RICERCHE UNIVERSITARIE SUL METODO RAGGI

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1 RICERCHE UNIVERSITARIE SUL METODO RAGGI 1

2 INDICE Il Metodo Raggi 7 La storia e la formazione 8-15 L interazione costruttiva tra posturologia e discipline mediche, ufficializzata dall Università La Sapienza di Roma, sta concretamente avvenendo nella quotidianità? Il Metodo Raggi e le cefalee 18 Laboratorio di Ergonomia e Posturologia Prof. Dott. Giuseppe Massara Ambulatorio di Medicina dello Sport Centro di Medicina dello Sport Dr. A. Maone E.P.S.A. Ergonomic and Postural Study Agency 23 Il trattamento del lombalgico cronico con il Metodo dell Allungamento Muscolare Globale Decompensato con Pancafit Tesi effettuata dal dott. Daniele Raggi, studente del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2003/2004 (tutti gli operatori che hanno contribuito alla ricerca terapisti, tecnici di misurazione e ingegneri di elaborazione dati erano estranei alla tesi) Rieducazione posturale ad approccio globale con Metodo Raggi applicato al trattamento delle disfunzioni temporo mandibolari Tesi effettuata dai Dottori Roberto Laudisio, Giuseppina Fiorellino, Davide Giuliano, Paola D Orlando, Giuseppe Iannone, Annamaria Esposito, Nicoletta Sassi (Formazione Metodo Raggi ), studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2006/2007. Valutazione delle ipotetiche modificazioni dei parametri stabilometrici su soggetti sportivi, applicando un trattamento di riabilitazione sul diaframma, secondo il Metodo Raggi su Pancafit Tesi congiunta effettuata dai Dottori Vincenzo Zaccagnino, Rocco Russo, Bebal Saleh, Michele Tartaglia (Formazione Metodo Raggi ), studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2003/2004. Metodiche a confronto nel trattamento dei limiti funzionali della spalla con particolare attenzione alla valutazione della marcia sul posto Tesi effettuata dai dottori in Fisioterapia e Scienze Motorie Emanuele Passoni, Rosa Maria Cioè, Delia Trotta, Silvia Marotta, Roberta Femia, Cinzia Ingenito (Formazione Metodo Raggi ), studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2007/2008 Effetti del trattamento delle cicatrici reattive e ricaduta sul piano posturale ed algico. Ricerca eseguita dall equipe di Tecnici Posturologi del Dott. Raggi:dott. Paolo Beretta, dott. Giovanni Castellani, dott.ssa Alida Cambieri. I dati sono stati esaminati dal dott. Diego Caimi Cicatrici patologiche e squilibri posturali. Due metodiche di trattamento a confronto Tesi effettuata da Paola Chiappa, studentessa del corso di laurea in Fisioterapia c/o la Facoltà di Medicina e Chirurgia - Università degli Studi di Parma, A.A. 2007/ Effetto della terapia decontratturante sui sintomi psicologici in una popolazione di pazienti con sindrome ansioso-depressiva Tesi effettuata dai Dottori Enrica Pompei, Laura Speranzini (Formazione Metodo Raggi ), Angelo Riannetti, studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2006/2007. Applicazione del Metodo Pancafit nei corsi di gruppo: principi e risultati ottenuti Tesi effettuata da Alex Mauri (Formazione Metodo Raggi ), studente del corso di Laurea in Scienze Motorie c/o la Facoltà di Scienze della Formazione Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, A.A. 2007/

3 Studio delle modificazioni delle abilità visive in soggetti con disfunzioni della visione binoculare in applicazione di un protocollo di Visual Training somministrato in postura decompensato secondo il Metodo Raggi Tesi effettuata dal dott. Paolo Molinari, studente del Master Interdisciplinare di I livello VALUTAZIONE E RIEDUCAZIONEDELLE DISFUNZIONI VISUO-POSTURALI c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Neurologia e Otorinolaringoiatria Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2007/2008 Comunicazione tra occlusione e postura: trattamento dei disordini temporo-mandibolari in postura decompensato. Verifiche attraverso Elettromiografia, Stabilometria, T-Scan e Kinesiografia Tesi effettuata dai dott. Nicola Zaupa e Roberto Bono (Formazione Metodo Raggi ), studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia,Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2007/2008 Piede e postura. Intervento di allungamento Muscolare Globale Decompensato con Pancafit per ristabilire un appoggio podalico armonico ed equilibrato in soggetti con alterazioni posturali Tesi effettuata dalla Dott.ssa Mariarosaria Mosca (Formazione Metodo Raggi ), studentessa del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2003/2004. Riequilibrio delle tensioni delle catene muscolari attraverso il Metodo Raggi e relativa modificazione della postura e del gesto tecnico dello sportivo Tesi effettuata dai dott. Adriana Granata, Laura Girotto, Marilisa Guida, Andrea Marsala, Andrea Tolomei (Formazione Metodo Raggi ), studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2006/2007. Verifica dell eventuale miglioramento della forza esplosiva e dei parametri posturali del calciatore utilizzando la quadrupedia del Metodo Pancafit Tesi effettuata da Mauro De Lucia (Formazione Metodo Raggi ), studente di Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate c/o la Interfacoltà di Scienze della Formazione e Medicina e Chirurgia Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, A.A. 2008/2009 Valutazione delle modifiche del dolore su soggetti lavoratori che presentano algie del rachide, utilizzando il Metodo Raggi Pancafit con gestione autonoma, in ambiente aziendale Tesi effettuata dai dottori Raffaella Compare, Rita Gallo, Pierluigi Eredi (Formazione Metodo Raggi ), studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia - Università degli studi La Sapienza di Roma A.A. 2005/2006 Metodo Raggi e il Metodo McKenzie: due metodiche a confronto nel trattamento degli squilibri posturali e della lombalgie cronica con particolare attenzione al dolore Tesi congiunta effettuata dai Dottori Stefano Vassallo (Formazione Metodo McKenzie), Antonino Agostino (Formazione Metodo Raggi ), Flavio Lassandro (Formazione Metodo McKenzie), Carmine Parmentola (Formazione Metodo Raggi ), Vincenzo Pisa (Formazione Metodo Raggi ), Lorenzo Argentino (Formazione Metodo McKenzie), William Sciacca (Formazione Metodo Raggi ), studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2005/2006. Relazione fra diaframma e postura in soggetti con algie e alterazioni funzionali del rachide cervicale Tesi effettuata dal Dott. Giuseppe Di Cesare (Formazione Metodo Raggi ), studente del Master postlauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2002/2003. Riarmonizzazione della postura su pazienti affetti da malattia di Parkinson utilizzando il Metodo Raggi - Pancafit e relativi effetti generali, con particolare attenzione al recupero della funzionalità respiratoria Tesi congiunta e guidata effettuata dai Dottori Maria Josè Caldarella, Lisa Sacchetti, Filippo Rizzioli, Livio Picchioni (Formazione Metodo Raggi ), studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2005/ Integrazioni terapeutiche nel trattamento miofunzionale Tesi effettuata dalla Dott.ssa Vincenza De Marco (Formazione Metodo Raggi ), c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2004/

4 Lingua e postura: trattamenti differenziati in soggetti con deglutizione viziata Tesi effettuata dalla Dott.ssa Cividini Daniela (Formazione Metodo Raggi ), studente del Master postlauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2005/2006. Esercizio fisico razionale nelle algie cervicali da disordini posturali con l ausilio dell attrezzo denominato Pancafit Tesi effettuata dal Dott. Simone Cairo (Formazione Metodo Raggi ) studente del biennio di Specializzazione in Scienze Motorie c/o l Università degli studi di Bologna, Istituto Universitario di Scienze Motorie A.A Modificazioni indotte negli archi funzionali del rachide dopo trattamento con A.M.G.D. (Allungamento Muscolare Globale Decompensato - Pancafit Metodo Raggi Tesi effettuata dal Dott. Marzio Orti (Formazione Metodo Raggi ), c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2005/2006. Il trattamento delle tensioni oculari attraverso l allungamento muscolare globale decompensato con Pancafit Metodo Raggi Tesi effettuata dalla Dott.ssa Rachele Groppi (Formazione Metodo Raggi ) studentessa del Master postlauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2003/2004. Il miglioramento della prestazione nel saltatore in lungo con l utilizzo del Metodo Raggi e la Pancafit Tesi effettuata dalla Dott.ssa Lara Cavalli (Formazione Metodo Raggi ), laureanda c/o l a Facoltà di Scienze Motorie Università Statale degli Studi di Milano, A.A. 2004/2005. Misurazione dell efficacia dell intervento dell Allungamento muscolare globale decompensato secondo il Metodo Raggi - Pancafit su soggetti affetti da lombalgia cronica Tesi effettuata dalla Dott.ssa Xenia Tappi (Formazione Metodo Raggi ), studentessa del Master postlauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2003/2004. Effetti sulla postura, sulle prestazioni atletiche e sul benessere del giovane calciatore, dell Allungamento Muscolare Globale Decompensato con Pancafit, Metodo Raggi Tesi effettuata dal Dott. Elio Migliaccio (Formazione Metodo Raggi ), studente del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2002/2003. Riarmonizzazione della postura nell anziano con particolare riferimento all equilibrio Tesi effettuata dalla Dott.ssa Paola Incardona (Formazione Metodo Raggi ), studentessa del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2002/2003. Algie Vertebrali e squilibrio posturale Intervento di allungamento muscolare globale decompensato con Pancafit ed effetti antalgici e posturali su soggetti nella terza età affetti da algia vertebrale a livello cervicale e cervicodorsale Tesi effettuata dalla Dott.ssa Laura Ciccarelli (Formazione Metodo Raggi ), studente del Master postlauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2002/2003. Allungamento muscolare globale decompensato e postura Tesi effettuata dal Dott. Stefano Piloni (Formazione Metodo Raggi ), studente del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2002/2003. Il Metodo Raggi e Pancafit : l approccio globale in un soggetto anziano con ipercifosi e disturbi di ansia generalizzata Tesi effettuata dalla Dott.ssa Giancarla Paini (Formazione Metodo Raggi ), studente del Master postlauream in Posturologia c/o l Università degli studi di Pavia Facoltà di Medicina e Chirurgia Scuola di Fisioterapia, A.A. 2003/2004. La rieducazione posturale nella malattia del Parkinson Tesi effettuata dalla Dott.ssa Elisa Grespan (Formazione Metodo Raggi ), studentessa di Fisioterapia c/o la Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Padova, A.A. 2003/2004. Cervicalgie: tre terapie fisiche a confronto Metodo Raggi - Pancafit, terapia fisica tradizionale, Metodo Raggi - Pancafit e terapia fisica tradizionale con lingua sullo spot retroincisivo. Valutazione degli esiti con particolare riferimento a postura e dolore Tesi congiunta, effettuata dai Dottori Gianluca Secco e Alessandro Battaglin (Formazione Metodo Raggi ), studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2004/2005. Allungamento Muscolare Globale Decompensato (AMGD) mediante Pancafit : un ipotesi di trattamento rivolta alla persona affetta da BPCO Tesi effettuata dalla Dott.ssa Marika Bassi (Formazione Metodo Raggi ) studentessa del corso di Laurea in Fisioterapia c/o la Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Brescia, A.A. 2005/

5 Analisi delle informazioni provenienti dalle calzature in statica ed in dinamica: valutazione critica Tesi effettuata da Ilaria Bariselli (Formazione Metodo Raggi ), studentessa del corso di Laurea Specialistica in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattitive c/o l Interfacoltà di Scienze della Formazione Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, A.A. 2008/2009 Il riequilibrio posturale globale attraverso due differenti metodiche: Pancafit e il biofeedck pressorio, con particolare riferimento alle modificazioni dell appoggio plantare Tesi congiunta e guidata dalla Dott.ssa Francesca Cavalleri e dalla Dott.ssa Michela Bozzolo (Formazione Metodo Raggi ) c/o la 1 a facoltà di Medicina e Chirurgia- dipartimento di medicina sperimentale e patologia - Università degli studi di Roma La sapienza A.A Il piede torto congenito: protocollo di trattamento con metodo Pancafit Tesi effettuata dalla Dott.ssa Carmen Pelizzoli (Formazione Metodo Raggi ), c/o la Scuola di Massofisioterapia Centro Studi Superiore Leonardo da Vinci di Bergamo A.A Lo stretching decompensato (Metodo Pancafit ) e le qualità atletiche nel calciatore. Valutazione delle ipotetiche modificazioni realtive alla postura, alla forza esplosiva ed alla velocità Tesi effettuata da Federico Ribero e Stefano Paglia (Formazione Metodo Raggi ), studenti del corso di Laurea Specialistica in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattitive c/o l Interfacoltà di Scienze della Formazione Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, A.A. 2008/2009 Il Metodo Raggi e la prevenzione per le nuove generazioni

6 La nostra Postura è espressione della nostra storia la postura è espressione di un vissuto ereditato, di un vissuto personale, della formazione e deformazione culturale, di memorie dei propri traumi fisici ed emotivi, del tipo di vita e di stress che conduciamo, del tipo di lavoro e di sport a cui ci siamo assoggettati nel tempo; postura è il modo in cui respiriamo, il modo in cui stiamo in piedi, ci atteggiamo e ci rapportiamo con noi stessi e con gli altri. La nostra postura è espressione della nostra storia. (D. Raggi 1998). La vita ci forma e poi ci deforma. Se da un lato la vita ci ha formati, dall altro, lo scorrere del tempo (le malattie, i traumi, le posture scorrette, le componenti genetiche, i dispiaceri, le situazioni emotive intense, i problemi visivi, i problemi occlusali, le disbiosi etc.), è in grado di deformare il nostro corpo e piegare la nostra salute. Attraverso questa metodica, con rigore scientifico, è possibile consentire a ciascuna persona un grande recupero di funzionalità, armonia e benessere. Tale fiducia è maturata dall osservazione di come la Posturologia ad approccio globale, grazie ad una attenta valutazione dell'individuo nella sua totalità e all applicazione di metodologie specifiche e rigorose, sia in grado di intervenire con successo su quasi tutte le classiche patologie muscolo-articolari quali ad esempio lombalgie, dorsalgie, cervicalgie, dicopatie, ernie discali, epicondiliti, tunnel carpale, processi artrosici in vari distretti, etc, etc,. ripristinando un equilibrio strutturale e funzionale. Dopo anni di ricerche, l Università La Sapienza di Roma (prima fra tutte), ha ufficialmente riconosciuto in Italia il valore scientifico e terapeutico della Posturologia, inaugurando una nuova era con il Master di 1 livello in Posturologia presso la1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia (Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologie). Il Metodo Raggi viene insegnato in tale facoltà sin dal primo anno (2002/2003), nel modulo di Scienze Motorie e Riabilitative. Oggi tale metodologia viene insegnata in molte università. Da tale iniziative sono fiorite numerose tesi universitarie di ricerca sul Metodo Raggi Pancafit, che si affiancano ad altri lavori e ricerche in corso in questi anni in ambito Odontoiatrico, Ortopedico, Foniatrico, Neurologico, Oculistico, a testimonianza del crescente interesse suscitato nel mondo medico-scientifico. Un cammino pionieristico aperto a continui sviluppi e miglioramenti... 6

7 Il Metodo Raggi Il Metodo Raggi è una metodica ad approccio Globale. Si tratta di un metodo che prende in esame la persona nel suo insieme, osservando attentamente la postura ed ogni segnale che il corpo evidenzia oppure che ha occultato in modo intelligente (compensi antalgici adattativi). Attraverso una attenta quanto particolare indagine anamnestica, si indagano i traumi fisici del passato, si valutano gli interventi chirurgici e tutti i tipi di cicatrici. Si osservano i modi scorretti di stare in piedi, di stare seduti, di respirare, di camminare, di usare il corpo. Si fanno test valutativi biomeccanici dell ATM, dell occlusione, della funzione deglutitoria e della funzione visiva; si utilizza la baropodometria e la stabilometria. Non si escludono le componenti genetiche, le interazioni di carattere biochimico-alimentare, l aspetto emozionale, culturale, etc, per poter poi intervenire in modo mirato con manovre, esercizi, tecniche respiratorie, posture decompensate, etc. L utilizzo completo della suddetta Metodologia è patrimonio di coloro che hanno completato il percorso formativo presso la scuola creata dal Prof. Raggi. Questa metodica ad approccio globale, utilizza Pancafit, un attrezzo di facile utilizzo grazie al quale è possibile agire sulle catene muscolari, fasciali, connettivali, neurologiche con facilità ed ergonomia; ridurre o eliminare i vari compensi adattativi-antalgici è la chiave che permette di ottenere molti successi in tempi assolutamente vantaggiosi. L ALLUNGAMENTO MUSCOLARE GLOBALE DECOMPENSATO, consente dunque di liberare le articolazioni bloccate, rigide e doloranti, migliorando la postura, la voglia di fare e di vivere. In questo modo moltissimi dolori e patologie osteomuscolari ottengono grandi benefici o addirittura scompaiono completamente: cervicalgie, dorsalgie, lombalgie, lombosciatalgie, tendiniti, borsiti, pubalgie, radicoliti, epicondiliti, tunnel carpale, periartriti, fibromialgie, protrusioni discali, ernie discali, ernie jatali, processi artrosici alla colonna, coxartrosi, gonartrosi, disfunzioni dell ATM; grande efficacia si ottiene agendo sulle ipercifosi, iperlordosi, scoliosi. In conclusione il metodo Raggi e Pancafit agiscono sulle retrazioni muscolari, che altro non sono se non un processo di fibrotizzazione della componente connettivale e della componente fasciale, le quali imprigionano i sarcomeri (unità contrattile del muscolo). Tale fissità o intrappolamento muscolare" avviene sempre nella direzione del muscolo in chiusura, ossia in direzione del raccorciamento, determinando nel tempo una condizione di accorciamento muscolare che risulta irreversibile, a meno che non si ricorra all'ausilio di una tecnica ad azione globale decompensata. Tale metodica Posturologica ad approccio globale, agisce dunque sul complesso sistema di catene muscolari, fasciali, connettivali e neurologiche utilizzando anche tecniche propriocettive mentre si è in postura decompensata. 7

8 Lo scopo, è quello di scoprire la causa del passato che ha generato un effetto nel presente, portando i muscoli a difendersi e raccorciarsi al punto tale da imprigionare e rendere le articolazioni rigide e doloranti. La storia e la formazione Per oltre venti anni, insegnando Educazione Fisica nelle scuole medie superiori (con le conoscenze della Posturologia provenienti dal Diploma del Metodo Mézières e da altri metodi), il Prof. Raggi ha potuto arricchire notevolmente il proprio bagaglio esperenziale nell ambito della fisiopatologia, in ambito funzionale e sportivo, etc. Tale cammino di ricerca ha avuto una svolta significativa nel 1995, quando a seguito di un grave incidente in palestra, egli, attingendo alle conoscenze acquisite, ha avuto modo di sperimentare su di sé, giorno dopo giorno, un nuovo metodo di riequilibrio posturale grazie al quale ha potuto recuperare una normale funzionalità del sistema muscolo-articolare. Oggi tale metodologia, perfezionata, registrata e brevettata, si è velocemente affermata come una nuova, attendibile strada per il recupero funzionale. Viene infatti insegnata in moltissime Università e centri di formazione professionale ed è oggetto di collaborazione con figure mediche quali l Ortopedico, il Pediatra, l Odontoiatra, l Otorinolaringoiatra, il Fisiatra, il Vestibologo, l Oculista, l Optometrista, etc. Percorso formativo del Prof. Raggi CURRICULUM STUDI (aggiornato in data 31/12/2010) *Laurea in Fisioterapia, Università di Chieti. *Master in Posturologia c/o l'università La Sapienza di Roma. *Perfezionamento in Posturologia c/o l'università La Sapienza di Roma. *Laurea in Scienze Motorie presso l'università Cattolica di Milano. *Diploma di Rieducazione Posturale Metodo Mézières, CERTAG Parigi *Diploma di Massofisioterapista (biennale e triennale) *Diploma di Laurea in Educazione Fisica (ISEF triennale - Bologna) L ATTIVITA 1975/1995 *DOCENZA SCUOLE MEDIE SUPERIORI E TERAPISTA METODO MEZIERES 1995/1997 *IDEAZIONE, CREAZIONE E BREVETTO DI PANCAFIT. *CREAZIONE DELLA METODOLOGIA PANCAFIT (AMGD- Allungamento Muscolare Globale Decompensato Metodo Raggi ). *CREAZIONE ED ORGANIZZAZIONE DEL CENTRO DI FORMAZIONE in TECNICHE DI RIEQUILIBRIO POSTURALE AD APPROCCIO GLOBALE METODO RAGGI. 1997/2009 *CORSI DI FORMAZIONE DEL METODO RAGGI *DOCENTE PRESSO VARIE UNIVERSITA *DIREZIONE TECNICA E SCIENTIFICA PER STUDIO SPORT E KINESISTUDIO 2009/2010 *DOCENTE FORMAZIONE CORSI PROFESSIONALI DI POSTUROLOGIA *DOCENTE C/O VARIE UNIVERSITA *RESPONSABILE SCIENTIFICO DI POSTURALMED GmbH E STUDIO DI POSTUROLOGIA ATTIVITA' DI DOCENZA Anno Accademico 2010 * Docente c/o Facoltà di Scienze della Formazione - Corso di Laurea in Scienze Motorie e dello Sport Formazione Permanente - Corso base di Teoria e Tecnica del metodo PANCAFIT riservato agli studenti del CDL Scienze Motorie, Università Cattolica di Milano. 8

9 * Nomina per gli anni accademici Cultore della Materia in Posturologia c/o Università Cattolica di Milano. * Docente per il Laboratorio di Posturologia del Corso di Alta Formazione in Vocologia Artistica. Università di Bologna. Sede del Corso Ravenna. Direttore: Dott. Franco Fussi. Anno Accademico 2009 * Docente incaricato a contratto nel biennio di specializzazione in Posturologia e Ginnastica Adattativa e Compensativa - Facoltà di Scienze della Formazione, Divisione Scienze Motorie c/o l'università Cattolica Sacro Cuore di Milano ". * Docente per il Laboratorio di Posturologia del Corso di Alta Formazione in Vocologia Artistica. Università di Bologna. Sede del Corso Ravenna. Direttore: Dott. Franco Fussi. * Docente c/o Corso di Tecnico di Posturometria c/o Università di Siena. Anno Accademico 2008/2007/2006/2005/2004 * Docente per il Modulo Scienze Motorie e Riabilitative - Master post lauream in Posturologia, Iª Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia, Università La Sapienza di Roma. * Docente incaricato a contratto nel biennio di specializzazione in Posturologia e Ginnastica Adattativa e Compensativa - Facoltà di Scienze della Formazione, Divisione Scienze Motorie c/o l'università Cattolica Sacro Cuore di Milano ". * Docente per il Laboratorio di Posturologia del Corso di Alta Formazione in Vocologia Artistica. Università di Bologna. Sede del Corso Ravenna. Direttore: Dott. Franco Fussi. * Docente del Metodo Raggi c/o European Medical Center - Scuola Multidisciplinare di Posturologia Clinica, Pieve di Cento (BO), Direttore Scientifico dott. Saverio Colonna (2004). 2002/2003. * Docente per il Modulo Scienze Motorie e Riabilitative - Master post lauream in Posturologia, Iª Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia, Università La Sapienza di Roma. Anno Accademico. * Docente c/o il corso di Perfezionamento in Posturologia, Divisione Odontoiatrica della Università degli Studi di Palermo, novembre. * Nominato Cultore della Materia in Posturologia e Ginnastica Adattativa e Compensativa - Facoltà di Scienze della Formazione, Divisione Scienze Motorie - Università Cattolica Sacro Cuore di Milano. * Docente del Metodo Raggi c/o European Medical Center - Scuola Multidisciplinare di Posturologia Clinica, Pieve di Cento (BO), Direttore Scientifico dott. Saverio Colonna. 1996/2002 * Docente della Metodologia Raggi c/o European Medical Center - Scuola Multidisciplinare di Posturologia Clinica, Pieve di Cento (BO), Direttore Scientifico dott. Saverio Colonna. * Docente e Responsabile dei corsi di Preparazione Professionale del Metodo Raggi e tecniche antalgiche rivolti a Medici, Fisioterapisti, Insegnanti, Istruttori, Preparatori Atletici. * Docente dei corsi di tecniche posturali indetti dai Provveditorati agli studi di Milano, Como e Lecco. * Docente dei corsi di "Metodo Raggi ". * Promotore e docente dei corsi "La postura applicata al Fitness", per istruttori di palestre. * Docente nei corsi di aggiornamento per gli insegnanti di Educazione Fisica indetto dal Provveditorato agli Studi di Lecco, tema: "La postura in ambito scolastico". ATTIVITA' DI RELATORE 2010 * Sirmione ottobre C'è Sirmione - Symposium 2000dieci - Oltre all'occlusione dentale - Approccio diagnostico in Posturologia, Ortopedia Funzionale dei Mascellari e Protesi * Firenze 1-2 Ottobre Convegno Internazionale Postura - "Postura: opinioni e fatti"... nessuna umana investigazione si può dimandare vera scienza, s'essa non passa per le matematiche dimostrazioni. (Leonardo Da Vinci) Riequilibrio posturale Metodo Raggi - Pancafit 9

10 * Firenze (Zona Coverciano), 27 giugno Convegno AMeP "Rieducazione posturale: metodi a confronto". - Metodo Raggi e Pancafit * Master in Vocologia artistica - 01 maggio Foniatria e Logopedia scuola di alta formazione - Laboratorio di Posturologia La voce fra postura e diaframma" 2009 * Relatore c/o Corso di Tecnico di Posturometria di Siena ( maggio 2009) 2008 * Relatore c/o 2 Congresso di aggiornamento di Terapia Miofunzionale Caserta * Relatore c/o Congresso di Medicina Manuale di Pieve di Cento, Bologna * Relatore c/o Congresso di Monteriggioni di Siena, Postura e funzione visiva 2007 * Relatore c/o V Corso Internazionale di Foniatria e Logopedia - Congresso di Ravenna Ottobre 2007 La Voce Artistica * Relatore c/o I.N.E.F. Facultad de Ciencia de la Actividad Física y el Deporte di TOLEDO - Maggio 2007 Dal titolo DEPORTE, LESIONES Y POSTURA (sport, lesioni e postura). * Relatore c/o Hospital Clinica Neurologica - di Toledo Maggio Dal titolo LA POSTURA AL SERVICIO DEL PACIENTE NEUROLÓGICO (la postura al servizio del paziente neurologico). * Relatore c/o Conacreis - 1 Convegno Olistico - 21 gennaio 2007 "Posturologia Consapevole: una via efficace al benessere olistico" * Relatore per le conferenze di ACSO (Associazione Culturale Salute Olistica) in associazione con le Farmacie Comunali Milano. * Relatore c/o Conferenza in Spagna E.H.U-U.P.V. Facultad de Ciencia de la Actividad Física y el Deporte, VITORIA-UNIVERSIDAD DEL PAÍS VASCO (Facoltà di Scienze della Attività Fisica e dello Sport Università del paese, Vasco). Il titolo della conferenza presentata è DEPORTE, LESIONES Y POSTURA (sport, lesioni e postura). * Relatore c/o Nouvelle Estetiques il 23 settembre * Relatore c/o la tavola rotonda multidisciplinare Postura, esercizio fisico e benessere, organizzata dall Università di Rimini - UNI.Rimini, c/o Rimini Wellness, 18 maggio * Relatore per stage Pancafit c/o Omniamedica Centro Medico Polifunzionale di Ferrara. 16 maggio * Relatore c/o II Congresso Nazionale DMSA - Doctors in Movement Science Association - in collaborazione con UNC - Unione Nazionale Chinesiologi - "Prevenzione e rieducazione dei traumi dello sportivo". Verona, 2 ottobre. * Relatore c/o il Congresso Regionale Veneto della Federazione Nazionale dei Collegi dei Massofisioterapisti, dal titolo Equivalenza: un ponte verso l equipollenza. Intervento: La lombalgia. Prodotto finale delle interazioni delle catene muscolari. Monselice (Padova), 1 ottobre * Relatore c/o il II Congresso Nazionale AIMS -Associazione Italiana Massaggiatori Sportivi - "Il piede e lo sport". Centro Federale Coverciano (FI), 30 aprile * Relatore c/o Ia Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento Medicina Sperimentale e Patologia, dell'università La Sapienza di Roma, nell'ambito del progetto gestito dall'associazìone Chìnesis con l'egida ed il contrìbuto del Ministero dell'istruzione e dell'università "La Sapienza" di Roma, per la diffusione della cultura scientifica. Titolo conferenza: "La Prevenzione dei traumi sportivi e il mantenimento di un ottimale stato di benessere psicofisico", sabato 9 ottobre. * Relatore c/o il I Congresso Nazionale D.M.S.A. in collaborazione con l'unione Nazionale Chinesiologi, dal titolo "Il chinesiologo: prevenzione, rieducazione, allenamento". Intervento: "L'Allungamento Muscolare Globale Decompensato". Verona, 3 ottobre. 10

11 *Relatore c/o il 3 Convegno sulla Visione Olistica "Una vista più ampia" - Firenze, 22/23 Maggio: "Il riequilibrio posturale per la funzione visiva". * Relatore c/o il Convegno "Medicina Integrata e Medicine Olistiche: quale futuro?", Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Codroipo (Udine), 14 febbraio 2004: "La vita ci forma e ci deforma: un disturbo non è un caso". * Relatore c/o ACSO - Associazione Culturale Salute Olistica, 13 Febbraio, "Mente e Dolore. Come i pensieri e le emozioni possono causare dolori nel corpo" * Relatore c/o Studi e Ricerche Amplifon, con il dott. Giorgio Guidetti vestibologo, Milano 3 ottobre: "Postura ed equilibrio". * Relatore nel 2 Congresso di Posturologia, Sport-Riabilitazione-Postura, European Medical Center, Pieve di Cento, Bologna, 21 settembre: "Allungamento globale decompensato". * Relatore c/o l'associazione Coscienza e Salute, Milano, 30 maggio, "Come i pensieri e le vibrazioni possono causare dolori nel corpo". * Relatore c/o ACSO - Associazione Culturale Salute Olistica, 14 Maggio, "Fenomeni artrosici che colpiscono l'anca: Quali soluzioni innovative la posturologia può portare". * Relatore c/o la Scuola di Fisioterapia ed Ergonomia del Canton Ticino, Svizzera, Aprile 2003: "Il concetto di globalità all'interno di un intervento fisioterapico". * Relatore c/o ACSO - Associazione Culturale Salute Olistica, 16 Aprile, "Biorisonanza, la medicina del 2000: Come scoprire e debellare i virus presenti nel corpo responsabili di numerose malattie". * Relatore nel I Congresso Nazionale "La Medicina del Terzo Millennio o della Non Evidenza", Marrapese Editore, Roma 21/22 marzo: "Un nuovo approccio per affrontare i dolori legati a memorie muscolari e "cisti emotive" * Relatore c/o ACSO - Associazione Culturale Salute Olistica, 16 ottobre, "Mal di schiena: una nuova metodica come risposta ad un problema comune". * Relatore c/o il 5 aggiornamento in Medicina Manuale, European Medical Center - Scuola Multidisciplinare di Posturologia Clinica, Pieve di Cento (BO), Direttore Scientifico dott. Saverio Colonna: "L'allungamento muscolare globale decompensato nel trattamento delle patologie muscolo-articolari". * Relatore c/o il 4 Congresso Mondiale di Posturologia Eur - Roma. * Relatore c/o la scuola Enrico Fermi di Perugia nel Corso: "Massaggiatori e massofisioterapisti". * Relatore c/o la Società Italiana di Ginnastica Medica: "L'importanza del lavoro globale decompensato", Genzano - Roma. * Relatore/Docente c/o la Scuola Multidisciplinare di Posturologia Clinica (Direttore Dr. Saverio Colonna). * Relatore c/o il corso di Perfezionamento Post lauream in Posturologia - Facoltà di Medicina e Chirurgia Università La Sapienza di Roma: "Allungamento muscolare globale decompensato in relazione a: postura, retrazioni muscolari, memorie utilizzando Pancafit ". * Relatore c/o l'università di Verona: "Allungamento muscolare globale decompensato e riequilibrio. posturale". * Relatore c/o la scuola Enrico Fermi di Perugia: "Disagi muscolari e dolori: nuovo approccio con l'allungamento muscolare globale decompensato in posturologia e massofisioterapia". * Relatore c/o corso indetto dalla ASL di Bergamo sul tema "Prevenzione scolastica" * Congresso "Sport & Sport" sulla Preparazione fisica del calciatore: "Il nuovo calcio". * Convegno GSI Cento - Bologna. * Corso di perfezionamento Post lauream in Posturologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia Università "La Sapienza", Roma. * 3 Congresso Nazionale di Terapia Manuale, European Medical Center, Pieve di Cento (BO), Direttore Scientifico dott. Saverio Colonna. 4 aggiornamento di " medicina manuale: "Dolori, sistemi compensatori antalgici e nuovo approccio con allungamento muscolare globale decompensato". 11

12 * Convegno di Preparazione Atletica di Tabiano Terme-Salsomaggiore, per i preparatori atletici di calcio di serie A: "La forza, un mezzo indispensabile nell'allenamento moderno del calciatore - lo stretching come modello di allenamento". Argomento trattato: "Ripristino funzionale e potenziamento delle performances dell'atleta con le nuove teniche di equilibrio posturale metodo Raggi ". * Associazione Culturale Salute Olistica di Milano: "I problemi delle cervicali in relazione alla postura". * European Medical Center di Pieve di Cento: "Dolori, sistemi compensatori antalgici e nuovo approccio con l'allungamento muscolare globale decompensato". * Università di Padova: "Stretchng globale decompensato in relazione all'ernia discale". * SIGM-LAZIO: "Lombalgie: dignosi, trattamenti, prospettive". * Comunità Montana Valle Seriana: "Lo stretching in ambito scolastico" * Corso di perfezionamento post lauream in Posturologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia Università "La Sapienza" Roma, per il Metodo Raggi. * UNC - Convegno Nazionale, Padova, sul tema "Rachide Ginocchio Piede". * XIV UNC - Convegno Nazionale, Asti: "Chinesiologia e postura: un nuovo modo di fare movimento e sport nel rispetto della fisiologia articolare". * Corso di perfezionamento Post lauream in Posturologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia Università "La Sapienza", Roma. A.A * Ospedale Regionale di Lugano per il "Progetto pilota mondiale" prevenzione della salute indetto dall'oms - Organizzazione Mondiale della Sanità. " Comunità Montana, organizzata dal Provveditorato agli Studi di Bergamo: "Analisi posturale del giovane sportivo" * 1 Corso straordinario internazionale di aggiornamento sulla Postura c/o IUSM - Istituto Universitario Scienze Motorie, Roma. * 1 Congresso Nazionale di Posturologia di Sorrento, maggio 99: "Risultati clinici di un nuovo metodo come risposta innovativa alle numerose patologie di carattere osteomuscolare derivanti da cattiva postura dello studente, dello sportivo e del lavoratore". * 2 Congresso Nazionale - Eurocongressi - di Roma, CNR marzo 99: "L'allungamento muscolare globale decompensato in relazione alle patologie osteo-muscolari quali manifestazioni di compensi nelle alterazioni funzionali e strutturali" * Ospedale Regionale Civico di Lugano: "Miglioramento della qualità della vita professionale in relazione all'ergonomia e riequilibri posturali del personale ospedaliero". * ISEF di Padova: "Allungamento muscolare globale decompensato: metodiche posturali a confronto". * ISEF di Padova: "La postura in ambito sportivo". * Ospedale di Brescia: "Due piani nello spazio: atleta senza confini". * SIGM - Società Italiana Ginnastica Medica di Lido di Camaiore "Allungamento muscolare globale decompensato in relazione alla postura. Approccio terapeutico col metodo Wellback con Pancafit ". ATTIVITA' DI CONSULENZA 2010 * Direttore tecnico scientifico Posturalmed GmbH 2009 * Direttore tecnico scientifico di Kinesistudio * Direttore di Studio Sport 2000 S.r.l. *Consulente Scientifico per la rivista Diagnosi & Terapia (dal 2003 ad oggi) * Collabora con il Dott. Pasquale Longobardi, direttore Camera Iperbarica di Ravenna * Collabora con il Policlinico Umberto Primo di Roma, Istituto delle cefalee, Università La Sapienza per la ricerca sulle cefalee miotensive. 12

13 2007/2008 * Direttore tecnico scientifico di Kinesistudio * Direttore di Studio Sport 2000 S.r.l. * Consulente Scientifico per la rivista Diagnosi & Terapia (dal 2003 ad oggi) * Consulente c/o Centro Dentale e Foniatrico di Ravenna (Dott.ssa Lia Pappagallo e Dott. Fussi Franco) * Collabora con il Dott. Pasquale Longobardi, direttore Camera Iperbarica di Ravenna * Collabora con il Policlinico Umberto Primo di Roma, Istituto delle cefalee, Università La Sapienza per la ricerca sulle cefalee miotensive. * Consulente/Fornitore Ufficiale della Pool Firenze Basket, della Volley Radio 105 Foppapedretti, della squadra di Pallavolo U.S. Esperia SSD a.r.l. 2006/2007 * Direttore tecnico scientifico di Kinesistudio * Direttore di Studio Sport 2000 S.r.l. * Consulente Scientifico per la rivista Diagnosi & Terapia (dal 2003 ad oggi) * Consulente c/o Centro Dentale e Foniatrico di Ravenna (Dott.ssa Lia Pappagallo e Dott. Fussi Franco) * Collabora con il Dott. Pasquale Longobardi, direttore Camera Iperbarica di Ravenna * Collabora con il Policlinico Umberto Primo di Roma, Istituto delle cefalee, Università La Sapienza per la ricerca sulle cefalee miotensive. * Collabora con lo studio Medico del Dott. Maira di Roma. * Consulente/Fornitore Ufficiale della Pool Firenze Basket, della Volley Radio 105 Foppapedretti, della squadra di Basket Virtus Roma e dell'istituto Europeo per la Medicina Sportiva. 2005/2006 * Direttore tecnico scientifico di Kinesistudio * Direttore di Studio Sport 2000 S.r.l. * Consulente Scientifico per la rivista Diagnosi & Terapia (dal 2003 ad oggi) * Collabora con lo studio Medico del Dott. Maira di Roma. * Collabora con lo studio Odontoiatrico del Dott. Mario Dompè di Milano * Consulente in ambito medico/scientifico della squadra di basket Virtus Roma. * Consulente/Fornitore ufficiale F.I.S.I. - Federazione Italiana Sport Invernali. 2004/2005 * Direttore tecnico scientifico di Kinesistudio * Direttore di Studio Sport 2000 S.r.l. * Consulente Scientifico per la rivista Diagnosi & Terapia (dal 2003 ad oggi) * Collabora con lo studio Medico del Dott. Maira di Roma. * Collabora con lo studio Odontoiatrico del Dott. Mario Dompè di Milano * Consulente in ambito medico/scientifico dei team ciciclistici Liquigas-Bianchi (2005) e Fassa Bortolo (2004/2005); Fornitore ufficiale F.I.S.I. - Federazione Italiana Sport Invernali. 2003/2004 * Direttore tecnico scientifico di Kinesistudio * Direttore di Studio Sport 2000 S.r.l. * Consulente Scientifico per la rivista Diagnosi & Terapia (dal 2003 ad oggi) * Collabora con lo studio Odontoiatrico del Dott. Mario Dompè di Milano * Consulente in ambito posturologico di Internazionale Calcio (stagioni 2003/04) e del Team Ciclistico Fassa Bortolo (dal 2004). * Consulente/Fornitore ufficiale di: Udinese Calcio, Perugia Calcio e F.I.S.I. - Federazione Italiana Sport Invernali (dal 2004). 2000/2002 * Direttore tecnico scientifico di Kinesistudio * Direttore di Studio Sport 2000 S.r.l. 13

14 * Collabora con lo studio Odontoiatrico del Dott. Mario Dompè di Milano * Consulente ed operatore c/o Ospedale Regionale di Lugano per il "Progetto pilota mondiale" di prevenzione della salute indetto dall'oms - Organizzazione Mondiale della Sanità. * Fornitore Ufficiale Atalanta Bergamasca Calcio (Stagioni 2000/2001) e Perugia Calcio (2001). 1998/1999 * Direttore tecnico scientifico di Kinesistudio * Consulente Tecnico e Posturologo presso "Elite Clinic" di Los Angeles ed "Elite Clinic" di Beverly Hills, California, USA. * Consulente di squadre di calcio di serie A. ASSOCIAZIONI di cui Daniele Raggi è membro: UNC: Unione Nazionale Chinesiologi. GSS: Gruppo Studi Scoliosi. SIRER: Società Internazionale Ricerca e Studi Rachide. CERTAG: Centro Europeo Studi Ricerca Approccio Globale. Affiliato FIF: Federazione Italiana Fisioterapisti. Affiliato: FNCM. ARTICOLI PUBBLICATI Diagnosi & Terapia: * Alterazione della zona lombare: Discopatie, ernie, artrosi, lombalgie - Dicembre 2009 * Il dorso curvo e la postura - Novembre 2009 * Colonna e Postura - Ottobre 2009 * Esercizio fisico, salute e postura nell'età anziana - Giugno 2009 * Esercizio fisico, salute e postura nell'età adulta - Aprile 2009 * Esercizio fisico, salute e postura nell'età giovanile - Febbraio 2009 * Dolori alle ginocchia e postura - Dicembre 2008 * Periartriti e squilibri posturali - Ottobre 2008 * Dolori ai piedi: conseguenza di alterazioni posturali - Giugno 2008 * Colpo di frusta e dolori diffusi - Aprile 2008 * Deglutizione scorretta e dolori Febbraio 2008 * Cicatrici e dolori articolari Ottobre 2007 * La parola al paziente: Diaframma ed ernia jatale la parola al paziente - Settembre 2007 * La parola al paziente:cefalee e Postura... - Settembre 2006 * La parola al paziente: Alluce valgo... questo "familiare" sconosciuto! - Maggio 2006 * La parola al paziente: "Spalle e Diaframma. Non c è libertà delle spalle se non c è libertà del diaframma - Aprile 2006 * La parola al paziente: "Artrosi bilaterale alle anche" - 20 Febbraio 2006 * La parola al paziente: "Perchè ho il tunnel carpale?" - Gennaio 2006 * La parola al paziente: "Dopo il colpo di frusta sono peggiorato. Colpo di frusta, dolori cervicali, nausea, cefalee..." - Dicembre 2005 * La parola al paziente: "Un caso di lombalgia. Il mal di schiena non viene mai per caso!" Marzo 2005 * La sindrome del Tunnel Carpale e la postura - Dicembre 2004 * Quando vertigini ed instabilità posturale possono essere legate agli occhi - Ottobre 2004 * La scoliosi: cause e strategie di approccio olistico... - settembre 2004 * Borsiti e postura. - giugno 2004 * Infiammazioni articolari, sinoviti e postura. - maggio 2004 * Sempre dritti ed in buona postura a qualsiasi età. - marzo 2004 * L'artrosi del tratto cervicale, lombare e dell'anca - dicembre 2003 * La sconfitta del mal di schiena. - ottobre 2003 * Il trattamento del ginocchio varo e valgo in posturologia. - settembre 2003 * Dolori articolari: tonificare o allungare i muscoli responsabili? - giugno 2003 * Diaframma, posture e cervicalgie. - maggio 2003 * L'ernia discale come manifestazione di un processo compressivo di origine muscolare,

