ACIDO ZOLEDRONICO ( )

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1 ACIDO ZOLEDRONICO ( ) Specialità: Aclasta (Novartis Pharma spa) Forma farmaceutica: 1 fl 100ml 0.05 mg/ml Prezzo: Prezzo al pubblico da banca dati Farmadati Giugno 2008 ATC: M05BA08 Categoria terapeutica: Farmaci che agiscono su struttura ossea e mineralizzazione-bisfosfonati Fascia di rimborsabilità: Indicazioni ministeriali: contenuto Classe PTN: H-OSP 1 Indicazioni ministeriali: Trattamento del morbo di Paget osseo Altre indicazioni del principio attivo: (Specialità Zometa ) Prevenzione di eventi correlati all apparato scheletrico (fratture patologiche, schiacciamenti vertebrali, radioterapia o interventi chirurgici all osso, ipercalcemia neoplastica) in pazienti affetti da tumori maligni allo stadio avanzato che interessano l osso. Trattamento dell ipercalcemia neoplastica (TIH). Decisioni della CTR: Allargamento di indicazioni con nota (riunione del ) Allargamento indicazioni per osteoporosi (riunione del ) Nota limitativa su richiesta motivata per il trattamento del morbo di Paget osseo. Analisi della letteratura Il morbo di Paget (MdP) è una malattia caratterizzata da una alterazione focale del rimodellamento osseo [1], che presenta due caratteristiche patologiche: non è finalizzato al mantenimento della integrità strutturale dell osso e quindi della sua efficienza biomeccanica e avviene con un ritmo esagerato e disordinato. Protratto nel tempo questo processo si traduce in un allargamento, indebolimento, deformità, aumentato rischio di frattura e dolore a carico del segmento osseo interessato. La deformità dei segmenti colpiti dalla malattia altera la distribuzione del carico meccanico con conseguente aumentato rischio di artrosi secondaria. Il MdP si associa ad incremento del turnover osseo e della maggior parte dei sui markers per cui i markers di turnover osseo riflettono con sufficiente accuratezza l attività globale della malattia. Il morbo di Paget ha un profilo epidemiologico molto variabile. La prevalenza più elevata si registra in alcune aree dell Inghilterra: una indagine radiologica condotta negli anni 70 ha stimato una prevalenza del 5,4% nella popolazione sopra i 55 anni d età. Un recente studio condotto in Italia ha permesso di definire nella popolazione ultrasessantenne una prevalenza complessiva della malattia di poco più dell 1%, maggiore nel sesso maschile e con un progressivo incremento all aumentare dell età. Il trattamento medico del morbo di Paget si prefigge di normalizzare o quanto meno di ridurre il più possibile l abnorme turnover osseo. Questo obiettivo è divenuto possibile con l avvento dei bifosfonati: etidronato e risedronato per somministrazione orale, neridronato e acido zoledronico per somministrazione endovenosa. Il farmaco L acido zoledronico è un bifosfonato azotato con una modalità d azione che comprende l inibizione dell attività enzimatica del farnesil di fosfato sintasi (FPP sintasi) [2]. In farmaco è attualmente inserito in PTORV in equivalenza con ibandronato e pamidronato per le indicazioni ministeriali comuni autorizzate in scheda tecnica. In particolare, si segnala che per tali indicazioni viene utilizzata la specialità medicinale Zometa fiale da 4 mg (da somministrare una volta al mese dopo ricostituzione con apposito solvente) mentre per l indicazione malattia di Paget è stata realizzata una apposita formulazione da 5 mg già pronta per l uso.

