scientifica che hanno successo crescente. In realtà, nonostante il crescente interesse verso la Fisica e gli sforzi fatti per promuoverla, l immagine del fisico tra la gente è estremamente lontana dalla realtà e la maggior parte delle persone non sa assolutamente in che cosa consista il lavoro di uno scienziato e, a maggior ragione, di un fisico [3-8]. E ben noto, inoltre, che c è un momento durante la formazione scolastica in cui succede qualcosa che fa perdere la buona disposizione verso la scienza: nel passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria aumentano in genere l indifferenza e la paura e la Fisica diventa una delle materie più sgradite (più ancora della Matematica e della Chimica) per la maggior parte degli studenti di scuola superiore [9]. In questo articolo descriviamo un progetto del Dipartimento di Fisica dell Università degli Studi di Milano, nato dall idea di far nascere curiosità e interesse verso la Fisica. Per riuscirci abbiamo realizzato uno spettacolo teatrale e abbiamo scelto di indirizzare i nostri sforzi verso i bambini, piccoli scienziati inconsapevoli, naturalmente curiosi, golosi di conoscenza e, si spera, ancora liberi da pregiudizi (nonché adulti del futuro!). Presentiamo qui una descrizione dello spettacolo e dello spirito che lo anima. Presenteremo anche i risultati di uno studio realizzato per comprendere se e come la visione dello spettacolo abbia in qualche modo influenzato l idea che i bambini avevano della scienza e degli scienziati. Lo studio è stato eseguito valutando le risposte degli insegnanti ad un questionario, eseguendo interviste ai bambini nelle loro scuole ed analizzando le domande fatte dai bambini al termine degli spettacoli e i disegni che ci hanno inviato.

