Elementi di Economia Concorrenza Imperfetta
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- Battistina Valenti
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1 Elementi di Economia Concorrenza Imperfetta Dott.ssa Michela Martinoia Corso di laurea in Scienze del Turismo e Comunità Locale A.A. 2014/15 1
2 La concorrenza imperfetta Fra concorrenza perfetta e monopolio esistono forme di mercato intermedie dove: èpresentequalcheformadipoteredimercato ma vi è spazio per la concorrenza fra un certo numero di imprese. In questi casi esistono delle barriere all entrata, come in monopolio, ma non sono così esclusive da permettere ad un unica impresa di stare sul mercato. Molti dei mercati si collocano proprio in questo ambito intermedio e si tratta di mercati di concorrenza monopolistica e di oligopolio. 2
3 La concorrenza monopolistica È una struttura di mercato simile alla concorrenza perfetta. Caratteristiche: molte imprese servono un mercato in cui è possibile entrare e uscire liberamente ma in cui i prodotti di un impresa non sono sostituti perfetti di quelli delle concorrenti. È quindi il grado di sostituibilità fra prodotti a determinare quanto il settore si avvicini al modello di concorrenza perfetta. 3
4 La concorrenza monopolistica In questi mercati il potere di mercato dipende dalla fedeltà dei consumatori. Esempio:vendite di beni e servizi al dettaglio. Gli individui si servono abitualmente dal panettiere e dal giornalaio vicino a casa o sulla strada che conduce al lavoro, oppure stipulano contratti fiduciari con professionisti come il dentista o il legale. In questi casi la fedeltà dei consumatori crea un elemento di potere di mercato, cioè potere monopolistico, nei confronti dell individuo. 4
5 La concorrenza monopolistica In questi mercati esiste però anche un forte elemento di concorrenzaperché se il prezzo del pane o del servizio professionale diventa troppo alto l individuo può sempre cambiare panettiere o dentista. Per limitare tale concorrenza gli operatori dei mercati al dettaglio possono ricorrere al razionamento nella concessione delle licenze ai nuovi entranti (esempio: controllo delle amministrazioni comunali sulla concessione di nuove licenze, creazione degli ordini professionali). 5
6 Oligopolio Nei mercati oligopolistici l elemento concorrenziale si attenua di molto, mentre acquista molto più peso l elemento di potere di mercato. La prima caratteristica è che nel mercato opera un numero limitato di imprese. Esempio: a livello nazionale sono mercati oligopolistici il mercato dell automobile, delle telecomunicazioni, delle apparecchiature HI-FI, degli elettrodomestici, ecc. 6
7 Oligopolio Grazie a questa caratteristica ciascuna impresa arriverà a controllare una quota rilevante delle vendite totali e quindi il suo potere di mercato sarà considerevole ossia variando anche di poco la propria produzione ogni imprese, che operano in questi settori, sarà in grado di influire sul prezzo di mercato. 7
8 Oligopolio L effetto finale sul prezzo dipenderà anche dalle quantità prodotte dalle altre imprese. Quindi entra in gioco l elemento di concorrenza. Dal momento che su questi mercati le imprese sono poche e ciascuna di esse è in grado di influenzare l andamento del mercato e quindi, indirettamente, i risultati economici delle altre (problema di interdipendenza strategica), è verosimile che gli operatori seguano un comportamento strategico. 8
9 Oligopolio Le imprese seguono un comportamento strategico poiché si trovano in una situazione di interdipendenza ossia i risultati delle scelte compiute da ogni impresa dipendono anche dalle scelte compiute dalle altre imprese che si trovano sullo stesso mercato. Il comportamento di ogni attore diventa quindi strategico nella misura in cui le scelte compiute mirano a ottenere dagli altri attori la risposta desiderata in termini di massimizzazione del profitto. 9
10 Oligopolio Nella teoria dell oligopolio esistono problemi di analisi dovuti al fatto che ogni impresa quando prende una decisione lo deve fare in base a quello che fanno le altre per cui sono rilevanti le congetture sul comportamento dei concorrentie in base a queste è possibile ottenere il comportamento ottimale dell impresa. In sintesi, le imprese sono interdipendenti (le scelte di ogni impresa influenzano i profitti di tutte le altre). 10
