UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI GENOVA. Facoltà di Ingegneria. Sviluppo di servizi di controllo remoto della scheda DSP DM355 EVM per il laboratorio ISILab

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI GENOVA. Facoltà di Ingegneria. Sviluppo di servizi di controllo remoto della scheda DSP DM355 EVM per il laboratorio ISILab"

Transcript

1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI GENOVA Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Ingegneria Biofisica e Elettronica Sviluppo di servizi di controllo remoto della scheda DSP DM355 EVM per il laboratorio ISILab Relatori: Anna Marina Scapolla Giancarlo Parodi Correlatori: Paolo Buschiazzo Davide Leoncini Candidati: Gabriele Campodonico Emanuele Fumeo Genova, 11 Marzo 2011

2 Alla Commissione di Laurea e di Diploma Alla Commissione Tirocini e Tesi Sottopongo la tesi redatta dagli studenti Gabriele Campodonico ed Emanuele Fumeo dal titolo: Sviluppo di servizi di controllo remoto della scheda DSP DM355 EVM per il laboratorio ISILab. Ho esaminato, nella forma e nel contenuto, la versione finale di questo elaborato scritto, e propongo che la tesi sia valutata positivamente assegnando i corrispondenti crediti formativi. I Relatori Accademici Anna Marina Scapolla Giancarlo Parodi

3 Abstract This thesis is concerned with the realization of plug-in and programs for the remote control of the evaluation board DM355 EVM within ISILab, a remote laboratory present at the University of Genoa. Our work aims to allow users to connect remotely to the board we mentioned before, to compile and then to execute specific programs for this architecture. Plug-in and test programs have been developed using C and C++ programming languages in GNU/Linux Ubuntu and Montavista Linux operating systems. This thesis has been developed in the "Electronic Systems and Networking Group" (ESNG) laboratory at the Departement of Biophysical and Electronics Engineering (DIBE) of the University of Genoa.

4 Sommario Questa tesi é incentrata sulla realizzazione di alcuni plugin e programmi che consentano l utilizzo remoto della scheda di sviluppo DM355 EVM per il processore DaVinci TMS320 di Texas Instruments all interno di ISILab, un laboratorio remoto presente nell Universitá di Genova. Tramite il nostro lavoro si vuole dare quindi la possibilitá ad un utente di collegarsi da remoto alla scheda di cui sopra, compilare e successivamente eseguire programmi specifici per l hardware in questione. I plugin e i programmi di test sono stati sviluppati utilizzando i linguaggi di programmazione C e C++ e i sistemi operativi GNU/Linux Ubuntu e Montavista Linux. La tesi è stata svolta nel laboratorio Electronic Systems and Networking Group (ESNG), presso il Dipartimento di Ingegneria Biofisica ed Elettronica (DIBE) dell Universitá di Genova.

5 Ringraziamenti Vogliamo ringraziare prima di tutto gli Ing. Paolo Buschiazzo, Davide Leoncini e Alessio Leoncini e anche tutti i ragazzi del laboratorio ESNG per la grande disponibilitá e i preziosi consigli e aiuti che ci hanno sempre dato durante tutto il lavoro della tesi. Ringraziamo la Prof.ssa Scapolla per la sua gentilezza e disponibilitá e per il prezioso lavoro di revisione che é andato oltre a quello che é consueto per una laurea triennale. Ci teniamo a ringraziare anche le nostre famiglie che ci hanno sempre sostenuto moralmente e anche fisicamente con deliziosi pranzetti nelle lunghe giornate di studio. Grazie per esserci stati vicini nei momenti di difficoltá e di sconforto. Grazie davvero! Un grazie va anche ai nostri amici e colleghi coi quali abbiamo passato tanti bei momenti. iv

6 Indice Indice Introduzione v viii 1 I Laboratori Remoti Cos é un laboratorio remoto? Architettura generale Esempi di laboratori remoti NetLab - University of South Australia WebLab-Deusto - Universitá di Deusto Laboratorio DSP - Universitá di Maribor edsplab - EED, Universitá di Siviglia RESP - Arizona State University Conclusioni Il laboratorio ISILab Un po di storia Il primo ISILab Un nuovo approccio: il service oriented framework Architettura di ISILab La Homepage di ISILab v

7 Indice vi 2.2 FoxController Architettura del software Interfaccia del web service Plugin dei dispositivi Cos é un plugin? Funzionamento e integrazione con l applicazione host Gestione dei plugin di FoxController Plugin e Metadati Punti di forza della soluzione Controllo remoto della scheda DSP DM355 EVM Introduzione La scheda di sviluppo DM355 EVM Visione d insieme della scheda La memoria Formato di acquisizione Setup della Macchina Virtuale I plugin Il Template plugin Il Plugin per il compilatore Il Plugin per la scheda I Makefile Cos é un Makefile? Realizzazione dei nostri Makefile L intero sistema in funzione Il sistema in prova 54

8 Indice vii 4.1 FoxControllerMonitor Test della scheda e dimostrazione delle sue potenzialitá Il filtro passa basso Il filtro di Sobel Sviluppi futuri 68 Appendice 69 I thread I mutex Bibliografia 74

9 Introduzione Nell insegnamento delle materie scientifiche l utilizzo dei laboratori é uno strumento essenziale sia per introdurre gli studenti alla materia, sia per dare loro l occasione di toccare con mano gli argomenti trattati durante le lezioni. Purtroppo in alcune occasioni si deve rinunciare all attivitá di laboratorio per mancanza di setup sperimentale appropriato e per l assenza di spazi adeguati al numero degli studenti. Altre volte le apparecchiature hanno un costo elevato, e quindi non si possono fornire unitá sufficienti per tutti gli studenti, o ugualmente non possono essere utilizzate dagli studenti senza che siano seguiti da tecnici di laboratorio. Questo peró ci porta a considerare il problema della scarsa disponibilitá di personale che abbia le conoscenze e l attenzione necessaria ad utilizzare gli strumenti di laboratorio. Ancora, alcuni esperimenti possono avere dei setup non facilmente riproducibili (ad esempio un esperimento di fisica come il pendolo di Focault). Questi sono i principali motivi per i quali in molte universitá si é deciso di creare dei laboratori remoti che permettano agli studenti di usufruire di strumentazioni da remoto, ovvero attraverso la rete Internet. Per quanto riguarda i piú famosi laboratori remoti accessibili via Internet, possiamo citare il progetto ilabs del MIT, il progetto VISIR, il progetto WebLab-Deusto dell Universitá di Deusto, il progetto Low-Cost Remote Lab for Internet Services Distance Education dell Universitá dell Illinois, il viii

10 INTRODUZIONE ix progetto dell Universitá di Singapore e i laboratori remoti presenti in Italia nelle Universitá di Pisa e Ancona. Anche il corso di studi di Ingegneria Elettronica dell Universitá di Genova ha sviluppato un laboratorio remoto denominato ISILab (Internet Shared Instrumentation Laboratory), che comprende sia una parte dedicata ad effettuare misure su circuiti elettronici analogici e digitali collegati con un oscilloscopio e un generatore di forme d onda, sia una parte per operare su sistemi embedded, in particolare DSP. Il nostro lavoro dunque si inserisce nel progetto ISILab e nello specifico ci siamo occupati della progettazione e dello sviluppo dei plugin necessari all utilizzo della scheda DM355 EVM all interno del laboratorio remoto. Vogliamo presentare la nostra tesi in questo modo: il primo capitolo descrive vantaggi e svantaggi associati all utilizzo dei laboratori remoti, e la loro architettura generale; il secondo capitolo invece descrive quello che é giá presente nella nostra facoltá e quindi il contesto nel quale abbiamo lavorato; il terzo capitolo descrive il lavoro fatto, quindi gli strumenti utilizzati e i programmi sviluppati al fine di rendere operativa da remoto la scheda DM355EVM; nel quarto capitolo presentiamo i tool utilizzati e i programmi scritti per testare il sistema al termine della sua realizzazione, per poi passare ad una visione d insieme di quanto fatto decrivendo l interazione tra le varie parti che costituiscono il nostro progetto; infine parleremo dei progetti futuri resi possibili grazie al lavoro compiuto. É presente alla fine dell elaborato anche un appendice che introduce all utilizzo dei thread, strumento fondamentale per la realizzazione del nostro progetto, descrivendone caratteristiche principali, regole d implementazione e motivazione del loro utilizzo oltre ad un ampia definizione.

