FALLIMENTO DI S.R.L. E AZIONE DI RESPONSABILITA EX ART C.C. - Trib. Salerno, Sez. I, commento e testo-fabrizio DE FABRITIIS

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "FALLIMENTO DI S.R.L. E AZIONE DI RESPONSABILITA EX ART. 2394 C.C. - Trib. Salerno, Sez. I, 16.03.2012 commento e testo-fabrizio DE FABRITIIS"

Transcript

1 FALLIMENTO DI S.R.L. E AZIONE DI RESPONSABILITA EX ART C.C. - Trib. Salerno, Sez. I, commento e testo-fabrizio DE FABRITIIS P&D.IT L azione di responsabilità di cui all art c.c. esercitata dal curatore fallimentare può essere esercitata anche oltre il termine prescrizionale quinquennale se le condotte oggetto di accertamento giudiziale, come quelle di bancarotta rilevate nel caso analizzato dal tribunale di Salerno, integrano reati per cui è previsto un termine prescrizionale più lungo (art comma 3 c.c.). La sentenza, inoltre, offre lo spunto per una riflessione, in tema di s.r.l., sulla disciplina dell azione di responsabilità ex art c.c. e sulla legittimazione del curatore fallimentare ad esercitare tale azione in nome del ceto creditorio ai sensi dell art. 146 L.F. Il caso di specie prende le mosse dal fallimento di una s.r.l. e dalla successiva azione di responsabilità promossa ai sensi dell art c.c. da parte del curatore fallimentare nei confronti dell amministratore e, poi, liquidatore della s.r.l. La curatela chiede al collegio di affermare la responsabilità dell amministratore e di condannarlo al risarcimento del danno. L amministratore si costituisce eccependo la prescrizione dell azione di responsabilità e, nel merito, contestando i comportamenti illeciti descritti nell atto di citazione. Il convenuto, inoltre, afferma che la curatela aveva l obbligo di provare specificamente il quantum richiesto. Il collegio salernitano, prima di respingere l eccezione sollevata dal convenuto e condannarlo al risarcimento del danno, premette alcune interessanti considerazioni di carattere generale circa la responsabilità degli amministratori verso i creditori sociali e il momento dal quale inizia a decorrere il relativo termine di prescrizione. Per quanto attiene al primo dei due punti sopra menzionata il Tribunale ricorda come la responsabilità degli amministratori deriva dal duplice presupposto a) dell inosservanza degli obblighi inerenti la conservazione del patrimonio e b) della conseguente inadeguatezza del patrimonio sociale a far fronte alla soddisfazione del ceto creditorio. Quindi è necessaria sia l insufficienza del patrimonio sociale a coprire le obbligazioni contratte che la riferibilità di tale situazione economica alla gestione degli amministratori. Quest ultimi, infatti, possono essere ritenuti causalmente responsabilità sia per aver posto violato specifiche disposizioni di legge mirate alla conservazione del patrimonio sociale (es. artt. 2446, 2447, 2486 comma 1, c.c.) sia per la violazione dell art c.c. che impone agli amministratori di utilizzare la diligenza richiesta dalla natura dell incarico e dalle loro specifiche competenze nell esecuzione del loro incarico e quindi, in definitiva, nella gestione della società. Dopo aver posto queste premesse il collegio afferma, nel solco della giurisprudenza prevalente, la natura aquiliana della responsabilità con tutte le conseguenze che ne seguono in tema di onere probatorio a carico della curatela fallimentare promotrice dell azione nel caso di specie.

2 Il punto nodale della sentenza in esame riguarda però il momento da cui inizia a decorrere la prescrizione quinquennale (art c.c.) dell azione ex art c.c. L amministratore convenuto sostiene che gli atti di mala gestio contestategli dal fallimento sono stati compiuti nell anno 2000 e, quindi, oltre un quinquennio prima dell atto di citazione notificato in data 24 luglio Di diverso avviso è tuttavia l organo giudicante che non concorda con la tesi difensiva esposta dal convenuto per i diversi motivi. In primo luogo il collegio ritiene erronea l individuazione effettuata dall ex amministratore del momento da cui far iniziare a decorre il termine prescrizionale. Infatti, come affermato ripetutamente dalla Suprema Corte di Cassazione 1, il suddetto termine inizia a decorrere non da quando il patrimonio sociale è diventato insufficiente a soddisfare i creditori, ma da quando questa incapienza patrimoniale è divenuta oggettivamente conoscibile da parte dei creditori. Quindi, in teoria, vista la non coincidenza tra insufficienza patrimoniale ed insolvenza, tale situazione patrimoniale può esteriorizzarsi in diversi momenti della vita sociale anche prima del fallimento. Da ciò ne consegue che è possibile dimostrare la conoscenza da parte dei creditori della situazione patrimoniale sociale anche prima della dichiarazione di fallimento. Tuttavia, come sottolinea il tribunale, l onere di tale prova ricade sull amministratore o sul sindaco che la eccepisce. Nel caso di specie, nonostante l eccezione sollevata in comparsa di costituzione, il convenuto non ha offerto prova che tale situazione fosse nota al ceto creditorio già nel Anzi il collegio, concordando con quanto allegato dalla curatela, ha ritenuto che il primo documento dal quale si poteva oggettivamente rilevare il dissesto economico della società fosse il bilancio del 2003 (peraltro l unico bilancio ufficiale mai redatto e depositato). Alla luce di tali evidenze probatorie l eccezione di prescrizione sollevata dal convenuto risulta priva di fondamento in quanto l azione ex art c.c. è stata proposta entro il quinquennio da quando i creditori hanno avuto contezza dell insufficienza patrimoniale. Inoltre la corte sottolinea che, nel caso di specie, il termine prescrizionale non potrebbe comunque considerarsi spirato anche nel caso fosse stata provata la tesi sostenuta dal convenuto posto che i fatti allegati in giudizio integrano le ipotesi di reato di cui agli artt. 216, 219 e 223 del R.D. 16 marzo 1942, n.267 e sono quindi sottoposti a prescrizione quindicennale. Infatti ai sensi dell art comma 3, c.c. se il fatto e considerato dalla legge come reato e per il reato e stabilita una prescrizione più lunga questa si applica all azione civile. Per supportare questa conclusione il collegio da atto di come nel corso del 2007 fosse stata emessa sentenza ai sensi dell art. 444 c.p.p. nei confronti del convenuto avente oggetto le stesse 1 Cfr. Cass. n. 9619/2009, Cass. n /2008, Cass. n /2008, Cass. n. 941/2005, Cass. n /2004, Cass. n /2002.

3 condotte distrattive oggetto dell azione di responsabilità promossa dal curatore. Il tribunale, pur ricordando che tale tipologia di sentenza non possiede i caratteri della sentenza di condanna, evidenzia come nondimeno, secondo giurisprudenza costante della Suprema Corte di Cassazione, essa possa costituire argomento di prova valutabile ai sensi dell art. 116 c.p.c. Superata tale eccezionale processuale il collegio giudicante entra nel merito della vicenda, ricostruendo ed analizzando le diverse condotte contrarie ai doveri di diligenza e conservazione del patrimonio tenute da parte del convenuto. Dalla ricostruzione fattuale emerge chiaramente la sussistenza del nesso causale tra le condotte dell ex amministratore e il dissesto patrimoniale, pertanto la corte condanna quest ultimo a risarcire, in via equitativa stante l impossibilità di ricostruire la contabilità attraverso la lettura delle scarne e lacunose scritture contabili, il danno provocato alla società. La motivazione e le conclusioni della sentenza del tribunale di Salerno sono logiche, lineari e sicuramente da condividere. Va rilevato peraltro che un tema molto interessante, e tutt ora oggetto di discussione, che non viene trattato in sentenza data la cronologia dei fatti oggetto del contendere, è l attribuzione in capo al curatore fallimentare di una società a responsabilità limitata della legittimazione ad esercitare, in nome del ceto creditorio, l azione ex art c.c. La condotta dell amministratore e poi liquidatore della società fallita rientrando, come sopra ricordato, nella disciplina pre-riforma del 2003 (entrata in vigore il ) ove era espressamente previsto tramite richiamo del vecchio art c.c agli articoli c.c. l azione dei creditori sociali non ha posto alcun problema interpretativo al collegio salernitano. Ben diverso sarebbe stato se le condotte fossero state attuate dopo il Come è ben noto il legislatore nella stesura del nuovo articolo 2476 c.c. ha omesso qualsiasi richiamo all art c.c. La giurisprudenza maggioritaria ormai ritiene che il silenzio del legislatore sul punto non sia indice della sua volontà di privare i creditori sociali di tale strumento di tutela ma sia piuttosto interpretabile come una svista nel coordinamento della riforma in tema di s.r.l. L analisi dei motivi a sostegno di questa interpretazione sono stati ampiamente dibattuti sia dalla giurisprudenza che dalla dottrina, per cui riteniamo più interessante concentrare la nostra attenzione sulla legittimazione del curatore fallimentare di s.r.l. ad esercitare detta azione. Infatti il riformato testo dell art. 146 L.F. non effettua più l espresso riferimento agli articoli c.c. Il nuovo testo, adattato alla suddetta riforma societaria, prevede che Sono esercitate dal curatore, previa autorizzazione del giudice delegato, sentito il comitato dei creditori: a) le azioni di responsabilità contro gli amministratori, i componenti degli organi di controllo, i direttori generali e i liquidatori; b) l'azione di responsabilità contro i soci della società a responsabilità limitata, nei casi previsti dall'art. 2476, comma 7, c.c.. Come si evince chiaramente dal testo parrebbe essere scomparsa la responsabilità degli organi di gestione nei confronti dei creditori sociali non essendo più specificamente richiamata. In realtà, parte della giurisprudenza 2 ritiene 2 Cfr. Trib. Milano, Sez. VIII,