2 Lo Spettacolo Con la collaborazione di una compagnia teatrale specializzata in Teatro Ragazzi [10], abbiamo realizzato uno spettacolo indirizzato ai bambini di età compresa tra 8 e 11 anni, nel quale tre scienziati realizzano in scena esperimenti entusiasmanti, che hanno a che fare con la materia, con la luce e con alcune delle innumerevoli manifestazioni dell interazione tra luce e materia. Gli scienziati si muovono in un laboratorio che è molto simile ad un vero laboratorio di Fisica. Lo spettacolo è profondamente diverso da una lezione (anche da una lezione divertente e molto originale), perché non vogliamo che ci sia alcuna somiglianza con una qualunque attività prettamente scolastica. Questo tipo di approccio è ancora poco comune in Italia, mentre è sempre più diffuso all estero (si veda per esempio il grande successo di Physics on Stage [11]). La decisione di realizzare uno spettacolo dal vivo e non un video, per esempio, nasce dall osservazione che lo spettacolo permette un ritorno diretto da parte del pubblico. Inoltre la presenza di veri fisici che realizzano veri esperimenti può essere molto convincente per i bambini e aiutare a mantenere un alto livello di coinvolgimento. Con uno spettacolo di questo tipo i bambini hanno la possibilità non solo di incontrare la Fisica in modo insolito e divertente, ma anche di incontrare dal vivo dei fisici che fanno gli esperimenti e che possono costituire un modello di riferimento positivo e aiutare a vincere il nascere di una loro possibile diffidenza verso la scienza. Abbiamo cercato deliberatamente di impersonare alcuni dei più comuni stereotipi sugli scienziati [3-8], per guadagnare la fiducia dei bambini. E infatti ben noto che i bambini degli ultimi anni delle elementari sono affascinati da alcune caratteristiche esasperatamente esagerate, che sembrano ritagliate apposta per loro [5]. Così i nostri scienziati indossano camici bianchi, due di loro portano gli occhiali e uno ha la barba; nel laboratorio ci sono numerosi simboli che hanno a che vedere con la ricerca e sulla lavagna campeggiano formule rilevanti e poco comprensibili. D altra parte però abbiamo scelto di evitare alcuni degli stereotipi negativi [7,8] come per esempio che gli scienziati lavorano da soli e sono sempre maschi (uno dei tre scienziati è una donna). Lo spettacolo dura circa tre quarti d ora ed è seguito da un dibattito con i bambini, parte fondamentale e irrinunciabile, che può arrivare ad avere la stessa durata. Gli scienziati rispondono alle domande dei bambini ed eseguono nuovamente gli esperimenti che vengono richiesti. Si è prestata particolare cura nella scelta delle parole perché il testo non risultasse né banale né difficile, per evitare qualunque espressione gergale nelle spiegazioni e per evitare l insorgenza di idee sbagliate o di equivoci (speriamo di riuscire ad evidenziarne la maggior parte analizzando i disegni che ci hanno mandato i bambini). Per aiutare gli insegnanti a rispondere alle domande dei bambini una volta tornati in classe, abbiamo realizzato un fascicolo di schede [12] che contiene le descrizioni degli esperimenti e una semplice spiegazione di ciascuno. Infine abbiamo un indirizzo e_mail e un sito interattivo (spettacolo.fisica.cilea.it), dove gli insegnanti possono inviare le domande e condividere le loro idee. Sebbene lo spettacolo sia stato pensato per i bambini, è stato visto da persone di ogni età. In particolare ci sono state cinque repliche indirizzate specificamente a studenti di scuola superiore, con l idea di mostrare anche a loro che la Fisica può essere divertente, stimolante e sorprendente. Il messaggio che anche con loro abbiamo cercato di trasmettere è stato che quando si osserva il mondo, spesso è più importante imparare a porsi le domande giuste, piuttosto che imparare le risposte giuste, e che non si dovrebbe mai essere troppo rigidi quando si analizzano i fenomeni che ci circondano. Nei primi due anni di vita lo spettacolo è stato rappresentato 75 volte, davanti ad un pubblico complessivo di oltre persone. Lo spettacolo ha ricevuto finanziamenti dalle più importanti istituzioni italiane, come per esempio il Ministero dell Università e della Ricerca (MIUR), l Ufficio Scolastico Regionale e il Comune di Milano. Ha ricevuto inoltre un finanziamento anche dall Unione Europea per il progetto LERU-Kids University, che vedeva coinvolte dieci diverse università europee [13] e che si è chiuso a Bruxelles con tre repliche dello spettacolo. Lo spettacolo è stato rappresentato al Festival della Scienza di Genova [14] nel 2004 e a Bergamo Scienza [15] nel 2006, due dei più popolari eventi italiani di divulgazione scientifica. Infine lo spettacolo è stato anche presentato su invito nell ambito di eventi importanti come l Open Day di Ateneo dell Università degli Studi di Milano o l Open Day dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell Istituto Nazionale di fisica Nucleare (INFN). Gli esperimenti La maggior parte degli esperimenti presentati nello spettacolo sono inseriti nei programmi scolastici, ma nello spettacolo sono quasi sempre presentati in modo non convenzionale. I fisici/attori realizzano trentadue esperimenti sui seguenti argomenti: stati della materia e cambiamenti di stato, riflessione e specchi (Figura 1), riflessione totale, rifrazione, dipendenza

