UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA TOR VERGATA FACOLTÀ DI INGEGNERIA

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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA TOR VERGATA FACOLTÀ DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA ENERGETICA TESI DI LAUREA MAGISTRALE ANALISI DELLA CONVENIENZA ECONOMICA DEI PRINCIPALI INTERVENTI DI EFFICIENTAMENTO ENERGETICO IN COLLEGAMENTO CON LE SCHEDE STANDARD DELLO SCHEMA DEI CERTIFICATI BIANCHI RELATORE: ING. VITO INTRONA CANDIDATO: DE CHICCHIS LIVIO CORRELATORE: ING. DARIO DI SANTO ANNO ACCADEMICO

2 Sommario Introduzione... 3 Capitolo Stato dell arte Gran Bretagna Belgio- Regione delle Fiandre Francia Il primo periodo dello schema ( ) Il secondo periodo ( ) Considerazioni e confronto col meccanismo italiano L attuazione del terzo periodo ( ) Le schede standardizzate Capitolo Lo schema dei certificati bianchi Introduzione I meccanismi di incentivazione in Italia Il meccanismo dei certificati bianchi Metodologie di valutazione dei risparmi Le schede semplificate Il metodo a consuntivo Confronto tra metodologie Calcolo dei risparmi e valore dell incentivo Coefficiente di durabilità Dimensione minima e cumulabilità dei progetti Tipi di titoli Certificati bianchi II-CAR (Cogenerazione ad alto rendimento) Capitolo Settore industriale Motori elettrici Rifasamento motori elettrici

3 3.3 Inverter Gruppi di continuità UPS Confronto tra le tecnologie Capitolo Settore civile Caldaie ad alta efficienza Pompe di calore ad alta efficienza Doppi vetri Isolamento pareti e coperture Solare termico Fotovoltaico Confronto tra tecnologie Capitolo Altri settori coinvolti nel meccanismo Illuminazione pubblica Regolatori di flusso luminoso Illuminazione stradale ad alta efficienza TEE e impatto sul mercato: il caso delle CFL Evoluzione delle lampade Lampade fluorescenti compatte CFL Agricoltura Isolamento termico delle serre agricole Riscaldamento a biomassa delle serre agricole Risultati ottenuti e confronto Trasporti Capitolo Analisi dei risultati e commenti Stato delle tecnologie analizzate Confronto con i dati calcolati Conclusioni Bibliografia

4 Introduzione La sfida energetico-climatica in atto in questi ultimi anni sta obbligando tutti i paesi ad attuare misure che possano garantire un approvvigionamento energetico sicuro e sostenibile ed una drastica riduzione dell emissione di gas climalteranti. È infatti oramai assodato che un aumento della temperatura globale del pianeta oltre i due gradi centigradi avrebbe conseguenze rilevanti; a ciò vanno poi aggiunte ragioni geopolitiche, che spingono le diverse entità a raggiungere l indipendenza energetica, nella direzione delle rinnovabili e dell efficienza energetica. Per queste ragioni l Unione Europea si è mossa con numerosi interventi, sia in ambito internazionale (Protocollo di Kyoto) che internamente all Unione (Strategia ). Quest ultima in particolare è attuata tramite le direttive del pacchetto Clima-Ambiente, che prevede la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, l aumento dell energia ricavata da fonti rinnovabili e la riduzione dei consumi di energia primaria del 20% entro il I Certificati Bianchi, o Titoli di Efficienza Energetica (TEE), rappresentano il principale meccanismo di incentivazione degli interventi di efficientamento energetico nel nostro Paese. Ha lo scopo di promuovere una sensibile riduzione del consumo di fonti primarie di energia mediante l incremento dell efficienza dei dispositivi di conversione energetica presso gli utenti finali. Il meccanismo ha finora fornito un contributo rilevante sotto questo punto di vista, e si pone come strumento prezioso nella Strategia Energetica Nazionale (SEN) adottata dal Ministero dello Sviluppo Economico nel Marzo Ma oltre che in Italia, questo meccanismo è in vigore anche in altri paesi dell Unione Europea quali Francia, Gran Bretagna e Regione delle Fiandre. Pertanto il primo capitolo del lavoro presenta una panoramica sul funzionamento del meccanismo negli altri stati europei dove è in vigore, allo scopo di contestualizzare il problema; particolarmente aggiornato e attuale è il caso francese dove sono descritte le novità entrate in vigore dal 1 Gennaio 2015 (tratte dal Ministère de l Ecologie, du Développement durable et de l Energie). Il secondo capitolo illustra in maniera approfondita il meccanismo dei TEE così come è in vigore in Italia, concentrandosi poi in maniera particolare sulla metodologia di valutazione dei risparmi standardizzata. 3