4 che l ampiezza della dicitura di cui al punto a) le azioni di responsabilità (al plurale) non possa che ricomprendere tutte le azioni di responsabilità esperibili durante la vita della società. L interpretazione estensiva giurisprudenziale poc anzi menzionata in tema di azione ex art c.c. dei creditori sociali di s.r.l. e il testo del riformato art. 146 L.F. che ricomprende tutte le azioni di responsabilità autorizzano, di conseguenza, a ritenere sussistente in capo al curatore fallimentare la legittimazione ad esercitare l azione dei creditori sociali nei confronti degli organi gestori e di controllo. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI SALERNO. Prima Sezione Civile Il Tribunale di Salerno - Prima Sezione Civile - riunito in camera di consiglio nelle persone dei magistrati. Dott. ssa Giulia Carleo - Presidente Dott.ssa Antonella Di Stasi - Giudice Rel. Dott. Giuseppe Fortunato - Giudice ha pronunciato la seguente SENTENZA nel procedimento civile di 1grado, iscritto a ruolo il , al n RG. anno 2006, discusso all'udienza collegiale del TRA CURATELA DEL FALLIMENTO A & B SRL, in liquidazione, in persona del Curatore avv. Amelia Fiore, rappresentata e difesa in forza di provvedimento autorizzativo del GD dr. Jachia, dall'avv. Gustavo de Dominicis, presso il cui studio elettivamente domicilia in Salerno alla via Velia. n. 34. ATTRICE E B.A., rappresento e difeso dall'avv arturo Vassallo,presso il cui studio elettivamente domicilia in Montecorvino rovella al viale della Repubblica n.25 in virtu di mandato apposto a margine dell comparsa di costituzione CONVENUTO Avente ad oggetto RESPONSABILITA AMMINISTRATORE DI SOCIETA e discussa all'udienza collegiale del , sulle CONCLUSIONI di cui all'istanza di fissazione di udienza ed alla memoria ex articolo 10 D.Lgs. n. 5 del 2003,que da intendersi richiamate e trascritte Svolgimento del processo - Motivi della decisione Con atto di citazione notificato in date la Curatela del Fallimento A&B Sri conveniva in giudizio B.A. per sentirne affermare la responsabilita nella qualita di amministore e successivamente di liquidatore della fallita società ex articolo 2394 c.c. per aver omesso di assumere i provvedimenti resi necessari dall'azzeramento del capitale sociale e per aver continuato l'attività nonostante l'irreversibile crisi della società e per sentirlo condannare al risarcimento dei danni.

5 Il convenuto, contestava la domanda eccependo la prescrizione dell' azione di responsabilità, contestando nel merito i comportamenti illegittimi allegati in citazione e allegando che parte attrice aveva l'onere di provare specificamente il quantum del risarcimento richiesto; concludeva, quindi, per il rigetto della domanda. La fase istruttoria si realizzava a mezzo delle produzioni documentali delle parti e con disposizione ed espletamento di consulenza tecnica d'ufficio ad opera della dott. ssa G.N.. Vanno premesse alcune considerazioni di carattere generale. La responsabilità degli amministratori verso i creditori sociali è sottoposta al duplice presupposto dell'inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell'integrità del patrimonio sociale ed alla conseguente insufficienza del patrimonio sociale alla soddisfazione delle ragioni dei creditori. Secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, l'insufficienza del patrimonio sociale si identifica con quella situazione patrimoniale nella quale le passività eccedono sulle attività e che rappresenta un'incapacità più grave e definitiva di quella insita nello stato di insolvenza (Cfr Cass. 09/9619, Cass. 08/20476, Cass. 79/4415). Il pregiudizio patrimoniale subito dai creditori deve essere riferibile cansalmente alla violazione da parte degli amministratori di determinati canoni di condotta imposti a salvaguardia del patrimonio della società (Cfr Cass 00/15487). Tale evenienza si verifica non soltanto in caso di inosservanza di obblighi specifici direttamente o indirettamente finalizzati alla conservazione dell'integrità del patrimonio sociale (ad es. prescrizioni di cui agli artt e 2447 c.c., obbligo ex articolo 2486 comma 1 c.c., limitazioni di cui all'articolo 2357 e ss c.c.), ma anche in caso di violazione del dovere, previsto dall'articolo 2392 comma 1 c.c., di gestire con diligenza l'impresa sociale, in considerazione del fatto che ogni atto di disposizione del patrimonio sociale é suscettibile di essere valutato sotto l'aspetto del pregiudizio al patrimonio della società (Cfr Cass. 09/18231: Nell'azione di responsabilità promossa dalla curatela fallimentare della società fallita nei confronti degli ex amministratori ed ex sindaci la "mala gestio" va valutata secondo il criterio della diligenza dovuta dal mandatario, anche indipendentemente dalla violazione di specifiche disposizioni di legge o di singole clausole statutarie). Secondo la giurisprudenza prevalente l'azione di responsabilità esperibile dai creditori ha natura aquiliana e si configura, quindi, come responsabilità da fatto illecito di cui all'articolo 2043 c.c. (Cfr Cass. 07/13765, Cass. 98/10488). Quanto al riparto dell'onere probatorio, in tema di azione di responsabilità promossa dal curatore fallimentare contro gli ex amministratori e sindaci della società fallita compete a chi agisce dare la prova dell'esistenza del danno, e del fatto che esso sia stato causato dal comportamento illecito di un determinato soggetto, potendosi configurare un'inversione dell'onere della prova solo quando l'assoluta mancanza ovvero l'irregolare tenuta delle scritture contabili rendano impossibile al curatore fornire la prova del predetto nesso di causalità; in questo caso, infatti, la citata condotta, integrando la violazione,

6 di specifici obblighi di legge in capo agli amministratori, è di per sé idonea a tradursi in un pregiudizio per il patrimonio (Cfr Cass. Cassazione civile, sez. I, 04/04/2011, n. 7606). L'azione dei creditori sociali si prescrive in cinque anni a norma dell'articolo 2947 c.c. Qualora sia stata promossa razione penale per bancarotta nei confronti degli amministratori di una società soggetta a procedura concorsuale e sia stata esperita azione di responsabilità contro tali organi, ai sensi degli art e 2394 c.c. per gli stessi fatti, il termine di prescrizione più lungo, previsto per l'azione di danno derivante da reato opera anche agli effetti delle azioni di responsabilità ai sensi dei citati art e 2394 c.c.. Il termine di prescrizione inizia a decorrere dal momento in cui il patrimonio sociale è risultato insufficiente al soddisfacimento dei creditori, e cioè dal momento in cui il diritto può essere fatto valere, secondo la regola generale di cui all'articolo 2935 c.c. Secondo la pacifica e condivisibile giurisprudenza della Suprema Corte, la decorrenza della prescrizione coincide con il momento in cui la situazione di insufficienza patrimoniale è divenuta oggettivamente conoscibile da parte dei creditori (Cfr Cass. 09/9619, Cass. 08/20476, Cass. 08/21131, Cass. 05/941, Cass. 04/20637, Cass. 02/98115, Cass. 00/15497, Cass. 98/5287). Inoltre poiché l'insufficienza patrimoniale non coincide con l'insolvenza, la sua esteriorizzazione può avvenire (a) prima della dichiarazione di fallimento, ad esempio attraverso il deposito di un bilancio (cfr Cass.09/8516, Cass. 08/20476), la chiusura della sede e l'assenza di cespiti suscettibili di espropriazione forzata (Cfr Cass. 09/8516), la presentazione della proposta di concordato preventivo (Cfr Cass. 02/9815) o il tentativo di composizione delle pendenze mediante un concordato stragiudiziale (Cfr Cass. 98/5287), (b) nel contesto della dichiarazione di fallimento, ove la sentenza rilevi lo sbilanciamento patrimoniale negativo, (c) durante la procedura fallimentare qualora lo sbilancio emerga a seguito della valutazione dell'attivo e durante le operazioni di liquidazione. L'onere della prova in merito alla circostanza che l'insufficienza del patrimonio si è manifestata ed è divenuta conoscibile prima della dichiarazione di fallimento grava sull'amministratore o sul sindaco che eccepisca la prescrizione (Cfr Cass. 10/17121, Cass. 05/941, Cass. 04/20637). Tanto premesso in termini generali, nella specie l'azione è stata tempestivamente proposta. Risulta, infatti, infondata l'azione di prescrizione sollevata dal convenuto. Il fallimento della A&B veniva dichiarato con sentenza n. 4 del dal Tribunale di Salerno. Il convenuto ha dedotto che i presunti atti di "mala gestio" allegati dalla Curatela sarebbe stati compiuti nell'anno 2000 con l'esercizio 2000 e, quindi, oltre un quinquennio prima dell'esercizio della presente azione introdotta con atto di citazione notificato in data La situazione di insufficienza patrimoniale, però, si rendeva oggettivamente conoscibile solo con la pubblicazione del bilancio di esercizio chiuso al (cfr artt 2478 bis c.c. e 2435 c.c.) che, come

