Reazioni di ipersensibilità
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- Leopoldo Santini
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1 Reazioni di ipersensibilità RI eccessiva o inappropriata ad un determinato Ag Risposta esagerata di una risposta appropriata Risposta ad un antigene privo di alcun potenziale citotossico (Ag self o Ag ambientale)
2 Classificazione di Gell e Coombs
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4 Ipersensibilità di tipo I
5 Charles Blackley 1873: dimostra che il polline a contatto con la mucosa nasale può scatenare rinite Estratti di polline possono scatenare reazione ponfoeritematosa in pazienti sofferenti di rinite allergica. Porter e Richet 1903: dimostrano che L immunizzazione delle cavie con una tossina della medusa Physalia poteva sensibilizzare tali animali. Una successiva iniezione di tale tossina causava improvvisa difficoltà respiratoria, presenza di liquidi nel polmone e morte. Coniano pertanto il termine anafilassi (ana=al contrario, phylaxis=protezione). Clement Von Pirquet utilizza per la prima volta il termine allergene per indicare tutte le sostanze esogene che possono scatenare una risposta immunitaria caratterizzata da alterata reattività. Allergene: antigene che scatena una reazione di ipersensibilità immediata
6 Caratteristiche degli allergeni Dal, idrosolubili, 2-40µm Molti allergeni presentano omologia con enzimi noti
7 Allergeni
8 Allergeni Classificazione clinica: Allergeni da inalazione: di origine vegetale, animale, etc. causano patologie a carico delle vie respiratorie, soprattuto riniti, congiuntiviti ed asma bronchiale. Costituiscono i 2/3 delle sindromi allergiche.
9 Allergeni Allergeni da inalazione:
10 Allergeni Allergeni da ingestione: -Alimentari (di tipo animale o vegetale) causano manifestazioni a carico della cute, delle mucose, e di altri apparati, di diversa gravità. -Sostanze chimiche diverse (adittivi) -Farmaci
11 Allergeni Allergeni da iniezione: -Farmaci (antibiotici, miorilassanti) -Veleno di insetti (imenotteri: ape, vespa, calabrone, etc..). Possono causare disturbi di varia gravità, ma in individui sensibilizzati, possono essere responsabili di quadri gravissimi (shock anafilattico).
12 Allergeni: lo strano caso dell allergia al lattice. Esistono diversi modi di espressività clinica nella reazione allergica al lattice A)Dermatiti allergiche da contatto,, insorgono dopo ore dal contatto con lesioni cutanee e edematose. B)Allergia al Lattice da ipersensibilità immediata. Il 15% delle reazioni allergiche in anestesia sono causate dal Lattice. I primi sintomi sistemici si manifestano generalmente dopo minuti dall'esposizione con la classica triade: 1. Ipotensione 2. Rash cutaneo 3. Broncospasmo L'ipotensione è sempre presente. Il rash cutaneo non sempre.
13 Allergeni: lo strano caso dell allergia al lattice. In ambiente sanitario la presenza del lattice è diffusa: guanti, lacci emostatici, cerotti, drenaggi, cateteri, ecc. Per la diagnosi, il prick test è più sensibile del RAST. Per la possibilità che questi pazienti sviluppino uno shock anafilattico,, anche durante gli interventi, bisogna creare percorsi LATEX-FREE FREE.
14 Shock anafilattico Reazione grave, a rapida insorgenza che può portare a morte. Da 50 a 2000 episodi per persone (dato sottostimato). National Institute of Allergy and Infectious Disease Si associa a ipotensione, sincope, dispnea, angioedema (ipersensibilità immediata-ige IgE). Cause diverse: farmaci, alimenti, latex, puntura d insetti. d
15 La maggior parte degli individui che incontra questi antigeni produce anticorpi di classe IgM, IgG o IgA Bambini che crescono in casa con un gatto possono sviluppare IgG4 senza diventare allergici. La risposta IgG4 è una caratteristica della immunità/tolleranza al veleno di insetti, Ag alimentari etc.
