IAS 36: IMPAIRMENT TEST
|
|
|
- Giorgio Paoletti
- 9 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 a.a. 2012/2013 IAS 36: IMPAIRMENT TEST 1
2 FINALITA IAS 36 a.a. 2012/2013 Garantire che le attività aziendali siano iscritte ad un valore non superiore al valore recuperabile attribuibile alle stesse. 2
3 AMBITO DI APPLICAZIONE a.a. 2012/2013 Le disposizioni dello IAS 36 si applicano: al singolo bene facente parte del patrimonio aziendale; alle unità generatrici di flussi di cassa (CGU), unità minima di aggregazione dei beni ai fini della determinazione dei flussi, nell ipotesi in cui risulti impossibile determinare il valore di recupero del singolo bene da sottoporre ad impairment test. 3
4 INDICATORI DI IMPAIRMENT 1/2 a.a. 2012/2013 ESTERNI - Declino nei valori di mercato delle attività, superiore a quanto prevedibile per effetto del trascorrere del tempo e dell uso normale del bene; in questa ipotesi è probabile che il valore recuperabile sia divenuto inferiore al valore contabile, calcolato tenendo conto del solo ammortamento. - Si sono verificate nell esercizio variazioni significative con effetto negativo per l impresa nell ambiente tecnologico, di mercato, economico o normativo in cui l impresa opera o nel mercato al quale l attività è rivolta. Si deve trattare di cambiamenti o innovazioni che potranno ridurre sensibilmente il valore di mercato o le modalità di utilizzo durevole di un attività (es. limitazioni o divieti all utilizzo nella produzione di determinati impianti). - Sono aumentati i tassi d interesse di mercato o altri tassi di rendimento degli investimenti ed è probabile che tale aumento comporterà che un incremento del tasso di attualizzazione utilizzato dall impresa nel calcolo del valore recuperabile (es. aumento del rendimento dei titoli di stato, che costituisce il risk-free sul quale è basato il computo di attualizzazione dei flussi finanziari). 4
5 INDICATORI DI IMPAIRMENT 2/2 a.a. 2012/2013 INTERNI - Obsolescenza dei cespiti (tecnologica od operativa). - Si sono verificati nell esercizio cambiamenti significativi nella misura o nel modo in cui un attività viene utilizzata o si suppone sarà utilizzata (es. programmi di ristrutturazione del settore operativo; programmi di dismissione di un cespite). - Vi sono indicazioni derivanti dal sistema informativo interno che dimostrano che i risultati attesi saranno peggiori di quelli stimati: flussi finanziari derivanti dalle attività in oggetto negativi o inferiori alle previsioni; previsioni aziendali di perdite operative nette nel settore o nella business unit in cui il cespite è utilizzato. Non sempre quando si verifica uno dei sintomi indicati l impresa è tenuta a calcolare il valore recuperabile del cespite: se detto valore è già stato calcolato in precedenza (es. fine esercizio precedente) ed esso si è dimostrato significativamente maggiore del valore contabile, non è necessario procedere al ricalcolo se tale margine di valore non si è interamente ridotto o se i sintomi indicati hanno su di esso una scarsa influenza. 5
6 PERDITA DUREVOLE DI VALORE a.a. 2012/2013 PERDITA DUREVOLE DI VALORE: Eccedenza del valore contabile di un attività rispetto al valore recuperabile 6
7 VALORE ISCRIZIONE MINORE TRA VALORE CONTABILE = VALORE RECUPERABILE = MAGGIORE TRA Costo storico Fondo ammortamento Svalutazioni VALORE D USO VALORE NETTO DI REALIZZO 7
8 VALORE RECUPERABILE MAGGIORE TRA VALORE D USO VALORE NETTO DI REALIZZO valore attuale dei flussi di cassa attesi dal bene ammontare ottenibile, al netto dei costi di dismissione, dalla vendita di un attività 8
9 RIDUZIONE PERDITA DUREVOLE DI VALORE VALORE CONTABILE > VALORE RECUPERABILE PERDITA DI VALORE = VALORE ISCRIZIONE VALORE RECUPERABILE 9
