COMUNE DI CASTELFIORENTINO (FI)
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1 COMUNE DI CASTELFIORENTINO (FI) REGOLAMENTO URBANISTICO QUARTA VARIANTE INDAGINI GEOLOGICO-TECNICHE ED IDRAULICHE RELAZIONE SCHEDE DI FATTIBILITA ***************************** 1 - PREMESSA In data 30/12/2003 con Del. C.C. n. 56 è stato approvato il Regolamento Urbanistico del Comune di Castelfiorentino e le relative indagini geologico-tecniche di supporto. Dette indagini fanno parte delle complessive Indagini Geologico-Tecniche di supporto al PRG Comunale. Nello specifico in accordo con la normativa vigente, le indagini di supporto al PRG sono composte da 2 fasi di approfondimento differenziato. Il primo livello è costituito da tutta la cartografia di base conoscitiva e dalla carta di pericolosità geologica ed idraulica riferibile al Piano Strutturale. Tali indagini di supporto al P.S. sono state definitivamente approvate con Del. C.C. n. 53 del 17/07/01. A supporto del Regolamento Urbanistico ed in relazione ad un approfondimento cartografico a scala maggiore (1:2.000) si è proceduto ad una revisione e controllo della Carta di Pericolosità all interno delle U.T.O.E. oggetto di previsioni nel R.U. partendo dalle Indagini Geologico- Tecniche del P.S.. E stata quindi redatta, al dicembre 2003, ex-novo una Carta della Pericolosità alla scala 1:2.000 delle U.T.O.E. e degli interventi principali contenuti nel Regolamento Urbanistico del Comune di Castelfiorentino (approvato con Del. C.C. n. 56 del 30/12/2003). Al livello sempre di supporto al R.U., attraverso la sovrapposizione della carta della pericolosità con quella delle destinazioni d'uso previste dal Regolamento Urbanistico è stata attribuita la classe di fattibilità dei singoli interventi e sono state redatte le specifiche schede di fattibilità. 1
2 Partendo da detti dati di base ed utilizzando gli stessi criteri delle indagini di supporto al R.U., successivamente sono stati eseguiti gli approfondimenti necessari ed attribuite le relative classi di fattibilità per tutte le nuove varianti del Regolamento Urbanistico del febbraio 2007 (variante al R.U. approvata con Del. C.C. n. 31 del 12/06/2007). Tenendo quindi in dovuta considerazione le precedenti indagini geologico-tecniche di supporto al P.S. ed al R.U. e relative varianti, si è proceduto alla redazione delle presenti indagini geologico tecniche di supporto alla 4 a Variante al Regolamento Urbanistico (R.U.) del novembre In particolare, le aree oggetto di variante al R.U. del novembre 2011 (4 a Variante al Regolamento Urbanistico ) con implicazioni di carattere geologico ed idraulico risultano essere le seguenti: Interventi con destinazione residenziale UTOE 1 Centro Storico IUR1- P.za Gramsci, Via Piave, Via Carducci, Via Masini; UTOE 1 Centro Storico IUR2- Via Masini; UTOE 1 Centro Storico IUR10- Via Masini; UTOE 2 Zona scolastica e sportiva IUR4- Via Duca D Aosta; UTOE 2 Zona scolastica e sportiva IUR12- Via Gozzoli, Viale Roosvelt; UTOE 3 Sett. Nord in riva destra - IUR6 (area principale) - Via G. Masini; UTOE 6 Sett. Sud in riva sinistra - IUR6 (area secondaria) - Via M. Alicata; UTOE 6 Sett. Sud in riva sinistra - IUR6 (area secondaria) - Via Fanciullacci; UTOE 6 Sett. Sud in riva sinistra - IUR6 (area secondaria) P.za A.M. Enriquez Agnoletti; UTOE 3 Sett. Nord in riva destra - IUR7 - Via Marconi, Via Galilei; UTOE 6 Sett. Sud in riva sinistra - IUA1 - Via Profeti; UTOE 10 Dogana - IUC4 - Via Samminiatese, Via VIII marzo; UTOE 11 Granaiolo IUR9 - Ex Zuccherificio; UTOE 12 Cambiano - IUA6; UTOE 8 Via Praticelli - IUC3 - Pantano; UTOE 12 Cambiano S28 - Via G. Muscas; UTOE 12 Cambiano S29 - Via V. Niccoli; UTOE 1 Centro Storico S30 - Via Piave; UTOE 4 Sett. Sud in riva destra S31 - Via Mascagni; UTOE 6 Sett. Sud in riva sinistra S32 - Via Lussu. Interventi con destinazione produttiva 2