11 Capitolo 1 I Laboratori Remoti Nel seguente capitolo verranno descritte le principali caratteristiche dei laboratori remoti e la loro importanza per l apprendimento. In particolare il discorso si incentrerá sugli obiettivi, su cosa mettono a disposizione, sulle potenzialitá, su come funzionano e in generale sugli elementi che li costituiscono per poi fare una breve panoramica sullo stato dell arte in questo settore. 1.1 Cos é un laboratorio remoto? Un laboratorio remoto é un sistema hardware/software che dá la possibilitá di interagire con la strumentazione di un laboratorio scientifico al quale non si ha fisicamente accesso [5]. Esso nasce dalla necessitá di migliorare alcuni aspetti dell esperienza di laboratorio tradizionale che é innegabilmente un fattore fondamentale per l apprendimento soprattutto nel campo scientifico. Rispetto a quest ultimo infatti, quello remoto mantiene la possibilitá di 1

12 CAPITOLO 1. I LABORATORI REMOTI 2 interagire con sistemi reali e non con loro simulazioni, avendone la piena accessibilitá spaziale e temporale. Spaziale perché é sufficiente solo una connessione ad internet e se ne puó quindi usufruire in qualsiasi parte del mondo ci si trovi; temporale perché l accesso é consentito 24 ore su 24. Inoltre, cosa non meno importante, viene data la possibilitá di utilizzare strumenti sofisticati e nella maggior parte dei casi anche costosi, garantendo una maggiore efficienza del laboratorio. Si risolve infatti il problema di laboratori troppo affollati che costringono piú studenti a lavorare sullo stesso dispositivo, e di conseguenza se ne consente l utilizzo individuale per un tempo maggiore anche in orari diversi da quelli previsti dalla facoltá. Tuttavia bisogna anche tenere conto del fatto che l accesso alla risorsa non puó avvenire contemporaneamente da parte di piú utenti, cioé si deve anche contare che si sta operando su uno strumento reale che non puó soddisfare diverse richieste nello stesso istante. Bisogna anche considerare poi la necessitá di sistemi di sicurezza atti alla protezione del dispositivo: essendo a disposizione di un qualunque utente diventa ancora piú importante prevenire il suo danneggiamento. Nel prossimo paragrafo verrá illustrata l architettura generale di un laboratorio remoto. 1.2 Architettura generale Per comprendere meglio il sistema laboratorio remoto nella sua completezza é importante conoscere la struttura generale che li accomuna tutti per poi poter affrontare piú agevolmente il prossimo capitolo nel quale descriveremo ISILab, ovvero il contesto in cui si inserisce la nostra tesi. In un laboratorio remoto possiamo individuare tre componenti:

13 CAPITOLO 1. I LABORATORI REMOTI 3 Figura 1.1: Schema generale di un laboratorio remoto. 1. l interfaccia utente; 2. il server del laboratorio; 3. i dispositivi e le applicazioni controller. L interfaccia utente é quella che permette l utilizzo del laboratorio nelle vere applicazioni. Nasconde dietro a poche funzioni (ad esempio dei pulsanti) la complessitá delle operazioni che devono essere effettuate sulla strumentazione e/o sull esperimento stesso per svolgere una determinata azione. Puó essere un programma da installare sul computer client oppure un applicazione web. Il server del laboratorio si occupa di gestire le richieste che arrivano dagli utenti del laboratorio e di comunicare con le applicazioni controller che controllano i dispositivi. I controller gli comunicano quali risorse sono libere e quali sono occupate. Gli utenti del laboratorio possono fare richieste

14 CAPITOLO 1. I LABORATORI REMOTI 4 diverse contemporaneamente e cercare di utilizzare la stessa risorsa nello stesso istante. In queste situazioni il server del laboratorio deve schedulare le richieste degli utenti controllando quali siano le risorse occupate e quali quelle libere. Le applicazioni controller sono dei programmi che controllano i dispositivi del laboratorio. Esse implementano la comunicazione a basso livello con i dispositivi, utilizzando protocolli e hardware specifici. Raccolgono e mettono a disposizione del server centrale tutte le informazioni disponibili appartenenti ai dispositivi controllati, come ad esempio lo stato. 1.3 Esempi di laboratori remoti Questa sezione illustra alcune implementazioni realizzate da altre istituzioni nell ambito della didattica per permettere l accesso e l utilizzo sia di esperimenti di elettronica di base, sia di schede DSP o piú in generale di sistemi embedded. Ogni sottosezione é relativa ad un determinato laboratorio remoto NetLab - University of South Australia NetLab é un laboratorio remoto sviluppato alla University of South Australia. Attualmente é usato dagli studenti e dallo staff della Scuola di Ingegneria elettrica e dell informazione a scopo dimostrativo ed esercitativo. Puó essere anche utilizzato da visitatori esterni previa registrazione e prenotazione del tempo necessario al proprio esperimento sul sito del laboratorio. NetLab permette l accesso remoto a strumentazione reale e circuiti con componenti a valore variabile, e restituisce misurazioni reali. Ha un interfaccia grafica realistica che consente agli utenti di premere bottoni, girare

15 CAPITOLO 1. I LABORATORI REMOTI 5 manopole come farebbero davanti ad uno strumento reale. Inoltre il modulo circuit builder permette di scegliere da un set limitato i componenti da inserire nel circuito. Dal punto di vista software, NetLab é un applicazione basata su Java. Per utilizzare il laboratorio bisogna scaricare e installare un applet sul proprio pc. La connessione con gli strumenti é resa possibile da un estensione della libreria VISA di National Instruments. Il circuit builder é basato su una matrice che é capace di connettere fisicamente i componenti installati su di essa. Il modulo consiste di 256 nodi disposti in 16 file e 16 colonne. I nodi sono connessi grazie a dei relé DPDT (double pole double throw) [11]. Per la struttura di questi dispositivi elettrici, al massimo si potranno usare 16 componenti a due terminali. Gli strumenti disponibili sono un oscilloscopio, un generatore di forme d onda, un multimetro digitale, quattro resistori variabili, due condensatori a capacitá variabile, un induttore variabile e un trasformatore WebLab-Deusto - Universitá di Deusto L Universitá di Deusto ha sviluppato per il proprio laboratorio remoto il WebLab-Deusto, un framework che ospita numerosi esperimenti. Questi esperimenti possono essere utilizzati dagli studenti attraverso un interfaccia web user-friendly: possono caricare una loro applicazione per lo specifico sistema embedded, usare pulsanti e interruttori per controllare i dispositivi remoti e infine possono visualizzare i risultati ottenuti tramite una webcam. Il WebLab-Deusto rende disponibili tre diversi test-bench: il WebLab-CPLD, il WebLab-FPGA e il WebLab-PIC.

16 CAPITOLO 1. I LABORATORI REMOTI Laboratorio DSP - Universitá di Maribor Il laboratorio remoto DSP del Universitá di Maribor usa un hardware sviluppato appositamente dai suoi ricercatori e un sistema software di controllo basato su MATLAB/Simulink e LabVIEW. Questo laboratorio remoto permette agli utenti di interagire con facilitá con un insieme di esperimenti attraverso una gradevole interfaccia grafica. Inoltre include un sistema di prenotazioni che abilita gli utenti a riservare in anticipo alcuni esperimenti edsplab - EED, Universitá di Siviglia L edsplab si trova all Electronic Engineering Department dell Universitá di Siviglia ed é utilizzato in un corso di base sui microprocessori. Il laboratorio usa come dispositivo di test un digital signal processor TMS320C30 di Texas Instruments connesso ad un generatore di forme d onda e a un comune oscilloscopio. La strumentazione di laboratorio puó essere monitorata tramite una webcam che offre un feedback visuale in tempo reale del banco di lavoro del laboratorio RESP - Arizona State University Un altro esempio di laboratorio remoto rivolto ai DSP é il laboratorio RESP (Real-Time Embedded Signal Processing), sviluppato dall Arizona State University. Il laboratorio offre due differenti test bench: il primo é basato su una scheda Freescale EVM su cui é montato un DSP56858, mentre il secondo é basato sul kit DSK5510 di Texas Instruments che é una piattaforma di sviluppo a basso costo che permette agli utenti di creare applicazioni per la famiglia di DSP TI C55XX. Questo laboratorio é utilizzato al momento

17 CAPITOLO 1. I LABORATORI REMOTI 7 in un corso sull utilizzo Real-Time dei DSP, i cui esercizi sono incentrati su FFT, filtri FIR (Finite Impulse Response) e sintesi di note musicali Conclusioni L analisi di questi laboratori mostra che molti di essi per essere utilizzati necessitano di installare plugin extra oppure run-time framework sul lato client. Questo puó provocare problemi di compatibilitá con il sistema dell utente finale, oppure, in presenza di firewall, puó non essere possibile la corretta comunicazione col server.