5 Il core della tesi verte sull analisi della capacità dello schema dei certificati bianchi di supportare la diffusione delle principali tecnologie, attraverso un confronto fra il valore dell incentivo riconosciuto e il costo della tecnologia corrispondente. Tale analisi è stata condotta per gli interventi relativi al metodo di valutazione standardizzato, che ha avuto particolare successo grazie alla semplicità di applicazione delle schede standard, le quali non richiedono né misure dirette dei flussi energetici, come per le schede analitiche, né un insieme di misure, algoritmi e proposte di calcolo, come per il metodo a consuntivo. La divisione dei capitoli è stata impostata in base ai vari settori di intervento: industriale (capitolo 3), civile (capitolo 4), illuminazione, agricoltura e trasporti (capitolo 5). La parte riguardante l illuminazione descrive gli interventi inerenti la pubblica illuminazione, per i quali sono in vigore schede standard, per poi approfondire la tecnologia delle CFL (lampade fluorescenti a basso consumo) che per anni è stata la più redditizia nel meccanismo dei certificati bianchi, prima che l apposita scheda venisse revocata. Per ogni tecnologia vengono riportate una descrizione tecnica e i benefici dal punto di vista energetico, prima di concentrarsi sull analisi svolta riguardo l impatto dei TEE. Infine l ultimo capitolo presenta lo stato delle tecnologie analizzate, in termini di titoli emessi per le schede relative a ciascuna di esse dall avvio del meccanismo ad oggi, al termine del quale si è cercato, per quanto possibile, di operare un confronto tra questi dati rilevati e quelli calcolati nell analisi precedente sull impatto dei TEE sul CAPEX. Nota metodologica e obiettivi del documento La tesi è stata svolta in collaborazione con la FIRE (Federazione Italiana per l uso Razionale dell Energia) mediante uno stage effettuato presso gli uffici all interno del Centro Ricerche Casaccia. Grazie alla collaborazione della Federazione è stato possibile svolgere un analisi di mercato presso aziende associate ed associazioni di categoria al fine di avere un idea chiara sui reali costi d intervento delle tecnologie di efficientamento energetico: in questo frangente hanno collaborato, con l invio di informazioni sui propri prodotti, tra gli altri ABB per la parte di automazione (motori elettrici e inverter), Atlas Copco per i sistemi di compressione, Clivet per 4

6 le pompe di calore, Enel Sole per l illuminazione pubblica. In questo modo si è riusciti ad avere informazioni su (quasi) tutte le tecnologie presenti nelle schede standard, e ognuna si basa su più fonti. Oltre ai dati economici, alcuni hanno fornito dei case study di interventi da loro realizzati. Una nota importante va fatta sui costi. Nella maggior parte delle analisi vengono presi in considerazioni i costi delle tecnologie, che rappresentano la gran parte del totale; tuttavia, per essere precisi, in alcuni casi andrebbero considerati anche i costi di installazione, che sono però difficilmente determinabili essendo dipendenti da una serie di fattori altamente variabili. Per questo motivo le percentuali di incidenza dei TEE sul CAPEX calcolati in questo lavoro possono risultare leggermente maggiorati rispetto ai valori effettivi. Per i progetti standardizzati il risparmio conseguibile a seguito dell intervento è direttamente deducibile dalle schede standardizzate ed è funzione per lo più di parametri tecnici e termodinamici. Sia per i costi d intervento che per i risparmi sono stati dedotti dei valori massimi e minimi, ed elaborando i dati tramite foglio Excel è stato definito per ogni tecnologia un range di incidenza dell incentivo sull investimento iniziale, indicatore della convenienza di richiedere TEE per quel determinato intervento. Alcune tecnologie presentano un elevata variabilità di quest intervallo dovuta per lo più alla grande incertezza dei risparmi: per avere un idea più chiara sono stati analizzati degli «interventi tipo» con valori reali, funzione di determinate grandezze tecniche. Per le analisi sui titoli emessi per le varie schede e sulla tecnologia delle CFL si è invece fatto riferimento ai dati pubblicati dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) 1 e dall Autorità per l Energia Elettrica, il Gas ed il Sistema Idrico (AEEGSI) 2. L obiettivo del lavoro è quindi quello di stabilire quanto il meccanismo risulti premiante rispetto ad un intervento, ma un importante premessa va fatta sin da questa fase 3 : i certificati bianchi non sono stati pensati per coprire quote rilevanti del costo d investimento, che 1 GSE, Rapporto annuale sul meccanismo dei Certificati Bianchi, Gennaio-Dicembre 2013; 2 AEEGSI, Stato e prospettive del meccanismo di Titoli di Efficienza Energetica, 2014; 3 Di Santo, Biele, Considerazioni sull applicazione del metodo di valutazione standardizzato, 2010; 5

