PARTECIPARE LA SCIENZA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "PARTECIPARE LA SCIENZA"

Transcript

1 Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali Consiglio Nazionale delle Ricerche PARTECIPARE LA SCIENZA a cura di Adriana Valente e Daniela Luzi

2 Questa è la copia stampata di un libro disponibile anche in formato elettronico al sito I confini sono fatti per essere attraversati. O meglio, sono delle esche irresistibili. Li vado cercando non per saggiarli ma per tormentarli, come un cane con l osso [ ]. E una volta che mi sono smarrita oltre i confini della ricerca scientifica, passando dal fare scienza allo scrivere di scienza, il problema si è addirittura aggravato perché ora i confini da tormentare sono molto di più. Evelyn Fox Keller, Vita, scienza & cyberscienza È vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata, compresa la fotocopia, anche a uso interno e didattico Settembre 2004 Biblink editori, Roma Grafica di copertina di Alberto Pedro Di Santo

3 Indice ADRIANA VALENTE, DANIELA LUZI, Introduzione pag. 9 VALUTAZIONE E RESPONSABILITÀ ALESSANDRO FIGÀ TALAMANCA, Uso ed abuso delle banche dati nella valutazione delle riviste e della qualità scientifica: un problema di potere pag. 27 DANIELE ARCHIBUGI, Chi ha paura della bibliometria? pag. 37 ALESSANDRO FIGÀ TALAMANCA, Nota di commento pag. 48 ANNA MARIA TAMMARO, Indicatori di qualità delle pubblicazioni scientifiche ed open access pag. 51 FEDERICO DI TROCCHIO Le patologie della comunicazione scientifica: problema etico o socioeconomico? pag. 91 VALUTAZIONE E RISORSE UMANE LUCIA PADRIELLI, MARINA PEROTTI, FABRIZIO TUZI, Criteri ed indicatori per la valutazione degli istituti del CNR pag

4 ROSA DI CESARE, DANIELA LUZI, ADRIANA VALENTE, La produzione scientifica del CNR nelle scienze sociali: considerazioni di genere pag. 133 SVEVA AVVEDUTO, Le risorse umane per la ricerca: quali politiche? pag. 159 Introduzione DOCUMENTAZIONE E ACCESSO LUCIA MAFFEI, Alcune riflessioni sugli aspetti etico-politici dell attività di documentazione pag. 173 GIUSEPPE VITIELLO, L identificazione dei documenti nell economia della comunicazione scientifica pag. 181 MADEL CRASTA, Istituzioni della cultura: content provider per la rete pag. 219 PAOLA CAPITANI, Gestione della conoscenza e formazione pag. 231 COMUNICAZIONE PUBBLICA E CONSAPEVOLEZZA ADRIANA VALENTE, Comunicare la scienza per partecipare la scienza pag. 251 MAURA MISITI, Mass media e popolazione pag. 277 LUCIANA LIBUTTI, Alcune riflessioni sul ruolo della documentazione nei progetti di comunicazione della scienza pag. 305 ELENA DEL GROSSO, Bioetica e responsabilità sociale della scienza e della tecnologia pag. 313 Adriana Valente e Daniela Luzi Nel percorso delineato in questo volume, partecipare la scienza vuol dire occuparsi di questioni teoriche ed operative relative al dibattito in corso sulla comunicazione della scienza, questioni di accesso alle informazioni, di comunicazione delle conoscenze, di valutazione ed etica della ricerca e di risorse umane. Il riferimento a tali questioni è sia nella descrizione dello stato dell arte, sia nella ricostruzione di filoni di riflessione entro i quali nulla è dato per scontato mentre molto è in divenire. Se vi è anche una componente di auspicio, si tratta dell auspicio a che si affermi un approccio interdisciplinare alla comunicazione della scienza, che includa le dinamiche comunicative entro la comunità scientifica e tra scienza e società. Si tratta, rubando la metafora di Thomas, di occuparsi di «acquitrini e paludi»: «la scelta degli esempi ha sempre a che fare con ciò che si vuole rappresentare [ ] chi intenda giustificare l affermazione la terra è fondamentalmente diversa dall acqua, sceglierebbe l esempio dello scoglio in mare; chi invece volesse mostrare che terra ed acqua possono completarsi a vicenda e che spesso in tale commistione sviluppano le proprietà più sorprendenti, dovrebbe parlare di acquitrini, pozzanghere e ghiacciai» (Arte e scienza, 1989). 8 9

5 Questo volume segue di due anni la pubblicazione di Trasmissione d élite o accesso alle conoscenze? (2002). L antitesi tra trasmissione lineare ed accesso alle conoscenze è ancora presente nei diversi saggi del volume ed è sottesa alle riflessioni sulla valutazione e le risorse umane, sull etica e la responsabilità, sulla documentazione, percezione e consapevolezza della scienza. Ancora una volta ci occupiamo dei confini incerti tra scienza e comunicazione e, nuovamente, siamo consapevoli di tralasciare un ampia gamma di questioni epistemologiche, tecnologiche, cognitive, sociologiche, che potrebbero contribuire ad evidenziare tratti rilevanti di questa fusione di scienza e comunicazione. La comunicazione non è vista solo come un veicolo di trasmissione della scienza tra studiosi o tra comunità scientifica e società ma si compenetra in essa, diventa occasione di partecipazione ai temi, ai valori della scienza. Parallelamente, il modello utilizzato nella comunicazione sia formale che informale tra studiosi fornisce evidenza degli incerti equilibri tra conservazione e innovazione entro le comunità scientifiche ed a sua volta può contribuire alla loro cristallizzazione o alla loro evoluzione. Anche l articolo scientifico può essere considerato nelle sue diverse dimensioni: uno strumento di comunicazione inter o intraspecialistica; uno strumento di registrazione e certificazione di conoscenze; la base per un attività di divulgazione scientifica; elemento cruciale per la costruzione di indicatori essenziali per comprendere la crescita e lo sviluppo scientifico; uno strumento di valutazione di individui, gruppi, nazioni; ed anche un fondamentale elemento della nuova retorica secondo Latour che, grazie allo stile, all impilamento sapiente di argomentazioni, citazioni e modelli, isola il lettore che persevera nel dubbio. Merton e poi Eco e tutta la moderna etnometodologia hanno evidenziato quello che un articolo, modello dall aspetto immacolato, non è o che non ci comunica: poco lascia intravvedere delle intuizioni, delle false partenze, degli errori, delle conclusioni approssimative, dei felici accidenti che ingombrano il lavoro di dicerca. C è stato chi nella prima metà del Novecento ha proposto una soluzione: fare a meno degli articoli scientifici, ma questa proposta radicale di Bernal è stata respinta negli anni Quaranta. E allora, come ricostruire da un lato il continuum del lavoro scientifico, dall altro il dinamismo del dibattito scientifico di cui sono spesso povere le iniziative di divulgazione così come la complessità e la poliedricità dei modi di fare scienza, fino ad entrare nelle scelte di politica scientifica e di valutazione? Diverse proposte ed interpretazioni sono presenti nei capitoli di questo libro, in cui le varie accezioni di articolo scientifico vanno di pari passo con i significati e ruoli ricoperti oggi dalla scienza. La scienza è sempre meno considerata nelle sue componenti unitarie, come è testimoniato dall evoluzione della riflessione sulla natura, sul ruolo e sul metodo di lavoro di scienziati e scienziate e dei relativi modelli di rappresentazione. Un interessante contrapposizione è quella posta da Bruno Latour, con l immagine del Giano bifronte, tra «scienza pronta all uso», e cioè scienza consolidata, magari già presente in applicazioni di uso quotidiano, e «scienza in costruzione», colta nel suo divenire. Diverse e contrastanti affermazioni sono collegate all una o all altra delle due facce: vai ai fatti, dice la prima, decidi a chi credere, la seconda. Viene prima la verità, la validità, l usabilità, l efficienza di strumenti e metodi, o la persuasione, l accettazione sociale di tutte queste cose? L immagine del Giano bifronte si potrebbe riportare nel campo della documentazione e comunicazione scientifica: la faccia che guarda agli aspetti consolidati delle discipline documentarie, all evoluzione di metodologie e tecnologie sempre più efficienti ed efficaci, potrebbe dire: scegli il modo più 10 11

6 efficiente per trasmettere l informazione; l altra replicherebbe: decidi il grado di equilibrio tra trasmissione dell informazione e accesso alle conoscenze. La stessa cosa nel campo della valutazione; la prima voce direbbe: utilizza i metodi e gli strumenti disponibili per la valutazione della scientificità; l altra replicherebbe: decidi quali criteri e priorità vuoi considerare nella valutazione. La maggior parte degli articoli presenti in questo libro riportano temi collegati più al divenire della scienza che ad una sua rappresentazione consolidata. In questa direzione si pone il dibattito tra Alessandro Figà Talamanca e Daniele Archibugi, sulla valutazione della produzione scientifica e sull'impact factor in particolare. Il dibattito tra i due autori è nato in occasione del seminario organizzato nel dicembre del 2002 dal CNR sulla partecipazione della scienza, e ci è sembrato interessante riproporlo ai lettori nella forma originaria di repliche su intervento. La questione dibattuta dai due autori parte dalla considerazione che, con l aumentare delle modalità di uso degli indici di citazione, questi vengono utilizzati non solo per trovare riferimenti a letteratura scientifica, o come strumenti per l analisi storica della scienza, ma anche, spesso in maniera automatica e poco bilanciata, nelle pratiche di valutazione scientifica. Figà Talamanca evidenzia che l analisi della questione dell impact factor nella valutazione scientifica non può esaurirsi entro il presupposto dell obiettività scientifica, ma deve contemperare anche criteri morali e politici, formalmente esterni al fenomeno considerato, ma a questo strettamente correlati. Si tratta soprattutto di un «problema di potere» e «l esercizio del potere non può sottrarsi ad un giudizio basato su valori morali». La contrapposizione dialettica riguarda le modalità di valutazione, mentre l'opportunità e la necessità di valutazione sono condivise dai due autori. Ciascuno degli articoli solleva questioni legate alla struttura e al complesso funzionamento delle comunità scientifiche. Per Figà Talamanca la comunità scientifica può essere analizzata da punti di vista diversi; come una comunità chiusa, con proprie regole e valori, ma anche come comunità che interagisce con il mondo esterno in questo articolo con l'editoria scientifica commerciale; in una dimensione diacronica, si possono considerare i cambiamenti dalla comunità scientifica nazionale dell Ottocento e del Novecento, rispetto alla odierna «comunità internazionale legata da interessi subscientifici». La riduzione degli scienziati a «misuratori di fenomeni», riportata provocatoriamente da Archibugi, ribadisce la necessità di raccogliere dati, ma non esclude anche quella di valutarne le fonti, di ponderarli e di affiancarli ad altri parametri. Tanto più, allora, assume rilievo la considerazione di Figà Talamanca per cui la misurazione dei fenomeni deve inserirsi in un modello effettivamente «capace di spiegare la realtà osservata». Dunque, le pratiche di valutazione della ricerca sono frutto di particolari concezioni di scienza e di società; queste costituiscono, nello stesso tempo, un esempio di incontro tra l evoluzione nel settore delle tecnologie e metodologie documentarie e lo sviluppo dei sistemi di produzione ed organizzazione delle conoscenze scientifiche. Anna Maria Tammaro introduce, accanto all approccio tradizionale ai sistemi di valutazione della qualità delle pubblicazioni scientifiche, basato essenzialmente sugli indicatori bibliometrici e sulla peer review tradizionale, quello open access, legato allo sviluppo delle nuove tecnologie dell informazione e documentazione, che include l open linking, l open commentary e l open peer review. I due approcci non si contrappongono del tutto, anche se del primo sono evidenziate le caratteristiche di dispendiosità ed inefficienza. Ciascuno dovrebbe fornire risposte ad alcune delle funzioni cui assolvono le pubblicazioni scientifiche, che andrebbero adeguatamente distinte: controllo di qualità, diffusione, registrazione, riconoscimento