3 UTOE P1 San Donato IURP3 - Via Ruggero Grieco; UTOE P2 Malacoda Pesciola IUAP3 Malacoda; UTOE P3 Gello IUAP4 - Via di Gello; UTOE P5 Casenuove IUEP2 Casenuove; UTOE P5 Casenuove SP15 - Essiccatoio tabacco, Palagetto; UTOE 7 Montemaggiori, S.Martino alle Fonti IURP1 - S.R.T. 429, Via Lucardese; UTOE 7 Montemaggiori, S.Martino alle Fonti IURP2 Ex SILAP; UTOE 8 Via Praticelli - IUAP1 Via Praticelli; Interventi nel territorio aperto Nucleo 3 - Il Palazzaccio; Nucleo 4 Villa Soyi; Insediamento turistico-ricettivo 1 Podere Pianacci; DM5 deposito materiali. Altri interventi dotati di scheda Rotatoria stradale Via Profeti Via Machiavelli; Marciapiede Via Samminiatese; Variante S.R.T Le presenti indagini geologico-tecniche sono state redatte in conformità al Regolamento di Attuazione dell articolo 62 della L.R. 03/01/2005 n. 1 (Norme per il governo del territorio) in materia di indagini geologiche -DPGR 27/04/2007 n. 26/R. In riferimento alla sintesi delle conoscenze (punto 2.1-A dell allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R) le presenti indagini geologico tecniche sono state redatte prendendo in considerazione il quadro conoscitivo derivante dal Piano per l Assetto Idrogeologico dell Autorità di Bacino del Fiume Arno, dal Piano di Bacino Stralcio Bilancio Idrico dell Autorità di Bacino del Fiume Arno, dal Piano di Indirizzo Territoriale, dal Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Firenze e dalle precedenti indagini geologico-tecniche di supporto al P.S. ed al R.U. e relative varianti summenzionate, con allegati studi idrologico idraulici ed idrogeologici già certificati. 3
4 In riferimento all analisi ed agli approfondimenti (punto 2.1-B dell allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R) si è proceduto come di seguito descritto. Per quanto concerne gli elementi geologici e strutturali (punto 2.1-B.1 dell allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R), gli elementi litologico-tecnici (punto 2.1-B.2 dell allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R), gli elementi per la valutazione degli aspetti geomorfologici (punto 2.1-B.3 dell allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R) e topografici (pendenza dei versanti) sono state verificate e validate, anche con specifici sopralluoghi ed in relazione ai criteri definiti dal DPGR 27/04/2007 n. 26/R, le precedenti indagini geologico-tecniche di supporto al P.S. a cui si rimanda per specifici riferimenti. Per quanto concerne la pendenza dei versanti ai fini della successiva definizione della pericolosità geomorfologica e degli elementi per la valutazione degli effetti locali e di sito per la riduzione del rischio sismico si sono eseguite ulteriori elaborazioni nelle aree oggetto di variante utilizzando la cartografia di maggior dettaglio disponibile. Per la definizione degli elementi per la valutazione degli aspetti idrogeologici (punto 2.1- B.6 dell allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R) sono state utilizzate le precedenti indagini geologico-tecniche di supporto al P.S. e gli studi idrogeologici di approfondimento allegati (zone di rispetto) a cui si rimanda per specifici riferimenti. Gli elementi per la valutazione degli aspetti idrogeologici sono stati implementati con l ubicazione aggiornata e la relativa cartografia dei pozzi che estraggono acque destinate al consumo umano erogate a terzi mediante impianto di acquedotto che riveste pubblico interesse. Tali dati sono stati forniti direttamente dalla struttura tecnica dell ente gestore della risorsa idropotabile (Acque SPA) e possono essere consultati nell allegato A della presente relazione. In relazione all assetto idrogeologico delle aree oggetto di variante, che non ha indicato situazioni di disequilibrio in atto per azioni antropiche o particolari condizioni di criticità, si è proceduto alla predisposizione della carta idrogeologica nelle sole aree oggetto di variante ricadenti all interno od in prossimità delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano nel rispetto dell art. 94 del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.. Per la definizione degli elementi per la valutazione degli aspetti idraulici (punto 2.1-B.4 dell allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R) sono state utilizzate le precedenti indagini geologico-tecniche di supporto al P.S. ed al R.U. e gli studi idrologico-idraulici allegati a cui si rimanda per specifici riferimenti. Sono stati inoltre utilizzati i modelli idraulici e le carte di sintesi del Piano per l Assetto Idrogeologico dell Autorità di Bacino del Fiume Arno e lo studio idraulico e verbale di collaudo 4
