INTRODUZIONE BARBARA MAURINA
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- Fabiola Fausta Rosati
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1 BARBARA MAURINA INTRODUZIONE Il tema degli insediamenti fortificati ha costituito in Italia per molto tempo materia privilegiata della ricerca storiografica, mentre soltanto da qualche decennio è divenuto uno dei principali oggetti di studio dell archeologia medievale ( 1 ), una disciplina che nel nostro Paese si può considerare ancora giovane, avendo ottenuto pieno riconoscimento soltanto a partire dagli anni 70 del secolo scorso ( 2 ). Da allora si è fatta sempre più forte l esigenza di indagare e studiare gli insediamenti fortificati con i criteri, i metodi e gli strumenti diagnostici propri della ricerca archeologica; l analisi stratigrafica ha così iniziato a essere applicata metodicamente non soltanto allo scavo dei contesti sepolti ma anche allo studio dei resti murari emergenti; la consapevolezza dell importanza del legame con il territorio circostante per la comprensione delle dinamiche di trasformazione del paesaggio antico ha favorito l applicazione delle tecniche e delle metodologie proprie dell archeologia di superficie anche allo studio dei siti castrensi ( 3 ); la presa di coscienza dell importanza dello studio della cultura materiale, in grado non solo di fornire dati indispensabili alla datazione e alla comprensione dei processi formativi dei depositi stratigrafici, ma anche di provvedere informazioni complementari a quelle desumibili dalla documentazione storica e archivistica, ha fatto sì che si incominciasse a raccogliere, classificare e analizzare sistematicamente tutti i reperti mobili (manufatti ed ecofatti) rinvenuti nel corso delle ricerche. Allo sviluppo dell attività sul campo ha corrisposto un incremento della divulgazione scientifica specialistica, che ha visto la pubblicazione di singole ricerche, miscellanee, atti di convegni aventi ( 1 ) FRANCOVICH ( 2 ) GELICHI 1997, pp in particolare. ( 3 ) BROGIOLO 2005, p. 12.
2 8 Atti Acc. Rov. Agiati, a. 259 (2009), ser. VIII, vol. IX, A, fasc. II, 1 per oggetto l evidenza materiale delle strutture fortificate, a partire dall epoca tardoantica-altomedievale per arrivare al basso Medioevo. Non sono mancati, con esiti vari, i tentativi di sintesi o, quantomeno, di panoramiche di carattere sia regionale (si vedano i casi di Toscana ( 4 ), Veneto e Friuli ( 5 )) che interregionale (ad esempio sui castelli altomedievali dell Italia Settentrionale e sugli insediamenti d altura del Caput Adriae ( 6 )). L esigenza di comprendere appieno tempi, modi e significato della nascita e dello sviluppo dei castelli, che, pur rappresentando un fenomeno non uniforme ed omogeneo, sono stati riconosciuti quali punti nodali della geografia socioinsediativa medievale in quanto motori delle dinamiche del popolamento e del potere ( 7 ), ha determinato la necessità di incominciare a leggere l evidenza materiale degli insediamenti nella prospettiva della «lunga durata dell intero Medioevo» ( 8 ). Come è stato da più parti sottolineato, ciò impone la necessità di indagare con maggiore sistematicità il rapporto fra le strutture castellane medievali e le preesistenze insediative (non di rado agglomerati altomedievali realizzati in materiale deperibile, come frequentemente in Toscana ma anche in alcuni casi in area padana, per esempio a Rocca di Manerba e Spilamberto ( 9 )) e in particolare le relazioni e gli elementi di continuità e/o discontinuità fra gli insediamenti fortificati altomedievali (castelli di «prima generazione»: V-VII secolo d.c.) e i castelli del pieno Medioevo (di «seconda generazione»: X-XIII secolo) ( 10 ); una prospettiva, questa, indispensabile anche nell ipotesi di una totale mancanza di rapporti fra le due tipologie insediative ( 11 ). Se questo a grandi linee è lo stato della ricerca e del dibattito in Italia da qualche decennio a questa parte, nella nostra regione non si può fare a meno di rilevare un certo attardamento nell ambito degli studi di questo settore dell archeologia: nonostante quella degli insediamenti fortifi- ( 4 ) FRANCOVICH & GINATEMPO ( 5 ) BROGIOLO & POSSENTI ( 6 ) BROGIOLO & GELICHI 1996 (Italia Settentrionale); CUSCITO & MASELLI SCOTTI 2004 (Caput Adriae). ( 7 ) FRANCOVICH & GINATEMPO 2000b, in particolare pp. 11, 13. ( 8 ) FRANCOVICH 1996; si vedano a questo proposito anche le riflessioni di BROGIOLO 2004, p ( 9 ) BROGIOLO ( 10 ) FRANCOVICH & GINATEMPO 2000b, pp ; AUGENTI Secondo Brogiolo il vuoto fra i castelli di prima e quelli di seconda generazione è imputabile alle modalità di ricerca più che alla realtà dei fatti (BROGIOLO 2004, p. 306). ( 11 ) Cfr. le considerazioni di CAVADA & GENTILINI 2007b, p. 16; inoltre CAVADA 2000, p. 214.
