La gestione delle risorse immateriali: l'esperienza del Liaison Office dell Area Ricerca dell'università di Verona

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1 La gestione delle risorse immateriali: l'esperienza del Liaison Office dell Area Ricerca dell'università di Verona Dott. Luca Guarnieri Responsabile Liaison Office Area Ricerca Università degli Studi di Verona

2 Risorse immateriali Innovazioni Pratiche organizzative Risorse umane Fonte: Baruch Lev Intagibles (pag. 8) Etas editore

3 Genealogia delle Risorse immateriali Concorrenza, globalizzazione, deregolamentazione, cambiamenti tecnologici Modifiche dell azienda, enfasi sull innovazione, deverticalizzazione, uso massiccio ICT Risorse immateriali connesse a Innovazioni Pratiche organizzative Risorse umane Fonte: Baruch Lev Intagibles (pag. 20) Etas editore

4 Obiettivi Conoscere la terza missione Valorizzare le risorse universitarie Creare massa critica Fonte: Baruch Lev Intagibles (pag. 117) Etas editore

5 Glossario Trasferimento conoscenze Invenzione Spin off Fonte: Baruch Lev Intagibles (pag. 117) Etas editore

6 L Ateneo in cifre 10 spin off Società srl nate da ricercatori dell Ateneo 7 idee di impresa potenziali spin off 11 brevetti titolarità dell Università di Verona Fonte: Comunicato stampa del

7 Aggiungiamo un altro tassello

8 Perché costituire una Spin Off?

9 Cosa posso fare? A chi mi devo rivolgere? È la strada giusta? Di cosa ho bisogno?

10 La fuga dei cervelli? Non c'è lavoro? Sarò sottopagato? Ci sono esempi? Lectio Magistralis Federico Faggin

11 MOTIVAZIONE CUOA Master Honoris Causa of Business Administration Federico Faggin per le sue competenze tecnico-scientifiche, le qualità manageriali e imprenditoriali, la visione strategica e la concretezza operativa che lo hanno guidato in tutta la sua vita professionale. Fonte: Fondazione CUOA Laudatio Faggin

12 Chi è Federico Faggin 1941 nasce a Vicenza dove frequenta ITIS A. Rossi, 1960 progetta in parte e costruisce un piccolo calcolatore elettronico lavorando come tecnico nei laboratori Olivetti di Borgolombardo 1965 si laurea con 110 e lode a Unipd lavora alla SGS-Fairchild 1968 si trasferisce nei laboratori californiani di Palo Alto della Fairchild Semiconductor a capo di un team di ricerca sui semiconduttori. Alla Fairchild crea la tecnologia MOS con porta di silicio che renderà possibile la fabbricazione di memorie a semiconduttori, e il primo microprocessore, un paio di anni dopo. Fonte: Fondazione CUOA Laudatio Faggin

13 Testi tratti dalla Lectio Matistralis di Federico Faggin

14 Tipico percorso di una start up High-tech in Silicon Valley Punto di partenza: buona idea di prodotto. In generale, nuove idee vengono in mente a chi è sensibile e attento alle tendenze di mercato e alle nuove possibilità offerte dalle tecnologie emergenti. In questa fase creativa, l idea viene concepita e prende forma nella mente di una singola persona, o nella mente collettiva di un piccolo team di persone, grazie al loro contatto con un ambiente ricco di stimoli.

15 Tipico percorso di una start up High-tech in Silicon Valley Studio di fattibilità tecnologica e studio di mercato: l idea bisogna validarla con uno studio di fattibilità tecnologica e uno studio di mercato. Per far ciò occorrono delle risorse economiche modeste, che però sono spesso superiori a quelle disponibili tra i soci. Tali risorse devono quindi essere reperite all esterno. Inizia così la fase del seed financing, durante la quale emerge la figura dell angel investor.

16 Tipico percorso di una start up High-tech in Silicon Valley Angel investor: è un individuo facoltoso che ha fatto esperienza di come far partire e come gestire una ditta di startup. Spesso egli ha fatto parte del gruppo dei fondatori di una o più ditte di successo. L angel investor ama anche fare da mentore a imprenditori alle prime armi, insegnando come muoversi nel dare forma e sostanza alla nuova entità. Se le risorse economiche richieste sono superiori a quelle disponibili da un solo angel investor, è facile mettere in comune le risorse di più di uno di loro, visto che gli angel investors si conoscono tra di loro.

17 Tipico percorso di una start up High-tech in Silicon Valley Struttura giuridica: durante la fase iniziale, solo una persona lascia il posto di lavoro il futuro CEO o CTO (Chief Technical Officer). Gli altri soci, se ci sono, lavorano fuori orario, usando anche consulenti esterni, finchè lo studio di fattibilità non è concluso positivamente. Questa fase tipicamente dura da 3 a 12 mesi, richiede un finanziamento che va da $ a $2 milioni e si consclude con la chiara articolazione della value proposition, la formula di business, e la prova di principio.