5 delle opere idrauliche facenti parte dell accordo di programma per la realizzazione della cassa di espansione di Madonna della Tosse sul fiume Elsa. Gli elementi per la valutazione degli aspetti idraulici sono stati inoltre implementati attraverso specifici studi idrologico idraulici integrativi allegati alla presente relazione (Allegato B) con adeguamento degli studi nel rispetto del successivo DPGR 27/04/2007 n. 26/R. Infine, per quanto concerne la variante del tracciato della Variante alla S.R.T. 429, sempre per la definizione degli elementi per la valutazione degli aspetti idraulici (punto 2.1-B.4 dell allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R) si fa riferimento allo specifico Studio Idrologico-idraulico redatto dall Ufficio tecnico del Genio Civile di Area Vasta Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo, ai sensi del DPGR 27/04/2007 n. 26/R, a supporto della stessa Variante, a cui si rimanda per specifici riferimenti. Per la definizione degli elementi per la valutazione degli effetti locali e di sito per la riduzione del rischio sismico (punto 2.1-B.7 dell allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R) nelle aree oggetto di variante facenti parte dei centri urbani maggiormente significativi individuati dal Comune di Castelfiorentino, sono state indicate le Zone a Maggior Pericolosità Sismica Locale (ZMPSL) con le modalità indicate nelle direttive del DPGR 27/04/2007 n. 26/R. A tal fine si precisa che il Comune di Castelfiorentino (FI) è stato inserito in Zona sismica 3S ai sensi della Del. G.R. n. 431 del 19/06/06 (Riclassificazione sismica del territorio regionale). Tenendo in considerazione quindi la sintesi delle conoscenze geologico tecniche e le suddette analisi ed approfondimenti specifici si è proceduto a caratterizzare i territori oggetto della 4 a Variante al R.U. in funzione dello stato di pericolosità con l obiettivo finale di indicare gli eventuali condizionamenti alla trasformabilità anche di tipo prescrittivi da assumere nella redazione delle varianti al regolamento urbanistico. Sono state così caratterizzate aree omogenee dal punto di vista delle pericolosità e delle criticità rispetto agli specifici fenomeni che le generano. Per le aree oggetto di varianti al R.U. sono state così redatte le seguenti carte di pericolosità: carta delle aree a pericolosità geomorfologica; carta delle aree a pericolosità idraulica; carta delle aree a pericolosità sismica locale (per centri urbani maggiormente significativi) 5
6 Infine tenendo in considerazione le suddette situazioni di pericolosità e criticità rispetto agli specifici fenomeni che le generano, in connessione ai possibili effetti che possono essere indotti dall attuazione delle previsioni dell atto di governo del territorio, sono state individuate le condizioni di fattibilità per ogni area oggetto di variante. Nello specifico attraverso la redazione della carta di fattibilità e delle schede di fattibilità (elaborati allegati di supporto alla presente relazione) vengono fornite indicazioni specifiche in merito alle limitazioni delle destinazioni d uso del territorio in funzione delle situazioni di pericolosità e criticità riscontrate, nonché in merito agli studi ed alle indagini da effettuare a livello attuativo ed edilizio ed alle opere da realizzare per la mitigazione del rischio; opere che andranno definite sulla base di studi e verifiche che permettano di acquisire gli elementi utili alla predisposizione della relativa progettazione. 2 APPROFONDIMENTI DEL QUADRO CONOSCITIVO PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI LOCALI E DI SITO PER LA RIDUZIONE DEL RISCHIO SISMICO Dall analisi e dalla valutazione integrata delle conoscenze acquisite, relative agli elementi di tipo geomorfologico, topografico (pendenze), geologico, litotecnico ed idrogeologico come indicato in premessa è stato possibile evidenziare le aree in cui possono potenzialmente verificarsi effetti locali o di sito. Tali elementi, definiti in relazione a quanto indicato nel punto 2.1-B.7 ed allegato 1, dell allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R, in relazione all obiettivo della riduzione del rischio sismico, sono quelli utili alle successive fasi di caratterizzazione sismica dei terreni e di parametrizzazione dinamica riferite alla realizzazione o verifica dell edificato. Prendendo quindi in riferimento gli elementi di tipo geomorfologico, topografico (pendenze), geologico, litotecnico ed idrogeologico secondo il seguente schema (vedi tabella 1), come da allegato 1dell allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R, si sono definite le Zone a Maggior Pericolosità Sismica Locale (ZMPSL) in tutte le aree oggetto di varianti al R.U. appartenenti ai centri urbani maggiormente significativi. 6
