METODOLOGIE ATTIVE E GESTIONE DELLA CLASSE
|
|
|
- Lamberto Rossi
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 Corso di formazione docenti neoassunti a/s Polo Formativo D.D. G. Mazzini Terni Doc. Donatella Zagaglioni METODOLOGIE ATTIVE E GESTIONE DELLA CLASSE
2 Metodologie attive e strumenti formativi Dalle metodologie tradizionalmente centrate sull insegnante a quello centrato sul discente. Da un approccio TOP DOWN ad uno più partecipativo, trasversale e multidisciplinare.
3 LO SAPEVATE CHE IMPARIAMO IL 10% di ciò che leggiamo 20% di ciò che ascoltiamo 30% di ciò che vediamo 50% di ciò che vediamo e sentiamo 70% di ciò che discutiamo con gli altri 80% di ciò che abbiamo esperienza diretta 95% di ciò che spieghiamo ad altri
4 LEZIONE FRONTALE Vantaggi Offrire molte informazioni ad un gran numero di persone. Limiti La rielaborazione, la discussione, il confronto, lo scambio, l apprendimento l uno dall altro.
5 LA LEZIONE ATTIVA Il suo obiettivo non è tanto quello di dare spiegazioni esaustive, ma è piuttosto quello di stimolare, attivare suscitando interesse e convinzione. La didattica laboratoriale, (attivismo di Dewey) si fonda su tre principi: gli scopi dell educazione vanno fondati sui bisogni intrinseci di chi apprende; la cooperazione contribuisce a liberare ed organizzare le capacità di chi apprende e a trasformarle in competenze; la valenza educativa delle attività sta nelle connessioni e nella flessibilità di percorsi riconosciuti dall'alunno come significativi per sé stesso e spendibili nella realtà.
6 INDICAZIONI TEORICHE Costruttivismo La conoscenza è costruzione, meglio ricostruzione delle conoscenze che ognuno di noi possiede. L autobiografia intellettuale e narrazione del sé l apprendimento non è meccanico, ma si intreccia con la narrazione del sé.
7 L insegnante come ricercatore e come professionista riflessivo (A.D.Schön 1993). Questa impostazione ha una lunga tradizione con C. Freinet (1969), il quale fin dagli anni 30, aveva provocatoriamente eliminato i libri di testo ufficiali, e cominciato a costruire insieme ai propri alunni, i propri libri di testo, costituiti da ricerche fatte insieme. (in Italia Mario Lodi). La metacognizione Gli alunni nel lavoro di gruppo si muovono verso la riflessione e il controllo di come si apprende, mettendo in evidenza le proprie mappe cognitive, le proprie strategie di controllo, le proprie valutazioni su come si è appreso
8 La mediazione La prospettiva di L.Vygotskij (1934) esemplificata da Dixon-Krauss, L. (2000) e quella di R.Feuerstein (1980), sottolinea l importanza della mediazione. La cultura è mediazione. L insegnante è un mediatore, non un trasmettitore. Ricerca-azione Kurt Lewin negli anni 40 in America,diffusa anche in Europa; sostiene l importanza dell apprendimento attraverso una ricerca che abbia una ricaduta nell attività quotidiana, nel comportamento. Viene superata la separazione tra apprendimento teorico e apprendimento pratico.
9 LABORATORIO Prima di essere ambiente il laboratorio è uno spazio mentale attrezzato, una forma mentis, un modo di interagire con la realtà. Il termine laboratorio va inteso in senso estensivo, come qualsiasi spazio, fisico, operativo e concettuale, opportunamente adattato ed equipaggiato per lo svolgimento di una specifica attività formativa.
10 Strategie metodologiche I limiti della sola didattica frontale hanno spinto educatori e professionisti ad aprirsi a nuove strategie metodologiche. La peer education, il cooperative learning, il problem solving, la didattica laboratoriale in genere, il case analysis, il role playing, il brainstorming.
11 Modalità di apprendimento Individualistico competitivo cooperativo clima competitivo gli studenti vogliono raggiungere un obiettivo individuale, desiderando mostrare a se stessi e agli altri quanto sono bravi e competenti clima cooperativo gli studenti cercano di raggiungere insieme un obiettivo, vengono valutati secondo dei criteri condivisi, sia per quanto hanno fatto (obiettivo cognitivo), che per come lo hanno fatto (obiettivo sociale). clima individualistico il singolo studente tende a perseguire un obiettivo individuale. L individualista, preferisce fare da solo.