18 Tipico percorso di una start up High-tech in Silicon Valley Esiti studi: se la fattibilità tecnologica e lo studio di mercato danno risultati positivi, si passa alla stesura di un piano finanziario e operativo proiettato su un arco che va da 3 a 5 anni. Questo documento serve anche per raccogliere i fondi necessari per lo sviluppo vero e proprio del prodotto, fondi che sono molto più ingenti di quelli richiesti nella fase precedente.

19 Tipico percorso di una start up High-tech in Silicon Valley Fase di sviluppo: il prodotto viene ingegnerizzato e progettato in modo che funzioni perfettamente, con dimensioni fisiche e consumi appropriati, producibile a costi competitivi, e con la dovuta qualità. Questo compito può coinvolgere un grosso team altamente specializzato che deve lavorare per qualche anno prima di raggiungere il livello desiderato di prestazioni e di costo.

20 Tipico percorso di una start up High-tech in Silicon Valley Ricerca capitali: la fase di sviluppo richiede un team che va da 5 a 40 persone, una durata da 12 a 24 mesi e una spesa che si aggira tra i $3 e i $20 milioni. Le risorse finanziarie necessarie vengono generalmente reperite tra le varie società di venture capital che esistono in Silicon Valley, in cambio di azioni della ditta per un ammontare che va dal 20% al 60% del numero totale di azioni.

21 Tipico percorso di una start up High-tech in Silicon Valley Fase di commercializzazione del prodotto: si crea l organizzazione di marketing e di vendite, il prodotto viene introdotto nel mercato, la produzione e le vendite vengono avviate, e si raggiunge il più presto possibile un fatturato sufficiente per fare profitti in modo da poter far crescere la ditta organicamente. Questa fase normalmente impiega ancora più risorse umane e finaziarie della fase di sviluppo, richiedendo una grossa organizzazione capace di comunicare al pubblico l esistenza e i vantaggi del nuovo prodotto, stabilire i canali di vendita, approntare le fabbriche e l engineering di produzione, continuare la ricerca e sviluppo per migliorare il prodotto, progettare la generazione successiva di prodotti, e naturalmente gestire il tutto in maniera efficace.

22 Tipico percorso di una start up High-tech in Silicon Valley Exit strategy: questa fase della startup va dal raggiungimento di cash flow positivo fino all exit, cioe al momento in cui le azioni della ditta diventano liquide. Ci sono sostanzialmente due modi per dare liquidità alle azioni: il primo, e il preferito dai venture capital, è quello di quotare in borsa la ditta; il secondo èdi vendere l azienda ad un altra in cambio di cash, o di azioni della ditta acquirente, purché essa sia una ditta quotata in borsa.

23 Elementi essenziali del modello innovativo Silicon Valley Primo elemento: Università e college di altissimo livello. Es. Stanford University; University of California, Berkeley; University of California, San Francisco; e Santa Clara University. Nella Baia di San Francisco ci sono un totale di 35 istituzioni pubbliche e 75 istituzioni private per l educazione superiore.

24 Elementi essenziali del modello innovativo Silicon Valley Secondo elemento: Personale con eccezionale preparazione scientifica, tecnica, manageriale e di marketing. Ciò è dovuto alla presenza di centinaia di ditte di alta tecnologia, all esistenza di università di prim ordine, e all attrazione che la zona esercita sui migliori ingegneri e scienziati del mondo.

25 Elementi essenziali del modello innovativo Silicon Valley Terzo elemento: Spirito imprenditoriale e innovativo. Il successo di molti imprenditori ha creato un profondo desiderio di emulazione nella popolazione locale, nonché attirato potenziali imprenditori da tutte le parti degli Stati Uniti e del mondo, creando un circolo virtuoso nella zona.

26 Elementi essenziali del modello innovativo Silicon Valley Quarto elemento: Venture capital Disponibilità di ingenti capitali di ventura. Tale percentuale è diminuita nel tempo e si aggira oggi sul 30%. Si stima che gli angel investors nella Silicon Valley investano circa il 30% del totale degli investimenti di venture capital. Pertanto in Silicon Valley l investimento totale medio annuale negli ultimi 10 anni è stato di circa $8.5 miliardi all anno.

27 Elementi essenziali del modello innovativo Silicon Valley Quinto elemento: Infrastruttura di servizi tecnici, finanziari, legali e logistici. In Silicon Valley è facilissimo trovare avvocati con esperienza di startup, commercialisti che offrono servizi di contabilità, consulenti tecnici e di marketing con espertise in tutti i campi, laboratori di servizi tecnici, servizi di preproduzione, e servizi immobiliari che mettono a disposizione uffici e fabbriche dove far partire una ditta.

28 Elementi essenziali del modello innovativo Silicon Valley Sesto elemento: Personale con esperienza di startup. Ci sono migliaia di imprenditori e di manager con esperienza di startup. Questa ricchezza è in parte riciclabile poichè molti imprenditori fanno partire più di una ditta durante la loro carriera, e spesso diventano consiglieri, mentori e angel investors in ditte di startup locali.

