L INTERAZIONE SOCIALE
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- Casimiro Mariani
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1 L INTERAZIONE SOCIALE L interazione tra individui è l oggetto della microsociologia, uno dei due livelli fondamentali dell analisi sociologica. Gli studiosi interessati a questa branca di analisi si occupano di fenomeni come le relazioni situate tra individui e gruppi. I fenomeni micro studiati a livello di interazione sociale sono in tutti i casi innestati entro le più ampie istituzioni, studiate dai sociologi interessati al livello macro (religione, famiglia, economia, governo). 1
2 MICROSOCIOLOGIA E MACROSOCIOLOGIA Microsociologia: studia le persone o i gruppi che interagiscono tra di loro Macrosociologia: studia le grandi strutture della società (ad es. famiglia, scuola, economia, governo, etc.) Ogni contesto sociale comprende entrambe le dimensioni 2
3 Teorie dell interazione Teorie Principali esponenti Idee chiave Teoria dello scambio Homans Interazione in base a costi-benefici Interazionismo simbolico Mead, Blumer Conoscenza del significato dei simboli, comprensione delle azioni e delle intenzioni altrui Etnometodologia Garfinkel Conoscenza del senso comune Modello drammaturgico Goffman Le interazioni sono una sorta di rappresentazione teatrale Teoria psicoanalitica Freud Il comportamento è influenzato dalle esperienze infantili
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5 I GRUPPI Uno dei meccanismi basilari, attraverso cui il comportamento delle persone viene strutturato, è la partecipazione a gruppi. Secondo Merton (1949) un gruppo è: un insieme di individui che interagiscono secondo determinati modelli, provano sentimenti di appartenenza al gruppo, vengono considerati parte del gruppo dagli altri membri. La prima caratteristica fondamentale dei gruppi è che l interazione al loro interno è strutturata a partire da modelli caratteristici del gruppo medesimo. La seconda caratteristica fondamentale è che esiste, da parte dei membri, una forma di senso di appartenenza al gruppo. La terza caratteristica fondamentale è il riconoscimento reciproco di appartenenza al gruppo da parte dei membri. 5
6 GRUPPI PRIMARI E SECONDARI Posto che tutti i gruppi presentano delle caratteristiche di fondo (interazione strutturata, senso di appartenenza, identità di gruppo), è possibile distinguere tra gruppi primari e gruppi secondari. I gruppi primari sono costituiti da un piccolo gruppo di persone, che interagiscono direttamente e intrattengono rapporti, che coinvolgono numerosi aspetti della loro personalità. I sociologi parlano di gruppo primario, a fronte di gruppi con le seguenti caratteristiche: stretti legami personalizzati ruoli non specializzati obiettivi indifferenziati I gruppi secondari sono costituiti da persone, che hanno scarsi vincoli emotivi tra loro e interagiscono per ottenere obiettivi specifici. Nei gruppi secondari le persone contano come ruoli e non come individui. 6
7 I GRUPPI PRIMARI NELLA SOCIETA CONTEMPORANEA Molti sociologi hanno parlato di declino dei gruppi primari nella società industriale contemporanea. Ma di fatto ancora oggi i gruppi primari svolgono un importante ruolo di mediazione tra individui e ambiti più ampi della società. All interno delle organizzazioni, ad esempio, il fatto che i lavoratori si costituiscano in gruppi primari consente spesso di migliorare le prestazioni, definire rituali organizzativi, migliorare il clima complessivo. Nelle situazioni estreme, come per esempio le catastrofi, il ricomporsi di gruppi primari (con i familiari o gli amici) consente di affrontare in modo più efficace le situazioni. Inoltre, il richiamo ai gruppi primari consente di esercitare un robusto controllo sociale sugli individui e mobilitarli rispetto a scopi collettivi. 7
8 PERCHE SI FORMANO I GRUPPI? La vita in gruppo è di importanza vitale per i singoli esseri umani, oltreché per la riproduzione della specie complessivamente intesa. I gruppi però, assolvono molte altre funzioni: funzione strumentale. Molti gruppi si formano per raggiungere un obiettivo specifico, che sarebbe inattingibile per i singoli individui al suo interno; funzione espressiva. Ci sono gruppi che si formano per soddisfare il bisogno di accettazione, stima e indipendenza dei propri membri; funzione di supporto. Le persone possono riunirsi in gruppi anche per dare sollievo a dei sentimenti negativi, che non riuscirebbero magari ad affrontare da soli. Talvolta all interno di uno stesso gruppo trovano espressione funzioni differenti; ad esempio, la funzione fondamentale di una brigata militare è di tipo strumentale, ma all interno del gruppo trovano spesso spazio anche dimensioni espressive e di supporto. 8
9 LA STRUTTURA DEI GRUPPI I sociologi si sono interrogati a lungo su quali fattori influenzino maggiormente la struttura dei gruppi. Tra le dimensioni rilevanti sono state privilegiate la dimensione, la comunicazione e la distribuzione del potere. La dimensione è un carattere di importanza decisiva per i gruppi, soprattutto quelli piccoli. Al loro interno, l aggiunta o l allontanamento anche di un solo membro possono produrre effetti molto rilevanti. Al variare delle dimensioni del gruppo, variano anche la distribuzione di potere e la possibilità di comunicare tra membri, oltreché tra membri e leader del gruppo. 9
10 LE DINAMICHE DI GRUPPO Si dicono dinamiche di gruppo le sequenze di eventi rilevanti per il gruppo che tendono a ripetersi. Tra di esse vi sono la pressione al conformismo e la distribuzione dei ruoli di leadership. I componenti di un gruppo tendono naturalmente a sviluppare attitudini e modi di comportamento affini (conformismo). Tale fenomeno si acuisce quando il gruppo subisce molte pressioni o critiche dall esterno. In ogni gruppo, secondo Bales e Slater (1955) tendono a emergere due figure complementari di leader, la cui presenza consente il successo collettivo. I due leader sono rispettivamente: il leader strumentale, che propone soluzioni operative e guida il gruppo al raggiungimento di obiettivi esterni; il leader espressivo, che polarizza le valutazioni positive del gruppo e attraverso le sue azioni ne alimenta il benessere emotivo. 10
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