CONTABILITA INDUSTRIALE A COSA SERVE?
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- Virginia Pellegrino
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1 Studio di Consulenza dottor Alessandro Tullio Analisi dei Costi e Contabilità Industriale Docente: dottor Alessandro Tullio Corso Canalgrande Modena Tel / Fax / [email protected] CONTABILITA INDUSTRIALE A COSA SERVE? ANALIZZARE I COSTI ORIENTARE I PREZZI DETERMINARE RISULTATI ANALITICI VERIFICANDO L EFFICIENZA AZIENDALE DETERMINARE BASI STORICHE PER LE ANALISI PREVISIONALI
2 PREZZO DOMANDA Effettiva e potenziale Struttura dei COSTI aziendali CONCORRENZA reale e potenziale La DETERMINAZIONE DEL PREZZO può quindi essere ORIENTATA alla DOMANDA alla Concorrenza ai Costi LA PROGETTAZIONE DI UN SISTEMA DI COSTING UTILIZZO DI FATTORI PRODUTTIVI VALORIZZAZIONE FATTORI ALLOCAZIONE VOCI DETERMINAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UTILIZZATE SCELTA DELLA CONFIGURAZIONE DEL COSTO DI PRODOTTO SCELTA DELL ALGORITMO DI CALCOLO DEL COSTO DI PRODOTTO DETERMINAZIONE DELLA FREQUENZA DI RILEVAZIONE DATI
3 LE SCELTE FONDAMENTALI NELLA PROGETTAZIONE DEL SISTEMA DI MISURAZIONE DEI COSTI LA CORRETTA PROGETTAZIONE DI UN SISTEMA DI MISURAZIONE DEI COSTI NON PUO PRESCINDERE DALLE SEGUENTI SCELTE FONDAMENTALI: TIPOLOGIE DI INFORMAZIONI 1 DI COSTO METODOLOGIA DI RILEVAZIONE DEI COSTI 2 Le fonti e le metodologie per calare le classi di costo selezionate sugli oggetti di calcolo Tipologia degli elementi di costo su cui il sistema dovrà lavorare Attraverso quali criteri procedere ad una classificazione dei costi Quale configurazione di costo dovrà Costituire l output del sistema DEFINIZIONE DEGLI OGGETTI DI CALCOLO 3 La definizione degli oggetti attorno ai quali strutturare il sistema Studio di Consulenza dottor Alessandro Tullio Analisi dei Costi Corso Canalgrande Modena Tel Fax [email protected]
4 COSTO Ogni forma di flusso in uscita, presente, passato,futuro Costo di esercizio ogni costo (presente, passato,futuro) inerente al periodo di tempo esaminato Alcune classificazioni Criterio di variabilità * fissi/variabili Criterio di attribuzione * diretti/indiretti Momento di determinazione * preventivi/consuntivi Criterio di tipicità * standard ideali attesi di base
5 COSTO VARIABILE Costo sostenuto in conseguenza della decisione di produrre un bene o erogare un servizio. Questo costo non si manifesta in assenza di attività CARATTERISTICHE DEI COSTI VARIABILI CAMBIA LA LORO ENTITA COMPLESSIVA IN PROPORZIONE DIRETTA ALLE VARIAZIONI DI VOLUME DELL ATTIVITA NON CAMBIA IL VALORA UNITARIO E L INCIDENZA PERCENTUALE NON CAMBIA IL VALORA UNITARIO E L INCIDENZA PERCENTUALE AL VARIARE DEI VOLUMI.
6 COSTI FISSI O DI STRUTTURA Costi sostenuti per disporre di una data capacità produttiva e struttura aziendale Costi indipendenti dai volumi di produzione, ovvero dal loro grado di utilizzo. CARATTERISTICHE DEI COSTI FISSI NON CAMBIA LA LORO ENTITA AL VARIARE DEI VOLUMI DI ATTIVITA, ALMENO ENTRO CERTI LIMITI MOLTO AMPI. CAMBIA LA LORO INCIDENZA UNITARIA E PERCENTUALE IN CAMBIA LA LORO INCIDENZA UNITARIA E PERCENTUALE IN PROPORZIONE INVERSA AL VARIARE DEI VOLUMI.