3 dell indice di rifrazione dalla temperatura; diffusione di luce da particelle piccole (scattering di Rayleigh), sintesi additiva e sintesi sottrattiva dei colori, dispersione della luce, visione notturna con radiazione infrarossa, trasparenza dei pigmenti nell infrarosso e polarizzazione. Non ci aspettiamo che i bambini capiscano tutto, ma vorremmo sorprenderli mostrando loro come lavorano i fisici e quanto possa essere meravigliosa la Fisica. Purtroppo è quasi impossibile descrivere uno spettacolo in poche parole, perciò cercheremo di dare semplicemente un idea dello stile di presentazione e del messaggio che tentiamo di trasmettere, descrivendo in dettaglio soltanto tre momenti particolari dello spettacolo. 1) L inizio (a proposito degli stati della materia) Il palco è organizzato come un laboratorio di Fisica: sui tavoli oggetti strani e uno scienziato addormentato. Un altro fisico entra il laboratorio, sveglia il dormiente e i due insieme cominciano a riordinare mentre aspettano impazienti il terzo fisico che arriva trafelato in ritardo. Ora tutto è pronto e i tre fisici possono finalmente fare luce sulla materia. Lo stato gassoso, lo stato liquido e lo stato solido fanno la loro apparizione all interno di tre palloncini riempiti rispettivamente di aria, di acqua e di ghiaccio. Quando i palloncini sono bucati con l ago di una siringa l aria fuoriesce e si disperde cambiando sia la sua forma sia il volume che occupa; il liquido scorre e riempie una ciotola prendendo la sua forma, ma senza cambiare il suo volume, mentre il solido non cambia né forma né volume. Ora che gli stati della materia, ben noti e familiari a tutti, sono stati presentati, gli scienziati cominciano a spiegare come la materia può passare da uno stato all altro usando l azoto liquido un liquido freddissimo pensate: 196 gradi sotto lo zero! L azoto liquido a temperatura ambiente evapora e produce un vapore bianco spettacolare (fig. 2). Un piccolo palloncino pieno d acqua nell azoto liquido si trasforma in ghiaccio. Infine, per capire cosa succede ad un gas quando la sua temperatura diventa molto bassa, viene immerso nell azoto liquido un palloncino a forma di fiore e appassisce! Ma una volta tornato a temperatura ambiente, torna a sbocciare! I tre stati della materia sono ora ben definiti, ma si può essere sicuri che siano sufficienti a descrivere il nostro mondo? Una palla verde fa la sua entrata sul palco. Rimbalza e sembra solida, ma quando due scienziati se la contendono tirandola in due direzioni diverse (Fig 3 a) la palla si deforma, si allunga e si stira lungo l intero palco come una cicca da masticare (Fig. 3 b). La palla è fatta di uno strano materiale che non può essere definito strettamente né come solido né come liquido. E il Silly Putty [16] un materiale viscoelastico fatto di polimeri siliconici, che è altamente elastico, che può essere facilmente modellato e che non mantiene la sua forma quando è lasciato a lungo sotto l effetto del suo solo peso. Questa è la prima eccezione, ma poi gli scienziati incontrano le schiume e i gel. 2) Qualche dettaglio sulla luce nell acqua la luce è fioca e uno scienziato comincia a giocare con un laser verde, illuminando l acqua di una vasca e muovendo il raggio sui versi di questa poesia (Fig. 4): Luce scappata dalla sorgente si tuffa nell'acqua e non trova niente Luce nell'acqua che prova la via sale, poi scende, scivola via. Raggio che marcia diritto si alza poi trova l'aria e indietro rimbalza. Anche dal fondo prova ad uscire ma nuovamente gli tocca salire. Luce riflessa nell'acqua rimane è prigioniera e non può scappare. La sua prigione è fatta di niente non ha le sbarre, è trasparente. Il raggio lo sa e riesce ad andare Ora sul muro lo vedo danzare. Brilla la luce dall'acqua scappata E' uscita nell'aria ed è stata deviata Brilla la luce che ce l'ha fatta E' uscita dall'acqua ed è stata rifratta!

