Tutto è compiuto. Era stato avvisato! ANNO LXXV - N. 1 APRILE 2007

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1 ANNO LXXV - N. 1 APRILE 2007 Tutto è compiuto Già a Cesarea di Filippo Pietro aveva suggerito a Gesù maggior attenzione e prudenza: Non andare a Gerusalemme! Laggiù, in Giudea, ti aspettano per farti del male, per ucciderti. Rimani qui dove tutti ti cercano e tutti ti vogliono bene!... Taci! Va via! Tu sei un ostacolo per me, perchè tu ragioni come gli uomini, non pensi come Dio (Mt 16, 22-23). E anche i farisei gli avevano ricordato che non era opportuno che discepoli e simpatizzanti lo accogliessero a Gerusalemme con canti festosi proclamandolo: Benedetto Colui che viene nel nome del Signore... Ma Egli rispose: Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre! (Lc 19,40). Nel cuore e nella mente del Rabbì di Nazareth c era un chiaro progetto, una meta precisa, c era un messaggio meraviglioso! La bella notizia (Vangelo) annunciata nelle piazze di Galilea lo aveva preceduto nella capitale e aveva creato scalpore, scandalo. Ha svelato il volto di Dio, lo ha chiamato suo Padre, poi ancora, ci ha invitato a invocarlo con la tenerezza del termine aramaico Abbà papà... Ha detto che Dio ha un cuore di Padre, che ama e aspetta il figlio discolo che scappa da casa, che nessuno deve colpire la donna del peccato perchè anche noi siamo colpevoli e forse peggio di lei; e ha detto che se non abbiamo un cuore semplice come quello dei bambini non entreremo nel regno del Padre suo e nostro. E ora eccolo lì appeso al legno con i chiodi che gli succhiano il sangue e la vita. Ma ha ancora la forza di sospirare: Padre perdonali e, quasi scusandoli: non sanno quello che fanno... Poi la fine: Tutto è compiuto e, reclinato il capo, spirò. E che cosa poteva aspettarsi a Gerusalemme? Era stato avvisato! Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro (dalla liturgia della Veglia pasquale; miniatura dal Graduale I, c. 173, Museo della Pieve e Tesoro del Duomo - Gemona). Era stato messo in guardia! Ci vuole prudenza, rispetto, non si può urtare la sensibilità degli altri, non andare mai contro l autorità, le tue idee tienile per te, la tua religiosità vivitela per conto tuo... E ora che tutto è finito, che un sudario ti avvolge, che una pietra ti chiude per sempre nel regno dei morti, che cosa dirai ai tanti che si son fidati di te, che han creduto alle tue parole, ai tuoi sogni, alle tue utopie? Cosa dirai a chi ti ha creduto Messia, Figlio di Dio, Salvatore?... Domande antiche ma sempre nuove, inquietanti, prepotenti. Domande che ancora ci poniamo nel Venerdì che per tradizione chiamiamo Santo, ma che in realtà è tristissimo, perchè segna la sconfitta dei sogni, della speranza, della vita, dell amore. Ma dal pomeriggio del Venerdì alla notte di Pasqua c è un silenzio che diventa preghiera, attesa, risposta, scoperta, meraviglia. C è un silenzio che diventa suono, parola, impegno, conversione, augurio pasquale. È il bacio del crocifisso nella solenne azione liturgica del Venerdì Santo, è la Via Crucis della notte per le strade di Gemona, è l assoluzione del male commesso, è il desiderio di dire ancora: ti amo alla persona che, nell entusiasmo della giovinezz,a hai accolto per diventare assieme icona di Dio, è l aprirsi al dono della vita, è il sentirsi membri di una grande famiglia che ogni domenica rinnova nel pane e nel vino la nuova ed eterna alleanza col Padre e annuncia la morte del figlio, proclama la sua resurrezione nell attesa della sua venuta, è in tutto questo che tutto si compie e tutto si realizza. E allora avremo ancora cose meravigliose da dire ai nostri figli: Pasqua non è una nidiata di pulcini e boccioli di fiori, ma l inizio di un cammino per la scoperta di un Dio papà che ama ognuno di noi fino a dare la sua vita nel Figlio. E diremo ai giovani che son loro l Alleluia più bello e solenne perchè Cristo nostra Pasqua è stato immolato. Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con il lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e verità. (Cor 5,8). E diremo alle famiglie che il velo del tempio si è squarciato, che la vecchia alleanza è superata e ora la presenza di Dio è nella famiglia, piccola chiesa domestica, nella fatica di trasmettere e testimoniare con umiltà e coerenza la fede (continua a pag. 2) l arciprete monsignor Gastone Candusso 1

2 RIFLESSIONI DEL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE SULLA PASTORALE GIOVANILE Quale pastorale per i nostri giovani? Lo scorso mese di novembre, la comunità parrocchiale di Gemona si è riunita in assemblea per riflettere sul complesso mondo giovanile e per interrogarsi su quali siano le modalità più consone di proporre una Pastorale giovanile che si dimostri significativa per i ragazzi di oggi. Dalle due giornate la prima incentrata sulla relazione di don Ivan Bettuzzi e su alcune testimonianze di giovani e adulti, la seconda dedicata alla rielaborazione in piccoli gruppi sono emersi alcuni interessanti spunti di riflessione, che rappresentano ora una traccia di lavoro per il Consiglio Pastorale Parrocchiale. In questo periodo infatti ci si sta occupando in particolare del settore giovanile della Pastorale, comprendendo un percorso che inizia con il catechismo dei bambini della scuola primaria, fino alle coppie che si preparano al sacramento del matrimonio. I giovani sono pur sempre il futuro delle nostre comunità, spesso stanche, asfittiche ed annoiate anche dal punto di vista religioso. Con la vitalità, l imprevedibilità e, a volte, la trasgressività tipiche del loro essere in crescita, i giovani portano noi adulti a riconsiderare il nostro ruolo e le nostre posizioni. Ciò che ci viene chiesto è (continua dalla prima pagina) in Cristo morto e risorto. E diremo agli ammalati e anziani che accanto a loro, nella loro sofferenza e solitudine c è sempre il Signore Gesù che assume il volto delle tante persone che vogliono loro bene. E diremo a Gemona che, dopo aver accompagnato il Crocifisso per le strade del centro nella notte di Venerdì, deve ora vivere e testimoniare con coraggio ogni giorno l attesa del Risorto: Questa è la notte che ha vinto le tenebre del peccato... Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro. Questa è la notte che consacra i credenti all amore del Padre e li unisce nella Comunione dei Santi. Questa è la notte che si apre all alba del giorno del nuovo sole che non conosce tramonto: Cristo risorto che fa risplendere sugli uomini la sua luce serena e vive e regna nei secoli dei secoli (dalla liturgia della Veglia Pasquale). 2 Tutto è compiuto l arciprete monsignor Gastone Candusso soprattutto la capacità di metterci in relazione con loro in modo autentico, di testimoniare in modo coerente gli insegnamenti che trasmettiamo. In poche parole: ad un ragazzo non basta dire Vai a Messa, bisogna prima di tutto andarci. Ruolo fondamentale è sicuramente quello della famiglia, che educa e dà esempi: non a caso si dice che i primi catechisti sono gli stessi genitori. Accanto ad essi si pone la comunità, che sostiene ed offre occasioni e momenti di crescita nel faticoso cammino della fede. Le attività che la parrocchia di Gemona organizza e propone per bambini, ragazzi, giovani e famiglie, sono piuttosto variegate e pensate per le diverse fasce d età, dal momento che ogni stagione della vita presenta caratteristiche specifiche e non sovrapponibili. In particolare, negli ultimi incontri del Consiglio Pastorale Parrocchiale, ci si è soffermati a ragionare sulle iniziative di animazione dei preadolescenti (11 14 anni) proposte al Glemonensis, ad Osais e dagli Scout. L impegno degli animatori studenti e lavoratori non sempre ottiene i risultati sperati in termini di partecipazione, poiché alcuni ragazzi nutrono altri interessi, o perché hanno altri impegni. Ragionando insieme, il CPP ha provato a focalizzare alcune possibili soluzioni, che vanno dal proporre una giornata alternativa al sabato, ad un maggiore coinvolgimento delle famiglie attraverso l iniziativa del Glemoaperto, ad una collaborazione con i comitati di borgata. Le idee non sono mancate ma, per dare loro attuazione, servono altre forze. Chi in questo momento si dedica al catechismo dei bambini, all animazione dei ragazzi, alla formazione dei giovani, lo sta facendo con tanta energia e con entusiasmo. Tuttavia se si vuole osare di più, se si vuole cercare di costruire qualcosa di nuovo che raggiunga anche chi sta in disparte allora c è bisogno che qualcun altro si metta in gioco e dedichi parte del suo tempo e del suo cuore al futuro di Gemona. Angela Molfetta

3 L ESPERIENZA DELLA RICONCILIAZIONE La gioia del perdono Sabato 17 marzo scorso, 63 bambini della nostra comunità che frequentano la terza elementare hanno ricevuto il Sacramento della Riconciliazione. Voci di bimbi in festa e volti gioiosi di numerosi familiari: questi i suoni e le immagini che resteranno impressi per sempre nei cuori di tutti. E questi ricordi rimarranno contornati dalla bella scenografia del convento di Santa Maria degli Angeli. Proprio nella chiesa delle Suore francescane, infatti, ha luogo da qualche anno questa importante tappa del cammino cristiano dei nostri fanciulli. L atmosfera di contemplazione e di serenità che si respira nel convento ha aiutato molto i bimbi e noi adulti a vivere con il giusto impegno e senza patemi questo momento. Ma quale è stato il percorso di preparazione alla Confessione affrontato durante gli incontri in Salcons? Per prima cosa noi catechiste abbiamo accompagnato i bambini alla riscoperta del vero significato del Battesimo. È stato bello sentire fino in fondo il senso di appartenenza alla grande famiglia di Dio, comprendere la relazione di amore che ci lega tutti come fratelli, rivivere il rito con tutti i segni che ci distinguono e ci determinano cristiani. La seconda tematica considerata è stata quella propria della liberazione dalle colpe: assoluzione che Dio ci dona sempre ma che sarebbe meglio meritare, certo, e soprattutto perdono da offrire agli altri senza condizioni, perché è dal perdono che nasce l amore. Parlare di perdono sembra facile, ma poi si avverte che questo valore va continuamente riscoperto e identificato. Abbiamo allora cercato di indagare quale sia la differenza tra bene e male, tra buon senso e incoscienza. Ne è uscito un quadro ben delineato, fedele agli insegnamenti di Gesù, sebbene sia sempre più difficile porre degli argini, orientarsi e dire quali siano i valori positivi a cui aderire. Il ruolo dei genitori in questo caso è insostituibile e li ringraziamo per aver già trasmesso ai bambini molto di ciò che annuncia il Vangelo. L iter preparatorio alla Confessione è stato impegnativo ma soddisfacente: tanti i pensieri e gli atteggiamenti dei bambini che ci hanno dimostrato quanto l argomento sia stato interiorizzato, primi fra tutti il sincero e spontaneo chiedere scusa agli amici e la voglia di fare pace subito dopo una qualsiasi incomprensione. La celebrazione del Sacramento è giunta a coronamento di sei mesi di lavoro intenso e gratificante e a conclusione della festa non ci siamo fatti mancare una ghiotta merenda! Inoltre, domenica 18 marzo, c è stata la presentazione dei bambini alla comunità durante la Messa in duomo delle In questo secondo giorno di festeggiamenti, il momento più bello è stato rappresentato dal dono del Vangelo ad ogni bimbo. La consegna è stata anticipata rispetto agli scorsi anni per permettere ai bambini di arrivare al Sacramento della prima Comunione avendo già preso confidenza con la Parola di Dio, che illumina e guida i nostri passi. Appuntamento, dunque, al prossimo anno per condividere con i nostri fanciulli quest altro grande evento! M.B. PER I RAGAZZI: OSAIS DA NON PERDERE IV elementare V elementare I media II media III media I e II superiore I turno dal 10 al 13 giugno II turno dal 14 al 17 giugno I turno dal 18 al 24 giugno II turno dal 25 giugno al 1 luglio dal 30 luglio al 5 agosto dal 6 al 12 