10 FAIR VALUE AL NETTO DEI COSTI DI VENDITA 1. La migliore evidenza del fair value (al netto dei costi di vendita) è data dal prezzo pattuito in un accordo vincolante di vendita (binding sale agreement) in una operazione fra parti indipendenti, rettificato dei costi attribuibili direttamente alla cessione dell asset. 2. Se, per un determinato cespite, non vi è alcun accordo vincolante di vendita, ma è commercializzato in un mercato attivo il valore ricercato è pari al prezzo corrente di mercato (alla data di riferimento della valutazione) al netto dei costi di dismissione. Va considerato il prezzo corrente dell offerta; se esso non è disponibile, si deve far ricorso al prezzo della transazione più recente. 3. Se non esistono né un accordo vincolante, né un mercato attivo, va stimato il prezzo ottenibile in una libera contrattazione tra parti consapevoli e disponibili, al netto dei costi di dismissione, tenendo conto dei risultati di transazioni per beni analoghi effettuate all interno dello stesso settore industriale. 10
11 VALORE D USO Il valore d uso è il valore attuale dei flussi finanziari futuri netti che la singola attività è in grado di generare durante la sua prevista vita utile, più il valore attuale del flusso finanziario netto derivante dalla dismissione del cespite alla fine della vita utile. Per la determinazione del valore d uso occorre, dunque, procedere: 1. alla stima dei flussi finanziari futuri generati dal cespite considerato (in entrata e in uscita); 2. alla stima del flusso finanziario connesso alla dismissione del bene al termine della sua vita utile; 3. all attualizzazione di detti flussi, il che implica la individuazione di un tasso di attualizzazione appropriato. 11
12 VALORE D USO: CRITERI DETERMINAZIONE FLUSSI DI CASSA Nella individuazione dei flussi di cassa prospettici legati al bene, l impresa deve operare come segue: 1. la stima dei flussi deve essere basata su ipotesi ragionevoli e sostenibili che tengano conto della condizione dell azienda e delle aspettative legate al mercato di riferimento; 2. occorre effettuare, sulla base dei piani aziendali, proiezioni analitiche (generalmente non superiori a 5 anni); 3. vanno esclusi i flussi (positivi e negativi) legati ad eventi di carattere straordinario; 4. il flusso derivante dalla cessione del bene va stimato considerando il fair value al netto dei costi di vendita di cespiti similari utilizzati fino alla fine della loro vita utile in condizioni similari a quelle dell asset considerato. Determinazione dei flussi di cassa: Ricavi operativi monetari (-) Costi operativi monetari (+/-) Variazione crediti e altre attività ( + / - ) Variazione dei debiti e delle altre passività (+/-) Variazione investimenti 12
13 VALORE D USO: ATTUALIZZAZIONE FLUSSI DI CASSA Il tasso di sconto Il tasso di sconto o di attualizzazione rappresenta il rendimento richiesto da coloro che si accingono a finanziare l impresa in termini di capitale di rischio e di capitale di debito. Tale rendimento è espresso, secondo indicazioni ricorrenti della prassi valutativa, dal WACC (Weighted Average Cost of Capital) che indica il costo medio ponderato per l impresa. 13
14 WACC VALORE D USO: ATTUALIZZAZIONE FLUSSI DI CASSA Il WACC o costo medio ponderato è calcolato come segue: WACC = Ke * We + Kd * Wd * (1 - t) Dove: Ke = Costo dei mezzi propri We = Peso dei mezzi propri Kd = Costo del debito Wd = Peso dei mezzi di terzi t = Aliquota fiscale Il costo dei mezzi propri è stato stimato applicando la formula del CAPM (Capital Asset Pricing Model). 14
15 VALORE D USO: ATTUALIZZAZIONE FLUSSI DI CASSA CAPM La formula del CAPM è la seguente: Ke = Rf + Premio di mercato per il rischio x Betal dove: Rf = Tasso di interesse privo di rischio Betal = Beta levered Il market risk premium individua il maggior rendimento che nel lungo periodo caratterizza le attività rischiose rispetto a quelle prive di rischio. Esso è ottenuto per differenza tra la media aritmetica dei rendimenti azionari e la media aritmetica dei rendimenti dei titoli di Stato. Il beta indica il rischio della specifica azienda, espresso dalla volatilità del suo rendimento rispetto a quella dell intero 15 mercato.