7 rilevato dal ctu, è l'unico bilancio ufficiale, completo anche di ricevuta rilasciata dalla C.C.I.A.A. di Salerno attestante 1 'avvenuto deposito presso la stessa. Va richiamata la giurisprudenza di legittimità citata (Cass. 09/9619, Cass. 08/20476 e che afferma che "non possono sussistere dubbi circa l'idoneità di un bilancio di esercizio, che segnali una situazione patrimoniale in negativo, a costituire il modo con cui lo stato di incapienza diventi manifesto. E' noto che il bilancio ha natura pubblica e, a seguito del deposito, consente ai terzi di conoscere la consistenza patrimoniale della società. Altrettanto indubbia è la sua opponibilità erga omnes e la capacità di operatori, anche non particolarmente qualificati, di leggerlo adeguatamente (o comunque di evincerne uno sbilancio del patrimonio netto)". Rispetto al deposito del bilancio di esercizio chiuso al , l'azione proposta è certamente tempestiva in quanto intervenuta nel quinquennio successivo ex articolo 2947 comma 1 c.c.. Peraltro, nella specie, trova applicazione il termine prescrizionale più lungo di cui all'articolo 2947 comma secondo, in quanto i fatti allegati in giudizio integrano le ipotesi di reato di cui agli artt. 216, 219 e 223 del R.D. 16 marzo 1942, n. 267, termine di durata quindicennale. L'eccezione di prescrizione, pertanto, va rigetatta. L'azione nel merito è fondata. La documentazione prodotta e le risultanze della ctu, del tutto condivisibili in quanto correttamente ed esaurientemente motivate, evidenziano una costante erosione del patrimonio netto della società A & B srl (avente quale oggetto sociale la produzione e lavorazione di materassi, cuscini, coperte, trapunte, tesarti, poltrone, divani, imbottiti per abbigliamento e arredamenti, molle, materassi, reti e strutture molleggianti) a partire dall'esercizio I dati di bilancio evidenziano una situazione di costante "deficit" per la società a partire, infatti, dall'esercizio 2000, anno nel quale si è verificata la perdita più consistente che ha determinato una riduzione contabile del patrimonio netto che scende al di sotto di oltre 1/3 del capitale sociale, fino ad arrivare a fine 2004 ad una perdita complessiva pari ad Euro ,00. Tale dato oggettivo evidenzia l' insufficienza del patrimonio sociale che si identifica, come detto, con quella situazione patrimoniale nella quale le passività eccedono sulle àttività rappresentando un'incapacità più grave e definitiva di quella insita nello stato di insolvenza e che costituisce uno dei presupposti per l'accertamento della responsabilità ex articolo 2394 c.c. Sussiste altresì il presupposto della condotta illegittima di B.A. che dal al era amministratore in carica della A&B srl e dal al ricopriva la carica di liquidatore. Va, innanzitutto, tenuto nel debito conto la sentenza ex articolo 444 c.p.c. emessa in data nei confronti di B.A. in ordine all'imputazione di bancarotta per distrazione aggravata.

8 Tale sentenza non possiede i caratteri della sentenza di condanna, in quanto non presuppone né l'accertamento della sussistenza del fatto reato né la sua riferibilità ad un determinato soggetto, ma. si fonda sulla ricognizione dell'accordo intervenuto tra le parti sul merito del processo e sulla pena da applicare (Cfr. Cass. S.U e Cass. S.U , Cass. S.U ). Nondimeno, secondo la giurisprudenza della Suprema Corte, essa può costituire un argomento di prova valutabile ai sensi dell'articolo 116 c.p.c. e desumibile dal fatto storico della pronuncia della sentenza ex articolo 444 c.p.p. e del suo presupposto, ossia dell'accordo intervenuto tra le parti per l'applicazione della pena da loro richiesta (Cfr. Cass n. 9358; Cass n. 3626; Cass n. 6863; Cass n. 6218; Cass n. 5784; Cass n. 9976). In particolare, secondo la Suprema Corte (cfr Cassazione civile, sez. lav., 09/03/2009, n. 5637) la sentenza penale di applicazione della pena ex art. 444 c.p.p., costituisce indiscutibile elemento di prova per il giudice di merito il quale, ove intenda disconoscere tale efficacia probatoria, ha il dovere di spiegare le ragioni per cui l'imputato avrebbe ammesso una sua insussistente responsabilità, ed il giudice penale abbia prestato fede a tale ammissione, cosicchè detto riconoscimento, pur non essendo oggetto di statuizione assistita dall'efficacia del giudicato, ben può essere utilizzato come prova nei giudizi civili (cfr anche Cass., n. 4193/2003 e Cass. n /2007). Tale sentenza ha ad oggetto proprio le condotte distrattive poste a fondamento del presente giudizio di responsabilità civile. Le condotte distrattive, inoltre, trovano riscontro nelle relazioni redatte in data e dal dott. W.I. nominato ctu dal Giudice Delegato nella procedura fallimentare e nelle risultanze della ctu espletata nel presente giudizio ad opera della dott.ssa G.N.. Le condotte del B. tenute in violazione degli obblighi di conservazione del capitale sociale e di gestire con diligenza l'impresa sociale vanno determinale come segue. Innanzitutto, va rilevato che, nonostante la situazione di "deficit" della società a partire dall'anno 2000 e con costante evoluzione in negativo, l'amministratore convenuto non adottava alcun provvedimento atto a ripianare la situazione. Va evidenziato anche che, pur avendo l'assemblea dei soci del fatto espresso richiamo al dettato dell'articolo 2447 del codice civile al fine di fronteggiare le perdite accumulate, non si ha traccia di interventi indirizzati al risanamento del patrimonio aziendale con evidente violazione dei doveri imposti agli amministratori dal disposto dell'articolo 2447 c.c. in tema di perdite del capitale sociale al di sotto del limite legale. Inoltre, il convenuto poneva in essere le seguenti condotte contrarie ai doveri di diligenza e conservazione del patrimonio sociale proprio in coincidenza temporale con la perdita di esercizio più consistente verificatasi nell'esercizio 2000: a) dall'analisi dei dati contabili evincibili dal libro giornale della società fallita, emerge che veniva annotato in contabilità al merci in giacenza per complessive L mentre al termine

