Parlare a scuola 10 Consigli per affrontare l interrogazione 17 Consigli per esporre una ricerca 18

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1 III Indice Strumenti per studiare Comunicare 2 La situazione comunicativa 3 Parlare tra amici e parlare in occasioni formali 4 Scheda I livelli della lingua italiana 4 Scheda Espressioni del parlato 5 Parlare a scuola 10 Consigli per affrontare l interrogazione 17 Consigli per esporre una ricerca 18 Laboratorio di scrittura Costruire un autobiografia 20 Una scaletta per l autobiografia 20 I contenuti della memoria, 21 Costruire un diario 26 Una scaletta per il diario 26 Crea il tuo diario!, 27 Un diario per, 28 Costruire una lettera 30 Come scrivere una lettera 30 La lettera formale, 31 La lettera informale, 31 La lettera personale, 32 Costruire un racconto fantasy 34 Una scaletta per il racconto fantasy 34 L ambientazione temporale, 35 L ambientazione spaziale, 36 I personaggi, 39 La scelta delle situazioni, 40 Costruire un racconto giallo 41 Una scaletta per il racconto giallo 41 L ambientazione, 42 Le situazioni, 43 I personaggi, 45 Costruire un racconto comico 46 Una scaletta per il racconto comico 46 Situazioni normali, ma non troppo, 47 I personaggi, 49 L articolazione della vicenda, 51

2 IV INDICE Altri linguaggi: la pubblicità il cinema La pubblicità 54 Che cos è la pubblicità? 54 La funzione della pubblicità 54 Pubblicità ed economia 55 Scheda I meccanismi della pubblicità Come è strutturato un testo pubblicitario 58 Il linguaggio della pubblicità 60 La pubblicità sociale 62 Breve storia del cinema 67 Le origini del cinema: i documentari dei fratelli Lumière 67 Un successo straordinario 68 Lo sviluppo del cinema: dal documentario al film fantastico 68 La nascita dell industria cinematografica: Hollywood 69 La nascita del kolossal 69 Dal bianco e nero al colore 70 Dal muto al sonoro 70 Il cinema conquista il mondo 70 Le figure professionali coinvolte nella realizzazione di un film 72 Pre-produzione, 72 Produzione, 72 Post-produzione, 73 Il linguaggio del cinema 74 Le inquadrature 74 La distanza: i campi e i piani 74 Campi, 75 Piani, 77 La posizione della macchina da presa 79 I movimenti di macchina 80 Il montaggio 80 Il montaggio e il tempo, 81 Il sonoro 81 I generi cinematografici 82 Il film d animazione, 82 Il film d avventura, 82 Il film fantasy, 82 Il film di fantascienza, 82 Il film di super-eroi, 82 Il film d azione, 82 Il film giallo, 83 Il film horror, 83 Il film di guerra, 83 Il film storico, 83 Il film western, 83 Il film comico, 84 Il film commedia, 84 Il musical, 84 Il film documentario, 84 Leggere un film 85 La recensione 85 Come si analizza un film? 87

3 2 STRUMENTI PER STUDIARE Comunicare Come saprai per esperienza, un conto è parlare in famiglia o tra amici, in modo spontaneo e anche improvvisato, un altro conto è tenere un discorso in pubblico oppure rispondere a un interrogazione in classe. Cerchiamo di capire quali sono le differenze tra questi due modi di comunicare. In entrambi il processo comunicativo, nella sua struttura di base, non cambia. Lo schema seguente mostra la struttura del processo comunicativo. codice emittente messaggio destinatario canale Un messaggio viene prodotto da un individuo (emittente) che lo indirizza a uno o più individui che lo ricevono (destinatario). Il messaggio, inoltre, viene composto utilizzando un codice e viene trasmesso tramite un canale, attraverso il quale passa la voce. Il codice è il linguaggio con cui il messaggio è formulato: può essere verbale (una lingua, nel nostro caso l italiano) oppure non verbale (gestuale, musicale ecc.). Il canale, invece, è il mezzo attraverso il quale il messaggio raggiunge il destinatario. Il canale può essere naturale (come l aria) oppure artificiale (come il telefono, Internet ecc.) Se il processo comunicativo è lo stesso sia che tu faccia una chiacchierata tra amici sia che tu affronti un interrogazione a scuola, che cosa cambia, dunque, tra una situazione e l altra? Ciò che cambia è il contesto.

