ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE PER GEOMETRI E PER IL TURISMO G.B. CARDUCCI G. GALILEI

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1 ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE PER GEOMETRI E PER IL TURISMO G.B. CARDUCCI G. GALILEI Corso di formazione per i lavoratori in materia di salute e sicurezza dei lavoratori Art. 37 D.Lgs. 81/2008 e smi - Accordo Stato Regioni Formazione specifica per docenti RSPP, ing. Danilo Gatti 2 1

2 I principali rischi nella scuola Rischi più ricorrenti Fatiscenza della strutture Mancanza di manutenzione Inadeguatezza degli arredi, attrezzature e macchine 3 I principali rischi nella scuola Spazi comuni Devono poter essere utilizzati da tutti Divieto di deposito di materiale sulle aree di transito Nel caso di depositi, segnalare le barriere e gli ingombri circoscrivendo l area interessata. 4 2

3 I principali rischi nella scuola Rischio nell uso di scale Assenza di corrimano Vetrate non protette Mancanza di bande antisdrucciolo Presenza di barriere architettoniche La sicurezza delle scale spetta all ente locale. Se il rischio è evidente e immediato il Dirigente scolastico deve prendere provvedimenti immediati (chiusura scala, uso limitato e sorvegliato) 5 Illuminazione - UNI La UNI elenca i criteri generali per l'illuminazione artificiale e naturale delle aule e di altri locali scolastici, in modo da garantire condizioni che soddisfino il benessere e la sicurezza degli studenti e degli altri utenti della scuola. Per i livelli di illuminamento e le prescrizione generali sull'illuminazione artificiale la norma fa riferimento anche ad un altro documento normativo: la UNI EN :2004 "Luce e illuminazione- Illuminazione dei posti di lavoro - Posti di lavoro in interni". Tale norma prevede che i requisiti illuminotecnici debbano soddisfare tre esigenze fondamentali: il comfort visivo, cioè la sensazione di benessere percepita la prestazione visiva, cioè la possibilità da parte degli studenti/lavoratori di svolgere le proprie attività anche in condizioni difficili e a lungo nel tempo la sicurezza, cioè la garanzia che l'illuminazione non incida negativamente sulle condizioni di sicurezza degli studenti. 3

4 I principali rischi nella scuola Biblioteca Rischio d incendio Resistenza strutturale 7 I principali rischi nella scuola Microclima Controllare il buon funzionamento dell impianto di riscaldamento Effettuare frequenti ricambi d aria (6/h), se non è possibile predisporre un sistema di ventilazione forzata. 8 4

5 I principali rischi nella scuola Malattie Elevato affollamento in spazi ristretti possono provocare il facile diffondersi di germi e batteri Effettuare frequenti ricambi d aria (6/h), se non è possibile predisporre un sistema di ventilazione forzata. 9 I principali rischi nella scuola Lavoro d ufficio: deposito, archivio, magazzino Scarsa fruibilità degli spazi Mancata distanza minima dei mobili e degli arredi Scaffalature, sedie, armadi non a norma 10 Controllare giornalmente l igiene e la pulizia dei locali Ordinare le carte per evitare il deposito di polvere e lo sviluppo di muffe Garantire i passaggi interni e lasciare liberi i corridoi Archiviare le carte non di uso corrente 5

6 I principali rischi nella scuola La palestra 30% DEGLI INFORTUNI dovuti a: Pratica sportiva e esercizi non corretti Presenza accidentale di attrezzi, ingombri, corpi illuminanti non protetti PALESTRA INSICURA Le grandi attrezzature per attività sportive (spalliera, cavallo ) sono spesso rotte e comunque non protette; Gli estintori della palestra sono bassi e soggetti a urto da parte dei ragazzi; Le pareti sono non protette; Non c è ghiaccio per le contusioni; Pavimentazione non omogenea. 11 I principali rischi nella scuola Utilizzo videoterminali: Computer Disturbi muscolo scheletrici Disturbi alla vista 12 Piano di lavoro non riflettente e sufficientemente ampio Sedia di tipo girevole, con base a 5 punti d appoggio con piano di schienale regolabile Altezza piano di lavoro 70 cm Distanza dal monitor 50/70 cm Il PC deve essere posizionato parallelamente alle fonti di luce 6