11 Oligopolio In questo caso la massimizzazione dei profitti richiede che mettano in atto comportamenti strategici, tenuto conto che le mosse di ogni impresa possono dar luogo a contromosse, potenzialmente controproducenti, da parte dei concorrenti. Al fine di gestire i rapporti reciproci e limitare la concorrenza, che può anche assumere forme molto aspre e quindi dannose per le imprese, queste ultime stipulano accordi definiti cartelli. 11
12 Oligopolio Per ogni tipo di tipo congettura si hanno diversi modelli di oligopolio: alla Cournot, alla Bertrand, alla Stackelberg. 12
13 MODELLO DI COURNOT (concorrenza nelle quantità) Modello di Cournot(1838): le strategie delle imprese consistono nella produzione di determinate quantità di prodotti e servizi. Ipotesi: oligopolio formato da sole due imprese (duopolio) che si fanno concorrenza sul mercato dell acqua minerale, la cui produzione avviene senza costi (sia costi fissi sia costi marginali sono nulli). 13
14 MODELLO DI COURNOT (concorrenza nelle quantità) Ciascuna impresa deve decidere quanta acqua vendere sul mercato, sapendo che aumentando la produzione/vendite il prezzo di mercato scende ma scende di più se anche il concorrente aumenta l output, mentre scende di meno se il concorrente mantiene fissa o riduce la propria produzione (analisi delle funzione di reazione). Se ogni impresa ipotizza che la concorrente non modificherà la quantità prodotta quando varierà la propria allora la quantità ottimale di ogni impresa si collocherà a un livello intermedio tra quella in monopolio e quella di CP. 14
15 MODELLO DI COURNOT (concorrenza nelle quantità) Ogni impresa per aumentare i propri profitti potrebbe aumentare le quantità vendute ma questo provocherebbe una riduzione dei prezzi(ricavi marginali e totali). Allora l impresa potrebbe reagire come un monopolista e restringere le quantità vendute al livello di monopolio. In questo caso, però, l altro concorrente potrebbe offrire ulteriori quantità di prodotto e provocare una riduzione dei prezzi, che renderebbe non più ottimale la strategia di comportarsi come un monopolista. 15
16 MODELLO DI COURNOT (concorrenza nelle quantità) La quantità ottimale da produrre si colloca ad un livello intermedio tra quella prodotta dal monopolista e quella prodotta su un mercato di concorrenza perfetta. Poiché ogni impresa si comporta in questo modo, il totale della quantità offerta sul mercato è superiore a quella offerta da un monopolista, ma comunque tale da non soddisfare tutta la domanda di mercato. Nell equilibrio di Cournotrestano consumatori non soddisfatti. 16
17 MODELLO DI COURNOT (concorrenza nelle quantità) A nessuna delle due imprese conviene vendere di più perché l offerta aumenterebbe al punto tale da far crollare i prezzi, ricavi e profitti. Quando ciascun duopolista vende meno di metà della domanda totale, il prezzo di mercato è positivo, cioè maggiore del MC e l impresa avrà un mark-up positivo. Anche il duopolio ha un costo sociale, poiché alcune risorse rimangono inutilizzate nonostante esista una domanda di mercato ancora da soddisfare. 17
18 MODELLO DI COURNOT (concorrenza nelle quantità) Il costo sociale del duopolio, però, è inferiore al costo sociale del monopolio. Infatti, un monopolista troverebbe ottimale produrre ancora di meno di quanto producono nel loro insieme i duopolistidi Cournot, perché il monopolista è l unico venditore e non deve preoccuparsi della reazione di nessun concorrente. Può dunque ridurre ulteriormente la quantità prodotta senza temere che un altra impresa produca una quantità aggiuntiva, provocando una riduzione dei prezzi. 18
19 MODELLO DI COURNOT (concorrenza nelle quantità) OSS. Fino ad ora abbiamo analizzato un duopolio simmetrico in cui le due imprese hanno la stessa funzione di domanda, costi marginali uguali e uguale comportamento, in questo caso la quantità ottimale prodotta dalle due imprese sarà uguale OSS. Se ipotizziamo di avere un duopolio non simmetrico in cui le due imprese hanno costi marginali diversi, l impresa con costi marginali minori produrrà una quantità maggiore. 19
20 MODELLO DI BERTRAND (concorrenza sui prezzi) Un altro economista, Bertrand, mise in discussione il risultato di Cournot, sostenendo che l ipotesi sulle previsioni delle reazioni dell altra impresa era infondata e in contrasto con la realtà. Non si può assumere che un impresa mantenga invariata la propria quantità al variare della quantità prodotta dall altra. In un contesto strategico a una reazione di un impresa dovrebbe conseguire la contro-reazione dell altra. 20