2 Secondo quanto dichiarato dalla ditta, sono stati fatti inizialmente degli studi con il dosaggio di 4 mg anziché 5 mg ma tale dosaggio ha determinato il raggiungimento della risposta terapeutica solo nel 58% dei pazienti per cui la ditta, sulla base dei dati di sicurezza derivanti dall utilizzo per le indicazioni oncologiche, ha scelto di testare per questa indicazione un dosaggio superiore. Si segnala, tuttavia, la recente pubblicazione di uno studio condotto con zoledronico 4 mg verso pamidronato e neridronato [3] Efficacia L efficacia e la sicurezza di acido zoledronico sono state analizzate in due studi clinici di non inferiorità, multicentrici, randomizzati, controllati e in doppio cieco, di disegno identico, condotti su un totale di 357 pazienti di età > 30 anni e con malattia di Paget ossea confermata radiologicamente [4,5]. In questi studi, i pazienti sono stati randomizzati in rapporto 1:1 a ricevere una singola infusione endovenosa di acido zoledronico (n=182) o oppure risedronato 30 mg/die os per 60 giorni (n=175). Il confronto con acido risedronico è stato motivato dal fatto che questo amino-bisfosfonato veniva comunemente utilizzato come standard terapeutico. Per mantenere la cecità ai pazienti del primo braccio sono state somministrate delle compresse di placebo mentre ai pazienti del braccio di controllo è stata inizialmente praticata una infusione salina. Tutti i pazienti hanno assunto quotidianamente supplementi di calcio 1 g e calciferolo U. End-point primario di efficacia era rappresentato dalla percentuale di risposta terapeutica a sei mesi, definita come normalizzazione dei livelli di fosfatasi alcalina o come riduzione di almeno il 75% nell eccesso di fosfatasi alcalina[1]. End-point secondari comprendevano le variazioni dei markers biochimici di riassorbimento osseo e di formazione ossea e la qualità della vita valutata mediante SF-36 [2] (36-item Short-Form General Health Survey). L analisi di efficacia è stata sulla popolazione Intention To Treat (ITT) modificata, includendo solo i pazienti randomizzati che avevano assunto almeno una dose del farmaco loro assegnato e per i quali è stato possibile ottenere una misurazione della fosfatasi alcalina al basale ed almeno una post-basale mentre il tempo alla risposta è stato valutato nella popolazione Intention to treat. Al sesto mese, il 96% dei pazienti in terapia con acido zoledronico ha raggiunto una risposta terapeutica, rispetto al 74.3% dei pazienti trattati con Risedronato (p<0.001). I livelli di fosfatasi alcalina si sono normalizzati, rispettivamente nell 88.6% e nel 57.9% dei pazienti (p <0.001) nei due bracci; i tassi di normalizzazione dei livelli di SAP sono stati significativamente differenti tra i due gruppi (p<0,001) in ogni momento a partire dal primo mese. L acido zoledronico è risultato associato ad un tempo ad una prima risposta terapeutica mediano più breve rispetto a risedronato (64 versus 89 giorni; p < 0.001). L analisi per sottogruppi ha mostrato una risposta significativamente più alta con l acido zoledronico rispetto al risedronato indipendentemente dall età o dal sesso del paziente, dalla gravità della malattia, dai livelli basali di fosfatasi alcalina e da precedenti trattamenti per il Paget. Per quanto riguarda la qualità della vita, il punteggio totale per la componente fisica del questionario SF- 36 aumentato in modo significativo nel gruppo trattato con acido zoledronico, rispetto al basale, sia a 3 mesi che a 6 mesi, con una differenza significativa rispetto al gruppo risedronato a 3 mesi. Il punteggio del dolore è migliorato in entrambi i gruppi. I pazienti che al termine dei 6 mesi erano stati classificati come responder al trattamento, sono stati considerati