9 dell'esercizio tale importo veniva completamente azzerato e, quindi, la commercializzazione da parte dell'amministratore di tali merci ad un valore irrisorio o senza fatturazione, con evidente volontà di distrarre il capitale sociale; b) dall'analisi dei dati contabili evincibili dal libro giornale della società fallita, emerge che in data veniva annotato "sopravvenienze passive straordinarie a Cassa L ; tale annotazione risulta priva di motivazione gestionale ed evidenzia una volontà distrattiva finalizzata alla sottrazione dalla disponibilità della società della predetta somma a fronte di consistenti debiti verso gli istituti di credito e verso i fornitori il cui totale ammontava a complessive L ; c) in data la A&B srl, a mezzo del legale rappresentante B.A., stipulava scrittura privata di affitto di azienda con la GIB srl per la durata di anni sei a decorrere dal 1 marzo 2000 e con un canone annuo complessivo di L oltre Iva da pagarsi in rate semestrali anticipate il 1 settembre ed il 1 marzo di ogni anno; con l'affitto si trasferivano anche i macchinari, arredamento, attrezzi di ogni genere, mobili e quant'altro esistente nei locali dell'azienda, ivi compreso il marchio e l'insegna ed il benefìcio di utilizzazione della facoltà di acquistare beni e servizi per cessione all'esportazione, nonché genericamente le rimanenze di materie prime e prodotti finiti in giacenza al ; d)il canone di affitto veniva percepito solo con riferimento alla prima animalità, e quindi, l'amministratore non provvedeva con evidente negligenza gestionale alla riscossione dei canoni di locazione per un importo complessivo pari a L (Euro ,00); e) i rapporti commerciali intercorsi tra le due società evidenziano numerosi pagamenti effettuati per cassa con comistenti movimentazioni in denaro intercorse tra le due società (fatture di vendita n e 48 del 2000, fatture n. 1 e 2 del 20019), che non trovano riscontro nelle relative fatturazioni e che comprovano la volontà di distrarre liquidità dalla società A&B a favore della GIB srl a scapito dei creditori sociali; f) alla luce della verifica del libro giornale, il rapporto tra le "rimanenze di magazzino" alla data del e quelle trasferite con le vendite alla GIB srl evidenzia l'esistenza di merci in magazzino non vendute alla GIB srl né rinvenute al momento dell 'inventario dell'ufficio fallimentare per un valore totale dì L e, quindi, la commercializzazione da parte dell'amministratore di tali merci ad un valore irrisorio o senza fatturazione, con evidente volontà di distrarre il capitale sociale; g) alla luce del confronto tra l'inventario dei "macchinari e beni mobili" ricompresi nell'affitto di azienda e relative fatture di vendita e quello svolto dall'ufficio fallimentare, emerge che nella vendita alla GIB rientravano solo i macchinari tipici per lo svolgimento dell'attività aziendale e non invece l'arredamento e l'attrezzatura di ufficio e che quanto rinvenuto in sede di inventario dall'ufficio fallimentare evidenzia il mancato rinvenimento di tutti i beni elencati dalla società fallita al momento dell'affitto di azienda, con evidente volontà di distrazione; h) le scritture contabili della società veniva tenute in maniera imparziale e lacunosa tanto da non consentire una esaustiva ricostruzione delle operazioni intraprese dàlia società fallita dalla data della sua

10 costituzione fino alla data di dichiarazione di fallimento (cfr par. 6.2 della relazione redatta dal ctu dott.ssa G.N.). Non può dubitarsi della sussistenza del nesso di causalità tra le condotte in oggetto ed il danno accertato, evincibile dalla contestualità fra le stesse e il consistente detrimento del capitale sociale e fronte di una imponente situazione debitoria. Il danno va quantificato in via equitativa, in mancanza di prova di un maggior pregiudizio, nella differenza tra l'attivo ed il passivo, dovendosi ritenere che la parte del capitale sociale perduto sia eziologicamente imputabile alle singole e specifiche condotte dell'amministratore, secondo le regole sul nesso di causalità materiale. Va fatto riferimento una valutazione equitativa del danno, a seguito della impossibilità, per la tenuta lacunosa ed imparziale delle scritture contabili, di ricostruire i dati contabili in modo analitico ed individuare e quantificare specificamente le conseguenze dannose dei singoli atti illegittimi (cfr. Cassazione civile, sez. I, 15 febbraio 2005, n. 3032; Cassazione civile, sez. I, 06/12/2000, n , Cass. 98/3483). Pertanto, il danno va quantificato in Euro ,00. Al pagamento di tale somma in favore della Curatèla va, quindi condannato il convenuto, quale amministratore e successivamente liquidatore della società fallita. Le spese processuali, liquidate quanto al compenso professionale per il difensore della parte vittoriosa ai sensi dell'articolo 2225 c.c. e tenuto conto dell'attività difensiva svolta, seguono la soccombenza e vanno poste a carico del convenuto unitamente a quelle di ctu, nella misura già liquidata. P.Q.M. il Tribunale di Salerno Prima Sezione Civile definitivamente pronunziando sulla domanda proposta dalla Curatela del Fallimento A&B srl in liquidazione, in persona del curatore avv. Amelia Fiore nei confronti di B.A. con atto di citazione notificato in data uditi i procuratori delle partì, ogni altra istanza, difesa, eccezione e deduzione respinta, cosi provvede: 1) condanna B.A. al pagamento in favore dalla Curatela del Fallimento A&B srl in liquidazione, in persona del curatore avv. Amelia Fiore, a titolo di risarcimento danni e per la causale di cui alla parte motiva, della somma di Euro ,00, oltre interessi legali dalla data di pubblicazione della presente sentenza al soddisfo ; 2) condanna B.A. al pagamento in favore dalla Curatela del Fallimento A&B srl in liquidazione, in persona del curatore avv. Amelia Fiore delle spese processuali che liquida in complessivi di Euro 5518,00 di cui Euro 1.118,00 per esborsi ed Euro 4400,00 per competenze, oltre Iva e Cassa, come per legge;

11 3) pone a definitivo carico di B.A. le spese di ctu nella misura già liquidata in atti, con conseguente condanna del predetto al rimborso in favore della parte attrice delle somme anticipate in via provvisoria al ctu.

Repubblica Italiana. In Nome del Popolo Italiano. sentenza

Repubblica Italiana. In Nome del Popolo Italiano. sentenza Fallimento Revocatoria fallimentare: pagamenti Compensi per prestazioni professionali al difensore Sistemazione concordataria dei debiti Fase prefallimentare Scientia decoctionis - Tutela della posizione

Dettagli

La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali

La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali SOMMARIO: 1. - La fattispecie concreta 2. Le azioni di responsabilità contro gli amministratori: caratteri essenziali 3.

Dettagli

******* REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO ILTRIBUNALE DI PERUGIA SECONDA SEZIONE CIVILE IN COMPOSIZIONE COLLEGIALE

******* REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO ILTRIBUNALE DI PERUGIA SECONDA SEZIONE CIVILE IN COMPOSIZIONE COLLEGIALE Abstract. Il Tribunale ha rilevato la nullità dell ordine di acquisto di strumenti finanziari ad alto rischio (bonds argentini) in quanto sottoscritto prima del perfezionamento del contratto di intermediazione

Dettagli

Il Tribunale in composizione monocratica, nella persona del giudice. dott. Michele Ruvolo, della Sezione Distaccata di Bagheria, ha SENTENZA T R A

Il Tribunale in composizione monocratica, nella persona del giudice. dott. Michele Ruvolo, della Sezione Distaccata di Bagheria, ha SENTENZA T R A TRIBUNALE DI PALERMO REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale in composizione monocratica, nella persona del giudice dott. Michele Ruvolo, della Sezione Distaccata di Bagheria, ha pronunciato

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Giudice della seconda sezione civile del Tribunale di Udine, dott. Francesco Venier, ha pronunciato, ai sensi dell art. 281 sexies c.p.c., la seguente

Dettagli

Anche il promotore finanziario è soggetto a fallimento Cassazione civile, sez. VI, ordinanza 18.12.2012 n 23384 commento e testo

Anche il promotore finanziario è soggetto a fallimento Cassazione civile, sez. VI, ordinanza 18.12.2012 n 23384 commento e testo Anche il promotore finanziario è soggetto a fallimento Cassazione civile, sez. VI, ordinanza 18.12.2012 n 23384 commento e testo (Leonardo Serra) Altalex.it Con l'ordinanza 18 dicembre 2012, n. 23383 la

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA TRIBUNALE DI TREVISO IN NOME DEL POPOLO ITALIANO SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA TRIBUNALE DI TREVISO IN NOME DEL POPOLO ITALIANO SENTENZA REPUBBLICA ITALIANA TRIBUNALE DI TREVISO IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il giudice dott.ssa Susanna Menegazzi ha pronunciato la seguente nella causa promossa SENTENZA da MARTIGNAGO ADRIANO (C.F. MRTDRN64C02F443X)

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Abstract. Allineandosi all attuale orientamento giurisprudenziale in materia di responsabilità del Ministero della Salute per omessa vigilanza sulla produzione e sulla distribuzione dei vaccini e del sangue

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUARTA SEZIONE PENALE

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUARTA SEZIONE PENALE /h (I 373 96 /14 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUARTA SEZIONE PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VINCENZO ROMIS Dott. GIACOMO FOTI Dott.