12 Cooperative learning in classe Una classe cooperativa è un insieme di piccoli gruppi di studenti, unito per portare a termine un'attività e produrre una serie di prodotti, che richiedono una responsabilità individuale nell'acquisizione delle competenze utili al raggiungimento dello scopo. ruoli prestabiliti all interno dei gruppi quali: - il leader, - il facilitatore, - il cercatore, - l elaboratore Il luogo del sapere viene modificato, anche il docente apprende nell atto di insegnare.
13 In Italia il cooperative learning venne introdotto negli anni novanta da Mario Comoglio Con Cooperative Learning si fa riferimento ad un insieme di principi, tecniche e metodi di conduzione della classe, in base ai quali gli studenti affrontano l apprendimento delle discipline curricolari (o altro) lavorando in piccoli gruppi in modo interattivo, responsabile, collaborativo, solidale e ricevendo valutazioni sulla base dei risultati ottenuti (Comoglio, 2005).
14 ALCUNE MODALITA' DI APPRENDIMENTO COOPERATIVO LEARNING TOGETHER F.lli Johnson APPROCCIO STRUTTURALE S. Kagan STUDENT TEAM LEARNING R. Slavin GRUPPO DI RICERCA S. Sharan ISTRUZIONE COMPLESSA E. Cohen
15 Learning Together (Johnson e Johnson) Si fonda su cinque elementi essenziali: l interdipendenza positiva, l interazione diretta costruttiva, le abilità sociali, la responsabilità individuale e la valutazione del lavoro di gruppo, e consiste nel far lavorare gli studenti in gruppi da 2 a 6, condividendo le risorse e aiutandosi reciprocamente. Jigsaw Aronson (1978) Università del Texas e Università di California (Slavin,1983, 66).
16 Esempi di Structural Approach Schede Gettoni Scopi: intensificare la discussione su di un argomento, facilitare una discussione partecipata, valorizzare la diversità dei contributi, rendere ciascuno consapevole del valore del proprio contributo. Think- Pair-Share Think Pair -Square Roundtable Roundrobin Intervista di Gruppo Scopi: condividere un idea, prendere il turno di parola, ascoltare attentamente, fare domande di chiarificazione, fare domande di verifica.
17 (Group Investigation) Gli studenti lavorano in piccoli gruppi e sono corresponsabili nella scelta dei contenuti e del processo di apprendimento. Si articola come un indagine scientifica alla cui base è la curiosità di conoscere degli studenti. Si articola in 6 fasi: 1. l insegnante presenta un argomento agli studenti, che lo approfondiranno secondo una metodologia di indagine scientifica, 2. Gli studenti pianificheranno la loro attività, si porranno domande, cercando le fonti adatte a trovare le risposte, 3. Gli studenti applicheranno il piano di lavoro, organizzeranno quanto scoperto in modo da integrare le varie conoscenze 4. pianificheranno come presentare il prodotto al resto della classe. 5. I gruppi presentano i lavori. 6. I lavori vengono valutati dall insegnanti e dagli studenti.
18 Complex Instruction Tale modalità, fondata sullo sviluppo delle abilità multiple, dà molta rilevanza ai processi sociologici, all uguaglianza delle opportunità educative, alle dinamiche d appartenenza di status e alle conseguenze che ne derivano quando esse influenzano sia la vita scolastica dei singoli alunni sia quella del gruppo-classe. I giochi più utilizzati a tale scopo sono: I cerchi rotti (Graves e Graves, 1985) Il puzzle (Cohen, 1999) Il maestro disegnatore (Cohen, 1999) Indovina la mia regola (Rosenholtz, 1977) La logica dell arcobaleno (Stenmark, Thompson e Cossey, 1987) Il razzo a quattro stadi (Epstein, 1972) Il naufragio (Jay Hall, 1971)
19 INDICAZIONI APPLICATIVE lo Student Teams-Achivement Division (STAD) usato con gli studenti dal secondo anno della scuola di base fino al biennio della suola secondaria superiore; Il Teams-Games-Tournements (TGT), anch esso applicato in attività con studenti dal secondo anno della scuola di base fino al biennio della scuola secondaria; Il Jigsaw II, utilizzato dalla terza elementare fino al biennio della scuola secondaria; Il Team Accelerated Instruction-Mathematics (TAI), un approccio specifico per lo studio della matematica, usato dal terzo anno della scuola di base fino al primo anno della scuola secondaria.