7 dovrebbe essere ripagato dai risparmi conseguiti, ma per fungere da stimolo all implementazione dell intervento. In questo lavoro dunque non si intende valutare la bontà o meno di una tecnologia di efficientamento, che sarebbe altresì difficoltoso stabilire in maniera assoluta, ma la capacità da parte del meccanismo di incentivazione di supportare la diffusione di tale tecnologia. 6

8 Capitolo 1 Stato dell arte La politica energetica europea dovrà affrontare un gran numero di sfide nei prossimi decenni, essendo l energia un fattore chiave dell economia e delle attività umane. Per la competitività delle imprese ed il benessere dei cittadini è necessario mantenere i costi dell energia a livelli accettabili. L Europa ha tra l altro una dipendenza elevata e crescente dalle importazioni di energia, in particolare petrolio e gas naturale; allo stesso tempo si pone come leader a livello mondiale per affrontare la minaccia del cambiamento climatico, adottando obiettivi impegnativi per l abbattimento delle emissioni di anidride carbonica. Nonostante la priorità data a ciascuna di queste sfide vari da Paese a Paese, il miglioramento dell efficienza energetica può contribuire a rispondere a tutti questi obiettivi ridurre i costi energetici per le imprese e le famiglie limitando la dipendenza dalle importazioni di energia e riducendo le emissioni di anidride carbonica. L efficienza energetica gioca un ruolo sempre più significativo nella politica energetica sia a livello di UE che di singoli stati membri. Il meccanismo dei certificati bianchi è stato introdotto in Gran Bretagna nel 2002, in Italia nel 2005 ed in Francia nel Questo obbliga le imprese del settore energetico a realizzare un prefissato quantitativo di risparmi, incoraggiando i loro clienti ad adottare tecnologie efficienti. Il fondamento logico del meccanismo, ispirato dal programma Demand-Side Management, implementato negli anni 80 negli Stati Uniti, è di trarre vantaggio dai rapporti commerciali tra le imprese e i loro clienti al fine di raggiungere livelli stabili di risparmio energetico, in particolare nel settore civile e dei trasporti. Tuttavia, a differenza del programma DSM, imposto ai monopoli di energia elettrica, l avvento dei certificati bianchi si è verificato nel 7

9 contesto del mercato liberalizzato. Almeno in teoria, i mercati energetici in Gran Bretagna, Francia e Italia sono stati disaggregati e liberalizzati in base alle regole dettate dalle direttive Europee. Il contesto delle organizzazioni industriali è particolarmente importante in quanto gli obblighi di risparmio energetico vanno in conflitto con l obiettivo di un impresa energetica, che è quello di vendere più energia possibile; per ovviare a ciò, questi obblighi sono stati integrati con meccanismi più flessibili, come ad esempio la possibilità di un commercio dei risparmi. Questi meccanismi, sempre più diffusi nelle politiche ambientali dei vari Paesi, sono stati previsti al fine di minimizzare i costi da sostenere per il raggiungimento degli obiettivi. Inoltre, gli obblighi danno la possibilità alle imprese di trasformare il proprio modello di business in un più ampio energy service, che può rappresentare un prezioso mezzo di differenziazione commerciale nel sempre più competitivo mercato energetico. I certificati bianchi sono stati delineati dai modelli microeconomici come un meccanismo ibrido di sovvenzione fiscale, per cui le compagnie energetiche sono vincolate a sovvenzionare beni durevoli ad alta efficienza energetica, recuperando i costi tramite la diminuzione dei prezzi dell energia. Lo schema dei certificati bianchi non è facilmente generalizzabile tra i paesi della UE, a causa sia delle linee politiche di azione dei vari Stati, i quali possono privilegiare determinate caratteristiche rispetto ad altre, sia per la grande flessibilità dello strumento, che permette di poter adottare strategie diverse tra le varie compagnie energetiche. Ad esempio la tipologia di soggetto obbligato varia in base allo schema adottato dai vari Stati, tanto è vero che ogni Paese considerato in questa analisi ha dato una sua definizione di tale figura. Questi possono presentare direttamente i progetti di risparmio, oppure ciò può avvenire per mezzo di società di servizi energetici. Pertanto, ogni Paese dovrà dapprima definire una categoria di soggetti obbligati (la domanda) ed un target di risparmi e di certificati bianchi che vorrà raggiungere (l offerta) e ripartire questa quantità tra i vari soggetti; solo in un secondo momento verrà poi definito lo share di obbligo che ciascuno dovrà rispettare anno per anno. 8