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI MODENA Sezione Civile SENTENZA. promossa da

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI MODENA Sezione Civile SENTENZA. promossa da Fallimento Ammissione al passivo: opposizione Domanda riconvenzionale Azione revocatoria in sede di giudizio di opposizione allo stato passivo Medesimo titolo e rapporto giuridico dedotto in giudizio -

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Giudice Unico del Tribunale di Bari, Quarta sezione civile, GOT Dott. Savino Gambatesa, ha pronunciato la seguente SENTENZA Nella causa civile iscritta

Dettagli

di VALENTINA ZUECH Praticante Avvocato nel Foro di Trento Forum Naonis Rivista telematica di giurisprudenza - n. 20 Luglio 2009

di VALENTINA ZUECH Praticante Avvocato nel Foro di Trento Forum Naonis Rivista telematica di giurisprudenza - n. 20 Luglio 2009 Brevi note sull accertamento della responsabilità sociale degli amministratori di società e sulla quantificazione del danno risarcibile (Nota a Trib. Pordenone 15.1.2009 n. 34) di VALENTINA ZUECH Praticante

Dettagli

TRIBUNALE ORDINARIO di REGGIO EMILIA SEZIONE SECONDA CIVILE VERBALE DELLA CAUSA n. R.G. 7347/2014. tra

TRIBUNALE ORDINARIO di REGGIO EMILIA SEZIONE SECONDA CIVILE VERBALE DELLA CAUSA n. R.G. 7347/2014. tra N. R.G. 7347/2014 TRIBUNALE ORDINARIO di REGGIO EMILIA SEZIONE SECONDA CIVILE VERBALE DELLA CAUSA n. R.G. 7347/2014 F.S. C.B. M.M. M. tra e ATTORE CONVENUTI Oggi 24 giugno 2015 innanzi al dott. Gianluigi

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA. Il Tribunale di Lecce, I sezione civile, in composizione monocratica in

REPUBBLICA ITALIANA. Il Tribunale di Lecce, I sezione civile, in composizione monocratica in REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale di Lecce, I sezione civile, in composizione monocratica in persona del Giudice Unico, dott.ssa Consiglia Invitto ha pronunciato la seguente

Dettagli

Sul giudizio di equità dinanzi al giudice di Pace. Trib. Milano, sez. X civ., sentenza 6 febbraio 2014 (est. Damiano Spera)

Sul giudizio di equità dinanzi al giudice di Pace. Trib. Milano, sez. X civ., sentenza 6 febbraio 2014 (est. Damiano Spera) Sul giudizio di equità dinanzi al giudice di Pace Trib. Milano, sez. X civ., sentenza 6 febbraio 2014 (est. Damiano Spera) GIUDICE DI PACE PRONUNCIA SECONDO EQUITÀ CAUSE DI VALORE NON SUPERIORE AD EURO

Dettagli

In nome del Popolo Italiano. il Tribunale di Lecce. sezione I civile SENTENZA

In nome del Popolo Italiano. il Tribunale di Lecce. sezione I civile SENTENZA In nome del Popolo Italiano il Tribunale di Lecce sezione I civile in composizione collegiale, in persona di dott. M. Petrelli dott. A. Esposito dott. C. Invitto presidente giudice giudice relatore ha

Dettagli

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO Sent/Ord. 865/2013 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO Rappresentata ai sensi dell art.5 della legge 21 luglio2000 n. 205 dal

Dettagli

Codice del consumo - Vizio strutturale di autovettura nuova - Eccezione di decadenza - Responsabilità del produttore e del venditore

Codice del consumo - Vizio strutturale di autovettura nuova - Eccezione di decadenza - Responsabilità del produttore e del venditore Codice del consumo - Vizio strutturale di autovettura nuova - Eccezione di decadenza - Responsabilità de Codice del consumo - Vizio strutturale di autovettura nuova - Eccezione di decadenza - Responsabilità

Dettagli

Rimborso di finanziamento da società a socio, postergazione e attività di direzione e coordinamento in presenza di partecipazioni indirette

Rimborso di finanziamento da società a socio, postergazione e attività di direzione e coordinamento in presenza di partecipazioni indirette Rimborso di finanziamento da società a socio, postergazione e attività di direzione e coordinamento in presenza di partecipazioni indirette Tribunale di Torino, 16 febbraio 2015. Giudice Rizzi. Rimborso

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI CROTONE, SEZ. CIVILE in persona del Dott. Michele Sessa ha emesso la seguente SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI CROTONE, SEZ. CIVILE in persona del Dott. Michele Sessa ha emesso la seguente SENTENZA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI CROTONE, SEZ. CIVILE in persona del Dott. Michele Sessa ha emesso la seguente SENTENZA nella causa civile iscritta al n. 1028 del Ruolo Generale

Dettagli

Giudice di Pace di Napoli, sezione seconda sentenza del 23.3.2012 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Giudice di Pace di Napoli Avv.

Giudice di Pace di Napoli, sezione seconda sentenza del 23.3.2012 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Giudice di Pace di Napoli Avv. Giudice di Pace di Napoli, sezione seconda sentenza del 23.3.2012 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Giudice di Pace di Napoli Avv. Felice Alberto D'Onofrio, II Sezione, ha pronunziato

Dettagli

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO S E N T E N Z A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO S E N T E N Z A Sent. 585/2013 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO composta dai seguenti magistrati: Ivan DE MUSSO Andrea LUPI Pina Maria Adriana

Dettagli

TRIBUNALE DI CROTONE Repubblica Italiana In Nome del Popolo Italiano. Il Giudice del Lavoro, D.ssa Wanda Romanò, ha pronunciato la seguente SENTENZA

TRIBUNALE DI CROTONE Repubblica Italiana In Nome del Popolo Italiano. Il Giudice del Lavoro, D.ssa Wanda Romanò, ha pronunciato la seguente SENTENZA TRIBUNALE DI CROTONE Repubblica Italiana In Nome del Popolo Italiano Il Giudice del Lavoro, D.ssa Wanda Romanò, ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa iscritta al n.363 R.G.A.C. per l anno 2003

Dettagli

Credito di rivalsa IVA per prestazioni fatturate dopo l apertura del fallimento

Credito di rivalsa IVA per prestazioni fatturate dopo l apertura del fallimento Legittimità Giurisprudenza IVA Credito di rivalsa IVA per prestazioni fatturate dopo l apertura del fallimento Cassazione, Sez. I civ., Sent. 12 giugno 2008 (5 marzo 2008), n. 15690 - Pres. Proto - Rel.

Dettagli

Il Giudice, dott. Orazio Muscato, in funzione di delegato del Presidente, nel giudizio di opposizione promosso dall Avv. Xxxxxx del Foro di Varese

Il Giudice, dott. Orazio Muscato, in funzione di delegato del Presidente, nel giudizio di opposizione promosso dall Avv. Xxxxxx del Foro di Varese T R I B U N A L E D I V A R E S E Il Giudice, dott. Orazio Muscato, in funzione di delegato del Presidente, nel giudizio di opposizione promosso dall Avv. Xxxxxx del Foro di Varese avverso il decreto di

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI CALTANISSETTA. Sezione Lavoro SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI CALTANISSETTA. Sezione Lavoro SENTENZA Pubblicata in GIUS 18/2000, p. 2133 e ss. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE CALTANISSETTA Sent. Civ. N. 475/00 Reg. Gen. 1886/99 Cronologico 3133 TRIBUNALE DI CALTANISSETTA Sezione

Dettagli

Indice. 1 Gli accordi di ristrutturazione dei debiti ------------------------------------------------------------ 3

Indice. 1 Gli accordi di ristrutturazione dei debiti ------------------------------------------------------------ 3 INSEGNAMENTO DI DIRITTO FALLIMENTARE LEZIONE XIV GLI ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE PROF. SIMONE LABONIA Indice 1 Gli accordi di ristrutturazione dei debiti ------------------------------------------------------------

Dettagli

Sentenza Tribunale di Piacenza 23 dicembre 2014 n. 928/2014 FATTO E DIRITTO

Sentenza Tribunale di Piacenza 23 dicembre 2014 n. 928/2014 FATTO E DIRITTO Sentenza Tribunale di Piacenza 23 dicembre 2014 n. 928/2014 FATTO E DIRITTO Con atto di citazione ritualmente notificato, il fallimento A s.r.l., in persona del curatore, dopo aver premesso che, con sentenza

Dettagli

TRIBUNALE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE - SEZIONE DISTACCATA DI CASERTA - GIUDICE DOTT. M. SANTISE (22 ottobre 2007)

TRIBUNALE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE - SEZIONE DISTACCATA DI CASERTA - GIUDICE DOTT. M. SANTISE (22 ottobre 2007) TRIBUNALE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE - SEZIONE DISTACCATA DI CASERTA - GIUDICE DOTT. M. SANTISE (22 ottobre 2007) (omissis) tra F.C. (omissis) e G.G. (omissis) ATTORE e Curatela del Fallimento M.C.G.

Dettagli

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO PRIMA SEZIONE CIVILE. Dott. LOREDANA NAllICONE - Rel. Consigliere - SENTENZA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO PRIMA SEZIONE CIVILE. Dott. LOREDANA NAllICONE - Rel. Consigliere - SENTENZA -691 14 115 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE PRIMA SEZIONE CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Oggetto Opposizione a dichiarazione di fallimento.