20 APPRENDIMENTO COOPERATIVO Cinque fondamentali caratteristiche: l interdipendenza positiva ( Io ho bisogno dei miei compagni per portare a termine il lavoro, ma anche loro hanno bisogno di me ). Lavorare insieme per un progetto comune L interazione reciproca faccia a faccia Incoraggiamento, conoscenza reciproca, facilitazione degli sforzi reciproci.
21 La responsabilità sia verso sé stessi, sia verso il gruppo Contributi di ognuno L insegnamento delle abilità sociali Capacità di esercitare la leadership, di prendere delle decisioni condivise, di creare fiducia, di comunicare e gestire conflitti.
22 La revisione metacognitiva Riflessione sui risultati ottenuti e sui processi attuati,(capacità di valutare le proprie competenze e il modo come esse sono state utilizzate e valorizzate per il gruppo).
23 Se ascolto dimentico. Se ascolto e vedo, ricordo poco. Se ascolto, vedo e pongo domande o discuto con qualcuno, comincio a comprendere. Se ascolto, vedo, discuto e faccio, acquisisco conoscenza e abilità. Se insegno a un altro, divento padrone.
IL TUTORING. 3 TIPOLOGIE (a seconda dell età) Esempi: dettato con studenti dislessici risoluzione di addizioni divisione a due cifre
IL TUTORING 1 CARATTERISTICHE Prevede il coinvolgimento di allievi in funzione di tutor per favorire l apprendimento dei bambini con o senza disabilità 2 BENEFICI PER L ALUNNO CON DIFFICOLTA - approccio
Apprendimento cooperativo
Apprendimento cooperativo LE STRUTTURE CIO CHE FAI OGGI IN GRUPPO, POTRAI RIFARLO DOMANI INDIVIDUALMENTE L. Vygostsky Diversi modi di lavorare in Apprendimento Cooperativo Esistono diverse correnti o modalità
SPERIMENTARE L'APPRENDIMENTO COOPERATIVO IN CLASSE
SPERIMENTARE L'APPRENDIMENTO COOPERATIVO IN CLASSE P.Marinoni 2016 Dalle Indicazioni Nazionali.. -formazione della classe come gruppo, -alla promozione di legami cooperativi fra i suoi componenti -coinvolgimento
PUZZLE 2008 per la Scuola Primaria di Edolo
PUZZLE 2008 per la Scuola Primaria di Edolo Il progetto PUZZLE - Educare alla Diversità nasce da una serie di riflessioni ed esperienze educative promosse e sperimentate dalla cooperativa Il Cardo sul
Ancona 21 novembre 2011 Pesaro 22 novembre a cura di : Raffaela Maggi e Susanna Testa
Ancona 21 novembre 2011 Pesaro 22 novembre 2011 La didattica laboratoriale La didattica laboratoriale non è una novità nel mondo scolastico; le sue radici possono essere rintracciate nell attivismo pedagogico
COOPERAT IVE LEARNING. Grosseto febbraio marzo 04
Schemi riassuntivi sul Cooperative L ear ning INT ERVENT O DI FORMAZIONE SUL COOPERAT IVE LEARNING Grosseto febbraio marzo 04 Daniele Pavarin All Rights reserved LINDBERGH 2003 1 Definizione 1 Il è una
CRESCERE LAVORANDO IN GRUPPI AUTENTICI
Progetto in rete I CARE CRESCERE LAVORANDO IN GRUPPI AUTENTICI ISTITUTO COMPRENSIVO DI ZOGNO SCUOLA PRIMARIA DI AMBRIA PLESSO POTENZIATO DI AMBRIA Impariamo a stare insieme. giocando! REFERENTI: De Pasquale
CTS PISA CORSO SOS SOSTEGNO. Laboratorio di Didattica Speciale: Approcci e metodi per l inclusione
CTS PISA CORSO SOS SOSTEGNO Laboratorio di Didattica Speciale: Approcci e metodi per l inclusione I SETTE PUNTI CHIAVE PER LA DIDATTICA INCLUSIVA (GUIDE ERICKSON) 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. Obiettivi: favorire
I QUATTRO PILASTRI DELL EDUCAZIONE
I QUATTRO PILASTRI DELL EDUCAZIONE 1. IMPARARE A CONOSCERE 2. IMPARARE A FARE 3. IMPARARE A VIVERE INSIEME, IMPARARE A VIVERE CON GLI ALTRI 4. IMPARARE AD ESSERE (Jacques Delors: Presidente Commissione