29 Elementi essenziali del modello innovativo Silicon Valley Settimo elemento: Diversità etnica. In Silicon Valley la diversità etnica è estrema. Di fatto ci sono più stranieri che americani. Molti dei nuovi arrivati sono studenti stranieri presso università americane che dopo la laurea decidono di lavorare localmente invece di ritornare al loro paese di origine. In generale chi arriva dall estero porta una voglia di lavorare e una voglia di sfondare che è decisamente superiore a quella della popolazione locale.

30 Elementi essenziali del modello innovativo Silicon Valley Ottavo elemento: Accesso ai mercati globali e visione globale. Con il facile accesso a personale qualificato di origine straniera, la cultura aziendale locale è molto aperta ai contatti e alla conoscenza dei mercati esteri, rendendo il mercato globale più accessibile e aiutando a formulare una visione globale che include le varie realtà che esistono nel resto del mondo.

31 Elementi essenziali del modello innovativo Silicon Valley Nono elemento: Stock options e altri incentivi simili. In quasi tutte le ditte di startup impiegati e operai ricevono delle stock options poco dopo l assunzione, e poi periodicamente, in proporzione al loro contributo al successo della ditta. La stock option è una opzione di comperare in futuro un certo numero di azioni della ditta al prezzo di mercato che esiste al momento dell assegnazione. In una ditta che produce prodotti di successo, il prezzo delle azioni sale in proporzione al valore prodotto, e quindi il dipendente può arricchirsi in proporzione al suo contributo al successo aziendale.

32 Elementi essenziali del modello innovativo Silicon Valley Decimo elemento: Eccezionale capacità di rinnovamento, ottimismo, e can-do-attitude. Questo è il risultato dell esperienza di chi ha fatto parte di una startup. Anche se la ditta non ha avuto successo e ha dovuto chiudere i battenti, il livello di energia, creatività e entusiasmo che si respira in queste imprese lascia un residuo positivo nell esperienza delle persone che ne hanno fatto parte.

33 Auspicio Federico Faggin Al termine della lectio magistralis Mi auguro che la Silicon Valley continui ad ispirare altre nazioni ad imitarla, poichè le ragioni profonde del suo successo sono legate alla valorizzazione di alcuni valori fondamentali umani: gli aspetti creativi e imprenditoriali della gente; il valore di una buona educazione scolastica; il darsi da fare con intelligenza, onestà e intensità; una mentalità egalitaria che condivide il successo tra coloro che l hanno reso possibile; il saper vivere insieme e in buon accordo con persone di tutte le razze; una apertura al rischio, e la mancanza di stigma per coloro che non hanno avuto successo, purché abbiano dato il massimo delle loro energie.

34 Grafici reperiti dalla pubblicazione:

35 Esiste una definizione generale di Spin Off? Per spin off della ricerca pubblica si intende: impresa operante in settori high-tech costituita da (almeno) un professore e/o ricercatore universitario o da un dottorando e/o contrattista e/o studente che abbia effettuato attività di ricerca pluriennale su un tema specifico, oggetto di creazione dell impresa stessa. l utilizzo da parte dell azienda di diritti di proprietà intellettuale dell università non è condizione necessaria; l università detenga una quota del capitale sociale aziendale è condizione sufficiente affinché si possa parlare di impresa spin off della ricerca pubblica.

36 E cosa sono le società Spin Off per UNIVR? Articolo 1 Definizioni e scopo. 1. L Università di Verona, in conformità ai principi generali del proprio Statuto, favorisce la costituzione di attività di impresa in forma societaria, finalizzate ai seguenti obiettivi: favorire il contatto tra le strutture di ricerca dell Ateneo e il mondo produttivo al fine di sostenere la ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico; completare la missione formativa e di ricerca dell Ateneo, promuovendo lo sviluppo dell imprenditorialità nella comunità accademica e nei giovani laureati, con assunzione di una funzione di indirizzo Fonte: e Regolamento garanzia Spindi Off tali dell Università attività. di Verona

37 873 spin off in Italia Fonte: VIII Rapporto Netval

38 42 spin off in Veneto Fonte: VIII Rapporto Netval

39 50% spin off in ICT e E&A Fonte: VIII Rapporto Netval

40 5 spin off Univr nel spin off Univr nel 2011

41

42 in 16 anni quasi triplicato

43

44 numero medio di addetti pari a 10 unità ETP; un fatturato medio di 776,1 mila Euro; una quota media di fatturato derivante dall export pari al 10% una quota media di fatturato investito in R&S pari al 45,9%.

45 Pochi partner finanziari

46 Dalla teoria alla pratica

47 La start up in un film? Università e college di alto livello Personale con eccezionale preparazione Spirito imprenditoriale innovativo Sviluppare l idea Dotarsi di infrastrutture Nascita Facebook La crescita esponenziale Monetizzare pubblicità Organigramma Personale con esperienza di start up Accesso al mercato globale Visione globale Fonte: Film The Social Network (v. art. 70 LDA)

48 E gli investitori?

49 Fonti Regolamento Spin off Università di Verona Lectio Magistralis al CUOA di Federico Faggin VIII Rapporto Netval

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