eleggibili per partecipare ad una estensione osservazionale del trial. Lo studio risulta, attualmente, in corso ma sono comunque stati pubblicati i dati relativi a 24 mesi dall inizio della terapia (6 mesi studio registrativo + 18 mesi di estensione) [6]. L obiettivo di tale estensione era confrontare la capacità dell acido zoledronico rispetto al risedronato nel mantenere il controllo a lungo termine del turnover osseo. Tutti i pazienti hanno assunto quotidianamente supplementi di calcio 1 g e calciferolo U ma non è stato loro permesso di assumere altri bifosfonati. Si segnala, tuttavia, che secondo quanto dichiarato dalla ditta, lo studio prevedeva di ritrattare i pazienti che avessero presentato una riduzione eccessiva dei livelli di SAP (in quanto non etico lasciare questi pazienti senza terapia), ma che tali pazienti in tal caso sono usciti dallo studio senza essere ulteriormente valutati. Dei 296 pazienti considerati responder dopo gli iniziali 6 mesi, 267 (90,2%) sono risultati eleggibili per la fase di estensione del trial (152 precedentemente trattati con acido zoledronico e 115 con risedronato). Gli end-points utilizzati per la valutazione del controllo a lungo termine sul turnover osseo includevano la percentuale di mantenimento della risposta terapeutica, le variazioni nei markers biochimici associati alla formazione e al riassorbimento osseo e i rapporti fra i diversi markers biochimici a 24 mesi rispetto all inizio della fase di estensione. In questo studio, la risposta terapeutica dopo 24 mesi è stata mantenuta dal 98% dei pazienti che hanno assunto acido zoledronico e dal 57% di quelli del braccio di controllo. I pazienti inizialmente trattati con acido zoledronico hanno mantenuto, durante i 18 mesi di estensione, i livelli medi di fosfatasi alcalina totale all interno dell intervallo di riferimento, mentre i pazienti del braccio di controllo hanno mostrato un incremento lineare nei livelli di fosfatasi alcalina già dopo 6 mesi. Un quadro similare di risposta è stato osservato per tutti i markers del turnover osseo.

3 Va, comunque, segnalato, che la stessa scheda tecnica di risedronato riporta di ripetere, se ritenuto necessario, il trattamento almeno due mesi dopo il primo ciclo. Non sono disponibili dati relativi ad una risomministrazione di acido zoledronico dopo due anni. [1] La fosfatasemia alcalina (ALP) rappresenta il marker con maggior sensibilità diagnostica e, in pazienti senza malattie epatiche, la ALP totale riflette adeguatamente l attività della malattia. I markers di riassorbimento osseo e l osteocalcina sierica sono meno sensibili e accurati dell ALP. [2] L SF-36 è un questionario articolato attraverso 36 domande che permettono di assemblare 8 differenti scale. Le 36 domande si riferiscono concettualmente a 8 domini di salute: AF-attività fisica (10 domande), RP-limitazioni di ruolo dovute alla salute fisica (4 domande) e RE-limitazioni di ruolo dovute allo stato emotivo (3 domande), BP-dolore fisico (2 domande), GH-percezione dello stato di salute generale (5 domande), VT-vitalità (4 domande), SF-attività sociali (2 domande), MH- salute mentale (5 domande) e una singola domanda sul cambiamento nello stato di salute. Confronto fra bifosfonati nel Paget Uno studio randomizzato, in aperto, della durata di 15 mesi (in fase di pubblicazione) ha confrontato l efficacia di alcuni bifosfonati nel trattamento di pazienti con malattia di Paget in fase attiva [3]. In questo studio 90 pazienti sono stati randomizzati a ricevere pamidronato (30 mg per 2 giorni consecutivi ogni 3 mesi, n=60) oppure zoledronato (4 mg per infusione endovenosa della durata di 15 minuti, n= 30). Si segnala, tuttavia, che né pamidronato né zoledronato al dosaggio di 4 mg sono