4 3) Qualche dettaglio sulla radiazione infrarossa Un altra parte dello spettacolo tratta di luce non visibile. In particolare usiamo una telecamera CCD modificata per visualizzare solo la luce infrarossa. Nel vicino infrarosso, la regione dello spettro con lunghezze d onda comprese tra 780 nm e 1100 nm, le proprietà dei materiali sono simili a quelle che si osservano nel visibile, ma ci sono alcune eccezioni. In particolare, l occhio umano è cieco alla radiazione infrarossa e molti pigmenti hanno un comportamento assai diverso da quello che mostrano nel visibile. Ecco dunque che quando una scienziata scompare nel buio più totale, viene ritrovata dagli altri grazie alla CCD e ad una lampada a LED che emettono nell infrarosso. A questo punto, lo scienziato più preparato cerca di spiegare agli altri le proprietà della radiazione non-visibile. Riprende con la telecamera una lavagna a fogli su cui un collega sta scrivendo sotto dettatura la spiegazione.ma la scritta non appare! Viene così introdotto il comportamento curioso dei pigmenti pittorici che sono quasi tutti trasparenti nel vicino infrarosso. Il tema viene approfondito grazie allo stemma di famiglia di uno scienziato, visto che purtroppo gli altri due continuano a non capire quello che sta succedendo. Lo stemma viene ripreso dalla telecamera, ma al posto delle decorazioni visibili a tutti, sullo schermo compaiono due ritratti che si trovano al di sotto dello strato di pittura (Fig. 5) Ma chi sono quelli? I suoi antenati??? Pippo e Paperino?! Si, ma è che non erano proprio nobili e dunque li abbiamo nascosti e quello che non abbiamo potuto vedere con i nostri occhi lo abbiamo visto con la telecamera ad infrarossi. Questa è la ben nota tecnica della Riflettografia Infrarossa, una tecnica di indagine ottica non distruttiva per studiare i dipinti. La radiazione infrarossa penetra attraverso gli strati di pigmento, ma è retro-riflessa dagli strati più profondi; La Riflettografia IR permette dunque di vedere al di sotto della superficie dipinta (circa 100 micron) ed è utile per visualizzare il disegno preparatorio eseguito dall artista sotto la versione definitiva del dipinto e per rivelare eventuali restauri. Per l esperimento mostrato nello spettacolo, viene utilizzata una telecamera commerciale sensibile agli IR a cui è stato applicato (tra l obiettivo e il sensore CCD) un filtro che taglia la luce visibile. Questa apparecchiatura economica e compatta permette di mostrare al pubblico in tempo reale le immagini non visibili del mondo-infrarosso. Metodi di lavoro e di studio Gli scopi principali dello spettacolo erano in primo luogo, quello di stimolare la curiosità dei bambini e di affascinarli con la Fisica, rendendogliela simpatica, in secondo luogo quello che i bambini si potessero fare un idea di quello che i fisici fanno nel loro lavoro. Per capire se questi obiettivi siano stati raggiunti abbiamo cercato di rispondere con il nostro studio a queste quattro domande: D1 La visione dello spettacolo ha in qualche modo modificato la percezione della Fisica? D2 Come hanno giudicato lo spettacolo i bambini e gli insegnanti? D3 Quale ricordo dello spettacolo è rimasto ai bambini? Quali esperimenti li hanno colpiti di più? D4 Come è possibile migliorare lo spettacolo? Per rispondere a queste domande abbiamo analizzato: 1. Risposte degli insegnanti ad un questionario sugli effetti dello spettacolo sulle discussioni fatte in classe e sulla sua utilità come aiuto didattico. 2. Interviste ai bambini svolte nelle scuole e domande fatte dai bambini ai fisici subito dopo lo spettacolo. 3. Disegni fatti dai bambini dopo aver visto lo spettacolo ed inviati al Dipartimento di Fisica Risultati 1- Dopo l analisi delle risposte degli insegnanti ai questionari possiamo mettere in evidenza i seguenti punti. In ogni classe i bambini hanno parlato dello spettacolo nella settimana successiva alla visione, senza alcuna sollecitazione da parte degli insegnanti. Inoltre, nel 36% delle classi i bambini hanno parlato dello spettacolo anche tra di loro. Gli insegnanti hanno giudicato che per il 98% dei bambini l interesse sia stato buono o elevato e che per l 89% la comprensione sia stata buona o elevata.