agosto dal 13 al 19 agosto previsto dal 20 al 26 agosto circa Tutta la Settimana Santa Domenica delle Palme (1 Aprile) Ore 10.00: Benedizione dell'ulivo in S. Rocco e processione fino al Duomo Ore 10.30: S. Messa Adorazione del Santissimo in Duomo/Quarantore Disponibilità per le Confessioni Ore 15.30: Apertura delle Quarant ore con esposizione del SS. Sacramento Ore 16.00: Azione Cattolica, S. Vincenzo Ore 17.00: T.O.F. e Francescani Ore 18.00: Operatori della catechesi Ore 19.00: S. Messa Lunedì Santo (2 Aprile) Quarant ore in Duomo Ore : Adorazione personale libera Ore 16.00: per le Borgate di Stalis, Gleseute, Gois e Bersaglio Ore 17.00: per le Borgate di Godo e Maniaglia e bambini delle elementari Ore 18.00: per il Centro storico Ore 19.00: S. Messa Martedì Santo (3 Aprile) Quarant ore in Duomo Ore : Adorazione personale libera Ore 16.00: Per la borgata di Taboga Ore 17.00: Per la borgata di Campagnola Ore 18.00: Per la borgata di Piovega Ore 19.00: S. Messa Mercoledì Santo (4 Aprile) in Duomo Ore 20.30: Liturgia penitenziale e confessioni Giovedì Santo (5 Aprile) in Duomo Ore 9.30: S. Messa Crismale in Cattedrale a Udine Ore 20.00: S. Messa in Cœna Domini per l'istituzione della santa Eucaristia; lavanda dei piedi Dalle ore alle ore 7.30 del mattino successivo: Veglia continuata, organizzata per i vari gruppi impegnati in Parrocchia Venerdì Santo (6 Aprile) in Duomo Ore 15.00: Liturgia della Passione Lettura della Passione Preghiera universale Scoprimento della Croce Comunione Ore 21.00: Via Crucis con partenza dal Duomo Sabato Santo (7 Aprile) in Duomo Nel pomeriggio confessioni Ore 21.00: Veglia pasquale Benedizione del fuoco Annuncio pasquale Exultet Benedizione dell acqua Battesimi Celebrazione eucaristica Pasqua di Resurrezione (Domenica 8 Aprile) Sante Messe con orario festivo (è sospesa la Messa delle 9.00 in Duomo) Lunedì dell Angelo (9 Aprile) Sante Messe con orario festivo A tutti i parrocchiani i più cordiali auguri di una vera Pasqua di Resurrezione 3

4 COL RENDICONTO FINANZIARIO UN FORTE APPELLO DELL ARCIPRETE A TUTTE LE FAMIGLIE La Glemone di doman us ringrazie di cûr e no dismentê Lo scorso anno, in maggio, nel 30 anniversario del terremoto, Gemona è ritornata al centro dell attenzione. In quell occasione abbiamo detto ancora una volta la nostra gratitudine alle mille e mille persone che dal 76 in poi ci hanno dato una mano a rialzare la testa, a ricostruire le case, a ridare a Gemona la sua antica veste di storia, di cultura, di fede. Chi avrebbe mai detto che il Duomo sarebbe rinato, che avremmo percorso ancora Via Bini, che avremmo ammirato il tesoro delle nostre chiese nel museo? E quello che un tempo era solo un cumulo di macerie oggi, grazie ai tanti che han creduto in noi e noi in loro, è ritornata ad essere la nostra città, la nostra Gemona. Gemona! Una capitale di arte, di storia e di storie, di passioni e monotonie del quotidiano, un cercare ogni giorno nella fatica e nella coerenza di dare un senso e un progettare il futuro. È con questo spirito che dobbiamo leggere il bilancio del Grazie alla Regione, alla Provincia, al Comune, agli istituti bancari e a tutti quelli che ci hanno permesso di aprire il Museo della Pieve. Grazie ai tanti volontari che hanno donato tempo, energie, estro e fantasia nel riparare, gestire, inventare strutture e soluzioni di emergenze e problemi. Grazie a chi ha destinato alla comunità la propria solidarietà e partecipazione alle spese che la grande famiglia parrocchiale deve quotidianamente affrontare (quasi euro solo di riscaldamento, luce elettrica e qualcos altro ). Grazie per l offerta di una candela e per un vaso di fiori deposto sull altare della Madonna, grazie per l offerta deposta nel cestino durante la raccolta della Messa. Ma, nonostante la generosità dei gemonesi e di altri ancora, il bilancio si è chiuso in passivo. Ma vogliamo credere ancora nella sensibilità e generosità dei gemonesi e di chi ama e stima questa nostra città. Presto sarà esposto nella chiesa di Santa Maria di Fossale il Cristo duecentesco di San Giovanni e alcuni quadri della pinacoteca del Duomo. Saranno pure rese visibili le fondamenta del Duomo (8 metri!) e attraverso un affascinante percorso, lungo il quale saranno esposti reperti an- tichi, potremo ammirare un affresco del XVII secolo nei sotterranei della nostra antichissima chiesa maggiore. Procedono i lavori nella Casa di Forni Avoltri che prevediamo possa essere completata nel giro di un paio RENDICONTO ANNO 2006 (in euro) d anni al massimo. Tutto questo grava sulle casse parrocchiali. Sappiamo che tutti risentiamo della crisi economica e non ci permet- (alla pagina seguente) ENTRATE Offerte in Chiesa ,98 Candele votive ,69 Offerte per servizi (battesimi, funerali, matrimoni, benedizioni, ecc.) ,16 Offerte per attività parrocchiali (Voce Amica, stampa, caritativa) ,67 Offerte in denaro diverse ,93 Interessi attivi 1.084,76 Varie ,01 Contributi e offerte straordinarie per Museo e Casa Alpina Forni ,00 TOTALE ENTRATE ,20 ENTRATE NEI CENTRI (già comprese nelle prime voci) offerte in chiesa offerte candele altre offerte totale Piovega 1.979,06 626, , ,55 Godo 1.442,87 556, , ,64 Maniaglia 1.678,43 283,50 248, ,93 Gleseute 956,81 93,00 == 1.049,81 Taboga 1.853,12 276,14 340, ,26 Campagnola 2.365,49 == 50, ,49 San Rocco 1.272, ,70 40, ,43 TOTALE , , , ,11 USCITE Residuo passivo anno ,89 Imposte, tasse, assicurazioni ,27 Spese di culto (servizi vari, candele, ostie, ecc.) ,92 Spese gestionali della Parrocchia (luce, riscaldamento, telefono, ecc.) ,98 Spese per attività parrocchiali (Voce Amica, stampa, caritativa, ecc.) ,24 Remunerazioni, stipendi, contributi, IDSC ,32 Manutenzione ordinarie fabbricati, acquisto attrezzature 6.572,11 Contributo attività diocesane Varie ,00 Spese straordinarie Museo e Casa Alpina Forni ,06 Spese impegnate trattamento fine rapporto ,00 TOTALE USCITE ,79 DISAVANZO DI GESTIONE ,59 LA NOSTRA SOLIDARIETÀ CON: Mons. Tito Solari Bolivia 4.200,00 Padre Pushpanadam India ,00 Adozioni a distanza 3.500,00 San Vincenzo (Offerte ulivo) 1.238,00 Amici Lebbrosi (Campagnola) 1.028,00 Missioni Burundi Africa 500,00 Missioni Centro Africa Suore Francescane (Regala un sorriso) 623,00 Opere missionarie diverse (Godo) 2.390,00 Giornata Missionaria 3.000,00 Caritas Parrocchiale 3.300,00 Seminario 918,00 Carità del Papa (Un pane per amor di Dio) 1.050,00 TOTALE ,00 4