registrati in Italia per il trattamento della malattia; acido zoledronico è stato, infatti, registrato per tale indicazione ad un dosaggio superiore (5 mg) come specialità medicinale diversa, in quanto, secondo quanto dichiarato dalla ditta, gli studi preliminari con zoledronato 4 mg avevano determinato una risposta solo nel 58% dei pazienti per cui la ditta ha stabilito a tavolino di effettuare studi successivi con dosaggi superiori. Dopo sei mesi, i pazienti non responder a pamidronato sono passati a zoledronato o neridronato (100 mg per 2 giorni consecutivi); neridronato non è stato somministrato al basale date le piccole dimensioni del campione. End-point primario di efficacia era la risposta terapeutica a 6 mesi, definita come la normalizzazione dei livelli di fosfatasi alcalina oppure una riduzione di almeno il 75% nell eccesso di fosfatasi alcalina totale. End-point secondari erano la riduzione del dolore osseo, il tempo di raggiungimento del nadir di fosfatasi alcalina, il tempo al raggiungimento della risposta terapeutica, il punteggio al questionario HAQ (Health Assessment Questionary) e la riduzione percentuale media dal basale nella fosfatasi alcalina ossea. A sei mesi, il 97% dei pazienti trattati con zoledronato aveva raggiunto una risposta terapeutica vs 45% dei pazienti trattati con pamidronato (p<0.001). La normalizzazione dei livelli di fosfatasi alcalina è stata raggiunta nel 93% dei pazienti del braccio zoledronato vs 35% del braccio pamidronato e mantenuta nel 79% e nel 65% dei pazienti trattati con zoledronato, rispettivamente, a 12 e 15 mesi, con una perdita di risposta nel 6% di tali pazienti. A sei mesi, i pazienti responder a pamidronato hanno proseguito il trattamento mentre i pazienti non responder sono passati a neridronato (n=15) o zoledronato (n=18). In questo studio, 14/15 pazienti (93%) del braccio neridronato e 17/18 pazienti (94%) del braccio zoledronato hanno raggiunto una risposta terapeutica. Le percentuali di normalizzazione sono risultate simili nel braccio neridronato (80%) e zoledronato (83%). A 9 mesi dall inizio del trattamento (15 mesi dal basale) la risposta terapeutica è stata mantenuta in entrambi i gruppi. Tollerabilità I dati inerenti la sicurezza e la tollerabilità dell acido zoledronico in pazienti affetti da morbo di Paget sono stati ricavati dall analisi congiunta dei dati provenienti dai due studi registrativi e dallo studio di estensione osservazionale [4-6]. Il farmaco è risultato generalmente ben tollerato [7]. Nei primi tre giorni la percentuale di eventi avversi registrati nel braccio trattato con acido zoledronico è stata il doppio (53,7% vs 25.0%) rispetto a quanto riscontrato con risedronato (p<0,001). L evento avverso più frequente nel braccio trattati con acido zoledronico è stato lo sviluppo di reazione simil influenzale; altri eventi avversi molto comuni sono stati febbre, dolore osseo, mialgia e artralgia e ipocalcemia. Questi eventi sono stati di grado da lieve a moderato e la maggior parte di essi si è risolta entro quattro giorni dalla comparsa dell evento. Tutti questi sintomi erano già stati segnalati con altri bifosfonati. La frequenza di eventi avversi rilevati dopo i primi tre giorni di trattamento è stata la medesima nei due bracci. La frequenza di eventi avversi gastrointestinali e renali è risultata simile nei due bracci di trattamento. Durante il periodo di estensione dello studio, sono stati riscontrati complessivamente 8 decessi (5 nel braccio dell acido zoledronico e 3 nel braccio di controllo) e 43 eventi avversi gravi tra cui neoplasie ed eventi cardiovascolari (26 nel braccio dell acido zoledronico e 17 nel braccio di controllo). Non c è stato nessun caso di osteonecrosi mascellare.