7 COSTI FISSI SPECIFICI COSTI CHE SI SOPPORTANO IN CONSEGUENZA DELLA SCELTA DI PRODURRE UNO SPECIFICO BENE O SERVIZIO LA LORO ENTITA NON SI MODIFICA IN RELAZIONE AI VOLUMI PRODUTTIVI COSTI DIRETTI IMPUTABILI DIRETTAMENTE E FACILMENTE AI PRODOTTI COSTI INDIRETTI SOSTENUTI PER PIU PRODOTTI, PER TANTO DA SUDDIVIDERE SU DI ESSI IN BASE A CRITERI OPPORTUNI
8 COSTO STANDARD COSTO TEORICO, INGEGNERISTICO, OTTENIBILE DALL IMPRESA PER LA REALIZZAZIONE DI UN DETERMINATO OUTPUT IN CONDIZIONI DI NORMALE FUNZIONAMENTO. 1. IL COSTO STANDARD DEFINITO DEVE ESSERE SENSATO E RAPPRESENTARE UN OBIETTIVO RAGGIUNGIBILE, IN MODO DA COSTI- TUIRE UN ELEMENTO INCENTIVANTE PER I VARI RESPONSABILI DI FUNZIONE; 2. IL COSTO STANDARD DEVE ESSERE ADEGUATO ALLE CARATTE- RISTICHE DEL PROCESSO TECNOLOGICO: CIOE SI DEVE TENERE IN CONSIDERAZIONE IL FENOMENO DELLE CURVE DI APPRENDIMENTO, MODIFICANDO IL LIVELLO DEGLI STANDARD NEL TEMPO. IL CONTROLLO DEI COSTI CON IL METODO DEI COSTI STANDARD PROGRAMMAZIONE DELLE OPERAZIONI DA COMPIERE E DEI RELATIVI COSTI STANDARD. ESATTA MISURAZIONE DEI FATTI VERIFICATISI. COMPARAZIONE DEI DATI STANDARD CON QUELLI EFFETTIVI. ANALISI DEGLI SCOSTAMENTI E VALUTAZIONE DELLE CAUSE ATTRIBUZIONE DELLE RESPONSABILITA CON LOGICHE DI CONSUNTIVAZIONE E, SUCCESSIVAMENTE, PROSPETTICHE.
9 COSTI FIGURATIVI Costi che non vengono materialmente sostenuti, ma che devono essere presi in esame per valutare i risultati dell azienda Ovvero per: Prevedere la renumerazione di tutti i fattori della produzione Rendere omogenee situazioni diverse IL COSTO PRIMO Materie prime Lavoro diretto Costi diversi COSTO PRIMO IL COSTO PRIMO E LA SOMMATORIA DI TUTTI I COSTI DIRETTI
10 Studio di Consulenza dottor Alessandro Tullio Relazioni tra Contabilità Generale e Contabilità Industriale: i sistemi contabili Corso Canalgrande Modena Tel Fax [email protected] DIFFERENZA TRA CONTABILITA GENERALE E CONTABILITA INDUSTRIALE CONTABILITA GENERALE CONTABILITA INDUSTRIALE Campo di Rileva tutti i fatti amministrativi Rileva i fatti di gestione connessi Indagine che comportano una entrata ed al processo economico aziendale una uscita finanziaria( acquisti, Non prende in considerazione vendite ecc.) l aspetto finanziario della gestione. Scopo Determinare il reddito d esercizio Determinare i costi ed i ricavi di cioè il risultato di tutta l attività gestione, cioè i risultati dell attività aziendale nel suo complesso, economica nelle sue varie fasi e la composizione del capitale (attività e passività) Natura Considera i fenomeni aziendali Considera i fenomeni aziendali dei dati all atto del loro accertamento all atto della loro utilizzazione rilevati Rileva dati sintetici, cioè non Rileva dati analitici, riclassifiscomposti in tutti i loro componenti elementari cando in modo più dettagliato ed omogeneo i costi ed i ricavi riletti dalla Contabilità Generale. Rileva i costi ed i ricavi secondo la loro natura Rileva i costi ed i ricavi secondo la loro natura Rileva soltanto dati storici Rileva i costi ed i ricavi secondo la loro destinazione Rileva i costi ed i ricavi secondo la loro destinazione Può rilevare dati storici e dati predeterminati (previsionali oppure standard)