7 La revisione degli attuali criteri di valutazione costituisce, nell ottica di Federico Di Trocchio, uno dei possibili rimedi alle patologie che affliggono la comunicazione scientifica, e cioè: proliferazione, specializzazione eccessiva, produzione di articoli non originali, o di articoli contenenti informazione in tutto o in parte ridondante o non veritiera, censura di articoli incompatibili con i paradigmi dominanti. A tutte le trasgressioni ad una corretta comunicazione tra studiosi si affiancano quelle poste in essere da editori e referees. Questo fenomeno, se è in parte connaturale alla struttura stessa dell impresa scientifica dal XVII secolo in poi, si è ampliato ai nostri giorni, in vista della professionalizzazione dell attività di ricerca e della conseguente maggiore competizione entro le comunità scientifiche. Tra gli antidoti ai mali moderni della comunicazione e documentazione scientifica, la proposta dell autore è di considerare maggiormente la qualità delle pubblicazioni rispetto ai criteri quantitativi, e di non utilizzare i fattori d impatto direttamente e semplicemente come base per le decisioni relative ai finanziamenti e per le pratiche valutative in genere. È proprio in questa ottica che si inquadra l'articolo di Lucia Padrielli, Marina Perotti e Fabrizio Tuzi, che descrive i criteri di valutazione utilizzati nel piano di revisione degli Organi durante la riforma del CNR iniziata con il decreto legislativo 19/1999 peraltro attualmente in fase di ulteriore revisione da parte della ministra Moratti. L analisi è rilevante in quanto dà un peso diverso agli indicatori utilizzati nella valutazione a seconda dell ambito disciplinare considerato. La varietà delle soluzioni proposte e l articolazione della riflessione sulla situazione dinamica ed interdisciplinare del CNR conferiscono a questo studio un valore che va oltre il contesto in cui è stato elaborato. Vengono utilizzati circa trenta parametri di valutazione, ognuno dei quali viene associato a macro aree di attività corri- spondenti ai compiti istituzionali del CNR ed ai risultati attesi. All interno di ciascuna macro area vengono identificati i parametri di valutazione e la rilevanza di ognuno dipende dall ambito disciplinare dei diversi istituti, così che, ad esempio, l impact factor assume maggiore importanza per gli istituti appartenenti alle scienze di base e della vita e viene considerato in misura ridotta per gli istituti afferenti alle scienze umane e sociali, a vantaggio, invece, della produzione di monografie e capitoli di libri. Per gli istituti a carattere prettamente tecnologico, assumono invece particolare importanza altri indicatori, quali i brevetti. I parametri elaborati sono stati confrontati con i criteri di valuzione proposti dal Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (CIVR). Il case study presentato da Rosa Di Cesare, Daniela Luzi e Adriana Valente prende ancora una volta in considerazione il CNR per offrire uno spaccato sulla produzione scientifica di ricercatori e ricercatrici nelle scienze sociali. Gli studi che analizzano la produttività scientifica in una prospettiva di genere non sono molto numerosi, per la difficoltà di raccogliere dati disaggregati e di associarli a parametri di contesto. Nell articolo in questione sono stati considerati i parametri relativi alla progressione di carriera, mettendo in dubbio stereotipi quali quello della minore produzione scientifica delle donne. Gli articoli sopra indicati mostrano come la questione della valutazione, se da un lato è fortemente connessa alla comunicazione e responsabilità della scienza, non può prescindere, in un ottica di intervento, dalla politica delle risorse umane per la scienza e la tecnologia. Di quest ultimo aspetto si occupa in maniera centrale l articolo di Sveva Avveduto che evidenzia come, tra le linee programmatiche scaturite dai summit di Lisbona (2000) e di Barcellona (2002), siano indicati espressamente diversi interventi sulle risorse umane. Oltre alla creazione di uno spazio 14 15

8 europeo della ricerca e alla promozione di investimenti in capitale umano, si fa espressamente riferimento al miglioramento delle politiche per la ricerca, nel cui ambito la questione della valutazione e comunicazione della scienza assume un ruolo di primo piano. Maggiore controllo e migliore valutazione sono inoltre richieste a fronte di una accresciuta autonomia. Alcuni fattori vanno considerati a fianco del controllo di qualità delle risorse: il rafforzamento della base scientifica nazionale, il miglioramento delle condizioni di ricerca e del livello delle risorse scientifiche, l intervento nella fase iniziale di reclutamento di ricercatori e ricercatrici e la valorizzazione dell apporto delle risorse ad elevata esperienza. La questione connessa al declino di interesse verso le discipline scientifiche costituisce uno dei nodi intorno ai quali operano i progetti di comunicazione pubblica della scienza, di cui all ultima parte del libro. L articolo di Sveva Avveduto fornisce anche evidenza del fatto che la tecnologia sia sempre accostata alla scienza, nelle politiche delle risorse umane così come nelle politiche scientifiche in generale. Le dinamiche dello sviluppo tecnologico sono sottese, anche se non sempre esplicitate, in tutte le pagine del libro, ma nella seconda parte, e soprattutto nei capitoli dedicati alla documentazione, diventano un elemento centrale di riflessione. Ciò dipende dal fatto che la tecnologia ha radicalmente modificato il posto assegnatole dalla scienza, non segue più quest ultima, né è più confinata al ruolo di applicazione. Il percorso ideale che dalla ricerca di base portava all innovazione tecnologica e poi allo sviluppo economico o, se vogliamo, che legava in stretta sequenza ricerca scientifica-produzione di nuova conoscenza-sua utilizzazione a fini pratici e che aveva dominato la parte centrale del secolo scorso, non trova più rispondenza con la realtà. Ciò è stato sottolineato da quegli autori che, a partire da Callon e Latour, hanno evidenziato la difficoltà di distinguere tra scienza e tecnologia (Faulkner, 1994) e da coloro che, significativamente, hanno parlato di tecnoscienza (Latour, 1998; Flichy, 1996; Longo, 2001). In questa situazione non sono solo i sociologi che intervengono negli affari tecnologici; Callon ha notato che anche gli ingegneri nel presentare nuove tecnologie elaborano costantemente ipotesi e forme di ragionamento che, di fatto, li «trasformano in sociologi» (Flichy, 1996). Le teorie e pratiche della documentazione scientifica si confrontano continuamente con la tecnologia e con il ruolo che essa assume rispetto alla scienza o tecnoscienza, e alla società o pantecnico. Tra le soluzioni proposte, ed in continuo divenire, nel libro sono presentate quelle che si ricollegano ai temi della comunicazione della scienza ed all accesso alle conoscenze, alla formazione ed al ruolo delle istituzioni culturali. L articolo di Lucia Maffei, nel presentare le riflessioni dell autrice sugli aspetti etico-politici dell attività di documentazione, si pone come sintesi della prima parte del libro ed introduzione ai capitoli che seguono sulla documentazione scientifica. Esiste una stretta correlazione tra scelte tecnologiche e politiche, di cui chi si occupa di gestione della documentazione e della conoscenza dovrebbe essere ben consapevole. Se una parte del mondo occidentale si interroga sull evoluzione di metodi e sistemi di valutazione e si dibatte in un mercato dell informazione scientifica saldamente in mano a pochi editori, la maggioranza del pianeta «si perde nelle sabbie mobili del digital divide». Diversi progetti internazionali sono volti a sostenere l accesso all informazione scientifica del resto del mondo, e vanno senz altro salutati con favore per quanto riguarda l ampliamento della partecipazione alla scienza, e tramite questa, a migliori condizioni di vita e di salute. Tuttavia, sussiste qualche perplessità relativa ad esempio al fatto che tali progetti siano basati sulle nuove tecnologie, ma proposti in aree con infrastrutture inadeguate, oppure al timore che oligar

9 chie editoriali possano proporre inizialmente i propri prodotti scientifici a costi accessibili solo per preparare un mercato in cui imporre le proprie condizioni. Sulla situazione del mercato editoriale si sono soffermati anche Figà Talamanca e Tammaro, ma Lucia Maffei pone all attenzione la drammaticità della situazione nel resto del mondo, in cui il mancato accesso ad informazioni scientifiche ha importanti ed immediate ricadute sulle condizioni di salute. Possiamo aggiungere che l approccio open access sembra poter fornire in prospettiva una risposta adeguata alle esigenze di accesso alle conoscenze dei Paesi i via di sviluppo, così come di tutte le aree e le organizzazioni con minori disponibilità economiche. Tuttavia, non si vede ancora come questo possa incidere stabilmente sulla partecipazione dei Paesi in via di sviluppo con i propri contributi scientifici alla costruzione delle memorie collettive che, si auspica, saranno presto disponibili liberamente a tutti. Per i professionisti dell informazione e per chi si occupa della gestione di documentazione e conoscenza scientifica si ripropone il dualismo tra trasmissione ed accesso ed anche loro sono chiamati a scegliere se sostenere «uno sviluppo a senso unico, operando per il trasferimento univoco delle conoscenze, oppure operare per un accesso attivo, consapevole e diffuso delle informazioni scientifiche». Riflessioni profonde sull accesso alle conoscenze sono presenti anche nell articolo di Giuseppe Vitiello, e tali riflessioni si estendono all evoluzione della politica dell informazione negli ultimi quarant anni. L articolo analizza criticamente gli indicatori dei documenti e delle risorse elettroniche, «uno degli anelli più ermetici del processo di trasmissione dell informazione». L analisi approfondita delle caratteristiche strutturali e funzionali non si esaurisce in un contributo tecnico. La questione degli identificatori è calata nella riflessione sull evoluzione della politica dell informazione, ed in particolare si incentra intorno al quesito se il libero mercato debba agire «da regolato- re e da equilibratore», ovvero se l autorità pubblica debba intervenire «a riorientare il mondo proprio dell identificazione nel senso dell equità d accesso alle conoscenze». Le caratteristiche dei diversi identificatori, la registrazione del livello di diffusione e di importanti funzioni quali la persistenza e l interoperabilità, costituiscono elementi di valutazione ai quali vanno affiancate riflessioni relative ai costi ed al perseguimento di politiche di ampio accesso. La comunità documentaria, «vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro editoriali», non può modificare «business models e politiche editoriali», ma può intervenire in vario modo, ad esempio utilizzando la tecnologia ed il sistema DOI (digital object identifier) per mettere a punto soluzioni autonome, rendere interoperabili archivi di pubblicazioni in rete, in ultima analisi creare una sfera pubblica in cui sia possibile «avere accesso a un offerta diversificata, ampia e a prezzi ragionevoli di fonti di informazione». Ruolo delle biblioteche dovrebbe essere contribuire proprio ad ampliare lo «spazio pubblico di accesso all informazione», piuttosto che limitare la propria funzione entro «uno spazio privatizzato». Il ruolo delle istituzioni culturali rispetto all accesso alle informazioni è posto al centro dell attenzione da Madel Crasta; allargare tale accesso deve costituire un obiettivo primario. L uso delle tecnologie nella produzione di contenuti «non può avvenire in modo confuso, meccanico ed indiscriminato come risposta obbligata al trend del momento, ma deve rispondere a progetti culturali» e non deve prescindere dalla misurabilità dei risultati. Solo andando oltre i cataloghi ed evitando di annegare «nei milioni di dati» disponibili in rete è possibile costruire un «impegno di comunicazione verso un pubblico più ampio della tradizionale comunità di studiosi che da sempre ruota intorno alle istituzioni culturali». Carenza o cattivo uso delle tecnologie sono imputabili anche al contesto formativo. Nel mettere in relazione la gestio