Apprendimento Cooperativo in Educazione Fisica
Apprendimento Cooperativo in Educazione Fisica Andrea Ceciliani Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita Scuola di Farmacia, Biotecnologie e Scienze Motorie - Unibo Le INDICAZIONI NAZIONALI 2012
OBIETTIVI B e D. (Questionario rivolto ai corsisti)
OBIETTIVI B e D (Questionario rivolto ai corsisti) Domanda n. : Nell ultimo anno ha partecipato ad altri corsi di formazione oltre quello sul quale le chiediamo di esprimere le sue opinioni? Sì, ho partecipato
BUONE PRATICHE. CORSO NEASSUNTI 2017 Daniela Razzari
BUONE PRATICHE CORSO NEASSUNTI 2017 Daniela Razzari I veri insegnanti non sono quelli che ci hanno riempito la testa con un sapere già costruito, ma quelli che vi hanno fatto dei buchi al fine di animare
GESTIRE LA CLASSE E MOTIVARE AD APPRENDERE
GESTIRE LA CLASSE E MOTIVARE AD APPRENDERE I.C. ALBINO 2012 II incontro Anna Segreto Come coinvolgere gli alunni nel proprio apprendimento? Connettersi ai bisogni di Relazione Competenza Autonomia MOTIVAZIONE
Formazione e percorsi di inclusione scolastica
HANDIMATICA 2014 Progetto Sperimentale LIM Formazione e percorsi di inclusione scolastica Albina Edgarda Ardizzoni - tutor Scienze della Formazione Primaria - UNIBO HANDIMATICA 2014 Progetto Sperimentale
SEMINARIO REGIONALE COME PROMUOVERE LE COMPETENZE: ESPERIENZE E RIFLESSIONI LA PAROLA ALLE SCUOLE LUNEDI 12 SETTEMBRE 2016
SEMINARIO REGIONALE COME PROMUOVERE LE COMPETENZE: ESPERIENZE E RIFLESSIONI LA PAROLA ALLE SCUOLE LUNEDI 12 SETTEMBRE 2016 Ins. Patrizia Briano e Maria Rosa Varaldo CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE CONOSCENZE
I MODELLI MENTALI E LE NUOVE TECNOLOGIE: un mondo di opportunità per la didattica.
I MODELLI MENTALI E LE NUOVE TECNOLOGIE: un mondo di opportunità per la didattica. Perugia 26/27 ottobre 2012 Apprendere Oggi 2 Parole chiave: Costruttivismo Cooperative Learning Metacognizione COSTRUTTIVISMO
PROGETTO BIBLIOTECA. Anno Scolastico
PROGETTO BIBLIOTECA Anno Scolastico 2016-2017 PREMESSA L'innovazione della scuola passa anche per le biblioteche scolastiche che dovrebbero diventare, nell'idea del Ministero dell'istruzione, dei laboratori
CLASSE III B BTS A.S DOCENTE RESPONSABILE: prof.ssa F.Micillo
In un mondo sempre più complesso, a volte la didattica tradizionale ha bisogno di una metodologia innovativa CLASSE III B BTS DOCENTE RESPONSABILE: prof.ssa F.Micillo A.S. 2016-2017 Discipline Tematiche
LES LIEUX DE TRAVAIL
ISTITUTO COMPRENSIVO I.C. BASILE DON MILANI - PARETE SCUOLA SECONDARIA I GRADO CAMPO DISCIPLINA LINGUA FRANCESE DOCENTE VITALE GIULIANA SEZIONE/CLASSE III PERIODO OTTOBRE/NOVEMBRE Macrocompetenza (dal
METODI E STRATEGIE DELL INTERAZIONE DIDATTICA, L USO DELLE TIC. significa:
METODI E STRATEGIE DELL INTERAZIONE DIDATTICA, L USO DELLE TIC Al fine di garantire apprendimenti significativi e successo formativo per tutti gli alunni è determinante condividere l idea della scuola
Costruire e/o Sviluppare, Valutare e Certificare competenze
UNITÀ FORMATIVA : PREMESSA Costruire e/o Sviluppare, Valutare e Certificare competenze Prof. Esterno : Prof Gianni Marconato- Referente per IC Pra : Ins. Anfossi In relazione al PNFD riferita al punto
Superiamo le disparità
Superiamo le disparità Angelo Nicotra Unitarietà linguistica 2 APPRENDIMENTO COOPERATIVO È lo stesso meccanismo che ritroviamo nello sport a squadre (gli studenti sono protagonisti di tutte le fasi del
IL COOPERATIVE LEARNING ARRIVA NELLA SCUOLA DELL INFANZIA DI ACCADIA