16 VALORE D USO: ATTUALIZZAZIONE FLUSSI DI CASSA Il valore attuale dei flussi di cassa L importo dei flussi di cassa scontati è dato dalla seguente formula: dove: CFt = Flussi di cassa attesi anno per anno n = Durata (in anni) del periodo di previsione analitica del flusso di cassa 16
17 CMC S.R.L. a.a. 2012/2013 CASO PRATICO: IMPAIRMENT TEST PARTECIPAZIONE DI CMC INTERNATIONAL S.R.L. IN CMC S.R.L. 17
18 CMC S.R.L. a.a. 2012/2013 CMC International srl Controllante: svolge la funzione di holding del gruppo la cui unica attività è quella di gestire la partecipazione nella controllata. 100% CMC srl Società operativa: si occupa di produzione e vendita di macchine per imbustamento ed incellophanamento. 18
19 CMC S.R.L. a.a. 2012/2013 L acquisizione della CMC srl da parte della CMC International risale ad Aprile del 2008, mediante un operazione a leva per il tramite della quale gli azionisti storici della CMC srl hanno ceduto al fondo di private equity LBO Italia Investimenti una partecipazione di circa il 70%. 19
20 CMC S.R.L. a.a. 2012/2013 La CMC opera per il tramite di tre stabilimenti tutti siti in Citta di Castello, occupando circa 164 persone. Si avvale per la commercializzazione di un consistente ufficio commerciale interno che inoltre coordina una radicata rete di vendita (agenti/dealer), coprendo quindi tutti i mercati di sbocco dei cinque continenti. Caratteristiche distintive della Società sono il forte livello di internazionalizzazione delle vendite (circa il 95% del fatturato fuori dell Italia) e i rilevanti investimenti in R&S. Ad oggi la società vanta un portafoglio brevetti pari a circa 50 brevetti. Dopo aver raggiunto nel biennio il picco storico del fatturato (circa Euro 34 milioni), la CMC ha risentito nel corso del biennio della forte crisi che ha colpiti i mercati mondiali. Nonostante la crisi continui a perdurare tutt ora nei mercati mondiali, gia nel biennio la Società ha evidenziato forti segni di ripresa, passando da un fatturato del 2009 di Euro 20,3 MLN ad Euro 27,6 MLN nel 2011 (+36% nel biennio). 20
21 CMC S.R.L.: PIANO ECONOMICO Pre cons Budget Piano Piano Piano Piano Euro'000 CE CMC srl CE CMC srl CE CMC srl CE CMC srl CE CMC srl CE CMC srl CMC srl 2011 % 2012 % 2013 % 2014 % 2015 % 2016 % Vendita Macchinari ,2% ,9% ,2% ,4% ,6% ,6% Ricambi ,6% ,9% ,7% ,5% ,3% ,3% Assistenza 643 2,3% 350 1,2% 403 1,1% 457 1,1% 471 1,1% 485 1,1% Laboratorio 0 0,0% 0 0,0% 0 0,0% 0 0,0% 0 0,0% 0 0,0% Ricavi diversi 230 0,8% 0 0,0% 0 0,0% 0 0,0% 0 0,0% 0 0,0% Totale fatturato ,0% ,0% ,0% ,0% ,0% ,0% Costo del venduto ,2% ,5% ,9% ,5% ,6% ,7% Mdc Industriale ,8% ,5% ,1% ,5% ,4% ,3% Costi industriali ,3% ,0% ,2% ,0% ,2% ,1% Costi commerciali ,7% ,9% ,8% ,1% ,2% ,4% Altri costi fissi ,2% ,1% ,1% ,4% ,2% ,2% CMC America Ebitda ,5% ,1% ,6% ,7% ,5% ,4% Accantonamenti FSC Ammortamenti Leasing Ebit ,3% ,1% ,9% ,5% ,7% ,6% 21
22 CMC S.R.L. a.a. 2012/2013 Sulla base delle previsioni del management, la crescita del fatturato attesa nel quinquennio sarà conseguita tramite un rafforzamento della rete di agenti/dealer e tramite forte investimenti in innovazione di prodotto. Sono inoltre in corso le trattative per la conclusione di un contratto di distribuzione (firma previste entro febbraio 2012) in esclusiva per alcune linee di business con un importante cliente/distribiture americano: tale contratto dovrebbe assicurare per il prossimo quinquennio un importante volume di ordini minimi garantiti sul mercato americano. Inoltre, è opportuno evidenziare che a seguito della cristi del periodo , alcuni principali concorrenti hanno abbandonato il settore di riferimento della CMC, permettendo pertanto a quest ultima di poter lavorare anche su queste nuove quote di mercato. Al fine di supportare inoltre la ragionevolezza delle ipotesi dei ricavi di vendita, al 31 dicembre 2011 l ammontare degli ordini in portafoglio per il 2012 è pari ad Euro 7,2 milioni (pari al 27% del fatturato previsto nel 2012), a cui si aggiungono trattative calde alla stessa data per Euro 7 milioni, con possibilità di concretizzarsi entro Febbraio del
23 CMC S.R.L.: IMPAIRMENT TEST a.a. 2012/2013 L impairment test è stato effettuato confrontando il recoverable amount della partecipazione (100%) di CMC International in CMC Srl con il relativo valore contabile alla data del 31 dicembre
24 CMC S.R.L.: IMPAIRMENT TEST a.a. 2012/2013 Il recoverable amount è il maggiore tra il prezzo netto di vendita di un asset ed il suo valore d uso; per prezzo netto di vendita si intende l importo ottenibile dalla vendita di un asset in una ipotetica transazione tra parti consapevoli e disponibili, al netto dei costi di dismissione, mentre per valore d uso si fa riferimento al valore attuale dei flussi di cassa futuri stimati che deriveranno dall uso permanente di un asset e dalla sua dismissione al termine della sua vita utile. Se non è possibile stimare il prezzo di vendita, per valore di realizzo può essere assunto il valore d uso, quindi i flussi di cassa futuri. 24
25 CMC S.R.L.: IMPAIRMENT TEST a.a. 2012/2013 Lo IAS 36 prevede che ai fini dell impairment test debbano essere considerati i flussi finanziari derivanti dalla corrispondente CGU. Nel caso in specie, la CGU per ovvi motivi è stata ipotizzata essere l intera azienda CMC Sr.l. e pertanto sono stati presi in considerazione i flussi di cassa derivanti dal Piano della CMC S.r.l.. 25