15 Scienza & Sport: * Rendimento sportivo e postura nel calciatore. Come migliorare la performance attraverso l'amgd - Ottobre/Dicembre 2009 * Postura, catene muscolari e rendimento sportivo. L'allungamento Muscolare Globale Decompensato per il miglioramento della performance e della postura nel giocatore di basket - Aprile/giugno 2009 Riabilitazione Oggi: * L'artrosi cervicale. Come la posturologia diviene uno strumento altamente efficace contro l'artrosi! - maggio 2003 * L'ernia discale come manifestazione di un processo compressivo di origine muscolare - anno XVI, n 3 marzo 1999 * Traumi, atteggiamenti antalgici ed alterazioni posturali - anno XVI, n 1 gennaio 1999 Terapia Manuale & Riabilitazione: * ATM disfunzionale e postura- dicembre * Il trattamento del ginocchio varo e valgo in posturologia - settembre 2003 * La coxoartrosi. Come i muscoli possono divenire responsabili dell'artrosi all'anca giugno 2003 * Diaframma, psoas e protrusioni discali- marzo 2003 Il Fisioterapista: * Manifestazioni di origine compressiva del rachide cervicale - anno 5, n 5 sett. Ottobre-1999 * Nuova modalità di recupero dell'insufficienza respiratoria - anno 5, n 3 maggio-giugno 1999 * Wellback, memorie muscolari, postura e algie - anno 4, n 4 luglio-agosto 1998 Ortho 2000: * Una proposta per allontanare la protesi dell'anca - n 1 gennaio/ebbraio 2000 * Alluce valgo: terapia ad approccio globale - n 3 maggio/giugno 1999 Il Massofisioterapista: * La sindrome del tunnel carpale e la postura - Dicembre 2005 * Il riequilibrio posturale come soluzione al mal di schiena - Giugno 2005 * Il riequilibrio posturale come risposta alle infiammazioni articolari ed alle sinoviti Marzo 2005 * Borsiti e Postura - Dicembre 2004 * Artrosi dell'anca. Una proposta in ambito posturologico - settembre 2004 * Ipercifosi e iperlordosi. Un nuovo trattamento in globalità dall'esperienza posturologica giugno 2004 * Il trattamento dell'alluce valgo - marzo 2004 * Protrusioni ed ernie del disco come fenomeni di origine compressiva - dicembre 2003 * Cicatrici ed alterazioni della postura - settembre 2003 * Catene muscolari e dolori articolari - giugno 2003 * La posturologia al servizio del Massofisioterapista - marzo 2003 * La Ginnastica Medica - Medicina Fisica e Riabilitazione, estratto dal congresso col titolo: Allungamento muscolare globale decompensato in relazione alla postura - volume XLVII - fascicolo ½ - anno 1999 LIBRI PUBBLICATI "La vostra guida sportiva più sani, più belli" MEB Muzzi Editore, Massa Carrara "L'esercizio fisico per sentirsi vivi" - Edizioni ATC, Como "Lo sport per la salute e la bellezza" - MEB Muzzio Editore, Padova "Impariamo a nuotare" - MEB Muzzio Editore, Padova 15

16 L interazione costruttiva tra posturologia e discipline mediche, ufficializzata dall Università La Sapienza di Roma, sta concretamente avvenendo nella quotidianità? Sì: emerge un crescente interesse verso la Posturologia, testimoniato in ambito universitario dal successo dei Master in Posturologia e dall incremento delle tesi di ricerca; in campo professionale, dall interazione con PIONIERI del mondo medico, che aprono nuove prospettive nel classico cammino formativo settoriale. Tra i professionisti di varia formazione medico/scientifica che interagiscono col Metodo Raggi, in una visione olistica del paziente, segnaliamo con stima alcuni fra i maggiori esponenti: Prof. Domenico Caradonna - Primario Azienda Universitaria Policlinico, Università di Palermo, Divisione di Odontoiatria. a firma del Prof. D. Caradonna La posturologia in questi ultimi anni ha avuto un notevole sviluppo e molte discipline mediche se ne stanno interessando: fisioterapisti, ortopedici, medici dello sport, oculisti, odontoiatri. Numerose apparecchiature sono state immesse sul mercato per coadiuvare sia la ricerca che la cura delle patologie posturali, tra queste riveste notevole importanza l uso di uno strumento innovativo che può essere usato con molta facilità: Pancafit. Questo strumento trova il suo impiego in svariate patologie posturali interessanti i blocchi articolari quali le lombosciatalgie, cervicalgie, dorsalgie, ma anche alterazioni respiratorie, stasi venosa. Per quanto riguarda il campo odontoiatrico sono in corso presso la nostra scuola di specializzazione studi sulla patologia dell articolazione temporo-mandibolare. Come è noto l apparato stomatognatico ha strette relazioni anatomiche con lo sterno tramite i muscoli sottoioidei e con la scapola tramite il muscolo omoideo, facendo parte delle catene muscolari anteriori e posteriori. In base a tali considerazioni anatomiche stiamo conducendo studi con la tecnica dello stretching globale decompensato, agendo sia sulle catene muscolari che sul rachide cervicale e sullo sterno. I primi risultati sono molto incoraggianti nel risolvere le patologie dell ATM. Prof. D. Caradonna anno 2000 Dott.ssa Luciana BARONI Neurologa, Dirigente Medico di I livello - UO di Riabilitazione Neuromotoria - Ospedale Villa Salus, Venezia - Mestre. a firma della Dott.ssa L. Baroni Pancafit -Metodo Raggi viene applicato da pochi mesi presso L Unità Operativa di Riabilitazione Neuromotoria dell Ospedale Villa Salus-Venezia Mestre, ad opera delle Terapiste della Riabilitazione abilitate alla sua pratica (purtroppo un esigua minoranza rispetto all organico totale). L esperienza è quindi ancora limitata ed espongo quelle che al momento attuale possono essere definite solamente prime impressioni. All UO afferiscono pazienti acuti prettamente ortopedici e neurologici: operati di ginocchio (in artroscopia o di artroprotesi), di anca (ormai quasi tutte protesi) e di spalla (prevalentemente patologie di cuffia operati in artroscopia); ictus cerebrale. Per i primi l applicazione del metodo appare accelerare i tempi di recupero articolare, mentre per i secondi un esperienza ancora molto limitata sembra evidenziare la possibilità di un miglior controllo delle complicanze articolari della spasticità. In una limitata casistica di malati neurologici cronici, e mi riferisco sostanzialmente a Malattia di Parkinson e Sclerosi Multipla, abbiamo pure ottenuto un miglior controllo dei disturbi del tono muscolare (rispettivamente rigidità e spasticità), che si è ripercosso, nei malati di Parkinson, anche in un miglioramento del cammino e della postura, della bradicinesia e dei disturbi di equilibrio. In questi pazienti stiamo sviluppando un progetto di ricerca mirante ad un applicazione estensiva del Metodo ed alla valutazione dei risultati ottenuti. 16

17 Vi è poi un ampia fascia di pazienti misti, con patologie dolorose del rachide spesso complicate da compromissione nervosa periferica, quali cervicobrachialgie e lombosciatalgie, solo in piccola parte post-traumatiche. Mi riferisco a pazienti complessi, spesso già pluritrattati senza successo in vari ambiti (ortopedia, neurochirurgia, fisioterapia e terapia del dolore) che si rivolgono al neurologo come ultima spes, richiedendo spesso un trattamento farmacologico specialistico per la loro sintomatologia. Nella maggior parte di questi pazienti, per i quali anche il trattamento con farmaci antinevralgici si rivela spesso fallimentare o comunque gravato da imponenti effetti collaterali, l applicazione del Metodo è stata in grado di risolvere quasi completamente la sintomatologia. Per concludere quindi, l impressione è che si tratti di un metodo estremamente maneggevole, versatile ed efficace, e che la sua adozione abbia significato un notevole salto di qualità per la nostra Struttura. Quasi tutti i pazienti trattati sono stati estremamente soddisfatti dei risultati ed hanno chiaramente apprezzato il nostro impegno nei loro confronti. Dott. L. Baroni, La dott.ssa Luciana Baroni (Neurologa, Dirigente Medico di I livello - UO di Riabilitazione Neuromotoria - Ospedale Villa Salus,Venezia-Mestre), ha seguito e sostenuto con il suo appoggio professionale quotidiano la laureanda (fisioterapista) Elisa Grespan, che ha elaborato una tesi di laurea dal titolo LA RIEDUCAZIONE POSTURALE NELLA MALATTIA DI PARKINSON - Università degli Studi di Padova, Facoltà di Medicina e Chirurgia, corso di Laurea in Fisioterapia, A.A. 2003/2004 di cui troverete di seguito l abstract. 17

18 Il Metodo Raggi e le cefalee Articolo di Giancarlo Calzolari pubblicato sul quotidiano IL TEMPO, in data lunedì 5 luglio 2004: Ginnastica per guarire senza anti-dolorifici. I consigli degli esperti del Policlinico di Roma. Tra le cause dell emicrania anche una posizione non corretta al tavolo di lavoro e abitudini sbagliate nel camminare. ROMA - L estate, il caldo contribuiscono all aumento del mal di testa nelle sue varie forme. A questo si aggiungano poi, l alto tasso d umidità, l inquinamento ambientale delle grandi città e tutti i problemi derivati dal traffico, per avere un quadro completo del malessere psicofisico che trova origine dalla nostra testa. «Tra le varie forme di emicrania particolare rilievo - ci spiega il professor Francesco Di Sabato del Centro cefalee del Policlinico Umberto I di Roma - assume la forma cosiddetta tensiva provocata da una cattiva postura. Basta una posizione non corretta al tavolo di lavoro, abitudini sbagliate nel movimento, per dar luogo ad un mal di testa fastidioso e difficile da rimuovere. Spesso - continua il professor di Sabato - molte persone affrontano questo malessere utilizzando i vari antidolorifici presenti in farmacia. Nella nostra clinica medica abbiamo cambiato orientamenti cercando di far leva soprattutto su soluzioni avanzate dal punto di vista concettuale. Noi affrontiamo questo problema utilizzando soprattutto un adeguata ginnastica posturale che ottiene successo in maniera sensibile e graduale ma con benefici protratti nel tempo». Si tratta di una soluzione veramente interessante di un antico disturbo. I farmaci antinfiammatori che di solito sono utilizzati contro queste forme di mal di testa, pur essendo ottimi, hanno spesso delle controindicazioni ben precise, specialmente se il loro uso è continuato per lungo tempo. «La pesantezza di testa, le contratture muscolari invece possono essere annullate - chiarisce il professor Di Sabato - con questa ginnastica posturale che richiede l utilizzo di una panca speciale, ideata dal professor Raggi, che consente di rieducare la nostra muscolatura, modificando posizioni non corrette o addirittura sbagliate. Spesso ci troviamo di fronte persone che lamentano mal di testa - continua il professor Di Sabato - veramente ossessivo. Uno sguardo alle loro scarpe fa scoprire che la differente usura delle suole e dei tacchi dimostra in maniera evidente una posizione non corretta del corpo: per questo ci avvaliamo della dottoressa Donatella Imperi, la quale nel nostro ambulatorio imposta un programma di ginnastica rieducativa. Dopo aver appreso gli esercizi, é poi possibile continuarli a casa, con benefici importanti accertati successivamente nei controlli periodici del medico curante. Questo permette di eliminare o di ridurre in maniera efficace l impiego di farmaci antidolorifici con vantaggi notevoli. Questa terapia è a carico del servizio sanitario nazionale e non comporta, quindi, oneri economici per il malato. Vorrei solo far notare - termina il professor Di Sabato - che noi medici ormai abbiamo il dovere di assicurare alle persone sofferenti non solo una guarigione ma addirittura il ritorno al benessere fisico. Questa terapia della postura, effettuata con metodi mutuati in parte dallo sport, oltre a consentire l eliminazione dei disturbi, permette proprio il recupero della piena efficienza fisica». Presso il Centro Cefalee del Policlinico Umberto I di Roma sta per essere ultimato il progetto di ricerca sui Cefalgici Miotensivi con il Metodo Raggi - Pancafit. 18

19 Istituto Universitario di Scienze Motorie (IUSM) Roma Laboratorio di ergonomia e posturologia Prof. Dott. Giuseppe Massara Piazza Lauro De Bosis, Roma Foro Italico I dati che seguiranno, frutto dell applicazione dei principi che si applicano su Pancafit osservati nel laboratorio di Ergonomia e Posturologia dello IUSM di Roma, sono il frutto della sola e semplice applicazione delle istruzioni accluse all attrezzo stesso. Dunque l applicazione è stata eseguita senza far ricorso all intera metodologia (metodo Raggi ) come di prassi avviene quando un terapista ha frequentato i corsi di formazione professionale impartiti ai professionisti da parte dello staff scientifico di Studio Sport Certifico che presso il laboratorio da me diretto sono state svolte quattro ricerche aventi per oggetto quattro diverse aree di impiego dell attrezzo denominato Pancafit e l efficacia della metodologia messa a punto dal suo inventore prof. Daniele Raggi. In particolare la nostra attenzione è stata rivolta da analizzare ed approfondire i seguenti indirizzi di ricerca: Prevenzione dei traumi in ambiente sportivo; Correzione delle distonie morfo-funzionali dell età evolutiva; Antalgico nel trattamento delle algie della colonna vertebrale; Riattivazione posturale nella terza età. Il primo studio ha avuto come finalità quella di indagare lo stato di tensione miofasciale del muscolo quadrato dei lombi in un gruppo di 14 atleti di sesso maschile praticanti l atletica pesante, di età compresa tra i 20 ed i 27 anni, che lamentavano, almeno una volta a settimana, dopo l allenamento, algie a livello lombo-sacrale. Il materiale impiegato è stato: L attrezzo denominato Pancafit ; Biofeedback Elettromiografico Satem Modulab 800 con tre scale principali di misurazione in mv: 0-10; 0-100; ; con risoluzione rispettivamente ; precisione ± 2%. La misurazione dell attività mioelettrica, presa su questa muscolatura, con il soggetto posto in decubito supino con le gambe distese, effettuata in un intervallo temporale di 60 secondi, ha fornito un valore massimo (Max) e uno minimo (Min) espressi in mv. Dopo la misurazione, il soggetto è stato informato ed educato al corretto utilizzo della Pancafit, e si è impegnato a rispettare il protocollo lavorativo per un periodo di sei settimane, al termine delle quali è stata nuovamente effettuata in laboratorio la rilevazione elettromiografica sullo stesso gruppo muscolare e con le stesse modalità operative. L analisi dei risultati raccolti ha evidenziato quelli che sono stati i miglioramenti e le condizioni stazionarie in termini di percentuale: in particolare, considerando i valori minimi prima e dopo il trattamento si sono riscontati 9 miglioramenti (64%) e 5 in condizioni stazionarie (36%), mentre per i massimi ci sono stati 11 miglioramenti (79%) e 3 condizioni stazionarie (21%). Miglioramenti e condizioni stazionarie dei valori minimi dell'attività miolettrica del quadrato dei lombi dopo il trattamento 36% 64% Migliorati Invariati Miglioramenti e condizioni stazionarie dei valori massimi dell'attività mioelettrica del quadrato dei lombi dopo il trattamento 21% 79% Migliorati Invariati Il secondo filone di ricerca ha coinvolto 54 individui, di cui 24 maschi e 30 femmine di età compresa tra i 12 e i 17 anni, che presentavano accentuazioni di curva a livello dorsale e/o lombare, associate o meno ad alterazioni paramorfiche a carico degli arti inferiori. Al termine del periodo di trattamento di 12 si è proceduto ad un nuovo controllo delle alterazioni rilevate 19

20 precedentemente. Dai risultati raccolti è emerso un miglioramento in 41 soggetti (76%), di cui 25 di sesso femminile (61%) e 16 di sesso maschile (39%), ed una condizione stazionaria nei rimanenti 13 (24%), di cui 5 femmine (38%) e 8 maschi (62%). Miglioramenti e condizioni stazionarie dopo il trattamento con l'attrezzo denominato Pancafit 24% 76% Migliorati Invariati Il terzo indirizzo di ricerca ha indagato lo stato miotensivo del fascio superiore del trapezio in 7 soggetti, di età compresa tra i 45 ed i 58 anni affetti da cervicalgia, e del quadrato dei lombi in 15 soggetti, di età compresa tra i 28 ed i 36 anni, tutti lombalgici. I due gruppi sono stati sottoposti a trattamento con il Metodo Raggi per un periodo di otto settimane al termine delle quali è stata ripetuta la rilevazione elettromiografica. I risultati raccolti hanno evidenziato, per quel che riguarda i 7 soggetti colpiti da cervicalgia, un miglioramento dei valori minimi in 4 di questi (57%) dopo il trattamento e in 5 (71%) dei valori massimi; Miglioramenti e condizioni stazionarie dei valori minimi dell'attività mioelettrica del trapezio dopo il trattamento Migliorati 43% 57% Invariati Miglioramenti e condizioni stazionarie dei valori massimi dell'attività mioelettrica del trapezio dopo il trattamento Migliorati 29% 71% Invariati Nei soggetti lombalgici, invece, si sono avuti, rispettivamente, 9 soggetti migliorati nei valori minimi (60%) e 11 nei valori massimi (73%). Miglioramenti e condizioni stazionarie dei valori minimi dell'attività mioelettrica del quadrato dei lombi dopo il trattamento Migliorati 40% 60% Invariati Miglioramenti e condizioni stazionarie dei valori massimi dell'attività mioelettrica del quadrato dei lombi dopo il trattamento 27% Migliorati 73% Invariati Conclusioni Da quanto esposto emerge un quadro complessivo che evidenzia come l utilizzo di Pancafit assicuri un notevole giovamento a chi ne fa uso, indipendentemente dal tipo di disciplina sportiva praticata o dai paramorfismi da rieducare. Tale metodologia si è inoltre dimostrata efficace sia nel trattamento di algie acute che di quelle croniche, fornendo una sensazione di benessere fin dalle prime sedute. La quasi totalità dei soggetti testati ha ottenuto dei significativi miglioramenti della problematica presentata, riferendo che l utilizzo costante di questo attrezzo permetteva loro di mantenere nel tempo i miglioramenti conseguiti. L ultima ricerca invece, ancora in corso di svolgimento, ci permette di fornire solo delle indicazioni parziali sui suoi effetti, anche se fino a questo momento lasciano pensare ad un esito positivo rispetto alla problematica trattata. In conclusione, pur dovendo attendere il completamento dei lavori, i dati fin qui raccolti sono più che soddisfacenti e quindi se ne raccomanda l impiego nelle modalità e nei tempi indicati dal produttore. A firma del Prof. Dott. Giuseppe Massara, direttore del Laboratorio. 20

21 Ambulatorio di Medicina dello sport Centro di medicina dello sport A. Maone Sesto Fiorentino (FI) Direttore Sanitario: Dr. Antonio Maone Specialista in Medicina dello Sport UTILIZZO DI PANCAFIT E DEL METODO RAGGI IN GIOVANI ATLETI ADOLESCENTI Dr. Antonio Maone Specialista in Medicina dello Sport Centro di Medicina Dello Sport A. Maone Sesto Fiorentino (FI). Lorenza Corsi, Terapista della Riabilitazione Centro di Medicina dello Sport A.Maone Sesto Fiorentino (FI). Premessa La pubertà è un periodo caratterizzato da profonde trasformazioni corporee e psichiche dell organismo. Sono considerati adolescenti ragazzi e ragazze compresi in fascia di età dai anni ai anni. Nella nostra cultura l adolescenza inizia con un evento biologico, quando nel corpo si percepiscono i segni dei primi cambiamenti fisici. E un evento sociale che fa finire l età dell adolescenza e segnare il passaggio nell età adulta, quando cioè nel ragazzo matura la consapevolezza di una sua posizione autonoma e responsabile nei riguardi del mondo che lo circonda, in genere verso i anni. I cambiamenti dell adolescenza oltre che l aspetto fisico, interessano anche la sfera dei sentimenti e del comportamento, reciprocamente influenzabili dall ambiente. Età biologica ed Età anagrafica Non sempre nei giovani è possibile definire e caratterizzare in modo preciso le fasi dell adolescenza, perché ad un età cronologica di un ragazzo non sempre corrisponde la stessa età biologica. E l età biologica che esprime la reale maturità funzionale del ragazzo. Accade spesso di trovare ragazzi di età anagrafica di 12/13 anni in fase prepubere, quindi ancora indietro con la crescita, altri invece con un aspetto fisico e capacità funzionali tipici di un adolescente maturo pur avendo ancora 12 anni. In questi casi un allenamento condotto allo stesso modo per tutto il gruppo può risultare poco adeguato alle reali capacità funzionali del singolo: troppo leggero per alcuni e troppo pesante per altri. Possiamo suddividere il periodo dell adolescenza in due fasi: I Fase puberale (intorno i 12 anni) e una II fase puberale ( verso i 14 anni ). La I fase dell adolescenza è caratterizzata dalla rapida crescita in altezza per effetto della nuova attività ormonale (Testosterone e Somatotropo) attivata. L incremento staturale è legato all allungamento delle diafisi delle ossa lunghe degli arti superiori e inferiori. Questo crea una temporanea disarmonia nelle proporzioni corporee che si ripercuote nella prestazione atletica di questo periodo. Per effetto degli ormoni Somatrotopo e Testosterone, le lamine epifisarie delle ossa subiscono rapidi cambiamenti morfologici e strutturali da diminuire momentaneamente la resistenza meccanica. Questo riguarda soprattutto le ossa corte, in particolare le vertebre della colonna vertebrale che saranno particolarmente vulnerabili quando sottoposte a sollecitazioni di carico condotte in modo tangente alle linee di forza della colonna vertebrale, come può avvenire per esempio con movimenti di torsione del busto. Allo stesso modo movimenti condotti in direzione perpendicolare alle linee di forza della colonna quando sono unilaterali o troppo rispettivi possono risultare dannosi per l eccessivo stress che potrebbe comportare sulle lamine ossee. Con la II Fase dell adolescenza (dai 13/14 ai 16/17 anni circa) le proporzioni corporee ritornano armoniche, ed il tasso di Testosterone aumenta ancora (nelle ragazze fino a 60, nei ragazzi a 600ng/100ml). E questo il tempo in qui il sistema muscolo scheletrico comincia a stabilizzarsi, si possono riprendere in gran parte gli esercizi ed i metodi di allenamento usati nell allenamento degli adulti. 21

22 Ciò nonostante l allenamento deve essere ancora caratterizzato dal principio della Progressività aumentando sempre inizialmente la quantità del carico di lavoro nel numero delle ripetizioni e successivamente l intensità (il carico delle stesse ripetizioni). Aumentare il numero delle sedute settimanali può rappresentare il primo gradino di un incremento della qualità del carico. Per evitare patologie da sovraccarico infatti conviene non allungare la durata di ogni singola seduta ma piuttosto incrementare il numero. Oltre al principio della progressione è altrettanto fondamentale il principio l individualizzazione del carico. E impossibile avere due individui con la stessa capacità motoria e reazione al carico. Fattori quali l età biologica, lo stato generale di salute, il livello ed il tipo di attività fisica svolto precedentemente, la costituzione fisica e funzionale di base sono sicuramente caratteristiche che giustificano una diversa reazione allo stesso carico tra un individuo e l altro. Nell individuazione del carico l istruttore deve consultare, dove possibile, eventuali medici dello sport e determinare una valutazione sulle capacità motorie e funzionali del ragazzo che naturalmente dovrà essere ovviamente parte attiva nel processo decisionale. SCOPO DELLA RICERCA Sulla base di queste considerazioni spesso ragazzi sportivi adolescenti presentano problemi di rigidità articolare e muscolatura contratta responsabili a loro volta di alterazioni posturali e quindi della comparsa di dolori. E quindi opportuno intervenire con tecniche di rieducazione posturale e di kinesiterapia in grado di stabilire nel giovane atleta le condizioni ottimali per poter affrontare un allenamento anche intenso senza dover ricorrere a cure farmacologiche e terapie solo sintomatiche. METODO DI LAVORO Presso il CENTRO DI MEDICINA DELLO SPORT DR. Antonio Maone sono stati presi in considerazione in un range di 8 mesi, 24 soggetti adolescenti (15 maschi 9 femmine) di età compresa tra i 12 e i 17 anni tutti praticanti attività sportiva a livello agonistico nelle discipline del Basket, Calcio, Pallavolo, Atletica Leggera. Tutti i soggetti lamentavano dolori muscolari e rigidità articolare e, dopo visita specialistica ed escluso patologie da trauma diretto, sono stati trattati con PANCAFIT ed il METODO RAGGI secondo un protocollo standard di 5 sedute con frequenza di una seduta settimanale. Ogni seduta aveva una durata di 45 e prevedeva esercizi di mobilizzazione per il collo, per le caviglie, per allungare i quadricipiti e i femorali e si concludeva con il massaggio diaframmatico. Prima e dopo ogni seduta i ragazzi sono stati sottoposti al test di flessibilità con banding anteriore. RISULTATI Al termine del ciclo di trattamenti posturali sono stati ottenuti i seguenti risultati: Riduzione del dolore lombosacrale nel 100% dei casi (24 soggetti) e guadagno notevole della flessibilità da + 6 a + 12 cm. nei vari soggetti. Tutti i ragazzi hanno potuto riprendere l attività sportiva agonistica senza avvertire ulteriori disturbi. Da segnalare un solo caso di un ragazzo che dopo il primo tentativo su Pancafit ha avuto nei due giorni successivi difficoltà alla deambulazione causa l eccessivo allungamento muscolare che aveva momentaneamente alterato gli schemi motori di base. Tale quadro è tuttavia rientrato completamente nel giro di 48 ore. CONCLUSIONI I risultati di questa ricerca dimostrano in modo inequivocabile come Pancafit ed il metodo Raggi possano essere un utile metodica da utilizzare anche con soggetti in età evolutiva in condizioni di rigidità e contratture muscolari date da squilibri muscolari o eccessivo carico di allenamento, senza ricorrere a terapie farmacologiche. Allo stesso modo l utilizzo di Pancafit durante la fase dell adolescenza può essere un importante presidio preventivo per preparare l adolescente alla postura corretta riducendo l incidenza dei paramorfismi. A firma Direttore Sanitario Dott. Antonio Maone 22

23 E.P.S.A. Ergonimic and postural study agency Si attesta che l attrezzo denominato Pancafit, testato da questa società, risponde a precisi requisiti ergonomici in tutte le posizioni d uso. Esso presenta caratteristiche strutturali che gli conferiscono una notevole robustezza, una facile modalità d uso ed uno spettro applicativo di ampia portata. Gli ingombri assai ridotti ne consentono l impiego anche in ambito domiciliare, caratteristica questa di grande importanza per chi non dispone di tempo e mezzi per doversi recare in centri specializzati nel trattamento fisiochinesiterapico. L attrezzo Pancafit risulta essere indicato, sia per soggetti ipocinetici che sportivi, per uno svariato numero di problematiche sia in fase acuta che cronica, agendo sul rilassamento posturale e sulla normalizzazione della tensione delle catene muscolari in modo globale decompensato. Il suo corretto e costante impiego è in grado inoltre di fornire dei buoni risultati fin dalle prime applicazioni. Il responsabile della Sezione Ricerca Flavio Villani Tesi di ricerca sulle applicazioni del Metodo Raggi AVVERTENZA: al fine di consentire una lettura agevole dei concetti e dei dati scientifici espressi nelle tesi che seguiranno, sono stati elaborati degli Abstract delle ricerche che seguiranno. Tali ricerche sono state svolte nel Master Posta-lauream in Posturologia, nelle facoltà di Scienze Motorie e nelle facoltà di Fisioterapia (all interno delle relative Facoltà di Medicina e Chirurgia). Deve essere specificato che la quasi totalità delle ricerche è stata svolta da Laureati in Medicina, Laureati in Fisioterapia, Laureati in Scienze Motorie, Podologi, Optometristi, la cui formazione del Metodo Raggi -Pancafit, era limitata a circa il 50% della formazione complessiva del metodo. 23

24 Il trattamento del lombalgico cronico con il Metodo dell Allungamento Muscolare Globale Decompensato con Pancafit Tesi effettuata dal dott. Daniele Raggi, in veste di studente del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2003/2004 (NB: tutti gli operatori che hanno contribuito alla ricerca terapisti, tecnici di misurazione e ingegneri di elaborazione dati erano estranei alla tesi) NB: questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 125 pagine. 1. Introduzione La ragione fondamentale per cui ho scelto di scrivere una tesi di ricerca sulla lombalgia cronica è legata alla mia personale esperienza lavorativa, maturata sotto vari profili affini, che mi ha dimostrato ed evidenziato come la maggior parte delle patologie muscolo-articolari siano connesse alla meccanica delle catene muscolari, legate ad interessanti fenomeni di causaeffetto, distanti nello spazio e nel tempo in cui si manifesteranno. Fenomeno molto interessante risulta essere quello delle retrazioni muscolari, che alterano sia la postura ma anche il sistema propriocettivo, il quale poi, attraverso un sistema di gestione del tono, crea un circolo vizioso. Ma l elemento che più reputo interessante, è quello di rintracciare, scoprire e destrutturare le cause (ormai lontane nel tempo), che sono rimaste sepolte nelle pieghe dei tessuti, nei meandri della mente e della coscienza della persona. Ogni volta che ciò si rende possibile, si crea una favorevole condizione per poter dialogare anche con i tessuti e con il sistema nervoso per riportare le condizioni di normale funzionalità posturale e dunque una condizione di salute dignitosa. 2. Scopo della ricerca Ogni articolazione possiede un ampiezza fisiologica di movimento che dipende dal buon rapporto articolare e dall equilibrio delle tensioni muscolari che vi si applicano. Facendo variare uno dei vettori di queste forze, modifichiamo la statica dell articolazione e le sue libertà di movimento. Le catene muscolari spiegano la possibilità di lesioni recidivanti, «fusibili» che stando alla regola si separano quando il circuito muscolare presenta «sovratensioni». Le catene muscolari spiegano le zone particolarmente sollecitate nell analisi dello schema funzionale. Le catene ci permettono di seguire l instaurarsi insidioso delle deformazioni. Possiamo avere, per il loro trattamento, interventi preventivi efficaci, possiamo lottare contro la cronicità, contro l invecchiamento delle strutture. (Busquet, 2002) Ho voluto iniziare questa tesi con la premessa con cui Léopold Busquet apre il primo volume della sua collana Le catene muscolari, perché ritengo sia il cardine dell ipotesi di lavoro che svilupperà l argomento contenuto in questo scritto. La corretta ampiezza fisiologica di movimento, che ogni articolazione possiede, dipende dal buon rapporto articolare e dall equilibrio delle tensioni muscolari che vi si applicano. Se si va ad agire su uno schema posturale sbilanciato con una tecnica globale, allo scopo di restituire elasticità, lunghezza e simmetria alle catene, questo si dovrebbe riequilibrare e con lui anche il rapporto articolare. Lo scopo di questa tesi è verificare se lavorando con la tecnica dell Allungamento Muscolare Globale Decompensato con Pancafit, indirizzata al trattamento della lombalgia cronica, si hanno indirettamente delle variazioni significative anche sulle patologie secondarie più frequenti dichiarate dai pazienti presenti nel gruppo di studio, data la globalità dell approccio. Inoltre si ipotizza un miglioramento della postura in relazione ai parametri monitorati, con una tendenza al riallineamento verso parametri ideali. 24

25 3. Materiali e Metodi La ricerca si è svolta su un campione di 119 pazienti (72 donne 47 uomini), con un età media di 57,3 anni. Il totale dei pazienti è stato suddiviso in due gruppi: Gruppo di lavoro, composto da 77 soggetti, a cui è stato somministrato il trattamento con la tecnica dell AMGD con Pancafit. Gruppo di controllo, composto da 42 soggetti, che non si sottoposto ad alcun trattamento ma è stato monitorato per un periodo di 10 settimane. Tutti i pazienti facenti parte della ricerca sono stati inviati dai medici di base accompagnati da certificazione che attestava la cronicità della lombalgia. Sono stati creati criteri di inclusione ed esclusione, rigorosamente rispettati: A. Criteri di inclusione: età superiore ai 40 anni, sia di sesso maschile che femminile, impegnati o non in lavori vari (impiegati, professionisti, casalinghe, disoccupati), non praticanti attività sportive agonistiche, con sintomi e diagnosi clinica di lombalgia cronica o lombosciatalgia cronica, diagnosticata dal medico curante o dallo specialista. B. Criteri di esclusione: età inferiore ai 40 anni, presenza di tumori o metastasi vertebrali, fratture vertebrali, osteoporosi grave, TBC ossea, infezioni o infiammazioni in fase acuta, patologie con interessamento del sistema nervoso centrale, asma bronchiale grave, malattie autoimmuni in fase attiva, malattie reumatiche in fase acuta, ernie discali espulse sia lombari che cervicali, donne in gravidanza, soggetti con scoliosi strutturata con oltre 30 Cobb. Un dato decisamente degno di stupore ed interesse è che il tempo medio di sofferenza in anni, dichiarato dai 119 soggetti risulta essere di 15,47 anni; un periodo di dolore cronico decisamente molto lungo. Questo fatto è giustificato dall età media dei soggetti che risulta essere molto alta, quasi 60 anni. La ricerca si è svolta in quattro fasi: 1) Prima fase: visita ed esami eseguiti con i test che seguono; 2) Fase intermedia: il gruppo di controllo ha eseguito un ciclo di 10 sedute della durata di 45 minuti con la tecnica dell AMGD con Pancafit; il protocollo di lavoro è stato strutturato e costruito per ogni singolo paziente in relazione alla sequenza dei traumi subiti, alla cronologia dei somatici, alla tipologia del dolore, alla modalità di comparsa del dolore, ed in base all ipotetica causa che ha scatenato il dolore lombare. La fase intermedia per il gruppo di controllo è stata limitata al mantenimento del normale stile di vita in assenza di qualsiasi trattamento specifico indirizzato al miglioramento della sintomatologia (es: fisioterapia, osteopatia, terapie strumentali, cure farmacologiche ). 3) Terza fase: visita finale ed esami eseguiti con gli stessi test della prima fase a cui fa seguito indagine statistica Test-t di Student per dare una misura della validità di questo metodo. Se il risultato ottenuto è > al 5% non è statisticamente significativo; tra il 5% e l 1% è statisticamente significativo; < all 1% è altamente significativo. I risultati finali dei due gruppi (Pancafit e controllo) sono stati confrontati tra loro per verificare eventuali cambiamenti. 4) Follow up: a distanza di sette mesi dal termine della ricerca è stato effettuato un follow up su tutti i 77 soggetti trattati con l AGMD per verificare se e come si fosse modificata la situazione algica in questo intervallo di tempo. I test effettuati nella prima fase e ripetuti al termine della ricerca comprendevano: 1. Anamnesi medico-occupazionale ed esame posturale clinico; 2. Valutazione del periodo medio della lombalgia cronica; 3. Valutazione della mobilità articolare del tratto lombare in bending anteriore e laterale (Kendall F.P., Provance P.G.); 4. Esame posturale alla verticale di Barrè eseguito su scoliosometro della ditta Chinesport (Udine) fotografato con macchina digitale; 5. Confronto dell altezza iniziale e finale; 25

26 punteggio punteggio 6. Esame baropodometrico statico e dinamico (analisi della distribuzione dei carichi, dell indice d asimmetria di rotazione e andamento del centro di pressione) e stabilometrico effettuato con la pedana DIASU, della ditta Diagnostic Support Srl (Roma); 7. Scale di quantificazione soggettiva del dolore: VAS (Scala Analogica Visiva) e PPI (Present Pain Intensity Index); 8. Questionari di valutazione percettiva del dolore: MPQ (McGuill Questionnaire) e QBPDS (Quebec Back Pain Disability Scale); 9. Eventuali esami strumentali radiologici (radiografie e/o RMN del rachide lombare); 4. Risultati I risultati sono stati estrapolati dalle tabelle previste, secondo il protocollo descritto e sono stati analizzati i seguenti test: Questionari di valutazione percettiva del dolore: MPQ (McGuill Questionnaire) e QBPDS (Quebec Back Pain Disability); Scale di quantificazione soggettiva del dolore: VAS (Scala Analogica Visiva) e PPI (Present Pain Intensity Index); Scale Valutazione della mobilità articolare del tratto lombare in bending anteriore e laterale (Test di Flessione Anteriore TDFA e Test di Flessione Laterale TDFL a destra e a sinistra); Esame posturale alla verticale di Barrè eseguito su scoliosometro; Confronto dell altezza iniziale e finale; Esame baropodometrico statico (analisi della distribuzione dei carichi e allineamento dei baricentri); - MPQ (McGill Pain Questionnaire) dà la possibilità di valutare dimensioni qualitative del dolore: consta di un insieme di 78 aggettivi descrittivi suddivisi in 20 gruppi, ciascuno dei quali contiene 6 termini di intensità disposti in modo crescente. Questi aggettivi rientrando a loro volta in 4 classi che definiscono le dimensioni dell esperienza algica: la classe somatica (da 1 a 10), la classe affettiva (da 11 a 15), la classe valutativa-cognitiva (16), la classe miscellanea che contiene descrittorie sensoriali e affettive, (da 17 a 20). Graf 1a MPQ Test - LOMBALGIA Graf. 1b Graf 2a MPQ Test - LOMBALGIA (GRUPPO DI CONTROLLO) ,88% 42,25% 55,22% 43,24% 20% classe 1 SOMATICA classe 2 AFFETTIVA INIZIO classe 3 COGNITIVA FINE classe 4 SENSORIALE AFFETTIVA classe 5 TEMPORALE % 0% -2,86% -2,86% 0% classe 1 SOMATICA classe 2 AFFETTIVA INIZIO classe 3 COGNITIVA FINE classe 4 SENSORIALE AFFETTIVA classe 5 TEMPORALE Grafico 1a-1b: Confronto tra MPQ iniziale e finale nei due diversi gruppi. I grafici evidenziano un guadagno medio in tutte e cinque le categorie per il gruppo Pancafit mentre per il gruppo di controllo i valori iniziali sono rimasti invariati in tre classi e sono peggiorati nelle restanti due. 26

27 - QBPDS (Quebek Back Pain Disability Scale) per valutare l influenza del dolore dal punto di vista delle disabilità. Dai grafici emergono le variazioni ottenute in entrambi i gruppi (grafici 2a e 2b). QBPDS - LOMBALGIA 0% 8% QBPDS - LOMBALGIA (GRUPPO DI CONTROLLO) 0% 45% Graf 2a 92% 55% Graf 2b Invariati Peggiorati Migliorati Invariati Peggiorati Migliorati - La VAS (Visual Analogic Scale) è una scala analogica (o di confronto) e consiste nel paragonare l intensità del proprio dolore ad una grandezza fisica misurabile: la lunghezza. Si deve considerare lo zero come corrispondente a dolore zero (assenza di dolore) ed il valore 10 al massimo dolore immaginabile. Il dolore attuale si troverà in un punto qualsiasi fra questi due estremi, stabilito dal paziente stesso in funzione della intensità del dolore che egli prova. Dai grafici emergono le variazioni ottenute in entrambi i gruppi (grafici 3a e 3b). VAS - Lombalgia 8% 4% 33% VAS - Lombalgia (GRUPPO DI CONTROLLO) 19% Graf 3b Graf 3a 88% Invariati Peggiorati Migliorati 48% Invariati Peggiorati Migliorati - La PPI (Present Pain Intensity Index) è una scala descrittiva di quantità del dolore: 1 dolore assente, 2 leggero, 3 dolore che mette a disagio, 4 dolore che angoscia; 5 dolore orribile, 6 dolore atroce. Dai grafici emergono le variazioni ottenute in entrambi i gruppi (grafici 4a e 4b). PPI - Lombalgia PPI - Lombalgia (GRUPPO DI CONTROLLO) 22% 14% Graf 4a 70% 8% 24% 62% Graf 4b Invariati Peggiorati Migliorati Invariati Peggiorati Migliorati Nei test di flessione il miglioramento più significativo si è ottenuto nel bending anteriore rispetto a quello laterale dx e sn. Tale risultato è in linea con il tipo di lavoro che è stato svolto con i pazienti in quanto la riduzione delle retrazioni muscolari e la diminuzione del dolore permette un miglioramento della mobilità articolare e quindi del movimento. I TDFL dx e sn mostrano guadagni molto simili; ciò è confortante, e significa che c è stato un buon lavoro di riequilibrio della postura e che nulla e nessun esercizio è stato fatto in tal senso o allo scopo di migliorare tali parametri. 27

28 cm cm In generale entrambi tutti i test relativi alla flessione sono risultati altamente significativi al t- Test di student. Test di Flessione Anteriore (TDFA) Test di Flessione Anteriore (TDFA) (GRUPPO DI CONTROLLO) 4% 14% 36% 5% Graf 5a 82% 59% Graf 5b Invariati Peggiorati Migliorati Invariati Peggiorati Migliorati Grafico 5a-5b: Variazioni ottenute nel test di flessione anteriore del busto (TDFA) nei due diversi gruppi. Graf 6a CONFRONTO T0-T10: VALORI E GUADAGNO MEDI INIZIO FINE GUADAGNO TDFA TDF DX TDF SN CONFRONTO T0-T10 VALORI E GUADAGNO MEDI (GRUPPO DI CONTROLLO) TDFA TDFL DX TDFL SN Graf 6b Grafico 6a-6b: Valori medi dei test di flessione anteriore e laterale del busto all inizio e al termine dei trattamenti e guadagni medi ottenuti. Anche la rilevazione dell altezza è risultata interessante. I dati dimostrano come il gruppo trattato con la tecnica dell a AMGD abbia ottenuto un aumento maggiore della statura (Graf. 7a-7b) dimostrando così una riduzione della compressione articolare grazie all allungamento delle catene muscolari. Graf 7a ALTEZZA Graf 7b ALTEZZA (GRUPPO DI CONTROLLO) 12% 48% 36% 21% 67% 16% Invariati Peggiorati Migliorati Invariati Peggiorati Migliorati Grafico 7a-7b: Variazioni ottenute nella misurazione della statura nei due diversi gruppi. 28

29 Risultati significativi si sono ottenuto anche sulla postura dove sono emersi numerosi cambiamenti positivi, come dimostrano le foto sottoriportate (Foto 1). La pedana baropodometrica ha misurato i valori di carico in % all inizio (T0) e fine trattamento (T10): il grafico sottostante mostra la % dei pazienti che hanno avuto un miglioramento o peggioramento della distribuzione del peso corporeo (Graf. 8). DISTRIBUZIONE DEL CARICO 14% 36% 50% Graf 8 Migliorati Peggiorati Invariati PECULIARITA DI QUESTA RICERCA: I DOLORI SECONDARI Per quanto riguarda gli altri dolori dichiarati dai pazienti esaminati, su 77 lombalgici, 46 di questi soffrivano anche di cervicalgia, 16 di dorsalgia, 15 di metatarsalgia, 14 di gonalgia, 12 di brachialgia, 7 di coxalgia e 7 di periartrite scapolo omerale (Grafico 9). Dunque, si evince che alcuni di questi accusavano almeno 2 o 3 dei somatici sopra descritti. Graf 9 Altri somatici Gonalgia 18% Coxalgia 9% Periartrite scapoloomerale 9% Cervicalgia 60% Grafico 9: Percentuale dei pazienti con altre sintomatologie diverse dalla lombalgia Brachialgia 16% Dorsalgia 22% Metatarsalgia 19% 29