21 MODELLO DI BERTRAND (concorrenza sui prezzi) Secondo Bertrand il problema principale della teoria di Cournot era che prendeva in considerazione la concorrenza nella quantità quando, invece, nell ambito dei mercati la concorrenza si svolgeva a colpi di riduzione dei prezzi. L ipotesi alla base del modello di Bertrand è la concorrenza nei prezzi significa che le imprese rinunciano a una convivenza nell ambito del mercato e iniziano un conflitto nel quale perdono entrambe. 21
22 MODELLO DI BERTRAND (concorrenza sui prezzi) Hp. di avere un duopolio in cui operano l impresa 1 e l impresa 2, gli esiti possibili in caso di concorrenza sono: il prezzo dell impresa 1 è inferiore al prezzo dell impresa 2, allora tutti i consumatori acquistano dall impresa 1; il prezzo dell impresa 2 è inferiore al prezzo dell impresa 1, allora tutti i consumatori acquistano dall impresa 2; i prezzi praticati dalle due imprese sono esattamente uguali e possiamo supporre che il mercato venga diviso a metà fra i concorrenti. 22
23 MODELLO DI BERTRAND (concorrenza sui prezzi) Dati gli esiti possibili, se l impresa 1 fissa un qualsiasi prezzo, l impresa 2 reagirà immediatamente praticando un prezzo leggermente più basso. A quel punto l impresa 1 reagirà e fisserà un prezzo ancora più basso di quello fissato dall impresa 2, e così via. Si innesca una gara al ribasso che terminerà solo quando le imprese avranno portato il prezzo al livello del costo marginale. 23
24 MODELLO DI BERTRAND (concorrenza sui prezzi) Al di sotto di quel livello, infatti, un impresa non ha più convenienza economica a continuare la produzione. L equilibrio di mercato corrisponde dunque alla fissazione di prezzi pari al costo marginale, così come avveniva in un mercato di concorrenza perfetta. Quindi, la competizione nei prezzi annulla il markup delle imprese strategia distruttiva perché elimina la possibilità di ottenere extra-profitti. 24
25 MODELLO DI BERTRAND (concorrenza sui prezzi) In un duopolio alla Cournot, le imprese produrranno una quantità intermedia fra quella di concorrenza perfetta e quella di monopolio il prezzo di mercato sarà maggiore del MC quindi le imprese otterranno extra-profitti (mark-up > 0). In un duopolio alla Bertrand, le imprese finiranno per scatenare una guerra al ribasso dei prezzi finché il prezzo di mercato sarà uguale al costo marginale di conseguenza gli extra-profitti saranno nulli. 25
26 Come evitare la guerra dei prezzi 1) I CARTELLI Il cartello è un patto fra le imprese che operano sullo stesso mercato per limitare la concorrenza. Le imprese si accordano periodicamente sui prezzi da praticare e/o sulla quantità da produrre per mezzo di tale accordo riescono a mantenere i prezzi al di sopra dei costi marginali e quindi a garantire il mark-up desiderato (mark-up del monopolista) è sufficiente che si accordino sulla fissazione del prezzo di monopolio e su una ripartizione delle quote di produzione tale che la somma delle vendite dia luogo alla quantità che sarebbe venduta da un unica impresa a quel prezzo. 26
27 1) I CARTELLI La presenza di un cartello equivale quindi alla presenza di un monopolista e si traduce in aumenti di prezzi che danneggiano il benessere dei consumatori e comportano inefficienze nell allocazione delle risorse. Perciò la formazione di cartelli è generalmente vietata dalle leggi antitrust. I cartelli possano comunque formarsi e prosperare di nascosto, come l esperienza di diversi mercati insegna (ad esempio in Italia l Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha riscontrato l esistenza di accordi di cartello nel settore assicurativo e in quello delle telecomunicazioni e in altri ancora). 27
28 1) I CARTELLI Perciò un cartello rappresenta spesso un accordo instabile, soggetto a continui conflitti e contrattazioni fraleimpresechenefannoparte. L instabilità del cartello è data dal fatto che esiste la possibilità per le imprese di guadagnare di più deviando dall accordo. Esempio: se una delle imprese pratica un prezzo leggermente più basso, mentre l altra rimane fedele all accordo tutti i consumatori si rivolgeranno all impresa che pratica il prezzo più basso questa otterrà profitti ancora più alti di quelli di monopolio. 28