7 I principali rischi nella scuola Corretto utilizzo del computer 13 COME EVITARE L INSORGENZA DI DISTURBI MUSCOLO-SCHELETRICI: Assumere posizione corretta di fronte al video, con i piedi ben appoggiati al pavimento e schiena appoggiata allo schienale della sedia, regolando l altezza della sedia e l inclinazione dello schienale Posizionare lo schermo di fronte in maniera che lo spigolo superiore dello schermo sia posto un po più in basso degli occhi dell operatore Disporre la tastiera davanti allo schermo, il mouse, od eventuali altri dispositivi di uso frequente, sulla stesso piano della tastiera ed in modo che siano facilmente raggiungibili Eseguire la digitazione ed utilizzare il mouse evitando irrigidimenti delle dita e del polso, tenendo gli avambracci appoggiati sul piano di lavoro in modo da alleggerire la tensione dei muscoli del collo e delle spalle Tenere la tastiera ad una distanza di 10 cm dal bordo del piano di lavoro I principali rischi nella scuola Corretto utilizzo del computer COME EVITARE L INSORGENZA DI PROBLEMI VISIVI: Illuminare correttamente il posto di lavoro, possibilmente con luce naturale anche mediante la regolazione di tendine o veneziane Orientare ed inclinare lo schermo per eliminare, per quanto possibile, riflessi sulla sua superficie Assumere la postura corretta di fronte al video in modo tale che la distanza occhi-schermo sia pari a circa cm Distogliere periodicamente lo sguardo dal video per guardare oggetti lontani, al fine di ridurre l affaticamento visivo Non dedicarsi ad attività che richiedono un intenso impegno visivo durante le pause Pulire periodicamente tastiera, mouse e schermo Utilizzare eventuali mezzi di correzione della vista se prescritti dal medico 14 7

8 I principali rischi nella scuola Laboratori didattici 15 Ubicazione se possibile fuori terra oppure eventuale permesso da parte della ASUR Altezza maggiore o uguale a 3 m. Sufficienti condizioni di illuminazione e di ricambio dell aria Vie d esodo a norma In presenza di rischio d incendio larghezza minima porte = 1,20 m Rispetto della segnaletica di sicurezza Prescrizione dell uso di eventuali dispositivi di protezione individuale Misura del livello di rumorosità di macchine e dell ambiente I principali rischi nella scuola Laboratorio di meccanica Macchine marcate CE Elementi delle macchine devono essere protetti da dispositivi di sicurezza se costituiscono un pericolo Apposita segnaletica Divieto di pulire o ingrassare manualmente gli elementi in movimento delle macchine e di compiere operazioni di riparazione Informazione/formazione degli studenti riguardo l uso di DPI I docenti e i tecnici di laboratorio vigileranno sulla manutenzione e sull uso corretto dei DPI 16 8

9 I principali rischi nella scuola Laboratorio di fisica 17 I locali devono avere spazi sufficienti per le postazioni di lavoro, per i passaggi e le vie di circolazione Ricambi d aria sufficienti, microclima e illuminazione adeguata Impianti progettati, realizzati e mantenuti secondo le norme vigenti Apparecchiature e strumenti di misura devono essere usati secondo quanto stabilito dal libretto d uso e manutenzione e secondo quanto prescritto dal docente e dai tecnici Gli studenti devono essere informati sul rischio connesso all uso di apparecchiature che possono produrre tagli, abrasioni Stress lavoro-correlato Bullismo Burn-out Mobbing 9

10 LE CARATTERISTICHE DEGLI ARREDI: UNI EN 1729 Banchi e sedie Gli spigoli devono essere arrotondati con un raggio minimo di 2mm. Le superfici devono essere lisce, le estremità rivestite per evitare di generare schegge taglienti; Ogni sedia o banco "a norma" deve superare una serie di prove di laboratorio tra le quali quelle di stabilità, di resistenza, di durata e d'urto. In relazione all'altezza dello studente (da 80 cm per i bambini fino ai due metri per i ragazzi), le norme assegnano agli arredi scolastici delle vere e proprie "taglie". In questo modo le norme intendono favorire l'adozione di una corretta postura contribuendo allo sviluppo psicofisico di bambini e ragazzi che ormai trascorrono gran parte della loro giornata a scuola. Per una corretta postura, la norma prescrive che lo schienale debba avere un'inclinazione compresa tra i 95 e i 110, questo indipendentemente dalla statura dello studente. 19 LE CARATTERISTICHE DEGLI ARREDI: UNI EN Lavagne UNI EN che riguarda tutte le "superfici verticali di scrittura". La norma ha l'obiettivo di prevenire lesioni gravi durante il normale utilizzo delle lavagne: per questo motivo specifica, ad esempio, che: nessuna parte della superficie verticale deve costituire un potenziale pericolo per l'utente; la superficie deve essere tale da evitare danni agli indumenti e macchie durante l'utilizzo; tutti i bordi e gli angoli accessibili devono essere arrotondati; tra le varie parti della lavagna che si muovono in relazione l'una all'altra deve esserci sempre una distanza di sicurezza che deve essere meno di 8 mm o più di 25 in ogni posizione durante il movimento. Le lavagne "a norma" vengono sottoposte a prove per verificarne l'attitudine alla scrittura e alla cancellazione, la resistenza all'abrasione, alla graffiatura, all'urto e alla macchiatura