7 TABELLA 1: allegato 1delle Direttive Allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R Per maggiori dettagli si rimanda alle carte delle Zone a Maggior Pericolosità Sismica Locale (ZMPSL) allegate alla presente relazione. 7
8 3 APPROFONDIMENTI DEL QUADRO CONOSCITIVO PER LA VALUTAZIONE DEGLI ASPETTI IDROGEOLOGICI Per la definizione degli elementi per la valutazione degli aspetti idrogeologici (punto 2.1-B.6 dell allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R) sono state utilizzate le precedenti indagini geologico-tecniche di supporto al P.S. e gli studi idrogeologici di approfondimento allegati (zone di rispetto) a cui si rimanda per specifici riferimenti. Gli elementi per la valutazione degli aspetti idrogeologici sono stati implementati con l ubicazione aggiornata e la relativa cartografia dei pozzi che estraggono acque destinate al consumo umano erogate a terzi mediante impianto di acquedotto che riveste pubblico interesse. Tali dati sono stati forniti direttamente dalla struttura tecnica dell ente gestore della risorsa idropotabile (Acque SPA) e possono essere consultati nell allegato A della presente relazione. In relazione all assetto idrogeologico delle aree oggetto di variante, che non ha indicato situazioni di disequilibrio in atto per azioni antropiche o particolari condizioni di criticità e, come specificato in premessa, si è proceduto alla predisposizione della carta idrogeologica nelle sole aree oggetto di variante ricadenti all interno od in prossimità delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano nel rispetto dell art. 94 del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.. Elaborando i suddetti dati è stato possibile, in conformità a quanto stabilito dal punto 3.4 dell allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R, definire i condizionamenti e le prescrizioni tese a contenere i possibili rischi d inquinamento. I suddetti condizionamenti e le prescrizioni di carattere idrogeologico sulla fattibilità degli interventi sono specificati per ogni singola area oggetto di variante al R.U. nelle apposite schede di fattibilità geologica allegate alla presente relazione. 4 APPROFONDIMENTI DEL QUADRO CONOSCITIVO PER LA VALUTAZIONE DEGLI ASPETTI IDRAULICI Per la definizione degli elementi per la valutazione degli aspetti idraulici (punto 2.1- B.4 dell allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R) sono state utilizzate le precedenti indagini geologico-tecniche di supporto al P.S. ed al R.U. e gli studi idrologico-idraulici allegati a cui si rimanda per specifici riferimenti. Sono stati inoltre utilizzati i modelli idraulici e le carte di sintesi del Piano per l Assetto Idrogeologico dell Autorità di Bacino del Fiume Arno e lo studio idraulico e 8
9 verbale di collaudo delle opere idrauliche facenti parte dell accordo di programma per la realizzazione della cassa di espansione di Madonna della Tosse sul fiume Elsa. Gli elementi per la valutazione degli aspetti idraulici sono stati inoltre implementati attraverso ulteriori studi idrologico idraulici integrativi allegati alla presente indagini (Allegato B unica relazione), con adeguamento degli studi precedenti nel rispetto del successivo DPGR 27/04/2007 n. 26/R e riguardanti in particolare quanto sotto indicato: studio idrologico-idrualico del Fiume Elsa e del Torrente Pesciola nella zona UTOE P2 per la previsione denominata nella presente variante con la sigla IUAP3-Malacoda-Pesciola; integrazioni del giugno 2010 allo studio idrologico-idraulico del Rio Pietroso di supporto al R.U. del Dicembre 2003 con valutazioni specifiche per l area di previsione denominata nella presente variante con la sigla IUEP2- Casenuove. Studio HYDROGEO- Ing. G. Gazzini; integrazioni del giugno 2010 allo studio idrologico-idraulico del Rio Vallone di supporto al R.U. del Dicembre 2003 con valutazioni specifiche per l area di previsione denominata nella presente variante con la sigla IURP2-Ex Silap. Studio HYDROGEO- Ing. G. Gazzini. Infine, per quanto concerne la variante del tracciato della Variante alla S.R.T. 429, sempre per la definizione degli elementi per la valutazione degli aspetti idraulici (punto 2.1- B.4 dell allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R) si fa riferimento allo specifico Studio Idrologico-idraulico redatto dall Ufficio tecnico del Genio Civile di Area Vasta Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo, ai sensi del DPGR 27/04/2007 n. 26/R, a supporto della stessa Variante, a cui si rimanda per specifici riferimenti. 5 VALUTAZIONE DI PERICOLOSITA Tenendo in considerazione quindi la sintesi delle conoscenze geologico tecniche e le suddette analisi ed approfondimenti specifici si è proceduto a caratterizzare i territori oggetto di varianti al R.U. in funzione dello stato di pericolosità con l obiettivo finale di indicare gli eventuali condizionamenti alla trasformabilità anche di tipo prescrittivo da assumere nella redazione delle varianti al regolamento urbanistico. Sono state così caratterizzate come di seguito specificato aree omogenee dal punto di vista delle pericolosità e delle criticità rispetto agli specifici fenomeni che le generano. 9