10 ne della conoscenza e la formazione, Paola Capitani individua i punti deboli, soprattutto nel quadro nazionale, e delinea al contempo le linee di evoluzione di un'educazione continua che deve far fronte a contesti dinamici, soggetti a continui mutamenti. Se la tecnologia svolge un ruolo di primo piano nella formazione nel settore della scienza dell informazione, la necessità di un collegamento stretto con la società è stata evidenziata fin dal 1986 dall Unesco che, entro il Modular curriculum in information studies, ha dato particolare enfasi al contesto sociale nell informazione e nella comunicazione. Il ruolo della società nella comunicazione della scienza e nella negoziazione di significati scientifici è l aspetto centrale dell ultima parte del libro. Tra le critiche mosse ad esponenti della nuova sociologia della scienza e della tecnica vi è il non aver adeguatamente considerato il ruolo attivo del pubblico nel processo culturale di ri-definizione della scienza e della tecnica e del loro uso (Flichy, 1996). Pur senza intervenire direttamente sulla controversia, né sulle critiche mosse all approccio classico della separazione tra tecnica ed uso che hanno portato anche a configurare diversi tipi e fasi di negoziazione, l ultima parte di questo libro si occupa proprio del pubblico, o meglio della società in rapporto con la scienza e la tecnica. Vengono soprattutto descritte le esperienze volte a cogliere sia la percezione della scienza-tecnica e della scienza-cultura, che lo spazio che sistemi di diffusione delle conoscenze di tipo mass mediatico riservano alla negoziazione di significati (quali valori della scienza e come contribuire al dibattito pubblico) e di usi (quali tecnologie e come utilizzarle al meglio). L analisi degli aspetti legati alla percezione della scienza ed alla partecipazione al dibattito pubblico diviene tanto più pregnante se consideriamo le suggestioni di chi ha evidenziato quanto ognuno di noi sia parte di esperimenti collettivi o sociotecnici, che superano i confini di laboratorio (Latour, 2001). In realtà, sembra che la grande differenza con gli esperimenti tradizionali sia legata non tanto al luogo dell esecuzione fuori dai laboratori, quanto al fatto che gli esperimenti collettivi coinvolgano gruppi estesi, non definibili a priori e non consapevoli dell esperimento in corso. Qualcosa di completamente diverso dal secentesco testimone modesto cui ha fatto riferimento Donna Haraway (2000), calato del suo ruolo ed investito della sacralità dell esperimento scientifico o tecnologico al quale, prescelto, assisteva. Tali aspetti, ribaditi da quanto emerso in recenti progetti di comunicazione pubblica della scienza, sono considerati nell articolo di Adriana Valente; in questo si rileva anche la domanda della collettività di essere parte del dibattito scientifico: tutte le iniziative di divulgazione e comunicazione scientifica sia a livello mass mediatico che promosse da ambienti scientificoaccademici vengono accolte dal pubblico con grande attenzione e, ove è possibile, con grande partecipazione. Contemporaneamente, sembra che da parte di studiosi sociali, promotori di progetti di comunicazione della scienza, organismi internazionali impegnati nella promozione di democratic governance, vi sia, oltre all interpretazione di un desiderio popolare di partecipazione, anche una sollecitazione, una convinzione dell opportunità di tale partecipazione. Per quanto riguarda l interesse verso la scienza, questo atteggiamento potrebbe anche essere in parte un «indicatore dell ansia di essere marginalizzata che è propria della comunità scientifica» parallelamente a quanto Paola Borgna ha osservato a proposito del public understanding of science (Borgna, 2001). Tuttavia, simili manifestazioni di interesse-indicazioni di opportunità sono evidenziate con riferimento non solo al dibattito scientifico, ma anche al dibattito pubblico in generale (Fishkin, 2003). Viene da pensare, allora, che le parti in causa si stiano 20 21

11 interrogando sul nuovo significato da attribuire alla democrazia, sui nuovi modi di partecipazione alla sfera pubblica. Maura Misiti riporta ed analizza criticamente una serie di studi sulla comunicazione della scienza nel settore della popolazione e demografia, temi scientifici di ampio respiro che, alla luce degli attuali fenomeni sociali e geopolitici, suscitano un rinnovato interesse nella società e sono particolarmente considerati dai media. I risultati dell European Value Survey, condotto in 12 Paesi nel 1981 e nel 1990, hanno evidenziato la difficoltà di definire una teoria, un modello che risolva il problema delle modalità di azione dei valori nel comportamento sociale. La ricerca effettuata dal Cnr considera diversi approcci metodologici relativi all analisi dell impatto dei media sulla conoscenza, alle modalità con cui la popolazione acquisisce l informazione, all analisi statistico-testuale degli articoli e dei contenuti di diversi media. L apporto delle discipline documentarie e dell informazione accanto a quelle più propriamente comunicative nei progetti di comunicazione pubblica della scienza, implicito negli articoli descritti, viene evidenziato da Luciana Libutti. La necessità di distinguere tra le diverse categiorie di utenza, alla base di ogni progetto documentario, è fondamentale nelle iniziative di comunicazione della scienza; l organizzazione del materiale scientifico per la parte dei progetti legati alla didattica e il collegamento con il corso delle attività formative costituiscono due ulteriori fasi di incontro di professionalità. La conoscenza approfondita delle tipologie di fonti informative e delle tecniche di recupero dell informazione è essenziale per un analisi dei documenti scientifici che tenga conto, oltre che della molteplicità delle fonti, anche di criteri quali attendibilità, internazionalità, pluralismo. In definitiva, tale incontro di competenze è essenziale affinché la presa di contatto con la scienza sia «quanto più possibile esente da limiti e condizionamenti, mediante la sua attività trasparente di recupero delle fonti». L articolo di Elena del Grosso chiude idealmente il libro, riprendendo in chiave teorica il discorso sulla comunicazione della scienza alla luce delle considerazioni sulla responsabilità di scienziati e scienziate. Questi, partecipi del «mutamento profondo dalla scienza alla tecnologia», non dovrebbero rifiutare le responsabilità legate al loro «coinvolgimento diretto o indiretto nelle trasformazioni sociali, politiche ed economiche indotte dal processo che loro stessi hanno messo in atto». Le proposte dell autrice finalizzate alla ricostruzione dell etica pubblica si concentrano sul ruolo della bioetica, che non dovrebbe essere considerata solo come un «contenitore di norme date, atte a giudicare e/o controllare l avanzamento tecnico-scientifico», bensì, in prospettiva, come «un processo da costruire a partire dalla storia dello sviluppo del pensiero scientifico e delle sue applicazioni e dalle interazioni con i diversi contesti sociali e culturali». Il rapporto tra memoria storica come fondamento di riflessione, prospettiva futura come obiettivo degli studi e del processo conoscitivo e realtà (tecnologica) come materiale su cui sperimentare, su cui costruire progetti ed elaborare teorie ed analisi, è un ulteriore elemento unificante i diversi contributi del libro; questo concetto si ritrova in parte condensato nella sintesi di quest ultimo articolo, laddove si evidenzia come «il futuro stia nel passato» e «la memoria sia parte integrante di un processo di costruzione democratica della realtà»

12 Bibliografia Arte e scienza (1989), a cura di Paul Feyerabend, Christian Thomas, Roma, Armando Editore PAOLA BORGNA (2001), Immagini pubbliche della scienza: gli italiani e la ricerca scientifica e tecnologica, Torino, Edizioni di Comunità W. FAULKNER (1994), Conceptualizing Knowledge used in Innovation. A Second Look at the Science Technology Distinction and Industrial Innovation, in Science, Technology and Human Values, 19, n. 4 JAMES S. FISHKIN (2003), La nostra voce, Venezia, Marsilio PATRICE FLICHY (1996), L innovazione tecnologica, Milano, Feltrinelli DONNA J. HARAWAY (2000), Milano, Feltrinelli BRUNO LATOUR (1998), La scienza in azione, Torino, Edizioni di Comunità BRUNO LATOUR (2001), What Rules of Method for the New Socio-Scientific Experiments?, plenary lecture, prepared for the Darmsdadt Colloquium, 30th March GIUSEPPE O. LONGO (2001), Tecnoscienza e globalizzazione, in "Nuova Civiltà delle Macchine", n. 2 Trasmissione d élite o accesso alle conoscenze? Percorsi e contesti della documentazione e comunicazione scientifica (2002), a cura di Adriana Valente, con testi di Sveva Avveduto, Anna Baldazzi, Rosa di Cesare, Maria Guercio, Daniela Luzi, Adriana Valente, Milano, Franco Angeli Le discussioni sui paradigmi implicano sempre la stessa questione: quali problemi è più importante risolvere? Thomas Kuhn, La struttura delle rivoluzioni scientifiche Valutazione e responsabilità 24

13 Uso ed abuso delle banche dati nella valutazione delle riviste e della qualità scientifica: un problema di potere Alessandro Figà Talamanca Università degli Studi di Roma La Sapienza Dipartimento di Matematica Ci sono due possibili punti di vista quando si affronta lo studio di un sistema sociale. Si può, secondo un metodo prevalentemente adottato negli studi di antropologia, considerare la comunità oggetto dello studio come una comunità chiusa in se stessa con le sue regole, i suoi valori, i suoi conflitti e i suoi strumenti per risolverli, oppure, seguendo il metodo più proprio della scienza politica, si può far convergere l attenzione sull interazione ed i conflitti tra la comunità che si studia e il mondo ad essa esterno. Il primo punto di vista, meno attento alla dinamica sociale e politica globale, è quello forse più vicino all esigenza di obiettività scientifica. Il secondo spesso non può fare a meno di un giudizio morale o politico sugli avvenimenti e le strutture sociali descritte, e rischia di mescolare la realtà osservata con i pregiudizi e le valutazioni politiche dell osservatore. Nello studio della comunità scientifica il primo punto di vista mi sembra quello adottato da Robert K. Merton e Derek De Solla Price. Il secondo punto di vista è invece quello adottato dagli autori vari che negli anni Settan- 27

14 ta sotto la guida di Marcello Cini pubblicarono il volume L ape e l architetto. È probabile che tutti e due i punti di vista siano necessari, ma dirò subito che non essendo uno scienziato sociale, e potendomi permettere quindi una maggiore licenza metodologica, mi trovo più vicino al punto di vista di L ape e l architetto, un opera che a suo tempo trovai interessantissima, pur non condividendone quasi mai le conclusioni politiche. E infatti il problema che vorrei analizzare, in relazione all uso e all abuso di banche dati sulla comunicazione scientifica, per valutare la qualità delle riviste e della ricerca che vi viene pubblicata, è prima di tutto un problema di potere. L esercizio del potere non può sottrarsi ad un giudizio basato su valori morali. Alla fine quindi arriverò a mettere in questione non già e non solo la affidabilità statistica delle banche dati, ma piuttosto gli aspetti etici connessi al loro uso. Il fenomeno delle banche dati sulla comunicazione scientifica si inserisce all interno di un fenomeno più vasto e complesso che è quello dell editoria scientifica, come si è sviluppata negli ultimi quaranta o cinquanta anni. In questo contesto salta prima di tutto agli occhi la grande debolezza della comunità scientifica rispetto ad influenze ad essa estranee. Non parlo della debolezza rispetto ai governi o ai rappresentanti dei poteri pubblici, che, dopo tutto, finanziano la ricerca ed hanno il diritto di indirizzarla. Parlo invece della debolezza della comunità scientifica rispetto agli interessi delle grandi imprese editoriali che pubblicano le riviste scientifiche. Si assiste infatti ad una situazione del tutto paradossale. La comunità scientifica è il solo produttore ed il solo consumatore di letteratura scientifica. Eppure un intermediario che si è interposto tra il produttore ed il consumatore sta facendo schizzare i prezzi del prodotto a livelli incompatibili con i finanziamenti destinati alle biblioteche scientifiche. Il risultato di questo aumento dei prezzi, per ora, non è quello di far diminuire gli acquisti dei prodotti più costosi, che sono quelli sponsorizzati dall intermediario, ma quello di far risparmiare su altri prodotti. Quando parlo di intermediario mi riferisco, naturalmente, agli editori commerciali di letteratura scientifica. Infatti l aumento dei prezzi si giustifica solo con l aumento dei costi di intermediazione (distribuzione e marketing ) dal momento che gli autori (i veri produttori) non ricevono alcun compenso e il progresso tecnologico ha quasi azzerato i costi di composizione tipografica. Non era così negli anni Sessanta. Allora l editoria scientifica era dominata da riviste controllate da società scientifiche, accademie, università, consorzi di università, ed altre simili istituzioni. Queste riviste si giovavano del lavoro volontario di docenti universitari e pubblicavano a basso costo. Uno dei mezzi più comuni e meno costosi di diffusione delle riviste era lo scambio di riviste tra istituzioni scientifiche diverse. Questo sistema di scambi era particolarmente importante per le istituzioni scientifiche dei Paesi dell Europa orientale, e dei Paesi in via di sviluppo, che potevano così ricevere riviste occidentali senza sborsare valuta pregiata. Negli ultimi decenni, invece, il mercato è stato conquistato dagli editori commerciali che sono riusciti a spingere fuori del mercato quasi tutte le riviste legate a istituzioni scientifiche. Anche qui siamo di fronte ad un paradosso: se una rivista (o un libro) non ha un prezzo sufficientemente elevato, esso non fornisce un adeguato ritorno al distributore e quindi non avrà alcuna possibilità di raggiungere gli utenti istituzionali, che sono, in massima parte, le biblioteche. Il ruolo degli indicatori bibliometrici come l impact factor in questa conquista del mercato da parte di operatori mossi da interessi commerciali è stato molto importante. La tesi propagandata dai proprietari della banca dati dell Institute of Scientific Information (ISI) era che non valesse la pena di acquistare riviste che non comparivano nella loro banca dati o che, pur comparendo, non avevano un alto impact factor. Da questo 28 29