11 COME PERCEPIAMO IL RISCHIO? 21 La percezione del rischio influenza i nostri comportamenti. La percezione personale del rischio influenza la rappresentazione che noi diamo della realtà che ci circonda. In conseguenza, ci formeremo opinioni, e adotteremo comportamenti. Nei casi in cui la percezione del livello di rischio risulta difforme dal rischio reale, i comportamenti conseguenti possono esporre a rischi indebiti. Quasi tutte le azioni che compiamo ogni giorno derivano dall applicazione di regole o sono dettate dall esperienza. 11

12 Quale tra questi fattori causa più morti in Italia? E quale meno? AIDS Alcol Alimentazione scorretta Incidenti stradali Influenza stagionale Infortuni domestici Infortuni sul lavoro Tabacco Cause di decesso non dovute a malattia (Omicidi/aggressioni, Cadute, Annegamenti, Avvelenamenti, Incidenti aerei, Incendi, Scontri ferroviari, Tempeste, Disastri naturali, Altri incidenti) Causa n. di morti in Italia all anno Alimentazione scorretta (1981) Tabacco (2000) Cause non mediche (2000) Alcol Infortuni domestici Influenza stagionale Incidenti stradali (media annuale) (media annuale) (media annuale) (2000) (2010) Suicidi (2009) Infortuni sul lavoro 920 (2011) AIDS 4600 (1995) 120 (2011) 12

13 Regole autogene. Noi impariamo dall esperienza e sulla base di questa costruiamo delle regole (autogene) che perfezioniamo con l esperienza stessa. Le regole autogene sono molto forti, nonostante nessuno ce le imponga. Questo non significa che siano buone: posso aver generato anche una cattiva regola dall esperienza, ma ancora essa non ha fallito. Regole esogene: quando gli altri ci dicono cosa fare Non tutte le regole che osserviamo sono dettate dall esperienza. Molte arrivano dall esterno e sono riservate ai casi in cui l esperienza che si vivrebbe non applicando la regola potrebbe essere estremamente negativa (per se stessi o per gli altri). Ho il terrore di farmi il bagno subito dopo aver mangiato perché i miei genitori mi dicevano che era pericoloso. Seguire la regola mi ha insegnato che, aspettando un paio d ore, non corro rischi ed, infatti, posso affermare con ragionevole certezza di non essere mai morto. In questi casi la regola in realtà non è generata da un esperienza, ma da una non esperienza. L esperienza non è sempre necessaria per decidere se compiere o meno un azione; non ho bisogno di andare a tamponare la macchina che mi precede per sapere quanto sia importante tenere una distanza di sicurezza. Bisogna ammettere che quando non c è l esperienza, la scelta se seguire o meno una regola è meno tassativa (v. la distanza di sicurezza). 13

14 Le regole vigenti nei luoghi di lavoro sono esogene perché servono a tutelare le persone da gravi rischi per la loro incolumità e non ci può essere spazio per l esperienza di un infortunio. Ma restano comunque esogene. Partendo da queste, spesso ci costruiamo le nostre regole, endogene : sulla base della mia esperienza ritengo che lavorando così non mi farò male. È il caso del lavoratore che non indossa i DPI perché sono scomodi e comunque non fondamentali o del datore di lavoro che non fa i controlli sull impianto elettrico perché è a norma. Il fatto stesso che non succeda l infortunio applicando la regola endogena ne conferma la bontà e più passa il tempo senza che l infortunio accada, più le conferme aumentano. Tuttavia, non tutti gli infortuni si verificano al primo colpo, per cui potrei essermi creato una regola che considero giusta fino a quando un evento, finora mai manifestatosi, non dimostra l erroneità della regola. Sulla base di quale esperienza abbiamo creato la regola endogena? Nessuna, perché non avevamo mai subito quell infortunio nel momento in cui abbiamo creato la regola. In realtà abbiamo generato una regola sulla base di una non esperienza. I rischi più gravi sono anche quelli meno percepibili. Sono quelli di cui le persone non hanno alcuna esperienza: atmosfere esplosive, elettricità, spazi confinati, agenti chimici, ecc. per i quali le nostre regole, costruite sulla base della non esperienza, valgono ben poco perché si tratta di fenomeni governati da leggi chimiche, fisiche o biologiche estremamente complesse, in cui solo la conoscenza può garantire la sicurezza. Noi siamo molto attenti nei confronti di ciò che pensiamo di conoscere, mentre non poniamo la stessa attenzione nei confronti di ciò che non conosciamo, anzi nel caso delle regole endogene, più passa il tempo, più ci convinciamo che esse sono corrette. 14