5 tiamo di fare i conti in tasca a nessuno. Ma con semplicità e umiltà vi chiediamo di darci una mano a recuperare e rendere godibile e visibile una pagina di storia e arte della nostra comunità. Vi chiediamo di poter realizzare una struttura in montagna, a Forni Avoltri, costruita secondo le norme vigenti, per accogliere bambini, giovani, famiglie e anziani: qualsiasi offerta, donazione, sostegno sono graditi. Ci permettiamo di suggerirvi anche un altra forma di aiuto: un prestito grazioso. Cos è un prestito grazioso? Non è un offerta; è un prestito vero e proprio ma senza gli interessi. Un prestito di denaro che la Parrocchia si impegna a restituire su richiesta del prestatore in qualsiasi momento o comunque entro 10 anni. Di tutto questo è garante la Curia Arcivescovile di Udine. Le banche, infatti, concedono dei mutui ma a conclusione dell operazione ci ritroviamo ad aver restituito quasi il 60% oltre il capitale richiesto: ogni 1000 euro prestati, si devono restituire in 20 anni 1600 euro. Si tratta dunque di una proposta di solidarietà che affido alla vostra sensibilità e alla vostra simpatia per la Parrocchia. Trent anni fa qualcuno, esasperato dalle lungaggini, aveva scritto su un muro: fasin di besoi. Abbiamo subito capito che non era possibile e che era sciocco pensare di farcela individualmente da soli. Oggi mi permetto di dire: diamoci una mano, facciamo assieme e saranno i nostri bambini, i nostri giovani, le nostre famiglie, i nostri anziani a dirci: Grazie, Glemone di vuê. La Glemone di doman us ringrazie di cûr e no dismentê. l arciprete monsignor Gastone Candusso IMPORTANTE Per sostenere le iniziative della Parrocchia si può utilizzare il bollettino di conto corrente postale inserito anche in questo numero di Voce Amica oppure consegnare la propria offerta direttamente in canonica. In ogni caso è opportuno specificare l iniziativa o l intervento che si desidera sostenere. GRAZIE A TUTTI!! Così sarà la Casa della nostra parrocchia a Forni Avoltri a lavori ultimati. L INAUGURAZIONE AVVERRÀ SABATO 28 APRILE La cappellina di Loreto Edificata nel 1660 dalla famiglia Adami, la chiesetta venne dedicata alla Beata Vergine di Loreto in quanto il nome della località gemonese che si riferiva però ad un antico bosco di roveri: roburetum era identico al nome del borgo marchigiano a cui era miracolosamente approdata la casa di Nazareth dove abitava la Madonna prima di andare in sposa a Giuseppe. Lì era avvenuto l incontro tra la giovane Maria e l arcangelo Gabriele e con quel fiat mihi secundum verbum tuum pronunciato dalla Vergine lì ebbe inizio la storia della redenzione. La piccola aula della chiesetta di Gemona (vedi foto) ricalcava la forma della Santa Casa di Loreto ed era affiancata da un altra aula più piccola, da una sacristia e dalla loggia, che dava sulla strada, le cui pareti erano state completamente dipinte dal Widmar il pittore svizzero stabilitosi a Gemona nel Seicento con scene bibliche e l episodio dell Annunciazione. Nel 1976 la chiesa subì la sorte di tutti gli edifici antichi della nostra città: si salvarono solamente le strutture architettoniche di pietra, l altare di marmi policromi, il piccolo campanile con la campana, alcune sculture tra cui la statua della Madonna, alcuni angeli e un Crocifisso e un dipinto raffigurante l incontro tra Gesù e la samaritana al pozzo. Mentre le opere d arte furono portate a Udine e ora sono in buona parte esposte in Museo, le pietre furono ricoverate dalla famiglia Orlando e la campana dalla famiglia Copetti. La stessa famiglia Orlando ha in seguito acquistato parte del sedime della chiesetta assumendo in cambio l onere della costruzione di una piccola cappella da realizzarsi con gli elementi di pietra lavorata recuperati dal campanile a vela e con i marmi policromi dell altare. La composizione architettonica, di forte impatto, è stata progettata da Ercole Casolo il quale, con la bravura che gli è caratteristica, ha modellato l effigie della Madonna che completerà, con una dedica, l opera di parziale ricomposizione dell antico sacello. I lavori saranno ultimati tra poco tempo e l antico sito tornerà ad ospitare un segno concreto della popolare devozione mariana che contrassegnava, con chiesette e ancone, la campagna gemonese. Monsignor arciprete benedirà l edicola della Beata Vergine di Loreto alle ore 11 di sabato 28 aprile, alla presenza dei fedeli che ci auguriamo numerosi. Voce Amica riporterà la cronaca della benedizione nel prossimo numero. 5

6 UN MAGNIFICO POMERIGGIO D ALLEGRIA GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE DI TANTI Carnevale Glemoaperto Il 17 febbraio si è svolto al Glemonensis il carnevale per i bambini delle elementari e i ragazzi delle medie. Non vogliamo raccontarvi come si è svolto, ma ci teniamo a farvi sapere le componenti che vi hanno partecipato. La festa è riuscita grazie alla collaborazione dei gruppi del Glemoaperto: animatori del Glemo e i ragazzi delle medie, gruppo famiglie, genitori volenterosi, gruppo scout, Pro-loco nelle figura di Gianfranco & Co. È stato un bel pomeriggio in allegria, peccato che non siamo riusciti a concludere con la premiazione, in quanto i bambini come per magia alla fine erano meno della metà. Come già detto il Glemoaperto è un iniziativa che punta a tener aperto il nostro oratorio ogni domenica per i nostri ragazzi, perché possa diventare un punto di riferimento e un luogo dove i nostri giovani possano stare bene assieme, possano crescere confrontandosi anche con gli adulti. Per fare ciò c è bisogno di adulti che diano la loro disponibilità per una