10 5.1 PERICOLOSITA GEOMORFOLOGICA Attraverso la sintesi degli elaborati di base descritti in premessa con particolare riferimento alla Carta Geomorfologica ed alla Carta Geologica dell intero territorio comunale ed alla Carta delle Pendenze è stata elaborata la carta della pericolosità geomorfologica e conseguentemente definite le aree a pericolosità geomorfologica delle aree direttamente interessate dalle varianti al R.U., compreso un congruo intorno, scelto in relazione alle caratteristiche geologiche, geomorfologiche ed alle destinazioni d'uso previste. Per quanto concerne le pendenze dei versanti oltre ai dati disponibili nei precedenti studi di supporto al P.S. si sono effettuate nuove elaborazioni nelle aree oggetto di variante, utilizzando la cartografia di maggior dettaglio disponibile (1:2.000). In riferimento a quanto sopra e tenendo in considerazione le linee guida elaborate dall Ufficio del Genio Civile di Firenze, si sono individuate le seguenti aree a pericolosità geomorfologica: Pericolosità geomorfologica molto elevata (G.4): aree in cui sono presenti fenomeni attivi e relative aree di influenza. Sono state inserite in tale classe le aree che presentano le seguenti caratteristiche geologiche/geomorfologiche: - frane attive comprensive del corpo di frana, della corona di distacco e delle relative aree di possibile evoluzione del dissesto; - aree a franosità diffusa, cioè ove non possono essere definiti i numerosi corpi di frana presenti, con relative aree di possibile evoluzione del dissesto; - aree instabili per soliflusso generalizzato; - aree interessate da fenomeni di deformazioni gravitative profonde; - scarpate attive di altezza > 10 m (con relativa area di possibile evoluzione e influenza); - ripe fluviali in cui siano in atto fenomeni di erosione laterale di sponda da parte dei corsi d'acqua (con relativa area di possibile evoluzione); - aree calanchive; - alvei con accentuata tendenza all approfondimento; Pericolosità geomorfologica elevata (G.3): aree in cui sono presenti fenomeni quiescenti; aree con indizi di instabilità connessi alla giacitura, all acclività, alla litologia, alla presenza di acque superficiali e sotterranee, nonché a processi di degrado di carattere antropico; aree interessate da intensi fenomeni erosivi e da subsidenza. Sono state inserite in tale classe le aree che presentano le seguenti caratteristiche geologiche/geomorfologiche: 10
11 - frane quiescenti comprensive del corpo di frana e della corona di distacco; - aree con affioramenti di formazioni litoidi con giacitura a franapoggio meno inclinata del pendio; - aree con affioramenti di formazioni litoidi con giacitura a reggipoggio o a franapoggio più inclinata del pendio, se intensamente fratturate; - terreni argillosi, argillitici alterati, limosi, detritici a prevalente matrice argillosa, e terreni a struttura caotica: indicativamente con pendenze superiori al 15% (oppure 10 ); - terreni sabbiosi, sabbioso - ghiaiosi, terreni detritici a prevalente matrice sabbioso indicativamente con pendenze superiori al 25% (oppure 15 ); - terreni litoidi molto fratturati o di scarsa qualità, terreni ghiaiosi addensati: indicativamente con pendenze superiori al 35-40% (oppure 20 ); - terreni litoidi non/poco fratturati e di buona qualità: indicativamente con pendenze superiori al 45-50% (oppure ); - aree interessate da fenomeni di erosione profonda; - aree in cui affiorano i depositi alluvionali recenti potenzialmente suscettibili di densificazione o soggette ad un uso intensivo della falda tale da determinare fenomeni di subsidenza; - aree interessate da rilevanti manomissioni antropiche, quali rilevati, riempimenti, scavi e cave; - corpi d acqua relativi paramenti di valle; - frane di piccole dimensioni, frane non dettagliatamente cartografabili e/o puntuali fenomeni