4 In letteratura sono stati segnalati casi di osteonecrosi mascellare, una condizione caratterizzata dalla comparsa di osteomielite a carico di mascella o mandibola con esposizione del tessuto osseo, associati ad acido zoledronico e pamidronato quando utilizzati in indicazioni oncologiche [4]. Uno studio retrospettivo è stato condotto per definire le caratteristiche dei pazienti che hanno presentato osteonecrosi della mandibola e la frequenza di questo grave effetto indesiderato nei pazienti con mieloma multiplo [8]. In particolare, i ricercatori del Gruppo Italiano Studio Linfomi hanno identificato 35 casi nel periodo , 24 dei quali si sono manifestati dopo mesi dall inizio del trattamento con bifosfonati. Il tempo di insorgenza dell osteonecrosi della mandibola è stato più breve nei pazienti trattati con acido zoledronico da solo, rispetto ai pazienti trattati prima con Pamidronato e successivamente con Acido Zoledronico. La frequenza dell osteonecrosi della mandibola tra i pazienti con mieloma multiplo nel corso del periodo di studio è stata del 1,9%. Sebbene non esistano segnalazioni di eventi di questa natura in pazienti con malattia di Paget, l autorità regolatoria Europea ritiene necessaria una sorveglianza post-marketing [4]. Linee guida Le linee guida Italiane per la diagnosi e la terapia del morbo di Paget (2007) raccomandano l utilizzo di risedronato o neridronato o zoledronato come prima scelta, in quanto farmaci con documentata efficacia e ufficialmente registrati per la terapia del morbo di Paget [1]. La scelta tra neridronato e zoledronato può essere fatta tenendo conto del rapporto costo/beneficio. Calcitonina ed etidronato non rientrano tra i farmaci di prima scelta. Le linee guida italiane, data la disponibilità di valide alternative con l indicazione registrata per la terapia del Paget, ritengono ingiustificato l impiego off label di altri bifosfonati. Altri report di Technology Assessment Lo Scottish Medicines Consortium [9] ha approvato l utilizzo di acido zoledronico per il morbo di Paget nei pazienti per i quali è considerato appropriato l uso dei bifosfonati, sottolineando che, sebbene la diminuzione del dolore riscontrata con acido zoledronico risulti simile a quella ottenuta con gli altri bisfosfonati orali, il trattamento con acido zoledronico è associato ad una riduzione superiore e sostenuta nel tempo dei livelli sierici di fosfatasi alcalina (marker del turnover osseo). Considerazioni farmacoeconomiche In base ai risultati preliminari di uno studio tedesco (vs risedronato) e di uno studio belga (vs risedronato, tiludronato, pamidronato specialità medicinale Aredia e pamidronato generico) il trattamento con acido zoledronico rappresenta una opzione costo-efficace per il trattamento del morbo di Paget [7]. Non sono disponibili studi di confronto verso neridronato. Costi Il costo di un ciclo di trattamento con acido zoledronico è di 282,32, inferiore rispetto al costo di un singolo ciclo di trattamento con risedronato orale (pari a 453 ) ma circa il doppio rispetto al costo di due cicli di trattamento con neridronato endovena (pari a 107,84 ) da effettuarsi, se necessario, a distanza di almeno sei mesi l uno dall altro nei pazienti recidivanti. La maggior parte dei pazienti sembra, comunque, trarre beneficio con un singolo ciclo di terapia con neridronato, con un ulteriore riduzione dei costi rispetto ad acido zoledronico. Relativamente ad acido zoledronico la scheda tecnica riporta che non sono disponibili dati specifici sul ritrattamento, benché dopo un singolo trattamento si è osservato un periodo prolungato di remissione nei pazienti che rispondevano alla terapia precedente (24 mesi). Per quanto riguarda la rimborsabilità, si ricorda che neridronato nella formulazione generalmente utilizzata (100 mg) e acido zoledronico sono entrambi in fascia H ma con una modalità distributiva diversa: Neridronato è infatti un H OSP2 mentre zoledronico è un H OSP1. Risedronato per il morbo di Paget è, invece, in fascia C. Il costo di un ciclo di trattamento con acido zoledronico è circa quattro volte più elevato rispetto ad acido etidronico (fascia A nota 42) se usato al dosaggio 300 mg/die per 6 mesi (76,98 ) e circa due volte più elevato rispetto a etidronico 600 mg/die per 6 mesi (153,96 ). Si ricorda, tuttavia, che acido etidronico non è raccomandato come opzione di prima scelta. Conclusioni Il morbo di Paget è una malattia caratterizzata da una alterazione focale del rimodellamento osseo il cui trattamento si prefigge di normalizzare o quanto meno di ridurre il più possibile l abnorme turnover osseo. Questo obiettivo è divenuto possibile con l avvento dei bifosfonati. I farmaci attualmente registrati in Italia per tale indicazione sono etidronato e risedronato per somministrazione orale, neridronato e acido zoledronico per somministrazione endovenosa. L acido zoledronico è un bifosfonato azotato con una modalità d azione che comprende l inibizione dell attività enzimatica del farnesil di fosfato sintasi (FPP sintasi).