18 Capitolo 2 Il laboratorio ISILab Questo capitolo descrive il laboratorio remoto ISILab, l ambiente nel quale si inserisce il nostro lavoro di tesi. Innanzitutto parleremo della storia del laboratorio, ripercorrendo le innovazioni apportate nel corso degli anni, per poi analizzare meglio l architettura attuale del sistema e gli aspetti caratterizzanti. 2.1 Un po di storia ISILab, acronimo di Internet Shared Instrumentation Lab, é un laboratorio remoto per la formazione nel settore dell elettronica. ISILab é il risultato di un progetto nato al DIBE (Dipartimento di Ingegneria Biofisica ed Elettronica) nel 1999, ed é disponibile all indirizzo it/ Il primo ISILab Le idee che hanno spinto professori e ricercatori coinvolti nel progetto sono quelle presentate nel primo capitolo, in sintesi eseguire esperimenti da re- 8

19 CAPITOLO 2. IL LABORATORIO ISILAB 9 Figura 2.1: Architettura del primo ISILab moto con strumentazione e circuiti reali. In effetti il laboratorio nelle sue prime realizzazioni comprendeva solamente dei circuiti analogici e digitali, ed é per questo che quando parliamo di strumentazione ci riferiamo a oscilloscopi e ad generatori di forme d onda. I dispositivi in questione erano controllati da uno o piú server dedicati, detti RLS (Real Laboratory Server), sui quali era attiva un applicazione LabVIEW, e le richieste da parte dell utente sugli specifici esperimenti erano gestite da un web server centralizzato detto VLS (Virtual Laboratory Server), che connetteva gli esperimenti alle interfacce web dei client. La Figura 2.1 illustra l architettura di cui sopra. L interfaccia utente, nel primo prototipo del 2000, si basava su LabVIEW, come del resto il motore lato server; cosí facendo peró, si costringeva l utilizzatore ad installare sul proprio sistema il LabVIEW Run-Time Engine. Per migliorare questo aspetto e rendere piú accessibile il laboratorio si decise di passare ad una versione basata su Java. É molto piú frequente trovare una Java Virtual Machine installata sul computer dell utilizzatore rispetto

20 CAPITOLO 2. IL LABORATORIO ISILAB 10 Figura 2.2: La scheda ISIBoard al LabVIEW Run-Time. In questo modo le interfacce grafiche potevano ora essere caricate piú facilmente. Inizialmente ogni esperimento necessitava di strumentazione propria, perdendo di fatto i vantaggi principali di avere un laboratorio remoto, per cui si pensó ad una soluzione che permettesse di utilizzare la stessa strumentazione per piú circuiti. Fu cosí che venne ideata ISIBoard, che vediamo in Figura 2.2 una scheda dedicata alla gestione di piccole schede-esperimento su cui erano installati i circuiti da utilizzare. Negli anni dal 2001 al 2007 continui aggiornamenti hanno portato ad una offerta di numerosi esperimenti di elettronica analogica e digitale. Il laboratorio gestisce la multiutenza e consente di utilizzare la stessa strumentazione per diversi esperimenti Un nuovo approccio: il service oriented framework Recentemente l architettura del laboratorio é stata aggiornata sotto la spinta delle nuove tecnologie nel mondo delle applicazioni web. Dal 2009, anno di pubblicazione dell articolo [1], si adotta un approccio completamente

21 CAPITOLO 2. IL LABORATORIO ISILAB 11 nuovo basato sull uso di web services. Il W3C (World Wide Web Consortium), la principale organizzazione degli standard per il web, definisce un web service come un sistema software progettato per supportare l interazione tra macchine (computer) diverse tra di loro attraverso una rete. Un web service ha un interfaccia descritta in un formato comprensibile da ogni macchina, ovvero il WSDL (Web Services Description Language). Altri sistemi comunicano con il web service in modi conformi a questa sua descrizione usando messaggi SOAP, solitamente veicolati da pacchetti HTTP. Inoltre si utilizza la serializzazione XML dei dati unitamente ad altri standard [3]. Un web service consente quindi alle applicazioni che vi si collegano di usufruire delle funzioni che esso mette a disposizione. Una caratteristica importante é che ogni operazione ha una sua descrizione comprendente i parametri che si aspetta di ricevere, quelli che restituirá e il tipo di entrambi. Quindi la descrizione delle caratteristiche di un web service e l interfaccia software che fornisce ci permettono di utilizzarlo correttamente con facilitá non appena ci si é collegati. L approccio service-oriented é stato scelto perché permette di modellare con facilitá un qualsiasi sistema elettronico complesso, che puó essere analizzato dal punto di vista delle funzioni che esso offre al suo utilizzatore. Ognuna di esse é tale che i suoi input o output sono modellabili come sorgenti di dati e si possono definire come risorse astratte. Ad esempio, in un sistema di riscaldamento con alcuni sensori di temperatura e una caldaia elettronica, le risorse astratte sarebbero i valori di temperatura registrati dai sensori e lo stato della caldaia (accesa o spenta). I primi possono essere letti, mentre lo stato puó essere sia letto che scritto, cosicché il sistema di controllo dovrebbe leggere i dati in arrivo e decidere se é il caso di accendere o meno la

22 CAPITOLO 2. IL LABORATORIO ISILAB 12 caldaia. Se i dispositivi sono piú complessi, si potrebbe dover lavorare non solo con variabili, ma anche con testi oppure comandi codificati in XML, o anche flussi di dati. In questi casi potrebbe essere conveniente decidere di nascondere la complessitá dei dispositivi all utente finale mediante un unica interfaccia general purpose, come quella di un web service, che quindi puó essere utilizzata per descrivere qualsiasi tipo di dispositivo elettronico. L idea é quella di avere un interfaccia che contenga dei metodi per leggere, scrivere ed elencare tutte le risorse disponibili, che possono essere descritte tramite metadati strutturati, ad esempio via RDF(Resource Description Framework). L RDF é un modello standard per lo scambio di dati nel web. Ha delle features che facilitano l aggregazione dei dati anche se lo schema sottostante ad essi é diverso, e supporta in particolare le evoluzioni degli schema nel tempo senza richiedere che tutti i dati debbano essere cambiati. L RDF estende la struttura a collegamenti del web introducendo gli URI (Uniform Resource Identifier) per dare un nome alle relazioni tra risorse. Ad esempio nel caso di un link di una pagina web l URI permette di dare un nome alla relazione che intercorre tra i due capi del link, ovvero tra la pagina nella quale troviamo il collegamento e quella collegata. Usando questo semplice modello, l RDF rende possibile la combinazione, l utilizzo e la condivisione di dati strutturati e semi-strutturati tra diverse applicazioni. La struttura a collegamenti forma un grafo con una ben precisa direzione (quella dei collegamenti) e facilmente leggibile grazie alle etichette (i nomi delle relazioni). In questo grafo i nodi rappresentano le risorse e le frecce rappresentano la relazione che intercorre fra i nodi. Costruendo il grafo si ha una chiara rappresentazione dei dati che si stanno analizzando [2]. Il modello RDF é utilizzato come metodo generale per descrivere l informa-

23 CAPITOLO 2. IL LABORATORIO ISILAB 13 zione in termini di risorse astratte, e quindi si presta perfettamente all utilizzo nel caso in cui si debbano descrivere le funzionalitá di un dispositivo. Parleremo piú approfonditamente dei documenti RDF quando tratteremo dell architettura software del laboratorio remoto ISILab. Riassumiamo le principali caratteristiche del nuovo modello service-oriented come segue: ogni dispositivo é considerato dal punto di vista delle funzionalitá che offre; una o piú funzionalitá appartententi a uno o piú dispositivi costituiscono insieme una risorsa; ogni risorsa disponibile nel laboratorio corrisponde ad una funzione fornita dal web service; nuove funzionalitá del laboratorio possono essere aggiunte piú agevolmente; Le precedenti affermazioni sono vere indipendententemente dal tipo di dispositivo considerato e conseguentemente dall hardware e dai protocolli che permettono di comunicare con i dispositivi. Questo risultato si ottiene applicando il concetto dell incapsulamento: l implementazione software del servizio é nascosta all utente finale dalla molto piú semplice interfaccia software fornita dal web service Architettura di ISILab Come giá detto, ISILab ha un architettura service-oriented. Vogliamo concentrarci sulla parte che ci riguarda piú da vicino, ovvero ISILab DSP [7], di cui diamo una schematizzazione grafica in Figura 2.3. L architettura

24 CAPITOLO 2. IL LABORATORIO ISILAB 14 Figura 2.3: Schema dell architettura di ISILab DSP di ISILab DSP é organizzata in tre diversi livelli: le risorse, il lab server e l interfaccia utente. Analizziamo nel dettaglio il server, che é il modulo software del sistema che interagisce con le risorse e gestisce le richieste in arrivo dall esterno. In figura le risorse disponibili sono la scheda di sviluppo ADSP BF533 Ez-Kit Lite e il suo software di sviluppo Visual DPS++, comprensivo di compilatore. Il fulcro di questo sistema é rappresentato da due applicazio-