26 CMC S.R.L.: VALORE D USO a.a. 2012/2013 W n t 1 t n 1 WACC F (1 WACC F( t) ( n) ) dove: W=Valore d uso dell attività; F (t) =Flussi finanziari unlevered per ciascuno degli n anni considerati nel periodo di proiezione esplicita; F (n)= Valore residuo della sola attività operativa del complesso aziendale alla fine dell ultimo periodo di previsione esplicita; WACC=Costo medio ponderato del capitale investito. 26
27 CMC S.R.L.: VALORE D USO a.a. 2012/2013 Nella successiva tabella sono evidenziati le principali variabili utilizzate per il calcolo dei flussi del periodo e per il periodo terminale. DCF TV EBITDA Ammortamenti EBIT Taxes on EBIT (966) (1.649) (2.083) (2.348) (2.270) (2.316) NOPLAT Rettifica Ammortamenti Variazioni di Circolante (506) 402 (695) (772) (431) CAPEX (700) (700) (700) (700) (700) Free cash flow s from operations - FCFO
28 CMC S.R.L.: VALORE D USO a.a. 2012/2013 Nella determinazione dei flussi di cassa operativi per il periodo esplicito ( ), abbiamo effettuato le seguenti principali assumptions: Il carico fiscale è stato determinato applicando un aliquota IRES del 27,5% sull Ebit ed un aliquota IRAP del 3,9% sull Ebit aumentato del costo del personale. I Capex sono stati ipotizzati pari ad Euro 700 migliaia, costanti per il periodo ; Le variazioni del CCN sono state determinate con specifico riferimento alle ipotesi di Stato Patrimoniale effettuate per la redazione del Piano Il flusso per il calcolo del valore residuo è stato ipotizzo pari al NOPLAT, come sopra determinato. Infatti, nel lungo periodo, si è ipotizzato che l azienda raggiunga uno stato d equilibrio tale che le variazioni del circolante siano pari a zero e gli investimenti netti d esercizio siano uguali ai relativi ammortamenti. 28
29 CMC S.R.L.: WACC a.a. 2012/2013 Ai fini dell attualizzazione dei flussi finanziari e del valore residuo, deve essere utilizzato un tasso rappresentativo del costo medio del capitale investito nella Società. Tale tasso è denominato Weighted Average Cost of Capital (WACC). Il WACC è definito come segue: WACC w e i e w d i d 1 t dove: we wd ie id t Peso attribuito al capitale proprio; Peso attribuito al capitale di terzi (debiti onerosi); Costo del capitale proprio; Tasso di interesse medio sul capitale di terzi (debiti onerosi); Aliquota fiscale media della Società. 29
30 CMC S.R.L.: WACC a.a. 2012/2013 Calcolo WACC Calcolo del WACC Valori Fonte Risk free Rate (RF) B levered Market premium (Rm-Rf) 6,00% Fonte: Sole 24 ore 5/1/12, BTP 10 anni 1,22 Fonte: Damodaran on line, machinery 5,80% Fonte: Damodaran on line, Italy Costo del capitale proprio 13,08% Costo del debito 6,0% (analisi interna CMC) Aliquota fiscale (t) 27,5% Costo del debito (netto imposte) 4,4% D/E 50,52% Fonte: Damodaran on line, Italy Capitale proprio/fonti (We) 66,4% Capitale debito/fonti (Wd) 33,6% Wacc Nominale 10,1% 30
31 CMC S.R.L.: RECOVERABLE AMOUNT PARTECIPAZIONE La seguente tabella evidenzia i principali parametri utilizzati per determinare il recoverable amount della partecipazione alla data del 31 dicembre Il valore terminale è stato determinato ipotizzando un tasso di crescita g pari a 1%. Calcolo Recoverable amount Partecipazione Importi in Euro Valore Attuale flussi di cassa espliciti Sommatoria VA Flussi di Cassa Espliciti Valore attuale del Valore Terminale Enterprise Value PFN Equity Value
32 CMC S.R.L.: RISULTATO VERIFICA Dati in Euro 000 Recoverable Amount Valore Contabile Delta Partecipazione CMC Srl CONCLUSIONE 32
Impairment test CGU (40%)
Impairment test CGU (40%) 1. VALORI DELLA CGU E CALCOLO DELL AVVIAMENTO CGU EURO Valore contabile netto attività e passività acquisite (A) 207.206 Rettifiche per calcolare il FV di attività e passività
Esercitazione: l impairment test
Esercitazione: l impairment test L IMPAIRMENT TEST DI UN MARCHIO Il 1 febbraio 2008 la società Alfa S.p.A., che produce e commercializza abbigliamento sportivo, acquista da un altra società un nuovo marchio
Teoria del Valore economico a.a. 2008/2009 Università degli Studi di Verona. Esercitazione METODO FINANZIARIO
Esercitazione METODO FINANZIARIO Si determini, utilizzando il metodo unlevered discounted cash flow, il valore del capitale economico di un impresa all 1/1/08 operante nel settore delle vernici industriali
IL METODO FINANZIARIO (D.C.F. - Discounted Cash Flow)
IL METODO FINANZIARIO (D.C.F. - Discounted Cash Flow) Introduzione Il metodo finanziario tende a determinare il valore di un azienda attraverso la somma dei flussi di cassa prospettici della stessa, attualizzati
(Riduzione durevole di valore delle attività)
(Riduzione durevole di valore delle attività) «IMPAIRMENT OF ASSETS»: SIGNIFICATO Traduzione ufficiale italiana di «Impairment of Assets» (regolamento (CE) n. 2236/2004): «Riduzione durevole di valore
OIC 9 Svalutazioni per perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni materiali ed immateriali
OIC 9 Svalutazioni per perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni materiali ed immateriali Gaetano Di Bari Le novità per la redazione del bilancio di esercizio LUISS Business School 23 marzo 2015
LA VALUTAZIONE D AZIENDA.