15 Un infortunio, prima che accada, è una non esperienza. Genesi dell infortunio Ogni evento che potenzialmente o effettivamente ha determinato una lesione, ha una sua Causa Origine. Le cause origini possono essere di due tipologie: Azioni pericolose e Condizioni pericolose Le Azioni Pericolose sono i gesti/azioni o comportamenti adottati da chiunque in grado di esporre essi stessi o altre persone al rischio di subire un evento in grado di determinare una lesione. Le Condizioni Pericolose sono situazioni che si riscontrano in un ambiente tali da esporre le persone al rischio di subire un evento potenzialmente lesivo. 15

16 Azione Pericolosa (esempi) Uno studente non indossa i dispositivi di protezione degli occhi, mentre utilizza un tornio (potenziale lesione per se stesso). Uno studente/lavoratore lancia un oggetto dal secondo piano al suolo e l area a terra non è confinata con recinzione (potenziale lesione per gli altri). Un manutentore lavora su attrezzature non messe in sicurezza (violazione di regole/procedure). Uno studente cammina di fronte ad un mezzo di trasporto in movimento (violazione delle regole comuni). Strumenti o attrezzature utilizzati che sono in un pessimo stato di manutenzione (violazione di controlli di sicurezza) Condizione Pericolosa (esempi) Un luogo di lavoro non adeguatamente illuminato. Un macchinario con organi in movimento pericolosi senza una adeguata protezione. Un attrezzatura portatile elettrica con i cavi di alimentazione deteriorati. Una uscita di emergenza chiusa col lucchetto. Il punto chiave che distingue le condizioni pericolose dalle azioni pericolose è che la condizione pericolosa è normalmente al di là del controllo diretto dei lavoratori nell area 16

17 Possibili effetti di una Azione o Condizione Pericolosa Un Azione o Condizione Pericolosa possono determinare un evento che in relazione alla gravità del danno prodotto viene definito secondo queste casistiche: Incidente Evento che ha comportato danni materiali ma che potenzialmente era in grado di produrre una lesione a persone. Medicazione Evento che ha determinato una lesione di entità tale da non comportare interruzione dell attività lavorativa. Infortunio lieve evento cha ha determinato una lesione reversibile che richiede una interruzione dell attività lavorativa. Infortunio grave evento che ha determinato una 1^ prognosi >40 giorni. Infortunio mortale. Heinrich Pyramid E necessario focalizzare l attenzione verso la base della piramide per ottenere una riduzione nella parte alta Infort. letale Infortunio grave Infortunio Medicazione Incidente Condizioni pericolose Azioni pericolose 17

18 Sicurezza intrinseca degli ambienti di lavoro Le distrazioni non generano sempre incidenti. Generano incidenti quando avvengono in ambienti pericolosi. Essendo impossibile addestrare le persone a non commettere mai errori occorre addestrarle ad essere sensibili e coscienti relativamente all importanza di lavorare in condizioni di sicurezza ALCUNE SENTENZE DELLA CASSAZIONE Page 36 18

19 Corte di Cassazione Sentenza n del Danno cagionato dall alunno a se stesso: obbligo di sorveglianza e conseguente responsabilità. Nel caso del danno cagionato dall alunno a se stesso incombe sull obbligato alla vigilanza sulla sicurezza ed incolumità dell allievo l onere di dimostrare che l evento dannoso è stato determinato da causa non imputabile all obbligato stesso, mentre alla controparte compete di provare che il danno si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto. Page 37 Corte di Cassazione Sentenza n del Danno cagionato dall alunno a se stesso responsabilità dell istituto scolastico e dell insegnante Ne deriva che, nelle controversie instaurate per il risarcimento del danno da autolesione nei confronti dell istituto scolastico e dell insegnante, è applicabile il regime probatorio imposto dall art cod. civ., sicché, mentre l attore deve provare che il danno si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, sull altra parte incombe l onere di dimostrare che l evento dannoso è stato determinato da causa non imputabile né alla scuola né all insegnante. Page 38 19