4 La situazione comunicativa 3 La situazione comunicativa Il contesto, cioè la situazione comunicativa in cui si realizza la trasmissione del messaggio, è l insieme di quegli importanti fattori che caratterizzano la comunicazione: per esempio il destinatario del messaggio, la circostanza in cui avviene la comunicazione, l argomento, lo scopo del messaggio. Lo schema del processo comunicativo si arricchisce così di un elemento, il contesto appunto. contesto codice emittente messaggio destinatario canale Nelle due situazioni comunicative che abbiamo preso in esame resta dunque invariato l emittente del messaggio (sei sempre tu, a casa o a scuola) ma gli altri elementi della situazione comunicativa cambiano. Proviamo a fare un esempio concreto. Immagina di parlare di una partita di calcio con alcuni amici incontrati alla fermata dell autobus. Immagina poi di dover descrivere una partita di tlachtli, un gioco, parente del calcio, praticato dagli antichi Aztechi, durante l esposizione di una ricerca di storia in classe. Come ti comporti nel primo caso? E nel secondo? Quali differenze rilevi? Nella tabella seguente trovi schematizzate le variazioni relative al contesto che determinano la diversità tra le due situazioni. EMITTENTE MESSAGGIO DESTINATARIO I situazione comunicativa io argomento: sport circostanza: tempo libero scopo: passare il tempo amici II situazione comunicativa io argomento: storia circostanza: interrogazione scopo: essere valutati docente e classe Le variazioni relative al contesto determinano anche una variazione nell uso del linguaggio. A seconda della situazione comunicativa in cui ci si trova, occorre adottare un tipo di linguaggio (codice) e argomenti adeguati. La lingua è infatti uno strumento di comunicazione molto flessibile che ci consente di esprimere messaggi diversi e in modi differenti, con l efficacia necessaria richiesta dalle circostanze.

5 4 STRUMENTI PER STUDIARE Parlare tra amici e parlare in occasioni formali Dunque un conto è parlare tra amici, un altro conto è affrontare una prova formale (un interrogazione, un discorso davanti a un pubblico ecc.). Le principali caratteristiche di una comunicazione tra amici, in famiglia o tra persone con cui si è in confidenza sono: 1. l impiego di un registro linguistico (vedi il volume 2 dell antologia a p. 91) informale, caratterizzato da un lessico semplice, colorito, a volte anche gergale e da una sintassi anche spezzettata e non sempre formale e corretta; sono ammessi anche errori di costruzione o di espressione, purché il messaggio di fondo sia compreso in modo chiaro; i significati possono essere espressi anche con i gesti e l espressione mimica del viso (strizzate d occhio, sguardi, smorfie ecc.); le intonazioni della voce sottolineano le emozioni (stupore, ammirazione, timore, incertezza, gioia ecc.); 2. l utilizzo dell italiano regionale o del dialetto, in modo completo o anche solo in parte, in alcuni momenti del discorso o per singole espressioni particolarmente cariche di efficacia comunicativa (vedi la scheda al fondo della pagina); 3. la comunicazione di pensieri e informazioni anche in modo libero e sciolto, talvolta anche approssimativo o disordinato: non è necessario infatti pianificare prima dell esposizione. Scheda I livelli della lingua italiana Vengono riconosciuti tre livelli della lingua oggi parlata in Italia. 1. L italiano comune o italiano standard: nasce originariamente dal toscano, ma ha ricevuto nel corso dei secoli l apporto di altri dialetti e lingue straniere. È la lingua diffusa su tutto il territorio nazionale ed è impiegata a scuola, dai mass media (TV, radio ecc.), dalla cultura. 2. I dialetti: sono parlati da comunità ristrette e, in alcune regioni, soprattutto tra i giovani, stanno scomparendo, soppiantati dalla lingua standard. 3. Italiani regionali: si tratta di diversi tipi di italiano, a metà tra italiano standard e dialetti; sono comprensibili su tutto il territorio nazionale. Subiscono l influenza dei dialetti a livello fonetico (cioè relativamente alla pronuncia delle parole), lessicale e sintattico. Vengono riconosciuti come regionali: l italiano settentrionale; il toscano; l italiano centrale; l italiano meridionale; il sardo.