16 IPERSENSIBILITA DI PRIMO TIPO Allergene=antigene che innesca una risposta allergica Ad alta affinità
17 L ipersensibilità di tipo primo o ipersensibilità immediata è caratterizzata dalla produzione di anticorpi IgE diretti contro proteine eterologhe comunemente presenti nell ambiente FcεRI FcεRII Sono sintetizzate in piccole quantità in risposta ad allergeni e parassiti emivita 2-3gg IgE legate a R su MC e Ba stabilizzate per settimane (1IU=2,4ng)
18 Recettore ad alta affinità per le IgE (Mastcellule, Basofili) Il trattamento in vitro con IgE provoca aumento del recettore Mastociti di topi KO per IgE presentano livelli molto bassi del recettore
19 M, B, DC follicolari Struttura correlata alle lectine di tipo C dei mammiferi. Ruolo biologico non ancora chiarito. scd23 induce un aumento della produzione di IgE da parte di B linfociti Individui atopici hanno + CD23 sulla membrana e scd23
20 Mastociti I progenitori migrano dal midollo osseo nei tessuti periferici come cellule mature e subiscono la differenziazione in situ Mastociti maturi sono presenti in tutti i distretti dell organismo soprattutto in vicinanza di vasi sanguigni e nervi in posizione subepiteliale. Sono presenti anche negli organi linfoidi
21 Mastociti Mastociti del tessuto connettivo: Cute, tessuti connettivali vascolarizzati Proteasi neutre (triptasi, chimasi, carbossipeptidasi, catepsina G) Mastociti delle mucose: Sottomucosa dell intestino e del tratto respiratorio Proteasi neutra maggiore (triptasi)
22 Aumentano di numero in risposta all infiammazione Individui allergici reclutano mastcellule nella cute e nel naso in seguito a esposizione all allergene dal sottoepitelio all epitelio (polmone e intestino forse meccanismo analogo)
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24 Degranulazione delle mastcellule
25 Istamina Vasodilatazione Aumentata permeabilità vascolare Nervi: prurito, starnuto Aumentata secrezione di muco nei bronchioli Contrazione della muscolatura liscia
26 LTC 4, LTD 4, LTE 4, : SRS-A (sostanza lenta dell anafilassi) derivati dell acido arachidonico generati dalla lipossigenasi Principali mediatori della broncocostrizione dell asma
27 PGD 2 : principale derivato dell acido arachidonico generato dalla cicloossigenasi Sintesi inibita da inibitori della ciclossigenasi (aspirina e farmaci antiinfiammatori non steroidei) Chemiotassi N
28 PAF: (fattore di attivazione piastrinica) Attiva i leucociti PAF idrolasi controlla sua azione biologica Deficit genetico di PAF-idrolasi in bambini con asma
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30 La fase tardiva è caratterizzata dall accumulo di N, E, Mφ e Th2
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33 Eosinofili (Contengono proteine cationiche che legano l eosina) GM-CSF, IL-3 e IL-5 promuovono la maturazione degli E dai precursori mieloidi IL-5 promuove il rilascio dei granuli Eotassina (CCL11), C5a, PAF, LTB 4 richiamano gli E nel sito infiammatorio
34 Il semplice rilascio di istamina non spiega l infiammazione cronica che insorge nei polmoni di pazienti asmatici e nella cute dei soggetti con dermatite atopica prurito, eritema, desquamazione e croste
35 Le cellule possono creare alterazioni croniche del parenchima polmonare con iperplasia delle cellule caliciformi, deposizione di collagene al di sotto della MB e iperplasia della muscolatura liscia Queste cellule inoltre stimolano una iperreattività bronchiale aspecifica.
36 Trasmissione autosomica dell atopia, probabilmente su base multigenica. In una stessa famiglia gli organi bersaglio possono variare
37 Antistaminici (H1-antagonisti) Non sempre efficace Non utili nel trattamento dell asma perché istamina ruolo modesto Adrenalina: farmaco salvavita per via sistemica interrompe gli effetti broncocostrittori e vasodilatatori, migliora gittata cardiaca Aumento della concentrazione di camp nelle cellule muscolari lisce
38 Immunoterapia Somministrazione mab anti IgE Immunoterapia Piccole dosi crescenti di antigene somministrate per via sottocutanea inducono riduzione IgE e aumento IgG
39 Diagnostica allergologica
40 Diagnostica allergologica Test in vivo: test di primo livello -prick test -prick by prick -test di scatenamento -patch test
41 il prick test rappresenta, se correttamente eseguito, il più conveniente, specifico ed economico test di screening per le allergopatie
42 Prick test Acari Gatto Alternaria Graminacee Parietaria Ambrosia Betulla Olivo Cipresso Latte Uovo Frumento Riso Patata Pomodoro Arachidi Merluzzo Olivo. Nocciolo
43 Prick test Iniezione intradermica degli allergeni Formazione entro 5-15 di una reazione ponfo-eritematosa
44 Reazione ponfo-eritematosa Arrossamento e rigonfiamento locale che si osserva nella cute sede di una reazione di ipersensibilità immediata. La reazione ponfoide è conseguenza dell'aumento della permeabilità vascolare, mentre l'eritema deriva dalla vasodilatazione che comporta aumento del flusso sanguigno. Entrambi questi fenomeni sono legati al rilascio di mediatori (quali l'istamina che si trova preformata in granuli mastocitari) da parte dei mastociti attivati presenti nel derma.