20 Corte di Cassazione - Sentenza n /2011 sulla prova negli infortuni all interno della scuola Una alunna aveva riportato danni cadendo a scuola, mentre con i suoi compagni si recava ai servizi. L insegnante ha l obbligo vigilare sulla sicurezza e incolumità dell allievo, limitatamente, peraltro, al tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica. Con riferimento al caso specifico, a proposito dell onere della prova, 1. ai genitori spettava di provare che il danno subito dalla figlia si era verificato nel corso dello svolgimento della prestazione scolastica; 2. alla Scuola spettava l onere di dimostrare che l evento dannoso era dovuto a causa non imputabile né alla Scuola né all insegnante; la Corte ha escluso la responsabilità dell Istituto in quanto lo stesso ha provato che, nell occasione del danno all allieva, il personale addetto aveva svolto una sorveglianza assidua e oculata e che il danno era stato subìto per caso fortuito sottratto al controllo di insegnanti e dei bidelli

21 Luoghi di lavoro Definizioni Art. 62 D.Lgs. 81/2008 a) I luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all interno dell azienda o dell unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell'azienda o dell'unità produttiva accessibile al lavoratore nell ambito del proprio lavoro; b) I campi, i boschi e altri terreni facenti parte di un azienda agricola o forestale. 41 Luoghi di lavoro Requisiti di salute e sicurezza Art. 63 D.Lgs. 81/ Conformi ai requisiti indicati nell allegato IV 2. Strutturati tenendo conto di lavoratori disabili 3. Tale obbligo vige in particolare per porte, vie di circolazione, scale, gabinetti 42 21

22 Luoghi di lavoro Obblighi del datore di lavoro Art 64 Il DdL provvede affinchè: Le vie di circolazione che conducono ad uscite d emergenza siano sgombre; I luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare manutenzione tecnica e vengano eliminati il più presto possibile difetti e inconvenienti I luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare pulitura 43 Luoghi di lavoro Locali sotterranei e semisotterranei Art 65 D. Lgs. 81/2008 E vietato destinare al lavoro locali chiusi sotterranei o semisotterranei salvo particolari esigenze tecniche, purché il datore di lavoro provveda ad assicurare idonee condizioni di aereazione, illuminazione e microclima

23 Luoghi di lavoro Microclima AEREAZIONE Nei luoghi di lavoro chiusi i lavoratori devono disporre di aria salubre in quantità sufficiente anche ottenuta con impianti di aereazione L impianto di aereazione va sempre mantenuto funzionante I lavoratori non devono essere sottoposti a correnti d aria fastidiosa Gli impianti di aereazione devono essere sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione

24 Luoghi di lavoro Microclima TEMPERATURA Adeguata al metodo di lavoro e agli sforzi fisici imposti ai lavoratori Tenere conto dell influenza che può esercitare il grado d umidità e il movimento dell aria Le finestre, i lucernari e le pareti vetrate devono essere tali da evitare un soleggiamento eccessivo Quando non è conveniente modificare la temperatura dell ambiente si deve provvedere alla difesa dei lavoratori mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione 47 Luoghi di lavoro Microclima ILLUMINAZIONE I luoghi di lavoro devono disporre di sufficiente luce naturale, inoltre devono essere dotati di dispositivi che consentano un illuminazione artificiale adeguata per salvaguardare la sicurezza, la salute e il benessere dei lavoratori Le superfici vetrate illuminanti ed i mezzi di illuminazione artificiale devono essere tenuti costantemente in buone condizioni di pulizia ed efficienza

25 Ambiente di lavoro Macchinari Disposizione Ostacoli strutturali URTI ED INCIAMPI Assenza di spigoli vivi Parti sporgenti 49 Ambiente di lavoro Scaffali e ripiani DISPOSIZIONE SUI RIPIANI Materiali Raccoglitori e cartelle Ordinati correttamente SCAFFALI NON ANCORATI Riempire i piani inferiori Distribuire il carico Evitare ribaltamenti Non caricare all infinito La carta pesa 50 25

26 51 Rischio elettrico Obblighi del Datore di lavoro Art.80 co.1 D.Lgs. 8 Aprile 2008, n 81 Prende le misure necessarie affinché i materiali, le apparecchiature e gli impianti elettrici. Siano progettati, costruiti, installati, utilizzati e mantenuti in modo da salvaguardare i lavoratori da tutti i rischi di natura elettrica