6 Parlare tra amici e parlare in occasioni formali 5 Scheda In una comunicazione formale, invece, per esempio un interrogazione oppure un esposizione a scuola o un discorso in pubblico, occorre impiegare: 1. il registro medio o formale, costituito da espressioni precise e chiare; da una sintassi articolata, precisa e corretta, anche se semplice; da chiarezza e coesione nella strutturazione del discorso; 2. l italiano standard (vedi la scheda a p. 4); 3. un ordine preciso delle informazioni, che va quindi studiato e pianificato in precedenza e poi seguito nell ordine logico prefissato. Espressioni del parlato Nel linguaggio familiare, colloquiale e soprattutto nel parlato, si impiegano forme sconsigliate o considerate scorrette nei registri medio e formale, come anche nell italiano standard. Vediamo alcuni esempi. Sono frequenti forme come a me mi, a te ti, a noi ci, a lui gli ecc. che raddoppiano il pronome personale; tali forme vanno assolutamente evitate nello scritto e nei registri medio e formale. Gli aggettivi possessivi rifiutano l articolo quando sono accompagnati da nomi di parentela al singolare come padre, madre, figlio, fratello, nonno ecc. ( mio padre è simpatico e non il mio padre è simpatico ), anche se in alcuni dialetti l articolo è ammesso; Nel parlato viene usato il che con valore temporale, ma in realtà un espressione come Il giorno che morì Manzoni è scorretta, mentre è corretta la forma Il giorno in cui morì Manzoni ; Nel linguaggio colloquiale viene spesso sostituito il congiuntivo con l indicativo, per cui si dice: Non sappiamo quanti ragazzi sono venuti in gita, mentre è corretto dire: Non sappiamo quanti ragazzi siano venuti in gita ; oppure credo che l autista è già arrivato invece di credo che l autista sia già arrivato ; Nel parlato si tende ad accentuare una frase avversativa, utilizzando insieme alla congiunzione ma anche tuttavia, invece, però. Nello scritto e nel registro medio e formale, però, è meglio non impiegare ripetizioni come ma tuttavia, ma invece, ma però, perché rappresentano una ripetizione logica dello stesso concetto. 1 Leggi la seguente frase e completa la tabella. Franco e Marco sono due ragazzi italiani: il primo racconta al secondo che cosa gli è capitato il giorno precedente durante l allenamento. Emittente Destinatario Codice Canale Messaggio Scopo

7 6 STRUMENTI PER STUDIARE 2 Considera la frase seguente, che solo a prima vista appare simile all esempio proposto nell esercizio precedente. Analizzala e poi completa la tabella. Franco e Marco sono due ragazzi italiani: durante un esercitazione di inglese, in classe, il primo racconta al secondo che cosa gli è capitato il giorno precedente durante l allenamento. Emittente Destinatario Codice Canale Messaggio Scopo 3 Indica quale potrebbe essere lo scopo di ciascuna delle seguenti situazioni comunicative. Il dottore spiega al paziente come deve assumere le medicine. Il dottore parla a un paziente molto ghiotto della necessità di una dieta stretta. L incaricato della sicurezza della scuola spiega agli alunni che cosa si deve fare in caso di emergenza. Fabio racconta agli amici una barzelletta. Maria chiede a un vigile dove si trova la prefettura. Un politico parla durante un comizio elettorale.

8 Parlare tra amici e parlare in occasioni formali 7 4 I seguenti enunciati sono adeguati o no alla situazione comunicativa indicata? In un negozio di abbigliamento il commesso si rivolge alla cliente: Signora, non la faccia lunga, compri questo vestito e se ne vada: io ho altri clienti da servire. Il direttore di banca a un potenziale cliente: Se Lei intende trasferire il conto presso la nostra banca, siamo in grado di applicarle un tasso molto vantaggioso. Il medico a un paziente che non ha alcuna nozione di medicina: Lei è affetto da flogosi delle cavità orali. SÌ SÌ SÌ NO NO NO Un vigile a una persona che chiede dov è la stazione ferroviaria: Lei non immagina quanto è complicato raggiungere la stazione dal punto in cui ci troviamo, lasci perdere, dia retta a me, non ci vada! Durante una conversazione amichevole tra amici sullo sport: Che batosta abbiamo preso! Non c era proprio niente da fare, i nostri erano quasi tutti rintronati... neanche un tiro in porta... una vera squadra di brocchi! SÌ SÌ NO NO 5 Nei seguenti testi ci sono enunciati non adeguati alla situazione comunicativa in cui sono pronunciati. Spiega il perché e trova le espressioni adatte. La sera a tavola in famiglia. Mario: Mamma, mi sembra che in questa minestra sia stata inopportunamente immessa una dose eccessiva di cloruro di sodio. Il vigile urbano ferma un autista. Vigile: Favorisca patente e libretto, prego. Autista: Sono spiacente di comunicarle che a causa di un deplorevole disguido ho dimenticato la patente nella mia dimora. In ascensore. A: Buon giorno! Brutta giornata oggi, vero? B: Sarà bello lei, insolente e maleducato! In banca. Impiegato: Buon giorno! Che cosa desidera? Cliente: Datti una mossa e sganciami un centinaio di euro!