IL COOPERATIVE LEARNING ARRIVA NELLA SCUOLA DELL INFANZIA DI ACCADIA Istituto Comprensivo Accadia FG III Sezione Scuola dell Infanzia a.s. 2015/2016 - Elaborazione Multimediale Ins. Maria Vassalli COOPERATIVE
Formazione insegnanti Generazione Web Lombardia
Formazione insegnanti Generazione Web Lombardia 1. Condividere nella rete e collaborare: Modulo base - durata 12 ore Descrizione sintetica Conoscere ed usare in modo consapevole gli ambienti cloud per
CATALOGO DEI PERCORSI FORMATIVI. Percorso 1 - Stereotipi di genere*: percorsi formativi per docenti di scuola primaria
CATALOGO DEI PERCORSI FORMATIVI Allegato B Percorso 1 - Stereotipi di genere*: percorsi formativi per docenti di scuola primaria Obiettivo del percorso formativo è fornire agli/alle insegnanti un set di
LICEO DE SANCTIS - GALILEI. PROGETTAZIONE CURRICOLARE COORDINATA Del Consiglio di Classe
PROGETTAZIONE CURRICOLARE COORDINATA Del Consiglio di Classe della Classe Sezione Indirizzo anno scolastico 2017-2018 INTRODUZIONE Il presente documento descrive il piano di lavoro che sarà svolto, durante
Competenze, progetti didattici e curricolo. Segnalibri per una lettura di Castoldi, Progettare per competenze
Competenze, progetti didattici e curricolo Segnalibri per una lettura di Castoldi, Progettare per competenze Ancora sulle competenze Le conoscenze Le abilità Le disposizioni ad agire CONOSCENZE DISPOSIZIONI
La mediazione dell insegnante
La mediazione dell insegnante, Prof. ssa Mina De Santis AGIRE SITUATO AMBIENTE ATTORI DOCENTE - STUDENTE INTERAZIONE L agire didattico L AULA DIMENSIONE ORGANIZZATTIVA O DIMENSIONE METODOLOGIC A I A CONTESTO
PIANO DI FORMAZIONE RETE DI SCOPO SCUOLE DI ERCOLANO A.S. 2016/17 ABSTRACT OBIETTIVO DESTINATARI AREA TEMATICA
TITOLO Una scuola per tutti Progettare e agire il Curricolo verticale per competenze PIANO DI FORMAZIONE RETE DI SCOPO SCUOLE DI ERCOLANO A.S. 2016/17 PRIORITÀ/ ABSTRACT OBIETTIVO DESTINATARI AREA TEMATICA
Il profilo professionale del docente nella scuola dell autonomia
Il profilo professionale del docente nella scuola dell autonomia Le competenze chiave per un insegnamento efficace DPR 275 1999 Art. 4 (autonomia didattica), commi 1 e 2 Le istituzioni scolastiche..concretizzano
PROGETTO ANNO SCOLASTICO 2016/2017
PROGETTO ANNO SCOLASTICO 2016/2017 PREMESSA L Accademia Italiana per la Promozione della Matematica «Alfredo Guido» (A.I.P.M.) in seguito denominata Accademia bandisce un concorso fra gli allievi delle
CONTESTI COOPERATIVI PER GENERARE OPPORTUNITÀ
VIII EDIZIONE SIREF SUMMER SCHOOL LECCE 2013 CONTESTI COOPERATIVI PER GENERARE OPPORTUNITÀ Apprendere, formare, agire nel corso della vita: capacità, democrazia, partecipazione. Nuove politiche per lo
allievo insegnante Oggetto culturale
L esperienza delle SSIS per una reale innovazione nella formazione universitaria degli insegnanti Prof.ssa Floriana Falcinelli Docente di Didattica generale Università degli Studi di Perugia Direttore
UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE DELLA BASILICATA IN FORMAZIONE PER LA SCUOLA DELLA RIFORMA
UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE DELLA BASILICATA IN FORMAZIONE PER LA SCUOLA DELLA RIFORMA Piano Regionale di Formazione per la scuola dell'infanzia e la scuola primaria INCONTRI DI STUDIO UFFICIO SCOLASTICO
Progettazione di un Episodio di Apprendimento Situato
Progettazione di un Episodio di Apprendimento Situato Format per la progettazione Nome docente Perazzoli Titolo EAS Target (Classe, alunni) Competenza/e che EAS mira a sviluppare Competenze matematica