LA VALUTAZIONE D AZIENDA. Lezione 11 Castellanza, 6 Dicembre 2006 2 I metodi di valutazione Metodo PATRIMONIALE Metodo REDDITUALE Metodo MISTO patrimoniale reddituale Metodi FINANZIARI Metodi di MERCATO
OIC 9 Svalutazioni per perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni materiali e immateriali. Prof. Andrea Amaduzzi
OIC 9 Svalutazioni per perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni materiali e immateriali Prof. Andrea Amaduzzi 1 Principali aspetti: - il principio propone il modello basato sull attualizzazione
LE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI. Problematiche correlate
LE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI Problematiche correlate 1 IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI LEASING IAS 17 Trasferimento sostanziale tutti i rischi ed i benefici inerenti alla proprietà di un attività. NO SI LEASING
CAPITOLO 9 Sviluppo di impresa e creazione di valore
CAPITOLO 9 Sviluppo di impresa e creazione di valore 1 QUALE COMPITO HA LA FUNZIONE FINANZIARIA? 2 VALUTARE e QUANTIFICARE l impatto delle scelte future sulle capacità dell impresa di generare valore NON
LE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI o Classificazione secondo codice civile o Criteri di valutazione secondo codice civile e principi contabili nazionali
LE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI o Classificazione secondo codice civile o Criteri di valutazione secondo codice civile e principi contabili nazionali o Ammortamenti, rivalutazione e svalutazione secondo
I metodi misti di determinazione del valore
8. I metodi misti di determinazione del valore La valutazione della componente patrimoniale: rivalutazione delle attività e passività aziendali, le attività immateriali, i surplus assets La stima autonoma
Immobilizzazioni materiali (IAS 16) Costo (criterio preferito) Costo rivalutato(criterio consentito)
LE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI Problematiche correlate 1 Immobilizzazioni materiali (IAS 16) Costo (criterio preferito) Costo rivalutato(criterio consentito) 1 Ele plusvalenze/minusvalenze da rivalutazione?
LA VALUTAZIONE NEI PROCESSI DI QUOTAZIONE IN BORSA. Rag. Francesco M. RENNE
LA VALUTAZIONE NEI PROCESSI DI QUOTAZIONE IN BORSA Rag. Francesco M. RENNE Diretta 21 giugno 2010 LE PECULIARITÀ DEI PROCESSI DI QUOTAZIONE le valutazione per la Borsa valutazione con metodi finanziari....principalmente
Indice della lezione. L analisi finanziaria: UNIVERSITA DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA. Corso di pianificazione finanziaria A.a.