9 8 STRUMENTI PER STUDIARE Al ristorante. Cliente: Cameriere, questa minestra è troppo calda. Cameriere: Non si preoccupi, il locale ha l aria condizionata. 6 Immagina una situazione comunicativa informale, evidenziando: l emittente il destinatario l argomento del messaggio lo scopo la circostanza Ti forniamo un esempio. Durante la merenda (circostanza) un bambino (emittente) racconta a sua madre (destinatario) ciò che è successo a scuola (argomento del messaggio) per spiegare la nota che ha ricevuto (scopo). 7 Immagina una situazione comunicativa formale, evidenziando: l emittente l argomento del messaggio il destinatario lo scopo la circostanza Ti forniamo un esempio. Il sindaco (emittente) risponde a un giornalista (destinatario) nel corso di una trasmissione televisiva (circostanza), spiegando la politica della sua città (scopo) nel campo della viabilità (argomento del messaggio). 8 Quale registro linguistico (formale o informale) utilizzeresti nelle seguenti situazioni comunicative? Pizza di fine anno con i compagni di classe. Discussione con lo zio sulla squadra del cuore. Relazione ufficiale sulle attività scout di fine anno. Colloquio con il preside per decidere la gita scolastica. Colloquio con docenti delle superiori in occasione delle attività di orientamento. Dialogo con i familiari sulla scelta della scuola superiore. F F F F F F I I I I I I 9 Indica se i seguenti testi presentano un registro informale, medio o formale. Testo 1 Telefonata a un amico Pronto? Ciao, Gianni! Sono Meggy. Come va? Oggi butta bene?... No? Cosa ti è successo? Non mi dire che sei stato di nuovo beccato

10 Parlare tra amici e parlare in occasioni formali 9 senza compiti! Ma bravo! Un altra volta... E ora come te la cavi con ma?... Non sai cosa fare? Poveraccio! Ti compatisco proprio! Registro informale Registro medio Registro formale Testo 2 Notizie dal Radiogiornale locale Nel corso della giornata odierna sono transitati nel segmento autostradale urbano 5200 tir diretti al porto. Anche quest anno l amministrazione comunale non ha affrontato con mezzi e risorse adeguate il problema del transito dei tir all interno della città, con conseguenti difficoltà legate all inquinamento dell aria, all inquinamento sonoro e alla viabilità dei cittadini. Nonostante le promesse del sindaco e dell assessore alla viabilità, restano irrisolti i gravi problemi che affliggono il traffico dell area urbana ed extraurbana, a fronte inoltre di una diminuzione del traffico su rotaia. Registro informale Registro medio Registro formale Testo 3 Interrogazione di storia Il 6 giugno 1944 è iniziato lo sbarco in Normandia, una delle più grandi operazioni belliche che la storia umana abbia mai prodotto. Migliaia di paracadutisti, fanti e marinai sono stati trasportati dal Regno Unito sulle coste e all interno della Penisola del Cotentin, nel nord della Francia, prendendo così di sorpresa le truppe del generale Rommel. La battaglia sulle spiagge dello sbarco, a est della penisola, è stata durissima e ha provocato migliaia di perdite sia all esercito degli Alleati sia a quello tedesco. Registro informale Registro medio Registro formale 10 Riprendi il testo 1 dell esercizio precedente e trasformalo utilizzando un registro linguistico diverso.

11 10 STRUMENTI PER STUDIARE Parlare a scuola Gli elementi su cui devi concentrare la tua attenzione in occasione delle interrogazioni e ancor più in vista del colloquio pluridisciplinare per l Esame di Stato, sono sostanzialmente due: pianificare il tuo discorso; impiegare correttamente il registro medio e l italiano standard. Pianificare un discorso significa non procedere per tentativi o improvvisare, ma dare un ordine agli argomenti da esporre e presentare un intero discorso o una singola risposta in modo chiaro e preciso e coerente. È anche importante essere completi nell offrire le informazioni, senza dimenticare dati importanti. Per arrivare a questi risultati di chiarezza, efficacia, completezza e precisione occorre tenere ben presente: qual è l argomento generale da esporre, conoscerlo a fondo, averlo assimilato; qual è il tipo di testo da esporre: narrativo, come un racconto; espositivo-informativo, come un articolo di giornale, una relazione, un brano tratto da un manuale scolastico e così via; qual è il più efficace ordine di esposizione degli argomenti: cronologico, per esempio in un racconto; oppure per confronto di idee, per esempio in un articolo di giornale. Nel caso di una relazione o, il prossimo anno, del colloquio pluridisciplinare dell Esame di Stato (vedi il Laboratorio delle competenze 3 a pp ), per facilitare la comprensione di chi ti ascolta, puoi servirti anche: di una scaletta o di un indice dove hai elencato i punti della tua relazione; nel caso dell esame finale puoi fornire ai docenti una copia di tale scaletta; di slides (o diapositive) preparate con PowerPoint (vedi il Laboratorio delle competenze 3 a p. 39). Al momento dell esposizione ricorda di: usare un linguaggio medio, che sia chiaro e preciso; servirti del linguaggio specifico della materia trattata; parlare con un tono di voce normale, non troppo basso, ma neppure troppo alto; non spazientirti se sarai interrotto con domande o richieste di precisazione; rivolgere lo sguardo verso i tuoi interlocutori; essere sì ricco di informazioni, ma senza dilungarti troppo per non annoiare il tuo uditorio.