25 CAPITOLO 2. IL LABORATORIO ISILAB 15 ni, dette controller, vale a dire FoxController e FoxService. Il ruolo delle due applicazioni di cui sopra si delinea se si considera il fatto di poter avere risorse eterogenee che utilizzano protocolli di comunicazione e hardware dedicati. FoxController e FoxService devono quindi rispondere all esigenza di mettere in comunicazione i dispositivi e il server del laboratorio. Un controller puó essere installato direttamente su un dispositivo, se esso dispone di un sistema operativo, oppure su un personal computer usato come nodo intermedio, il quale é connesso direttamente al dispositivo. Ogni controller mostra al server la stessa interfaccia del servizio web, che descrive metodi per inviare dati e comandi ai dispositivi disponibili e per leggere da essi. Per fare un esempio sulla situazione attuale, nel laboratorio la scheda DSP é connessa direttamente ad un personal computer su cui é in esecuzione un controller. Il sistema permette di inviare un eseguibile, mandarlo in esecuzione sulla scheda e recuperarne l output come pure lo stato del dispositivo. Grazie al fatto di avere delle applicazioni controller, risorse virtuali come ad esempio il compilatore per il DSP della serie Blackfin possono essere gestite in modo identico. Quindi, per completare il precedente esempio, un progetto software puó essere inviato al nodo compilatore, il quale si occupa di creare l eseguibile corrispondente. Successivamente il file binario creato puó essere recuperato dall utente con l invio di un altro comando. La comunicazione a basso livello tra i controller e i sistemi elettronici é implementata attraverso i plugin, di cui parleremo piú avanti. Di fatto i plugin sono librerie dinamiche (DLL) in sistemi operativi Windows, oppure shared objects nel contesto Linux, scritti in linguaggio C/C++. Essi implementano un set di funzioni in modo da rispondere ai bisogni dell interfaccia del web service, usando primitive di basso livello e specifici protocolli. Ogni

26 CAPITOLO 2. IL LABORATORIO ISILAB 16 dispositivo ne ha uno specifico per il suo hardware. Poiché il controller puó gestire contemporaneamente piú plugin, é possibile costruire complessi insiemi di dispositivi capaci di cooperare perché ad esempio connessi tutti alla stessa rete (nel nostro caso, la rete locale del laboratorio). Inoltre questa architettura riduce al minimo gli sforzi in caso di aggiornamento, sostituzione oppure spostamento dei dispositivi, poiché il modulo software del server resta invariato, mentre é sufficiente modificare i plugin di interesse per ottenere le configurazioni desiderate. Il server del laboratorio rappresenta il cuore di tutta l architettura. Fa da tramite tra l utente finale e le risorse reali. Un esempio di sequenza complessa di operazioni comprende la ricezione di comandi da eseguire sul sistema, quindi l interpretazione di essi, e conseguentemente l interazione con i controller dei dispositivi, poi la ricezione dei dati e successivamente il loro invio ad altre risorse, e cosí via. Ogni interfaccia utente contiene un ben definito insieme di funzioni, ad esempio per configurare gli strumenti oppure per acquisire dati, il tutto mediato dalla semplice interfaccia del web service. Ogni funzione dell interfaccia utente puó contattare piú di una risorsa ed effettuare piú di un azione sullo stesso dispositivo. Un altra importante funzione del server é quella di scheduling delle richieste, implementato da un saldo sistema di lock delle risorse che tiene traccia dei dispositivi giá in uso. Se viene richiesta un azione su una risorsa giá occupata, essa viene accodata e verrá eseguita non appena il dispositivo si sará liberato. Dati gli scopi applicativi dell architettura, ovvero quelli di poter servire un gruppo di studenti, il sistema utilizzato permette lo svolgimento di esercitazioni e altro senza un ritardo percepibile.

27 CAPITOLO 2. IL LABORATORIO ISILAB 17 Figura 2.4: Attuale home page di ISILab La Homepage di ISILab La Figura 2.4 mostra l attuale home page di ISIlab [4], in cui possiamo notare tre link che portano a tre diverse sezioni del laboratorio. La prima é relativa ad esperimenti su circuiti elettronici oggetto dei corsi di elettronica di base della facoltá di Ingegneria. Gli altri collegamenti puntano alla sezione ISILab DSP e all ilab Service Broker. ISILab DSP é la parte nella quale si inserisce il nostro lavoro, poiché tratta dei sistemi embedded e della programmazione su questa particolare classe di dispositivi. L architettura service-oriented descritta nel paragrafo precedente ha reso piú agevole questa estensione. ISILab DSP comprende un IDE (Integrated Development

28 CAPITOLO 2. IL LABORATORIO ISILAB 18 Figura 2.5: L IDE del REmLab per il Blackfin 533 Environment) per la creazione di progetti software compilabili da remoto con il tool di sviluppo VisualDSP++ fornito da Analog Devices, ed é predisposto per l esecuzione (sempre da remoto) di questi progetti sulla board ADSP - BF533 EZ-Kit Lite che monta un DSP della serie Blackfin. In pratica la DM355 EVM su cui abbiamo lavorato dovrebbe essere aggiunta a questa sezione, con il suo specifico IDE, cosí da dare la possibilitá di lavorare con due architetture DSP diverse. Come vedremo nel prossimo capitolo, il processore della serie DaVinci montato sulla nostra scheda di sviluppo é un microprocessore ibrido in parte DSP e in parte ARM9, mentre il Blackfin é un DSP puro. In ogni caso, tutte e due le architetture sono orientate al video processing, per cui hanno come target applicazioni simili. Per finire, in Figura 2.5 possiamo vedere come si presenta all utente la schermata di

12.5 UDP (User Datagram Protocol)

12.5 UDP (User Datagram Protocol) CAPITOLO 12. SUITE DI PROTOCOLLI TCP/IP 88 12.5 UDP (User Datagram Protocol) L UDP (User Datagram Protocol) é uno dei due protocolli del livello di trasporto. Come l IP, é un protocollo inaffidabile, che

Dettagli

Progettazione di sistemi Embedded

Progettazione di sistemi Embedded Progettazione di sistemi Embedded Corso introduttivo di progettazione di sistemi embedded A.S. 2013/2014 proff. Nicola Masarone e Stefano Salvatori Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di

Dettagli

Introduzione alle applicazioni di rete

Introduzione alle applicazioni di rete Introduzione alle applicazioni di rete Definizioni base Modelli client-server e peer-to-peer Socket API Scelta del tipo di servizio Indirizzamento dei processi Identificazione di un servizio Concorrenza

Dettagli

REAL WORLD AND VIRTUAL WORLD ARCHITECTURE FOR INTERCONN INTERCONNECTING FIRST AND SECOND LIFE

REAL WORLD AND VIRTUAL WORLD ARCHITECTURE FOR INTERCONN INTERCONNECTING FIRST AND SECOND LIFE REAL WORLD AND VIRTUAL WORLD ARCHITECTURE FOR INTERCONNECTING FIRST AND SECOND LIFE Università degli studi di Catania Facoltà di Ingegneria 26 Gennaio 2009 Sommario 1 Introduzione 2 Middleware Middleware:

Dettagli

Inizializzazione degli Host. BOOTP e DHCP

Inizializzazione degli Host. BOOTP e DHCP BOOTP e DHCP a.a. 2002/03 Prof. Vincenzo Auletta auletta@dia.unisa.it http://www.dia.unisa.it/~auletta/ Università degli studi di Salerno Laurea e Diploma in Informatica 1 Inizializzazione degli Host Un

Dettagli

Introduzione. E un sistema EAI molto flessibile, semplice ed efficace:

Introduzione. E un sistema EAI molto flessibile, semplice ed efficace: Overview tecnica Introduzione E un sistema EAI molto flessibile, semplice ed efficace: Introduce un architettura ESB nella realtà del cliente Si basa su standard aperti Utilizza un qualsiasi Application

Dettagli

Bus di sistema. Bus di sistema

Bus di sistema. Bus di sistema Bus di sistema Permette la comunicazione (scambio di dati) tra i diversi dispositivi che costituiscono il calcolatore E costituito da un insieme di fili metallici che danno luogo ad un collegamento aperto

Dettagli

How to Develop Accessible Linux Applications

How to Develop Accessible Linux Applications How to Develop Accessible Linux Applications Sharon Snider Copyright 2002 IBM Corporation v1.1, 2002-05-03 Diario delle Revisioni Revisione v1.1 2002-05-03 Revisionato da: sds Convertito in DocBook XML

Dettagli

Le Reti Informatiche

Le Reti Informatiche Le Reti Informatiche modulo 10 Prof. Salvatore Rosta www.byteman.it s.rosta@byteman.it 1 Nomenclatura: 1 La rappresentazione di uno schema richiede una serie di abbreviazioni per i vari componenti. Seguiremo

Dettagli

Oscilloscopi serie WaveAce

Oscilloscopi serie WaveAce Oscilloscopi serie WaveAce 60 MHz 300 MHz Il collaudo facile, intelligente ed efficiente GLI STRUMENTI E LE FUNZIONI PER TUTTE LE TUE ESIGENZE DI COLLAUDO CARATTERISTICHE PRINCIPALI Banda analogica da

Dettagli

Informatica per la comunicazione" - lezione 9 -

Informatica per la comunicazione - lezione 9 - Informatica per la comunicazione" - lezione 9 - Protocolli di livello intermedio:" TCP/IP" IP: Internet Protocol" E il protocollo che viene seguito per trasmettere un pacchetto da un host a un altro, in

Dettagli

Elementi di Informatica e Programmazione

Elementi di Informatica e Programmazione Elementi di Informatica e Programmazione Le Reti di Calcolatori (parte 2) Corsi di Laurea in: Ingegneria Civile Ingegneria per l Ambiente e il Territorio Università degli Studi di Brescia Docente: Daniela

Dettagli

Estensione di un servizo di messaggistica per telefonia mobile (per una società di agenti TuCSoN)