5 L opinione degli insegnanti a proposito dello spettacolo è stata essenzialmente unanime: tutti sostengono che sia stato un utile aiuto didattico ed hanno notato dei miglioramenti nelle conoscenze di fisica dei bambini. Infine, il 98% ritiene che lo spettacolo abbia collegamenti con i programmi scolastici. 2- Le interviste ai bambini, di durata compresa tra 30 e 60 minuti, hanno avuto lo scopo principale di valutare i ricordi dei bambini che hanno assistito allo spettacolo e se ci fosse qualche differenza nell immaginario di scienza rispetto ai bambini che non hanno visto lo spettacolo. Le interviste sono state svolte con l aiuto di uno di noi (G. C.) che è un pedagogista. Per evitare condizionamenti si è scelto di non informare né i dirigenti scolastici né gli insegnanti né i bambini, che le interviste sarebbero state collegate allo spettacolo. Diamo di seguito un idea di come sono state condotte le interviste. Abbiamo cominciato facendo qualche semplice domanda per rompere il ghiaccio, come: Cosa ti piace fare quando sei a case dopo la scuola e dopo i compiti?. Gli argomenti della nostra ricerca sono stati poi avvicinati gradualmente evitando di fare domande dirette per non perdere la spontaneità dei bambini. Le interviste, guidate dalle risposte dei bambini, procedevano indicativamente con domande di questo tipo: Hai mai giocato con l acqua, con la luce o con cose che puoi trovare intorno a te?, Hai mai fatto degli esperimenti a casa? In classe?, Conosci qualche scienziato?. Se la parola Fisica o fisico veniva pronunciata spontaneamente l intervista proseguiva con domande più dirette del tipo Cosa studia la Fisica/il fisico? In alternativa venivano poste ai bambini domande del tipo Chi studia la luce?, Chi studia i colori?, Chi studia la materia?. Le classi intervistate sono state 56 (circa 1100 bambini), 26 delle quali hanno visto lo spettacolo quest anno, 13 che hanno visto lo spettacolo l anno scorso e 17 che non lo hanno visto. Un risultato molto positivo è stato che in tutte le classi che hanno visto lo spettacolo, la quasi totalità dei bambini lo ricordavano. Inoltre, nel 68% delle classi che hanno visto lo spettacolo quest anno e nel 46% delle classi che lo hanno visto lo scorso anno i bambini lo hanno ricordato spontaneamente (cioè c è stato almeno un bambino per classe che ha cominciato a parlarne spontaneamente e che è stato seguito da quasi tutti gli altri). La percentuale sale all 80% per entrambi i gruppi nel caso in cui sia stato dato un piccolo aiuto (per esempio l intervistatore ha estratto una penna laser, che viene usata nello spettacolo oppure mostra l immagine di un arcobaleno ). Solo nel 20% delle classi è stato necessario porre una domanda esplicita sullo spettacolo perché venisse ricordato. Per quanto riguarda la percezione della Fisica e dei fisici i risultati sono, secondo noi, sorprendenti. Infatti (si veda la Tabella I), l 80% dei bambini che hanno visto lo spettacolo mostra di sapere che la Fisica studia la materia, la luce, i colori e che i fisici sono persone che generalmente lavorano in un laboratorio e cercano di trovare una spiegazione per il comportamento delle cose che ci circondano. Questa percentuale scende a solo il 20% nelle classi dei bambini che non hanno visto lo spettacolo e per i quali la parola Fisica è quasi sempre sinonimo di ginnastica ( Educazione Fisica ). I bambini sanno di cosa si occupano i fisici? I bambini che hanno visto lo spettacolo fanno collegamenti tra il lavoro dei fisici e lo spettacolo? Spettacolo visto nel 2006 Spettacolo visto nel 2005 Classi di controllo Sì e fanno collegamenti espliciti allo spettacolo 70 % 27 % Sì e non fanno collegamenti espliciti allo spettacolo 15 % 64 % 20 % No 15 % 9 % 80 % Sì: I fisici studiano la materia 54 % 33 % Sì: I fisici studiano la luce 23 % 67 % Sì: I fisici studiano i colori 23 % 0 % Tabella I Abbiamo anche analizzato le domande poste dai bambini alla fine degli spettacoli durante una settimana di spettacoli offerti alle scuole primarie di Milano. Le domande sono state così tante che abbiamo 188 domande diverse poste in 13 repliche dello spettacolo. Abbiamo diviso grossolanamente le domande in due categorie: quelle a proposito degli esperimenti dello spettacolo e quelle che cominciano con cosa succede se