12 Parlare a scuola Leggi il seguente testo espositivo-informativo. I titoletti ti aiuteranno a individuare gli argomenti trattati. Poi, con l aiuto dello schema, pianifica il tuo discorso che esporrai oralmente. Che cos era il telegrafo elettrico? Il telegrafo elettrico venne usato per la prima volta nel 1844 per inviare un messaggio tra le città americane di Washington e Baltimora. Questo sistema di comunicazione trasmetteva le lettere dell alfabeto usando un codice di punti e linee. Fu inventato dagli americani Samuel Morse, Joseph Henry e Alfred Vail. Il messaggio in codice Morse era inviato via cavo da una stazione del telegrafo all altra battendo su un tasto che dava o interrompeva la fornitura di energia elettrica. Il ricevente dall altro capo registrava i segnali come punti e linee che venivano decodificati in parole. Chi ha inventato il telefono? L italiano Antonio Meucci nel 1865, ma fu l inventore scozzese Alexander Graham Bell a brevettarlo nel Si narra che Bell, nel 1875, cercando un modo per inviare messaggi telegrafici via cavo, si fosse accidentalmente macchiato gli abiti con dell acido. Quando gridò in cerca di aiuto, il suo assistente, sorpreso, sentì le parole provenire dalla macchina cui stavano lavorando: Signor Watson! Venga qui, ho bisogno di lei! Come funzionano i telefoni moderni? Componendo un numero di telefono sui tasti dell apparecchio, s inviano una serie di segnali elettrici lungo la rete telefonica fino a un centralino. Qui potenti computer inoltrano la chiamata alla destinazione corretta. Qualche secondo dopo, avvenuta la connessione, il telefono ricevente, squilla. I telefoni trasformano anche la voce di chi parla in segnali elettrici che viaggiano lungo cavi di rame o sono trasformati in impulsi di luce e inviati lungo fibre ottiche in sottilissima fibra di vetro. Le chiamate internazionali sono invece collegate via satellite. Quando furono inventati i cellulari? Il cellulare o telefono mobile fu inventato nel 1973 dall americano Martin Cooper. I primi modelli erano studiati per essere usati solo in macchina, mentre quelli attuali permettono a tutti di fare e ricevere telefonate praticamente ovunque. Funzionano inviando e ricevendo telefonate tramite segnali di onde sonore invisibili che viaggiano via etere fino a un centralino vicino. Questo collega la chiamata con il numero desiderato. da Le invenzioni che hanno fatto la storia, Gribaudo-Parragon

13 12 STRUMENTI PER STUDIARE Argomento generale Tipo di testo Storia del telefono dal telegrafo ai cellulari Espositivo-informativo Riassumi brevemente. Introduzione Esposizione del I paragrafo Esposizione del II paragrafo Esposizione del III paragrafo Esposizione del IV paragrafo 1 Treccani: la più grande e prestigiosa enciclopedia italiana. 2 vibrisse: peli rigidi localizzati sul muso di alcuni mammiferi (i baffi del gatto). Ora esponi oralmente. Hai a disposizione un tempo non superiore a 5 minuti. Per controllare l efficacia del tuo discorso, puoi registrarlo e poi ascoltarlo! 12 Leggi il seguente racconto di Luca Goldoni e con l aiuto dello schema, pianifica il tuo discorso che esporrai poi oralmente. Operazione ghiro Una palla di pelo grigia e nera; grande come una boccia da biliardo. La trovai una sera di novembre sulla poltroncina nello studio. Nella mia vita mi è capitato di vedere strani bagliori in cielo, luci misteriose di notte in mare, ma quella sfera pelosa sotto lo scaffale della Treccani 1, a pochi centimetri dal computer era più aliena di un Ufo. Era un topo morto? Un gigantesco bruco uscito dalla Metamorfosi di Kafka? Una mostruosa tarantola scivolata da una sequenza di Spielberg? La toccai con una stecca del biliardo e la palla si aprì leggermente. Apparve un muso appuntito. Sembrava quello di uno scoiattolo. Guardandolo più da vicino mi accorsi che usava la folta e grande coda come una trapunta, avvolta attorno al corpo minuscolo. Arrivò mia moglie, lo guardò attentamente e stabilì che era un ghiro. I ghiri, ricordavo dalla terza elementare, cadono in letargo dopo essersi rintanati nelle cavità degli alberi e non li svegli neanche se li metti sotto il rubinetto. Questo aveva scelto un hotel a cinque stelle e un letto a sei piazze. E malgrado tutto aveva il sonno leggerissimo. Appena mia moglie lo prese delicatamente in mano aprì un occhio nerissimo, una goccia d inchiostro. Le lunghe vibrisse 2 tremavano. È arrabbiato per la sveglia e spaventato dissi. E anche infreddolito aggiunse lei; negli animali in letargo i battiti cardiaci sono alla minima frequenza e così il respiro. Di conseguenza si abbassa anche la temperatura corporea. Dobbiamo coprirlo. Girammo per la casa con il ghiro in mano cercandogli una sistemazione.

