La pianificazione di emergenza comunale

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1 1. PREMESSA 7

2 La pianificazione di emergenza comunale Il Comune di Castel San Giorgio è dotato di un Piano Comunale di Protezione Civile, reperibile dal sito ufficiale del Comune di Castel San Giorgio (http://www.comune.castelsangiorgio.sa.it/), approvato ed aggiornato con Delibera di Consiglio Comunale n 4 del 10/02/2010. Nel Piano sono stati riportati i rischi del territorio (rischio idrogeologico, rischio sismico, rischio vulcanico, rischio incendi boschivi, industriali ed urbani), l organizzazione comunale utile a fronteggiarli, tutti i soggetti che devono intervenire in caso di emergenza, le aree dove si deve radunare la popolazione in caso di evacuazione delle proprie abitazioni, i comportamenti da seguire. Detto Piano è stato approvato ed aggiornato con Delibera di Consiglio Comunale n 4 del 10/02/2010. Il ruolo del sindaco in emergenza La normativa di comparto assegna al Sindaco un ruolo principale in tutte le attività di protezione civile (prevenzione, soccorso e superamento dell'emergenza) atteso che il Sindaco è la persona/istituzione che il cittadino riconosce quale massimo riferimento locale. Il Sindaco, Autorità comunale di protezione civile e responsabile primo delle attività volte alla salvaguardia dell'incolumità pubblica e privata, al verificarsi di una situazione d'emergenza ed acquisite le opportune e dettagliate informazioni sull'evento, assume la direzione dei servizi di soccorso e assistenza alla popolazione colpita ed adotta i necessari provvedimenti. In ragione della normativa statale e regionale vigente (Legge n. 225/92 e Legge Regionale n. 9/2000) per il corretto espletamento delle responsabilità ad esso affidate, ogni Sindaco ha il dovere di dotarsi di una struttura operativa in grado di assisterlo nelle fasi preventive ed organizzative del sistema comunale di protezione civile nonché nelle fasi operative volte al superamento dell'emergenza. In Particolare si ricordano le principali incombenze ascritte alle competenze e responsabilità del Sindaco: a. Organizzare una struttura operativa comunale (tecnici comunali, volontari, imprese, ecc.) per assicurare i primi interventi di protezione civile con particolare riguardo a quelli finalizzati alla salvaguardia della vita umana; b. Attivare, anche attraverso il Volontariato, i primi soccorsi alla popolazione e gli interventi urgenti necessari a fronteggiare l'emergenza; c. Fornire adeguata informazione alla cittadinanza sul grado di esposizione al rischio ed attivare opportuni sistemi di allerta; d. Provvedere alla vigilanza sull'insorgere di situazioni di rischio idrogeologico o di altri rischi specie in presenza di ufficiali comunicazioni di allerta, adottando le necessarie azioni di salvaguardia della pubblica e privata incolumità e. Assicurare una reperibilità finalizzata in via prioritaria alla ricezione di comunicazioni di allerta; f. Individuare siti sicuri da adibire al preventivo e/o temporaneo ricovero per la popolazione esposta, attivando se del caso sgomberi preventivi. Al verificarsi dell'emergenza assume la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso in ambito comunale e ne dà comunicazione al Presidente della Giunta Regionale, al Prefetto e al Presidente della Provincia. Il Sindaco per l'espletamento delle proprie funzioni si avvale del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) 8