domenica diversa dedicata al nostro futuro, i ragazzi. Vi chiediamo pertanto di contattare il monsignore per farvi conoscere e dire sì a questa proposta. Orietta I ragazzi delle medie il 24 febbraio hanno avuto la possibilità di conoscere i clown di corsia o meglio i VIP (Vivere In Positivo), l associazione che si occupa di far sorridere i bambini negli ospedali e nelle missioni del Terzo Mondo. Un esperienza che rientra nel progetto diocesano Magic J: conoscere la bibbia, attuarla, calarla nella nostra vita attraverso attività didattiche ed esperienze sul campo. I ragazzi che frequentano regolarmente il Glemo il sabato pomeriggio - che non sono moltissimi (circa 1/5 dei ragazzi che frequentano le scuole medie di Gemona) - hanno la possibilità di fare Mondo Medie un bel percorso per l educazione alla vita alla luce della parola di Gesù. Il percorso non si svolge come alle elementari, in maniera sistematica, per poter imparare le basi del catechismo, ma sabato dopo sabato passando attraverso il gioco, l attività didattica, la lettura e interpretazione del Vangelo, l attività pratica o manuale, si cerca di insegnare ai ragazzi l importanza di Gesù nella propria vita. È un lavoro fatto con il contagocce, a anni i ragazzi non si fidano né degli adulti né delle loro proposte, men che meno del discorso vangelo - messa - preghiera, argomenti che sono alla base del Glemo e degli animatori, ma che vengono comunicati loro piano piano appunto, incontro dopo incontro, esperienza dopo esperienza con il loro clou durante i campeggi invernali ed estivi ad Osais. Ecco perché chi viene al Glemo ogni tanto può rimaner deluso e sentirsi spiazzato, ma non per questo deve smettere di frequentare il nostro oratorio che comunque accetta tutti sempre e con immenso piacere. Ci sarebbe ancora molto da dire ma lo lascio per la prossima volta. Orietta Un momento della bellissima festa di Carnevale del Glemonensis e, in alto, l incontro dei ragazzi delle medie con i clown di corsia. Accanto alle altre iniziative di solidarietà per la Bolivia, l India, il Centro Africa, il Burundi eccetera, ricordiamo anche le borse di studio per gli studenti dei Padri Stimmatini nelle Filippine. Gli ex che hanno frequentato oratorio e scuole degli Stimmatini sono caldamente invitati a mantenere l impegno assunto versando il loro contributo sul c/c della Pro Glemona (causale Padri Stimmatini). 6

7 UN GRUPPO DI PARROCCHIANI CON L ARCIPRETE ALLA MISSIONE DI PADRE PUSHPANADAM India: colori, suoni, profumi, odori Conoscenza di persone, usi e costumi. Impatto con un mondo diverso che si è presentato con le sue mille contraddizioni, i suoi problemi, il suo sviluppo tecnologico abnorme rispetto alla crescita culturale. Incontro con un popolo semplice, dignitoso, pronto al sorriso al primo incrocio di sguardi. Stupore nell osservare la normalità della convivenza di varie religioni nel rispetto e nell accoglienza. Riflessione sul fatto che forse, senza interessi, strategie o giochi di potere tutto questo può essere veramente possibile. Infatti, se il sentimento che ci spinge verso l altro è l Amore, lo si accetta nella sua diversità. Mille sensazioni provate che hanno suscitato emozioni così difficili da trasmettere! Una parola su tutte: GRAZIE. Grazie a padre Push che, accompagnandoci in tutto il viaggio, ci ha fatto capire la preziosità anche del più piccolo aiuto e ci ha dato la grande possibilità di vivere l importanza di quanto faticosamente sta seminando a livello di organizzazione di base, affinché la sua opera di crescita umana possa continuare anche senza la sua presenza. Grazie a Don Gastone per aver insistito nel convincerci che il tempo ed il denaro investito in un viaggio non solo turistico avrebbero avuto per noi un ritorno di crescita ed un arricchimento interiore di gran lunga più prezioso di quanto dato. Abbiamo capito, infatti, quanto importanti sono il portare, oltre ai contributi, anche l affetto ed il calore umano a chi ogni giorno è in prima linea e condividere l orgoglio per i risultati raggiunti ed i nuovi sogni: i progetti da realizzare. Grazie a loro ci siamo sentiti parte viva del cartello di benvenuti: l Italia e l India unite da un ponte. L occidente e l oriente: la cultura più avanzata, solida, razionale che non è però completa ed è attratta da quella fortemente spirituale; l importanza e la necessità di una fusione per la crescita di entrambi. Queste sono solo una minuscola parte delle nostre sensazioni. Per condividerle tutte, vi aspettiamo numerosi all appuntamento con le immagini (presto il materiale sarà disponibile), così rivivremo meglio assieme alcuni aspetti della nostra esperienza. A presto! Gruppo INDIA 2007 Il gruppo degli inviati speciali della parrocchia durante la sosta a Garividi, in India. Lettera di Padre Pushpanadam Carissimi parrocchiani di Santa Maria Assunta, Vi ringrazio di cuore per il grande affetto che, unito ad un importante contributo concreto, ci è stato trasmesso dal gruppo di amici che ha trascorso con noi in India una parte del mese di gennaio L amicizia che mi lega a don Gastone da tanti anni ed il contributo dei suoi parrocchiani mi ha dato la possibilità di realizzare un gran numero di opere in favore di giovani e persone che vivono normalmente al di sotto della soglia di povertà. Durante questa lunga condivisione sono state costruite: 14 piccole chiese, in villaggi e cittadine, che hanno anche la funzione di case della comunità. Qui si celebra, infatti, la Messa, si fanno gli incontri di catechesi, ma anche di istruzione generale per le famiglie, i consulti medici senza dimenticare che esse diventano un importante ritrovo in caso di inondazioni; case per famiglie che prima vivevano in piccole e malsane capanne; ostelli per ragazzi e giovani senza mezzi di sussistenza; scuole che ora stanno funzionando con il concorso del governo e che ospitano più di 1000 alunni l anno. Il gruppo in visita ha potuto verificare di persona l impegno che questi ragazzi mettono nell