14 Parlare a scuola 13 3 nirvana: lo stato di beatitudine che nel Buddhismo si raggiunge astraendosi dal mondo. 4 Houdini: l illusionista statunitense Harry Houdini ( ) fu il più grande escapologo, cioè capace di liberarsi da ogni genere di costrizione (catene, camicie di forza, bauli ecc.), mai esistito. Trovammo una scatola da scarpe ma mio figlio disse che era come chiuderlo in una cella di massima sicurezza. Realizzammo che è più facile offrire asilo agli animali di media taglia. Un cane o un gatto trovatelli li metti in una stanza, in garage con una ciotola di latte, una vecchia coperta come cuccia, gli fai un po di carezze e poi chiudi la porta. Un ghiro non rientra negli standard di soccorso: è troppo piccolo (lo accarezzi con una falange e lo stesso ti sembra di stritolarlo), dovresti chiuderlo nel cassetto del comodino. E poi che cosa gli dai da mangiare? Ricordavo, sempre dalle elementari, che i ghiri, come tutti i roditori, vanno in letargo con una scorta di provviste, perché se gli capita di svegliarsi, devono trovare assolutamente qualcosa da sgranocchiare prima di riaddormentarsi. Questo qui non aveva in dote neanche uno straccio di pinolo. Proposi di rimetterlo nel suo habitat, cioè fuori: gli avremmo trovato un albero più che decoroso, la quercia centenaria in fondo al giardino e poi avrebbe provveduto il suo istinto. Ma mio figlio obiettò giustamente che il suo habitat era casa nostra, se no non si sarebbe intrufolato. Alla fine trovammo una soluzione soddisfacente: il grande cestone di paglia che conteneva vecchie lenzuola. Inoltre recuperammo un pacchetto di arachidi, ancora sigillato: dovevano servire a una serata con amici; sarebbero bastate a lui per tutto l inverno. Lo deponemmo delicatamente in fondo al cesto con un piattino di noccioline e una tazzina d acqua e gli mettemmo sopra il coperchio. Mi sentivo una specie di Noè sull arca. Uscimmo a cena con una serie di interrogativi. I ghiri mangiano le noccioline come gli scoiattoli? Forse un arachide era troppo grossa per lui e rischiava di soffocarlo. E comunque poteva digerire un arachide salata studiata per il Martini? Se ne sarebbe stato dentro il cesto buono e tranquillo o avrebbe cominciato pazientemente a scavarsi un buco come Clint Eastwood in Fuga da Alcatraz? È un ghiro single, oppure ha una famiglia che non lo vede tornare e si dispera? Riuscirà a dormire con il telefono, la lavastoviglie, gli urli di Bonolis quando il concorrente sbaglia o indovina? E mi chiedevo pure perché questo nirvana 3 che è il letargo è stato negato all uomo. Che fortuna potersi addormentare in certi periodi deprimenti della nostra vita politica. Sì, il dottore c è, ma è in letargo. Provi a richiamare fra tre mesi. Tornammo a casa verso mezzanotte e andammo a controllare il cestone con il suo ospite. Sollevammo il coperchio e dentro era tutto ok, il piattino con l acqua, le arachidi, ma il ghiro non c era più. Sparito, volatilizzato. Aveva tolto il disturbo ma non riuscimmo a capire come, se il coperchio era regolarmente al suo posto. Doveva essere una specie di ghiro Houdini 4, capace di sfilarsi, attraverso la minima fessura, in quel caso l interstizio tra il coperchio e il bordo del cestone.

15 14 STRUMENTI PER STUDIARE 5 still life: in italiano natura morta, cioè una composizione di oggetti. 6 civetta sopra: in alcune tradizioni popolari si pensa che la civetta porti sfortuna e ci si augura che non canti sul tetto della propria casa. Provammo a cercarlo un po per casa, sotto la credenza, sotto al letto, tra la legna per il fuoco. Ma era una fatica inutile, troppi gli anfratti, i potenziali rifugi. E poi se cerchi un gatto, fai il rumore delle forbici, ma qual è il richiamo per i roditori? Prima di andare a letto diedi un ultima occhiata d insieme al soggiorno, giusto una formalità. E di nuovo sobbalzai: la palla pelosa stavolta era là sui cuscini al centro del divano. Sembrava l elemento estraneo di una still life 5. Invece era soltanto il nostro ghiro che evidentemente non sopportava di dormire sul duro. Il suo habitat erano i divani e le poltrone, altro che tane e anfratti. Decidemmo di lasciarlo sul cuscino, ma che si prendesse tutto il divano era troppo. Lo avremmo trasbordato nell angolo dietro al camino, ma il ghiro si svegliò ancora e cacciò una specie di squittio infastidito. Stavolta schizzò come un razzo arrampicandosi lungo il camino e scomparendo fra le travi del soffitto. [ ] Svegliato per due volte nel giro di poche ore: il posto del letargo voleva sceglierselo lui, al riparo da chi non rispetta i suoi bioritmi. Comunque è rimasto a casa, quasi certamente in soffitta: meglio uno scoiattolo sotto il tetto che una civetta sopra 6. da Luca Goldoni, Vita da bestie. I miei animali e altre storie, Rizzoli Argomento generale Tipo di testo Una famiglia trova un ghiro in casa Narrativo Riassumi brevemente. I sequenza Il ritrovamento II sequenza L arrivo della moglie III sequenza I tentativi per tenerlo al caldo IV sequenza La soluzione prima di uscire V sequenza Il ritorno a casa della famiglia VI sequenza Il finale Fornisci, in conclusione, anche un tuo parere sul racconto. Ora esponi oralmente. Hai a disposizione un tempo non superiore a 10 minuti. Per controllare l efficacia del tuo discorso, puoi registrarlo e poi ascoltarlo!