3 Il Centro Operativo Comunale Il Sindaco di Castel San Giorgio, al verificarsi di un emergenza, si avvale del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) per la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso ed assistenza alla popolazione colpita. Il C.O.C. è stato istituito con Delibera di Giunta Comunale n 204 del 13/08/2003 ed aggiornato con successive Delibere di Giunta Comunale n 243 del 21/10/2003, n 94 del 18/06/ Con Decreto Sindacale prot. n del 19/11/2010 sono stati nominati i Referenti ed i Vice Referenti delle nove funzioni di supporto al Centro Operativo Comunale (C.O.C.), aggiornati con il nuovo Decreto Sindacale prot. n 8672 del 14/05/2013 Il C.O.C. ha sede presso il Comando di Polizia Locale sito in Via Europa n 56. Il Responsabile del C.O.C. è il Comandante della Polizia Locale Magg. Giuseppe Contaldi. Il modello di intervento dovrà prevedere almeno le seguenti procedure operative: l'immediata reperibilità dei funzionari del C.O.C.; l'attivazione dei monitoraggi di evento con l'eventuale istituzione di uno stato di presidio h24; il controllo del territorio, la delimitazione delle aree a rischio, gli eventuali sgomberi cautelativi, la predisposizione dei cancelli stradali e quanto d'altro di necessità per assicurare la pubblica e privata incolumità e l'organizzazione dei soccorsi; l'impiego organizzato della polizia municipale assistita dalle Organizzazioni di Volontariato o dalla Squadra Comunale; l'allertamento della popolazione; la organizzazione ed il presidio delle aree/strutture di attesa; l'allestimento delle aree/strutture di ricovero per la popolazione. Il P.O. (Presidio Operativo) Sempre nell ottica di garantire una risposta modulata e aderente alle reali necessità, il Presidio Operativo comunale rappresenta il primissimo livello di attivazione della struttura comunale di protezione civile. Il Presidio Operativo, pertanto, viene attivato per gestire il monitoraggio sul territorio e per coordinare gli interventi necessari a risolvere le eventuali criticità in essere, almeno fino a che esse risultino gestibili attraverso questa minima struttura. Il Presidio Operativo può essere costituito anche dal solo referente dell ufficio tecnico che, sulla base della serietà degli eventi previsti o in corso, potrà essere affiancato da altro personale dell Amministrazione in relazione alle competenze necessarie. È costituito dal Responsabile della funzione tecnica di Valutazione e Pianificazione prima ancora della formale costituzione del C.O.C.. Viene attivato dal Sindaco sin dalle prime fasi dell allertamento. Ha il compito di: - predisporre le attività dei Presidi Territoriali (controllo del territorio); - dialogare con il Centro Funzionale; - fornire indicazioni al Sindaco sulle attività da condurre per fronteggiare la situazione. A seguito dell allertamento, nella fase di attenzione, il Sindaco o il suo Delegato attiva, anche presso la stessa sede comunale, un Presidio Operativo, convocando la funzione tecnica di valutazione e pianificazione, per garantire un rapporto costante con la Regione e la Prefettura - UTG, un adeguato raccordo con la polizia municipale e le altre strutture deputate al controllo e all intervento sul territorio e l eventuale attivazione del Volontariato locale. Il presidio operativo è costituito da almeno una unità di Personale in h24, Responsabile della funzione tecnica di Valutazione Pianificazione o suo Delegato. Quando necessario, per aggiornare il quadro della situazione e definire eventuali strategie di intervento, il Sindaco provvede a riunire presso la sede del presidio i referenti delle strutture che operano sul territorio. 9

4 Il P.T. (Presidio Territoriale) Presidio Territoriale comunale è la struttura deputata alla vigilanza sul territorio, in modo da garantire le attività di ricognizione, sopralluogo e monitoraggio in particolare sulle aree maggiormente esposte al rischio. Il P.T. può avere carattere misto, ovvero può essere composta da personale dell Amministrazione unitamente a personale di altri Enti (Locali o Statali in sede locale) e dal volontariato. L azione del Presidio Territoriale, coordinata dal Presidio Operativo o dal C.O.C., assume un valore chiave per garantire la corretta valutazione della situazione e consentire la messa in atto delle contromisure finalizzate alla salvaguardia della vita umana, dell ambiente e dei beni. Sono composti da squadre di Tecnici e Volontari che effettuano il controllo del territorio nei siti indicati dal Presidio Operativo e stabiliti già in fase di pianificazione. Il Personale deve essere qualificato al fine di poter valutare la situazione e proporre, all occorrenza, soluzioni mirate (presidi, sgomberi, ecc). Le attività dei presidi territoriali sia idraulici che idrogeologici sono così definite nella Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004: A. presidio territoriale idraulico rilevamento, a scadenze prestabilite, dei livelli idrici del corso d acqua agli idrometri regolatori, se non altrimenti e funzionalmente organizzato da parte del Centro Funzionale decentrato, al fine di rilevare il livello di criticità dell'evento di piena in atto; osservazione e controllo dello stato delle arginature, se presenti, e ricognizione delle aree potenzialmente inondabili, soprattutto nei punti definiti preventivamente "idraulicamente critici", anche al fine di rilevare situazioni di impedimento al libero deflusso delle acque; pronto intervento idraulico ai sensi del R.D. n. 523/1904 e primi interventi urgenti ai sensi della legge n. 225/1992, tra cui la rimozione degli ostacoli, anche causati da movimenti franosi, smottamenti spondali, accumuli detritici, che possono impedire il rapido defluire delle acque, la salvaguardia delle arginature e la messa in sicurezza delle opere idrauliche danneggiate. B. presidio territoriale idrogeologico osservazione speditiva di: - sintomi quali fessure, lesioni, variazioni della superficie topografica connessi a piccoli movimenti franosi diffusi e/o ai maggiori corpi di frane attive e quiescenti; - evidenze connesse a movimenti franosi già diffusamente innescati e/o in atto. di elementi indicatori (fessure, lesioni, variazioni della superficie topografica, etc.) che evidenzino la magnitudo del fenomeno; lettura periodica della strumentazione della rete di monitoraggio, ove presente. Il Piano di emergenza prevede un adeguato sistema di vigilanza sul territorio per garantire le attività di ricognizione e di sopralluogo delle aree esposte a rischio, soprattutto molto elevato. L attivazione del Presidio Territoriale spetta al Sindaco che, attraverso il Responsabile della funzione tecnica di Valutazione e Pianificazione, ne indirizza la dislocazione e l azione, provvedendo ad intensificarne l attività in caso di criticità rapidamente crescente verso livelli elevati. Il Presidio Territoriale opererà in stretto raccordo e sotto il coordinamento del Presidio Operativo costituito dalla funzione tecnica di Valutazione e Pianificazione che già, nella fase di attenzione, costituisce la struttura di coordinamento attivata dal Sindaco per le attività di sopralluogo e valutazione, provvedendo a comunicare in tempo reale le eventuali criticità per consentire l adozione delle conseguenti misure di salvaguardia. A tal fine il Comune potrà organizzare squadre miste, composte da Personale dei propri uffici tecnici e delle diverse strutture operative presenti sul territorio (Corpo Forestale, Vigili del Fuoco, e Volontariato locale) che provvederanno al controllo dei punti critici, delle aree soggette a rischio preventivamente individuate, dell agibilità delle vie di fuga e della funzionalità delle aree di emergenza. A seguito dell evento il Presidio provvede alla delimitazione dell area interessata, alla valutazione del rischio residuo e al censimento del danno. 10