5 Per l indicazione malattia di Paget è stata realizzata una apposita formulazione da 5 mg già pronta per l uso diversa dalla formulazione già inserita in PTORV (Zometa fiale da 4 mg da somministrare una volta al mese dopo ricostituzione con apposito solvente). L efficacia e la sicurezza di acido zoledronico sono state valutate in due RCT di non inferiorità, controllati vs risedronato (utilizzato come standard terapeutico), di disegno identico ed analizzati in maniera congiunta, ai quali è seguita una fase di estensione osservazionale condotta per confrontare la capacità dell acido zoledronico rispetto al risedronato nel mantenere il controllo a lungo termine del turnover osseo. Al sesto mese, il 96% dei pazienti in terapia con acido zoledronico ha raggiunto una risposta terapeutica (end-point primario), rispetto al 74.3% dei pazienti trattati con Risedronato (p< 0.001). In questo studio, la risposta terapeutica dopo 24 mesi è stata mantenuta dal 98% dei pazienti che assumevano acido zoledronico e dal 57% di quelli trattati con risedronato. Si segnala, tuttavia, che la scheda tecnica di risedronato raccomanda di ripetere la somministrazione del suddetto farmaco dopo due mesi dal termine del primo ciclo di terapia qualora il clinico lo ritenga necessario, ma nella fase di estensione osservazionale questo non è stato fatto per cui le differenze fra i due bracci di trattamento avrebbero potuto essere minori. Non sono disponibili dati relativi ad una risomministrazione di acido zoledronico dopo due anni. Un ultimo studio randomizzato, in aperto, della durata di 15 mesi ha confrontato l efficacia di diversi bifosfonati nel trattamento di pazienti con malattia di Paget in fase attiva. In questo studio 90 pazienti sono stati randomizzati a ricevere pamidronato oppure zoledronato e, dopo sei mesi, i pazienti non responder a pamidronato sono passati a zoledronato o neridronato. A sei mesi, il 97% dei pazienti trattati con zoledronato aveva raggiunto una risposta terapeutica (end-point primario) vs 45% dei pazienti trattati con pamidronato. Per quanto riguarda i pazienti non responder a pamidronato, 14/15 pazienti (93%) passati a neridronato e 17/18 pazienti (94%) passati a zoledronato hanno raggiunto una risposta terapeutica. Le percentuali di normalizzazione sono risultate simili nel braccio neridronato (80%) e zoledronato (83%).A 9 mesi dall inizio del trattamento (15 mesi dal basale) la risposta terapeutica è stata mantenuta in entrambi i gruppi. Nei primi tre giorni la percentuale di eventi avversi registrati nel braccio trattato con acido zoledronico è stata il doppio rispetto a quanto riscontrato con risedronato (p<0,001). Gli eventi avversi verificatisi sono stati principalmente sindrome influenzale, febbre, cefalea, nausea, dolore osseo, mialgia e artralgia: sono stati di grado da lieve a moderato e la maggior parte di essi si è risolta entro quattro giorni dalla comparsa dell evento. La frequenza di eventi avversi rilevati dopo i primi tre giorni di trattamento è stata la medesima nei due bracci. Sono stati registrati casi di osteonecrosi nella regione maxillofacciale associati ad acido zoledronico e pamidronato quando utilizzati in indicazioni oncologiche. Sebbene non esistano segnalazioni di eventi di questa natura in pazienti con malattia di Paget, l autorità regolatoria Europea consiglia necessaria una sorveglianza post-marketing. Le linee guida Italiane per la diagnosi e la terapia del morbo di Paget (2007) raccomandano l