16 Parlare a scuola Leggi il seguente articolo di giornale. Poi, con l aiuto dello schema, pianifica il tuo discorso che esporrai poi oralmente. Il gioco è bello soltanto se non crea dipendenza In coda alla febbrile esplosione del Superenalotto, alcuni si danno parecchio da fare perché i nostri giovani non si fermino a un giochino così idiota, anche se molto vantaggioso, ma divengano invece professionisti del poker. Gioco serio, storico, frequentato fino a pochi anni fa da lor signori nel segreto del Casinò, lontano da sguardi maliziosi e carico di sfumature e coreografie ben più risonanti del Superenalotto. Tra i promotori di questa ultima dorata dipendenza ci sono alcuni programmi televisivi serali. Il vizietto, nel silenzio generale, si sta diffondendo a macchia d olio. Nei nostri centri, purtroppo, arrivavano già da tempo alcuni giocatori con questa dipendenza. Ora, solo dai nostri centralini capiamo quanto la diffusione sia in preoccupante sviluppo. Si aggirano sui due miliardi di euro le puntate dei siti di poker italiani nel 2009 (e siamo solo ad agosto). Il 40% dei nostri concittadini almeno una volta all anno una giocatina se la fa. Se siamo ancora stralunati dalla puntatissima del superenalotto che ha superato i 130 milioni di euro, da quali stralunamenti dovremmo farci prendere a fronte di due miliardi di euro? Che cosa sta succedendo in questa nostra balorda Italia? A quali livelli è arrivata l imbecillità della nostra gente? Com è mai possibile giocarsi gli stipendi, la casa, aprire fidi in banca, con la speranza che una fortuna cieca e balorda cada tra le nostre braccia? È vero che il gioco è affascinante, che la voglia di rischiare sta davanti al nostro naso, che vedere il signore di fronte portarsi a casa un mucchietto di fiches innervosisce e impone la domanda: perché a lui sì e a me no. Ma spero sia anche vero che il gioco è bello fino a quando è gioco e soprattutto fino a quando rientra nei limiti e nei termini della decenza e non rischia il dramma familiare, la dipendenza patologica, se non addirittura il tentativo di suicidio. Ho già accennato quanto sia in espansione questa dipendenza. Coglie persone insospettabili, che dal punto di vista del carattere sono forse migliori di altre. Non so ancora rendermi ragione delle cause che portano professionisti, adulti e tantissime donne dentro a questo baratro. Qualche volta lo abbino alle dipendenze da usurai. Per la piccola esperienza che io ho, molte persone, soprattutto donne, per sistemare un figlio, per allestire un matrimonio dignitoso, per dare una casa al nipote, incominciano a giocarsi la pensione e purtroppo un numero incredibile di brava gente bussa alla porta degli usurai. La fragilità del carattere e la iper-protezione irrazionale travolge più di qualche volta l amore materno e i rapporti autentici all interno della famiglia. Capisco bene che questa è solo una lettura parziale e

17 16 STRUMENTI PER STUDIARE buonista dell intero, pericolosissimo fenomeno. Mi sento obbligato a una riflessione sui programmi televisivi esibiti con abbondanza e con spregiudicatezza in seconda serata. Quando parliamo di Tv dannosa, che cosa intendiamo? Ci fermiamo alle donnine svestite, alle sequenze violente di qualche film, a certi spot che diffondono l alcol e il fumo anziché vietarlo e basta? Oppure anche questi programmi vanno inclusi tra i peggiori, tra i più diseducativi e quindi controllati se non addirittura vietati? adatt. da don A. Mazzi, in Gente, 23 agosto 2009 Argomento generale Tipo di testo Il gioco d azzardo è pericoloso: può diventare una malattia e mandare in rovina intere famiglie Articolo di giornale Riassumi brevemente. Presentazione del problema Diffusione e gravità della situazione Perché la gente ama rischiare? Riflessione sulle responsabilità della TV Fornisci in conclusione anche una sintesi della tesi di don Mazzi e un tuo parere sul problema sollevato. Ora esponi oralmente. Hai a disposizione un tempo non superiore a 10 minuti. Per controllare l efficacia del tuo discorso, puoi registrarlo e poi ascoltarlo!