UNIVERSITA DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA Corso di pianificazione finanziaria A.a. 2004/2005 Parma, 12 ottobre 2004 La stima del costo del capitale Indice della lezione Il costo del capitale è un tasso di
Analisi di bilancio - I
Lezione n.11 Il rendiconto scalare per aree di gestione flusso gestione ciclo operativo ± flussi gestione struttura operativa (capex) Analisi di bilancio - I La costruzione del rendiconto finanziario Il
La costruzione del bilancio consolidato: esercitazione di sintesi
Economia dei gruppi e bilancio consolidato La costruzione del bilancio consolidato: esercitazione di sintesi (con applicazione della disciplina Ias/Ifrs) 1 Economia dei gruppi e bilancio consolidato In
Le tecniche di valutazione per la stima delle aziende negli IFRS
Le tecniche di valutazione per la stima delle aziende negli IFRS Riccardo Tiscini Professore Ordinario Universitas Mercatorum di Roma Componente Comitato Tecnico Financial Reporting Standards ANDAF Crisi
ALLEGATO B2 ALLA DELIBERA N. 465/04/CONS IL MODELLO DI DETERMINAZIONE DEL TASSO DI REMUNERAZIONE DEL CAPITALE IMPIEGATO
ALLEGATO B2 ALLA DELIBERA N. 465/04/CONS IL MODELLO DI DETERMINAZIONE DEL TASSO DI REMUNERAZIONE DEL CAPITALE IMPIEGATO 1. La metodologia di calcolo del costo medio ponderato del capitale (WACC, Weighted
CORSO DI FINANZA AZIENDALE AVANZATA ANALISI E PIANIFICAZIONE ECONOMICA - FINANZIARIA. Riccardo Rapelli
CORSO DI FINANZA AZIENDALE AVANZATA ANALISI E PIANIFICAZIONE ECONOMICA - FINANZIARIA Riccardo Rapelli [email protected] Ufficio 116/B 1 IL BILANCIO Il bilancio d esercizio è un modello di rappresentazione
CRITERI E METODOLOGIE DI VALUTAZIONE NELLA FASE DI COMPRAVENDITA D AZIENDA
CRITERI E METODOLOGIE DI VALUTAZIONE NELLA FASE DI COMPRAVENDITA D AZIENDA Prof. Paola Saracino Professore associato di Ragioneria Generale ed Applicata e di Bilancio e Principi Contabili Università degli
Disposizioni in materia di calcolo del tasso di remunerazione del capitale impiegato
ALLEGATO C ALLA DELIBERA N. 30/05/CONS Disposizioni in materia di calcolo del tasso di remunerazione del capitale impiegato 1. Il modello di calcolo del tasso di remunerazione del capitale impiegato L
Corso di InvestmentBanking & RealEstate Finance. 20 febbraio 2012 Lara Maini
Corso di InvestmentBanking & RealEstate Finance 20 febbraio 2012 Lara Maini Il capitale economico Valutazione di funzionamento; Valutazione di liquidazione; Valutazione di cessione o di trasferimento (operazioni
LA VALUTAZIONE DELLE AZIENDE
LA VALUTAZIONE DELLE AZIENDE Dott. Lorenzo Batacchi Banca popolare dell Emilia Romagna [email protected] FASI PROPEDEUTICHE ALLA VALUTAZIONE Analisi interpretativa dei Risultati storici aziendali
REDAZIONE DEL PIANO E CONTENUTI DELL ATTESTAZIONE NEL CONCORDATO FINANZA INTERINALE IN CONTINUITÀ CON RICHIESTA DI
REDAZIONE DEL PIANO E CONTENUTI DELL ATTESTAZIONE NEL CONCORDATO IN CONTINUITÀ CON RICHIESTA DI FINANZA INTERINALE 1 LA RELAZIONE DEL PROFESSIONISTA IN CASO DI CONCORDATO IN CONTINUITÀ Attività da svolgere
Corso di Analisi Finanziaria a.a. 2013/2014. Dipartimento Studi di Impresa, Governo e Filosofia. EVA Economic Value Added
Corso di Analisi Finanziaria a.a. 2013/2014 Dipartimento Studi di Impresa, Governo e Filosofia EVA Economic Value Added Prof. Francesco Ranalli Prof. Alessandro Giosi Dott. Gabriele Palozzi EVA: definizione
ANALISI DELLO SCENARIO
S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE La Valutazione della PMI: dalla crisi alla ripresa INTRODUZIONE Indice dell intervento 1. Oggetto, finalità e contesto della valutazione 2. Analisi dello scenario 3. Base
SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE
CORSO DI PIANIFICAZIONE FINANZIARIA SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE - la metodologia EVA - Qual è il fine dell impresa nella logica della finanza aziendale? Massimizzare la creazione del valore
Di seguito viene illustrata l incidenza percentuale di alcune voci di bilancio significative, messe a confronto con i dati dell esercizio precedente:
INDICI DI COMPOSIZIONE Di seguito viene illustrata l incidenza percentuale di alcune voci di bilancio significative, messe a confronto con i dati dell esercizio precedente: VALORI 2014 VALORI 2013 Contributi
IL CALCOLO DEGLI INDICI DI BILANCIO PER LA RELAZIONE SULLA GESTIONE
Silvia Ferraro IL CALCOLO DEGLI INDICI DI BILANCIO PER LA RELAZIONE SULLA GESTIONE 1 Introduzione Il legislatore nazionale tramite il D.Lgs. 32/27 ha recepito il contenuto obbligatorio della direttiva