15 punto di vista gli indicatori bibliometrici hanno funzionato più come uno strumento di marketing che come oggettivi indicatori di variabili rilevanti nell analisi della produzione scientifica. Ma c è un altra conseguenza della debolezza della comunità scientifica nei confronti degli interessi delle grandi imprese editoriali. Gli editori commerciali, attraverso le riviste di prestigio, hanno espropriato la comunità scientifica della capacità di esprimere autonomamente giudizi di merito sulle ricerche svolte dai membri stessi della comunità. L esplosione, anche a livello individuale, del numero delle pubblicazioni, e la relativa difficoltà di esprimere veri giudizi di valore, al di fuori di un ambito specialistico molto ristretto, ha fatto sì che valutazioni di merito sui risultati della ricerca scientifica vengano comunemente sostituite con affrettate e arbitrarie classifiche dei lavori scientifici sulla base del prestigio delle riviste che li pubblicano. È vero che ogni rivista ha un board of editors (comitato di redazione) che è responsabile della scelta degli articoli e che, in teoria, dovrebbe controllarne il merito. Ma è anche vero che dietro i gusti e gli interessi scientifici degli esperti che selezionano i lavori per le riviste, c è anche l interesse dell editore a mantenere alto il prestigio della rivista. Ed è a questo punto che interviene l indicatore di prestigio che va per la maggiore: il cosiddetto impact factor di una rivista. Diviene allora naturale che siano privilegiati dalle riviste gli articoli che possono contribuire meglio a mantenere elevato o aumentare l impact factor della stessa rivista. Al giudizio di qualità sul lavoro scientifico presentato per la pubblicazione, si sostituisce un giudizio sulla convenienza per l editore a pubblicare il lavoro stesso. A questo proposito il comportamento più clamorosamente immorale, ma certamente diffuso, è quello di privilegiare gli articoli che citano altri articoli della stessa rivista. Le citazioni hanno un effetto diretto sull impact factor. Ma altrettanto perversa, in linea di principio, è la tendenza a privilegiare articoli ben inseriti in una rete di citazioni recipro- che. Insomma la delega che la comunità scientifica ha concesso alle riviste ed al loro comitato di redazione per i giudizi di merito scientifico non è priva di costi, anche in termini di integrità scientifica e morale. Da questo punto di vista non mi appassionano le analisi statistiche che discutono l affidabilità come indici di qualità degli indicatori bibliometrici desunti dalle banche dati correnti 1. La questione della loro affidabilità è in qualche modo secondaria. Il problema che io vedo è l introduzione di criteri e poteri estranei al mondo scientifico, e potenzialmente inquinanti, nella valutazione del merito scientifico. Eppure non si può nemmeno ignorare il fatto che la banca dati dell ISI è veramente inaffidabile nella attribuzione dei lavori agli autori, alle istituzioni cui sono affiliati e ai Paesi che le ospitano. Manca qualsiasi tentativo di identificare gli autori e controllare le omonimie anche solo parziali. Anche l identificazione dei lavori scientifici è molto approssimativa e non tiene conto di banali errori e di varianti nell identificazione della rivista o del titolo del lavoro. La banca dati è stata evidentemente progettata senza prevedere l incredibile espansione dei suoi contenuti e la sua struttura non è mai stata adattata alle funzioni che le si chiedono. È certamente singolare che seri scienziati abituati ad osservazioni precise attribuiscano un valore obiettivo ad indicatori che sono prodotti da dati così poco affidabili. Ma torniamo ora alla questione politica. Quali rimedi possiamo proporre alla debolezza della comunità scientifica? Ben pochi in verità. La debolezza politica della comunità scientifica è forse implicita nella natura stessa di una comunità che è, giustamente, priva di strumenti di organizzazione interna e di difesa nei confronti di poteri ad essa esterni. Tra l altro, questa debolezza, così chiaramente evidenziata dalla perdita di autonomia rispetto al mondo dell editoria scientifica, è una conseguenza negativa di uno sviluppo in gran parte 30 31

16 positivo: l internazionalizzazione, dovrei dire la globalizzazione, della scienza. In effetti, la relativa forza delle comunità scientifiche nell Ottocento e nella prima metà del Novecento era dovuta ad una stretta identificazione di ogni comunità scientifica con uno Stato sovrano che la proteggeva e la finanziava. La globalizzazione degli ultimi cinquanta anni è invece un ritorno alle condizioni di comunità internazionale della scienza che prevalevano fino a tutto il Settecento, quando la lingua della comunicazione scientifica era ancora, in molti casi, il latino. Non per nulla la scienza contemporanea ha ritrovato una lingua comune, che è una variante della lingua inglese, utilizzata nella comunicazione scientifica che, al contrario della variante principale, è povera nei vocaboli, elementare nella sintassi, resa piatta dall esigenza di precisione, e totalmente priva di valore letterario. Nell Ottocento e nella prima metà del Novecento sorsero invece comunità scientifiche nazionali, promosse dai governi con lo sviluppo delle università statali nell Europa continentale. La forza di queste comunità era la forza dei governi che le proteggevano, una forza per la quale si pagava un prezzo. Basta rileggere i discorsi degli scienziati italiani durante il fascismo, pieni di italianità e ahimè, dopo il 1938, di arianità, per convincersi di quanto fosse alto il prezzo di questa protezione. Ma non era solo il fascismo a promuovere assurde divisioni nel mondo scientifico. Possiamo ricordare che nel 1928 furono i matematici francesi, che dominavano l Unione Matematica Internazionale, ad opporsi con forza alla partecipazione al Congresso Internazionale di Bologna dei matematici tedeschi, colpevoli solo di essere cittadini di un Paese che aveva combattuto la Francia nella Prima guerra mondiale. Salvatore Pincherle, che organizzava il Congresso, dovette ricorrere allo stratagemma di fare invitare i tedeschi dal Rettore di Bologna, faticando poi non poco per convincere i tedeschi a venire a Bologna, nonostante lo sgarbo del mancato invito ufficiale. Al giorno d oggi, e specialmente dopo il crollo del blocco sovietico, non ha più senso parlare ad esempio di matematica italiana o fisica italiana. Le stesse cordate concorsuali, che infestano il nostro sistema di promozioni, hanno quasi sempre, almeno nella matematica, un collegamento internazionale, ed infatti funzionano come cordate a livello internazionale, intervenendo (con autorevoli lettere di presentazione) in tutti i processi di promozione, anche fuori d Italia. Queste cordate internazionali sono legate da interessi subdisciplinari, e spesso si dedicano alla pratica di citazioni incrociate. In molti casi dispongono addirittura di una rivista internazionale di riferimento, naturalmente ben collocata nella banca dati dell ISI. Un tempo, nelle grandi occasioni di conferimento di premi importanti, come la medaglia Fields in matematica, ed il premio Nobel nelle altre discipline, c erano le comunità nazionali che facevano il tifo o si muovevano con un azione di lobbying a favore del loro candidato. Oggi l azione di lobbying è esercitata da cordate internazionali legate da comuni interessi di ricerca, che si tramutano facilmente in comuni interessi di promozione e di carriera. Gli editori commerciali hanno avuto l abilità di inserirsi in questo mondo scientifico globale, che è diviso tuttavia da interessi disciplinari e di settore, che si traducono in interessi di carriera. Non possiamo pensare di difenderci dallo strapotere degli editori con un ritorno al passato, restituendo il controllo delle pubblicazioni scientifiche alle comunità scientifiche nazionali e alle istituzioni che le rappresentavano. Possiamo però mantenere viva la nostra capacità critica evitando di tramutarci in ignari propagandisti di un sistema all interno del quale si intrecciano interessi estranei alla scienza, e dove sono possibili serie mancanze ai doveri di integrità scientifica, mancanze che, anziché punite, vengono spesso incentivate dal sistema. È perciò importante che in tutte le occasioni in cui siamo chiamati a valutare la ricerca scientifica dei colleghi tentiamo almeno di superare la tirannia dei numeri e degli indicatori e andiamo alla ricerca della sostanza, tenendoci 32 33

17 lontani da indici manipolabili come quello del numero delle citazioni. Persino la banca dati dell ISI può aiutare in una valutazione seria dei lavori scientifici. Ad esempio può essere utile per cercare citazioni significative, da parte di esperti, che indichino il ruolo dei risultati citati nello sviluppo della disciplina. Citazioni di questo tipo sono molto rare e l esplosione del numero delle citazioni ha reso più difficile trovarle. In qualche modo l abuso della banca dati dell ISI e la corsa, più o meno consapevole, a manipolarne gli indicatori, hanno reso impossibile utilizzarla per gli scopi, anche in termini di valutazione, per i quali era stata originariamente creata. Eppure non c è dubbio che solo il contenuto delle citazioni, e naturalmente l autorevolezza di chi cita, possono ragionevolmente fornire un indicazione dell impatto di un lavoro scientifico. Qualsiasi altro uso di indicatori e numeri di citazioni è altamente sospetto. Che sia possibile una valutazione seria della ricerca scientifica, nonostante l esplosione del numero delle pubblicazioni, delle riviste e delle citazioni è dimostrato dal caso dei Research Assessment Exercises che si svolgono in Inghilterra. Non è qui il luogo per descriverli compiutamente. Basta dire che il risultato di queste valutazioni ha conseguenze importanti, a volte devastanti, sulla sorte delle istituzioni universitarie britanniche e sui singoli individui. Esse si basano sull esame di un numero limitato di prodotti della ricerca (quattro in cinque anni) di un numero abbastanza esiguo di individui, e sono affidate a commissioni nazionali a tutti note che si assumono la responsabilità delle decisioni. Siamo quindi ben lontano dal famigerato sistema degli anonymous referees utilizzato in Italia nelle valutazioni dei progetti. Certamente anche i membri di queste commissioni saranno influenzati dai luoghi di pubblicazione degli articoli che esaminano. Ma sono loro stessi responsabili per il loro giudizio e non possono celarsi dietro arcane elaborazioni di numeri provenienti da banche dati di cui nessuno è in grado di garantire l affidabilità. Note 1 Un analisi statistica interessante si trova, ad esempio in Per O. Seglen, Why the Impact Factor of Journals should not be used for evaluating Research, in British Medical Journal, n. 314, 1997, pp

18 Chi ha paura della bibliometria? Daniele Archibugi Consiglio Nazionale delle Ricerche, Roma London School of Economics and Political Science Uno dei compiti principali degli scienziati è misurare i fenomeni. Il progresso scientifico è andato avanti di pari passo con la possibilità di raccogliere informazioni quantitative sulla realtà. Nel corso dei secoli, queste informazioni sono vertiginosamente aumentate, sia in termini quantitativi (si raccolgono dati su più problemi) che in termini qualitativi (i dati raccolti diventano più affidabili e dettagliati). La metrica è stata uno dei fattori più rilevanti del progresso scientifico, e la capacità immaginativa degli scienziati è stata usata per misurare l immisurabile. Gli studiosi non hanno solo inventato metodi per pesare le patate, ma in tempi recenti la metrica si è estesa anche a campi del tutto immateriali. Lo stress, il grado di democraticità di uno Stato, il quoziente intellettuale di un individuo, perfino il sex appeal sono oggi oggetto di misurazione, eseguite molto spesso da membri della comunità scientifica. Gli studiosi giustificano la loro funzione sociale, e il fatto di richiedere alla società di provvedere al proprio mantenimento, anche perché svolgono il ruolo di misuratori. Pensiamo, ad esempio, ai dati meteorologici: non sempre questi dati sono collegati a modelli teorici, ma sono raccolti periodicamente per 37