45 Prick by prick Può essere utile soprattutto per gli alimenti (eseguire i test cutanei con alimenti freschi). Si introduce la lancetta nell alimento da testare e poi si procede con la tecnica del prick classico, e lettura dopo 15 minuti.
46 Prick by prick
47 Prick by prick
48 Prick e Prick by prick La lettura va fatta 15 minuti circa dopo la puntura con lancetta sterile. Per la quantificazione del ponfo, si considera positivo quando sia di diametro > di 3 mm. Rispetto al controllo negativo. Fare attenzione all alone alone che può formarsi attorno al ponfo. E molto utile conservare in cartella la misura delle positività dei prick.
49 Prick e prick by prick Sono rare ma possibili le reazioni allergiche di tipo acuto e di tipo ritardato. Controllo positivo con istamina. Controllo negativo con fisiologica.
50 TEST CUTANEO PER LA IDENTIFICAZIONE DELLE REAZIONI DI IPERSENSIBILITA DI TIPO I
51 Reazioni cutanee immediate e tardive Usando il prick skin test o il metodo di test cutaneo intradermico una reazione immediata ponfo-eritematosa è spesso seguita da una reazione di fase tardiva che può durare 24h, la reazione è più estesa e generalmente più edematosa. Nella reazione tardiva l infiltrato è denso con numerosi eosinofili e basofili.
52 TEST CUTANEO PER LA IDENTIFICAZIONE DELLE REAZIONI DI IPERSENSIBILITA DI TIPO I (Patch test per l atopia) E, B, TH2
53 Test di scatenamento In ambiente ospedaliero controllato, con assistenza dell allergologo. Si fa un test in doppio cieco valutando la comparsa di sintomi acuti alla somministrazione dell alimento sospetto. E un test non privo di rischi per il paziente.
54 TESTS di secondo livello RIST= test di radio-immuno-adsorbimento uso di radiosotopi. RAST= test di radio-allergo-adsorbimento
55 Proteomica per le IgE specifiche: ISAC ISAC è un test in vitro per la determinazione semiquantitativa delle IgE specifiche presenti nel siero. Gli allergeni impiegati sono in forma di proteine ricombinanti, immobilizzate su di un microarray Le IgE specifiche del paziente, si legano agli allergeni ricombinanti.
56 ISAC Una successiva reazione con un anticorpo marcato con un fluocromo, diretto contro le IgE legate agli allergeni, e la scansione con un lettore laser, permette di evidenziarle.
57 ISAC Paziente con sensibiltà di diverso grado a tre allergeni (triplette).
58 ISAC ISAC sfrutta come bersaglio delle IgE specifiche, gli ALLERGENI MOLECOLARI. Perché allergeni molecolari??
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61 Mastociti delle mucose
62 Mastociti del tessuto connettivale
63 Shock anafilattico Reazione grave, a rapida insorgenza che può portare a morte. Da 50 a 2000 episodi per persone (dato sottostimato). National Institute of Allergy and Infectious Disease Si associa a ipotensione, sincope, dispnea, angioedema (ipersensibilità immediata-ige IgE). Cause diverse: farmaci, alimenti, latex, puntura d insetti. d
64 Le cellule possono creare alterazioni croniche del parenchima polmonare con iperplasia delle cellule caliciformi, deposizione di collagene al di sotto della MB e iperplasia della muscolatura liscia Queste cellule inoltre stimolano una iper-reattività bronchiale aspecifica.
65 TEST CUTANEO PER LA IDENTIFICAZIONE DELLE REAZIONI DI IPERSENSIBILITA DI TIPO I (prick skin test) Iniezione intradermica degli allergeni Formazione entro 5-15 di una reazione ponfo-eritematosa
66 Eventi che contribuiscono alla cronicizzazione della sintomatologia e che possono modificare la gravità della malattia allergica Reclutamento locale di mastociti e basofili Rilascio di leucotrieni, chemochine e citochine da parte di mastcellule e basofili con conseguente effetto diretto sui vasi sanguigni e muscolatura liscia e reclutamento di cellule infiammatorie Effetto delle cellule T effettrici con rilascio di citochine con effetti infiammatori diretti
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68 Condizioni patologiche associate alla ipersensibilità di tipo I
69 PGD 2 : principale derivato dell acido arachidonico generato dalla cicloossigenasi N chemiotassi Sintesi inibita da inibitori della ciclossigenasi (aspirina e farmaci antiinfiammatori non steroidei) PAF: (fattore di attivazione piastrinica) LTC 4, LTD 4, LTE 4, : SRS-A (sostanza lenta dell anafilassi) derivati dell acido arachidonico generati dalla lipossigenasi Principali mediatori della broncocostrizione dell asma Attiva i leucociti PAF idrolasi controlla sua azione biologica Deficit genetico di PAF-idrolasi in bambini con asma
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