Il Piccolo 8 luglio 2015

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1 Il Piccolo 8 luglio 2015 Economia Pensioni, ecco la ricetta dell Inps Oggi la relazione di Boeri. La Cisl boccia l estensione del sistema contributivo: «Impraticabile» ROMA. No all estensione del contributivo per andare in pensione prima: la Cisl con il segretario generale Annamaria Furlan boccia l ipotesi di allargare la cosiddetta opzione donna a tutti, prevedendo il calcolo contributivo per l intera pensione a fronte di una uscita anticipata. È «impraticabile», ha detto Furlan: si tradurrebbe in «un taglio dal 20% al 30%» dell assegno pensionistico, un effetto ancora più pesante considerando che «la media delle pensioni è euro». L opzione è stata considerata «condivisibile» dal presidente dell Inps, Tito Boeri, che oggi in occasione della relazione annuale dell Istituto di previdenza alzerà il velo sulla sua ricetta per consentire maggiore flessibilità in uscita. Boeri la scorsa settimana ha incontrato Renzi ed i ministri Poletti e Padoan. A decidere sulle modifiche da apportare al sistema pensionistico, dopo la rigidità introdotta dalla riforma Fornero, sarà comunque il governo, che da parte sua continua a ribadire la linea secondo cui gli interventi saranno realizzati in sede di legge di stabilità, anche perché ogni correzione non potrà che fare i conti con le risorse a disposizione. Boeri nei giorni scorsi ha già bocciato non solo l ipotesi di staffetta generazionale ma anche la proposta Damiano- Baretta per uscire dal lavoro a 62 anni di età e 35 di contributi con una penalizzazione dell assegno tra il 2% e l 8% l anno perché sarebbe troppo costosa; così come, per lo stesso motivo, ha fatto per la quota 100, ovvero la possibilità di uscire con un mix tra età e contributi. Quanto all eventuale estensione della opzione donna, che invece sarebbe neutra sotto il profilo dei conti pubblici nel lungo periodo, andrebbero probabilmente rivisti i requisiti per uscire in anticipo sia per l età anagrafica, sia per il minimo di contributi necessari. I sindacati però continuano il pressing sull esecutivo: «Noi vorremmo sentire la riforma delle pensioni targata governo, perché al governo spetta fare la proposta», su cui aprire il confronto, ha rimarcato il numero uno della Cisl, tornando a puntare il dito contro la riforma Fornero, la «peggiore d Europa. Bisogna ripristinare la flessibilità in uscita. Il governo - ha detto Furlan - si sbrighi a convocarci e ad iniziare un confronto serio che riguarda milioni di persone». Intanto i sindacati dei pensionati hanno in agenda un incontro con Boeri per domani e con Poletti per giovedì 16, dopo il tavolo già aperto sul sistema di rivalutazione delle pensioni e in generale sulla condizione dei pensionati. Segnalazioni CATTINARA. La Prima Chirurgica deve restare No alla soppressione della prima chirurgica all ospedale di Cattinara! Va bene la razionalizzazione dei servizi sanitari ma non è accettabile che la Regione operi continui tagli alla sanità, dico che c è da preoccuparsi. L impegno di questa nuova riforma doveva essere: meno ospedale più territorio. Il territorio non è pronto, finora abbiamo visto solo tagli delle risorse economiche e umane, di attrezzature e anche di strutture e non abbiamo visto fiorire nulla sul territorio in termini di distretti e altre strutture di accoglienza. Viene amputata di due strutture sanitarie basilari, come la Medicina d urgenza e la Prima Chirurgica all ospedale di Cattinara in questo caso patiscono i cittadini coloro i quali sono colpiti nel loro momento di fragilità: la malattia! Razionalizzazione è una parola terribile dietro cui negli anni più recenti si sono nascoste azioni che hanno toccato in misura pesante soprattutto le professionalità ospedaliere e come riportato dal Piccolo in un recente articolo il consigliere Marini punta il 1