27 Rischio elettrico La corrente elettrica DEFINIZIONE Flusso di cariche elettriche che ha luogo all interno di alcuni materiali; Tali materiali vengono definiti conduttori, mentre atri attraverso i quali la corrente riesce a passare, vengono definiti isolanti. 53 Rischio elettrico I materiali conduttori e isolanti CONDUTTORI ISOLANTI Metalli (Rame, Argento, Alluminio ) Tessuti organici (corpo umano) Vetro Marmo Plastica Gomma Sughero Legno 54 Carta 27

28 Rischio elettrico Effetti corrente elettrica sull uomo TETANIZZAZIONE Si ha quando i muscoli rimangono contratti fino a quando il passaggio di corrente elettrica non cessa del tutto. Può portare a: svenimenti, asfissia, collasso, stato di incoscienza. Corrente di rilascio: valore max di corrente per cui il soggetto è ancora capace di lasciare la presa della parte in tensione 55 CORRENTE di RILASCIO Donne Uomini 10 ma (a 50 Hz) 15 ma (a 50 Hz) Rischio elettrico Effetti corrente elettrica sull uomo ARRESTO DELLA RESPIRAZIONE Correnti superiori ai limiti della corrente di rilascio producono: difficoltà di respirazione e segni di asfissia Contrazione dei muscoli addetti alla respirazione e paralisi dei centri nervosi che sovraintendono alla funzione respiratoria

29 Rischio elettrico Effetti corrente elettrica sull uomo FIBRILLAZIONE Disfunzione del cuore, che provoca contrazioni disordinate e irregolari. Può interessare gli atri, i ventricoli o tutto l'organo. USTIONI Il passaggio di corrente elettrica nel corpo è accompagnato a sviluppo di calore per effetto Joule. Le ustioni peggiori si hanno sulla pelle 57 Rischio elettrico Misure di prevenzione e protezione CONTATTI DIRETTI Contatto con una parte dell impianto normalmente in tensione, quale un conduttore, un morsetto, l attacco di una lampada divenuti casualmente accessibili. PER EVITERE IL CONTATTO DIRETTO Bassissima tensione Isolamento parti attive Protezione con grado IP 58 29

30 Rischio elettrico Misure di prevenzione e protezione CONTATTI INDIRETTI Contatto di persone con una massa che non è in tensione in condizioni ordinarie, ma solo in condizioni di guasto. PER EVITERE IL CONTATTO INDIRETTO Bassissima tensione Interruzione automatica dell alimentazione Protezione componenti elettrici 59 Il contatto diretto è in genere più pericoloso in quanto l operatore è sottoposto alla piena tensione verso terra del sistema. Nel contatto indiretto la tensione verso terra può essere inferiore ma il pericolo più insidioso, in quanto mentre per il contatto diretto il pericolo può essere evitato con l attenzione, per il contatto indiretto non può assolutamente essere evitato, sia perché le macchine durante il lavoro sono soggette a contatto sia perché l operatore non può prevedere quando la carcassa della macchina, normalmente non in tensione, va sotto tensione per guasti. Per evitare i danni derivati da contatti diretti è necessario che gli impianti elettrici di funzionamento vengano utilizzati a regola d arte, mentre per evitare i contatti indiretti è necessario realizzare efficienti impianti per la messa a terra delle macchine

31 International Protection (o classe di protezione IP) Codice che riassume il livello di protezione di un'apparecchiatura elettrica contro il contatto accidentale o intenzionale con il corpo umano o con oggetti, e la protezione contro il contatto con l'acqua. Il codice è applicabile a sistemi con tensione nominale non superiore a 72,5 kv. La codifica, istituita dalla norma EN recepita in Italia dalla CEI 70-1, è la seguente: IPXX La 1 a cifra indica la protezione contro l'accesso di corpi solidi e contatto con parti pericolose Livell o IP0X IP1X IP2X IP3X IP4X IP5X IP6X Dimensioni oggetto Nessuna protezione Protetto contro corpi solidi di dimensioni superiori a 50 mm Protetto contro corpi solidi di dimensioni superiori a 12 mm Protetto contro corpi solidi di dimensioni superiori a 2.5 mm Protetto contro corpi solidi di dimensioni superiori a 1 mm Protetto contro la polvere Totalmente protetto contro la polvere Effetti Protetto contro l'accesso con il dorso della mano Protetto contro l'accesso con un dito Protetto contro l'accesso con un attrezzo Protetto contro l'accesso con un filo Protetto contro l'accesso con un filo Protetto contro l'accesso con un filo 31

