Piano Digitale e... qualche commento sulla transizione
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- Gabriela Marchetti
- 10 anni fa
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1 Piano Digitale e... qualche commento sulla transizione Antonio Sassano Università di Roma La Sapienza 1
2 Argomenti trattati 1. RUOLO DELLA PIANIFICAZIONE 2. IL PIANO DIGITALE (2003) 3. RISORSE RESIDUE 4. COMPLESSITA E RISCHI DELLA TRANSIZIONE ANALOGICO/DIGITALE 5. ALCUNE IDEE PER LA TRANSIZIONE 2
3 Abbiamo bisogno di un Piano? PIANO TELEVISIVO - Vincoli alla struttura e al numero delle reti (Nazionali, Regionali, Locali) - Vincoli alla progettazione degli impianti (localizzazione, potenza, etc..) - Vincoli sulle risorse assegnate ai broadcaster - Vincoli alle strategie aziendali NECESSARIO? 3
4 Ruolo della Pianificazione Dati - Una porzione dello spettro elettromagnetico - Una specifica tecnologia Determinare (Legge 249/97) - Il massimo numero di programmi ricevibili - nello spettro disponibile - senza disturbi - con alta estensione del servizio (80%) - con equilibrio Nazionale/Regionale 4
5 Pianificazione e Mercato Il numero massimo di programmi irradiabili è limitato esclusivamente: dalla tecnologia dallo spettro disponibile dalla qualità della ricezione garantita all utente dal numero di utenti che si intende raggiungere dal bilanciamento Nazionale/Regionale Il mercato determina l effettivo numero di programmi economicamente sostenibili. 5
6 Pianificazione e Pluralismo L obiettivo della pianificazione è quello di ottimizzare l uso dello spettro per massimizzare il numero dei programmi irradiabili L effetto della pianificazione è quello di: Aumentare le opzioni di scelta per gli utenti Ridurre le barriere che limitano artificialmente l ingresso degli operatori nel mercato Indicare l effettiva capacità del sistema (riferimento per i limiti anti-concentrazione) Fornire indicatori oggettivi di buon uso delle risorse Garantire una qualità e un estensione uniforme del servizio a tutti gli operatori (Nazionali, Regionali e Locali) 6
7 Dall Analogico al Digitale Tecnologia Digitale (Standard DVB-T) 54 Canali (Frequenze) a disposizione 1 Rete ( Bouquet ): da 5 a 25 Mbit/sec di Capacità 1 Programma: utilizza da 2 a 8 Mbit/sec di Capacità 1 Bouquet : fino a 5 Programmi (ad es. Rai1,Rai2,Rai3,.. ) Allocazione flessibile della capacità ai programmi Potenze di emissione più basse dell analogico Numero massimo di Bouquet realizzabili? PIANO DIGITALE 7
8 Obiettivi della Pianificazione q Definizione di N Reti a copertura nazionale con : Alta qualità dei segnali ricevuti Alta estensione del servizio (>80% terr.) Omogeneità della qualità dei segnali ricevuti (Equivalenza tra Reti) Decomponibilità di ciascuna Rete a livello Regionale (Equivalenza Nazionale/Locale) q Massimizzazione di N q Pianificazione di risorse non utilizzate dalle N Reti 8
9 Rete I Livello Banda III 3SFN Servizio Nazionale 261 SITI Location Probability > 95% Location Probability > 80% 92.8% di Popolazione Servita 81.8% di Territorio Servito 9
10 Rete I Livello Banda IV 3SFN Servizio Nazionale 261 SITI Location Probability > 95% Location Probability > 80% 93.4% di Popolazione Servita 81.7% di Territorio Servito 10
11 Rete I Livello Banda V 3SFN Servizio Nazionale 261 SITI Location Probability > 95% Location Probability > 80% 93.3% di Popolazione Servita 80.6% di Territorio Servito 11