19 ragioni descrittive. Spesso ci sono anche delle ragioni strumentali: gli accademici hanno, infatti, appreso che è più facile ottenere un finanziamento se ci si propone di creare una nuova banca dati piuttosto che per verificare qualche propria intuizione non compresa dal committente. La mole di dati che hanno prodotto gli scienziati nel corso degli ultimi due secoli è impressionante, così notevole che i contribuenti hanno accettato di buon grado di mantenerli. I dati, infatti, sono spesso di pubblico dominio, e anche quando uno studioso li accumula e li utilizza per fini insoddisfacenti o del tutto sbagliati, possono poi rivelarsi utilissimi per indagini scientifiche di altra natura. Difficile districarsi nell universo dell informazione statistica disponibile. Molti di questi dati non sono di interesse generale, ma possono essere vitali per specifiche categorie. Ad esempio, suppongo che le agenzie di viaggi consultino con supremo interesse i dati della Banca Mondiale sui flussi di turisti (World Bank, World Development Indicators, Washington, D.C., 2003, tab. 6.14), il nostro Ministro della Pubblica istruzione farebbe bene a leggere con attenzione i dati relativi all alfabetizzazione pubblicati dalle Nazioni Unite (UNDP, Annual Report 2002, Oxford, 2002, tab. 10), le femministe e i ministri per le Pari opportunità dovrebbero trovare istruttivi i dati sulle differenze esistenti nella speranza di vita alla nascita pubblicati dalle Nazioni Unite (UNDP, cit., tab. 22). L utilizzazione dei dati spesso prescinde dalle ragioni per cui essi sono stati raccolti e pubblicati. Ad esempio, i dati sul numero di ascensori sono raccolti dalle imprese produttrici per ragioni industriali. Eppure, queste informazioni statistiche si dimostrarono molto utili per i programmi demografici delle Nazioni Unite. Poiché due fattori determinanti della crescita demografica sono il reddito e la concentrazione urbana, e poiché gli ascensori sono positivamente correlati ad entrambi i fattori, il numero degli ascensori si dimostrò utile per fare proiezioni demografiche (più elevato è il numero di ascensori in un area e più è contenuto il suo tasso di sviluppo demografico). Il caso suscitò salutare ilarità: per risolvere il problema demografico della Cina o dell India disse qualcuno basta dunque costruire molti ascensori nel mezzo delle campagne più popolate? Dietro la domanda c era la solita incomprensione tra il metro e il fenomeno: tutti noi, da bambini, abbiamo sperato di farci passare la febbre rompendo il termometro o immergendo la colonnina del mercurio nell acqua gelata. Con la maturità, che spesso non si raggiunge neppure frequentando un dottorato di ricerca, molti ma non tutti hanno appreso che la causalità è leggermente diversa. Trovo sorprendente che la comunità scientifica, gruppo di persone che giustifica la propria funzione sociale perché genera dati, sia così spesso ostile alla raccolta di dati che riguardano se stessa. Questa ostilità non è totale. Non mi è mai capitato di incontrare ostilità perché si raccolgono dati sull età media dei docenti universitari, sulla loro suddivisione in uomini e donne, sulla fascia retributiva. E sono sicuro che non ci sarebbero contestazioni neppure se qualcuno volesse raccogliere informazioni sul numero di docenti che portano gli occhiali o che vanno all università in bicicletta. Ma quando si tratta di produrre dati relativi alla produzione scientifica o didattica dei docenti, si scatena un fuoco di fila. Un rappresentante degli studenti, raccolte le lagnanze dei suoi colleghi sulle difficoltà a trovare un docente disposto a seguirli per le tesi di laurea, propose durante un Consiglio di Facoltà di affiggere in bacheca il numero di laureandi di ciascun docente: provocò una cagnara tale che il Preside fu costretto a sospendere la seduta. Ancora più forte è l opposizione nei confronti degli indicatori bibliometrici. In questo caso, non si tratta di un indicatore dell attività didattica, ma dell attività di ricerca scientifica. Il 38 39

20 nervo scoperto degli accademici è così sensibile che si arriva a vere e proprie posizioni oscurantiste, quasi che la raccolta stessa dei dati, prima ancora che la loro utilizzazione, sia un offesa alla comunità scientifica e all onore personale degli studiosi. Come si spiega questa reazione? Gli indicatori bibliometrici hanno infiniti usi. Tra l altro, possono essere utilizzati per misurare: 1) la capacità scientifica dei Paesi (quante pubblicazioni ha prodotto in un anno l Italia e quante la Francia?); 2) la specializzazione scientifica di un Paese (qual è la quota delle pubblicazioni italiane nel campo della matematica e quale nel campo della fisica?); 3) le attività scientifiche svolte nelle varie regioni (quante pubblicazioni scientifiche vengono generate in Sicilia e quante in Sardegna?); 4) le attività scientifiche di una università, di una facoltà o di un dipartimento, e metterle a confronto con altre istituzioni comparabili (quante sono le pubblicazioni dell Università di Roma e quante quelle dell Università di Madrid? E qual è il rapporto tra i dipartimenti di economia di Roma e Madrid?); 5) le interazioni tra i vari settori disciplinari (quanti sono gli articoli di matematica citati negli articoli di fisica e viceversa?); 6) le dinamiche demografiche della comunità scientifica (come è distribuita la produzione di articoli per fasce d età?); 7) le differenze per fasce di età tra le varie discipline (è vero che i fisici danno contributi rilevanti molto più precocemente degli storici?); 8) le differenze per sesso (a quanto ammonta la produzione femminile sul totale delle pubblicazioni, e quanto sta aumentando in Svezia e in Turchia?); 9) le collaborazioni scientifiche internazionali (quante sono le pubblicazioni in collaborazione tra italiani e tedeschi e tra italiani e francesi?); 10) la produttività scientifica, qualitativa e quantitativa, di ciascuno studioso (quanti articoli hanno pubblicato Tizio e Caio? E quante volte sono stati citati dai loro colleghi?). La lista è, ovviamente, del tutto insoddisfacente, e basterebbe prendere le annate delle riviste che si occupano di scienza della scienza (tra le quali Research Policy, Scientometrics, Science and Public Policy, Technological Forecasting and Social Change, Science, Technology and Human Values ) o anche riviste generaliste quali Science e Nature per rendersi conto che i dati bibliometrici possono essere usati per molti altri scopi. Tra tutti questi usi, l ostilità della comunità scientifica è in genere riservata ad un solo uso, il decimo. La ragione è assai semplice: a nessuno, neppure agli accademici, piace essere valutato. Il problema è tutt altro che nuovo. Quando nel nostro Paese le banche e gli uffici postali hanno tentato di contabilizzare il numero di operazioni svolte da ciascun impiegato addetto allo sportello, i lavoratori si sono opposti. Gli impiegati hanno fatto presente che occorreva prendere in considerazione tanti fattori diversi, e che il solo conteggio delle operazioni, ignorando il livello di istruzione dei clienti (all analfabeta bisogna scrivere il modulo, al commercialista no), non consentiva di considerare affidabile l indicatore numero di operazioni svolte. Non credo che avessero torto: è probabile che in alcune aree, dove il livello di istruzione dei clienti è più alto, ci sia meno lavoro per gli impiegati e viceversa, così come è probabile che fornire un estratto conto richieda meno tempo di dare un libretto degli assegni. Eppure, la mente allenata di un accademico (specie quando si trova in fila per eseguire un operazione in banca o alla posta) 40 41

Convegno La biblioteca scientifica e tecnologica

Convegno La biblioteca scientifica e tecnologica Università degli Studi Roma Tre Università degli Studi La Sapienza Convegno La biblioteca scientifica e tecnologica Roma, 17 aprile 2008 Valutazione delle pubblicazioni scientifiche e open access Emanuela

Dettagli

I libri di testo. Carlo Tarsitani

I libri di testo. Carlo Tarsitani I libri di testo Carlo Tarsitani Premessa Per accedere ai contenuti del sapere scientifico, ai vari livelli di istruzione, si usa comunemente anche un libro di testo. A partire dalla scuola primaria, tutti

Dettagli

L ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

L ORGANIZZAZIONE AZIENDALE L ORGANIZZAZIONE AZIENDALE CONCETTO: L ORGANIZZAZIONE SI PONE COME OBIETTIVO LO STUDIO DELLE COMPOSIZIONI PIU CONVENIENTI DELLE FORZE PERSONALI, MATERIALI E IMMATERIALI OPERANTI NEL SISTEMA AZIENDALE.

Dettagli

queste domande e l importanza delle loro risposte, per quanto concerne questo lavoro.

queste domande e l importanza delle loro risposte, per quanto concerne questo lavoro. ABSTRACT La presenti tesi affronterà i problemi legati ai diritti umani, focalizzandosi specificatamente sul trattamento e lo sviluppo di questi diritti in Cina e nelle sue due Regioni Amministrative Speciali,

Dettagli

IL MARKETING E QUELLA FUNZIONE D IMPRESA CHE:

IL MARKETING E QUELLA FUNZIONE D IMPRESA CHE: IL MARKETING E QUELLA FUNZIONE D IMPRESA CHE:! definisce i bisogni e i desideri insoddisfatti! ne definisce l ampiezza! determina quali mercati obiettivo l impresa può meglio servire! definisce i prodotti

Dettagli

Anno 2004/2005 CORSO SNES-CSI PER FORMATORI. Bologna, 3 dicembre 2005. Lara Rossin

Anno 2004/2005 CORSO SNES-CSI PER FORMATORI. Bologna, 3 dicembre 2005. Lara Rossin Anno 2004/2005 LA FIGURA DEL FORMATORE CSI -LE SUE PECULIARITÀ E LA SUA MISSION- CORSO SNES-CSI PER FORMATORI Bologna, 3 dicembre 2005 Lara Rossin 1 INTRODUZIONE Non si insegna e non si può insegnare,

Dettagli

Italian Model European Parliament

Italian Model European Parliament Italian Model European Parliament IMEP è un progetto innovativo, per giovani studenti, riconosciuto a livello internazionale. Nel ruolo di europarlamentari terranno discorsi, scriveranno proposte di legge

Dettagli

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6 MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6 INDICE GESTIONE DELLE RISORSE Messa a disposizione delle risorse Competenza, consapevolezza, addestramento Infrastrutture Ambiente di lavoro MANUALE DELLA QUALITÀ Pag.