32 La 2 a cifra indica la protezione contro l'accesso di liquidi Livello IPX0 IPX1 IPX2 IPX3 IPX4 IPX5 IPX6 Non protetto Resistenza Caduta verticale di gocce d'acqua caduta di gocce d'acqua con inclinazione massima 15 Pioggia Spruzzi Getti d'acqua Ondate 64 32

33 Rischio meccanico Macchine e attrezzature D.Lgs. 81/08 Titolo III Norme generali di uso delle attrezzature di lavoro Allegato V Requisiti di sicurezza Parte I Requisiti di sicurezza applicabili a tutte le attrezzature di lavoro Parte II Prescrizioni applicabili ad attrezzature di lavoro specifiche 65 Macchine e attrezzature Principio generale IL DATORE DI LAVORO Il datore di lavoro ha l obbligo di mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature conformi a tutti i requisiti menzionati dalla normativa, idonei ai fini della salute e sicurezza e adeguate al lavoro da svolgere o adattate a tali scopi, che devono essere utilizzate conformemente alle disposizioni legislative

34 Tutte le attrezzature di lavoro commercializzate con questo marchio devono essere accompagnate da un libretto di uso e manutenzione e dalla dichiarazione di conformità, con la quale il costruttore garantisce la rispondenza della macchina ai requisiti di sicurezza fissati dalla direttiva e alle norme di prevenzione e sicurezza del paese nella quale è stata costruita, nonché la conformità della stessa al modello certificato CE. 67 Macchine e attrezzature Misure di sicurezza PER MACCHINE ed IMPIANTI Vietato rimuovere anche temporaneamente dispositivi di sicurezza e pulire, oliare, ingrassare e svolgere operazioni di registrazione e/o riparazione su organi in moto; Mantenere in efficienza le macchine, impianti ed attrezzature, con relativa manutenzione Proteggere e segregare gli elementi pericolosi delle macchine 68 34

35 Macchine e attrezzature Rischi Macchine Rischi connessi all'uso delle macchine gli organi in movimento (urti, trascinamenti e schiacciamenti) proiezione di materiali (trucioli, liquidi lubrificanti, utensili o schegge) pezzi in lavorazione. Un rigoroso rispetto della legge, un corretto uso delle macchine e una buona manutenzione consentono di ridurre notevolmente i rischi. Macchine e attrezzature Utilizzo MACCHINE L'uso delle macchine operatrici è esclusivamente riservato al personale autorizzato, ovvero lavoratori addetti alla specifica macchina Usare soltanto le attrezzature a disposizione e gli utensili appropriati al lavoro da svolgere e previsti dal ciclo operativo 35

36 Sicurezza sul lavoro MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI Definizione Le operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, Portare, spostare un carico, che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari. Art. 168 comma 2 del D.Lgs. 81/

37 Disturbi diretti e indotti distorsioni; lombalgie (mal di schiena) lombalgie acute ( colpo della strega ); ernie al disco strappi muscolari; lesioni dorso lombari gravi. contusioni o fratture causate da caduta del carico; ustioni causate da caduta di carichi caldi; lesioni causate da carichi taglienti; cadute causate da riduzione dello spazio visivo. La struttura potante del nostro corpo si chiama RACHIDE, ed è costituita da ossa (VERTEBRE), dischi intervertebrali, muscoli e legamenti. La colonna vertebrale presenta la caratteristica curvatura a doppia S, per permettere migliore e più efficace assorbimento e distribuzione dei carichi dovuti alla forza di gravità. Il rachide ospita al suo interno un importante struttura nervosa (MIDOLLO SPINALE), da cui partono i nervi che raggiungono i diversi organi del nostro corpo, fra cui le braccia e le gambe. 37

38 I dischi intervertebrali Fra le strutture del rachide il DISCO INTERVERTEBRALE è quello maggiormente soggetto ad alterarsi, a causa dei carichi notevoli che deve sopportare. Esso infatti, evita che le sollecitazioni compressive provochino l abnorme avvicinamento dei corpi vertebrali. Con l età questa capacità di ammortizzatore viene gradualmente a ridursi e la schiena diventa più soggetta a disturbi. Valori limite Il D.lgs 81/2008 non definisce un valore limite del peso sollevabile dal singolo lavoratore, ma indica unicamente il valore che, se superato, crea le condizioni di rischio. Tale valore (25kg) deve essere valutato alla luce di altri fattori: dimensioni, forma e caratteristiche del carico; altezza di sollevamento distanza da percorrere, possibilità o meno di ripartire il carico; caratteristiche dell ambiente di lavoro (spazio disponibile,..); tipo di mansione (temporanea o ripetitiva). 38