di dissesto gravitativo in atto; - soliflussi localizzati e fenomeni di reptazione; - scarpate di erosione non attive o quiescenti; - alvei con moderata tendenza all approfondimento. Pericolosità geomorfologica media (G.2): aree in cui sono presenti fenomeni franosi inattivi stabilizzati (naturalmente o artificialmente); aree con elementi geomorfologici, litologici e giaciturali dalla cui valutazione risulta una bassa propensione al dissesto. Sono state inserite in tale classe le aree che presentano le seguenti caratteristiche geologiche/geomorfologiche: - aree interessate da frane non attive (frane naturalmente e artificialmente stabilizzate): - aree con erosione superficiale; - terreni argillosi, argillitici alterati, limosi, detritici a prevalente matrice argillosa, e terreni a struttura caotica: indicativamente con pendenze inferiori al 15% (oppure 10 ); - terreni sabbiosi, sabbioso - ghiaiosi, terreni detritici a prevalente matrice sabbioso indicativamente con pendenze inferiori al 25% (oppure 15 ); - terreni litoidi molto fratturati o di scarsa qualità, terreni ghiaiosi addensati: indicativamente con pendenze inferiori al 35-40% (oppure 20 ); - terreni litoidi non/poco fratturati e di buona qualità: indicativamente con pendenze inferiori al 45-50% (oppure ). 11
12 Pericolosità geomorfologica bassa (G.1): aree in cui i processi geomorfologici e le caratteristiche litologiche, giaciturali non costituiscono fattori predisponenti al verificarsi di movimenti di massa. Sono state inserite in tale classe le aree pianeggianti e sub pianeggianti stabili. 5.2 PERICOLOSITA IDRAULICA In relazione al quadro conoscitivo esistente specificato in premessa, con particolare riferimento alla valutazione degli aspetti idraulici (punto 2.1-B.4 dell allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R), e tenendo considerazione i risultati degli approfondimenti degli studi idrologico-idraulici succitati ed allegati alla presente relazione, si è proceduto all individuazione delle seguenti aree a pericolosità idraulica: Pericolosità idraulica molto elevata (I.4): aree interessate da allagamenti per eventi con Tr30 anni. Fuori dalle unità territoriali organiche elementari (UTOE) potenzialmente interessate da previsioni insediative e infrastrutturali, in presenza di aree non riconducibili agli ambiti di applicazione degli atti di pianificazione di bacino e in assenza di studi idrologici e idraulici, rientrano in classe di pericolosità molto elevata le aree di fondovalle non protette da opere idrauliche per le quali ricorrano contestualmente le seguenti condizioni: a) vi sono notizie storiche di inondazioni b) sono morfologicamente in situazione sfavorevole di norma a quote altimetriche inferiori rispetto alla quota posta a metri 2 sopra il piede esterno dell argine o, in mancanza, sopra il ciglio di sponda. Pericolosità idraulica elevata (I.3): aree interessate da allagamenti per eventi compresi tra 30<Tr200 anni. Fuori dalle unità territoriali organiche elementari (UTOE) potenzialmente interessate da previsioni insediative e infrastrutturali, in presenza di aree non riconducibili agli ambiti di applicazione degli atti di pianificazione di bacino e in assenza di studi idrologici idraulici, rientrano in classe di pericolosità elevata le aree di fondovalle per le quali ricorra almeno una delle seguenti condizioni: a) vi sono notizie storiche di inondazioni b) sono morfologicamente in condizione sfavorevole di norma a quote altimetriche inferiori rispetto alla quota posta a metri 2 sopra il piede esterno dell argine o, in mancanza, sopra il ciglio di sponda. 12
13 Pericolosità idraulica media (I.2): aree interessate da allagamenti per eventi compresi tra 200<Tr500anni. Fuori dalle unità territoriali organiche elementari (UTOE) potenzialmente interessate da previsioni insediative e infrastrutturali, in presenza di aree non riconducibili agli ambiti di applicazione degli atti di pianificazione di bacino e in assenza di studi idrologici idraulici rientrano in classe di pericolosità media le aree di fondovalle per le quali ricorrano le seguenti condizioni: a) non vi sono notizie storiche di inondazioni b) sono in situazione di alto morfologico rispetto alla piana alluvionale adiacente, di norma a quote altimetriche superiori a metri 2 rispetto al piede esterno dell argine o, in mancanza, al ciglio di sponda. Pericolosità idraulica bassa (I.1): aree collinari o montane prossime ai corsi d acqua per le quali ricorrono le seguenti condizioni: a) non vi sono notizie storiche di inondazioni b) sono in situazioni favorevoli di alto morfologico, di norma a quote altimetriche superiori a metri 2 rispetto al piede esterno dell argine o, in mancanza, al ciglio di sponda. 