Dettagli

Il volontariato: ruolo e impegni per la Conferenza dei Servizi

Il volontariato: ruolo e impegni per la Conferenza dei Servizi Il volontariato: ruolo e impegni per la Conferenza dei Servizi Rel. sig. Giancarlo Cavallin Volontarinsieme Coordinamento delle Associazioni di volontariato della provincia di Treviso. Gruppo Salute, ospedale

Dettagli

La Dichiarazione di Verona sugli investimenti in salute (The Verona Declaration on Investment for Healt)

La Dichiarazione di Verona sugli investimenti in salute (The Verona Declaration on Investment for Healt) SCHEDA 8 La Dichiarazione di Verona sugli investimenti in salute (The Verona Declaration on Investment for Healt) Verona, Italia, 5-9 luglio 2000 LA SFIDA DI VERONA Investire in salute significa promuoverne

Dettagli

PROMUOVERSI MEDIANTE INTERNET di Riccardo Polesel. 1. Promuovere il vostro business: scrivere e gestire i contenuti online» 15

PROMUOVERSI MEDIANTE INTERNET di Riccardo Polesel. 1. Promuovere il vostro business: scrivere e gestire i contenuti online» 15 Indice Introduzione pag. 9 Ringraziamenti» 13 1. Promuovere il vostro business: scrivere e gestire i contenuti online» 15 1. I contenuti curati, interessanti e utili aiutano il business» 15 2. Le aziende

Dettagli

Gestione del conflitto o della negoziazione

Gestione del conflitto o della negoziazione 1. Gestione del conflitto o della negoziazione Per ognuna delle 30 coppie di alternative scegli quella che è più vera per te. A volte lascio che siano gli altri a prendersi la responsabilità di risolvere

Dettagli

Comune di San Martino Buon Albergo

Comune di San Martino Buon Albergo Comune di San Martino Buon Albergo Provincia di Verona - C.A.P. 37036 SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI DIRIGENZIALI Approvato dalla Giunta Comunale il 31.07.2012 INDICE PREMESSA A) LA VALUTAZIONE

Dettagli

Tesina per il corso di Psicotecnologie dell apprendimento per l integrazione delle disabilità

Tesina per il corso di Psicotecnologie dell apprendimento per l integrazione delle disabilità Tesina per il corso di Psicotecnologie dell apprendimento per l integrazione delle disabilità ANALISI DEL TITOLO Per prima cosa cercheremo di analizzare e capire insieme il senso del titolo di questo lavoro:

Dettagli

PSA: Laboratorio disciplinare di religione per gli insegnanti della scuola elementare

PSA: Laboratorio disciplinare di religione per gli insegnanti della scuola elementare PSA: Laboratorio disciplinare di religione per gli insegnanti della scuola elementare Sottogruppo coordinato da Fortunata Capparo (verbale 2 incontro - 18 /11 2002) L ispettore Gandelli ha iniziato l incontro

Dettagli

63 7. Quale geometria per la computer grafica? 75 8. L omografia e l affinità nella digitalizzazione e georeferenziazione

63 7. Quale geometria per la computer grafica? 75 8. L omografia e l affinità nella digitalizzazione e georeferenziazione Indice 7 Presentazione 9 Premessa 11 Introduzione 13 1. Rilevamento ed oggetto 19 2. La stazione totale 23 3. La procedura generale 33 4. Dai punti al modello tridimensionale 45 5. Il modello tridimensionale

Dettagli

CHE FARE? - Ruolo dei medici e delle sue organizzazioni - Centralità della Formazione - Una rivoluzione culturale

CHE FARE? - Ruolo dei medici e delle sue organizzazioni - Centralità della Formazione - Una rivoluzione culturale CHE FARE? - Ruolo dei medici e delle sue organizzazioni - Centralità della Formazione - Una rivoluzione culturale 1 I Medici come si inseriscono sui temi ambientali oggi? I medici rappresentano per la

Dettagli

Come archiviare i dati per le scienze sociali

Come archiviare i dati per le scienze sociali Come archiviare i dati per le scienze sociali ADPSS-SOCIODATA Archivio Dati e Programmi per le Scienze Sociali www.sociologiadip.unimib.it/sociodata E-mail: adpss.sociologia@unimib.it Tel.: 02 64487513

Dettagli

PROGRAMMAZIONE E GESTIONE DI UN PROGETTO DI SERVIZIO SOCIALE

PROGRAMMAZIONE E GESTIONE DI UN PROGETTO DI SERVIZIO SOCIALE PROGRAMMAZIONE E GESTIONE DI UN PROGETTO DI SERVIZIO SOCIALE A.S. Dott.ssa Carmen Prizzon Il progetto Operazione complessa unica e di durata limitata rivolta a produrre un risultato specifico attraverso

Dettagli

L uso della Balanced Scorecard nel processo di Business Planning

L uso della Balanced Scorecard nel processo di Business Planning L uso della Balanced Scorecard nel processo di Business Planning di Marcello Sabatini www.msconsulting.it Introduzione Il business plan è uno strumento che permette ad un imprenditore di descrivere la

Dettagli

La manutenzione come elemento di garanzia della sicurezza di macchine e impianti

La manutenzione come elemento di garanzia della sicurezza di macchine e impianti La manutenzione come elemento di garanzia della sicurezza di macchine e impianti Alessandro Mazzeranghi, Rossano Rossetti MECQ S.r.l. Quanto è importante la manutenzione negli ambienti di lavoro? E cosa

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI GUGLIELMO MARCONI TELEMATICA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI GUGLIELMO MARCONI TELEMATICA D.R. n. 3 del 30/06/2009 IL RETTORE VISTO lo Statuto dell Università degli Studi Guglielmo Marconi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 127 del 31 maggio 2008; VISTO il Regolamento Didattico

Dettagli

Gli aggiornamenti della normativa italiana e Il Codice dell Amministrazione digitale dlgs 82/05

Gli aggiornamenti della normativa italiana e Il Codice dell Amministrazione digitale dlgs 82/05 Gli aggiornamenti della normativa italiana e Il Codice dell Amministrazione digitale dlgs 82/05 Comune di Nembro Progetti dematerializzazione del Comune di Bergamo 26/092011 Finalità e caratteristiche

Dettagli

Attività destinata a raccogliere e a catalogare documenti con l'obiettivo di farli conoscere e diffonderli.

Attività destinata a raccogliere e a catalogare documenti con l'obiettivo di farli conoscere e diffonderli. DOCUMENTAZIONE Attività destinata a raccogliere e a catalogare documenti con l'obiettivo di farli conoscere e diffonderli. Attività di elaborazione, raccolta, organizzazione e diffusione di documenti.

Dettagli

Che volontari cerchiamo? Daniela Caretto Lecce, 27-28 aprile

Che volontari cerchiamo? Daniela Caretto Lecce, 27-28 aprile Che volontari cerchiamo? Daniela Caretto Lecce, 27-28 aprile Premessa All arrivo di un nuovo volontario l intero sistema dell associazione viene in qualche modo toccato. Le relazioni si strutturano diversamente

Dettagli

I modelli di qualità come spinta allo sviluppo

I modelli di qualità come spinta allo sviluppo I modelli di qualità come spinta allo sviluppo Paolo Citti Ordinario Università degli studi di Firenze Presidente Accademia Italiana del Sei Sigma 2005 1 Si legge oggi sui giornali che l azienda Italia

Dettagli

Iniziative di CSR a favore delle imprese iscritte all Elenco Fornitori della Provincia di Milano

Iniziative di CSR a favore delle imprese iscritte all Elenco Fornitori della Provincia di Milano Iniziative di CSR a favore delle imprese iscritte all Elenco Fornitori della Provincia di Milano INTRODUZIONE Il ed economato (acquisti) della Provincia di Milano è impegnato da più di 6 anni per la diffusione

Dettagli

Rapporto dal Questionari Insegnanti

Rapporto dal Questionari Insegnanti Rapporto dal Questionari Insegnanti SCUOLA CHIC81400N N. Docenti che hanno compilato il questionario: 60 Anno Scolastico 2014/15 Le Aree Indagate Il Questionario Insegnanti ha l obiettivo di rilevare la

Dettagli

Il modello veneto di Bilancio Sociale Avis

Il modello veneto di Bilancio Sociale Avis Il modello veneto di Bilancio Sociale Avis Le organizzazioni di volontariato ritengono essenziale la legalità e la trasparenza in tutta la loro attività e particolarmente nella raccolta e nell uso corretto

Dettagli

Women In Development UN MODELLO EUROPEO PER LO SVILUPPO LOCALE GENDER ORIENTED PIANO DI COMUNICAZIONE

Women In Development UN MODELLO EUROPEO PER LO SVILUPPO LOCALE GENDER ORIENTED PIANO DI COMUNICAZIONE Women In Development UN MODELLO EUROPEO PER LO SVILUPPO LOCALE GENDER ORIENTED PIANO DI COMUNICAZIONE Introduzione Il progetto W.In D. (Women In Development) si inserisce nelle attività previste e finanziate

Dettagli

Chi sono. Progettista di Formazione. Giudice di Gara dal 1972. Giudice di Partenza Nazionale dal 1981

Chi sono. Progettista di Formazione. Giudice di Gara dal 1972. Giudice di Partenza Nazionale dal 1981 Chi sono Francesco lo Basso Molfetta (Ba) Progettista di Formazione Giudice di Gara dal 1972 Giudice di Partenza Nazionale dal 1981 Esperienze specifiche: Tutor Progetto Formazione Giovani Obiettivi Acquisire

Dettagli

RUOLO CENTRALE DEL DS NELL ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI DISABILI COME SENSIBILIZZARE E RESPONSABILIZZARE I DIRIGENTI

RUOLO CENTRALE DEL DS NELL ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI DISABILI COME SENSIBILIZZARE E RESPONSABILIZZARE I DIRIGENTI INTEGRAZIONE, ORIENTAMENTO E BUONE PRASSI RUOLO CENTRALE DEL DS NELL ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI DISABILI COME SENSIBILIZZARE E RESPONSABILIZZARE I DIRIGENTI L iscrizione degli alunni con certificazione L.104

Dettagli

NUOVI APPROCCI PER UN MANAGER ALLENATORE : IL PROCESSO DI COACHING

NUOVI APPROCCI PER UN MANAGER ALLENATORE : IL PROCESSO DI COACHING gno Inserto di Missione Impresa dedicato allo sviluppo pratico di progetti finalizzati ad aumentare la competitività delle imprese. NUOVI APPROCCI PER UN MANAGER ALLENATORE : IL PROCESSO DI COACHING COSA

Dettagli

ASSE STORICO SOCIALE

ASSE STORICO SOCIALE ASSE STORICO SOCIALE 1 ASSE STORICO SOCIALE competenze attese d asse indicatori descrittori Competenze di asse Indicatori Descrittori 1. Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una

Dettagli

IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA MIUR

IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA MIUR Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca PROTOCOLLO DI INTESA TRA IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA MIUR E LA SOCIETA DANTE ALIGHIERI Protocollo d'intesa Tra

Dettagli

I sistemi di accumulo di energia elettrica nel residenziale. Roma, 17 settembre 2013

I sistemi di accumulo di energia elettrica nel residenziale. Roma, 17 settembre 2013 I sistemi di accumulo di energia elettrica nel residenziale Roma, 17 settembre 2013 Intervento di Claudio Andrea Gemme, Presidente ANIE Confindustria Signore e Signori, buongiorno. Grazie a tutti voi per

Dettagli

FILIPPO MARIA CAILOTTO SOLDI DAGLI SPONSOR

FILIPPO MARIA CAILOTTO SOLDI DAGLI SPONSOR FILIPPO MARIA CAILOTTO SOLDI DAGLI SPONSOR Strategie di Marketing e Segreti per Negoziare con Successo le Sponsorizzazioni per i Tuoi Eventi 2 Titolo SOLDI DAGLI SPONSOR Autore Filippo Maria Cailotto Editore

Dettagli

Corso di Valutazione Economica dei Progetti e dei Piani. Marta Berni AA. 2006-2007

Corso di Valutazione Economica dei Progetti e dei Piani. Marta Berni AA. 2006-2007 Corso di Valutazione Economica dei Progetti e dei Piani AA. 2006-2007 PIANO e PIANIFICAZIONE 3 Pianificazione È il Processo con il quale un individuo, una impresa, una istituzione, una collettività territoriale

Dettagli

Volontariato. Sulle delibera della regione Marche che trasferisce al Centro servizi volontariato risorse per sostenere progetti delle associazioni

Volontariato. Sulle delibera della regione Marche che trasferisce al Centro servizi volontariato risorse per sostenere progetti delle associazioni Fabio Ragaini, Gruppo Solidarietà Volontariato. Sulle delibera della regione Marche che trasferisce al Centro servizi volontariato risorse per sostenere progetti delle associazioni Quale valutazione dare

Dettagli

Andrea Petromilli Ordine degli Psicologi del Veneto. andrea.petromilli@psyveneto.it

Andrea Petromilli Ordine degli Psicologi del Veneto. andrea.petromilli@psyveneto.it L Ordine degli Psicologi del Veneto ed il processo di valutazione del rischio stress nella prospettiva delle azioni di miglioramento e lo sviluppo del benessere organizzativo. Andrea Petromilli Ordine

Dettagli

PROGETTO REGIONALE MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLE BIBLIOTECHE VENETE

PROGETTO REGIONALE MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLE BIBLIOTECHE VENETE PROGETTO REGIONALE MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLE BIBLIOTECHE VENETE Analisi dinamica dei dati dei questionari per le biblioteche di pubblica lettura. GLI INDICATORI Gli indicatori sono particolari rapporti

Dettagli

La ricerca empirica in educazione

La ricerca empirica in educazione La ricerca empirica in educazione Alberto Fornasari Docente di Pedagogia Sperimentale Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione Il ricercatore ha il compito di trovare relazioni