imparare. La loro giornata inizia molto presto al mattino per poter fare il pre-scuola e raggiungere così il livello culturale degli altri. Il sacrificio c è ma sono aiutati dalla volontà di dimostrare che hanno preso sul serio gli aiuti ricevuti e ne sono grati. Altre iniziative stanno per essere attuate in particolare per gli anziani e per i bambini: i nuovi progetti, condivisi con don Gastone, di adozione delle famiglie e dei ragazzi dell ostello di Garividi. L India sta affrontando una trasformazione epocale: molte cose sono cambiate o sono in evoluzione, segni positivi si vedono ovunque ma, nonostante ciò, non è ancora riuscita a sconfiggere la povertà e la miseria. Noi lavoriamo in questo ambito, con perseveranza e amore, e il sostegno delle comunità friulane ci dona un appoggio indispensabile per realizzare il nostro sogno di bene per tutti. La gente della mia comunità è felice di accogliere, insieme con me, chi viene a trovarci e porta il sorriso e l esuberanza dell Italia nei nostri villaggi e nelle nostre parrocchie. Vi ringrazio davvero tutti di cuore con un caloroso a rivederci presto! padre Pushpanadam Catholic Church Garividi 7

8 RICORRE QUEST ANNO IL 780 ANNIVERSARIO DELLA VENUTA DI SANT ANTONIO A GEMONA Ha lasciato fra noi una traccia dell amore per Dio Sant Antonio di Padova è una grande e piccola anima francescana, è immagine vivente della santità che, pur straordinariamente grande, sa essere straordinariamente vicina ai più piccoli, ai più poveri. Uomo grande nella cultura, nella dottrina, nella finezza di pensiero ancor di più è stato uomo grande nell imitare il Signore Gesù con gesti di amore immenso per ogni creatura: la fede gli aveva cambiato la vita, i valori, le scelte, e l amore per Dio gli faceva bruciare dentro una passione incontenibile per ogni uomo. Nato a Lisbona nel 1195, primogenito di una famiglia nobile e potente, sebbene destinato ad un futuro brillante, Fernando (questo il nome di Battesimo) comincia presto a deludere le mire ambiziose della sua famiglia: Dio lo attira e lui si lascia attirare. Non condivide progetti di carriera e a 15 anni, dopo preghiera e riflessione, lascia il suo ricco palazzo, lascia i suoi contrariati familiari, e va ad abbracciare la vita consacrata nell Abbazia dei Canonici Regolari di Sant Agostino, ai margini di Lisbona. Successivamente, per allontanarsi dalla pressione psicologica dei familiari, si trasferisce presso l Abbazia di Coimbra (città allora capitale del Portogallo) dove, a 25 anni, viene ordinato sacerdote. In una vita di meditazione, preghiera, austerità e silenzio, diventa un grande uomo dello spirito, esperto nello studio della Sacra Scrittura. Nel febbraio 1220 accadde però una svolta: a Coimbra si sparse la notizia che in Marocco, dopo crudeli torture, erano stati uccisi cinque missionari francescani. Le loro reliquie furono raccolte dai cristiani e trasportate nella chiesa di Santa Croce, annessa all Abbazia dov era Fernando. Questi li aveva conosciuti alcuni mesi prima e ne era rimasto profondamente colpito per la semplicità, la gioia e la fede ardente vissute con stile evangelico. La loro morte rovesciò lo stomaco a Fernando, che cadde in una profonda crisi. La sua vita gli sembrava mediocre e l atmosfera dell Abbazia opaca di conformismo e compromessi. Anelava ad una vita nuova, dove la fede non fosse comodo tran-tran, bensì pienezza di spirito, dono coraggioso in mezzo alla gente. Accadde l occasione: i francescani, stabilitisi nel vicino eremo di Sant Antonio dos Olivais, bussarono all Abbazia chiedendo l elemosina. Fernando ne approfittò per rivelare loro la sua decisione: avrebbe lasciato l Abbazia per unirsi a loro e partire missionario per il Marocco, dove sperava di versare il sangue per 8 La statua di Sant Antonio collocata nella cappella da lui costruita nel Nella pagina accanto: l interno del Santuario dopo la ricostruzione. Cristo. Ottenuti a stento i permessi, indossò il saio francescano, chiedendo di assumere il nome di Antonio, e lasciò per sempre l Abbazia. Dopo un breve tirocinio s imbarcò per l Africa. Il suo nuovo chiostro era il mondo. La missione in Marocco si risolse immediatamente in una delusione. Antonio, appena sbarcato, venne colto da grave malattia: invece che sulle piazze a predicare Cristo, finì su un letto buio a battere i denti per la malaria: era il fallimento del suo sogno di apostolato e martirio. Si arrese alla volontà di Dio, rinunciando al suo pur nobile progetto Le vostre vie non sono le mie vie oracolo del Signore (Is 55,8) e s imbarcò per rimpatriare. Ma Dio era di nuovo sulla sua strada, per dirottarlo. La nave, sospinta da venti contrari, fu trascinata sulle lontane coste di Sicilia. Malato, con una profonda crisi interiore, Antonio si recò allora ad Assisi, per incontrare san Francesco nella Pentecoste del Lì nessun frate lo conosceva e, alla divisione dell Ordine Francescano in Province, Antonio rimase solo. S accorse di lui casualmente frate Graziano, ministro di Romagna. Lo prese con sé, affidandolo all eremo di Montepaolo (Forlì), dove c era una fraternità priva della figura di un sacerdote. Per due anni Antonio lì fece di tutto, da confessore a lavapiatti a questuante, secondo il bisogno. Ma soprattutto passava lunghissime ore in preghiera e meditazione. Un giorno, per obbedienza, venne chiamato ad eseguire una predica di circostanza per un ordinazione sacerdotale. Nella Chiesa di Forlì, davanti ai confratelli increduli, ai Domenicani presenti, al Vescovo ed a tutta la città, accadde la grande rivelazione del suo talento e del suo eccezionale temperamento di predicatore. Da quel giorno la sua vita cambiò per sempre: le sue parole incantavano poveri e dotti, la sua predicazione, sine glossa, era un annuncio semplice, limpido e coraggioso che accendeva la fede nelle anime ed illuminava ed infervorava i cuori. Venne inviato sulle strade dell Italia Settentrionale e della Francia Meridionale dove fu capace di prediche ed opere grandi: affrontò i