30 Ho deciso di prendere in considerazione, valutare e monitorare le 3 principali patologie lamentate dai pazienti: la cervicalgia, la dorsalgia e la metatarsalgia, con il relativo eventuale modificarsi nel corso delle terapie, utilizzando la stessa modalità di monitoraggio della lombalgia. I grafici sottostanti evidenziano i cambiamenti ottenuti al termine dei trattamenti (graf ). Il dato importante che deve emergere è che nessuna delle patologie secondarie è stata trattata o presa volutamente in considerazione. Ma, essendo il corpo una rete di catene muscolari, fasciali e connettivali, indirettamente subisce il trattamento posturale, data la globalità del metodo. VAS - Cervicalgia PPI - Cervicalgia 7% 11% 36% 82% 60% 4% Graf 10 a Invariati Peggiorati Migliorati Invariati Peggiorati Migliorati Graf 10b VAS - Dorsalgia PPI - Dorsalgia 18% 6% 41% Graf 11a 76% 59% 0% Graf 11b Invariati Peggiorati Migliorati Invariati Peggiorati Migliorati VAS - Metatarsalgia PPI - Metatarsalgia 13% 13% 27% Graf 12a 74% Invariati Peggiorati Migliorati 66% 7% Invariati Peggiorati Migliorati Graf 12b FOLLOW UP A DISTANZA DI 7 MESI A distanza di sette mesi dal termine della ricerca è stato effettuato un follow up su tutti i 77 soggetti trattati con l AMGD per valutare la reale efficacia del trattamento ed il mantenimento dei risultati ottenuti a distanza di tempo. Dai dati raccolti emerge che non solo i benefici si sono mantenuti per la maggior parte dei soggetti ma per alcuni la situazione è ulteriormente migliorata nei mesi successivi alla fine delle sedute. Ciò dimostra come anche al termine del lavoro posturale si possano continuare ad ottenere degli effetti positivi. QBPDS LOMBALGIA: FOLLOW UP DOPO 7 MESI ,4 20,6 18,3 2,3 INIZIO FINE DOPO 7 MESI GUADAGNO 30

31 (CM) VAS LOMBALGIA CRONICA: FOLLOW UP DOPO 7 MESI VAS METATARSALGIA: FOLLOW UP DOPO 7 MESI 6,0 4,0 2,0 0,0-2,0 5,7 2,9 3,0-0,1 INIZIO FINE DOPO 7 MESI GUADAGNO 6,0 5,0 4,0 3,0 2,0 1,0 0,0 5,4 3,1 3,1 INIZIO FINE DOPO 7 MESI GUADAGNO 0 VAS CERVICALGIA: FOLLOW UP DOPO 7 MESI VAS DORSALGIA: FOLLOW UP DOPO 7 MESI 6,0 4,0 2,0 5,5 3,3 2,8 0,5 5,0 4,0 3,0 2,0 1,0 4,7 3 2,3 0,8 0,0 INIZIO FINE DOPO 7 MESI GUADAGNO 0,0 INIZIO FINE DOPO 7 MESI GUADAGNO ,7 TDFA: FOLLOW UP DOPO 7 MESI 11,6 12,5-0,9 INIZIO FINE DOPO 7 MESI GUADAGNO 5. Conclusioni Analizzando i grafici che sono stati estrapolati dall esame di tutte le tabelle previste dalla ricerca, si evince facilmente il valore dei risultati emersi. Per quanto riguarda il gruppo di lavoro con l AMGD, la scala VAS e la PPI relative alla lombalgia evidenziano un netto miglioramento della condizione di partenza; la statistica t-student esprime valori altamente significativi in ogni patologia che sia stata esaminata. Si evidenzia molto chiaramente anche la variazione in positivo della flessione del busto in avanti e lateralmente. Anche i valori con la pedana stabilometrica sono degni di nota. Ciò che invece più mi premeva evidenziare, è che oltre al miglioramento della principale patologia (la lombalgia) il trattamento posturale con il metodo dell AMGD, ha agito su più fronti, proprio perché l approccio posturale è ad approccio globale. Infatti, le tavole mostrano il miglioramento di tutte le patologie prese in considerazione come patologie secondarie alla lombalgia. Questo rafforza la mia convinzione che non la rende solo convinzione ma la possibilità del ripetersi di un fenomeno. I pazienti che sono stati trattati avevano un età media alta, quasi 60 anni, e la lombalgia, per molti di loro era presente da molti anni, ininterrottamente. Questo insieme di condizioni non ha reso facile il rintracciare la vecchia causa e destrutturate una condizione fisica ormai cronica. Ciò nonostante mi ritengo soddisfatto dei risultati. Devo aggiungere che, se avessi dovuto agire al di fuori di un vincolo numerico e al di fuori di un progetto, i 77 pazienti avrebbero potuto usufruire (in relazione ad esigenze evidenziate da test specifici), anche di altri approcci (per esempio l intervento dell odontoiatra per una malocclusione), proprio nel rispetto dei concetti espressi in precedenza. 31

32 In altre parole, ogni forma di disturbo delle entrate del STP, sarebbe stata trattata (quindi la componente odontoiatrica, il sistema visivo, l apparato digerente, l apparato genitale, etc, etc.). Questo è quanto faccio nella mia pratica quotidiana. Ma, al fine di non interagire e di dimostrare la validità dell AMGD senza interferenze, nulla oltre a quanto è stato dichiarato, è stato fatto, proprio nel rispetto delle premesse. 32

33 Rieducazione posturale ad approccio globale con Metodo Raggi applicato al trattamento delle disfunzioni temporo mandibolari Tesi effettuata dai Dottori Roberto Laudisio, Giuseppina Fiorellino, Davide Giuliano, Paola D Orlando, Giuseppe Iannone, Annamaria Esposito, Nicoletta Sassi (Formazione base Metodo Raggi ), studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2006/2007. NB: questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 92 pagine 1. Introduzione Le frontiere della medicina sono in continua evoluzione, a tal punto che l ottica giusta per intervenire in modo oculato su determinati problemi è quello di osservare il paziente in modo olistico, cioè attraverso una valutazione globale mirata ad intervenire non sull effetto quanto piuttosto sulla causa che genera il sintomo, avvalendosi dell esperienza di diverse discipline per individuare le priorità d intervento (cicatrici per il recettore cutaneo, malocclusione o disfunzione linguale per l apparato stomatognatico, alterato appoggio plantare per il recettore podalico ecc.). Nel corso dell ultimo anno l approccio col metodo Raggi, effettuato con Pancafit, è stato suggellato da ottimi risultati inerenti svariate problematiche. Si tratta di un metodo che parte dagli insegnamenti principali della Posturologia, relativi sia alla mancanza di un rapporto diretto tra causa ed effetto nel sistema tonico posturale, quanto alla necessità di considerare il corpo regolato da un rapporto tra struttura e funzione, caratteristiche reciprocamente influenzabili. Attraverso il lavoro di tesi Rieducazione Posturale Globale con Metodo Raggi Applicato alle disfunzioni Temporo Mandibolari, abbiamo analizzato gli effetti della metodologia Raggi sui problemi dell articolazione Temporo Mandibolare cercando di valutare se il trattamento delle disfunzioni a livello facciale potesse migliorare anche altri parametri posturali dei pazienti in cura. La scelta dell analisi è ricaduta sulle disfunzioni all articolazione temporo mandibolare, viste le ripercussioni all intero sistema tonico posturale. Lo scopo è verificare la presenza o meno di miglioramenti e, qualora vi fossero, la percentuale di miglioramenti ottenuti a fronte della semplice osservazione dei soggetti non trattati. 2. Materiali e Metodi Il lavoro è stato svolto su un campione di 90 pazienti divisi in 2 gruppi. Il Gruppo A, composto da 70 pazienti, è stato trattato con il metodo Raggi con Pancafit, il Gruppo B, composto da 20 persone con disfunzioni dell ATM, è stato monitorato per tutta la durata della ricerca. Il numero dei pazienti del secondo gruppo è di sole 20 persone in quanto è risultato difficoltoso reclutare persone da non sottoporre ad alcun trattamento in presenza di una diagnosi disfunzionale. In questo studio sono state analizzate le differenze tra i due gruppi a partire da una serie di parametri (successivamente descritti) che sono stati valutati e confrontati prima e dopo la terapia. Il gruppo A coinvolge 70 soggetti di ambedue i sessi dai 18 e i 60 anni (età media 46,4), di varia estrazione sociale (studenti, liberi professionisti, impiegati, casalinghe ecc), con problemi relativi all articolazione Temporo Mandibolare (click, scroscii, algie e sublussazioni), di cui la maggior parte presenta una deglutizione scorretta. Sono stati volutamente esclusi dalla ricerca soggetti con età inferiore ai 18 anni e superiori ai 60 anni, con fratture vertebrali, tumori o metastasi vertebrali, scoliosi maggiori di 25 Cobb, gravi osteoporosi e con turbe neurologiche importanti, donne gravide,demenza senile e morbo di Parkinson avanzato, malattie autoimmuni in fase attiva e con infiammazioni in fase acuta. 33

34 All inizio delle sedute tutti i paziente sono stati sottoposti a dei test di valutazione: - analisi baropodometrica e stabilometrica - test delle frecce vertebrali - osservazione posturale alla verticale di barrè - test di Unterberger modificato - test di convergenza - test clinici per valutare la presenza di eventuali click, sublussazioni o algie generali dell articolazione temporomandibolare per poi verificarne la scomparsa o la persistenza. Alla fine delle sedute abbiamo valutato i miglioramenti dei vari parametri confrontando i dati pre trattamento con quelli post trattamento ripetendo i test iniziali. Sui soggetti afferenti al gruppo sono state effettuate 10 sedute, ognuna della durata di 45 minuti, a cadenza settimanale. In ciascuna delle 10 sedute il protocollo ha ricevuto una strutturazione standard, essendo composto ogni volta da sei diversi esercizi eseguiti in postura decompensata su Pancafit: - Respirazione diaframmatica - Massaggio e trattamento del diaframma. - Trattamento e eventuale fibrolisi dei muscoli del collo; - Trattamento e eventuale fibrolisi dei muscoli masseteri. - Trattamento e eventuale fibrolisi dei muscoli pterigoidei - Lavoro di decompressione, decoapatazione e riposizionamento dei condili dell ATM. - Stretching della lingua; 3. Risultati Tra i 70 pazienti trattati con il metodo Raggi abbiamo diviso due gruppi, uno di 40 persone e uno 30 persone. Il primo dei due è risultato essere quello con maggiore miglioramento dei vari parametri dopo il trattamento. In questo primo sottogruppo (comprensivo di 40 persone) abbiamo notato miglioramenti notevoli di quasi tutti i parametri. 18%% Miglioramenti Spiccati Miglioramenti parziali 82%% Fig. 1: Nella torta si nota immediatamente che i miglioramenti spiccati sono stati moltissimi rispetto a quelli parziali. Partendo dalla misurazione delle frecce vertebrali, per più dell 80% dei soggetti si è evidenziato un miglioramento con valori più vicini a quelli standard di riferimento. Il carico dell appoggio dei piedi, calcolato con la pedana stabilometrica, è notevolmente migliorato in tutti i pazienti facendo registrare dei valori eccellenti molto più vicini al parametro ottimale 50%-50%. Così per quanto concerne i valori della Verticale di Barrè è stato rilevato un miglioramento netto nel 42,5% dei casi.si tratta di un valore di grande rilevanza considerando che al 42,5% equivalgono 17 pazienti e che 8 avevano già dei valori alla Verticale positivi. In definitiva solo 15 pazienti su 40 non hanno subito modifiche posturali rilevanti alla verticale di Barrè. Per quanto riguarda i Click e le Sublussazioni in seguito al trattamento, il 50 % (20 persone) non avevano più alcun problema. Si tratta di un numero notevole, considerando che altre 8 34

35 persone manifestavano una condizione di assenza di click o sublussazioni. Quanto detto evidenzia che solo il 30% (12 pazienti) non ha subito alcuna miglioria. Il punto focale del nostro studio relativamente al primo sottogruppo è la percentuale di miglioramento delle algie misurate con scala VAS. Infatti nei 40 pazienti possiamo evidenziare un notevole miglioramento trattandosi di una percentuale media dell 82,23%. Con i restanti 30 pazienti pazienti abbiamo riscontrato alcuni problemi che hanno reso il trattamento con Pancafit non efficace a differenza di quanto accaduto con i pazienti del primo sottogruppo. Questo gruppo di 30 pazienti è stato diviso in 4 gruppi in base alla tipologia di problema che essi presentavano: 4 pazienti con dente del giudizio incluso, 16 con presenza di disfunzione linguale e amalgama, 8 con presenza di disfunzione linguale e apparecchio (già portato anni prima) ed infine 4 con amalgama. Andando ad analizzare i dati dei 4 pazienti con dente del giudizio incluso possiamo notare che i miglioramenti sono minori rispetto al primo sottogruppo per quanto riguarda tutti i valori da noi analizzati. Questo molto probabilmente dovuto al dente del giudizio incluso che ha comunque reso molto difficile il trattamento. Da analizzare comunque che le algie, nonostante la statistica ci dia la media di miglioramento del 19.75%, hanno subito un miglioramento nel 75% dei casi. Nei 16 pazienti con disfunzioni linguali e amalgama, abbiamo riscontrato un margine di miglioramento minimo. Si ottenuto un avalore dello 0% alla Verticale di Barrè e sulle Sublussazioni e Click. Lievi miglioramenti sono stati rilevati per quanto riguarda il carico analizzato con la Pedana Stabilometrica. Nonostante tutto, le Algie valutate con la scala VAS sono state quasi tutte migliori nel Post trattamento, fatta eccezione in 6 casi dove il livello di dolore è rimasto invariato. La percentuale di miglioramento è stata del 27% anche se in 10 casi c è stato un netto abbassamento della VAS. In questo caso abbiamo valutato la funzione linguale, la deglutizione (alterata in tutti e 16 i pazienti) e il campo elettrico (correnti vaganti) causate dalle amalgame presenti nelle cavità boccali dei pazienti. Tutte le misurazioni (eseguite con i comuni tester in dotazione agli elettrauto o agli elettricisti) hanno superato i 100 millivolt. Secondo gi studi del Dottor Maurizio Andorlini (Professore al Master in Posturologia) le correnti vaganti che sprigionano queste vecchie amalgame (fatte da mercurio in combinazione con altri tipi di metalli) possono interferire con il sistema tonico-posturale già a bassissimi millivolt ( La Corrosione delle leghe Orali, Quintessenza International, Vol 3, Num. 2/3/4, 1986 M.Andorlini). Considerato il fatto che abbiamo trovato valori superiori ai 100millivolt, possiamo decisamente affermare che le amalgame scompensavano e non di poco la postura dei notri pazienti. In questi casi quindi si sarebbe dovuto intervenire in primis con Terapia miofunzionale e con interventi per asportare queste vecchie amalgame contenenti mercurio ad alte dosi. Analogamente al sottogruppo precedente, i miglioramenti sono del tutto assenti tranne per quanto riguarda la scala VAS per le Algie. C è infatti una media di miglioramento del 59.33% relativa a tutti i pazienti del gruppo. In questo caso la considerazione è che una forte Disfunzione Linguale (riscontrata negli 8 pazienti) e l uso dell apparecchio (utilizzato precedentemente al trattamento) interferiscono in maniera elevata con problematiche posturali e dell ATM. Inoltre è stata riscontata un asimmetria a livello craniale presumibilmente provocata dall utilizzo dell apparecchio. In definitiva questo gruppo di pazienti avrebbe dovuto ricevere, in prima istanza, trattamenti di Terapia Miofunzionale e Osteopatia craniale. Nell ultimo sottogruppo abbiamo rilevato risultati poco confortanti relativamente alla pedana stabilometrica, alle frecce vertebrali, ai click e alle sublussazioni, a differenza degli ottimi risultati ottenuti con la scala VAS dove il valore, al termine dei trattamenti, si dimezza con un miglioramento del 48.21% di media. Anche nei suddetti pazienti abbiamo misurato il campo magnetico che le amalgame creavano all interno della cavità boccale e in tutti i casi si superavano di molto i 100 millivolt. Dunque a questi pazienti è consigliabile, in prima istanza, la rimozione delle vecchie amalgame e in seguito il trattamento con pancafit. I soggetti non trattati (gruppo di controllo) sono stati solo 20 in quanto è risultato difficoltoso reclutare persone da non sottoporre ad alcun trattamento in presenza di una diagnosi disfunzionale. 35

36 Dalle statistiche si è potuto osservare che l assenza di trattamento su pazienti con disfunzioni dell ATM non è assolutamente stato positivo. Oltre all assenza di miglioramenti per quanto riguarda le frecce vertebrali e la distribuzione dei carichi, ci rendiamo conto che 9 pazienti su 20 sono peggiorati relativamente alle algie, mentre gli altri non hanno modificato la loro situazione. 4. Conclusioni In conclusione il nostro studio ci permette di sottolineare i miglioramenti che il metodo Raggi effettuato con Pancafit è riuscito ad ottenere nei trattamenti all ATM. Nei pazienti privi di ulteriori problematiche atte ad influenzare il sistema tonico posturale, si è notato un netto miglioramento di tutti i parametri da noi valutati, dalla Verticale di Barrè sino alle Frecce Vertebrali. Ci siamo resi conto inoltre dell impatto positivo che questo metodo ha sulle algie causate da disfunzioni temporo mandibolari. Basta esaminare le tabelle riportate nel lavoro di tesi per rilevare che, anche in presenza di altri tipi di destabilizzatori (amalgame, disfunzioni linguali, apparecchio, dente del giudizio incluso), il metodo Raggi è riuscito, in alcuni casi, a diminuire notevolmente le algie relative non soltanto all articolazione temporo mandibolare, mentre in altri casi (il 72%) è riuscito ad eliminarle totalmente. Il Gruppo di Controllo ci ha permesso di evidenziare come i pazienti non trattati con disfunzioni temporo mandibolari nel 50 % dei casi peggiorino comportando con il passare del tempo uno scompenso posturale notevole. Nei pazienti con problematiche interferenti sul sistema tonico posturale il metodo Raggi è risultato efficace per la diminuzione delle algie e probabilmente affiancando ad esso altre terapie (Terapia miofunzionale, osteopatia, eliminzione amalgame) il risultato sarebbe stato ottimale. Comunque anche con questo metodo è possibile effettuare manovre craniali che vengono fatte atte allo scopo di ristabilire un armonia del sistema tonico-posturale", ma che per non conoscenza delle tecniche dda parte dei tesisti, non è stato possibile applicarle. E infine opportuno sottolineare che tutti i pazienti alla fine del trattamento hanno manifestato soddisfazione dei risultati raggiunti il che avvalora la grande semplicità del Metodo Raggi finalizzato al raggiungimento di una armonia corporea al termine dell intero percorso riabilitativo. 36

37 Valutazione delle ipotetiche modificazioni dei parametri stabilometrici su soggetti sportivi, applicando un trattamento di riabilitazione sul diaframma, secondo il Metodo Raggi su Pancafit Tesi congiunta effettuata dai Dottori Vincenzo Zaccagnino, Rocco Russo, Bebal Saleh, Michele Tartaglia (Formazione base del Metodo Raggi ), studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2003/2004. N.B. questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 57 pagine. 1. Introduzione Ho sentito l esigenza di applicare una parte delle nozioni, forniteci dal Prof. Daniele Raggi, apprese nel corso del Master in Posturologia, in questa sperimentazione al fine di valutare e analizzare le modificazioni dei parametri fisiologici, atletici e posturologici, che possono intervenire su soggetti sportivi applicando il Metodo Raggi su Pancafit. 2. Scopo Questa ricerca ha lo scopo di valutare e analizzare le modificazioni che possono intervenire su soggetti sportivi applicando il Metodo Raggi su Pancafit. Essendo ormai accertato che il controllo posturale è legato in maniera indissolubile al controllo motorio, sarà quindi mio compito verificare la relazione tra postura e prestazione sportiva proponendo e integrando, a supporto dello sportivo stesso, un protocollo di lavoro che si fonda sull allungamento muscolare globale decompensato. Con questo lavoro sperimentale si cerca di dare degli stimoli tali da provocare degli effetti di riequilibrio della postura e di miglioramento della prestazione atletica. Analizzando nel dettaglio, lo scopo è il seguente: - analizzare gli effetti dell allungamento muscolare globale decompensato sulla postura dello sportivo; - valutare le modificazioni dei parametri respiratori prima e dopo la sperimentazione tramite l esame spirometrico; - valutare i cambiamenti fisiologici dello sportivo attraverso il test di Cooper. 3. Materiali e Metodi Il campione che è stato sottoposto alla sperimentazione è rappresentato dalle squadre di calcio maschile, militanti nel campionato dilettantistico lucano: U.S. S. Angelo - S. C. Possidente, con le seguenti caratteristiche: Sesso: Maschile Età: anni Sport praticato: Calcio Livello: Dilettanti Il gruppo di lavoro è stato: 1) sottoposto ai test 2) suddiviso in 2 gruppi: - uno di controllo del numero di 25 sportivi che continua a seguire la preparazione atletica standard. - uno di lavoro del numero di 25 sportivi ai quali è stato somministrato un lavoro di Riequilibrio Posturale col Metodo Raggi con Pancafit. 3) Verificato, a fine sperimentazione, secondo tutti i parametri presi in esame. Il trattamento con Pancafit ha previsto una seduta settimanale della durata di 50 minuti per un totale di 10 sedute. 37

38 I test utilizzati per la ricerca sono: Esame spirometrico: - Spirometria (FVC -capacità vitale forzata- FEV 1 -volume espiratorio massimo nel 1 secondo- VC -capacità vitale-) Esame posturale: -Test di Fukuda -Test Barrè sul P.S. - Podoscopio (Appoggio bipodalico) - Esame Stabilometrico - Test di Flessione (Forward Bending) Esame atletico - Test di Cooper 4. Risultati Al fine di evidenziare e facilitare la lettura dei risultati raggiunti, sono qui di seguito illustrati i grafici contenenti i valori che estrinsecano i risultati ottenuti dalla sperimentazione. TEST DI FUKUDA Fig. 1a Gruppo di lavoro Fig. 1b Gruppo di Controllo P.I. P.F. < > P.I. P.F. < > Numero di soggetti che hanno ottenuto un miglioramento Gruppo di lavoro 3 Gruppo di controllo 1 Fig. 1 a-1b : Confronto tra i parametri iniziali (P.I.) e finali (P.F.) del test di fukuda confrontando il gruppo di lavoro (fig.1a ) con quello di controllo (fig. 1b) facendo riferimento al parametro di 30 (entro il quale la rotazione risulta fisiologica). Si può notare come, per il gruppo di lavoro (che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi ) i soggetti che hanno evidenziato un miglioramento sono 3 mentre per il gruppo di controllo (che ha svolto la preparazione atletica standard) è 1. 38

39 TEST DI BARRE Fig. 2a Gruppo di lavoro Fig. 2b Gruppo di controllo C7 L4 P.I. 7,88 6,18 P.F. 5,82 5,36 0 C7 L4 P.I. 7,9 5,1 P.F. 7,1 5,2 Differenze dei valori medi (espresse in centimetri) Gruppo di lavoro Gruppo di controllo C7 L4-2,06-0,82-0,8 0,1 Fig. 2 a- 2b : Confronto tra i parametri iniziali (P.I.) e finali (P.F.) del test di Barrè facendo riferimento alla distanza di C7 ed L4 dalla linea verticale di riferimento, confrontando il gruppo di lavoro (fig.2a) con quello di controllo (fig.2b). Si può notare come, per il gruppo di lavoro (che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi ) le distanze di C7 e L4 dalla linea verticale di riferimento è diminuita di 2,06 cm per C7 e di 0,82 per L4 mentre per il gruppo di controllo (che ha svolto la preparazione atletica standard) la distanza di C7 è diminuita solo di 0,8 cm mentre la distanza di L4 è aumentata di 0,1. STABILOMETRIA Fig. 3a Gruppo di lavoro Fig. 3b Gruppo di controllo OA OC P.I. 151,64 182,6 P.F. 117,44 134, OA OC P.I. 108,28 109,92 P.F. 124,48 142,96 Differenze dei valori medi ( espressa in mm) OA OC Gruppo di lavoro - 34,2-47,38 Gruppo di controllo 16,2 33,04 Fig. 3a- 3b : Confronto tra i parametri iniziali (P.I.) e finali (P.F.) dell esame stabilometrico (prendendo in esame lo statokinesiogramma generale-lunghezza del gomitolo-) eseguito ad occhi aperti (O.A.) e chiusi (O.C.), confrontando il gruppo di lavoro ( fig.3a) con quello di controllo (fig. 3b). Dai grafici è possibile notare come per il gruppo di lavoro (che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi ) i parametri finali, sia ad occhi aperti che chiusi, siano diminuiti (-34,2 ad OA e -47,38 ad OC). Per il gruppo di controllo (che ha svolto la preparazione atletica standard) i parametri finali sono aumentati (+16,2 ad OA e +33,04 ad OC). 39

40 TEST DI FLESSIONE Fig. 4 Gruppo di lavoro (1) Gruppo di controllo (2) P.I. 25,1 24,4 P.F. 31,38 25,3 Differenza dei valori medi (espressa in centimetri) Gruppo di lavoro 6,28 Gruppo di controllo 0,9 Fig. 4 : Confronto tra i parametri iniziali (P.I.) e finali (P.F.) del test di flessione del busto in avanti confrontando il gruppo di lavoro con quello di controllo. Dai grafici si può notare come il gruppo di lavoro (che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi ) abbia ottenuto, in media, un miglioramento della flessione del busto in avanti di 6,28 cm. Il gruppo di controllo (che ha svolto la preparazione atletica standard) ha ottenuto il miglioramento della flessione del busto in avanti di 0,9 cm. SPIROMETRIA Fig. 5a Gruppo di lavoro Fig. 5b Gruppo di controllo 6 5,5 5 4,5 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 0 FVC FEV1 VC P.I. 5,49 5,00 5,07 P.F. 5,71 5,16 5,23 6 5,5 5 4,5 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 0 FVC FEV1 VC P.I. 5,42 4,98 4,89 P.F. 5,53 5,03 5,09 Differenze dei valori medi FVC FEV1 VC Gruppo di lavoro 0,22 0,16 0,16 Gruppo di controllo 0,11 0,5 0,2 Fig. 5 a- 5b : Confronto tra i parametri iniziali (P.I.) e finali (P.F.) dell esame spirometrico confrontando il gruppo di lavoro (fig. 5a) con quello di controllo (fig. 5b). Dai grafici è possibile notare come i valori di riferimento (FVC_FEV_VC ), per il gruppo di lavoro (che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi ) sono aumentati di : FVC +0,22- FEV +0,16- VC + 0,16. Per il gruppo di controllo (che ha svolto la preparazione atletica standard) i valori di riferimento sono aumentati di: FVC + 0,11- FEV +0,5- VC + 0,2. 40

41 TEST DI COOPER Fig.6 Gruppo di lavoro (1) Gruppo di controllo (2) P.I P.F Differenza della distanza percorsa (espressa in metri) Gruppo di lavoro 7985 Gruppo di controllo 1090 Fig. 6 : Confronto dei parametri iniziali (P.I.) e finali (P.F.) ottenuti dal test di Cooper confrontando il gruppo di lavoro con quello di controllo. Dai grafici è possibile notare come il gruppo di lavoro (che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi ) ha ottenuto un miglioramento pari a m percorsi in più rispetto al test iniziale. Il gruppo di controllo (che ha svolto la preparazione atletica standard) ha ottenuto un miglioramento pari a m percorsi in più rispetto al test iniziale 5. Conclusioni Dai risultati ottenuti da questa ricerca è lecito affermare che il corretto utilizzo dell allungamento muscolare globale decompensato su Pancafit è da ritenersi vantaggioso per le modificazioni dei parametri oggetto di studio nella nostra sperimentazione. In conclusione a tale lavoro di ricerca si può affermare che il Metodo Raggi su Pancafit integrato alla preparazione atletica classica, dia notevoli risultati in termini di miglioramento dei parametri oggetto di studio inducendo un cambiamento favorevole nella capacità di coordinazione ed elasticità muscolare che permette, come riferito dagli sportivi del gruppo di lavoro, un aumentata sopportazione dei carichi di lavoro durante le sedute di allenamento ottimizzando la performance sportiva nel corso della competizione. 41

42 Metodiche a confronto nel trattamento dei limiti funzionali della spalla con particolare attenzione alla valutazione della marcia sul posto Tesi effettuata dai dottori in Fisioterapia e Scienze Motorie Emanuele Passoni, Rosa Maria Cioè, Delia Trotta, Silvia Marotta, Roberta Femia, Cinzia Ingenito (Formazione Metodo Raggi ), studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia,Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2007/2008 NB: questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 53 pagine. 1. Introduzione Numerose patologie degenerative dei tessuti periarticolari della spalla si riscontrano nell età adulta e in quella senile.la letteratura scientifica indica una rilevanza notevole fra perdita della mobilità articolare e insorgenza delle patologie degenerative dell'articolazione gleno-omerale; se ne deduce quindi che eventuali retrazioni e perdita di mobilità devono essere trattate anche se asintomatiche, visto che frequentemente degenerano in patologie croniche. Questo studio si propone di confrontare due metodologie riabilitative, PNF e il Metodo Raggi, nel recupero della mobilità dell'articolazione gleno-omerale esemplificata con l'extrarotazione. Lo studio non si limiterà solamente alla valutazione dell'articolarità ma anche della postura globale del soggetto prima e dopo il trattamento. Infatti, quando si utilizzano tecniche articolatorie segmentali, molto spesso il guadagno raggiunto è dovuto principalmente a compensi attivati da distretti corporei più o meno vicini all'articolazione e non dal reale guadagno in termini di elasticità dei tessuti articolari. Ciò provoca una perturbazione globale della postura con un suo progressivo peggioramento. Inoltre i risultati in termini di articolarità guadagnata non sono stazionari ma tendono a ritornare allo stato iniziale. 2. Materiali e metodi Sono stati sviluppati due progetti riabilitativi per le problematiche di limitazione articolare dell'articolazione gleno-omerale con le due metodiche: PNF e il Metodo Raggi. Il ciclo di trattamenti con entrambe le metodiche ha avuto una durata totale di 2 mesi circa (febbraio marzo). Sono stati reclutati 42 soggetti tra 30 e 70 anni sofferenti di limitazione articolare in extrarotazione dell'articolazione gleno-omerale inferiore a 70. Sono stati divisi in due gruppi: 18 soggetti trattati secondo la metodologia Raggi, 24 secondo la metodologia Pnf. Il numero delle terapie è stato di 8, a cadenza mono-settimanale per il Metodo Raggi e 8 a cadenza bi-settimanale per il metodo PNF, per la durata di 40 minuti circa. Criteri di esclusione: Tumori, TBC, ernie cervicali espulse conclamate, Scoliosi gravi (oltre 30 ), terapia farmacologica antalgica o miorilassante in atto, gravidanza, interventi chirurgici già subiti, terapie in atto, condizioni meccaniche articolari irreversibili. Criteri di inclusione: stati infiammatori in atto, fasi acute in atto, fasi croniche in atto, borsiti, tendinite, conflitti Prima dell'inizio del trattamento per ogni soggetto è stata valutata: La capacità di extrarotazione della articolazione gleno-omerale: Le frecce cervicali e lombari Test della marcia Quantificazione dei dolori articolari presenti (VAS e QBPDS) Baropodometria e stabilometria con pedana Lizard 3. Risultati Una settimana dopo la fine del ciclo di trattamenti i soggetti sono stati rivalutati secondo le stesse modalità già elencate. 42

43 Per quanto concerne lo studio che abbiamo affrontato sui due metodi a confronto, relativamente all analisi della marcia sul posto, possiamo affermare che: si sono avuti risultati positivi di miglioramento dello spin nel 30% dei pazienti trattati con Metodo Raggi e nel 50% dei pazienti trattati con metodo PNF; un peggioramento nel 18% dei pazienti trattati con metodo PNF e nessuno peggioramento nei pazienti trattati con Metodo Raggi; sono rimasti nella condizione iniziale, quindi inalterata, il 70% dei pazienti trattati con metodo Raggi e il 32% dei pazienti trattati con metodo PNF. Test della Marcia 100% 80% 60% 40% 20% 0% Metodo Raggi Metodo PNF Risultati positivi Risultati negativi Inalterati Grafico 1 Il grafico dimostra (Grafico 1) maggiori risultati positivi per i soggetti trattati con metodo PNF. Notiamo anche una percentuale di soggetti che hanno avuto un peggioramento con tale metodica, cosa che non si è verificata nel campione trattato con metodo Raggi. Il PNF, essendo un trattamento segmentario, che richiede una contrazione massimale, potrebbe aver determinato l instaurarsi di maggior tensioni muscolari; infatti, durante l esecuzione dell esercizio PNF, alcuni soggetti presentavano dolore alla spalla determinando un peggioramento durante l esecuzione del test della marcia sul posto per maggior ipertono. Ciò non si è verificato nei soggetti trattati con metodo Raggi in quanto è un lavoro eseguito totalmente in postura decompensata globale, dove non si va mai ad evocare la componente dolore. Per quanto riguarda le misurazioni delle frecce vertebrali prima e dopo i trattamenti con le due metodiche utilizzate dal nostro gruppo si può notare che: non ci sono stati cambiamenti nel 70% dei casi sul tratto cervicale e nell 80% dei casi sul tratto lombare utilizzando il metodo Raggi; non ci sono stati cambiamenti nel 40% dei casi sul tratto cervicale e nel 60% dei casi sul tratto lombare utilizzando il metodo PNF. Sulla curva cervicale ci sono stati miglioramenti nell 11% dei casi con il metodo Raggi e nel 20% dei casi con il metodo PNF. Sulla curva lombare ci sono stati miglioramenti nell 11% dei casi con metodo Raggi e nel 20% con il metodo PNF. I peggioramenti sul tratto cervicale sono stati nell 11% con metodo Raggi e nel 5% con PNF. I peggioramenti sulla curva lombare sono stati nel 5% con metodo Raggi e nel 5% con PNF Frecce cervicali Frecce Lombari 100% 100% 80% 80% 60% 60% 40% 40% 20% 20% 0% Metodo Raggi Metodo Pnf 0% Metodo Raggi Metodo Pnf Inalterati Risultati Grafico positivi 2a Risultati negativi Inalterati Risultati Grafico positivi 2b Risultati negativi 43

44 soggetti soggetti Partendo dalla lettura dei grafici qui sopra ottenuti (Grafico 2a-2b) possiamo considerare che con entrambe le metodiche di trattamento utilizzate e su entrambe le curve analizzate, sono rimaste numerose situazioni invariate all interno della nostra casistica. Per quanto riguarda tuttavia i cambiamenti ottenuti, possiamo considerare che il numero maggiore di risultati positivi è emerso con il metodo PNF, in 2 casi si è inoltre ottenuta una curva lombare prima inesistente. Con entrambe le metodiche, inoltre, non si sono ottenuti sostanziali peggioramenti, i valori ottenuti dopo i trattamenti comunque non oscillavano in grande misura dal range di normalità considerato. Per quanto riguarda la quantificazione del dolore attraverso la scala VAS Attraverso i dati raccolti la metodica PNF ha determinato risultati positivi in 8 soggetti, per 4 soggetti invece il dolore è aumentato in modo sproporzionato (notare il soggetto 3 e 4), per 3 soggetti il dolore non è cambiato mentre i restanti 7 hanno percepito sia prima che dopo il trattamento un dolore pari a 0 nella scala VAS. Il metodo Raggi ha determinato risultati positivi di miglioramento in 14 soggetti su 18; per un soggetto il dolore non è cambiato mentre i restanti 3 soggetti hanno percepito sia prima che dopo il trattamento un dolore pari a 0 nella scala VAS. (Grafico 3) Scala VAS (spalla) Metodo Raggi Metodo PNF Risultati positivi Risultati negativi Inalterati Grafico 3 Dai risultati finali sul test di mobilità della spalla tra i 24 soggetti sottoposti a terapia PNF il 62,5% è migliorato, il 29,2% è peggiorato, l 8,3% è rimasto invariato. Il valore medio di miglioramento dell extrarotazione è stato di 14,83. I 18 pazienti trattati con metodo raggi hanno tutti migliorato l extrarotazione dell omero. Il miglioramento medio è stato di 20,27. Mobilità della spalla Metodo Raggi Metodo PNF Risultati positivi Risultati negativi Inalterati Grafico 4 Mettendo a confronto quindi i risultati possiamo dedurre che il metodo Raggi, per quanto riguarda il miglioramento dell escursione articolare, ha registrato risultati sempre positivi in tutti 44

45 i soggetti trattati e con margini di miglioramento dell extrarotazione migliori rispetto al trattamento P.N.F (Grafico 4). Dall osservazione baropodometrica e stabilometrica, considerando i risultati ottenuti si evince come la metodica Raggi ottenga risultati migliori rispetto la metodica PNF dal punto di vista baropodometrico e stabilometrico. Nella valutazione dei dolori secondari, dalla scala VAS come la maggioranza dei casi ha dimostrato, il metodo Raggi è risultato molto efficace anche nel miglioramento, e in alcuni casi risoluzione, di uno o più dolori secondari inizialmente segnalati dai pazienti. Pur non intervenendo direttamente sulle aree interessate dai dolori secondari, il lavoro eseguito tramite postura decompensata ha permesso il coinvolgimento dell intera struttura corporea portando al riequilibrio posturale globale. Scala VAS (dolori secondari) 100% 80% 60% 40% 20% 0% Metodo Raggi Metodo Pnf Risultati positivi Risultati negativi Inalterati Grafico 5 Dal confronto dei risultati si può notare come entrambi i metodi abbiano portato ad una significativa percentuale di miglioramento dei dolori secondari nei pazienti trattati. Tuttavia il Metodo Raggi, oltre a presentare una maggiore percentuale di miglioramento (67%, contro il 50% del metodo PNF), mostra un livello di peggioramento molto basso (5%) rispetto al metodo tradizionale fisioterapico (12%) (Grafico 5). I risultati confermano quindi l efficacia del lavoro in postura decompensata del Metodo Raggi. 4. Conclusioni Il lavoro presentato si proponeva come scopo quello di dimostrare, attraverso il confronto tra modalità di valutazioni differenti (Metodo Raggi e Pnf-Kabat), quale potesse essere più efficace nel trattamento della spalla con limite funzionale. La scelta di finalizzare i lavori al miglioramento della funzionalità di questa articolazione è stata dettata dalla necessità di trovare trattamenti efficaci che possano aiutare a prevenire numerose patologie degenerative dell arto in questione. Abbiamo così deciso di confrontare i risultati dei trattamenti delle due metodiche attraverso l analisi di 6 tests differenti. Dallo sviluppo delle nostre relazioni abbiamo potuto constatare che in alcuni tests, quali marcia sul posto e frecce vertebrale, il metodo Pnf ha raggiunto maggiori risultati positivi anche se si sono ottenuti nel contempo maggiori risultati negativi. Il suddetto metodo potrebbe incidere in maniera negativa su alcuni soggetti, in quanto richiedendo esercizi in contrazione massimale può portare ulteriori tensioni muscolari determinando maggior ipertono. Diversamente nel Metodo Raggi, grazie ad un lavoro in postura globale decompensata, attraverso il riequilibrio delle tensioni muscolari, la respirazione ed il controllo dei compensi, raramente si sono ottenuti risultati negativi. I dati relativi alla flessibilità ed alla mobilità della spalla depongono a favore del Metodo Raggi con Pancafit. Inoltre la Metodica Raggi ha dimostrato una buona validità del trattamento non solo sotto l aspetto funzionale ma anche sotto l aspetto del dolore, non solo relativo al dolore primario ma anche a quello secondario, lontano dalla sintomatologia della spalla ed apparentemente senza nessun collegamento. 45

46 % % Trattamento delle cicatrici reattive e ricaduta sul piano posturale ed algico Ricerca eseguita dall equipe di Tecnici Posturologi di Kinesistudio del Prof. Raggi: dott. Paolo Beretta, dott. Giovanni Castellani, dott.ssa Alida Cambieri. I dati sono stati esaminati dal dott. Diego Caimi 1. Introduzione Dal momento che ogni cicatrice interessa non solo la pelle ma anche il tessuto connettivale, fasciale e muscolare, attraverso le catene muscolari può interferire con tutto il sistema muscolo-scheletrico e quindi con la postura. Lo scopo di questa ricerca è quello di valutare, attraverso test oggettivi e soggettivi. quanto il trattamento delle cicatrici porti dei cambiamenti posturali, funzionali e sulla sintomatologia dolorosa. 2. Materiali e metodi La ricerca è stata condotta su un campione di 40 pazienti suddiviso in due gruppi di 20: un campione trattato in postura globale decompensata con Pancafit (gruppo A) e uno di controllo trattato non in postura globale (gruppo B). Ogni soggetto presentava almeno una cicatrice di cui ne è stata testata la reattività all inizio della ricerca attraverso il test di forza muscolare. I pazienti sono stati valutati inizialmente (ed altrettanto cvalutati al termine delle sedute previste) attraverso misurazioni stabilometriche e baropodometriche (con pedana DIASU); inoltre test di flessibilità con flessione del busto avanti (bending anteriore) e fotografie in postura allo scoliosometro. Sono state compilate per cisacuno le scale MPQ e VAS, relativamente a dolori presenti nel corpo. Sono stati poi eseguiti 5 trattaementi a cadenza settimanale che si indirizzavano su tutte le cicatrici che ogni soggetto presentava. Al termine si sono ripetuti i test iniziali e rilevati i cambiamenti. A distanza di 4 mesi si è effettuato un follow up per valutare se e in che percentuale si fossero mantenuti i risultati ottenuti. 3. Risultati Il confronto dei test iniziali e finali sono rappresentati dai grafici relativi ai due gruppi (A e B). Si evidenzia una netta relazione fra trattamento delle cicatrici e diminuzione del dolore. Entrambi i gruppi sono migliorati, con una prevalenza che depone a favore del trattamento delle cicatrici mentre si è in postura decompensata. Vedi test MPQ e scala VAS (Grafico 1a e 2a). Graf. 1a 100,0 90,0 80,0 70,0 60,0 50,0 40,0 30,0 20,0 10,0 0,0 MPQ MPQ- - gruppo GRUPPO C A AaAAAAAAA aadaab classe 1 classe 2 classe 3 classe 4 classe 5 inizio fine Graf. 1b MPQ - gruppo D inizio MPQ- GRUPPO B fine 100,0 90,0 80,0 70,0 60,0 50,0 40,0 30,0 20,0 10,0 0,0 classe 1 classe 2 classe 3 classe 4 classe 5 Grafico 1a-1b: Confronto dei miglioramenti ottenuti nel MPQ nel gruppo A e nel gruppo B. Ogni classe comprende degli aggettivi identificativi del dolore. Si evidenzia come al termine della ricerca, per ogni classe, la percentuale delle persone che hanno riferito i singoli aggettivi al proprio dolore è diminuita, a conferma che lo avvertivano in modo meno evidente. 46