Dettagli

COMUNE DI RAVENNA GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI (FAMIGLIE, FATTORI, LIVELLI)

COMUNE DI RAVENNA GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI (FAMIGLIE, FATTORI, LIVELLI) COMUNE DI RAVENNA Il sistema di valutazione delle posizioni del personale dirigente GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI (FAMIGLIE, FATTORI, LIVELLI) Ravenna, Settembre 2004 SCHEMA DI SINTESI PER LA

Dettagli

INDICATORI, ABILITA /CAPACITA, CONOSCENZE

INDICATORI, ABILITA /CAPACITA, CONOSCENZE BIENNIO BIENNIO 5 ANNO Competenza storico-sociale n. Comprendere il cambiamento e la diversita dei tempi storici in una dimensione diacronica attraverso il confronto fra epoche e in una dimensione sincronica

Dettagli

LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE PER UNA FORZA VENDITA VINCENTE

LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE PER UNA FORZA VENDITA VINCENTE LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE PER UNA FORZA VENDITA VINCENTE Non c è mai una seconda occasione per dare una prima impressione 1. Lo scenario Oggi mantenere le proprie posizioni o aumentare le quote di mercato

Dettagli

Indice. Prefazione PARTE PRIMA LE FONDAZIONI DI PARTECIPAZIONE NELLE STRATEGIE COLLABORATIVE TRA AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE ED IMPRESE

Indice. Prefazione PARTE PRIMA LE FONDAZIONI DI PARTECIPAZIONE NELLE STRATEGIE COLLABORATIVE TRA AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE ED IMPRESE Indice Prefazione XI PARTE PRIMA LE FONDAZIONI DI PARTECIPAZIONE NELLE STRATEGIE COLLABORATIVE TRA AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE ED IMPRESE Capitolo 1 Le partnership pubblico-privato nei nuovi modelli di gestione

Dettagli

Introduzione. L avvento delle nuove tecnologie della comunicazione in. tutte le società moderne ha sollecitato ad interrogarsi

Introduzione. L avvento delle nuove tecnologie della comunicazione in. tutte le società moderne ha sollecitato ad interrogarsi Introduzione L avvento delle nuove tecnologie della comunicazione in tutte le società moderne ha sollecitato ad interrogarsi sull impatto che esse avranno, o stanno già avendo, sul processo democratico.

Dettagli

UN GRUPPO DI LAVORO EVOLVE

UN GRUPPO DI LAVORO EVOLVE GRUPPI DI LAVORO GRUPPO DI LAVORO Un gruppo di lavoro è costituito da un insieme di individui che interagiscono tra loro con una certa regolarità, nella consapevolezza di dipendere l uno dall altro e di

Dettagli

Project Cycle Management

Project Cycle Management Project Cycle Management Tre momenti centrali della fase di analisi: analisi dei problemi, analisi degli obiettivi e identificazione degli ambiti di intervento Il presente materiale didattico costituisce

Dettagli

INTERVENTO LE AZIONI DI SISTEMA TRA CAPACITY BUILDING E COOPERAZIONE A RETE (ROMA, 10 MAGGIO 2006)

INTERVENTO LE AZIONI DI SISTEMA TRA CAPACITY BUILDING E COOPERAZIONE A RETE (ROMA, 10 MAGGIO 2006) INTERVENTO LE AZIONI DI SISTEMA TRA CAPACITY BUILDING E COOPERAZIONE A RETE (ROMA, 10 MAGGIO 2006) Siamo nell ultimo anno di programmazione, per cui è normale fare un bilancio dell attività svolta e dell

Dettagli

Manifesto TIDE per un Educazione allo Sviluppo accessibile

Manifesto TIDE per un Educazione allo Sviluppo accessibile Manifesto TIDE per un Educazione allo Sviluppo accessibile Pagina 2 Contenuto Il progetto TIDE...4 Il manifesto TIDE...6 La nostra Dichiarazione...8 Conclusioni...12 Pagina 3 Il progetto TIDE Verso un

Dettagli

Risultati dell indagine sul benessere dei dipendenti 2014

Risultati dell indagine sul benessere dei dipendenti 2014 Risultati dell indagine sul benessere dei dipendenti 2014 (art. 14 comma 5 - d.lgs 150/2009) sintesi dati Generali, per Area e tipologia di dipendente Le Amministrazioni pubbliche, nella prospettiva di

Dettagli

GIOCHI MATEMATICI PER LA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO ANNO SCOLASTICO 2011-2012

GIOCHI MATEMATICI PER LA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO ANNO SCOLASTICO 2011-2012 GIOCHI MATEMATICI PER LA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO ANNO SCOLASTICO 2011-2012 L unità di Milano Città Studi del Centro matematita propone anche per l a.s. 2011-2012 una serie di problemi pensati per

Dettagli

Il progetto di Regolamento sulle obbligazioni contrattuali, Roma I

Il progetto di Regolamento sulle obbligazioni contrattuali, Roma I CORSO DI DIRITTO COMUNITARIO IL NOTAIO TRA REGOLE NAZIONALI E EUROPEE Il progetto di Regolamento sulle obbligazioni contrattuali, Roma I Alfredo Maria Becchetti Notaio in Roma Componente Commissione Affari

Dettagli

SERVE ANCORA AVERE UN SISTEMA DI QUALITÀ CERTIFICATO?

SERVE ANCORA AVERE UN SISTEMA DI QUALITÀ CERTIFICATO? LA NUOVA ISO 9001 : 2008 SERVE ANCORA AVERE NEL 2009 UN SISTEMA DI QUALITÀ CERTIFICATO? Paolo Citti Ordinario Università degli Studi di Firenze Presidente AICQ Tosco Ligure 1 Si legge oggi sui giornali

Dettagli

Inaugurazione dell anno accademico 2013-2014. Università degli studi di Brescia, 24 febbraio 2014

Inaugurazione dell anno accademico 2013-2014. Università degli studi di Brescia, 24 febbraio 2014 Inaugurazione dell anno accademico 2013-2014 Università degli studi di Brescia, 24 febbraio 2014 Intervento del Presidente della CRUI, Stefano Paleari. Magnifico Rettore, carissimo Sergio, Autorità, cari

Dettagli

Project Cycle Management La programmazione della fase di progettazione esecutiva. La condivisione dell idea progettuale.

Project Cycle Management La programmazione della fase di progettazione esecutiva. La condivisione dell idea progettuale. Project Cycle Management La programmazione della fase di progettazione esecutiva. La condivisione dell idea progettuale. Il presente materiale didattico costituisce parte integrante del percorso formativo

Dettagli

Archivio WebQuest I Grafi e le Reti

Archivio WebQuest I Grafi e le Reti Archivio WebQuest I Grafi e le Reti Spazi applicativi di grafi e reti La teoria dei grafi nata quasi come esclusivo "oggetto matematico" ha tratto notorietà e importanza dalla capacità di rendere topologicamente

Dettagli

GRUPPI DI INCONTRO per GENITORI

GRUPPI DI INCONTRO per GENITORI Nell ambito delle attività previste dal servizio di Counseling Filosofico e di sostegno alla genitorialità organizzate dal nostro Istituto, si propone l avvio di un nuovo progetto per l organizzazione

Dettagli

- Programmi per la scuola elementare. Divisione della scuola, Ufficio delle scuole comunali. Approvati il 22 maggio 1984 dal Consiglio di Stato

- Programmi per la scuola elementare. Divisione della scuola, Ufficio delle scuole comunali. Approvati il 22 maggio 1984 dal Consiglio di Stato 1. Elementi di contesto La revisione dei piani di studio svizzeri avviene all interno di un contesto ben definito che è quello legato all Accordo intercantonale sull armonizzazione della scuola obbligatoria

Dettagli

La progettazione centrata sull utente nei bandi di gara

La progettazione centrata sull utente nei bandi di gara Progetto PerformancePA Ambito A - Linea 1 - Una rete per la riforma della PA La progettazione centrata sull utente nei bandi di gara Autore: Maurizio Boscarol Creatore: Formez PA, Progetto Performance

Dettagli

A cura di Roberta Ferdenzi, componente del Coordinamento pedagogico provinciale di Piacenza

A cura di Roberta Ferdenzi, componente del Coordinamento pedagogico provinciale di Piacenza Provincia di Piacenza Settore Sistema Scolastico e servizi alla persona e alla comunità RIFLESSIONI SUL LAVORO DEL COORDINATORE CHE OPERA PER FACILITARE, SUPPORTARE, SVILUPPARE LA CRESCITA PROFESSIONALE

Dettagli

Uso di base delle funzioni in Microsoft Excel

Uso di base delle funzioni in Microsoft Excel Uso di base delle funzioni in Microsoft Excel Le funzioni Una funzione è un operatore che applicato a uno o più argomenti (valori, siano essi numeri con virgola, numeri interi, stringhe di caratteri) restituisce

Dettagli

Osservatorio ISTUD - seconda Survey: Aziende italiane e mercato unico europeo

Osservatorio ISTUD - seconda Survey: Aziende italiane e mercato unico europeo - seconda Survey: Aziende italiane e mercato unico europeo Quesito 1 In linea generale ritieni positiva la tendenza di molti paesi europei a cercare di proteggere alcuni settori ritenuti strategici per

Dettagli

PARTIAMO DA ALCUNE DOMANDE

PARTIAMO DA ALCUNE DOMANDE PARTIAMO DA ALCUNE DOMANDE Esiste l immagine del disabile intellettivo come persona adulta nella mia mente? Quali sono i maggiori ostacoli che i famigliari/ operatori incontrano nella costruzione di un

Dettagli

L EDUCAZIONE AMBIENTALE E IL RINNOVAMENTO DEL PROCESSO DI INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO. Carlo Fiorentini

L EDUCAZIONE AMBIENTALE E IL RINNOVAMENTO DEL PROCESSO DI INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO. Carlo Fiorentini L EDUCAZIONE AMBIENTALE E IL RINNOVAMENTO DEL PROCESSO DI INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO Carlo Fiorentini La collaborazione ci ha portato ad individuare 5 aspetti caratterizzanti l educazione ambientale 1.

Dettagli

ANNO SCOLASTICO 2014-2015

ANNO SCOLASTICO 2014-2015 ATTIVITÀ DI SPERIMENTAZIONE IN CLASSE PREVISTA NELL AMBITO DEL PROGETTO M2014 PROMOSSO DALL ACCADEMIA DEI LINCEI PER LE SCUOLE PRIMARIE E SECONDARIE DI I GRADO ANNO SCOLASTICO 2014-2015 Il Centro matematita,

Dettagli

,/0(5&$72',&216802,/0(5&$72 '(//(25*$1,==$=,21,,7$/,$12(' (67(52(/(/252&$5$77(5,67,&+(

,/0(5&$72',&216802,/0(5&$72 '(//(25*$1,==$=,21,,7$/,$12(' (67(52(/(/252&$5$77(5,67,&+( ,/0(5&$72',&216802,/0(5&$72 '(//(25*$1,==$=,21,,7$/,$12(' (67(52(/(/252&$5$77(5,67,&+( 6(/(=,21('(,3$(6, Nella precedente ricerca si sono distinti, sulla base di indicatori quali la produzione, il consumo

Dettagli

Stefania Pozio. Le prove INVALSI di matematica: il confronto con le indagini internazionali.