5 Centro di Cooordinamento Soccorsi Il C.C.S. (Centro di Cooordinamento Soccorsi) rappresenta il massimo organo di coordinamento delle attività di Protezione Civile a livello provinciale. Esso è composto dai responsabili di tutte le strutture operative presenti sul territorio provinciale. I compiti del C.C.S. consistono nell'individuazione delle strategie e delle operatività di intervento necessarie al superamento dell'emergenza attraverso il coordinamento dei Centri Operativi Misti (COM). Nell'ambito dell'attività svolta dal C.C.S. si distinguono una "area strategia", nella quale afferiscono i soggetti preposti a prendere decisioni, ed una "sala operativa" nella quale operano 14 funzioni di supporto dirette da altrettanti responsabili. La sala operativa deve avere una suddivisione interna tale da poter ospitare in ambienti distinti le seguenti funzioni di supporto: -Tecnica e di Pianificazione (molteplici competenze e varie amministrazioni); -Volontariato (numerose organizzazioni che partecipano all'emergenza); -Strutture operative (dei Vigili del Fuoco, delle Forze Armate, delle Forze dell'ordine); -Telecomunicazioni (Sala radio separata a causa del rumore di fondo); -Mass Media e Informazione (Sala Stampa limitrofa ma al di fuori della sala operativa). È opportuno prevedere una sede alternativa qualora, nel corso dell'emergenza, l'edificio individuato risultasse non idoneo. Il Gruppo Comunale Volontari di protezione Civile Che con Delibera di Consiglio Comunale n.55 del 15/01/2013 è stato approvato il Regolamento di protezione civile per la costituzione del Comitato Comunale del volontariato. Ufficio competente per la Protezione Civile Secondo la vigente articolazione degli uffici e dei servizi comunali approvata con Delibera di Giunta Comunale n 8 del 16/01/2013 l ufficio comunale competente in materia di Protezione Civile è il Settore Polizia Locale Servizio Protezione Civile sito in Castel San Giorgio alla Via Europa n 56. Il responsabile del Settore è il Magg. Giuseppe Contaldi mentre il responsabile del Servizio è il Cap. Vincenzo Santaniello. Ufficio territoriali dei Governi (U.T.G.) Quelle che erano comunemente conosciute con il nome di Prefetture - organi periferici del Ministero dell'interno e sedi di rappresentanza del Governo in ogni provincia - si chiamano oggi Prefetture - Uffici Territoriali del Governo (U.T.G.). Il titolare dell'ufficio Territoriale del Governo del capoluogo della regione esercita le funzioni di Commissario di governo. In ambito provinciale, gli Uffici svolgono un'azione propulsiva, di indirizzo, di mediazione e di intervento, di consulenza e di collaborazione, anche rispetto agli enti locali, in tutti i campi del "fare amministrazione", in esecuzione di norme o al di fuori di procedure codificate, promuovendo il processo di semplificazione delle stesse procedure amministrative. Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) In convenzione con il Dipartimento della Protezione civile l INGV sviluppa programmi di studi e ricerche. In particolare cura la sorveglianza sismica e vulcanica, con reti di monitoraggio distribuite sul territorio (Rete sismica nazionale) e concentrate intorno ai vulcani attivi (Napoli, Catania, Palermo). L INGV mantiene efficienti queste reti di monitoraggio, cura il loro sviluppo tecnologico e l'analisi dei dati tecnici e scientifici e li trasmette alla Commissione Nazionale Grandi Rischi. 11

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