STRUMENTO PER PERCORSI DIDATTICI INCLUSIVI
DIREZIONE DIDATTICA STATALE F. RASETTI 06061 Via Carducci n.25 Castiglione del Lago Codice fiscale 80005650546 -Tel. Fax 075/951254 e.mail: pgee021002@istruzione. STRUMENTO PER PERCORSI DIDATTICI INCLUSIVI
BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI. Le strategie educativo-didattiche per il potenziamento degli apprendimenti e l inclusione nel gruppo-classe
BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI Le strategie educativo-didattiche per il potenziamento degli apprendimenti e l inclusione nel gruppo-classe Argomenti: Gestione del gruppo-classe Cooperative learning Tutoring
costuire unità di apprendimento
rea 6 ore di ttività laboratoriale in team working, 13 ore di pprofondimento personale, id 1 costuire unità di apprendimento Conoscere il significato di competenza secondo la letteratura scientifica aggiornata
Didattica orientativa. Prof.ssa Floriana Falcinelli Facoltà di Scienze della Formazione Università degli Studi di Perugia
Didattica orientativa Prof.ssa Floriana Falcinelli Facoltà di Scienze della Formazione Università degli Studi di Perugia Definizione di orientamento Processo educativo permanente rivolto a all autorealizzazione
PROGETTARE UNA DIDATTICA INCLUSIVA
PROGETTARE UNA DIDATTICA INCLUSIVA UNA MISURA NON SI ADATTA A TUTTI Percorso formativo per i docenti A cura di Cecilia Iaccarino [email protected] 1 A.S. 2018-19 I.T.T. C.COLOMBO OBIETTIVI
La trasversalità negli apprendimenti linguistici: dal passato una sfida per il futuro
La trasversalità negli apprendimenti linguistici: dal passato una sfida per il futuro Luciano Mariani Convegno «Insegnamento delle lingue straniere in Italia tra passato e presente (1970-2015)» Università
IL BISOGNO DI UNA SPECIALE NORMALITÀ PER L INTEGRAZIONE
IL BISOGNO DI UNA SPECIALE NORMALITÀ PER L INTEGRAZIONE Dario Ianes Centro Studi Erickson Università di Bolzano www.darioianes.it LA SPECIALE NORMALITÀ PER L INTEGRAZIONE SUPERA Scuola speciale separata
ISTITUTO COMPRENSIVO ALDO MORO Scuola secondaria di primo grado
ISTITUTO COMPRENSIVO ALDO MORO Scuola secondaria di primo grado MADDALONI - CASERTA- PROGETTO C.L.I.L. (Content Language Integrated Learning) A.S.2016/2017 Premessa C.L.I.L. significa Content Language
L apprendimento cooperativo per la scuola dell infanzia
Relatrice : Chiara Riello L apprendimento cooperativo per la scuola dell infanzia Torino, venerdì 23 ottobre 2009 QUALI INDICAZIONI DALLA PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO? Lo sviluppo del bambino non avviene
La didattica per competenze, costruzione di moduli interdisciplinari
La didattica per competenze, costruzione di moduli interdisciplinari Interdisciplinarietà non come somma di discipline. Modulo interdisciplinare Quali competenze per risolvere un problema interdisciplinare.
PROGETTO. Insegnamento della cultura e della consapevolezza alimentare nel rispetto coerente dell ambiente e delle tradizioni
PROGETTO Insegnamento della cultura e della consapevolezza alimentare nel rispetto coerente dell ambiente e delle tradizioni ANNO SCOLASTICO 2016/2017 PREMESSA La scuola ha integrato negli anni la responsabilità
SCHEDA DISCIPLINARE. Area Disciplinare : Linguistico-Storico-Filosofica
SCHEDA DISCIPLINARE Area Disciplinare : Linguistico-Storico-Filosofica Disciplina: Scienze Umane (Psicologia e Metodologia della Ricerca) Docente: Antonella Ciappetta Classe : II sez.a I Quadrimestre a.s.