3 B. MAURINA: Introduzione 9 cati costituisca una evidenza monumentale che connota fortemente le vallate del Trentino Alto Adige, in questo territorio si fa (e si scrive) relativamente poco in merito all archeologia dei castelli, oggetti che rimangono prevalentemente appannaggio della ricerca storico-archivistica, dell analisi architettonica e del restauro dei monumenti ( 12 ), ambito in cui peraltro ancora troppo spesso si interviene senza avvalersi sistematicamente dei metodi e delle tecniche dell archeologia stratigrafica. Nessuna sorpresa, dunque, se si è ancora molto lontani dal poter proporre lavori di sintesi regionale, sull evoluzione delle strutture fortificate e sulla loro relazione con il paesaggio medievale. Una situazione, questa che tra l altro, ha fatto sì che per molto tempo e in qualche caso ancora oggi l indagine e la divulgazione relativi a quest ambito, soprattutto per il pieno e per il basso Medioevo, sia stata demandata a studiosi dilettanti piuttosto che a specialisti del settore e che al contempo la ricerca propriamente archeologica sugli insediamenti fortificati non abbia sempre trovato la giusta considerazione e collocazione nella letteratura scientifica: significativo ad esempio il fatto che nel terzo volume della collana «Storia del Trentino», dedicato al Medioevo ( 13 ), il tema dell archeologia dei castelli, e, si può dire, dell archeologia medievale tout-court, non venga affrontato ( 14 ), se non marginalmente e significativamente soltanto in relazione ai castra tardoantichi-altomedievali ( 15 ). Significativamente, perché quello degli insediamenti fortificati di prima generazione rappresenta un ambito che soprattutto da un decennio a questa parte (ma con precedenti illustri, si veda ad esempio lo scavo di Sabiona/Säben ( 16 )) ha conosciuto un notevole sviluppo e incremento nell indagine sul campo, con veri e propri scavi programmatici di ricerca accanto a scavi di emergenza, e con esiti importanti anche a livello di divulgazione dei risultati delle ricerche: in particolare, la mostra «Romani e Germani» tenutasi a Castel Roncolo nel 2005 ( 17 ), ha costituito l occasione per presentare una prima panoramica regionale, che accanto alle ricerche di carattere più propriamente storico, ha raccolto anche contributi di tipo squisitamente archeologico sugli insediamenti fortificati di epoca tardo- ( 12 ) Cfr. CAVADA & GENTILINI 2007a. ( 13 ) CASTAGNETTI & VARANINI ( 14 ) Nei contributi raccolti nel volume, i castelli vengono presi in considerazione quali elementi di riorganizzazione territoriale, amministrativa ed economica da parte dell aristocrazia (BETTOTTI 2000, pp ) o nell ambito dell esemplificazione delle tipologie architettoniche dell edilizia bassomedievale (DELLANTONIO 2000, pp. 526, 528, 530). ( 15 ) CAVADA 2000, pp ( 16 ) BIERBRAUER & NOTHDURFTER ( 17 ) LANDI 2005.