Estensione di un servizo di messaggistica per telefonia mobile (per una società di agenti TuCSoN) Estensione di un servizo di messaggistica per telefonia mobile (per una società di agenti TuCSoN) System Overview di Mattia Bargellini 1 CAPITOLO 1 1.1 Introduzione Il seguente progetto intende estendere

Dettagli

Analisi dei requisiti e casi d uso

Analisi dei requisiti e casi d uso Analisi dei requisiti e casi d uso Indice 1 Introduzione 2 1.1 Terminologia........................... 2 2 Modello della Web Application 5 3 Struttura della web Application 6 4 Casi di utilizzo della Web

Dettagli

CARATTERISTICHE DELLE CRYPTO BOX

CARATTERISTICHE DELLE CRYPTO BOX Secure Stream PANORAMICA Il sistema Secure Stream è costituito da due appliance (Crypto BOX) in grado di stabilire tra loro un collegamento sicuro. Le Crypto BOX sono dei veri e propri router in grado

Dettagli

Cos è un protocollo? Ciao. Ciao 2:00. tempo. Un protocollo umano e un protocollo di reti di computer:

Cos è un protocollo? Ciao. Ciao 2:00. <file> tempo. Un protocollo umano e un protocollo di reti di computer: Cos è un protocollo? Un protocollo umano e un protocollo di reti di computer: Ciao Ciao Hai l ora? 2:00 tempo TCP connection request TCP connection reply. Get http://www.di.unito.it/index.htm Domanda:

Dettagli

BPEL: Business Process Execution Language

BPEL: Business Process Execution Language Ingegneria dei processi aziendali BPEL: Business Process Execution Language Ghilardi Dario 753708 Manenti Andrea 755454 Docente: Prof. Ernesto Damiani BPEL - definizione Business Process Execution Language

Dettagli

Conferencing Services. Web Meeting. Quick Start Guide V4_IT

Conferencing Services. Web Meeting. Quick Start Guide V4_IT Web Meeting Quick Start Guide V4_IT Indice 1 INFORMAZIONI SUL PRODOTTO... 3 1.1 CONSIDERAZIONI GENERALI... 3 1.2 SISTEMI OPERATIVI SUPPORTATI E LINGUE... 3 1.3 CARATTERISTICHE... 3 2 PRENOTARE UNA CONFERENZA...

Dettagli

Web Conferencing Open Source

Web Conferencing Open Source Web Conferencing Open Source A cura di Giuseppe Maugeri g.maugeri@bembughi.org 1 Cos è BigBlueButton? Sistema di Web Conferencing Open Source Basato su più di quattordici componenti Open-Source. Fornisce

Dettagli

AUL22: FactoryTalk View SE Scoprite i vantaggi chiave di una soluzione SCADA integrata

AUL22: FactoryTalk View SE Scoprite i vantaggi chiave di una soluzione SCADA integrata AUL22: FactoryTalk View SE Scoprite i vantaggi chiave di una soluzione SCADA integrata Giampiero Carboni Davide Travaglia David Board Rev 5058-CO900C Interfaccia operatore a livello di sito FactoryTalk

Dettagli

FileMaker Server 12. Guida introduttiva

FileMaker Server 12. Guida introduttiva FileMaker Server 12 Guida introduttiva 2007 2012 FileMaker, Inc. Tutti i diritti riservati. FileMaker, Inc. 5201 Patrick Henry Drive Santa Clara, California 95054 FileMaker e Bento sono marchi di FileMaker,

Dettagli

RETI DI CALCOLATORI E APPLICAZIONI TELEMATICHE

RETI DI CALCOLATORI E APPLICAZIONI TELEMATICHE RETI DI CALCOLATORI E APPLICAZIONI TELEMATICHE Prof. PIER LUCA MONTESSORO Facoltà di Ingegneria Università degli Studi di Udine 1999 Pier Luca Montessoro (si veda la nota a pagina 2) 1 Nota di Copyright

Dettagli

Internet Internet è universalmente nota come la Rete delle reti: un insieme smisurato di computer collegati tra loro per scambiarsi dati e servizi.

Internet Internet è universalmente nota come la Rete delle reti: un insieme smisurato di computer collegati tra loro per scambiarsi dati e servizi. Internet Internet è universalmente nota come la Rete delle reti: un insieme smisurato di computer collegati tra loro per scambiarsi dati e servizi. Internet: la rete delle reti Alberto Ferrari Connessioni

Dettagli

Talento LAB 4.1 - UTILIZZARE FTP (FILE TRANSFER PROTOCOL) L'UTILIZZO DI ALTRI SERVIZI INTERNET. In questa lezione imparerete a:

Talento LAB 4.1 - UTILIZZARE FTP (FILE TRANSFER PROTOCOL) L'UTILIZZO DI ALTRI SERVIZI INTERNET. In questa lezione imparerete a: Lab 4.1 Utilizzare FTP (File Tranfer Protocol) LAB 4.1 - UTILIZZARE FTP (FILE TRANSFER PROTOCOL) In questa lezione imparerete a: Utilizzare altri servizi Internet, Collegarsi al servizio Telnet, Accedere

Dettagli

Manuale d uso Apache OpenMeetings (Manuale Utente + Manuale Amministratore)

Manuale d uso Apache OpenMeetings (Manuale Utente + Manuale Amministratore) Manuale d uso Apache OpenMeetings (Manuale Utente + Manuale Amministratore) Autore: Matteo Veroni Email: matver87@gmail.com Sito web: matteoveroni@altervista.org Fonti consultate: http://openmeetings.apache.org/

Dettagli

B.P.S. Business Process Server ALLEGATO C10

B.P.S. Business Process Server ALLEGATO C10 B.P.S. Business Process Server ALLEGATO C10 REGIONE BASILICATA DIPARTIMENTO PRESIDENZA DELLA GIUNTA REGIONALE UFFICIO SISTEMA INFORMATIVO REGIONALE E STATISTICA Via V. Verrastro, n. 4 85100 Potenza tel

Dettagli

Informatica. Scopo della lezione

Informatica. Scopo della lezione 1 Informatica per laurea diarea non informatica LEZIONE 1 - Cos è l informatica 2 Scopo della lezione Introdurre le nozioni base della materia Definire le differenze tra hardware e software Individuare

Dettagli

Agilent OpenLAB Chromatography Data System (CDS)

Agilent OpenLAB Chromatography Data System (CDS) Agilent OpenLAB Chromatography Data System (CDS) EZChrom Edition e ChemStation Edition Requisiti hardware e software Agilent Technologies Informazioni legali Agilent Technologies, Inc. 2013 Nessuna parte

Dettagli

BIENNIO DI SECONDO LIVELLO IN DISCIPLINE MUSICALI MUSICA ELETTRONICA E TECNOLOGIE DEL SUONO

BIENNIO DI SECONDO LIVELLO IN DISCIPLINE MUSICALI MUSICA ELETTRONICA E TECNOLOGIE DEL SUONO BIENNIO DI SECONDO LIVELLO IN DISCIPLINE MUSICALI MUSICA ELETTRONICA E TECNOLOGIE DEL SUONO Requisiti d'ammissione Dal Regolamento didattico del Conservatorio di Como Ex Art. 24: Ammissione ai corsi di

Dettagli

Firewall. Generalità. Un firewall può essere sia un apparato hardware sia un programma software.

Firewall. Generalità. Un firewall può essere sia un apparato hardware sia un programma software. Generalità Definizione Un firewall è un sistema che protegge i computer connessi in rete da attacchi intenzionali mirati a compromettere il funzionamento del sistema, alterare i dati ivi memorizzati, accedere

Dettagli

Controllare un nastro trasportatore fischertechnik con Arduino

Controllare un nastro trasportatore fischertechnik con Arduino TITOLO ESPERIENZA: Controllare un nastro trasportatore fischertechnik con Arduino PRODOTTI UTILIZZATI: OBIETTIVO: AUTORE: RINGRAZIAMENTI: Interfacciare e controllare un modello di nastro trasportatore

Dettagli

Ambienti supportati. Configurazione della stampante di rete. Stampa. Gestione della carta. Manutenzione. Risoluzione dei problemi.

Ambienti supportati. Configurazione della stampante di rete. Stampa. Gestione della carta. Manutenzione. Risoluzione dei problemi. I server di stampa vengono utilizzati per collegare le stampanti alle reti. In tal modo, più utenti possono accedere alle stampanti dalle proprie workstation, condividendo sofisticate e costose risorse.