movimenti ereticali dell epoca e ricondusse alla fede molti; si mise con amore a disposizione della Chiesa, ma di essa divenne anche coraggioso ed impavido giudice, denunciandone apertamente gli abusi. Stabilitosi a Padova, fu difensore di poveri, umili e disprezzati, e sfidò a viso aperto gli oppressori ed in particolare gli usurai. In quel tempo mai si udì un consolatore così dolce dei poveri ed un così aspro accusatore dei potenti. Era l uomo della verità, a qualunque costo, capace di alternare dolcezza ed inflessibilità. Il popolo lo capì e lo amò profondamente, seguendone con entusiasmo la parola. Egli, dotto e nobile, si era fatto coraggioso portavoce degli oppressi: Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli. Mi sono fatto tutto a tutti, per guadagnare ad ogni costo qualcuno (1Cor 9,22). Fu artefice di pace fra potere civile ed autorità religiosa, fra le classi lacerate dalle fazioni e dalla guerriglia, fra i diversi Comuni dilaniati dagli interessi, nelle case dei ricchi e dei poveri, laddove ci fosse ingiustizia e discordia. Ebbe incarichi di dirigente dell Ordine Francescano: aprì a Bologna, col permesso di Francesco, lo studio teologico per i frati ed insegnò lui stesso nelle prime e maggiori Università d Europa: Bologna, Montpellier, Tolosa, Padova. Dal 1227 al 1230, poi, fu Ministro Provinciale di quasi tutta l Italia settentrionale (Emilia-Romagna, Lombardia, Tre Venezie) e, nel visitare i frati nei vari piccoli conventi, nel 1227, da Bologna si recò a Rimini e successivamente, per mare, arrivò anche nel patriarcato di Aquileia. Forse si spinse fino a Trieste e (continua nella pagina accanto)

9 È QUELLA DI GEMONA LA PRIMA CHIESA A LUI DEDICATA Il Santuario di Sant Antonio Un antica iscrizione, scoperta su di un affresco del 300, attesta: Sia noto a ciascuno come S. Antonio di Padova fece edificare questa cappella in onore della gloriosa Vergine Maria delle Grazie. I ruderi di questa cappella sono conservati all interno dell attuale Santuario. La cappella fu intitolata a S. Antonio il 15 Marzo 1248 (come narra un codice dell Abbazia di Moggio Udinese, ora conservato ad Oxford), ben prima, cioè, della celebre Basilica di Padova. Gemona, quindi, fu in assoluto uno dei primi luoghi di culto al Santo e divenne meta di grande devozione, come leggiamo in molti testamenti dell epoca, in cui i fedeli chiedono di riposare, dopo la morte, apud sanctum Antonium. Il Santuario, sorto attorno alla Cappellina, consisteva agli inizi in un unica navata a travatura scoperta e due metri più bassa, in stile romanico, con parecchi altari. La Chiesa del Santuario si narra fu consacrata nuovamente nel 1565, dopo intensi lavori di ristrutturazione forse in seguito al disastroso terremoto del Il terremoto del 1976, invece, causò danni irreparabili e si salvarono solo arredi sacri, l organo ed alcune opere d arte. Il nuovo Santuario, inaugurato il 13 giugno 1987, è ora ancora a navata unica, ma di linea moderna e con possenti strutture in cemento armato. La Cella del Santo che secondo la tradizione, fu occupata da Sant Antonio durante la sua permanenza a Gemona, all epoca era situata nell antico dormitorio dei frati. Venne distrutta da un furioso incendio nel 1902 e fu ricostruita sul disegno dell originale al piano terra. Attualmente vi si può accede attraverso un corridoio con le pareti ricoperte di ex voto. È una piccola eredità di Antonio per noi: un piccolo segno della sua presenza che deve aiutarci a non dimenticare la grande eredità umana e spirituale che, con maggior valore, si è impegnato a lasciarci. A noi resta il percorrere le sue strade ed ascoltare la sua parola con il coraggio di lasciarci cambiare, almeno un po, il cuore e la vita. suor Lorenza Basan (segue dalla pagina precedente) senz altro giunse a Gorizia e poi a Udine, sulla collinetta di S. Eliseo di Pers di Maiano ed in molti paesi del Friuli (sin dagli inizi dell Ordine vi erano qui i Frati Minori, inviati a predicare contro gli eretici). In tale viaggio arrivò fino a Gemona. Qui, nello stesso anno, Antonio stesso fece edificare una cappella dedicata alla Madonna. Antonio fu dunque uomo capace di lasciare una traccia speciale nelle nostre terre friulane. Traccia di oratore e di guaritore di anime. Ma soprattutto era uomo santo, amato da tutti per la sua umanità e saggezza, perché capace di curare i cuori spezzati con la tenerezza di Dio. Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura (Mc 16,15). Logorato dal faticoso impegno pastorale, sofferente per la malattia, Antonio, tra la parola ed il silenzio, si consumò unicamente per il suo Signore. Il 13 giugno del 1231, tra l abbraccio dei confratelli, affrontò l ultima obbedienza: l incontro con sorella morte. Con occhi luminosi guardava fisso davanti a sé. Che cosa vedi? chiese frate Luca. Vedo il mio Signore, rispose. Si spegneva così, a soli 36 anni, uno dei più grandi apostoli di Cristo e del Vangelo. Tutta la città accompagnò con il suo abbraccio il funerale. La sera stessa sulla tomba cominciarono i miracoli. La fama si diffuse in un baleno: non era ancora trascorso un anno dalla sua morte e venne proclamato Santo. Il Santo innamorato di Dio, il Santo vicino ai cuori della gente, il Santo capace di cambiare il corso della storia e del Francescanesimo, il Santo della cultura e della semplicità, della dottrina e dell eroismo imprevedibile, il Santo della fedeltà e della profezia Il Santo dei ricchi e dei poveri, il Santo di tutti. Suor Lorenza Basan (Francescana Missionaria del Sacro Cuore) In occasione del 780 anniversario della venuta di Sant Antonio a Gemona, la sua venerabile Reliquia sarà fra noi dall 11 al 13 Maggio, secondo il calendario qui sotto riportato. Accoglienza della Reliquia del Santo a Gemona Venerdì 4 maggio Glemonensis Ore 20.30: proiezione del film Antonio guerriero di Dio. Venerdì 11 maggio Duomo Ore 10: solenne accoglienza della Reliquia in Duomo; Nel pomeriggio: possibilità di venerazione della Reliquia; Ore 18: Messa solenne; Ore 20: veglia di preghiera con la Reliquia in Duomo e per le vie della città, fino al Santuario di Sant Antonio. Sabato 12 maggio Santuario Presenza della Reliquia in Santuario durante le Messe del mattino; Spazio della mattinata pensato con momenti di preghiera per i ragazzi delle scuole; Spazio del pomeriggio pensato con momenti di preghiera per i ragazzi del catechismo. Ore 17: trasferimento della Reliquia presso il Convento delle Suore Francescane Domenica 13 maggio Santuario Presenza della Reliquia in Santuario durante le Messe del mattino Possibilità di venerazione per i fedeli in Santuario Ore 17: chiusura della presenza della Reliquia a Gemona con Vespro solenne. 9