12 Il Piano Digitale TV in sintesi Tecnologia Digitale 54 Canali (Frequenze) a disposizione Numero di Bouquet Nazionali N = 18 ~300 Trasmettitori per Bouquet 20 Mbit/sec» 4/5 Programmi per Bouquet 80% del territorio servito con qualità elevata Quanti Programmi in Totale? Quale Equilibrio Nazionale/Regionale? 12
13 Esempio di Piano Digitale TV (2002) 12 Bouquet Nazionali (2/3) 6 21 Bouquet Regionali (1/3) Programmi Nazionali (24 30) 21 Programmi Regionali Risorse residue per realizzare Bouquet Provinciali simili alle Reti Provinciali del Piano Analogico (Reti di II o Livello) 13
14 Risorse Residue: Rete 3-SFN VHF q Rete 3-SFN VHF Decomposizione in SFN Regionali Frequenza 1 Frequenza 2 Frequenza 3 14
15 Valutazione Risorse Residue q Rete 3-SFN VHF Fondo Frequenza 1 Frequenza inutilizzabile Frequenza ri-utilizzabile 15
16 Valutazione Risorse Residue q Rete 3-SFN VHF Fondo Frequenza 2 Frequenza inutilizzabile Frequenza ri-utilizzabile 16
17 Valutazione Risorse Residue qrete 3-SFN VHF Fondo Frequenza 3 Frequenza inutilizzabile Frequenza ri-utilizzabile 17
18 Il Problema della Transizione SCENARIO ATTUALE (TV ANALOGICA) TRANSIZIONE NON REGOLATA SOTTO UTILIZZAZIONE DELLE RISORSE TRANSIZIONE REGOLATA PIANO DIGITALE Programmi Nazionali Programmi Regionali + Reti Provinciali Minor numero di programmi Difficoltà di sopravvivenza Svalutazione delle frequenze Difficoltà di Coordinamento Internazionale 18
19 Rischi della Transizione L attuale assetto televisivo è molto diverso da quello previsto dal Piano. Il mercato può, da solo, garantire una convergenza alla situazione di Piano? Esiste il rischio che il sistema, lasciato in evoluzione libera, si assesti su uno scenario con minori risorse disponibili? 19
20 Complessità della Transizione Struttura disordinata dello Scenario Attuale Poche frequenze disponibili per la transizione (e la sperimentazione) Convivenza dei due servizi (Analogico e Digitale) durante la transizione ( Simulcast ) Scarsa diffusione dei decoder Necessità di garantire la continuità del servizio analogico agli Utenti e ai Broadcaster Necessità di garantire la continuità operativa a tutti gli sperimentatori digitali 20
21 Ruolo del Mercato nella Transizione Realizzazione di nuovi Bouquet (nazionali, regionali e locali) Difficile per l assenza di frequenze libere Possibile per chi possiede frequenze ridondanti Possibile attraverso la formazione di consorzi Compravendita delle frequenze ( Trading ) Utile per spegnere frequenze interferenti o per integrare reti costituite da frequenze ridondanti. Meno utile per chi non possiede frequenze ridondanti Inutile per chi possiede solo le frequenze di servizio e non ha disponibilità di risorse finanziarie 21
22 Governo della transizione Obiettivo: Garantire la convergenza del processo di transizione ad uno scenario a regime coerente con il PIANO DIGITALE Massimizzare le risorse a regime (reti provinciali) Garantire pari opportunità nella sperimentazione Valorizzare la struttura regionale SFN del Piano Favorire la nascita di reti SFN (consorzi) e non MFN (generate dal solo trading ) 22
23 Alcune idee per la transizione Incoraggiare la formazione di consorzi regionali/provinciali per realizzare reti SFN Partecipazione di Regioni e Provincie Ruolo attivo dei piccoli e medi broadcaster Trasformazione da operatori integrati a network provider Finanziamenti (e frequenze disponibili) finalizzati alla formazione dei consorzi 23
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