Dettagli

DynDevice ECM. La Suite di applicazioni web per velocizzare, standardizzare e ottimizzare il flusso delle informazioni aziendali

DynDevice ECM. La Suite di applicazioni web per velocizzare, standardizzare e ottimizzare il flusso delle informazioni aziendali DynDevice ECM La Suite di applicazioni web per velocizzare, standardizzare e ottimizzare il flusso delle informazioni aziendali Presentazione DynDevice ECM Cos è DynDevice ICMS Le soluzioni di DynDevice

Dettagli

Modello OSI e architettura TCP/IP

Modello OSI e architettura TCP/IP Modello OSI e architettura TCP/IP Differenza tra modello e architettura - Modello: è puramente teorico, definisce relazioni e caratteristiche dei livelli ma non i protocolli effettivi - Architettura: è

Dettagli

Informatica Applicata

Informatica Applicata Ing. Irina Trubitsyna Concetti Introduttivi Programma del corso Obiettivi: Il corso di illustra i principi fondamentali della programmazione con riferimento al linguaggio C. In particolare privilegia gli

Dettagli

Il World Wide Web: nozioni introduttive

Il World Wide Web: nozioni introduttive Il World Wide Web: nozioni introduttive Dott. Nicole NOVIELLI novielli@di.uniba.it http://www.di.uniba.it/intint/people/nicole.html Cos è Internet! Acronimo di "interconnected networks" ("reti interconnesse")!

Dettagli

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina Cosa è il DSS L elevato sviluppo dei personal computer, delle reti di calcolatori, dei sistemi database di grandi dimensioni, e la forte espansione di modelli basati sui calcolatori rappresentano gli sviluppi

Dettagli

SOFTWARE GESTIONE SMS DA INTERFACCE CL MANUALE D INSTALLAZIONE ED USO

SOFTWARE GESTIONE SMS DA INTERFACCE CL MANUALE D INSTALLAZIONE ED USO CLSMS SOFTWARE GESTIONE SMS DA INTERFACCE CL MANUALE D INSTALLAZIONE ED USO Sommario e introduzione CLSMS SOMMARIO INSTALLAZIONE E CONFIGURAZIONE... 3 Parametri di configurazione... 4 Attivazione Software...

Dettagli

Mod. 4: L architettura TCP/ IP Classe 5 I ITIS G. Ferraris a.s. 2011 / 2012 Marcianise (CE) Prof. M. Simone

Mod. 4: L architettura TCP/ IP Classe 5 I ITIS G. Ferraris a.s. 2011 / 2012 Marcianise (CE) Prof. M. Simone Paragrafo 1 Prerequisiti Definizione di applicazione server Essa è un servizio che è in esecuzione su un server 1 al fine di essere disponibile per tutti gli host che lo richiedono. Esempi sono: il servizio

Dettagli

Il portafoglio VidyoConferencing. Tutto ciò di cui avete bisogno per realizzare videoconferenze HD di qualità, accessibili e a costi vantaggiosi

Il portafoglio VidyoConferencing. Tutto ciò di cui avete bisogno per realizzare videoconferenze HD di qualità, accessibili e a costi vantaggiosi Il portafoglio VidyoConferencing Tutto ciò di cui avete bisogno per realizzare videoconferenze HD di qualità, accessibili e a costi vantaggiosi La qualità HD di Vidyo mi permette di vedere e ascoltare

Dettagli

Le telecamere Installate verranno connesse ad Unità di elaborazione multiplexer per la gestione e la verifica di gruppi omogenei di 4-8-16-32-48-64

Le telecamere Installate verranno connesse ad Unità di elaborazione multiplexer per la gestione e la verifica di gruppi omogenei di 4-8-16-32-48-64 Le telecamere Installate verranno connesse ad Unità di elaborazione multiplexer per la gestione e la verifica di gruppi omogenei di 4-8-16-32-48-64 telecamere. I sistemi di acquisizione ed archiviazione

Dettagli

Sistemi Operativi. Interfaccia del File System FILE SYSTEM : INTERFACCIA. Concetto di File. Metodi di Accesso. Struttura delle Directory

Sistemi Operativi. Interfaccia del File System FILE SYSTEM : INTERFACCIA. Concetto di File. Metodi di Accesso. Struttura delle Directory FILE SYSTEM : INTERFACCIA 8.1 Interfaccia del File System Concetto di File Metodi di Accesso Struttura delle Directory Montaggio del File System Condivisione di File Protezione 8.2 Concetto di File File

Dettagli

Manuale tecnico Stazione Meteo Eolo Davis

Manuale tecnico Stazione Meteo Eolo Davis Descrizione Generale Manuale tecnico Stazione Meteo Eolo Davis EOLO DAVIS rappresenta una soluzione wireless di stazione meteorologica, basata su sensoristica Davis Instruments, con possibilità di mettere

Dettagli

Processi di business sovra-regionali relativi ai sistemi regionali di FSE. Versione 1.0 24 Giugno 2014

Processi di business sovra-regionali relativi ai sistemi regionali di FSE. Versione 1.0 24 Giugno 2014 Processi di business sovra-regionali relativi ai sistemi regionali di FSE Versione 1.0 24 Giugno 2014 1 Indice Indice... 2 Indice delle figure... 3 Indice delle tabelle... 4 Obiettivi del documento...

Dettagli

Architettura dei Calcolatori

Architettura dei Calcolatori Architettura dei Calcolatori Sistema di memoria parte prima Ing. dell Automazione A.A. 2011/12 Gabriele Cecchetti Sistema di memoria parte prima Sommario: Banco di registri Generalità sulla memoria Tecnologie

Dettagli

ALLEGATO al verbale della riunione del 3 Settembre 2010, del Dipartimento di Elettrotecnica e Automazione.

ALLEGATO al verbale della riunione del 3 Settembre 2010, del Dipartimento di Elettrotecnica e Automazione. ALLEGATO al verbale della riunione del 3 Settembre 2010, del Dipartimento di Elettrotecnica e Automazione. COMPETENZE MINIME- INDIRIZZO : ELETTROTECNICA ED AUTOMAZIONE 1) CORSO ORDINARIO Disciplina: ELETTROTECNICA

Dettagli

Sempre attenti ad ogni dettaglio Bosch Intelligent Video Analysis

Sempre attenti ad ogni dettaglio Bosch Intelligent Video Analysis Sempre attenti ad ogni dettaglio Bosch Intelligent Video Analysis 2 Intervento immediato con Bosch Intelligent Video Analysis Indipendentemente da quante telecamere il sistema utilizza, la sorveglianza

Dettagli

Articolo. Dieci buoni motivi per acquistare una telecamere di rete Ovvero, quello che il vostro fornitore di telecamere analogiche non vi dirà mai

Articolo. Dieci buoni motivi per acquistare una telecamere di rete Ovvero, quello che il vostro fornitore di telecamere analogiche non vi dirà mai Articolo Dieci buoni motivi per acquistare una telecamere di rete Ovvero, quello che il vostro fornitore di telecamere analogiche non vi dirà mai INDICE Introduzione 3 Dieci cose che il vostro fornitore

Dettagli

SMS API. Documentazione Tecnica YouSMS SOAP API. YouSMS Evet Limited 2015 http://www.yousms.it

SMS API. Documentazione Tecnica YouSMS SOAP API. YouSMS Evet Limited 2015 http://www.yousms.it SMS API Documentazione Tecnica YouSMS SOAP API YouSMS Evet Limited 2015 http://www.yousms.it INDICE DEI CONTENUTI Introduzione... 2 Autenticazione & Sicurezza... 2 Username e Password... 2 Connessione

Dettagli

Trasmissione Seriale e Parallela. Interfacce di Comunicazione. Esempio di Decodifica del Segnale. Ricezione e Decodifica. Prof.

Trasmissione Seriale e Parallela. Interfacce di Comunicazione. Esempio di Decodifica del Segnale. Ricezione e Decodifica. Prof. Interfacce di Comunicazione Università degli studi di Salerno Laurea in Informatica I semestre 03/04 Prof. Vincenzo Auletta auletta@dia.unisa.it http://www.dia.unisa.it/professori/auletta/ 2 Trasmissione

Dettagli

Software 2. Classificazione del software. Software di sistema

Software 2. Classificazione del software. Software di sistema Software 2 Insieme di istruzioni e programmi che consentono il funzionamento del computer Il software indica all hardware quali sono le operazioni da eseguire per svolgere determinati compiti Valore spesso

Dettagli

APPLICAZIONE WEB PER LA GESTIONE DELLE RICHIESTE DI ACQUISTO DEL MATERIALE INFORMATICO. Francesco Marchione e Dario Richichi

APPLICAZIONE WEB PER LA GESTIONE DELLE RICHIESTE DI ACQUISTO DEL MATERIALE INFORMATICO. Francesco Marchione e Dario Richichi APPLICAZIONE WEB PER LA GESTIONE DELLE RICHIESTE DI ACQUISTO DEL MATERIALE INFORMATICO Francesco Marchione e Dario Richichi Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Sezione di Palermo Indice Introduzione...