47 VAS - GUADAGNO % (GRUPPO A) 9% VAS - GUADAGNO % (GRUPPO B) 12% Graf. 2a 31% Graf. 2b 60% 29% 59% migliorati peggiorati invariati migliorati peggiorati invariati Grafico 2 a-2b: Nel gruppo A il miglioramento dei dolori è stato del 60 % contro il 59 % del gruppo B; il peggioramento è stato del 31 % per il gruppo A contro il 29 % del gruppo A. Infine i risultati sono rimasti invariati per il 9% del gruppo A e per il 12 % del gruppo B. Oltre ad un miglioramento dei dolori si è osservata una maggiore flessibilità rilevata dal test di flessione anteriore (banding test). Il gruppo A, pur partendo da un valore medio più alto rispetto al gruppo B, ha ottenuto un miglioramento più significativo con un guadagno medio più alto (Tab 1 e Grafico 3). GRUPPO A - in postura GRUPPO B - non in postura paziente INIZIO FINE G (cm) paziente INIZIO FINE G (cm) 1 13,00 7,00 6, ,00 17,00 3, ,00 5,50 11,50 2 0,00 0,00 0, ,60 4,70 5, ,00 13,40 1,60 4 7,50 0,00 7,50 4 0,00 0,00 0,00 5 0,00 0,00 0,00 5 0,00 0,00 0,00 6 0,00 0,00 0,00 6 0,00 0,00 0, ,00 12,50 3, ,00 9,00 6,00 8 5,50 0,00 5, ,40 17,70-3, ,00 17,00 4,00 9 0,00 0,00 0, ,80 10,30 3, ,20 0,00 15, ,50 13,00-5, ,50 4,50 9, ,00 0,00 0, ,50 0,00 0, ,00 7,50 3, ,00 1,00 1, ,50 23,00 3, ,00 3,00-3, ,50 13,50 11, ,00 10,00 3, ,00 0,00 0, ,00 0,00 0, ,50 0,00 1, ,00 0,00 0, ,00 6,00 2, ,00 0,00 0, ,00 0,00 0, ,00 0,00 0, ,00 11,00 1, ,00 16,00-3,00 MEDIA 9,77 6,55 3,22 MEDIA 6,08 4,58 1,50 T.TEST: 1,41097 SIGNIFICATIVO T.TEST: 13,65219 NON SIGNIFICATIVO Tab. 1: I dati riportati nella colonna inizio e fine indicano la distanza tra le dita delle mani del paziente e il terreno rilevata nel bending anteriore (flessione anteriore del busto). Nella colonna G viene riportata la differenza espressa in cm. tra il test iniziale e quello finale. I valori positivi indicano che il paziente ha eseguito una flessione del busto maggiore; per contro i risultati negativi indicano che il paziente ha eseguito una flessione del busto minore. 47

48 centimetri TEST FLESSIONE ANTERIORE gruppo A Gruppo B Grafico 3: Confronto tra la media iniziale e finale dei valori del test di flessione anteriore del gruppo A e B e confronto del guadagno medio tra i due gruppi Media iniziale Media finale Guadagno medio Anche attraverso l analisi strumentale con la pedana stabilometrica DIASU emerge una variazione dei diversi paramentri in seguito al trattamento delle cicatrici. Sono state rilevate le differenze di carico statico, le superfici d appoggio e la variazione della proiezione al suolo dei baricentri per poi confrontare i risultati iniziali e finali (Grafico 4). Si è rilevato un miglioramento per entrambi i gruppi e il dato più rilevante è che la percentuale dei soggetti peggiorati è minore per il gruppo A. Graf. 4a baricentro statico - gruppo C GRUPPO A BARICENTRI STATICI Graf. 4b baricentro statico - gruppo D GRUPPO B BARICENTRI STATICI 15% 45% 45% migliorato peggiorato invariato 35% 50% migliorato peggiorato invariato 10% carico statico - gruppo C GRUPPO A CARICO STATICO carico statico - gruppo D GRUPPO B CARICO STATICO 20% 15% 25% 55% migliorato peggiorato invariato 30% 55% migliorato peggiorato invariato sup. d'appoggio statica - gruppo C GRUPPO A SUPERFICIE D APPOGGIO sup. d'appoggio statica - gruppo D GRUPPO B SUPERFICIE D APPOGGIO 35% 50% migliorato peggiorato invariato 25% 40% migliorato peggiorato invariato 15% 35% Grafico 4a-4b: Nel gruppo B i pazienti che hanno ottenuto il miglioramento dell equilibrio dei baricentri statici sono stati il 50% contro il 45% del gruppo A, quelli che hanno ottenuto il peggioramento sono stati il 35% contro il 10% del gruppo A. I pazienti che hanno ottenuto il miglioramento dell equilibrio del carico statico sono stati in entrambi i gruppi del 55% mentre quelli che hanno ottenuto il peggioramento sono stati del 30% contro il 25% del gruppo B. Infine, i pazienti che hanno avuto il miglioramento dell equilibrio delle superfici d appoggio sono stati il 40% del gruppo B contro il 50% del gruppo A, quelli che hanno avuto il peggioramento sono stati il 35% contro il 15% del gruppo A. 48

49 A distanza di 4 mesi è stato effettuato un esame di controllo (follow up) su tutti i soggetti per valutare l andamento delle modifiche ottenute. Entrambi i gruppi hanno mantenuto gli effetti positivi del trattamento; per molti pazienti i dolori hanno continuato ad abbassarsi di intensità. Il gruppo A evidenzia risposte maggiormente interessanti evidenziando un calo maggiore dei dolori (Tab.2a e 2b). Tab.2a Tab.2b Gruppo A dopo 4 mesi Dolori (tot 45) invariati migliorati peggiorati 9 (20%) 24 (53,3%) 12 (26,7%) Pazienti (tot17) invariati migliorati peggiorati 3 (17,6%) 11 (64,8%) 3 (17,6%) Gruppo B dopo 4 mesi Dolori(tot 58) invariati migliorati peggiorati 11(18,9%) 23 (39,7%) 24 (41,4%) Pazienti (tot 16) invariati migliorati peggiorati 2 (12,5%) 9 (56,2%) 5 (31,3%) Tab. 2a -2b I Dolori migliorati del gruppo B sono il 39,7% contro il 53,3% del gruppo A, quelli peggiorati sono il 41,4% contro il 26,7 del gruppo A e quelli invariati sono il 18,9% contro il 20% del gruppo A. I pazienti migliorati del gruppo B sono il 56,2% contro il 64,8% del gruppo A, quelli peggiorati sono il 31,3% contro i 17,6% del gruppo B, gli invariati sono il 12,5% contro il 17,6% del gruppo B. 4. Conclusioni Questa ricerca ha dimostrato come il trattamento delle cicatrici (indipendentemente dalla tecnica posturale utilizzata o non) abbia determinato dei cambiamenti sia sulla quantità di dolore, nella flessibilità e nell equilibrio. Tuttavia i risultati ottenuti dal gruppo A si sono dimostrati più significativi e non solo non sono regrediti a distanza di tempo ma la sintomatologia dolorosa è continuata a migliorare anche nei mesi successivi. Questo studio dimostra la valenza di un buon trattamento delle cicatrici; e che se questo trattamento avviene in postura decompensata, si hanno maggiori risultati. 49

50 Cicatrici patologiche e squilibri posturali. Due metodiche di trattamento a confronto Tesi effettuata da Paola Chiappa, studentessa del corso di laurea in Fisioterapia c/o la Facoltà di Medicina e Chirurgia - Università degli Studi di Parma, A.A. 2007/2008 (Relatore dott. Marcello Chiapponi). NB: questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 157 pagine. 1. Introduzione L argomento sviluppato nel presente scritto nasce da una mia passione personale per la Posturologia, materia che mi ha affascinato sin dai primi approcci ai Corsi universitari. I numerosi fattori che influiscono sulla postura, la complessità del sistema nervoso che ne governa la regolazione, il concetto di causalità e di globalità secondo cui tutto il sistema è finemente interconnesso ma non sommativo. Questi sono i concetti che mi hanno incuriosito e che mi hanno spinto a cercare di approfondire tale argomento. Ho così deciso di effettuare una ricerca scientifica sperimentale che potesse verificare eventuali correlazioni fra cicatrici patologiche e squilibri posturali. Lo studio svolto si pone l obiettivo di verificare se una cicatrice patologica possa essere la causa di uno squilibrio posturale. 2. Materiali e metodi Si è stabilito di considerare patologiche quelle cicatrici che inducono al soggetto sensazioni fastidiose o dolorose alla palpazione e/o che presentano aderenze rilevabili tramite scollamento manuale. Sono stati selezionati 24 soggetti operati di appendicectomia e ritenuti idonei per lo studio. Successivamente tali soggetti sono stati suddivisi in due gruppi. I pazienti appartenenti al primo gruppo, sono stati inserirti nel gruppo definito di controllo ed hanno affrontato due visite (a distanza di un mese l una dall altra), nelle quali sono stati raccolti dati anamnestici e dati derivanti da test e valutazioni posturali eseguite con apposite strumentazioni. Nel periodo di tempo trascorso non è stata eseguita nessuna manovra di manipolazione o scollamento. Il secondo gruppo, definito di studio, è stato a sua volta ripartito in due sottogruppi. - gruppo A, sottoposto a trattamenti di scollamento delle aderenze cicatriziali su lettino terapeutico; - gruppo B trattato con le stesse manovre di scollamento manuale delle aderenze cicatriziali, ma in postura globale decompensata su Pancafit. Tali pazienti, dopo la visita iniziale sono stati sottoposti ad un ciclo di sei trattamenti terminati i quali sono stati nuovamente sottoposti a controllo per rilevare le eventuali differenze di assetto posturale. I componenti dei tre gruppi sono stati sottoposti ad una batteria di test composta da: 1. rilevazione stabilometrica e baropodometrica, effettuata con pedana stabilometrica. 2. test di flessibilità in bending anteriore 3. test della marcia 4. rilevazioni fotografiche posturali e al podoscopio 3. Risultati I seguenti risultati sono emersi dal confronto dei dati relativi ai test strumentali, funzionali e fotografici, iniziali e finali. Abbiamo esaminato il baricentro corporeo tenendo come riferimenti i valori relativi all X medio e all Y medio. 50

51 mm mm 1. Dall elaborazione dei valori ottenuti con i pazienti trattati su lettino terapeutico possiamo osservare che: ~ L X medio è variato da un valore medio di 2,44 (alla visita iniziale) a -1,23 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo avvicinamento alla posizione ideale (0) di 1,21mm; ~ L Y medio è variato da un valore medio di 8,44 (alla visita iniziale) a 8,05 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo avvicinamento alla posizione ideale (0) di 0,39mm. 2. Dall elaborazione dei valori ottenuti con i pazienti trattati su Pancafit possiamo osservare che: ~ L X medio è variato da un valore medio di 3,5 (alla visita iniziale) a 0,3 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo avvicinamento alla posizione ideale (0) di 3,2mm; ~ L Y medio è variato da un valore medio di 7,33 (alla visita iniziale) a -1,91 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo avvicinamento alla posizione ideale (0) di 5,42mm. 3. Dall elaborazione dei valori ottenuti con i pazienti non trattati possiamo osservare che: ~ L X medio è variato da un valore medio di 1,03 (alla visita iniziale) a 1,4 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo allontanamento dalla posizione ideale (0) di 0,37mm; ~ L Y medio è variato da un valore medio di 2,97 (alla visita iniziale) a 3,17 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo allontanamento dalla posizione ideale (0) di 0,2mm. Nei seguenti grafici (Grafico 1a e 1b) vengono riportate le variazioni delle medie del baricentro corporeo lungo gli assi X e Y, registrate in tutti i soggetti dello studio. Spostamento del baricentro sull'asse delle x Spostamento del baricentro sull'asse delle y Lettino Pancafit Non trattati Valore medio iniziale Valore medio finale Graf.1a Lettino Pancafit Non trattati Valore medio iniziale Valore medio finale Graf.1b Grafico 1a 1b: l avvicinamento del valore allo 0, sia per quanto riguarda l asse delle x che quello delle y, determina un miglioramento della posizione del baricentro. Gli altri parametri osservati nelle misurazioni effettuate sulla pedana stabilometrica sono stati: area del gomitolo che indica la superficie di oscillazione della proiezione a terra del baricentro corporeo del soggetto, i cui valori ideali devono rientrare tra i mm² e varianza di velocità che rappresenta il rapporto statistico tra le accelerazioni e decelerazioni necessarie per mantenere l equilibrio in la posizione eretta. Entrambi questi dati ci forniscono informazioni sulla variazione della stabilità posturale. 51

52 pazienti pazienti 1. Nei pazienti trattati su lettino terapeutico possiamo rilevare che: ~ L area è variata da un valore medio di 58,98 (alla visita iniziale) a 112,27 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo aumento di 53,29mm/s²; ~ La varianza di velocità si è modificata da un valore medio di 115,80 (alla visita iniziale) a 266,90 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo aumento di 151,1mm/s². 2. Nei pazienti trattati su Pancafit possiamo rilevare che: ~ L area è variata da un valore medio di 32,95 (alla visita iniziale) a 69,54 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo aumento di 36,59mm/s²; ~ La varianza di velocità si è modificata da un valore medio di 95,45 (alla visita iniziale) a 66,78 (alla visita finale). Registrando quindi una complessiva diminuzione di 28,67mm/s². 3. Nei pazienti non trattati possiamo rilevare che: ~ L area è variata da un valore medio di 41,65 (alla visita iniziale) a 40,97 (alla visita finale). Registrando quindi una complessiva diminuzione di 0,68mm/s²; ~ La varianza di velocità si è modificata da un valore medio di 88,68 (alla visita iniziale) a 91,51 (alla visita finale). Registrando quindi un complessivo aumento di 2,83mm/s². Graf. 2a AREA GOMITOLO Graf. 2b VARIANZA DI VELOCITA' lettino pancafit controllo migliorati peggiorati invariati lettino pancafit controllo migliorati peggiorati invariati Grafico 2a 2b: cambiamenti ottenuti dai soggetti dei tre diversi gruppi sull area del gomitolo e sulla varianza di velocità. Il trattamento effettuato su lettino terapeutico, pur migliorando la posizione media del baricentro lungo l asse X, non consente di incrementare la stabilità posturale. Infatti, i valori medi dei parametri di varianza di velocità ed area aumentano anziché diminuire. L'area partiva da un valore nella media ed è passata ad uno discretamente superiore (valore medio dell area alla visita iniziale: 58,98 mm 2, valore medio dell area alla visita finale: 112,27 mm 2 ). Si è invece rilevato che il trattamento in allungamento muscolare globale decompensato, oltre a contribuire al miglioramento della posizione del baricentro in entrambi gli assi (assi X e Y), consente l incremento di stabilità posturale del soggetto. Infatti, il valore medio della varianza di velocità diminuisce e l area aumenta, passando da un valore troppo basso (<50 mm², indice di ipertono) ad un valore fisiologico (valore medio dell area alla visita iniziale: 32,95 mm 2, valore medio dell area alla visita finale: 69,54 mm 2 ). Analizzando i risultati ottenuti con il test della flessione (bending anteriore), si può affermare che il trattamento delle cicatrici patologiche può incrementare l elasticità della catena posteriore (soprattutto se il trattamento avviene su Pancafit ) (graf.3). 52

53 cm Le variazioni registrate sono state: - Aumento della flessione media di 1,67cm nei pazienti trattati su lettino terapeutico; - Aumento della flessione media di 2,66cm nei pazienti trattati su Pancafit ; - Aumento della flessione media di 0,16cm nei pazienti non trattati. GUADAGNO MEDIO BANDING ANTERIORE 3 2,5 2 1,5 1 1,67 2,66 Graf. 3 0,5 0 Lettino Pancafit Non trattati 0,16 I risultati del test della marcia hanno sottolineato, tramite una diminuzione dell'angolo di rotazione, una ridotta asimmetria del tono posturale nei soggetti trattati. Possiamo mettere a confronto i valori ottenuti nelle due visite (iniziale e finale), relativi all avanzamento, allo spostamento laterale e alla rotazione. 1. Nei pazienti trattati su lettino terapeutico: ~ L avanzamento diminuisce di 11,66cm. ~ Lo spostamento laterale diminuisce di 12,5cm. ~ La rotazione diminuisce di 6, Nei pazienti trattati su Pancafit : ~ L avanzamento diminuisce di 13,33cm. ~ Lo spostamento laterale diminuisce di 5cm. ~ La rotazione diminuisce di 11, Nei pazienti non trattati: ~ L avanzamento diminuisce di 3,75cm,. ~ Lo spostamento laterale diminuisce di 1,67cm. ~ La rotazione aumenta di 1,66. Per quanto riguarda l osservazione dell appoggio bipodalico su podoscopio non è possibile ottenere valori numerici e pertanto risulta difficile fare un confronto oggettivo delle variazioni registrate. Abbiamo quindi rilevato che i risultati acquisiti tramite questa osservazione sono da considerarsi poco significativi ai fini dello scopo dello studio, poiché non sono evidenziabili modificazioni quantitativamente dimostrabili. Infine abbiamo osservato i soggetti in un piano sagittale e in uno frontale. Confrontando le variazioni verificatesi fra la visita iniziale e quella finale, possiamo constatare alcuni cambiamenti, soprattutto nei soggetti trattati. Dobbiamo però asserire che, anche in alcuni soggetti non trattati in numero inferiore rispetto a quelli trattati si sono registrate lievi modificazioni dell atteggiamento posturale. Pertanto, non ci sembra possibile considerare l esito di tale valutazione altamente significativo al fine del raggiungimento dello scopo del nostro studio. 53

54 4. Conclusioni Nonostante il ridotto numero dei soggetti osservati e l esiguo numero di trattamenti effettuati, è stato comunque possibile dimostrare che le cicatrici patologiche possono influire sull assetto posturale. Dall elaborazione dei risultati è emerso che, nonostante non ci siano stati significativi cambiamenti nell atteggiamento posturale e nell appoggio sul podoscopio, i restanti test hanno evidenziato un oggettiva variazione nei soggetti trattati rispetto a quelli appartenenti al gruppo di controllo. Tutti i valori sono stati analizzati con il test statistico del T di student e sono risultati significativi con un errore inferiore al 5%. Inoltre in tutti i soggetti trattati si è registrata una notevole diminuzione delle sensazioni fastidiose o dolorose manifestate alla palpazione della cicatrice oltre ad una notevole riduzione delle aderenze che in alcuni casi è completamente scomparsa. L elaborazione dei dati raccolti ci permette quindi di affermare che il trattamento ha portato a modificazioni dell assetto posturale. In particolar modo tali variazioni sono risultate positive effettuando il trattamento in postura di allungamento muscolare globale decompensato. Ci auguriamo che tali conclusioni, pur se ottenute con un campione ristretto, possano servire da spunto per ulteriori studi che approfondiscano con più precisione il ruolo che le cicatrici patologiche possono avere sull' assetto posturale complessivo della persona. 54

55 Effetto della terapia decontratturante sui sintomi psicologici in una popolazione di pazienti con sindrome ansioso-depressiva Tesi effettuata dai Dottori Enrica Pompei, Laura Speranzini (Formazione base Metodo Raggi ), Angelo Riannetti, studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2006/2007. NB: questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 57 pagine 1. Introduzione e scopi Per sindrome ansiosa si intende la sensazione di pericolo imminente ed indeterminato, accompagnata da uno stato di malessere, agitazione e smarrimento. La sindrome depressiva è caratterizzata da un persistente umore depresso o perdita di interesse o di piacere per le attività usuali, accompagnata da vari sintomi cognitivi, comportamentali e somatici. Le linee guida per il trattamento della sindrome ansioso depressiva raccomandano la somministrazione di farmaci antidepressivi, terapia cognitivo comportamentale e psicoterapia individuale. Dall analisi della letteratura emerge un ruolo potenziale delle tecniche di rilassamento muscolare nel ventaglio di terapie efficaci nel controllo di sintomi psicologici associati alla sindrome ansioso depressiva. Altri studi hanno dimostrato un miglioramento dei sintomi somatici, quali, insonnia, cefalea muscolo tensiva e crisi ipertensiva, indotto dalle tecniche di rilassamento muscolare. Le tecniche analizzate nei lavori menzionati sono state: il rilassamento muscolare progressivo di Jacobson, il training autogeno, il biofeedback, il massaggio e le pratiche derivate dalle tecniche di meditazione e dallo yoga. Le conclusioni di tali studi sono concordi nell evidenziare un miglioramento dei sintomi correlati alla sindrome ansioso depressiva nei pazienti sottoposti alle tecniche di rilassamento rispetto al placebo. Scopo della presente tesi è valutare l efficacia della tecnica dell Allungamento Globale Decompensato Metodo Raggi nel diminuire i sintomi psicologici e somatici, in una popolazione di pazienti affetta da sindrome ansioso depressiva. Tale metodo si avvale di uno strumento, Pancafit, attrezzo in grado di riequilibrare la postura agendo sul principio delle catene muscolari e tenendo conto della corretta respirazione diaframmatica. Il diaframma, se retratto, può generare vizi posturali in quanto è in relazione con organi e distretti. Nel momento in cui un muscolo si accorcia in seguito a traumi, tensioni, stress, ipocinesia si verifica una retrazione muscolare, cioè fibrotizzazione della componente connettivale e miofasciale, che con il tempo causerà una fissità muscolare. Tali fissità si affronteranno attraverso l allungamento globale decompensato. L utilizzo di Pancafit permette di applicare tale allungamento adattando gli angoli di lavoro in base alle esigenze di ogni paziente. Attraverso l utilizzo di tale metodica si ripercorre il vissuto del paziente, si ricercano le abitudini viziate, i traumi del passato, le cicatrici e le alterazioni emotive che possono essere causa od effetto di problematiche fissate da giorni, mesi, anni nel corpo di ogni singola persona, risalendo alla vera causa che ha generato il disagio muscolare per poi sconfiggerlo definitivamente, restituendo libertà e benessere psico-fisico. 2. Materiali e Metodi E stato selezionato un campione di 10 persone, 3 maschi e 7 femmine, di età compresa tra i 21 e 64 anni, sottoposte ad un ciclo di terapie di allungamento muscolare globale decompensato con sedute settimanali di 45 l una per la durata di 10 settimane. Ad ogni paziente è stato sottoposto un questionario di autovalutazione composto da 22 domande per rilevare il tono dell umore ( self report - scala di autovalutazione dell ansia e della depressione di Zung). Criteri di inclusione al presente studio sono stati rappresentati dalla positività di 15 risposte al suddetto questionario. 55

56 Per verificare la significatività statistica delle differenze rilevate è stato applicato il test T di Student. Per applicare il test, sono state preliminarmente trasformate le modalità di risposta qualitativa in punteggi numerici. Sono stati quindi calcolati i punteggi medi dei 10 pazienti confrontando i valorosi tra l inizio e la fine delle terapie. Più alti erano i valori e maggiore era lo stato di benessere psicologico. 3. Risultati La tabella 1 evidenzia le differenze tra i punteggi medi e le somme dei punteggi prima e dopo la terapia per ogni paziente. Per tutti i pazienti il punteggio medio è aumentato dall inizio alla fine della ricerca. Questo dato è confermato anche dalla somma dei punteggi medi di ogni paziente che prima della terapia è pari a 26,95455 mentre risulta di 34,95431 dopo la terapia. PAZIENTI Media punteggi prima Media punteggi della terapia dopo la terapia Pz 1 3, , Pz 2 2 3,5 Pz 3 2, , Pz 4 2, , Pz 5 2, , Pz 6 3, , Pz 7 2, , Pz 8 3, , Pz 9 2, , Pz 10 2, , Somma 26, ,95431 Tab. 1: Differenze tra i punteggi medi prima e dopo la terapia e rispettiva somma. I risultati ottenuti sono stati riportati sul grafico 1, che mostra i valori percentuali delle modalità di risposte prima e dopo la terapia. Dall analisi dei valori del grafico, si è registrata una forte diminuzione delle modalità di risposta estremamente negative (punteggio = 1) da 16.4% a 1.8% e di quelle negative (punteggio=2) da 23.6% a 5.9%. Le risposte estremamente positive (punteggio=4), hanno invece subito un notevole aumento, sono infatti più che raddoppiate, da 25.9% a 53.2%. Dall osservazione si nota che tutti i pazienti hanno avuto un miglioramento nelle risposte relative al questionario. 56

57 Graf % 60% Valori percentuali delle modalità di risposte prima e dopo la terapia 59,1% 50% 40% 30% 23,6% 34,1% 33,2% 25,9% Prima Dopo 20% 16,4% 10% 0% 1,8% risposta estrememente negativa 5,9% risposta negativa risposta positiva risposta estremamente positiva Grafico 1: Valori % delle modalità di risposte prima e dopo la terapia 4. Conclusioni I risultati ottenuti mostrano un aumento del punteggio prima e dopo la terapia per ogni paziente, del punteggio medio e della somma dei punteggi. Tale miglioramento è risultato statisticamente significativo con P< a 0,01%. I risultati del nostro studio hanno pertanto evidenziato un effetto positivo della tecnica di allungamento globale decompensato Metodo Raggi nel migliorare i sintomi associati alla sindrome ansioso depressiva. Ulteriori studi, con una popolazione di controllo, sono necessari per confermare questa ipotesi. 57

58 Applicazione del Metodo Pancafit nei corsi di gruppo: principi e risultati ottenuti Tesi effettuata da Alex Mauri (Formazione Metodo Raggi ), studente del corso di Laurea in Scienze Motorie c/o la Facoltà di Scienze della Formazione Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, A.A. 2007/2008 NB: questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 117 pagine. 1. Introduzione Osservando le persone e le diverse posture ho potuto apprendere che il corpo si muove come può perché è influenzato e influenzabile da tutto ciò che vive o che ha vissuto. Il nostro organismo infatti, oltre ad avere un bagaglio genetico, è in grado di adattarsi ai traumi, alle tensioni emotive e ai dettami culturali: ecco perché nel mondo non esistono due persone che si muovono, parlano, giocano, si relazionano nello stesso modo. Nel proseguire i miei studi universitari e approfondendo la metodica dell Allungamento Muscolare Globale Decompensato mi sono reso conto che la natura nel suo naturale svolgersi, è solo un continuo concatenarsi di stimoli e che tutti gli esseri viventi, uomo compreso, cambiano aspetto, forma, postura, modo di vivere in base agli stimoli che ricevono; input corretti, sempre diversi e che rispettano la fisiologia, stimolano positivamente il corpo e le sue funzioni; stimoli non fisiologici, ripetitivi e invasivi, al contrario esasperano l organismo, lo indeboliscono e aprono la strada a squilibri funzionali di vario tipo, favorendo così la comparsa di algie. L essere umano oltre ad essere assoggettato agli stimoli ambientali (clima, territorio, tradizioni, culture ecc.) ha anche la fortuna di poter decidere quali stimoli ricevere (cibo, istruzione, attività fisica, amicizie, ecc.), e può così scegliere di condizionare il suo corpo in un modo piuttosto che in un altro. 2. Scopo della tesi Lo scopo della ricerca è di verificare quali risultati possono essere ottenuti sulle algie muscoloscheletriche seguendo un percorso di riequilibrio posturale con Pancafit. Questo percorso consiste nell integrare la vita di tutti i giorni con un corso di pancafit group della durata di circa un ora, una volta alla settimana per 8 mesi, per un totale di 30 sedute. L indagine è stata effettuata su un gruppo di 30 persone, con algie muscolo-scheletriche, muscolo-tensive o radicolari, di età compresa tra i 30 e i 70 anni. Ogni componente del gruppo all inizio e alla fine della ricerca è stato sottoposto ad alcuni test di valutazione: flessibilità del busto (bending anteriore e laterale), esame baropodometrico statico e stabilometrico, test di valutazione soggettiva del dolore (VAS, QBPDS), nei quali viene chiesto al soggetto preso in esame di dare un valore all intensità indicando anche la limitazione fisica che ogni singolo dolore comporta. 3. Fasi della ricerca La ricerca si è svolta in tre fasi. La prima fase ha compreso: 10. Esame posturale alla verticale di Barrè; questo esame è stato eseguito su scoliosometro della ditta Chinesport (Udine) e fotografato con macchina digitale; 11. Esame baropodometrico statico (analisi della distribuzione dei carichi, dell indice di asimmetria di rotazione e andamento del centro di pressione) ed esame stabilometrico effettuato con la pedana DIASU, della ditta Diagnostic Support Srl (Roma); 12. Scala di quantificazione soggettiva del dolore: VAS; 13. Questionario di valutazione percettiva del dolore: QBPDS; 14. Test di flessibilità in bending anteriore e laterale. La seconda fase è costituita da protocolli di lavoro con Pancafit studiati per gestire un attività di gruppo, costituiti da esercizi di respirazione e propriocettività, eseguiti secondo i dettami della metodica dell AMGD. 58

59 La terza fase riguarda l esecuzione degli stessi test iniziali per verificare eventuali variazioni. Al termine della ricerca sono stati confrontati i dati iniziali con i risultati ottenuti nei test finali. 4. Risultati Tutti i grafici sotto riportati evidenziano i risultati ottenuti al termine della ricerca in riferimento ai diversi test effettuati. Per quanto riguarda la QBPDS e la scala VAS sono stati considerati i singoli dolori dichiarati dai pazienti per un totale di 53 dolori iniziali. Dai dati finali emerge in generale un alta percentuale di miglioramento dei dolori, pari all 86% nella QBPDS e al 70% nella scala VAS. Da questo dato si è poi risaliti all entità del miglioramento ottenuto: completa scomparsa o diminuzione del dolore e in quale percentuale. QBPDS (Totale dolori) 12% 2% QBPDS - % di miglioramento 25% 86% migliorati invariati peggiorati 61% 12% 2% migliorati 100% migliorati >50% migliorati 50% migliorati <50% Grafico 1a-1b: Nel primo grafico, relativo alla scala QBPDS, è rappresentata la variazione percentuale dei dolori e nel secondo è espresso il reale guadagno dei dolori migliorati. VAS (Totale dolori) VAS- % di miglioramento 28% 2% 48% 29% 70% 17% 5% migliorati invariati peggiorati migliorati 100% migliorati >50% migliorati 50% migliorati <50% Grafico 2a-2b: Nel primo grafico, relativo alla scala VAS, è rappresentata la variazione percentuale dei dolori e nel secondo è espresso il reale guadagno dei dolori migliorati. 59

60 Dai risultati finali dei test di bending anteriore e laterale è emerso un netto miglioramento della flessibilità. Per quanto riguarda la flessione del busto in avanti la percentuale dei soggetti migliorati è del 77% con un guadagno medio di 3,2 cm. Nella flessione laterale destra c è stato un miglioramento dell 85% delle persone mentre nella flessione a sinistra del 74%. Test di Flessione Anteriore (TDFA) 13% 10% 77% migliorati invariati peggiorati Test di Flessione Laterale dx (TDFL DX) Test di Flessione Laterale sx (TDFL SN) 5% 10% 18% 8% 85% migliorati invariati peggiorati 74% migliorati invariati peggiorati Grafico 3a-3b-3c: Variazione percentuale ottenuta nelle tre prove di flessibilità dai soggetti esaminati I test effettuati con la pedana stabilometrica e il successivo confronto dei risultati ottenuti dimostrano che all esame baropodometrico circa la metà dei soggetti non ha ottenuto cambiamenti significativi. Coloro che invece hanno evidenziato una modificazione positiva dell appoggio dei piedi e quindi una miglir distribuzione del peso corporeo, rappresentano il 37% del totale. BAROPODOMETRIA STATICA 10% 37% 53% migliorati invariati peggiorati Grafico 4a: Cambiamenti ottenuti dall esame baropodometrico riferiti a tutti i soggetti della ricerca 60

61 Un andamento analogo si è verificato nell esame stabilometrico evidenziando nei soggetti migliorati una minor difficoltà nel gestire l equilibrio statico sia ad occhi aperti che ad occhi chiusi; questo garantisce a livello metabolico il minor dispendio energetico e indica, dal punto di vista posturale, che il sistema tonico è sottoposto a minor stress. STABILOMETRIA OA STABILOMETRIA OC 17% 40% 27% 36% 43% migliorati invariati peggiorati 37% migliorati invariati peggiorati Grafico 4b-4c: Cambiamenti ottenuti dall esame stabilometrico nelle due differenti prove (occhi aperti ed occhi chiusi) riferiti a tutti i soggetti della ricerca 5. Conclusioni Analizzando i dati riportati nelle tabelle e nei grafici risulta un netto miglioramento in tutti i test eseguiti. Va sottolineato che non solo sono diminuiti i dolori (scala VAS) e l incidenza che questi avevano sulla vita quotidiana di ogni soggetto (QBPDS), ma anche che la mobilità è migliorata; ne deriva che la muscolatura è più disponibile ad essere allungata, le articolazioni meno frenate e che i movimenti di tutti i giorni risultano essere meno faticosi. Dato che la muscolatura con il passare del tempo tende ad accorciarsi e il corpo a perdere mobilità, alla luce dei risultati ottenuti posso dire che stimolando la muscolatura, una volta alla settimana per un ora, secondo i dettami dell AMGD su pancafit è possibile bilanciare in maniera efficace i vizi posturali che la vita quotidiana impone. 61

62 Studio delle modificazioni delle abilità visive in soggetti con disfunzioni della visione binoculare in applicazione di un protocollo di Visual Training somministrato in postura decompensato secondo il Metodo Raggi Tesi effettuata dal dott. Paolo Molinari, studente del Master Interdisciplinare di I livello VALUTAZIONE E RIEDUCAZIONEDELLE DISFUNZIONI VISUO-POSTURALI c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Neurologia e Otorinolaringoiatria Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2007/2008 NB: questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 97 pagine. 1. Introduzione Noi studiamo la percezione nel tentativo di spiegare ciò che osserviamo nel mondo circostante. In ogni istante milioni di informazioni provenienti da vari sensori del corpo umano viaggiano e vengono elaborati in una complessa rete deputata a salvaguardare quello che definiamo equilibrio, cioè il rapporto ottimale tra il soggetto e l ambiente circostante. Ogni essere vivente deve infatti essere in grado di adattarsi alla situazione ambientale per poter sopravvivere e per svolgere le proprie attività. Tale adattamento richiede continue informazioni su ciò che succede nell ambiente stesso e all interno del proprio corpo per garantire, sia in condizioni statiche che dinamiche, il controllo visivo dell ambiente, della postura statica e dei movimenti, la regolazione dei riflessi neurovegetativi, la coscienza della situazione e il benessere psicologico. Una funzione così importante non può essere affidata ad un solo organo od apparato ma richiede un intero sistema, cioè un insieme di strutture comunicanti e di processi che concorrono in modo definito alla funzione stessa. L occhio è il nostro organo di senso principale e in questi ultimi anni sono stati fatti passi in avanti per la comprensione di come l occhio e il cervello cooperano nella valutazione dell informazione visiva, in particolare mediante meccanismi di analisi dell orientamento, della forma, del colore e della capacità di percepire la profondità e la solidità (stereopsi). Tutti questi meccanismi hanno un fondamento genetico, ma richiedono l esperienza visiva per maturare, specialmente nella prima infanzia. Fra tutte le specie viventi, l uomo ha il sistema visivo più complesso, un sistema che comprende l occhio e le parti del cervello ad esso collegate, che gli permette di coordinare e comprendere i sempre più intricati elementi del suo ambiente. Mediante l occhio e il cervello, l uomo è in grado di porre certe domande e di scoprire le risposte adeguate. Un equilibrio della visione binoculare è il presupposto per poter incrementare le proprie prestazioni. Ad una forma posturale equilibrata, infatti, corrisponde un buon funzionamento visuo-posturale il quale rappresenta una condizione indispensabile per ottenere la migliore performance. Abbiamo detto che il sistema visivo completa il proprio sviluppo nei primi anni di vita del bambino, grazie alla progressiva maturazione delle strutture che collegano occhio e cervello. Il sistema, per svilupparsi correttamente, necessita di immagini nitide da entrambi gli occhi. Un altro requisito fondamentale è la cooperazione e il sincronismo dei movimenti oculari. Qualsiasi ostacolo alla visione che si presenti in questo periodo determina un arresto della maturazione del sistema visivo influendo, talvolta, sul normale sviluppo psichico e fisico. Oggigiorno, con opportune tecniche riabilitative, è possibile recuperare, nella maggior parte dei casi, la funzionalità visiva in età adulta. Parte di queste tecniche riabilitative possono essere racchiuse sotto il termine di VISUAL TRAINING (VT) o educazione percettiva. Per effettuare un trattamento di VT è necessario eseguire un'analisi completa della funzione visiva nelle tre aree che si riferiscono rispettivamente all'integrità della funzione visiva (salute oculare, acuità visiva e condizione refrattiva), all'efficienza visiva (accomodazione, visione binoculare e abilità oculomotorie) e al processamento delle informazioni visive (abilità visuo-spaziali, abilità di analisi visiva e abilità di intergrazione visuomotoria).il Visual Training è in assoluto la strategia terapeutica più sofisticata e scientifica che ci sia al mondo, è basata sulle leggi dell apprendimento (educazione). Lo strumento principe è la palla di Marsden, la differenza con le altre forme di training è che in queste il sintomo è considerato il problema, la causa. 62

63 2. Scopo Lo scopo di questa ricerca è di valutare se, grazie all impiego dell Allungamento Muscolare Globale Decompensato secondo il Metodo Raggi durante il trattamento Visual Training, si riescono ad ottenere rilevanti miglioramenti della funzione visiva e un corretto equilibrio muscolare binoculare che differiscono dalla combinazione con la metodica della Backschool e il Visual Training. Questo scopo ed interesse sono nati dopo aver osservato personalmente l instaurarsi di interessanti e immediati riscontri su persone con squilibri binoculari durante la lezione del prof. Raggi; ecco come nasce l idea di sperimentare e verificare l ipotetica validità di un nuovo protocollo nel trattamento del Visual Training. 3. Materiali e metodi Sono stati coinvolti 50 soggetti di ambo i sessi (compresi tra 15 e 65 anni), di estrazione sociale eterogenea, con atteggiamenti posturali adattativi e scelti indipendentemente dalla presenza di algie, tranne fasi acute. Il controllo al Sistema Visivo Binoculare è stato protocollato principalmente nei test di oculomotricità, negli inseguimenti pursuit e saccadi. I soggetti sono stati suddivisi in tre gruppi di lavoro denominati G1Pancafit di 23 elementi; G2 Backschool di 13 elementi e G3 libero di 10 elementi. Al Gruppo G1 è stato applicato un protocollo di lavoro specifico sul Diaframma secondo il principio del metodo Raggi, con l uso personalizzato della Pancafit a cui è stato studiato un modo per poter utilizzare la palla di Mardsen e per poter eseguire le saccadi con hard chart. Il Gruppo G2 ha eseguito un protocollo di lavoro con la backschool utilizzando un pallone di PVC, Il Gruppo G3 ha continuato l attività normale di palestra. Allo scopo di dare alla ricerca attendibilità scientifica ho eseguito i test visivi a tutti i soggetti con la stessa metodologia. Per la medesima motivazione all interno di ogni gruppo i soggetti hanno affrontato le esercitazioni con le stesse metodologie, tempistiche ed intensità. Tutti i gruppi hanno effettuato un ciclo di due sedute settimanali di 60 per una durata di 8 settimane. All interno della seduta, sempre a carattere individuale, 15 sono dedicati agli esercizi di Visual Training. La ricerca si è svolta in tre fasi: 1) pre-test test sulla funzionalità visiva relativamente sul sistema oculomotorio e sulla visione binoculare 2) un protocollo di lavoro specifico per ogni gruppo 3) un post-test, dove tutti i soggetti sono stati rivalutati con la stessa metodologia del pre-test Ho voluto anche sperimentare l utilizzo della Pancafit in un paziente affetto da strabismo funzionale che nel suo trascorso terapeutico non aveva ottenuto risultati particolarmente interessanti. 4. Risultati Test visivi con Telebinocular Visual Skills Profile (profilo delle abilità visive al punto remoto e al punto prossimo). Per il Gruppo I (Pancafit) il test ha evidenziato un miglioramento più significativo (+30%) nelle abilità visive per lontano. Questo può essere spiegato dal fatto che le persone del gruppo erano in maggioranza presbiti, cioè con minor flessibilità per vicino. Il gruppo II (Backschool) non ha presentato significativi cambiamenti mentre il gruppo III (controllo ha evidenziato un miglioramento solo da lontano. Progress of Fusion (efficienza fusionale in progressione per lontano e per vicino). Nei gruppi Pancafit e Backschool non si sono evidenziati cambiamenti significativi mentre si è osservato un cambiamento positivo per il gruppo di Controllo sia da lontano che da vicino. 63

64 Pazienti Clinical of Fusion (efficienza dell ampiezza fusionale IN e OUT per lontano e vicino). Nei gruppi Pancafit e Backschool non si sono evidenziati cambiamenti significativi. Solo nel gruppo di Controllo si è rilevato un miglioramento nel test Base IN lontano. Multi Stereo (test di stereopsi da lontano per verificare la disparità retinica a livello foveale). Nel gruppo Pancafit i risultati sono rimasti invariati mentre si è evidenziato un leggero miglioramento per il gruppo Backschool. Nel gruppo di controllo invece c è stato un peggioramento. Graf.1a Graf.1b Telebinocular test VISUAL SKILL lontano Telebinocular test VISUAL SKILL Vicino 120% 100% 80% 60% 40% 20% 0% 52% 44% 4% Gruppo Pancafit 100% 70% 30% 0% 0% 0% Gruppo Back school Gruppo di Controllo 100% 80% 60% 40% 20% 0% 61% 30% 9% Gruppo Pancafit 80% 54% 31% 15% 10% 10% Gruppo Back school Gruppo di Controllo Migliorati Invariati Peggiorati Migliorati Invariati Peggiorati Grafico 1a-1b: miglioramento percentuale ottenuto nel test telebinocular Visual Skill da lontano e da vicino nei tre diversi gruppi Graf Visual Skill Lontano Visual Skill Vicino Clinical Fusion L - Base Out Progress of Fusion Lontano Progress of Fusion Vicino Clinical Fusion L - Base IN Test Telebinocular nella norma G 1 Pancafit,G 2 Backschool,G 3 C ontrollo Clinical Fusion V- Base Out Clinical Fusion V- Base IN Multistereo Test Visual Skill Lontano Visual Skill Vicino Progress of Fusion Lontano Progress of Fusion Vicino Clinical Fusion L - Base IN Clinical Fusion L - Base Out Clinical Fusion V- Base Out Clinical Fusion V- Base IN Multistereo Test Visual Skill Lontano Visual Skill Vicino Progress of Fusion Vicino Progress of Fusion Lontano Clinical Fusion L - Base Out Clinical Fusion L - Base IN Gruppo Pancafit Gruppo Back School Gruppo Controllo Clinical Fusion V- Base Out Clinical Fusion V- Base IN Multistereo Test 64

65 Test Oculomotori NSUCO Pursuit (test di valutazione comportamentale e attitudinale che valuta in senso negativo ogni movimento di compenso della testa o del corpo. Valuta, in visione binoculare, la capacità di coordinazione motoria d inseguimento). C è stato un miglioramento significativo per il gruppo Pancafit di cui la verifica positiva di questo test si spiega per il lavoro svolto nel protocollo. Anche il gruppo Backschool ha avuto un significativo miglioramento a seguito degli esercizi oculomotori mentre non si sono evidenziati cambiamenti per il gruppo di Controllo. NSUCO saccadi (test di valutazione comportamentale e attitudinale che valuta in senso negativo ogni movimento di compenso della testa o del corpo. Valuta la lateralità dei movimenti effettuati sul piano orizzontale). Nel guppo Pancafit sono stati ottenuti risultati positivi così come per il gruppo di controllo. Il miglioramento per il gruppo Backschool non è stato invece altrettanto notevole. PPC (Punto Prossimo di Convergenza, test binoculare eseguito con entrambi gli occhi aperti). Per quanto riguarda il punto di rottura si è ettenuto un miglioramento in tutti e tre i gruppi, più significativo nel gruppo Pancafit e nel gruppo Backschool. Relativamente al punto di recupero il gruppo di controllo non ha ottenuto variazioni mentre si è verificato un miglioramento notevole negli altri due gruppi. Groffman vicino (Visual Traning, si valuta l efficienza della motricità pursuit abbinate a delle saccadi). Per il gruppo Pancafit la verifica positiva di questo test si spiega per il lavoro svolto nel protocollo di VT in Pancafit. Il gruppo Backschool e di Controllo non hanno evidenziato miglioramenti. DEM (test che si effettua per vicino, analizza le componenti saccadiche e la verbalizzazione del soggetto). I test non evidenziano miglioramenti significativi nei tre gruppi. CORDA DI BROCK lontano e vicino (test eseguibile nello spazio libero. Test che permette di valutare come il soggetto proiettala propria visione nello spazio). I test non evidenziano miglioramenti significativi nei tre gruppi. COVER TEST lontano e vicino (osservazione del comportamento motorio dell occhio non fissante. Il test consiste nell interrompere la visione binoculare dell esaminato occludendogli uno dei due occhi e osservando il comportamento motorio di uno o entrambi gli occhi quando viene tolta l occlusione). I test non evidenziano miglioramenti significativi nei tre gruppi. 65