5.3 PERICOLOSITA SISMICA LOCALE Dall analisi e dalla valutazione integrata di quanto emerge dall acquisizione delle conoscenze relative agli elementi esistenti di tipo geologico, geomorfologico e delle indagini geotecniche e geognostiche, laddove disponibili, si sono evidenziate le aree ove possono verificarsi effetti locali o di sito. La valutazione preliminare degli effetti locali o di sito ai fini della riduzione del rischio sismico consente di rappresentare: 1. probabili fenomeni di amplificazione stratigrafica, topografica e per morfologie sepolte; 2. la presenza di faglie e/o strutture tettoniche; 3. i contatti tra litotipi a caratteristiche fisico-meccaniche significativamente differenti; 4. accentuazione della instabilità dei pendii; 5. terreni suscettibili a liquefazione e/o addensamento; 6. terreni soggetti a cedimenti diffusi e differenziali. 13
14 Tale valutazione, come indicato nel paragrafo 2, è stata rappresentata attraverso la realizzazione della cartografia delle Zone a Maggior Pericolosità Sismica Locale (ZMPSL) che individua qualitativamente gli elementi in grado di generare i fenomeni di amplificazione locale ed instabilità dinamica e consente di valutare le condizioni di pericolosità sismica secondo le seguenti graduazioni di pericolosità, per le quali si riportano tra parentesi i numeri di riferimento alla simbologia di cui alla tabella 1 (allegato 1delle Direttive -Allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R) della presente relazione: Pericolosità sismica locale molto elevata (S.4): aree in cui sono presenti fenomeni di instabilità attivi (1) e che pertanto potrebbero subire una accentuazione dovuta ad effetti dinamici quali possono verificarsi in occasione di eventi sismici; terreni soggetti a liquefazione dinamica (5) in comuni a media-elevata sismicità (zone 2); Pericolosità sismica locale elevata (S.3): aree in cui sono presenti fenomeni di instabilità quiescenti (2A) e che pertanto potrebbero subire una riattivazione dovuta ad effetti dinamici quali possono verificarsi in occasione di eventi sismici; zone potenzialmente franose o esposte a rischio frana (2B) per le quali non si escludono fenomeni di instabilità indotta dalla sollecitazione sismica; zone con terreni di fondazione particolarmente scadenti che possono dar luogo a cedimenti diffusi (4); terreni soggetti a liquefazione dinamica (5) in comuni a media-elevata sismicità (zone 3s aree oggetto delle presenti varianti); zone con possibile amplificazione sismica connesse a zone di bordo della valle e/o aree di raccordo con il versante (8); zone con possibile amplificazione per effetti stratigrafici (9, 10, 11) in comuni a media-elevata sismicità (zone 2 e 3s); zone di contatto tra litotipi con caratteristiche fisicomeccaniche significativamente diverse (12); presenza di faglie e/o contatti tettonici (13); Pericolosità sismica locale media (S.2): zone con fenomeni franosi inattivi (3); aree in cui è possibile amplificazione dovuta ad effetti topografici (6-7); zone con possibile amplificazione stratigrafica (9, 10, 11) in comuni a media sismicità (zone 3); Pericolosità sismica locale bassa (S.1): aree caratterizzate dalla presenza di formazioni litoidi e dove non si ritengono probabili fenomeni di amplificazione o instabilità indotta dalla sollecitazione sismica. Tale processo ha consentito di evidenziare le situazioni di criticità sulle quali porre attenzione, al fine di effettuare una corretta pianificazione in funzione delle destinazioni d uso previste e porre eventuali condizioni o prescrizioni per la fattibilità. 14