11 RELAZIONI TRA CONTABILITA GENERALE ED INDUSTRIALE LE DUE CONTABILITA POSSONO ESSERE COLLEGATE SECONDO IL CRITERIO DEL: SISTEMA UNICO Si ha un unica contabilità integrata. SISTEMA DUPLICE CONTABILE Si hanno due contabilità separate tenute t entrambe con il sistema della partita doppia. SISTEMA DUPLICE MISTO Si hanno due contabilità separate, ma la contabilità Industriale è tenuta a mezzo di prospetti anziché conti SISTEMA UNICO INDIVISO PREVEDE LA CONTABILITA ANALITICA NELL AMBITO DELLA STESSA CONTABILITA GENERALE, DELLA QUALE PERCIO COSTITUISCE PARTE INTEGRANTE. IL SISTEMA E SVOLTO SECONDO LA LOGICA PATRIMONIALISTICA CHE SEGUE LE VARIAZIONI DEI SINGOLI ELEMENTI DEL PATRIMONIO. I COSTI DIRETTI E INDIRETTI SONO ATTRIBUITI AI CONTI LAVORAZIONE RIGUARDANTI I DIFFERENTI PRODOTTI IN PARALLELO ALLO SVOLGIMENTO DEI PROCESSI PIANO DEI CONTI UNICO
12 SISTEMA SS DUPLICE MISTO LA CONTABILITA ANALITICA E SVOLTA PARALLELAMENTE ALLA CONTABILITA GENERALE CON RILEVAZIONI STATISTICHE O EXTRA CONTABILI. TIPICO DELLE IMPRESE DI PICCOLE-MEDIE DIMENSIONI SISTEMA DUPLICE CONTABILE SISTEMA DI CONTABILITA GENERALE SISTEMA DI CONTABILITA ANALITICA IN PARTITA DOPPIA SVILUPPO DI UN PIANO DEI CONTI DI CONTABILITA ANALITICA DISTINTO DA QUELLO DI CONTABILITA GENERALE MAGGIOR GRADO DI ANALITICITA MA UGUAGLIANZA DEI RISULTATI DI CONTABILITA GENERALE E DI CONTABILITA ANALITICA
13 SISTEMA DUPLICE CONTABILE: VANTAGGI L APPLICAZIONE DELLA CONTABILITA ANALITICA AVVIENE SENZA MODIFICARE IN MODO NOTEVOLE LE RILEVAZIONI SISTEMATICHE DI CONTABILITA GENERALE LA SEPARAZIONE E SOLO FORMALE GARANZIA L IDENTITA DI RISULTATO ECONOMICO SI CONTRAPPONE AD UN RISULTATO ECONOMICO DI CONTABILITA GENERALE PIU RISULTATI ECONOMICI DI SETTORI INDUSTRIALI, AREE STRATEGICHE D AFFARI, STABILIMENTI, ETC.. SISTEMA DUPLICE CONTABILE: SVANTAGGI ECCESSIVA COMPLESSITA DI ELABORAZIONE DI UNA CONTABILITA INDUSTRIALE IN PARTITA DOPPIA MAGGIORI QUANTITA DI INFORMAZIONI MAGGIORI COSTI DI GESTIONE
14 IMPOSTAZIONE DELLA CONTABILITA ANALITICA CARATTERISTICHE DELL AMBIENTE ESTERNO CARATTERISTICHE DELL ATTIVITA D IMPRESA ASPETTI CHE SI DESIDERA PRIVILEGIARE TEMPESTIVITA PRECISIONE (VERIFICA CONTABILE) FORMA STATISTICO TABELLARE METODO DELLA PARTITA DOPPIA: - SISTEMA UNICO - SISTEMA DUPLICE CONTABILE VALUTAZIONE COSTI/BENEFICI Studio di Consulenza dottor Alessandro Tullio La progettazione del sistema di Contabilità Industriale Corso Canalgrande Modena Tel Fax [email protected]
15 FINALITA CONTABILITA INDUSTRIALE 1. DETERMINAZIONE DEI COSTI DI PRODOTTO (ANCHE SE TALI COSTI POSSONO ESSERE DETERMINATI INDIPENDENTEMENTE DALL ESISTENZA DI UN SISTEMA DI CONTABILITA INDUSTRIALE) INDUSTRIALE). 2. CONTROLLO DELL EFFICACIA DELLA GESTIONE. 3. DETERMINAZIONE DELLA MISURA DEL CONCORSO DEI SINGOLI PRODOTTI ALLA FORMAZIONE DELLA REDDITIVITA AZIENDALE. 4. DETERMINAZIONE DI UN RISULTATO INFRANNUALE. 5. RISULTATI ANALITICI PER CENTRI DI COSTO. 6. SUPPORTO AL PROCESSO DECISIONALE CHE HA PER OGGETTO O LA GESTIONE STRATEGICA. (PRODOTTI/MERCATI/TECNOLOGIE). Le principali metodologie di calcolo dei costi DIRECT COSTING FULL COSTING
16 Studio di Consulenza dottor Alessandro Tullio La Contabilità a costo pieno Corso Canalgrande Modena Tel Fax [email protected] CONTABILITA A COSTO PIENO Sistema che attribuisce i i costi indiretti (o comuni) ai prodotti in base a parametri di ripartizione opportunamente scelti. RIPARTIZIONE DEI COSTI INDIRETTI