G F M A M G L A S O N D Totale. Fatturato
Esercizio 9.2 Pianificazione con metodo analitico * L azienda Gamma che realizza differenti tipologie di servizi, ai fini della redazione del budget 2006, prevede di effettuare le seguenti vendite mensilizzate,
Le valutazioni al costo ammortizzato e al fair value nei principi contabili nazionali
Le valutazioni al costo ammortizzato e al fair value nei principi contabili nazionali Prof. Riccardo Tiscini Convegno: Prima applicazione dei nuovi OIC e prospettive dell informativa di bilancio Roma,
Corso di Finanza aziendale
Corso di Finanza aziendale Gli indici di bilancio Sviluppo Commenteremo solo i principali. 4 Gli indici sono rapporti tra grandezze economiche, patrimoniali e finanziarie contenute nello stato patrimoniale
Stato patrimoniale riclassificato
Stato patrimoniale riclassificato Lo schema dello stato patrimoniale riclassificato aggrega i valori attivi e passivi dello schema statutory secondo il criterio della funzionalità alla gestione dell impresa
Fidia SpA: il CdA approva la Relazione Trimestrale al 31 marzo 2007
comunicato stampa Fidia SpA: il CdA approva la Relazione Trimestrale al 31 marzo 2007 Il fatturato consolidato è di 6,5 milioni di euro rispetto ai 7,5 milioni di euro del 31 marzo 2006 L EBITDA passa
La valutazione d azienda (2^parte) Il metodo finanziario e i metodi misti
La valutazione d azienda (2^parte) Il metodo finanziario e i metodi misti a cura di Umberto Fruttero Dottore Commercialista 1. I metodi misti Nella precedente trattazione La valutazione d azienda: il metodo
Ragioneria Generale e Applicata a.a Immobilizzazioni immateriali
Immobilizzazioni immateriali 1 Caratteri economico-aziendali Simili a quelli delle immobilizzazioni materiali Non è sempre facile da verificare l effettiva possibilità di utilizzo durevole (es. costi di
ESERCIZIO N 2 Sulla base della programmazione quinquennale ( ) dell impresa DELTA S.p.A. sono disponibili i seguenti dati:
ESERCIZIO N 1 Nel corso del 2010, primo anno di vita dell impresa, la ASTRA S.p.A. acquista 600 unità di merci: 150 q. nel mese di marzo al prezzo unitario di 15 ( costo complessivo: 2.225); 200 q. nel
GRUPPO ZIGNAGO VETRO:
Zignago Vetro S.p.A. COMUNICATO STAMPA Il Consiglio di Amministrazione di Zignago Vetro S.p.A. approva la Relazione semestrale al 30 giugno 2008 GRUPPO ZIGNAGO VETRO: RICAVI IN CRESCITA (+ 6,9%) RISULTATO
Valutazione di intangibili e impairment
IMPAIRMENT EVIDENZE DAI MEDIA ITALIANI Valutazione di intangibili e impairment -Valutazione di attività immateriali in aziende editoriali -Valutazioni per impairment test 1 La valutazione di asset si ha
Corrente Extra corrente
L ATTIVITA AZIENDALE Gestione Corrente Extra corrente Corrente operazioni che attengono alla gestione del ciclo acquisti ffs trasformazione vendita di prodotti Investimenti iniziali in capitale circolante
Analisi di bilancio - I
Lezione n.16 La mappa del Corso Analisi di bilancio - I raccolta dati e verifica qualità riclassificazione rendiconto finanziario indicatori La redditività operativa e le sue determinanti La redditività
Oggetto: gestione razionale del fattore capitale
FUNZIONE FINANZIARIA Oggetto: gestione razionale del fattore capitale TEORIA DELLA FINANZA: Modelli di comportamento volti a razionalizzare le decisioni gestionali QUALI SONO I VALORI IN GIOCO? La solidita
ESERCITAZIONE SULLE IMMOBILIZZAZIONI
ESERCITAZIONE SULLE IMMOBILIZZAZIONI Contabilità e Bilancio Prof. Gianluigi Roberto A.A. 2014/2015 2 1.a) 01/01 STIPULA CONTRATTO DI LEASING Maxicanone 40.000 + 4 canoni semestrali 25.000 40.000 + (25.000
Tecniche di valutazione finanziaria dei beni
Tecniche di valutazione finanziaria dei beni Tema 1 - Lezione di impianto teorico e approfondimento Corso di: Politiche Finanziarie e Strategie di Investimento I temi della seconda parte La finanza degli
Interpump Group: il CdA approva i risultati dell esercizio 2003
COMUNICATO STAMPA Interpump Group: il CdA approva i risultati dell esercizio 2003 DIVIDENDO PROPOSTO ALL ASSEMBLEA: 0,12 EURO (+9%) RICAVI NETTI 2003: 501,7 MILIONI DI EURO (+1,8%) MOL AL 15% NONOSTANTE
Modello e Teoria del Bilancio di Esercizio. La valutazione dei crediti
La valutazione dei crediti 1 Crediti Caratteri economico aziendali Rappresentano il diritto a ricevere determinate somme ad una data scadenza da soggetti identificati Distinzioni: in base alla natura economica