10 L obiettivo di questo capitolo è di contestualizzare la situazione dell efficienza energetica nei paesi dell Unione Europea, descrivendo lo stato dell arte dei sistemi adottati in Italia, Gran Bretagna, Belgio e Francia. 1.1 Gran Bretagna 4 L attenzione del governo inglese è sempre stata rivolta all abbattimento delle emissioni di CO 2, pertanto la valutazione dei risparmi, compreso per il meccanismo dei certificati bianchi, è calcolata tramite emissioni evitate di gas inquinanti. I mercati dell energia elettrica e del gas in Gran Bretagna (oltre il 97% del mercato del Regno Unito) sono stati privatizzati e riformati separatamente alla fine degli anni 80; già dalla fine degli anni 90 il governo ha messo in evidenza la necessità di agire su interventi di efficientamento nel settore residenziale. Con l Energy Efficiency Commitment (EEC) il governo inglese ha voluto dare il via ad un processo di incentivazione dell efficienza energetica; questo è stato diviso in 3 cicli da 3 anni ciascuno, dal 2002 al Il primo programma prevedeva che i venditori di energia elettrica e gas con più di clienti residenziali potessero acquisire dei benefit di combustibile nel caso in cui avessero assistito i propri clienti nell effettuare interventi di efficienza energetica presso le proprie abitazioni; il target di risparmi era fissato a 62 TWh ma alla fine del periodo venne raggiunto un valore di 86,8 TWh. Nel secondo ciclo ( ) la soglia dei soggetti obbligati era salita da a clienti con un target fissato a 130 TWh: ovviamente l eccesso di risparmi ottenuto già nella prima fase ha permesso di raggiungere l obiettivo in brevissimo tempo. L ultima fase dal 2008 al 2011 è stata rinominata CERT (Carbon Emission Reduction Target). 4 Veronica Venturini, Il Meccanismo dei certificati bianchi in Europa, 2010 Bertoldi, Rezessy, Energy supplier obligations and white certificate schemes: Comparative analysis of experiences in the European Union,

11 Dal 2013 è in vigore la Energy Company Obligations (ECO), mediante la quale i fornitori di energia sono obbligati a migliorare l efficienza energetica dei propri clienti residenziali lungo tre linee guida: obbligo di ridurre le emissioni di CO 2 : interventi per l isolamento dell involucro edilizio sono da considerare primari per questo scopo. L obiettivo è abbattere 20,9 milioni di tonnellate di CO 2 ; obblighi comunitari: le imprese energetiche devono concentrarsi sulla fornitura di misure di isolamento e di connessioni a sistemi di teleriscaldamento locali che coprono aree di basso reddito. In particolare il 15% dei risparmi deve essere ottenuto tramite promozione di misure per famiglie a basso reddito che vivono in aree rurali. L obiettivo è abbattere 6,9 milioni di tonnellate di CO 2 ; obbligo di riduzione dei costi per il riscaldamento domestico: anche qui i fornitori di energia sono tenuti a tutelare le famiglie a basso reddito nel riscaldamento delle loro abitazioni. Ciò si traduce in interventi di risparmio energetico quali ad esempio la riparazione o sostituzione di una caldaia. L obiettivo è il risparmio di 4,2 miliardi di sterline. Lo schema inglese quindi prevede che il settore di intervento per adempiere agli obblighi di risparmio sia solamente quello residenziale: ciò è stato deciso in quanto nei primi tempi il mercato dell energia a livello residenziale non era ancora stato liberalizzato e mancava pertanto un vero mercato in questo settore. Successivamente si è deciso di non allargare lo schema (come accaduto ad esempio in Francia) a causa del timore che gli edifici residenziali a basso reddito potessero creare un mercato che andasse a finanziare altri settori. Da tutto ciò emerge come la social equity sia stato il motore principale per delineare il meccanismo, in particolare prevedendo interventi per edifici appartenenti alle categorie a basso reddito, considerate vulnerabili e non in grado di poter accedere autonomamente al meccanismo. Gli interventi possono riguardare diversi settori: elettricità, gas naturale, carbone, petrolio, GPL. In particolare emerge come gli interventi maggiormente effettuati riguardino 10