66 Test oculomotorio PPC recupero Test oculomotorio PPC rottura 100% 80% 60% 40% 20% 0% 73% 24% 4% Gruppo Pancafit 92% 8% 0% Gruppo Back school 30% 50% Gruppo di Controllo Migliorati Invariati Peggiorati 20% 100% 80% 60% 40% 20% 0% 60% 39% 46% 38% 30% 30% 40% 1% Gruppo Pancafit 16% Gruppo Back school Gruppo di Controllo Migliorati Invariati Peggiorati Test oculomotorio NSUCO Pursuit Test oculomotorio NSUCO Saccadi 80% 60% 40% 20% 0% 53% 47% 0% Gruppo Pancafit 61% 39% 0% Gruppo Back school 20% 40% Gruppo di Controllo 40% 80% 60% 40% 20% 0% 57% 39% 4% Gruppo Pancafit 23% 62% 15% Gruppo Back school 50% 50% 0% Gruppo di Controllo Migliorati Invariati Peggiorati Migliorati Invariati Peggiorati Test oculomotorio Groffman Test oculomotori DEM 100% 80% 60% 40% 20% 0% 83% 13% 4% Gruppo Pancafit 54% 0% 46% Gruppo Back school 70% 10% 20% Gruppo di Controllo 100% 80% 60% 40% 20% 0% 9% 87% 85% 80% 4% Gruppo Pancafit 15% 0% Gruppo Back school 10% 10% Gruppo di Controllo Migliorati Invariati Peggiorati Migliorati Invariati Peggiorati 66

67 Pazienti Graf.3 Test oculomotori nella norma G 1 Pancafit,G 2 Bachsckool,G 3 C ontrollo NSUCO Pursuit NSUCO Saccadi Groffman DEM PPC rottura PPC recupero NSUCO Pursuit NSUCO Saccadi Groffman DEM PPC rottura PPC recupero NSUCO Pursuit NSUCO Saccadi Groffman DEM PPC rottura PPC recupero 0 Gruppo Pancafit Gruppo Back School Gruppo Controllo Grafico 3: pazienti che hanno ottenuto valori nella norma nei test oculomotori al termine del lavoro, nei tre diversi gruppi 5. Conclusioni Dall analisi dei risultati raccolti ed esaminati in un protocollo di Visual Training somministrato in postura decompensata secondo il Metodo Raggi sono emerse indicazioni molto significative. Attraverso il t di Student è stato possibile capire se tali cambiamenti siano realmente attribuibili al lavoro svolto con il Metodo Raggi su Pancafit e non dettati dal caso. I miglioramenti più rilevanti sono stati riscontrati nel gruppo G1 Pancafit sul quale è stato essenzialmente incentrato il lavoro di Visual Training. Per quasi tutti i test oculomotori è emerso un miglioramento indicativo. E evidente dall esame dei risultati, che il riequilibrio delle catene muscolari e il conseguente allineamento dei segmenti corporei, favorisce in modo importante la funzionalità dell apparato muscolo-scheletrico, riportando la condizione di equilibrio, economia e comfort. L Allungamento Muscolare Globale Decompensato, attraverso la simmetria dei muscoli suboccipitali con i muscoli oculomotori estrinseci, ha generato nei soggetti trattati una maggiore flessibilità del Sistema Visivo Binoculare. I Gruppi G2 e G3, che non hanno eseguito gli esercizi in Pancafit, mostrano risultati deficitari. Tale situazione sta a significare che la mancata riduzione dei compensi e delle retrazioni muscolari non permette di usufruire di un miglioramento in breve tempo in termini propriocettivi. 67

68 Case report di Anna Il mese di novembre ho effettuato un Analisi Visiva ad una bambina inviata da un medico posturologo. Anna manifestava uno strabismo di tipo funzionale fin dall'età di 1 anno associato ad una ipermetropia importante. E stata seguita negli anni dallo specialista oftalmologo con prescrizione di lenti per correggere l Ametropia e terapia ortottica per raddrizzare l'occhio deviato. La bambina all inizio della terapia era parzialmente migliorata, mantenendo comunque un angolo deviato dell occhio sx. In conseguenza di una forte alterazione febbrile a 5 anni, l angolo di deviazione dell occhio è molto peggiorato. Le terapie ortottiche intraprese successivamente non hanno sortito miglioramenti significativi. Il medico posturologo curante ha consigliato una terapia di Training Visivo. Quando ho valutato Anna, che oggi ha 9 anni, stavo iniziando la stesura di questa tesi e ho pensato di integrare il suo protocollo di Visual Training con l utilizzo della Pancafit. Abbiamo eseguito esercizi oculomotori con l utilizzo della sfera di Wolf, che permetteva di dosare la velocità di fissazione dello sguardo. Abbinando esercizi diaframmatici di rilassamento distesa in Pancafit, Anna ha eseguito il protocollo di Visual Training con la Palla di Mardsen. Già dopo il terzo incontro settimanale la paziente ha dato una risposta positiva e cioè l occhio deviato è ritornato abbastanza in asse. Anna esegue a casa quotidianamente gli esercizi prescritti. Dopo tre mesi di Training Visivo con un lavoro principalmente oculomotorio gli occhi della paziente sono in asse. Anche la funzione dell'occhio è migliorata aumentando la capacità di vedere (da 4-5/10 è progredita a 6-7/10). Per togliere ad Anna le tensioni che perduravano da tempo ho dato uno stimolo di streching maggiore agli oculomotori. Si è così creata una condizione nelle catene muscolari generata da una correlazione tra i muscoli nucali e i muscoli oculomotori. Dopo quattro mesi di terapia abbiamo verificato i progressi ottenuti ed abbiamo eseguito dei test funzionali che hanno evidenziato una deglutizione viziata che interferiva con il mantenimento di un Equilibrio Binoculare corretto. Oggi Anna continua il Visual Trainig per recuperare una visione binoculare stabile e dovrà integrare la riabilitazione visiva con un trattamento miofunzionale. 68

69 Comunicazione tra occlusione e postura: trattamento dei disordini temporo-mandibolari in postura decompensato. Verifiche attraverso Elettromiografia, Stabilometria, T-Scan e Kinesiografia Tesi effettuata dai dott. Nicola Zaupa e Roberto Bono (Formazione Metodo Raggi ), studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia,Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2007/2008 NB: questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 119 pagine. 1. Introduzione Negli ultimi anni sono state formulate numerose ipotesi di associazione tra disturbi posturali e dell apparato stomatognatico. Secondo tali ipotesi, una malocclusione può essere responsabile di modificazioni dell intero assetto posturale, con alterazioni funzionali e organiche a carico della colonna vertebrale. Il crescente interesse del mondo scientifico e una sempre maggiore divulgazione dei massmedia riguardo questo argomento stimolano a una più approfondita ricerca di evidenze scientifiche. La ricerca che presentiamo nasce dalla curiosità di verificare come attraverso il gioco delle catene muscolari, fasciali e connettivali, si possa spiegare la relazione esistente tra i disordini dell articolazione temporo-mandibolare, malocclusioni dentali (MD) e patologie muscolo articolari che possono interessare ogni distretto corporeo. L ortodonzia e la posturologia trovano così un punto di incontro, concordi nell affrontare le diverse problematiche da un punto di vista olistico, globale. Uno dei principali obiettivi di questa ricerca è dunque unire la conoscenza dell ortodonzia a quello della posturologia (come meglio sintetizza Claudaze in Ortoposturodonzia ). La posturologia, essendo una disciplina che si pone in modo trasversale alle varie branche della medicina, offre l occasione per l incontro tra tutti i professionisti che mirano a ricercare le cause dell alterato equilibrio posturale del paziente e della sintomatologia che egli riferisce. 2. Scopo della ricerca Ci proponiamo di valutare se attraverso tecniche e manovre di AMGD, applicate secondo la logica di causa-effetto (trattando quindi la probabile causa della disfunzione dell Atm in relazione alle catene muscolari coinvolte), è possibile ottenere miglioramenti sui disordini temporomandibolari. In particolare analizzeremo i risultati forniti dai test riguardo alle laterodeviazioni, i movimenti mandibolari, il rapporto tra baricentro occlusale e podalico, le algie, e l attività e la coordinazione dei muscoli masticatori (masseteri e temporali). Quello che ipotizziamo si possa verificare è che, dai dati finali della ricerca, emergano due tipologie di risultati: 1) Miglioramento del disordine temporomandibolare, del relativo dolore locale, attraverso la scala VAS, modificazione dei parametri di movimento mandibolare oggettivabile attraverso misurazione kinesiografica; miglioramento del bilanciamento occlusale rilevabile attraverso il T-SCAN e della coordinazione muscolare nei movimenti mandibolari attraverso l elettromiografia; miglioramento degli altri dolori muscolo-articolari riferiti, in relazione al disordine temporomandibolare; miglioramento dei parametri posturali oggettivabili attraverso la pedana stabilometrica e il fotoscoliosometro. 2) Stato dell occlusione e movimenti mandibolari senza significative variazioni (attraverso i dati forniti dal T-SCAN, kinesiografia ed elettromiografia); miglioramento nullo o solo parziale del disordine temporomandibolare; miglioramento solo parziale e non stabile degli altri dolori muscolo-articolari correlati; miglioramento nullo o poco significativo dei parametri posturali oggettivabili attraverso la pedana stabilometrica e il fotoscoliosometro. Nel primo caso è ipotizzabile che la sofferenza dell ATM e del rapporto cranio mandibolare, siano la conseguenza di una problematica di tipo posturale. Sarebbe dunque possibile portare miglioramenti all articolazione stessa, alla postura e agli altri dolori correlati, attraverso il 69

70 trattamento delle catene muscolari, agendo sulle ipotetiche cause che hanno dato origine all alterazione della postura e al disordine temporomandibolare. Nel secondo caso è ipotizzabile che la posizione dento-cranio-mandibolare rappresenti un vincolo per il mantenimento di una problematica disfunzionale delle articolazioni temporomandibolari (ATM). I denti con il loro rapporto occlusale rappresentano una condizione difficilmente variabile mediante trattamento posturale. Una malocclusione può rappresentare una causa primaria di un disordine temporomandibolare, sia essa di origine iatrogena o compensativa. In questa situazione è dunque presumibile che sia necessario anche un intervento tramite ortodonzia od ortopedia funzionale per ottenere una modificazione e un risultato stabile dei parametri monitorati. Per avvalorare queste ipotesi è già stata programmata in futuro un estensione del presente lavoro che preveda lo studio di gruppi attivi con trattamento di tipo odontoiatrico e ortodontico - posturale con l aggiunta di un gruppo di controllo senza trattamento. 3. Materiali e metodi E previsto il monitoraggio di 20 pazienti con disordini temporomandibolari, utilizzando i seguenti test: T-Scan, Elettromiografia, Elettrokinesiografia, Fotoscoliosometro, Pedana stabilo- baropodometrica, test clinici vari. Questo gruppo di pazienti sarà trattato con 8 sedute di AMGD Metodo Raggi, per poi essere rivalutato con gli stessi test iniziali per verificare gli eventuali cambiamenti sulla postura, sui dolori muscolo-articolari e soprattutto sui disordini temporo-mandibolari. A distanza di 6 mesi dalla fine del trattamento sono in programma ulteriori test di controllo (Follow-up) per valutare il permanere dei risultati ottenuti a distanza di tempo. I trattamenti di riequilibrio posturale saranno effettuati tenendo conto della probabile causa della disfunzione dell ATM e non dunque solo esclusivamente sull articolazione in questione. La ricerca della causa primaria ipotetica o dell interferenza maggiore (presumibile) sarà effettuata attraverso una specifica raccolta dati, l esame posturale e i dati forniti dai test iniziali. Sono stati creati criteri di inclusione ed esclusione A. Criteri di inclusione: età tra i 13 e 65 anni, sia di sesso maschile che femminile, impegnati o non in lavori vari (impiegati, professionisti, casalinghe, disoccupati), con presenza di disordini dell articolazione temporomandibolare e dolori o patologie muscolo articolari di vario tipo. B. Criteri di esclusione: presenza di tumori o metastasi vertebrali, del cranio o della mandibola, osteoporosi grave, infezioni o infiammazioni in fase acuta, patologie con interessamento del sistema nervoso centrale, malattie reumatiche in fase acuta, ernie discali espulse sia lombari che cervicali, donne in gravidanza. I test sono stati eseguiti dal dott. Enzo Bartolucci, specialista in posturometria e ortopedia funzionale del mascellare, estraneo alle modalità della ricerca e al tipo di trattamenti cui è stato sottoposto il gruppo di lavoro. I test iniziali e finali sono stati eseguiti senza richiedere al soggetto particolare attenzione sul posizionamento della lingua allo spot che sarà dunque posizionata secondo l abitudine del soggetto in modo naturale. 70

71 4.Risultati Al termine della ricerca i risultati ottenuti permettono di confermare la validità del trattamento di riequilibrio posturale, attraverso l AMGD, sui disordini temporomandibolari. I dati emersi dalle scale di quantificazione del dolore VAS e PPI hanno dimostrato il notevole beneficio sui dolori muscolo articolari, sia dell ATM sia di altri distretti corporei per la quasi totalità dei pazienti (95%) (Grafico 1a-1b). Il miglioramento medio della VAS è risultato essere del 62%. Scala VAS Invariati 5% Scala PPI Invariati 14% Migliorati 95% Graf. 1a- 1b Migliorati 86% Grafico 1a-b: Percentuale dei pazienti che hanno ottenuto il miglioramento dei dolori al termine delle 8 sedute, rilevata con la scala VAS e PPI.. I dati relativi alla lateralità indicano un miglioramento di questo parametro per l 84% dei soggetti esaminati (Grafico 2) mentre i dati relativi alla laterodeviazione indicano un miglioramento di questo parametro per il 62% dei soggetti esaminati (Grafico 3). Diminuz 16% Lateralità Non migliorati 38% Laterodeviazione Aumento 84% Graf. 2 e 3 Migliorati 62% I risultati dei test relativi alla protrusiva e all apertura indicano un miglioramento di questi parametri rispettivamente per il 67% e il 28% dei soggetti esaminati (Grafico 4 e 5). Diminuz 33% Protrusiva Apertura Aumento 28% Graf. 4 e 5 Aumento 67% Diminuz 72% 71

72 I dati relativi al confronto dei test baropodometrici si riferiscono al baricentro podalico con paziente in occlusione ed indicano un miglioramento sulla distribuzione dei carichi per il 62% dei soggetti (Grafico 6). Baricentro Podalico Peggiorati 38% Migliorati 62% Graf. 6 Attraverso il T-SCAN abbiamo rilevato la posizione del baricentro occlusale prima e dopo i trattamenti di riequilibrio posturale con lo scopo di verificare se vi fosse una correlazione tra la posizione e l oscillazione del baricentro corporeo, registrato in stabilometria, e quella del centro di forze (COF) dell occlusogramma (baricentro dell occlusione) valutando le influenze reciproche in senso compensatorio. Nello specifico si voleva osservare se quando il centro di gravità posturale è situato in un determinato quadrante del tracciato stabilometrico ( ex: in basso a destra ) il COF occlusale si localizza nel quadrante opposto ( in alto a sinistra ). I dati raccolti tuttavia non permettono di trarre questo tipo di conclusione in quanto i valori sono discordanti. Questo a conferma della "non linearità" delle risposte del sistema tonico posturale dei singoli pazienti sottoposti al trattamento. Ogni soggetto presenta una molteplicità di variabili determinate dagli altri recettori posturali e dalla singola storia personale (dolori, traumi, interventi chirurgici). In particolar modo l'informazione ortodontica dentale, non passibile di modificazioni strutturali in breve tempo senza ausilio di trattamento ortodontico, non permette di trarre conclusioni in tal senso. Attraverso l elettromiografia abbiamo valutato la sincronia dei muscoli temporali anteriori e masseteri destro e sinistro nei movimenti di chiusura, lateralità e protrusiva. In fisiologia, nei movimenti di lateralità l azione del massetere e temporale si incrociano: nella lateralità destra si deve attivare il temporale destro e massetere sinistro e viceversa nella lateralità sinistra. Nella protrusiva si disattivano i temporali e vi è un attività sinergica dei masseteri. La valutazione sui tracciati elettromiografici sono state effettuate dal dott. Enzo Bartolucci, specialista in ortopedia funzionale del mascellare e docente al Master in Posturometria di Siena. E stata data una valutazione analizzando i tracciati prima e dopo le sedute e verificando se vi fosse una maggiore armonia nei tracciati finali a prova di un miglioramento della sincronia di attivazione e disattivazione muscolare dei masseteri e temporali nei movimenti di chiusura, lateralità destra, lateralità sinistra e protrusiva. Dalla valutazione del dott. Bartolucci sui tracciati elettromiografici si evidenzia un miglioramento dell attività muscolare e del sincronismo muscolare nei movimentidi apertura, lateralità e chiusura in 15 pazienti su 18 (Grafico7). 72

73 Tracciato Elettromiografico Peggiorati 17% Milgiorati 83% Graf. 7 Il confronto delle foto dei pazienti testati su scoliosometro tra prima e dopo le sedute posturali mette in evidenza alcuni cambiamenti posturali, come nel caso sotto riportato (Foto 1), ottenuti nonostante il numero limitato di sedute. Foto 1: Confronto dell esame posturale allo scoliosometro di un paziente, tra l inizio e la fine delle 8 sedute di AMGD. Dalla visione posteriore si può osservare il miglioramento ottenuto a livello scapolare e di conseguenza la maggior simmetria e armonia dei triangoli della taglia, osservabili anche nella visione frontale. 5. Conclusioni I risultati ottenuti permettono di confermare la validità del trattamento di riequilibrio posturale attraverso l AMGD sui disordini temporomandibolari. I dati emersi dalle scale di quantificazione del dolore VAS e PPI hanno dimostrato il notevole beneficio sui dolori muscolo articolari, sia dell ATM sia di altri distretti corporei, per la quasi totalità dei pazienti. Anche analizzando i dati forniti dall elettromiografia possiamo affermare che avendo agito in globalità sulle catene muscolari si evidenzia un miglioramento dell attività e del sincronismo muscolare nei movimenti di apertura, lateralità e chiusura per la maggior parte dei pazienti. Un altro parametro che la ricerca si proponeva di evidenziare era la relazione tra il baricentro corporeo, registrato in stabilometria, e quello del centro di forze (COF) dell occlusogramma, (baricentro occlusale). 73

74 A conferma della logica della non linearità, elemento fondamentale della posturologia, i dati raccolti hanno rilevato che non esiste una relazione lineare tra i due baricentri. Essi infatti non si influenzano reciprocamente in senso compensatorio diretto e prevedibile, in quanto ogni soggetto presenta una molteplicità di variabili determinate dall interazione dei singoli recettori posturali e dalla storia personale (dolori, traumi, interventi chirurgici, etc ). I dati relativi alla kinesiografia hanno evidenziato una percentuale elevata di pazienti in cui sono migliorati i parametri relativi alla lateralità, alla protrusiva e alle laterodeviazioni. In particolar modo per quanto la lateralità, il test statistico effettuato utilizzando la normale standardizzata ha evidenziato una elevata significatività (1%). In letteratura è dimostrato che la funzione masticatoria è migliore negli individui che hanno dei movimenti di lateralità più ampi, che permettono di esprimere una maggiore libertà muscoloarticolare ( Tess Brown in Ortopedia funzionale di mascellari vista attraverso la R.N.O. Riabilitazione neuroocclusale. W.A. Simões); ne consegue che il risultato ottenuto sulla lateralità assume un significato importante. I dati relativi alla laterodeviazione, messi in evidenza dalla kinesiografia, indicano un miglioramento per il 62% dei soggetti esaminati. I pazienti in cui non è migliorata la laterodeviazione presentano tutti problematiche attuali o pregresse di palato stretto e relativa malocclusione. E quindi verosimile pensare che il miglioramento non ottenuto sia effettivamente legato a fattori odontoiatrici; infatti coloro che sono migliorati non presentano problematiche relative al palato stretto, al di fuori di uno. Nei pazienti non migliorati si ipotizza che la posizione dento cranio - mandibolare rappresenti un vincolo primario per il mantenimento di una problematica disfunzionale delle articolazioni temporo-mandibolari rappresentando una condizione difficilmente variabile mediante trattamento posturale. In tali casi è dunque presumibile che si renda necessario anche un intervento tramite ortodonzia od ortopedia funzionale per ottenere una modificazione e un risultato stabile dei parametri monitorati. I risultati ottenuti per quanto riguarda la laterodeviazione confermano quanto ipotizzato in fase di progettazione di tesi, ovvero che emergessero risultati differenti in base alla presenza o meno di una componente odontoiatrica vincolante. Nello specifico della ricerca il fattore vincolante comune a tutti pazienti relativa al palato stretto. Scopo dell ulteriore avanzamento del presente studio è verificare i risultati che si possono ottenere con un trattamento posturale unito al trattamento di ortodonzia. Infine i dati relativi all apertura e alla protrusiva hanno evidenziato che l ampiezza della protrusiva aumenta per il 67% dei pazienti mentre l ampiezza dell apertura solamente per il 28% dei pazienti esaminati. Nella maggior parte dei casi (66%) il miglioramento della protrusiva si accompagna ad una diminuzione dell apertura. Il parametro relativo alla protrusiva è aumentato a scapito dell apertura. Le ipotesi avanzate dal dott. Bartolucci riguardo quanto emerso sono: A. Per apportare cambiamenti in tutti i parametri contemporaneamente (apertura, protrusiva, lateralità, laterodeviazioni) potrebbe essere necessario abbinare al trattamento posturale anche un trattamento ortodontico. B. I trattamenti sono stati indirizzati principalmente sul miglioramento delle laterodeviazioni rispetto all aumento dell apertura. Per questo paramentro non sono state fatte manovre o utilizzate tecniche specifiche. Il trattamento posturale è risultato dunque più performante nella lateralità e nelle laterodeviazioni piuttosto che nell apertura. 74

75 Dal punto di vista del prof. Raggi: si presuppone che le tecniche e le manovre utilizzate da noi posturologi/terapisti, non siano state sufficientemente globali; ovvero i compensi che si sono creati hanno avuto via facile perché si sarebbe dovuto agire in contemporanea su più fronti durante le sedute posturali. Nello specifico, ogni esercizio di lateralità doveva essere svolto mentre era in azione un esercizio di apertura. Il corpo si è comportato esattamente come fa in ogni altra parte in cui le catene agiscono a scopo antalgico. A tal proposito, a ricerca terminata, con la collaborazione del Prof. Raggi abbiamo voluto sperimentare una tipologia di trattamento effettuata con manovre che dovevano in modo rigoroso rispettare i concetti del Metodo e la logica delle catene. Il caso che segue, è stato sottoposto ad una sola seduta di 40 minuti. Grafico 8: Tracciato dell esame kinesiografico appartenente al Sig Daniele P.,al quale è stata somministrata una sola seduta del Metodo Raggi. L esame dimostra i miglioramenti ottenuti sui parametri di apertura contemporaneamente a quelli di protrusiva e laterodeviazione Come si può osservare dai tracciati dell esame kinesiografico, i dati rilevati evidenziano l indubbia possibilità di ottenere un miglioramento sui parametri di apertura contemporaneamente a quelli di protrusiva e laterodeviazione rilevati e misurati dal Dott. Enzo Bartolucci che commenta quanto segue: Le rigorose manovre effettuate in postura decompensata, hanno impedito al sistema tonico posturale di metter in atto strategie di compenso. Le misurazioni effettuate non lasciano dubbi alla possibilità di ottenere miglioramenti su tutti e tre i profili (apertura, laterodeviazione e protrusiva) contemporaneamente. Infatti, l apertura, in verticalità guadagna 4,27mm ( da 25,85mm a 30,12mm), mentre in anteroposteriorità l incremento è di 7,05mm ( da 20,77mm a 27,82mm). Sul tracciato base di apertura, la laterodeviazione iniziale è di 1,17mm verso sx. Dopo il trattamento eseguito, la laterodeviazione verso sx si riduce a 0,35mm (guadagno di 0,8mm). La protrusiva guadagna 0,9mm in verticalità (da 4,04mm a 4,94mm) ed 1,96mm in anteroposteriorità (movimento specifico della protrusiva), passando da 5,62mm a 7,58mm). 75

76 La bocca dimostra di comportarsi come si comporta l intero corpo in relazione alle catene ed ai compensi: ovvero, anche per l apparato odontostomatognatico esiste la logica delle catene, dei compensi adattativi e degli antalgismi. Queste catene buccali, si comportano come quelle dell intero corpo con le quali interagiscono bidirezionalmente. Visti gli importanti risultati, programmeremo una prossima ricerca che avrà lo scopo di confermare quanto emerso. In conclusione i risultati ottenuti nel corso della ricerca dimostrano come, agendo attraverso un lavoro muscolare decompensato su Pancafit, è possibile ottenere un miglioramento dei disordini temporomandibolari, dell occlusione e della postura, confermando una stretta relazione tra le strutture cranio mandibolari e il rachide, per mezzo delle catene muscolari. Nei casi in cui il disordine temporomandibolare era compensativo, l azione globale decompensata sulle catene muscolari ha permesso di ottenere un miglioramento, senza che l azione terapeutica fosse indirizzata direttamente all apparato stomatognatico ( vittima finale del complesso sistema compensativo). Quando invece l ATM era causativa, responsabile quindi delle altre patologie o alterazioni posturali presenti, è stato possibile ottenere miglioramenti su questi stessi dolori agendo esclusivamente sulla zona causa (ATM) in postura globale decompensata su Pancafit. Vista quindi l indiscussa relazione tra postura e apparato stomatognatico, non si può pensare di agire in una delle due direzioni senza tenere in considerazione l altra. 76

77 Piede e postura. Intervento di allungamento Muscolare Globale Decompensato con Pancafit per ristabilire un appoggio podalico armonico ed equilibrato in soggetti con alterazioni posturali Tesi effettuata dalla Dott.ssa Mariarosaria Mosca (Formazione base Metodo Raggi ), studentessa del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2003/2004. NB: questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 84 pagine 1. Introduzione Il piede svolge essenzialmente due funzioni: da un lato deve sostenere l'intero peso del corpo e dall'altro deve agire nella deambulazione in quanto la gamba è la colonna portante durante la stazione eretta e puntello mobile durante la deambulazione. Secondo la teoria di Farabeuf il piede poggia al suolo con tre pilastri ossei rappresentati dalla grande tuberosità del calcagno, posteriormente, dalla testa del I metatarso, anteriormente e medialmente, e dalla testa del V metatarso anteriormente e lateralmente. Su tali punti d'appoggio il peso che grava sul piede, deve essere ripartito in maniera ottimale affinché il piede stesso possa svolgere adeguatamente le sue funzioni statiche e dinamiche. La volta plantare, assimilata da molti autori ad un'elica, consente di prendere contatto con il suolo qualunque sia la configurazione di quest'ultimo svolgendo una funzione ammortizzatrice delle sollecitazioni che subisce nella ortostasi e nella deambulazione. Ha inoltre il compito di proteggere nervi e vasi sanguigni della pianta del piede dall'azione di agenti lesivi. Il mantenimento della sua curvatura nei confronti della forte e continua pressione che riceve e la sua capacità di adattamento al suolo, sono garantiti dalla brevità delle ossa tenute insieme da validi legamenti e da potenti muscoli. Inoltre, secondo la medicina orientale, la pianta del piede racchiude una importante mappa che riflette tutti gli organi del corpo. Pertanto un appoggio corretto e libero oltre a rappresentare un costante massaggio a tutti gli organi, costituisce un importante stimolo per una postura corretta. 2. Obiettivi della sperimentazione Attraverso questa ricerca si vuole dimostrare come grazie all'impiego del Metodo Raggi denominato Allungamento Muscolare Decompensato è possibile, migliorando la mobilità articolare del piede, ripristinare un appoggio podalico più armonico ed equilibrato. Secondariamente si vuole dimostrare come, attraverso un lavoro globale in postura e senza intervenire su specifici distretti corporei, è possibile conseguire una postura più corretta e ottenere un miglioramento delle patologie osteo-artro-muscolari e della sintomatologia algica in distretti lontani dal piede. 3. Materiali e Metodi Per effettuare questa sperimentazione sono stati coinvolti 20 soggetti, maschi e femmine, di età media compresa tra i 28 e i 62 anni, di estrazione sociale eterogenea, impegnati in lavori vari e che non praticano attività sportiva, tutti con un alterato appoggio podalico e ridotta mobilità del piede, squilibri posturali e algie osteo-artro-muscolari in vari distretti corporei. Sono stati esclusi dalla sperimentazione soggetti di età inferiore ai 28 anni e superiore ai 62, soggetti con neoplasie, donne in gravidanza, soggetti con malattie autoimmuni, soggetti con scoliosi strutturata oltre i 30 Cobb, soggetti con osteoporosi, soggetti con patologie del sistema nervoso centrale, soggetti con infiammazioni e infezioni in fase acuta, soggetti con recenti esiti di fratture e distorsioni della caviglia. Il campione sperimentale è stato sottoposto a 2 sedute settimanali di ginnastica posturale di gruppo per 8 settimane (16 sedute in totale). Ogni singola seduta ha avuto una durata di 50 minuti di cui 20 dedicati ad un lavoro di presa di coscienza e di propriocezione per acquisire la consapevolezza delle proprie alterazioni posturali e del lavoro necessario per ristabilire una postura più corretta a partire dall'appoggio del piede, e 30 minuti dedicati ad un lavoro di Allungamento Muscolare Globale Decompensato 77

78 su Pancafit secondo il metodo Raggi. Il campione di controllo è stato sottoposto a 2 sedute settimanali di ginnastica generale e stretching analitico (metodo B. Anderson) di gruppo per 8 settimane (16 sedute in totale) ciascuna della durata di 50 minuti, tenute da un collega diplomato ISEF. Prima di procedere con le esercitazioni tutti i soggetti sono stati da me sottoposti ad anamnesi e ad esame posturale completo realizzato nei tre piani dello spazio secondo i criteri indicati dalla scuola di posturologia di Bernard Bricot. Per l'anamnesi e la valutazione posturale: filo a piombo per valutare l'appiombo; goniometro universale per valutare l'escursione articolare del piede in flessione ed estensione; metro a nastro per valutare le distanze; podoscopio per esaminare l'appoggio podalico; bilance pesa persona per oggettivare il peso scaricato su ciascun piede; macchina fotografica digitale; test chinesiologici (test rotazione del capo, test di flessione in avanti, test di flessione laterale, percezione soggettiva del peso, equilibrio in monopodalia); scala analogica del dolore VAS (Visual Analogic Scale), scala numerica di valutazione soggettiva dell intensità del dolore, che va da 0 a 10 ( dove 0 corrisponde a nessun dolore e 10 al peggior dolore possibile ). Esame posturale, test chinesiologici e questionario sono stati ripetuti per ogni singolo soggetto al termine del lavoro con gli stessi criteri. 4. Risultati Dall'osservazione delle tabelle e dei grafici si evidenzia come i soggetti del gruppo sperimentale abbiano ottenuto miglioramenti a livello di mobilità articolare del piede, dell'appoggio plantare, di riduzione del dolore e di riequilibrio posturale più consistenti rispetto al gruppo di controllo. In riferimento alla mobilità articolare del piede in flessione dorsale si è passati da un valore medio di 9,5 a 11 per il piede ds, e da 10,9 a 12 per il piede sn con un aumento medio di 1,5 per il ds e di 1,1 per il sn, mentre in flessione plantare (estensione) si è passati da un valore medio di 33,5 a 35 per il piede ds e di 33,4 a 35,3 per il piede sn, con un aumento medio di 1,5 per il ds e di 1,9 per il sn. Pazienti Età Mobilità articolare della caviglia quadro iniziale Piede ds Piede sn Mobilità articolare della caviglia quadro finale Piede ds Piede sn A B C D E F G H I L Valore medio 50,9 31,8 31,5 32,5 32,2 Tab. 1: Escursione articolare della caviglia in flessione dorsale - quadro iniziale e finale nel gruppo sperimentale 78

79 Pazienti Età Mobilità articolare della caviglia quadro iniziale Piede ds Piede sn Mobilità articolare della caviglia quadro finale Piede ds Piede sn A B C D E F G H I L Valore Medio 49,3 33,5 33, ,3 Tab. 2: Escursione articolare della caviglia in flessione dorsale - quadro iniziale e finale nel gruppo di controllo Circa la ripartizione dell'appoggio plantare per molti si è ottenuto un significativo riequilibrio messo in evidenza dall'esame podoscopico e dalla valutazione del peso corporeo sulle bilance pesa persona. Il riequilibrio dell'appoggio è stato rilevato dai singoli pazienti anche a livello di percezione soggettiva del peso corporeo. La sintomatologia algica nei vari distretti corporei ha visto una riduzione del 53%. In riferimento alle modificazioni posturali si è ottenuta una riduzione della freccia cervicale da 7,05 cm a 6 cm e della freccia lombare da 5,2 cm a 4,65. Mediamente tutti i soggetti del gruppo sperimentale hanno manifestato reazioni positive di rilassamento, di leggerezza, di benessere e di "allungamento" alla fine di ogni singola seduta. Spesso durante l'esecuzione degli esercizi sono stati avvertiti crampi a livello plantare che poi nel corso delle sedute successive sono andati riducendosi sia come intensità che come frequenza. A testimonianza dei miglioramenti ottenuti vengono inserite qui di seguito alcune immagini fotografiche relative sia alla ripartizione dell'appoggio plantare che al riequilibrio delle frecce e delle bascule. Fig. 1a: all inizio del 1 trattamento si può osservare un minor appoggio delle dita dei piedi e dell istmo plantare di sx. Fig. 1b: alla fine della 16 seduta migliore appoggio delle dita e dell istmo di sx. 79

80 Fig. 2a: all inizio del 1 trattamento si può osservare uno scarso appoggio della parte centrale dei piedi. Fig. 2b: alla fine della 16 seduta migliore appoggio di tutti e due i piedi. Per quanto riguarda il gruppo di controllo, i dati numerici rilevati dalle tabelle dimostrano un lieve miglioramento dei parametri osservati. La mobilità articolare del piede è solo leggermente aumentata A livello della flessione dorsale si è ottenuto un aumento medio di 0,8 per il piede ds e di 0,4 per il piede sn, a livello della flessione plantare (estensione) di 0,7 sia per il piede ds che per il sn. Circa la freccia cervicale si è passati da un valore medio di 8 cm a 7,6 cm; a livello della freccia lombare da un valore medio di 5,3 cm a 5,2 cm VAS 40 Grafico1: Confronto valori vas iniziali e finali per paziente, gruppo sperimentale PAZIENTI VAS INIZIALE VAS FINALE VAS Grafico 2: Confronto valori vas iniziali e finali per paziente, gruppo di controllo PAZIENTI VAS INIZIALE VAS FINALE La riduzione percentuale della VAS media è del 24% circa. Relativamente agli squilibri posturali e all'appoggio plantare al podoscopio non si sono verificate sostanziali modificazioni. 80

81 5. Conclusioni e commenti I risultati di questa ricerca mettono in evidenza come utilizzando il metodo Raggi su Pancafit anche solo per un breve periodo di tempo (2 mesi, 16 sedute) e all'interno di sedute di ginnastica posturale di gruppo, è possibile ottenere: una migliore mobilità articolare a livello dell'articolazione tibio-tarsica; una migliore ripartizione dell'appoggio plantare, un più corretto e più funzionale svolgimento del passo durante la deambulazione; una riduzione della sintomatologia dolorosa nei vari distretti corporei e conseguente riduzione dell'uso di farmaci antidolorifici e antinfiammatori; un miglior equilibrio posturale; una migliore percezione corporea. I dati ottenuti confermano che il metodo Raggi ha una validità maggiore rispetto a quello proposto da Bob Anderson di stretching analitico cui è stato paragonato. L'Allungamento Muscolare Globale Decompensato è una metodologia di facile approccio a chiunque; inserita nell'ambito di corsi di ginnastica posturale è anche accessibile da un punto di vista economico e pertanto offre a tutti la possibilità di migliorare la qualità della propria vita. 81

82 Riequilibrio delle tensioni delle catene muscolari attraverso il Metodo Raggi e relativa modificazione della postura e del gesto tecnico dello sportivo Tesi effettuata dai dott. Adriana Granata, Laura Girotto, Marilisa Guida, Andrea Marsala, Andrea Tolomei (Formazione Metodo Raggi ), studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2006/2007. NB: questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 69 pagine 1. Introduzione Nell apprendimento di un gesto tecnico ci troviamo spesso di fronte a dei limiti muscolari che impediscono all atleta l esecuzione di un gesto ergonomico; ne consegue l utilizzo di uno schema sostitutivo, l unico possibile per realizzare il gesto con il miglior rendimento. Con il lavoro sulle catene con il Metodo Raggi, gli si dà la possibilità di avere quella libertà articolare tale da trovare la via più breve, meno faticosa e più redditizia, per realizzare ad esempio più canestri nel tiro libero della pallacanestro. 2. Scopo Lo scopo di questa tesi è: a. Verificare le modifiche che l allungamento muscolare globale decompensato può portare al miglioramento del gesto tecnico dello sportivo e specialmente nel giocatore di Basket. b. Verificare le modifiche che l allungamento muscolare globale decompensato può portare alla postura dello sportivo 3. Materiali e Metodi Gli atleti a cui ci siamo rivolti giocano nelle seguenti società di Basket: Petriana di Roma, Bartoli Dondup Fossombrone, Beato Alessio e Cagliese. Tra questi abbiamo selezionato 60 giocatori sia maschi che femmine di età compresa tra i 16 e i 30 anni di categoria d eccellenza e serie B2, C1, C2 e D. I 60 atleti a loro volta sono stati suddivisi in 2 gruppi a. un gruppo di lavoro composto da 30 atleti (gruppo A) che è stato sottoposto all Allungamento Muscolare Globale Decompensato (AMGD) Metodo Raggi. b. un gruppo di controllo composto da 30 atleti (gruppo B) che ha seguito i normali allenamenti senza sedute di AMGD. Sono stati esclusi soggetti di età inferiore ai 16 anni poiché questa è l età minima per poter valutare un gesto tecnico che sia già appreso e non in fase di acquisizione. Gli atleti sono stati sottoposti ad una batteria di test all inizio e alla fine del ciclo di trattamenti per poi procedere ad una valutazione delle eventuali modifiche ottenute. Test effettuati a. La valutazione del gesto tecnico che prevede: a. l esecuzione di 30 tiri a canestro dalla lunetta con la rilevazione di quelli effettivamente andati a segno (percentuale di tiro). b. La valutazione posturale tramite: a. Misurazione del grado di libertà della spalla sul piano sagittale in direzione anteroposteriore b. Frecce: rilevazione delle distanze dal filo a piombo alla curva cervicale e lombare. c. Rilevazione dei possibili dolori secondo la scala VAS. d. Stabilometria: valutazione del gomitolo e. Baropodometria: distribuzione del peso f. Bending test 82

83 Il gruppo di lavoro è stato sottoposto a 10 sedute individuali di Allungamento Muscolare Globale Decompensato su Pancafit (Metodo Raggi ) con scadenza settimanale e della durata di 50 minuti ciascuna. 4. Risultati Si è cercato di focalizzare l attenzione sui tiri a canestro e sui dati dell esame posturale, misurabili e oggettivabili, quali le frecce cervicali e lombari, la mobilità della spalla, la scala VAS, il Bending Test, nonché i dati rilevati agli esami stabilometrici e baropodometrici. Al fine di evidenziare e di facilitare la lettura dei risultati raggiunti sono qui di seguito illustrati i grafici contenenti i valori che estrinsecano gli effetti ottenuti dalla sperimentazione. Il test t Student ha la funzione di confrontare le medie dei parametri in esame per poter capire se tali cambiamenti siano realmente attribuibili al lavoro svolto con il Metodo Raggi su Pancafit e non dettati dal caso. E emerso che il miglioramento dei parametri, atletici e posturali, è da attribuirsi al protocollo di lavoro previsto dalla sperimentazione. I grafici e le tabelle dimostrano le differenze tra il Gruppo di lavoro e il Gruppo di controllo, tra i Parametri Iniziali (P.I.) e Finali (P.F.) ed il margine di miglioramento conseguito. TIRI A CANESTRO Gruppo Lavoro Gruppo Controllo PI 20,77 20,1 PF 24,07 19,93 Grafico 1: Si evidenza un miglioramento della performance per il gruppo di lavoro passando da una media di 20,8 canestri, su 30 tiri effettuati correttamente, ad una media di 24 canestri. Nello specifico ben 29 atleti su 30 hanno migliorato la loro prestazione. Nel gruppo di controllo non si è rilevato nessun miglioramento. MOBILITA SCAPOLO-OMERALE Grafico 2: il gruppo di lavoro migliora significativamente la mobilità dell'articolazione scapolo-omerale passando da 19,27cm a 9,17cm di distanza della bacchetta dal suolo. Nel gruppo di controllo il miglioramento rilevato è stato pressocchè nullo. 83

84 FRECCE CERVICALI Grafico 3: Cconsiderando il range di normalità della freccia cervicale, compreso tra 6 e 8 cm (Bricot), si rileva che nella media del gruppo di lavoro c'è stato un avvicinamento al range di normalità. Nello specifico solo 5 atleti su 30 inizialmente rientravano nel range, mentre al termine del lavoro, ben 14 atleti sono rientrati nel parametro indicato da Bricot. Contrariamente nel gruppo di controllo non ci sono stati miglioramenti significativi. FRECCE LOMBARI Grafico 4: Considerando il range di normalità della freccia lombare, compreso tra 4 e 6cm (Bricot), si rileva che nella media il gruppo di lavoro si è collocato in pieno range di normalità. Nel gruppo di controllo non ci sono stati miglioramenti significativi. DOLORE SCAPOLO-OMERALE Grafico 5a-5b: Nel gruppo di lavoro in media si è rilevata una riduzione del dolore per l articolazione scapolo-omerale. I soggetti che all'inizio accusavano un dolore relativamente alla scala VAS compreso tra moderato (3-4) e severo (5-8) sono nella quasi totalità passati ad un dolore riferito di grado lieve (0-2). Nel gruppo di controllo c'è stato un lieve peggioramento. 84

85 DOLORE LOMBARE Grafico 6a 6b: Nnel gruppo di lavoro in media si è rilevata una riduzione del dolore nel tratto lombare. I soggetti che inizialmente accusavano un dolore di grado moderato (3-4) e severo (5-8) sono passati da un totale di 17 a 6, confluendo nel gruppo che riferisce un dolore di grado lieve (0-2). Nel gruppo di controllo c'è stato invece un lieve peggioramento. DOLORE AL GINOCCHIO Grafico 7a 7b: In base ai dati rilevati si evince che nel gruppo di lavoro c è stata una riduzione del dolore al ginocchio, con un miglioramento del dolore sia di grado severo (5-8) che acuto (9-10). Nel gruppo di controllo c'è stato invece un lieve peggioramento. 85