CITTADINI A SCUOLA. Titolo del progetto. Indicazioni progetto
Indicazioni progetto La pianificazione (Plan) di Titolo del progetto CITTADINI A SCUOLA Responsabile del progetto Data di inizio e fine Ottobre 2016 Giugno 2017 (curricolare) Obiettivi operativi Indicatori
Min istero della Pubblica Istru zione ISTITUTO STATALE DI ISTRUZIONE SUPERIORE
PROGRAMMAZIONE SCIENZE UMANE E SOCIALI Classe prima professionale 2016/2017 Corso serale FINALITA DEL BIENNIO Sensibilizzare l alunna/o alla consapevolezza della complessità della persona sotto l aspetto
Apprendimento cooperativo
Apprendimento cooperativo I PRINCIPI CIO CHE FAI OGGI IN GRUPPO, POTRAI RIFARLO DOMANI INDIVIDUALMENTE L. Vygostsky Apprendimento cooperativo: che cos è? L apprendimento cooperativo, nelle varie forme
Formatrici: Antonella Sanna Giovanna M. Simula Alghero, 9 aprile 2015
I Bisogni Educativi Speciali nell ottica della scuola inclusiva Formatrici: Antonella Sanna Giovanna M. Simula Alghero, 9 aprile 2015 Programma 15.00 17.00 Attività di warm up/brainstorming Caccia al tesoro
Corso Formazione Ambito 5 Descrizione attività formativa
Corso Formazione Ambito 5 Descrizione attività formativa progetto proponente Descrizione delle tematiche proposte (Titolo del percorso) Destinatari (Specificare ordine di scuola) Scuola Sede del Corso
DAI SAPERI DELLA SCUOLA ALLE COMPETENZE DEGLI STUDENTI
DAI SAPERI DELLA SCUOLA ALLE COMPETENZE DEGLI STUDENTI A TAVOLINO SPAZIO DI RICERCA CONDIZIONE GIOVANILE SIGNIFICATO SENSO EPISTEME DEL SAPERE SCOLASTICO CABINA DI REGIA DOCENTE SVILUPPO DI COMPETENZE
PROGETTO DI LINGUA INGLESE PLAYING ENGLISH.. WE ARE READY FOR THE PRIMARY SCHOOL!
SCUOLA DELL INFANZIA MARIA IMMACOLATA Via Costa 2-36070 Brogliano (VI) Tel/Fax 0445 94 70 32 Mail: scuola.infanziaparrocchiadibrogliano.it PROGETTO DI LINGUA INGLESE PLAYING ENGLISH.. WE ARE READY FOR
Il cooperative learning
Il cooperative learning Apprendere cooperando Che cosa è È un metodo per raggiungere risultati scolastici efficaci e quegli obiettivi educativi richiesti dalla società contemporanea È una tecnica di conduzione
PANE AL PANE Pane e farine nella tradizione della mia Regione
UNITA DI APPRENDIMENTO DENOMINAZIONE PANE AL PANE Pane e farine nella tradizione della mia Regione COMPITO E PRODOTTO FINALE - Realizzazione di un impasto di frumento salato (pane comune, focaccia, focaccia
Istituto Statale d'istruzione Secondaria Superiore. " U. Foscolo " Teano - Sparanise. Disciplina: Economia Aziendale
Istituto Statale d'istruzione Secondaria Superiore " U. Foscolo " Teano - Sparanise Disciplina: Economia Aziendale ANNO SCOLASTICO 2017/2018 Classe prima /sez. AFM Prof. Adriano De Monaco 1 COMPOSIZIONE
Indicazioni per la compilazione della relazione finale
Indicazioni per la compilazione della relazione finale La relazione finale dovrà contenere i seguenti elementi:. Descrizione di contenuti, tempi, luoghi, fasi, modalità, strumenti e protagonisti. Numero
Docente scuola primaria Entrata in ruolo nel settembre del 2016 con riserva Anno di prova nell a.s. 2016/2017 presso Istituto Dante Gallarate(Va)
Docente scuola primaria Entrata in ruolo nel settembre del 2016 con riserva Anno di prova nell a.s. 2016/2017 presso Istituto Dante Gallarate(Va) Ri-assunta in ruolo da concorso Settembre 2017 Attualmente
Griglia per l osservazione del docente neoassunto da parte del Dirigente scolastico
Griglia per l osservazione del docente neoassunto da parte del Dirigente scolastico Docente neoassunto Docente tutor Scuola dell Infanzia primaria secondaria di.. grado Osservazione concordata con il docente