6 Il risultato principale e assolutamente sorprendente è che tutte le domande fatte dai bambini, anche quelle su argomenti non trattati nello spettacolo, (come per esempio l elettricità) sono state tutte sulla Fisica e mai su altre scienze. 3 - Abbiamo analizzato 497 disegni. Essi contengono molti dettagli che rivelano una grande attenzione da parte dei bambini verso i fenomeni fisici visti nello spettacolo. In questo lavoro ci riferiamo solo alla ricorrenza degli esperimenti. Possiamo dire che tutti i 32 esperimenti tranne uno sono stati ricordati e disegnati dai bambini e che la ripartizione dello spettacolo (1/3 di esperimenti sulla materia e 2/3 sulla luce) si ritrova nei disegni (così come nei ricordi dei bambini durante le interviste). Riteniamo che questo sia un segno di quanto lo spettacolo colpisca i bambini. L esperimento che non è stato mai ricordato riguarda lo scattering di Rayleigh dovuto a particelle molto piccole in sospensione nell acqua. Stiamo lavorando per modificarlo. Conclusioni e commenti I dati raccolti ci permettono di schematizzare l impatto dello spettacolo della Fisica sull immaginario dei bambini per quanto riguarda la scienza e gli scienziati. D1 - Le interviste ci hanno indicato una variazione significativa della percezione della Fisica, di chi è un fisico e di che lavoro fa, variazione che si può imputare alla visione dello spettacolo. Più in dettaglio: il 90% dei bambini che hanno visto lo spettacolo ha parlato spontaneamente dello spettacolo partendo da argomenti abbastanza generici e dimostrando di avere idee corrette sulla Fisica e sui fisici, mentre solo il 20 % delle classi allo stesso livello e nelle stesse scuole, ma che non avevano visto lo spettacolo, ha mostrato la stessa competenza. D2 - Il grande entusiasmo dei bambini alla fine dello spettacolo ed il gran numero di domande pertinenti sono molto rappresentativi dell apprezzamento dello spettacolo. Lo stesso entusiasmo è stato osservato nelle interviste in classe così come nei disegni e negli e_mail che abbiamo ricevuto. L apprezzamento degli insegnanti, infine, è andato ben oltre le aspettative: nessuno di loro ci ha rivolto una critica a proposito degli argomenti affrontati nello spettacolo. D3 - Sia dai disegni, sia dalle interviste, abbiamo notato che i ricordi dei bambini sono ricchi di particolari e precisi. In particolare dai disegni possiamo dire che gli esperimenti che hanno maggiormente colpito i bambini sono quelli con il laser verde e quelli con l azoto liquido. D4 - La cosa di cui gli insegnanti sembrano avere maggior bisogno è di collaborare con l Università, specialmente per delineare dei percorsi scolastici collegati allo spettacolo. Tutto questo è stato ottenuto non attraverso una lezione, ma attraverso un attento studio di un linguaggio teatrale ed una rappresentazione di un laboratorio reale con esperimenti veri. Uno dei risultati che ci ha colpito di più di questa esperienza è stato il rapporto di fiducia che nasce tra i bambini e gli scienziati alla fine dello spettacolo. Con l aiuto dell Unione Europea (LERU KIDS University 2005), del Ministero della Ricerca e dell Università ( Diffusione scientifica 2005, Lauree scientifiche 2006), del Comune di Milano, dell ISU (Istituto per gli Studi Universitari), della Stabilo Italia, della Air Liquide Italia Service s.r.l. e della Grace Davison Italiana S.p.A.. Si ringraziano Sara Ghioldi e Antonio Rota della Compagnia Teatro del Sole registi dello spettacolo e coautori dei testi. Bibliografia [1] FANTONI S. Perché e a chi comunicare scienza, talk in Comunicarefisica INFN-NF, October [2] EULER M. Quality development: Challenges to Physics Education, Quality Development in Teacher Education and Training, II GIREP Seminar Selected Contribution, Forum Editrice, 7 (2004) [3] MEAD M., MÉTRAUX R. Image of the Scientist among High-School Students: Science 126 (1957), 384 [4] CHAMBERS D. W. Stereotypic Images of the Scientists: The Draw-a-Scientist Test: Sci. Educ. 67 (1983), 255

7 [5] MC ADAM J. E. The persistent stereotype: children s images of scientists, Phys. Educ. 25 (1990), 102 [6] HILLS P. AND SHALLIS M. Scientists and their images: New Scientist 28 August, 471 (1975) [7] MC DUFFIE T.E. Scientists Geeks & Nerds?: Sci. Children May (2001), 16 [8] KRAUSE J. P. How children see scientists: Sci. Children 14, (1977), 9 [9] See [10] [11] [12] CARPINETI M., GILIBERTI M., LUDWIG N. PERINI L. TAVOLA F. Lo spettacolo della fisica Facciamo luce sulla materia ISBN [13] [14] Science Festival of Genova [15] BergamoScienza [16] Didascalie delle figure Fig. 1. Riflessione da uno specchio Fig. 2. L azoto liquido a temperature ambiente evapora e produce uno spettacolare vapore bianco. Fig. 3 a) due scienziati si contendono la palla tirandola ciascuno dalla sua parte. b) la palla di Silly-Putty cambia forma e si allunga come un chewing gum. Fig. 4. Riflessione di un raggio laser in acqua. Fig. 5. L immagine IR proiettata sullo schermo, che mostra la trasparenza dei pigmenti. Didascalia della tabella Tab 1 Dati riguardanti la percezione della Fisica e dei fisici.

8 FIG.1

9 FIG.2

10 FIG.3a

11 FIG.3b

12 FIG.4

13 Fig 5

di fisica per la scuola

di fisica per la scuola FACCIAMO LUCE SULLA MATERIA : uno spettacolo di fisica per la scuola a c i is f. o ol c a t t e /sp h / : p tt. it i im n M. Carpineti.u M. Giliberti N. Ludwig C. Mazza L. Perini Dipartimento di Fisica

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