86 ESAME STABILOMETRICO Grafico 8: Nei due gruppi c'è una netta differenza nei valori rilevati: Dopo il trattamento nel gruppo di lavoro diminuisce la differenza tra le due condizioni in esame (162% / 151%), nel gruppo di controllo aumenta. Nel gruppo di lavoro quindi, a differenza del gruppo di controllo, il sistema tonico posturale trattato con AMGD, dimostra un miglioramento tale da poter sopperire, nel test ad occhi chiusi, alla mancanza dell'informazione visiva. Questo si può tradurre in una migliore consapevolezza del corpo e in una migliore percezione delle informazioni che arrivano dai fusi neuromuscolari e neurotendinei. Nelle persone non trattate il controllo della stabilità è invece maggiormente affidato alla funzione visiva. Grafico 9: L'aspetto interessante in questo caso è la minore differenza percentuale tra occhi aperti o chiusi dopo il trattamento. Questo dato possiamo considerarlo positivo in quanto può rappresentare una migliore riarmonizzazione oppure la ricerca di un nuovo equilibrio posturale. La diminuzione in percentuale della lunghezza del gomitolo rilevata nel gruppo di lavoro tra OA/OC evidenzia una diminuzione della rigidità muscolare e quindi un miglioramento della capacità di adattamento. 86

87 ESAME BAROPODOMETRICO Gruppo di Gruppo di controllo: variazioni percentuali di carico dei piedi a confronto tra loro e con la norma Gruppo di Lavoro: variazioni percentuali di carico dei piedi a confronto tra loro e con la norma Grafico 10a-10b: Le differenze di carico tra piede destro e sinistro rilevate all inizio dei trattamenti (PI) non ha subito significative modificazioni al termine delle 10 sedute (PI), così come per il gruppo di controllo. La differenza può essere giustificata dal fatto che soprattutto nell atleta vi è differenza tra il piede statico e il piede propulsivo utilizzati del gioco della pallacanestro. Questi dati da noi esaminati potrebbero essere confermati nella loro validità se integrati da una valutazione dinamica (analisi del passo). FLESSIONE DEL BUSTO (BENDING TEST) Grafico 11: In base ai dati rilevati il gruppo di lavoro migliora la flessione del busto avanti passando da 18,73 cm a 15,38cm di distanza delle punta delle dita al pavimento. Nel gruppo di controllo il miglioramento rilevato è stato pressoché nullo. 87

88 5. Conclusioni L osservazione dei dati rilevati permette di trarre delle interessanti conclusioni che sono qui di seguito riportate. L applicazione della tecnica PANCAFIT (Metodo Raggi ) ha potuto determinare dei cambiamenti nell ambito dei parametri posturali presi in considerazione. La dimostrazione dell importante variazione di questi ultimi, emerge dall analisi dei dati espressi dai grafici precedenti Si può infatti affermare che, con l applicazione di PANCAFIT (Metodo Raggi ), si è verificato un evidente miglioramento della percentuale di realizzazione dei tiri a canestro: da 69,2% all 80,2%, una variazione positiva delle frecce cervicali e lombari, una marcata riduzione della sintomatologia dolorosa, evidenziata da una riduzione della VAS, un miglioramento del grado di mobilità della spalla, un aumento della flessibilità del busto, nonché un incremento della superficie d appoggio plantare. PANCAFIT (Metodo Raggi ) si è dimostrato valido non solo per l efficacia terapeutica in senso lato ma anche per le modalità del trattamento: 10 sedute di 50 con evidenze di miglioramento riferito, già dopo 4/5 sedute. Bisogna inoltre aggiungere che, nonostante gli esercizi proposti su PANCAFIT riguardassero solo gli arti superiori (attivamente) e il tratto cervicale, ed in modo indiretto la catena posteriore, si sono evidenziati sostanziali cambiamenti anche in altri distretti corporei, come si evince dai risultati dei test di flessibilità del busto, dalla scala VAS e dalla baropodometria, relativamente all aumento della superficie podalica di appoggio. L applicazione del Metodo Raggi su PANCAFIT, ha permesso così di ottenere un evidente miglioramento della prestazione atletica e nello specifico dei tiri a canestro nel giocatore di Basket. 88

89 Verifica dell eventuale miglioramento della forza esplosiva e dei parametri posturali del calciatore utilizzando la quadrupedia del Metodo Pancafit Tesi effettuata da Mauro De Lucia (Formazione base Metodo Raggi ), studente di Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate c/o la Interfacoltà di Scienze della Formazione e Medicina e Chirurgia Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, A.A. 2008/2009 NB: questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 84 pagine. 1. Introduzione L obiettivo che mi sono prefissato con questa tesi è quello di valutare i benefici della metodologia dell Allungamento Muscolare Globale Decompensato sulla prestazione atletica in particolare del calciatore, essendo stato nel passato un calciatore e attualmente collaboratore con alcune società sportive. Sarà mio obiettivo dimostrare che un miglioramento posturale porta risultati positivi sia dal punto di vista della performance, ma anche per quanto riguarda un recupero più veloce dagli infortuni. Negli ultimi anni tante persone hanno messo in discussione il valore dello stretching. Lo scopo della mia sperimentazione sarà quello di far capire in maniera più approfondita le tempistiche di utilizzo, sperimentare dei protocolli di lavoro di facile applicazione da proporre a tutti i livelli per sfatare il luogo comune che il miglioramento della performance è sempre, o quasi, ricercato nell allenamento esclusivo delle sole capacità condizionali (forza, velocità, resistenza) senza tener conto, soprattutto nei più giovani, di un approccio globale che coinvolga anche altri aspetti come quelli posturali, che per me sono molto importanti. 2. Materiali e Metodi Lo studio è stato eseguito su 20 atleti maschi di età compresa fra i 21 e 32 anni, facenti parte di una squadra di calcio che milita nel campionato di seconda categoria del girone di Monza. Di questi atleti 10 formano il gruppo sperimentale e 10 il gruppo di controllo. I giocatori sono stati scelti cercando di formare 2 gruppi il più possibile omogenei tra di loro sotto il punto di vista dell età, dei ruoli di gioco, dei dolori o delle patologie. I venti calciatori hanno svolto, durante la stagione sportiva, due sedute di allenamento settimanale, e la regolare partita di Campionato. Nel corso delle sedute di allenamento in campo, della durata di 120 minuti, il lavoro è stato rivolto all incremento di capacità condizionali quali la forza, la velocità, la resistenza. Sono stati effettuati esercizi di mobilità articolare, di stretching analitico ed il consueto lavoro tecnicotattico. I soggetti appartenenti al gruppo di controllo hanno effettuato il lavoro programmato ad inizio anno senza nessuna variazione; il gruppo di lavoro si è differenziato esclusivamente per l aggiunta di una seduta settimanale, della durata di 30 minuti, di Allungamento Muscolare Globale Decompensato utilizzando una particolare postura denominata quadrupedia, per un totale di 10 sedute. All inizio della ricerca, gli atleti appartenenti ai due gruppi (controllo e lavoro) sono stati sottoposti a test posturali. I risultati sono stati poi paragonati con quelli ottenuti al termine della ricerca, attraverso tabelle e grafici che mettono in evidenza le eventuali differenze delle prestazioni, della postura e dell appoggio podalico. I test iniziali e finali si sono suddivisi in tre parti: Anamnesi e raccolta dati sui dolori e patologie muscolo-articolari presenti, quantificandone l intensità attraverso l utilizzo della scala VAS Analisi posturale e analisi dell appoggio podalico con l utilizzo del podoscopio Test funzionali: test di Bosco (SJ, CMJ con braccia libere), salto triplo con partenza da fermo, sprint test di 20 metri piani, bending anteriore. 89

90 3. Risultati Al termine della ricerca i risultati dei test eseguiti hanno confermato l efficacia del protocollo di Allungamento Muscolare Globale Decompensato, sia sulla flessibilità che sulla forza muscolare. Tali risultati hanno mostrato un esito positivo ai controlli statistici (di tipo Test T di student ) con un livello di significatività pari almeno al 95% per tutti i test eseguiti. Dalla Scala Vas di quantificazione del dolore si può osservare, per quanto concerne il gruppo di lavoro, una importante diminuzione del dolore al termine delle sedute che in alcuni casi è completamente sparito. Ciò dimostra che non solo è possibile prevedere una variazione nelle prestazioni del singolo soggetto (o del gruppo), ma si può anche ottenere un recupero riabilitativo dopo gli infortuni. Nel gruppo di controllo si è invece verificato un peggioramento. Graf. 1 Graf. 1: Medie dei valori di quantificazione del dolore nella Scala Vas confrontando i valori tra inizio e fine nel gruppo di controllo e di lavoro. I valori sono stati inseriti sotto forma di indice assoluto cumulativo e dimostrano chiaramente come per il Gruppo di Lavoro si è verificato un miglioramento generalizzato, al contrario del Gruppo di Controllo dove invece è aumentata la percezione soggettiva dei dolori. L analisi dei test funzionali mette in luce come il gruppo che ha svolto l Allungamento Muscolare Globale Decompensato in quadrupedia abbia riportato un miglioramento della prestazione di Forza esplosiva rispetto al gruppo che ha eseguito lo stretching analitico. Nel test SJ Squat Jump è ben evidenziato nel grafico come nel Gruppo di Lavoro i valori medi siano migliorati; solo un soggetto non ha ottenuto il miglioramento previsto. Per quanto riguarda il Gruppo di Controllo, che durante il periodo non ha svolto né un lavoro di riequilibrio né un allenamento specifico per la Forza esplosiva, non si notano miglioramenti significativi; anzi in alcuni casi si è riscontrato un peggioramento. Graf. 2 Grafico 2: i valori medi ottenuti prima e dopo il periodo di ricerca dimostrano come in entrambi i gruppi è presente un miglioramento delle prestazioni. Nel gruppo di lavoro è evidente il miglioramento medio di 2,4cm, mentre nel gruppo di controllo il miglioramento è stato lieve (0,1cm). Nel test CMJ Counter 90

91 Movement Jump il gruppo di lavoro ha evidenziato un cambiamento postivo con un miglioramento della prestazione per tutti i singoli soggetti. Nel gruppo di controllo solo due soggetti sono effettivamente migliorati mentre tutto il resto del gruppo è peggiorato. Questi peggioramenti sono stati causati dalla scarsa capacità di riuso elastico, dovuta probabilmente ad un allungamento effettuato in modo non globale. Graf. 3 Grafico 3: Il grafico mostra come la medie delle prestazioni dei soggetti del gruppo di lavoro sia nettamente migliorata dopo le sedute di riequilibrio posturale. Nel gruppo di lavoro il guadagno medio ottenuto è di 2 cm. Nel caso del gruppo di controllo è risultato un peggioramento medio di 0,7cm. Nello Sprint Test 20m piani per il gruppo di lavoro si può notare che tutti gli atleti sono riusciti a migliorare. Alcuni in modo sorprendente. Il gruppo di controllo non presenta invece un miglioramento delle prestazioni. Graf. 4 Grafico 4: il grafico delle medie evidenzia il miglioramento ottenuto dal gruppo di lavoro rispetto al gruppo di controllo. Quest ultimo mantiene perfettamente nella media i risultati pre e post. Nel gruppo di lavoro il guadagno medio ottenuto è di 0,24 secondi. 91

92 Nel Salto Triplo i valori delle prestazioni del Gruppo di Lavoro sono rimasti alti nonostante due atleti non siano riusciti a migliorarsi. Nel Gruppo di Controllo invece la media dei risultati presenta un leggero peggioramento. Graf. 5 Grafico 5: il grafico che riporta i valori medi del salto triplo evidenzia un miglioramento per quanto riguarda il gruppo di lavoro di 0,13cm mentre per quanto riguarda il gruppo di controllo si nota un peggioramento nella media della prestazione. Prendendo i Test Funzionali svolti e analizzandoli singolarmente, si nota subito che il test con il più ampio miglioramento è stato il test di Bending Anteriore. In questo test tutti i soggetti del Gruppo di Lavoro sono migliorati notevolmente tranne uno, il quale inizialmente presentava una forte intrarotazione degli arti inferiori che gli permetteva di esprimere una maggiore flessione del busto avanti. Andando a lavorare sull extrarotazione dei femori il soggetto ha perso quella capacità di compensare e sfuggire alle tensioni muscolari riducendo di conseguenza la flessione del busto. I soggetti del Gruppo di Controllo hanno invece peggiorato i loro parametri causa il non allungamento o l allungamento scorretto. Graf. 6 Grafico 6: il grafico riporta le medie dei due gruppo all inizio e al termine della ricerca.. I valori negativi corrispondo ai centimetri che mancano al soggetto per arrivare allo 0, ovvero a toccare il piano di appoggio. 92

93 In questo caso è molto marcato sia il miglioramento del gruppo di lavoro sia il peggioramento del gruppo di controllo. Il miglioramento medio del gruppo di lavoro è di 5,3cm. A livello posturale tutti i soggetti a cui è stato applicato il Metodo Raggi hanno riportato un visibile miglioramento dell equilibrio muscolare. Fig. 1a Fig. 1b Fig. 1a-1b: nella figura 1a possiamo vedere che le scapole non sono allineate tra di loro, il busto è spostato e compie una rotazione a dx così come l arto inferiore sx. Dopo 10 sedute (figura 1b) possiamo osservare diversi miglioramenti: le scapole si sono allineate, la spalla sx si è abbassata mettendosi in asse con la dx, il busto non è più rotato. Rimane lo spostamento a sx di tutti i segmenti corporei. Fig. 2a Fig. 2b Fig. 2a-2b: nella figura 2a si osserva come le scapole del soggetto non si vedono in quanto nascoste da una postura errata che porta ad una mal distribuzione della muscolatura dorsale che va a coprire le scapole stesse. E evidente anche una rotazione ed uno spostamento del busto a sx, ed un intrarotazione dei femori. Dopo il lavoro con il Metodo Raggi il soggetto ha ristabilito una buona posizione delle scapole nello spazio, diminuendo anche la rotazione e lo spostamento del busto verso sx. Inoltre si osserva come è diminuita notevolmente la rotazione interna dei femori. 93

94 Fig. 3a Fig. 3b Fig. 3a-3b: nella figura 3a si osserva un varismo degli arti inferiori che appare nettamente migliorato al termine delle sedute(fig. 3b). Il soggetto prima del lavoro lamentava un forte dolore lombare, scomparso dopo le sedute. Anche per quanto riguarda l appoggio podalico si sono evidenziati dei miglioramenti. Fig. 4a Fig. 4b Fig. 4a-4b: si può osservare come all inizio il secondo e l ultimo dito del piede non appoggiavano correttamente a terra, sia a dx che sx (fig. 4a). Osservando la figura 4b possiamo notare che dopo le sedute è migliorato l appoggio del secondo dito in entrambi piedi, presentando un appoggio podalico più ampio dunque una migliore distribuzione del peso. 4. Conclusioni I risultati di questo studio confermano la validità della tecnica di allungamento utilizzata, ribadendo che solo allungamenti globali e decompensati sono realmente efficaci per riequilibrare la muscolatura sia del Sistema Tonico che Fasico. Premetto che effettuare un programma di riequilibrio posturale, intervenendo sui recettori, necessita di un tempo di adattamento che non si sposa con la pratica costante e continuata della disciplina sportiva; infatti l organismo, una volta modificata l informazione, necessita di un certo tempo per integrarla, attraverso un tempo mantenuto sufficientemente a lungo tale da poter innescare modificazioni sia strutturali che di schema motorio. Questo permette di modificare sia la postura che il modo di utilizzare schemi e sinergismi nuovi. I dati ottenuti, sicuramente interessanti, spronano verso ulteriori ricerche più ampie e con maggior rigore scientifico nella applicazione di un metodo che è sempre aperto alle evoluzioni tecniche. Va sottolineato che per me è la prima esperienza in questo settore e la metodica che è stata applicata ai calciatori del gruppo di studio non comprendeva tutte le metodiche dell intero Metodo Raggi. Nonostante ciò i risultati hanno consentito di dimostrare in modo preciso, inconfutabile e ripetibile quale valenza rivesta la Catena Statica Posteriore nell equilibrio posturale e nella performances dell atleta. 94

95 L utilizzo della contrazione isometrica in posizione eccentrica, applicata a posture mantenute a lungo nel tempo, permette di agire su più piani e su più fronti, migliorando così più parametri allo stesso tempo. A questo punto si può affermare che un lavoro di riequilibrio posturale, anche se effettuato su degli atleti attivi e che svolgono altre attività, può aiutare a migliorare e a mantenere un ottima performance durante tutta la stagione, e che un allungamento muscolare non corretto o non eseguito può portare non solo a non migliorare la prestazione ma addirittura a peggiorarla. Inoltre un dato da non sottovalutare è che un buon riequilibrio muscolare e una buona viscoelasticità muscolare (evidenziato anche dalle foto con griglia dei soggetti e dalla diminuzione dei dolori percepiti dai giocatori) oltre a migliorare l efficacia del gesto e della performance in generale rappresentano fattori fondamentali nella prevenzione degli infortuni. Queste affermazioni sono in linea con i risultati ottenuti: il gruppo che ha eseguito il protocollo sperimentale ha ottenuto dei miglioramenti statisticamente significativi sia nei valori di forza esplosiva che nella capacità di riuso elastico. Alla fine delle sedute, tutti i ragazzi che hanno sperimentato il lavoro con il Metodo Raggi sostengono di sentirsi meglio, più dritti, più rilassati mentalmente e tutti sentono la necessita di continuare le sedute anche in un futuro. 95

96 Valutazione delle modifiche del dolore su soggetti lavoratori che presentano algie del rachide, utilizzando il Metodo Raggi Pancafit con gestione autonoma, in ambiente aziendale Tesi effettuata dai dottori Raffaella Compare, Rita Gallo, Pierluigi Eredi (Formazione base Metodo Raggi ), studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia - Università degli studi La Sapienza di Roma A.A. 2005/2006 NB:questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 69 pagine 1. Introduzione Le affezioni cronico-degenerative della colonna vertebrale sono di frequente riscontro presso le più disparate collettività lavorative dell industria, dell agricoltura e del terziario. I disturbi muscolo-scheletrici, meglio conosciuti come disturbi da stress fisici ripetuti, sono dovuti a posture statiche prolungate: frequenti flessioni e torsioni del tronco, sollevamenti e spostamenti di carichi. Da molti anni le patologie della colonna vertebrale rappresentano nei paesi industrializzati una delle maggiori cause di assenza dal lavoro. Il dato maggiormente rilevato negli studi epidemiologici delle malattie muscolo-scheletriche è rappresentato dall insorgenza del dolore; per questo il lavoratore affetto da tali disturbi si assenta più frequentemente. Per la società è importante dunque che le persone possano lavorare in buone condizioni di salute fino all età della pensione e che possano contribuire al prodotto interno lordo. 2. Scopo Scopo della tesi è quello di proporre ai datori di lavoro di medie e grandi aziende, una nuova iniziativa organizzativa, sanitaria e riabilitativa destinata a migliorare le condizioni di salute dei lavoratori (specie quelli affetti da disturbi muscolo-scheletrici) sul posto di lavoro, senza la necessità di doversi assentare per cure domiciliari o per terapie fisiche presso strutture del SSN. Il nostro studio descrive come sia stato possibile all interno degli ambienti lavorativi (Unità aziendali, Fabbriche, Uffici ecc.) sottoporre a trattamento con Pancafit i lavoratori che lamentavano disturbi muscolo-scheletrici al fine di ottenere riduzione della tensione muscolare, attenuazione dei dolori e contratture muscolari, prevenzione e limitazione dei traumi dell'apparato locomotore, miglioramento dell'esecuzione e della coordinazione tecnica (piu' efficace ed economica), miglioramento della circolazione sanguigna e conseguente facilitazione della fase di recupero e di riscaldamento, esecuzione dei movimenti in maniera più ampia quindi anche più veloce, miglioramento della consapevolezza del proprio corpo e agevolazione del rilassamento generale. 3. Materiale e Metodi La ricerca è organizzata rispettando criteri d inclusione ed esclusione, attraverso modi che seguiranno: Criteri di inclusione: Lavoratori di entrambi i sessi Età compresa tra anni Addetti alla stessa mansione da almeno 4 anni Algie del rachide da almeno 12 mesi Criteri di esclusione: Patologie neoplastiche in atto Dismorfismi Esiti di traumi recenti Ernie del disco Terapie con FANS o corticosteroidi in atto Malattie del Sistema Nervoso centrale Osteoporosi grave 96

97 Gruppo campione: Lo studio è stato condotto su un gruppo di 50 soggetti, 28 maschi e 22 femmine, di età compresa tra i 30 e i 60 anni, con disturbi muscolo-scheletrici a carico del rachide, che svolgono attività lavorative eterogenee tra loro; solo qualcuno pratica attività sportiva, altri invece hanno una vita pressochè sedentaria. Il gruppo è stato sottoposto a trattamento con METODO RAGGI (allungamento muscolare globale decompensato con Pancafit). Ogni seduta ha avuto una durata di 30 minuti, eseguita una volta a settimana per 8 settimane, in gestione autonoma, mediante l esecuzione di esercizi suggeriti dalla visione di un filmato. La seduta è stata controllata dal personale medico e/o altra figura professionale, che ha frequentato i 4 Livelli base del corso di formazione Professionale Pancafit- METODO RAGGI. Gruppo controllo: In questo gruppo sono stati reclutati 50 soggetti, 35 maschi e 15 femmine affetti da algie diffuse del rachide, sottoposti solo a visita medica preventiva e periodica dopo 8 settimane. Alcuni di loro hanno praticato terapia antidolorifica (solo 3) e antinfiammatoria (solo 11) nel periodo intercorso tra i due controlli. MATERIALI UTILIZZATI: Pancafit, Cuscinetti di forma speciale che ricalcano le curve fisiologiche della colonna vertebrale, prodotti da Studio Sport 2000 cinta stringi piedi prodotta da Studio Sport 2000 Filo a piombo Metro Podoscopio Macchina fotografica digitale DVD creato appositamente dal Prof. Raggi, contente gli esercizi in panca da mostrare in visione al gruppo campione Lettore DVD La valutazione all inizio e alla fine del trattamento è stata effettuata con i dati ottenuti mediante i seguenti mezzi : a) anamnesi clinico-occupazionale b) esame posturale c) test chinesiologici (test della flessione in avanti della colonna vertebrale e percezione soggettiva del proprio peso corporeo sulla pianta dei piedi d) verticale di Barrè. e) valutazione soggettiva del dolore con scale e questionari (VAS, PPI, QBPDS, test T- Student) 97

98 NUMERO NUMERI NUMERI NUMERI NUMERI 4. Risultati Sono stati valutati i dolori con la scala VAS e PPI all inizio e alla fine del periodo di osservazione sui 2 gruppi. VALUTAZIONE INIZIALE VAS GRUPPO CAMPIONE VALUTAZIONE FINALE VAS GRUPPO CAMPIONE dolore lieve 3-4 dolore moderato dolore severo 9-10 dolore insopportabile dolore lieve 3-4 dolore moderato dolore severo 9-10 dolore insopportabile Fig. 1a-1b: Confronto tra i valori iniziali (fig. 1a) e finali (fig.1b) della scala VAS per il gruppo campione ( sottoposto a trattamento con Metodo Raggi una volta alla settimana). I soggetti che avvertivano un dolore lieve sono passati da 16 (inizio trattamento) a 33 (fine trattamento), quelli che avvertivano un dolore moderato sono passati da 29 (inizio trattamento) a 16 (fine trattamento) mentre quelli che avvertivano un dolore severo sono passati da 5 ( inizio trattamento) a 1 (fine trattamento). VALUTAZIONE INIZIALE VAS GRUPPO CONTROLLO VALUTAZIONE FINALE VAS GRUPPO CONTROLLO dolore lieve 3-4 dolore moderato dolore severo 9-10 dolore insopportabile dolore lieve 3-4 dolore moderato dolore severo 9-10 dolore insopportabile Fig. 2: Confronto tra i valori iniziali e finali della scala VAS per il gruppo di controllo (dove ben 14 soggetti hanno dovuto praticare terapia antidolorifica e antinfiammatoria per attenuare il dolore e l infiammazione). I soggetti che avvertivano un dolore lieve sono passati da 15 (inizio) a 25 (dopo 8 settimane), quelli che avvertivano un dolore moderato sono passati da 33 (inizio) a 25 (dopo 8 settimane) mentre quelli che avvertivano un dolore severo sono passati da 2 ( inizio) a 0 (dopo 8 settimane). Fig. 3a-3b: Confronto tra i valori iniziali (fig. 3a) e finali (fig.3b) del P.P.I. per il gruppo campione ( sottoposto a trattamento con VALUTAZIONE INIZIALE P.P.I. GRUPPO CAMPIONE (Dolore Assente) 2 Dolore leggero 3 Dolore che mette a disagio Dolore che angoscia 5 Dolore orribile 6 Dolore atroce Metodo Raggi una volta alla settimana). I soggetti che, alla fine del trattamento, non presentano più il dolore (dolore assente) sono 20; quelli che avvertivano un dolore leggero sono passati da 32 (inizio trattamento) a 22 (fine trattamento); quelli che avvertivano un dolore che mette a disagio sono passati da 17 (inizio trattamento) a 8 (fine trattamento); mentre e quelli che avvertivano un dolore che angoscia sono passati da 1 ( inizio trattamento) a 0 (fine trattamento). 98

99 NUMERO NUMERO VALUTAZIONE INIZIALE P.P.I. GRUPPO CONTROLLO VALUTAZIONE FINALE P.P.I. GRUPPO CONTROLLO (Dolore Assente) 2 Dolore leggero 3 Dolore che mette a disagio Dolore che angoscia 5 Dolore orribile 6 Dolore atroce 0 1 (Dolore Assente) 2 Dolore leggero 3 Dolore che mette a disagio Dolore che angoscia 5 Dolore orribile 6 Dolore atroce Fig. 4a 4b : Confronto tra i valori iniziali (fig. 4a ) e finali (fig. 4b ) del P.P.I. per il gruppo di controllo (3 soggetti hanno praticato terapia antidolorifica e 11 antinfiammatoria). I soggetti che, dopo 8 settimane, non presentavano più il dolore (dolore assente) sono 10; quelli che avvertivano un dolore leggero sono passati da 31 (inizio) a 32 (dopo 8 settimane); mentre quelli che avvertivano un dolore che mette a disagio sono passati da 19 (inizio) a 8 (dopo 8 settimane). Prima di procedere al trattamento con pancafit i soggetti sono stati invitati a descrivere la propria percezione dell'appoggio dei piedi nudi a contatto con il suolo. Queste sensazioni sono state annotate in fase iniziale e confrontate con quelle descritte alla fine del lavoro. Al termine delle 8 sedute il gruppo campione ha riportato un miglioramento della percezione soggettiva del proprio peso corporeo. Anche con l uso del podoscopio si è valutato il miglior appoggio plantare dei soggetti trattati. All esame delle frecce cervicali e lombari si sono avuti visibili miglioramenti per il gruppo campione. Dal questionario QBPDS, utilizzato per valutare l influenza del dolore dal punto di vista relazionale, si è rilevato un miglioramento per entrambe i gruppi ma più significativo per il gruppo campione. 5. Conclusioni Il vero aspetto innovativo di questo studio è l aver dimostrato che anche nell ambiente di lavoro si possono sottoporre i lavoratori che presentano disturbi muscolo-scheletrici a trattamenti migliorativi per il benessere fisico e anche psicologico, evitando così assenze dal posto di lavoro. L intento è stato quello di sensibilizzare i datori di lavoro a prendere in esame la possibilità di migliorare non solo gli ambienti e le postazioni di lavoro ma di offrire momenti di benessere ai dipendenti stessi a prezzi contenuti. Qualora non fosse possibile realizzare quanto proposito resta la soddisfazione di aver verificato come il gruppo di controllo, che non è stato sottoposto ad alcun trattamento, a distanza di due mesi non ha riferito il miglioramento della sintomatologia dolorosa a carico del rachide se non dopo essere ricorso all uso di antidolorifici e/o antinfiammatori, con i dovuti effetti collaterali che ne conseguono. Il sollievo fisico riferito dai lavoratori trattati con Pancafit e l entusiasmo con cui hanno accolto una tale iniziativa è stato veramente soddisfacente. I nostri migliori ringraziamenti al Prof. Raggi che tanto ha incoraggiato la realizzazione di questo studio. 99

100 Metodo Raggi e il Metodo McKenzie: due metodiche a confronto nel trattamento degli squilibri posturali e della lombalgie cronica con particolare attenzione al dolore Tesi congiunta effettuata dai Dottori Stefano Vassallo, Flavio Lassandro, Lorenzo Argentino (tutti e 3 con Formazione Metodo McKenzie) e dai Dottori Antonino Agostino, Carmine Parmentola, Vincenzo Pisa e William Sciacca (Formazione base Metodo Raggi ), studenti del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2005/2006. NB: questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 57 pagine 1. Introduzione La lombalgia colpisce otto persone su dieci, è il primo motivo di assenza dal lavoro ed è soprattutto figlio legittimo della sedentarietà ma anche di una esasperata e scorretta attività fisica! Praticamente tutti, almeno una volta nella vita anno sperimentato o sperimenteranno il mal di schiena in forme più o meno acute, sporadiche o ricorrenti. L incidenza del mal di schiena è in aumento e su questo fenomeno si sono avanzate molte interpretazioni, nessuna delle quali però è esauriente: in parte ciò è dovuto al fatto che la vita media si è allungata rispetto al passato anche se la fascia di età più colpita rimane quella che va dai 20 ai 65 anni; un altro motivo potrebbe essere il cambiamento del nostro stile di vita divenuto molto più sedentario rispetto a quello di qualche generazione fa; infine, un ruolo importante lo gioca di sicuramente la maggior attenzione alla propria salute tipica delle società più avanzate, che spinge a medicalizzare anche disturbi e condizioni che un tempo si accettavano con più serenità. La mancanza di una forte evidenza scientifica che possa legittimare una risposta terapeutica univoca, determina la propensione ad orientare le modalità di intervento verso vari tipi di metodiche. Ecco perché, questo tipo di lavoro di ricerca, va a mettere a confronto due metodiche di lavoro diverse proprio per cercare di salvaguardare quel benessere psico-fisico tanto auspicato da tutti noi operanti nel settore e non. Le due metodiche che andremo a raffrontare sono: il metodo McKenzie ed il Metodo Raggi, due interventi terapeutici di provata efficacia. 2. Scopo della ricerca Senza alcuna pretesa vuole essere uno studio approfondito sulla tematica per offrire nuove esperienze e conoscenze, per venire incontro da una parte ai terapeuti che si trovano di fronte pazienti che soffrono di tale sintomatologia, dall altra a dare a questi ultimi maggiori garanzie di successo. Infatti, oggi le persone che soffrono di questa sintomatologia sono numerose, quindi sul campo si trova un vasto bacino di reclutamento. E un lavoro congiunto fatto su un campione di soggetti che si prestano volontariamente ad un protocollo terapeutico prestabilito, ma sempre adattato alla priorità del soggetto. Il lavoro sperimentale mette a confronto due metodologie di approccio al problema: il metodo Pancafit e il metodo Mckenzie. La comparazione tra i due metodi non vuole mettere in evidenza quale dei due sia il migliore, ma bensì offrire un contributo alla conoscenza e alla sperimentazione, grazie al confronto. 3. Materiali e Metodi I soggetti che hanno partecipato a questa ricerca sono stati 96, misti tra uomini e donne, praticanti e non attività motoria, con stili di vita differenti, con quadro clinico differente e di età compresa tra i 30 ed i 65 anni. Il campione d indagine è stato diviso in due gruppi: il primo gruppo è stato sottoposto al trattamento con il Metodo Raggi e la Pancafit, il secondo gruppo è stato sottoposto al trattamento con il metodo McKenzie. Il primo ad approccio globale, si avvale di esercizi effettuati su di un attrezzo, la Pancafit, che permette grazie ai suoi differenti angoli di inclinazione, di stabilire l intensità del lavoro. Il soggetto è disteso sull attrezzo ed esegue un 100

101 programma di lavoro. Il secondo puramente biomeccanico si focalizza sull applicazione di un metodo di diagnosi e terapia meccanica alla colonna lombare, con esercizi eseguiti in posizione eretta o distesa. La valutazione chinesiologica e posturale, le scale di valutazione del dolore, ed i tests, sono stati somministrati all inizio della sperimentazione per valutare i seguenti parametri: Dolore (QBPDS, VAS, PPI) Flessibilità (banding anteriore e laterale) Frecce e scapulum anteriore/posteriore Altezza e verticale di barrè I sopraccitati parametri sono stati rivalutati tutti alla fine del trattamento e nelle stesse condizioni ambientali per dare una certa attendibilità, ad eccezione del dolore che è stato rivalutato anche a metà del training terapeutico. Il trattamento si è svolto in 10 sedute di un ora con cadenza settimanale. La raccolta dati, la valutazione chinesiologica e posturale, ed il training terapeutico sono stati svolti presso gli studi professionali e nelle strutture dove gli operatori esercitano la loro professione. La ricerca è stata organizzata tenendo conto dei seguenti criteri di inclusione ed esclusione per entrambi i gruppi: criteri di inclusione: Età 30/65 anni Presenza di dolore lombare da almeno 3 mesi criteri di esclusione: Polio Tumori e fibromi Malattie infettive e virali Ernie espulse Protesi e interventi chirurgici di osteosintesi Donne in stato di gravidanza Scoliosi strutturale oltre 30 Cobb Osteporosi grave Asma bronchiale grave Patologie del sistema nervoso centrale Età inferiore ai 30 anni o superiore ai 65 Infine è stata utilizzata una scheda di raccolta dei dati anamnestici come integrazione delle schede che utilizzano gli operatori dei due metodi durante la valutazione. Questa integrazione, è da noi voluta da un lato per cercare di avere un approccio anamnestico integrato delle due tecniche, dall altro per avere una pari condizione nel confrontare i due metodi alla fine del trattamento. 4. Risultati Il confronto tra i due metodi viene effettuato attraverso i parametri rappresentanti le medie aritmetiche dei valori in colonna. 1 2 Il grafico attiene alla scala QBPDS in cui sono riportati i valori iniziali, intermedi e finali al trattamento (prime tre colonnine). Le colonnine blu rappresentano l insieme dei valori Pancafit mentre le colonnine rosse quelli del metodo McKenzie. L ultima colonnnina riporta il miglioramento medio ottenuto dai due metodi. Grazie alla riduzione dei piloni viene espresso l abbassamento dei valori della scala QBPDS. Dalla prima colonnina 1 si evidenziano dei valori di partenza similari che poi subiscono riduzione di valori come si può notare nei piloni a fine trattamento L ultima colonnina esprime 1 il miglioramento complessivo ottenuto che vede un margine migliorativo più alto della Pancafit rispetto a Mc Kenzie. Il risultato finale mette in evidenza l abbassamento della soglia 1 del dolore 1 percepita dai pazienti trattati con il primo metodo

102 Il grafico attiene alla scala del dolore VAS in cui sono riportati i valori iniziali, intermedi e finali al trattamento (prime tre colonnine). Le colonnine blu rappresentano l insieme dei valori Pancafit mentre le colonnine rosse quelli del metodo McKenzie. L ultima colonnnina riporta il miglioramento medio ottenuto dai due metodi. Grazie alla riduzione dei piloni viene espresso l abbassamento dei valori della scala VAS. Dalla prima colonnina si evidenziano dei valori di partenza similari che poi subiscono riduzione di valori come si può notare nei piloni a fine trattamento. L ultima colonnina esprime il miglioramento complessivo ottenuto che vede un margine migliorativo più alto della Pancafit rispetto a McKenzie. Il risultato finale mette in evidenza l abbassamento della soglia del dolore percepita dai pazienti trattati con il primo metodo Il grafico attiene alla scala del dolore PPI in cui sono riportati i valori iniziali, intermedi e finali al trattamento (prime tre colonnine). Le colonnine blu rappresentano l insieme dei valori Pancafit mentre le colonnine rosse quelli del metodo McKenzie. L ultima colonnnina riporta il miglioramento medio ottenuto dai due metodi. Grazie alla riduzione dei piloni viene espresso l abbassamento dei valori della scala PPI. Dalla prima colonnina si evidenziano dei valori di partenza similari che poi subiscono riduzione di valori come si può notare nei piloni a fine trattamento. L ultima colonnina esprime il miglioramento complessivo ottenuto che vede un margine migliorativo più alto della Pancafit rispetto a McKenzie. Il risultato finale mette in evidenza l abbassamento della soglia del dolore percepita dai pazienti trattati con il primo metodo Il grafico contiene 4 gruppi di colonnine che attengono ai miglioramenti medi delle Altezze e della Verticale di Barrè e delle rispettive deviazioni standard dei due paramentri. Il metodo Pancafit è rappresentato dalle colonnine blu e McKenzie dalle colonnine rosse. La prima coppia di colonnine riguarda il miglioramento medio delle altezze e come si può notare vi è un lieve miglioramento del pilone in blu. La seconda coppia di colonnine riguarda il miglioramento medio delle verticali di barrè e anche in questo caso i risultati raccolti danno ragione al metodo Pancafit. Le restanti due coppie di piloni esprimono la qualità dei risultati ottenuti attraverso il paramento statistico della deviazione standard. Il risultato mette in evidenza ancora una volta la maggiore incidenza del Metodo Raggi sui risultati Il grafico contiene 4 gruppi di colonnine che attengono ai miglioramenti medi delle Frecce cervicali e lombari e delle rispettive deviazioni standard dei due parametri. Il metodo Pancafit è rappresentato dalle colonnine blu e McKenzie dalle colonnine rosse. La prima coppia di colonnine riguarda il miglioramento medio delle frecce cervicali e come si può notare vi è un marcato miglioramento del pilone in blu. La seconda coppia di colonnine riguarda il miglioramento medio delle frecce lombari e anche in questo caso i risultati confermano la maggiore incidenza del metodo Pancafit. Le restanti due coppie di piloni esprimono la qualità dei risultati ottenuti attraverso il paramento statistico della deviazione standard. Il risultato mette in evidenza ancora una volta la maggiore incidenza del Metodo Raggi sui risultati. 102

103 Il grafico riporta i valori medi relativi al Bending Anteriore Metodo Raggi e Metodo McKenzie e i rispettivi Bending Laterali dx e sx. Sono riportate le tre coppie di colonnine, di cui la prima esprime i miglioramenti ottenuti dai due metodi nel bending anteriore e possiamo osservare che il miglioramento è più incisivo attraverso il Metodo Raggi. Le restanti due coppie di colonnine rappresentano la media aritmetica dei miglioramenti del Bending Laterale. Il grafico di sintesi dei dati raccolti mostra che, rispetto al bending laterale, McKenzie ha prodotto miglioramenti medi migliori. I risultati ottenuti dalle deviazioni standard hanno dimostrato che il metodo McKenzie su determinati pazienti ha un incisività più alta rispetto al metodo Pancafit, soprattutto per il bending anteriore e laterale sinistro. Tuttavia da l test di attendibilità con il T di student i parametri inerenti la flessibilità sono risultati poco attendibili. Come risulta dalle tabella di elaborazione dei dati il miglioramento del parametro del dolore è evidente. Per quanto riguarda i pazienti trattati con il metodo McKenzie si è riscontrato come tale intervento terapeutico sia molto utile per il lombalgico che abbia però riferito cause di tipo biomeccanico. Dalla maggior parte delle schede di raccolta dati è emerso come dato costante, da non sottovalutare, il valore dello stress attribuito soggettivamente dal paziente. Sicuramente questo tipo di esercizi ha un ruolo benefico nel trattamento ma se a questo si aggiunge uno stato emotivo negativo e, ancor più, uno stile di vita stressante, la sintomatologia potrebbe ripresentarsi così come è avvenuto in alcuni casi. Inoltre la ripetizione degli esercizi a casa è un accorgimento che purtroppo non viene sempre rispettato dalla maggior parte dei pazienti, e questo può minare la riuscita ottimale del trattamento. 5. Conclusioni Dal confronto del lavoro congiunto dei due gruppi è emersa la legittima validità dei due tipi di trattamento, considerando che applicando entrambi si è riscontrato un miglioramento dei parametri analizzati seppur con tempi e modi differenti. Tali variazioni sono state notate attraverso i parametri statistici della media aritmetica, deviazione standard e il test t di Student, quest ultimo decisamente chiarificatore. Dallo studio emerge, infatti, che con il calcolo probabilistico rilevato col test t di student vi è una causalità dei risultati ottenuti estendibili, dal campione all intera popolazione per la maggior parte dei parametri. E vero comunque, che le variazioni degli indici statistici, possono derivare da parte di entrambi i gruppi di lavoro, dalle sole applicazioni delle tecniche base delle singole metodiche. A conclusione del nostro lavoro di ricerca possiamo affermare che il Metodo Raggi su Pancafit produce miglioramenti rilevanti sui parametri del dolore, mentre in altri parametri il confronto è ravvicinato. Inoltre il Metodo Raggi essendo un metodo globale, in quanto è alla ricerca delle cause, non agisce solamente sul sintomo, quindi, risulta essere un valido approccio nella prevenzione delle rachialgie e della percezione che il paziente deve sviluppare della propria corretta postura. Infine, noi siamo dell avviso che la sperimentazione e la ricerca sono una ricchezza per gli operatori del settore, ma soprattutto, per i pazienti che si rivolgono a questi ultimi. Quindi per il futuro si auspica una maggiore integrazione e collaborazione dei cultori della materia, in cui il fulcro dei risultati raggiunti, sia il paziente e il suo benessere. In conclusione pensiamo che la collaborazione tra le due tecniche sia la migliore arma possibile per superare limiti ed ostacoli nel trattamento. 103

104 Relazione fra diaframma e postura in soggetti con algie e alterazioni funzionali del rachide cervicale Tesi effettuata dal Dott. Giuseppe Di Cesare (Formazione Metodo Raggi ), studente del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2002/2003. N.B. questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 70 pagine. 1. Introduzione La trasformazione dei modelli comportamentali, le mutate condizioni di vita dell epoca moderna, stanno creando inevitabilmente degli adattamenti nella specie umana. Tali adattamenti posturali, spesso, sono mal tollerati dal punto di vista morfo-strutturale e funzionale, fino a dare origine a vere e proprie patologie nell ambito mio-osteoarticolare, con maggior incidenza sulla colonna vertebrale sia a carico del segmento lombare che di quello cervicale. Nelle strategie di lavoro rivolte verso la ricerca di una postura equilibrata e confortevole, vengono utilizzati stimolatori di vario genere: solette propriocettive, meccaniche, magnetiche, correzioni sull ATM, lenti, colliri, auricoloterapia, che si stanno rivelando di grande efficacia e sono di uso comune ormai da parte dei professionisti più avanzati del settore. Ma la pratica di molti anni di lavoro ha fatto maturare nel sottoscritto la convinzione che spesso anche un azione naturale come la respirazione possa incidere nel complesso meccanismo della postura. 2. Scopo Il tema di questa ricerca sarà orientato verso le problematiche legate al tratto cervicale in relazione con la funzione del DIAFRAMMA, muscolo principale della respirazione. Esso può essere inserito a pieno titolo nel complesso meccanismo del sistema posturale, per la sua ubicazione (posizione centrale), per la sua funzione egemonica che gli fa assumere un ruolo fondamentale nella relazione tra Contenente e Contenuto, e per i fini legami che intrattiene con i muscoli della statica e della dinamica, identificati come unità funzionali organizzate in catene. Busquet nel descrivere le catene in retta anteriore, retta posteriore, con maggior propensione verso la statica, crociata anteriore e crociata posteriore, più orientate verso la funzione dinamica, afferma che tutte le catene muscolari si allacciano a livello del diaframma e in esso il centro frenico rappresenta il luogo d incontro dove tutte le catene sono in interconnessione. Scopo del presente studio è di dimostrare: 1. Come in un meccanismo complesso quale è il sistema tonico posturale, si inseriscano eventuali alterazioni morfo-strutturali-funzionali del DIAFRAMMA, muscolo principale della respirazione. 2. Come, modificando la funzione del DIAFRAMMA nel contesto di un lavoro di riequilibrio delle alterazioni funzionali delle Catene Cinetiche, molto spesso vittime di retrazioni muscolari, si possano ottenere: - miglioramento delle alterazioni posturali, - riduzione o risoluzione della sintomatologia algica in quei distretti corporei più direttamente connessi con la funzione del diaframma (tratto cervicale in particolare). 3. Come una strategia di lavoro innovativa con l utilizzo dell attrezzo denominato PANCAFIT, secondo il metodo RAGGI (allungamento muscolare globale decompensato), praticata con un gruppo sperimentale, possa essere messa a confronto con un metodo terapeutico di comprovata efficacia quale il metodo McKenzie, praticato da un gruppo di controllo. 104

