Manuale Critico dell Asilo Nido

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1 Manuale Critico dell Asilo Nido Sezione terza I BAMBINI Dott.ssa 8 marzo 2013

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3 Nella strutturazione dei processi cognitivi e affettivi. quale l incidenza dei rapporti con i coetanei, nelle situazioni di comunicazione e di gioco? quale il ruolo dell adulto? quali le caratteristiche del setting?

4 La risposta va elaborata nel quadro della complessa e dinamica prospettiva della socializzazione al nido. I bambini che frequentano il nido sperimentano contemporaneamente socializzazione primaria e secondaria, con incidenza sull ecologia nella famiglia.

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6 Esistenza di scambi precoci fra bambini Durante il primo anno Non c è completo accordo fra le diverse ricerche sull età in cui i piccolissimi cominciano a interessarsi e a interagire con i loro coetanei: a 2/3 mesi tentativi di catturare lo sguardo dell altro a 3/4 mesi veri e propri sorrisi solo a 6 mesi successo nell attrarre intenzionalmente l attenzione di un coetaneo

7 Nella seconda metà del primo anno incremento dei comportamenti sociali diretti ai coetanei. Verso la fine del primo anno le attività sociali dei bambini cominciano a interagire con le attività riferite al mondo degli oggetti. L offerta di oggetti senza la piena esplicitazione dell intenzione rendono labile l esito, ma l attività risulta attraente per il bambino, che la ripete per il piacere che ne deriva.

8 Nel secondo anno la fondamentale ristrutturazione dei processi cognitivi, la conquista della deambulazione, il linguaggio Incidono sui rapporti fra coetanei

9 Inizialmente, la distanza, le mutevoli relazioni spaziali, in assenza di linguaggio efficace, portano alla riduzione delle sequenze comunicative

10 L interazione fra bambini dipende dalla qualità degli oggetti: oggetti grandi: attività motorie espressione emotività giochi ritualizzati embrionale turnazione oggetti piccoli : curiosità imitazione rielaborazione idee collaborazione

11 La familiarità, cioè la frequentazione ripetuta, incrementa la frequenza dei comportamenti diretti a un coetaneo da parte dei bambini entro i primi due anni e la loro qualità: interazioni con sequenze più lunghe, in base: a conoscenze comuni alla conoscenza del contesto di interazione

12 Lo sviluppo del linguaggio Interazioni Sociali Segnali comunicativi rivolti alle persone Interazione/complementarità fra linguaggio non verbale e verbale, che si basano su una comune capacità di comunicare in modo convenzionale : il non verbale rinforza il verbale, con risultati più efficaci

13 Evoluzione del linguaggio: a 3/4 mesi: richiami con lo sguardo a 5/6 mesi: vocalizzo a 8 mesi: sguardo + sorriso + contatto + vocalizzi diversificati a 9 /10 mesi: impiego intenzionale di gesti e voce, non solo per chiedere; giochi e condotte ritualizzate e prime parole per comunicare

14 Ipotesi interazionista Il linguaggio conta su capacità personali, ma nasce e si sviluppa grazie all interazione fra adulto e bambino Dunque, importanza di un linguaggio dell adulto adatto alle capacità del bambino e motivante la comunicazione

15 Osservazioni L educatore orientato al bambino nell impiego del linguaggio si adegua al bambino, gli lascia l iniziativa, stimola il dialogo L educatore orientato alle regole istituzionali precede il bambino nei colloqui; il bambino rimane passivo e si limita a rispondere o non risponde affatto

16 La situazione di gioco in piccolo gruppo è contesto ideale per l acquisizione del linguaggio e delle regole conversazionali, queste modalità: Interazione speculare e contemporanea: Ruoli identici dei partner, identico oggetto, azione identica, comportamento contemporaneo Interazione speculare differita: Analoga alla precedente, ma con alternanza di turni

17 Interazione complementare: Ruoli complementari dei partner, comportamenti in successione Interazione reciproca: Analoga alla precedente, ma con rovesciamento di ruoli. E la forma più matura, legata al livello di sviluppo del bambino.

18 Lo sviluppo del linguaggio al nido Lo sviluppo del linguaggio potenzia e differenzia l interazione fra bambini: da giochi motori passano a giochi simbolici. I semidivezzi privilegiano la comunicazione verbale con le educatrici; i divezzi con i coetanei, con adattamento di forme e scopo in base all interlocutore.

19 In sintesi: le modalità di comunicazione si differenziano non solo in base all età, ma anche alle situazioni. E risultato importante dare ai bambini la Possibilità di indirizzare la comunicazione a diversi interlocutori contemporaneamente Perciò è importante strutturare il setting in modo adeguato a sostenere la comunicazione.

20 L adulto Per il bambino rappresenta il primo giocattolo, l oggetto su cui può sperimentare il proprio potere; fin dalle prime settimane, scambia diadici con alternanza di turni: - Il gesto espressivo del bambino diventa mezzo di comunicazione - nel ripetersi di sequenze rituali analoghe, il bambino acquisisce sempre più un ruolo attivo. - Gi scambi hanno valenza ludica perché: - altamente prevedibili e quindi rassicuranti - convinzione del proprio potere sul comportamento materno

21 15 mesi: uso degli oggetti secondo i loro significati convenzionali

22 L oggetto transizionale Indica per il bambino il passaggio dalla fusione con la madre a una fase in cui, vedendola separata da sé, può entrare in rapporto con lei. Il suo valore ludico è simbolico: sostituisce la madre ma è anche indipendente da essa

23 Caratteristiche del gioco infantile: - Attività automotivata: vale se definalizzata rispetto a compiti specifici, interesse prevalente per il processo rispetto al prodotto, possibilità di libere sperimentazioni - Qualità sociale: rapporto con l adulto, con gli oggetti, con altri bambini - Intreccio di aspetti cognitivi e affettivi: utile un clima rassicurante che permetta di procedere per tentativi ed errori - Fenomeno con notevoli variazioni, in funzione dell età ma anche del contesto

24 Il gioco al nido No: a occasioni ludiche rette da regole convenzionali dettate dall adulto a mancanza di gioco di movimento libero e di fantasia all uso quasi esclusivo di giocattoli strutturati per esclusive finalità cognitive all adulto che interviene esclusivamente a guidare e controllare Ciò ha un incidenza negativa nei processi comunicativi

25 Sì a mediazione dell adulto in relazione ai bisogni di ciascun bambino, con strategie per arricchire il senso sociale e cognitivo dell esperienza ludica Atteggiamento non direttivo con i piccolissimi: rispondere ai primi segnali infantili attribuendovi significati in un dialogo agire in modo complementare al bambino creare relazioni gioiose rinforzare i primi comportamenti di tipo esplorativo creare ritmi nelle attività per renderle prevedibili al bambino

26 Osservazione partecipante: fra i 12/18 mesi il bambino si mostra capace di imitazione organizzatrice e di assunzione di un ruolo complementare; l adulto deve manifestare attenzione, disponibilità, usare lo stesso materiale senza entrare direttamente in gioco, dando così sicurezza.

27 Adulto coattore: compagno di gioco che lascia al bambino ampia libertà di scelta di azioni e di tempi, simulando di essere un bambino della stessa età. Il gioco ne esce potenziato, perché l adulto può introdurvi elementi di novità senza alterarne la qualità, valutando quando il bambino è pronto per un salto in avanti.

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