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11 SODDISFACENTE L AFFLUSSO DEI VISITATORI NEI PRIMI CINQUE MESI D APERTURA Il Museo della Pieve Tesoro del Duomo 25 giorni. Neppure un mese intero, se proviamo a mettere una dietro l altra le domeniche e le festività che hanno visto aperte le porte del Museo della Pieve. Ma di questo museo, inaugurato il 28 ottobre 2006, si è parlato fino ad oggi per ben cinque mesi. E se ne è parlato bene - a quanto pare - dato che i visitatori hanno superato la significativa cifra di 1.500! Gli ospiti rimangono colpiti dall allestimento gradevole e curato che caratterizza tutta l esposizione e dalla bellezza delle opere in mostra tra cui ammirano soprattutto le oreficerie del Tesoro del Duomo (nella foto). Sono pronti a promuovere presso amici e parenti la visita di questa realtà di notevole interesse storico-artistico e ciò ci riempie di gioia, perché riteniamo i commenti di chi ha visto il museo più importanti di qualsiasi altra iniziativa promozionale. L entusiasmo è generale e lo attestano perfino le molte le presenze di esperti locali e forestieri. Se l inizio di questa avventura nella storia della comunità parrocchiale di Gemona è stato così positivo, lo dobbiamo sicuramente a chi ha allestito l esposizione ma anche ai 35 volontari che hanno aderito al programma dei turni di sorveglianza. Il loro servizio è apprezzato da tutti e primo portavoce del nostro ringraziamento è don Gastone, che non si dimentica mai di lodare la loro attività. Una menzione speciale è dedicata alle volontarie addette alla pulizia, instancabili collaboratrici della parrocchia, che mantengono l edificio in ottime condizioni, pronto ad accogliere e affascinare i turisti. Chi si sente di dare una mano in uno di questi settori - sicurezza o pulizia - e chi desidera partecipare alle lezioni di arte può contattare direttamente la canonica e lasciare il proprio nominativo. Per concludere, invitiamo calorosamente i gemonesi che non sono riusciti ancora a passare a trovarci a ritagliare un po di tempo per scoprire il patrimonio del museo che racconta secoli di sviluppo cittadino e comunitario. Vi attendiamo numerosi! M.B. MUSEO DELLA PIEVE APERTURA: GIORNI FESTIVI Mattino: dalle 11 alle Pomeriggio: dalle 15 alle 19 Prenotazione visite guidate e fuori orario: telefonare al n INGRESSO GRATUITO Cinquant anni fa in Belgio... Sposati nel 1956 a Quenast, in Belgio, Orsolina Dapit e Eliseo Marchetti hanno festeggiato il cinquantesimo anniversario di matrimonio insieme con i familiari e gli amici. Anche da Voce Amica felicitazioni ed auguri!...e cinquant anni fa a Gemona Anche Marie Cucchiaro e Pieri Copetti si sono sposati nel 1956 ma a Gemona: hanno così voluto celebrare le nozze d oro nel giorno anniversario del loro matrimonio, il 29 dicembre, insieme con i familiari e gli amici. Anche a loro le felicitazioni e gli auguri più cordiali da Voce Amica. 11

12 Anagrafe parrocchiale A N N O BATTESIMI 67 Del Fabro Alice di Giorgio e di Maieron Deborah, n. il batt. il Madussi Chris di Juliano e di Pontil Fabbro Veruska, n. il batt. il Marchetti Alessandro di Paolo e di Londero Jennifer, n. il batt. il MATRIMONI 21 Zanitti Giovanni Dal Don Ines, sposati in Duomo il Diracca Luca Minisini Ilaria Maria, sposati in Duomo il Zamparutti Cristian di Dario e di Vidoni Morena, n. l batt De Clara Matteo di Albert e di Marini Barbara, n. il batt. il Quarta Marco di Cristian e di Crisigiovanni Elisabetta, n. il batt. il Zito Vanessa di Giuseppe e di Revelant Debora, n. l batt. il DEFUNTI 1 Di Vora Maria di anni 92 l Tuti Pierluigi di anni 65 il Collini Francesco di anni 77 il Giacomini Adelaide Mattioni di anni 77 il Copetti Cristina ved. Cargnelutti di anni 91 il Brusutti Giuseppe di anni 85 l De Liberali sr. Bianca di anni 92 l Copetti Santa Tuti di anni 92 il Buzzi Fulvio di anni 75 il Patat Maria di anni 91 il Savarin Aldo di anni 73 il DEFUNTI 111 Ceschia Maria di anni 83 il Urbani Maria di anni 96 l Contessi Attilia di anni 91 il Lepore Gelindo di anni 64 il Copetti Antonio di anni 79 il Maria Forgiarini n m Antonio Londero n m Attilia Contessi Marini n m A N N O BATTESIMI 1 Deietti Nicole di Amilcare e di Visentin Emanuela, n. il batt. il Antonio Copetti n m Domenica Blasotti n m Maria Di Vora n m VOCE AMICA COMPIE 75 ANNI Voluto da monsignor Giovanni Battista Monai per far sentire a tutte le famiglie di Gemona la voce della parrocchia, il nostro bollettino compie quest anno tre quarti di secolo di vita. Nel prossimo numero dedicheremo un servizio speciale a questo importante anniversario, ripercorrendo le tappe salienti del lungo cammino del nostro piccolo mezzo di formazione e di informazione che ha accompagnato la vita e le vicende della nostra comunità parrocchiale e di tutta Gemona. Periodico parrocchiale fondato nel 1933 Proprietà: Pieve di Santa Maria Assunta Parrocchia di Gemona Periodicità trimestrale Direttore resp. Mauro Vale Aut. Tribunale Tolmezzo n. 163 del Stampa: Arti Grafiche Friulane / Imoco spa, Tavagnacco (Ud) Spedizione in abbonamento postale art. 2 comma 20/c legge 662/96 Filiale di Udine In caso di mancato recapito restituire al mittente che si impegna a corrispondere la tassa prevista TAXE PERÇUE TASSA RISCOSSA GEMONA (UD) ITALY 12

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