2 dito sul intento di sfoltire le direzioni a proposito delle attuali due strutture complesse di Chirurgia generale che operano nell Azienda Ospedaliero Universitaria. È già stato stabilito di mantenere la struttura a direzione universitaria e sopprimere quella ospedaliera. E ancora, obietta i consigliere, il reparto destinato a scomparire svolge da sempre un ruolo insostituibile perché garantisce un attività di primissimo ordine, con casistica di interventi di particolare complessità Credo che questo la dica lunga sul fatto che a sparire non sono dei doppioni ma delle strutture complesse uniche come medicina d urgenza, e la prima chirurgica uno dei fiori all occhiello dell azienda ospedaliera. Per salvaguardare quello che resta dell eccellente sanità triestina e sorto spontaneamente dai cittadini un comitato con una raccolta firme che mi risulta essere vicino alle cinquemila L auspicio è che la Regione riveda i tagli ma soprattutto corregga i criteri in base ai quali verranno effettuati, perché non si vuole che a sparire siano le eccellenze. Claudio Visintin Grado - Latisana La polemica Punti nascita, Latisana ribatte: «La stessa media di Palmanova» LATISANA. La stessa media di parti per operatore sanitario. L unico dato che fornisce la sicurezza di un Punto Nascita. E Latisana, con meno personale in servizio, ha lo stesso parametro di Palmanova. Se è di numeri che si vuole parlare, li si utilizzi in modo corretto, è il messaggio che il sindaco di Latisana, Salvatore Benigno, manda al collega di Palmanova, ricordandogli che dei 10 punti nascita regionali, quello di Latisana, è fra quei tre che non stanno registrando cali, «nonostante tutte le manovre di strozzamento poste in essere in questi anni in termini di risorse umane non assegnate. E l aumento registrato da Palmanova rimarca Benigno - è comunque inferiore alle aspettative e legato in buona parte alla chiusura del punto nascita di Gorizia. C è un concreto rischio di calo non appena Udine e Monfalcone si riapproprieranno della loro utenza, a seguito dell apertura del nuovo padiglione materno infantile nell azienda di Udine e con l arrivo a Monfalcone del nuovo primario». Rispondendo alle affermazioni del suo collega di Palmanova e smontando punto per punto quanto affermato in una nota, qualche giorno fa, il sindaco di Latisana, ricorda che nel parlare delle eccellenza del dipartimento materno infantile di Palmanova, «Martines dimentica che l ostetricia e ginecologia dell ex Ass 5 è unica da diverso tempo, quindi l'eccellenza è data dalle perfomance delle equipe e non dal contenitore ospedale». Nel suo intervento il sindaco di Palmanova parlava di un studio di fattibilità del 2011, «ignorando volutamente il fatto che il nuovo assetto delle Ass 2, con l accorpamento del goriziano, ha completamente ridisegnato i confini delle Aziende sanitarie e quindi la redistribuzione dei servizi all'utenza, che va fatta dando a tutti i cittadini le stesse possibilità di accesso ai servizi. Non è assolutamente pensabile concentrare tre punti nascita a 20 chilometri gli uni dagli altri (Palmanova, Monfalcone, Udine) e lasciare scoperta un intera area territoriale, andando contro gli stessi principi posti alla base della riforma sanitaria». Paola Mauro 2

3 Messaggero Veneto 8 luglio 2015 Latisana «I numeri danno ragione all ospedale di Latisana» Punto nascita: il sindaco Benigno replica al collega di Palmanova, Martines «E pensi a cosa accadrà quando Udine e Monfalcone riavranno la loro utenza» di Paola Mauro. LATISANA. La stessa media di parti per operatore sanitario. L unico dato che fornisce la sicurezza di un Punto nascita. E Latisana, con meno personale in servizio, ha lo stesso parametro di Palmanova. Se è di numeri che si vuole parlare, li si utilizzi in modo corretto, è il messaggio che il sindaco di Latisana, Salvatore Benigno, manda al collega di Palmanova, Francesco Martines, ricordandogli che dei dieci punti nascita regionali, quello di Latisana è fra quei tre che non stanno registrando cali «nonostante tutte le manovre di strozzamento poste in essere in questi anni in termini di risorse umane non assegnate». «E l aumento registrato da Palmanova rimarca Benigno è comunque inferiore alle aspettative e legato in buona parte alla chiusura del Punto nascita di Gorizia. C è un concreto rischio di calo non appena Udine e Monfalcone si riapproprieranno della loro utenza a seguito dell apertura del nuovo padiglione