PRESENTAZIONE. Definisce. Rivolto a

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2 PRESENTAZIONE

3 PRESENTAZIONE Corso di Formazione Regolato da Provvedimento del 26 Gennaio 2006 (G. U. del 14/2/2006 n. 37) Accordo tra il Governo e le regioni e province autonome, attuativo dell articolo 2, commi 2, 3, 4 e 5, del D. Lgs. 195/03, che integra il D. Lgs. 626/94 in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori sui luoghi di lavoro Definisce Disposizioni per l individuazione delle capacità e dei requisiti professionali richiesti agli addetti e ai responsabili dei servizi di prevenzione e protezione dei lavoratori Disposizioni sui percorsi formativi per gli RSPP e ASPP, definendone: o indirizzi e contenuti minimi, o modalità di verifica di conoscenze e competenze, o attestati, o macro-settori ATECO o soggetti deputati all organizzazione dei corsi Rivolto a Responsabili del Servizio di Prevenzione (RSPP) e Protezione e agli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP)

4 PRESENTAZIONE Corso di Formazione RSPP Art. 2 lett. f) del D. Lgs. 81/08 persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali indicati dall art. 32 del D. Lgs. 81/08, designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi Interno o esterno alla comunità scolastica ASPP Art. 2 lett. f) del D. Lgs. 81/08 persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali indicati dall art. 32 del D.Lgs. 81/08, facente parte del servizio di prevenzione e protezione dai rischi. Interno alla comunità scolastica e in numero SUFFICIENTE, nominati dal dirigente scolastico

5 PRESENTAZIONE Corso di Formazione Art. 32 del D. Lgs. 81/08 1. Le capacità ed i requisiti professionali dei responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione interni o esterni devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative. 2. Per lo svolgimento delle funzioni da parte dei soggetti di cui al comma 1, e' necessario essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore nonché di un attestato di frequenza, con verifica dell'apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative. Per lo svolgimento della funzione di responsabile del servizio prevenzione e protezione, oltre ai requisiti di cui al precedente periodo, e' necessario possedere un attestato di frequenza, con verifica dell'apprendimento, a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e da stress lavoro-correlato di cui all'articolo 28, comma 1, di organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali.

6 PRESENTAZIONE D. Lgs. 81/08 Art. 32 Percorsi di formazione RSPP e ASPP Normativa di riferimento SITUAZIONE ATTUALE RSPP I percorsi di formazione delle due figure professionali, Responsabile dei Servizi di Prevenzione e Protezione e Addetto ai Servizi di Prevenzione e Protezione, devono essere strutturati in 3 moduli (A, B e C): i.modulo A corso di base (28 ore) formazione permanente ii.modulo B corso di specializzazione, presenta la natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative (da 12 a 68 ore, a seconda del macrosettore di riferimento, scuola 24 ore) formazione quinquennale iii.modulo C corso di specializzazione obbligatorio per le sole funzioni di RSPP, sulla prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e psico-sociale. (24 ore) formazione permanente

7 PRESENTAZIONE Contenuti delle attività formative Modulo A onformità al D.M. 16 gennaio 1997 del Ministro del lavoro (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 3 febbraio 1997, n. 27) recante individuazione dei contenuti minimi della formazione dei lavoratori, dei rappresentanti per la sicurezza e dei datori di lavoro che possono svolgere direttamente i compiti propri del responsabile del servizio di prevenzione e protezione Carattere indicativo e non esaustivo. L approfondimento degli argomenti propri di ogni macrosettore è lasciata ai soggetti formatori (contenuti minimi coerente con le indicazioni di cui all accordo assunto in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 2006). IMP! I soggetti che sono stati formati per un macrosettore possono esercitare le rispettive funzioni solo all'interno di detto macrosettore (formazione specifica)