29 2) DIFFERENZIAZIONE DEI PRODOTTI In realtà i mercati sono caratterizzati da prodotti differenziati, cioè da beni che pur avendo caratteristiche in comune (tutti i maglioni devono coprire dal freddo) si differenziano per altre caratteristiche (ad esempio il colore, ma anche la forma, ). La differenziazione dei prodotti riduce la concorrenza nei prezzi. Torniamo al mercato dell acqua minerale. Abbiamo già detto che se le imprese si fanno concorrenza nei prezzi, il mark-up si annulla perché i prezzi scendono al livello dei costi marginali. Con la differenziazione dei prodotti si può arrestare la discesa dei prezzi. 29
30 2) DIFFERENZIAZIONE DEI PRODOTTI Nel duopolio dell acqua minerale l impresa 1 può offrire acqua minerale naturale e l impresa 2 acqua minerale gasata. I consumatori che preferiscono l acqua naturale continueranno ad acquistare dall impresa 1 anche quando l impresa 2 pratica un prezzo più basso. Finché la differenza di prezzo non è molto ampia, i consumatori, sulla base dei loro gusti. Se invece l acqua gasata cominciasse a costare il triplo di quella naturale, la concorrenza di prezzo tornerebbe a manifestarsi, poiché alcuni consumatori potrebbero decidere di cambiare tipo di acqua. 30
31 2) DIFFERENZIAZIONE DEI PRODOTTI La differenziazione dei prodotti è basta sulla varietà dei gusti dei consumatori, che diventa un elemento di potere di mercato per le imprese. Grazie alla varietà dei gusti le imprese si collocano, infatti, entro nicchie di mercato nell ambito delle quali sono parzialmente protette dalla concorrenza nei prezzi. La differenziazione dei prodotti conviene quindi a tutte le imprese, poiché tutte riusciranno a ottenere un mark-up positivo(p>mc). 31
32 2) DIFFERENZIAZIONE DEI PRODOTTI Se un impresa riesce a coprire tutte le nicchie di mercato èin grado di produrre tutte le varietà di un prodotto in questo caso aumenta il suo potere di mercato(esempi Benetton, Kellogg s, ). Queste imprese, per mantenere il loro potere di mercato, producono inoltre varietà sempre nuove, anche per anticipare le mosse di altre imprese che possono tentare di entrare sullo stesso mercato offrendo una varietà di bene che non è ancora disponibile. 32
33 MODELLO DI STACKELBERG (la gara per quote di mercato) La concorrenza non avviene solo attraverso le guerre dei prezzi le imprese mirano ad allargare la loro quota di mercato e ad acquistare una supremazia nel settore in cui operano anche grazie a strategie più sottili. Queste strategie riguardano: investimenti in ricerca e sviluppo per sviluppare nuovi prodotti (innovazione di prodotto) o nuovi processi produttivi (innovazione di processo); campagne pubblicitarie, attraverso cui segnalano l introduzione di nuovi prodotti o favoriscono la diffusione di prodotti già esistenti. 33
34 MODELLO DI STACKELBERG (la gara per quote di mercato) L effetto finale che un impresa vuole ottenere con queste strategie è di convincere i consumatori che il suo prodotto è migliore di quello venduto dai concorrenti. In questo caso si crea una differenziazione dei prodotti per qualità sul mercato coesistono diverse imprese ognuna delle quali vende un prodotto di qualità diversa. Nel caso del duopolio: l impresa 1 vende un prodotto di alta qualità e l impresa 2 vende un prodotto di bassa qualità l impresa 1 potrà quindi fissare per il suo prodotto un prezzo più alto rispetto all impresa 2. 34
35 MODELLO DI STACKELBERG (la gara per quote di mercato) Entrambe le imprese potranno continuare a convivere sullo stesso mercato, perché non tutti i consumatori sono disposti a pagare prezzi più alti, anche se tutti preferirebbero un bene di alta qualità. Allora i consumatori più ricchi acquisteranno dall impresa 1 e quelli meno ricchi dall impresa 2. Entrambe le imprese avranno quote di mercato positive e riusciranno a spuntare un mark-up positivo. 35
36 MODELLO DI STACKELBERG (la gara per quote di mercato) La differenziazione sulla qualità limita la concorrenza nei prezzi, così come la differenziazione sulla varietà di prodotto È una strategia che conviene a entrambe le imprese. Hp. se il prodotto fosse omogeneo, la concorrenza nei prezzi annullerebbe il mark-up di entrambi i concorrenti. 36
37 MODELLO DI STACKELBERG (la gara per quote di mercato) L impresa che vende il prodotto di alta qualità godrà di un mark-up più alto e di profitti maggiori tale impresa rappresenta il vincitore di una gara, gli sconfitti non saranno però esclusi dal mercato e potranno a loro volta impegnarsi in una nuova competizione. Convivenza e competizione si alternano continuamente in oligopolio, questa dinamica porta benefici ai consumatori che possono godere di prodotti sempre migliori. 37
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