105 3. Materiale e Metodi Sono stati coinvolti trenta soggetti di ambo i sessi, di età media di 43,16 (compresi tra 26 e 65), di estrazione sociale eterogenea, tutti con disfunzioni e/o algie nel tratto cervicale in fase sub-acuta o cronica alle quali si associavano problematiche osteoarticolari in altri distretti. Di questi soggetti, 15 sono stati inseriti nel gruppo sperimentale e 15 nel gruppo di controllo; il gruppo sperimentale è stato sottoposto ad un ciclo di sedute, in numero di dieci, a carattere individuale, della durata di un ora, con cadenza settimanale. Su questi soggetti è stato applicato un lavoro specifico sul Diaframma secondo il principio del metodo Raggi, con l uso di pancafit. Il gruppo di controllo è stato sottoposto ad un numero di dieci sedute con un ciclo di lavoro secondo il metodo McKenzie, sempre a carattere individuale della durata di un ora, con cadenza settimanale. Criteri di inclusione: sono stati selezionati soggetti adulti sia di sesso maschile che femminile, compresi tra i 25 e i 65 anni, impegnati in lavori vari, mediamente impiegati o professionisti, non praticanti attività sportive agonistiche o ricreative con regolarità. Tutti dovevano manifestare dolori e/o disfunzioni di vario livello al rachide cervicale, anche se non solo ad esso. Criteri di esclusione: sono stati esclusi soggetti con neoplasie, con asma bronchiale grave, con malattie autoimmuni in fase attiva, con malattie reumatiche in fase acuta, con osteoporosi in stato avanzato, portatori di ernie discali espulse sia lombari che cervicali, donne in gravidanza, soggetti con scoliosi strutturata con oltre 30 Cobb. Tutti i soggetti sono stati sottoposti ad una fase di screening comprendente : Anamnesi completa Esame posturale Valutazione del dolore secondo la scala VAS (Visual Analogic Scale), scala numerica di valutazione soggettiva dell intensità del dolore Rilevazione fotografica con fotocamera digitale Esame podoscopico Esami strumentali: Radiografie e/o RMN del rachide cervicale. Videat fisiatrico e/o ortopedico 4. Risultati Lo studio è stato eseguito esaminando i risultati ottenuti dall analisi dei due gruppi di pazienti ( gruppo A e gruppo B), separatamente. I soggetti del GRUPPO SPERIMENTALE hanno ottenuto risultati nettamente positivi sia per quanto riguarda il riequilibrio della postura che per la riduzione del dolore. In riferimento alle modificazioni posturali risulta evidente la riduzione della freccia cervicale, come si può notare in un caso specifico, in cui si è passati da cm 13,5 a cm 7. A livello lombare, nei casi in cui era presente una tendenza alla verticalizzazione del tratto si è verificato un sensibile aumento della freccia; dove vi era accentuazione della lordosi si è ottenuta una riduzione della freccia. Complessivamente si può affermare che si è verificato un sensibile miglioramento del rapporto tra freccia cervicale e freccia lombare a vantaggio di un migliore assetto posturale del soggetto (fig. 1). In riferimento alla variazione della sintomatologia algica possiamo notare una riduzione della VAS media del 88 % (Graf.1 e 2). Durante lo svolgimento delle sedute, i pazienti hanno manifestato reazioni di sblocco emozionale che variavano dal riso smodato al limite del pianto. Mediamente tutti hanno manifestato una positiva reazione di rilassamento a fine seduta. Dal punto di vista muscolare, spesso manifestavano disagio nella regione posteriore, ma in particolare, sensazioni simili a crampi nella zona costale, fenomeno tipico dello sblocco diaframmatico. All esame podoscopico si è potuta riscontrare, mediamente, una migliore ripartizione dell appoggio plantare (fig. 2). In merito alle problematiche presenti in altri distretti corporei i soggetti hanno tutti riferito un giovamento sulla sintomatologia algica. Singolare è stato invece il caso di un soggetto nel quale non si è ottenuta riduzione della VAS nella zona cervicale, ma si è verificato un miglioramento della sintomatologia riferita alla regione epigastrica, conseguente ad una ernia iatale diagnosticata precedentemente in endoscopia. 105

106 VAS VAS In riferimento al GRUPPO DI CONTROLLO, i dati numerici rilevati dalle tabelle dimostrano come si sia ottenuto un lieve miglioramento del dolore, mentre sia rimasta quasi invariata la misura delle frecce cervicali e lombari. Infatti a livello della freccia cervicale si è passati da cm 8,6 a cm 7,8, a livello della freccia lombare da 5,3 a 5,2. La riduzione percentuale della VAS media è risultata del 51 %. Dai risultati delle modificazioni dei valori delle frecce e dall osservazione dell appoggio plantare al podoscopio si può evincere come non si sia verificata una sostanziale modifica della postura globale. Il risultato non eccellente, del metodo McKenzie, in questo caso, deriva probabilmente dalla peculiarità del metodo stesso che richiede un applicazione costante degli esercizi appresi anche a domicilio. Infatti, con sedute settimanali, non essendo possibile un controllo puntuale del terapista nel lavoro domestico, non è garantito che esso sia svolto, e/o che sia applicato correttamente. Fig. 1: analisi della freccia cervicale (piano sagittale) e dell allineamento del bacino (piano frontale ) di un soggetto a inizio e fine trattamento. Fig. 1 Confronto valore VAS iniziale e finale per paziente (GRUPPO A) Graf VAS iniziale VAS finale PAZIENTI Confronto valore VAS iniziale e finale per paziente (GRUPPO B) Graf.1-2: confronto dei valori VAS, da 1 a 10, all inizio e fine trattamento per il gruppo A e B. 8 6 Graf VAS iniziale VAS finale PAZIENTI 106

107 Fig. 2: Foto degli appoggi al podoscopio di due pazienti del gruppo sperimentale. A sinistra inizio trattamento, a destra fine trattamento. Risulta evidente come l istmo sia più visibile nelle foto di destra. 5. Conclusioni Dall osservazione dei dati ottenuti dal presente studio emergono delle informazioni molto importanti sia sulla patologia esaminata sia sui trattamenti utilizzati per la risoluzione del problema. Attraverso l applicazione delle metodiche di trattamento, Pancafit (Metodo Raggi ) e metodo McKenzie, si è potuto notare come queste, ed in particolare il Metodo Raggi, siano riuscite a determinare, seppur in maniera diversa, dei cambiamenti nell ambito del complesso rachide cervicale diaframma postura. La dimostrazione di questo ci viene fornita dall analisi dei dati espressi nelle tabelle dei capitoli precedenti, da cui emerge l importante variazione dei valori numerici dei parametri presi in esame: infatti si può affermare che con l applicazione del metodo Raggi si è verificato un sensibile miglioramento del rapporto tra freccia cervicale e freccia lombare a vantaggio di un migliore assetto posturale del soggetto, nonché una marcata riduzione della sintomatologia dolorosa, evidenziata da una riduzione della VAS del 88 %. Il metodo Pancafit si è dimostrato valido non solo per l efficacia terapeutica in senso lato, ma anche per la modalità di svolgimento del trattamento: 10 sedute di un ora circa con evidenze di miglioramento già dopo 4-5 sedute. Il limite del metodo McKenzie si inserisce di fatto proprio in questo contesto: si tratta infatti di un metodo che dà importanza all autovalutazione ed alla partecipazione del paziente nell indirizzare il programma riabilitativo (al paziente viene insegnato a trattare e gestire da solo la rachialgia). Ciò probabilmente rappresenta una delle cause del ridotto risultato ottenuto nell ambito del trattamento con questa metodica, rispetto al nuovo metodo Pancafit. E importante in questo contesto citare il risultato di un lavoro, svolto da Kjellman G. e Oberg B., su tale metodica, eseguito con gruppo di controllo, che non ha dimostrato in maniera incontestabile l efficacia del metodo McKenzie, ma che ha comunque sottolineato la tendenza verso un migliore risultato utilizzando tale metodica rispetto ai semplici esercizi del gruppo di controllo. Concludendo, si può affermare che esiste una relazione tra DIAFRAMMA, problematiche del TRATTO CERVICALE e il complesso meccanismo del SISTEMA POSTURALE come viene messo in evidenza dai risultati ottenuti dal presente studio e che il trattamento Pancafit (Metodo Raggi ) si è dimostrato il più efficace, tra i due trattamenti esaminati, nel raggiungere gli obiettivi prefissati dallo studio: riduzione del dolore e variazione dei parametri posturali (frecce cervicali e lombari ed esame podoscopico). 107

108 Riarmonizzazione della postura su pazienti affetti da malattia di Parkinson utilizzando il Metodo Raggi - Pancafit e relativi effetti generali, con particolare attenzione al recupero della funzionalità respiratoria Tesi congiunta e guidata effettuata dai Dottori Maria Josè Caldarella, Lisa Sacchetti, Filippo Rizzioli, Livio Picchioni (Formazione Metodo Raggi ), studenti del Master postlauream in Posturologia c/o la 1a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2005/2006. N.B. questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 69 pagine. 1. Introduzione Partecipando al Master in Posturologia sono venuta in contatto con un approccio al paziente che mi era fino a quel momento sconosciuto. Un approccio globale, olistico, in cui la totalità del paziente, e non solo la patologia o meglio la sintomatologia dell organo, veniva presa in considerazione. Affascinata da questo nuovo modo di interpretare il paziente e le sue problematiche, mi sono chiesta cosa succederebbe se questo tipo di approccio fosse applicato ad una categoria di soggetti la cui patologia comporta una seria riduzione della qualità di vita?. Durante una lezione ed un workshop tenuti dal Prof. Raggi ho pensato che il suo metodo potesse essere lo strumento giusto per aiutarmi nella risoluzione del mio quesito. Abbiamo strutturato una tesi che avesse lo scopo di verificare i cambiamenti, qualora vi fossero stati, nelle performance motorie di pazienti affetti dalla malattia di Parkinson con evidente ricaduta sulla loro qualità di vita. 2. Scopo Scopo di questa tesi è indagare sull incidenza dell allungamento muscolare globale decompensato (Metodo Raggi ), con l utilizzo dell attrezzo Pancafit, sulla postura dei soggetti affetti da Malattia di Parkinson valutando i conseguenti effetti generali ed evidenziando particolarmente il recupero dell equilibrio, della funzionalità respiratoria, della deambulazione, della mobilità del rachide e della motricità fine dell arto superiore. 3. Materiale e Metodi La sperimentazione è stata eseguita su un campione di 35 soggetti affetti da Malattia di Parkinson, compreso tra 50 e 80 anni di entrambi i sessi. La ricerca è stata organizzata rispettando criteri di inclusione ed esclusione: Criteri di inclusione nel campione Adulto di entrambi i sessi con diagnosi di Malattia di Pankinson Età tra 50 e 80 anni Criteri di esclusione nel campione Patologie neoplastiche in atto Patologie acute in atto Gruppo Campione Il gruppo campione è composto da 22 soggetti, 14 di sesso maschile e 8 di sesso femminile, con una età media di 69 anni e con diagnosi di Malattia di Parkinson in media da 6 anni. E stato sottoposto a: 1. serie di valutazioni iniziali 2. successivo trattamento individuale di allungamento muscolare globale decompensato con Pancafit Metodo Raggi per una durata di 60 minuti a seduta con cadenza settimanale, per un periodo di 10 settimane Gruppo controllo Il gruppo di controllo è formato da 13 soggetti, 7 di sesso maschile e 6 di sesso femminile, con un età media di 66 anni e con diagnosi di malattia di Parkinson in media da 5 anni. 108

109 MATERIALI UTILIZZATI: UPDRS (Unified Parkinson s Disease Rating Scale, Fahn et al., 1987): permette di quantificare gli aspetti motori, l autonomia della vita quotidiana, le capacità mentali ed il tono dell umore. Schede varie: create appositamente per lo svolgere del lavoro per segnare le misurazioni della mobilità del rachide dorso-lombare, la mobilità del rachide cervicale, l abilità motoria relativa agli arti inferiori e superiori. Pedana stabilometrica Lizard: utilizzata per la misurazione delle oscillazioni del baricentro corporeo e la pressione/appoggio dei piedi al suolo (baropodometria statica). Goniometro cervicale: per misurare le rotazioni cervicali Riga metrica, filo a piombo: per misurare le frecce cervicali, lombari, banding anteriore e laterali Bottiglie di 1,5 L d acqua: utilizzate come ostacoli e come contenitore Fagioli tipo borlotti: utilizzati per inserirli in un contenitore Spirobank II: spirometro a turbina Pancafit : per le sedute di riequilibrio posturale con il Metodo Raggi 4. Risultati Fra i dati analizzati, si è osservato un netto miglioramento dall esame baropodometricostabilometrico per il gruppo campione contro un peggioramento del gruppo di controllo (vedi di seguito). Area coperta dalla proiezione al suolo del baricentro corporeo Test iniziale Test finale Gruppo Gruppo campione controllo 493,22 245,94 mm 2 mm 2 323,59 334,04 mm 2 mm 2 Fig.1 Il range fisiologico dell area dell ellisse è fra 50 e 250 mm 2. L area coperta dalla proiezione al suolo del baricentro corporeo del gruppo campione si è modificata di più del 50% ma pur non rientrando nel range fisiologico è un dato significativo in quanto ci dimostra l aumento della stabilità dei soggetti trattati. In quanto al gruppo di controllo, il peggioramento può essere legato al normale avanzamento della malattia. Velocità media di oscillazione Test iniziale Test finale Gruppo campione Gruppo controllo 13,08mm/s 10,96mm/s 10,68mm/s 12,57mm/s Fig.2 La velocità media di oscillazione considerata nella norma è fra 5 e 12 mm/s e il miglioramento di questi dati per il gruppo campione ci fa pensare ad un incremento della stabilità posturale. Per il gruppo di controllo, il peggioramento può essere legato al normale avanzamento della malattia. 109

110 Variaza della velocità Test iniziale Test finale Gruppo campione Gruppo controllo 191,67 79,06 197,18 107,39 Fig.3 Una varianza bassa evidenzia armonia fra le varie afferenze / efferenze del paziente. Una varianza alta significa che il paziente mantiene la posizione con informazioni contrastanti dirette al Sistema Nervoso Centrale. I valori di riferimento vano fra 5 e 15 e comunque il gruppo di controllo non entra in questo range. Dal grafico si evidenza che il gruppo campione non presenta quasi variazioni in questo valore, mentre che il gruppo controllo peggiora di un 26 % Dai dati ottenuti con la scala UPDRS è emerso, per quanto riguarda l attività psichica, il comportamento e l'umore, un miglioramento del 12 % nel gruppo campione mentre un peggioramento del 4 % per il gruppo di controllo. Nel lavoro e nelle attività della vita quotidiana, un miglioramento del 24% nel gruppo campione e un peggioramento del 12% nel gruppo di controllo. All esame della motricità un miglioramento del 12 % nel gruppo campione e un peggioramento di un 15 % nel gruppo di controllo. In generale possiamo dire che relativamente alla scala UPDRS, dopo il lavoro svolto, il gruppo campione migliora considerevolmente nella sua valutazione globale. Fig.4 Confronto tra i dati iniziali e finali del gruppo campione e di controllo relativi alla scala UPDRS. Il gruppo di controllo ha ottenuto un miglioramento del (+13%), mentre il gruppo di controllo peggiora proporzionalmente (-13%) con un gap di performance tra i gruppi del 26%. Migliorato il banding anteriore e laterale nel gruppo campione, mentre è peggiorato per il gruppo di controllo. I risultati rilevati dai test fanno notare un miglioramento della coordinazione motoria degli arti inferiori e lieve per gli arti superiori nel gruppo campione mentre per il gruppo di controllo c è stato un lieve peggioramento. Le frecce lombari e cervicali rimangono pressoché invariate tranne un lieve miglioramento della freccia cervicale nel gruppo campione. Nella rotazione cervicale c è stato un lieve peggioramento di entrambe i gruppi così come per l esame spirometrico. Il peggioramento rivelato in quasi tutti i test per il gruppo di controllo, avvenuto in poche settimane, è probabilmente da attribuire al normale avanzamento della malattia. 5. Conclusioni Si può dedurre che il trattamento dei soggetti attraverso l allungamento globale decompensato (Metodo Raggi ) Pancafit, ha portato un miglioramento oggettivo nelle perforformance relative alla deambulazione, migliorando la coordinazione motoria degli arti inferiori e superiori; un miglioramento della mobilità del rachide nel side banding e dell equilibrio nella stabilità in ortostatismo; si è riscontrato anche un miglioramento apprezzabile e misurabile della capacità motoria con riflessi positivi sulla qualità di vita. 110

111 Integrazioni terapeutiche nel trattamento miofunzionale Tesi effettuata dalla Dott.ssa Vincenza De Marco (Formazione Metodo Raggi ), c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2004/2005. N.B. questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 64 pagine. 1. Introduzione Questa tesi è frutto di un lavoro integrato che si compone di due metodi rieducativi: La Terapia Miofunzionale del dottor Antonio Ferrante; Il Metodo Pancafit (Allungamento Muscolare Globale Decompensato) del dottor Daniele Raggi. Il gruppo Sperimentale di questa ricerca ha beneficiato di entrambi i metodi rieducativi al fine di essere confrontato con altri due gruppi di controllo trattati, il primo con la Terapia Miofunzionale, il secondo con il Metodo Pancafit. Si può ricorrere a degli esempi partendo da due punti pivot del nostro corpo: il diaframma toracico e l osso ioide. Un lavoro strutturale sul diaframma, ossia il recupero della sua forma originale attraverso manovre, tecniche respiratorie, posture mantenute e fibrolisi, migliora la funzione respiratoria; il muscolo retratto, fibrotizzato, ipomobile, riacquista la sua libertà originale per effetto della metodica utilizzata su pancafit. La rieducazione funzionale della lingua, per effetto della catena mio-fasciale linguale, ridona orizzontalità all osso ioide, fortemente destrutturato dalle alterazioni della dinamica linguale. Dal recupero della sua orizzontalità partono una serie di miglioramenti strutturali che vanno a coinvolgere le parti del corpo ad esso connesse. Sono semplici esempi che ci aiutano a comprendere come struttura e funzione si influenzano reciprocamente e ci stimolano a scoprire nuove strategie di lavoro su paziente. 2. Scopo Il fine è quello di valutare i benefici derivanti dall unione delle due terapie rispetto all una o all altra esercitate singolarmente. Il connubio pancafit miofunzionale riflette il rapporto struttura-funzione perchè i metodi sono rispettivamente strutturale e funzionale. Pancafit (Metodo Raggi) riarmonizza il rapporto tra la struttura e la funzione, quindi il corpo, a partire dalla struttura: il concomitante recupero funzionale è il risultato di un intervento sulla struttura corporea. La Terapia Miofunzionale (Metodo Ferrante) opera sulle funzioni della lingua e della deglutizione al fine di ottenere un parallelo recupero strutturale. 3. Materiale e Metodi La ricerca è composta da 30 soggetti divisi in tre gruppi: A e B sono gruppi di controllo, C è il gruppo Sperimentale. Il gruppo A è detto gruppo Terapia Miofunzionale perchè trattato con la Terapia Miofunzionale (Metodo Ferrante); il gruppo B è detto gruppo Metodo Pancafit perché trattato con il Metodo Pancafit (Raggi). Il Gruppo C, sperimentale, è detto gruppo Terapia Miofunzionale e Metodo Pancafit perché composto da pazienti trattati con entrambe le terapie. Essi sono stati in primo luogo messi a confronto tra loro per poi essere comparati con il Gruppo C sperimentale, attraverso il metodo statistico comparativo e la verifica delle ipotesi con il T-test o t di Student. I soggetti scelti per la formazione dei tre gruppi presentavano le seguenti caratteristiche: - Età adulta compresa tra i 18 e i 60 anni; - Deglutizione scorretta; - Disordini dell ATM; e sono stati sottoposti ai seguenti test iniziali e di verifica finale: Test con la fluoresceina Test della marcia sul posto 111

112 Test effettuati durante le sedute Pancafit Test della flessione in avanti. Test delle tre dita. Test della mobilità cervicale. Baropodometria elettronica Analisi posturale (scoliosometro). Rientrano nei dati analizzati anche quelli relativi allo studio sulle cefalee: ciascun paziente ha riferito la presenza o meno di cefalee in termini di numero di episodi al mese. Dopo le terapie l indagine è stata ricondotta. I gruppi sono stati trattati per tre mesi: il gruppo A attraverso gli esercizi di Terapia Miofunzionale; il gruppo B attraverso un protocollo di sedute Pancafit, 13 sedute con cadenza settimanale ciascuna della durata di 40 ; il gruppo C attraverso entrambi i protocolli. 4. Risultati Sono stati presi in considerazione i seguenti parametri: Età; Sesso; Verticale di Barrè: distanza dal trago (piano A-P), differenza di altezza delle spalle (piano L-L); Parametri baropodometrici: carico podalico destro/sinistro e rapporto retropiede avampiede (R/A) destro/sinistro; Parametri stabilometrici: lunghezza del gomitolo e superficie dell ellisse; Test della marcia sul posto; Successivamente i dati sono stati elaborati secondo una media aritmetica. Dalla raccolta dati è emersa la seguente ipotesi: i gruppi di controllo A e B fornirebbero delle differenze relative soprattutto ai valori inerenti la verticale di Barrè. I soggetti del gruppo A migliorerebbero maggiormente sul piano A/P, nel nostro caso la distanza dal trago, mentre i soggetti del gruppo B migliorerebbero maggiormente sul piano L/L, quindi l altezza delle spalle. Il gruppo C, che integra le due terapie, dovrebbe migliorare su entrambi i piani. Quest ipotesi di miglioramento del gruppo C è stata verificata attraverso il T-test effettuato sui parametri della verticale di Barrè e sugli altri con l obiettivo di verificare se i miglioramenti sono stati casuali o meno. Soltanto i parametri inerenti lo studio sulle cefalee e il rapporto retropiede-avampiede non sono stati sottoposti a T-test: i primi perché non tutti i pazienti ad inizio lavoro soffrivano di cefalea, i secondi perché trattandosi di un rapporto, si è valutato soltanto l avvicinamento o lo scostamento dal valore ideale: R/A=60/40. Distanza dal trago Fig.1 Gruppo A Gruppo B Gruppo C Fig. 1:Confronto tra la media dei valori sulla distanza dal trago nei gruppi A,B,C prima e dopo il lavoro. Come si può ben notare l aumento nel gruppo B è di gran lunga maggiore rispetto ad A. Da una comparazione più analitica dei dati risulta che la media A è fortemente influenzata da soggetti in cui il valore di scostamento del trago dalla verticale era negativo all inizio e positivo alla fine. Ciò significa che quasi metà dei soggetti avevano il trago retroposto rispetto alla linea, quindi il capo indietro. Dagli scarti tra le medie il Gruppo C migliora la distanza dal trago in maniera più significativa rispetto ad entrambi i gruppi di controllo. 112

113 Differenza altezza spalle Fig.2 Altezza spalle dx/sx visita 0,00-0,50-1,73-1,91-0,68-0,50-1,32-0,93 controllo Fig. 2: Confronto tra la differenza delle altezze delle spalle nei gruppi A,B,C prima e dopo il lavoro -1,00-1,50-2,00 Gruppo A Gruppo 1 B Gruppo C Parametri baropodometrici: carichi podalici Fig.3 54,00 53,00 52,00 51,00 50,00 49,00 48,00 47,00 carico podalico destro Visita controllo Fig.4 51,00 50,00 49,00 48,00 47,00 carico podalico sinistro 52,3050,50 53,10 49,50 52,80 50,80 46,00 47,7049,50 46,90 50,50 47,20 49,20 45,00 Gruppo 1 Gruppo Gruppo Gruppo 1 Gruppo Gruppo A B C A B C Visita Controllo Fig confronto dei carichi nei gruppi A,B,C prima e dopo il lavoro Parametri Stabilometrici: lunghezza del gomitolo Fig.5 lunghezza gomitolo Visita 30,00 Controllo 25,00 20,00 15,00 Fig.5 : Confronto della lunghezza del gomitolo nei gruppi A,B,C prima e dopo il lavoro. 10,00 5,00 0,00 22,46 23,08 25,18 27,56 23,94 28,54 Gruppo A 1 Gruppo B Gruppo C 113

114 Parametri Stabilometrici: superficie ellisse Fig.6 superficie ellisse visita 30,00 25,00 20,00 controllo Fig. 6: Confronto della superficie dell ellisse nei gruppi A,B,C prima e dopo il lavoro. 15,00 10,00 5,00 0,00 8,51 8,97 10,78 21,81 25,13 29,21 Gruppo A 1 Gruppo B Gruppo C Marcia sul posto Fig.7 spostamento A/P marcia sul posto Fig.8 rotazione marcia sul posto 100,00 80,00 60,00 40,00 20,00 0,00 80,90 27,00 46,80 57,60 67,40 13,40 Gruppo A Gruppo 1 B Gruppo C Visita Controllo ,5 31,00 61,00 17,00 56,00 14,50 Gruppo A Gruppo 1 B Gruppo C Visita Controllo Fig.7-8 :Confronto tra lo spostamento antero-posteriore e la rotazione nel test della marcia sul posto nei gruppia,b,c prima e dopo il lavoro. Cefalee Fig.9 Cefalee Visita 14,00 12,00 10,00 8,00 6,00 4,00 2,00 0,00 12,30 4,60 3,10 0,00 Gruppo A Gruppo 1 B 8,90 2,70 Gruppo C Controllo Fig. 9: Confronto sull indagine delle cefalee nei gruppi A,B,C prima e dopo il lavoro. L indagine sulle cefalee è stata condotta chiedendo al paziente di fare un diario sulle cefalee in termini di numero al mese. 114

115 5.Conclusioni La Terapia Miofunzionale punta al recupero della struttura attraverso la rieducazione di una funzione, presente, ma mai considerata. Si tratta di un grosso input per il sistema tonico posturale, grande quanto grande è il contributo che Pancafit può apportargli, nel dare, come dice il Dottor Raggi, terreno fertile ai muscoli ed alle strutture alla ricerca della funzionalità. Il lavoro sul diaframma e sui muscoli del collo dovrebbe anteporsi alla rieducazione della lingua per effetto della forte influenza che essi hanno sui muscoli sopraioidei e l osso ioide, ma ciò è vero quanto vera è la convinzione che il perseverare di una deglutizione scorretta e di asinergie tra i muscoli della lingua può rendere nel tempo nuovamente arido il terreno coltivato attraverso un lavoro strutturale. Ecco che queste due terapie si appartengono; adesso l obiettivo principale è quello di comprendere in che maniera e con quali tempi bisognerebbe integrarle. Metà della risposta a questa domanda è riconducibile all unicità del soggetto che avremo di fronte, l altra metà la si può scoprire cercando di allargare la ricerca ad un numero campionario più elevato. 115

116 Lingua e postura: trattamenti differenziati in soggetti con deglutizione viziata Tesi effettuata dalla Dott.ssa Cividini Daniela (Formazione Metodo Raggi ), studente del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2005/2006. N.B. questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 67 pagine. 1. Introduzione La DEGLUTIZIONE VIZIATA sulla quale si interviene rappresenta spesso una causa di problemi posturali. Le concezioni relative alla deglutizione derivano da fonti molto diverse e con la posturologia l approccio verso il paziente è mutato, permettendo l intervento di figure che si completano in un unico linguaggio e non si limitano a valutare i sintomi. In questo modo la Posturologia mira ad affrontare tutte le problematiche nascoste, silenti, che hanno una loro storia, possibile causa dell attuale malessere sia esso di ordine fisico,che psichico. 2. Scopo In questa ricerca si vuole verificare se applicando il metodo dell Allungamento Muscolare Globale Decompensato (AMGD) con Pancafit alla sfera della deglutizione scorretta, si hanno delle variazioni posturali, e se i risultati emersi sono sovrapponibili o meno al metodo di Rieducazione Miofunzionale Il lavoro è stato effettuato su un campione di 45 soggetti divisi in 3 gruppi, 2 lavoranti e il terzo di controllo che ha svolto esercizi a casa senza alcuna possibilità di utilizzare l attrezzo Pancafit. Si è cercato di inserire anche dati riferiti alle sensazioni dei singoli pazienti, considerando che all inizio delle sedute, oltre a presentare deglutizione scorretta, accusavano anche dolori e fastidi alla colonna vertebrale, in base alle esperienze di vita di ogni singolo soggetto. Tutto ciò secondario alla ricerca in oggetto è stato ritenuto importante per ottenere un quadro generale più completo nel contesto di globalità di cui abbiamo parlato. 3. Materiali e Metodi Sono stati creati criteri di inclusione ed esclusione, rigorosamente rispettati: Criteri di inclusione: Sono stati selezionati per questa ricerca 45 soggetti di sesso maschile e femminile, di età compresa tra i 7 e 55 anni, impegnati o non in lavori e studi vari (impiegati, studenti, casalinghe, liberi professionisti, medici, disoccupati), che non praticano attività sportiva agonistica, tutti con presenza di deglutizione scorretta, molti con ridotta mobilità linguale e alcuni con sintomi algici osteo-artro-muscolari in vari distretti corporei. Criteri di esclusione: Sono stati esclusi soggetti di età inferiore ai 7 anni, poiché questa è l età minima per poter iniziare una terapia miofunzionale, e superiore ai 55, soggetti con neoplasie o metastasi vertebrali, soggetti con fratture vertebrali, donne in gravidanza, soggetti con malattie autoimmuni in fase attiva, infezioni o infiammazioni in fase acuta, patologie legate al sistema nervoso centrale, presenza di osteoporosi in forma grave, malattie reumatiche in forma acuta, ernie discali espulse cervicali, soggetti con scoliosi strutturata oltre i 30 Cobb. Di questi soggetti 15 sono stati inseriti nel gruppo P di Pancafit a cui è stato applicato il metodo A.M.G.D., altri 15 nel gruppo M di Terapia Miofunzionale eseguita su Pancafit e l ultimo gruppo di 15 nel gruppo C di Controllo che ha svolto esercizi di Terapia Miofunzionale a casa. 30 soggetti sono stati sottoposti a sedute settimanale della durata di 45 minuti per un totale di 10 sedute complessive (+ 2 sedute per i test iniziali e finali), mentre il gruppo di controllo (gruppo C) ha eseguito un primo gruppo di esercizi di base che sono stati poi modificati dopo 5 settimane. Tutti i soggetti sono stati sottoposti a test iniziali ripetuti al termine del ciclo lavorativo. 116

117 Per ogni soggetto si è proceduto ad: - Anamnesi iniziale completa con questionario d indagine - Esame posturale alla verticale di Barrè e l esame della distribuzione del carico al podoscopio. - Utilizzo della scala di quantificazione soggettiva del dolore e del livello di stress: VAS (Scala Analogica Visiva). - Test per individuare l influenza nociva di una postura linguale scorretta. Pancafit è lo strumento utilizzato in tutti i gruppi di lavoro, escluso il gruppo di controllo che aveva il compito di eseguire esercizi a casa. I test più significativi, presi in esame per lo sviluppo dei risultati ottenuti: SMORFIA Si invita il soggetto a deglutire una sola volta, osservando se esegue o meno una smorfia sul viso, o se deglutisce senza l intervento di alcun muscolo del viso. Il parametro di riferimento sarà: smorfia SI (se presente) NO (se assente). Naturalmente il parametro corretto è SMORFIA NO. DOVE MASTICA Si chiede al soggetto dove mastica abitualmente, considerando corretta la masticazione da ambe due le parti, si inserirà il dato DX se mastica solo a destra, SX solo a sinistra, DX e SX per entrambi i lati. MOBILITA DELLA LINGUA Si valuta la mobilità della lingua in una scala di valori da 1 a 10, dove 1 è poco e 10 al massimo. Si chiede al soggetto di toccarsi il mento con la punta della lingua, poi andare alla punta del naso, e in fine cercare di toccarsi le guance sia a dx che a sx. RUGHE PALATINE Si osservano le rughe del palato del soggetto e si classificano in: ipertrofiche se molto spesse e normali se appaiono lisce. DINAMOMETRO-SCALA GRADUATA-VALORI IN KG Sono stati riportati i dati in base alla tabella codificata, i cui valori sono espressi in kg SI MORDE LE GUANCE O LA LINGUA Si chiede al soggetto se si morde le guance anche per vizio o la lingua mentre mangia. La risposta è stata SI o NO. LIVELLO DI STRESS In una scala VAS da 0 a 10 è stato chiesto a tutti i soggetti esaminati (bambini inclusi) il livello di stress al momento dei test iniziali e poi richiesto alla fine del ciclo di 10 settimane. LAMPADA DI WOOD Con questo strumento e la fluorescina abbiamo testato i punti d appoggio della lingua.in una deglutizione corretta dovremmo trovare tracce di fluoriscina soltanto subito dietro la papilla palatina, sulla radice degli incisivi superiori (SPOT) e sulla superficie palatina dei 5 (premolari) SCALA VAS DOLORI Per completare il lavoro,visto che i pazienti riferivano algie muscolari e articolari alla colonna, ho semplicemente raccolti i dati in una scala VAS di dolore da 1-10, all inizio e alla fine del lavoro.variazioni del Sistema Tonico Posturale sul piano sagittale, fotografate da macchina digitale montata su cavalletto, pre e post ciclo di terapie. 117

118 4. Risultati finali Per dare una misura sulla validità dei metodi si confrontano i dati iniziali con quelli finali. Dall attenta osservazione dei dati raccolti esaminati emergono informazioni molto significative sulla patologia esaminata e trattata su tre livelli differenti. Sul campione disponibile i dati che mettono a confronti i due metodi dimostrano l efficacia di entrambi, con alcuni punti di vantaggio da attribuire al metodo A.M.G.D. Il Test con il DINAMOMETRO convalida l efficacia di entrambi i metodi, rigorosamente applicati su PANCAFIT, così come la variazione con LA LAMPADA DI WOOD e fluorescina; e la diminuzione dell ipertrofia delle rughe palatine. Sul livello di stress l applicazione del Metodo di Terapia Miofunzinale applicato su Pancafit, rispetto all A.M.G.D. sempre su Pancafit, ha dato risultati migliori, come pure il parametro del mordersi le guance e lingua e il test della masticazione, anche se i valori sono molto vicini. Al contrario il Metodo dell A.M.G.D. su Pancafit (gruppo P) ha dato risultati migliori su Mobilità lingua, Smorfia e Scala Vas dei dolori rispetto all applicazione del Metodo di Terapia Miofunzinale applicato su Pancafit (Gruppo M) (Fig.1, 2, 3). SCALA VAS GRUPPO P SCALA VAS GRUPPO M 0% 0% 100% migliorato peggiorato invariato 40% migliorato peggiorato 60% invariato 0% Graf. 1 Graf. 1 : Miglioramento del dolore (scala VAS) a fine lavoro confrontando il gruppo P (A.M.G.D. su Pancafit ) e il gruppo M (Metodo di Terapia Miofunzinale su Pancafit ). MOBILITA' LINGUA GRUPPO P MOBILITA' LINGUA GRUPPO M 13% migliorato invariato 87% 20% migliorato invariato 80% Graf. 2 Graf. 2: Miglioramento della mobilità della lingua a fine lavoro confrontando il gruppo P (A.M.G.D. su Pancafit ) e il gruppo M (Metodo di Terapia Miofunzinale su Pancafit ). 118

119 SMORFIA GRUPPO P SMORFIA GRUPPO M 40% migliorato 40% migliorato 60% invariato 60% invariato Graf. 3 Graf. 3: Miglioramento nel test della smorfia a fine lavoro confrontando il gruppo P (A.M.G.D. su Pancafit ) e il gruppo M (Metodo di Terapia Miofunzinale su Pancafit ). 5. Conclusione Entrambi i metodi si sono rivelati validi, non solo per l efficacia terapeutica, ma anche per le modalità di svolgimento dei trattamenti: sono state somministrate 10 sedute di 45 minuti con cadenza settimanale, per la durata di 10 settimane. I soggetti hanno riferito di sentire i cambiamenti alla fine di ogni seduta. I risultati emersi da questo studio mettono sullo stesso piano i due metodi accomunati dall utilizzo di PANCAFIT, strumento di aiuto per il posturologo, che permette con facilità di ridurre o annullare i compensi che il corpo mette in atto, quando si agisce per allungare le catene muscolari. Durante il trattamento terapico, per effetto delle catene muscolari con un lavoro in globalità i risultati danno informazioni importanti anche verso un riallineamento dello schema posturale ideale, e sui cambiamenti del Sistema Tonico Posturale. Al termine dei trattamenti tutti i soggetti sono stati contenti dei loro miglioramenti, alcuni dispiaciuti per aver terminato il lavoro. Altri molto soddisfatti per aver imparato cose nuove sulla lingua e la deglutizione, ma soprattutto per essersi resi conto di come si respira e di come ci si sente dedicando un po di tempo a se stessi. 119

120 Esercizio fisico razionale nelle algie cervicali da disordini posturali con l ausilio dell attrezzo denominato Pancafit Tesi effettuata dal Dott. Simone Cairo (Formazione Metodo Raggi ) studente del biennio di Specializzazione in Scienze Motorie c/o l Università degli studi di Bologna, Istituto Universitario di Scienze Motorie A.A N.B. questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 276 pagine. 1. Introduzione Dato che gran parte della popolazione mondiale risulta afflitta da patologie che interessano l'apparato osteo-muscolo-articolare in particolare a carico del rachide cervicale e lombare, la ricerca ha voluto sperimentare l efficacia, in caso di algie cervicale da disordini posturali, di un nuovo metodo che si avvale dell attrezzo Pancafit. L area indagata è il rachide cervicale con i suoi vari problemi, perché sempre più spesso le persone lamentano dolore in questa zona dalle origini più diverse e svariate e con diverse intensità e zone di manifestazione. 2. Materiale e Metodi Abbiamo effettuato questo tipo di esercizio fisico razionale su di un gruppo di volontari che lamentavano dolore in questa zona. La ricerca, svolta presso i laboratori dell istituto di medicina dello sport in uso alla facoltà di scienze motorie di Bologna, si è avvalsa di test posturali e test di mobilità articolare per avere dei dati precisi ed individuali a cui riferirsi, ed è durata complessivamente 4 mesi. I test scelti all inizio sono stati quindi ripetuti alla fine della sperimentazione, sempre mantenendo le stesse caratteristiche d effettuazione. Il gruppo di volontari era composto di 12 soggetti (2 uomini e 10 donne), in un intervallo d età compreso fra i 44 e i 70 anni, provenenti da esperienze lavorative e sportive diverse ma aventi tutti in comune dolori nella sede del tratto cervicale. Le sedute, a cui i soggetti si sono sottoposti, erano individuali con frequenza settimanale e della durata di 1ora ciascuna. Per motivi di attendibilità scientifica tutti i volontari sono stati sottoposti agli stessi test e alla stessa progressione di lavoro, sottoponendo tutti i volontari alla stessa quantità di esercizio fisico razionale, basato sull allungamento muscolare globale decompensato. - Valutazione della mobilità articolare del tratto cervicale secondo Clarkson con l utilizzo del metro a nastro; - Esame posturale della verticale di Barrè eseguito di profilo con il metro a nastro; - Test di Fukuda di marcia sul posto per la valutazione dei riflessi nucali e delle esoentrate del sistema posturale; - Esame stabilometrico e Statokinesigramma effettuato con la macchina Correkta; - Esame posturometrico con analisi della distribuzione dei carichi, dell indice d asimmetria di rotazione e andamento del centro di pressione. Le sedute si sono svolte in 2 giornate e duravano un ora, i soggetti venivano seguiti quindi individualmente e per ogni soggetto abbiamo cercato di mantenere lo stesso orario per tutta la durata della sperimentazione. Sono state eseguite 15 sedute per ogni soggetto, con una tolleranza di 2 sedute. Ogni seduta, prima di far accomodare il soggetto su Pancafit, abbiamo sempre eseguito, all inizio e poi di nuovo alla fine, un veloce test di flessibilità della catena muscolare posteriore per vedere se effettivamente ottenevamo un reale allungamento di tutto il sistema muscololegamentoso. 120

121 3. Conclusioni Al termine di questa sperimentazione possiamo affermare che l attrezzo denominato Pancafit, applicato insieme al metodo dell allungamento muscolare globale decompensato, ha avuto interessanti e positivi risultati. Tutti i soggetti hanno migliorato la loro mobilità articolare, la loro postura, il loro equilibrio e aumentato la loro flessibilità (fig. 1, 2). In alcuni soggetti i miglioramenti si sono avuti anche in una più corretta distribuzione dei baricentri (fig. 3, 4, 5) e in un più ridotto gomitolo posturale, mostrato dallo Statokinesigramma (fig. 6). cm 6,5 7 5,5 6 4,5 5 3,5 4 2,5 3 1,5 2 0,5 1-0,5 0-1,5-1 -2,5-2 -3,5-3 -4,5-4 -5,5-5 -6,5-6 -7,5-7 -8, Flessibilità catena muscolare posteriore inizio seduta n s e dute fine seduta Fig. 1 Fig. 2 Fig. 1 e 2: andamento della flessibilità della catena cinematica posteriore (cm) durante il numero delle sedute, confrontando il valore misurato ad inizio e fine seduta. In alcuni soggetti i miglioramenti sono stati davvero notevoli, in altri invece più contenuti; questo è dipeso sicuramente dalle condizioni di partenza di ogni soggetto, ma crediamo anche dalla volontà, dalla predisposizione e dall interesse con cui i soggetti si presentavano alle varie sedute. E stato interessante notare come tutti e 12 i soggetti volontari, dopo aver notato sul proprio corpo dei miglioramenti fin dalle prime sedute, hanno mutato il loro atteggiamento, aumentando l interesse, la curiosità verso gli esercizi eseguiti nelle sedute e la disponibilità verso l impegno che è stato loro richiesto. Non possiamo, per mancanza di prove scientifiche, attestare che i dolori causati dalle algie cervicali di cui i soggetti erano vittime si siano risolti o siano scomparsi, ma a titolo puramente informativo, possiamo enunciare che i soggetti non lamentano più dolori né da algie cervicali che da cervico-cefalee o da cervico-brachialgie Fig. 3, 4, 5: confronto della distribuzione dei baricentri all inizio (figura in alto) e alla fine (figura in basso)delle sedute in 3 pazienti, da sinistra a destra, rispettivamente, con allineamento iniziale obliquo e posteriore, con allineamento posteriore e con allineamento obliquo. 121