8 PRESENTAZIONE Modulo A Costituisce un corso di formazione PERMANENTE e di BASE, per lo svolgimento di ASPP e RSPP, della durata di 28 ore. Obiettivi Generali normativa generale e specifica in tema di igiene e sicurezza del lavoro soggetti del sistema di prevenzione aziendale, loro compiti, loro responsabilità e funzioni svolte dai vari enti preposti alla tutela della salute dei lavoratori rischi e ai danni da lavoro, misure di prevenzione per eliminarli o ridurli, criteri metodologici per la valutazione dei rischi, contenuti del Documento di Valutazione dei Rischi, gestione delle emergenze modalità con cui organizzare e gestire un sistema di prevenzione aziendale

9 PRESENTAZIONE Valutazione Al termine di questo modulo, obbligatorio per tutte le classi di attività lavorative e propedeutico agli specifici moduli di specializzazione, i partecipanti devono conseguire l'idoneità alla prosecuzione del corso, mediante test di accertamento delle conoscenze acquisite. Tale idoneità, una volta conseguita, resta valida per tutti i percorsi formativi successivi e relativi alle diverse specializzazioni. Attestato Modulo A Al termine del modulo base, è rilasciato un attestato di frequenza che certifica la frequenza al corso (almeno il 90% del monte ore) e l'idoneità, ove riscontrata, a frequentare i moduli di specializzazione. Credito Formativo La frequenza al modulo A vale per qualsiasi macrosettore e costituisce Credito Formativo permanente.

10 PRESENTAZIONE Modulo B Costituisce un corso di SPECIALIZZAZIONE, adeguato alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative, OBBLIGATORIO per RSPP e ASPP. Durata 24 ore. Obiettivi generali fattori di rischio e misure di prevenzione e protezione presenti negli specifici comparti analisi per individuare i pericoli e quantificare i rischi presenti negli ambienti di lavoro del comparto contribuire alla individuazione di adeguate soluzioni tecniche, organizzative e procedurali di sicurezza per ogni tipologia di rischio contribuire ad individuare per le diverse lavorazioni del comparto, gli idonei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) contribuire a individuare i fattori di rischio per i quali è prevista la sorveglianza sanitaria

11 PRESENTAZIONE Valutazione La valutazione si articola in 1)Verifiche intermedie: sia test che soluzioni di casi 2)Verifica finale: due modalità, anche integrate a) simulazione obbligatoria per valutare le competenze tecnicoprofessionali b) colloquio o test obbligatorio finalizzati a verificare le competenze cognitive relative alla normativa vigente. Attestato Modulo B Al termine del modulo di specializzazione è rilasciato un attestato di frequenza che certifica la frequenza al corso (almeno il 90% del monte ore) e la verifica dell apprendimento, ove riscontrata, per il macrosettore di riferimento. Credito Formativo La frequenza al modulo B costituisce Credito Formativo con fruibilità quinquennale, richiede per il mantenimento dell idoneità l aggiornamento (28 ore nel quinquennio) sempre presso agenzie qualificate accreditate presso la Regione.

12 GERARCHIA DELLE FONTI GIURIDICHE

13 GERARCHIA DELLE FONTI GIURIDICHE FONTI atti o fatti dai quali si originano le norme giuridiche di cui si compone il nostro ordinamento Sovranazionali Nazionali Statali Non statali Conflitto tra fonti!!!

14 GERARCHIA DELLE FONTI GIURIDICHE Costituzione Legge fondamentale e fondante lo Stato Italiano - diritti fondamentali - struttura dell ordinamento repubblicano Fonti Nazionali Rango Primario Leggi: atto parlamentare Decreti Legge: atto governativo come decretazione d urgenza, da convertire in legge entro 60gg dalla Camera Decreti Legislativi: atto governativo su delega del Parlamento avente valore di legge Rango Secondario Regolamenti governativi o regionali: atti amministrativi che hanno valore normativo (governativi, ministeriali o del Presidente del Consiglio) norme (essenzialmente tecniche) di attuazione di provvedimenti normativi di rango superiore Contratti di lavoro Circolari ministeriali: norme amministrative interne (informazione, interpretazione o coordinamento) Regole tecniche Usi Comportamenti consolidati nel tempo che l ordinamento ritiene idonei a produrre regole vincolanti. (una consuetudine) Statali