15 6 CONDIZIONI DI FATTIBILITA In relazione al quadro conoscitivo, agli approfondimenti eseguiti ed alle valutazioni di pericolosità precedentemente descritte, si sono individuate le condizioni di fattibilità e conseguentemente è stata redatta la carta della fattibilità e la specifica scheda di fattibilità relativa alla presente variante al Regolamento Urbanistico, tenendo in considerazione le previsioni urbanistiche ed infrastrutturali delle aree (per dettagli consultare gli elaborati cartografici della variante con le destinazioni urbanistiche -elaborato D della variante al R.U. e la disciplina degli interventi Carta E- Allegato ABC della Variante al R.U., le carte di fattibilità e le schede di fattibilità allegate alla presente relazione). In particolare, sono state individuate le seguenti categorie di fattibilità: Fattibilità senza particolari limitazioni (F1): si riferisce alle previsioni urbanistiche ed infrastrutturali per le quali non sono necessarie prescrizioni specifiche ai fini della valida formazione del titolo abilitativo all attività edilizia. Fattibilità con normali vincoli (F2): si riferisce alle previsioni urbanistiche ed infrastrutturali per le quali è necessario indicare la tipologia di indagini e/o specifiche prescrizioni ai fini della valida formazione del titolo abilitativo all attività edilizia. Fattibilità condizionata (F3): si riferisce alle previsioni urbanistiche ed infrastrutturali per le quali, ai fini della individuazione delle condizioni di compatibilità degli interventi con le situazioni di pericolosità riscontrate, è necessario definire la tipologia degli approfondimenti di indagine da svolgersi in sede di predisposizione dei piani complessi di intervento o dei piani attuativi o, in loro assenza, in sede di predisposizione dei progetti edilizi. Fattibilità limitata (F4): si riferisce alle previsioni urbanistiche ed infrastrutturali la cui attuazione è subordinata alla realizzazione di interventi di messa in sicurezza che sono stati individuati e definiti in sede di redazione del regolamento urbanistico, sulla base di studi e verifiche atti a determinare gli elementi di base utili per la predisposizione della relativa progettazione. Nella carta di fattibilità, ed analogamente nella scheda di fattibilità, si sono distinte le varie classi sopra definite per i seguenti criteri di fattibilità: 15
16 Fattibilità in relazione agli aspetti geomorfologici (secondo quanto indicato nell allegato 1-punto delle Direttive -Allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R); Fattibilità in relazione agli aspetti idraulici (secondo quanto indicato nell allegato 1- punto delle Direttive -Allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R); Fattibilità in relazione agli aspetti sismici (secondo quanto indicato nell allegato 1- punto 3.5 delle Direttive -Allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R). Per ulteriori dettagli sulla metodologia adottata per i diversi criteri di fattibilità differenziati in relazione alle diverse problematiche suddette (geomorfologica-idraulica-sismica) si rimanda a quanto specificato per esteso nell allegato 1-punto 3 delle Direttive -Allegato A del DPGR 27/04/2007 n. 26/R. Certaldo, NOVEMBRE 2011 Il Geologo Dott. Geol. Alessandro MURRATZU 16
17 SOMMARIO 1 - PREMESSA APPROFONDIMENTI DEL QUADRO CONOSCITIVO PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI LOCALI E DI SITO PER LA RIDUZIONE DEL RISCHIO SISMICO APPROFONDIMENTI DEL QUADRO CONOSCITIVO PER LA VALUTAZIONE DEGLI ASPETTI IDROGEOLOGICI APPROFONDIMENTI DEL QUADRO CONOSCITIVO PER LA VALUTAZIONE DEGLI ASPETTI IDRAULICI VALUTAZIONE DI PERICOLOSITA PERICOLOSITA GEOMORFOLOGICA PERICOLOSITA IDRAULICA PERICOLOSITA SISMICA LOCALE CONDIZIONI DI FATTIBILITA SCHEDE DI FATTIBILITA - ELENCO ALLEGATI: ALLLEGATO A: Ubicazione pozzi ad uso potabile Acque SPA ALLEGATO B: studi idrologico idraulici integrativi con adeguamento al DPGR 27/04/2007 n. 26/R. studio idrologico-idraulico del Fiume Elsa e del Torrente Pesciola di supporto alla variante al Regolamento Urbanistico nella zona UTOE P2 esteso all area di previsione denominata nella presente variante con la sigla IUAP3-Malacoda-Pesciola; integrazioni del giugno 2010 allo studio idrologico-idraulico del Rio Pietroso di supporto al R.U. del Dicembre 2003 con valutazioni specifiche per l area di previsione denominata nella presente variante con la sigla IUEP2-Casenuove. Studio HYDROGEO- Ing. G. Gazzini; integrazioni del giugno 2010 allo studio idrologico-idraulico del Rio Vallone di supporto al R.U. del Dicembre 2003 con valutazioni specifiche per l area di previsione denominata nella presente variante con la sigla IURP2-Ex Silap. Studio HYDROGEO- Ing. G. Gazzini. 17
18 SCHEDE DI FATTIBILITA 18
PROVA PENETROMETRICA STATICA CPT 3 VALUTAZIONI LITOLOGICHE
PROVA PENETROMETRICA STATICA CPT 3 VALUTAZIONI LITOLOGICHE - note : - scala vert.: 1 : 100 m Rp/RL (Litologia Begemann 1965 A.G.I. 1977) Rp - RL/Rp (Litologia Schmertmann 1978) Torbe ed Limi ed Limi sabb.
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