Dettagli

Corte di Cassazione, Sezione 1 civile. Sentenza 10 maggio 2012, n. 7162

Corte di Cassazione, Sezione 1 civile. Sentenza 10 maggio 2012, n. 7162 www.lex24.ilsole24ore.com Corte di Cassazione, Sezione 1 civile Sentenza 10 maggio 2012, n. 7162 Integrale - Condominio negli edifici - Amministratore - Attribuzioni - Riscossione contributi ed erogazione

Dettagli

Tribunale di Pavia - 09.02.2009 n. 492 - Dott. Tarantola - P.A. srl (Avv.ti Di Giorgi, Maggi, Tozzoli) - INPS (Avv. De Maestri)

Tribunale di Pavia - 09.02.2009 n. 492 - Dott. Tarantola - P.A. srl (Avv.ti Di Giorgi, Maggi, Tozzoli) - INPS (Avv. De Maestri) Danno (Risarcimento del) - Assenza per malattia del lavoratore - Richieste reiterate del datore di lavoro all'inps di visita medico-legale di controllo - Omesso riscontro di talune richieste - Danno per

Dettagli

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO 32. Tribunale di Modena, 11 febbraio 2005, n. 582 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI MODENA SEZIONE CIVILE Composto dai magistrati: Dott. Emilia Salvatore Presidente Est. Dott.

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA. Il Tribunale di Lecce, I sezione civile, in composizione monocratica in

REPUBBLICA ITALIANA. Il Tribunale di Lecce, I sezione civile, in composizione monocratica in REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale di Lecce, I sezione civile, in composizione monocratica in persona del Giudice Unico, dott.ssa Consiglia Invitto ha pronunciato la seguente

Dettagli

Cassazione penale in tema di differenze fra deposito incontrollato, temporaneo, preliminare e messa in riserva

Cassazione penale in tema di differenze fra deposito incontrollato, temporaneo, preliminare e messa in riserva Cassazione penale in tema di differenze fra deposito incontrollato, temporaneo, preliminare e messa in riserva In tema di gestione dei rifiuti, quando il deposito di rifiuti non possiede i requisiti fissati

Dettagli

Cass. civ. Sez. II, Sent., 25/02/2014, n. 4489 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE

Cass. civ. Sez. II, Sent., 25/02/2014, n. 4489 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Cass. civ. Sez. II, Sent., 25/02/2014, n. 4489 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. TRIOLA

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE TERZA SEZIONE CIVILE

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE TERZA SEZIONE CIVILE REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE TERZA SEZIONE CIVILE ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso 2366-2008 proposto da: M. F. elettivamente domiciliato

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE. sentenza

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE. sentenza REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE ha pronunciato la seguente: sentenza sul ricorso 629/2007 proposto da: FALLIMENTO L.C. S.R.L., in persona

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Giudice di Pace di Napoli Avv. Felice Alberto D Onofrio,II Sezione, ha pronunziato la seguente SENTENZA 10141/2012 nel procedimento incardinato con RG.N.84293/11,riservato

Dettagli

RISOLUZIONE N. 195/E

RISOLUZIONE N. 195/E RISOLUZIONE N. 195/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 16 maggio 2008 OGGETTO: Istanza di interpello - ART.11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Modalità di esercizio delle variazioni IVA in

Dettagli

* * * * * REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

* * * * * REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Abstract. La conclusione di contratti di investimento tra un agente ed un soggetto assicurato espone la compagnia assicuratrice ad una responsabilità solidale, ex art. 2049 c.c., per i danni subiti dall

Dettagli

Cassazione Civile, sez. VI, sent. n. 14887 01-07-2014 (Ordinanza emessa in applicazione dell'art. 380 bis c.p.c.)

Cassazione Civile, sez. VI, sent. n. 14887 01-07-2014 (Ordinanza emessa in applicazione dell'art. 380 bis c.p.c.) La banca, al fine di ottenere la condanna al pagamento di un saldo di rapporto di conto corrente, è onerata della produzione non solo di tutti gli estratti conto dall'inizio del rapporto ma anche della

Dettagli

Tribunale di Mantova, Sez. II Giudice Designato Dott. Mauro Bernardi Provvedimento del giorno 10 dicembre 2004

Tribunale di Mantova, Sez. II Giudice Designato Dott. Mauro Bernardi Provvedimento del giorno 10 dicembre 2004 22. Negoziazione fuori sede di obbligazioni argentine - Mancata menzione della facoltà di recesso - Nullità del contratto - Sussistenza. Art. 30 d. lgs. 24-2-1998 n. 58 Tribunale di Mantova, Sez. II Giudice

Dettagli

TRIBUNALE DI TORINO SEZIONE FALLIMENTARE

TRIBUNALE DI TORINO SEZIONE FALLIMENTARE Tribunale di Torino - sez. fallimentare - 4 novembre 2011, decr. TRIBUNALE DI TORINO SEZIONE FALLIMENTARE In composizione collegiale nelle persone di Sigg.ri Magistrati Dott. Francesco DONATO Dott. Michela

Dettagli

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TERZA SEZIONE CIVILE SENTENZA. domiciliato in ROMA, VIALE MAZZINI 11 PAL H-3, presso

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TERZA SEZIONE CIVILE SENTENZA. domiciliato in ROMA, VIALE MAZZINI 11 PAL H-3, presso -6901/2015 1 ORIGINALE i REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE TERZA SEZIONE CIVILE Oggetto Danno anibientale - Prescrizione R.G.N. 18598/2011 Composta dagli Ill.mi

Dettagli

http://bddweb.corteconti.it/bdddaccessibile/doc/011/a3d00574011.htm

http://bddweb.corteconti.it/bdddaccessibile/doc/011/a3d00574011.htm Page 1 of 7 REPUBBLICA ITALIANA 574/2011 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE TERZA GIURISDIZIONALE CENTRALE D APPELLO composta dai signori magistrati : Dott. Ignazio de MARCO Dott. Amedeo

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE CIVILE DI UDINE. In funzione di giudice del lavoro, in persona del giudice Dott.

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE CIVILE DI UDINE. In funzione di giudice del lavoro, in persona del giudice Dott. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE CIVILE DI UDINE In funzione di giudice del lavoro, in persona del giudice Dott. Giuliano Berardi, ha pronunciato la presente SENTENZA nella

Dettagli

IL COLLEGIO DI ROMA. Fatto

IL COLLEGIO DI ROMA. Fatto IL COLLEGIO DI ROMA composto dai signori: Dott. Giuseppe Marziale... Presidente Avv. Bruno De Carolis.. Avv. Alessandro Leproux Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia

Dettagli

N. 00047/2014 REG.PROV.COLL. N. 01496/2013 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

N. 00047/2014 REG.PROV.COLL. N. 01496/2013 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 00047/2014 REG.PROV.COLL. N. 01496/2013 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA

Dettagli

Atto n. 23 Comparsa di costituzione e risposta. Cessione del credito Concordato preventivo

Atto n. 23 Comparsa di costituzione e risposta. Cessione del credito Concordato preventivo 476 Atto n. 23 Comparsa di costituzione e risposta. Cessione del credito Concordato preventivo di Claudia Mariani Traccia La società Alfa s.r.l., in data 10 novembre 2014, ha ceduto alla Gamma s.r.l. il

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE TERZA CIVILE

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE TERZA CIVILE REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE TERZA CIVILE in persona del giudice unico dott. Stefano cardinali, ha pronunciato la seguente S E N T E N Z A nella causa civile

Dettagli

PARERI di CONGRUITA PARCELLE

PARERI di CONGRUITA PARCELLE RACCOLTA DELIBERE E MASSIME del Consiglio dell Ordine di Sassari dal 01.02.2010 aggiornata al 26.02.2014 a cura del Consigliere Segretario avv. Silvio Zicconi in Tema di : PARERI di CONGRUITA PARCELLE

Dettagli

Tribunale di Milano. Sezione V Civile. Sentenza 19 febbraio 2009, n. 2334

Tribunale di Milano. Sezione V Civile. Sentenza 19 febbraio 2009, n. 2334 Tribunale di Milano Sezione V Civile Sentenza 19 febbraio 2009, n. 2334 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI MILANO SEZIONE V CIVILE In persona del Giudice Istruttore, in funzione

Dettagli

TRIBUNALE DI MODENA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE DI MODENA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Filiazione naturale Riconoscimento del figlio naturale: impugnazione Convivenza more uxorio Impotentia generandi al tempo del concepimento Qualificazione dell azione: a) disconoscimento di paternità esclusione

Dettagli

IL CONTRATTO DI APERTURA DI credito IN CONTO CORRENTE CON GARANZIA IPOTECARIA NON E VALIDO TITOLO ESECUTIVO

IL CONTRATTO DI APERTURA DI credito IN CONTO CORRENTE CON GARANZIA IPOTECARIA NON E VALIDO TITOLO ESECUTIVO IL CONTRATTO DI APERTURA DI credito IN CONTO CORRENTE CON GARANZIA IPOTECARIA NON E VALIDO TITOLO ESECUTIVO DATA 2005-5-12 ESTREMI Tribunale dl Udine sezione civile SINTESI La certezza del credito deve