materno- infantile nell azienda di Udine e con l arrivo a Monfalcone del nuovo primario». Rispondendo alle affermazioni del suo collega di Palmanova e smontando punto per punto quanto affermato in una nota, qualche giorno fa, il sindaco di Latisana, ricorda che nel parlare delle eccellenza del dipartimento materno- infantile di Palmanova «Martines dimentica che l ostetricia e ginecologia dell ex Ass 5 è unica da diverso tempo, quindi l eccellenza è data dalle perfomance delle equipe e non dal contenitore ospedale». Nel suo intervento, il sindaco di Palmanova parlava di un studio di fattibilità del 2011 «ignorando volutamente il fatto che il nuovo assetto delle Ass 2, con l accorpamento del Goriziano, ha completamente ridisegnato i confini delle Aziende sanitarie e quindi la redistribuzione dei servizi all utenza, che va fatta dando a tutti i cittadini le stesse possibilità di accesso ai servizi». «Non è assolutamente pensabile è la conclusione del sindaco di Latisana concentrare tre punti nascita a venti chilometri gli uni dagli altri (Palmanova, Monfalcone, Udine) e lasciare scoperta un intera area territoriale, andando contro gli stessi principi posti alla base della riforma sanitaria». Gorizia Dopo- Pilati, in pole position c è un consulente di Obama È il 50enne padovano Gino Gumirato, che ha lavorato nello staff artefice della riforma sanitaria Usa. Le dimissioni del direttore preoccupano: la riorganizzazione ora rischia di andare ancora più a rilento Vincenzo Compagnone. Ha fatto parte nientemeno che dello staff internazionale di dieci esperti chiamati da Barack Obama per varare la riforma sanitaria americana, il possibile sostituto di Giovanni Pilati alla guida dell Azienda sanitaria Bassa friulana- Isontina. Secondo voci di corridoio, Gino Gumirato - 50 anni, padovano di Camposanpiero - sarebbe in pole position per raccogliere, in settembre, l eredità del direttore generale che si è dimesso lunedì. Carriera con tappe in tutta Italia Gumirato, esperto di management dei sistemi sanitari, ha al suo attivo un curriculum punteggiato da esperienze dirigenziali, sia nel pubblico sia nel privato, su tutto il territorio nazionale. In particolare, è stato direttore generale dell Asl di Cagliari (nominato con il compito di risanarne i conti), dg facente funzioni dell Asl di Roma, direttore amministrativo a Modena e, da ultimo, direttore generale dell Ulss 13 di Mirano (Venezia). Si tratterebbe di un nome di notevole prestigio e il fatto che già se ne parli significa che l addio di Pilati non è stato poi un vero e proprio fulmine a ciel sereno, anche se i soliti bene informati avevano da qualche tempo fatto trapelare l indiscrezione che il manager 3

4 avrebbe potuto andarsene in settembre, dopo l emanazione dell atto aziendale. Due mesi di interregno Pilati, invece, ha anticipato i tempi e il suo abbandono ha scatenato una ridda di ipotesi. Le motivazioni addotte nella lettera di dimissioni fanno riferimento a ragioni «familiari e personali», ma c è chi dice che dietro, o accanto a queste spiegazioni ci sarebbero delle difficoltà manifestate da Pilati nel far conciliare le sue idee di medico e di esperto con le ragioni e i tempi della politica (non dimentichiamo che i direttori generali devono comunque rappresentare determinate situazioni e proposte alla Regione, alla quale spettano però le scelte definitive). Certo, è singolare un addio dopo soli sette mesi dalla nomina, pur considerando le difficoltà legate anche alla necessità di accorpare le due aziende pre- esistenti, quella della Bassa friulana e quella Isontina. Ora, per due mesi, il ruolo di Pilati sarà ricoperto ad interim dal direttore amministrativo Antonio Poggiana. Rallentamento o paralisi? Il timore più diffuso, negli ambienti sanitari goriziani e isontini, è che le dimissioni di Pilati, in un momento molto delicato di applicazione della riforma regionale, possano paralizzare o quantomeno rallentare le procedure in atto. Vero è che nei due mesi cruciali dell estate, luglio e agosto, l attività procede a rilento, ma è altrettanto vero che - al pari peraltro di tutte le aziende regionali - non è stato ancora emanato