4 10 Atti Acc. Rov. Agiati, a. 259 (2009), ser. VIII, vol. IX, A, fasc. II, 1 antica e altomedievale. Questo relativo squilibrio fra lo stato della ricerca archeologica sui castelli di prima generazione e quello sui castelli di seconda generazione (relativamente ai quali a oggi si è sempre operato solo con interventi di emergenza e mai con scavi di ricerca) mette ancor più in risalto come siano mancate per il momento nella nostra regione da un lato un applicazione sistematica degli strumenti diagnostici e dei metodi d indagine propriamente archeologici nei siti castellani del pieno e del tardo Medioevo, dall altro un impostazione dello studio del fenomeno dell incastellamento nella prospettiva della lunga durata. La tavola rotonda organizzata dall Accademia Roveretana degli Agiati, pur non avendo la pretesa di affrontare esaustivamente il problema, sia per le dimensioni contenute del convegno (in termini di tempo e per numero di relatori), sia per lo stato oggettivo della ricerca, ancora frammentaria e lacunosa, ha tuttavia l ambizione di costituire il punto di partenza per lo sviluppo di una futura riflessione di più ampio respiro, e ciò mettendo a confronto le esperienze di chi rappresenta gli enti che istituzionalmente operano sul campo, senza trascurare di affiancare alle più recenti acquisizioni dell indagine archeologica l analisi storica e la ricerca archivistica. Lo scopo è dunque quello di ripensare all origine e all evoluzione degli insediamenti fortificati, con una particolare attenzione agli elementi di continuità/discontinuità fra la tarda antichità e il pieno Medioevo, per incominciare a (ri)scrivere la storia dei castelli del Trentino Alto Adige, basanodosi sulla corretta interpretazione delle più svariate fonti a nostra disposizione, con la conditio sine qua non di non perdere mai il contatto con l evidenza archeologica.
5 B. MAURINA: Introduzione 11 BIBLIOGRAFIA AUGENTI A., Dai castra tardoantichi ai castelli del X secolo: il caso della Toscana, in FRANCOVICH & GINATEMPO 2000a, pp BETTOTTI M., L aristocrazia nel tardo Medioevo, in CASTAGNETTI & VARANINI 2000, pp BIERBRAUER V. & NOTHDURFTER H., Die Ausgrabungen im Spätantik-frühmittelalterlichen Bishofssitz Sabiona-Säben, in «Der Schlern», 62, pp BROGIOLO G.P., La ricerca archeologica sui castelli in Italia, in CUSCITO & MASELLI SCOTTI 2004, pp BROGIOLO G.P., Archeologia dei castelli medievali: dal censimento alla valorizzazione, in BROGIOLO & POSSENTI 2005, pp BROGIOLO G.P. & GELICHI S., Nuove ricerche sui castelli altomedievali in Italia settentrionale, Firenze. BROGIOLO G.P. & POSSENTI E. (a cura di), Castelli del Veneto tra archeologia e fonti scritte, Atti del Convegno (Vittorio Veneto, Ceneda, settembre 2003), Mantova. CASTAGNETTI A. & VARANINI G.M. (a cura di), Storia del Trentino, III, L età medievale, Bologna. CAVADA E., Città e territorio nell alto Medioevo alla luce delle fonti archeologiche, in CASTAGNETTI & VARANINI 2000, pp CAVADA E. & GENTILINI G. (a cura di), 2007a - Il restauro dei castelli: analisi e interventi sulle architetture fortificate: conoscere per restaurare, Atti dei seminari in archeologia dell architettura (Trento, ), Trento. CAVADA E. & GENTILINI G., 2007b - Archeologia e morfologia delle fortificazioni medievali alpine: Castel Restor (Trentino occidentale). Un esperienza in corso, in CAVADA & GENTILINI 2007a, pp CUSCITO G. & MASELLI SCOTTI F. (a cura di), I borghi d altura nel Caput Adriae, il perdurare degli insediamenti dall Età del ferro al Medioevo, Atti del Convegno internazionale (Trieste, 5-6 dicembre 2003), Trieste. DELLANTONIO G., Governare terre e uomini. Edifici pubblici nel tardo Medioevo, in CASTAGNETTI & VARANINI 2000, pp FRANCOVICH R., Presentazione, in BROGIOLO & GELICHI 1996, pp FRANCOVICH R. & GINATEMPO M. (a cura di), 2000a - Castelli. Storia e archeologia del potere nella Toscana medievale, Firenze. FRANCOVICH R. & GINATEMPO M., 2000b - Introduzione, in FRANCOVICH & GINATEMPO 2000a, pp GELICHI S., Introduzione all archeologia medievale, Roma. LANDI W.(a cura di), Romani e germani nel Cuore delle Alpi tra V e VIII secolo. Saggi, Bolzano.
6 12 Atti Acc. Rov. Agiati, a. 259 (2009), ser. VIII, vol. IX, A, fasc. II, 1
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