18 Parlare a scuola 17 Consigli per affrontare l interrogazione L interrogazione è forse la situazione più frequente che devi affrontare a scuola. Analizziamo nel dettaglio le regole da seguire per sostenerla con successo, tenendo presente che ciò che abbiamo detto a proposito del colloquio orale vale anche in questo caso. Fase 1: prima dell interrogazione Conoscere bene l argomento su cui sei interrogato (occorre evidentemente studiare con attenzione). A casa ripetere più volte ad alta voce la lezione, cercando di esprimere i concetti riportati dal libro con parole proprie (legarsi alla lettura per la selezione di informazioni principali). Aiutarsi magari con un registratore o chiedendo l aiuto di qualcuno (un genitore, un fratello, una sorella, un amico ecc.) che ti ascolti e ti dia una valutazione sulla tua prestazione. Se usi il registratore quando ti riascolti, poniti le domande riportate di seguito. Ho scandito bene le parole? Ho variato i toni (più acuti, più gravi) e il ritmo (più lento, più veloce) in modo da evidenziare le parti più importanti? Ho usato un giusto volume della voce (né troppo piano, né urlato)? Ho evitato: troppe ripetizioni? intercalari ricorrenti e fastidiosi? pause troppo lunghe? Fase 2: durante l interrogazione A scuola rispondere con pertinenza alle domande dell insegnante (a cui prestare ascolto con attenzione), senza divagare. Se l insegnante rivolge una domanda a cui sulle prime non si sa rispondere, non restare in silenzio, ma cercare di ragionare ad alta voce, mettendo insieme i tasselli utili per rispondere. Osservare le regole di chiarezza e coerenza di cui abbiamo parlato a p. 10 (attenzione all uso degli intercalari come beh, cioè, che indicano un possesso non sicuro dell argomento che si espone). Dominare la propria emotività, cercando di guardare in volto l insegnante e usando un volume della voce adeguato. Fase 3: dopo l interrogazione Quando l insegnante ti avrà assegnato il voto, cerca di capire quali fattori lo hanno determinato e in base a che cosa sei stato valutato (conoscenza dell argomento, pertinenza delle risposte, chiarezza espositiva).

19 18 STRUMENTI PER STUDIARE Consigli per esporre una ricerca Supponiamo ora che tu debba esporre una ricerca davanti all insegnante e alla classe oppure, il prossimo anno, la tesina per il colloquio pluridisciplinare (vedi il Laboratorio delle competenze 3 a p. 37 e sgg.). Fase 1: preliminare Avere ben chiaro che cosa vuoi comunicare e perché (per esempio devi chiarire perché a tuo parere è utile approfondire un argomento già affrontato in classe oppure per quali ragioni hai deciso di affrontare quel preciso argomento. Conoscere che tipo di ascoltatori hai di fronte e prevedere le loro attese (in questo caso i compagni che desiderano conoscere qualcosa di più sull argomento studiato o la commissione d esame che dovrà valutare la tua prova). Preparare una scaletta con i punti da trattare (avere sott occhio una scaletta è importante perché si ha sempre presente l ordine dell esposizione e non si corre il rischio di perdere il filo del discorso). Stabilire quale registro linguistico usare (in questo caso potrebbe trattarsi di un registro medio). Fase 2: durante l esposizione Valutare se i tuoi ascoltatori possiedono le informazioni preliminari utili per comprendere l argomento trattato (se non le hanno, occorre fornirle loro). Usare un tono e un ritmo della voce diversi per mettere in evidenza i concetti più importanti e i passi significativi (un tono di voce piatto e monocorde rischia di annoiare il pubblico). Saper comprendere le reazioni dei nostri ascoltatori: riesci a catturare la loro attenzione o chi ti ascolta si distrae, chiacchiera coi vicini o sbadiglia? Sei sufficientemente chiaro o cogli frequenti occhiate di dubbio e costringi i tuoi ascoltatori a interromperti con frequenti domande per avere chiarimenti? Essere chiari significa evitare costrutti sintattici troppo complicati e lunghi, seguire nell esposizione un ordine logico e coerente, usare un lessico adeguato all argomento, scandire le parole con chiarezza. Tenere a freno la tua emotività senza farti travolgere dalla timidezza. Fase 3: dopo l esposizione Dopo che si è presentata la propria relazione è probabile che gli ascoltatori intervengano per fare osservazioni o domande. Bisogna essere buoni ascoltatori e prestare attenzione a ciascuna di esse. Per non dimen - ticarne nessuna, è utile appuntarsele. Le risposte devono essere chiare, precise e concise.

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