39 Il carico da movimentare Anni età Peso Kg Maschi < tra > Femmine <15 5 tra > L , n. 653, art. 11: I carichi, di cui possono essere gravate [ ] le donne di qualunque età adibiti ai lavori di trasporto e sollevamento di pesi, anche se inerenti ai lavori agricoli, non possono superare i seguenti limiti: [ ] femmine sopra i 17 anni, chilogrammi 20[ ] 77 Valutare i rischi Divide et impera 78 Filmato della serie Napo. Coproduzione INAIL,HVBG, INRS, AUVA, SUVA, Agenzia Europea di Bilbao 39

40 Caratteristiche del carico La movimentazione manuale può rappresentare un fattore di rischio se: 1.il carico è troppo pesante (25 kg); 2.il carico è ingombrante o difficile da afferrare; 3.il carico è instabile o il contenuto rischi di spostarsi; 4.il carico deve essere tenuto o maneggiato ad una certa distanza dal tronco o con una torsione o inclinazione del tronco; 5.il carico può comportare lesioni per il lavoratore in caso di urto. Caratteristiche dell ambiente di lavoro Le caratteristiche dell ambiente di lavoro possono aumentare le possibilità di rischio nei seguenti casi: 1. spazio libero, in particolare verticale, insufficiente per lo svolgimento dell attività richiesta; 2. pavimento non uniforme con rischi di inciampo e scivolamento; 3. Il posto o l ambiente di lavoro non consentono al lavoratore la movimentazione manuale dei carichi a un altezza di sicurezza o in buona posizione. 4. pavimento con dislivelli che costringono la manipolazione del carico a livelli diversi; 5. pavimento o piano di appoggio instabili; 6. temperatura, umidità, circolazione d aria inadeguate. 40

41 Metodo NIOSH Il modello proposto da NIOSH (1993) è in grado di determinare, per ogni azione di sollevamento, il valore RWL (Recomanded Weight Limit) o limite di peso raccomandato che ad un peso massimo raccomandato applica dei fattori demoltiplicativi, compresi fra 1, per le situazioni migliori, e 0 per le peggiori. Il NIOSH nella sua proposta parte da peso ideale di 23 kg, ma in Italia, sulla base esistente dei dati presenti in letteratura, è stato assunto un peso ideale di 25 kg per i maschi adulti e di 20 kg per le femmine adulte. In tal modo viene protetto circa il 90% della popolazione delle categorie. Misure di prevenzione primaria Misure ergonomiche: meccanizzazione delle operazioni per ridurre i rischi connessi alla movimentazione; utilizzo di mezzi adeguati per la movimentazione corretta dei carichi; pianificare ed ottimizzare i tempi e le modalità operative; attenzione alla progettazione dei posti di lavoro per evitare movimenti inutili e posture incongrue; 41

42 Misure di prevenzione primaria Misure di informazione e formazione: fornire ai lavoratori informazioni sul carico (peso, lato più pesante, ecc.) indicare movimentazione corretta e rischi conseguenti a quella errata; formazione periodica sulle corrette tecniche di movimentazione; controllo posture e movimenti errati; insegnamento esercizi di rilassamento (con il coinvolgimento del Medico Competente) Misure di prevenzione secondaria sottoporre gli addetti a tale movimentazione a sorveglianza sanitaria, basata su accertamenti preventivi (verifica se il lavoratore potrà svolgere determinata mansione) e periodici (verifica se lavoratore può continuare a svolgere la mansione); identificare lavoratori con aumentato rischio di sviluppare patologie a carico del rachide; allontanare dal rischio (o ridurre l esposizione) i lavoratori suddetti. 42

43 Misure di prevenzione terziaria Trattamenti medici riabilitativi nei confronti di lavoratori che soffrano di patologie causate dalla movimentazione manuale dei carichi. Prevenzione, azioni strutturali: Modificare: peso, dimensione, tipo di presa del carico Razionalizzare distanze e tragitti percorsi dal carico Fornire, se possibile, mezzi meccanici. Meccanizzare o automatizzare i processi più gravosi. 43

44 Posizioni corrette Sollevamento Rimanere in posizione eretta Durante gli spostamenti non sollevarsi sulla punta dei piedi Non estendere al massimo le braccia al di sopra della testa Non inarcare la schiena 87 Posizione NON corretta Sollevamento IL CARICO DEVE Essere tenuto il più vicino possibile al corpo durante il trasporto Essere sollevato e deposto a terra con la schiena in posizione diritta Tronco eretto, il corpo accoccolato e in posizione ben equilibrata 88 44

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