12 l isolamento di pareti, installazione di caldaie e elettrodomestici efficienti e lampade fluorescenti compatte: Figura 1. Misure di efficienza energetica installate: tassi di installazione annuale. Fonte ENERDATA L ente che gestisce il meccanismo per conto del Gas and Electricity Market Authority (l Autorità per il mercato elettrico e il gas) è l Ofgem E-Serve, che ha la responsabilità di determinare gli obblighi per ciascun soggetto, valutare le procedure e le modalità di calcolo dei risparmi, e verificare l adempimento degli obblighi (in caso di mancato raggiungimento è prevista una sanzione che può arrivare fino al 10% del fatturato dell azienda). Per il calcolo dei risparmi non viene applicato alcun tasso di decadimento o di sconto dovuto all efficacia dell intervento nel tempo, e l incentivo viene erogato upfront: grazie a questi motivi le barriere per l accesso al meccanismo sono ridotte al minimo. Non è prevista la possibilità di creare un mercato per lo scambio di certificati, non essendo una caratteristica del sistema inglese tanto che non esiste alcuna certificazione formale dei risultati ottenuti. È inoltre uno schema riservato ai soli fornitori di energia, i quali sono gli unici a potersi scambiare gli obblighi certificati. 11

13 1.2 Belgio- Regione delle Fiandre 5 Il mercato energetico nella regione delle Fiandre, una delle tre facenti parte dello stato federale del Belgio, è stato liberalizzato a partire dal 1 luglio 2003; nello stesso anno è stato introdotto nella Regione il meccanismo dei Certificati Bianchi. In base a quest ultimo gli obblighi, espressi in energia primaria risparmiata, sono stati imposti a 16 distributori di energia elettrica, e il programma prevede target di risparmio annuali per clienti residenziali, commerciali ed industriali. Ogni operatore della rete elettrica deve presentare ogni anno al dipartimento governativo il proprio programma di interventi per l anno successivo; tale programma deve descrivere misure, incentivi finanziari e metodo di calcolo dei risparmi, ottenibili per ogni tipologia di combustibile. Nella prima fase del meccanismo ( ), agli utenti ad alto voltaggio (servizio sopra i Volt) veniva richiesto un risparmio di energia primaria dell 1% annuo, per un totale del 6%, mentre per gli utenti a basso voltaggio era previsto un target totale del 10,5% per lo stesso arco di tempo. A partire dal 2008 sono inoltre stati separati i target di risparmio per i clienti residenziali e non, in particolare il 2% per i primi e l 1,5% per i secondi. Nella terza fase ( ) invece il discriminante è stato il numero di clienti del distributore: 3,5% per società aventi più di clienti, 2,5% per le altre. Questi target di risparmio in energia primaria hanno permesso agli operatori di poter scegliere gli interventi che ritenevano più opportuni per raggiungere l obiettivo: il risultato è stato la mancanza di azioni uniformi, tanto che il regolatore ha deciso di adottare delle imposizioni sugli interventi da intraprendere. Gli incentivi sono stati pertanto erogati per le seguenti azioni: isolamento dell involucro edilizio, installazione di pompe di calore e impianti solari termici, sistemi di illuminazione più efficienti, audit e analisi energetiche. Il meccanismo ha permesso di ottenere risultati soddisfacenti dal punto di vista economicofinanziario: la VEA (Agenzia per l Energia della Regione delle Fiandre) ha calcolato che la spesa 5 VEA, RUE Public Service Obligations in the Flemish Region 12