Dettagli

TRIBUNALE ORDINARIO DI BRESCIA Sezione Fallimentare e Commerciale Il Tribunale, riunito in camera di consiglio in persona dei seguenti magistrati:

TRIBUNALE ORDINARIO DI BRESCIA Sezione Fallimentare e Commerciale Il Tribunale, riunito in camera di consiglio in persona dei seguenti magistrati: TRIBUNALE ORDINARIO DI BRESCIA Sezione Fallimentare e Commerciale Il Tribunale, riunito in camera di consiglio in persona dei seguenti magistrati: dott. Antonio Cumin, presidente dott. Giovanni Frangipane,

Dettagli

Non può essere accolta la domanda di nullità del provvedimento che dispone il mutamento del rito sommario in rito ordinario

Non può essere accolta la domanda di nullità del provvedimento che dispone il mutamento del rito sommario in rito ordinario Non può essere accolta la domanda di nullità del provvedimento che dispone il mutamento del rito sommario in rito ordinario Tribunale di Milano - Sezione specializzata in materia d'impresa, 19 febbraio

Dettagli

Tribunale di Udine. - sezione civile -

Tribunale di Udine. - sezione civile - Tribunale di Udine - sezione civile - Verbale d udienza Successivamente oggi, 13.1.2014, alle ore 12.00, davanti al giudice istruttore dott. Andrea Zuliani, nella causa iscritta al n 2998/12 R.A.C.C.,

Dettagli

INDICAZIONI SULL APPLICAZIONE DELLA TARIFFA PROFESSIONALE D.M.

INDICAZIONI SULL APPLICAZIONE DELLA TARIFFA PROFESSIONALE D.M. INDICAZIONI SULL APPLICAZIONE DELLA TARIFFA PROFESSIONALE D.M. 8 aprile 2004 n. 127 a cura del Consiglio dell Ordine degli Avvocati di Pordenone CRITERI GENERALI Tariffa applicabile La tariffa applicabile

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITA.

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITA. Sent. Cron. Rep. Oggetto: prelazione agraria Sentenza ex art. 281 sexies REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITA. Il Tribunale di Matera, in persona del Giudice Unico Raffaele VIGLIONE, ha emesso la

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Tribunale di Monza

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Tribunale di Monza REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Tribunale di Monza Sezione Terza Sezione Il Tribunale, nella persona del giudice unico Dott. Giovanni Battista Nardecchia ha pronunciato la seguente SENTENZA

Dettagli

IL CONCORDATO PREVENTIVO Schema di sintesi

IL CONCORDATO PREVENTIVO Schema di sintesi IL CONCORDATO PREVENTIVO Schema di sintesi Premessa. La pendenza della procedura di concordato preventivo non produce uno spossessamento del debitore ma soltanto una limitazione dei suoi poteri. Tale limitazione

Dettagli

Tribunale di Torino 1 febbraio 2008 Pres. Vigone, Est. Di Capua.

Tribunale di Torino 1 febbraio 2008 Pres. Vigone, Est. Di Capua. Tribunale di Torino 1 febbraio 2008 Pres. Vigone, Est. Di Capua. Società di persone Efficacia verso i soci del titolo esecutivo ottenuto nei confronti della società Iscrizione di ipoteca nei confronti

Dettagli

Cass., 6 agosto 2010, n. 18437

Cass., 6 agosto 2010, n. 18437 Cass., 6 agosto 2010, n. 18437! Nel caso in cui all ammissione da parte del tribunale della domanda di concordato preventivo, proposta ai sensi dell art. 160 l.fall. - ratione temporis vigente, secondo

Dettagli

TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI VERONA. Sezione III Civile. Il Giudice Dott. Massimo Vaccari ORDINANZA

TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI VERONA. Sezione III Civile. Il Giudice Dott. Massimo Vaccari ORDINANZA TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI VERONA Sezione III Civile Il Giudice Dott. Massimo Vaccari Ha emesso la seguente ORDINANZA Nella causa di opposizione a decreto ingiuntivo promossa da Gruppo G. S. U. in liquidazione

Dettagli

La premessa. Ischia, 23 settembre 2002

La premessa. Ischia, 23 settembre 2002 Ischia, 23 settembre 2002 Oggetto: parere sull ammissibilità del rimborso delle spese legali sostenute da ex amministratori comunali in procedimenti penali definiti con formula assolutoria. Viene chiesto

Dettagli

Anna Teresa Paciotti. Presidente Canevari Relatore Coletti De Cesare. Ritenuto in fatto

Anna Teresa Paciotti. Presidente Canevari Relatore Coletti De Cesare. Ritenuto in fatto Redditi percepiti per lo svolgimento di attività connesse all esercizio della libera professione.sono soggetti alla imposizione contributiva delle Casse di previdenza Corte di Cassazione Sentenza n. 14684/2012

Dettagli

Contratto di sub trasporto, perdita delle cose trasportate e

Contratto di sub trasporto, perdita delle cose trasportate e Contratto di sub trasporto, perdita delle cose trasportate e possibilità per il submittente di far valere in via diretta verso il sub trasportatore la responsabilità risarcitoria del vettore Tribunale

Dettagli

Repubblica Italiana. In nome del popolo italiano. La Corte dei conti. Sezione giurisdizionale d'appello per la Regione siciliana

Repubblica Italiana. In nome del popolo italiano. La Corte dei conti. Sezione giurisdizionale d'appello per la Regione siciliana Repubblica Italiana In nome del popolo italiano La Corte dei conti Sezione giurisdizionale d'appello per la Regione siciliana composta dai magistrati: dott Salvatore Cilia dott. Luciana Savagnone dott.

Dettagli

CONDOMINIO (OMISSIS), in persona dell'amministratore pro tempore; avverso la sentenza della Corte d'appello di Trieste, depositata in data (OMISSIS);

CONDOMINIO (OMISSIS), in persona dell'amministratore pro tempore; avverso la sentenza della Corte d'appello di Trieste, depositata in data (OMISSIS); REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 2 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. GOLDONI Umberto - Presidente Dott. PETITTI

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO SENTENZA TRA

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO SENTENZA TRA LA SENTENZA INTEGRALE: SENTENZA CIVILE RG. 111653/2007 Rif,./ civ ord. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Giudice di Pace, della VI Sezione del Mandamento di Napoli, nella persona del Giudice

Dettagli

PARERE CIRCA LA RESPONSABILITA DI POSTE ITALIANE PER IL TARDIVO RECAPITO DI PLICO RACCOMANDATO

PARERE CIRCA LA RESPONSABILITA DI POSTE ITALIANE PER IL TARDIVO RECAPITO DI PLICO RACCOMANDATO PARERE CIRCA LA RESPONSABILITA DI POSTE ITALIANE PER IL TARDIVO RECAPITO DI PLICO RACCOMANDATO La questione in esame circa la possibilità di un azione di risarcimento del danno patito a causa del tardivo

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE DISTACCATA DI OSTIA. Il Giudice dott. cons. Massimo Moriconi nella causa tra

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE DISTACCATA DI OSTIA. Il Giudice dott. cons. Massimo Moriconi nella causa tra REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE DISTACCATA DI OSTIA Il Giudice dott. cons. Massimo Moriconi nella causa tra (Omissis) (avv.to (Omissis)) intimante E (Omissis)

Dettagli

E' legittimo il licenziamento dovuto a condanna per concussione

E' legittimo il licenziamento dovuto a condanna per concussione Pagina 1 Dimensione dei caratteri:normal Large ExtraLarge E' legittimo il licenziamento dovuto a condanna per concussione Con sentenza n. 5581 del 6 marzo 2009, la Cassazione ha affermato che è legittimo

Dettagli

INDICE SOMMARIO. Capitolo 1 LA VIOLENZA ENDO-FAMILIARE E LO STALKING

INDICE SOMMARIO. Capitolo 1 LA VIOLENZA ENDO-FAMILIARE E LO STALKING INDICE SOMMARIO Elenco delle principali abbreviazioni... XIX Capitolo 1 LA VIOLENZA ENDO-FAMILIARE E LO STALKING 1.1. Introduzione... 1 1.2. I pregiudizi... 2 1.3. La tutela.... 4 1.4. La mancanza di una

Dettagli

Trib. Milano, 6.7.2011, Giud. Mannucci (imp. P.) REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI MILANO

Trib. Milano, 6.7.2011, Giud. Mannucci (imp. P.) REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI MILANO Trib. Milano, 6.7.2011, Giud. Mannucci (imp. P.) REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI MILANO Il processo. Con decreto di citazione diretta dell 8.9.2010, emesso a seguito di opposizione

Dettagli

IL COLLEGIO DI ROMA. [estensore] Finanziario. Fatto

IL COLLEGIO DI ROMA. [estensore] Finanziario. Fatto IL COLLEGIO DI ROMA composto dai signori: Avv. Bruno De Carolis... Dott. Comm. Girolamo Fabio Porta... Prof. Avv. Andrea Gemma... Prof. Avv. Raffaele Lener... Membro designato dalla Banca d Italia, che