ISTITUTO COMPRENSIVO LABORATORIO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE N. SCARANO DI TRIVENTO DI ALFABETIZZAZIONE ALLA LINGUA LATINA CLASSI IIª A, IIª B, IIª C
ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE N. SCARANO DI TRIVENTO LABORATORIO DI ALFABETIZZAZIONE ALLA LINGUA LATINA CLASSI IIª A, IIª B, IIª C DOCENTE: Prof.ssa Maria Concetta Savino ANNO SCOLASTICO
UNITARIETA DEL SAPERE ATTRAVERSO L INTERDISCIPLINARITA
UNITARIETA DEL SAPERE ATTRAVERSO L INTERDISCIPLINARITA I docenti, in quanto educatori, hanno il dovere di fornire ai discenti, attraverso le scienze, la storia, la filosofia, la letteratura, e tutte le
IL PROFILO PROFESSIONALE ATTESO ANNA MARIA DI NOCERA
IL PROFILO PROFESSIONALE ATTESO ANNA MARIA DI NOCERA CONTENUTI 1. La funzione docente 2. L autonomia scolastica e le nuove competenze del docente 3. Il profilo professionale nel CCNL 4. La legge n. 107/2015
PER SCUOLE INCLUSIVE. Gruppo Cooperative Learning. Dott. ssa Stefania Lamberti
COOPERATIVE LEARNING: PER SCUOLE INCLUSIVE Gruppo Cooperative Learning Dott. ssa Stefania Lamberti Università Centro Studi degli Interculturali Studi di Verona BARI, 20 FEBBRAIO 2019 Gruppo Studio-Ricerca-Formazione
a) Organizzare situazioni di apprendimento DESCRITTORI DI COMPETENZA Il docente dichiara di. DOMANDE GUIDA
I. AREA DELLE COMPETENZE RELATIVE ALL INSEGNAMENTO (Didattica) a) Organizzare situazioni di apprendimento 1. Progettare le attività didattiche e le attività e gli strumenti di valutazione tenendo conto
Istituto Statale d'istruzione Secondaria Superiore. " U. Foscolo " Teano - Sparanise. Disciplina: Economia Aziendale
Istituto Statale d'istruzione Secondaria Superiore " U. Foscolo " Teano - Sparanise Disciplina: Economia Aziendale ANNO SCOLASTICO 2017/2018 Classe seconda/sez. AFM Il Prof. Adriano De Monaco 1 COMPOSIZIONE
Certificazione Pedagogica Europea sull Uso delle Tecnologie digitali. Corso Certificato EPICT LIM - Bronze. Corso EPICT LIM
Corso EPICT LIM (Certificazione EPICT Bronze LIM) Gli studenti - e anche ormai noi adulti - siamo oggi abituati a cercare informazioni in rete, siamo abituati a fruire informazioni in modalità visiva e
ISTITUTO COMPRENSIVO DI FALOPPIO Progetto Accoglienza Scuola Secondaria di I Grado
ISTITUTO COMPRENSIVO DI FALOPPIO Progetto Accoglienza Scuola Secondaria di I Grado OBIETTIVI 1. Facilitare e rendere serena la ripresa dell attività didattica. 2. Condividere le regole dell Istituto (Patto,
La classe : il cuore della relazione educativa. saperi
La classe : il cuore della relazione educativa alunno insegnante saperi 1 Nella classe si trasmettono conoscenze o saperi? conoscenze saperi - tacita - esplicita - dichiarativa - procedurale - condizionale
Soluzioni personalizzate per le Lingue e la Formazione Servizi di Coaching e Counselling SERVIZI PER LE SCUOLE
Soluzioni personalizzate per le Lingue e la Formazione Servizi di Coaching e Counselling FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO DOCENTI Formazione linguistica Corsi di inglese e spagnolo per il raggiungimento del
Curricolo verticale di ALTERNATIVA alla RELIGIONE CATTOLICA TRAGUARDI DI COMPETENZA AL TERMINE della SCUOLA PRIMARIA.
Curricolo verticale di ALTERNATIVA alla RELIGIONE CATTOLICA TRAGUARDI DI COMPETENZA AL TERMINE della SCUOLA PRIMARIA Scuola primaria L alunno riconosce se stesso come persona avente diritti e doveri. Rispetta