RISULTATI PRIMO SEMESTRE 2015
RISULTATI PRIMO SEMESTRE 2015 Oggi si è riunito il Consiglio di Amministrazione di IRCE S.p.A. che ha approvato la relazione finanziaria consolidata al 30 giugno 2015. I primi sei mesi dell esercizio 2015
Il metodo patrimoniale semplice
Il metodo patrimoniale semplice basati su grandezze flusso M.teorici fondamentali M.semplificati finanziari dividendi reddituali reddituali finanziari Indiretti basati su grandezze stock misti Patr.semplice
La determinazione. Esercitazione Biofood SpA
La determinazione del capitale economico Esercitazione Biofood SpA Concetto e metodi di valutazione 1/2 CAPITALE ECONOMICO: Valore dell azienda come complesso funzionante considerato come oggetto di negoziazione
Conto economico separato consolidato
Gli schemi riclassificati di Conto Economico, di Stato Patrimoniale e di Rendiconto Finanziario del Gruppo Telecom Italia Media e di Telecom Italia Media S.p.A., nel seguito presentati, sono quelli riportati
Riclassificazione di bilancio
Riclassificazione di bilancio Riclassificazione di bilancio a. Cos è b. Finalità c. Criteri 2 a. Cos è Operazione di predisposizione dei dati di bilancio per l analisi economico-finanziaria e patrimoniale
3.1.2 Note all analisi Economico Patrimoniale 1
3.1.2 Note all analisi Economico Patrimoniale 1 1 Il presente lavoro è stato elaborato utilizzando elementi e dati forniti da Alfa Srl, sui quali non è stata effettuata alcuna verifica né attività di auditing;
FINANZA AZIENDALE SIMULAZIONI E BUSINESS PLAN. Simulazioni e Business Plan - CLASEP
FINANZA AZIENDALE SIMULAZIONI E BUSINESS PLAN Bibliografia di riferimento Per la parte generale e simulazioni sul D.C.F: Brealey Myers Sandri: Principi di Finanza Aziendale 3 edizione, Mc Graw Hill, 1998:
INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE
ALLEGATI AL COMUNICATO STAMPA INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE Nel presente comunicato stampa, in aggiunta agli indicatori finanziari convenzionali previsti dagli IFRS, vengono presentati alcuni indicatori
La gestione della dinamica finanziaria nelle PMI
La gestione della dinamica finanziaria nelle PMI cultura e soluzioni per lo sviluppo della tua impresa Elettro spa 1 parte analisi storica Documentazione di supporto Stato Patrimoniale Civilistico (in
Strumenti e Materiali - Economia Aziendale
Strumenti e Materiali - Economia Aziendale Esercitazioni in preparazione all Esame di Stato ESERCITAZIONE 5 reddito fiscale e calcolo dell Ires a cura di Daniela Lucarelli La Bergami s.p.a presenta il
Valutazione d Azienda. Lezione 6 IL METODO PATRIMONIALE (Parte I)
Valutazione d Azienda Lezione 6 IL METODO PATRIMONIALE (Parte I) 1 Gli esempi numerici riportati sono tratti da Pozzoli, S. (2013), Valutazione d azienda. Ipsoa. 2 Utilità del metodo patrimoniale È il
CAD IT: IL CDA APPROVA LA RELAZIONE SEMESTRALE
COMUNICATO STAMPA Verona, 26 Settembre 2003 CAD IT: IL CDA APPROVA LA RELAZIONE SEMESTRALE CAD IT chiude il primo semestre 2003 con un valore della produzione pari a 29,1 milioni di euro e con un margine
La concessionaria. Il posizionamento e la sostenibilità del business
La concessionaria Il posizionamento e la sostenibilità del business Le capacità della concessionaria ECONOMICA FINANZIARIA MONETARIA REDDITIVITA La capacità economica di una concessionaria E la capacità
INDICE ANALITICO pag. XXIII IAS 1 - PRESENTAZIONE DEL BILANCIO IAS 2 - RIMANENZE
INDICE ANALITICO pag. XXIII IAS 1 - PRESENTAZIONE DEL BILANCIO 1.1. Premessa pag. 3 1.2. Finalità e definizioni pag. 4 1.2.1. Confronto con i Principi italiani pag. 5 1.3. Componenti del bilancio di esercizio
PROCESSI E METODOLOGIE DI VALUTAZIONE VALUTAZIONE. Prof. Alessandro CORTESI
PROCESSI E METODOLOGIE DI Prof. Alessandro CORTESI Diretta 21 giugno 2010 L OGGETTO DELLA L OBIETTIVO DELLA Le metodologie di valutazione delle aziende sono volte in primis a determinare il valore del
SOMMARIO. 1. Il valore. 2. Processo e principi internazionali di valutazione. 3. L'organismo italiano di valutazione e i PIV
SOMMARIO 1. Il valore di Stefano Pozzoli 1.1. Valutazione e valore... 3 1.1.1 Perché la valutazione... 3 1.1.2 Le regole della valutazione... 8 1.1.3 I metodi di valutazione, una prima classificazione...
I criteri di valutazione:
I criteri di valutazione: il VAN e il TIR 06.04.2016 La fattibilità economica del progetto La valutazione di fattibilità consiste nella verifica della convenienza economica del developer a promuovere l