14 prevista per lo schema si è mantenuta ben al di sotto di quella preventivata per raggiungere l obbligo, oltre ovviamente ad aver permesso di raggiungere gli obiettivi stimati. Le figure seguenti (fino all anno 2011) dimostrano quanto detto: Figura 2. Risparmi di energia primaria in GWh. Fonte VEA Figura 3. Spesa per gli interventi. Fonte VEA 13

15 1.3. Francia Il primo periodo dello schema ( ) Il processo di liberalizzazione del mercato energetico francese ha avuto inizio nel 2000 e termine nel luglio del 2007, data alla quale il mercato è stato totalmente liberalizzato. In questo contesto il 13 luglio 2005 venne pubblicato il "Le Roi Programme atto a definire la nuova politica energetica. Questa legge riguardava quattro aspetti principali: sicurezza degli approvvigionamenti inseguendo l indipendenza energetica nazionale, competitività del prezzo dell energia, tutela dell ambiente e della salute umana ed obblighi di servizio pubblico in tutta la Francia garantendo l accesso all energia a tutti. In materia di efficienza energetica, vennero definiti una serie di strumenti volti ad incentivare il risparmio di energia, tra i quali il meccanismo dei certificati bianchi. A tale scopo veniva fissato l obiettivo di ridurre l intensità energetica del paese del 2% annuo fino al 2015 e successivamente del 2,5% fino al Durante il primo periodo del sistema ( ) gli obblighi di risparmio erano riservati ai fornitori di elettricità, gas, combustibile (non per i trasporti), riscaldamento e raffrescamento domestico; tali soggetti obbligati rifornivano il settore residenziale oltre una certa soglia, 100 GWh all anno per il GPL e 400 GWh all anno per gli altri settori coinvolti. L obiettivo nazionale di risparmio energetico per questi tre anni era di 54 TWh cumac, cumulative discounted rate, ovvero kwh cumulati durante la durata del progetto, con un tasso di sconto del 4%: kwh cumac = risparmio annuale (kwh) durata progetto tasso di sconto Il meccanismo francese è senz altro il più vicino a quello italiano in termini di interventi ammessi all incentivo e funzionamento generale. Una grande percentuale di obblighi era a carico di due grande fornitori, EDF e Gaz de France, mentre circa il 20% ricadeva su più di piccoli fornitori- soggetti obbligati. Come nel caso italiano, vi erano poi soggetti volontari ammessi al meccanismo dei CEE: persone giuridiche non soggette a obblighi (purché l attività per la quale richiedevano i titoli non rientrasse nel campo della loro attività principale e non 6 Veronica Venturini, Il Meccanismo dei certificati bianchi in Europa, 2010 Giraudet, Finon, European experiences with white certificate obligations: A critical review of existing evaluations,

16 portasse loro guadagno diretto), enti collettivi pubblici che effettuavano interventi di risparmio sia direttamente che tramite terzi, condomini per il proprio edificio. I soggetti, obbligati e non, potevano ottenere i certificati attivandosi alla realizzazione di interventi all interno della propria attività o presso terzi, oppure potevano scambiarsi i titoli tramite un apposita piattaforma, la Emmy. Gli obbligati acquistavano il loro obbligo individuale presentando dei certificati di risparmi energetici pari a una quantità equivalente; in caso di mancata presentazione, doveva essere pagata una penale di 2 centesimi di euro per kwh mancante. I CEE attestano la realizzazione di interventi di risparmio energetico addizionali rispetto all attività abituale dei richiedenti, che rispondono alle condizioni stabilite dai regolamenti. Per semplificare la documentazione sono state create delle schede standardizzate (fiches standardisées) al fine di raccogliere gli interventi più comuni; sono per lo più interventi semplici, che prevedono un calcolo dei risparmi forfettario e le cui peculiarità sono la semplicità, l accessibilità e la comprensibilità. Gli aspetti che le schede standardizzate non consentono di quantificare vengono considerati facendo ricorso a interventi su misura (opérations spécifiques), valutati singolarmente. Nel corso dei 3 anni, il target fissato è stato superato, arrivando fino a 65,2 TWh cumac. 15