utilizzo di risedronato, neridronato e zoledronato come prima scelta, in quanto farmaci con documentata efficacia e ufficialmente registrati per la terapia del morbo di Paget. La scelta tra neridronato e zoledronato può essere fatta tenendo conto del rapporto costo/benefici. Il costo di un ciclo di trattamento con acido zoledronico è di 282,32, inferiore rispetto al costo di un singolo ciclo di trattamento con risedronato orale (pari a 453 ) ma circa il doppio rispetto al costo di due cicli di trattamento con neridronato endovena (pari a 107,84 ) da effettuarsi, se necessario, a distanza di almeno sei mesi l uno dall altro nei pazienti recidivanti. La maggior parte dei pazienti sembra, comunque, trarre beneficio con un singolo ciclo di terapia con neridronato, con un ulteriore riduzione dei costi rispetto ad acido zoledronico. Relativamente ad acido zoledronico la scheda tecnica riporta che non sono disponibili dati specifici sul ritrattamento, benché dopo un singolo trattamento si è osservato un periodo prolungato di remissione nei pazienti che rispondevano alla terapia precedente (24 mesi). Il costo di un ciclo di trattamento con acido zoledronico è circa quattro volte più elevato rispetto ad acido etidronico (fascia A nota 42) se usato al dosaggio 300 mg/die per 6 mesi (76,98 ) e circa due volte più elevato rispetto a etidronico 600 mg/die per 6 mesi (153,96 ). Si ricorda, tuttavia, che acido etidronico non è raccomandato come opzione di prima scelta. Per quanto riguarda la rimborsabilità, si ricorda che neridronato nella formulazione generalmente utilizzata (100 mg) e acido zoledronico sono entrambi in fascia H ma con una modalità distributiva diversa: Neridronato è infatti un H OSP2 mentre zoledronico è un H OSP1. Risedronato per il morbo di Paget è, invece, in fascia C. Documentazione bibliografica: 1. Adami S. et al. Reumatismo, 2007; 59: Aclasta. Riassunto delle caratteristiche del prodotto. 3. Merlotti D, et al. J Bone Miner Res. 2007; [Epub ahead of print]

6 4. (accesso del 31/07/2007) 5. Reid IR, et al. N Engl J Med 2005; 353: Hosking D, et al. J Bone Miner Res 2007 ; 22 : Keating, et al. Drugs.2007 : 67 : Pozzi S et Al, Leuk Lymphoma 2007; 48: Scottish Medicine Consortium, No. (317/06) (accesso del 31/07/2007) Costo della terapia con acido zoledronico: Principio attivo Acido zoledronico Dosaggio da scheda tecnica Costo/ciclo di terapia all ospedale 5 mg in infusione ev 282,32 Note Non sono disponibili dati specifici sul ritrattamento. Dopo un singolo trattamento si è osservato un periodo prolungato di remissione nei pazienti che rispondevano alla terapia (24 mesi) Costo di altri farmaci: Principio attivo Acido Risedronico (Actonel ) Sodio Neridronato Dosaggio 30mg/die os per 2 mesi 100mg/die ev per 2 giorni consecutivi Costo/ciclo di terapia all ospedale Costo per trattamento di un paziente all ospedale (1-2 cicli) 53,92 53,92-107,84 (1-2 cicli) mg/die per Acido Etidronico 76,98-153,96 76,98-153,96 6 mesi * Prezzi da listini forniti dalle ditte, Agosto 2007 Data di redazione: 12 settembre 2007 Note Se necessario ripetere almeno 2 mesi dopo il primo ciclo. Si segnala che acido risedronico è in classe di rimborsabilità C, per il trattamento del morbo di Paget (specialità medicinale Actonel ) e in classe A con nota 79 per il trattamento dell osteoporosi (specialità medicinale Optinate ), con un costo decisamente inferiore. Ripetere se necessario dopo non meno di 6 mesi.

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