17 Criteri di ripartizione BASE UNICA Il totale dei costi comuni è ripartito in proporzioni ad una sola base di ripartizione BASE MULTIPLA Il totale dei costi comuni viene suddiviso in classi omogenee, a ciascuna delle quali si applica un criterio di ripartizione appropriato BASE MULTIPLA Individuazione di un parametro idoneo ad ogni costo CENTRI DI COSTO unità organizzativa che svolge una fase di attività ben determinata ( divisione reparto centro di lavoro)
18 REQUISITI DEI CENTRI DI COSTO Omogeneità dei costi relativi e delle operazioni compiute Significatività delle spese imputabili Possibilità di individuare un responsabile. Centri di costo PRODUTTIVI: Detti anche principali, effettuano direttamente le lavorazioni. Centri di costo AUSILIARI: Forniscono i propri servizi ai centri produttivi, pur non intervenendo nel ciclo di lavorazione. Centri di costo COMUNI: detti anche funzionali, raggruppano costi generali di natura non industriale.
19 IMPOSTAZIONE PIANO CENTRI DI COSTO Analisi dei processi e delle operazioni produttive e ausiliarie aziendali: pianta dello stabilimento, lay out macchine e servizi secondo un criterio funzionale, rilevazione delle operazioni produttive e dei flussi di lavoro. INDIVIDUAZIONE CENTRI DI COSTO Studio di Consulenza dottor Alessandro Tullio Contabilità a margine di contribuzione Corso Canalgrande Modena Tel Fax [email protected]
20 Il direct costing Si basa sulla distinzione fra: Costi fissi Costi variabili e individua IL MARGINE DI CONTRIBUZIONE DA QUESTI PRESUPPOSTI SI DEDUCE CHE IL PUNTO FONDAMENTALE DEL DIRECT COSTING E : LA REINTEGRAZIONE DELLE SPESE MEDIANTE I RICAVI QUINDI ASSORBIMENTO DEI COSTI FISSI E NON RIPARTIZIONE DEI COSTI FISSI
21 VALUTAZIONE DELLE SCELTE CONFRONTO tra Costi e Ricavi sorgenti cessanti sorgono o aumentano per effetto delle scelte cessano o calano per effetto delle scelte METODOLOGIE DI CALCOLO DEI COSTI A CONFRONTO La scelta della configurazione di costo da adottare (Full Costing - Direct Costing) dipende dallo scopo della determinazione e dalle esigenze informative del decisore FULL COSTING DIRECT COSTING - Valutazione delle rimanenze in sede - Guida al processo decisionale di determinazione del reddito (a strutture date) - Analisi comparata delle strutture di - Valutazione del contributo fornito costo (in quanto evidenzia il grado di da combinazioni economiche utilizzo delle stesse) parziali alla formazione del risultato globale - Determinazione e valutazione dei - Supporto all attività di programmaprezzi di vendita zione della gestione di breve - Supporto al processo decisionale i di - Apprezzamento delle relazioni i lungo relativo a cambiamenti nelle costi volumi - risultati strutture/processi di trasformazione
22 BREAK-EVEN EVEN POINT Il margine di contribuzione consente l individuazione del fatturato di pareggio Ovvero il fatturato, raggiungendo il quale, l azienda non realizza utili o perdite i ricavi totali eguagliano la somma dei costi fissi e variabili Fp = cf + cv IL DIAGRAMMA DEL PUNTO DI PAREGGIO Vendite totali Costi totali Costi fissi Unità
23 IL DIAGRAMMA DEL PUNTO DI PAREGGIO Punto di pareggio Unità MARGINE DI SICUREZZA E il fatturato che eccede il punto di pareggio M.S. = F Fp % M.S. = F Fp * 100 F! ATTENZIONE PERICOLO! Il margine di sicurezza indica di quanto possa diminuire il fatturato prima di subire una perdita
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