17 Figura 4. Obbligo del primo periodo ripartito per fonti di energia e soggetti obbligati nel settore residenziale e terziario. Fonte Ministère du Développement durable Dal 2009 al 2011 si è attraversò un intervallo di transizione, in attesa della definizione di una nuova legge e della definizione del secondo periodo del meccanismo Il secondo periodo ( ) Il 29 giugno 2010 è stata approvata in maniera definitiva la legge Grenelle 2, che conferma e concretizza gli obiettivi già fissati in precedenza per quanto riguarda il meccanismo dei certificati bianchi. Tra le novità in materia vi sono: l obbligo di realizzare una parte degli interventi a beneficio delle abitazioni più sfavorite in situazione di insicurezza energetica; 16

18 installazione di macchinari che premettano di sostituire una fonte di energia non rinnovabile con una rinnovabile per la produzione di calore in un locale ad uso abitativo o dedicato ad attività terziarie; la necessità di inquadrare le azioni di informazione e innovazione del sistema, come ad esempio lo sviluppo di una mobilità sostenibile con veicoli che riescano a ridurre le emissioni di anidride carbonica. Il nuovo obbligo per il secondo periodo di CEE ammontava a 345 TWh cumac distribuiti su 3 anni. L articolo 27 della legge proponeva poi altre modifiche oltre a quelle già elencate: i soggetti che possono partecipare al meccanismo sono stati ridotti a fornitori, autorità locali e regionali, proprietari di immobili dedicati al social housing e l ANAH (Agenzia Nazionale per la casa); l esclusione dei venditori di gasolio al di sotto di un certo livello di vendita; la possibilità per soggetti obbligati e idonei di riunirsi in structures colectives, imprese o associazioni alle quali più soggetti obbligati hanno trasferito le proprie quote di risparmio. Questa soluzione permetteva ai fornitori di liberarsi della loro responsabilità, di evitare sanzioni e guadagnare benefici; questa struttura collettiva diveniva responsabile della gestione degli obblighi e della realizzazione degli interventi; il mantenimento delle modalità di calcolo delle schede standardizzate per tutta la durata del periodo, anche nel caso di evoluzione regolamentare. 17

19 Figura 5. Obbligo del secondo periodo ripartito per fonti di energia nel settore residenziale e terziario. Fonte Ministère du Développement durable Il funzionamento del meccanismo dei Certificats d èconomies d ènergie descritto finora è schematizzato nella figura seguente: Figura 6. Funzionamento del meccanismo. Fonte ATEE 18

20 Considerazioni e confronto col meccanismo italiano Il meccanismo dei certificati bianchi è stato accolto positivamente, in quanto i fornitori di energia hanno beneficiato di un buon ritorno economico per gli interventi di efficientamento effettuati presso i loro clienti: grazie a ciò, tutti i fornitori hanno assolto i loro obblighi di risparmio ed hanno iniziato a tener conto dell'efficienza energetica nel definire la propria politica commerciale. La definizione di azioni standardizzate rappresenta un modo efficace per incoraggiare gli interventi e ridurre i costi amministrativi; a ciò contribuiscono inoltre la libertà concessa ai fornitori di energia (ad esempio, un fornitore di energia elettrica può realizzare un intervento nel settore dei trasporti) e la possibilità di scambiare i certificati. Tra le note negative, c è la scarsa partecipazione al meccanismo dei soggetti non obbligati, e la necessità di semplificarne l applicazione espressa dalla maggior parte dei soggetti interessati. Similmente al meccanismo italiano, la maggior parte dei CEE è stata ottenuta tramite interventi standardizzati, tuttavia nel caso francese vi è una maggiore diversificazione degli interventi (10 schede hanno generato il 67% dei risparmi, mentre in Italia 7 schede ne hanno prodotto il 96%) grazie al maggior numero di schede presenti (195 contro 29). L altra grande differenza risiede nell ambito degli interventi e si spiega con il diverso mix energetico dei due paesi: in Francia prevalgono interventi in ambito termico (quasi il 70%), mentre in Italia i maggiori risparmi sono stati conseguiti nel settore elettrico. Grazie al metodo cumac per rendicontare i risparmi ed alla possibilità di ricevere l incentivo subito ed in un'unica tranche, che hanno dato all investitore maggiore garanzia sulla certezza del ritorno economico, in Francia si è registrato un maggior numero di interventi strutturali, con tempi di ritorno più elevati. A beneficio di ciò concorre anche la maggiore flessibilità dei CEE riguardo il concetto di addizionalità, definito in maniera più rigorosa nel meccanismo italiano. 19

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