15 GERARCHIA DELLE FONTI GIURIDICHE Fonti Nazionali Regionali Ampia potestà legislativa (da Costituzione) esaustiva, concorrente o integrativa Provinciali Comunali Enti non territoriali Non statali

16 GERARCHIA DELLE FONTI GIURIDICHE Trattati Istitutivi Sono atti vincolanti per tutti i Paesi membri firmatari. Hanno valore costituzionale. Regolamenti Provvedimenti normativi di 1) Portata generale 2) Diretta applicabilità nell ordinamento nazionale Fonti Comunitarie Con l ingresso dell Italia nella Comunità europea, le norme dettate dalla Comunità diventano parte dell ordinamento giuridico nazionale, con forza vincolante. Direttive Provvedimenti normativi 1)Rivolte agli stati membri 2)Non direttamente applicabili: devono essere recepiti nell ordinamento nazionale 3)vincolanti nel risultato da perseguire e nei principi libero il legislatore nazionale circa i mezzi e le forme di attuazione

17 GERARCHIA DELLE FONTI GIURIDICHE Conflitti tra fonti Gerarchico Annullamento (incostituzionalità) o disapplicazione (illegittimità) fonti eterogenee Cronologico Prevale quella emanata successivamente (stessa fonte) Di competenza La Costituzione prevede che alcune norme debbano essere disposte solo da determinati organi, individuati in base alla materia regolata o all ambito territoriale di riferimento (illegittimità)

18 EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA SULLA SICUREZZA

19 EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA SULLA SICUREZZA Definizioni Tutela della SALUTE dei lavoratori La salute è intesa come lo stato di benessere fisico, mentale e sociale preservata da tutte le misure e cautele adottate o previste nell attività lavorativa

20 EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA SULLA SICUREZZA Normativa di riferimento D.P.R. 547 del 1955 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro D.P.R. 303 del 1956 Norme generali per l igiene sul lavoro D.P.R. 164 del 1956 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni Sicurezza Passiva N e w! Sicurezza Attiva Direttive CEE D. Lgs. 626/94 D. Lgs. 494/96 obbligo della valutazione del rischio (risk assessment) da parte dei datore di lavoro e obbligo alla formazione, informazione e addestramento di tutti i soggetti introduzione di un Servizio di Prevenzione e Protezione (S.P.P.) di cui il datore di lavoro è responsabile RSPP e ASPP introduzione di un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza eletto dai lavoratori e del Medico Competente obblighi anche ai lavoratori

21 EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA SULLA SICUREZZA Normativa di riferimento Legge Delega n. 123 del 2007 N e w! armonizzazione delle leggi vigenti estensione della 626 a tutti i settori, tipologie di rischio e lavoratori autonomi e dipendenti sistema sanzionatorio adeguato tesserini di riconoscimento (lavoratore e datore di lavoro) rafforzamento degli organici di Ispettori del Lavoro

22 EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA SULLA SICUREZZA D. Lgs. 81/08 Testo Unico in Materia di Sicurezza sul Lavoro Normativa di riferimento SITUAZIONE ATTUALE N e w! sanzioni PENALI per i trasgressori data certa del documento di valutazione del rischio (di quando è stato stilato) con un atto pubblico, pec, timbro del comune e data o firme dei 3 componenti del SPP (datore di lavoro, RSPP, RLS e Medico Competente se c è) sistema di GESTIONE della sicurezza: non è sufficiente la formazione (sul lavoro e comportamenti) e informazione (sui rischi), ma dopo la formazione deve esserci sempre un test di verifica delle conoscenze e competenze controllato dal datore di lavoro (scopo di responsabilizzare) obbligo dei datore di lavoro a analizzare e valutare TUTTI i rischi (responsabile UNICO)