122 Fig. 6 Fig. 6: rappresentazione grafica del gomitolo posturale all inizio e alla fine delle sedute. 122

123 Modificazioni indotte negli archi funzionali del rachide dopo trattamento con A.M.G.D. (Allungamento Muscolare Globale Decompensato - Pancafit Metodo Raggi Tesi effettuata dal Dott. Marzio Orti (Formazione Metodo Raggi ), c/o la 1 a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2005/2006. N.B. questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 60 pagine. 1. Introduzione Premesso che la ricerca per la rilevazione degli archi funzionali è stata svolta da un gruppo di professionisti (me compreso) che si occupa di rieducazione posturale, si è deciso di portare avanti questo studio con un gruppo di soggetti che ognuno di noi ha trattato con i propri metodi, utilizzando però gli stessi test di valutazione, in modo tale da essere rapportabili. Lo studio di ricerca da noi svolto nell ambito della metodica posturologica non può che partire da una doverosa considerazione: non esiste oggi in letteratura un ampio ed accurato studio sugli archi funzionali e sulle relative azioni e/o modificazioni a livello della colonna vertebrale. Detto ciò e avendo ritenuto possibile un analisi riguardo gli archi funzionali, andremo ad esaminare tutti i punti che rivestono un estrema importanza in uno studio di ricerca; in questo caso parliamo di medicina funzionale. 2. Scopo Scopo fondamentale è quello di visualizzare e dimostrare come a livello dei punti pivot (C5 - D9 - L5) gli archi della colonna vertebrale si armonizzano in relazione a determinati movimenti eseguiti con paziente in posizione sagittale o antero-posteriore ed in posizione latero-laterale. L esecuzione di specifici Test ( Flessione anteriore e Gossip Test destra e sinistra) ha determinato il punto di partenza dell analisi del nostro lavoro la cui finalità è stata, appunto, la valutazione degli archi funzionali prima e dopo il trattamento mediante un protocollo di rieducazione motoria articolato in cinque sedute di Pancafit Metodo Raggi. 3. Materiali e Metodi Criteri di inclusione: età compresa tra i 20 e i 65 anni, sia di sesso maschile che femminile, impegnati o non in lavori vari (impiegati, professionisti, casalinghe, disoccupati), la partecipazione è aperta a: tutti coloro che vogliono prendersi cura del proprio fisico utilizzando una tecnica innovativa, oppure a persone che soffrono o hanno sofferto di: astenia generale (senso di stanchezza), patologie muscolo-scheletriche (dolori articolari agli arti sup. o inf., mal di schiena, mialgie), problemi posturali (atteggiamento cifotico, ginocchio valgo, piede: cavo, piatto, varo, valgo), problematiche legate all ATM (articolazione temporo-mandibolare). Criteri di esclusione: età inferiore ai 20 anni o età superiore ai 65 anni, presenza di tumori o metastasi vertebrali, fratture vertebrali, osteoporosi grave, TBC ossea, infezioni o infiammazioni in fase acuta, patologie con interessamento del sistema nervoso centrale, asma bronchiale grave, malattie autoimmuni in fase attiva, malattie reumatiche in fase acuta, ernie discali espulse sia lombari che cervicali, donne in gravidanza, soggetti con scoliosi strutturata con oltre 30 Cobb. Sono stati coinvolti 16 soggetti, di cui 9 maschi e 7 femmine, di età compresa tra i 22 anni e i 64 anni. Questi soggetti svolgevano attività lavorative eterogenee tra di loro; qualche soggetto praticava attività sportiva altri invece avevano una vita pressoché sedentaria. Tutti i soggetti sono stati sottoposti a valutazione posturale con relativi test iniziali, il tutto ripetuto al termine delle cinque sedute per tutti i 16 pazienti esaminati. I soggetti sono stati trattati sulla base di un protocollo articolato in cinque sedute, con la frequenza di una seduta settimanale. Ogni seduta ha avuto una durata di 45 minuti e ha previsto esercizi di allungamento in postura globale e decompensata personalizzati al soggetto sulla base della prima valutazione. 123

124 I materiali utilizzati per questa ricerca si distinguono in due gruppi: 1. Strumenti per il lavoro con Pancafit: Pancafit, una panca formata da due semiassi con inclinazione regolabile da 0 a 180 ; cinghia usata per bloccare i piedi e mantenere la posizione corretta; star-ball, emisfere cuscinetti lombare e cervicale separadita. 2. Strumenti per la valutazione posturale: Pedana stabilometrica Chinesport Macchina fotografica digitale Web Cam Podoscopio Chinesport Utilizzo della scala di quantificazione soggettiva del dolore: VAS (Scala Analogica Visiva). I test utilizzati durante la ricerca sono: Gossip Test e la Flessione anteriore 4. Risultati Vengono qui di seguito illustrati i grafici contenenti i valori che evidenziano i risultati ottenuti tramite il lavoro svolto facendo riferimento ai dati relativi alla scala VAS, alle modificazioni dell arco lombare e dorsale ( tramite gossip test destro e sinistro) e ai dati ottenuti dalla valutazione tramite l utilizzo della pedana stabilometrica. VAS Fig.1 0% 25% 75% Migliorati Peggiorati Invariati Fig.1: Percentuale dei miglioramenti ottenuti dopo il lavoro in riferimento ai dati della scala VAS. Dal grafico possiamo notare come il 75% dei soggetti trattati sia migliorato, il restante 25% presenta una situazione invariata rispetto all inizio; bisogna tenere presente che ci sono stati casi in cui il valore della VAS di partenza era 0. ARCO LOMBARE -GOSSIP DESTRO ARCO LOMBARE -GOSSIP SINISTRO Fig.2a 31% 0% Migliorati Fig.2b 0% Migliorati 69% Peggiorati Invariati 50% 50% Peggiorati Invariati ARCO DORSALE -GOSSIP DESTRO ARCO DORSALE -GOSSIP SINISTRO Fig.2d Fig.2c 44% 13% 43% Migliorati Peggiorati Invariati 44% 13% 43% Migliorati Peggiorati Invariati 124

125 Fig. 2: I quattro grafici mostrano i valori percentuali delle modificazioni ottenute a livello dei due archi funzionali presi in considerazione sia con Gossip test destro che con Gossip test sinistro. Possiamo notare che nel primo grafico corrispondente all arco lombare in gossip destro, abbiamo avuto un miglioramento nel 69% dei soggetti esaminati (per miglioramento si intende un aumento dei gradi Coob calcolati sulle vertebre limitanti corrispondenti ai pivot). Sempre riguardo l arco lombare ma visto in gossip sinistro, il miglioramento è stato del 50% dei soggetti. Per quel che riguarda l arco dorsale, si è presentata una situazione simile di miglioramento pari al 43% dei soggetti sia in gossip destro che in gossip sinistro, ma a differenza dei primi due grafici in cui non abbiamo trovato nessuna situazione invariata, qui si è notato che il 13% dei soggetti aveva mantenuto la situazione di partenza. OCCHI APERTI OCCHI CHIUSI 43% 0% 57% Migliorati Peggiorati Invariati 50% 0% 50% Migliorati Peggiorati Invariati Fig. 3a Fig. 3b DENTI SERRATI SVINCOLO OCCLUSALE 0% Migliorati 29% 0% Migliorati 50% Fig. 3c 50% Peggiorati Invariati Fig. 3d 71% Peggiorati Invariati CAPO RETROFLESSO BOCCA APERTA 57% 0% 43% Migliorati Peggiorati Invariati 43% 0% 57% Migliorati Peggiorati Invariati Fig. 3e Fig. 3d Fig. 3f 3d 3d Fig. 3: Rappresentazione in percentuale dei miglioramenti e peggioramenti avvenuti dopo il lavoro in riferimento all esame stabilometrico in cui è stata valutata la lunghezza del gomitolo nelle seguenti sei situazioni: occhi aperti, occhi chiusi, denti serrati, svincolo occlusale, capo retroflesso e bocca aperta. Tenendo in considerazione maggiormente il grafico riguardante la situazione ad occhi aperti, possiamo notare che il 57% dei soggetti ha avuto un miglioramento del gomitolo dell equilibrio, diminuendo la sua lunghezza; questo vuol dire miglior equilibrio con un dispendio energetico inferiore ed un benessere superiore Fig. 3d 125

126 5. Conclusioni Analizzando i grafici che sono stati estrapolati dall esame di tutte le tabelle previste dalla ricerca, si evince facilmente il valore dei risultati emersi. La scala VAS evidenzia un netto miglioramento dalla condizione di partenza. I grafici riguardanti lo studio degli archi funzionali mostrano un alta percentuale di casi variati rispetto alla valutazione iniziale. Anche i valori con la pedana stabilometrica sono degni di nota. Tutto questo dimostra che l utilizzo di PANCAFIT, strumento di aiuto per il posturologo, permette con facilità di ridurre o annullare i compensi che il corpo mette in atto quando si agisce per allungare le catene muscolari; durante il trattamento con PANCAFIT, per effetto delle catene muscolari con un lavoro in globalità, i risultati danno informazioni importanti anche verso un riallineamento dello schema posturale ideale e sui cambiamenti del Sistema Tonico Posturale. Ciò che invece più mi premeva evidenziare è che intervenendo sulla causa degli squilibri posturali, attraverso il trattamento con il metodo dell AMGD, sono riuscito a dimostrare un armonizzazione degli archi funzionali, senza agire su di essi direttamente, proprio perché l approccio posturale è ad approccio globale. 126

127 Il trattamento delle tensioni oculari attraverso l allungamento muscolare globale decompensato con Pancafit Metodo Raggi Tesi effettuata dalla Dott.ssa Rachele Groppi (Formazione Metodo Raggi ) studentessa del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2003/2004. NB: questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 56 pagine 1. Introduzione Tra i vari articoli pubblicati ho trovato molto interessante una frase del dottor Salteri, il quale scrive: il nodo cruciale del trattamento è l interdisciplinarietà, la necessità di lavorare in team: non esiste più il paziente visto come proprietà privata del singolo professionista, chiuso nel proprio studio/orticello, ma tutti i professionisti sono chiamati a fare la propria parte in modo coordinato. A me piace comparare il medico che si occupa di problematiche posturali al direttore d orchestra che coordina i vari musicisti, veri e propri artisti presi singolarmente, ma fonte di confusione se lasciati suonare ognuno per conto proprio, senza il rispetto dei tempi e senza conoscere le esigenze degli altri.. L approccio posturologico nei confronti del paziente non si limita al sintomo, ma cerca di affrontare tutte le problematiche apparentemente silenti, che potrebbe portarle ad essere causa di malessere sia a livello fisico che mentale. In questa tesi è stato utilizzato il Metodo Raggi (Allungamento Muscolare Globale Decompensato) applicandolo alla sfera del nostro apparato visivo, sempre in un contesto di globalità. L obiettivo è stato quello di individuare e quindi ridurre alcune problematiche quali le tensioni oculari, i bruciori e i fastidi agli occhi, le lacrimazioni, ecc che possono colpire questo nostro organo di senso utilizzando il lavoro su Pancafit e nello specifico effettuando il trattamento della muscolatura cervicale. 2. Scopo Lo scopo del presente lavoro è dimostrare come una strategia di lavoro innovativa, con l utilizzo dell attrezzo denominato Pancafit secondo il Metodo Raggi (A.M.G.D.), possa portare dei miglioramenti o dei netti cambiamenti alla sfera visiva. Il lavoro sarà effettuato con il gruppo sperimentale, messo a confronto con il gruppo di controllo al quale non viene applicato il Metodo Raggi, né ha avuto la possibilità di utilizzare l attrezzo Pancafit in altre sedi. 3. Materiale e metodi Per effettuare questa sperimentazione sono stati coinvolti quaranta soggetti di sesso femminile, di età compresa tra 19 e 72 anni, di estrazione sociale eterogenea, con disfunzioni e/o algie nel tratto cervicale in fase sub-acuta o cronica alle quali si associavano disturbi legati alla sfera oculare. I disturbi più frequenti erano: le tensioni oculari, i bruciori, le lacrimazioni, i dolori al bulbo oculare con presenza di mal di testa. Sono state considerate anche le problematiche osteoarticolari in altri distretti. I soggetti sono stati divisi in due gruppi: 20 (venti) sono stati inseriti nel gruppo sperimentale e 20 (venti) nel gruppo di controllo. I gruppi sono stati ulteriormente divisi facendo distinzione tra l attività lavorativa svolta (impiegatizia o non). Il gruppo sperimentale è stato sottoposto ad un ciclo di 5 (cinque) sedute, a carattere individuale, della durata di trenta minuti, con cadenza settimanale. Su questi soggetti è stato applicato un lavoro specifico sulla muscolatura cervicale secondo il principio del Metodo Raggi, con l uso di Pancafit. Il gruppo di controllo è stato sottoposto ad un test iniziale per poi essere ritestato dopo cinque settimane. Criteri di inclusione: sono stati selezionati soggetti adulti di sesso femminile comprese tra i 19 ed i 72 anni: 20 impegnate in lavori diversi, 20 impegnate nel lavoro di tipo impiegatizio, non praticanti attività sportive agonistiche o ricreative con regolarità. Tutte dovevano manifestare dolori e/o tensioni alla sfera oculare, associate a bruciori, lacrimazioni ed anche mal di testa. 127

128 cm cm Criteri di esclusione: sono state escluse donne con diagnosi di ernie discali espulse cervicali, donne in gravidanza e donne che hanno subito interventi chirurgici agli occhi con tecnica laser. Tutti i soggetti sono stati sottoposti ad una serie di fasi comprendenti : L esame posturale I test all inizio ed alla fine delle 5 sedute per i gruppi sperimentali I test all inizio e dopo cinque settimane per i gruppi di controllo I test comprendono: - il punto prossimo di convergenza: punto di rottura e di recupero. - la valutazione dei disturbi oculari secondo la scala di tensione che segue: dolore, tensione, nessun dolore. Questi dati sono rappresentati nei grafici, coi numeri: 0 (zero) senza dolore, 1 (uno) con tensione 2 (due) con dolore. - la rotazione del capo - l occhio dominante 4. Risultati I dati ottenuti dal presente studio fanno emergere informazioni molto importanti sia sui trattamenti utilizzati per la risoluzione del problema sia sulle problematiche prese in considerazione. Attraverso l applicazione delle metodiche di trattamento con Pancafit (Metodo Raggi ) si è riusciti a determinare dei cambiamenti nell ambito del complesso delle tensioni oculari e bruciori con lacrimazione, associati a volte anche a fenomeni di mal di testa, e disturbi riferiti al rachide cervicale ed alla postura in toto. L evidenza di questo è fornita dall analisi dei dati, descritti più chiaramente nei grafici sotto riportati, nei quali emerge la variazione dei valori numerici dei parametri presi in esame. In sintesi, confrontando i test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo 5 sedute) per i gruppi sperimentali, si può affermare che con l applicazione del Metodo Raggi e l utilizzo di Pancafit si è verificato: sensibile miglioramento del punto prossimo di convergenza, riduzione delle tensioni oculari e maggior mobilità nella rotazione del capo; nei gruppi di controllo invece si denota un ripetersi degli stessi risultati oppure un peggioramento. I risultati del presente studio fanno emergere che il trattamento si è dimostrato efficace nel raggiungere gli obiettivi prefissati: un netto cambiamento o un miglioramento dei disturbi relativi alla sfera oculare tramite esercizi mirati con Pancafit Metodo Raggi. 1 GRUPPO DI CONTROLLO PUNTO DI ROTTURA 2 GRUPPO DI CONTROLLO PUNTO DI ROTTURA 20,00 15,00 15,00 10,00 5,00 T0 T5 10,00 5,00 T0 T5 0, , soggetti soggetti Fig. 1: Variazione in centimetri del punto di rottura per il gruppo di controllo che non ha eseguito nessun trattamento (il primo gruppo di controllo che svolge attività lavorativa mista e il secondo gruppo di controllo che svolge attività lavorativa impiegatizia). Confrontando i test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo 5 settimane) emerge, da entrambi i grafici, che dopo 5 settimane il punto di rottura è ad una distanza maggiore rispetto all inizio. 128

129 cm cm cm cm cm cm 1 GRUPPO SPERIMENTALE PUNTO DI ROTTURA 2 GRUPPO SPERIMENTALE PUNTO DI ROTTURA 60,0 50,0 40,0 30,0 20,0 10,0 0, T0 T5 12,0 10,0 8,0 6,0 4,0 2,0 0, T0 T5 soggetti soggetti Fig..2: Variazione in centimetri del punto di rottura per il gruppo sperimentale che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi ( il primo gruppo sperimentale che svolge attività lavorativa mista e il secondo gruppo sperimentale che svolge attività lavorativa impiegatizia). Confrontando i test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo 5 sedute) emerge che, in entrambe i grafici, solo per 2 soggetti il punto di rottura è rimasto invariato; in tutti gli altri casi è possibile notare come il punto di rottura risulti ad una distanza minore rispetto alla situazione di partenza. 1 GRUPPO DI CONTROLLO PUNTO DI RECUPERO 2 GRUPPO DI CONTROLLO PUNTO DI RECUPERO 25,00 20,00 20,00 15,00 10,00 5,00 T0 T5 15,00 10,00 5,00 T0 T5 0, , soggetti soggetti Fig. 3: Variazione in centimetri del punto di recupero per il gruppo di controllo che non ha eseguito nessun trattamento (il primo gruppo di controllo che svolge attività lavorativa mista e il secondo gruppo di controllo che svolge attività lavorativa impiegatizia). Confrontando i test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo 5 settimane) non è possibile individuare una linea di andamento comune in quanto, in entrambi i grafici, si nota come per alcuni soggetti la situazione sia rimasta invariata, per altri il punto di rottura risulta ad una distanza minore rispetto all inizio mentre per altri risulta ad una distanza maggiore. 1 GRUPPO SPERIMENTALE PUNTO DI RECUPERO 2 GRUPPO SPERIMENTALE PUNTO DI RECUPERO 60,0 50,0 40,0 30,0 20,0 10,0 0, T0 T5 25,0 20,0 15,0 10,0 5,0 0, T0 T5 soggetti soggetti Fig.4: Variazione in centimetri del punto di recupero per il gruppo sperimentale che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi ( il primo gruppo sperimentale che svolge attività lavorativa mista e il secondo gruppo sperimentale che svolge attività lavorativa impiegatizia). Confrontando i test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo 5 sedute) si può notare come, il punto di recupero risulti, tranne che per due soggetti, ad una distanza minore rispetto a quella iniziale. 129

130 cm cm cm cm cm cm 1 GRUPPO DI CONTROLLO ROTAZIONE SX 2 GRUPPO DI CONTROLLO ROTAZIONE SX 20,00 20,00 15,00 10,00 5,00 T0 T5 15,00 10,00 5,00 T0 T5 0, , soggetti soggetti Fig. 5: Variazione in centimetri della rotazione del capo a sx per il gruppo di controllo che non ha svolto nessun trattamento ( il primo gruppo di controllo che svolge attività lavorativa mista e il secondo gruppo di controllo che svolge attività lavorativa impiegatizia). Confrontando i test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo 5 settimane) risulta che dopo 5 settimane, in entrambe i gruppi si presenta una situazione mista dove si sono verificati alcuni peggioramenti,alcuni miglioramenti ed alcune situazioni rimaste invariate. 1 GRUPPO SPERIMENTALE ROTAZIONE SX CAPO 2 GRUPPO SPERIMENTALE ROTAZIONE SX CAPO 20,0 20,0 15,0 10,0 5,0 T0 T5 15,0 10,0 5,0 T0 T5 0, , soggetti soggetti Fig. 6: Variazione in centimetri della rotazione del capo a sx per il gruppo sperimentale che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi ( il primo gruppo sperimentale che svolge attività lavorativa mista e il secondo gruppo sperimentale che svolge attività lavorativa impiegatizia). Confrontando i test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo 5 sedute) in entrambi i grafici si evidenzia il miglioramento della rotazione del capo a sx in quanto la distanza tra capo e spalla a T5, risulta sempre diminuita ad eccezione di 2 soggetti appartenenti al 1 gruppo sperimentale che non hanno presentato alcun cambiamento. 1 GRUPPO DI CONTROLLO ROTAZIONE DX 2 GRUPPO DI CONTROLLO ROTAZIONE DX 20,00 20,00 15,00 10,00 5,00 T0 T5 15,00 10,00 5,00 T0 T5 0, , soggetti soggetti Fig. 7: Variazione in centimetri della rotazione del capo a dx per il gruppo di controllo che non ha svolto nessun trattamento ( primo gruppo di controllo che svolge attività lavorativa mista e il secondo gruppo di controllo che svolge attività lavorativa impiegatizia). Confrontando i test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo 5 settimane) entrambi i grafici evidenziano una situazione mista dove alcuni soggetti presentano dei peggioramenti, altri dei miglioramenti ed altri una situazione invariata rispetto all inizio. 130

131 cm cm 1 GRUPPO SPERIMENTALE ROTAZIONE DX CAPO 2 GRUPPO SPERIMENTALE ROTAZIONE DX CAPO 20,0 20,0 15,0 10,0 5,0 T0 T5 15,0 10,0 5,0 T0 T5 0, , soggetti soggetti Fig. 8: Variazione in centimetri della rotazione del capo a dx per il gruppo sperimentale che ha svolto il lavoro secondo il Metodo Raggi ( il primo gruppo sperimentale che svolge attività lavorativa mista e il secondo gruppo sperimentale che svolge attività lavorativa impiegatizia). Confrontando i test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo 5 sedute) entrambi i grafici evidenziano il miglioramento della rotazione del capo a dx in quanto la distanza tra capo e spalla, a T5, risulta sempre diminuita ad eccezione di 1 soggetto appartenente al 1 gruppo sperimentale e 2 soggetti appartenenti al 2 gruppo sperimentale che non hanno presentato alcun cambiamento. 5.Conclusioni I risultati ottenuti fanno emergere che il trattamento con l utilizzo di Pancafit è efficace nel raggiungere gli obiettivi prefissati, come si evince confrontando i singoli test a T0 (test iniziale) e T5 (test dopo le 5 sedute) per i soli gruppi sperimentali. In particolare in tali gruppi si è verificato un miglioramento sia del punto di rottura che del punto di recupero (utilizzando la sfera di Wolf) ed una maggior mobilità nella rotazione del capo sia a destra che a sinistra. Nei gruppi di controllo si denota, per alcuni il ripetersi dei risultati iniziali, per altri addirittura un peggioramento. 131

132 Il miglioramento della prestazione nel saltatore in lungo con l utilizzo del Metodo Raggi e la Pancafit Tesi effettuata dalla Dott.ssa Lara Cavalli (Formazione Metodo Raggi ), laureanda c/o la Facoltà di Scienze Motorie Università Statale degli Studi di Milano, A.A. 2004/2005. NB: questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 47 pagine. 1. Introduzione Un equilibrio muscolare corretto è il presupposto base per poter incrementare le proprie prestazioni. Ad una forma posturale equilibrata, infatti, corrisponde un buon funzionamento osteoarticolare, il quale rappresenta una condizione indispensabile per ottenere la migliore performance. Se il corretto assetto muscolare viene trascurato oppure alterato da una qualsiasi azione, questa può invalidare o limitare la prestazione ponendo così dei freni, dei limiti. Per esempio: una piccola intrarotazione del femore, una piccolissima riduzione di mobilità in flesso estensione della caviglia, un diaframma bloccato, una lordosi troppo accentuata o ridotta, etc, determinano inevitabilmente dei limiti di funzionalità e quindi di prestazione. Interpretare queste incongruenze, migliorare la postura, ridare corrette informazioni di carattere propriocettivo all atleta (in questo caso saltatore in lungo e in triplo), significa ridurre ed annullare i freni, e dunque eliminare i limiti dell atleta stesso, consentendogli di esprimersi al meglio delle sue prestazioni. Attraverso l utilizzo di Pancafit - Metodo Raggi, o allungamento muscolare globale decompensato, è possibile interagire con tutti questi deficit, riportando nella norma l assetto posturale. Si tratta di un modo nuovo di lavorare sul corpo e di prendere coscienza di se stessi, per eliminare le proprie tensioni muscolari, i blocchi articolari e respiratori, le cattive sinergie, gli scarsi rendimenti in allenamento e in gara, le algie di varia natura. Permette inoltre di affinare la capacità di percepire il proprio corpo e di migliorare la coordinazione neuromuscolare, a vantaggio di un gesto tecnico qualitativamente migliore e di una parziale o totale prevenzione di traumi muscolari, che incidono più o meno gravemente sulla performance. 2. Scopo Lo scopo di questa tesi è quello di dimostrare l importanza di un corretto equilibrio muscolare ai fini di un miglioramento della prestazione, utilizzando il Metodo Raggi e la Pancafit. L idea è nata dalla mia esperienza personale: l argomento trattato verte sul saltatore in lungo e sull influenza che può avere un corretto e mirato stretching posturale con la Pancafit e il Metodo Raggi in questa disciplina. Infatti, un buon equilibrio tra la muscolatura flessoria ed estensoria, una buona mobilità articolare ed un buon recupero funzionale dopo gli allenamenti sono un presupposto necessario per far sì che i gesti tecnici vengano eseguiti correttamente ed in economia, consentendo un allenamento più efficace, quindi un perfezionamento della condizione psico-fisica, e di conseguenza un possibile miglioramento della prestazione in gara. 3. Materiali e Metodi Ho proposto quindi a dieci saltatori in lungo di sperimentare l efficacia del Metodo Raggi confrontato col metodo Anderson. Il protocollo di ricerca si è svolto su sei settimane di lavoro, con la frequenza di due sedute a settimana, da non sostituirsi a due allenamenti, ma utilizzate come integrazione alla preparazione. Il gruppo che ha partecipato a questo protocollo di ricerca è formato da dieci individui (6 maschi e 4 femmine), di età compresa fra i 18 e 22 anni; sono tutti saltatori in lungo delle categorie Juniores e Promesse e gareggiano a vari livelli (dal provinciale al nazionale). Metà dei ragazzi hanno sperimentato il Metodo Raggi (per tutti e cinque era una novità), mentre i rimanenti cinque hanno eseguito alcuni esercizi tratti dal metodo di Bob Anderson. Per valutare il miglioramento della performance hanno eseguito dei test prima, durante e dopo le dodici sedute di stretching. 132

133 I test utilizzati prima dell inizio dei trattamenti e alla fine delle dodici sedute sono: - test al filo di Barré, - pedana stabilometrica e baropodometrica, - test di Bosco (SJ, CMJ, CMJI, test dei 15 ), - test da campo (salto in lungo da fermo, triplo successivo destro e sinistro, quintuplo successivo destro e sinistro). Durante la sperimentazione, prima e dopo ogni trattamento è stato eseguito il test del bending anteriore per valutare sia il miglioramento della flessibilità nel corso di una seduta, sia tra una seduta e l altra. Il protocollo ha previsto di valutare attraverso test specifici la postura, l equilibrio, la deambulazione, la flessibilità e la forza esplosiva. I test sulla forza esplosiva sono stati effettuati nelle settimane precedenti agli allenamenti specifici in modo che non fossero influenzati da altri stimoli allenanti. I dieci atleti sono stati divisi in due gruppi omogenei (per livello), i quali hanno lavorato per sei settimane, eseguendo due ore in più di allenamento a settimana, durante le quali cinque di loro hanno praticato il Metodo Raggi, mentre gli altri cinque il metodo Anderson. 4. Risultati e conclusioni Le ipotesi sono state confermate: benché il campione sia estremamente esiguo, tutti i test eseguiti hanno avuto significatività statistica molto favorevole (p<0,05). Il gruppo che ha lavorato con l allungamento globale decompensato rispetto a quello che ha eseguito lo stretching analitico ha riportato un miglioramento molto significativo. In questo lavoro è inoltre emerso un dato interessante: a livello posturale tutti i soggetti a cui è stato applicato il Metodo Raggi hanno riportato un notevole miglioramento dell equilibrio muscolare. Infatti la distribuzione del carico tra piede destro e piede sinistro è più bilanciata, come anche la superficie d appoggio, i centri di pressione (tendono a riallinearsi), la percezione dell equilibrio nella statica ad occhi aperti e chiusi. Al contrario gli altri atleti hanno mantenuto la propria asimmetria (alcuni hanno migliorato di pochissimo, altri hanno addirittura peggiorato). Inoltre, grazie alle foto allo scoliosometro, si è potuto osservare come tanti compensi e difetti posturali siano migliorati solo dopo sei settimane di lavoro, mentre quelli che non hanno eseguito il metodo globale hanno conservato i propri squilibri, talvolta perfino accentuandoli. Anche nei test di Bosco e in quelli da campo i risultati sono stati degni di nota. Nei test di Bosco, se si analizza la media del miglioramento, si può notare che due parametri (i cm di elevazione nello SQUAT JUMP e la potenza nel test dei 15 ) sono persino raddoppiati rispetto ai ragazzi che hanno fatto lo stretching analitico. Grafico di confronto tra i miglioramenti degi atleti del Metodo Raggi e quelli del metodo Anderson Graf cm SJ CMJ CMJI 15'' Raggi Anderson esercizio La stessa cosa vale per i miglioramenti medi nei balzi: tutte le misurazioni sono di gran lunga migliori per gli atleti del Metodo Raggi, infatti sono tutte quasi il doppio rispetto agli atleti del metodo Anderson. 133

134 Graf.2 dm s. da fermo triplo dx (A.D.) triplo sx (A. (A. D.) D.) quintuplo dx (A. D.) quintuplo sx (A. D.) prima dopo esercizio e iniziali dell'atleta Fig 2: Grafico dei risultati migliori negli atleti che hanno utilizzato Pancafit Grafico dei risultai migliori negli atleti che hanno seguito il metodo Anderson Graf.3 dm s. da fermo (B.M.) triplo dx (B.M.) triplo sx (B.M.) quintuplo dx quintuplo sx (B.M.) (B.M.) prima dopo esercizio e iniziali dell'atleta Grafico di confronto tra i miglioramenti ottenuti col metodo Raggi e quelli col metodo Anderson cm Raggi Anderson Graf.4 0 s. da fermo triplo dx triplo sx quintuplo dx quintuplo sx Il test del bending anteriore è un caso a parte: tra gli atleti che hanno provato la Pancafit ce n era uno con una forte ipermobilità a livello della colonna dorsale, delle anche, ginocchia e caviglie, ma con una fortissima ipomobilità alle vertebre lombari (tanto da essere quasi completamente impedito nei movimenti di anteversione e retroversione del bacino). In questo caso particolare il lavoro in panca gli ha permesso di togliere un po di mobilità ai vari distretti corporei per ridarla alla zona lombare. Per questo motivo è l unico fra i tester ad aver perso centimetri in flessibilità anziché averli guadagnati. Tuttavia, se andiamo a vedere i risultati negli altri test, notiamo un forte miglioramento in tutti quanti, compresi quelli posturali, a rimarcare il fatto che non basta essere molto mobili per ottenere un buon risultato, anzi è molto più utile fare in modo che tutte le articolazioni raggiungano il proprio grado funzionale di mobilità. È stato interessante anche paragonare le diverse sensazioni che hanno avuto i ragazzi durante la sperimentazione e quelle che stanno vivendo ora che hanno finito i trattamenti. Prima di iniziare con le sedute di stretching (in entrambi i gruppi), ho dato loro un quaderno su cui segnare i risultati dei test di flessione, gli allenamenti fatti, le sensazioni 134

135 durante e dopo gli allenamenti e lo stretching. Ne è emerso che gli atleti che hanno sperimentato la Pancafit all inizio facevano più fatica durante gli allenamenti (stavo mettendo sottosopra il loro schema corporeo e motorio per cercare di togliere i loro compensi), nonostante recuperassero velocemente e meglio tra un allenamento e l altro. Continuando, però le sedute col Metodo Raggi, le percezioni sono cambiate velocemente e oltre ad un buon recupero si sono aggiunti una miglior impressione di spinta durante la corsa e il salto (si sentivano in forma, per dirlo con parole loro) e, in gara, un continuo miglioramento della prestazione fin dalla prima uscita. Invece gli atleti che hanno lavorato con il metodo Anderson non hanno avuto sensazioni eclatanti, a parte solo il senso di una migliore mobilità. Ora che hanno finito le sedute con la panca, gli atleti che hanno sperimentato il Metodo Raggi sostengono che si sentono decisamente meglio se paragonano la loro forma all anno precedente nello stesso periodo, ma sentono il bisogno di continuare con questo metodo (il metodo Anderson lo utilizzano comunque durante gli allenamenti) perché si sentono più dritti, in equilibrio e più rilassati mentalmente. 135

136 Misurazione dell efficacia dell intervento dell Allungamento muscolare globale decompensato secondo il Metodo Raggi - Pancafit su soggetti affetti da lombalgia cronica Tesi effettuata dalla Dott.ssa Xenia Tappi (Formazione Metodo Raggi ), studentessa del Master post-lauream in Posturologia c/o la 1a Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia Università degli Studi La Sapienza di Roma, A.A. 2003/2004. NB: questo è un abstract della tesi, il cui testo originale è composto da 60 pagine. 1. Introduzione La ricerca si è prefissata lo scopo di sperimentare l efficacia di una nuova metodica di esercizi, chiamata stretching globale decompensato su pancafit Metodo Raggi in casi di disordini posturali manifestanti lombalgia cronica. Questa metodica si prefigge lo scopo di ristabilire l armonia e l equilibrio dei segmenti vertebrali e periferici attraverso il recupero dell estensibilità perduta dei gruppi muscolari accorciati e ipertonici nonché del sistema fasciale nella sua globalità considerate le conessioni dirette con i visceri, gli organi interni e con il diaframma. La parte riferita alla percezione del dolore ha tenuto conto che, in quanto considerato come fenomeno emotivo (quale gioia, tristezza, noia, etc.), esso non è misurabile in modo obiettivamente esatto (come è possibile per il peso, la lunghezza, la temperatura, ecc.), ma è soltanto valutabile in modo soggettivo ed approssimativo. A questo proposito sono stati utilizzate scale di riferimento e questionari, già impiegati in ambito scientifico, che consentono una valutazione di soddisfacente precisione per valutare il cambiamento prima e dopo il trattamento. I dati ottenuti sono stati analizzati tramite analisi statistica all interno dei singoli gruppi e, quindi, messi a confronto tra il gruppo campione e il gruppo di controllo. 2. Scopo Lo scopo di questa ricerca è verificare: 1. se lavorando con il Metodo Raggi, metodo di allungamento muscolare globale decompensato su Pancafit (ideata e creata dallo stesso autore, 1995/1997), basato sul detensionamento muscolo-articolare globale, si hanno delle variazioni della postura in relazione ai parametri monitorati, ipotizzando sia una tendenza al riallineamento verso parametri ideali di postura, sia una diminuzione del dolore nei punti in cui era presente; 2. se ad una diminuzione del dolore esista o meno una variazione del profilo psico-emotivo del soggetto; 3. se lavorando attraverso la ginnastica dolce si hanno delle variazioni della postura in relazione ai paramentri monitorati e se, ad una diminuzione del dolore, esista o meno una variazione del profilo psico-emotivo del soggetto. A tutt oggi esistono, per la veridicità del primo punto, solamente i recenti studi inerenti questa metodica effettuati dai colleghi dei master di posturologia della II Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università La Sapienza di Roma, mentre per il secondo punto non esistono studi dimostrati su Pancafit ma una interessante ricerca pubblicata su Lombalgia e apparato locomotore (Scoppa, 1998) intitolata Il dolore lombare posturale. Possibilità e limiti di una valutazione psicologica di C.Saraceni, V.Saraceni, D.A.Fletzer, S. Castellano. 3. Materiali e Metodi La ricerca è stata organizzata rispettando i seguenti criteri d inclusione ed esclusione: Il gruppo campione preso in esame comprende n.10 soggetti sofferenti di lombalgia cronica ( ossia da un periodo superiore a sette mesi) diagnosticata classicamente dal medico in età compresa tra i 40 e i 65 anni, disponibili a frequentare per dieci sedute con frequenza settimanale un corso di rieducazione posturale secondo il metodo Raggi, non affetti da patologie di altro genere in corso, senza ernie discali espulse e/o migrate, discopatie gravi, non affette da patologie con interessamento del sistema nervoso centrale, che non assumono psicofarmaci, che non seguono terapie psicologiche o altre terapie. 136

137 Il gruppo di controllo comprende n.10 soggetti sofferenti di lombalgia cronica, in età compresa tra i 40 e i 65 anni, inclusi nel gruppo di controllo secondo gli stessi identici criteri di inclusione ed esclusione del gruppo campione ma frequentanti un corso di ginnastica dolce posturale in palestra per un periodo di dieci settimane con frequenza settimanale. La valutazione iniziale del campione è stata realizzata tramite i seguenti parametri: Anamnesi (scheda personale), Esame posturale clinico, osservando, valutando, e fotografando i pazienti secondo i punti di repere di Bricot con uso del filo a piombo e dello scoliosometro; Esame dell appoggio plantare tramite podoscopio; Test chinesiologici: test della flessione in avanti della colonna vertebrale e la rotazione del capo; Quebec Back Pain Disability Scale, QBPDS, fornisce informazioni dulle abilità residue nei soggetti affetti da lombalgia; Questionario McGill Pain Questionnaire, fornisce informazioni sull aspetto sensoriale, affettivo, sull intensità del dolore provato dal soggetto; Scala Analogica Visiva, VAS, fornita dal Purdue Pharma; Pain Drawing, fornisce informazioni sulla localizzazione del dolore; Luscher Test, fornisce informazioni sullo stato emotivo del soggetto al momento della somministrazione del test. Ogni persona è stata valutata all inizio e al termine del ciclo tramite questi strumenti. Durante le sedute di gruppo di ginnastica generale sono stati svolti una serie di esercizi di mobilità generale, coordinazione spazio-temporale, allungamento muscolare anche secondo la tecnica Mèziéres. A questi esercizi sono stati aggiunti alcuni con palline da tennis per il lavoro di propriocezione plantare e, in posizione supina, per decontratturare la muscolatura paravertebrale.a tutto il gruppo sono stati proposti i medesimi esercizi di respirazione proposti al gruppo pancafit ma, ovviamente, sono stati svolti nella classica posizione a terra supini, gambe flesse. 4. Risultati In questa ricerca sono stati evidenziati modificazioni significative a livello posturale come riportato nelle fotografie eseguite all inizio ed al termine del ciclo di 10 sedute di pancafit - metodo Raggi. Non di particolare rilievo sono state, invece, le modificazioni a livello posturale del gruppo di controllo che ha svolto la ginnastica dolce. Inoltre il gruppo che ha seguito il protocollo pancafit ha evidenziato anche dei cambiamenti a livello di appoggio plantare come risulta dalle fotografie digitali sul podoscopio. Fig. 1a: all inizio della prima seduta risulta evidente un appoggio dell istmo quasi inesistente ed un appoggio prevalentemente sui talloni e sull avampiede. Vi è abbastanza equilibrio tra destra e sinistra. Fig. 1b: alla fine delle 10 sedute si può osservare un appoggio migliore soprattutto a livello dell istmo che risulta più visibile. I risultati ottenuti dai due gruppi nei singoli test sono stati trattati matematicamente. E necessario considerare che le scale di valori non sono uguali per tutti i test. Nel test n.1 estrapolato dal test McGill per la classe sensoriale (domande da n.1 a n.10, n.17,18,19) il punteggio si presenta su scala da 0 a 53; Nel test n.2, estrapolato dal test McGill per la classe affettiva (domande da n. 11 a 15, n.20) il punteggio si presenta su scala da 0 a 15; Nel test n.3, estrapolato dal test McGill per la classe valutativa (domanda n.16, 20) il punteggio si presenta su scala da 0 a 10; Nel test n.4, estrapolato dalla VAS il punteggio si presenta su scala da 0 a 10; 137

138 Nel test n.5, estrapolato dal test di Luscher con l uso delle scale cromatiche per evidenziare lo stato di ansia, il punteggio si presenta su scala da 0 a 12; Nel test n.6, estrapolato dal test QBPDS il punteggio si presenta su scala da 0 a 100. differenza delle medie dei valori prima e dopo il trattamento 5,5 5 4,5 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 0 1 test 2 test 3 test 4 test 5 test 6 test ginn. dolce pancafit Fig.2: Differenza delle medie dei valori prima e dopo il trattamento, con Pancafit e con la ginnastica dolce per tutti i test Dei 20 soggetti esaminati il 15% non presenta valori di ansia, il 50% presenta valori di ansia tra 1 e 4, mentre il 35% tra 5 e 9, come mostrato nel grafico seguente. Si evince, inoltre, dall analisi dei dati raccolti che nel gruppo di 10 pazienti esaminanti prima e dopo il trattamento con pancafit metodo Raggi è stato possibile cogliere una diminuzione del 67,3% dei valori dei test Vas (sulla intensità del dolore), del 68,9% dei valori della classe valutativa (test McGill), del 37,5% dei valori della classe affettiva (test McGill), del 37,2% dei valori dello stato di ansia (Luscher test) e una diminuzione non particolarmente evidente nella classe sensoriale per un valore corrispondente al 27,4% (McGill test) e nella valutazione delle abilità residue (QBPDS) per un valore corrispondente al 21,9%.a notare che a parità di punteggio grezzo totale in soggetti diversi esiste una variabilità interna al valore che rende strettamente personale il profilo individuato. Pertanto l uso di una batteria di test risulta di fondamentale importanza nell individuare inizialmente il profilo dei pazienti che intraprendono un trattamento, e successivamente nel fornire una valutazione delle modificazioni nelle singole classi, confermando quanto esposto nell articolo Correlazione tra dolore, disabilità e qualità della vita in pazienti con lombalgia comune (Kovacs, Abraira, Zamora, Gil del Real, Liobera, Fernàndez ( GSS n.1, 2005), che per verificare la eventuale correlazione tra dolore, disabilità e qualità della vita in pazienti con LBP, occorre misurare le variabili con strumenti di autovalutazione che siano validi, affidabili e sensibili al cambiamento. Infine, il test t di student è stato applicato ai due campioni accoppiati per medie, ossia al gruppo pancafit prima e dopo il trattamento e al gruppo di ginnastica dolce prima e dopo il trattamento: da questo test è emerso che il gruppo che ha svolto pancafit ha avuto un miglioramento altamente significativo (p=0,002), mentre il secondo gruppo statisticamente signicativo(p=0,017). PERCENTUALE DI MIGLIORAMENTO VAS ,1 67,3 Fig. 3a: Percentuale di miglioramento nel gruppo di pazienti trattati con Pancafit nella VAS GRUPPO GINNASTICA GRUPPO PANCAFIT 138

139 Fig. 3b: Percentuale di miglioramento nel gruppo di pazienti trattati con Pancafit nel test QBPDS Fig. 3c: Percentuale di miglioramento nel gruppo di pazienti trattati con Pancafit nel test di Luscher 5. Conclusioni A conferma di quanto espresso nell attuale bibliografia, questa ricerca evidenzia che non esiste correlazione tra dolore e disabilità, o tra dolore e sottoclasse affettiva o stato di ansia, e che trattamenti efficaci sul dolore possono avere un effetto blando sulla riconquista delle abilità perdute o sulla dimensione dell ansia, mentre possono dimostrare un effetto più evidente sulle altri classi. Nel gruppo di lavoro Pancafit-Metodo Raggi si sono evidenziati miglioramenti in tutte le classi, con maggior rilievo nella classe Vas (sull intensità del dolore) e nella classe valutativa del test mcgill, e significativamente nella classe del Luscher test, relativo allo stato d ansia. 139

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