Stefania Pozio. Le prove INVALSI di matematica: il confronto con le indagini internazionali. Stefania Pozio Le prove INVALSI di matematica: il confronto con le indagini internazionali. Quali sono le principali indagini internazionali sulla matematica a cui l Italia partecipa? L Italia partecipa

Dettagli

COME SVILUPPARE UN EFFICACE PIANO DI INTERNET MARKETING

COME SVILUPPARE UN EFFICACE PIANO DI INTERNET MARKETING Febbraio Inserto di Missione Impresa dedicato allo sviluppo pratico di progetti finalizzati ad aumentare la competitività delle imprese. COME SVILUPPARE UN EFFICACE PIANO DI INTERNET MARKETING COS E UN

Dettagli

A.I.N.I. Associazione Imprenditoriale della Nazionalità Italiana Udruga Poduzetnika Talijanske Narodnosti

A.I.N.I. Associazione Imprenditoriale della Nazionalità Italiana Udruga Poduzetnika Talijanske Narodnosti L AINI ( ) è un Associazione di artigiani e di piccole e medie imprese appartenenti ai diversi settori merceologici i cui proprietari sono appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana in Croazia (CNI),

Dettagli

Lavorare in Rete. a cura di Nunzia Coppedé. Nulla su di Noi senza di Noi. Formazione EmpowerNet

Lavorare in Rete. a cura di Nunzia Coppedé. Nulla su di Noi senza di Noi. Formazione EmpowerNet Lavorare in Rete Nulla su di Noi senza di Noi a cura di Nunzia Coppedé Cosa significa lavorare in rete Significa lavorare con diversi attori per affrontare insieme una causa comune La rete informale Le

Dettagli

La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione ed il dato territorlale

La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione ed il dato territorlale Scuola di Dottorato Il Codice dell Amministrazione Digitale: le origini Alberto Leoni Università IUAV di Venezia a.leoni1@stud.iuav.it 1. I Fondamenti Normativi: Scaletta di Intervento La Direttiva Europea

Dettagli

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009 RICERCA-AZIONE ovvero l insegnamento riflessivo Gli insegnanti sono progettisti.. riflettono sul contesto nel quale devono lavorare sugli obiettivi che vogliono raggiungere decidono quali contenuti trattare

Dettagli

RELAZIONE FINALE DEL PROGETTO DI.SCOL.A.

RELAZIONE FINALE DEL PROGETTO DI.SCOL.A. RELAZIONE FINALE DEL PROGETTO DI.SCOL.A. Con il Consiglio di Lisbona e negli obiettivi della dichiarazione di Copenaghen si è tracciato un percorso ambizioso da realizzare entro il 2010: realizzare la

Dettagli

Cartoni animati: alleati educativi?

Cartoni animati: alleati educativi? Percorso media educativo per insegnanti e genitori 20 gennaio 2013 Dott.ssa AlessiaRosa Cartoni animati: alleati educativi? Percorso media educativo per insegnanti e genitori I media pervadono oggi la

Dettagli

airis consulting Via Domenichino, 19-20149 - Milano Tel: 02.43986313 - Fax: 02.43917414 e-mail: info@airisconsulting.it web: www.airisconsulting.

airis consulting Via Domenichino, 19-20149 - Milano Tel: 02.43986313 - Fax: 02.43917414 e-mail: info@airisconsulting.it web: www.airisconsulting. Via Domenichino, 19-20149 - Milano Tel: 02.43986313 - Fax: 02.43917414 e-mail: info@.it web: www..it Chi siamo AIRIS CONSULTING è una Società di Consulenza di Direzione nata per rispondere al bisogno delle

Dettagli

Vigilanza bancaria e finanziaria

Vigilanza bancaria e finanziaria Vigilanza bancaria e finanziaria DISPOSIZIONI DI VIGILANZA IN MATERIA DI POTERI DI DIREZIONE E COORDINAMENTO DELLA CAPOGRUPPO DI UN GRUPPO BANCARIO NEI CONFRONTI DELLE SOCIETÀ DI GESTIONE DEL RISPARMIO

Dettagli

Il Problem-Based Learning dalla pratica alla teoria

Il Problem-Based Learning dalla pratica alla teoria Il Problem-Based Learning dalla pratica alla teoria Il Problem-based learning (apprendimento basato su un problema) è un metodo di insegnamento in cui un problema costituisce il punto di inizio del processo

Dettagli

I contributi pubblici nello IAS 20

I contributi pubblici nello IAS 20 I contributi pubblici nello IAS 20 di Paolo Moretti Il principio contabile internazionale IAS 20 fornisce le indicazioni in merito alle modalità di contabilizzazione ed informativa dei contributi pubblici,

Dettagli

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo L utopia dell educazione L educazione è un mezzo prezioso e indispensabile che

Dettagli

IL MONDO DEL LAVORO NEL MERCATO E NELLE IMPRESE DEL NUOVO MILLENNIO Considerazioni e riflessioni sui cambiamenti a cavallo tra i due secoli

IL MONDO DEL LAVORO NEL MERCATO E NELLE IMPRESE DEL NUOVO MILLENNIO Considerazioni e riflessioni sui cambiamenti a cavallo tra i due secoli COLLANA FINANZAEDIRITTO IL MONDO DEL LAVORO NEL MERCATO E NELLE IMPRESE DEL NUOVO MILLENNIO Considerazioni e riflessioni sui cambiamenti a cavallo tra i due secoli Grazia Strano, Sergio Rosato, Luca Torri

Dettagli

Presentazione. del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.)

Presentazione. del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.) Presentazione del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.) Roma, 18 luglio 2002 Il Forum delle imprese regolate, che oggi viene inaugurato, vuole essere un luogo permanente di consultazione e scambio

Dettagli

E il momento di iniziare: le fondamenta del fundraising

E il momento di iniziare: le fondamenta del fundraising ENGAGEDin propone corsi di formazione per le organizzazioni che vogliono avviare o sviluppare la propria attività di raccolta fondi attraverso la crescita delle proprie competenze, la discussione di casi

Dettagli

Come scrivere una proposta progettuale

Come scrivere una proposta progettuale PROGETTO OPERATIVO DI ASSISTENZA TECNICA ALLE REGIONI DELL OBIETTIVO CONVERGENZA Come scrivere una proposta progettuale Comune di CATANIA 17/03/2016 SIGNIFICATO E DEFINIZIONE DEI LIVELLI DELLA LOGICA

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI ROMA LA SAPIENZA

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI ROMA LA SAPIENZA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI ROMA LA SAPIENZA La missione, la visione, i valori, gli attributi distintivi e gli interlocutori dell Università di Roma La Sapienza gennaio 2006 INDICE 1. La missione, la visione

Dettagli

Famiglie e welfare comunitario. Stefania Mazza 11 febbraio 2015

Famiglie e welfare comunitario. Stefania Mazza 11 febbraio 2015 Famiglie e welfare comunitario Stefania Mazza 11 febbraio 2015 LE COMPETENZE A) Analizzare I bisogni B) Creare C) Progettare D) Realizzare E) Valutare IL FARE QUALE SENSO DELLA PROGETTAZIONE Che cosa ci

Dettagli

Le ragazze e le carriere scientifiche

Le ragazze e le carriere scientifiche Le ragazze e le carriere scientifiche La cittadinanza subalterna delle donne nelle carriere scientifiche Perché le donne sono tanto poco rappresentate ai vertici delle carriere scientifiche, sia nel settore

Dettagli

ATTIVAMENTE INSIEME BIOTECH NEL CUORE DELLE BIOTECNOLOGIE: CELLULE STAMINALI E FARMACI ORFANI

ATTIVAMENTE INSIEME BIOTECH NEL CUORE DELLE BIOTECNOLOGIE: CELLULE STAMINALI E FARMACI ORFANI ATTIVAMENTE INSIEME BIOTECH NEL CUORE DELLE BIOTECNOLOGIE: CELLULE STAMINALI E FARMACI ORFANI In occasione del 60 compleanno della scoperta del DNA che l Europa festeggia con la settimana europea biotech,

Dettagli

La popolazione residente in provincia di Trento attraverso l anagrafe e i flussi demografici anche in un ottica di Comunità di Valle

La popolazione residente in provincia di Trento attraverso l anagrafe e i flussi demografici anche in un ottica di Comunità di Valle Trento, 23 gennaio 2012 La popolazione residente in provincia di Trento attraverso l anagrafe e i flussi demografici anche in un ottica di Comunità di Valle La popolazione residente in provincia di Trento

Dettagli

PENSIERO DI LENIN. Fonte: Lenin [Vladimir Ilic Ulianov], Scritti economici, Roma, Editori Riuniti, 1977, pp. 837-840.

PENSIERO DI LENIN. Fonte: Lenin [Vladimir Ilic Ulianov], Scritti economici, Roma, Editori Riuniti, 1977, pp. 837-840. PENSIERO DI LENIN Fonte: Lenin [Vladimir Ilic Ulianov], Scritti economici, Roma, Editori Riuniti, 1977, pp. 837-840. Articolo datato 6 gennaio 1923 e pubblicato sulla «Pravda» del 27 gennaio 1923. ******

Dettagli

RACCOMANDAZIONE N. R (91) 10 DEL COMITATO DEI MINISTRI AGLI STATI MEMBRI SULLA COMUNICAZIONE A TERZI DI DATI PERSONALI DETENUTI DA ORGANISMI PUBBLICI

RACCOMANDAZIONE N. R (91) 10 DEL COMITATO DEI MINISTRI AGLI STATI MEMBRI SULLA COMUNICAZIONE A TERZI DI DATI PERSONALI DETENUTI DA ORGANISMI PUBBLICI CONSIGLIO D EUROPA RACCOMANDAZIONE N. R (91) 10 DEL COMITATO DEI MINISTRI AGLI STATI MEMBRI SULLA COMUNICAZIONE A TERZI DI DATI PERSONALI DETENUTI DA ORGANISMI PUBBLICI (adottata dal Comitato dei Ministri

Dettagli

Seconda conferenza diateneo sugli strumenti di valutazione della ricerca Ferrara, 18 maggio 2010

Seconda conferenza diateneo sugli strumenti di valutazione della ricerca Ferrara, 18 maggio 2010 Bibliometria i per la valutazione della ricerca: uso e abuso Alberto Baccini (Unisi) Seconda conferenza diateneo sugli strumenti di valutazione della ricerca Ferrara, 18 maggio 2010 Lo scontro sulla valutazione

Dettagli

LE STRATEGIE DI COPING

LE STRATEGIE DI COPING Il concetto di coping, che può essere tradotto con fronteggiamento, gestione attiva, risposta efficace, capacità di risolvere i problemi, indica l insieme di strategie mentali e comportamentali che sono

Dettagli

ATTIVITÀ E Piano di informazione e comunicazione

ATTIVITÀ E Piano di informazione e comunicazione PROVINCIA DI POTENZA Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio Home PIANO D AZIONE ENEPOLIS Indice ATTIVITÀ E Piano di informazione e comunicazione L attività E comprende tre azioni specifiche;

Dettagli

Lezione n 2 L educazione come atto ermeneutico (2)

Lezione n 2 L educazione come atto ermeneutico (2) Lezione n 2 L educazione come atto ermeneutico (2) Riprendiamo l analisi interrotta nel corso della precedente lezione b) struttura dialogica del fatto educativo Per rispondere a criteri ermenutici, l

Dettagli

Accogliere e trattenere i volontari in associazione. Daniela Caretto Lecce, 27-28 aprile

Accogliere e trattenere i volontari in associazione. Daniela Caretto Lecce, 27-28 aprile Accogliere e trattenere i volontari in associazione Daniela Caretto Lecce, 27-28 aprile Accoglienza Ogni volontario dovrebbe fin dal primo incontro con l associazione, potersi sentire accolto e a proprio

Dettagli

La shared mobility, nuova frontiera della mobilità urbana: le prospettive per l area metropolitana di Roma

La shared mobility, nuova frontiera della mobilità urbana: le prospettive per l area metropolitana di Roma La shared mobility, nuova frontiera della mobilità urbana: le prospettive per l area metropolitana di Roma OBIETTIVI Da qualche anno a questa parte, le soluzioni di trasporto condivise stanno conoscendo

Dettagli

Progetto sperimentale VSQ - Valutazione per lo Sviluppo della Qualità delle Scuole

Progetto sperimentale VSQ - Valutazione per lo Sviluppo della Qualità delle Scuole Progetto sperimentale VSQ - Valutazione per lo Sviluppo della Qualità delle Scuole Premessa Nel quadro delle azioni del Ministero da attuare in coerenza con i principi generali contenuti nel Decreto legislativo

Dettagli

V^ CONFERENZA REGIONALE DEL VOLONTARIATO

V^ CONFERENZA REGIONALE DEL VOLONTARIATO V^ CONFERENZA REGIONALE DEL VOLONTARIATO DELL EMILIA ROMAGNA (Bologna - 5 febbraio 2005) I rappresentanti delle 2357 organizzazioni di volontariato, iscritte nel registro regionale e nei registri provinciali,

Dettagli