Dettagli

Firma Digitale Remota. Manuale di Attivazione, Installazione,Utilizzo

Firma Digitale Remota. Manuale di Attivazione, Installazione,Utilizzo Firma Digitale Remota Manuale di Attivazione, Installazione,Utilizzo Versione: 0.3 Aggiornata al: 02.07.2012 Sommario 1. Attivazione Firma Remota... 3 1.1 Attivazione Firma Remota con Token YUBICO... 5

Dettagli

Windows Compatibilità

Windows Compatibilità Che novità? Windows Compatibilità CODESOFT 2014 é compatibile con Windows 8.1 e Windows Server 2012 R2 CODESOFT 2014 Compatibilità sistemi operativi: Windows 8 / Windows 8.1 Windows Server 2012 / Windows

Dettagli

Guida ai Servizi Internet per il Referente Aziendale

Guida ai Servizi Internet per il Referente Aziendale Guida ai Servizi Internet per il Referente Aziendale Indice Indice Introduzione...3 Guida al primo accesso...3 Accessi successivi...5 Amministrazione dei servizi avanzati (VAS)...6 Attivazione dei VAS...7

Dettagli

Alb@conference GO e Web Tools

Alb@conference GO e Web Tools Alb@conference GO e Web Tools Crea riunioni virtuali sempre più efficaci Strumenti Web di Alb@conference GO Guida Utente Avanzata Alb@conference GO Per partecipare ad un audioconferenza online con Alb@conference

Dettagli

Dispositivi di comunicazione

Dispositivi di comunicazione Dispositivi di comunicazione Dati, messaggi, informazioni su vettori multipli: Telefono, GSM, Rete, Stampante. Le comunicazioni Axitel-X I dispositivi di comunicazione servono alla centrale per inviare

Dettagli

VIRTUALIZE IT. www.digibyte.it - digibyte@digibyte.it

VIRTUALIZE IT. www.digibyte.it - digibyte@digibyte.it il server? virtualizzalo!! Se ti stai domandando: ma cosa stanno dicendo? ancora non sai che la virtualizzazione è una tecnologia software, oggi ormai consolidata, che sta progressivamente modificando

Dettagli

Manuale di Remote Desktop Connection. Brad Hards Urs Wolfer Traduzione: Luciano Montanaro Traduzione: Daniele Micci

Manuale di Remote Desktop Connection. Brad Hards Urs Wolfer Traduzione: Luciano Montanaro Traduzione: Daniele Micci Manuale di Remote Desktop Connection Brad Hards Urs Wolfer Traduzione: Luciano Montanaro Traduzione: Daniele Micci 2 Indice 1 Introduzione 5 2 Il protocollo Remote Frame Buffer 6 3 Uso di Remote Desktop

Dettagli

Installazione di GFI Network Server Monitor

Installazione di GFI Network Server Monitor Installazione di GFI Network Server Monitor Requisiti di sistema I computer che eseguono GFI Network Server Monitor richiedono: i sistemi operativi Windows 2000 (SP4 o superiore), 2003 o XP Pro Windows

Dettagli

MATRICE DELLE FUNZIONI DI DRAGON NATURALLYSPEAKING 12 CONFRONTO TRA EDIZIONI DEL PRODOTTO

MATRICE DELLE FUNZIONI DI DRAGON NATURALLYSPEAKING 12 CONFRONTO TRA EDIZIONI DEL PRODOTTO MATRICE DELLE FUNZIONI DI DRAGON NATURALLYSPEAKING 12 CONFRONTO TRA EDIZIONI DEL PRODOTTO Precisione del riconoscimento Velocità di riconoscimento Configurazione del sistema Correzione Regolazione della

Dettagli

Guida rapida all uso di ECM Titanium

Guida rapida all uso di ECM Titanium Guida rapida all uso di ECM Titanium Introduzione Questa guida contiene una spiegazione semplificata del funzionamento del software per Chiputilizzare al meglio il Tuning ECM Titanium ed include tutte

Dettagli

GUIDA RAPIDA emagister-agora Edizione BASIC

GUIDA RAPIDA emagister-agora Edizione BASIC GUIDA RAPIDA emagister-agora Edizione BASIC Introduzione a emagister-agora Interfaccia di emagister-agora Configurazione dell offerta didattica Richieste d informazioni Gestione delle richieste d informazioni

Dettagli

Attiva la APP di GoToMeeting. Clicca su ATTIVA APP

Attiva la APP di GoToMeeting. Clicca su ATTIVA APP Questo breve manuale ha lo scopo di mostrare la procedura con la quale interfacciare la piattaforma di web conferencing GoToMeeting e la tua piattaforma E-Learning Docebo. Questo interfacciamento consente

Dettagli

Università degli Studi di Parma. Facoltà di Scienze MM. FF. NN. Corso di Laurea in Informatica

Università degli Studi di Parma. Facoltà di Scienze MM. FF. NN. Corso di Laurea in Informatica Università degli Studi di Parma Facoltà di Scienze MM. FF. NN. Corso di Laurea in Informatica A.A. 2007-08 CORSO DI INGEGNERIA DEL SOFTWARE Prof. Giulio Destri http://www.areasp.com (C) 2007 AreaSP for

Dettagli

MIB PER IL CONTROLLO DELLO STATO DI UN SERVER FTP

MIB PER IL CONTROLLO DELLO STATO DI UN SERVER FTP Università degli Studi di Pisa Facoltà di Scienze Matematiche,Fisiche e Naturali Corso di Laurea in Informatica Michela Chiucini MIB PER IL CONTROLLO DELLO STATO DI UN SERVER

Dettagli

Meetecho s.r.l. Web Conferencing and Collaboration tools. Guida all installazione e all uso di Meetecho beta

Meetecho s.r.l. Web Conferencing and Collaboration tools. Guida all installazione e all uso di Meetecho beta Web Conferencing and Collaboration tools Passo 1: registrazione presso il sito Accedere al sito www.meetecho.com e registrarsi tramite l apposito form presente nella sezione Reserved Area. In fase di registrazione

Dettagli

INDUSTRY PROCESS AND AUTOMATION SOLUTIONS. Lo strumento universale per la messa in esercizio e la diagnosi

INDUSTRY PROCESS AND AUTOMATION SOLUTIONS. Lo strumento universale per la messa in esercizio e la diagnosi Con Vplus, BONFIGLIOLI VECTRON offre uno strumento per la messa in esercizio, la parametrizzazione, il comando e la manutenzione. VPlus consente di generare, documentare e salvare le impostazioni dei parametri.

Dettagli

Elementi di UML (7): Diagrammi dei componenti e di deployment

Elementi di UML (7): Diagrammi dei componenti e di deployment Elementi di UML (7): Diagrammi dei componenti e di deployment Università degli Studi di Bologna Facoltà di Scienze MM. FF. NN. Corso di Laurea in Scienze di Internet Anno Accademico 2004-2005 Laboratorio

Dettagli

Caratteristiche raccomandate del Network in un progetto di Home Automation

Caratteristiche raccomandate del Network in un progetto di Home Automation Caratteristiche raccomandate del Network in un progetto di Home Automation Uno degli aspetti progettuali più importanti di un sistema Control4 è la rete. Una rete mal progettata, in molti casi, si tradurrà

Dettagli

Guida alla scansione su FTP

Guida alla scansione su FTP Guida alla scansione su FTP Per ottenere informazioni di base sulla rete e sulle funzionalità di rete avanzate della macchina Brother, consultare la uu Guida dell'utente in rete. Per ottenere informazioni

Dettagli

Introduzione ai protocolli di rete Il protocollo NetBEUI Il protocollo AppleTalk Il protocollo DLC Il protocollo NWLink Il protocollo TCP/IP

Introduzione ai protocolli di rete Il protocollo NetBEUI Il protocollo AppleTalk Il protocollo DLC Il protocollo NWLink Il protocollo TCP/IP Protocolli di rete Sommario Introduzione ai protocolli di rete Il protocollo NetBEUI Il protocollo AppleTalk Il protocollo DLC Il protocollo NWLink Il protocollo TCP/IP Configurazione statica e dinamica

Dettagli

PROGETTO FORMATIVO ECM TEORICO-PRATICO in INFORMATICA MEDICA

PROGETTO FORMATIVO ECM TEORICO-PRATICO in INFORMATICA MEDICA PROGETTO FORMATIVO ECM TEORICO-PRATICO in INFORMATICA MEDICA SEDE: ORDINE DEI MEDICI E DEGLI ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI LECCE Via Nazario Sauro, n. 31 LECCE Presentazione Progetto: Dal 9 Novembre 2013

Dettagli

Analisi dei requisiti e casi d uso

Analisi dei requisiti e casi d uso Analisi dei requisiti e casi d uso Indice 1 Introduzione 2 1.1 Terminologia........................... 2 2 Modello del sistema 4 2.1 Requisiti hardware........................ 4 2.2 Requisiti software.........................

Dettagli

Progetto VirtualCED Clustered

Progetto VirtualCED Clustered Progetto VirtualCED Clustered Un passo indietro Il progetto VirtualCED, descritto in un precedente articolo 1, è ormai stato implementato con successo. Riassumendo brevemente, si tratta di un progetto

Dettagli

Inter Process Communication. Laboratorio Software 2008-2009 C. Brandolese

Inter Process Communication. Laboratorio Software 2008-2009 C. Brandolese Inter Process Communication Laboratorio Software 2008-2009 C. Brandolese Introduzione Più processi o thread Concorrono alla relaizzazione di una funzione applicativa Devono poter realizzare Sincronizzazione

Dettagli

Questo dispositivo, inoltre, è modulare; è quindi possibile scegliere i moduli e personalizzare la configurazione più adatta per le proprie esigenze.