l atto aziendale in mancanza delle linee d indirizzo di cui la Regione ha inviato ai dg soltanto una bozza. L atto aziendale è la cornice che definisce tutti gli aspetti organizzativi dell apparato sanitario, con la definizione dei servizi ospedalieri e la suddivisione in strutture complesse (quelle guidate da un primario) e semplici (affidate a un medico specialista). Tutto rimandato a dopo settembre Aumenta insomma il tasso d incertezza che caratterizza l attuale situazione, anche perché, chiunque sarà il nuovo direttore generale, oltre all atto aziendale da promulgare, si troverà di fronte a una realtà del tutto nuova di cui prendere le redini. Oltre tutto, anche il mandato di Poggiana (direttore amministrativo) e di Laura Regattin (direttore sanitario) rischia di decadere con la nomina del sostituto di Pilati, poiché è consuetudine dei manager farsi affiancare da uomini di fiducia. Tanti nodi sul tappeto Pilati, all atto dell insediamento, aveva osservato come i nodi più importanti da sciogliere fossero la scelta del secondo Punto nascita da chiudere (fra Palmanova e Latisana, questione tuttora irrisolta) e dell ospedale (Gorizia o Monfalcone) in cui mantenere l Unità coronarica. Proprio nel consiglio comunale di lunedì, la capogruppo di Gorizia è Tua, Rosy Tucci, aveva manifestato le preoccupazioni per le voci sulla soppressione, al San Giovanni di Dio, della guardia cardiologica notturna e per la sospensione della terapia del dolore a domicilio. Problemi e carenze che, insieme con altri, si troverà sul tavolo, a settembre, il nuovo direttore generale. Cronaca Pordenone Ospedale, rischio causa da 400 mila euro Infezione dopo un intervento a una gamba. Si cercherà un accordo alla Curia mercatorum cittadina Un infezione a una gamba dopo le cure per una frattura: per questo l Azienda per l'assistenza sanitaria 5 di Pordenone è stata chiamata davanti a un organismo di mediazione, la Curia Mercatorum cittadina, chiedendo un risarcimento di circa 400 mila euro. L Aas si è costituita in giudizio in vista del primo incontro previsto nel procedimento di mediazione che, se dovesse fallire, aprirebbe la strada a una causa civile. Il fatto risale allo scorso anno, quando un uomo si sottopose alle cure dell ospedale dell Aas 5. Ritenendo di avere avuto conseguenze da un erroneo trattamento sanitario, decise di chiamare in causa, in questa prima fase con la procedura di mediazione, l Aas 5. «Il caso spiega l avvocato dell uomo, di Pravisdomini, che ha presentato richiesta di risarcimento, Roberto Tumiotto, di San Donà di Piave è relativo a un soggetto che a seguito di una frattura ha contratto un infezione che ha causato una 4

5 osteomielite». L osteomielite è un processo infiammatorio che interessa contemporaneamente un osso e il midollo osseo che vi è contenuto. E di natura infettiva, provocato da germi che giungono all osso per via sanguigna anche per infezione diretta dell osso dall esterno, come ad esempio per contaminazione di fratture ossee. «Nei mesi scorsi afferma ancora il legale l ex centro servizi condivisi ci ha comunicato di avere richiesto all Aas 5 la nomina di un medico legale per una perizia, al fine di valutare la situazione. Ma, nonostante le sollecitazioni, non vi è stata alcuna nomina: di qui la mediazione». Un percorso previsto dalla legge: prima di attivare la causa civile, infatti, c è proprio il tentativo di mediazione. La richiesta di risarcimento è di poco più di 400 mila euro, cifra al di sotto dei 500 mila euro che richiedono l intervento dell assicurazione del servizio sanitario regionale. L Egas, il nuovo ente per la gestione accentrata per i servizi condivisi (l ex centro dei servizi condivisi) ha ritenuto il sinistro di propria competenza e ha ritenuta opportuna la partecipazione dell Aas 5 alla mediazione. L incarico è stato conferito all avvocato Vittoria Colò, dirigente avvocato dell Aas5, con facoltà di transigere. Nelle prossime settimane ci sarà il primo incontro davanti alla Curia Mercatorum di Pordenone, organismo per la soluzione delle controversie di natura civile. Donatella Schettini 5

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