Dettagli

TRIBUNALE DI PALERMO SEZIONE FALLIMENTARE RICORSO EX ARTT. 80 E SS. D.LGS. 270/99. per conto e nell interesse di ABA HOME s.r.l., con sede in Palermo,

TRIBUNALE DI PALERMO SEZIONE FALLIMENTARE RICORSO EX ARTT. 80 E SS. D.LGS. 270/99. per conto e nell interesse di ABA HOME s.r.l., con sede in Palermo, TRIBUNALE DI PALERMO SEZIONE FALLIMENTARE RICORSO EX ARTT. 80 E SS. D.LGS. 270/99 per conto e nell interesse di ABA HOME s.r.l., con sede in Palermo, viale della Regione Siciliana, 4464, iscritta presso

Dettagli

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE DISTACCATA DI OSTIA N. RG. 648-10 REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE DISTACCATA DI OSTIA N. RG. 648-10 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE DISTACCATA DI OSTIA N. RG. 648-10 REPUBBLICA ITALIANA Il Giudice dott. cons. Massimo Moriconi nella causa tra Società in persona del suo legale rappresentante

Dettagli

Sentenza. del 23 ottobre 2013 - e. coniugi e consumati

Sentenza. del 23 ottobre 2013 - e. coniugi e consumati Conto corrente cointestato tra coniugi e disciplina della comunione de residuo TRIBUNALE DI BARI - Sentenza del 23 ottobre 2013 - e massima a cura dell Avv. Daniela Angelini Sono esclusi dalla comunione

Dettagli

Corte di Cassazione, Sezione 2 civile Sentenza 18 maggio 2015, n. 10173

Corte di Cassazione, Sezione 2 civile Sentenza 18 maggio 2015, n. 10173 Corte di Cassazione, Sezione 2 civile Sentenza 18 maggio 2015, n. 10173 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri

Dettagli

parte convenuta avente ad oggetto: pagamento somma

parte convenuta avente ad oggetto: pagamento somma Sentenza n.1941/05 Pronunziata il 11.11.2005 Depositata il 17.11.2005 Successioni Legittime Immobile ad uso abitativo Comunione ereditaria Uso esclusivo da parte di un coerede Diritto del coerede comproprietario

Dettagli

del Comune di Folignano al risarcimento del danno arrecato dall atto impugnato.

del Comune di Folignano al risarcimento del danno arrecato dall atto impugnato. La responsabilità patrimoniale della pubblica Amministrazione conseguente all adozione di provvedimenti illegittimi deve essere inserita nel sistema delineato dagli articoli 2043 e seguenti del codice

Dettagli

TRIBUNALE DI UDINE. sezione civile

TRIBUNALE DI UDINE. sezione civile TRIBUNALE DI UDINE sezione civile Successivamente oggi 24.1.2014, ore 12.30, davanti al giudice istruttore, dott. Andrea Zuliani, nella causa civile iscritta al n 1155/10 R.A.C.C., promossa da - (A) S.r.l.,

Dettagli

Tribunale di Firenze, in composizione monocratica in funzione di giudice del lavoro

Tribunale di Firenze, in composizione monocratica in funzione di giudice del lavoro Tribunale di Firenze, in composizione monocratica in funzione di giudice del lavoro Nella persona del giudice dott. Vincenzo Nuvoli ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa iscritta al n. 2959 R.G.

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia. (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia. (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente N. 00695/2015 REG.PROV.COLL. N. 03212/2013 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente SENTENZA

Dettagli

IL TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE FALLIMENTARE DECRETO

IL TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE FALLIMENTARE DECRETO Tribunale di Roma, Sez. Fall., 24 maggio 2012 così composto: IL TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE FALLIMENTARE dott. Marco Vannucci dott. Giuseppe Di Salvo dott. Aldo Ruggiero Presidente Giudice Giudice rel. riunito

Dettagli

Sentenza n. 767/2015 pubbl. il 27/06/2015 RG n. 4586/2012

Sentenza n. 767/2015 pubbl. il 27/06/2015 RG n. 4586/2012 N. R.G. 4586/2012 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE ORDINARIO di PRATO Unica CIVILE Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Maria Novella Legnaioli ha pronunciato la seguente

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI POTENZA SEZIONE CIVILE Il Tribunale di Potenza, in composizione monocratica, in persona

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI POTENZA SEZIONE CIVILE Il Tribunale di Potenza, in composizione monocratica, in persona REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI POTENZA SEZIONE CIVILE Il Tribunale di Potenza, in composizione monocratica, in persona del G.O.T. Dott.ssa Caterina Genzano, ha pronunciato

Dettagli

TRIBUNALE DI TORINO SEZIONE PRIMA CIVILE. Il Tribunale di Torino - sezione 1 civile SENTENZA. Contro

TRIBUNALE DI TORINO SEZIONE PRIMA CIVILE. Il Tribunale di Torino - sezione 1 civile SENTENZA. Contro TRIBUNALE DI TORINO SEZIONE PRIMA CIVILE Il Tribunale di Torino - sezione 1 civile in composizione monocratica ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile iscritta in primo grado al n.18076

Dettagli

R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana. (Sezione Prima) SENTENZA

R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana. (Sezione Prima) SENTENZA N. 01807/2011 REG.PROV.COLL. N. 01970/2007 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Prima) ha pronunciato la

Dettagli

Mobbing. Responsabile il datore di lavoro se omette la dovuta vigilanza sui dipendenti

Mobbing. Responsabile il datore di lavoro se omette la dovuta vigilanza sui dipendenti CASSAZIONE CIVILE, Sezione Lavoro, Sentenza n. 16148 del 20/08/2007 Mobbing. Responsabile il datore di lavoro se omette la dovuta vigilanza sui dipendenti Il datore di lavoro e ritenuto responsabile dei

Dettagli

Separazione cointestazione del conto corrente Sentenza n. 19115/2012 commento e testo

Separazione cointestazione del conto corrente Sentenza n. 19115/2012 commento e testo Separazione cointestazione del conto corrente Sentenza n. 19115/2012 commento e testo Studio legale law.it La documentazione in possesso della banca può dimostrare il contrario Nel corso di un giudizio

Dettagli

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 17 gennaio 2014, n. 898

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 17 gennaio 2014, n. 898 CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 17 gennaio 2014, n. 898 Lavoro - Mobbing - Pagamento del premio di rendimento - Note di qualifica del datore - Valutazione mediocre del dipendente Svolgimento del processo

Dettagli

******* REPUBBLICA ITALIANA. In nome del popolo italiano IL TRIBUNALE DI PERUGIA

******* REPUBBLICA ITALIANA. In nome del popolo italiano IL TRIBUNALE DI PERUGIA Abstract. Il Tribunale, affiancandosi alla prevalente dottrina, ha ritenuto vessatoria e quindi nulla, a tutela del consumatore, la clausola contrattuale che, nei contratti di assicurazione privata, affidi

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLOITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLOITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO COMUNITA' EUROPEA - DANNI IN MATERIA CIVo E PEN. Casso civo Sez. lavoro, 03-06-2009, n. 12814 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLOITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli

Dettagli

Tribunale di Torino Sezione Terza Civile Sentenza 8 11 dicembre 2007, n. 7797 Giudice Di Capua Ricorrente Dagati

Tribunale di Torino Sezione Terza Civile Sentenza 8 11 dicembre 2007, n. 7797 Giudice Di Capua Ricorrente Dagati Tribunale di Torino Sezione Terza Civile Sentenza 8 11 dicembre 2007, n. 7797 Giudice Di Capua Ricorrente Dagati Svolgimento del processo ed esposizione dei fatti Con atto di citazione in opposizione datato

Dettagli

TRIBUNALE DI MODENA Sezione lavoro IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE DI MODENA Sezione lavoro IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Famiglia regime patrimoniale - Utili spettanti al compartecipe dell impresa familiare Decreto ingiuntivo - Prelievi in addebito dal conto corrente della ditta da parte del compartecipe - Somme non attinenti

Dettagli

101 professionisti.it

101 professionisti.it Gli atti dispositivi del fideiussore successivi all'apertura di credito e alla prestazione della fideiussione sono soggetti ad azione revocatoria in base al solo requisito soggettivo della consapevolezza

Dettagli

LA SURROGA DELL ASSICURATORE

LA SURROGA DELL ASSICURATORE LA SURROGA DELL ASSICURATORE L ASSICURATORE CHE HA PAGATO L INDENNITÀ È SURROGATO, FINO ALLA CONCORRENZA DELL AMMONTARE DI ESSA NEI DIRITTI DELL ASSICURATO VERSO I TERZI RESPONSABILI. (Art. 1916 C.C.)

Dettagli