Questo dispositivo, inoltre, è modulare; è quindi possibile scegliere i moduli e personalizzare la configurazione più adatta per le proprie esigenze. MONITOR DEFIBRILLATORE LIFEPAK 12 Il Monitor Defibrillatore LIFEPAK 12 è un dispositivo medicale che nasce per l emergenza e resiste ad urti, vibrazioni, cadute, polvere, pioggia e a tutte quelle naturali

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DISCIPLINARE

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DISCIPLINARE MOD PROGRAMMAZIONEDISCIPLINARE REV.00del27.09.13 Pag1di5 PROGRAMMAZIONEDIDATTICADISCIPLINARE Disciplina:_SISTEMIELETTRONICIAUTOMATICIa.s.2013/2014 Classe:5 Sez.A INDIRIZZO:ELETTRONICAPERTELECOMUNICAZIONI

Dettagli

Progetti reali con ARDUINO

Progetti reali con ARDUINO Progetti reali con ARDUINO Introduzione alla scheda Arduino (parte 2ª) ver. Classe 3BN (elettronica) marzo 22 Giorgio Carpignano I.I.S. Primo LEVI - TORINO Il menù per oggi Lettura dei pulsanti Comunicazione

Dettagli

Modulo. Programmiamo in Pascal. Unità didattiche COSA IMPAREREMO...

Modulo. Programmiamo in Pascal. Unità didattiche COSA IMPAREREMO... Modulo A Programmiamo in Pascal Unità didattiche 1. Installiamo il Dev-Pascal 2. Il programma e le variabili 3. Input dei dati 4. Utilizziamo gli operatori matematici e commentiamo il codice COSA IMPAREREMO...

Dettagli

Compilazione con WinEdt

Compilazione con WinEdt Luciano Battaia Sommario Guida rapida ed elementare ai diversi modi di compilazione di un file L A TEX, usando WinEdt, con alcune indicazioni di base sui formati immagine supportati. Gli output standard

Dettagli

Virtualizzazione e installazione Linux

Virtualizzazione e installazione Linux Virtualizzazione e installazione Linux Federico De Meo, Davide Quaglia, Simone Bronuzzi Lo scopo di questa esercitazione è quello di introdurre il concetto di virtualizzazione, di creare un ambiente virtuale

Dettagli

Marco Giorgi. Palazzo di Giustizia di Torino 30 marzo 2012

Marco Giorgi. Palazzo di Giustizia di Torino 30 marzo 2012 Marco Giorgi Palazzo di Giustizia di Torino 30 marzo 2012 Post mortem (Dopo lo spegnimento del sistema) Si smonta il dispositivo e lo si collega ad un PC dedicato all'acquisizione Live forensics (Direttamente

Dettagli

Background (sfondo): Finestra: Una finestra serve a mostrare il contenuto di un disco o di una cartella -, chiamata anche directory.

Background (sfondo): Finestra: Una finestra serve a mostrare il contenuto di un disco o di una cartella -, chiamata anche directory. @ PC (Personal computer): Questa sigla identificò il primo personal IBM del 1981 a cura di R.Mangini Archiviazione: Il sistema operativo si occupa di archiviare i file. Background (sfondo): Cursore: Nei

Dettagli

SERVER VIDEO 1-PORTA H.264

SERVER VIDEO 1-PORTA H.264 SERVER VIDEO 1-PORTA H.264 MANUALE UTENTE DN-16100 SALVAGUARDIA IMPORTANTE Tutti i prodotti senza piombo offerti dall'azienda sono a norma con i requisiti della legge Europea sulla restrizione per l'uso

Dettagli

WEB Conference, mini howto

WEB Conference, mini howto Prerequisiti: WEB Conference, mini howto Per potersi collegare o creare una web conference è necessario: 1) Avere un pc con sistema operativo Windows XP o vista (windows 7 non e' ancora certificato ma

Dettagli

MINI GUIDA SINTETICA per l uso della lavagna interattiva multimediale

MINI GUIDA SINTETICA per l uso della lavagna interattiva multimediale MINI GUIDA SINTETICA per l uso della lavagna interattiva multimediale InterWrite SchoolBoard è un software per lavagna elettronica di facile utilizzo. Può essere adoperata anche da studenti diversamente

Dettagli

Serduino - SERRA CON ARDUINO

Serduino - SERRA CON ARDUINO Serduino - SERRA CON ARDUINO 1 Componenti Facchini Riccardo (responsabile parte hardware) Guglielmetti Andrea (responsabile parte software) Laurenti Lorenzo (progettazione hardware) Rigolli Andrea (reparto

Dettagli

E-VISION Tempo. Timer luci a microprocessore. Manuale d uso e installazione

E-VISION Tempo. Timer luci a microprocessore. Manuale d uso e installazione E-VISION Tempo Timer luci a microprocessore Manuale d uso e installazione ELOS E-VISION - Tempo Controllo Luci Acquario a Microprocessore. 1. Semplice da programmare 2. Gestisce sia lampade a led sia lampade

Dettagli

APPENDICE 3 AL CAPITOLATO TECNICO

APPENDICE 3 AL CAPITOLATO TECNICO CONSIP S.p.A. APPENDICE 3 AL CAPITOLATO TECNICO Manuale d uso del programma Base Informativa di Gestione (BIG), utilizzato per la raccolta delle segnalazioni ed il monitoraggio delle attività di gestione

Dettagli

CHIAVETTA INTERNET ONDA MT503HSA

CHIAVETTA INTERNET ONDA MT503HSA CHIAVETTA INTERNET ONDA MT503HSA Manuale Utente Linux Debian, Fedora, Ubuntu www.ondacommunication.com Chiavet ta Internet MT503HSA Guida rapida sistema operativo LINUX V 1.1 33080, Roveredo in Piano (PN)

Dettagli

Seagate Access per Personal Cloud Manuale utente

Seagate Access per Personal Cloud Manuale utente Seagate Access per Personal Cloud Manuale utente 2015 Seagate Technology LLC. Tutti i diritti riservati. Seagate, Seagate Technology, il logo Wave e FreeAgent sono marchi depositati o marchi registrati

Dettagli

La gestione documentale con il programma Filenet ed il suo utilizzo tramite la tecnologia.net. di Emanuele Mattei (emanuele.mattei[at]email.

La gestione documentale con il programma Filenet ed il suo utilizzo tramite la tecnologia.net. di Emanuele Mattei (emanuele.mattei[at]email. La gestione documentale con il programma Filenet ed il suo utilizzo tramite la tecnologia.net di Emanuele Mattei (emanuele.mattei[at]email.it) Introduzione In questa serie di articoli, vedremo come utilizzare

Dettagli

Web conferencing software. Massimiliano Greco - Ivan Cerato - Mario Salvetti

Web conferencing software. Massimiliano Greco - Ivan Cerato - Mario Salvetti 1 Web conferencing software Massimiliano Greco - Ivan Cerato - Mario Salvetti Arpa Piemonte 2 Che cosa è Big Blue Button? Free, open source, web conferencing software Semplice ed immediato ( Just push

Dettagli

Soluzioni per la comunicazione al pubblico Plena Un approccio flessibile per la gestione audio

Soluzioni per la comunicazione al pubblico Plena Un approccio flessibile per la gestione audio Soluzioni per la comunicazione al pubblico Plena Un approccio flessibile per la gestione audio 2 Soluzioni per la comunicazione al pubblico Plena Il vostro sistema per la comunicazione al pubblico di facile

Dettagli

Il Concetto di Processo

Il Concetto di Processo Processi e Thread Il Concetto di Processo Il processo è un programma in esecuzione. È l unità di esecuzione all interno del S.O. Solitamente, l esecuzione di un processo è sequenziale (le istruzioni vengono

Dettagli

Zabbix 4 Dummies. Dimitri Bellini, Zabbix Trainer Quadrata.it

Zabbix 4 Dummies. Dimitri Bellini, Zabbix Trainer Quadrata.it Zabbix 4 Dummies Dimitri Bellini, Zabbix Trainer Quadrata.it Relatore Nome: Biografia: Dimitri Bellini Decennale esperienza su sistemi operativi UX based, Storage Area Network, Array Management e tutto

Dettagli

J+... J+3 J+2 J+1 K+1 K+2 K+3 K+...

J+... J+3 J+2 J+1 K+1 K+2 K+3 K+... Setup delle ConnessioniTCP Una connessione TCP viene instaurata con le seguenti fasi, che formano il Three-Way Handshake (perchè formato da almeno 3 pacchetti trasmessi): 1) il server si predispone ad

Dettagli

Intalio. Leader nei Sistemi Open Source per il Business Process Management. Andrea Calcagno Amministratore Delegato

Intalio. Leader nei Sistemi Open Source per il Business Process Management. Andrea Calcagno Amministratore Delegato Intalio Convegno Open Source per la Pubblica Amministrazione Leader nei Sistemi Open Source per il Business Process Management Navacchio 4 Dicembre 2008 Andrea Calcagno Amministratore Delegato 20081129-1

Dettagli