23 D. Lgs. 81/08 Testo Unico in Materia di Sicurezza sul Lavoro EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA SULLA SICUREZZA Normativa di riferimento SITUAZIONE ATTUALE La FILOSOFIA è quella di ridistribuire gli obblighi tra tutti gli attori della sicurezza (datore di lavoro, RSPP, ASPP, SPP, Medico Competente, Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza, addetti antincendio, addetti al primo soccorso e lavoratori) per creare un sistema di GESTIONE DELLA SICUREZZA misure, azioni, procedure e atti per ridurre al minimo i rischi NON C è PREVENZIONE SENZA FILOSOFIA DELLA PREVENZIONE

24 ATTORI DELLA PREVENZIONE

25 ATTORI DELLA PREVENZIONE Datore di lavoro Il datore di lavoro è il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l assetto dell organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell organizzazione stessa o dell unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa

26 ATTORI DELLA PREVENZIONE Azienda o Unità produttiva N e w! L azienda è il complesso della struttura organizzata dal Datore di Lavoro pubblico o privato. L unità produttiva è lo stabilimento o la struttura finalizzati alla produzione di beni o all erogazione di servizi, dotati di autonomia finanziaria e tecnico funzionale.

27 ATTORI DELLA PREVENZIONE Dirigente e Preposto N e w! N e w! Il dirigente è la persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l attività lavorativa e vigilando su di essa. Attiva Il preposto è la persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa. Vigila

28 ATTORI DELLA PREVENZIONE Lavoratore Il lavoratore è una persona che svolge un attività lavorativa nell ambito dell organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al sol fine di apprendere un mestiere, un arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari.

29 ATTORI DELLA PREVENZIONE SPP Il servizio di prevenzione e protezione dai rischi è l insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all azienda finalizzati all attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori. Compiti: 1)Individua i fattori di rischio dell ambiente di lavoro e dei processi produttivi e predispone le misure di sicurezza da adottare per eliminarli o ridurli 2)Coadiuva il datore di lavoro nell effettuazione della valutazione dei rischi e nell elaborazione del relativo documento 3)Programma l informazione e la formazione generale e specifica dei lavoratori 4)È coinvolto in ogni questione concernente la sicurezza del lavoro in azienda

30 ATTORI DELLA PREVENZIONE Il medico competente è il medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali indicati nell art. 38 del D.Lgs. 81/08, che collabora, secondo quanto previsto dall art. 29, c. 1, del D.Lgs. 81/08 con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al D.Lgs. 81/08. Medico Competente Compiti: 1)Dispone accertamenti sanitari preventivi e periodici 2)Esprime i giudizi di idoneità dei lavoratori alla mansione specifica 3)Collabora con il datore di lavoro e il SPP nell individuazione delle misure di tutela della salute e integrità fisica dei lavoratori

31 ATTORI DELLA PREVENZIONE Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è la persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro. RLS Compiti: 1)Collabora con il datore di lavoro, RSPP e MC per l attivazione del sistema aziendale di prevenzione 2)Promuove l individuazione, l elaborazione e l attuazione delle misure di prevenzione 3)Accede ai luoghi di lavoro dove si svolgono le lavorazioni 4)Accede alla documentazione aziendale sulla sicurezza 5)È consultato in materia di sicurezza anche preventivamente 6)Fa proposte in tema di prevenzione 7)Partecipa alle riunioni periodiche sulla sicurezza del lavoro

32 ATTORI DELLA PREVENZIONE Lavoratori addetti a incarichi specifici Prevenzione incendi Primo soccorso Gestione dell emergenza Vengono designati dal datore di lavoro (non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione) che li deve sottoporre a specifici corsi di formazione e addestramento attuano provvedimenti e intraprendono le iniziative previste dal datore di lavoro

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